Comunicati.net - Comunicati pubblicati - studioEGi Comunicati.net - Comunicati pubblicati - studioEGi Sat, 22 Feb 2020 18:19:57 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/711/1 mons. Slawomir Oder ad Arezzo Wed, 13 Apr 2011 23:57:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/varie/157924.html http://comunicati.net/comunicati/varie/157924.html studioEGi studioEGi Domenica 1 maggio Giovanni Paolo II verrà proclamato beato.

Un giorno di grande gioia per la Chiesa cattolica che – a sei anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 2 aprile 2005 – potrà dichiarare beato il papa più amato degli ultimi tempi, il pontefice venuto dall’Est, per il quale da subito si levò l’invocazione popolare “Santo subito!”.

 

La conclusione del processo di beatificazione e la celebrazione solenne sono frutto di un lungo lavoro che ha comportato l’esame di una enorme mole di documenti e l’ascolto di un numero vastissimo di testimoni per analizzare un pontificato di quasi ventisette anni e l’intera vita di un personaggio che ha segnato la storia ecclesiale dei nostri tempi.

 

Tuttavia, è giusto ricordare che si è trattato di un processo assai celere per tre ragioni: la fama di santità, che ha accompagnato la figura di Giovanni Paolo II ancor prima di iniziare il processo vero e proprio, l’iniziativa dei cardinali che, nel 2005, al momento di  ritirarsi in Conclave per eleggere il suo successore, chiesero per iscritto l’inizio della causa, e la convinzione personale di Benedetto XVI, che “essendo stato il suo collaboratore più stretto, sarebbe diventato per diritto il testimone chiave del processo”, come ricorda monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla.

 

Ed è proprio monsignor Oder, che ha dedicato quasi sei anni alla preparazione di questo processo, documentandone la fama di santità, le virtù eroiche ed il miracolo necessario per completare la causa, a riassumere la figura di Giovanni Paolo II con la frase “era un vero uomo, ed era un uomo di Dio”.

 

Di tutto questo, nell’unico appuntamento toscano prima di domenica 1 maggio, parlerà ad Arezzo mons. Slawomir Oder venerdì 15 aprile, alle ore 21, presso la parrocchia di san Francesco Stigmatizzato (Saione) in un incontro dedicato al tema Santità di Giovanni Paolo II e il suo messaggio, aperto a tutti.

L’incontro, organizzato dalla parrocchia di Saione, si inserisce in un ciclo di appuntamenti con alcuni personaggi che – a vario titolo – hanno conosciuto papa Wojtyla e che, nell’intenzione dei frati francescani responsabili della parrocchia, sono stati voluti per favorire la preparazione e la partecipazione spirituale dei fedeli in vista della S. Messa di beatificazione di Karol Wojtyła domenica 1 maggio.

 

 

 Slawomir Oder

Mons. Sławomir Oder è nato a Chelmza (Polonia) il 7 agosto 1960.  Laureato in Diritto canonico ed Economia e commercio, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1989 a Pelplin, per la diocesi di Torun. Dal 1992 a Roma, è rettore della chiesa romana di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre. Già vicedirettore dell’Ufficio legale del Vicariato di Roma, è attualmente presidente del Tribunale di appello del medesimo Vicariato.

Dopo essersi occupato della beatificazione del martire polacco Stefan Frelichowski, nel 2005 ha ricevuto la nomina a postulatore della causa di canonizzazione di   Giovanni Paolo II da parte del cardinale vicario Camillo Ruini.

 

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ufficio stampa  

Elisabetta Giudrinetti

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L'opera Tosca a Pievi & Castelli in Musica Wed, 04 Aug 2010 12:01:43 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/129819.html http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/129819.html studioEGi studioEGi Appuntamento con la lirica al festival Pievi & Castelli in Musica, giovedì 5 agosto al castello degli Ubertini, a Chitignano.

 

L’occasione è offerta dall’opera Tosca, l’opera forse più amata dallo stesso Giacomo Puccini che la musicò sulla base del libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, a sua volta ispirato dal romanzo di Victor Sardou e che fu rappresentata per la prima volta a Roma il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi (l’attuale teatro dell’Opera).

 

L’opera, grandiosa per la sua scenografia e coreografia, è a buon diritto considerata un esempio del Verismo teatrale e letterario.  E Puccini, per dare fluidità al dramma, usò anche una tecnica particolare: i temi conduttori. Si tratta di temi musicali che vengono associati ad ogni personaggio, delineandone i caratteri psicologici e morali e attribuendovi un simbolo musicale, in modo che lo spettatore possa comprendere già grazie dalla musica cosa accade nell’opera e quali sono le intenzioni dei personaggi. Divisa in tre atti, l’opera ha tre personaggi principali: Floria Tosca, Mario Cavaradossi e il barone Scarpia.

 

Nel personaggio di Tosca (interpretato dal soprano Paola Sanguinetti) vi è un concentrato di vitalità, giovinezza, passione e soprattutto gelosia; Mario Cavaradossi (interpretato dal tenore Francesco Paolo Panni) rappresenta il giovane liberale e rivoluzionario, nel contempo follemente innamorato di Tosca. Il barone Scarpia (interpretato dal baritono Corrado Cappitta) rappresenta l’arroganza del potere, la lussuria e la perfidia umana; è un ricattatore che approfitta di tutto per raggiungere i propri scopi e lo fa con ogni mezzo; anche lui desidera di Tosca, ma il suo è solo un capriccio fisico.

La trama si svolge a Roma nel 1798, periodo delle guerre napoleoniche, durante il quale si formano due fazioni: i rivoluzionari, che sperano in una vittoria di Napoleone (con il desiderio che Roma torni ad essere di nuovo una repubblica) e i seguaci del papa, che chiede aiuto al re di Napoli per scongiurare l’evento.   

 

Nella rappresentazione che verrà proposta a Chitignano (in caso di maltempo, lo spettacolo verrà comunque messo in scena nel salone del Centro polifunzionale San Vincenzo di Chitignano) il regista Pierluigi Cassano ha operato un selezione delle arie più note e significative dell’opera. Una selezione che non rinuncia tuttavia ai magnificenti costumi di scena e ad una attenta scenografia.

Al pianoforte il maestro Davide Burani.

Lo spettacolo,  con la direzione artistica di Maurizio Gatteschi, è organizzato dalla Comunità Montana del Casentino e dai comuni casentinesi e gestito dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo, in collaborazione con la Provincia di Arezzo e con la Regione Toscana, in collaborazione con BancaEtruria, Coingas, Miniconf, Aruba e Credito Cooperativo di Stia ed Anghiari.

INFORMAZIONI

Biglietteria

in loco  dalle ore 19 del 5 agosto

 

prezzo del biglietto

    8 intero

    4 da sei a quindici anni

gratuito sotto i  sei anni

 

è  possibile la prenotazione telefonica con obbligo del ritiro del biglietto entro le ore 21 del giorno dello spettacolo   

tel. 347 0724396 - 0575 520511

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Giorgio Conte in Swing Manouche Sat, 24 Jul 2010 12:49:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/128832.html http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/128832.html studioEGi studioEGi Giorgio Conte con lEnsemble Passion Swing saranno gli ospiti del terzo appuntamento del festival Pievi & Castelli in programma lunedì 26 luglio a Subbiano (piazzetta sotto le Mura).

