Comunicati.net - Comunicati pubblicati - monica martinelli EMI Comunicati.net - Comunicati pubblicati - monica martinelli EMI Wed, 05 Aug 2020 21:59:23 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/8489/1 Emi al Salone di Torino: il prete antinarcos con Ovadia e Zanotelli; Oliviero Toscani e don Lorenzo Milani Fri, 12 May 2017 19:32:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/432589.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/432589.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice missionaria italiana sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino con il suo stand (pad.2 M25) e con 2 eventi di grande richiamo:

  • giovedì 18 maggio ore 15 Sala Azzurra: I NARCOS MI VOGLIONO MORTO Con Alejandro Solalinde, prete messicano, impegnato nella difesa dei migranti, candidato Premio Nobel per la Pace 2017. Intervengono Moni Ovadia, attore, Alex Zanotelli, missionario, Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire. Modera Lorenzo Fazzini, direttore Editrice missionaria italiana.
  • domenica 21 maggio ore 14.30 Spazio Autori: DON MILANI E BARBIANA 50 ANNI DOPO. DUE TESTIMONI RACCONTANO Con Oliviero Toscani, fotografo, e Aldo Bozzolini, allievo di Barbiana. Modera Francesco Antonioli, Il Sole 24 Ore

In allegato l'invito.

Con richiesta di pubblicazione e/o diffusione.

CONTATTI PER LA STAMPA

Lorenzo Fazzini

Direttore Emi

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10 consigli per non esser consumati dal cibo - da giovedì in libreria il nuovo saggio di Andrea Segrè "Mangia come sai" Tue, 14 Mar 2017 15:36:19 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/425101.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/425101.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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                                                                                 Comunicato Stampa

 


Dieci consigli per mangiare e non esser consumati dal cibo

con le lezioni magistrali tenute a New York, Buenos Aires e Francoforte:

esce giovedì 16 marzo Mangia come sai

Il nuovo libro dell’agroeconomista Andrea Segrè

 

Con lo spreco alimentare si potrebbe sfamare il 30% della popolazione del nostro pianeta, visto che 1/3 del cibo che viene prodotto va a finire nella pattumiera. Solo in Italia quello che si butta via dalla tavola vale l’1% del Pil, ovvero 16 miliardi di euro: nelle nostre case la voragine degli sprechi pesa 145 kg annui a famiglia, per un costo di 360 € (fonte: Osservatorio Waste Watcher). Oggi gli ipernutriti (obesi) sono quasi il doppio dei denutriti (800 milioni di persone). Il 50% della popolazione mondiale potrebbe nutrirsi in maniera sufficiente con gli sprechi alimentari.

Non stupisce quindi che Andrea Segrè, agroeconomista, autore del nuovo libro Mangia come sai. Il cibo ci nutre o ci consuma? (Editrice missionaria italiana, pp. 96, euro 9) definisca l’atto del mangiare al contempo agricolo, economico, ecologico, etico e politico». Come appunto scrive in questo saggio, in libreria dal 16 marzo. Lo presenterà a breve anche a Link festival a Trieste, a Educa Festival a Rovereto, a Oriente Occidente Festival e alle librerie Ambasciatori di Bologna martedì 2 maggio, in dialogo con l'arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi.

Il volume suggella l’ideale trilogia degli ultimi anni dedicata al cibo, qui declinato attraverso gli highlights delle ultime lezioni magistrali a Francoforte,  New York e Buenos Aires. Ma riprende anche i temi del viaggio “A piedi nella piana”, 48 ore a Gioia Tauro e dintorni fra gli agrumeti di Rosarno e  la baraccopoli di San Ferdinando: dove la produzione del cibo è motore di vita e lavoro, ma dove prosperano caporalati e soprusi sui braccianti, si generano distorsioni e illegalità nella filiera distributiva. Oggi il cibo contraffatto in Italia dalle agromafie (60 miliardi di euro) vale quasi il doppio dell’export alimentare (36,8 miliardi di euro).

 

Fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero, Andrea Segrè è un’autorità internazionale sul fronte dello spreco alimentare. Vent’anni fa inventava Last Minute Market, nato come geniale spin off dell’Università di Bologna per il recupero dei prodotti agroalimentari altrimenti scartati dalla grande distribuzione. Oggi affronta il vasto e sfaccettato mondo del cibo sapendo bene che bisogna «mescolare nella farina due ingredienti - ecologia e economia - che hanno la stessa radice: la casa (che poi significa famiglia, relazioni, società)».  La strada tracciata da Andrea Segrè si chiama educazione alimentare, che significa un’informazione corretta sul cibo che mangiamo: conoscerlo, innanzitutto, e sapere dove, come e da chi è stato prodotto; che bisogna fruirne «quanto basta», sempre nel segno di un approccio «giusto» al cibo, per  «richiamare la sufficienza, la sobrietà, la semplicità» a fronte dello spreco e del consumismo oggi imperanti, con le decisioni politiche conseguenti. Andrea Segrè chiede di cambiare stili di vita e atteggiamenti, considerando lo spreco alimentare non un rifiuto ma un’occasione alimentare, relazionale, economica per nuove soluzioni.  Cibo «giusto» significa sapere che l’economia domestica è anche e inanzitutto economia circolare. E che restituire valore al cibo significa coltivare  «l’economia di cura della natura e delle persone, ovvero curarci delle risorse naturali e umane attribuendo loro un valore». Gli obiettivi congiunti dell’educazione alimentare e ambientale, presupposto di questo saggio, sono quelli della neocostituita Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, presieduta da Andrea Segrè.

 

Al termine del volume Andrea Segrè stila un «Decalogo minimo dal forcone alla forchetta», 10 consigli «per mangiare e non essere consumati dal cibo», riassumibile così:

 

  1. Quando fai la spesa, fai sempre una lista dell’occorrente
  2. Liberati dalle sirene del marketing
  3. Leggi bene le etichette dei cibi che vuoi acquistare
  4. Prediligi alimenti locali e di stagione
  5. Conserva bene gli alimenti in frigo e freezer
  6. Usa la fantasia con gli avanzi dei cibi del giorno prima
  7. Condividi con i vicini il cibo in eccesso
  8. Al ristorante chiedi la family bag
  9. Insegna ai tuoi figli il valore del cibo
  10. Pensa e agisci sostenibile e circolare

 L’AUTORE

 

Andrea Segrè è docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna e di Economia Circolare all’Università di Trento. Fondatore di Last Minute Market, è presidente della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione F.I.CO Eataly World e del Centro Agroalimentare di Bologna. Insignito del Premio Artusi nel 2012, presiede il Comitato scientifico del piano nazionale di prevenzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente. Emi ha pubblicato il suo Elogio dello spreco. Formule per una società sufficiente (2008). Fra i suoi ultimi saggi Cibo (il Mulino, 2015) e L’oro nel piatto. Valore e valori del cibo (Einaudi, 2015).

Twitter @andrea_segre

 

In allegato la copertina del libro.

 

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CS: Viva il pluralismo delle fedi - da oggi in libreria "I molti altari della modernità. Le religioni al tempo del pluralismo" del grande sociologo Peter L. Berger Fri, 24 Feb 2017 13:04:05 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/422796.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/422796.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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                            Comunicato Stampa

 

 


La teoria della secolarizzazione è errata, Charles Taylor sbaglia

Oggi il paradigma per capire l’attualità religiosa è il pluralismo

 

L’analisi del grande sociologo americano Peter L. Berger

nel suo nuovo libro I molti altari della modernità

 

Bologna, 24 febbraio - Non è il modello della secolarizzazione il paradigma adeguato per comprendere lo scenario religioso del nostro tempo. L’epoca contemporanea è caratterizzata dal pluralismo delle fedi e dal pluralismo tra visione secolare e prospettiva religiosa che compenetrano gli stessi individui di fede.

Dopo essere stato per molti anni teorizzatore e sostenitore della secolarizzazione, ora il sociologo americano Peter L. Berger (definito da Forbes «il più famoso sociologo al mondo») sostiene che è il pluralismo il paradigma da indagare e studiare per comprendere l’epoca contemporanea sotto il profilo religioso. Berger afferma questa posizione per la prima volta nel suo nuovo libro I molti altari della modernità. Le religioni al tempo del pluralismo (Editrice missionaria italiana, pp. 208, euro 19, da oggi in libreria).

Anzitutto cosa si intende per pluralismo? «È una situazione sociale - scrive Berger -in cui persone diverse per appartenenza etnica, visione del mondo e sistemi di valore etici convivono pacificamente e interagiscono reciprocamente in modo amichevole».

Berger annota che «il pluralismo è la sfida di gran lunga maggiore per tutte le tradizioni e le comunità religiose del nostro tempo». Una sfida che è prettamente moderna, ovvero che si inserisce nella categorie delle scelte piuttosto che in quelle della necessità, del destino o degli obblighi sociali: «La modernità non porta necessariamente alla secolarizzazione, ma al pluralismo». E questo pluralismo è duplice: significa che le varie religioni vivono insieme e che ogni credente convive con una parte di sé che è secolare. In garbata polemica con il filosofo Charles Taylor e il suo saggio L’età secolare,Berger afferma che non è questa la definizione corretta dell’era attuale: « È preferibile definire la nostra epoca pluralista piuttosto che secolare». 

Non che il pluralismo sia una novità dell’era moderna, scrive Berger: già nell’antica Grecia (vedi la vicenda di san Paolo ad Atene), ad Alessandria d’Egitto o a Roma, lungo la Via della Seta, nella Spagna musulmana o nell’India Moghul vi erano vicende di pluralismo de facto. Quello che la modernità ha portato è il fatto che il pluralismo si è globalizzato (anche grazie ai moderni mezzi di comunicazione) e che in base alle appartenenze multiple ogni credente contiene in sé una parte di «pluralismo» ovvero di eredità secolare. Inoltre, il dato essenziale dell’età contemporanea è il fatto che il pluralismo non venga considerato in maniera negativa bensì sostenuto e appoggiato anche a livello politico. Berger fa il caso dell’autodefinizione della Corona britannica, da sempre presentatasi come «Difensore della Fede» (sottintesa cristiana). Mentre la regina Elisabetta si è voluta indicare come «il difensore di tutte le fedi rappresentate nel Regno Unito». 

