Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANVGD Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANVGD Mon, 08 Mar 2021 19:09:43 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/9464/1 Teleconferenza "L'attualità del Giorno del Ricordo (2004-2021)" Sun, 21 Feb 2021 11:53:55 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/690551.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/690551.html ANVGD ANVGD

Roma, 21 febbraio 2021

 

Teleconferenza "L'attualità del Giorno del Ricordo (2004-2021)"

 

La Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice ed il Centro di Documentazione Multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, organizzano lunedì 22 febbraio alle ore 17:30 una teleconferenza intitolata "L'attualità del Giorno del Ricordo (2004-2021)".

Introdotti e moderati da Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste) interverranno Giuseppe de Vergottini (Presidente FederEsuli), Donatella Schürzel (Vicepresidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), Andrea Ungari (Università degli Studi Guglielmo Marconi - Roma), Luciano Violante (Presidente emerito della Camera dei Deputati) e Rodolfo Ziberna (Sindaco di Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025 insieme alla slovena Nova Gorica).

La tavola rotonda verrà trasmessa sulla pagina Facebook della Fondazione Spirito - De Felice e rimarrà qui visualizzabile anche in differita: non occorre essere iscritti a Facebook per vederla.

http://www.facebook.com/FondazioneSpirito/

Alla luce degli eventi intercorsi dal 30 marzo 2004, giorno in cui fu approvata la Legge 92 istitutiva del Giorno del Ricordo, a oggi (adesione di Slovenia e Croazia all'Unione Europea, Concerto dei Tre Presidenti, visita dei presidenti italiano e sloveno alla Foiba di Basovizza il 13 luglio 2020, identificazione di nuove foibe e fosse comuni in territorio sloveno e croato), i relatori si soffermeranno sul significato del 10 Febbraio per l'opinione pubblica, sulla sua dimensione non solo nazionale ma anche europea, sulle ricadute nel dibattito politico e sui nuovi nodi storiografici.

 

Lorenzo Salimbeni 
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ info@anvgd.it 
 

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Premio del Ricordo - Edizione speciale 2021 dedicata a Norma Cossetto Thu, 18 Feb 2021 11:14:22 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/690145.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/690145.html ANVGD ANVGD

Trieste, 18 febbraio 2021

 

PREMIO DEL RICORDO �“ EDIZIONE SPECIALE 2021 DEDICATA A NORMA COSSETTO

 

La Commissione designata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dopo attenta valutazione, sulla scorta della sensibilità offerta dall’Associazione promotrice, si è così espressa per l’edizione 2021 del Premio del Ricordo, dedicata a Norma Cossetto.

 

Premio del Ricordo 2021 alla Regione Veneto

Erede di quella Serenissima Repubblica di Venezia che, consolidando i rapporti tra le due sponde dell’Adriatico, non solo nel nome dei commerci e dei traffici, ma anche della circolazione artistica e culturale, contribuì a mantenere all’interno dell’ecumene linguistico ed identitario italico le popolazioni italofone dell’Adriatico orientale.

Capofila delle insurrezioni nel 1848, allorché sotto il rinato vessillo marciano arricchito del Tricolore accorsero volontari istriani e dalmati, nonché campo di battaglia delle successive guerre risorgimentali che avrebbero infine condotto all’annessione delle terre irredente dopo la Grande Guerra. Punto d’approdo dopo la Seconda Guerra mondiale per la motonave Toscana dedita a far esodare la quasi totalità della popolazione di Pola e da allora Regione particolarmente ospitale nei confronti delle migliaia di istriani, fiumani e dalmati accolti nei Centri Raccolta Profughi e nei Villaggi Giuliano-dalmati.

Anticipatore, grazie alla cosiddetta Legge Beggiato del 1994 dedicata agli “Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale risalente alla Repubblica Serenissima di Venezia nell'Istria e nella Dalmazia”, dello spirito del Giorno del Ricordo nel ricucire i rapporti e nell’ottica della salvaguardia del patrimonio architettonico di foggia veneziana dopo l’implosione della Jugoslavia.

La Regione Veneto viene perciò insignita del Premio del Ricordo 2021.

 

Premio del Ricordo 2021 a Maurizio Federici e Silvano Olmi

Per aver contribuito a rendere Norma Cossetto simbolo per tutti gli italiani, riuscendo a trasformare un giorno di commemorazione e tristezza di pochi in una celebrazione nazionale sentita, vissuta, condivisa.

Dopo aver ideato e realizzato l’iniziativa "Una rosa per Norma", nell’arco di soli due anni sono riusciti ad ispirare e sensibilizzare decine di Consigli comunali a inaugurare parchi, strade, monumenti alla memoria della martire istriana e, con lei, a quella di tutti gli italiani delle terre perdute.

Per l'impegno infaticabile e per l'amor di patria indiscutibile il Premio del Ricordo 2021 è assegnato, congiuntamente, a Maurizio Federici e Silvano Olmi.

 

Premio del Ricordo 2021 alla Fondazione Bracco

Per il sostegno finanziario alla realizzazione del monumento di Milano ai MARTIRI DELLE FOIBE

A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia” inaugurato il 21 ottobre 2020 in Piazza delle Repubblica a Milano alla significativa presenza dei Sindaci di Trieste, di Gorizia e di Milano. 

La Fondazione Bracco, nata dal patrimonio di valori maturati in oltre 90 anni di storia della Famiglia e del Gruppo Bracco portati avanti con successo nel creare e diffondere espressioni della cultura, dell’arte e della scienza, con entusiasmo ha sostenuto la realizzazione del monumento disegnato dall’artista Piero Tarticchio, dimostrando un legame fortissimo  con le radici della famiglia in Istria a Neresine nell’isola di Lussino, dove nacque nel 1909 il Cavaliere del Lavoro, Fulvio Bracco. 

A quella terra, che ha forgiato il carattere dei fondatori, con forza, entusiasmo e tenacia e grande capacità d’impresa, la Fondazione Bracco ha donato negli anni un contributo morale ed economico di altissimo profilo e spessore in una continua e rigogliosa vicinanza al mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

La Fondazione Bracco è insignita del Premio del Ricordo 2021, consegnato significativamente a Diana Bracco, Presidente e Amministratore Delegato di BraccoSpa, nonché Cavaliere del Lavoro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

  

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

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Omissioni e giustificazionismi in "E allora le Foibe?" Fri, 29 Jan 2021 14:39:06 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/686265.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/686265.html ANVGD ANVGD

Trieste, 29 gennaio 2021

 

Omissioni e giustificazionismi in "E allora le Foibe?"

 

Ha destato perplessità e sconcerto nel mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati, fin dall’annuncio del titolo, la nuova pubblicazione di Eric Gobetti “E allora le foibe?”.  La lettura del volumetto ha confermato le aspettative: benché sia pubblicato da un editore prestigioso come Laterza, si tratta di un’opera giustificazionista, rappresentata però come uno sforzo di “comprensione” delle logiche omicide attuate dai partigiani di Tito.

Ancora una volta la narrazione si può dire che inizi il 13 luglio 1920 con l’incendio del Balkan a Trieste: manca qualunque accenno a “comprendere” le tensioni tra italiani e slavi fomentate dall’Impero austro-ungarico nei suoi ultimi anni di esistenza e neppure all’uccisione dei marinai italiani a Spalato come episodio che avrebbe portato l’indomani ai tumulti triestini. Nessun riferimento all’esodo degli italiani di Dalmazia dopo la firma del Trattato di Rapallo, mentre ci si sofferma sull’emigrazione di slavi dalle province annesse al Regno d’Italia, descritta con cifre roboanti senza scendere nel meticoloso conteggio cui invece verrà sottoposto l’esodo giuliano-dalmata. Le foibe istriane del 1943 vengono presentate come una reazione alle violenze fasciste ed alle repressioni compiute dal Regio Esercito durante l’occupazione della Jugoslavia, con soltanto velati accenni ai progetti espansionistici di lunga data del nazionalismo slavo. L’uso stesso della foiba come strumento di eliminazione viene ridimensionato e rappresentato come un semplice luogo di sepoltura, a dispetto delle testimonianze e ricostruzioni che sono di pubblico dominio (d’altro canto l’esigua bibliografia ignora tra l’altro tutta la produzione scientifica delle associazioni degli esuli). La denigrazione del Monumento nazionale della Foiba di Basovizza, usuale nella retorica di giustificazionisti e riduzionisti, si accompagna all’assenza di riferimenti all’attualità, dall’omaggio che quel sito ha ricevuto dai Presidenti della Repubblica di Italia e Slovenia, alle recenti scoperte di fosse comuni in Slovenia e Croazia in cui giacciono a migliaia le vittime della repressione titina.

L’esodo giuliano-dalmata diventa uno dei tanti spostamenti coatti di popolazioni avvenuti al termine della Seconda Guerra Mondiale (incidentalmente sempre partendo da territori finiti sotto dittatura comunista), senza coglierne le caratteristiche specifiche: le foibe furono un’epurazione politica, le cui cifre vengono minimizzate, preliminare all’annessione alla Jugoslavia, l’esodo rappresentò la pulizia etnica della comunità italiana storicamente radicata nell’Adriatico orientale. Enfatizzando le opzioni previste dal Trattato di Pace, l’autore glissa su quanti dovettero fuggire clandestinamente prima e dopo il 10 febbraio 1947, omette che si era ricostituito un CLN dell’Istria poi annientato dagli apparati jugoslavi e tratta con una leggerezza imbarazzante le condizioni dei Centri Raccolta Profughi.