 

E lo spettacolo proposto sarà davvero di grande emozione ed intensità.

Un sorprendente progetto musicale, dedicato alla musica del grande chitarrista jazz Jean Django Reinhardt (1910 – 1953) ed al repertorio di musica da ballo francese degli anni ’20 (Bal Musette), in cui gli strumenti della tradizione musicale francese (cornamusa ed organetto) incontrano, in un quadro musicale e sonoro affascinante ed unico, le particolari sonorità delle chitarre swing.

 

Giorgio Conte (1941) - astigiano, avvocato, il più giovane dei fratelli Conte, compositore di grandi successi e chansonnier conosciuto ed apprezzato anche all’estero - con questo spettacolo introduce il pubblico alle suggestive atmosfere parigine, da lui tanto amate, permettendogli di conoscere la  Parigi del primo Novecento in cui ai Bal Musette, posti poco raccomandabili, si annaffiavano le pene d’amore con l’assenzio e si ballava fino alle ore piccole accompagnati dal suono della fisarmonica. 

Dall’incontro tra il valzer Musette francese con il jazz americano degli anni ’30 e dalla tradizione tzigana nasce lo Swing Manouche, che dà il titolo alla serata e che ha in Conte un virtuosissimo interprete.

 

Nel panorama chitarristico europeo esiste una tradizione strumentale che ha le sue radici nella cultura dei nomadi Manouches, una delle principali famiglie zingare europee, giunti dall’India tra il XIV e il XV secolo. Una tradizione in cui la musica più autenticamente gitana, già frutto della fusione di varie culture, assorbe gli elementi ritmico armonici del jazz americano e il valzer Musette francese e che è oggi conosciuta in tutto il mondo  grazie allo  smisurato talento del leggendario Django Reinhardt, anch’egli Manouche. Questo grande musicista ha saputo coniugare la libertà di espressione con il virtuosismo tzigano del fraseggio e oggi, a quasi sessanta anni dalla sua morte, il Jazz Manouche (Swing Manouche o Gipsy Jazz) continua ad evolversi e a trovare interpreti raffinati come Giorgio Conte.

 

Assieme all’artista astigiano si esibiranno sul palco di Subbiano Fabio Biale (violino e voce), Filippo Gambetta (organetto diatonico), Fabio Rinaudo (musette bourbonnaise), Lorenzo Marino (chitarra), Lorenzo Baucia (contrabbasso) e l’ultimo erede della dinastia Conte, Tommaso, figlio di Giorgio (chitarra).

 

Il gruppo proporrà inoltre alcune tra le più belle canzoni di Giorgio Conte, interpretate in chiave originale grazie ad alcuni nuovi arrangiamenti.

 

A parte il grande prestigio artistico e professionale di Giorgio Conte, internazionalmente riconosciuto,  averlo ospite a Pievi & Castelli assieme all’Ensemble Passion Swing, significa anche sottolineare il percorso di crescita e di educazione musicale che il Festival si prefigge  – commenta Maria Luisa Lapini, assessore alla cultura della Comunità Montana –. Grazie a questi interpreti potremo conoscere una pagina assai importante della musica jazz e comprendere meglio la fusione di vari generi. Tutto questo – conclude l’assessore - nello scenario suggestivo della piazzetta sotto le Mura di Subbiano, la storica piazza del Mulino, che lascia scoprire l’antico percorso lungo il fiume dove un tempo si ergeva l’imponente castello posto sulla riva dell'Arno”.

Lo spettacolo,  con la direzione artistica di Maurizio Gatteschi, è organizzato dalla Comunità Montana del Casentino e dai comuni casentinesi e gestito dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo, in collaborazione con la Provincia di Arezzo e con la Regione Toscana, in collaborazione con BancaEtruria, Coingas, Miniconf, Aruba e Credito Cooperativo di Stia ed Anghiari.

 

 

INFORMAZIONI

Biglietteria

in loco  dalle ore 19 del 26 luglio

 

prezzo del biglietto

€ 8 intero

    4 da sei a quindici anni

gratuito sotto i sei anni

 

è possibile la prenotazione telefonica con obbligo del ritiro del biglietto entro le ore 21 del giorno dello spettacolo   

tel. 347 0724396 - 0575 520511

 

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Giorgio Conte

fin da giovanissimo nutre un’autentica passione per il jazz e la grande musica francese grazie alle influenze familiari. Assieme al fratello Paolo si esibisce spesso in quartetti e quintetti swing, e ben presto comincia a comporre canzoni per i grandi interpreti dell'epoca, da Celentano a Mina, da Ornella Vanoni a Wilson Pickett, Milva e Patty Pravo.

Compone per il fratello la musica del grande successo Una giornata al mare. E con Deborah scritta per Fausto Leali e Non sono Maddalena composta per Rosanna Fratello, Giorgio Conte emerge come prolifico e virtuoso compositore anche nel panorama internazionale.

Negli anni ‘80 pubblica i suoi primi album come autore ed interprete: Zona Cesarini e L'Erba di San Pietro che ne fanno uno dei migliori e più apprezzati protagonista nel panorama italiano della musica d’autore.

Nel 1993 decide di abbandonare l'attività forense e di dedicarsi interamente alla carriera artistica realizzando in  sei anni oltre quattrocento spettacoli in Italia e all’estero.

Nel 1996 la sua esibizione al prestigioso Forum di Montreal, all’interno del Festival della canzone francese (unico autore non francese ad essere invitato) lo consacra definitivamente al pubblico e alla musica francofona.  

I critici d’oltralpe paragonano Giorgio Conte (dotato di una grande presenza scenica e al contempo  affabile e ricco di umorismo travolgente) ai grandi autori della canzone francese, come George Brassens.

 

Fabio Biale

Comincia lo studio del violino a sei anni frequentando il conservatorio Niccolò Paganini  di Genova e ben presto entra  a far parte dell’Orchestra Giovanile con la quale si è esibito in Italia ed all’estero.

Ha collaborato attivamente con la Camerata delli Musici Savonensi avvicinandosi alla musica antica e barocca.  Da vari anni si dedica con successo allo studio della musica tradizionale norditaliana e allo swing manouche con alcuni gruppi  (Amici di Django Reinhardt, Luf).

Suona un violino costruito a Parigi nei primi del ‘900.

 

Fabio Rinaudo

Da più di venti anni  attento studioso ed interprete della Uilleann Pipes, la cornamusa irlandese.

Ha all’attivo più di millecinquecento concerti in Italia ed all'estero.

Membro e fondatore dei Birkin Tree, Rinaudo ha lavorato a più di quaranta lavori discografici e a numerose incisioni radiofoniche per radio nazionali di varie lingue.

Ha collaborato anche in trasmissioni televisive sulle reti Rai e Mediaset con cantautori come Angelo Branduardi, Riccardo Cocciante e Giorgio Conte.   

Si è esibito con i più grandi artisti irlandesi. Oltre alla musica tradizionale irlandese, studia con attenzione la musica tradizionale nord italiana e del centro Francia e la musica antica, in particolar modo la cornamusa del centro Francia: la musette bourbonnaise.

Collabora con la nota formazione di musica antica Ensemble Micrologus, con cui partecipa ad importanti festival di musica antica in tutta Italia.

 

Filippo Gambetta

Inizia lo studio dello strumento a 13 anni sotto la guida di Riccardo Tesi.