Nel suo saggio Berger alterna osservazioni empiriche su episodi di vita con disquisizioni accademiche che partono dalle sue ricerche intellettuali di sociologo, secondo il quale ogni fatto sociale è il riflesso di una dimensione interiore dell’essere umano. Di qui la convinzione che anche a livello interiore nella persona esista un «pluralismo» tra parte credente e parte secolare.

Del pluralismo religioso si deve occupare la politica. Secondo Berger due sono gli estremi da evitare: da un lato il relativismo che «indebolisce il consenso morale senza il quale nessuna società può sopravvivere», dall’altro il fondamentalismo, inteso come «sforzo per ristabilire la certezza minacciata». La strada da percorre è quella della convivencia ovvero «mantenendo e legittimando il terreno intermedio tra i due estremi». Per fare questo fondamentale è (secondo Berger) la garanzia della libertà religiosa: «Ci sono buone ragioni empiriche per essere favorevoli alla libertà religiosa nel contesto di uno stato religiosamente neutrale. La condizione umana è una situazione avvolta nel mistero. Pascal l’ha descritta come a metà strada tra “il nulla e l’infinito”. La libertà di coltivare il senso di meraviglia è un diritto umano fondamentale». 

 

L’AUTORE

 

Peter L. Berger (Vienna, 1929) è uno dei maggiori sociologi viventi al mondo.  Immigrato negli Stati Uniti da giovane, è anche un teologo di confessione protestante. Ha dedicato molti studi al rapporto tra secolarizzazione e religioni. È docente emerito della Boston University. Tra i suoi testi - tradotti in decine di lingue - ricordiamo il fondamentale Il brusio degli angeli (1995), Lo smarrimento dell’uomo contemporaneo (2010, con T. Luckmann), Elogio del dubbio (2011, con A. Zijderveld), tutti editi da Il Mulino.

 

DISPONIBILITÀ DELL’AUTORE A INTERVISTE (in inglese)

 

In allegato la copertina del libro.

 

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CS: 3-5 e 16 luglio, Springsteen in concerto in Italia. Un libro ne racconta la vita, la musica e la poetica. Esce "Springsteen in classe" di A. Monda Tue, 28 Jun 2016 18:59:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/397280.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/397280.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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Comunicato Stampa

 

Springsteen in classe (EMI)

esce il nuovo libro di Andrea Monda

in occasione della tournée di Bruce Springsteen in Italia:

3 e 5 luglio, Milano, Stadio S. Siro

16 luglio, Roma, Circo Massimo

 

Per conoscere «The Boss» e averlo come «maestro» a scuola

 

 

Bologna, 28 giugno 2016

 

Racconta la storia, la vita e la musica di Bruce Springsteen il nuovo lavoro di Andrea Monda, Springsteen in classe. Spunti didattici a partire dalle canzoni del Boss (Editrice Missionaria Italiana), volume che porta la prefazione del direttore di La Civiltà Cattolica Antonio Spadaro. Un libro utile per conoscere e approfondire questo grande maestro della musica americana, in attesa di vederlo dal vivo in Italia allo Stadio San Siro di Milano il 3 e il 5 luglio e al Circo Massimo di Roma il 16 luglio.

 

Rivolgendosi in modo particolare a insegnanti ed educatori, questo testo esplora in modo del tutto innovativo la poetica e la produzione musicale del «Boss». Monda, egli stesso insegnante, scrittore e conduttore del popolare reality «Buongiorno professore!» su TV2000, offre molti spunti didattici a partire dai testi del cantautore del New Jersey, mettendo in luce le influenze letterarie, storiche e religiose presenti nella sua vasta produzione.

 

Si scopre così che l’educazione cattolica ricevuta da Springsteen ha avuto un forte impatto sulla sua poetica, con testi spesso dedicati agli ultimi, ai migranti, ai perdenti della società americana. Una dimensione sociale che Monda evidenzia in modo particolare, e che affonda le sue radici non solo nella Bibbia, ma anche nei grandi classici della letteratura statunitense - si pensi solo alle opere di Flannery O’Connor, Cormac McCarthy e John Steinbeck. Testi poetici e al contempo duri quelli del Boss, intrisi di un forte impegno sociale, concretizzatosi nel corso degli anni anche nelle sue scelte politiche e nelle sue battaglie a favore dei diritti civili.

 

La sua predisposizione alla scrittura e la sua erudizione sembrano apparentemente scontrarsi con la dichiarazione dello stesso Springsteen di aver sempre «odiato la scuola». Ma questo rifiuto delle istituzioni non esime Monda dall’enucleare i principali punti di riferimento delle sue canzoni che possono tornare utili alla didattica di oggi: la geografia, la storia americana - soprattutto contemporanea -, la letteratura e la religione. Come sottolinea Antonio Spadaro nella sua prefazione, le pagine di Springsteen in classe «raccolgono tutto il calore dell’esistenza cantata dal Boss e ne illustrano con competenza ed efficacia l’intelligenza e la passione».

 

 

 

L’AUTORE

 

Andrea Monda (Roma 1966), insegnante e saggista, si occupa di letteratura e religione. Presiede l’associazione «Bomba Carta» di Roma e tiene seminari in varie università. Collabora con Avvenire, La Civiltà Cattolica, Rai Educational e TV2000, dove conduce il reality «Buongiorno professore!». Esperto di Tolkien e Lewis, ha pubblicato Benedetta umiltà (Lindau) e Fratelli e sorelle buona lettura! Il mondo letterario di papa Francesco (Ancora).

 

 

Andrea Monda, Springsteen in classe. Spunti didattici a partire dalle canzoni del Boss, Collana Note di classe, prefazione di Antonio Spadaro, Editrice Missionaria Italiana, pp. 160, euro 13,00

 

In allegato, la copertina del libro

 

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Chiara Brivio

Ufficio Stampa EMI

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ESCLUSIVO: Papa Francesco scrive allle Missionarie Comboniane Tue, 21 Jun 2016 08:41:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/396455.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/396455.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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Comunicato stampa

 

Papa Francesco scrive a suor Dorina Tadiello,

superiora provinciale in Italia delle Missionarie Comboniane,

autrice di Matthew Lukwiya. Un medico martire di Ebola (EMI)

 

 

Bologna, 20 giugno 2016

 

«Il dottor Matthew Lukwiya si è dedicato con indomito coraggio alla cura dei malati di Ebola». Conoscere la sua storia «mi ha fatto tanto bene». È quanto scrive papa Francesco nella lettera di ringraziamento inviata a suor Dorina Tadiello, superiora provinciale in Italia delle Missionarie Comboniane, autrice del libro Matthew Lukwiya. Un medico martire di Ebola, recentemente pubblicato da EMI.

 

Nel volume, suor Tadiello narra la vicenda umana e personale di questo coraggioso medico ugandese, suo collega al Lacor Hospital di Gulu, in Nord Uganda, oggi gestito dalla Fondazione Piero e Lucille Corti, durante l’epidemia di Ebola che colpì il paese all’inizio dell’anno 2000. Fu proprio nell’esercizio della sua professione che il dottor Lukwiya contrasse il micidiale virus che lo portò alla morte.

 

Nella sua missiva, il Pontefice sottolinea il coraggio del dottor Lukwiya, coraggio che, nelle parole del Santo Padre, «accresce la mia speranza per il futuro dell’Africa che può contare su tante menti e cuori generosi capaci di curare le ferite di tanti poveri che per noi sono la carne di Gesù». Papa Francesco non manca di ringraziare suor Tadiello per l’opera da lei svolta in Uganda come missionaria e come medico, incoraggiando lei e le sue Consorelle a «imitare la compassione di Gesù che guarisce e rigenera l’umanità. Siate l’ospedale da campo più vicino per gli abbandonati del nostro tempo».

 

 

 

L’AUTRICE

 

Dorina Tadiello è superiora provinciale in Italia delle Comboniane. Per diversi anni, prima da laica poi da religiosa, ha operato in Uganda come medico; al Lacor Hospital, ha affiancato Matthew Lukwiya nel periodo di diffusione di Ebola nel paese africano.

 

Dorina Tadiello, Matthew Lukwiya. Un medico martire di Ebola, Collana Inviati Speciali, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del libro e una foto di Matthew Lukwiya

 

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CS: Le storie di un'Italia che non si rassegna al declino raccontate da Marco Boschini nel suo nuovo libro 'Le panchine ribelli' (EMI) Fri, 10 Jun 2016 17:21:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/395408.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/395408.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI  

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

C’è un’Italia che non si rassegna al declino:

perché cambiare si può

 

Esce Le panchine ribelli (EMI)

il nuovo libro di Marco Boschini,

blogger e attivista

 

 

Bologna, 10 giugno 2016

 

È un libro di storie positive, di belle persone, di tanta condivisione quello che Marco Boschini ha scelto di scrivere. In libreria da questa settimana per Editrice Missionaria Italiana, Le panchine ribelli. Basta poco per cambiare tutto. Viaggio nell’Italia che non si rassegna (prefazione di Massimo Bray) raccoglie testimonianze, volti e successi dei tanti cittadini italiani che non si rassegnano al declino e, invece, portano avanti esperienze di cittadinanza attiva, di buone pratiche e di stili di vita sostenibili.

                                       

L’Autore, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, intraprende un viaggio nel nostro paese alla ricerca delle comunità più «virtuose», anche se piccole, dedite alla promozione dell’agricoltura biologica, al miglioramento delle condizioni di vita nelle nostre città, impegnate nel riciclo e nel riuso, nell’educazione civica e nell’integrazione. Dalle grandi città di Napoli e Roma, fino ai piccoli paesi di Novellara (Re), Mezzago (Mb) e Marano Vicentino (Vi), l’Autore porta alla luce quelle numerose storie di «ordinaria quotidianità» che lentamente stanno cambiando (in meglio) il volto del nostro paese.

