Comunicati.net - Comunicati pubblicati - De Angelis Press Comunicati.net - Comunicati pubblicati - De Angelis Press Mon, 14 Oct 2019 02:52:18 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/23583/1 Pio Tarantini "Nell'interno" Thu, 10 Oct 2019 13:01:08 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/602477.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/602477.html De Angelis Press De Angelis Press Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 46, Milano

29 ottobre – 26 novembre 2019

Ingresso libero

 

Opening: martedì 29 ottobre dalle 18.30

 

Orari di apertura

da lunedì a venerdì 15.00-19.00

sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

Informazioni al pubblico | info@redlabgallery.com

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1GgcSht2o5QWblcvIc3HRNZYtkMGN89KT

 

La casa come specchio della cultura di chi la abita, della sua interiorità, del suo sentire, ma al contempo luogo di intense pulsioni, di incontri amicali e di affetti, del prendersi cura di sé e di chi si ama.

 

Red Lab Gallery/Miele di via Solari 46 a Milano inaugura la nuova stagione espositiva in uno spazio completamente rinnovato con la mostra dell’autore salentino Pio Tarantini, Nellinterno.

L’esposizione, a cura di Gigliola Foschi, apre il ciclo espositivo “Habitami” e pone l’accento sul concetto dell’abitare, dove l’uomo da sempre si definisce e si racconta.

Pio Tarantini, fotografo pensatore raffinato e sapiente, presenta una decina di opere fra cui alcuni polittici, svelando sin dal titolo il suo personale racconto romantico sul senso del nostro esistere tra le cose, tra l’interno dello spazio abitativo e l’interiorità di chi lo vive e lo anima con la sua presenza.

Intento che si palesa mettendo “in collisione” costante lo spazio e le figure/immagini che vi si muovono fra reale e immaginario: quasi un’espediente, o un incantesimo, da parte dell’autore per ricordare che l’abitare porta con sé costantemente frammenti di memoria, fili invisibili che anche nel fluire del tempo mantengono vive esistenze, ricordi, verità.

 

Gigliola Foschi: “Lontano da una logica puramente descrittiva l’autore trasforma le sue opere in un racconto poetico attraversato da una “rêverie” malinconica e vibrante. La realtà su cui egli posa lo sguardo si anima creando una tensione tra la precisione cristallina degli interni da lui raffigurati e l’emergere e lo svanire di figure femminili rese fluide, inquiete e sfuggenti grazie a un “mosso” che pare dotarle di un’intensità interna e misteriosa”.

 

Dissolvenze che permettono alle immagini di espandersi tra spazio e tempo, per racconti che sembrano rimanere costantemente in sospensione: una donna quasi evanescente appare fugace davanti a una vecchia casa con il tradizionale intonaco rosso del Salento, mentre altre, conturbanti e sensuali, ma sempre visivamente sfuggenti, ci contemplano davanti ad antiche specchiere che ricordano quelle dei boudoir, sostano davanti a un comò aperto, a un letto di ferro battuto come quelli che si usavano un tempo nelle case per bene del Salento. 

 

“Nel contrasto tra il mutamento e ciò che sembra eterno” - racconta Tarantini - “si trova la sostanza di queste apparizioni. Sembrano durare un secondo e invece rimangono lì, intrappolate per sempre”.

 

Allusive, frammentarie, dilatate, simili a cenni aperti verso altri possibili racconti interiori, nell’operato di Tarantini le immagini vengono trattate con estrema cura e sensibilità, s’inoltrano in un tempo dilatato, capace di estendersi inquieto dal passato al futuro. Esse ci rivelano come la realtà non sia solo uno scenario nel quale ben apparire, ma sia anche composto di oscurità, di storie profonde e inconoscibili, latenze e fugacità.

 

I racconti fotografici di Pio Tarantini verranno affiancati dalle suggestive installazioni luminose di Nino Alfieri come la scultura “Light Sphere” dove “Nell’interno” la luce satura dei led si trasforma visivamente in un cosmo.

Durante il vernissage l’artista, che da anni ormai si dedica alla realizzazione di opere fondate sullo studio della riflessione della luce e della fluorescenza, coinvolgerà lo spettatore in una esperienza sensoriale totale denominata “Matrix Forms”, avvalendosi dell’esperienza artistica del fotografo Antonio Delluzio.

 

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Red Lab Gallery/Miele è un laboratorio di sperimentazione, pensato per promuovere innanzitutto la cultura delle immagini ma aperto a contaminazioni e narrazioni di diverso tipo. Un luogo dove vengono individuati nuovi modi di esporre, raccontare, far vivere l'arte visiva, intesa come partecipazione interattiva e bidirezionale. Tante le mostre, i workshop, i talk che confluiscono in Red Lab Gallery/Miele coinvolgono protagonisti del panorama contemporaneo e diverse realtà culturali.

 Pio Tarantini 

Pio Tarantini, nato nel 1950 nel Salento, vive e lavora a Milano. Esponente della fotografia contemporanea italiana, inizia ad esporre nei primi anni Ottanta e ad oggi i suoi lavori sono stati presentati in gallerie private e sedi pubbliche in Italia e all’estero. Dal 1995 al 2017 tiene il corso di Fenomenologia degli Stili presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e dalla sua esperienza didattica nasce il volume Fotografia. Elementi fondamentali di linguaggio, storia, stile, pubblicato nel 2010 da Edizioni Favia (Bari). Nel 2014 pubblica Fotografia araba fenice (Edizioni Quinlan, Bologna), una selezione dei suoi articoli e saggi più recenti. Attualmente scrive articoli, tiene conferenze, workshop e seminari su vari aspetti del Linguaggio Fotografico. Dirige la rivista FC- FOTOGRAFIA E [È] CULTURA.

 

 

Ufficio Stampa Red Lab Gallery/Miele

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i GIGANTI Thu, 03 Oct 2019 15:08:18 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/601534.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/601534.html De Angelis Press De Angelis Press

Biglietteria Festival, Piazza Broletto

Bipielle Arte, via Polenghi Lombardi 

5 – 27 ottobre 2019, Lodi

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1AQqPXL-055gsU-LUWJX2XRHjfuoKFjZb

 

Fra le principali mostre collaterali in programma alla decima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, di particolare rilevanza è il progetto speciale “i GIGANTI”.

Nato dalla collaborazione con il circuito di installazioni temporanee photoSHOWall ideato da Davide Tremolada Intraversato, il progetto speciale “i GIGANTI” utilizza una selezione di autori ed opere tra quelli in mostra a Lodi per delle scomposizioni fotografiche di grandi dimensioni e dal grande impatto emotivo.

Per le installazioni temporanee realizzate a Lodi, visibili in due location di prestigio come Piazza Broletto (Biglietteria del Festival) e via Polenghi Lombardo (Bipielle Arte), sono state scelte nove opere di otto progetti di altrettanti autori:

Pedro Pardo (1 foto): progetto La Carovana realizzato insieme a Guillermo Arias in collaborazione con AFP – sui migranti centroamericani che cercano da sempre di raggiungere gli Stati Uniti;

Joey Lawrence (2 foto): progetto Guerrilla Fighters of Kurdistan, sguardo nelle vite dei guerriglieri curdi che hanno combattuto le forze dell’ISIS.

Monika Bulaj (1 foto): progetto Broken Songlines, un viaggio all’interno delle minoranze religiose.

Darcy Padilla (1 foto): progetto Dreamers, sulla riserva indiana di Pine Ridge, South Dakota, uno dei luoghi più poveri degli Stati Uniti, dove c’è un altissimo consumo di alcol e metanfetamine e dove si registra la seconda aspettativa di vita più bassa nell’emisfero occidentale.

Giulia Frigieri (1 foto): vincitrice sezione “Single Shot Award 2019” con una foto realizzata nella regione del Baluchistan, ossia la zona più povera e remota dell’Iran. La fotografia ritrae Shahla Yasini, la prima donna iraniana a praticare surf in Iran.