Dopo una ricostruzione storica così parziale e frettolosa (doveva forse il pamphlet uscire in tempo per fare polemica a ridosso del 10 febbraio?) l’autore rappresenta la Legge 92/2004, istitutiva del Giorno del Ricordo ed approvata ad amplissima maggioranza dal Parlamento, non come un tardivo riconoscimento di una pagina di storia nazionale, bensì come un colpo di mano di una presunta “destra neofascista”. Da tali presupposti origina la rancorosa critica nei confronti del film “Rosso Istria”, giudicato "un prodotto della propaganda nazista" forse perché ha saputo rappresentare il clima di incertezza, terrore ed ansia che dopo l’8 settembre 1943 si respirava nell’entroterra istriano a causa del collasso dello Stato italiano, delle deportazioni compiute dai partigiani jugoslavi e dei rastrellamenti effettuati dai tedeschi (tutti elementi che appaiono nella pellicola).

Di fronte a tante e altre inesattezze molti ricorrono alla citazione “non ti curar di lor, ma guarda e passa” di quel Dante che poneva i confini d’Italia al Carnaro già in epoca medioevale, anche se Gobetti, cui piace farsi fotografare a fianco delle statue del dittatore Tito, non lo ricorda. Visto che il titolo del libello vorrebbe essere ironico, ma si rivela offensivo, preferiamo concludere con "una risata vi seppellirà”, perché qui c'è da ridere per non piangere.

 

Renzo Codarin
Presidente del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste 
 

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Imprecisioni e attacchi politici in “E allora le foibe?” Tue, 26 Jan 2021 19:25:54 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/685454.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/685454.html ANVGD ANVGD

Roma, 26 gennaio 2021

 

Imprecisioni e attacchi politici in “E allora le foibe?”

 

Fin dal titolo provocatorio “E allora le foibe?” il nuovo pamphlet di Eric Gobetti ha destato scalpore nel mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati. La breve lettura, densa però di imprecisioni storiche e politiche,  benché l’editore sia l’autorevole Laterza, risulta essere una nuova presa di posizione giustificazionista, condita da un fatalismo che ferisce chi quelle vicende le ha vissute o ne ha memoria in famiglia.

Ancora una volta, come nella peggiore storiografia finalizzata a ridurre le foibe ad una reazione alle vessazioni fasciste, la narrazione inizia dall’incendio del Balkan, senza alcun riferimento alle tensioni tra italiani e slavi fomentate dall’Impero austro-ungarico nei suoi ultimi anni di esistenza, né all’uccisione dei marinai italiani a Spalato come episodio scatenante i tumulti che avrebbero portato poi all’assedio del Balkan. L’autore invita a “comprendere” le foibe istriane del ‘43 come una reazione alle discriminazioni del ventennio fascista ed alle repressioni compiute dal Regio Esercito durante l’occupazione della Jugoslavia. Si sarebbe trattato di inevitabili massacri nella logica della guerra e la foiba stessa viene superficialmente presentata come un luogo di sepoltura e non come abisso in cui le vittime venivano precipitate molto spesso ancora vive, ignorando testimonianze e ricostruzioni delle vicende oramai ufficialmente assodate.

L’Esodo viene poi diluito nel mare magnum degli spostamenti coatti di popolazioni avvenuti al termine della Seconda Guerra Mondiale, senza coglierne le caratteristiche specifiche, trattando con una leggerezza imbarazzante le condizioni dei Centri Raccolta Profughi ed inesistenti appaiono i riferimenti ai beni degli esuli con cui lo Stato italiano pagò le riparazioni di guerra alla Jugoslavia. Ampi e faziosi risultano, invece, i riferimenti all’attualità politica, tesi a presentare il Giorno del Ricordo come una ricorrenza delle destre, dimenticando che lo Stato definito “ancora espressamente antifascista”, è anche uno Stato democratico che ha riconosciuto ufficialmente con la Legge 92/2004 “i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata”. I giudizi inauditi di critica cinematografica sul film “Rosso Istria” che “sembra un prodotto della propaganda nazista” risultano tesi solo a riscattare una certa “vulgata resistenziale” e a incensare la lotta partigiana di Tito, a fianco delle cui statue l’autore ama farsi fotografare. Gobetti inoltre attribuisce al Senatore Maurizio Gasparri, il cui impegno politico a favore degli esuli è sempre stato coerente, significativo, nonché consapevole e bene informato, dichiarazioni piene di grossolane imprecisioni, che ovviamente non sono mai state rilasciate, come facilmente dimostrabile. Gli strali di Gobetti probabilmente dipendono dall’impegno profuso da Gasparri per la diffusione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo e dalla sensibilità dimostrata per le istanze della diaspora adriatica fin dagli inizi della sua carriera politica e non solo a ridosso del Giorno del Ricordo.

Esprimo dunque solidarietà e sostegno al Senatore Gasparri, ingiustamente e scorrettamente citato, e al popolo dell'esodo giuliano-dalmata, oltraggiato e ferito ancora una volta.

 

Donatella Schürzel
Vicepresidente nazionale Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Presidente del Comitato provinciale di Roma dell’A.N.V.G.D. 
Via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ info@anvgd.it

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Don Ettore, un sacerdote vicino alla comunità dell’Esodo Wed, 06 Jan 2021 19:24:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/682240.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/682240.html ANVGD ANVGD

Trieste, 6 gennaio 2021

 

Don Ettore, un sacerdote vicino alla comunità dell’Esodo

 

L’arrivo di migliaia di profughi istriani dopo la Seconda Guerra Mondiale ed il carisma del Vescovo rovignese Antonio Santin, vero e proprio defensor civitatis nella fase finale del conflitto, hanno contribuito a trasformare la laica Trieste in una città maggiormente sensibile nei confronti della Chiesa. Nelle incertezze diplomatiche che caratterizzarono la Guerra Fredda nella Venezia Giulia, a partire dal mai costituito Territorio Libero di Trieste per giungere al Trattato di Osimo passando per le sanguinose giornate del novembre 1953, la Diocesi ha rappresentato uno dei pochi punti di riferimento stabili, duraturi e sensibili nei confronti della cittadinanza.

Di questa temperie storica ha risentito pure la formazione di Don Ettore Malnati, originario di Varese, ma a lungo segretario particolare di Monsignor Santin, dal quale ha acquisito non solo insegnamenti dottrinari, ma anche il medesimo significativo approccio alle complesse vicende del confine orientale italiano. Come ha avuto modo di dichiarare in un’intervista rilasciata al quotidiano cittadino in occasione dei 50 anni del suo sacerdozio, Malnati ha appreso da Santin la capacità di essere con discrezione e determinazione «conoscitore e inserito nella storia, in particolare nella storia così complessa di questa città».

Ed in questa attenzione per le vicende della nostra terra, Don Ettore ha sempre dimostrato vicinanza alla comunità dell’esodo giuliano-dalmata ed anche nella sua produzione letteraria, dedicata con particolare cura alla figura di Santin, si percepisce una compartecipazione che va ben oltre alle caratteristiche caritatevoli proprie di un sacerdote. La crescita culturale e spirituale di Don Ettore a Trieste ha fatto di lui un amico ed una presenza importante per gli esuli istriani, fiumani e dalmati, i quali gli formulano perciò auguri particolarmente fervidi per questo suo mezzo secolo di meraviglioso lavoro sacerdotale.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it

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FederEsuli ed Unione Italiana stabiliscono una collaborazione organica Tue, 08 Dec 2020 13:14:00 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/676973.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/676973.html ANVGD ANVGD

Da: "Federazione degli Esuli" info@federesuli.com
A:
Cc:
Data: Tue, 8 Dec 2020 13:00:39 +0100
Oggetto: FederEsuli ed Unione Italiana stabiliscono una collaborazione organica

 

Trieste, 8 dicembre 2020

FederEsuli ed Unione Italiana stabiliscono una collaborazione organica

 

I vertici dell’associazionismo della diaspora adriatica hanno incontrato in teleconferenza i massimi rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana autoctona della Croazia e della Slovenia sabato 5 dicembre 2020.

All’incontro hanno partecipato il Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, Giuseppe de Vergottini, Franco Papetti (Presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo �“ Libero Comune di Fiume in Esilio),
Renzo Codarin (Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), Tito Lucilio Sidari (Presidente dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria �“ Libero Comune di Pola in Esilio), David Di Paoli Paulovich (Presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane) e Giorgio Varisco (in rappresentanza dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo �“ Libero Comune di Zara in Esilio), il Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul ed il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva.

Nel corso della riunione sono stati esaminati tutti i campi della possibile e necessaria stretta sinergia fra le due componenti dell’italianità adriatica, con l’obiettivo, pandemia permettendo, di procedere quanto prima alla firma congiunta di un accordo di collaborazione che renda organici i rapporti tra FederEsuli ed Unione Italiana.
Primo passo di questo percorso condiviso sarà la celebrazione congiunta del Giorno del Ricordo 2021: data e luogo verranno fissati nelle prossime settimane anche in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica in Italia, Slovenia e Croazia.

L’implementazione dell’accordo Dini-Granić sulle Minoranze del 1996 sarà una delle prime istanze da affrontare, affinché il bilinguismo nelle località di storica presenza italiana trovi piena attuazione in tutte le sfere, dai diritti linguistici, al mondo scolastico.