Si è esibito per tre anni con il gruppo La Rionda con cui ha partecipato ad importanti rassegne europee.  

Nel 2001 ha rappresentato l' Italia al meeting Folk Alliance di Vancouver, vincendo il primo premio del Green Age Festival e il secondo premio del contest del  Kaustinen Folk Festival in Finlandia.

Si è esibito in numerosi festival folk nel mondo.

Ha composto ed eseguito in scena musica per il Teatro della Tosse ed il Teatro Modena  di Genova.  Si dedica all'attività di insegnamento in Italia e all'estero.

 

 

 

 

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Elisabetta Giudrinetti

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Brass Bang! a Stia con Pievi & Castelli Fri, 23 Jul 2010 18:00:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/128804.html http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/128804.html studioEGi studioEGi  

Serata d’eccezione a Stia (Palagio Fiorentino) per il festival Pievi e Castelli in Musica che domenica 25 luglio ospita la Brass Bang!, ovvero quattro assi internazionali del jazz riuniti in un formazione di soli ottoni (brass) in uno spettacolo che combina poesia, humour e ritmi contagiosi.

 Protagonisti del concerto Paolo Fresu, uno dei più grandi trombettisti del mondo, Steven Bernstein, leader dei formidabili Sex Mob nonché collaboratore abituale di Lou Reed e Sting, Gianluca Petrella, tra i più dotati trombonisti jazz del momento e Marcus Rojas, il phenomenal tubist Marcus Rojas, da anni considerato il miglior suonatore di tuba al mondo.  

Quattro solisti di levatura internazionale per l’unica data in Toscana di questa band d’eccezione, nata quasi per caso.

La storia è presto detta: Paolo Fresu invita a suonare i Sex Mob di Steven Bernstein a Berchidda (Olbia) per il suo festival jazzistico Time In Jazz e, letteralmente, si innamora di quel suono e di quella atmosfera. Gianluca Petrella invita Fresu a suonare nella sua Cosmic Band e i due si divertono da matti. Bernstein conosce Petrella e comincia a dire in giro per il mondo che, finalmente, c’è in giro un vero e proprio genio che suona il trombone. I tre si incontrano per puro caso a Bolzano dove suonano in tre formazioni diverse al festival Suedtirol Jazz Festival Alto Adige  e lì – come racconta la leggenda – davanti ad una Wienerschitzel e ad alcune birre nasce l’idea di un qualcosa che può essere esplosivo anche senza l’ausilio della ritmica tradizionale. Ovvero, un progetto musicale tutti fiati.

I tre si entusiasmano e già volano…  ma il manager di Fresu non è convinto. “Sì, è un bel progetto, ma il suono basso chi ve lo dà?”. Bernstein, pronto, risponde: “ Rojas. Who, else?”.

E’ fatta. Una piccola-grande band di fiati con eccezionali solisti, ritmi travolgenti, poesia ed un incredibile humour. 

Ospitare artisti del calibro di Paolo Fresu in uno spettacolo in cui si esibirà assieme ad un connubio artistico di così ampia levatura internazionale è davvero un grande onore per il nostro Festival  – commenta Maria Luisa Lapini, assessore alla cultura della Comunità Montana – e la conferma della validità di questo appuntamento musicale estivo. Stia ha sempre ospitato appuntamenti di grande prestigio e richiamo e stavolta vuole offrire al pubblico di Pievi & Castelli anche uno scenario particolare ed inedito dove poter gustare il concerto. Ovvero, dinanzi  all’antico Lanificio di Stia, restaurato dalla Fondazione Lombard e sede del museo della Lana (inaugurazione il prossimo 3 ottobre, nda)”. “Un luogo unico, ricco di storia – conclude l’assessore Lapini – a cui si potrà accedere direttamente dal giardino del Palagio Fiorentino, attraverso la passerella sul fiume Staggia che, volentieri, presentiamo al pubblico nella sua veste restaurata a suggello di un passato glorioso che ha segnato l’economia di questa valle e la ricchezza del territorio”.

Lo spettacolo, secondo appuntamento di questo longevo festival casentinese, nato nel 1987, con la direzione artistica di Maurizio Gatteschi è organizzato dalla Comunità Montana del Casentino e dai comuni casentinesi e gestito dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo, in collaborazione con la Provincia di Arezzo e con la Regione Toscana, in collaborazione con BancaEtruria, Coingas, Miniconf, Aruba e Credito Cooperativo di Stia ed Anghiari.

 

INFORMAZIONI

Biglietteria

in loco  dalle ore 19 del 25 luglio

 

prezzo del biglietto

€ 12 intero

    4 da sei a quindici anni

gratuito sotto i sei anni

 

è possibile la prenotazione telefonica con obbligo del ritiro del biglietto entro le ore 21 del giorno dello spettacolo   

tel. 347 0724396 - 0575 520511

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L'anima della terra (vista dalle stelle) Wed, 14 Jul 2010 00:26:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/127672.html http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/127672.html studioEGi studioEGi Il festival Pievi e Castelli in Musica inaugura la sua ventitreesima edizione con due stelle entrambe nate a Firenze: Margherita Hack, astrofisica di fama mondiale e la cantante Ginevra Di Marco (vincitrice del premio Tenco 2009), una delle voci più apprezzate nel nostro panorama musicale, riuscita nell’intento – non facile - di rilanciare con grandissimo successo la musica popolare italiana.

Occasione per questo incontro stellare lo spettacolo di parole e musica L’anima della terra (vista dalle stelle), in programma giovedì 15 luglio, ore 21.30, alla Badia di Campoleone a Castelluccio di Capolona.

Sul palco, assieme alla Hack e alla Di Marco, Francesco Magnelli (piano e magnellophoni), Andrea Salvadori (chitarra e tzouras) e Luca Ragazzo (batteria) per raccontare il viaggio del’uomo attraverso la Terra. Lo spettacolo, nato dall’incontro di un’artista e di una scienziata, indaga il rapporto tra l’uomo e l’universo e diventa occasione per affrontare alcune scottanti tematiche sociali, quali l’immigrazione/emigrazione, le nuove energie, la globalizzazione, il lavoro, la corruzione… . La riflessione si fa melodia con canti etnici, popolari e cantautorato di qualità da tutto il mondo, un viaggio verso tutti i continenti con canti bretoni, cubani, macedoni, albanesi, italiani e toscani. Così, ad esempio, la canzone di Domenico Modugno Amara terra mia, sul tema dell'emigrante e dell’immigrazione, farà riflettere sul rapporto dell'uomo con la propria terra, il suo attaccamento ed il tema del distacco forzato; La malarazza, un canto popolare contro ogni tipo di sopruso fisico e mentale, diventa un’esortazione a far valere i propri diritti per cercare di cambiare lo stato delle cose; Gracias a la vida un bellissimo inno alla vita, scritto dalla cilena Violeta Parra; La malcontenta sulla condizione della donna; Il crack delle banche sui politici e il sistema corrotto; La leggera, un canto tradizionale toscano sulla condizione operaia, costituisce l’occasione per trattare il tema delle nuove povertà.  

Alla forza vocale di Ginevra Di Marco si alternano le riflessioni di Margherita Hack, espandendo i concetti con la forza della sua grande esperienza di scienziata impegnata nella riflessione civile.