Jo-Anne McArthur (1 foto): menzione speciale sezione “Single Shot Award 2019” con la fotografia Raabia & Puppi.  Raabia Hawa, impiegata presso il Kenyan Wildlife Service, è la prima donna di religione musulmana a diventare ranger onoraria.

Giulio Piscitelli (1 foto): progetto Zakhem – la guerra in casa sui Centri chirurgici per vittime di guerra di Emergency a Kabul e Lashkar-gah, in Afghanistan. La fotografia ha permesso a Emergency di essere il primo Ente No Profit vincitore della sezione “No Profit Awards”.

Renée C. Byer (1 foto), con una fotografia del reportage Living on a Dollar a Day: The Lives and Faces of the World’s Poor, che pone l’attenzione sui volti e sulle vite di quelle persone che ancora oggi nel mondo vivono in estrema povertà. La fotografia ha permesso a Positive Change Can Happen di essere il terzo Ente No Profit vincitore della sezione “No Profit Awards”.

Le pareti fotografiche scomposte photoSHOWall, che caratterizzano il progetto speciale “i GIGANTI”, oltre a essere opere site specific promuovono un nuovo “concept” di sistema allestitivo funzionale e coinvolgente per una visione partecipata e diffusa di immagini e contenuti. Inoltre, sono pensate anche per spazi espositivi inconsueti, normalmente non deputati a ospitare mostre ed eventi, nella convinzione che esiste la necessità di avvicinare e incontrare un pubblico nuovo, fuori dai canali istituzionali.

Le installazioni “i GIGANTI” nei prossimi mesi potranno oltremodo essere utilizzate per diffondere i contenuti del festival della Fotografia Etica di Lodi  attraverso un progetto itinerante che promuova un modello espositivo nuovo e di alta qualità.

 

UFFICIO STAMPA PROGETTO “i GIGANTI”

De Angelis Press, Milano

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I Giganti del Jazz Thu, 15 Aug 2019 11:48:45 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/589837.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/589837.html De Angelis Press De Angelis Press

Voghera: Castello Visconteo e Atmysphere

Pavia: La Provincia Pavese e MaugeriInArte

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

Inaugurazione, sabato 14 settembre ore 10.30

 

VOGHERA. Grazie alla collaborazione con La Provincia Pavese e photoSHOWall, la seconda edizione di Voghera Fotografia (dal 14 settembre al 6 ottobre) presenta una ricca sezione interamente dedicata ai protagonisti del Jazz dal titolo “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri che si svolgeranno tra Voghera e Pavia.

 

“I Giganti del Jazz”, sotto la direzione artistica di Roberto Mutti, la direzione scientifica di Filiberto Maida, Renzo Basora e Francesca Ajmar, e la direzione tecnica di Davide Tremolada Intraversato, propone innanzitutto cinque progetti fotografici di tre artisti della fotografia, Roberto Cifarelli, Alessandra Fuccillo e Pino Ninfa, che raccontano percorsi, luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.

 

 

Roberto Cifarelli presenta tre progetti:

 

1.      The Black Square. Dodici ritratti di altrettanti musicisti della scena internazionale jazzistica come Bob Mintzer, Will Kennedy, Danilo Rea o Stefano Bollani. (Castello Visconteo, Piazza della Liberazione, Voghera);

 

2.     Paolo Fresu, il musicista e il suo strumento.  Omaggio a una delle figure più importanti della musica italiana in dodici fotografie. (Atmysphere, Via Tranquillo Cremona 14, Voghera);

 

3.     Umberto Petrin e i suoi amori.  Dodici immagini per raccontare una delle figure più eclettiche del panorama musicale jazzistico italiano, pianista e poeta, scrittore e docente. (Atmysphere, Via Tranquillo Cremona 14, Voghera);

 

Alessandra Fuccillo, Mario Biondi, Best of Soul in Moscow. Dodici immagini del cantante e compositore catanese, fra le maggiori sonorità nazionali legate al mondo del soul e del jazz, durante il suo ultimo concerto di aprile a Mosca. (Castello Visconteo, Piazza della Liberazione, Voghera);

 

Pino Ninfa, Jazz Spirit. Dodici fotografie d’autore come dedica alla forza spirituale del jazz, caratterizzato spesso sull’improvvisazione solistica e polifonica e che nel corso del ventesimo secolo si è evoluto in una grande varietà di stili. (Castello Visconteo, Piazza della Liberazione, Voghera).

 

Tutti i progetti fotografici della mostra “I Giganti del Jazz” - che fa parte di Jazz Foto Festival, manifestazione fotografica itinerante sul mondo del jazz ideata da Davide Tremolada Intraversato - presentano dodici immagini, una delle quali proposta in una versione inedita, di

grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.

 

Inoltre, sempre grazie alla collaborazione fra Voghera Fotografia e La Provincia Pavese, tra Voghera e Pavia si svolgeranno anche quattro incontri e confronti sul jazz:

 

1.      I circoli fotografici e la musica. Mostra fotografica in collaborazione con Spazio53 e PhotoSHOWall. Presenta Filiberto Maida. (La Provincia Pavese, Viale Canton Ticino 16, Pavia - data e orario da definire);

 

2.      Roberto Covi e la foto di Jeff Buckley. Incontro con Roberto Covi e Filiberto Maida. Accompagnamento musicale di Francesca Ajmar, Tito Mangialajo Rantzer e Alberto Graziani. (Area Lounge MaugeriInArte, Via Salvatore Maugeri 10, Pavia - data e orario da definire);

 

3.      Luca Marenda, concerti e fotografia. Incontro con Luca Merenda e Filiberto Maida. Accompagnamento musicale di Simone Daclon. (Sabato 21 ore 21.00 - Castello Visconteo, Piazza della Liberazione, Voghera);

 

 

 

4.      Cifarelli e Petrin, le passioni di una vita. Incontro con Roberto Cifarelli e Umberto Petrin (Lunedì 23 ore 21.00 - Atmysphere, Via Tranquillo Cremona 14, Voghera)

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia, dal titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolge l’intera città con un programma ricco di iniziative: sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, più di 250 fotografie esposte, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia,  una esposizione su Leonardo Da Vinci, una sul 180° della nascita della fotografia ed una rievocazione per il 50° dell’allunaggio, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni.

 

Per maggiori informazioni su Voghera Fotografia 2019: www.vogherafotografia.it

 

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INFORMAZIONI AL PUBBLICO

c. 335 6356357 | 347 3253040 | 348 8422171

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PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:

 

MOSTRE CASTELLO VISCONTEO:

sab. 14 e dom. 15 settembre, 09.30-12.30/15-19.00; sab. 21 e dom. 22 settembre, 09.30-12.30/15-19.00

sab. 28 e dom. 29 settembre, 09.30-12.30/15-19.00; sab. 5 e dom. 6 ottobre, 09.30-12.30/15-19.00

 

MOSTRE ATMYSPHERE e INCONTRI:

Consultare il sito www.vogherafotografia.it

 

UFFICIO STAMPA VOGHERA FOTOGRAFIA 2019

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VOGHERA FOTOGRAFIA 2019 Incontro Nazionale di Fotografia - II^ Edizione “Tra luoghi e persone - Transiti” Wed, 07 Aug 2019 09:37:21 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587859.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587859.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Sei progetti fotografici che coinvolgeranno oltre 25 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munari, più di 250 fotografie esposte, una mostra dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, un omaggio a Leonardo da Vinci e uno ai 180 anni della Fotografia, corsi e workshop, incontri e talk,  visite guidate, performance e videoproiezioni

 

E poi ancora…

La prima “Camera Obscura” permanente in Italia e una mostra realizzata con la fotocamera a foro stenopeico, una collettiva FIAF con i circoli della Provincia di Pavia, visite guidate in aziende che hanno fatto la storia del territorio vogherese, una “sala di posa” itinerante nel cuore della città, la possibilità di visitare musei e palazzi storici della città eccezionalmente aperti al pubblico, attività collaterali in collaborazione con le Associazioni Commercianti e Artigiani, due concorsi fotografici rivolti agli studenti delle scuole medie e superiori, oltre a incontri-studio per far scoprire ai più giovani il mondo affascinante della fotografia e riflettere sull’uso e abuso dei social

 

Immagini ad alta risoluzione e materiali stampa

https://drive.google.com/drive/folders/1We4ZA22mguWrPzohxWXeVXQZ5ae3BdKF

 

VOGHERA. La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale del piano nobile del Castello Visconteo e avrà come titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolgerà l’intera città con un programma ricchissimo di iniziative: più di 250 fotografie esposte, cinque progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, una mostra dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni a cura di ImmaginIria e Spazio 53.

