Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Associazione Rivela Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Associazione Rivela Tue, 18 Jun 2019 16:52:45 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/3181/1 segnalazione mostra coro sat a verona Thu, 25 Oct 2007 09:58:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/varie/45974.html http://comunicati.net/comunicati/varie/45974.html Associazione Rivela Associazione Rivela

Dal 2 al 9 Novembre la mostra sul coro della SAT sarà esposta al teatro
Camploy. Previsti concerti con alcuni dei migliori cori della provincia.

19/10/07 - Associazione RIVELA e Associazione PIU'
in collaborazione con
COMUNE DI VERONA- ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI-

organizzano la mostra
" IN UN POPOLO PIENO DI CANTI. I FRATELLI PEDROTTI E LA CORALITA' ALPINA"
presso il Teatro CAMPLOY di Verona.

data inizio 2 Novembre
conclusione 9 Novembre

inaugurazione mostra 2 novembre con concerto del coro CORO SCALIGERO DELL'ALPE

orari esposizione: tutte le sere dalle 20.30 - 23.30

visite guidate al mattino su prenotazione.

durante il periodo di esposizione saranno organizzati 2 concerti con
INGRESSO GRATUITO

2 Novembre ore 20.45 con il coro CORO SCALIGERO DELL'ALPE

9 Novembre ore 20.45 con il coro LE VOCI DEL BALDO

informazioni ASSOCIAZIONE PIU' 348-7145747

INGRESSO MOSTRA GRATUITO






Per avvicinarsi al mondo della coralità alpina, a 80 anni dal primo coro
nato dall’iniziativa dei fratelli Pedrotti, occorre capire l’ambiente
montano, la vita in comunità, la passione per il canto insieme. La cultura
alpina trova una delle sue più significative espressioni nel canto
popolare corale e la coralità trentina ha sempre rappresentato,
soprattutto nel Coro della SAT (Società Alpinisti Tridentini), l’archetipo
di tutti i cori alpini.

Una vera cultura, pienamente umana, non può che nascere dall’esperienza di
un popolo, gente che si riconosce amica e collabora in vista di un ideale,
cercando di trovare gli strumenti per realizzarlo. Le identità culturali,
le singole appartenenze, nella misura in cui vivono con passione
l’esperienza dell’umano in un luogo specifico, non possono chiudersi nel
localismo, ma si aprono all’umanità nelle sue variegate espressioni.

Le vicende che segnano la vita dei quattro fratelli Pedrotti - Enrico,
Mario, Silvio e Aldo -, fotografi di professione e fondatori del Coro
della SAT, testimoniano questa posizione in quanto dimostrano che la
tradizione popolare, per non esaurirsi in un ricordo imbalsamato, ha
bisogno di personaggi che siano in grado di dare dignità culturale ed
espressiva alle sue diverse manifestazioni.

Dalla fotografia alla montagna, dalla musica al canto corale: la costante
della vita dei quattro fratelli è la passione per ciò che è bello e che
rende contenti. Una passione accompagnata dalla coscienza della rilevanza
culturale ed educativa che implica. Per questo motivo, la loro attività
non si limita all’esecuzione di canti e melodie popolari ma, oltre ai
dischi e ai concerti, genera strumenti per la diffusione del canto
popolare alpino, quali i canzonieri con testi e musica, accompagnati da
splendide fotografie.

Fondamentali per un salto qualitativo della loro produzione artistica,
sono gli incontri con musicisti d’eccellenza fra cui Luigi Pigarelli,
Antonio Pedrotti, Arturo Benedetti Michelangeli e Renato Dionisi che,
partendo da un rapporto di amicizia profonda con i quattro fratelli, hanno
arricchito il repertorio dei canti del Coro, rendendolo ancora più
interessante e prezioso.

