Comunicati.net - Comunicati pubblicati - teatridivita Comunicati.net - Comunicati pubblicati - teatridivita Mon, 30 Mar 2020 22:57:53 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/701/1 Prima Nazionale: "Le 4 gemelle" di Copi - regia Adriatico - 1/9 aprile, Bologna Wed, 29 Mar 2006 08:23:23 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/22195.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/22195.html teatridivita teatridivita della morte e del potere

Dal 1 al 9 aprile prima nazionale di “Le quattro gemelle” per la regia
di Andrea Adriatico;
in scena anche Francesca Mazza e Carlotta Miti


Un perfetto congegno a orologeria, un carillon grottesco per far
danzare insieme la morte, la violenza, l'avidità rapace del potere e
del denaro, senza dimenticare la droga.
A dar corpo e voce a questa stupefacente commedia un cast d’eccezione:
Francesca Mazza (premio Ubu 2005), Carlotta Miti (che torna nuovamente
al teatro dopo le esperienze di fictions televisive), Francesca Ballico
e Rossella Dassu, le due donne della recente “Orgia” di Pasolini per la
regia dello stesso Adriatico.
Un mix davvero particolare quello della commedia Le quattro gemelle,
scritta da Copi nel 1973. Un noir delirante, una corsa a perdifiato
verso il non senso, un caleidoscopio di trovate e risate moltiplicato
per quattro: Maria, Leila, Josephine e Fougère, quattro sedicenti
gemelle, alleate e nemiche, invasate e remissive.
Lo spettacolo è di scena da sabato 1 aprile a domenica 9 aprile alle
ore 21.15 (domenica alle ore 17.30) a Teatri di Vita (Via Emilia
Ponente 485, Bologna; info: 051.566330; www.teatridivita.it).

Andrea Adriatico torna a giocare con le quattro scatenate gemelle di
Copi a cinque anni dal rebus numerico dello spettacolo 6. presentato a
Teatri di Vita. Interpreti dell'esilarante vaudeville noir di Copi sono
un poker di attrici lanciate nei perfidi sotterfugi di una trama
mozzafiato: fughe, rapine, banche, diamanti, droga, e poi rivoltelle,
rivoltelle che sparano in continuazione causando improbabili morti. E
più si guardano queste quattro pazze perse nei loro frenetici deliri e
più ci si chiede dove vada a finire questo crescendo grottesco, quasi
infantile, di gags e trovate.



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Premi Teatri di Vita 2005 Wed, 21 Dec 2005 18:53:41 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/18390.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/18390.html teatridivita teatridivita allo spettacolo e allo spettatore del 2005

Il sindaco Sergio Cofferati consegnerà i Premi Teatri di Vita nella
serata del 28 dicembre con la partecipazione straordinaria di
Alessandro Fullin e altri artisti

Insolita e divertente serata per festeggiare l’anno nuovo e consegnare
i premi allo spettacolo migliore e allo spettatore più fedele del 2005.
Eva Robin’s sarà la conduttrice di un vero e proprio must delle feste
natalizie: la tombola. Ma si tratta di un gioco veramente spettacolare
e pieno di sorprese, con gli interventi spassosi e coinvolgenti di
tanti artisti e ospiti.
Ecco allora: la comicità di Alessandro Fullin, star di Zelig e autore
del nuovo manuale di “Tuscolano”; le sonorità di Guido Sodo, leader del
gruppo di musica etnica Cantodiscanto; le letture di Marco Mancassola,
giovane scrittore edito Mondadori e autore del caso letterario Il mondo
senza di me; la partecipazione dell’attrice Francesca Mazza, premio Ubu
2005.
A dare una nota cerimoniale alla serata la presenza del Sindaco di
Bologna Sergio Cofferati che premierà lo spettacolo che è piaciuto di
più al pubblico durante la stagione del 2005 e lo spettatore più
fedele. Un premio internazionale che andrà ad una delle compagnie
ospitate quest’anno a Teatri di Vita; si tratta di gruppi di teatro e
danza contemporanea provenienti dall’Italia, ma anche da Spagna, Gran
Bretagna, Stati Uniti, Slovenia, Giappone.
La madrina e cerimoniera Eva Robin’s declamerà i numeri di questa
strana tombola a cui il pubblico potrà partecipare gratuitamente per
vincere premi veramente sorprendenti. Sarà anche l’occasione per
conoscere in anteprima le offerte promozionali per il pubblico e i
principali spettacoli della stagione di teatro e danza internazionale
Teatri di Vita 2006, illustrati dal direttore artistico Stefano Casi.
A seguire il brindisi di fine anno offerto da Teatri di Vite, con lo
Spumante Metodo Classico Tridentum doc della Cesarini Sforza di Trento.
L’appuntamento a ingresso libero è per mercoledì 28 dicembre alle ore
21.00 a Teatri di Vita (Via Emilia Ponente 485, Bologna; info:
051.566330; www.teatridivita.it).