 

Inoltre, Voghera Fotografia 2019 presenta una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, 2 concorsi fotografici con una mostra dedicati agli studenti delle scuole medie e superiori, una mostra composta dalle opere dei circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, la mostra “Città senza Tempo” di Beppe Bolchi, realizzata interamente con la fotocamera a foro stenopeico, un evento in collaborazione con il FAI Giovani Oltrepò su Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua scomparsa e un altro sul 180° compleanno della Fotografia.

Infine, completano l’offerta visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma e Capoduri, Trenitalia, Officina Grandi Riparazioni, oltre alla possibilità di visitare i musei ed entrare all’interno dei palazzi storici della città aperti eccezionalmente per l’occasione.

 

Arnaldo Calanca: “In un mondo dove la fotografia è diventata uno dei mezzi più diffusi e abusati per comunicare idee, emozioni e pensieri, abbiamo pensato di costruire un evento capace di far riflettere sulla forza della fotografia quando quest’ultima è d’autore, ovvero in grado di raccontare la Storia e smuovere le coscienze. Più che mai in un momento storico contrassegnato dalle migrazioni di popoli interi da un luogo ad un altro per motivazioni economico-sociali, climatiche e di lavoro. Inoltre, abbiamo voluto un festival il più possibile “diffuso”, per far scoprire e riscoprire la città ai visitatori, con un occhio di riguardo ai giovani, aiutandoli a conoscere e apprezzare la fotografia, e nel contempo a difendersi dall’uso e abuso dei social”

 

Questi i sei progetti fotografici di Voghera Fotografia 2019, ognuno dei quali è contraddistinto da un'opera fotografica della serie "i Giganti" di photoSHOWall:

 

Harry De Zitter - The Himba Collection

Venti immagini in bianco e nero che esplorano i volti e le esistenze degli Himba, popolazione indigena che vive nel nord della Namibia di circa 12mila persone, considerata l’ultima semi-nomade del Paese che vive principalmente di pastorizia.

 

Olivo Barbieri – Adriatic Sea (staged) Dancing People 2015

Venti immagini riprese dall’elicottero della costa Adriatica romagnola che in certe ore della giornata si trasformano in una specie di set teatrale e cinematografico. Un progetto sul comportamento dell’uomo in luoghi considerati naturali e sulla veridicità del ricordo.

 

Sara Munari - Vanishing Shepherds

Venti scatti per raccontare come i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione e la burocrazia stiano uccidendo l'esistenza della cultura pastorale in Mongolia e di come si assista a un vero e proprio esodo umano di pastori verso le città, soprattutto Ulan Bator.

 

Beppe Bolchi – Città senza Tempo

Il tema del paesaggio urbano affrontato con la fotocamera a foro stenopeico. Il risultato che se ne ottiene sono immagini che uniscono, alla fissità dei luoghi e delle architetture, la traccia del passaggio delle persone, la percezione della loro presenza, non la loro figura.

 

Associazione culturale Cacciatori d'Ombra – Appia, Work in progress

Nove autori presentano una riflessione sullo stato di abbandono della prima strada realizzata in Italia al tempo dell’antica Roma che, partendo dalla Capitale, attraversa la parte meridionale dell’Italia e arriva a Brindisi, capolinea dei viaggi in Oriente via mare: Pasquale Amendolagine, Nello Coppola, Alessio Deluca, Mauro Ieva, Francesco Mezzina, Patrizia Ricco, Marco Sacco, Simone Sanchioni, Salvatore Simonetti.

 

Mostra collettiva - Transiti

Dieci fotografi interpretano il senso “di movimento”, ovvero le motivazioni dello “spostarsi” nel mondo contemporaneo: Isabella Balena, Giancarlo Carnieli, Francesco Cianciotta, Pier Paolo Fassetta, Gianni Maffi, Stefano Parisi, Graziano Perotti, Nino Romeo, Sebastiano Vianello e Daniele Vita.

 

Grazie alla collaborazione con La Provincia Pavese e photoSHOWall, completa la rassegna espositiva di Voghera Fotografia 2019 la mostra diffusa “I Giganti del Jazz” a cura di Roberto Mutti con cinque progetti fotografici tra Pavia e Voghera: tre di Roberto Cifarelli (The Black Square; Paolo Fresu, il musicista e il suo strumento; Roberto Petrin e i suoi amori), uno di Alessandra Fuccillo (Mario Biondi, Best of Soul in Moscow) e uno di Pino Ninfa (Jazz Spirit), che raccontano percorsi, luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.

Inoltre, sempre in collaborazione con La Provincia Pavese, tra Voghera e Pavia si svolgeranno anche quattro incontri e confronti sul jazz.

 “I Giganti del Jazz” fa parte di Jazz Foto Festival, manifestazione fotografica itinerante sul mondo del jazz ideata da Davide Tremolada Intraversato.

 

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sab. 28 e dom. 29 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.30; sab. 5 e dom. 6 ottobre, 09.30-12.30 / 15-19.30

 

UFFICIO STAMPA VOGHERA FOTOGRAFIA 2019

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Cacciatori d'Ombra. Appia, Work in progress Wed, 07 Aug 2019 08:23:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587793.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587793.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Immagini ad alta risoluzione e materiali stampa

https://drive.google.com/drive/folders/1ei-4-U48Dp5a8x1UD9kJdacGLwomX6R6 

 

Un viaggio per immagini sullo stato di abbandono della via Appia, la prima strada programmata e realizzata in Italia al tempo dell’antica Roma che, partendo dal centro della Capitale, attraversa la parte meridionale dell’Italia e arriva a Brindisi, capolinea dei viaggi in Oriente via mare.

 

Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nelle sale del Castello Visconteo il progetto fotografico “Appia, Work in progress” dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra con circa 30 fotografie di nove autori: Pasquale Amendolagine, Nello Coppola, Alessio Deluca, Mauro Leva, Francesco Mezzina, Patrizia Ricco, Marco Sacco, Simone Sanchioni e Salvatore Simonetti.

 

“Appia, Work in progress” nasce da un’idea di Francesco Mezzina, che si è in parte ispirato all’esperienza di Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, il quale qualche anno fa ha percorso a piedi in numerose tappe questa storica via.

 

 

 

 

Seguendo questa traccia i Cacciatori d’Ombra si sono avvicendati lungo la parte terminale del percorso, quella che riguarda la Puglia: il risultato è una selezione di fotografie che, prendendo spunto dall’esperienza e dalle indicazioni di Rumiz, molto critico verso lo stato di abbandono in cui versa una così importante via storica, si interroga più in generale sullo stato delle cose sulla storia del Meridione e del nostro Paese in generale.

 

Le testimonianze fotografiche dei nove autori coinvolti sono naturalmente differenti una dall’altra per stile e sensibilità: si è così costruito un progetto visivo molto articolato, che svela molti modi di raccontare il territorio, da quelli più narrativi di impronta realistica a quelli più simbolici.

Il paesaggio, in questo percorso così diverso geograficamente ed economicamente, offre innumerevoli spunti nel tratteggiare il territorio, passando dalle visioni più bucoliche dove il tempo sembra essersi fermato, a quelle post-industriali, testimonianze dei cambiamenti recenti.

