Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANMVI Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANMVI Sun, 20 Sep 2020 00:58:05 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/4246/1 Malattie animali: cresce la consapevolezza post-Covid ma non basta Wed, 22 Jul 2020 18:20:18 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/652021.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/652021.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

SALUTE ANIMALE

OGGI NUOVA RACCOMANDAZIONE DELL’OIE AI GOVERNI: RAFFORZATE I VOSTRI SISTEMI VETERINARI

ANMVI: BENE DEF 2020 E DICHIARAZIONI DEL MINISTRO ROBERTO SPERANZA

ADESSO IVA UNICA AL 10%

 

(Cremona, 22 luglio 2020) - Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha nuovamente raccomandato ai Governi di tutto il mondo di rafforzare i propri sistemi veterinari per contenere l’impatto delle malattie animali nel contesto pandemico globale. “L’Italia sta rispondendo con un DEF, il primo dopo l’emergenza Covid-19, che prevede il rafforzamento della Veterinaria italiana- dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. “Apprezziamo anche le parole del Ministro della Salute, che per la prima volta non ha delegato la salute animale spiegando di considerarla “un pezzo essenziale del nostro futuro".

Dopo Covid-19 è cresciuta in Italia la consapevolezza sull'importanza del controllo delle malattie animali. Ma non basta. L’ANMVI ricorda che in Italia, il 73% dei Medici Veterinari esercita in regime di libera professione. “Questo vuol dire �“ aggiunge Melosi- che le cure degli animali da compagnia e degli animali allevati in zootecnia, dipendono da risorse economiche private. Ecco perché bisogna intervenire sul fisco, alleggerendo il carico d’Imposta che pesa sui proprietari di animali e quindi sui bisogni di salute degli animali stessi”- afferma.

L’Associazione ha firmato una lettera aperta al Governo e al Parlamento- insieme ad altre sigle veterinarie e alle imprese della salute e dell’alimentazione animale- per chiedere l’IVA unica agevolata al 10% su prestazioni veterinarie e alimenti per animali da compagnia al pari dei medicinali veterinari.

Testo integrale della lettera aperta

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Veterinari e Imprese chiedono IVA unica al 10% Fri, 17 Jul 2020 15:52:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/651171.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/651171.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

LETTERA APERTA AL GOVERNO E AL PARLAMENTO

Medici Veterinari e Imprese chiedono la rimodulazione permanente dell’Imposta

IVA: SCAGLIONE UNICO AL 10% PER

 

PRESTAZIONI VETERINARIE

MEDICINALI VETERINARI

ALIMENTI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

"Carico fiscale invalidante di fronte alle sfide post-Covid"

 (Cremona 17 luglio 2020) - L’IVA è il principale ostacolo al conseguimento dei nuovi obiettivi strategici - nazionali, europei e globali- per la sanità animale e la sanità pubblica.

Lo sostengono compatte le maggiori sigle del settore - Medici Veterinari e Imprese dell’alimentazione animale e dei farmaci veterinari- in una lettera aperta al Governo e al Parlamento.

Al primo provvedimento utile, le sigle firmatarie (ANMVI, FNOVI, SIMEVEP, ENPAV, ASSALCO, AISA, ASCOFARVE e ASSALZOO)* chiedono che le prestazioni veterinarie e gli alimenti per animali da compagnia (oggi al 22%) vengano permanentemente collocati in fascia IVA agevolata al 10%, la stessa dei medicinali veterinari.

Questo settore svolge attività essenziali di prevenzione, cura, controllo e mantenimento di 60mln di pet (rapporto 1/1 popolazione Istat) e degli animali allevati a scopo di produzione di alimenti per l’uomo. Durante l’emergenza Covid, questo settore ha assicurato la continuità della filiera e di servizi di pubblica rilevanza, incompatibili con l’attuale pressione fiscale e con l’impoverimento globale post- emergenza.

Veterinari e Imprese ritengono che solo con l’allineamento dell’IVA al 10% per cure veterinarie, alimenti e farmaci veterinari, l’Italia sarà nella posizione di rispettare le raccomandazioni post- Covid della Commissione Europea e dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e di attrarre le conseguenti risorse finanziarie del Recovery Plan.

 Il testo della Lettera aperta

 https://bit.ly/3hlKdrB

*Le sigle firmatarie

ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani
f.to Il Presidente dottor Marco MELOSI

FNOVI - Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani
f.to Il Presidente dottor Gaetano PENOCCHIO

SIMEVEP - Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva
f.to Il Presidente dottor Antonio SORICE

ENPAV- Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Veterinaria
f.to Il Presidente dottor Gianni MANCUSO

ASSALCO - Associazione Naz.le Imprese Alimentazione e Cura Animali da Compagnia
f.to Il Presidente Gianmarco FERRARI

Federchimica AISA - Associazione Italiana Industrie Salute Animale
f.to Il Presidente dottoressa Arianna BOLLA

ASCOFARVE - Associazione Nazionale Distributori Medicinali Veterinari
f.to Il Presidente Roberto REBASTI

ASSALZOO - Associazione Nazionale dei Produttori Zootecnici
f.to Il Presidente Marcello VERONESI

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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IVA, soppresse le clausole si scenda al 10% Fri, 10 Jul 2020 19:24:14 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/650004.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/650004.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

 

ADDIO CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA: IVA AL 10% PER SALUTE E ALIMENTI DEGLI ANIMALI

ANMVI chiede lo scaglione agevolato al primo provvedimento utile

(Cremona, 10 luglio 2020)- Il Decreto Rilancio ha soppresso le clausole di salvaguardia. Viene così archiviato quel meccanismo di aumento progressivo dell'IVA che aveva fatto salire l'aliquota ordinaria all'attuale 22%.

Con una lettera ai Ministeri e alle Commissioni parlamentari di competenza, l'ANMVI chiede la rimodulazione delle aliquote per le prestazioni veterinarie e gli alimenti per animali da compagnia "al primo provvedimento utile".

C'è un vulnus per la salute animale e per il rilancio economico nel Testo Unico dell'IVA, il DPR 633/172 che colloca nello scaglione "di lusso"  beni e servizi "essenziali" come le prestazioni veterinarie e gli alimenti per animali da compagnia. ANMVI ne chiede la correzione "al primo provvedimento utile".

Si tratta di cogliere la straordinaria congiuntura nazionale, europea e globale in atto- scrive l'ANMVI ai Ministeri e alle Commissioni di competenza (economia, finanza, salute e agricoltura).