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"Orgia" di Pasolini - regia di Andrea Adriatico Tue, 08 Nov 2005 15:40:33 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/16803.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/16803.html teatridivita teatridivita Torna Orgia di Pasolini nel trentennale della morte dell’autore
bolognese

Dopo il grande successo della scorsa stagione, nuovamente di scena la
tragedia diretta da Andrea Adriatico

Un'orgia di parole, passioni, ricordi travolge un Uomo e una Donna, in
un duro sacrificio rituale. E’ Orgia di Pasolini, che il regista Andrea
Adriatico mette in scena nell’anno del 30° anniversario della sua
morte.
La tragedia, dopo una lunga e fortunata tournée, torna a Bologna: dal
15 al 20 novembre a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, Bologna,
ore 21.15 (domenica ore 17.30); info: 051 566330; www.teatridivita.it
Lo spettacolo è a posti limitati ed è sconsigliato ai minori di 18
anni, preferibile la prenotazione.
Si tratta di un’opera dura e poetica che diventa un atto d’accusa verso
l’alienazione moderna in un allestimento estremo e oltraggioso, dove
sesso e violenza si fondono in un trionfo del sadomasochismo.
L’appuntamento con Teatri di Vite, le degustazioni di vino di qualità
in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers, propone i
seguenti vini del Salento: Primitivo I.G.T. (2003), Varius rosso I.G.T.
(2002), Teresa Manara Chardonnay I.G.T. (2004), Alticelli Fiano (2003),
Rosato di Negroamaro. (2004) e Amativo rosso I.G.T. (2002).

Fra tutte le opere teatrali di Pasolini, anzi fra tutte le sue opere,
Orgia è forse quella più "astratta", ma anche la più emozionante e
poetica, che il suo stesso autore portò in scena nel 1968 a Torino per
l’interpretazione di Laura Betti.
I protagonisti sono un Uomo e una Donna che si torturano a vicenda come
in un sacrificio rituale, iniziato in un giorno di Pasqua. Tragedia del
sadomasochismo ma anche denuncia dello sradicamento di una società
lanciata verso un abbagliante e infido progresso; e sono proprio quelle
radici di "un passato felice che ha prodotto persone infelici" a
portare verso la fine i due protagonisti, schiacciati dalla memoria di
un tempo perduto e sincero.
Fino a una conclusione che conduce inesorabilmente verso una
prevedibile sconfitta, che però assume genialmente i caratteri di una
rivoluzione. La rivoluzione della Diversità, che per Pasolini è
l'ultima possibilità per resistere, inutilmente, all'omologazione, alla
nuova barbarie che avanza: il mito borghese del consumo, la rimozione
di un passato che è impossibile rimuovere.
Dopo aver dedicato a Pasolini numerosi spettacoli ed eventi agli inizi
degli anni novanta, Andrea Adriatico affronta per la prima volta una
tragedia pasoliniana, dopo aver attraversato autori come Koltès e Copi,
Testori e Mishima, e dopo aver debuttato nel cinema come regista del
fortunato Il vento, di sera (2004), presentato al Festival del Cinema
di Berlino.
La sua Orgia è condotta su un equilibrio della recitazione tra
attenzione alla poesia e al senso delle parole di Pasolini e una
fisicità estrema che viene sottolineata dalla vicinanza imposta agli
spettatori.
Lo spettacolo si trasforma così in una vera e propria esperienza di
intenso contatto ravvicinato con la poesia di Pasolini e con la sua
disperata denuncia di una società incapace di comprendere il proprio
passato e quindi il proprio futuro.
A ridare vita alle parole aspre e dolci, logiche e visionarie di
Pasolini sono tre attori in una coraggiosa interpretazione: Francesca
Ballico (la Donna), Maurizio Patella (l'Uomo) e Rossella Dassu (la
Ragazza). Scena e luci di Andrea Cinelli, suono di Enrico Medri,
costumi di Romeo Gigli e La Perla.




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"Il fantasma dentro la macchina" del Teatrino Clandestino a Bologna Thu, 03 Nov 2005 17:20:07 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/16648.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/16648.html teatridivita teatridivita
Il fantasma dentro la macchina, prima tappa del Progetto Milgram è di
scena dall’11 al 13 novembre

Cosa succede se un uomo viene autorizzato a seviziarne un altro? Se
l'atto violento viene ordinato dall'autorità? E come si comporta il
carnefice "autorizzato" con la vittima innocente? In questo caso
l'obbedienza è moralmente accettabile?
Il Progetto Milgram del Teatrino Clandestino prende ispirazione dal
celebre esperimento sul rapporto tra autorità e obbedienza condotto nel
1962 dallo psicologo sociale Stanley Milgram per cercare di comprendere
cosa possa spingere un uomo "normale" a commettere delle atrocità, se
queste gli sono suggerite da un'autorità legittima.
La prima tappa di questo progetto, dal titolo Il fantasma dentro la
macchina è di scena dall’11 al 13 novembre alle ore 21.15 (domenica
alle ore 17.30) a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, Bologna;
info: 051 566330, www.teatridivita.it