 

Nel 2018 è stato tutto catalogato e fissato in un libro dal titolo “APPIA. Work in progress” di 160 pagine (Punto M Arte Editore per conto di AFI). Il volume, oltre a contenere le immagini dei “Cacciatori d’Ombra”, presenta anche testi di: Paolo Rumiz, Franco Arminio, Dino Borri, Vincenzo Mastropirro, Francesco Mezzina, Giuliano Volpe.

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia, dal titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolge l’intera città con un programma ricco di iniziative: sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, più di 250 fotografie esposte, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, una esposizione su Leonardo Da Vinci e una sul 180° della nascita della fotografia, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni.

 

Per maggiori informazioni su Voghera Fotografia 2019: www.vogherafotografia.it

 

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sab. 14 e dom. 15 settembre, 09.30-12.30/15-19.30; sab. 21 e dom. 22 settembre, 09.30-12.30/15-19.30

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UFFICIO STAMPA VOGHERA FOTOGRAFIA 2019

De Angelis Press, Milano

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TRANSITI Mon, 05 Aug 2019 14:16:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587347.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587347.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/11YxM4SLXBRQ5ylJ4pNNdu8Ugt2yq6Yn2

 

Dieci punti di vista per raccontare gli spostamenti nel mondo contemporaneo.

Dieci differenti riflessioni per mettere a fuoco ciò che spinge uomini e donne a viaggiare, a lasciare un luogo e raggiungerne un altro.

 

Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nelle sale del Castello Visconteo la mostra “Transiti” con le fotografie di dieci autori: Isabella Balena, Giancarlo Carnieli, Francesco Cianciotta, Pier Paolo Fassetta, Gianni Maffi, Stefano Parisi, Graziano Perotti, Nino Romeo, Sebastiano Vianello e Daniele Vita.

 

Isabella Balena con “Jerusalem Pilgrims Pop” racconta il pellegrinaggio dei fedeli a Gerusalemme nel 2007, nei giorni in cui Pasqua cristiana e ortodossa coincidevano; Giancarlo Carnieli riflette in “Transumanza” su un rito antico di un mestiere difficile come quello dei pastori alle porte di Milano, quando ogni anno tra settembre a maggio spostano le proprie mandrie dai terreni del Parco Agricolo a sud di Milano alle valli bergamasche, per poi tornare indietro; Francesco Cianciotta con il progetto work in progress “Un viaggio a parte”, iniziato nel 1996 e non ancora terminato,  ragiona sul viaggiare per lavoro, che tra  incontri e call annulla il concetto di tempo libero, che si consuma negli aeroporti in attesa di un’altra destinazione; Pier Paolo Fassetta, con alcune immagini tratte dal suo ultimo lavoro “Attesa”, ragiona sull’anonimità della vita post-moderna in un’asettica sala d’attesa; Gianni Maffi nel suo progetto “Italialand” riflette sul via-vai dei turisti in Italia, che nel 2017 ha registrato oltre 420 milioni di persone per un indotto di oltre 44 miliardi di dollari pari al 5,3% del PIL nazionale; Stefano Parisi espone alcune fotografie della serie americana “Global Landscapes”, progetto a lungo termine sugli effetti della globalizzazione sul paesaggio antropizzato;  Graziano Perotti con “Oltre il confine” pone l’attenzione sui rifugiati in fuga dalla guerra in Siria con fotografie scattate presso differenti confini; Nino Romeo con il progetto “Droit Au But” accende i riflettori su chi ogni giorno intraprende un lungo viaggio dal Nord Africa sbarcando sulle coste del nostro Paese nella speranza di una vita migliore; Sebastiano Vianello medita sui cavalcavia pedonali come luoghi di transito che collegano sponde di un tessuto urbano unico, metafora quotidiana del passaggio dell'uomo attraverso i condizionamenti sociali della civiltà contemporanea; infine Daniele Vita con “Tony Aniugo” racconta la quotidiana  solitudine del nigeriano Tony Aniugo che, dopo essere fuggito dal suo paese nel 2009 perché rifiutatosi di convertirsi all’Islam, cerca asilo a Milano, in una città dove passa completamente inosservato.

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia, dal titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolge l’intera città con un programma ricco di iniziative: sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, più di 250 fotografie esposte, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, una esposizione su Leonardo Da Vinci e una sul 180° della nascita della fotografia, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni.

 

Per maggiori informazioni su Voghera Fotografia 2019: www.vogherafotografia.it

 

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Olivo Barbieri. Adriatic Sea (staged) Dancing People 2015 Mon, 05 Aug 2019 12:48:07 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587308.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/587308.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30 

 

Immagini ad alta risoluzione e materiali stampa

https://drive.google.com/drive/folders/1dJa5wGgSdo5XN1SEAO6E0yReUnWKIktP

Venti immagini riprese dall’alto della costa Adriatica Romagnola, che in certe ore della giornata si trasformano in una specie di set teatrale o cinematografico.

 

Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nelle sale del Castello Visconteo la mostra “Adriatic Sea (staged) Dancing People 2015” dell’artista classe 1954 Olivo Barbieri, celebre per le sue fotografie aeree di ambienti urbani che si trasformano in plastici visti dall’alto.

 

In Adriatic Sea (staged) Dancing People 2015, uno dei progetti più famosi del fotografo italiano, tutto è vero, il paesaggio, le coreografie e le persone. Tutto è reale.

Alla ricerca di nuovi mondi da raccontare con la propria macchina fotografica, Barbieri ha sorvolato in elicottero la costa Adriatica nel momento di massimo affollamento, l’estate, quando, a certe ore della giornata, il bagnasciuga e il mare si trasformano in una specie di set cinematografico, dove la gente in vacanza balla inserita in coreografie immaginarie “progettate” da istruttori di ginnastica, danza o acquagym.

 

 

 

Adriatic Sea è lo sguardo dall’alto di una perfetta e sognante vacanza popolare sulla costa Adriatica, dove ogni figura sembra rispondere agli schemi di una coreografia su un palcoscenico di sabbia e acqua azzurra.

Immagini armoniose ma inquietanti, che trasmettono la leggerezza di chi vive un momento di puro svago, di allontanamento dai pensieri quotidiani, dove l’azzurro del mare è quello che ognuno di noi si immagina quando pensa a una vacanza, e le danze tra battigia e acqua sono una reazione spontanea al genius loci della costiera romagnola.

 

Tuttavia, in un periodo storico dove il mare è associato alle drammatiche immagini di sbarchi mortali e alla disperazione di persone che fuggono in massa dalle guerre e dalla fame in tutta l’area del Mediterraneo, Adriatic Sea diventa quasi l’irriverente manifesto di un inconsapevole “rito liberatorio” che vuole dimenticare e rimuovere l’altra parte della realtà e raccontare i soli momenti di serena spensieratezza ai quali le vacanze e il mare vorrebbero essere sempre associati.

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La seconda edizione di Voghera Fotografia, dal titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolge l’intera città con un programma ricco di iniziative: sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, più di 250 fotografie esposte, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, una esposizione su Leonardo Da Vinci e una sul 180° della nascita della fotografia, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni.

 

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Harry De Zitter. The Himba Collection Thu, 01 Aug 2019 17:03:13 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/586507.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/586507.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Venti immagini in bianco e nero di grande intensità per raccontare gli Himba, l’ultima popolazione semi-nomade, che vive nella remota regione incontaminata del Kaokoland, nella Namibia settentrionale e che ancora oggi segue la transumanza delle mandrie di bovini.  

 

Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nelle sale del Castello Visconteo la mostra “The Himba Collection” del fotografo belga Harry De Zitter, cresciuto a Port Elizabeth, in Sudafrica.

 

Ogni scatto è un racconto privato, un’indagine antropologica che tocca il cuore e attraverso la quale De Zitter mostra usi e costumi di una tribù di circa 12mila persone che mantiene quasi immutato il proprio stile di vita tradizionale.

Ritratti che entrano in profondo contatto con l’anima di uomini e donne di una bellezza rara, eleganti nella postura così come negli sguardi e nei sorrisi, che in cambio della loro disponibilità a farsi ritrarre ricevettero in cambio farina, zucchero, tabacco, caffè, olio, ovvero generi di prima necessità, anche perché non conoscevano il danaro come merce di scambio.