 

Come scrive Massimo Bray, già ministro dei Beni e delle attività culturali nel governo Letta, nella sua prefazione, «Marco Boschini ci propone un’alternativa che non implica complesse teorie filosofiche, economiche, sociali: la sua è una rivoluzione che si fa uscendo di casa».

 

Tre le presentazioni imminenti del libro: primo appuntamento al Festival della Lentezza, manifestazione promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi, che si terrà nella Reggia di Colorno (Pr) da venerdì 17 a domenica 19 giugno. Tra gli ospiti del festival ci saranno la conduttrice Serena Dandini, la sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, la presidentessa di Legambiente Rossella Muroni, la cantautrice Paola Turci e lo scrittore Stefano Benni.

 

A seguire, venerdì 24 giugno alle ore 18.00 Boschini presenterà il libro alla libreria La Feltrinelli (Via Farini, 17) di Parma insieme a Massimo Bray.

 

Infine, lunedì 27 giugno alle ore 18.00 alla libreria La Feltrinelli (via Quattro Spade, 2) di Verona l’Autore sarà impegnato in un dialogo con Mao Valpiana del Movimento Nonviolento sui temi toccati nel volume.

 

L’AUTORE

 

Marco Boschini (Parma, 1970) è stato per dieci anni (2004-2014) assessore del Comune di Colorno (Pr). Coordina l'Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi fin dalla sua fondazione (2005). Dal 2006 gira l'Italia ospite di comitati, gruppi ed enti locali, raccontando e raccogliendo esperienze in corso di sperimentazione a favore dell'ambiente e della partecipazione attiva dei cittadini. Blogger del Fatto Quotidiano e dell’Huffington Post, con EMI ha pubblicato Nessuno lo farà al posto tuo e I rifiuti? Non esistono!

 

Marco Boschini, Le panchine ribelli. Basta poco per cambiare tutto. Viaggio nell’Italia che non si rassegna, prefazione di Massimo Bray, Collana Caleidoscopio - Compact, Editrice Missionaria Italiana, pp. 128, euro 12,00

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: Il teologo-poeta José Tolentino Mendonca contro la tirannia della fretta. Esce "Liberiamo il tempo" (EMI) Tue, 31 May 2016 09:25:08 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/394226.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/394226.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Contro la tirannia della fretta

 

Esce Liberiamo il tempo (EMI)

il nuovo libro di José Tolentino Mendonça

 

 

Bologna, 31 maggio 2016

 

«Abbiamo bisogno di tornare a quell’arte tanto umana che è la lentezza». Lo scrive il poeta (e sacerdote) portoghese José Tolentino Mendonça nel suo ultimo libro Liberiamo il tempo. Piccolo manuale sull’arte di vivere, in libreria da questa settimana per Editrice Missionaria Italiana.

 

Teologo di rara finezza, Tolentino ci offre un piccolo manuale dove invita a recuperare la nostra relazione con il tempo, ormai scandita da giornate sempre identiche, dalla tirannia degli smartphone e da una vita senza margini né confini, fattori che inesorabilmente ci spingono all’oblio della memoria. Spesso infatti, sottolinea l’Autore, ci troviamo a pensare di aver bisogno di «una giornata di 48 ore», invece che comprendere che il tempo non si può estendere, oltre ad essere incredibilmente breve, e che quindi va vissuto «nel modo più equilibrato possibile».

 

Concetto chiave di questa sua riflessione è quello del «valore dell’attesa», profondamente alterato nel suo significato dalla società dei consumi e trasformato in un semplice «perdere tempo». Al contrario della perdita, il valore dovrebbe direttamente rimandare all’idea stessa di prendersi cura del tempo, di ritrovare le opportunità che ci offrono davanti, del significato del sé.

 

Con la consueta delicatezza che ne caratterizza il pensiero e la scrittura, Tolentino ci suggerisce quindi di «imparare di nuovo l’interezza, l’integrità, la concentrazione, l’attenzione e l’unità» per apprendere a vivere nel qui e nell’ora. Ancor più importante, un tale esercizio ci permetterebbe anche di re-imparare a morire, di infrangere quello che oramai è oggi è diventato un tabù, per abituarci a vivere con consapevolezza e naturalezza il dolore nel momento della morte. Per essere in grado di prenderci cura del dolore «con un’attesa coraggiosa».

 

 

L’AUTORE

 

José Tolentino Mendonça, teologo e poeta, è uno degli intellettuali più noti in Portogallo. Vicerettore dell’Università Cattolica di Lisbona, ha ricevuto numerosi premi letterari. È consultore del Pontificio consiglio della cultura. Ha scritto diversi libri fra cui Mistica dell’istante (Vita e Pensiero) e Padre nostri che sei in terra (Qiqajon). Con EMI ha pubblicato Ammonire i peccatori nella collana «Fare misericordia». Firma ogni settimana la rubrica «Chiamate in attesa» sul quotidiano Avvenire.

 

 

José Tolentino Mendonça, Liberiamo il tempo. Piccolo manuale sull’arte del vivere, Collana Cammini dello Spirito, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: Esce 'Uscire per annunciare' (EMI), il nuovo volume di V.M. Fernandez, teologo argentino tra i più stretti collaboratori di papa Francesco Wed, 25 May 2016 18:36:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/393773.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/393773.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Uscire per annunciare (EMI)

 

Il significato autentico della missione

secondo il teologo Víctor Manuel Fernández,

tra i più stretti collaboratori di papa Francesco

 

 

Bologna, 25 maggio 2016

 

«Non si può non essere missionari» questo il messaggio centrale del nuovo libro di Víctor Manuel Fernández, Uscire per annunciare. Come papa Francesco ci spinge alla missione (Editrice Missionaria Italiana), da questa settimana in libreria.

 

Il volume raccoglie le riflessioni del teologo argentino, rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires e tra i più stretti collaboratori di papa Francesco, sul significato della missione e sulle motivazioni che spingono gli uomini ad annunciare il messaggio di Gesù. Partendo dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, nella quale il Santo Padre disegna il profilo della «Chiesa in uscita», Fernández identifica nell’essere missionari il compito ultimo di ciascun fedele.

 

Tuttavia l’annuncio, ci tiene a sottolineare l’Autore, non deve essere guidato da un desiderio di ammirazione o da una personale ricerca di accettazione. L’attività missionaria deve sgorgare dall’amore di Gesù che abbiamo ricevuto e da quello che proviamo per lui, perché «desideriamo che Gesù risplenda in un modo più chiaro e pieno nelle vite degli altri, come la grande risposta di cui hanno bisogno». Per questo è necessario abbandonare i falsi idoli del mondo moderno, che papa Francesco individua nel consumismo, nei piaceri materiali, nel denaro, per riscoprire l’autentica bellezza del messaggio del Vangelo.

 

Nella ricerca cristiana del Regno di Dio, l’attività missionaria non può che coincidere quindi con l’autentica identità dell’essere discepoli di Gesù, in altre parole «assumere che la missione di Dio ti ha affidato è un elemento centrale ed inseparabile dalla tua identità più profonda, al quale non potrai mai rinunciare», affinché tutti raggiungano la pienezza della vita in questo mondo.

 

 

L’AUTORE

 

Víctor Manuel Fernández, teologo, è rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina di Buenos Aires. Tra i più stretti collaboratori di papa Francesco, ha scritto numerosi libri tradotti in varie lingue. Con EMI ha pubblicato Il progetto di Francesco. Dove vuole portare la chiesa (con P. Rodari) e Dar da mangiare, dar da bere nella collana «Fare misericordia».

 

Víctor Manuel Fernández, Uscire per annunciare. Come papa Francesco ci spinge alla missione, Collana Cammini dello Spirito, Editrice Missionaria Italiana, pp. 96, euro 8,00

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: 9-11 maggio: l'economista Gael Giraud, sj, in Italia per un ciclo di incontri su rapporto tra ecologia e finanza. Suo il libro "Transizione ecologica" (EMI) Wed, 04 May 2016 15:15:27 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/391430.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/391430.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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Comunicato stampa

 

 

9-11 maggio

Gaël Giraud, economista, ex-banchiere oggi gesuita

in Italia per un ciclo di conferenze:

Bolzano, Milano, Bergamo, Verona e Piacenza

Presentazioni del suo libro Transizione ecologica

 

 

Bologna, 4 maggio 2016

 

L’economista francese Gaël Giraud, gesuita e attuale chief economist all’Agence Française de Développement di Parigi, sarà in Italia per un ciclo di conferenze dal 9 all’11 maggio per affrontare il rapporto tra ecologia e finanza.

 

In Italia in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Mauro Magatti), Giraud, che ha scelto la vocazione religiosa dopo una vita da banchiere di alto livello in seguito ad un’esperienza in Ciad a servizio di bambini disabili, traccia un percorso concreto per affrontare la crisi ecologica, denunciata da papa Francesco nella Laudato si’.

 

Secondo l’Autore, la transizione ecologica, che comporta una serie misure concrete per ridurre la dipendenza da fonti fossili e di conseguenza l’inquinamento, è concreta e possibile e può essere sostenuta attraverso gli strumenti tipici della finanza. In particolare, dimostra che rendendo beni comuni il credito e la liquidità, sarà possibile stampare delle monete ad uso locale da affiancare all’euro. Con tale liquidità i finanziamenti alla transizione ecologica saranno più agevoli e redditizi anche in campo finanziario. Si potrà così dare vita ad una serie di misure, quali il cambiamento di prassi nella mobilità, preferendo i mezzi pubblici e tassando maggiormente i mezzi di trasporto inquinanti; il rinnovamento termico degli edifici per attuare un vero risparmio energetico; il puntare sulle energie rinnovabili, per evitare la catastrofe ecologica.

