Comunicati.net - Comunicati pubblicati - AgireOra Comunicati.net - Comunicati pubblicati - AgireOra Mon, 28 Sep 2020 04:38:59 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/451/1 [COMUNICATO STAMPA] Bambina traumatizzata dai cacciatori Fri, 01 Sep 2006 02:05:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/29003.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/29003.html AgireOra AgireOra LA VIOLENZA DEI CACCIATORI E IL TRAUMA SUI BAMBINI:
COLPEVOLE ASSIEME AI CACCIATORI ANCHE LA GIUNTA REGIONALE.
CONTINUANO I PRESIDI AD OVADA E ACQUI CONTRO LA STRAGE.
venerdi' 1 settembre 2006

I presidi di protesta davanti ai centri di controllo di Acqui Terme e Ovada, nell'alessandrino, proseguono, mattina e sera, per continuare a far presente alla Regione Piemonte che la gente queste stragi non le vuole. I prossimi presidi saranno domani, sabato 2 settembre, mattina (9.30-12.30) e sera (19.30-22.30) ad Ovada ed Acqui.

La dimostrazione che anche le persone qualsiasi - non solo gli attivisti anticaccia -, adulti e bambini, questa caccia non la vogliono, si e' vista per l'ennesima volta al presidio di Ovada di ieri sera: un padre estremamente arrabbiato e' sceso in strada per gridare ai cacciatori che quel che stavano facendo e' inaccettabile, che la sua bambina ha visto dalla finestra di casa gli animali ammazzati e insanguinati nel cortile interno del centro di controllo ed e' scoppiata in lacrime disperate. E ha aggiunto che era ora di finirla con questo schifo.

"Crediamo anche noi che sia ora di finirla con questo schifo." commentano gli attivisti di AgireOra Network, organizzatori della protesta "Crediamo che sia ora che i nostri governanti locali rispettino il volere della gente e facciano il loro dovere, che e' quello di risolvere i problemi senza ricorrere alla violenza gratuita, ma soprattutto occupandosi della prevenzione. Fino a che non vieteranno ogni allevamento - con o senza scopo di ripopolamento - di animali selvatici e non attueranno controlli rigorosi nei boschi per impedire la liberazione ilegale di ungulati a scopo venatorio, questo stato di cose permarra'. I cacciatori non sono una soluzione, sono il problema: fermiamoli!".

Sabato mattina verra' proposta agli abitanti della zona, come richiesto dal padre giustamente infuriato per lo shock subito dalla bambina, una petizione in cui si chiede alla Regione Piemonte di smettere con questa mattanza che avviene sotto i loro occhi.

Occorre ribadire che queste uccisioni non si fanno per reali problemi all'agricoltura, che potrebbero essere risolti studiando soluzioni opportune, nei pochi casi in cui ci sono, ne' per problemi di sovrappopolazione, ma, coma ha candidamente ammesso l'assessore a caccia e pesca oltre che presidente della Provincia di Belluno - in cui si stanno svolgendo lo stesso tipo di abbattimenti - per i cacciatori stessi. Egli ha infatti dichiarato al Gazzettino che "Il motivo principale e' quello cercare di non alterare l'equilibrio naturale che comunque si mantiene da solo anche senza l'intervento dell'uomo. [...] Ma alla fine la funzione principale della caccia di selezione e' quella di formare ed educare culturalmente i cacciatori, perche' consente loro di agire in modo piu' rispettoso e mirato sugli animali, valutando e riconoscendo il tipo di animale, il sesso e l'eta', anziche' sparare a caso".

"Benissimo," dichiarano gli attivisti anticaccia "i cacciatori sparano a caso, e questo lo sappiamo anche dalle decine di morti e feriti umani ogni anno, ma, per 'educarli' bisogna sterminare migliaia di animali, cosi' questi gentili signori possono unire l'utile al dilettevole. Con l'aiuto di Regioni e Province, che dunque intendono rappresentare i cacciatori e non il restante 99% degli italiani".