Sul palco, alcuni orologi scandiscono un tempo musicale ed un tempo umano, sentimentale, figurativo: un orologio simboleggia il tempo che avanza evidenziando i problemi che l'uomo ha creato; un altro rappresenta il suono della terra, con la sua anima; un altro ancora la tradizione, le parole dei nostri avi, il susseguirsi della vita umana, ed è quest’ultimo a scandire i passaggi tra le varie tematiche.

Lo spettacolo, primo dei tredici appuntamenti di questo longevo festival casentinese, nato nel 1987, con la direzione artistica di Maurizio Gatteschi è organizzato dalla Comunità Montana del Casentino e dai comuni casentinesi e gestito dal Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo, in collaborazione con la Provincia di Arezzo e con la Regione Toscana, in collaborazione con BancaEtruria, Coingas, Miniconf, Aruba e Credito Cooperativo di Stia ed Anghiari.

Questo Festival rappresenta per la Comunità Montana del Casentino un grande biglietto da visita per presentare le bellezze del territorio oltre a costituire un importante appuntamento artistico – sottolinea Maria Luisa Lapini, assessore alla cultura della Comunità Montana -. Questa edizione, la prima organizzata dalla nuova Amministrazione della Comunità Montana, è anche un ritorno alle origini di Pievi & Castelli: difatti, i tredici spettacoli, proposti negli undici Comuni casentinesi che hanno aderito alla manifestazione, saranno interamente dedicati alla musica senza alcuna commistione con altre forme di spettacolo”.

Infine – conclude l’assessore Lapini – siamo molto lieti di continuare ad offrire al pubblico scenari suggestivi, ricchi di storia come le nostre pievi, i nostri castelli e ci piace inaugurare questa edizione con una proposta assolutamente insolita, non molto conosciuta, come la Badia di Campoleone  di Castelluccio di Capolona, oggi restaurata e sede di un green resort, il cui nome si è trasformato nell’odierna Capolona e a cui tutta la popolazione originaria del luogo è particolarmente affezionata”.   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI

Biglietteria

in loco  dalle ore 19 del 15 luglio

 

prezzo del biglietto

€ 12 intero

    4 da sei a quindici anni

gratuito sotto i sei anni

 

è possibile la prenotazione telefonica con obbligo del ritiro del biglietto entro le ore 21 del giorno dello spettacolo   

tel. 347 0724396 - 0575 520511

 

Badia di Campoleone – sulla fine del X secolo, la chiesa aretina, l'Abbazia dei Benedettini di Turrita e l'Abbazia di Campoleone erano le più grandi potenze ecclesiastiche feudatarie della penisola italica. All'epoca di Ugo di Toscana nel 940ca, il castello di Campoleone divenne molto importante per la sua posizione geografica strategica e venne deciso di costruirvi anche un’abbazia nell'area circostante che da esso prese il nome. Nel 988, dopo la sua fondazione, il vescovo Elemperto affidò l'Abbazia di Campoleone ad alcuni monaci benedettini che avevano lasciato Montecassino. Essi dedicarono il monastero a San Gennaro, portandovi anche una reliquia del Santo. L'abbazia visse anni di gloria finché le milizie aretine nel 1214 assediarono e distrussero il castello di Campoleone.

La ricostruzione della struttura avvenne attorno al 1700 grazie al cardinale Bentivoglio, successivamente ceduta al nobile aretino Ludovico Bacci che, sulle rovine dell'antica abbazia e del castello, fece costruire l'attuale villa.

Oggi a testimonianza della grande storia di Castelluccio (così viene ricordato il castello di Campoleone) rimane l'effigie nello stemma del Comune di Capolona: una porta di pietra posta dietro una torre a base quadrata, con ai lati due stelle ed in alto la testa di un leone. Tutto ciò allude alla terra di Campo Leonis situata tra le due fortificazioni, una di levante (il Castelluccio) e una di ponente (il Castellaccio). Qui sorgeva il castello di Campus Leonis che si trasformò in Campoleone, poi Cappuloni ed infine Capolona. Qui sostarono durante i loro viaggi Carlo Magno, papa Leone III e Vittorio Emanuele II.

 

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Pievi e Castelli in Musica Sun, 11 Jul 2010 19:31:57 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/127403.html http://comunicati.net/comunicati/arte/spettacoli/127403.html studioEGi studioEGi  

 

 

Dal prossimo 15 luglio fino al 14 agosto, torna Pievi e Castelli in Musica,  amato ed apprezzato festival itinerante di musica che coinvolge vari comuni del Casentino.

 

Con la direzione artistica di Maurizio Gatteschi, organizzato dalla Comunità Montana del Casentino e dal Consorzio Casentino Turismo e Sviluppo, in collaborazione con la Provincia di Arezzo  e con la  Regione Toscana, in collaborazione con BancaEtruria, Coingas, Miniconf, Aruba e Credito Cooperativo di Stia ed Anghiari, il Festival Pievi e Castelli in Musica ha assunto negli anni una grande rilevanza sia per la qualità delle proposte artistiche sia per il pregio artistico dei luoghi assunti a cornice dei vari spettacoli. Così anche in questa edizione, giunta a quota ventitré che ne fa il più longevo della provincia, saranno i castelli di Poppi, di Chitignano, di Romena, di Montemignaio, la pieve di Socana e di Cetica, oltre ai borghi di Raggiolo, di Chiusi della Verna, di Stia e di altri ad accogliere grandi nomi dello spettacolo, come la signora del teatro italiano, Paola Gassman (“Cantami o diva” - 4 agosto, a Poppi), o il grande affabulatore Corrado Augias impegnato a “Raccontare Chopin” nel bicentenario della nascita del compositore polacco (6 agosto, a Romena), o ancora la grande scienziata Margherita Hack che in uno spettacolo di parole e musica, assieme alla cantante  Ginevra Di Marco, proporrà un viaggio dell’uomo attraverso la terra (“L’anima della terra”, 15 luglio, alla Badia di Campoleone – Castelluccio di Capolona), passando per un  tributo ai Beatles nel quarantesimo anniversario del loro scioglimento come complesso (12 agosto,  a Montemignaio).

 

L’unica data in Toscana del grande Paolo Fresu, ad oggi considerato il più grande trombettista del mondo, se l’è aggiudicata Stia (Palagio Fiorentino, 25 luglio) che proporrà un concerto di fiati con grandi solisti tra poesia, humour e ritmi travolgenti a cui risponderà Subbiano (26 luglio, piazzetta sotto le Mura) con lo chansonnier Giorgio Conte, fratello di Paolo, con un omaggio alla musica da ballo francese anni ’20.

 

Carlo Monni (30 luglio,  Castel San Niccolò) proporrà in musica i versi immortali di Dante e Poppi (piazza Bordoni, 1 agosto) risponderà con i versi musicati del suo poeta: Jacopo Bordoni, nel 150° anniversario della nascita.

Un omaggio alla grande lirica verrà proposto a Chitignano (castello degli Ubertini, 5 agosto) con una selezione in forma semiscenica di varie arie tratte dall’opera Tosca di Giacomo Puccini; la straordinaria pieve a Socana sarà un suggestivo scenario per Mea Domina, un viaggio all’insegna della spiritualità nel nome di Maria interpretata da giovani lirici su musica dei più grandi compositori (Castel Focognano, 9 agosto).