L’esperimento dello psicologo sociale Milgram ha segnato la storia
delle scienze sociali del XX secolo. Egli, per poter osservare da
vicino il meccanismo dell'obbedienza, organizzò un semplice esperimento
all'Università di Yale: una persona veniva invitata a bombardarne
un'altra con scariche elettriche fino a 450 volt. Un'azione che si
scontrava palesemente con la coscienza etica individuale. Si trattava
di vedere fino a che punto i partecipanti avrebbero accettato di
eseguire gli ordini e a che punto avrebbero deciso di interrompere
l'esperimento. Sarebbe legittimo supporre che la grande maggioranza
avrebbe abbandonato il laboratorio ancor prima di cominciare
l'esperimento. Ma, incredibilmente e nonostante le lamentele della
vittima (che era un attore all'insaputa ovviamente di chi si
sottoponeva a questo esperimento), i partecipanti continuavano a
eseguire gli efferati ordini dello sperimentatore.
Milgram dimostrò così quella che Hannah Arendt aveva chiamato "la
banalità del male", la volontà esasperata di giungere fino all'estremo
grado di obbedienza all'autorità, anche con la più sadica violenza nei
confronti di innocenti. E ciò che di più inquietante mostrano queste
ricerche è appunto che i soggetti "torturatori" non erano mostri,
sadici, pervertiti o psicopatici, ma comunissime persone, dei classici
e rassicuranti "buoni vicini di casa". Noi stessi.
Dopo la sconvolgente trilogia sulle Madri Assassine (che ha visto una
tappa anche a Teatri di Vita, con La bestiemmatrice un anno e mezzo
fa), il Teatrino Clandestino ritorna per presentare Il fantasma dentro
la macchina, dall’evocazione di Adriano Zamperini, psicologo sociale.
Ideazione e drammaturgia sono di Fiorenza Menni e Pietro Babina; in
scena Fiorenza Menni, Paolo Carbone, Andrea Mochi Sismondi, Pietro
Pilla, Angela Presepi; regia e musiche di Pietro Babina.


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Shakespeare alla giapponese contro le guerre Tue, 11 Oct 2005 21:10:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/15979.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/15979.html teatridivita teatridivita
Esclusiva nazionale per Troilo e Cressida del nipponico Théâtre du
Sygne, proprio mentre il Giappone riscopre un nuovo orgoglio bellico

Irrazionale, sciocca, inutile: così appare la guerra in Troilo e
Cressida di Shakespeare, opera che rivela un’amara riflessione sui
conflitti armati di tutti i tempi e tutti i luoghi.
A misurarsi con questo testo illuminante, rendendolo più vivo e attuale
che mai, è emblematicamente una compagnia nipponica. Infatti oggi il
Giappone sta attraversando un periodo di forte fervore nazionalistico,
dovuto anche all’epocale coinvolgimento dell’esercito giapponese in
Iraq (che ha rappresentato il primo intervento militare dopo la resa di
Hiroshima e Nagasaki) e alla mai sopita rivalità con l’emergente
colosso cinese.
E’ significativa, quindi, la scelta del nipponico Théâtre du Sygne- che
ritorna a Bologna dopo il grande successo di Otello nella scorsa
stagione- di mettere in scena proprio Troilo e Cressida, in cui la
guerra viene dipinta come un gioco infantile che ha origine
dall’orgoglio virile, dall’invidia, dalla superbia e dalla gelosia e
che porta soltanto distruzione e morte.
Lo spettacolo, inserito all’interno del festival bolognese sulla
cultura giapponese Nipponica 2005, è di scena in prima nazionale il 19
e 20 ottobre alle ore 21.15 a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485,
Bologna; info: 051 566330, www.teatridivita.it