 

Alcune fotografie di questa serie sono state donate al presidente Sam Nujoma (in carica dal 1990 al 2007) e sono parte della collezione permanente della Namibian National Gallery di Windhoek (NAGN).

 

Il popolo Himba, che vive in villaggi costituiti da capanne di forma conica realizzate con frasche legate insieme con foglie di palma e cementate con fango e sterco, indossano pochi capi di vestiario.

Le donne, che portano monili di ferro, rame, ossa e una conchiglia tra i seni, si coprono il corpo con una mistura rossa a base di burro, ocra ed erbe, non solo per proteggere la pelle dagli insetti e dal sole ma anche per un fattore estetico, mentre le loro acconciature sono caratterizzate da delle lunghe trecce cosparse sempre con il mix di terra, erbe e burro.

Le acconciature degli uomini invece si differenziano per età e hanno un significato simbolico: gli uomini sposati usano indossare un piccolo copricapo scuro, mentre gli scapoli e i bimbi vengono rasati quasi completamente mantenendo solo un piccolo cosino.

Mentre gli uomini hanno il compito di portare gli animali al pascolo, sono le donne svolgono i lavori più pesanti: mungono gli animali, si occupano dei bambini, costruiscono le capanne, trasportano l'acqua, e naturalmente sono sempre loro a cucinare.

Al centro del villaggio la donna più anziana cura il fuoco sacro, sempre acceso perchè rappresenta lo spirito protettivo del Bene.

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia è organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre al piano nobile del Castello Visconteo.

 

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolge l’intera città con un programma ricco di iniziative: sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, più di 250 fotografie esposte, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo, una esposizione su Leonardo Da Vinci e una sul 180° della nascita della fotografia, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni.

 

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Sara Munari. Vanishing Shepherds Wed, 31 Jul 2019 12:10:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/586000.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/586000.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/14UZ6-zLTjf7KCyM_NhccoP8N0X3SuUcP

 

Un reportage in bianco e nero sulla progressiva scomparsa di una delle ultime culture nomadi rimanenti al mondo a causa dei forti e repentini cambiamenti climatici che hanno colpito le steppe della Mongolia, della crescente urbanizzazione e dei mutamenti politico-sociali dopo la fine del regime comunista nel 1992.

 

Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nelle sale del Castello Visconteo la mostra “Vanishing Shepherds” della giovane fotografa che vive e lavora a Lecco Sara Munari, che da sempre ama viaggiare e raccontare storie controverse con la sua macchina fotografica.

Vanishing Shepherds non vuole essere una denuncia, ma la presa di coscienza di come uno dei paesi più affascinanti e incontaminati del nostro pianeta stia lentamente ma irrimediabilmente soffocando, dove il fascino di luoghi e tradizioni leggendarie rischiano seriamente di scomparire.

In Mongolia, grande circa cinque volte l’Italia, dove la pastorizia è stata per secoli la principale fonte di reddito del Paese, la globalizzazione, i cambiamenti climatici e quelli politico-sociali hanno man mano trasformato il futuro di un intero paese, e oggi su tre milioni di abitanti meno del 40% è nomade e vive di pastorizia.

 

 

Gli scatti di Sara Munari raccontano tutto questo partendo dal lento movimento che la pastorizia sta facendo verso le città, non solo alla volta della capitale Ulan Bator.

Momenti di vita quotidiana di chi ancora cerca di sostenersi quasi esclusivamente di pastorizia: dalla mungitura al pascolo, dal reperimento dell’acqua alle faccende domestiche, dalla creazione dei recinti alla tosatura del bestiame.

Le foto sono state scattate nel Distretto di Cogt-Ovoo, dove Sara Munari ha seguito per diverso tempo Oieck un pastore di 53 anni che vive con la sua famiglia a 30 km da Dalanzadgad, Ömnögovi Aimag, nel deserto del Gobi, a sud della Mongolia, potendo così vivere e comprendere le difficoltà quotidiane dei pastori nomadi, a partire dalle praterie sempre più inaridite per l’innalzamento progressivo delle temperature.

Gli scatti di Sara Munari sono una testimonianza obiettiva di come sia sempre più difficile riuscire a vivere di sola pastorizia oggi in Mongolia, in un paese dove la disparità di opportunità lavorative fra aree urbane e aree agricole è in costante crescita, di fronte alla quale tuttavia il governo sta cercando di porre rimedio con un piano di sviluppo che mira a valorizzare e tutelare l’allevatore e il bestiame.

Un’azione politica che vuole anche impedire il sovraffollamento delle città, a partire dalla capitale, dove vive quasi un milione e mezzo di persone (ovvero metà dell’intera popolazione mongola), e dove l’inquinamento (chi non può acquistare il carbone brucia qualsiasi altro materiale, a partire da gomme e altri rifiuti) e la criminalità stanno crescendo in maniera esponenziale.

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia è organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale del piano nobile del Castello Visconteo.

 

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Beppe Bolchi. Città senza Tempo Tue, 30 Jul 2019 12:19:05 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/585555.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/585555.html De Angelis Press De Angelis Press

Castello Visconteo di Voghera

Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)

14 settembre – 6 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10,30

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1bJm0PAyo4ZgALd9ZUlBnv0m2tcKK-fW1

 

Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone. Transiti”, presenta dal 14 settembre al 6 ottobre nella “Galleria dei Feudi” che collega la torre nord-est alla torre nord-ovest del Castello Visconteo la mostra fotografica permanente “Città senza Tempo. Il Paesaggio urbano attraverso la Fotografia a Foro Stenopeico a cura del fotografo e docente Beppe Bolchi.

 

Il progetto fotografico, legato a filo doppio con la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, realizzata da Spazio 53 nella torre nord-ovest del Castello Visconteo di Voghera, affronta il tema del paesaggio urbano con la fotocamera a foro stenopeico. 

 

Le “Città senza Tempo” di Beppe Bolchi sono paesaggi urbani di un racconto autobiografico tra Europa e Stati Uniti caratterizzati dall’assenza quasi totale delle persone, delle quali se ne percepisce tuttavia la presenza, il passaggio, ma senza che quest’ultime, date le lunghe esposizioni,  quasi mai rimangano impressionate.

 

 

 

Le fotografie in mostra – realizzate tutte con i lunghi tempi di posa per impressionare la pellicola caratteristici della fotocamera a foro stenopeico – riflettono una città che viene rappresentata nella sua realtà, con prospettive naturali che rendono l’atmosfera quasi onirica ma assolutamente leggibile nei luoghi, in quanto non falsati da sistemi ottici che in qualche modo ne “modificano” la percezione.

Quello che viene impressionato sulla pellicola sono gli edifici che l’uomo ha costruito nel tempo e che, quasi sempre, gli sopravvivono, testimoni di vite passate, presenti e future, contenitori di esistenze e di vissuti che poco alla volta si dissolvono nel tempo lasciando spazio ai ricordi, che a volte si sovrappongono alle stesse architetture urbane.

 

Le immagini raccolte da Beppe Bolchi sono state riprodotte su un supporto altamente tecnologico come le pellicole a sviluppo immediato, attraverso un negativo che ne raccoglie e tramanda i dettagli.

L’assenza del colore, pur nelle pastose tonalità dei grigi, restituisce bene l’atmosfera e la leggibilità dei luoghi, così come il concetto di memoria e ricordo “fermando” il tempo: una visione quasi onirica, ma pur sempre reale, offrendo nuovi spunti di visione e riflessione.

 

La seconda edizione di Voghera Fotografia è organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

 

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Il Viaggio Sat, 27 Jul 2019 11:23:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/584787.html http://comunicati.net/comunicati/arte/varie/584787.html De Angelis Press De Angelis Press

TENUTA BUSULMONE

Contrada Busulmone, Noto (Siracusa)

Domenica 28 luglio 2019 ore 21.15

Biglietto intero 10 €, ridotto 7 €

 

Ingresso a pagamento con prenotazione obbligatoria

air@photology.com

 

Un viaggio a ritroso lungo la rotta migratoria del popolo Rom, da Bologna a Chandigarh in India, per scoprire e riscoprire una popolazione da sempre frammentaria ma dalla fortissima identità culturale.