 

Il ciclo di conferenze in Italia di p. Giraud si aprirà a Bolzano lunedì 9 maggio dove, nel contesto del festival «La promessa dell’Utopia», dialogherà con don Michele Tomasi, economista e vicario generale della diocesi di Bolzano - Bressanone, sul tema «L'utopia del mercato. L'illusione finanziaria e la transizione ecologica». L’incontro, promosso dal Centro per la Pace di Bolzano in collaborazione con la casa editrice Il Margine e la Libera Università di Bolzano, si terrà alla Libera Università di Bolzano (P.za Università, 1)alle ore 18.00.
Qui la locandina.

 

Martedì 10 maggio alle ore 17.30, il gesuita francese presenterà il suo libro Transizione ecologica nella Sala Ricci della Fondazione Culturale S. Fedele (P.za S. Fedele, 4) di Milano. Interverrà Mauro Magatti, docente di sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed editorialista del Corriere della Sera; modera Paolo Foglizzo di Aggiornamenti Sociali. Organizzano Editrice Missionaria Italiana, la Fondazione Culturale S. Fedele e Aggiornamenti Sociali.
Qui l’invito all’evento.

 

Sempre martedì 10 maggio, alle ore 21.00, p. Giraud sarà ospite del Bergamo Festival - Fare la Pace, dove, in dialogo con Giorgio Gandola, direttore del quotidiano cittadino L’Eco di Bergamo, affronterà il tema «La grande scommessa. Dare regole alla finanza per salvare il mondo». L’incontro si terrà nella Sala del Mosaico della Camera di Commercio (Largo Belotti, 16) di Bergamo.
Qui la brochure della manifestazione.

 

Mercoledì 11 maggio alle ore 11.00, l’Autore sarà invece a Verona per una conferenza dal titolo «Ecologia e finanza, un’alleanza per il futuro» presso la Biblioteca Capitolare (P.za Duomo, 13), in un evento promosso dalla casa editrice EMI, Verona Network, la Biblioteca Capitolare e la Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita. Intervengono mons. Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca, Vincenzo Scotti, amministratore delegato di ForGreen Spa e Renzo Beghini, teologo e docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Modera Lorenzo Fazzini, direttore di Editrice Missionaria Italiana. A seguire sarà offerto un buffet ai partecipanti.
Qui l’invito alla conferenza.

 

A chiudere il ciclo di incontri pubblici in Italia di p. Giraud il convegno «La finanza al servizio della nuova frontiera dell’economia» a Piacenza. Promosso dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, in programma mercoledì 11 maggio alle ore 18.00 nella Sala Convegni Giuseppe Piana (Via Emilia Parmense, 84). Durante l’evento, organizzato in collaborazione con EMI, UCSI, UCID e Il Nuovo Giornale,p. Giraud sarà intervistato da Matteo Billi, presidente di UCSI Emilia Romagna. I saluti saranno di Guido Mocellin, direttore editoriale di Editrice Missionaria Italiana e consigliere regionale UCSI, con gli interventi di Anna Maria Fellegara, preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di Giuseppe Ghittoni, presidente di UCID Piacenza e di don Davide Maloberti, direttore de Il Nuovo Giornale.
Qui la locandina.

 

Troverete tutti i dettaglia anche sulla pagina del nostro sito dedicata alle conferenze.

 

 

Gaël Giraud, nato nel 1970, economista, gesuita, è chief economist all’Agence Française de Développement di Parigi. Direttore di ricerche al CNRS (Centre national de la recherche scientifique), fa parte del Centro di Economia della Sorbona, del Laboratorio d’Eccellenza di Regolazione Finanziaria e della Scuola di Economia di Parigi. Con Transizione ecologica, giunto in Francia alla 3ª edizione, ha vinto il Prix Lycéen. Nel 2009, il quotidiano francese Le Monde l’ha nominato «Miglior giovane economista di Francia».

 

In allegato, la copertina del libro e una foto dell’autore

 

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CS: Il Vangelo come risposta alle sfide del postmoderno. Esce "Il potere e la verità" di Tom Wright, primo volume della nuova collana EMI "Fede in tempi incerti" Wed, 20 Apr 2016 15:42:39 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/390132.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/390132.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria

 

Comunicato stampa

 

La guida dello Spirito come risposta alle incertezze del XXI secolo

Esce Il potere e la verità (EMI)

il nuovo libro di Tom Wright

primo volume della nuova collana EMI

«Fede in tempi incerti»

 

Bologna, 20 aprile 2016

 

L’ultimo libro di Tom Wright Il potere e la verità. Il Vangelo di fronte all’imperialismo e al postmoderno (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da questa settimana), per ammissione stessa dell’Autore, è un tentativo di colmare l’abisso in cui i cristiani si trovano immersi di fronte alla cultura della postmodernità. In questo suo nuovo volume, l’apprezzato biblista e già arcivescovo di Durham affronta da una prospettiva trinitaria le sfide e le incertezze del contesto culturale e politico moderno, nel quale si intrecciano gnosticismo, imperialismo e postmodernità, temi a ognuno dei quali è dedicato un capitolo.

 

Wright dà inizio alla sua riflessione analizzando il successo del libro Il Codice da Vinci di Dan Brown, che si erge a simbolo della nostra necessità spiccatamente postmoderna di «ottenere una conoscenza nascosta» o, in altre parole, di pretendere di raggiungere l’essenza della verità. Ma è anche il simbolo delle tendenze dualiste e delle false dicotomie che il neognosticismo ci pone davanti.

 

In un’appassionata analisi delle incertezze di questa tendenza filosofica, che inesorabilmente si intreccia con le dinamiche dell’imperalismo, Wright trova che l’unica possibile risposta del vangelo a questo intreccio è «la combinazione di unità cristiana e verità pubblica. E la creazione di una sola nuova umanità in Gesù Cristo a realizzare ciò che gli imperi

del mondo vogliono fare, ma non possono». Questa «unità pubblica del vangelo» spinge i cristiani a scendere in campo in politica, rivendicando il diritto di dire la verità al potere e di non solo accettare i numerosi tentativi di silenziarne la voce, ripetendo che il loro compito è quello di «salvare le anime». Una presa di posizione che si scontra con la retorica neo-colonialista dell’impero, atta a giustificare interventi militari occidentali in paesi «meno civilizzati» e che si traduce, sottolinea Wright, nella nostra «propensione semignostica a concentrarci su un messaggio spirituale che presume di essere superiore o contrario alle richieste di Dio sull’intera creazione o ritiene di escluderle, e che ci ha portati a una radicale incapacità di dire qualcosa di preciso in merito alle questioni politiche contemporanee».

 

Infine, le tendenze culturali della molteplicità delle verità legate a certe interpretazioni di Nietzsche e Foucault, non sono altro, secondo l’Autore, che delle sfaccettature della narrazione dominante del potere. Per questo motivo, l’11 settembre è uno degli episodi più emblematici dell’impossibilità della postmodernità di rispondere adeguatamente alle sfide del XXI secolo. Infatti, l’unica risposta certa e possibile è quella che viene dall’amore di Dio, di una nuova creazione, «di una sorta di puro amore ispirato dalla grazia». È per l’appunto questa inseparabilità tra amore e verità, che si traduce nell’unità trinitaria di Padre, Figlio e Spirito Santo, che può efficacemente sfidare l’ideologia dominante, decostruita, frammentata e confusa, e fungere da faro per calmare le nostre incertezze. 

 

 

Fede in tempi incerti è la nuova collana EMI nata per rispondere ai quesiti e alle sfide che la società moderna ci pone di fronte come cristiani. Ispirata alla frase della Gaudium et spes, secondo la quale credere significa testimoniare l’umanità piena di Gesù Cristo che «svela l’uomo all’uomo», la collana annovera autori e autrici di livello internazionale affinché ci guidino in questo itinerario. Ad aprire la collana Il potere e la verità di Tom Wright, che qui presentiamo, a cui seguirà il nuovo testo di Timothy Radcliffe, già maestro dell’Ordine dei Domenicani e consultore del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Il bordo del mistero. Aver fede nel tempo dell’incertezza. Nel corso delle prossime settimane sarà pubblicato anche Il rischio della speranza. Come raccontare Dio ai nostri giorni del cardinale di Manila e presidente di Caritas Internationalis Luis A. G. Tagle.

 

 

 

L’AUTORE

 

Tom Wright, nato nel 1948 a Morpeth (Inghilterra), è uno dei più noti e apprezzati biblisti a livello mondiale. Già vescovo anglicano di Durham, è docente di Nuovo Testamento e Cristianesimo delle origini alla University of St. Andrews, in Scozia. Ha insegnato a lungo nelle università di Oxford e Cambridge. Tra le sue opere, edite da Claudiana, ricordiamo Risurrezione (2006); Quale Gesù? Due letture (con M. Borg, 2007); L’apostolo Paolo (2008); Semplicemente cristiano (2014). Con Queriniana ha pubblicato Giuda e il vangelo di Gesù (2007).

