Comunicati.net - Comunicati pubblicati - P.O. Elena Gollini Art Blogger Comunicati.net - Comunicati pubblicati - P.O. Elena Gollini Art Blogger Sun, 21 Apr 2019 12:32:41 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/24067/1 Alessio Di Franco parla del reportage dedicato ad Antonio Ligabue Fri, 15 Jun 2018 16:50:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/483166.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/483166.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger In occasione della mostra fotografica personale del talentuoso Alessio Di Franco, in allestimento dal 26 Maggio al 17 Giugno 2018, a Gualtieri (RE), il paese del famoso Antonio Ligabue, abbiamo intervistato il fotografo, attualmente impegnato in un progetto dedicato al rinomato artista.

D: Come nasce l’idea di creare un reportage fotografico dedicato ad Antonio Ligabue?
R: L’idea nasce passeggiando per le vie di Gualtieri e di Guastalla. A partire dal 26 maggio fino al 17 giugno, presso lo spazio artistico “Arte In Bottega 78” di Maurilio Iembo, è allestita la mia mostra fotografica. Ho scelto di dedicare parte della mia permanenza a Gualtieri alla realizzazione di un reportage in onore del grande artista Antonio Ligabue. Si tratterà di una serie di fotografie, che raccontano il rapporto di questo artista con la vita quotidiana del paese ai giorni nostri. Ora, come tutti sanno, si sta lavorando ad un nuovo film dedicato al “Tony” quindi è sembrato curioso ripercorrere il sistema di pubblicità e appunto di relazione con la civiltà odierna. Infine, durante il finissage che si terrà sabato 16 giugno a partire dalle ore 18, sarà presente anche il Professor Giuseppe Caleffi, direttore della Casa-Museo Antonio Ligabue.

D: Come valuti questo artista grande maestro del naif che ha avuto un percorso esistenziale così sofferto e travagliato?
R: Credo che lui non sia solamente un maestro inteso in senso artistico, ma che sia soprattutto un maestro di vita. Ligabue insegna che con convinzione si può arrivare ad essere ciò che si vuole. Mi viene da pensare ai giovani d’oggi che alla prima delusione, alla prima difficoltà, decidono di cambiare strada perché non saranno mai ciò che vogliono. Insomma, forse oggi siamo un po’ una società che vuole tutto o niente. Con la tecnologia e il benessere di vita, siamo abituati ad aver sempre tutto subito e alla portata di mano, tal volta senza nemmeno spostarci dal divano. Antonio Ligabue è questo, un uomo che nella sua fragilità aveva una forza immensa.

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Intervista: l'artista Graziano Ciacchini parla del Tuscania Art Festival Fri, 15 Jun 2018 16:26:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/483164.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/483164.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Il 26 e il 27 Maggio 2018, l'artista Graziano Ciacchini è stato uno dei protagonisti dello storico Tuscania Art Festival, evento di importante valenza, tenutosi a Peccioli, nella splendida cornice delle colline di Pisa. Di seguito l'intervista realizzata in occasione della sua partecipazione all'interno della sezione artistica del festival.

D: Di recente hai partecipato al rinomato Tuscania Art Festival, è stata un’esperienza positiva?
R: Direi molto positiva, sia per il contesto urbano e per la qualità delle esposizioni, sia per la possibilità di partecipare direttamente ad una esperienza fatta di tanti apporti artistici anche molto diversi tra loro. Queste manifestazioni fanno uscire il gesto artistico da contesti più specifici per portarlo in mezzo alle persone, le quali ripagano con la nutrita presenza e con la partecipazione attenta.

D: Come è nata l’occasione di questa tua partecipazione?
R: Lo scorso anno sono andato da spettatore, perché esponevano alcuni amici. Ho scoperto allora che c’era una richiesta da fare ed una selezione da superare. Ho inviato il materiale nel mese di marzo e sono stato selezionato per l’edizione 2018. Con grande gioia da parte mia, aggiungerei.

D: Quali opere hai esposto e in che contesto?
R: Ogni artista selezionato aveva uno spazio definito da sfruttare al meglio. Ho allora pensato di dare spazio ai miei azzurri. Tra le opere esposte mi piace ricordare “La casa della fata” e “Fly”.

D: Come consideri la simbolica sinergia tra arte e musica del Tuscania Art Festival?
R: Considero la sinergia e la contaminazione tra diverse forme espressive qualcosa di assolutamente vincente, sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista emotivo; punto di vista, quest’ultimo che si legge in modo decisamente chiaro sui volti del pubblico che dimostra di apprezzare una lettura a più voci della creazione artistica.

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Graziano Ciacchini tra i protagonisti del prestigioso Tuscania Festival 2018 Wed, 23 May 2018 18:46:56 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/480401.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/480401.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Il pittore Graziano Ciacchini è tra i protagonisti dello storico Tuscania Festival, che si svolge nel weekend di Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 a Peccioli sulle colline di Pisa. L’artista sarà presente in mostra espositiva con le sue intense proiezioni pittoriche, all’interno della sezione “Art” curata dall’organizzatrice Alessandra Ioalè. In questa interessante cornice, Graziano darà il suo pregevole contributo artistico per valorizzare questo evento, che celebra e stimola il connubio tra arte e musica, concepiti come linguaggi universali di condivisione a tutto tondo.