Il Decreto Rilancio- prossimo alla conversione in Legge dello Stato-  ha soppresso le clausole di salvaguardia, in base alle quali l'IVA ordinaria al 22% era destinata a salire di un altro punto e mezzo. Ma ora, saltati i vincoli di bilancio e in vista del Recovery Plan, l'ANMVI chiede al Governo e al Parlamento di spostare in fascia agevolata al 10% le prestazioni veterinarie (Codice Ateco 75) e gli alimenti per animali da compagnia, parificando il loro trattamento fiscale a quello dei medicinali veterinari (IVA al 10%).

 

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Pochi insegnanti, ANMVI al Ministro Azzolina: dia più cattedre ai laureati in Veterinaria Wed, 01 Jul 2020 13:31:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648672.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648672.html ANMVI ANMVI

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MANCANO INSEGNANTI? ANMVI AL MINISTRO AZZOLINA: AMPLIARE L'ACCESSO ALLE CATTEDRE PER I LAUREATI IN MEDICINA VETERINARIA

Appello dell’ANMVI in vista dei concorsi del Decreto Scuola - Il Governo mantenga l’impegno preso in Parlamento sull’ordine del giorno dell’On Alessando Melicchio

Con la laurea in medicina in medicina veterinaria pochi sbocchi di insegnamento

(Cremona, 1 luglio 2020) �“ L’ANMVI rinnova ai Ministri Azzolina, Manfredi e Speranza la richiesta di ampliamento delle classi di concorso di insegnamento per i titolari di laurea in Medicina Veterinaria Medici Veterinari.

L’istanza reiterata in queste ore è la medesima di cui all’ordine del giorno dell’On Alessandro Melicchio, finalmente accolto il 4 aprile scorso, a nome del Governo, dal Viceministro Anna Ascani.

La questione è molto sentita fra i Medici Veterinari, specialmente tra i giovani laureati,  che in pochi giorni si sono riconosciuti nella petizione promossa da una giovane Collega per ottenere un diritto negato: il pieno accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado attraverso un congruo ampliamento delle classi di concorso.

In sintesi: in base al vigente Regolamento sulle classi di concorso a cattedre e sui posti di insegnamento con la laurea in Medicina Veterinaria si può accedere solo ad una classe di concorso (A052 "Scienze, Tecnologie e Tecniche di Produzioni Animali") per l’insegnamento in pochi Istituti tecnico-professionali.

Al contrario, la formazione accademica veterinaria può dare accesso a molte più classi di concorso e di insegnamento, come ben argomentato in due atti di indirizzo- rimasti senza risposta- presentati dalla Sen Caterina Biti dall’On Doriana Sarli.

L’ANMVI chiede ai Ministri coinvolti, in primis a Lucia Azzolina, di correggere questa situazione al primo provvedimento utile. “Una modifica degli accessi alle classi di laurea �“ dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi- non comporterebbe maggiori oneri di spesa pubblica, ma sanerebbe una discriminazione occupazionale in danno dei laureati in medicina veterinaria, in special modo delle giovani generazioni, oltre a restituire la dovuta considerazione alla loro vasta e qualificata formazione accademica”.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Lyssavirus, caso di efficiente sorveglianza non di allarmismo Mon, 29 Jun 2020 13:10:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648269.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/648269.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Lyssavirus in un gatto, ANMVI: un caso di efficiente sorveglianza veterinaria non di allarmismo - Il Presidente Marco Melosi: Ulteriore dimostrazione che proprietari di pets e medici veterinari curanti sono il primo livello di controllo delle malattie animali nel nostro Paese

(Cremona 29 giugno 2020) - Il rarissimo caso di Encefalite da Lyssavirus in un gatto, è "un caso di efficiente sorveglianza veterinaria non di allarmismo". Lo dichiara il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi commentando il decesso di un felino domestico infettato da un virus (West Caucasian Bat Lyssavirus) che non era mai stato rilevato prima al di fuori del Caucaso.

“Il caso di Lyssavirus nel gatto di Arezzo dimostra il ruolo di sentinelle epidemiologiche di noi medici veterinari. Non deve allarmare” - dichiara  Melosi, che sottolinea la tempestività con cui "i medici veterinari curanti siano stati determinanti nell’individuazione dell’infezione".

Come prevede il regolamento nazionale di polizia veterinaria, il conseguente intervento delle autorità di sanità pubblica veterinaria (Asl, IZS e Ministero della Salute) “è il risultato di un circuito virtuoso �“ aggiunge Melosi- innescato dalla sorveglianza veterinaria di primo livello che si fa nelle strutture veterinarie italiane ogni giorno”.

“Anche di fronte ad un caso eccezionale e raro come questo, in Italia abbiamo dimostrato di avere un modello gestionale di sorveglianza veterinaria efficace, fatto anche da migliaia di liberi professionisti per animali da compagnia su tutto il territorio nazionale- osserva Melosi.

“Il caso deve incoraggiare tutti i proprietari a far visitare regolarmente i propri cani e gatti e a valutare insieme al proprio medico veterinario, anche le condizioni ambientali in cui vivono. Farlo è un gesto di responsabilità anche verso la salute collettiva”.

Se dal punto di vista gestionale il caso è sotto controllo, dal punto di vista scientifico, l’ANMVI chiede al Ministero della Salute e alla Regione Toscana che i veterinari liberi professionisti siano partecipi dei tavoli tecnici e degli interventi da mettere in atto, “perché noi medici veterinari liberi professionisti siamo il primo interlocutore di prossimità per 14,5 milioni di proprietari di cani e gatti”.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Taglio IVA: veterinaria ad aliquota agevolata del 10% Tue, 23 Jun 2020 11:01:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/647000.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/647000.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Taglio IVA veterinaria: doveroso scendere al 10%

Collocare le prestazioni veterinarie nello scaglione agevolato IVA del 10%.  ANMVI chiede un passaggio di aliquota stabile e non solo per l'emergenza. Adeguare la fiscalità alle politiche europee su Salute-Agricoltura-Ambiente

(Cremona 23 giugno 2020)- Il taglio dell’IVA sulle cure animali è doveroso, fa notare l'ANMVI rilanciando l'IVA al 10% per la prevenzione e per le cure contro le malattie animali. Dopo COVID-19 la salute animale non può più essere considerata un lusso superfluo. L'Associazione si rivolge a tutte le forze politiche.

Sono finalmente saltate le clausole di salvaguardia che per anni hanno strangolato le cure veterinarie- dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. “E’ arrivato anche il momento di scendere allo scaglione agevolato del 10%, lo stesso dei medicinali veterinari. Stabilmente e non solo in fase emergenziale”.

Applicando alle prestazioni veterinarie l’aliquota massima del 22% si è generato un onere fiscale particolarmente pesante per milioni di proprietari di animali da compagnia (una famiglia su tre) sia per i proprietari di animali da reddito e d’allevamento che ricevono cure veterinarie private.