Anche in altre citta' si stanno svolgendo presidi di protesta, e in moltissime sono partite iniziative di protesta via mail e fax per questre stragi senza senso e giustificazione. Tutti sono chiamati a partecipare. Per rimanere aggiornati, si faccia riferimento alla mailing list del sito www.agireora.org.

Concludono gli attivisti di AgireOra Network: "Continuiamo dunque con la pressione: sabato ad Acqui e Ovada, lunedi' 4 settembre alle 13 in piazza Castello a Torino angolo via Garibaldi, davanti alla sede della Giunte regionale, per una manifestazione sul tema organizzata dal 'Comitato Basta con Questa Caccia'. Facciamo capire ai nostro governanti che e' ora di dare una svolta alla situazione e iniziare a lavorare con serieta'."


Comunicato a cura di AgireOra Network.
AgireOra Network un "contenitore" di iniziative su varie tematiche animaliste o ad esse legate, promosse da varie entit che aderiscono al Network o che sono "consulenti" scientifici o legislativi all'interno del Network.

Per contatti:
www.agireora.org - info@agireora.org
3336705842 (telefono da NON pubblicare)




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[COMUNICATO STAMPA] Continuano i presidi anticaccia nell'alessandrino Sun, 27 Aug 2006 22:49:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28884.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28884.html AgireOra AgireOra CONTINUANO I PRESIDI DI PROTESTA PER GLI
ABBATTIMENTI DI ANIMALI IN PIEMONTE
"ALL'IGNORANZA E ALLA VIOLENZA DI CACCIATORI
E GOVERNANTI LOCALI RISPONDIAMO CON LA NOSTRA
PRESENZA COSTANTE"

27 agosto 2006

Continuano i presidi ai centri di controllo dell'ATC (Ambito Territoriale di Caccia) AL4 in cui i cacciatori che partecipano alla strage dei caprioli sono obbligati a portare le loro vittime per il dovuto controllo veterinario. Giovedi' 31 agosto mattina dalle 9.30 alle 12.30, la sera dalle 19.30 alle 22.30, e sabato 2 settembre negli stessi orari, gli attivisti anticaccia saranno davanti ai due centri di controllo, in Ovada e in Acqui Terme, per continuare la protesta. Il 6 settembre si avra' la risposta al ricorso che LAC e Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia hanno presentato al TAR e si vedra' se le uccisioni verranno sospese.

Ieri, sabato 26 agosto, i cacciatori arrivati ai centri di controllo hanno dimostrato il loro estremo coraggio: chiusi con la sicura dentro i loro fuoristrada, un cordone di polizia attorno alla macchina che procedeva a passo d'uomo in mezzo ai manifestanti, il cadavere del povero animale nascosto dentro un cassone di legno. Questi sono gli eroici cacciatori, che sono coraggiosi solo col fucile in mano di fronte a un animale indifeso. O, sempre col fucile in mano, di fronte a persone indifese sulle quali riversare le proprie minacce e la propria mancanza di rispetto per la proprieta' privata e la legge che prescrive di stare lontani dalle case e giardini. Succede in continuazione.

Qualcuno dei cacciatori ha dichiarato ai media che i manifestanti sono "i professionisti della protesta". "Certo" - dichiarano gli attivisti di AgireOra Network - "infatti ora tutti noi aspettiamo lo stipendio, chissa' poi da chi. I cacciatori, non professionisti, ma dilettanti delle uccisioni, nel senso che per diletto uccidono e provocano paura e dolore, non riescono a capire come sia possibile che delle persone anziche' usare il proprio tempo per difendere i propri interessi personali lo usino per dar voce agli indifesi."

Indifesi come il capriolo della foto in allegato, scattata da un attivista nell'ATC TO3 pinerolese. Una vita stroncata per il divertimento dei cacciatori un'immagine cui nessuno dotato di un minimo di sensibilita' ed empatia puo' rimanere indifferente.

I governanti locali, dichiarano che la protesta nell'alessandrino non ha valore perche' uccisioni di questo tipo si fannno in tutta Italia e nessuno protesta.