Ciacchini si dimostra ancora una volta artista di versatile pensiero, scegliendo di partecipare a iniziative che rivestono un’importante e incisiva funzione di aggregazione collettiva, supportando il valore sostanziale del fare arte, coniugato al lodevole intento sociale di evidenziarne la forza del prezioso potenziale comunicativo.

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Milano: una città futurista Fri, 11 May 2018 17:51:48 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/479000.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/479000.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Antonio Sant’Elia. L’architetto manifesto del Futurismo. Così lui disegnava le città. Così immaginava il loro skyline. Edifici alti, alti fino al cielo. Strada senza curve, solo linee rette. Incroci, retti. I suoi progetti, all’epoca, rimasero solamente su carta. Come parte dei Futuristi, al tempo non venne considerato moltissimo. Lontani, forse, da ciò che allora era il presente, ma vicini al nostro di presente, il loro Futuro. Dalla pittura, alla letteratura, la fotografia, la scultura, la danza, l’architettura, la musica e perché no, anche la gastronomia, i Futuristi segnarono la cultura italiana. Uno dei movimenti che adoro di più. La Milano di Antonio Sant’Elia.

Abitando in un piccolo paese di provincia, non ebbi mai modo di vedere simili strutture. La prima volta che andai a Milano scattai proprio delle fotografie agli edifici.

È stato curioso vedere come nei paesi di montagna per esempio, si rimanga affascinati dalle linee curve. Non so se mi spiego. Quando penso ad una strada che affianca un monte, quando penso ad un piccolo paese rurale, penso soprattutto ad un design curvo. Le strade sono curve, le montagne stesse sono linee curve. Girando per Milano era tutto così dritto, così pulito, che mi concentrai solo su questo, solo sul design della città. Le strade, sono dritte. Ci sono tanti incroci, ma sono sempre linee dritte. 

La linea curva, dinamica e voluminosa che incontra la linea retta perfetta e pulita. L’incontro tra due epoche, l’incontro tra l’arte Rinascimentale, la Venere di Botticelli, con l’arte cubista di Picasso e il neoplasticismo di Mondrian. Kandinsky con l’arte astratta metteva insieme queste due linee, la retta e la curva. Due indici di BELLEZZA, forse una mescolanza tra la BELLEZZA ideologica in due tempi differenti.

La perfezione della linea retta e il volume della linea curva si mescolano insieme tra i palazzi che disegnano lo skyline della moderna città di Milano. 

Le linee tracciano i contorni della BELLEZZA. Entrambe esprimono emozioni, a volte contrastanti, ma che producono BELLEZZA. Dalla morbidezza della Venere di Botticelli alla dura Donna che Piange di Picasso, al Nudo Scende Le Scale di Duchamp, gli artisti hanno sempre cercato di trasmettere una BELLEZZA che fosse di forma diversa.

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Uno sguardo sull'arte di Graziano Ciacchini: intervista al pittore poeta Fri, 11 May 2018 17:50:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478999.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478999.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Dopo la mostra personale “In un niente ch'è tutto” tenutasi a Lucca, abbiamo intervistato il poeta e pittore Graziano Ciacchini, per scoprire un po' di più sulla sua visione artistica e poetica.

 

D: Hai iniziato il tuo percorso nel variegato mondo della poesia: come vedi il parallelismo tra poesia e arte?R: Come ho già avuto modo di dire, il mio punto di osservazione è quello di un pittore e di un poeta che non ha mai sperimentato circuiti importanti. Il primo parallelismo, purtroppo negativo, che appare nitido, almeno al mio livello, è quello di un mondo semi sommerso dove per gli addetti ai lavori, spesso improvvisati, le priorità sono quelle di proporre iniziative a pagamento, per lo più fini a se stesse. Conservo decine di lettere di pseudo editori che avendo scoperto in me il nuovo D’Annunzio, mi proponevano pubblicazioni a pagamento, senza nessuna forma di promozione, senza nessuna forma di distribuzione. Nel campo della pittura, la musica non cambia. Il parallelismo che più mi piace raccontare, è invece quello legato al grande fermento che c’è, specialmente tra i giovani, aiutati spesso da spazi che magari non avranno i crismi della galleria o del circolo letterario, ma che permettono di esporre o di esprimersi. Poesia, pittura, l’arte in generale sono cosa viva ed in salute.

 

D: Quanto ha influito nel percorso pittorico l’essere anche poeta;
R: Nel mio caso la pittura e la poesia sono due manifestazioni diverse dello stessa ispirazione, dello stesso pensiero, della stessa istanza di dover comunicare quello che ho dentro, per riuscire, se non altro, a placare domande altrimenti prive di risposta. Molte delle tele potrebbero essere raccontate in versi e viceversa. È solo una questione di diversa espressione formale. Ho in cantiere un progetto di contaminazione in tal senso, un progetto che unisca versi ed immagini.