 

Photology è lieta di presentare domenica 28 luglio alle ore 21.15 “Il Viaggio”, conversazione con Luca Vitone ed Elvio Manuzzi sul progetto di Luca Vitone “Romanistan”, realizzato e promosso grazie al sostegno di Italian Council, MiBAC e Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato che prevede una mostra (Museo Pecci dal 7 novembre 2019 al 2 febbraio 2020), un libro fotografico e un film.

 

Luca Vitone, docente presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano, ha iniziato a lavorare con la comunità Rom nel 1994 realizzando una mostra per la Galleria Christian Nagel di Colonia dal titolo “Der unbestimmte Ort” (Il luogo imprecisato) in collaborazione con la comunità Rom della città di Colonia in Germania.

 

25 anni dopo l’artista genovese classe 1964 ha compiuto un viaggio durato sei settimane partendo dalla città di Bologna, dove per la prima volta nel 1422 la presenza di persone Rom è stata ufficialmente documentata, per arrivare nella città di Chandigarh in India passando per Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Pakistan.

 

Nell'attuale momento storico, punteggiato da migrazioni di massa senza precedenti, e con l’Europa che propri in questi giorni sta prendendo in considerazione di rivedere il Trattato di Dublino, il progetto di Luca Vitone assume un'importanza notevole.

 

Domenica 28 in tenuta Busulmone Luca Vitone illustrerà con Elvio Manuzzi (filmaker, tecnico del suono e del montaggio) il concetto di migrazione, il senso di appartenenza a un luogo, l’identità del popolo Rom e le sue relazioni con altre popolazioni attraverso video, fotografie, registrazioni live di suoni e musica, mappe geografiche, sensazioni personali e altri materiali raccolti durante il viaggio intrapreso.

 

Gli appuntamenti di Photology AIR in Tenuta Busulmone proseguiranno sabato 10 Agosto 2019 con "A Star is born”: in occasione della notte di San Lorenzo il pubblico partecipante avrà la possibilità di osservare le stelle cadenti attraverso l'uso dei telescopi messi a disposizione dall'Associazione Astrofili Netini "Nuccia Corradina Ferro".

 

 

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Francesc ROmana Gaglione. Planta Manent Mon, 17 Jun 2019 15:56:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/570008.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/570008.html De Angelis Press De Angelis Press

TENUTA BUSULMONE

Contrada Busulmone, Noto (Siracusa)

22 giugno 2019 – 27 settembre 2020

 

Immagini ad alta risoluzione

 

https://drive.google.com/drive/folders/1A_wjdzqjvV-1_WCI1rxakgIl07qrpMIx

 

Il progetto biennale Photology AIR 2019/2020, che si svolge all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone nella Val di Noto e si presenta come il primo parco per l’arte contemporanea fotografica in Sicilia, inaugura le attività 2019 con la straordinaria mostra PLANTA MANENT della fotografa FRANCESCA ROMANA GAGLIONE: un’esperienza unica di walking to art con 15 istallazioni fotografiche site specific stampate su alluminio e dislocate lungo un suggestivo percorso di 2 km nella campagna mediterranea circostante la Tenuta Busulmone, che ritraggono la flora locale accompagnate da spiegazioni botaniche.

Per Francesca Romana Gaglione, fotografa apprezzata a livello internazionale, Planta Manent è il primo progetto in dialogo con la natura e nasce con l’obiettivo di preservare, attraverso un lavoro di ricerca prima e di catalogazione fotografica permanente dopo, gli endemismi puntiformi caratteristici dell’area circostante Tenuta Busulmone, una porzione di terra che si rivela particolarmente interessante da un punto di vista botanico per via della singolare posizione geografica e delle peculiari condizioni climatiche.

Pertanto, la prima parte del progetto, una vera e propria fase di ricerca, è stata svolta insieme al botanico Paolo Uccello e si è concentrata sull’individuazione degli arbusti, degli alberi e delle infiorescenze più vulnerabili con l’obiettivo di ricostruirne la storia, ben consapevole che, quanto più un endemismo è puntiforme, cioè relativo a un’area geografica circoscritta, tanto più sarà composto da specie ad alto rischio di estinzione.

La seconda parte del progetto, invece, ha indagato nella vita segreta dei 15 elementi individuati, con l’obiettivo di trasformarli in oggetti fotografici che diventeranno parte integrante di una memoria consapevole del luogo: Serraccio, Salvia, Mirto, Palma nana, Ulivo, Leccio, Rosa Sempervirens, Roverella, Lentisco, Carrubo, Asparago pungente, Saldapariglia, Euforbia, Pero selvatico, Ginestra.

La scelta curatoriale di Photology AIR 2019/2020 è ricaduta sul tema più che mai attuale della “COSCIENZA AMBIENTALE” - il titolo “PRESERVACTION ne è l’esplicito manifesto - vedrà svolgersi durante il biennio 5 progetti naturalistico-fotografici che coinvolgeranno il curatore uruguaiano Martin Craucin e 18 artisti di fama internazionale: Gian Paolo Barbieri, Giada Barbieri, Massimo Bartolini, Angelo Candiano, Mario Cresci, Monica Cuoghi e Claudio Carosello, Juan Pedro Fabro, Emilio Fantin, Francesca Romana Gaglione, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Fiamma Montezemolo, Franco Perrotti, Jack Pierson, Irina Raffo, Georg Reinking, Luca Vitone.

Le attività di Photology AIR che verranno presentate nel 2019 con il titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION, per poi svilupparsi nel 2020 sotto il nome di “PRESERVACTION NOW!”, offrono ai visitatori la possibilità di confrontarsi con opere eterogenee che vogliono invitare a riflettere sulla rappresentazione artistica della natura come via di preservazione e tutela, perché la Natura è lei stessa un’opera d’arte.

Ad accogliere i visitatori, all’esterno di Tenuta Busulmone, due grandi installazioni site-specific: Dissuasore di Franco Perrotti, ovvero un immenso e allegorico piccione in 642 sagome di betulla assemblate tra loro con cavi di metallo intrecciati (420 x 230 x 206 cm), il tutto irto di chiodi e punte, gli stessi usati per allontanarlo da tetti e cornicioni delle città.

La seconda installazione, 2 teste del duo Monica Cuoghi e Claudio Corsello, è una scultura in stretta relazione con il luogo e i materiali locali e in completa sintonia con il “geniusloci” di Tenuta Busulmone, unendo alla tradizione della pietra tufacea il riuso di materiale di recupero: due tubi di ferro alti 220 cm sull’estremità dei quali sono poste due teste rivolte verso Noto.