Partendo dall’incontro dei Presidenti italiano, Sergio Mattarella, e sloveno, Borut Pahor, a Trieste lo scorso 1 3 luglio e dalle recenti aperture sul tema dell’esodo da parte del Presidente croato, Zoran Milanović, si è deciso di trovare le forme migliori per portare un doveroso riconoscimento ufficiale ed istituzionale ai tanti luoghi di sepoltura, foibe e fosse comuni, ove furono trucidati tantissimi italiani allo scopo di indebolire la presenza nazionale maggioritaria autoctona in quelle terre e spingerla all’esodo. Dovrà essere, inoltre, intensificata la salvaguardia dei cimiteri che ospitano tombe italiane, principalmente da parte delle autorità croate e slovene, attività che richiederà una sempre più stretta collaborazione con le comunità locali.

Allo scopo di portare avanti gli impegni presi ed avviare un sempre più solido coordinamento, è stato, infine, stabilito di fissare incontri mensili periodici e di costituire un gruppo permanente di lavoro comune formato da tre esponenti della FederEsuli e da altrettanti dell’Unione Italiana.

 

Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati - Unione Italiana 

Ufficio Stampa FederEsuli
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@federesuli.com

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Rispettare la morte di Norma Cossetto Fri, 04 Dec 2020 13:01:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/676374.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/676374.html ANVGD ANVGD

Trieste, 4 dicembre 2020


Rispettare la morte di Norma Cossetto

 

“Infoibati” di Guido Rumici, edito da Mursia nel 2002, è stata la prima pubblicazione di livello scientifico che si è occupata specificatamente delle foibe. Già in questa circostanza la terribile morte di Norma Cossetto è uscita dalla memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati, che l’hanno custodita per decenni, ed è stata presentata in maniera documentata e appropriata.

L’apposita commissione, che predispone l’istruttoria per assegnare le onorificenze ai discendenti delle vittime delle foibe e delle deportazioni compiute dai partigiani comunisti di Tito, ha lavorato scrupolosamente prima che il Presidente della Repubblica ed ex partigiano Carlo Azeglio Ciampi assegnasse a Norma Cossetto la Medaglia d’oro al valore civile. Tale conferimento si svolse in occasione del 10 Febbraio 2005, prima volta in cui aveva luogo la ricorrenza del Giorno del Ricordo istituita dalla Legge 92 dell’anno precedente.

Non per caso la sorella di Norma fu tra i primi a ricevere questo riconoscimento  morale, ma proprio perché Norma rappresentava il simbolo di una comunità, di un’italianità offesa, violata e fatta sparire nell’abisso di una foiba. D’altro canto già nell’immediato dopoguerra l’ateneo di Padova con il consenso del Prof. Concetto Marchesi, padre costituente e parlamentare comunista, attribuì la laurea honoris causa alla studentessa Cossetto, uccisa in maniera così crudele.

Eppure nella commissione toponomastica di Reggio Emilia c’è chi si rifiuta di intitolare una via ad una Medaglia d’oro della Repubblica italiana come richiesto dal consiglio comunale di una città in cui c’è invece una via dedicata a Josip Broz Tito, acclarato e riconosciuto massacratore di italiani nelle terre del confine orientale. A pochi giorni di distanza dalla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne c’è stato insomma chi ha trovato da obiettare sulla vicenda di una ragazza violentata e scaraventata in una foiba ancora viva. Uno scrittore di quelle parti definì “trinariciuti” questi personaggi che evidentemente ancora caratterizzano le province di quello che fu il tristemente noto Triangolo rosso.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

 

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I vincitori del XVII Premio Letterario “Gen. Loris Tanzella” Thu, 05 Nov 2020 11:14:21 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/670602.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/670602.html ANVGD ANVGD
Verona, 5 novembre 2020 

I vincitori della XVII edizione del Premio Letterario Nazionale “Gen. Loris Tanzella”

la XVII edizione del Premio Letterario Nazionale “Gen. Loris Tanzella”, istituito dal Comitato provinciale di Verona dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per divulgare e salvaguardare il patrimonio storico, artistico, linguistico che contraddistingue la cultura delle genti istriane, fiumane e dalmate, evento conclusivo del programma delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, non ha potuto concludersi quest’anno con la consueta Cerimonia di Premiazione.

La Giuria del Premio, dopo aver preso atto che il quadro epidemiologico del coronavirus evidenziava, a partire dal mese di agosto, un preoccupante aumento dei contagi, ha stabilito di annullare la Cerimonia di premiazione fissata in data 9 ottobre scorso e di inviare ai premiati i riconoscimenti assegnati e precedentemente loro comunicati, auspicando che i vincitori di questa edizione possano presenziare alla prossima edizione del Premio in qualità di graditi ospiti.

Le opere finora pervenute nelle diverse edizioni del Premio Tanzella sono circa 500 e costituiscono, nella storia della letteratura giuliano-dalmata, un rilevante patrimonio di memorie individuali e storiche, di lingua, di arte, di musica, di teatro, di tradizioni.


Questa edizione del Premio Tanzella si è notevolmente distinta per la qualità delle numerose opere pervenute. Le autrici e gli autori che hanno presentato i lavori in questa edizione provengono da regioni del sud, del nord e del centro Italia e anche dalla lontanissima Australia, meta di un esodo ancora più drammatico.

Anche in questa edizione si è riconfermata una significativa partecipazione di autori che non hanno un legame personale con le terre del confine orientale, ma nel venire a conoscenza delle complesse vicende inerenti alla questione adriatica, sono riusciti a produrre opere anche di grande valore e pregio.

I componenti della Giuria del Premio, da me presieduta, sono i Consiglieri del Comitato di Verona ANVGD Tullia Manzin, Donatella Stefani Veronesi, Dolores Ribaudo e Giuseppe Piro.

Cordialmente


Loredana Gioseffi 
Presidente del Comitato provinciale di Verona dell'Associazione NAzionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Presidente della Giuria del Premio

PREMIO ASSOLUTO

Memorie di un marciatore” di Abdon Pamich

Il nostro cuore è rimasto sempre nella Fiume dove siamo nati e non ha mai trovato pace”.

“Con queste toccanti parole l’uomo, l’esule, il campione Abdon Pamich conclude il suo avvincente racconto di una vita in marcia. Una marcia avventurosa, quella iniziata da bambino con il fratello Giovanni verso l’Italia, alla conquista della libertà, nella solitudine e nel doloroso distacco dal loro mondo. La narrazione, in cui i valori educativi dello sport si compenetrano in modo significativo con quelli della vita, scorre fluida, limpida sul filo della memoria di tante sfide, di tante marce vittoriose verso la conquista di traguardi sportivi ineguagliabili, di imprese memorabili come l’Oro Olimpico di Tokio, con i quali il campione Abdon Pamich ha onorato l’Italia tanto quanto l’ha amata come Patria”.


PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

L’amore nel fuoco della guerra”. Passione e voluttà, tradimenti e congiure nella Zara italiana

di Stefano Zecchi

L’amore nel fuoco della guerra” completa la trilogia di romanzi ambientati dall’autore nei capoluoghi della regione istro-dalmata-quarnerina nel devastante contesto storico del secondo conflitto mondiale. Pola, Fiume e Zara diventano scenari d’intrecci narrativi di sentimenti, di storia e di politica in cui si sviluppano trame avvincenti e irrompono colpi di scena che sorprendono il lettore. Come dichiara l’autore, è un sentito vincolo quello che lo lega fin dall’infanzia al dramma dell’esodo, quando rimasero indelebili nella sua mente le immagini di tristezza e di sconforto dei profughi che fuggivano dall’Istria e sbarcavano a Venezia con il loro carico di sventura e di dolore. Il mondo degli esuli esprime all’autore profonda gratitudine per aver contribuito, con la qualità delle sue opere, a divulgare la causa giuliano-dalmata e ad aver dato voce alle sofferenze di un popolo dopo il lungo imperdonabile silenzio della Storia”.


SEZIONE RICERCHE STORICHE E STORIA DELL’ARTE

Primo Premio “L’arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi”

di Eufemia Giuliana Budicin, Maria Grazia Chiappori, Donatella Schurzel, Barbara Vinciguerra

“Gli studi sull’Arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi, che introducono ed accompagnano la Mostra tenutasi a Montalto di Castro nel luglio 2019, promossa e realizzata dal Comitato Provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, costituiscono un’ampia ed approfondita disamina della prolifica presenza di artisti giuliano-dalmati sulla scena di Roma e del Lazio.

La ricerca, dotta e minuziosa, evidenzia l’autorevolezza e il successo di mosaicisti, architetti, scultori e pittori che provenivano dalla sponda orientale dell’Adriatico, ma erano espressione della medesima matrice culturale che contraddistingue la genialità dei Grandi dell’arte italiana.

La veste grafica, incluse le immagini, è stata curata con tale abilità che l’opera ne è risultata arricchita e valorizzata. La pubblicazione vanta inoltre una ricchissima bibliografia, molto utile ed illuminante per quanti vorranno allargare la ricerca in ambiente geografico più vasto”.

Secondo Premio

Memorie dell’Istria Veneziana” di Gianfranco Pontini

“La diffusa e capillare presenza della Repubblica Serenissima di Venezia in terra d’Istria e l’amore che l’autore, veneziano di nascita, nutre per quest’ultima e per la sua gente, costituiscono l’elemento fondante di un accurato e dettagliato lavoro che conduce il lettore sulle orme di Venezia nei piccoli borghi dell’entroterra istriano, suscitando grande interesse, curiosità e ammirazione. Attraverso l’agevole lettura del libro, si scopre un patrimonio storico, artistico e culturale che la civiltà veneziana ha sviluppato nei territori dell’Istria “in contatto con Venezia dalla notte dei tempi” e diventati nel corso dei secoli non possedimenti della Serenissima, ma luoghi “in dedizione” con diritti e doveri reciproci. Puntuali gli approfondimenti storici che accompagnano le descrizioni di paesaggi incantevoli, densi di memoria e di arte”.