Dichiara Marina Berati, di AgireOra Network: "Sarebbe veramente stupido pensare che una protesta non ha valore solo perche' non viene portata avanti in ciascuno dei luoghi in cui sarebbe necessaria, ma solo in uno scelto come 'simbolo' di uno stato di cose che non si accetta piu' e che si vuole cambiare. Ma noi non crediamo che i nostro governanti locali siano stupidi, pensiamo invece siano molto furbi a rigirare le cose a proprio vantaggio e a vantaggio dei loro amici cacciatori." Continuano gli attivisti: "Dichiarazioni di questo tipo dimostrano anche una certa ignoranza, perche' le proteste contro gli abbattimenti si portano avanti in varie altre province d'Italia, come accade ogni anno, ma il problema non sono i singoli casi, ma il concetto stesso di abbattimento deciso da Province e Regioni per risolvere eventuali problemi legati agli animali selvatici. E' contro questa prassi che ci battiamo, e un luogo di protesta vale l'altro. E' stato scelto il caso di Alessandria come caso-simbolo per una prassi che non si vuole piu' accettare."

I governanti locali devono smettere di far favori ai cacciatori, e devono iniziare a fare seriamente il loro lavoro. E il loro lavoro consiste anche nel rispettare il volere delle persone che li hanno eletti, che non vogliono abbattimenti e violenza, come sta dimostrando la vicenda in oggetto, che ha scatenato un'ondata di proteste in tutta Italia: sono solo i cacciatori, un 1% della popolazione, a volere queste stragi, per divertirsi, le altre persone non le vogliono! I governanti locali di tutte le province e regioni d'Italia farebbero bene a metterselo in testa.

Concludono gli attivisti di AgireOra: "Chi vuole partecipare a questi presidi ci scriva al piu' presto all'indirizzo piemonte@agireora.org indicando quali turni sono disponibili a fare. Bisogna organizzarsi per portare avanti una pressione costante contro questo vergognoso sterminio legalizzato di animali selvatici."

Comunicato a cura di AgireOra Network.
AgireOra Network un "contenitore" di iniziative su varie tematiche animaliste o ad esse legate, promosse da varie entit che aderiscono al Network o che sono "consulenti" scientifici o legislativi all'interno del Network.

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[COMUNICATO STAMPA] Cacciatori nel mirino degli animalisti Thu, 24 Aug 2006 23:53:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28826.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28826.html AgireOra AgireOra LA STRAGE ANNUALE DEGLI UNGULATI
ESECUTORI: I CACCIATORI - MANDANTI: REGIONI E PROVINCE
SABATO 26 AGOSTO CACCIATORI NEL MIRINO (FOTOGRAFICO!)
DEGLI ATTIVISTI ANTICACCIA

24 agosto 2006

Contro i famigerati abbattimenti di ungulati iniziati da oggi in Piemonte, e' stato depositato oggi un altro ricorso al TAR, per chiedere la sospensione di questa strage, perch non nemmeno stata rispettata la corretta prassi "burocratica", non si tenuto conto del parere dell'INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica), ecc. Il 6 settembre il TAR si pronuncer in merito, ma, per adesso, si spara. Si spara e si ammazzano animali indifesi.

Per questo gli attivisti contro la caccia organizzano presidi davanti ai centri di controllo degli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) in cui si spara. I centri di controllo sono dei posti in cui i cacciatori portano gli animali appena ammazzati (solo per la caccia di selezione) per un esame veterinario.

"Il presidio di sabato 26 agosto" dichiarano gli organizzatori di AgireOra-Piemonte (www.agireora.org) "serve a dare il benvenuto ai cacciatori, esprimere loro la nostra ammirazione per il loro coraggio nella 'lotta' contro animali indifesi, e soprattutto fotografare i cadaveri per mostrare alla gente in cosa consiste l'abbattimento selettivo."

Il presidio si terra' dalle ore 9.30 davanti al centro di controllo di Ovada (via Piave 4), e in seguito una parte dei manifestanti si spostera' davanti a quello di Acqui Terme (Zona piscina Strada Passeggiata dei Colli n. 17).