 

D: Se dovessi definire la tua vena poetica, come ti valuti e come valuti in generale il comparto poetico attuale?
R: Ho pensato un attimo se inserire i miei versi dentro qualche schema, magari facendo riferimento, indegnamente, a grandi poeti. In realtà mi sento un randagio dei pensieri, pensieri che spesso manifestano mondi possibili o mondi reali, pensieri che aiutano a liberarsi, ad aprire varchi nei quali sia possibile scorgere l’essenza od almeno illudersi di farlo. Quanto al momento attuale, credo che la poesia sia un po’ come il cinema italiano. La si dà per morta da decenni mentre in realtà, secondo me, vive e gode di buona salute. Le librerie continuano a proporla, segno di un mercato che sicuramente non di massa, continua comunque ad esistere. Si parla e si fa poesia in molte sedi, si moltiplicano le contaminazioni con altre forme d’espressione artistica,  Il tanto bistrattato web ed i tanto bistrattati social hanno fatto incontrare persone le quali, sia come fruitori che come scrittori, vivacchiavano solitari e questo ha fatto nascere molte iniziative: incontri, dibattiti, reading ed anche riviste letterarie. In sintesi dire che (per fortuna) le cose belle non muoiono mai!

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Graziano Ciacchini poeta pittore di profonda ispirazione Fri, 11 May 2018 17:49:42 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478998.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478998.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Il pittore Graziano Ciacchini, artista contemporaneo di grande talento creativo, è anche un sensibile poeta moderno. Ha ottenuto positivi traguardi e apprezzamenti nel campo poetico e conserva anche nello stile pittorico una soavità raffinata e un'aggraziata eleganza tipiche del suo linguaggio aulico. Queste due componenti sono molto armoniose all'interno delle composizioni e accentuano l'afflato emozionale e lo stimolo emotivo da parte del fruitore.

Ciacchini con sapiente abilità calibra e dosa nello scenario narrativo rimandi e richiami di portata lirica e costruisce scenari con sequenze percettive articolate su più piani, proprio per consentire una compartecipazione piena. La poesia del cuore e del sentimento, che lo guida nel gesto creativo, è un plus valore aggiunto alla portata d'insieme. Ciacchini riesce dunque a mostrare al meglio nella pittura quel suo pregevole lato poetico, che diventa una connotazione caratterizzante e distintiva della sua corposa produzione, infondendo una speciale e inconfondibile magia di contorno che pervade e avvolge con suadente intreccio.

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La fotografia d'autore di Alessio Di Franco in mostra ad "Arte in Bottega78" Fri, 04 May 2018 20:40:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478144.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/478144.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d'autore presso lo spazio artistico culturale di "Arte in Bottega78" situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L'esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell'evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di "Arte in Bottega78".

 

La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l'utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.

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Intervista al fotografo Alessio Di Franco: arte e artisti, passato e presente Fri, 13 Apr 2018 19:23:47 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/476216.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/476216.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger In quest'intervista, abbiamo chiesto al noto fotografo Alessio Di Franco di darci la sua opinione riguardo l'attuale circuito artistico e culturale, sia a livello gestionale che organizzativo, e relativamente ai rapporti e alle relazioni tra gli artisti, facendo un confronto tra passato e presente.

 

Alessio Di Franco afferma: “Riprendendo il discorso dall’articolo scritto in precedenza sotto forma di riflessione del mondo dell’arte al giorno d’oggi, un aspetto che secondo me manca è la comunicazione e l’unione tra artisti. Facendo un confronto col passato, oggi ci sono meno punti di incontro fisici, punti d’incontro che a loro volta erano luoghi comuni, come ad esempio i bar, dove gli artisti si incontravano liberamente, mescolandosi alla società e dove ogni giorno poteva esserci una nuova scoperta. Questo contatto portava alla creazione di nuovi gruppi, di nuove filosofie di pensiero, si creavano i movimenti che comprendevano a loro volta più arti differenti e quindi si aveva un maggiore impatto sulla società. Si passava dalla pittura, alla scultura, alla danza, al teatro, alla musica, alla letteratura, alla fotografia, tutti avevano la stessa filosofia e lo stesso messaggio da comunicare con arti appunto differenti. Oggi sicuramente l’arte è molto eterogenea, il che secondo me è positivo, però allo stesso tempo dal mio punto di vista sta aumentando l’individualismo. Oggi diciamo che i gruppi si formano maggiormente sul web. C’è chi sostiene che il web aiuti molto a legare la società, anche dal punto di vista artistico. Io sostengo che sul web non si possano creare le stesse situazioni che si creano invece in un contatto diretto tra persone, nel web si è alla fine sempre chiusi in se stessi. Poi oggi c’è da considerare che la società funziona in questo modo, ora mai se non c’è di messo un elemento elettronico tra due persone i rapporti non posso funzionare, anzi moltissimi nascono appunto attraverso questi mezzi. Diciamo che secondo me oggi si creano dei gruppi di artisti, però sostanzialmente alla fine sono gruppi individualisti, è un controsenso, ma per me è così. Sarà che a me manca il rapporto tra persone, ovviamente il mio pensiero nasce soprattutto da questo, sento sempre il bisogno di confrontarmi realmente con qualcuno, di creare quella situazione di circolo delle idee dove poi nascono anche dibattiti a volte e si parla per ore fino a trovare una soluzione. Oggi è sempre molto più difficile che questo accada, non solo in contesto artistico ma anche nella società di tutti i giorni. Quindi, alla domanda cosa vorrei cambiare o migliorare, penso che parlare di miglioramento sia da parte mia scorretto, non posso dire cosa sia giusto o sbagliato, penso che in questo campo nessuno sia in grado di dirlo, però posso parlare di ciò che vedo e ciò che sento che mi manca, quindi appunto il rapporto tra le persone che è stato rimpiazzato da un oggetto. Aggiungo e concludo, è vero anche che l’arte è lo specchio della società”.