Menzione d’Onore

La Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. L’arrivo della Commissione interalleata nei territori dell’Istria (9 marzo �“ 5 aprile 1946)” di Giuliana Donorà

“All’interno del lavoro risultano particolarmente interessanti soprattutto gli aspetti relativi all’istituzione della Commissione Interalleata nei territori dell’Istria nel 1946 e alla documentazione, finora poco conosciuta, delle attività svolte, in particolare da parte slava, ai fini di influenzare le conclusioni della Commissione stessa”.

Apprezzabile l’impegno dell’autrice nell’affrontare e far conoscere una tematica storica finora non adeguatamente considerata, data l’importanza che riveste”.

Menzione d’Onore

Un’iscrizione rovignese: Seixomniai Leuciticai Polates (CIL V, 8184). Lingua e cultura venetica d’Istria” di Matteo Gallo

“Analisi estremamente dotta di una iscrizione scoperta nel 1868 nell’agro rovignese, con dedica ad una divinità femminile: Leucitica (Leucozèa = dea bianca).

Per spiegare l’interpretazione delle tre parole, l’autore compie un excursus, di notevole rilevanza culturale, sulla Religio e sul culto di divinità femminili in campo indoeuropeo ed indomediterraneo.

Lavoro estremamente specialistico, che attesta da parte dello studioso una profondissima conoscenza delle lingue venetiche”.


MENZIONE D’ONORE SPECIALE ALLA MEMORIA

L’Italia rovesciata. Lettere ai giornali 1984 �“ 2016” di Tullio Canevari

“L’opera, voluta dalla signora Bruna Rodriguez consorte del compianto Tullio Canevari indimenticato Sindaco dell’AIPI-LCPE (Associazione Italiana di Pola e Istria �“ Libero Comune di Pola in Esilio), è una raccolta di lettere. Come dichiara testualmente lo stesso autore, questo “vizio di scrivere ai giornali, alle Amministrazioni, ai Rettori delle Università, agli Amministratori comunali, risale probabilmente a molto tempo prima del 1984, ma è solo da quel periodo che ho cominciato a conservarne copia ed è solo ora che, vedendo gli anni fuggire velocemente verso il punto di non ritorno, ho pensato di seguire il suggerimento di amici ed amiche, di legarle insieme”.

Nei testi delle lettere traspare con vigore la determinazione dell’autore, esule dall’amata e sempre rimpianta Pola, a ribadire in diversi contesti la verità storica sulle tragiche vicende del confine orientale, per decenni ignorata e mistificata, a testimoniare l’italianità delle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia nella strenua difesa dei diritti storici e morali delle popolazioni che le hanno abitate fino al doloroso distacco dell’esodo.

Il mondo degli esuli, riconoscente, lo ricorda con profonda stima e affetto”.


SEZIONE TESTIMONIANZE

Primo Premio

Sulle ali della memoria” Gli esuli giuliano-dalmati di Sicilia ricordano di Maria Cacciola

“Gli esuli giuliano-dalmati, testimoni oculari delle tragiche vicende che nel corso del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra hanno insanguinato le terre del confine orientale, divulgano, con il loro vissuto, storia e memoria. Il libro raccoglie numerose e preziose testimonianze di esuli che, dopo aver dolorosamente abbandonato la terra natia abbracciata dal Mare Adriatico, approdarono in terra di Sicilia dove furono accolti con benevolenza secondo il tradizionale senso di ospitalità della gente del luogo. Ammirevole la volontà dell’autrice, il cui padre fu vittima della feroce persecuzione titina, di far conoscere con esemplare impegno, attraverso il valore della memoria, la verità di una pagina di storia italiana per decenni taciuta e negata”.

Menzione d’Onore Speciale

Istria addio” Ricordi e pensieri di un esule istriano di Bruno Carra

“Il lavoro, che si avvale di un linguaggio immediato e coinvolgente, si fa apprezzare soprattutto per l’intensità degli aspetti emotivi suscitati dagli struggenti ricordi giovanili dei trascorsi di vita dell’autore nell’amata terra d’Istria. Questi aspetti, intrecciandosi con episodi storici che culminarono nella tragedia delle foibe e dell’esodo, fissati altrettanto indelebilmente nella memoria dell’autore, costituiscono un quadro significativo di quel dramma che colpì il popolo giuliano-dalmata, condannato dalla Storia a rimanere senza giustizia.

Ne scaturisce pertanto una significativa opera di memoria individuale e storica che racchiude il valore inestimabile delle testimonianze dei protagonisti dell’esodo”.

Menzione d’Onore

Fiume. La casa oltre il confine” di Giuseppina Nacinovich Smaila

“Il titolo del libro “Fiume” evidenzia il binomio indissolubile tra l’autrice e la sua amata città natale. Scorrono sul filo della memoria momenti di vita, le magiche atmosfere del bel golfo del Quarnaro, i profumi inebrianti del mare e della resina dei monti. Dalla narrazione traspare l’anima di una città caratterizzata dall’italianità della sua gente laboriosa, centro di civile convivenza tra etnie, culture e religioni diverse che le atrocità della guerra hanno travolto. L’autrice diventa, nel corso della narrazione, testimone oculare di tragici eventi che la costrinsero all’esodo e alla sofferta esperienza del campo profughi, affrontati con ammirevole forza d’animo e con la speranza in un futuro migliore”.

Menzione d’Onore alla Memoria

Istria terra della mia infanzia” di Mario Demetlica

“La testimonianza dell’autore, avvalendosi di un linguaggio semplice e diretto, esprime profondamente i legami col territorio di origine e mette in evidenza l’impossibilità di accettare il regime comunista di Tito che, dopo l’assegnazione dell’Istria alla Jugoslavia, negò ogni diritto umano, ogni libertà e perseguitò l’etnia italiana rimasta. L’autore tenta più volte, attraverso fughe avventurose, di raggiungere l’Italia, ma riuscirà nel suo intento, solo dopo una decina di anni, con la sua famiglia per trasferirsi successivamente in Australia. Lodevole l’impegno del nipote dell’autore, Fabio Demetlica, residente ad Adelaide, nel far tesoro della testimonianza del nonno e divulgarla, evidenziando in tal modo il carattere di diaspora dell’esodo giuliano-dalmata i cui protagonisti con ammirevole dignità, compostezza e attaccamento al lavoro, riuscirono a ricostruirsi un’esistenza pur dovendo adattarsi a modelli di vita completamente estranei alla loro cultura di origine”.


SEZIONE NARRATIVA E TEATRO

Primo Premio

La baia degli Uscocchi” di Pio Baissero

“L’opera evidenzia una capacità narrativa avvincente e la trama, che si rivela originale nell’ideazione, è caratterizzata da un incalzante ritmo di eventi che coinvolge ed appassiona il lettore.

Gli episodi cruenti della guerra, condotta dalla Repubblica Serenissima di Venezia contro i violenti assalti di pirateria degli Uscocchi che minacciavano la sicurezza delle rotte commerciali nel mare Adriatico e insanguinavano le coste dell’Istria e della Dalmazia nel corso del XVI secolo, s’intrecciano sapientemente con la storia dell’amore impossibile che unisce i protagonisti, fino a travolgerli”.

Menzione d’Onore

Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano” di Emanuele Corocher

“La vicenda umana del protagonista, animato da profondi ideali patriottici, è irrimediabilmente segnata dalla drammatica esperienza vissuta nel corso del secondo conflitto mondiale nelle terre del confine orientale dove, tra gli orrori della guerra, incontra l’amore della sua vita, travolto e reso impossibile dagli eventi bellici. Anche il tentativo di ricostruirsi una nuova esistenza dopo il rientro in Patria si concluderà tragicamente nella miniera di Marcinelle dove perirono con lui numerosissimi lavoratori italiani. La narrazione si avvale di un linguaggio semplice, ma fluido ed efficace, che coinvolge il lettore attratto da un incalzante susseguirsi di avvenimenti”.

Menzione d’Onore

In malorsiga ….. anche i Drusi” di Mario Frezza

“Questo lavoro fa parte di un complesso di tre opere teatrali connesse per tematica. “La Cisterna” di Bruno Carra che tratta il tema delle foibe e dell’esodo, “Una storia per Albina” di Mario Frezza che tratta il tema dei campi profughi e dello stesso autore “In malorsiga …anche i Drusi”.

Il testo teatrale si articola e si sviluppa sul ritorno nel luogo di origine di una famiglia di esuli istriani che ritrova i parenti rimasti. L’incontro si svolge nell’osteria di proprietà di quest’ultimi e tra loro s’intreccia un dialogo in cui gli uni e gli altri si confrontano con l’intensità emotiva dei loro diversi vissuti, segnati da sofferenze e lacerazioni profonde. “Grado Teatro”, diretto con passione e competenza dal direttore artistico Tullio Svettini, ha messo in scena l’opera in Italia e nei luoghi dell’esodo riscuotendo notevoli apprezzamenti”.