Gli organizzatori invitano i manifestanti a portare cartelloni, fischietti, striscioni, per farsi sentire e vedere, ma soprattutto macchine fotografiche per fotografare quel che accade. Gia' oggi, giovedi' 24 agosto, e' stata scattata da un attivista una foto (attraverso il finestrino della macchina di un cacciatore) che ben documenta il massacro: un povero capriolo gettato nella macchina del cacciatore come fosse spazzatura. Due ora prima vivo e libero nel bosco, due ore dopo un cadavere da fare a pezzi, la testa da tagliare per far una macabra mostra sulle pareti di casa. [Foto in allegato]

L'invito a tutti e' anche quello di andare nei boschi, se si conoscono le zone in cui si caccia, a documentare, con la macchina fotografica, quel che i cacciatori fanno agli animali. Ovviamente nel far questo bisogna farsi vedere e sentire dai cacciatori, gridando e facendo rumore, in modo che non scambino le persone per animali, visto che e' nota la loro abitudine a sparare non appena sentono qualcosa muoversi.

I mandanti di questre stragi di animali selvatici, cioe' i nostri governanti locali (di Province e Regioni), sostengono che gli animali sono troppi e "fanno danni" - ancora tutti da dimostrare - e, per questo, vanno abbattuti. In realta', non e' questo il motivo per cui gli abbattimenti vengono autorizzati: vengono autorizzati solo perche' cosi' chiedono i cacciatori, che amano fare da esecutori di queste stragi pianificate.

Se i governanti locali volessero fare il proprio dovere, affronterebbero il problema del sovrappopolamento (sempre che questo esista, cosa che non e' dato di sapere, visto che i conteggi li fanno i cacciatori, a campionamento, spesso su una frazione di territorio statisticamente non significativa) in modo da risolverlo. Invece:

- non hanno mai affrontato il problema in modo scientifico e serio;
- non hanno mai dato ascolto ai medici veterinari della Societa' Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che propongono metodi di sterilizzazione degli animali selvatici;
- non hanno ancora vietato l'allevamento e immissione nel territorio di questi animali a opera dei cacciatori! E' notizia di pochi giorni fa che nel biellese c'e' stata un'immissione abusiva di cinghiali, a opera dei cacciatori: che si inizi a intervenire in modo duro e deciso contro questi comportamenti, che si vietino gli allevamenti di animali selvatici e qualsiasi ripopolamento delle riserve, se si vuole davvero risolvere il problema!
- non tengono conto del fatto che gli incidenti con gli ungulati sono molto piu' frequenti nei periodi di caccia che nel resto dell'anno;
- non hanno mai studiato soluzioni alternative;
- non tengono conto del volere dei cittadini che li hanno eletti;
- non tengono conto dei danni che fanno i cacciatori, dei problemi di sicurezza pubblica, del fatto che i cacciatori rendono la vita impossibile a chi vive in campagna: perche' non si occupano di quello, che e' ben piu' grave di qualche eventuale danno economico fatto dai caprioli?

I cacciatori non sono la soluzione. I cacciatori sono il problema. E' a causa dell'attivita' venatoria che sono stati rotti gli equilibri naturali, che sono stati introdotti animali dove naturalmente non c'erano. La natura non ha bisogno dell'intervento umano. Le popolazioni selvatiche di animali si autoregolano. E' solo quando l'uomo interviene che vi sono squilibri. Ed e' con gli stermini che si pensa di risolvere gli squilibri causati dall'uomo?

Concludono gli attivisti: "I nostri governanti devono cambiare modo di comportarsi, devono capire che devono ascoltare le persone che li hanno eletti, non prenderle in giro, devono capire che non possono, di anno in anno, continuare con questa carneficina come se niente fosse, devono fare il proprio lavoro, non fare da valletti ai cacciatori. Facciamoglielo capire.".