Ecco un suggestivo ibrido tra Oriente e Occidente, una commistione di
incredibile fascino tra lingue e culture lontanissime, che opera in
modo inedito e pregnante nel panorama del teatro internazionale.
Il giapponese Théâtre du Sygne, fondato dieci anni fa a Tokyo e diretto
da Seiya Tamura, è forse l'esperienza più singolare di questa ricerca
tra Oriente e Occidente. Così chiamato in onore al drammaturgo
irlandese John Synge e al cigno in lingua francese (Cygne), il gruppo è
concentrato da anni nello studio del linguaggio shakespeariano.
Dopo Otello, diretto da Ion Caramitru, appare non casuale la scelta di
Troilo e Cressida, soprattutto in relazione al momento storico che sta
vivendo il Giappone di oggi, segnato da un rinnovato nazionalismo e
orgoglio militare.
In quest’opera, infatti, il bardo inglese racconta la tormentata storia
d’amore tra Troilo e Cressida durante la guerra di Troia, per svelare
in realtà, magistralmente, il vero volto della guerra, di tutte le
guerre.
Il mitico conflitto tra Troia e le città greche, narrato spesso per
esaltare le gesta degli eroi greci e l’audacia dei Troiani, in
quest’opera viene dipinto nel suo aspetto farsesco e ridicolo, per cui
le ragioni politiche sono svuotate di valore morale e restano soltanto
false giustificazioni che nascondono interessi biechi e questioni di
onore e orgoglio. Infatti questa guerra feroce e interminabile fu
scatenata dall’episodio di adulterio della bella regina spartana Elena
con il giovane principe troiano Paride e fu portata avanti per ben
dieci anni soltanto per rendere giustizia a questo tradimento amoroso.
La messinscena del Théatre du Sygne per la regia di Hisao Takase rivela
sia il livello satirico-comico che quello più tragico del testo
shakesperiano, basandosi su una concezione orientale dell’uso dello
spazio e dei costumi, mentre la recitazione, di matrice occidentale,
mantiene comunque connotazioni espressive nipponiche quasi da fumetto
manga.
Il risultato è una rappresentazione divertente e intensa, che dimostra
ancora una volta come la forza espressiva dei versi shakespeariani vada
oltre i confini dello spazio e del tempo, toccando corde universali
dell’animo umano e tematiche sociali eterne, come quelle della vanità
dell’uomo e dell’inutilità della guerra. Messaggio sempre valido,
soprattutto in un’epoca come la nostra, segnata ancora da troppe,
sanguinose guerre.
Come dice appunto Tersite, il fool shakesperiano di Troilo e Cressida:
“guerra e libidine sempre di moda”.



Giuseppe Schillaci
Ufficio Stampa
Teatri di Vita
Bologna
051 6199900
www.teatridivita.it
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Eva Robin's nel frigo a Bologna Fri, 24 Jun 2005 18:06:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/13864.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/13864.html teatridivita teatridivita Teatri di Vita

Abbiamo messo Eva Robin’s nel frigo

La più intrigante transessuale italiana torna a teatro con un monologo
surreale ed esilarante di Copi per la regia di Andrea Adriatico

Eva Robin’s torna a stupire. Ironica, affascinante, cinica: così Eva si
presenta nuovamente sulle scene italiane, con un monologo che sembra
scritto appositamente per lei dal celebre disegnatore e drammaturgo
franco-argentino Copi.
Ed è un ritorno in grande stile: infatti a riportarla sul palco è
proprio Andrea Adriatico, lo stesso regista che la lanciò a teatro
dodici anni fa al Festival di Sant’Arcangelo con “La voce umana” di
Jean Cocteau, quando i critici teatrali titolarono “è nata una stella”
per l’interpretazione del ruolo che fu di Anna Magnani.
In questa nuova produzione targata Teatri di Vita rivive “la donna
seduta” come una eroina decaduta degli anni ’50, su uno sfondo pop
iperrealistico, in una tragi-commedia umoristica e surreale secondo lo
stile di una delle penne più irriverenti della drammaturgia mondiale
del secondo ‘900.
IL FRIGO debutterà in anteprima nazionale dall’ 1 al 9 luglio a Teatri
di Vita, ore 23.00 (Via Emilia Ponente, 485; info: 051 566330;
www.teatridivita.it).

Stupri incestuosi, mondanità e sogni angoscianti; il tutto condito da
gags divertenti e surreali crudeltà, in una girandola caleidoscopica
con un sapore amaro tutto contemporaneo.
E c’è di più: Eva Robin’s svelerà il suo straordinario talento
d’attrice affrontando sola in scena una miriade di personaggi diversi
in un meccanismo di veloci trasformismi e moltiplicazioni di identità
in cui vestirà via via i panni di una psicanalista svitata, di una
madre crudele, di una serva irriverente, di un editore megalomane,
oltre a quelli del protagonista L, ex-indossatrice alle prese con il
più comune degli elettrodomestici.
Ne “Il frigo” c’è tutta la comicità cinica del teatro surreale e
pungente del grande Copi, argentino emigrato a Parigi e morto di Aids
nel 1987, celebre per i fumetti della “Donna seduta” e per la sua
capacità di ridere con sprezzante ironia delle disgrazie e delle
ingiustizie della commedia umana.

Andrea Adriatico, regista di cinema e di teatro, vive e lavora a
Bologna dove firma le sue creazioni per la produzione di Teatri di
Vita, confrontandosi sulla scena con autori come Pasolini e Koltès,
Mishima e Copi. I suoi spettacoli attualmente in tournée sono Orgia di
Pier Paolo Pasolini e L’auto dei comizi con Alessandro Fullin. Per il
cinema ha realizzato alcuni cortometraggi, tra cui Pugni e su di me si
chiude un cielo selezionato alla 59a Mostra del Cinema di Venezia, e il
film Il vento, di sera, selezionato al Festival di Berlino nel 2004 e
vincitore di diversi premi cinematografici.
Con Eva Robin’s ha girato il mediometraggio “L’auto del silenzio”,
vincitore del Premio Arcipelago di Roma nel 2002.