Menzione d’Onore

Istria 1943 �“ Joh mene, un grido nel buio” di Gloria Gabrielli

“Lavoro teatrale, ambientato a Lanischie in Istria sul finire del 1943, nel quale rivivono, attraverso intensi colloqui tra il vicesindaco del paese, italiano e la moglie croata, nativa del paese stesso, i vari momenti tragici vissuti dopo l’armistizio. Emergono nel colloquio i timori, le paure di essere coinvolti, anche se innocenti, nei conflitti del momento. In realtà i timori si concretizzano drammaticamente con l’arresto e la sparizione del protagonista per opera dei partigiani comunisti titini, rievocata dai ricordi toccanti del figlio Rino che con la madre riuscirà a salvarsi.

Il testo introduce con gradualità e chiarezza le diverse tematiche storiche che culminarono nella tragedia delle foibe e nell’esodo della popolazione giuliano-dalmata acquisendo pertanto una funzione anche didattica. Il lavoro è arricchito dalle musiche eseguite, con un forte coinvolgimento emotivo, dal nipote del protagonista”.

MENZIONE D’ONORE ALLA MEMORIA

a Giovanni Rapelli

“L’autore, con la sua ultima pubblicazione “CIMBRI/TZIMBAR. Vita e cultura della civiltà cimbra”, lascia un’importante eredità culturale nel campo storico e linguistico. Valente linguista e studioso, ha approfondito con competenza e passione il legame che intercorre tra i cognomi e la storia della comunità e i territori. Notevole, inoltre, il Suo contributo dato all’indagine storica-linguistica nelle terre che si affacciano sull’Adriatico orientale, mettendo in risalto la continuità della cultura italiano- veneta in Istria e Dalmazia, a conferma della Sua vicinanza al mondo degli esuli giuliano-dalmati con cui ha condiviso sentitamente il dramma dell’esodo”.


SEZIONE POESIA

Menzione d’Onore

100 frammenti quotidiani su mia madre” di Stella Cernecca

“L’opera di Stella Cernecca raccoglie in forma di frammenti alcuni ricordi della madre istriana. Si tratta di un tributo pensoso ed affettuoso che bene esprime il legame tra figlia e madre, sullo sfondo della memoria del comune esilio”.



SEZIONE STORIA E SAGGI STORICI

Primo Premio

La fortezza Signa 1715” di Dan Morel Danilovich e Michele Nardo

“L’opera traccia un profilo storico delle lotte tra l’Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia, incentrandosi sulla settima guerra ottomano-veneziana ovvero la seconda guerra di Morea, conosciuta oggi in Dalmazia come guerra di Signa, dal nome della fortezza protagonista di un’eroica resistenza opposta dalle truppe veneziane all’attacco di quelle ottomane assai sovrastanti. Apprezzabile il lavoro di ricerca dell’autore che recupera una pagina gloriosa della storia della Repubblica Serenissima di Venezia e risulta notevole ed inappuntabile l’opera di trasposizione dei fatti realmente accaduti in fumetto che invoglia alla lettura anche i più giovani. La battaglia di Signa, rimasta ancor oggi viva nella memoria degli abitanti della Dalmazia, viene ricordata il 15 agosto di ogni anno.

Va inoltre sottolineato che buona parte della vecchia frontiera veneziana è utilizzata attualmente per demarcare il confine dell’Unione Europea con il resto dei Balcani”.

Secondo Premio

Antonio Grossich (1849 �“ 1926). L’uomo e l’opera” di Rino Cigui

“L’opera dello storico Rino Cigui, realizzata con la collaborazione scientifica del Centro Ricerche Storiche di Rovigno, è degna di ammirevole attenzione per come ha saputo tratteggiare, con notevole maestria unita a profonda indagine documentale, la figura di Antonio Grossich.

Dopo anni di oblio, dovuto anche alle ideologie del secolo passato, ha così messo in luce la grande figura dell’amministratore della cosa pubblica ed il profilo dello scienziato indagatore che nell’esercizio della professione medica, anche ad alti livelli di responsabilità dirigenziale, in Austria e soprattutto a Fiume, ha espresso una grande umanità.

Alcune innovazioni in campo chirurgico e poi l’applicazione della celebre antisepsi cutanea della tintura di iodio, che salvò molte vite, emergono a far risaltare questo grande personaggio italiano non di meno che nelle vicende politiche dell’Alto Adriatico Orientale”.

Menzione d’Onore

Il Giorno del Ricordo 2011 a Modena” a cura di Giampaolo Pani e Luigi Vallini

“Il libro, realizzato dal Comitato Provinciale di Modena dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per celebrare solennemente l’inaugurazione nella città emiliana del monumento a perenne ricordo delle vittime delle foibe, è una miscellanea di testimonianze, di memorie, di analisi e di approfondimenti storici anche di autorevoli personalità e di citazioni letterarie. Opera apprezzabile con cui si è voluto onorare l’impegno di testimoniare la memoria dei tragici eventi che colpirono la popolazione giuliano-dalmata, costretta ad abbandonare nel dopoguerra le terre della sponda orientale dell’Adriatico verso un ignoto destino. Questa dolorosa pagina della storia italiana fu a lungo ignorata per opportunismi politici e condizionamenti ideologici, come se gli eccidi delle foibe e il dramma dell’esodo fossero vicende non collocabili all’interno del quadro storico e politico dell’Italia e dell’Europa e quindi da confinarsi in una dimensione localistica e marginale. La veste grafica e la ricca documentazione fotografica valorizzano i significativi contenuti dell’opera. Degna di nota la dedica che compare nella targa infissa nel Monumento:

Ai figli d’Istria, Fiume e Dalmazia, italiani per stirpe, lingua e cultura, martiri in foiba, in mare, in prigionia, esuli nel mondo per amor di Patria”.


 
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Aldo Clemente, il nume tutelare degli esuli giuliano-dalmati Tue, 27 Oct 2020 12:43:27 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/668478.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/668478.html ANVGD ANVGD

Aldo Clemente, il nume tutelare degli esuli giuliano-dalmati

Avrebbe compiuto cent’anni lo scorso 21 ottobre Aldo Clemente, venuto a mancare nel 2014 dopo essere stato dal 1949 al 1979 Segretario Generale dell’Opera Assistenza ai Profughi giuliani e dalmati. In precedenza era stato segretario provinciale dell’Associazione Orfani di Guerra a Trieste, la sua città natale, e segretario per due anni del Comitato nazionale per i rifugiati italiani, prima di dedicare i suoi sforzi in particolare all’inserimento delle centinaia di migliaia di esuli istriani, fiumani e dalmati nell'intera penisola e che, nello specifico,  avrebbero trovato una nuova collocazione abitativa all’estrema periferia meridionale di Roma. Essi si erano spontaneamente collocati, lungo la via Laurentina, nei padiglioni che avevano ospitato gli operai impegnati nell’edificazioni del limitrofo quartiere dell’EUR, ove avrebbe dovuto svolgersi l’Esposizione Universale del 1942. Assieme ai coniugi Marcella Meyer e Oscar Sinigaglia, Clemente fu il principale artefice della trasformazione di una sorta di baraccopoli in un quartiere in cui centinaia di famiglie poterono avere un alloggio di edilizia popolare in cui cominciare veramente una nuova vita.

Austero dirigente ed efficiente amministratore, Aldo Clemente riservava tuttavia affetto e gentilezze per i figli degli esuli, nati o cresciuti in quello che era diventato il Quartiere Giuliano-Dalmata, essendo inoltre capace di commuoversi di fronte alle situazioni di disagio più gravi che si trovò a fronteggiare rapportandosi alla comunità adriatica di Roma. Fu una sorta di nume tutelare del Quartiere, amato e benvoluto da tutti: prova ne sia la raccolta fondi che spontaneamente prese il via dopo la sua scomparsa affinché venisse incisa una lapide che testimoniasse la riconoscenza e l’affetto che centinaia di persone provavano nei suoi confronti.

In una società in cui in tanti già cercavano i riflettori e la notorietà ben al di là dei propri meriti, Clemente fu sempre umile e modesto, una figura di quegli uomini delle istituzioni grazie ai quali non solo gli esuli, ma tutta Italia poterono risollevarsi nel dopoguerra.

In maniera estremamente lungimirante egli fu un prezioso e  mai invadente consigliere e maestro, dimostrando stima e apprezzamento per me e per tutta la seconda generazione di esuli che prese in mano la dirigenza del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Rimase sempre vicino all’associazionismo giuliano-dalmata, tanto da venire eletto primo presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati allorché fu fondata nel 1990. Ma già da prima aveva capito che il futuro della nostra tragica storia e la conservazione della memoria di quanto accaduto ai primi esuli risiedeva nell’impegno profuso dalle seconde e terze generazioni, le quali avevano nel vissuto famigliare esperienza di quella pagina di storia italiana, ma al contempo rappresentavano il reinserimento e la rinascita dell’italianità adriatica.

Il suo ricordo ed esempio è frequentemente ricorrente e nell'occasione del suo centenario vada ad Aldo Clemente immutata stima e affetto.

 

Donatella Schürzel 
Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Presidente del comitato provinciale di Roma dell’A.N.V.G.D. 
27 ottobre 2020 - Via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ roma.anvgd@gmail.com 

https://www.arcipelagoadriatico.it/aldo-clemente-il-nume-tutelare-degli-esuli-adriatici/  
 
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Vandalizzato il Ricordo di Norma Cossetto e dei martiri delle foibe Thu, 22 Oct 2020 14:08:22 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/667825.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/667825.html ANVGD ANVGD

Roma, 22 ottobre 2020

Vandalizzato  il Ricordo di Norma Cossetto e dei martiri delle foibe

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia si associa al Comitato 10 Febbraio nella condanna dell’atto di vandalismo compiuto da chi ha spezzato la lapide in onore dei Martiri delle Foibe a Rapallo, in provincia di Genova.