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INTERVISTA A GRAZIANO CIACCHINI: LE SUE OPERE IN MOSTRA A LUCCA Wed, 11 Apr 2018 16:01:09 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475907.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475907.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Dal 31 Marzo, a Lucca, presso il Bar Caffetteria Millennium è in allestimento la personale In un niente ch'è tutto di Graziano Ciacchini. Di seguito l'intervista realizzata all'artista, in occasione di questa suggestiva mostra, che sarà visitabile fino al 28 Aprile 2018.


D: Come nasce l’occasione di questa tua mostra a Lucca? Perché la scelta di questa location?

R: La scelta della location, la devo all’amico Andrea Lazzerini, persona appassionata d’arte e molto competente in materia che conosce a fondo, oltre che la realtà artistica, tutta quella locale. Andrea mi ha proposto di esporre in questo luogo nel centro di Lucca, luogo con il quale mi sono sentito immediatamente in sintonia. Sono molto contento di esporre in una città così bella ed importante, nella quale non avevo mai esposto. La sala è molto carina ed ha un’ottima visibilità anche dall’esterno.

 

D: Il titolo della mostra, da cosa è stato ispirato?

R: Il titolo della mostra è ispirato al verso di una mia poesia, dal titolo “Pensiero” scritta tanti anni fa e pubblicata in una mia raccolta di poesie e lavori pittorici, dal titolo “In ombra” (Pacini editore 2003):

 

Onde

come fossi voce.

Oltre il cielo

oltre il buio

Aldilà.

Fuori dal tempo

In un niente ch’è tutto

Piccolo io

T’intuisco.”



Il tema, e lo dico da non esperto ma da appassionato attratto da tale filosofia, è quello del rapportarsi, dal punto di vista personale, al concetto di inconscio collettivo coniato da Jung.

 

D: Quante e quali opere hai esposto? Seguono una o più tematiche di riferimento?

R: Al Millennium espongo dodici opere, realizzate tra il 2013 ed il 2017. Non c’è un argomento specifico, un tema del momento a legare le opere, se non la tematica ampia, addirittura universale, dell’inconscio collettivo, ricordata nella risposta precedente, tematica alla quale negli ultimi anni, o forse da sempre, attingo. La dinamica del fare è quella di sentire o di vedere immagini che richiamano concetti vissuti, forse sogni o forse dimensioni comuni senza tempo o collocazione che poi, quale immeritevole recettore, trasformo in immagini o in versi. Per questo i miei lavori, quelli esposti, ma anche gli altri, sono, secondo me legati da un sottile, forse misterioso a volte, anche a me stesso, filo conduttore.

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IL FOTOGRAFO ALESSIO DI FRANCO PARLA DEL MONDO DELL'ARTE Sat, 07 Apr 2018 12:14:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475517.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475517.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger È certamente una visione a largo raggio quella espressa dal fotografo Alessio Di Franco in merito al mondo dell'Arte nella sua attuale condizione così versatile e poliedrica. Alessio spiega con grande sensibilità intuitiva come rispetto al passato sono cambiate radicalmente le prospettive di approccio e di relazione tra gli artisti, a scapito di tutto il meccanismo generale di incontro, di scambio e di confronto che in passato reggeva e sosteneva tutta il circuito. In particolare, Alessio con acuta percezione, rimarca come gli ambienti frequentati un tempo dagli artisti erano luoghi di rifugio dove trovare amici e colleghi fidati e dove instaurare legami solidi e duraturi, fatti di sincera solidarietà e autentico spirito collaborativo. Inoltre, gli artisti potevano avere anche il supporto di personalità autorevoli che in forma di generoso mecenatismo li aiutavano e li indirizzano nelle scelte e negli orientamenti. In passato l'arte era davvero un filo conduttore portante e un ponte di trade union potentissimo, con il quale crescere ed evolversi non solo a livello intellettuale e culturale, ma anche a livello etico e umano.

 

Oggi, come evidenzia Alessio, si assiste ad un globale distacco tra gli artisti, ad una disgregazione del senso di unità e di appartenenza. L'artista, chiuso nel proprio egocentrico individualismo, non è più coinvolto emotivamente dai rapporti con gli altri artisti e anzi si dimostra un negativo e ingiustificato atteggiamento di competizione e di invidia. Bisognerebbe riscoprire i sani valori relazionali di una volta e ripristinare i contesti giusti, quelli dove ogni artista può sentirsi libero di esprimersi dialogando apertamente con i colleghi e trovando il calore di un sentimento di solidarietà pura e leale. Queste riflessioni così sagge e lungimiranti espresse da un giovane e promettente artista come è Alessio, mettono in luce come in una società dove regnano sovrane la superficialità e l'indifferenza, sarebbero davvero delle oasi speciali quelle dove l'arte è sinonimo di coesione e compartecipazione incondizionata e darebbero un ottimo esempio a livello sociale e collettivo.