Comunicato a cura di AgireOra Network.
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[COMUNICATO STAMPA] Dibattito martedi' 22 agosto sull'abbattimento dei caprioli Fri, 18 Aug 2006 14:11:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28690.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/28690.html AgireOra AgireOra 22 AGOSTO 2006 - DIBATTITO CONTRO L'ABBATTIMENTO DEI CAPRIOLI
PRESSO IL SALONE DELLA CIRCOSCRIZIONE PISTA - EUROPA, SITO IN C.SO XX
SETTEMBRE ANG. VIA WAGNER AD ALESSANDRIA

VIA LIBERA DELLA REGIONE ALL'ABBATTIMENTO DI 600 CAPRIOLI
Le ragioni per opporsi alla mattanza e discutere di soluzioni non cruente

Le associazioni ambientaliste e animaliste si oppongono alla decisione della Regione di procedere all'abbattimento di circa seicento caprioli nel quadro delle "attivit di riequilibrio del rapporto fauna selvatica - ambiente". L'intenzione della Regione di procedere comunque per la soluzione pi sbrigativa, quella della fucilate, riporta in evidenza una questione non ancora sufficientemente considerata: qual un futuro di convivenza possibile tra uomo e altri animali in un ambiente tendente ad un miglioramento globale senza ricorrere alle mattanze?

Ne parleranno:

Pro Natura Piemonte (P. Belletti - E. Del Mastro)

Il Direttore del Servizio di Vigilanza della LAC - Lega Abolizione Caccia -
Roberto Piana

La portavoce dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia -
Marina Berati

rappresentanti di associazioni e gruppi operanti nel campo della salvaguardia
della fauna e dell'ambiente.

Presenta la serata Giovanni Pallotti dell'Enpa di Acqui Terme.

Per informazioni: pronaturaal@aliceposta.it



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[COMUNICATO STAMPA] 10 dicembre fiaccolate in tutta Italia Mon, 05 Dec 2005 18:06:03 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/17794.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/17794.html AgireOra AgireOra 10 DICEMBRE 2005 - GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI ANIMALI
MANIFESTAZIONI, PRESIDI E FIACCOLATE IN TUTTA ITALIA E IN TUTTO IL MONDO

Il 10 dicembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali: gli attivisti organizzano manifestazioni, tavoli informativi, presidi, e, in particolare, fiaccolate davanti ai luoghi di sfruttamento e morte degli animali.

La giornata internazionale e' coordinata dall'associazione inglese Uncaged Campaigns, ma partecipano nazioni di tutto il mondo. L'anno scorso, oltre a Regno Unito, Scozia e Irlanda, hanno partecipato Olanda, Francia, Israele, Messico, Russia, Argentina, Spagna, Portogallo, Nuova Zelanda, Australia, USA, oltre che l'Italia.

"Quest'anno si terranno in varie citta' d'Italia delle fiaccolate con volantinaggio davanti alle macellerie" dichiarano gli attivisti "per ricordare alle persone, a spasso per lo shopping natalizio, che non esistono bistecche, prosciutti e spezzatini, ma esistono esseri senzienti e sensibili che vengono allevati in condizioni orrende e uccisi in modo impietoso, solo per il piacere della gola, non certo per necessita'".

Durante il presidio verranno mostrati ai passanti cartelli di denuncia delle condizioni degli animali d'allevamento e distribuiti volantini che descrivono la situazione e invitano a cambiare abitudini, per la salvezza di milioni di animali.

Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, come ben sanno tutti quelli di noi che ospitano in casa un cane o un gatto. Una mucca non è molto diversa da un cane, da questo punto di vista. Né un maiale è diverso, è un essere intelligente, affettuoso, curioso. Ma questi animali vengono invece trattati come cose.

Ormai la stragrande maggioranza degli allevamenti sono intensivi: gli animali vengono allevati in spazi ristrettissimi, senza mai la possibilità di uscire alla luce del sole. La fine, per tutti, e' il macello. Lì, gli animali vengono ammazzati senza pietà , senza alcun sentimento di compassione, senza sentire che si tratta di esseri senzienti. Sono solo "capi" da abbattere.