La crisi economica post-emergenza renderà ancora più gravoso sopportare questo peso fiscale, con il rischio di incrinare la salute e il benessere animale.

COVID-19 ha insegnato che è finito il tempo di considerare la sanità veterinaria un lusso o un bene superfluo da tassare. Le epidemie presentano il conto. "Al contrario- fa notare l'ANMVI-  lo sviluppo delle prestazioni veterinarie, migliorando la salute degli animali, può generare risparmi di spesa pubblica".

Inoltre, incentivare lo sviluppo della salute e del benessere animale contribuirà ad allineare l’Italia alle politiche europee one health, di sostenibilità, di sicurezza alimentare from fark to fork e di integrazione fra Salute-Agricoltura-Ambiente.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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In aumento la vendita illegale on line di farmaci veterinari Thu, 18 Jun 2020 16:05:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646136.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/646136.html ANMVI ANMVI

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Durante il lockdown, la vendita illegale on line di farmaci veterinari è aumentata: illeciti ancora in atto

Riattivati siti che erano già stati oscurati. Elusione della ricetta veterinaria elettronica obbligatoria. Compravendita anteposta alla prescrizione.

Il Presidente dell'ANMVI, Marco Melosi chiede l'intervento del Ministero della Salute e di accelerare sulle iniziative di contrasto.

 

(Cremona 18 giugno 2020) - "Riteniamo urgente un intervento del Ministero della Salute, accelerando quelle misure che sono già allo studio del Ministero della Salute  e adottando ogni altra iniziativa ritenuta opportuna ed efficace". Il Presidente dell'ANMVI, Marco Melosi, ha scritto alla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari, segnalando  un aumento della vendita on line di medicinali veterinari. "L’emergenza COVID-19, con il ricorso generalizzato all’e-commerce dettato dalle restrizioni della mobilità, ha amplificato il problema rivitalizzando comportamenti illeciti tutt’ora in atto"- scrive Melosi.

Durante il lockdown, "sono tornati attivi sul web siti commerciali, già oscurati dopo segnalazione alla DGSAF per vendite illegali di farmaci veterinari. Si tratta di prodotti regolarmente dotati di AIC, ma acquistabili solo su prescrizione veterinaria e/o attraverso distributori autorizzati fra i quali non possono certamente rientrare siti web abusivi".

In questi mesi, si sono anche verificate anomale modalità di acquisto “a distanza”, elusive la REV (Ricetta Elettronica Veterinaria) o comunque idonee ad alterare la corretta sequenzialità della tracciabilità che subordina l’atto di vendita all’utente finale all’avvenuta emissione di REV nel preposto sistema informativo. "Vanno ricondotti a questa casistica - afferma Melosi- anche i comportamenti di cittadini e farmacisti che pospongano all’atto di compravendita di un dato farmaco veterinario la richiesta della REV al Medico Veterinario".

Il Presidente dell'ANMVI suggerisce l’adozione "immediata" di iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini, "dovendo constatare che, alla base di numerosi illeciti, persistono disinformazione e inconsapevolezza rispetto al valore sanitario della prescrizione veterinaria, spesso derubricata ad inghippo burocratico alla compravendita e non intesa come atto medico veterinario con valore decisionale nella scelta terapeutica".

La compravendita illegale di medicinali veterinari via web e a distanza "continua a rappresentare- sottolinea il Presidente dell'ANMVI- una delle più gravi minacce alla salute animale, all’antibiotico-resistenza, alla tracciabilità dei medicinali veterinari e alle prerogative professionali del Medico Veterinario".

In questi mesi di distanziamento sociale, il valore aggiunto della REV si è manifestato in tutta la sua evidenza consentendo ai Medici Veterinari di non interrompere le cure agli animali assistiti. Per contro, conclude Melosi, "la persistenza di comportamenti elusivi o illeciti, non ripaga gli sforzi organizzativi compiuti dai Medici Veterinari per aderire al sistema della tracciabilità informatica, con la legittima aspettativa di trarne un rafforzamento del proprio ruolo professionale".

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Credito d'imposta: un aiuto alla salute animale dopo il lockdown Fri, 12 Jun 2020 19:48:13 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644980.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644980.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

DECRETO RILANCIO - AIUTI AI PET E ALLE FAMIGLIE DOPO IL LOCKDOWN

Un credito d’imposta per le spese veterinarie

L’emendamento dell’On Francesca Flati è un aiuto concreto alla salute animale

Melosi (ANMVI): Anche gli animali da compagnia hanno affrontato il  lockdown. Adesso hanno bisogno di cure

(Cremona, 12 giugno 2020)- Un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute e documentate nel 2020 per la cura e l'assistenza degli animali d'affezione. Lo prevede un emendamento al Decreto Rilancio presentato dall'On Francesca Flati (M5S) che prende in considerazione le prestazioni veterinarie l’acquisto di medicinali e in generale le spese sostenute per il benessere e la salute degli animali d'affezione. Il credito sarà utilizzabile attraverso la dichiarazione dei redditi, fino ad un massimo di 500 euro per ogni animale di affezione, nel limite complessivo di 1 milione di euro per l'anno 2020. 

“Ci aspettiamo che il Governo e il Parlamento approvino l’emendamento senza esitazioni �“ dichiara il Presidente dell’ANMVIMarco Melosi. “Durante l’emergenza gli animali da compagnia hanno dimostrato tutto il loro valore affettivo, sono stati un sostegno per molte famiglie, specie con bambini e anziani. Adesso, la crisi economica causata da Covid-19 non deve mettere a repentaglio la salute e il benessere di milioni di animali da compagnia- continua Melosi.

Il Presidente dell’ANMVI aggiunge: “Siamo entrati nel vivo della prevenzione veterinaria e la profilassi contro vettori, anche zoonosici, non deve mancare. Inoltre, dopo mesi di limitazioni alla mobilità, stiamo rivedendo anche i pazienti animali che non hanno potuto raggiungerci durante la Fase 1 e che adesso hanno bisogno di riprendere terapie o di iniziarne di nuove”.  Inoltre, durante il lockdown si sono fermate le adozioni dai canili e dai gattili così come tutte le consegne di cuccioli di razza, rimasti bloccati negli allevamenti anche se nati prima della pandemia. “Con la ripresa delle attività, c’è un aumento generale dei bisogni di cura e di assistenza agli animali- afferma il Presidente ANMVI, che appoggia l’emendamento Flati “anche contro il randagismo e l’abbandono”.