La mostra non ha la pretesa di voler aggiungere qualche tassello alla
ricerca etnomusicologica, né vuole esaurire il vasto argomento della
coralità alpina: parte dal desiderio di far conoscere, attraverso la
narrazione della vita dei quattro fratelli trentini, gli aspetti più umani
che stanno all’origine della nascita del più bel coro alpino, quello della
SAT, che ancora oggi entusiasma un folto pubblico di appassionati. I temi
che vengono sviluppati all’interno della mostra accennano alle origini
antropologiche e culturali del canto alpino, contestualizzando la vita dei
fratelli Pedrotti e gli esiti prodotti dall’attività del Coro della SAT
“in un popolo”: il popolo trentino e quello, nuovo, della coralità alpina.
La mostra è impreziosita dalla presenza di alcune fra le più belle
immagini artistiche che i quattro fotografi hanno realizzato durante la
loro lunga carriera, che va dagli anni ‘20 agli anni ’80.


]]>
MOSTRE ITINERANTI 2007 Sat, 26 May 2007 07:49:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/39519.html http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/39519.html Associazione Rivela Associazione Rivela
E’ partito il percorso delle mostre itineranti che l’Associazione Rivela
propone nel 2007.
Rivela propone mostre culturali alle realtà locali ( Sagre - Fiere -
Comuni - Circoscrizioni - Associazioni Culturali) puntando a coinvolgere
persone volontarie del posto che si assumono responsabilità
nell’organizzazione.
L’associazione accompagna i volontari con la fornitura del materiale (
mostra - strutture per l’allestimento - pubblicità - trasporti) e con la
formazione delle persone che svolgeranno servizio di guida per i
visitatori.
Nel 2006 le persone che hanno visitato le mostre usufruendo di visita
guidata gratuita sono state più di 20.000.
Per l’anno 2007 l’Associazione propone alle nostre realtà locali 3 recenti
mostre curate dal “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini.
- Con le nostre mani ma con la Tua forza.Le opere nella tradizione
monastica benedettina.
- Cézanne,l’espressione di quel che esiste è un compito infinito .
- In un popolo pieno di canti, i fratelli Pedrotti e la coralità alpina.
Le esposizioni seguiranno un itinerario che prende il via a fine Aprile
2007 e si concluderà ai primi di Novembre coinvolgendo 30 paesi della
provincia di Verona.
Saranno coinvolte con alcune tappe anche le province di Treviso, Venezia,
Padova e Mantova.
A metà Ottobre la mostra “In un popolo pieno di canti, i fratelli Pedrotti
e la coralità alpina”sarà allestita nel centro di Verona presso Palazzo
Mutilati in collaborazione con Associazione Più che curerà una serie di
eventi musicali collegati.
Ogni anno le mostre itineranti sono rappresentate da un titolo che ne
riassume il significato.
Quest’anno è stato scelto un verso del poeta polacco C.K.Nordwid "Il bello
è tale per rendere affascinante il lavoro.Il lavoro perchè si risorga"
Il verso, con cui l’Associazione Rivela ha voluto introdurre le mostre
del 2007, rammenta il fascino del “ lavoro “ umano che ha la sua radice
nella bellezza e il suo scopo in una creazione viva, capace di suscitare
stupore e interesse in chiunque la sappia guardare. Dire che la bellezza
rende affascinante il lavoro significa affermare che l’uomo produce
contemplando qualcosa che precede la sua opera. Si può trasformare,
plasmare e creare perché si è già visto un progetto, un modello su cui
mantenere lo sguardo. E quanto più l’ideale è vivo e presente tanto più è
capace di permeare l’opera dell’uomo. Come il legame con la radice
permette all’albero di produrre i frutti così il rapporto con la grandezza
permette all’uomo di costruire in svariatissime versioni conformi al
talento, alle condizioni naturali, alle esigenze personali e comuni.
Le tre mostre proposte per quest’anno evidenziano proprio il valore dell’
“opera”, ciò che l’uomo sa produrre perché è stato attratto e coinvolto da
una bellezza che non può ignorare,tale è il fascino che sa esercitare.
Per maggiori informazioni vistare il sito http://www.rivela.org
]]>
Cezanne in mostra a Verona per 6 mesi Sat, 26 May 2007 07:20:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/39518.html http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/39518.html Associazione Rivela Associazione Rivela
''Cèzanne.L'espressione di quel che esiste è un compito infinito'' mostra
itinerante da Giugno a Ottobre 2007 nella provincia di Verona.