 

Ed ancora, Magia Tzigana a Chiusi della Verna (piazza san Michele Arcangelo, 11 agosto), tra il Jazz e il Classico a Raggiolo (13 agosto, piazza del Borgo) fino alla serata conclusiva del festival il 14 agosto a pieve a Cetica (Castel san Niccolò) con Irish Music, un’occasione per immergersi nei suoni dell’autentica musica celtica.

 

Informazioni – 0575 520511 / 347 0724396

Vendita dei biglietti a partire dalle ore 19 il giorno dello spettacolo; è possibile la prenotazione telefonica.

 

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CASA EDITRICE EDICIT DI FOLIGNO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE Wed, 01 Apr 2009 23:46:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/77411.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/77411.html studioEGi studioEGi L'arte e la cultura a braccetto con il sociale, anzi no, a servizio del sociale!

Potrebbe essere questo lo slogan che anima la casa editrice umbra EDICIT, specializzata in pubblicazioni d'arte, con sede a Foligno, da pochi anni affacciatasi nel panorama editoriale italiano ma con un vasto attivo di prodotti editoriali. 
 
L'ultimo nato in casa EDICIT verrà presentato a Roma, dal 3 al 5 aprile prossimo, in occasione della seconda edizione della mostra di arte contemporanea ArtO' - Art Fair in Open City (Palazzo dei Congressi, piazzale J.F. Kennedy, 1 - zona Eur), curata da Raffaele Gavarro, che propone una selezione di circa cinquanta gallerie internazionali emergenti.
Si tratta della pubblicazione del catalogo della mostra stessa e fino a qui potremo dire 'ordinaria amministrazione'.
 
La peculiarità della presenza di EDICIT alla mostra di Roma sta, invece, nella presentazione dello stesso catalogo, impreziosito da un avvincente cofanetto con allegata una preziosa serigrafia di Marco Raparelli (1975), giovane pittore romano, giunto al figurativo dopo una vivace attività di fumettista, e che da tempo propone un percorso di immagini narranti scene quotidiane di vita metropolitana dal vago sapore anni '70.
Questo cofanetto, in sole trecento copie, sarà venduto nei tre giorni di mostra ad un prezzo particolare, i cui proventi saranno in parte devoluti alla Casa Internazionale delle Donne di Roma (via della Lungara), storico punto di riferimento dell'universo femminile.
 
Perchè questa scelta?
"Riteniamo che l'arte, e la cultura in genere, abbia il grande privilegio di arrivare direttamente alla mente e al cuore delle persone - spiegano Fabrizio Bianchi e Giampiero Badiali, titolari di EDICIT -.  Il nostro lavoro, come editori, ci permette di arrivare ad un vasto pubblico, spesso eterogeneo. Da qui è nata la scelta della casa editrice, laddove sia possibile, di unire il nostro nome ad un progetto, ad un'iniziativa di tipo sociale. Riteniamo che le vere emergenze dei nostri tempi siano proprio quelle legate alle tematiche sociali, ovvero a quei temi che interessano tutti noi, nessuno escluso. E che sia arrivato il momento - spiegano ancora i due editori umbri - in cui ciascuno di noi, nessuno escluso, come può e con i mezzi a disposizione, dia il proprio contributo non alla soluzione dei problemi, ma a portare il suo secchio d'acqua per far fiorire il giardino di tutti, e, quindi, anche suo".
 
"E' questa la consapevolezza che ci sospinge in questa direzione: crediamo fortemente che la cultura possa costituire un varco verso sensibilità sconosciute o, semplicemente, latenti;  ecco spiegata la nostra presenza ad ArtO' - continua Fabrizio Bianchia favore della Casa Internazionale delle Donne, storica realtà romana, da sempre in prima fila per sostenere i diritti delle donne. Ci è sembrato opportuno - in questo momento storico in cui la violenza, i maltrattamenti, lo stalking contro le donne sono, purtroppo, episodi sempre più frequenti al punto da diventare una vera e propria emergenza - dare il nostro sostegno alla Casa Internazioanle delle Donne che, da anni, costituisce un sicuro quanto efficace punto di riferimento per le donne e per le istituzioni. Siamo certi che il pubblico presente ad ArtO' risponderà con generosità a tale progetto e, riprendendo la metafora usata, porterà il suo secchio d'acqua per far fiorire il nostro giardino".
 
In coerenza con questa filosofia, sempre all'interno di ArtO', la casa editrice offre un premio ad un giovane artista straniero emergente under 35, scelto da una commissione internazionale presieduta da Oliviero Toscani, per permettergli di vivere un intero mese a Roma nell'arco del 2009 e fargli così assaporare ed assimilare la magica atmosfera romana, fatta di storia, civiltà, cultura ed arte.
 
 
Art-O Art Fair In Open City
a cura di Raffaele Gavarro
dal 3 al 5 aprile 2009
Palazzo dei Congressi (piazzale J.F. Kennedy, 1 - Roma Eur)
orario: ore 11/21
www. art-o.org   
 
 
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ufficio stampa EDICIT
Elisabetta Giudrinetti
tel. +39 0742 23112
fax + 39 0742 320623  
cell. 335 6953294
         ufficiostampa@edicit.it
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Giornata Touring ad Arezzo Fri, 17 Oct 2008 23:51:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/64824.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/64824.html studioEGi studioEGi comunicato stampa

Domenica 19 ottobre Giornata Touring ad Arezzo

ECCELLENZA ARETINA: LA PASSIONE ANTIQUARIA

 

Si svolgerà domenica 19 ottobre ad Arezzo la Giornata Touring dedicata alla (ri)scoperta dei centri storici delle nostre città, alla valorizzazione della loro autenticità e alla promozione dell’inestimabile patrimonio artistico, culturale, enogastronomico, tradizionale di un Paese – a sua volta inimitabile – come il nostro.

Ventitre città italiane, appartenenti a quasi tutte le venti regioni, coinvolte contemporaneamente in una singolare mostra dei più bei gioielli cittadini a beneficio dei soci e non soci Touring che potranno fruire gratuitamente di tanta bellezza, unita a secoli di storia e di cultura. Musei, chiese, piazze, mostre, biblioteche… saranno a disposizione di quanti vorranno godere di una eccezionale full immersion nella bellezza di una proposta turistico-culturale unica.

La prima Giornata Touring si è svolta nel 2004, in occasione del 110^ anniversario della nascita dell'associazione, e - fin da allora - ha sempre proposto un fil rouge tra le varie proposte di visita. Tema dell’edizione 2008: l’eccellenza.

Ed Arezzo, su stimolo dell’associazione Fiera Antiquaria, è stata scelta per ospitare la manifestazione proprio in virtù di una delle sue eccellenze: il mondo dell’antiquariato.

Partendo dal punto di accoglienza TCI in piazza san Francesco, i soci e non soci TCI potranno visitare – seguendo due percorsi definiti (dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.30) – la Galleria Bruschi, vari negozi di antiquariato e laboratori di restauro oltre alla Casa Museo di Ivan Bruschi che ospita una collezione di circa diecimila pezzi tra mobili, dipinti, sculture e libri: oggetti che spaziano dalla preistoria ai giorni nostri, raccolti dal fondatore della Fiera Antiquaria di Arezzo con passione e competenza dagli anni Sessanta.