Maggiori informazioni sul sito: www.photology.com

 

PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: Dal 22 Giugno al 31 Agosto 2019: da martedì a domenica 16.30-20.30; Dal 1° Settembre al 29 Settembre 2019: da martedì a domenica 15-19; Dal 1° Ottobre al 3 Novembre 2019: da martedì a domenica 14-18

BIGLIETTO GIORNALIERO: Intero 10 €, Ridotto 7 €

GRUPPI: 7 € solo su prenotazione: minimo 10, massimo 20 persone

MEMBERSHIP CARD 2019: 50 € permette ingresso gratuito per tutti i periodi di Photology AIR

INGRESSO GRATUITO: Bambini fino a 12 anni muniti di documento; Disabili e loro accompagnatore; Possessori Membership Card Photology AIR; Giornalisti, con accredito via mail farm@photology.com

 

PRENOTAZIONI & INFORMAZIONI: air@photology.com

 

UFFICIO STAMPA PHOTOLOGY AIR 2019/2020

De Angelis Press, Milano

c 345.7190941 | info@deangelispress.com | www.deangelispress.com

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Photology AIR 2019: Prelude to Preservaction Thu, 13 Jun 2019 12:01:50 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/568661.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/568661.html De Angelis Press De Angelis Press

5 progetti naturalistico-fotografici che coinvolgeranno

il curatore uruguaiano Martin Craucin e 18 artisti di fama

internazionale

  

Gian Paolo Barbieri, Giada Barbieri, Massimo Bartolini, Angelo

Candiano, Mario Cresci, Monica Cuoghi e Claudio Carosello, Juan

Pedro Fabro, Emilio Fantin, Francesca Romana Gaglione, Mario

Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Fiamma Montezemolo, Franco

Perrotti, Jack Pierson, Irina Raffo, Georg Reinking, Luca Vitone

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TENUTA BUSULMONE

Contrada Busulmone, Noto (Siracusa)

22 Giugno - 3 Novembre 2019

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1A_wjdzqjvV-1_WCI1rxakgIl07qrpMIx

 

Photology, che già dal 2012 ha intrapreso un’intensa attività di diffusione delle arti fotografiche nel territorio siciliano di sud-est, è orgogliosa di presentare l’edizione 2019/2020 di Photology AIR (Art In Ruins), il primo parco per l’arte contemporanea fotografica in Sicilia aperto nel 2018 all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone, a Noto.

Traendo ispirazione dal tema delle “rovine” come sinonimo di modernizzazione, le mostre vengono allestite negli spazi restaurati en plein air di un convento ottocentesco e lungo i tanti percorsi naturali che si trovano all’interno della tenuta.

La scelta curatoriale per il biennio 2019/2020 è ricaduta su un tema sempre più attuale, la “coscienza ambientale”, e il titolo “PRESERVACTION ne è diventato l’esplicito manifesto.

 

In particolare, le attività di Photology AIR che verranno presentate nel 2019 con il titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION, per poi svilupparsi nel 2020 sotto il nome di “PRESERVACTION NOW!”, offrono ai visitatori la possibilità di confrontarsi con opere eterogenee che vogliono invitare a riflettere sulla rappresentazione artistica della natura come via di preservazione e tutela, perché la Natura è lei stessa un’opera d’arte.

 

Ad accogliere i visitatori, all’esterno di Tenuta Busulmone, due grandi installazioni site-specific: Dissuasore di Franco Perrotti, ovvero un immenso e allegorico piccione in 642 sagome di betulla assemblate tra loro con cavi di metallo intrecciati (420 x 230 x 206 cm), il tutto irto di chiodi e punte, gli stessi usati per allontanarlo da tetti e cornicioni delle città.

La seconda installazione, 2 teste del duo Monica Cuoghi e Claudio Corsello, è una scultura in stretta relazione con il luogo e i materiali locali e in completa sintonia con il “geniusloci” di Tenuta Busulmone, unendo alla tradizione della pietra tufacea il riuso di materiale di recupero: due tubi di ferro alti 220 cm sull’estremità dei quali sono poste due teste rivolte verso Noto

 

EXHIBITIONS 2019: PRELUDE TO PRESERVACTION

 

Il progetto “LAND ART IN AMERICA” (22.06–03.11 2019) – introdotto dalla grande scultura site specific The world is yours del tedesco Georg Reinking in ferro forgiato formata da dodici elementi per una dimensione totale di 310x140cm – propone una serie di celebri lavori del fotografo italiano Gianfranco Gorgoni esposti tra le rovine del convento ottocentesco: opere fotografiche di grande formato realizzate a partire dalla fine degli anni Sessanta, in collaborazione con i grandi maestri della Land Art americana come Christo, Walter De Maria, Michael Heizer, Nancy Holt, Richard Serra, Robert Smithson, fino ai più recenti lavori con Ugo Rondinone.

L’allestimento prevede un dialogo tra gli spazi interni ed esterni del rudere, per cui Gorgoni presenta opere innovative, pensate e prodotte per essere stampate su alluminio e sottoposte a speciali trattamenti da esterno.

 

Da giugno 2019 Photology apre al pubblico anche “BELVEDERE COLLECTORS–Project Room with a View” (22.06–03.11 2019), l’unica zona espositiva coperta di Photology AIR pensata per i collezionisti e gli amanti della fotoarte.

Il nuovo spazio presenta non solo una selezione di opere originali con soggetti naturalistici di artisti di fama internazionale e un esclusivo art bookshop con libri rari, ma anche la possibilità di trovare una serie limitate di prodotti a chilometro zero provenienti dal territorio di Noto.

Gli artisti scelti per questa prima edizione sono: Gian Paolo Barbieri, Angelo Candiano, Mario Giacomelli, Jack Pierson.

La zona Belvedere gode dal secondo piano della struttura espositiva di un’incredibile vista a sud verso la Riserva Naturale di Vendicari.

 

Per la sezione “Naturalistic Trail” la mostra PLANTA MANENT (22.6.2019 – 29.09.2020) della fotografa Francesca Romana Gaglione si presenta come un’esperienza unica di walking to art con 15 istallazioni fotografiche site specific stampate su alluminio e dislocate lungo un suggestivo percorso di 2 km nella campagna mediterranea circostante la Tenuta Busulmone, che ritraggono la flora locale accompagnate da spiegazioni botaniche.

 

Planta Manent, la catalogazione fotografica permanente realizzata da Francesca Romana Gaglione, nasce con l’obiettivo di preservare, attraverso un lavoro di ricerca gli endemismi puntiformi caratteristici dell’area circostante Tenuta Busulmone, una porzione di terra che si rivela particolarmente interessante da un punto di vista botanico per via della singolare posizione geografica e delle peculiari condizioni climatiche.

Quanto più un endemismo è puntiforme, cioè relativo a un’area geografica circoscritta, tanto più sarà composto da specie ad alto rischio di estinzione.

 

Pertanto, la prima parte del progetto, una vera e propria fase di ricerca svolta insieme al botanico siracusano Paolo Uccello, si concentrerà sull’individuazione degli arbusti, degli alberi e delle infiorescenze più vulnerabili con l’obiettivo di ricostruirne la storia.

La seconda parte del progetto, invece, indagherà nella vita segreta degli elementi individuati, con l’obiettivo di trasformarli in oggetti fotografici che diventeranno parte integrante di una memoria consapevole del luogo.

 

Il progetto EDUCATIONAL PROJECT: KIDS IN ACTION (Settembre 2019 - Settembre 2020), che verrà realizzato in collaborazione con il Comune di Noto e Legambiente, ha il fine di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni alla tutela e alla pulizia dell’ambiente circostante attraverso laboratori didattici ad hoc.

Gruppi di ragazzi scelti tra gli 8 e 12 anni verranno accompagnati nel territorio del Comune di Noto con l’obbiettivo di ripulire l’ambiente naturale dai rifiuti abbandonati.

Il cleaning project servirà infine per utilizzare i materiali raccolti come elementi per laboratori artistici, seguendo le orme di artisti affermati come Damien Hirst, KCHO, Micheal Fliri.

Le creazioni saranno esposte nel corso della stagione 2020 (9 Aprile-27 Settembre 2020) in un percorso esclusivo e premiate da una giuria selezionata.

 

 

PHOTOLOGY AIR 2019-2020

Tenuta Busulmone, Contrada Busulmone, Noto (Sr)

Tel +39 051444425 |air@photology.com | www.photology.com

 

PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:

Dal 22 Giugno al 31 Agosto 2019: da martedì a domenica 16.30-20.30; Dal 1° Settembre al 29 Settembre 2019: da martedì a domenica 15-19; Dal 1° Ottobre al 3 Novembre 2019: da martedì a domenica 14-18

 

BIGLIETTO GIORNALIERO: Intero 10 €, Ridotto 7 €

GRUPPI: 7 € (Solo su prenotazione: minimo 10, massimo 20 persone)

MEMBERSHIP CARD 2019: 50 € (permette ingresso gratuito per tutti i periodi di Photology AIR)

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Anna Bussolotto, "Adolescenza impavida" Mon, 10 Jun 2019 14:31:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/567081.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/567081.html De Angelis Press De Angelis Press

ICS Maugeri

                  MaugeriInArte- Area Lounge                                                            

via Salvatore Maugeri 10, Pavia

12-30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a domenica: 9.00-19.00

 

     Inaugurazione: mercoledì 12 giugno 2019 ore 17.00

 

Immagini alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1tOJMXp6LL2Z71cVG2ueeZqrkRQx-WuHF

 

Marta, Denise, Giada, Lisa, Anna, Alice. Sono alcuni dei nomi delle adolescenti “impavide” raccontate da Anna Bussolotto, le giovani pazienti dei reparti di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova che mostrano le loro cicatrici, nel corpo e nell’anima.