 

 

Pagine scelte da Il potere e la verità

 

 

Lo gnosticismo

 

«Quanti fra noi, nella Chiesa di oggi, sostengono la fede e la morale cristiana classica devono fare i conti con il fatto che anche noi siamo troppo spesso scesi a patti con l’imperativo gnostico. Purtroppo è possibile spuntare le caselle “giuste” della dottrina e dell’etica, pronunciare le corrette parole d’ordine, e poi metterle tutte all’interno della narrazione dominante sbagliata, come un bambino che collega tutti i puntini nel riquadro de “La pista cifrata” ma fa venire fuori un asino invece di un elefante.» (p. 26)

 

«Lo gnosticismo fiorisce sotto l’impero. L’uno sostiene l’altro. L’impero incoraggia lo gnosticismo creando un mondo in cui alla maggior parte delle persone non sembra possibile sfuggire al suo onnivoro potere, e incoraggiando tipi di religione che offrono una via di scampo ultraterrena, e che quindi non hanno alcun bisogno di criticare l’impero né tanto meno di offrire un’alternativa a esso. Non cambierà mai nulla, quindi fuggi in una spiritualità privata!» (p. 64)

 

La molteplicità delle verità

 

«La verità, a quanto pare, non si limita a essere una constatazione di come stanno le cose nel mondo. Il mondo, pur essendo buono in sé, è sconvolto. Cercare di descrivere il mondo della creazione di per sé vuol dire non prestare attenzione al male radicale che lo ha infettato. Paradossalmente, la semplice descrizione di come stanno le cose nel tempo presente è una menzogna, una collusione con la distorsione della verità operata dalla corruzione e dalla riduzione in schiavitù del mondo e in particolare degli esseri umani: quegli esseri umani che dovevano essere i grandi pronunciatori della verità, coloro che davano un nome agli animali (come in Genesi 2), ma che invece hanno adorato e servito la creazione al posto del Creatore.» (p. 133)

 

Il mondo postmoderno

 

«L’11 settembre 2001 è stato una sorta di momento finale postmoderno, con lo scontro di due grandi narrazioni che tendono a distruggersi a vicenda. Da allora vediamo una scia confusa e pericolosa, nella quale persone su tutti i fronti cercano di accaparrarsi quello che rimane di una morale superiore a livello internazionale, solo per scoprire di aver dimenticato come si può fare un discorso morale qualsiasi nel pantano dello gnosticismo, dell’imperialismo e della postmodernità, e a maggior ragione come pensare saggiamente il posto della religione nella vita pubblica senza cadere nel fondamentalismo o tornare indietro al secolarismo.» (p. 147)

 

 

Tom Wright, Il potere e la verità. Il Vangelo di fronte all’imperialismo e al postmoderno, Collana Fede in tempi incerti, Editrice Missionaria Italiana, pp. 160, euro 14,00

 

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: Ammonire per amare, perché Dio non desiste da nessuno. In libreria 'Ammonire i peccatori' (EMI) del teologo José Tolentino Mendonça Wed, 13 Apr 2016 18:15:59 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/389386.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/389386.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Ammonire per amare i peccatori

José Tolentino Mendonça e la correzione fraterna nel suo

Ammonire i peccatori (EMI)

 

 

Bologna, 13 aprile 2016

 

È dedicato all’opera di misericordia della correzione fraterna l’ultimo libro di José Tolentino Mendonça, teologo, biblista, poeta e vice-rettore dell’Università Cattolica di Lisbona. Il volume, Ammonire i peccatori. Dio non desiste da nessuno (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da questa settimana), nuova uscita della collana «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare, è una lettura appassionata della «correzione» nel contesto del nostro mondo moderno e ultraveloce, al tempo dell’usa-e-getta e dei «correttori automatici».

 

Nello stile eclettico che caratterizza l’Autore, in una moltitudine di citazioni che spaziano da Doris Lessing a Fyodor Dostoevskij fino ai padri del deserto, Tolentino riporta l’attenzione sul vero significato della «correzione fraterna» come descritta nel Vangelo di Matteo, «se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo». La correzione tuttavia, sottolinea l’Autore, non deve essere una semplice ammonizione, ma un atto che presuppone «relazione, condivisione, affetto e cura» nel profondo riconoscimento che la persona non è il suo peccato o, meglio, «che il peccato non esaurisce ciò che essa è».

 

Il grande obiettivo della correzione deve essere quindi la sua riconciliazione, nella scoperta della possibilità della persistenza dell’amore e della misericordia di Dio, il quale non desiste mai da nessuno nella sua infinita benevolenza. Quella stessa misericordia che Gesù offre a Zaccheo, semplicemente nel «vederlo» e «riconoscerlo», laddove egli aveva ricevuto solo disprezzo in cambio della sua avidità. È dunque l’amore il fil rouge della riflessione tolentiniana, un amore trasversale, universale e liberatore, scevro da ogni pretesa di giudizio, che trova eco nelle parole di S. Tommaso, secondo il quale «la correzione fraterna non può configurarsi semplicemente come atto di giustizia, deve essere anche espressione di carità».

 

E allora come mai, si chiede l’Autore citando Doris Lessing, «la nostra società ha raggiunto un livello incredibile di conoscenza senza che questo ci abbia reso migliori?». Secondo Tolentino, il nostro essere un villaggio globale iper-connesso non ci ha aiutato ad essere meno ciechi o più flessibili, anzi, ci ha lasciati «analfabeti della misericordia». L’unica via d’uscita è quindi quella del riconoscimento e dell’accettazione dell’altro, ammonendolo come segno del nostro amore.

 

 

L’AUTORE

 

José Tolentino Mendonça, poeta, biblista e teologo, è vicerettore dell’Università Cattolica di Lisbona. Viene considerato uno dei più importanti intellettuali del Portogallo. Il suo libro più recente è Mistica dell’istante (Vita e pensiero).

 

 

José Tolentino Mendonça, Ammonire i peccatori. Dio non desiste da nessuno, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

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CS: Colpevoli ma non condannati agli occhi del Signore. L'opera di misericordia del "Visitare i carcerati" secondo don Giovanni Nicolini (EMI) Tue, 12 Apr 2016 17:39:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/389232.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/389232.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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Comunicato stampa

 

Colpevoli ma non condannati agli occhi di Dio

La misericordia verso i detenuti

secondo Giovanni Nicolini nel suo nuovo libro

Visitare i carcerati (EMI)

 

 

Bologna, 12 aprile 2016

 

Sottostare a discipline rigide e vedersi privati della libertà sono solo due degli aspetti più dolorosi della realtà problematica del carcere. Tuttavia, sebbene «condannati» e colpevoli di fronte alla legge, agli occhi di Dio i carcerati e le carcerate non sono altro che nostri fratelli e sorelle.

 

Questo il cuore del nuovo libro di Giovanni Nicolini Visitare i carcerati. La misericordia libera più di ogni pena (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da questa settimana), nuova uscita della collana «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare. Prete di strada tra i più noti in Italia, Nicolini da anni opera come cappellano nel carcere della Dozza di Bologna.

 

Attingendo dalla sua decennale esperienza nel penitenziario, l’Autore afferma che i detenuti non devono essere giudicati sulla base di loro una condizione intrinseca di cattiveria o di malevolenza; in realtà sono solo più poveri d’amore, «meno amati», di coloro che ancora godono della loro libertà. È in quest’ottica che va contestualizzata l’opera di misericordia della «visita ai carcerati», atto d’amore disinteressato però spesso lasciato all’iniziativa dei familiari e di pochi volontari, a cui l’Autore non può che essere grato per l’operato che svolgono.

 

Grazie a loro, il carcere si trasforma in un luogo riabilitativo e non punitivo, un luogo dove «si incontra il tesoro e la gioia della misericordia», dice Nicolini, non solo nel supporto spirituale, ma anche nei laboratori di sartoria, di musica e di scrittura e nei corsi universitari offerti ai detenuti. Perché anche noi siamo peccatori come loro, seppur non condannati, «e quindi conosciamo il travaglio, la fatica, la rabbia e, talvolta, per grazia di Dio, il pentimento.»

 

Solo con la potenza della misericordia divina, chiosa l’Autore, si può entrare nell’esperienza profonda del mistero del male e solo con essa si può far risorgere a una vita nuova.  

 

 

L’AUTORE

 

Giovanni Nicolini (Mantova 1940), è uno dei preti impegnati nella carità più noti in Italia. Parroco in periferia a Bologna, si occupa anche del carcere cittadino. È fondatore delle Famiglie della Visitazione, legate a Giuseppe Dossetti. Ha scritto Lo sperpero di Dio (Edb 2008).

 

Giovanni Nicolini, Visitare i carcerati. La misericordia libera più di ogni pena, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

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CS: Come nasce e muore una religione: la storia del cristianesimo da una prospettiva non-eurocentrica nel nuovo libro di Philip Jenkins "La storia perduta del cristianesimo" (EMI) Tue, 05 Apr 2016 17:48:42 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/388343.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/388343.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria

 

Comunicato stampa

 

Come nasce e muore una religione.

Il cristianesimo non è «made in Europe»

Esce La storia perduta del cristianesimo (EMI)

il nuovo libro di Philip Jenkins

 

Bologna, 5 aprile 2016

 

«Le religioni muoiono. Nel corso della storia, alcune religioni svaniscono del tutto, altre si riducono da grandi religioni mondiali a una manciata di seguaci. Il manicheismo, una religione che un tempo attirava adepti dalla Francia alla Cina, non esiste più in alcuna forma organizzata o funzionale; né esistono più le fedi che, mezzo millennio fa, dominavano il Messico e l’America Centrale». Sarà questo il futuro dei cristiani sotto la spinta dell’islamismo radicale dell’ISIS?

 

In passato, una simile sorte è toccata al cristianesimo, distrutto nelle regioni in cui un tempo aveva prosperato e i cui fedeli occupavano posizioni chiave a livello politico, economico e culturale. Dalla Siria, all’Iraq e all’India, l’annientamento del cristianesimo è stato tale da non lasciare (quasi) alcuna traccia della sua presenza nei secoli. Ma perché le religioni muoiono? Che cosa possiamo apprendere dalla caduta - e talvolta anche dalla rinascita - delle religioni nel corso della storia?

 

Philip Jenkins, professore di storia alla Baylor University, nonché uno dei massimi esperti al mondo di sociologia e demografia delle religioni, nel suo nuovo libro La storia perduta del cristianesimo. Il millennio d’oro della Chiesa in Medio Oriente, Africa e Asia (V-VX secolo). Com’è finita una civiltà (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Giancarlo Bosetti), propone una lettura inedita e provocatoria della storia delle prime Chiese cristiane d’Oriente, del loro rapporto con le altre fedi, in particolar modo con l’islam, e della loro successiva rovina. Profondamente non-eurocentrico, l’approccio dello studioso americano evidenzia come una religione che oggi consideriamo naturalmente «occidentale» sia invece nata e si sia diffusa anzitutto in una vastissima area che si estendeva dal Medio Oriente fino all’Asia e di cui oggi si sa poco o nulla. In un appassionante excursus storico, l’Autore illustra la forza e la resilienza di queste prime comunità cristiane - in primis quella nestoriana e siriaca -  che riuscirono ad auto-preservarsi anche durante secoli di dominazione islamica. Come sottolinea Giancarlo Bosetti nella sua prefazione, «il libro di Jenkins ci costringe non solo a rimuovere assiomi stereotipati, ma anche a effettuare lo “spostamento di un centro” che assumevamo come irriflesso; ci spinge cioè a riesaminare certezze che parevano indiscutibili, andando a illuminare aree della storia poco conosciute perché appartenute a comunità sconfitte».