Vi sarà la possibilità, inoltre, di visitare il Museo dei Mezzi di Comunicazione (ore 10.30 e 15.30), creato dall’antiquario Fausto Casi che, in oltre trenta anni, ha raccolto più di mille apparecchiature che documentano la storia e l’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Una raccolta che comprende apparecchiature rare, dal brevetto Marconi alle radio degli anni Quaranta, materiale storico sul cinema, dai giochi ottici del secolo XIX agli anni Sessanta.

Anche la mostra La Minerva ad Arezzo (ore 10.30 e 15.30), dedicata al restauro di uno dei bronzi più celebri, risalente al III secolo a.C. e rinvenuto nel 1541 nell’area della chiesa aretina di san Lorenzo accoglierà i visitatori nel suggestivo allestimento in piazza del Praticino, così come il Museo Diocesano di Arte Sacra (ore 16.45), riaperto da pochi mesi dopo un lungo lavoro di riallestimento, che presenta importanti opere d’arte comprese tra il XII e il XIX secolo.

Il Gruppo Sbandieratori Città di Arezzo renderà omaggio a questa Giornata dedicata all’eccellenza con una esibizione in piazza Duomo (ore 12.30) e alle 11.30, in Palazzo comunale - dopo il saluto delle Autorità e dei rappresentanti TCI - verrà conferito alla Provincia di Arezzo il Premio Touring 2008 dedicato alle aree protette della Toscana con la motivazione:

‘Per l’impegno profuso ed i risultati conseguiti nella valorizzazione delle aree naturali di competenza, con particolare riguardo alla A.N.P.I.L. Le Balze che assurge a simbolo di area protetta di particolare pregio ambientale e naturalistico’.

Contestualmente verrà anche consegnato un attestato di benemerenza ai comuni di Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Sco’ e Terranova Bracciolini.

Il Premio, ideato nel 2000 dai Consoli toscani del TCI, giunto alla nona edizione, è promosso fin dall’origine d’intesa con la Regione Toscana e, da quest’anno, anche con ARPAT. Si tratta di un  riconoscimento assegnato annualmente a realtà artistiche, culturali o ambientali tipiche della terra di Toscana, che ben ne traducano e rappresentino l’immagine di pregio.

 

Conclude la ricca Giornata Touring, alle 17.30 alla Casa Museo di Ivan Bruschi (corso Italia, 14) un evento originale che coniuga il piacere del viaggio con il desiderio della scoperta delle bellezze dei territori: la lettura concerto a cura di Gianni Micheli Ridenti colline di uomini illustri, dedicata alla terra di Arezzo ed ai suoi abitanti, con musiche della tradizione popolare e letture tratte dai volumi della Collana Le città ritrovate, edita da BancaEtruria, a cura di Attilio Brilli. 

La Giornata Touring gode del patrocinio del Comune di Arezzo ed è realizzata in collaborazione con l’associazione Fiera Antiquaria, la Fondazione Ivan Bruschi e con il museo dei Mezzi di Comunicazione e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

 

Il Touring Club Italiano è un’associazione no profit nata nel 1894 che conta, ad oggi, oltre 400mila iscritti rappresentando una della maggiori associazioni turistiche italiane.

Nata, inizialmente, dalla volontà di un gruppo di ciclisti animati dal desiderio di diffondere l’uso della bicicletta per poter visitare le bellezze della penisola, allora unico mezzo alla portata di tutti.  Da quei primi passi compiuti per la diffusione del turismo, il TCI ancora oggi si distingue per l’azione a favore della tutela del patrimonio e nell’educazione per una corretta fruizione dello stesso, sia in ambito artistico che naturalistico. Un bene insostituibile da trasmettere alle generazioni future e che, a tal proposito va amato, conosciuto e tutelato come recita il primo articolo dello Statuto del Touring Club Italiano.

www.touringclub.it

 

 

Ufficio stampa

 Elisabetta Giudrinetti

tel. 0575 908119

fax 0575 901397

cell. 335 6953294

email: stampaeg@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

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cibi e sapori - comunicato Fri, 27 May 2005 20:30:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/13432.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/13432.html studioEGi studioEGi

 

 

comunicato stampa

 

Alla Casa Museo Ivan Bruschi fino al 28 agosto 2005

TAVOLE IMBANDITE DAGLI ETUSCHI AL RINASCIMENTO

 

E’ stata inaugurata oggi e rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 28 agosto 2005,  la mostra “TAVOLE IMBANDITE DAGLI ETRUSCHI AL RINASCIMENTO”, curata dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana e dalla Fondazione Ivan Bruschi ed ospitata nelle sale della Casa Museo Bruschi (corso Italia – Arezzo).

 

Ormai da alcuni anni la Direzione Generale per i Beni Archeologici invita tutte le Soprintendenze ad organizzare una mostra intorno ad un tema di comune interesse e quest'anno la scelta è caduta sull'Alimentazione e particolarmente su “Cibi e sapori nel mondo antico”. 

Un tema capace di unire trasversalmente tutte le civiltà, dalle più antiche a quelle contemporanee, e che riserva interessanti spunti di lettura anche nel modo stesso di approntare il luogo deputato alla consumazione del cibo: la tavola.

 

L’esposizione allestita nella Casa Museo Bruschi e curata da Giuliana Guidoni e Simona Rafanelli, seguendo un percorso cronologico molto ampio, vuol proporre un’ambientazione legata al modo di imbandire la tavola e di suggerire al visitatore - attraverso gli odori e i colori dell’epoca - suggestioni conosciute già dai nostri progenitori.

Questo ambizioso progetto costituisce, quindi, un’occasione per proporre al pubblico una selezione di opere molto ampia, provenienti in gran parte dalla Casa Museo Bruschi e dalle Collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

 

Nelle varie sezioni si illustrano, oltre alle abitudini alimentari degli antichi - i cibi, i condimenti e le bevande, con particolare riguardo ai metodi usati per la loro conservazione e cottura – anche gli usi conviviali, con rappresentazioni e citazioni sul banchetto ed il simposio.

La Mostra si articola in quattro sezioni.

La prima è dedicata alla tavola etrusca con una grande raffigurazione di banchetto, rappresentata dal coperchio del cinerario di Montescudaio, databile al VII sec. a.C; tra gli oggetti esposti una splendida anfora, proveniente dalla Casa Museo Bruschi, ed altri materiali che illustrano inoltre la varietà e la ricchezza dei servizi da mensa, degli oggetti di arredo e degli utensili da fuoco impiegati dalle aristocrazie etrusche nei banchetti cerimoniali.

La sezione dedicata alla tavola dell’età più tarda, fra Etruschi ed Italici illustra il cambiamento del modo di mangiare, che segue la moda orientale del “mangiare sdraiati”. Servizi in ceramica ed in bronzo sono adibiti al consumo delle bevande, ed in particolare del vino, filtrato nelle brocche mediante i colini bronzei e, quindi, versato nelle coppe per bere.

Nel Medioevo – tema della terza tavola – nel banchetto cominciano ad apparire, negli ambienti più ricchi, i primi bicchieri in vetro ed in metallo, mentre nelle classi meno abbienti le stoviglie sono ancora in legno.

La tavola rinascimentale, infine, è un tripudio di colori e di motivi ornamentali, ben rappresentati nella ceramica di Luca della Robbia. E’ cambiato il modo di consumare il cibo a tavola: appare il piatto singolo per ogni commensale e l’utilizzo di uno strumento appuntito (non più il coltello) per prendere il cibo.