Parte il 1 Giugno il percorso della mostra itinerante sul
grande pittore francese che l’Associazione Rivela organizza nel 2007 nella
provincia di Verona. In 6 mesi toccherà 8 comuni patrocinata dalla Regione
Veneto, dalla Provincia e dal Comune di Verona.
Quando si pensa a Cézanne, la mente torna subito alla frase con cui è
sinteticamente riportato nei libri di scuola, “Trattare la natura secondo
il cilindro, la sfera, il cono”, che spesso però manca della sua seconda,
e fondamentale, parte: “Per noi uomini, la natura è più in profondità che
in superficie”.Ecco, questo è Cézanne, la cui pittura è animata da uno
struggente desiderio di verità - “Io voglio essere vero, cavare la verità
da tutto” - sostenuto da un metodo ben preciso: “Il mio metodo, il mio
codice, è il realismo. Ma sia chiaro, un realismo alla grande, senza
dubbi. L’eroismo del reale”.La visione della realtà che emerge dalle sue
opere è una visione cosmica, proprio nel senso di kosmos: una realtà varia
e complessa, molteplice ed eterogenea, alla quale però sottende un ordine
ultimo che la rivela come unità, come un Tutto indivisibile. Questo
ordine, questo principio di eternità che sta dietro ma anche dentro la
realtà è cercato e scoperto dal pittore francese in un continuo rapporto
con essa; da questo rapporto tra l’io del pittore e il dato di natura,
fatto di fedeltà e lealtà reciproca - mai uno prevale sull’altro -
scaturiscono le sue opere, che rappresentano non eventi straordinari o
incredibili, ma la realtà eroica del quotidiano: “La novità di Cézanne non
è penetrare in una terra sconosciuta e tornare ricco di impressioni
inattese e nuove, ma addentrarsi sempre di più in una regione mille volte
percorsa per vedervi, senza cambiare niente alle cose viste, ciò che prima
di lui nessun occhio aveva visto” (D.Coutagne).La modalità attuativa di
questo rapporto per Cézanne è la pittura, che è il compito della vita. Se
infatti, come scrive, “la natura è sempre la stessa, ma nulla resta di
lei, di ciò che appare”, è la pittura che “deve darle il respiro della
durata [...], deve farcela gustare come eterna”.E il pegno per questa
eternità è un’inesausta ricerca. Ha scritto il filosofo francese
Merleau-Ponty: “Se il pittore vuole esprimere il mondo, bisogna che la
disposizione dei colori rechi in sé questo Tutto indivisibile. E’ questo
il motivo per cui Cézanne meditava anche un’ora prima di darla [la
pennellata]: essa deve contenere l’aria, la luce, l’oggetto, il piano, il
disegno e lo stile. L’espressione di quel che esiste è un compito
infinito”.Il filo conduttore della mostra è la vicenda biografica e
artistica del pittore francese, dal periodo iniziale in cui studia i
maestri del Louvre, in particolare i veneti e gli spagnoli, all’incontro
con Pissarro e gli altri impressionisti, fino all’isolamento volontario a
Aix en Provence, per un lavoro metodico, costante, a tratti maniacale ma
sempre sincero sui “motivi” a lui da sempre cari (Nature morte, Ritratti e
Autoritratti, Mont Saint-Victoire, Bagnanti). Con un respiro più ampio,
però.E’ innegabile infatti che, in un’epoca di grandi rivolgimenti e
insicurezze come è stato il passaggio tra ‘800 e ‘900, Cézanne si sia
posto, anche suo malgrado, come un punto fermo, un faro stabile. E’ così
diventato il riferimento di molti, pittori e non, che da lui si recavano o
che si rifacevano alle sue opere, prima e dopo la sua morte, fino ai
giorni nostri.Lungo il percorso espositivo la mostra permetterà di aprire
lo sguardo su quanti, artisti, poeti, romanzieri, critici, filosofi,
contemporanei (a partire da Van Gogh, Gauguin e Gertrude Stein) e non
(Picasso, Matisse, Rilke, per esempio), nel corso degli anni lo hanno
interrogato, hanno guardato, hanno pensato, hanno scritto, senza posa.

L'ingresso alle mostre è gratuito. E' possibile usufruire di visite
guidate gratuite per singole persone e per grupppi.
]]>