Non si tratta purtroppo del primo caso del genere, altri simili sono avvenuti in passato, spesso in concomitanza con le celebrazioni del Giorno del Ricordo, mentre questa volta si sono appena svolte molteplici iniziative ed intitolazioni toponomastiche in tutta Italia nell’anniversario della morte efferata e dell'infoibamento di Norma Cossetto, tra il 4 ed il 5 ottobre 1943. A monte di questi episodi vandalici riscontriamo che nei giorni precedenti le prese di posizione dell’ANPI stigmatizzano i contenuti del 10 Febbraio ovvero del Ricordo delle tragedie del confine orientale. Un siffatto odio ideologico sembra impedire a taluni di conoscere storicamente e di accettare nella storia italiana queste tragiche pagine riproponendo motivazioni antifasciste fuori luogo ed inappropriate, oltreché del tutto anacronistiche, considerato che il Giorno del Ricordo è stato istituito da una Legge dello Stato del 2004, che al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza ha reso omaggio lo scorso 13 luglio il Presidente della Slovenia Pahor assieme al Presidente Mattarella, che Norma Cossetto ha ricevuto la laurea honoris causa nell’immediato dopoguerra su proposta di Concetto Marchesi, grande latinista e comunista intellettualmente corretto, e che nel 2005 le è stata conferita la Medaglia d’oro al Merito Civile dal Presidente della Repubblica ed ex partigiano Carlo Azeglio Ciampi.

Auspichiamo che l’amministrazione comunale di Rapallo ripristini rapidamente il manufatto danneggiato e condividiamo la necessità, non appena la situazione sanitaria lo consentirà, di organizzare un convegno di alto valore scientifico e formativo proprio a Rapallo per celebrare il centenario del Trattato che vi fu firmato e definì in maniera internazionalmente riconosciuta l’annessione all’Italia delle terre irredente dell’Adriatico orientale.

 

Donatella Schürzel
Vicepresidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Presidente del Comitato provinciale di Roma dell’A.N.V.G.D.

via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ roma.anvgd@gmail.com

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L’odio dell’ANPI contro Norma Cossetto Wed, 14 Oct 2020 10:35:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/666268.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/666268.html ANVGD ANVGD  

Trieste, 14 ottobre 2020

L’odio dell’ANPI contro Norma Cossetto

 

Lascia sgomenti il livore che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha dedicato nei confronti delle commemorazioni di Norma Cossetto, studentessa istriana violentata e poi infoibata da partigiani comunisti jugoslavi nelle terribili giornate successive al tracollo politico, militare e istituzionale dell’Italia conseguente all’8 settembre.

Subito dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo con L. 92/2004 ci furono momenti di civile confronto tra l’associazionismo della diaspora adriatica (auspice il Presidente dell’ Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Sen. Lucio Toth) e l’ANPI, con particolare riferimento al complicato intreccio che si registrò al confine orientale italiano nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale tra antifascismo, patriottismo, comunismo e velleità espansionistiche della Jugoslavia di Tito. In questi ultimi anni da parte dell’ANPI i toni si sono inaspriti, sono fioccate le polemiche contro il 10 Febbraio e non si è più cercato il dialogo, paradossalmente nel momento in cui per motivi anagrafici le fila dei reduci della lotta di Resistenza si sono assottigliate e l’ANPI ha aperto le iscrizioni a persone che ne condividevano i valori. Sembra proprio che queste nuove generazioni, cresciute lontane dalla guerra civile e nell’Italia pacifica e democratica, siano le principali responsabili di una campagna d’odio nei confronti di chi si adopera per rendere patrimonio della storia nazionale le tragiche vicende dell’italianità adriatica.

Come si può osteggiare come ha fatto l’ANPI a Pescara e ad Assisi un’intitolazione toponomastica ad una Medaglia d’Oro al Merito Civile assegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (sincero patriota e, lui sì, combattente partigiano) a Norma Cossetto appunto? Come può l’ANPI, astioso “guardiano della memoria” secondo la definizione di Giampaolo Pansa, insegnare i valori della Costituzione nelle scuole grazie ad un protocollo sottoscritto con il MIUR quando contesta con sempre maggiore frequenza le ricorrenze del Giorno del Ricordo (festività civile istituita con legge della Repubblica) e le commemorazioni di nostri connazionali trucidati o spariti nel nulla?

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 
 

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Commemorazione di Norma Cossetto a Trieste Fri, 02 Oct 2020 14:58:37 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/664234.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/664234.html ANVGD ANVGD  

Trieste, 2 ottobre 2020

Commemorazione di Norma Cossetto a Trieste 

 

Avverrà lunedì 5 ottobre alle ore 17:30 la commemorazione di Norma Cossetto che il Comune di Trieste organizza con la collaborazione del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati. La cerimonia avrà luogo, nel rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie, presso il monumento in memoria della studentessa violentata ed infoibata sito in via Norma Cossetto 2, all’interno del rione triestino in cui trovarono una sistemazione centinaia di famiglie di esuli istriani, fiumani e dalmati fuggiti dal terrore scatenato con deportazioni ed infoibamenti dai partigiani comunisti jugoslavi nelle terre dell’Adriatico orientale.

Laureata honoris causa nell’immediato dopoguerra all’Università di Padova, ove avrebbe dovuto discutere la sua Tesi di Laurea, la Cossetto è stata una delle prime vittime delle stragi delle foibe a ricevere dal Presidente della Repubblica Ciampi la Medaglia d’oro al merito civile prevista dalla Legge istitutiva del Giorno del Ricordo:

Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 - Villa Surani (Istria)

La cerimonia si svolgerà alla presenza delle autorità cittadine e con l’accompagnamento della banda dell’ANVGD di Trieste.

Lorenzo Salimbeni
Responsabile Comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 
 

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Un passo avanti per la pacificazione, ma i problemi degli esuli non sono risolti Mon, 13 Jul 2020 19:08:43 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/650309.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/650309.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 13 luglio 2020

 

Un passo avanti per la pacificazione, ma i problemi degli esuli non sono risolti

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia considera un passo avanti verso la pacificazione tra due comunità nazionali la cerimonia che si è svolta stamattina al Monumento nazionale della Foiba di Basovizza. Il Presidente Sergio Mattarella ed il suo omologo sloveno Borut Pahor hanno deposto una corona nel luogo che per la comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati è il simbolo dei lutti e delle violenze patiti ad opera dei partigiani jugoslavi di Tito, soprattutto a guerra finita, nelle terre che furono poi costretti ad abbandonare dopo la cessione alla Jugoslavia comunista sancita dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947. Una rappresentanza delle associazioni della diaspora adriatica ha potuto assistere alla storica visita di Borut Pahor, il primo Presidente di uno Stato successore della Jugoslavia a recarsi alla Foiba di Basovizza: ora ci attendiamo che la Slovenia consenta la ricognizione e l’adeguata conservazione delle foibe che si trovano nel suo territorio.

Successivamente ci sono stati altri eventi cui hanno preso parte i due capi di Stato, ai quali non abbiamo inteso partecipare. Il monumento in onore dei fucilati dell’Organizzazione Rivoluzionaria T.I.G.R. non commemora quattro caduti dell’antifascismo, bensì militanti che negli anni Venti con metodi terroristici volevano annettere Trieste, Gorizia, Fiume, Zara e l’Istria al Regno di Jugoslavia. Non possiamo dirci contenti della duplice benemerenza ricevuta dallo scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor, il quale ha parlato della nostra vicenda con termini che sfiorano quel giustificazionismo che Mattarella ha condannato in occasione della ricorrenza del 10 febbraio 2020. La cessione del Balkan ad una fondazione costituita ad hoc è stata presentata con una narrazione che ha omesso gli antefatti della giornata culminata con l’incendio del palazzo cent’anni fa, a partire dall’uccisione di due marinai italiani a Spalato. A fronte di questa donazione attendiamo che da parte slovena si riprenda in mano la questione dei beni confiscati e nazionalizzati dal regime titoista, con particolare riferimento alla restituzione dei beni disponibili ed alla congrua liquidazione del risarcimento previsto dal Trattato di Osimo.

Siamo invece stati presenti all’incontro organizzato dal Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, con il Presidente della Repubblica, il quale ha dimostrato di essere a conoscenza dei problemi degli esuli ancora irrisolti dopo 70 anni. Con riferimento alla giornata odierna gli abbiamo richiesto che inviti il Presidente della Croazia a svolgere un’analoga visita alla Foiba di Basovizza e che vengano costituite due nuove commissioni storiche bilaterali italo-slovena (onde aggiornare i risultati di quella che ha lavorato nel 1993-2000 giungendo a conclusioni che non tutti hanno condiviso) ed italo-croata, che lavorino senza pregiudiziali ideologiche, bensì nello spirito della comune appartenenza all’Unione Europea. L’attenta presenza all’incontro dei Ministri degli Interni Luciana Lamorgese, dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi e degli Esteri Luigi Di Maio ci fa ben sperare per un’imminente convocazione del Tavolo di coordinamento Esuli-Governo presso la Segreteria della Presidenza del Consiglio. Auspichiamo che vengano finalmente costituiti gruppi di lavoro specifici che risolvano questioni come il debito di Slovenia e Croazia ereditato dalla Jugoslavia per risarcire i beni abbandonati, l’indennizzo da parte dello Stato italiano dei beni degli esuli usati per pagare le riparazioni di guerra alla Jugoslavia e l’apposizione della Medaglia d’oro al gonfalone di Zara.