 

Un excursus storico, di impatto emotivo oltre che di piacevole visione, così come viene sottolineato a due voci.

“Questa mostra rappresenta davvero un esempio illuminante di archeologia viva – sostiene Giuseppina Carlotta Cianferoni, Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana -: reperti vivificati dalla loro attualità, grazie all’utilizzo legato al grande fil rouge della storia dell’Umanità: la tavola e la condivisione del cibo”.

 

“Sono particolarmente lieto di questa collaborazione tra la Fondazione Ivan Bruschi e la Soprintendenza Archeologica della Toscana grazie alla quale è nata la mostra Tavole imbandite agli Etruschi al Rinascimento – dichiara il Presidente di BancaEtruria Elio Faralli - .. Un’esposizione che si colloca al meglio negli ambienti della Casa Museo, dove accanto ai preziosi reperti offerti dal Museo Archeologico di Firenze, fanno mostra di sé alcuni pezzi delle collezioni Bruschi. Un ringraziamento particolare va ad Aboca e aBusatti per aver arricchito la mostra con la loro opera ed i preziosi materiali forniti, e a tutti gli altri sostenitori che, insieme a BancaEtruria, impegnata nella duplice veste di amministratrice della Fondazione e di sponsor principale dell’iniziativa, hanno reso possibile tutto questo”.

 

Una importante presenza ospite è quella di Aboca Museum che, proponendosi di avvicinare il pubblico alla cultura delle piante medicinali, mette in evidenza, accanto alle qualità alimentari della tradizione culinaria, le proprietà curative e di prevenzione. La presenza a questa mostra ha, quindi, lo scopo di evidenziare le proprietà terapeutiche dell’olio di oliva, più facilmente associato al cibo ed alla tavola, piuttosto che all’uso salutare e cosmetico che sempre ne è stato fatto nella medicina tradizionale.

 

La mostra ha trovato la convinta adesione collaborativa di importanti partner economici, quali BancaEtruria, Confartigianato Arezzo, l’azienda tessile Busatti, Aboca Museum e l’associazione culturale Arte-mide.

 

Da segnalare, infine, i prestigiosi patrocini di cui gode l’esposizione: quello della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo a cui si unisce quello della FAO che, proprio quest’anno per il sessantesimo anniversario della sua fondazione prevede particolari iniziative che avranno per splendida cornice proprio le iniziative che in Toscana sono legate al grande tema di “Cibi e sapori nel mondo antico”.

 

 

27 maggio 2005

 

 

Tavole imbandite dagli Etruschi al Rinascimento

Casa Museo Bruschi (corso Italia)

28 maggio – 28 agosto 2005

orar io 10-13  /  15-19  (chiuso il lunedì)

biglietto: € 3 (intero), € 2 (ridotto)

informazioni .tel. 0575 337275

ww.cibiesapori.it

 

 

 

 

 


 

                                                                                                                                Scheda tecnica

 

Cibi e sapori nel mondo antico

“Tavole imbandite nel mondo antico”

Casa Museo Bruschi

corso Italia

Arezzo

telefono 0575 337275 - 482

email: soprintendenza@sbat.it     e

www.cibiesapori.it

 

Periodo

28 maggio – 28 agosto 2005

 

Orario

10-13   /   15 -19     (chiuso il lunedì)

 

Ingresso

3 intero

€ 2 ridotto  (minori di 18, oltre i 65 anni; studenti; militari; soci Touring e FAI)

gratuito (fino a 6 anni; insegnanti accompagnatori; portatori handicap ed accompagnatore)

 

Ufficio stampa

Elisabetta Giudrinetti – tel. 0575 908119  /  335 6953294   stampaeg@virgilio.it

in collaborazione con Franco Mariani 338 8458117       mariani@alice.it

 

Enti Promotori

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per i Beni Archeologici

Soprintendenza Archeologica della Toscana

Fondazione Ivan Bruschi

 

Patrocinio

FAO

Regione Toscana

Provincia di Arezzo

 

Con il contributo

BancaEtruria

Aboca Museum

Busatti

Arte-mide associazione culturale

 

Cura della mostra

Progetto scientifico – Giuseppina Carlotta Cianferoni

Cura della sezione etrusca e dell’età più tarda – Simona Ravanelli

Cura della sezione medievale e rinascimentale  – Giuliana Guidoni

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comunicato stampa mostra "igiene e bellezza nell'antico egitto" Wed, 04 May 2005 20:27:08 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12993.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12993.html studioEGi studioEGi  comunicato stampa

 

IGIENE E BELLEZZA NELL’ANTICO EGITTO

L’altra dimensione del sapere

 

Si è inaugurata il 30 aprile scorso, a Sansepolcro (Arezzo), presso le sale del Palazzo Bourbon del Monte, sede di Aboca Museum, la mostra “Igiene e bellezza nell’antico Egitto. L’altra dimensione del sapere”, organizzata da Aboca Museum in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, sezione Egizia.

 

La mostra, con i suoi oltre settanta reperti risalenti all’Egitto faraonico, tra cui il sarcofago del sacerdote Khonsumes (Museo Archeologico Nazionale di Firenze) e il calco del famosissimo busto di Nefertiti (ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Berlino), offre un percorso archeologico e botanico unico nel suo genere: è possibile, difatti, ammirare non solo pregevoli testimonianze dell’antico Egitto ma ripercorrere questa straordinaria civiltà anche nell’aspetto più intimo e quotidiano legato alla cura della loro igiene e bellezza attraverso i colori, la bellezza, la freschezza, il profumo delle piante e delle droghe allora conosciute e che ancora oggi sono così utili all’uomo.

 

L’esposizione - articolata in quattro sezioni dedicate ai profumi, alla cura della pelle, ai capelli ed al trucco - permette al visitatore di conoscere ulteriormente questa civiltà così affascinante dal punto di vista storico scientifico e socio-antropologico.

La mostra vuole così aprirsi all’”altra dimensione del sapere” del popolo egizio, alla scoperta degli aspetti peculiari di una quotidianità vissuta in un contesto di scienza, religione e magia, dove anche l’igiene e la cosmesi, come sommatoria di esperienze generazionali, contribuirono al raggiungimento della perfezione estetica al quale il popolo egizio anelava. Vengono così esaltati nell’esposizione alcuni aspetti peculiari, reconditi, della quotidianità egizia - bellezza, splendore, raffinatezza, eleganza, pulizia - in un contesto culturale permeato di scienza, religione, magia, amalgamate in un corpus cognitivo complesso, che affascina ancora oggi per le vette eccelse di conoscenza conquistate.

 

L’esposizione, che rimarrà aperta fino al prossimo 31 ottobre, si avvale anche della collaborazione del Museo Egizio dell’Agricoltura de Il Cairo, di quello dell’Agricoltura dell’antico Egitto sempre de Il Cairo e dell’associazione culturale Arte-mide.