Sui cartelloni i passanti potranno ammirare ad esempio la foto di una mucca che accudisce teneramente il suo vitellino, e saranno invitati a riflettere dallo slogan "Cosa vedi? Cibo o animali sensibili e affettuosi? La 'carne' che mangi aveva occhi e bocca. Occhi e bocca, proprio come te". Oppure la foto un giovane maialino ingabbiato e la scritta "Uccideresti il tuo cane o il tuo gatto per mangiarlo? Io sono un animale proprio come loro".

"Per mostrare che smettere di mangiare animali si puo' e si deve" concludono gli attivisti "consegneremo a tutti gli interessati un pieghevole con tutte le ricette per un menu di Natale 'senza crudelta'': piatti appetitosi e gustosi, tutti 100% vegetali!".

AgireOra-Torino
piemonte@agireora.org - www.agireora.org
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[COMUNICATO STAMPA] 26 novembre giornata internazionale d'azione contro Vodafone Sun, 20 Nov 2005 04:40:59 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/17215.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/17215.html AgireOra AgireOra 26 NOVEMBRE 2005 - GIORNATA INTERNAZIONALE DI PROTESTA
CONTRO VODAFONE. LA RICHIESTA: LA FONDAZIONE VODAFONE
SMETTA DI SOSTENERE L'UNIVERSITA' DI OXFORD, CHE
VIVISEZIONA SCIMMIE E MOLTI ALTRI ANIMALI!

La campagna inglese SPEAK, uscita vittoriosa da una protesta contro la costruzione di un nuovo laboratorio di vivisezione sui primati che l'universita' di Cambridge intendeva costruire, si sposta ad Oxford.

Dopo una battaglia durata tre anni, il 27 gennaio 2004 l'universita' di Cambridge si arrende: il nuovo laboratorio non verra' costruito. Gli attivisti antivivisezionisti spostano allora la propria attenzione su Oxford: in questo momento, sono gli "sponsor" dell'universita' che vengono contattati per essere informati delle pratiche crudeli e antiscientifiche che hanno luogo a Oxford, con la richiesta, da parte della campagna SPEAK, di smettere di sostenere economicamente l'universita'.

Il 26 novembre e' previsto un "Day of Action", una giornata d'azione intrnazionale contro Vodafone, la cui Fondazione sostiene con generose donazioni la Oxford University. Nel 2003 la Fondazione del Gruppo Vodafone ha donato 184.494,14 sterline all'università. SPEAK riconose l'ottimo lavoro svolto dalla Fondazione Vodafone, ma ritiene importante far notare un difetto fondamentale nella loro strategia: come può un ente di beneficenza stanziare fondi per cause meritevoli in giro per il mondo, e allo stesso tempo donare una cifra cosi' elevata ad un'istituzione coinvolta nello sfruttamento e nell'uccisione di migliaia di animali innocenti, un'istituzione che da' lavoro a un individuo che è stato messo sotto inchiesta dalla polizia per comportamenti crudeli nei confronti di una scimmia?

Da un lato, Vodafone finanzia progetti per salvare i panda, dall'altro lato dà soldi all'Università di Oxford, che usa macachi strappati al loro ambiente naturale e li sottopone a pratiche barbare nei suoi laboratori di vivisezione - macachi come gli "Oxford Two", imprigionati e maltrattati per 15 anni nell'Università di Oxford!

In vari paesi del mondo, primi fra tutti regno Unito e Irlanda, gruppi di attivisti organizzano presidi di protesta nelle strade e davanti alle sedi e negozi Vodafone. Anche l'Italia partecipa, con presidi a Torino, Milano, Napoli, Roma, e varie altre citta'.

"Vogliamo far sapere al pubblico cosa succede dentro i laboratori inaccessibili delle universita' di tutto il mondo" dichiarano gli attivisti italiani "e mostrare agli sponsor di queste istituzioni che il loro implicito sostegno alla vivisezione non passa inosservato. Invitiamo Vodafone a fare una scelta etica escludendo la Oxford University dalla loro lista di beneficiari".