Secondo un’indagine condotta dall’ANMVI, l’80%  dei Medici Veterinari considera l’impoverimento economico dei proprietari come la più temibile conseguenza della pandemia sulla salute animale. “Sarebbe paradossale non aiutarli proprio ora”- conclude Melosi. 

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Più cattedre ai Veterinari: pressing su Viale Trastevere Wed, 10 Jun 2020 18:14:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644443.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/644443.html ANMVI ANMVI

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Più cattedre ai Veterinari: pressing su Viale Trastevere

dopo l’ordine del giorno accolto dal Sottosegretario Ascani

ANMVI: il Governo ha preso un impegno verso i Medici Veterinari accogliendo l’ordine del giorno dell’On Alessandro Melicchio (M5S).

(Cremona, 10 giugno 2020) - I Medici Veterinari chiedono equità di accesso ai concorsi per cattedre e più materie di insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Attualmente, con la laurea (LM-42) in Medicina Veterinaria si può accedere ad una sola classe di concorso (A-52 scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali) con pochissime possibilità di inserimento nel mondo della scuola.

Non si tratta di una mera rivendicazione occupazionale- dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi- ma anche di ristabilire equità di accesso ai concorsi della scuola: con altre lauree si possono insegnare materie scolastiche per le quali è molto indicata anche la formazione veterinaria. Inoltre- aggiunge Melosi - i Medici Veterinari porterebbero temi molto attuali nell'educazione delle future generazioni, come la sostenibilità degli ecosistemi alimentari, animali e ambientali”.

Con l’accoglimento, alla Camera, dell’ordine del giorno dell'On Alessandro Melicchio (M5S), il Governo si è impegnato a rimediare per voce del Sottosegretario all'Istruzione Anna Ascani.(PD) L'impegno è di aggiornare le classi di concorso, riformate nel 2016 trascurando le annose istanze delle rappresentanze veterinarie, non ultima la Federazione degli Ordini dei Veterinari Italiani. Lo chiedono in due interrogazioni anche le parlamentari veterinarie sen Caterina Biti (PD) e on Doriana Sarli (M5S).

Per l’ANMVI, la prima occasione di mantenere l’impegno può essere il Tavolo sui percorsi di abilitazione scolastica istituito dal Decreto Scuola.

“Ogni altra iniziativa per aumentare le cattedre accessibili con la laurea in Medicina Veterinaria sarà ben accolta”- conclude il Presidente Melosi, sottolineando che “correggere la riforma del 2016 non comporta nessun onere a carico della finanza pubblica” .

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Più cattedre ai Veterinari nel Decreto Scuola Mon, 01 Jun 2020 18:20:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/642299.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/642299.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Dare più cattedre ai Veterinari con il Decreto Scuola

L'ANMVI chiede ai Ministri Azzolina e Manfredi l'ampliamento delle classi di concorso in favore dei Medici Veterinari per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado

Appello alle Commissioni Cultura e Affari Sociali della Camera


(Cremona 1 giugno 2020)-  Il Governo e il Parlamento colgano l'occasione del "Decreto Scuola" per sanare una grave discriminazione realizzata, in danno dei Laureati in Medicina Veterinaria, dal  recente DPR 14 febbraio 2016 n. 19 che ha riordinato le classi di concorso a cattedre. Lo chiede il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi ai Ministri Azzolina e Manfredi e ai parlamentari delle Commissioni parlamentari competenti.

 

"Ai Laureati in Medicina Veterinaria  è incomprensibilmente precluso l'accesso a numerose materie di insegnamento"- spiega Melosi-  La modifica che chiediamo di inserire nel Decreto Scuola non avrebbe nessuna incidenza sulla spesa pubblica, ma metterebbe Laureati in Medicina Veterinaria nelle condizioni di poter legittimamente aspirare a materie di insegnamento del tutto coerenti con il loro profilo di studi universitari"

 

Attualmente, la laurea in medicina veterinaria permette di accedere soltanto alla classe di concorso A-52 Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (ex 74/A, Zootecnica e scienza della produzione animale) per un limitato ambito di insegnamento negli Istituti Tecnici e Professionali.  

     

L'ANMVI rinnova la richiesta ampliare l'accesso alle classi di concorso e alle pertinenti sedi di insegnamento, quali ad esempio: Chimica agraria, Chimica e tecnologie chimiche, Educazione tecnica, Scienza degli alimenti (classe 59/A), Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze naturali, Chimica, Geografia, Filopatologia, Entomologia agraria, Microbiologia, ecc. e ogni ulteriore classe risulti coerente con i piani di studio universitari dei laureati in Medicina Veterinaria (LS-47 e LM 42).

 

 "Non si tratta di una mera rivendicazione occupazionale- afferma Melosi-  nonostante i dati dell'impiego e della remuneratività di categoria (reddito zero per circa 3.380 Medici Veterinari, fonte: FNOVI) possano bastare a sensibilizzare il Governo e il Parlamento all'accoglimento di quanto richiesto.  Si tratta anche di considerare che i Ministeri dell'Università e dell'Istruzione disconoscendo le conoscenze accademiche acquisite dal Laureato in Medicina Veterinaria, privano i percorsi scolastici di saperi confacenti  con le nuove politiche educative emergenti basate sull'intrinseco rapporto fra salute, uomini, animali e ambiente".

 

Il Presidente dell'ANMVI ricorda anche  che è rimasta fino ad oggi senza risposta, una interrogazione parlamentare presentata su questo tema dalla Senatrice veterinaria Caterina Biti.

       Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Veterinari tutti sul web per il primo multisala interamente digitale Wed, 13 May 2020 10:43:09 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/637138.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/637138.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

www.scivacriminiweb.it

#SCIVACRiminiWeb: il primo multisala tutto on line

Il primo evento veterinario nato residenziale e completamente trasformato in una esperienza digitale.

Una innovazione fieristico-congressuale ideata dalla SCIVAC (SOcietà Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) con presentazioni scientifiche, chat con relatori internazionali, sessioni aziendali e tre sale virtuali nelle quali muoversi, guidati dai propri interessi scientifici.

Le previsioni: dopo tanto e-learning sarà boom delle attività residenziali

(Cremona, 13 maggio 2020) - Dal 19 al 24 maggio, SCIVAC la più grande società scientifica veterinaria porterà nel Web migliaia di Medici Veterinari, le aziende del settore della sanità animale e decine di speaker internazionali. Realizzato a tempo di record, SCIVACRiminiWeb è il primo congresso multisala interamente digitale della storia veterinaria.

SCIVACRiminiWeb è un multisala virtuale che, per sei giorni, farà aggiornamento scientifico reale. Per sei giorni, dal 19 al 24 maggio, migliaia di professionisti della medicina del cane e del gatto si trasferiranno nel Web insieme a decine di speaker internazionali, sponsor della farmaceutica veterinaria e del pet food.