 

Informazioni

“Igiene e bellezza nell’antico Egitto”

Palazzo Bourbon del Monte  via Niccolò Aggiunti, Sansepolcro

 

Telefono 0575 733589  Email museum@aboca.it  www.aboca.it/abocamuseum

 

Aperto tutti i giorni (orario 10/13, 15/19);

ingresso € 8 intero, € 4 ridotto (minore di 18 anni e over 65)

€ 6 gruppi di 15 persone , sconto soci Touring Club;

catalogo: edizioni Aboca Museum, € 25

 

Ufficio stampa

Elisabetta Giudrinetti - tel. 0575 908119    cell. 335 6953294 stampaeg@virgilio.it

in collaborazione con Franco Mariani cell 338 8458117

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mostra cibi e sapori nel mondo antico Thu, 31 Mar 2005 21:24:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12300.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12300.html studioEGi studioEGi
             SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA TOSCANA

Firenze

 

 

 

Firenze, Museo Archeologico Nazionale 

Mostra “Cibi e sapori nel mondo antico”

18 marzo 2005 /15 gennaio 2006.

 

 

             Rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 15 gennaio 2006 la mostra "CIBI E SAPORI NEL MONDO ANTICO", curata dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana ed inaugurata lo scorso 17 marzo al Museo Archeologico Nazionale (via della Colonna, 38 - Firenze).

 

           L’esposizione, allestita nei locali del Museo Archeologico di Firenze è organizzata secondo un percorso cronologico molto ampio, dall’Egitto faraonico alla Grecia, dal mondo etrusco a quello romano.

 

Nelle varie sezioni si illustrano  oltre alle abitudini alimentari degli antichi - i cibi, i condimenti e le bevande, con particolare riguardo ai metodi usati per la  loro conservazione e cottura - anche gli usi conviviali, con rappresentazioni e citazioni sul banchetto ed il simposio, ed infine le problematiche relative alla produzione, al commercio e alla distribuzione degli alimenti più diffusi.

 

La Mostra si articola  nelle seguenti sezioni:

 

1.  L’Egitto, con  figurazioni, statuette e resti alimentari.

 

2.  La Grecia, l’Etruria e Roma: il banchetto e il simposio, abitudini alimentari e simbologie.

 

Il cuore di questa sezione della Mostra è naturalmente costituito dall’Etruria; si prevede l’esposizione di raffigurazioni di banchetto, dalla più antica rappresentata sul coperchio del cinerario di Montescudaio, databile al VII sec. a.C, alle lastre in terracotta da Murlo, dall’urna del Bottarone ad una numerosa serie di  urne ellenistiche volterrane e chiusine e di sarcofagi da Tuscania e Tarquinia.

 

I materiali esposti illustrano inoltre la varietà e la ricchezza dei servizi da mensa, degli oggetti di arredo e degli utensili da fuoco impiegati dalle aristocrazie etrusche nei banchetti cerimoniali. Si segnalano: i materiali dal Circolo del Tritone di Vetulonia, il vasellame di bronzo dalla Tomba delle Olive di Cerveteri,  i grandi contenitori per derrate alimentari ed i bracieri di impasto rosso di produzione ceretana, il servizio da banchetto da Orvieto (fine VI - primi decenni V sec.a.C.), servizi da mensa di bucchero, di ceramica etrusco-corinzia ed infine di vernice nera. 

 

In questa sezione un approfondimento viene rivolto a due prodotti di grande importanza sulle mense degli antichi e tipici della Toscana di ieri e di oggi: il vino e l’olio. In particolare il vino e la viticoltura, intesi come produzione, tecnologia, costume, territorio, rappresentano una componente fondamentale della nostra storia e della nostra civiltà. Nella mostra è anche trattato il tema della coltivazione della vite e della produzione del vino nel mondo antico, con particolare riferimento alla civiltà etrusca, evidenziando i molteplici aspetti (storico, sociale, artistico, antropologico e culturale) del consumo della principale bevanda dell’antichità, attraverso lo studio attento delle fonti iconografiche e letterarie che forniscono una ricca documentazione sui vini e sul loro approvvigionamento, nonché sul banchetto e sul simposio.

 

L’attenzione posta sugli Etruschi mira ad evidenziare i momenti originari dell’organizzazione alimentare ed agricola, in particolare vitivinicola, dell’Italia peninsulare, con speciale riferimento alla Toscana, ed a seguirne gli sviluppi fino al suo collegarsi con la civiltà di Roma, anch’essa presa in esame, in quanto rappresenta, nella sua fase conclusiva, il momento della storia da cui ha inizio l’età moderna che, anche sotto l’aspetto alimentare, è erede delle tradizioni e dei costumi antichi.

 

3.  La Grecia, l’Etruria e Roma: commerci e distribuzione. In questa sezione, oltre ad una esemplificazione di anfore e contenitori da trasporto di varie epoche e produzioni, sono esposti alcuni materiali provenienti dagli scavi delle navi di Pisa, comprese alcune anfore che conservano residui di vino, di frutta, di olive.

 

Le sale del Museo Archeologico dedicate all'esposizione ospitano inoltre "Segni fra passato e presente", una rassegna di opere del Maestro Luca Alinari che, prendendo spunto dagli oggetti antichi e dai temi illustrati, riesce ad illustrare uno scambio intenso e vivace fra passato e presente.

 

Un'altra importante presenza ospite è quella di ABoca Museum che, proponendosi di avvicinare il pubblico alla cultura delle piante medicinali, mette in evidenza, accanto alle qualità alimentari della tradizione culinaria, le proprietà curative e di prevenzione.

 

La mostra è stata resa possibile anche grazie alla convinta adesione di importanti partners economici, quali l'istituto di credito CARIPRATO, l'associazione culturale ARTE-MIDE, il Consorzio del Farro della Garfagnana ed il Consorzio del Marchio Storico del Chianti Classico.

 

Nel corso dell’esposizione si prevede anche la realizzazione di una serie di eventi collaterali sul tema proposto ed è inoltre prevista l’edizione di un catalogo scientifico della Mostra che avrà lo stesso titolo dell’esposizione: “Cibi e Sapori nel Mondo Antico”, edito da Sillabe. 

 

Da segnalare, infine, i prestigiosi patrocini di cui gode l'esposizione: quello della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze, della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico a cui si unisce quello della FAO che, proprio quest'anno festeggia il sessantesimo anniversario della sua fondazione. 

 

 

COSTO DEL BIGLIETTO € 4,00 (intero) e € 2,00 (ridotto)

 

TUTTI I GIORNI 8,30 - 14 (MARTEDI E GIOVEDI FINO ALLE 19)

 

LUNEDI SOLO 14-19

 

LA CASSA CHIUDE 30 MINUTI PRIMA DELL'ORARIO DI CHIUSURA.

 

Informazioni mostra - 055 2357717

 

Ufficio stampa 

Studio EGi di Elisabetta Giudrinetti - 335 6953294

in collaborazione con Franco Mariani - 338 8458117 

 

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mostra Cibi e sapori nel mondo antico Thu, 31 Mar 2005 19:33:37 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12297.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/12297.html studioEGi studioEGi   Gentile redazione,
 ringraziando per l'ospitalità, invio il comunicato relativo alla mostra "Cibi e sapori nel mondo antico" (ospitata al Museo Archelogico nazionale di Firenze), di cui sto curando l'ufficio stampa.
 
  Essendo il primo invio che faccio alla vostra redazione, spero che sia corretto l'invio del documento su Word.
 
 Ringraziando per l'attenzione, i più cordiali saluti.
 Elisabetta Giudrinetti
 
 
ufficio stampa
Studio EGi
 tel. 0575 908119
cell. 335 6953294
 
 
 
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