Per informazioni:
piemonte@agireora.org
http://www.speakcampaigns.org.uk
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[COMUNICATO STAMPA] Quello che nessuno dice sull'influenza aviaria Thu, 13 Oct 2005 00:48:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/16013.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/16013.html AgireOra AgireOra INFLUENZA AVIARIA - SAPPIAMO VEDERLA ATTRAVERSO GLI OCCHI DEGLI ANIMALI?
12 ottbre 2005

Influenza aviaria, grande tema del momento, panico dei consumatori che non si
fidano piu' a mangiare la carne di pollo (perche', le altre carni, di animali
allevati allo stesso modo, sono forse meno pericolose?), controlli, vaccini,
fiumi di parole.

"Rafforzati i controlli dei NAS", ci dicono. Si', ma rafforzati per
controllare cosa? Il rispetto di una normativa che di per se' favorisce lo
svilupparsi di malattie tra gli animali e il diffondersi delle epidemie?

Animali ammassati a migliaia in luoghi piccoli e insalubri, con un'alta
concentrazione di virus e batteri. Animali che vivono in situazioni talmente
innaturali e insostenibili che, per mantenerli in vita in una parvenza di
"sanita'", gli allevatori rimpinzano costantemente di antibiotici. Facilitando
cosi' la mutazione dei virus e dei batteri.

"Pronto il vaccino per proteggerci!", ci dicono. Ma proteggere chi o che cosa?
Proteggere gli interessi delle aziende chimico-farmaceutiche, che faranno
soldi a palate con questo nuovo business, per vaccini inutili che non
risolvono il problema, e che dovranno pagare i cittadini con le proprie tasse,
anche quei cittadini che gli allevamenti li vorrebbero vedere cancellati dalla
faccia della Terra!

Crediamo con questi palliativi, di risolvere il problema, ma la causa vera non
viene nemmeno indagata, ne' scalfita: la pericolosita' per l'umanita' e per il
pianeta degli allevamenti intensivi.

E poi dicono dei polli che sono stupidi. Ma i polli non sono stupidi, i polli
sono sfruttati, maltrattati (se anche per loro vigesse la legge valida per gli
animali d'affezione, saremmo tutti in galera: allevatori e consumatori in
quanto mandanti e complici), ammazzati in modo barbaro dai tanto evoluti
"umani", senza possibilita' di difendersi. Che dire, invece, dei
"consumatori"? I quali, pur di riempirsi di carne a basso prezzo - "bianca",
che "fa bene!" - accettano da un lato di essere complici di una violenza
inenarrabile contro esseri senzienti che essendo "solo animali" pensano di
poter disprezzare, dall'altro lato accettano di nutrirsi di un "prodotto"
(prodotto dalla morte degli "stupidi polli") pieno di sostanze chimiche, che
crea un impatto ambientale pauroso, sia per la quantita' di risorse vegetali
necessarie per produrre le corrispondenti animali (un rapporto di circa 4:1)
sia per i rifiuti organici prodotti in questi mega allevamenti, che inquinano
il suolo e le acque. E questo vale per tutti i prodotti animali, ogni tipo di
carne, di pesce, il latte, le uova.

Ma piu' di tutto disgusta, in questo gran parlare di paura dell'epidemia, di
disastro economico per gli allevatori, il fatto che mai, mai, si spende una
parola per le centinania di migliaia di animali che vengono massacrati,
impilati l'uno sull'altero ancora vivi, fatti morire in maniera atroce.
Vittime sacrificali della colpa umana di aver creato allevamenti disumani e
pericolosi, non solo per gli animali prigionieri, ma per l'umanita' stessa.
Noi, umani evoluti e intelligenti, noi che siamo cosi' sensibili e cosi' al di
sopra delle altre specie animali, noi, solo noi, compiamo questi massacri,
solo noi non sappiamo vedere la sofferenza e l'angoscia nello sguardo di un
animale che in questa pila di morti e moribondi alza la testa per cercare di
salvarsi. O di chiedere aiuto. Solo noi lo consideriamo "merce" e parliamo di
una "perdita economica".

Vogliamo dirlo, o vogliamo continuare a tacere?