Da quando l’esperienza fisica dei congressi residenziali è stata sospesa, la SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) ha trasformato la propria sede di Cremona in una torre di controllo di decine di webinar. Una riconversione al digitale che adesso culmina nel un virtuosismo tecnologico-organizzativo di SCIVACRiminiWeb, la trasposizione virtuale del congresso multisala tradizionalmente ospitato dalla città romagnola.

"A Rimini contiamo di tornare fisicamente per l’edizione del 2021- spiega il Direttore Scientifico della SCIVAC Fulvio Stanga- ma quest’anno il distanziamento sociale e il blocco della mobilità congressuale non ci danno scelta. Per questo, abbiamo trasferito nel Web l’aggiornamento scientifico veterinario, un dovere deontologico permanente che i nostri Soci potranno continuare ad assolvere, con tanto di certificazione formale dei crediti formativi SPC”. (Sviluppo Professionale Continuo).

Come si massimizza l'esperienza di apprendimento nel Web? - Un tutorial spiega come ci si muove virtualmente in 3 sale congressuali, per 6 giorni, fra decine di relatori e discipline scientifiche. SCIVACRiminiWeb sarà interattivo, i partecipanti potranno confrontarsi con i relatori in chat, spostarsi virtualmente da una sala all'altra e incontrare gli sponsor, grazie a un mix di piattaforme digitali e ad una regia audiovisiva che include l’uso dei social network.

Internazionale, in doppia lingua- Il Comitato scientifico del congresso ha ideato un programma esteso a 18 discipline, in 3 sale in contemporanea, che saranno approfondite con lezioni, Focus On e una Tavola Rotonda. Il tutto restando internazionali, con un 25% di lezioni fruibili, a scelta, in lingua inglese o in traduzione.

Dopo e-learning sarà boom delle attività residenziali- "Le nostre esperienze di e-learning in emergenza ci dicono che finché ci sarà imposto il distanziamento sociale la formazione sul web funziona se permette interazioni e condivisioni- aggiunge il Direttore scientifico della SCIVAC. Questa esigenza di prossimità che si manifesta anche on line ci fa pensare che quando sarà possibile riprendere la congressistica residenziale assisteremo a un boom della partecipazione fisica. In questa fase ci siamo attrezzati per abbinare la formazione a nuovi spazi di socialità culturale che hanno avuto molto successo. Ci aspettiamo -conclude Stanga - che anche questo nuovo esperimento digitale, il primo nel suo genere, venga premiato da migliaia di iscritti".

https://www.scivacriminiweb.it/it/

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Nota per la stampa: SCIVAC- Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia- con oltre 7.000 iscritti è la più grande società scientifica veterinaria d’Europa. Fondata nel 1984, ha sede a Cremona. E' inserita nell'elenco delle società scientifiche istituito nel 2018 dal Ministero della Salute. E' confederata in ANMVI, di cui è co-fondatrice.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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ANMV 12.000 esemplari di razza ancora bloccati, appello a Teresa Bellanova Wed, 06 May 2020 18:06:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/635378.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/635378.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Sono 12.000 le famiglie che da 2 mesi attendono di poter portare a casa il loro cucciolo di cane o gatto di razza

ANMVI al Ministro Bellanova: tuteli il patrimonio cinologico e felino nazionale a rischio di contrazione

Le richieste: autorizzare gli spostamenti per motivi di salute e permettere ad allevatori e proprietari di spostarsi fuori regione. "Ulteriori ritardi non sono più giustificabili".

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(Cremona, 6 maggio 2020)- E' diventata urgente la necessità di consegnare o di ritirare i cuccioli di cani e gatti di razza, che da oltre due mesi attendono di essere consegnati ai loro proprietari. Con una lettera al Ministro Teresa Bellanova e alle competenti direzioni del Mipaaf, l'ANMVI ha chiesto che venga tutelato il patrimonio cinologico e felino nazionale. Le nuove nascite, iscritte ai rispettivi libri genealogici, rischiano di andare incontro a problemi di salute e di benessere e sono attese da circa 12mila famiglie/proprietari italiani. Tale risulta infatti la ragguardevole consistenza di esemplari stimata dagli allevatori cinofili e felini italiani.

L'ANMVI chiede che - su tutto il territorio nazionale -venga inequivocabilmente autorizzata la movimentazione di cuccioli di cani e gatti di razza, nati da riproduzioni precedenti la pandemia da COVID-19  e a tutt’oggi vincolati alla permanenza presso i loro allevatori/riproduttori. L'Associazione ritiene che debbano essere autorizzati per “motivi di salute” e per “necessità”, gli spostamenti, anche fuori regione e in autodichiarazione, da parte di:

- privati cittadini che si rechino con proprio mezzo presso l’allevatore per il ritiro del proprio cucciolo di cane/ gatto;

- allevatori o terzi incaricati verso la famiglia/proprietario per la consegna del cucciolo di cane/gatto;

La nota firmata oggi dal Presidente ANMVI  Marco Melosi, ricorda che il Ministero della Salute fa rientrare fra i “motivi di salute” in autodichiarazione anche la salute animale. A riprova, i DPCM hanno sempre considerato i Servizi Veterinari (Cod. Ateco 75) essenziali e quindi non sospesi.

Si tratta di “esseri senzienti”, il cui ritardato affidamento al proprietario può seriamente nuocere alla loro salute e al loro benessere. Oltre alla regolarizzazione del possesso (identificazione anagrafica- microchip ove obbligatoria) si rende necessario ed urgente:

- somministrare, senza ulteriori ritardi, le vaccinazioni veterinarie raccomandate dalla comunità scientifica internazionale, a protezione di malattie anche di portata zoonosica;

- avviare, senza ulteriori ritardi, la socializzazione di questi esemplari con persone e consimili per il loro corretto sviluppo comportamentale, obiettivo conseguibile con risultati ottimali nei primi 2 mesi di vita;

Si tratta anche di esemplari di razze pregiate, iscritti ai rispettivi libri genealogici e ascrivibili al patrimonio cinologico e felino nazionale, la cui tutela è affidata al Mipaaf. Ulteriori restrizioni alla movimentazione delle nuove nascite rischia di deprimere ulteriormente le attività riproduttive, attività che nella cd Fase 1 sono state responsabilmente interrotte a causa delle restrizioni alla mobilità.

E’ evidente che un infausto perdurare di tali circostanze rischierebbe di impoverire un patrimonio zootecnico nazionale che vanta posizioni di eccellenza internazionale, con ricadute negative su tutto l’indotto economico-produttivo di cui si compone la filiera degli animali da compagnia (segnatamente dei cani e dei gatti di razza).