Eva Robin’s esordisce giovanissima in cinema e in televisione già alla
fine degli anni Ottanta. Ha recitato in film di Dario Argento, Damiano
Damiani, Maurizio Nichetti, Alessandro Benvenuti. In tv ha condotto
Prima donna di Gianni Boncompagni e ha partecipato a Lupo Solitario,
Matrioska, Il bello delle donne, etc.
Ha sfilato per i più importanti stilisti italiani ed internazionali. In
teatro ha recitato in La voce umana (1993) di Cocteau e Ferita-sguardo
su una gente dedicato ad Adolf Hitler (1995) per la regia di Andrea
Adriatico.


CREDITS:

Il frigo
di Copi

uno spettacolo di andrea adriatico

per EVA ROBIN'S

cura e aiuto: daniela cotti
scene: andrea cinelli con la consulenza di maurizio bovi
costumi: andrea cinelli col repertorio vintage di angelo
organizzazione: monica nicoli, eugenio tontini
tecnica: fabrizio montanari
promozione: emilio ricciardi, adele cacciagrano
stampa: giuseppe schillaci
fotografia: raffaella cavalieri
una produzione teatridivita 2005
a k



Giuseppe Schillaci
Ufficio Stampa
Teatri di Vita
Bologna
051 6199900
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Cuore di China-festival cultura cinese contemporanea a Bologna Fri, 24 Jun 2005 18:02:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/13863.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/13863.html teatridivita teatridivita
Cuore di China
festival internazionale
di nuove danze nuovi teatri nuovi cinema


Ecco il volto inedito della nuova Cina: Jin Xing, ballerina e
coreografa acclamata nelle maggiori ribalte internazionali,
ex-colonnello dell’Esercito cinese e prima transessuale ufficialmente
riconosciuta dal regime cinese; Daniel Yeung, danzatore potente che ha
sviluppato una ricerca sul corpo maschile fino alla creazione di
spettacoli originali e audaci; Gaoyan Jinzi e Luo Lili, ovvero madre e
figlia in un confronto fra tradizione e modernità, che è uno dei nodi
più significativi della Cina contemporanea.

CUORE DI CHINA, primo festival italiano ad aprire una finestra sul
panorama della cultura contemporanea cinese, a cura di Andrea Adriatico
e Stefano Casi, è un’occasione unica per avvicinarci all’universo
cinese e conoscerne aspetti inattesi. Per la prima volta in Italia il
mondo dello spettacolo cinese si confronta con le grandi questioni
attuali della sua società e della sua storia: l’epoca della Rivoluzione
Culturale e quella del boom economico attuale, l’incubo della SARS, il
metissage culturale, la libertà individuale e sessuale…
Accanto alle punte di eccellenza della danza contemporanea, in
programma è anche una rassegna di nuovo cinema cinese, che presenta
alcuni dei protagonisti delle tante Hollywood d’Oriente: Shangai, con
il regista Wang Xiaoshuai, Pechino con Zhang Ke Jia, e Hong Kong con
Yonfan.
Accrescono il programma tre incontri (con Jin Xing, Eva Robin’s e
Roberto Grandi; con Giovanni Azzaroni; e con Francesca Imperato), una
masterclass a cura della Beijing Modern Dance Company di Pechino, e -
tutte le sere - dimostrazioni e tornei di mah-jong.

CUORE DI CHINA è tra gli eventi del cartellone bé bolognaestate 05, e
si terrà a Teatri di Vita, nella suggestiva ambientazione del teatro
nel parco, dal 1 al 9 luglio (Via Emilia Ponente 485, Bologna; info:
051.566330; www.teatridivita.it).


Il festival sarà inaugurato il 1 luglio con la proiezione alle ore
22.30 del documentario di Sylvie Levey La storia del colonnello Jin
Xing (2004), preceduta da un incontro tra la stessa Jin Xing ed Eva
Robin’s. Il curioso confronto fra la prima transessuale cinese e la più
celebre transessuale italiana, fra la danzatrice che ha sfidato le
regole della danza nel suo paese e l’attrice che ha rivoluzionato i
costumi in Italia, vedrà anche la partecipazione di Roberto Grandi,
massmediologo e prorettore dell’Università di Bologna che con la Cina
sta avviando intensi rapporti di collaborazione e scambio.

Quindi il 2 e 3 luglio alle ore 21, in prima nazionale, lo spettacolo
Shanghai Tango dello Jin Xing Dance Theatre (Shangai). Jin Xing (stella
d’oro) vive e lavora a Shangai, dove dal 2000 è a capo dell’omonima
compagnia, la prima non statale ufficialmente riconosciuta in Cina. Nel
suo passato: le più importanti onoreficenze della Repubblica Popolare
per la sua attività artistica durante la carriera militare, il grande
successo internazionale e il clamoroso cambiamento di sesso, il primo
ufficialmente riconosciuto in Cina.
Lo spettacolo Shangai Tango è uno di quelli più apprezzati sui
palcoscenici di tutto il mondo e racconta la Shangai di oggi: un
mélange di passioni e culture a cavallo tra passato e futuro; allusione
alla città che danza il tango con il resto del mondo, rivelando il suo
fascino segreto e le sue mille identità.