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MOSTRA PERSONALE DI GRAZIANO CIACCHINI A LUCCA Sat, 07 Apr 2018 10:44:21 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475513.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/475513.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger L'artista toscano Graziano Ciacchini è attualmente in mostra personale presso il Bar Caffetteria Millenium a Lucca, in Via Santa Croce 90. L'esposizione pittorica dal titolo emblematico "In un niente ch'è tutto" è visitabile ad ingresso libero ed è stata inaugurata il 31 Marzo. Resterà allestita in loco fino al 28 Aprile 2018.

La poetica creativa di Graziano si sviluppa su articolati canali espressivi, che partendo dalla dimensione del reale e dalla componente figurativa, si snodano e si evolvono supportati da una fervida fantasia immaginifica e attingono anche dall'elemento fantastico e da quello onirico del sogno. Le immagini restano sospese tra reale e irreale in un'atmosfera senza tempo. Graziano non lascia mai niente alla casuale improvvisazione e progetta con grande cura e dovizia ogni dettaglio e particolare scenico, per ottenere una resa ottimale. Lascia trasparire ed emergere la sua intensa passione nel fare arte e il profondo trasporto emozionale e sentimentale. Non cade mai in ridondanze banali e scontate, ma cerca e trova sempre nuove alchimie narrative, stimolando lo spettatore ad entrare in contatto attivo e diretto con le rappresentazioni e a trovare una propria personale chiave di lettura interpretativa. Nel complesso e variegato panorama contemporaneo, Graziano apporta un significativo contributo e testimonia una motivazione artistica solida e radicata, che alimenta di continuo con incalzante impegno e dedizione. È senza dubbio un artista completo e di indiscussa competenza ideativa ed esecutiva.

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ALESSIO DI FRANCO: IL FOTOGRAFO DELLA BELLEZZA Sat, 24 Feb 2018 15:47:49 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/471018.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/471018.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger Alessio Di Franco, talentuoso e intraprendente fotografo,evidenzia attraverso i suoi stimolanti scatti d'autore, il concetto sfaccettato e articolato di Bellezza artistica e architettonica, catturando con l'obiettivo immagini speciali di città e luoghi caratteristici che visita, con curioso spirito di perlustrazione. È un modo per valorizzare e rafforzare la portata di questi contesti e coglierne appieno la potente suggestione visionaria.

"La Bellezza salverà il mondo" proclamava l'esimio maestro Fiodor Dostoevskij concependola come nuova spiritualità della gioia di vivere. Rendendosi portavoce di queste profonde riflessioni esistenziali, Alessio con le sue foto artistiche riporta e riproduce una forma di Bellezza naturale e spontanea, una Bellezza pura e semplice, una Bellezza che ciascuno a suo modo deve imparare a recepire a tutto campo e a tutelare e custodire come inestimabile patrimonio dell'umanità. Ecco dunque che accanto all'intento artistico emerge e si profila la finalità sociale, con messaggi importanti da diffondere e propagare attraverso la sua pregevole produzione fotografica.

 


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BELLEZZA - di Alessio Di Franco Thu, 15 Feb 2018 13:14:51 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/469851.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/469851.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger ARTICOLO COMPLETO SU www.elenagolliniartblogger.com

 

Partiamo con due domande, cos’è per me la fotografia? Quand’è che mi sento di scattare una fotografia?

Per me la fotografia è pura emozione, ogni immagine racconta un luogo, una persona, un gesto attraverso le emozioni che provo. Tante volte quando fotografo mi piace ascoltare della musica. Solitamente musica classica oppure musica contemporanea minimalista. Quando ascolto la musica questa riesce a contemplare lo sguardo, a volte è la musica che comanda ciò che devo scattare, in base al tema musicale cerco un’immagine che lo racchiuda.

Un viaggio in particolare dove ho potuto seguire le emozioni delle persone attraverso i luoghi è stato a novembre quando andai in tre città: Siena, Pisa e Firenze.

Durante questa esperienza ho messo in relazione gli aspetti emotivi delle tre città in base a ciò che vedevo nelle persone, nei loro comportamenti e soprattutto in ciò che io personalmente provavo.

Siena. Ormai quando penso a questa città mi viene in mente subito la prima scena che vidi tra i suoi vicoli medievali; varco le mura di Siena ed entro nel centro storico, profumi ovunque, in ogni dove c’è un’osteria, una salumeria, un panificio, un’enoteca, insomma si è letteralmente presi dall’atmosfera. Bellissimo.

Dopo aver percorso la via principale arrivo nei pressi di Piazza del Campo e sento una voce che canta, una voce leggera, sottile, una voce lenta e fiacca, la potete immaginare poi voi guardando la fotografia. Questa voce lenta canta “La Vita è Bella”.

Camminate ancora un po' insieme a lui per le vie, camminate lentamente e mentre camminate immaginate di fermarvi insieme perché qualcosa vi ha colpito, volete andare a vedere, vi intrufolate tra la gente.

 

Qui l’immagine è cambiata, ora siete in mezzo alla gente, cantate per loro, gli ricordate che “La Vita è Bella”. Prima di essere fotografia era “immagine”, per me rispecchia molto la città, ricca di storia, di tradizioni, quando mi trovai in questo pensai, sì, è quello che cercavo.