 

Si scopre così che già nel VII secoli missionari nestoriani avevano raggiunto l’India, lasciando sia importanti tracce della loro fede nelle prime stesure dei sutra buddhisti, sia nel simbolo combinato della croce e del loto che appare nelle croci di pietra nella regione del Kerala, nel sud del subcontinente. Senza dimenticare che alcune delle pratiche odierne dei musulmani, come la prostrazione durante la preghiera, derivano dall’antico modo di pregare dei monaci siriaci. Un fervente e stimolante scambio di idee, avvenuto in un clima di convivenza pacifica, che si interruppe solo con l’inizio di nuove persecuzioni dei cristiani intorno all’anno 1300 da parte dei dominatori islamici.

 

Tuttavia, non furono soltanto cause esogene a contribuire alla scomparsa del cristianesimo in queste regioni - cause politiche, come le persecuzioni e le conversioni forzate, cause naturali, si pensi a carestie ed epidemie, o cause demografiche -; Jenkins infatti individua anche varie cause endogene. Secondo la sua teoria, le religioni scompaiono nel momento in cui si isolano troppo e diventano radicalmente settarie, in altre parole quando perdono la loro «forza viva». Diventano quindi incapaci di inculturarsi in alcune delle aree in cui si sono radicate. Applicare quindi logiche darwiniane di «adattamento», continua, non è compatibile con le reali ragioni storiche della loro distruzione. In realtà, sottolinea Jenkins, «né la fede, né la pietà, né la sapienza, né l’antica tradizione sono servite per mantenere in vita le chiese nella maggior parte delle loro terre d’origine».

 

Se si applicassero logiche di stile darwiniano, infatti, non si spiegherebbe la presenza delle ampie comunità di criptocristiani sopravvissuti per secoli a persecuzioni ed epurazioni, come nel Giappone nel XVII secolo o in Cina dopo la Rivoluzione Comunista del 1949. Oppure l’esempio delle chiese maronita e caldea in Libano e in Iraq, oggi in grande pericolo a causa della furia distruttiva dell’ISIS, le quali, legandosi alla Chiesa cattolica di Roma, riuscirono a garantire la sopravvivenza delle loro comunità.

 

La storia perduta del cristianesimo non è solo studio di grande rilevanza ed attualità storica, ma al contempo si offre come uno strumento utile per comprendere ed affrontare il periodo di crisi che il cristianesimo sta attraversando nel mondo occidentale odierno. Apprendere le lezioni della storia, e di questa storia in particolare, significa comprendere che«per le chiese, come per le aziende, il fallimento spesso è il risultato di una mancanza di diversificazione, di un collegamento troppo rigido delle proprie fortune con un particolare insieme di circostanze, politiche o sociali». Ancor più importante, «le chiese dovrebbero capire il concetto di transitorietà: il fatto che gli accordi e le alleanze politiche sono raramente duraturi, per quanto possano sembrare permanenti in un determinato momento». Infine, le chiese non dovrebbero mai raccogliere i loro i loro membri all’interno di un singolo gruppo etnico, di una razza o di una sola classe sociale, ma diversificarsi. Solo in questo modo, chiosa Jenkins, «a condizione che continuino a esistere altrove, potrebbero benissimo tornare, un giorno, a ricolonizzare il vecchio spazio. E spesso, nel contesto umano, le memorie di quel precedente storico aiutano a plasmare il nuovo insediamento».

 

Un nuovo insediamento le cui ramificazioni arrivano fino ad un nuovo «Medio Oriente». In altre parole, alle comunità cristiane in continua crescita in Cina e nei paesi del Golfo Persico, aprendo nuovi spiragli per nuove commistioni e per un nuovo fermento culturale che forse porterà allo studio di quella che Bosetti definisce una «pluralità delle religioni».

 

 

 

L’AUTORE

 

Philip Jenkins (1952), storico americano di origine gallese, è uno degli studiosi di questioni religiose più apprezzati al mondo. Docente di Storia e di Scienze religiose alla Baylor University (Texas) e professore emerito alla Penn State University (Pennsylvania), ha scritto saggi tradotti in 16 lingue. Suoi interventi sono stati pubblicati da Wall Street Journal, Boston Globe, Los Angeles Times. I suoi libri hanno vinto numerosi premi in Italia e all’estero. In Italia sono disponibili La terza chiesa (Fazi), I nuovi volti del cristianesimo (Vita e Pensiero) e, pubblicati da EMI, Il Dio dell’Europa. Il cristianesimo e l’islam in un continente che cambia e Chiesa globale, la nuova mappa.

 

 

Pagine scelte da La storia perduta del cristianesimo

 

 

La fine del cristianesimo globale

 

«Chi si interessa alla storia del cristianesimo conosce la fondazione, la crescita e lo sviluppo delle chiese, ma quanti hanno letto i racconti del declino o dell’estinzione di comunità e istituzioni cristiane? Sembra che la maggior parte dei cristiani trovi inquietante la sola idea. Eppure tali eventi si sono sicuramente verificati, e molto più spesso di quanto non si pensi. Nel tardo Medioevo, defezioni di massa e persecuzioni in tutta l’Asia e il Medio Oriente sradicarono alcune comunità cristiane che erano tra le maggiori del mondo di allora: chiese che avevano un legame diretto, in termini di discendenza e di cultura, con il primo movimento di Gesù in Siria e in Palestina. Nel XVII secolo il Giappone eliminò una presenza cristiana che era sul punto di acquisire un reale potere all’interno del paese, e forse di ottenere la conversione dell’intera nazione. Più volte, nel corso della sua storia, l’albero della Chiesa è stato potato e tagliato, spesso selvaggiamente. Questi episodi di espulsione o distruzione di massa hanno plasmato in profondità il carattere della fede cristiana.» (pp. 26-7)

 

 

«La riscoperta dei mondi cristiani perduti dell’Africa e dell’Asia pone domande che fanno riflettere sulla natura della memoria storica. Come abbiamo fatto a dimenticare una storia così importante? Per quanto riguarda la storia del cristianesimo, che di solito viene strettamente associata alla formazione dell’ “Occidente”, molto di ciò che crediamo di sapere è impreciso; mi riferisco ai luoghi e ai momenti in cui gli eventi sono accaduti e a come si sono verificati i cambiamenti in ambito religioso. Inoltre, molti aspetti del cristianesimo che oggi consideriamo tipicamente moderni rappresentavano, in realtà, la norma in un lontano passato: la globalizzazione, l’incontro con altre fedi e i dilemmi della vita sotto regimi ostili. Come è possibile che le nostre mappe mentali del passato si siano così radicalmente distorte?» (p. 28)

 

 

Le religioni muoiono

 

«Le religioni muoiono, ma lasciano dietro di sé i loro fantasmi. Le persecuzioni religiose spingono i credenti a rifugiarsi in zone più ospitali, creando in ciascuna di esse una diaspora influente che diffonde idee e tendenze culturali. Questo schema, familiare nella storia ebraica, si ritrova spesso anche in contesti cristiani. Più volte gli esuli di comunità distrutte hanno dato vita a nuove società e chiese. Una religione che in una determinata area muore - nel senso che non risulta avervi seguaci attivi - può avere molti credenti segreti o clandestini. Come la distruzione delle chiese, anche il criptocristianesimo è un fenomeno decisamente poco studiato. In teoria, i veri credenti nascosti dovrebbero sfuggire allo studio, per non farsi scoprire; di conseguenza, le persone che si lasciano studiare sarebbero solo le meno discrete. Tuttavia, si sente parlare spesso dei criptocristiani, e le loro storie sono sorprendenti per gli occidentali, abituati a concepire il cristianesimo come una consolidata fede ufficiale per interi stati.» (pp. 63-4)

 

«Il cristianesimo e l’islam hanno molte più cose in comune di quanto molti credenti rigorosi di entrambe le fedi siano disposti ad ammettere. La rovina del cristianesimo mediorientale e asiatico ha avuto conseguenze complesse anche su altre religioni.» (p. 66)

 

Lezioni per il futuro

 

«L’osservazione del declino e della rovina delle comunità cristiane offre molte lezioni alle società occidentali moderne, anche se non nella direzione comunemente preferita dall’estrema destra, vale a dire come un ultimo drammatico allarme contro la minaccia islamica. Storicamente, tutte le principali religioni hanno prodotto molteplici casi di intolleranza e persecuzioni, e il testo sacro dell’islam contiene molte meno chiamate alla violenza spietata della Bibbia ebraica e cristiana: lo testimoniano la conquista del paese di Canaan da parte di Giosuè, o le pulizie etniche associate a Esdra e Neemia. […] Prima di tutto, le chiese di oggi dovrebbero scoprire che cosa hanno fatto alcune entità scomparse per accelerare la propria fine. Per le chiese come per le aziende, il fallimento spesso è il risultato di una mancanza di diversificazione, di un collegamento troppo rigido delle proprie fortune con un particolare insieme di circostanze, politiche o sociali. Meglio di chiunque altro, le chiese dovrebbero capire il concetto di transitorietà: il fatto che gli accordi e le alleanze politiche sono raramente duraturi, per quanto possano sembrare permanenti in un determinato momento.» (pp. 283-5)

 

 

Philip Jenkins, La storia perduta del cristianesimo. Il millennio d’oro della Chiesa in Medio Oriente, Africa e Asia (V-XV secolo). Com’è finita una civiltà, prefazione di Giancarlo Bosetti, Collana Lampi di storia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 352, euro 22,00

 

 

Leggi la premessa dell’Autore all’edizione italiana

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: Il diario "clandestino" di due mesi di prigionia nelle mani di Boko Haram, esce "Rapiti con Dio" (EMI) di Allegri, Marta e Bussière Wed, 23 Mar 2016 19:30:27 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/387169.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/387169.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Il diario «clandestino» di due mesi di prigionia

nelle mani di Boko Haram in Nigeria

 

Esce Rapiti con Dio (EMI)

di Giantonio Allegri, Gilberte Bussière e Giampaolo Marta

 

Bologna, 23 marzo 2016

 

4 aprile 2014: i sacerdoti della diocesi di Vicenza Giantonio Allegri e Giampaolo Marta, insieme alla religiosa canadese Gilberte Bussière, vengono rapiti nel cuore della notte da un commando di terroristi di Boko Haram in Camerun, al confine con la Nigeria. Ha così inizio un lungo periodo di prigionia nella foresta nigeriana, fatto di stenti e privazioni, che tuttavia non farà mai cadere i tre missionari nello sconforto e nella disperazione.