Quindi è la volta della Beijing Modern Dance Company (Pechino), di
scena il 5 e 6 luglio alle ore 21 con lo spettacolo Jue (consapevole).
La principale danzatrice della Compagnia di Pechino Gaoyan Jinzi si
esibisce insieme a sua madre Luo Lili. Questa inedita coppia
rappresenta un evento unico che mette a confronto la generazione della
rivoluzione culturale e quella della Cina di oggi. Quindi anche due
linguaggi di danza: dal rigore del movimento fisico alla ricerca di
nuove libertà d’espressione corporea; due culture contraddittorie e
complementari.
Ad accompagnare musicalmente il lavoro è Liu Sola, enfant terrible
della nuova scena musicale cinese.

Infine il segno potente del corpo di Daniel Yeung (Hong Kong) e del suo
spettacolo in prima nazionale Metalove di scena l’8 e il 9 luglio alle
ore 21. Dalla sconvolgente esperienza della Sars, che ha profondamente
segnato il paese due anni fa, Yeung ha composto una struggente
riflessione su vita e morte, amore e memoria. Metalove rappresenta così
un’esperienza multi dimensionale di corpo, video, luci, suoni e
immagini per esplorare le possibilità delle dimensioni tra vita e
morte; attraverso sensi tangibili e intangibili Yeung capisce che la
Vita è più fragile dell’Amore.

Tutte le sere lo schermo presenta il Cinema di Mezzanotte con i film
più interessanti della nuova ondata cinematografica cinese, che si sta
imponendo sempre più a livello internazionale. La rassegna è stata
progettata per fornire una panoramica variegata della cinematografia
cinese attuale, che si caratterizza per un’estetica raffinata e per la
capacità di riflettere le problematicità e gli stili di vita di un
Paese in continua trasformazione. Ogni notte alle ore 24, sullo schermo
all’aperto, si presentano tre retrospettive sui registi rappresentativi
dei maggiori centri di produzione cinematografica e culturale della
Cina (Shanghai, Pechino e Hong Kong). Questi i film in programma: il 3
luglio Le biciclette di Pechino (2001) del ‘neorealista’ Wang
Xiaoshuai, il 4 Xiao Wu (1997), il 5 Unknown Pleasures (2002), il 6
Platform (2000), tre avvincenti ‘storie metropolitane’ di Zhang Ke Jia;
e infine gli erotismi raffinati di Yonfan: il 7 luglio Bishonen… beauty
(1998), l’8 Breaking the Willow (2003), il 9 Colour Blossoms (2004).


Sono due gli incontri sulla cultura cinese previsti durante il
festival. Il primo è con Giovanni Azzaroni, docente di Teatri Orientali
all’Università di Bologna, che il 4 luglio alle ore 21 dialogherà con
il pubblico sul rapporto fra tradizione della danza e nuove tendenze in
Cina. Il secondo è con Francesca Imperato, funzionario dell’Ambasciata
Canadese a Pechino e autrice del libro Ultime da Pechino. La Cina tra
socialismo e modernizzazione (Editori Riuniti), che il 7 luglio alle
ore 21 parlerà della società cinese contemporanea. L’incontro è
organizzato in collaborazione con Editori Riuniti.

Sono due anche le proposte didattiche. La prima è una masterclass di
danza contemporanea per danzatori professionisti, che sarà tenuta il 7
e 8 luglio a cura della Beijing Modern Dance Company. La seconda è un
laboratorio di lettura teatrale sulle narrazioni extraeuropee, condotto
da Francesca Ballico (1-9 luglio; dimostrazione finale).

Infine, un curioso appuntamento tutte le sere: nel parco, dalle ore 20,
si potrà giocare a Mah-Jong, divertente gioco tradizionale da tavola,
considerato il più antico gioco orientale. L’occasione per imparare
questo affascinante gioco e partecipare a gare e tornei durante il
festival è grazie alla disponibilità della Federazione Italiana
Mah-Jong.







Giuseppe Schillaci
Ufficio Stampa
Teatri di Vita
Bologna
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"La Signorina Julie" a Teatri di Vita - Bologna Wed, 27 Apr 2005 18:41:18 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12856.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12856.html teatridivita teatridivita
I turbamenti della Signorina Julie

Seduzione proibita e scandalo nella tragedia di Strindberg riletta da
Lelio Lecis, in scena il 5 e 6 maggio

Che succede se la padrona si invaghisce del servo? E se quest’ultimo ne
approfitta per ricattarla?…Il vacillamento dei ruoli sociali non può
che sfociare in scandalo e tragedia.
E’ quello che succede in Signorina Julie di August Strindberg, dove
eros, rancore e sopraffazione sono le potenze di cui l’autore registra
le minime vibrazioni. Al centro della scena il miasma erotico stesso,
che invade una notte di san Giovanni: fra la Signorina Julie e il
domestico Jean si stabilisce una tensione sessuale intrecciata alla
relazione servo-padrone, che scatena una partita crudele di
provocazioni fino ad un’inevitabile catastrofe.
Il dramma, prodotto da Akròama-Teatro Stabile di Innovazione della
Sardegna per la regia di Lelio Lecis e la partecipazione di Alice
Capitanio, Simeone Latini, Emiliana Gimelli, è di scena giovedì 5 e
venerdì 6 maggio a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, Bologna, ore
21.15; info: 051 566330; www.teatridivita.it.