Pisa: L’arrivo per la via centrale a Piazza Dei Miracoli è qualcosa di unico, o meglio c’è qualcosa che le somiglia. Vista da lontano la piazza mi ricordava molto l’immagine delle navi da crociera a Venezia, questi colossi che arrivano al porto, avevo questo vago ricordo. Vista da lontano la Piazza sembra tutta “attaccata”, poi si innalza tutto così dal nulla, sei in centro al paese e ti ritrovi davanti questa “Bellezza”.

Firenze: Indubbiamente la città che suscita più emozioni, arrivati in cima a Piazzale Michelangelo ho visto molte persone piangere vedendo la città dall’alto. È una città che io ho immaginato tanto, fin da piccolo quando vedevo Firenze in Televisione rimanevo pietrificato, la Maestosità della Cupola Del Brunelleschi, unica al mondo. Io a Firenze ho creduto molto sul fatto che la “Bellezza” fosse contaminata tanto dall’immaginazione. Il percorso per arrivare in cima al Piazzale Michelangelo è abbastanza “faticoso” diciamo. La parte finale è una scalinata ripida, con lunghi gradini, in mezzo alla scalinata si vede gente che si ferma a riposare un attimo, a riprendere fiato. Durante il percorso però la città non si vede, quindi non ti rimane che immaginare ciò che accadrà una volta arrivato in cima, ciò che vedrai. Il cammino è lento, hai tutto il tempo per crearti quell’immagine che vorresti vedere, pensi a ciò che hai visto fino ad ora, ciò che hai visto in televisione, su internet e intanto cammini.

Poi arrivi.

Arrivi in cima e la gente si emoziona, arrivi in cima e senti una guida toscana che dice con entusiasmo ad una ragazza del Nord Europa: Anvedi Firenze quant’è bella.

Per me Firenze rimane una città con un fascino, se si può dire, “Sacro”. Penso che il potere di far emozionare le persone alla sua vista sia qualcosa di veramente raro, quasi come fosse una Credenza. Per questo credo fortemente che la “Bellezza” sia collegata con l’immaginazione. Quando vediamo qualcosa che immaginiamo da tanto, che vogliamo vedere da tanto e quando siamo lì e questo è ciò che noi ci eravamo disegnati, per me questa emozione genere “Bellezza”.

Per me fotografare la “Bellezza” non vuol dire solo necessariamente fotografare ciò che è “banalmente” Bello. Per me la “Bellezza” sta anche nelle cose così dire “Brutte”. Forse per me la “Bellezza” è ciò che immagino di vedere e di trovare in un luogo, in una persona, in un oggetto. La “Bellezza” è scoprire il paragone tra realtà ed immaginazione, se la realtà coincide con l’immaginazione, allora avrò ciò che cercavo e questa sensazione è per me ciò che rappresenta il “Bello”.

Mettiamo in pratica questo concetto prendendo alcune fotografie che ho scattato nel mio ultimo viaggio. Vediamo come qualcosa di “Brutto” possa essere ugualmente affascinante, se non di più, del “Bello”.

 

PRAGA 10 E LA VECCHIA CITTÀ DI ŽIžKOV

Sono atterrato due giorni fa da Praga, città fantastica, piena di storia e di ricchezze. Praga oggi è suddivisa dal 2001 in 22 distretti amministrativi. Fino al 1990 i distretti erano solo 10, però nel linguaggio turistico i distretti rimangono tutt’ora 10, questo per semplificare la suddivisione delle zone.

I primi tre giorni girai soprattutto nel distretto N°1, la zona di Praga più conosciuta dai turisti: il castello, la cattedrale di San Vito, i quartieri di Staré Mêsto (Città vecchia), Nové Mêsto (Città Nuova), Malà Strana (Piccolo quartiere), Josefov (Il quartiere ebraico dove si trova la prima Sinagoga Spagnola). Questa è la zona conosciuta anche come Zlatà Praha, la Praga D’Oro. La città prende questo nome dopo che l’imperatore Carlo IV, a circa metà del XIV secolo, fece mettere su ogni monumento ed edificio della città un elemento placcato in oro. Questo perché la maggior parte dei monumenti di cui Praga è composta sono stati fatti con una pietra locale di colore verde/nerastro quindi non vi erano alcune esaltazioni. Oggi Praga 1 è dorata per via delle sue luci che regalano lo scenario perfetto che l’imperatore Carlo IV tanto desiderava.

 

Ma non io. Dopo tre giorni facevo ancora fatica a capire questa città, non la percepivo, volevo altro, volevo una Praga che raccontasse i praghesi, non che raccontasse Carlo IV, cercavo una Praga abitata e vissuta dai praghesi, non una Praga turistica.

Allora nei giorni seguenti mi spostai, uscii dal centro e andai verso la periferia, andai nel distretto n°10 della città.

Qui trovai la “Bellezza”.

 

Qui si può ammirare l’architettura “Spoglia” senza dettagli in Oro, senza lusingherie, troviamo un paesaggio neutro e una varietà di architettura che caratterizzano questo paese. Da palazzi in stile rinascimentale a palazzine degli anni ’70-80, all’architettura cubista. Qui mi sono sentito più a mio agio, ero letteralmente affascinato dal paesaggio e dalla storia di questo luogo. Qui si trova anche il quartiere di Vrsovice, quello degli espatriati, il quartiere meno costoso della città.