L’odierno riconoscimento tra Italia e Slovenia delle reciproche sofferenze maturate nel Novecento non è un punto di arrivo, bensì solo un passaggio intermedio verso il completo risarcimento economico e morale di quanto patito dagli italiani dell’Adriatico orientale.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it

 

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L’importanza della visita di Mattarella e Pahor alla Foiba di Basovizza Sun, 28 Jun 2020 18:10:21 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648084.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648084.html ANVGD ANVGD  

Trieste, 28 giugno 2020

 

L’importanza della visita di Mattarella e Pahor alla Foiba di Basovizza

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in analogia con quanto espresso dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e dal Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, ha colto la grande importanza della visita che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella effettuerà assieme al suo omologo sloveno a Basovizza. Le altre tappe della giornata hanno dato adito a polemiche a Trieste ed in Parlamento, ma nemmeno oltreconfine la decisione del Presidente Borut Pahor di recarsi al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza è stata esente da critiche. Eppure, a dieci anni di distanza dal Concerto dei Tre Presidenti (svoltosi al termine di una giornata in cui era stato reso omaggio tanto al Balkan, quanto al monumento all’Esodo), si andrà a compiere una nuova tappa nel percorso di riconoscimento delle reciproche sofferenze che hanno caratterizzato il secolo breve in queste terre.

L’A.N.V.G.D. è consapevole che rimangono ancora aperte molte questioni concrete ed economiche in merito a quanto spetta agli esuli costretti ad abbandonare le terre in cui vivevano radicati da secoli e che oggi fanno parte della Slovenia e non abbiamo perso occasione di contestare la recente visita a Lubiana del Ministro degli Esteri, il quale non ha fatto cenno a tali problematiche. Ma alla Foiba di Basovizza il Presidente della vicina Repubblica renderà omaggio ad un luogo simbolo per l’italianità adriatica, un luogo in cui triestini, goriziani ed esuli istriani, fiumani e dalmati hanno ricordato i loro morti, a prescindere da dove siano stati uccisi, infoibati o sepolti, il ché spesso è ancora ignoto. Pahor e Mattarella commemoreranno così anche le vittime delle stragi titine che risiedevano a Capodistria, Pirano ed in tutte quelle località che oggi fanno parte della Slovenia.

I 34 Comitati provinciali e le 25 Delegazioni che rappresentano l’A.N.V.G.D. sul territorio invieranno loro rappresentanze, nel rispetto delle normative sul distanziamento e delle disposizioni del cerimoniale, per essere presenti a questa celebrazione e anche altre associazioni della diaspora adriatica intendono portare una loro presenza simbolica. Chi si autoesclude o lavora (ancora una volta) per creare divisioni, polemiche e contestazioni può continuare a bearsi nel suo individualismo improduttivo e sterile.

 

Renzo Codarin 
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 
 

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Il capodistriano Schergat merita una nave a lui dedicata Sun, 21 Jun 2020 11:14:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646528.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646528.html ANVGD ANVGD

Trieste, 21 giugno 2020

 

Il capodistriano Schergat merita una nave a lui dedicata

 

Lascia perplessi la vendita all’Egitto di due fregate appena consegnate da Fincantieri allo Stato italiano. Una perplessità che va oltre la gestione dell’operazione che “dimentica” di chiedere come minima contropartita al Cairo qualche notizia in più sulla fine di un nostro giovane connazionale, fatto che dimostra ancora una volta la debolezza della nostra diplomazia, questa volta al cospetto di una Nazione ben lungi dal rappresentare una superpotenza.

Con queste premesse non deve sorprendere che a fare le spese di questa compravendita sia stata una fregata che porta il nome della Medaglia d'Oro al Valor Militare Spartaco Schergat, originario dell’agro capodistriano. Egli conseguì tale onorificenza per aver partecipato nel dicembre 1941 con la Xa Flottiglia MAS, assieme tra gli altri al piranese Antonio Marceglia (parimenti Medaglia d’Oro al Valor Militare), all’affondamento della corazzata inglese Queen Elizabeth nel porto di Alessandria d’Egitto (guarda caso…). Fatto prigioniero al termine di questa operazione e costretto all’esodo nel dopoguerra, fu una persona che molti a Trieste hanno avuto l’onore di conoscere. Questa vendita improvvisa non fa che rappresentare l’ennesimo smacco, seppure di carattere simbolico, da parte dello Stato italiano al già bistrattato mondo degli esuli giuliano-dalmati ed alle personalità di rilievo che ne fanno parte.

Adesso sia la fregata che porta il nome dell’eroe capodistriano che la gemella Emilio Bianchi, dovranno essere rimpiazzate con altrettante di nuova costruzione, che, secondo Fincantieri, dovrebbero esser ancor più moderne e meglio equipaggiate, in modo da evitare che la nostra Marina Militare rimanga senza due unità FREMM, estremamente importanti per la flotta italiana.

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia auspica fortemente che, per rimediare a quanto accaduto, una di queste due nuove navi riprenda il nome di Spartaco Schergat e che si tenga in considerazione anche un’intitolazione ad Antonio Marceglia. Sarebbe il modo migliore, più semplice e logico per rendere più digeribile la gaffe che si sta consumando in questi giorni.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“
info@anvg.it

 

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Le Poste croate hanno emesso i francobolli bilingui dedicati a Rovigno Sat, 20 Jun 2020 11:34:21 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646468.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646468.html ANVGD ANVGD


Roma, 20 giugno 2020

 

Le Poste croate hanno emesso i francobolli bilingui dedicati a Rovigno

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia esprime soddisfazione nel vedere che le Poste croate hanno mantenuto la promessa di ristampare i francobolli dedicati a Rovigno d’Istria con la denominazione ufficiale bilingue: «Abbiamo mosso mari e monti �“ dichiara Donatella Schürzel, vice presidente nazionale vicario dell’A.N.V.G.D. �“ ma ne è valsa la pena. A tutti coloro i quali hanno contribuito e sostenuto l'impegno che ho profuso a tale scopo rivolgo un sentitissimo ringraziamento. Ho personalmente contattato rappresentanze diplomatiche italiane in Croazia e croate in Italia, la Comunità degli Italiani “Pino Budicin” e la sigla associativa degli esuli rovignesi “Famia ruvignisa”, rappresentanti istituzionali negli enti locali istriani e al Parlamento croato: quando si mettono insieme le energie di tutti, come è stato in questa occasione, si arriva ai riconoscimenti».

Già in occasione della conferenza stampa di presentazione della prima versione del francobollo con la sola dicitura “Rovinj” era stato assicurato che una nuova tiratura avrebbe recepito il suggerimento del Senatore nonché cultore filatelico Carlo Amedeo Giovanardi, condiviso dalla Prof.ssa Schürzel, di fare una seconda edizione corretta in conformità con la legislazione croata di tutela delle minoranze che, come da recente emendamento dell’On. Furio Radin (rappresentante degli italiani al Sabor di Zagabria), elenca specificatamente le località che hanno una denominazione bilingue.

«È la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale �“ spiega infine la dirigente nazionale dell’A.N.V.G.D., esule di seconda generazione originaria proprio di Rovigno �“che su un francobollo relativo all’Istria appare un toponimo in doppia lingua, croato e italiano. Siccome tale emissione rientra in una serie di francobolli dedicati alle località turistiche croate, ci auguriamo che future nuove uscite ispirate da città istriane abbiano da subito la denominazione ufficiale italo-croata, coerentemente con le molteplici normative che tutelano il retaggio dell’italianità plurisecolare dell’Adriatico orientale»

 

Lorenzo Salimbeni 
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ roma.anvgd@gmail.com 

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Gli esuli attendono la visita del Presidente sloveno alla Foiba di Basovizza Sun, 14 Jun 2020 16:51:51 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/645123.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/645123.html ANVGD ANVGD


Trieste, 14 giugno 2020

 

Gli esuli attendono la visita del Presidente sloveno Pahor alla Foiba di Basovizza

 

Nonostante le notizie filtrate da Lubiana, che non danno ancora come ufficialmente certa la visita del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor assieme al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella al Monumento nazionale della Foiba di Basovizza, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e le altre sigle della diaspora adriatica auspicano vivamente che tale significativa cerimonia abbia luogo.