 

È grazie ad un piccolo taccuino e una penna che suor Gilberte riesce miracolosamente a tenere un diario «clandestino» di quei terribili due mesi, al quale affida le sue confidenze, i suoi timori - dovuti anche ad un aggravarsi progressivo delle sue condizioni di salute - ma anche la fiducia in una prossima liberazione. Quel diario è oggi un libro dal titolo Rapiti con Dio. Due mesi prigionieri di Boko Haram, in uscita questa settimana per Editrice Missionaria Italiana. Come sottolinea GianCarlo Bregantini nella sua prefazione al volume, suor Gilberte «in un stile fresco e semplice ci trasporta nell’universo psicologico di una persona rapita. Ho letto il racconto senza mai staccare gli occhi dalle parole, pensando che non era finzione ma tutta realtà».

 

Nella piena accettazione del dolore, dormendo all’aperto, senza coperte per potersi proteggere dal freddo e dalla pioggia, con pochissimo cibo, quasi senza acqua e sotto la minaccia costante delle armi, i tre missionari trovano conforto nella riflessione quotidiana sulla parola di Dio, fino alla celebrazione della Settimana Santa e della Pasqua di Risurrezione. Nelle parole dei tre autori «questo diario “clandestino” ci ha aiutato a dare senso a questa esperienza, non cercata ma vissuta nella fraternità, nella preghiera, nella spoliazione, e che nonostante le privazioni vissute ci ha sicuramente arricchito».

 

Un libro che assume un significato ancor più profondo se letto in questo tempo pasquale, a due anni dal loro rapimento, e che vuole essere testimonianza ed esempio della forza e della perseveranza di coloro che seguono il Vangelo.

 

 

GLI AUTORI

 

Gianantonio Allegri (1957) è nato a Pievebelvicino (VI) ed è prete dal 1982. È stato vicario in alcune parrocchie del Vicentino. Dal 1991 al 2002 ha lavorato in Camerun come fidei donum. Rientrato, ha svolto il ministero di parroco a Magré di Schio fino al 2013. Tornato in Camerun, ha subito il rapimento raccontato in questo libro, per poi rientrare in Italia. È parroco di Santa Maria Bertilla nella città di Vicenza.


Gilberte Bussière (1939), di Asbestos (Québec), è suora della Congregazione di Notre-Dame de Montréal dal 1957. Nel 1979 è partita in missione per il Camerun, dove ha sempre lavorato nella formazione.

 

Giampaolo Marta (1967) è nato a Molina di Malo (VI). Ordinato nel 1992, ha lavorato per diversi anni come animatore in seminario. È stato impegnato come fidei donum in Camerun dal 2004 fino al 2014. È parroco nell’unità pastorale di Santa Maria Bertilla di Brendola (VI).

 

 

 

Giantonio Allegri, Gilberte Bussière, Giampaolo Marta, Rapiti con Dio. Due mesi prigionieri di Boko Haram, prefazione di GianCarlo Bregantini, Collana Vita di missione - Compact, Editrice Missionaria Italiana, pp. 96, euro 10,00

 

In allegato, la copertina del libro

 

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CS: Migranti, senzatetto, poveri, chi sono i "molesti" di oggi? Come superare la nostra indifferenza verso gli ultimi secondo Christian Albini in "Sopportare pazientemente le persone moleste" (EMI) Tue, 22 Mar 2016 13:48:31 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/386924.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/386924.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

I migranti, i senzatetto, i poveri e i mendicanti

chi sono i «molesti» che ci mettono di fronte alla nostra indifferenza?

Le riflessioni di Christian Albini nel nuovo libro EMI

Sopportare pazientemente le persone moleste

 

 

Bologna, 22 marzo 2016

 

Indifferenza, fastidio, peso, queste sono solo alcune delle parole chiave che sorgono nell’incontro con coloro che reputiamo «molesti», come i mendicanti che chiedono la carità per strada, i migranti che bussano alle nostre frontiere, i poveri che reclamano un salario migliore o un luogo dignitoso dove vivere. Come è possibile trasformare ciò che ci «pesa addosso» in un atto di misericordia che ci permetta di «saper vivere e abitare tutte queste relazioni cercando di costruire comunione, incontro, condivisione», invece di rifiuto?

 

Christian Albini, teologo, insegnante e scrittore, risponde a questa domanda nel suo nuovo libro Sopportare pazientemente le persone moleste. Aver pazienza con gli altri come Dio con noi (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da questa settimana). Il testo rientra nella collana «Fare misericordia», dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare.

 

Molteplici, secondo l’Autore, le categorie di «molesti» che incontriamo sul nostro cammino: i molesti «dannosi», come gli stalker che terrorizzano le donne, o i molesti «scomodi», cioè coloro che denunciano situazioni di profonde iniquità reclamando diritti fondamentali - tra questi il magistrato simbolo della lotta alla mafia Giovanni Falcone - e ancora i molesti «provocatori», la categoria che più «pesa» e «dà fastidio», che comprende gli esclusi, gli scartati, i migranti, coloro i quali, anche solo con la loro presenza, ci pongono di fronte alla nostra indifferenza e alla nostra incapacità di costruire relazioni umane.

 

Come possiamo quindi trasformare queste reazioni negative in un’attitudine di forza e di sopportazione? Solo seguendo l’esempio di Dio, scrive Albini, colui che a tutto risponde con la sua misericordia universale. «La nostra sopportazione può essere autentica e trovare le sue radici solo in Dio, a partire dall’esperienza della sopportazione che egli amorevolmente esercita nei nostri confronti» e noi nei confronti degli altri, conclude Albini.

 

 

L’AUTORE

 

Christian Albini (Crema 1973), marito e padre, blogger, coordina il Centro di spiritualità della diocesi di Crema. Insegnante e teologo, tiene una rubrica su Jesus. Ha scritto L’arte della misericordia (Qiqajon 2015).

 

 

Christian Albini, Sopportare pazientemente le persone moleste. Aver pazienza con gli altri come Dio con noi, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

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CS: La difesa dei diritti dei poveri, degli ultimi e degli esclusi nelle riflessioni dei teologi Marcelo Barros e Cristina Simonelli. In uscita due nuovi volumi EMI sulle opere di misericordia Thu, 17 Mar 2016 10:00:21 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/386429.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/386429.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Carissimi colleghi,

invio in allegato i comunicati stampa e le copertine dei due nuovi volumi della collana EMI «Fare misericordia», dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l'Anno giubilare:

Cristina Simonelli, autrice di Pregare Dio per i vivi e per i morti
Cristina Simonelli (Firenze 1956) è presidente del Coordinamento teologhe italiane. Insegna teologia patristica a Verona e a Milano. Per oltre trent’anni ha vissuto in un accampamento Rom. Ha commentato l’enciclica Laudato si’ per le Edizioni Piemme.

Marcelo Barros, autore di Consolare gli afflitti
Marcelo Barros, monaco benedettino e biblista, è priore del Monastero dell’Annunciazione a Goiás, in Brasile. Già segretario di dom Hélder Câmara, oggi è consigliere della Commissione pastorale della terra. Ha pubblicato con EMI Il baule dello scriba e Il Vangelo che libera.

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CS: Milano, 18-20 marzo, EMI a Fa' la cosa giusta!, la più grande fiera del consumo critico in Italia Fri, 04 Mar 2016 13:38:10 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/385115.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/385115.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI  

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Comunicato Stampa

 

 

Editrice Missionaria Italiana alla XIII edizione di

Fa’ la cosa giusta!

Milano, FieraMilanoCity, 18-20 marzo 2016

 

 

Bologna, 4 marzo 2016

 

Editrice Missionaria Italiana torna a Fa’ la cosa giusta!, la prima e più importante fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si terrà nei padiglioni 3 e 4 di FieraMilanoCity a Milano dal 18 al 20 marzo 2016.

 

EMI è partner della XIII edizione della manifestazione, una sinergia che consolida il rapporto della casa editrice, da sempre attenta ai temi della solidarietà, dell’ecologia e dei diritti umani, con il mondo del consumo consapevole e del commercio equo e solidale. L’Editrice Missionaria Italiana sarà presente con uno stand di proposte editoriali che si troverà nell’area Pace e Partecipazione, stand PP11, nel padiglione 3 della fiera.

 

Fin dalla prima edizione, Fa’ la cosa giusta! ha avuto come obiettivo quello di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le «buone pratiche» di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze italiane. Con un’ampia offerta culturale, che comprende più di 300 appuntamenti tra workshop per bambini dagli 8 ai 14 anni, presentazioni di libri, incontri, convegni; forte di una presenza di più di 75.000 visitatori annui e con il coinvolgimento di quasi 4000 studenti, la fiera è diventata uno degli appuntamenti più importanti nel calendario delle manifestazioni culturali in Italia.

 

Fa’ la cosa giusta! si terrà da venerdì 18 marzo a domenica 20 marzo secondo i seguenti orari: venerdì dalle ore 9.00 alle ore 21.00, sabato dalle ore 9.00 alle ore 22.00, domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00.