Questo distretto è stato istituito nel 1990 ed oggi conta circa 100000 abitanti. Questa Praga la sento più vicina, più rispettosa a ciò che era la mia immagine, nonostante fossi sempre stato abituato a vedere e sentir parlare di Praga 1, come tutti d’altronde.

 

Il giorno dopo mi spostai ancora e andai in un’altra zona dove la storia dei praghesi è ancora presente sempre sotto forma soprattutto di architettura. Fino al 1922 Žižkov fu una città indipendente, ora rientra principalmente nel distretto n°3 e parte nel N°10.

Da metà ‘900 fino a circa metà anni ’90 la zona era per lo più abitata da lavoratori e operai, qui nacque il centro del comunismo sovietico.

Quella che vediamo sullo sfondo è la Torre della Televisione fatta costruire negli anni ’80 dai comunisti. Oggi è il simbolo della zona ed è visibile da tutta la città con i suoi ben 216 mt di altezza. Di notte l’estremità si illumina con i colori della bandiera della Repubblica Ceca. Oggi è anche sede di un ristorante e dell’hotel più esclusivo del mondo, pensate ha solamente una camera da letto.

Parecchie strutture abbandonate e distrutte oggi sono utilizzate come parcheggi a pagamento di autoveicoli oppure vi vengono costruiti dentro degli uffici o deposito merce.

 

 

Ecco la “Bellezza” di Praga, ed ecco cosa secondo me è la “Bellezza”.

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BELLEZZA - di Alessio Di Franco Thu, 15 Feb 2018 13:13:25 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/469850.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/469850.html P.O. Elena Gollini Art Blogger P.O. Elena Gollini Art Blogger ARTICOLO COMPLETO SU www.elenagolliniartblogger.com

Partiamo con due domande, cos’è per me la fotografia? Quand’è che mi sento di scattare una fotografia?

Per me la fotografia è pura emozione, ogni immagine racconta un luogo, una persona, un gesto attraverso le emozioni che provo. Tante volte quando fotografo mi piace ascoltare della musica. Solitamente musica classica oppure musica contemporanea minimalista. Quando ascolto la musica questa riesce a contemplare lo sguardo, a volte è la musica che comanda ciò che devo scattare, in base al tema musicale cerco un’immagine che lo racchiuda.

Un viaggio in particolare dove ho potuto seguire le emozioni delle persone attraverso i luoghi è stato a novembre quando andai in tre città: Siena, Pisa e Firenze.

Durante questa esperienza ho messo in relazione gli aspetti emotivi delle tre città in base a ciò che vedevo nelle persone, nei loro comportamenti e soprattutto in ciò che io personalmente provavo.

Siena. Ormai quando penso a questa città mi viene in mente subito la prima scena che vidi tra i suoi vicoli medievali; varco le mura di Siena ed entro nel centro storico, profumi ovunque, in ogni dove c’è un’osteria, una salumeria, un panificio, un’enoteca, insomma si è letteralmente presi dall’atmosfera. Bellissimo.

Dopo aver percorso la via principale arrivo nei pressi di Piazza del Campo e sento una voce che canta, una voce leggera, sottile, una voce lenta e fiacca, la potete immaginare poi voi guardando la fotografia. Questa voce lenta canta “La Vita è Bella”.

Camminate ancora un po' insieme a lui per le vie, camminate lentamente e mentre camminate immaginate di fermarvi insieme perché qualcosa vi ha colpito, volete andare a vedere, vi intrufolate tra la gente. [...]

Pisa: L’arrivo per la via centrale a Piazza Dei Miracoli è qualcosa di unico, o meglio c’è qualcosa che le somiglia. Vista da lontano la piazza mi ricordava molto l’immagine delle navi da crociera a Venezia, questi colossi che arrivano al porto, avevo questo vago ricordo. Vista da lontano la Piazza sembra tutta “attaccata”, poi si innalza tutto così dal nulla, sei in centro al paese e ti ritrovi davanti questa “Bellezza”.

Firenze: Indubbiamente la città che suscita più emozioni, arrivati in cima a Piazzale Michelangelo ho visto molte persone piangere vedendo la città dall’alto. È una città che io ho immaginato tanto, fin da piccolo quando vedevo Firenze in Televisione rimanevo pietrificato, la Maestosità della Cupola Del Brunelleschi, unica al mondo. Io a Firenze ho creduto molto sul fatto che la “Bellezza” fosse contaminata tanto dall’immaginazione. Il percorso per arrivare in cima al Piazzale Michelangelo è abbastanza “faticoso” diciamo. La parte finale è una scalinata ripida, con lunghi gradini, in mezzo alla scalinata si vede gente che si ferma a riposare un attimo, a riprendere fiato. Durante il percorso però la città non si vede, quindi non ti rimane che immaginare ciò che accadrà una volta arrivato in cima, ciò che vedrai. Il cammino è lento, hai tutto il tempo per crearti quell’immagine che vorresti vedere, pensi a ciò che hai visto fino ad ora, ciò che hai visto in televisione, su internet e intanto cammini.