“Considerato che le attività di allevamento animale non sono state sospese dai DPCM adottati in corso di Fase 1, si ritiene che anche le consegne debbano essere finalmente e coerentemente consentite attraverso un indirizzo uniforme ai territori per evitare blocchi o respingimenti, a nostro giudizionon più giustificati".

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Fase 2: per gli animali da compagnia coincide con la prevenzione Mon, 04 May 2020 16:37:14 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/634569.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/634569.html ANMVI ANMVI

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DAL VETERINARIO NON SOLO PER URGENZE

La Fase 2 coincide con il periodo a maggior rischio di zoonosi e di parassitosi

Mentre proteggiamo noi stessi da Covid-19 non dimentichiamo di proteggere i nostri animali da altri rischi che la pandemia non ha fatto sparire

(Cremona, 4 maggio 2020) - Come stanno gli animali da compagnia dopo due mesi di lockdown forzato?

I Medici Veterinari aprono la Fase 2 della pandemia ricordando l’importanza della prevenzione, della continuità delle cure e dei controlli.  I prossimi saranno infatti mesi cruciali per la salute animale e la salute pubblica, alla luce di rischi, anche zoonosici, che l’emergenza da Covid-19 non deve farci dimenticare.

Ecco perchè le profilassi vaccinali e antiparassitarie devono essere garantite, sia per prevenire le zoonosi, sia per assicurare ai cani e ai gatti le protezioni necessarie da parassiti interni ed esterni.  La Fase 2 è anche la fase più appropriata per verificare lo stato di salute degli animali da compagnia dopo 65 giorni di compressione forzata anche delle loro esistenze.

Alto livello di biosicurezza dal Veterinario - La Fase 2 rimetterà in moto un altro pezzo della società, fatto anche di proprietari di animali. E lo farà nella stagione più delicata, quella della prevenzione veterinaria. Una coincidenza che richiederà un maggior grado di relazioni con i clienti, unito al più alto livello di biosicurezza realizzato nelle strutture veterinarie, ambienti classificati “a rischio basso” sia perché non sono luoghi a libero ingresso (quindi aperti al pubblico su appuntamento o con programmazione contingentata) sia perché il paziente animale non rappresenta di per sé un elemento di rischio, non essend veicolo di trasmissione del virus SARS CoV-2.

Proteggiamo noi  e proteggiamo loro- I  mesi primaverili ed estivi sono da sempre cruciali per la prevenzione veterinaria. Cadono in una Fase pandemica, durante la quale si dovrà coniugare la prevenzione straordinaria dal contagio interumano da Covid-19 alla prevenzione ordinaria degli animali da compagnia.

Salute animale: una filiera essenziale- La professione veterinaria è una professione sanitaria dichiarata "essenziale", per questo non è mai stata sottoposta a lockdown. Tutta la filiera della salute animale è rimasta operativa. Per le terapie animali, i medici veterinari sono in grado di prescrivere a distanza tramite la ricetta veterinaria elettronica per contenere gli spostamenti, fermo restando che all’interno delle strutture veterinarie si applicano misure ad alto livello di biosicurezza vs SARSCov-2

Spostamento giustificato- Portare il proprio pet dal Veterinario è sempre giustificato per motivi di salute dell'animale, come ha ricordato la Direzione Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute.  Gli spostamenti sono quindi consentiti non solo per i casi di emergenza/urgenza  dell’animale, ma anche per la continuità degli interventi, per profilassi vaccinali, protezioni antiparassitarie, visite e controlli, esami diagnostici, terapie di inizio e di continuità, prevenzione della riproduzione incontrollata e delle patologie alimentari e visite comportamentali.

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Covid-19 e pets: no allarmismo, richiamo a fonti ufficiali vale per tutti Sat, 04 Apr 2020 19:40:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/627836.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/627836.html ANMVI ANMVI

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ANMVI
Covid-19, ANMVI: il richiamo ad attenersi a fonti ufficiali vale per tutti
Le speculazioni su ciò che non è scientificamente dimostrato
rischiano di stressare un Paese gìà molto provato

(Cremona, 4 aprile 2020)- Arriva opportuna la raccomandazione dell'ISS a non destare inutili allarmismi a proposito del ruolo di cani e gatti, durante la pandemia da SARS CoV-2.

Può risultare destabilizzante per milioni di proprietari e famiglie il continuo dilagare di disinvolti commentari alle notizie -spesso frammentarie, imprecise e non ultimative- che giungono da laboratori e centri di ricerca sperimentale.

L'asimmetria informativa tra addetti ai lavori e cittadini dovrebbe muovere, eticamente, i comunicatori scientifici e i rappresentanti del mondo scientifico più esposti mediaticamente ad attenersi alle fonti ufficiali e alle sole evidenze scientifiche consolidate.

"Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione"- ribadisce l'ISS. 

Gli stessi laboratori di Harbin (Cina) -che stanno osservando a livello sperimentale il comportamento del virus nei cani e nei gatti - hanno avuto la prudenza di chiarire che i riscontri dei loro esperimenti "non riflettono le condizioni della vita domestica" e che "i proprietari di animali domestici non hanno motivi di preoccupazione, perchè non ci sono prove che possano confermare la capacità degli animali domestici di diffondere il virus".

Ricordiamo con le parole del Prof Umberto Agrimi (Dip.to di Veterinaria dell'ISS) che "gli animali domestici contribuiscono alla nostra gioia e al nostro benessere, soprattutto in periodi di stress come quelli che stiamo vivendo".

ANMVI si appella alla comunicazione scientifica affinchè rispetti la sensibilità dell'opinione pubblica anche per l'informazione riguardante gli animali da compagnia. Il Paese è già bastantemente provato.

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Covid-19, l'OIE dichiara la Veterinaria "attività essenziale" Fri, 20 Mar 2020 16:03:18 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/625262.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/625262.html ANMVI ANMVI

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EMERGENZA COVID-19

OIE DICHIARA LA VETERINARIA "ATTIVITÀ ESSENZIALE"

"I Veterinari sono parte integrante della comunità sanitaria globale".

(Cremona, 20 marzo 2020)- Nel quadro della pandemia COVID-19, l'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) ha dichiarato le attività veterinarie "attività essenziali".  

I governi di tutto il mondo sono stati invitati  dall'OIE a considerare la professione veterinaria fondamentale per la continuità della sicurezza alimentare, della prevenzione veterinaria e della sanità animale.