Dramma naturalistico sui generis ambientato nella Svezia di fine
Ottocento, “Signorina Julie” è il testo dove maggiormente si evidenzia
il tema della lotta di classe e tra i sessi, tipici della drammaturgia
dell'autore svedese.
Quest'opera, oggi la più celebrata del periodo naturalistico di
Strindberg, provocò uno scandalo clamoroso nella società puritana e
conformista dell'epoca. Infatti la storia è avvincente ma inquietante:
un vero e proprio canto notturno avvolto di ombre e ambiguità, di
violenza e di amore.
E i personaggi stessi, più che figure autosufficienti, sono concrezioni
psichiche che si scontrano, con effetti di stupefacente modernità.
La vicenda trae spunto da un fatto di cronaca avvenuto nella tenuta di
un conte svedese nella notte della festa di San Giovanni. Sguardi,
sorrisi, inviti, provocazioni condiscono il piacere di stare insieme;
così anche la contessina Julie si unisce alla servitù nelle danze.
Poi qualcosa cambia. Un'imprevista e rapida evoluzione delle
circostanze trasforma l'incontro con il domestico Jean in una partita
pericolosa: all’avventura erotica si sovrappone il calcolo razionale e
l’interesse personale.
I protagonisti della tresca segreta mettono in gioco ciò che hanno di
piu prezioso: progetti, sogni, speranze. La situazione si complica
vertiginosamente: non più il sorriso, l'invito, la provocazione di una
battuta, ma gli insulti, le lacrime... il sangue.
August Strindberg, riflette anche in quest’opera le contraddizioni
della sua stessa vita. Figlio di una serva che ha sposato un piccolo
borghese, Strindberg vive diverse crisi amorose che faranno vacillare
le sue certezze umane e spirituali e che lo porteranno a dichiarare “lo
scrittore è soltanto il narratore di ciò che ha vissuto”.
Signorina Julie, opera che ha ispirato diverse versioni
cinematografiche, è messa in scena della compagnia Akròama per la regia
di Lelio Lecis, autore anche della scenografia, i costumi sono di Marco
Nateri. Akròama, teatro stabile d’innovazione, è stato fondato nel 1977
da Lelio Lecis ed attualmente gestisce il Teatro delle Saline a
Cagliari ed il Teatro di Monserrato, rappresentando così la realtà
teatrale più attiva della Sardegna.


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Rimbaud e Jim Morrison: "Era Male" a Bologna-22 e 23 aprile Mon, 11 Apr 2005 15:30:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12526.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12526.html teatridivita teatridivita allego il comunicato stampa ed una foto dello spettacolo "Era Male"
della compagnia Dry_Art, regia Massimiliano Martines, di scena a Teatri
di Vita il 22 e 23 aprile prossimi.
Lo spettacolo ci parla del poeta maledetto Rimbaud e della sua
"Stagione all'inferno", ma anche di Jim Morrison e di altri miti del
rock .
Grazie e buon lavoro,
cordiali saluti,

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Teatro: "Moby Dick: ultima caccia" a Bologna, 8-10 aprile. Wed, 30 Mar 2005 14:44:08 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12264.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/12264.html teatridivita teatridivita
TEATRI DI VITA

Ultima caccia alla balena bianca
Moby Dick riaffora dagli abissi in una messa in scena epica e
avvolgente di Valeriano Gialli

L’indifferente balena bianca, oggetto della caccia ad oltranza del
capitano Achab, resiste e contrattacca fino alla fine. Il capitano,
ultimo avventuroso eroe moderno, s’immola pur di preservare la propria
integrità e sradicare il Male oscuro e diabolico. Le vicende di Moby
Dick si dimostrano sempre attuali e rivelano un parallelismo con le
lotte odierne dell’Occidente contro i suoi nemici, anch’essi oscuri ed
invincibili.
Il romanzo di Melville rivive nella messa in scena di Valeriano Gialli
per la Compagnia Envers, attraverso la meraviglia delle immagini e dei
suoni. Immerso in un’ambientazione video, l’attore rappresenta la lotta
del Bene contro il Male attraverso una recitazione che si dipana con
furia espressiva, come un canto. Lo spettacolo Moby Dick - ultima
caccia conserva la sostanza del teatro classico e il fascino magnetico
di un antico concerto rock. Una visione magnifica e inquietante.
In scena da venerdì 8 a domenica 10 aprile a Teatri di Vita, Via Emilia
Ponente 485, Bologna, ore 21.15 (domenica ore 17.30); info: 051 566330;
www.teatridivita.it
L’appuntamento con Teatri di Vite, le degustazioni di vino di qualità
in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers, è all’insegna
dei vini bianchi e rosati della casa vinicola sarda Cantina di Santadi
(www.cantinadisantadi.it).