Poi arrivi.

Arrivi in cima e la gente si emoziona, arrivi in cima e senti una guida toscana che dice con entusiasmo ad una ragazza del Nord Europa: Anvedi Firenze quant’è bella.

Per me Firenze rimane una città con un fascino, se si può dire, “Sacro”. Penso che il potere di far emozionare le persone alla sua vista sia qualcosa di veramente raro, quasi come fosse una Credenza. Per questo credo fortemente che la “Bellezza” sia collegata con l’immaginazione. Quando vediamo qualcosa che immaginiamo da tanto, che vogliamo vedere da tanto e quando siamo lì e questo è ciò che noi ci eravamo disegnati, per me questa emozione genere “Bellezza”.

Per me fotografare la “Bellezza” non vuol dire solo necessariamente fotografare ciò che è “banalmente” Bello. Per me la “Bellezza” sta anche nelle cose così dire “Brutte”. Forse per me la “Bellezza” è ciò che immagino di vedere e di trovare in un luogo, in una persona, in un oggetto. La “Bellezza” è scoprire il paragone tra realtà ed immaginazione, se la realtà coincide con l’immaginazione, allora avrò ciò che cercavo e questa sensazione è per me ciò che rappresenta il “Bello”.

Mettiamo in pratica questo concetto prendendo alcune fotografie che ho scattato nel mio ultimo viaggio. Vediamo come qualcosa di “Brutto” possa essere ugualmente affascinante, se non di più, del “Bello”.

 

PRAGA 10 E LA VECCHIA CITTÀ DI ŽIžKOV

Sono atterrato due giorni fa da Praga, città fantastica, piena di storia e di ricchezze. Praga oggi è suddivisa dal 2001 in 22 distretti amministrativi. Fino al 1990 i distretti erano solo 10, però nel linguaggio turistico i distretti rimangono tutt’ora 10, questo per semplificare la suddivisione delle zone.

I primi tre giorni girai soprattutto nel distretto N°1, la zona di Praga più conosciuta dai turisti: il castello, la cattedrale di San Vito, i quartieri di Staré Mêsto (Città vecchia), Nové Mêsto (Città Nuova), Malà Strana (Piccolo quartiere), Josefov (Il quartiere ebraico dove si trova la prima Sinagoga Spagnola). Questa è la zona conosciuta anche come Zlatà Praha, la Praga D’Oro. La città prende questo nome dopo che l’imperatore Carlo IV, a circa metà del XIV secolo, fece mettere su ogni monumento ed edificio della città un elemento placcato in oro. Questo perché la maggior parte dei monumenti di cui Praga è composta sono stati fatti con una pietra locale di colore verde/nerastro quindi non vi erano alcune esaltazioni. Oggi Praga 1 è dorata per via delle sue luci che regalano lo scenario perfetto che l’imperatore Carlo IV tanto desiderava.

 

Ma non io. Dopo tre giorni facevo ancora fatica a capire questa città, non la percepivo, volevo altro, volevo una Praga che raccontasse i praghesi, non che raccontasse Carlo IV, cercavo una Praga abitata e vissuta dai praghesi, non una Praga turistica.

Allora nei giorni seguenti mi spostai, uscii dal centro e andai verso la periferia, andai nel distretto n°10 della città.

Qui trovai la “Bellezza”.

 

Qui si può ammirare l’architettura “Spoglia” senza dettagli in Oro, senza lusingherie, troviamo un paesaggio neutro e una varietà di architettura che caratterizzano questo paese. Da palazzi in stile rinascimentale a palazzine degli anni ’70-80, all’architettura cubista. Qui mi sono sentito più a mio agio, ero letteralmente affascinato dal paesaggio e dalla storia di questo luogo. Qui si trova anche il quartiere di Vrsovice, quello degli espatriati, il quartiere meno costoso della città.

Questo distretto è stato istituito nel 1990 ed oggi conta circa 100000 abitanti. Questa Praga la sento più vicina, più rispettosa a ciò che era la mia immagine, nonostante fossi sempre stato abituato a vedere e sentir parlare di Praga 1, come tutti d’altronde.

Il giorno dopo mi spostai ancora e andai in un’altra zona dove la storia dei praghesi è ancora presente sempre sotto forma soprattutto di architettura. Fino al 1922 Žižkov fu una città indipendente, ora rientra principalmente nel distretto n°3 e parte nel N°10.

Da metà ‘900 fino a circa metà anni ’90 la zona era per lo più abitata da lavoratori e operai, qui nacque il centro del comunismo sovietico.

Quella che vediamo sullo sfondo è la Torre della Televisione fatta costruire negli anni ’80 dai comunisti. Oggi è il simbolo della zona ed è visibile da tutta la città con i suoi ben 216 mt di altezza. Di notte l’estremità si illumina con i colori della bandiera della Repubblica Ceca. Oggi è anche sede di un ristorante e dell’hotel più esclusivo del mondo, pensate ha solamente una camera da letto.

Parecchie strutture abbandonate e distrutte oggi sono utilizzate come parcheggi a pagamento di autoveicoli oppure vi vengono costruiti dentro degli uffici o deposito merce.

Ecco la “Bellezza” di Praga, ed ecco cosa secondo me è la “Bellezza”.

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