In Italia è già così, il Ministero della Salute ha infatti  dichiarato che le attività veterinarie di cura e benessere degli animali, sia da compagnia che da reddito, vanno garantite e ne ha disciplinato la prosecuzione - nella cornice delle misure governative in atto-   a tutela della sanità pubblica e  -per quanto riguarda gli alimenti di origine animale- a tutela delle produzioni nazionali.

Nello svolgere il proprio intervento, i Medici Veterinari italiani stanno applicando rigorosi protocolli di biosicurezza e le misure di limitazione della mobilità sociale prescritte su tutto il territorio nazionale.

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Precisazione su dichiarazione Borrelli, Capo Protezione Civile Fri, 20 Mar 2020 15:19:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/625259.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/625259.html ANMVI ANMVI

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ANMVI: il coronavirus COVID-19 non è presente nei cani

Imprecisa dichiarazione del Capo della Protezione Civile

Proprietari responsabili: stanno accudendo i loro pets e i Medici Veterinari sono al loro fianco.

(Cremona, 20 marzo 2020)- In Italia, il coronavirus - inteso come nuovo coronavirus (nCovid-19)- non è presente nei cani. Le positività rilevate ad Hong Kong - senza sviluppo della malattia e le uniche al mondo- non sono state considerate rilevanti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale nè dall'OMS circa la natura interumana del contagio da Covid-19. Questo nuovo coronavirus si è adattato all'uomo.

Non è quindi corretta la frase: "Sappiamo che il coronavirus è presente anche nei  cani"- pronunciata ieri pomeriggio dal Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel suo appello a non abbandonare i cani. E' corretta invece l'affermazione  dello stesso Borrelli che "in nessun modo e’ stata dimostrata la possibilità di contagio animali-uomo".

ANMVI auspica messaggi chiari e inequivoci da parte delle autorità che stanno gestendo l'emergenza sanitaria Covid-19, ricordando che nelle famiglie italiane vivono 15 milioni di cani e gatti.

Quanto agli abbandoni, non risulta che il Covid-19 stia deresponsabilizzando i proprietari di animali da compagnia. Al contrario: c'è l'impegno ad accudire i propri cani e gatti nel rispetto delle regole dettate dai decreti governativi. I Medici Veterinari sono al fianco dei proprietari.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Covid-19- Alto livello di sicurezza nelle strutture veterinarie Tue, 17 Mar 2020 11:14:16 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/624605.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/624605.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Alto livello di sicurezza nelle strutture veterinarie

 In tre punti, le cose da sapere e da fare

(Cremona, 17 marzo 2020)-  Alla luce della prima settimana di attuazione delle misure anti-contagio su scala nazionale, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) puntualizza l'alto livello di sicurezza delle strutture veterinarie italiane, che stanno attuando misure di prevenzione e di protezione rafforzate e rigorose.

• a tutela dei proprietari clienti
• a tutela del personale veterinario e dello staff
• a tutela degli animali per la continuità delle loro cure

TRE COSE DA SAPERE E DA FARE


1. Le cure veterinarie rientrano fra gli spostamenti consentiti, ma non recatevi dal vostro Medico Veterinario senza averlo prima contattato telefonicamente: valuterà le prestazioni urgenti non differibili e quelle differibili, evitando spostamenti non necessari.

Non spostatevi di vostra iniziativa.

Per dubbi ed esigenze, contattate il vostro Medico Veterinario

Salute e benessere degli animali restano garantite


2. Nelle strutture veterinarie vengono applicate misure rafforzate di igiene, di sanificazione, di limitazione degli accessi e di distanziamento sociale.
Attenetevi alle precauzioni sia per l'accesso che all'interno dei locali veterinari.
I pazienti animali in corso di assistenza veterinaria e in degenza non corrono alcun rischio.

3. E' consentito uscire per le esigenze fisiologiche del cane. Si raccomanda la raccolta delle deiezioni. E' consentito lo spostamento per l'acquisto di alimenti per animali da compagnia. Si raccomanda di contenere le uscite alle sole necessità.
In casa, gli animali vanno accuditi regolarmente secondo le ordinarie regole di mantenimento, nutrizione e di igiene.
Convivere con un animale da compagnia non è fonte di alcun rischio.
Non ci sono prove che gli animali domestici abbiano un ruolo nella diffusione di questa malattia umana o che si ammalino di SARS Cov-2 (i.e. nuovo coronavirus).

Se si è ammalati, anche di normale influenza stagionale, non toccate, non tenete in braccio e non baciate gli animali. L'istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che gli animali da compagnia possono convivere con l'ambiente familiare in caso di positività umana, isolamento fiduciario domiciliare o auto-isolamento volontario.

ANMVI invita a tenersi aggiornati consultando gli atti e le fonti ufficiali.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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Milano, ANMVI al Sindaco Sala: via le sanzioni ai Veterinari Wed, 22 Jan 2020 13:51:09 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/616761.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/616761.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

L’emanando regolamento milanese è punitivo. Via l’obbligo di affiggere l’avviso di sanzioni.

ANMVI AL SINDACO GIUSEPPE SALA: VIA LE SANZIONI AI VETERINARI

Profondo disappunto per la mancanza di considerazione dei Veterinari liberi professionisti: il nostro compito è di educare non di denunciare i proprietari.  Il possesso responsabile di un animale è un fatto di cultura non di sanzioni. 

(Cremona, 22 gennaio 2020)- Via la multa -da 40 a 240 euro- ai Medici Veterinari se, nella loro struttura di cura, non appendono un cartello intimante il pubblico l'obbligo di identificazione di cani, gatti e furetti . “E’ una regola che non può essere condivisa né accolta": lo scrive il Presidente di ANMVI Lombardia, Francesco Orifici, in una lettera al Sindaco di Milano Giuseppe Sala, all'Assessora Roberta Guaineri e al Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè.

Oggetto della nota inviata oggi a Palazzo Marino è l'emanando Regolamento Comunale per la tutela animale che - salvo auspicate modifiche- obbliga le strutture veterinarie private ad affiggere, pena sanzioni, un avviso sull'obbligatorietà dell'identificazione di cani, gatti e furetti. In discussione non è il microchip obbligatorio: "Chi scrive è fra i componenti della Commissione randagismo della Regione Lombardia ed è stato tra i fautori dell’obbligo di microchip anche dei gatti, vigente dal 1 gennaio 2020 su tutto il territorio lombardo- fa notare Orifici. Ma il regolamento regionale, fra i più innovativi del Paese, "non contiene alcuna previsione vessatoria e “poliziesca” come quella che il Comune di Milano si appresta invece a varare a carico dei professionisti".