 

 

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CS: Esce "Visitare gli infermi" (EMI), come diventare guaritori a partire dalle nostre ferite secondo il missionario clarettiano Angelo Cupini Tue, 01 Mar 2016 17:38:51 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/384722.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/384722.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana

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In libreria da giovedì 3 marzo

 

Comunicato stampa

 

Sentirci feriti per diventare «gauritori»

Le riflessioni di Angelo Cupini nel nuovo libro

Visitare gli infermi (EMI)

 

 

Bologna, 1 marzo 2016

 

«Visitare vuol dire operare dentro di noi una partecipazione tale da essere messi in crisi noi stessi e desiderare una guarigione per le nostre vite». Essere «guaritori» significa quindi essere coscienti delle proprie debolezze e del fatto che non siamo dei «sani» che vanno a fare visita a dei «malati», ma che ognuno di noi porta con sé l’eredità delle sue ferite.

 

È questa la particolare e personale interpretazione dell’opera di misericordia del «visitare gli infermi» che ci offre Angelo Cupini, missionario clarettiano, da anni impegnato nel recupero dei tossicodipendenti con la sua onlus Comunità di via Gaggio. L’Autore affida le sue riflessioni al libro Visitare gli infermi. Lasciamoci arricchire dalla debolezza (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da giovedì 3 marzo), parte della collana «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare.

 

Sono in particolare sette donne, interpellate da Cupini, a riempire di significato quest’opera, testimoniando il «cambiamento», la «fiducia» acquisita, l’ «essere più attenti», ma soprattutto la «forza» che coloro che chiamiamo malati hanno saputo trasmettere a queste sette figure coraggiose. Dai malati di SLA a quelli di HIV, sono gli infermi, gli «scartati», come li definisce dispregiativamente la nostra società, a visitarci; sono le loro sofferenze a risvegliare le nostre coscienze e a renderci consapevoli, come dei moderni Giobbe, che solo a partire dalle nostre ferite saremo in grado di prenderci cura degli altri. Un riscatto della malattia, che ribalta le categorie contemporanee che associano l’infermità alla debolezza e all’inutilità.

 

L’attività di cura di Gesù verso i malati, nodo centrale della riflessione di Cupini, si incarna nell’immagine dell’operato dei suoi confratelli clarettiani in India: «Per esempio, è normale nelle comunità, in alcune ore, vedere l’arrivo di persone, normalmente poveri, alle quali si curano i piedi che viaggiano scalzi e sopportano i pesi, i terreni, le stagioni. Prendersi cura dei loro piedi vuol dire per i miei confratelli accogliere la persona, onorarla nel punto più fragile, farlo familiarmente e senza scopo di lucro o di conversione».

 

 

L’AUTORE

 

Angelo Cupini (Frosinone 1939), missionario clarettiano, è un prete noto per il suo impegno sociale. Opera a Lecco nella Comunità di via Gaggio, fondata nel 1975 per l’aiuto ai tossicodipendenti. È stato superiore generale dei clarettiani dal 1996 al 2008. Ha scritto Cristo abita in periferia (Gruppo Abele).

 

Angelo Cupini, Visitare gli infermi. Lasciamoci arricchire dalla debolezza, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

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CS: "Seppellire i morti" (EMI). Il significato dell'ultima opera di misericordia per il teologo Andrea Grillo Fri, 12 Feb 2016 17:46:59 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/382984.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/382984.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Missionaria Italiana

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Seppellire i morti (EMI)

La misericordia della prossimità e

il difficile rapporto della cultura contemporanea con la morte

nel nuovo saggio del teologo Andrea Grillo

 

 

Bologna, 12 febbraio 2016

 

Una delle novità dell’età secolare - scrive il teologo Andrea Grillo - è stata la rimozione della morte dalla vita quotidiana. Dal decentramento dei cimiteri avvenuto in era Napoleonica e a cui sono scampati solo alcuni piccoli borghi nel Sud Tirolo, fino ai progetti delle nuove città, come Porto Cervo, dove non è stato nemmeno previsto un luogo di riposo per i defunti, l’uomo moderno ha sempre cercato di «censurare il lutto». Il nuovo saggio di Grillo, Seppellire i morti. «Nel mezzo della morte siamo colti dalla vita» (Editrice Missionaria Italiana, parte della collana «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare,) esplora proprio la difficile relazione tra la società contemporanea e la morte.

 

Quest’ultima opera di misericordia - riflette Grillo - esemplifica la «cura» non solo verso il defunto, ma anche per coloro che sono vittime di un lutto. La sfida che si oggi presenta, quindi, è quella di riappropriarsi della misericordia di cui è intriso questo gesto e che conduce all’accettazione e alla rielaborazione della morte, invece che alla sua rimozione. L’Autore porta ad esempio di tale cura gli hospice, evoluzione degli ospedali, che svolgono questa delicata e preziosa funzione di medicina «al servizio anche del morire» ai quali, sottolinea Grillo, anche la Chiesa dovrebbe prestare maggior attenzione per non «cedere alla tentazione di rimuovere il morire dal vivere».

 

Tuttavia è nel film giapponese Departures, storia di un figlio abbandonato dalla famiglia poiché dedito alla tanatocosmesi - professione impura nella tradizione nipponica - che si riconcilia con il padre prendendosi cura del suo corpo senza vita, che Grillo ritrova l’essenza di quello scambio intergenerazionale di comunione e di speranza che la morte da sempre racchiude in sé. Allo stesso modo, la stessa speranza trasformata in accoglienza viene riservata ai funerali nelle case del nostro Meridione, dove «ci si apparecchia per l’ospitalità» e si accompagnano i parenti per giorni, in un gesto di vicinanza e cura estreme.

 

Così come in tutte le altre opere di misericordia - conclude il teologo -, nel seppellire i morti «la sorte comune può essere guidata dalla comune speranza: il Signore Gesù appare come l’ancora della speranza. Un’ancora che si nutre di azioni, semplici ed elementari, sulle quali si edifica uno stile ecclesiale e un’esperienza indimenticabile di comunione».

 

 

L’AUTORE

 

Andrea Grillo (Savona 1961), sposato e padre di due figli, è docente di teologia sacramentaria a Roma, Padova e Ancona. Tra i suoi numerosi testi si evidenziano i più recenti Una comunione possibile (Cittadella) e Indulgenza. Storia e significato (San Paolo).

 

Andrea Grillo, Seppellire i morti. «Nel mezzo della morte siamo colti dalla vita», Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

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CS: 'Vestire gli ignudi' (EMI), l'opera di misericordia che restituisce dignità e giustizia secondo la teologa Antonietta Potente Thu, 11 Feb 2016 13:35:21 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/382825.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/382825.html monica martinelli EMI monica martinelli EMI Editrice Missionaria Italiana 

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In libreria da questa settimana

 

Comunicato stampa

 

Vestire gli ignudi (EMI)

L’opera di misericordia che restituisce dignità e giustizia

secondo la teologa Antonietta Potente

 

 

Bologna, 11 febbraio 2016

 

«Siamo nati nudi, poi ci siamo vestiti e più volte rivestiti. Oggi abbiamo anche troppi vestiti. Ma questo fluire evolutivo non è uguale per tutti. In realtà tutti siamo nati nudi e poi ci siamo vestiti, ma alcuni in seguito sono stati spogliati e sono tornati nudi, appunto perché altri hanno troppi vestiti». Un «gesto concreto» di altruismo e di dono quotidiano, quello di vestire e vestirsi, esemplificato, secondo la teologa domenicana Antonietta Potente, nell’opera di misericordia del «vestire gli ignudi». Potente affida le sue riflessioni su questo tema al libro Vestire gli ignudi. Dare dignità ci fa uscire da noi stessi (Editrice Missionaria Italiana), nuovo testo della collana EMI «Fare misericordia» dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare.

 

Il vestito è sempre stato sinonimo di identità e di differenziazione rispetto agli altri, dice l’Autrice. Tuttavia, nella società moderna, il vestirsi è diventato una «moda», un inutile sovrappiù che nelle sue conseguenze estreme genera spreco. Così i paesi ricchi consumano immense risorse per «rivestire» le loro vite, riempiendo il mondo di rifiuti, quando invece i paesi poveri trovano a malapena un «unico mantello per la propria pelle».  È in tale contesto - sottolinea Potente - che diventano gesti di altruismo e di giustizia tanto «restituire» e «rivestire» quanto «spogliare» dalle vesti e dalla cultura occidentale i popoli colonizzati del Sud del mondo, in modo che ritrovino la loro autenticità.

 

Ma è nella riflessione sul famoso dipinto di Caravaggio che l’Autrice trova maggior ispirazione. Se si accosta all’immagine dell’ignudo che sembra voler strappare il mantello a un elegante signore quella della donna che dona sé stessa al prigioniero affamato, si comprende che «vestire gli ignudi dunque, così come le altre opere di misericordia, è un gesto che segue le trame di una logica rovesciata rispetto al comune sentire». Una logica rovesciata che trova significato solo se pensata come «dono» di sé, dove la nudità genera tranquillità invece di inquietudine, in armonia con la logica di Dio.

 

«Vestire» significa anche «restituire l’identità più vera, che nessuno può dare all’altro ma può solo restituire, perché da sempre appartiene all’altro, anche se qualcuno - che potrei essere io - è riuscito a toglierla o a fargliela perdere». È il gesto quindi - conclude Potente - che ci permette di uscire da noi stessi e aiutare gli altri «nel senso più bello di questa espressione», per cercare di ritrovare i cammini della dignità.

 

L’AUTRICE

 

Antonietta Potente (Savona 1958), religiosa domenicana e teologa, già missionaria per molti anni in Bolivia, è una delle voci più originali del panorama cattolico italiano. Tra i suoi libri, Un bene fragile. Riflessioni sull’etica (Mondadori).

 

 

Antonietta Potente, Vestire gli ignudi. Dare dignità ci fa uscire da noi stessi, Collana Fare misericordia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 7,00

 

In allegato, la copertina del volume.

 

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