«Appena la notizia ha cominciato a circolare �“ spiega Renzo Codarin, presidente nazionale dell’A.N.V.G.D. �“ molti nostri comitati provinciali ed altre associazioni degli esuli hanno già inteso inviare una propria rappresentanza a quella che si preannuncia come una storica tappa nel processo di riconoscimento a livello internazionale di quella che fu la strage delle foibe e non soltanto una giornata d’interesse cittadino»

Nel rispetto delle attuali disposizioni sanitarie di distanziamento, si prevede una presenza significativamente rappresentativa degli esuli di tutta Italia alla tanto attesa visita dei due Capi di Stato alla Foiba di Basovizza: «Si tratta di un luogo simbolico �“ spiega ancora Codarin �“ nel quale il popolo dell’esodo si è sempre riunito, anche prima dell’istituzione del Giorno del Ricordo, per commemorare i propri morti, pure coloro i quali sono stati infoibati in Istria o annegati in Dalmazia, quanti furono deportati a guerra finita senza che poi se ne sapesse più nulla e coloro i quali morirono nei campi di concentramento della Jugoslavia comunista»

La visita di Pahor a Basovizza rappresenterebbe la continuazione ideale di una precedente giornata realizzatasi sotto gli auspici di rappresentanti dotati di buona volontà e di onestà intellettuale dell’associazionismo degli esuli (il Senatore Lucio Toth) e della comunità slovena (il Senatore Miloš Budin): «In occasione del Concerto dei Tre Presidenti svoltosi a Trieste il 13 luglio 2010 �“ ricorda, infine, il presidente nazionale dell’A.N.V.G.D. �“ i capi di Stato di Italia, Slovenia e Croazia, dopo aver reso omaggio all’ex Balkan, si recarono al monumento che ricorda l’esodo dei 350.000 istriani, fiumani e dalmati in fuga dal clima di terrore con cui si stava instaurando il regime comunista di Josip Broz “Tito”. A dieci anni di distanza attendiamo un nuovo significativo passo avanti nella ricostruzione della storia di queste martoriate province nel rispetto delle memorie e dei lutti vissuti da ciascuna comunità nazionale»

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it

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Il Presidente sloveno andrà alla Foiba di Basovizza Fri, 12 Jun 2020 10:05:08 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644856.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644856.html ANVGD ANVGD


Trieste, 12 giugno 2020

 

Il Presidente sloveno andrà alla Foiba di Basovizza

 

Il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor si recherà in visita assieme al Presidente della Repubblica italiana Sergio Matarella al Monumento nazionale della Foiba di Basovizza il prossimo 13 luglio.

Questa notizia è stata accolta con grande soddisfazione dal Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Renzo Codarin: «La visita dei due presidenti alla Foiba di Basovizza nella stessa giornata in cui si commemorerà il centenario dell’incendio dell’Hotel Balkan �“ dichiara Codarin �“ rappresenta, attraverso due luoghi fortemente simbolici, il reciproco riconoscimento delle sofferenze che hanno colpito le terre dell’Adriatico orientale nella prima metà del secolo scorso».

«In occasione del Concerto dei Tre Presidenti svoltosi a Trieste il 13 luglio 2010 �“ ricorda infine il presidente nazionale dell’A.N.V.G.D. �“ i capi di Stato di Italia, Slovenia e Croazia, dopo aver reso omaggio all’ex Balkan, si recarono al monumento che ricorda l’esodo dei 350.000 istriani, fiumani e dalmati in fuga dal clima di terrore con cui si stava instaurando il regime comunista di Josip Broz “Tito”. A dieci anni di distanza viene compiuto un nuovo significativo passo avanti nella ricostruzione della storia di queste martoriate province nel rispetto delle memorie e dei lutti vissuti da ciascuna comunità nazionale»

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Dopo il 12 giugno 1945 le stragi titine proseguirono Tue, 09 Jun 2020 11:54:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644053.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644053.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 9 giugno 2020

 

Dopo il 12 giugno 1945 le stragi titine proseguirono

 

L’ingresso delle truppe jugoslave a Trieste, Gorizia, Fiume ed in Istria a inizio maggio del 1945 portò a compimento la trasformazione di una lotta di liberazione nazionale in un progetto espansionista che travalicava i confini internazionalmente riconosciuti della Jugoslavia prebellica. Ecco perché il 12 giugno 1945 può essere considerato come una liberazione per Trieste e Gorizia rispetto alla presenza violenta e seminatrice di lutti dei partigiani di Josip Broz “Tito”. Il 16 anche Pola visse una momentanea liberazione, ma per il resto dell’Istria e per Fiume proseguì sotto l’apparenza formale dell’amministrazione militare jugoslava il processo di assorbimento nel nascente regime comunista di Tito e di annichilimento della comunità italiana autoctona.

Se triestini, goriziani e polesani poterono festeggiare il consolidarsi della presenza militare anglo-americana (strumentale al controllo delle vie di comunicazione che collegavano il porto giuliano con l’Austria e l’Europa centrale), a Fiume ed in Istria proseguirono violenze (con epicentro Capodistria, ove il Vescovo Santin rischiò il linciaggio e ci furono incidenti con morti e feriti in occasione delle proteste contro la jugolira), sparizioni (Don Bonifacio maritirizzato in odium fidei rappresentò l’episodio più eclatante) ed eliminazioni degli elementi contrari all’annessione alla Jugoslavia (l’annientamento del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Istria e gli arresti degli autonomisti fiumani).  Il mucchio di macerie che era rimasto di Zara dopo un anno di pesanti bombardamenti aerei angloamericani era stato occupato dai “titini” già nel novembre 1944, aveva subito il martirio delle “foibe azzurre” («L’Adriatico è la nostra foiba» ricordava il dalmata Ottavio Missoni) e sembrava ormai al di fuori di qualunque rivendicazione italiana.

La linea Morgan, che fu fissata su proposta del generale scozzese William Morgan il 9 giugno a Belgrado al termine di trattative tra anglo-americani e jugoslavi, da soluzione compromissoria momentanea in attesa della conferenza di pace avrebbe sostanzialmente assunto il carattere della definitività. Essa tuttavia in principio seguiva una configurazione diversa sul litorale istriano, poiché prevedeva che sotto il Comando ed il controllo del Comandante Supremo Alleato ricadessero «Pola e gli approdi sulla costa occidentale dell’Istria». Sulla costa istriana tuttavia le forze di occupazione jugoslave non intesero andarsene tanto facilmente, così come rimasero alcune enclavi di occupazione jugoslava nell’entroterra giuliano appartenente alla Zona A, senza dimenticare la rete spionistica lasciata sul campo: la struttura che fu in grado di organizzare la strage di Vergarolla dimostra il radicamento di questi elementi filojugoslavi.

Sarebbero stati i successivi accordi di Duino a modificare il confine fissato a Belgrado e a sancire il disinteressamento nei confronti della costa istriana da parte degli Alleati, i quali si accontentarono di Pola, che Winston Churchill conosceva come importante base navale militare dai tempi della Prima guerra mondiale, allorché era Primo Lord dell’Ammiragliato.

Il 12 giugno 1945 segnò da un lato un passo di riavvicinamento per Trieste e Gorizia verso l’Italia, la cui opinione pubblica seguiva allora con interesse le vicende del confine orientale, e dall’altro segnò la cesura con le altre province annesse al termine della Prima guerra mondiale, naturale retroterra triestino, ma destinate a venire inglobate nella Jugoslavia per effetto del Trattato di pace.

 

Lorenzo Salimbeni 
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 
 

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Il francobollo di Rovigno sarà bilingue Thu, 04 Jun 2020 20:18:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/643171.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/643171.html ANVGD ANVGD   

Roma, 4 giugno 2020

 

Il francobollo di Rovigno sarà bilingue

 

Nell’ambito della conferenza stampa di presentazione dei nuovi francobolli dedicati a Rovigno d’Istria stampati dalle poste croate è stato specificato che il 25 giugno uscirà una nuova tiratura comprensiva della dicitura bilingue Rovinj-Rovigno, come previsto da svariate normative.

«La proposta dell’Onorevole Giovanardi che avevamo immediatamente condiviso �“ dichiara la vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Donatella Schürzel �“ è stata recepita dalle poste croate. Le nostre proteste hanno dato frutto, grazie anche alle personalità ed alle istituzioni che ci hanno ascoltato e seguito nell’iter finalizzato a rimediare all’errore fatto omettendo di scrivere anche il nome italiano della cittadina istriana»

La prof.ssa Schürzel, che è esule di seconda generazione con origini rovignesi, si riferisce in particolare alla sinergia cha ha avviato coinvolgendo l’ambasciatore italiano a Zagabria, il console generale d’Italia a Fiume, l’amministrazione comunale di Rovigno (il cui statuto riporta che il nome ufficiale della località rivierasca è bilingue), la Comunità degli Italiani “Pino Budicin” (che ha svolto una conferenza stampa per segnalare l’errore), la Famia ruvignisa (sigla che raccoglie gli esuli da Rovigno ed i loro discendenti), il Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della regione Istria (attivatosi presso le Poste croate citando gli estremi di legge che imponevano la dicitura bilingue), l’ambasciatore croato a Roma, l’On. Carlo Giovanardi (sensibile alla causa degli esuli giuliano-dalmati ma anche appassionato filatelico) e l’On. Furio Radin (rappresentante della comunità italiana al Parlamento di Zagabria, di cui è anche vicepresidente), il quale a sua volta ha interessato il Ministro croato delle infrastrutture, dicastero competente per le poste.

«Auspichiamo che il buon esito di tale questione  - afferma la dirigente nazionale dell’A.N.V.G.D. �“ serva da esempio per future emissioni di francobolli dedicati a località istriane in cui il bilinguismo è previsto dai trattati di pace, dagli accordi Dini-Granić, dallo Statuto della Regione istriana, dagli Statuti dei Comuni interessati e da una legge nazionale croata di recente emendata proprio dall’Onorevole Radin al fine di definire ufficialmente la denominazione delle località in cui è riconosciuto il bilinguismo, compresa ovviamente Rovigno. Quei francobolli bilingui suggelleranno gli attuali buoni rapporti italo-croati nella cornice dell’Unione Europea, la cui presidenza di turno in questo primo semestre del 2020 è svolta proprio dalla Croazia».

 

Lorenzo Salimbeni 
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Fratelli Reiss Romoli, 19 �“ 00143 Roma �“ info@anvgd.it  

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