La lettera ribadisce che non può essere accettata nemmeno la norma che vorrebbe i professionisti milanesi “delatori” dei loro clienti-proprietari (art. 6, punto 3), in caso di rifiuto della microchippatura da parte di questi ultimi. "L’identificazione, se erogata dai llpp, è una prestazione libero-professionale (non un LEA) che le parti hanno il diritto e la libertà di pattuire"- si fa notare. Anzi, "imporre al proprietario cliente il “ricatto” della segnalazione coatta rappresenta una grave violazione del rapporto fiduciario con il Medico Veterinario curante. Il solo effetto che si otterrebbe, sarebbe potenzialmente dissuasivo e depressivo del possesso responsabile".

La segnalazione alla ATS per mancata microchippatura comporta una multa, a carico del proprietario, da 40 a 240 euro".

Orifici ricorda anche quanto evidenziato a tutti i candidati durante gli incontri elettorali: "i Medici Veterinari danno già, gratuitamente, un notevole supporto all’Amministrazione nel reperire e nel riconsegnare cani vaganti ai loro proprietari, con notevole risparmio per il Comune; inoltre, i Medici Veterinari llpp ricoprono un ruolo di educazione capillare e quotidiano, indispensabile anche sotto il profilo dell’igiene urbana e della sicurezza pubblica. Il Regolamento in oggetto, dovrebbe semmai valorizzarli e coinvolgerli nella formazione al corretto rapporto uomo-animale (Patentino)".

La richiesta alle autorità cittadine e di modificare il Regolamento, rimuovendo entrambe le disposizioni: cartello sanzionabile e denuncia del proprietario. Eventualmente, le si trasformi in raccomandazione, ma sempre "eliminando ogni sanzione a carico del Medico Veterinario".

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Regolamento Animali: Palazzo Marino cambi rotta sui Veterinari Tue, 14 Jan 2020 12:42:11 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/615316.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/615316.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

NUOVO REGOLAMENTO ANIMALI DI MILANO  

ANMVI: DA PALAZZO MARINO CI ATTENDIAMO UN  CAMBIO DI ROTTA NEI CONFRONTI DEI VETERINARI LIBERI PROFESSIONISTI

Obblighi vessatori e controproducenti: il Medico Veterinario curante è un educatore sociale.

Sia valorizzato non punito. Sanzioni per fare cassa?

 

(Cremona, 14 gennaio 2020)- Ci auguriamo che il nuovo Regolamento esca dal Consiglio comunale significativamente emendato rispetto al testo della Giunta. L’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari) fa riferimento ad alcuni obblighi, e sanzioni, a carico dei Medici Veterinari liberi professionisti, non previsti né dalle norme regionali né da quelle nazionale.

Si tratta di obblighi  vessatori, che sembrano più dettati da logiche di cassa che dà autentiche finalità di tutela animale.

Veterinario educatore sociale non delatore- All’ANMVI- da sempre contraria ad attribuire ai liberi professionisti compiti di “delazione”-  non piace l’obbligo di segnalare alla ATS il proprietario in caso di rifiuto della microchippatura del proprio cane o gatto. La norma rischia di inficiare il rapporto fiduciario con il Medico Veterinario curante, al quale devono essere riconosciute funzioni di prevenzione e di educazione.

Le autorità  competenti hanno già a disposizione adeguati strumenti di controllo (dalla lettura dei microchip negli spazi pubblici fino ai database dell’anagrafe animale e, di recente, delle ricette veterinarie elettroniche). I Medici Veterinari liberi professionisti- che svolgono un ruolo di educazione quotidiano dei proprietari �“ vengano semmai valorizzati e coinvolti nella formazione al corretto rapporto uomo-animale (Patentino).

Irricevibile l’obbligo di affissione sanzionato-  L’ANMVI auspica che esca dal nuovo Regolamento l’obbligo di affissione nella struttura veterinaria di un cartello di avviso sugli obblighi di microchippatura. Il Comune di Milano pensa a sanzioni fino a 240 euro in caso di mancata affissione.  Non è l’approccio- conclude l’ANMVI- con il quale i Medici Veterinari sono soliti parlare ai proprietari dei pazienti animali i cura. Spetta all’Amministrazione pubblica informare i cittadini sulle regole che devono osservare. Il sospetto di voler fare cassa è più che legittimo.

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Veterinari, una professione in crescita solo sulla carta Fri, 22 Nov 2019 09:33:20 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/608110.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/608110.html ANMVI ANMVI

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ANMVI

Rapporto Confprofessioni 2019

Veterinari, una professione in crescita solo sulla carta

Il segno positivo non dice le difficoltà e le incognite di tenuta strutturale del sistema veterinario libero-professionale

 


(Roma, 21 novembre 2019) - I Medici Veterinari crescono nel numero e nel reddito secondo l’ultimo Rapporto sulle libere professioni, presentato oggi all’Antonianum di Roma da Confprofessioni. Dal 2011 al 2018, il loro numero è cresciuto del 38%; anche il reddito è costantemente salito dopo il picco depressivo del 2014, soprattutto i redditi dei Veterinari che presentano lo studio di settore rispetto ai forfettari. 

 

Sono dati direzionali, che collocano apparentemente bene i medici veterinari nel mondo delle  libere professioni ordinistiche (1,8 milioni di professionisti e 900 mila addetti) ma dietro ai quali si nascondono grandi difficoltà di tenuta. 

 

Nello scenario del futuro delineato oggi all’Auditorium  la professione Veterinaria sconta:

- un reddito medio (23.400 euro) fra i più bassi di  tutte 15 le professioni ordinistiche, che precipita sotto la soglia di rilevazione fra i giovani ( 7000- 13.000 euro sotto i 40 anni di età)

- di non crescere nei settori forti del Pil come l’agroalimentare ma solo nei servizi alle famiglie attraverso le cure agli animali da compagnia

- di non riuscire a esportare servizi, ma invece professionisti ad alta formazione che vanno ad esercitare all’estero

-di non essere una professione propensa all’esercizio strutturato dell’attività, in forma aggregata per conformazione giuridica e dei servizi offerti sul mercato 

- di non essere sostenuta da politiche capaci di riconoscere la professione veterinaria come un ambito bivalente di servizi libero professionali e sanitari senza contraddizioni fra impresa e salute

- di essere caricata di pesi fiscali e burocratici che nemmeno la prossima manovra, ad oggi, alleggerirà. 

 

Le parole del viceministro al Mef Antonio Misiani  sono state chiare: le richieste di Confprofessioni sono di sistema e non da legge di bilancio, ha detto, non smentito nella sostanza dal ricco parterre di politici.

Per questo, ANMVI condivide il ‘ni’ dato dal Presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, in risposta alla domanda finale se fosse soddisfatto o no di questa mattinata di confronto con la politica.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

 



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