Lo spettacolo racconta le folgoranti azioni degli ultimi tre giorni
della caccia di Achab alla Balena Bianca, per farne olio combustibile.
La balena si ribella e gli porta via una gamba, allora il Capitano
lancia una nobile crociata per la distruzione totale della Balena, cioè
del male.
Ma da questa lotta è il capitano a uscirne sconfitto e, alla luce
azzurrina e tremolante che pulsa nella notte, il suo corpo si sfalda. I
suoi valori sono tramontati, il fuoco dell’eroe si spegne. E mentre il
Capitano affonda nelle profondità del mare, risulta chiaro che la
battaglia di Achab nel mare era anche la battaglia spirituale dell'uomo
in cerca dell'illuminazione, di un senso per la sua vita.
Valeriano Gialli narra queste vicende con grande energia e tensione
emotiva, immergendo sé stesso e gli spettatori nelle immagini d’oceano
in tempesta proiettate su tutta la scena e sul suo stesso corpo,
creando una visione d’incantamento magnetico.
Il testo di Herman Melville è tradotto e montato da Ruggero Bianchi, la
video-pittura è opera dell’artista visivo Giuseppe Zambon, mentre la
musica originale è di Ladislao Todoroff. Una produzione Envers Teatro e
MAS Juvarra.

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Giuseppe Schillaci
Ufficio Stampa
Teatri di Vita
Bologna
051 6199900
www.teatridivita.it
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Comunicato Teatri di Vita Wed, 16 Mar 2005 15:34:43 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/11985.html http://comunicati.net/comunicati/arte/teatro/11985.html teatridivita teatridivita alla dannunziana presa di Fiume

L’auto dei comizi, spettacolo di Andrea Adriatico, è all’Hop Altrove di
Genova

E se Gabriele D’Annunzio fosse gay… ? La storia d’Italia avrebbe a che
fare con un “super-omosessuale”. Questa situazione surreale prende vita
in uno spettacolo esilarante e pungente in cui l’eroe di patriottici
arrembaggi viaggia baldanzoso verso la mitica “presa di Fiume”,
sfrecciando a bordo di una sfavillante... utilitaria.
E’ Alessandro Fullin, reduce dai recenti successi televisivi a Zelig,
ad interpretare il Vate poco propenso a cedere alle lusinghe dell’eros
femminile, nello spettacolo L’Auto dei Comizi di Andrea Adriatico,
prodotto da Teatri di Vita.
Questa piéce divertentissima, densa di riferimenti all’opera del
“campione dei comizi” e all’attualità di oggi è al teatro Hop Altrove
di Genova (Piazzetta Cambiaso, 1; info: 010.2511934, www.hopaltrove.it)
dal 22 al 25 marzo alle ore 21.00. In scena Alessandro Fullin sarà
accompagnato da una Fiat 500: la sua Ermione.

Fullin, nuova stella dell’ironia camp, è protagonista di un comizio
d’altri tempi per raccontarci in maniera ironica e irriverente le gesta
di un redivivo eroe dell’italianità e dell’arditezza: Gabriele
d’Annunzio in viaggio verso Fiume, tra una beffa di Buccari e un volo
sull’Austria, tra un pressante corteggiamento e una improvvisa
ispirazione poetica. Veicolo di siffatta impresa non poteva essere che
una fuoriserie d’eccezione: una vecchia Fiat 500, la sua “Ermione”. Ma,
suprema beffa, il sedicente Vate in utilitaria sembra tutt’altro che
propenso a cedere alle lusinghe dell’eros femminile...
Lo spettacolo, il primo monologo diretto da Adriatico per Teatri di
Vita, vede sul palco un vero outsider del teatro comico: Alessandro
Fullin, i cui spiazzanti proclami sull’arte del superuomo tuonano
garruli da dentro un piccolissimo abitacolo, dove rimbalzano senza
soluzione di continuità incitamenti irridentisti e sogni da esteta
malinconico, dietro il quale sta l’ombra non troppo remota di un
magnate tv disceso in campo... . Con Andrea Adriatico, Fullin compone
una “strana coppia” teatrale assolutamente inattesa: uno dei
protagonisti della sperimentazione teatrale più sofisticata e il fool
pirotecnico campione dell’ironia camp.
Andrea Adriatico ha diretto recentemente Orgia di Pier Paolo Pasolini
ed il film selezionato alla Berlinale Il vento, di sera. E’ il
direttore artistico delle produzioni Teatri di Vita.
Alessandro Fullin è attore e autore di numerosi testi comici e
commedie, interprete tra i più freschi e imprevedibili di una nuova
comicità autoironica e raffinata. E’ stato ospite in numerosi teatri e
programmi televisivi, tra cui “Zelig Circus” di Canale 5.


Giuseppe Schillaci
Ufficio Stampa
Teatri di Vita
Bologna
051 6199900
www.teatridivita.it
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