Comunicato di AgireOra - network animalista
http://www.agireora.org - info@agireora.org
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[COMUNICATO STAMPA] La Nutrition Ecology approda anche in Italia Wed, 06 Jul 2005 01:23:53 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/14043.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/14043.html AgireOra AgireOra APPRODA IN ITALIA L'ECOLOGIA DELLA NUTRIZIONE:
SCOPRIAMO L'IMPATTO SUL PIANETA DELLE NOSTRE
SCELTE ALIMENTARI

5 luglio 2005

Nell’ultimo decennio il dibattito sullo sviluppo sostenibile ha contribuito a generare una maggiore consapevolezza sui problemi ambientali che affliggono il nostro pianeta e sulla necessità di intervenire per la sua salvaguardia.

Ma troppo spesso viene trascurato un fattore fondamentale: l'impatto sull'ambiente delle nostre scelte alimentari. Di questo, ma non solo, si occupa proprio l'"Ecologia della nutrizione" una scienza inter-disciplinare relativamente recente - il termone "Nutrition Ecology" è stato coniato nel 1986 da un gruppo di nutrizionisti dell'Università di Giessen, in Germania.

Il volume "Ecologia della nutrizione: Valutazione dell’Impatto Ambientale di diverse tipologie di alimentazione",
presentato in anteprima al VegFestival di Torino, il 17 giugno 2005, fa approdare anche in Italia l'"Ecologia della nutrizione". Questa scienza prende in esame tutte le componenti della catena alimentare e ne valuta gli effetti secondo quattro punti di vista principali - la salute umana, l'ambiente, la società e l'economia - allo scopo di valutare la sostenibilità di uno stile alimentare.

Nel volume viene presentato uno studio - effettuato dal dott. Massimo Tettamanti (chimico ambientale) e dalla dott.ssa Raffaella Ravasso (biologa), con la collaborazione di esperti in varie discipline - che analizza l’impatto ambientale dei consumi medi annuali di una singola persona per diverse tipologie di alimentazione e per diversi metodi di produzione alimentare, utilizzando la metodologia denominata Life Cycle Assessment (LCA), che esamina tutto processo di produzione e consumo del cibo, dalla coltivazione allo smaltimento dei rifiuti.

"Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni interessanti articoli sull'American Journal of Clinical Nutrition, dai quali risulta che le diete a base vegetale sono ambientalmente migliori delle diete a base di alimenti animali" afferma il dott. Tettamanti. "La diversità e la novità dello studio che ho effettuato assieme ad altri collaboratori, sta proprio nell'eseguire i calcoli su una dieta completa, cioè sulla quantità complessiva di cibo che una persona consuma mediamente in un anno, e non su singoli alimenti."

Le diete esaminate nello studio sono:
- alimentazione onnivora/vegetariana/vegan
I metodi di produzione:
- allevamento intensivo e agricoltura non biologica / allevamento e agricoltura biologici

Le tre diete confrontate sono bilanciate (cioè rispettose della piramide alimentare consigliata dagli esperti di nutrizione) ed equivalenti tra loro come contenuto di energia, proteine, carboidrati, grassi. Come termine di confronto è stata inoltre esaminata una dieta-tipo che corrisponde alla normale e reale alimentazione media italiana (non bilanciata e non rispettosa della piramide alimentare).

Aggiunge il dott. Tettamanti: "Obiettivo di questa valutazione non è l'analisi delle situazioni estreme, ma l'individuazione dei cosiddetti 'punti critici' di impatto ambientale in modo da proporre il 'minimo' delle modifiche alimentari per ottenere il 'massimo' del beneficio."

La pubblicazione riporta dati qualitativi e quantitativi, grafici e commenti, e, grazie allo stile divulgativo, è una lettura adatta anche ai non addetti ai lavori. Si può scaricare gratuitamente dal sito www.SaiCosaMangi.info, oppure si può richiedere la versione su carta scrivendo a info@saicosamangi.info (la versione cartacea viene inviata gratuitamente su richiesta a scuole e biblioteche).

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