Ritratte con eleganza e con mistero, le ragazze di Anna Bussolotto sono raffigurate come personaggi a metà tra le principesse e le guerriere, ma ciò che realmente le fotografie dimostrano è che ognuna di loro è semplicemente unica.

Nel novembre 2017 Chiara Azzena (Presidente di Team for Children) propone ad Anna Bussolotto di ritrarre le giovani pazienti in cura presso il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova. Le ragazze, 11 adolescenti, sentono il desiderio comunicare a tutti - soprattutto ai loro coetanei - quanta forza e coraggio mettono nella loro battaglia quotidiana contro il tumore.

Inizia così un percorso lungo 9 mesi, durante i quali Anna approfondisce la conoscenza con ognuna delle ragazze e immagina per ciascuna un personaggio tra fiaba e mitologia.  

Le ragazze offrono molti spunti, e con il supporto stilistico di Nazareno Pol ed Egidio Veronese (Arabesque) le Adolescenti impavide prendono forma.

Eleganti, misteriose, coraggiose. Ma sempre adolescenti.

 

“Adolescenti impavide” fa parte delle quindici mostre della prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione diffusa tra Pavia, Milano e Voghera nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, con la direzione artistica di Roberto Mutti e la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora.

Pavia Foto Festival favorisce la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, e affianca a musei e gallerie spazi espositivi “inconsueti” come università, enti e aziende, eccellenze culturali e produttive locali.

 

TEAM FOR CHILDREN ONLUS

Fondata a Padova nel 2009, Team for Children Onlus lavora a stretto contatto con i medici e il personale della Clinica di Oncoematologia Pediatrica in cui vengono ricoverati bambini e ragazzi affetti da gravi forme di tumori e di leucemie, realizzando grandi e piccoli progetti: un aiuto concreto e quotidiano, supportando le famiglie dei  pazienti, sostenendo la scuola in ospedale, promuovendo attività ricreative e di sostegno psicologico, oltre a campagne di raccolta fondi per la nuovi progetti.

Fra le importanti iniziative ricordiamo il progetto di “Screening Neonatale per la Drepanocitosi” e la costruzione della “Teen Zone”, un’area dell’Ospedale di Padova dedicata ai pazienti adolescenti di Oncoematologia Pediatrica.

Presidente di Team for Children Onlus è Chiara Girello Azzena.

 

 

MAUGERI IN ARTE

“Rendere un ospedale “amico dei pazienti” significa sì curare e prendersi cura quotidianamente di chi si trova a dover affrontare una delle sfide più difficili della propria vita, ma anche migliorare le strutture che li ospitano rendendole più accoglienti” ha scritto Gualtiero Brugger, presidente di ICS Maugeri Spa Società Benefit, “La bellezza dell’arte può rendere bello ciò che normalmente è un luogo  di cura e di speranza: un aiuto concreto anche per l’anima, la mente e il cuore di bambini e ragazzi che, loro malgrado, si trovano all’improvviso a dover essere grandi per affrontare qualcosa che nelle favole non c’è”.

 

 

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Ufficio Stampa Pavia Foto Festival

Studio De Angelis, Milano

t. 02 45495191 | info@deangelispress.it | www.deangelispress.it

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AA.VV.Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche Thu, 30 May 2019 10:43:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/561744.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/561744.html De Angelis Press De Angelis Press

                                                                                                     Università di Pavia

Museo della Tecnica Elettrica (MTE)                                                        

via Adolfo Ferrata 6, Pavia

1-30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico

lunedì, mercoledì e domenica: 9.00-13.00; 14.00-16.30

martedì e giovedì: 9.00-13.00

 

Inaugurazione: sabato 1° giugno 2019 ore 17.30

La storia della fotografia, l’invenzione che quest’anno festeggia il suo 180° compleanno, è sempre stata frutto di emozioni, ricerche, innovazioni infinite che non si fermano né conoscono frontiere, passando da arte riservata a pochi a mezzo di comunicazione universale.

La fotografia si basa su due grandi principi, quello estetico-creativo e quello tecnologico ma se la sua storia si è giustamente identificata con quella dei grandi autori che l’hanno realizzata, meno attenzione è stata riservata alla straordinaria evoluzione delle sue tecniche. 

 

È dunque nell’ottica di raccontare proprio le tecniche che ne hanno segnato la crescita della fotografia che il Museo della Tecnica Elettrica (MTE) di Pavia, nato nel 2007 con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio culturale della tecnica elettrica, e oggi importante punto di riferimento culturale sul territorio diretto dalla prof.ssa Michela Magliacani, presenta dal 1° al 30 giugno la mostra “AA.VV. Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche” a cura di Roberto Mutti.

 

Michela Magliacani, direttrice del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia: “Per noi è stato un onore, ancor prima che un dovere, poter ospitare nei nostri spazi una mostra che raccontasse la storia di uno dei mezzi della comunicazione più democratici che si conosca, la fotografia. L’MTE fa parte del Sistema Museale dell’Università di Pavia ed è nostro compito ricercare, conservare e divulgare la storia e la cultura della tecnica elettrica. Ovvero spiegare alle persone che vengono a trovarci la nascita di un qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti noi. Con questo spirito crediamo nell’arte e in tutte le sue espressioni per avvicinare grandi e piccoli alla conoscenza del nostro patrimonio

 

La mostra, inserita nella programmazione della prima edizione di Pavia Foto Festival, espone in apposite teche pezzi originali antichi raramente visti da vicino (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipie, carte de visite, calotipi, carte salate, autochrome, stampe "al chiaro di luna"), pellicole, diapositive e immagini analogiche di un recente passato, fotografie digitali contemporanee: un allestimento minuzioso e dal grande valore didattico, tanto che i contenuti della mostra faranno parte integrante dell’offerta formativa del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia per il l’anno accademico 2019/2020.

Tutte le storie hanno un inizio, e quella della fotografia moderna la si può far risalire al 9 luglio del 1839 con il pittore e scenografo teatrale francese Louis Jacque Mandè Daguerre che dava vita al procedimento fotografico conosciuto come “dagherrotipo”: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, svelava un’immagine speculare del soggetto fotografato.

Roberto Mutti, curatore della mostra e direttore artistico di Pavia Foto Festival: “Esposte ci sono delle vere e proprie rarità, e il tutto è accompagnato da pannelli che spiegano i differenti procedimenti, dal dagherrotipo, che realizzava fotografie che non potevano essere duplicate (si dovrà aspettare il 1841 con l’invenzione dei negativi da parte dell’inglese William Henry Fox Talbot), alle stampe al chiaro di luna. È un percorso completo e affascinante. Bisogna comprendere che quello che per noi è naturale e che facciamo tutti i giorni con i nostri smartphon, una volta richiedeva di attrezzature ingombranti e tempi di posa e sviluppo lunghissimi. Oggi si ottengono risultati eccezionali, ma senza i passaggi che vengono raccontati in mostra non esisterebbe la moderna fotografia, senza dimenticarci di veri e propri miti come la Polaroid, che grazie alla possibilità di realizzare fotografie istantanee ha in qualche modo anticipato l’era digitale

In mostra al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia, oltre a una sezione dedicata appositamente  alla fotografia di giornale e realizzata in collaborazione con La Provincia Pavese, compaiono anche opere di autori contemporanei (Beniamino Terraneo con i suoi dagherrotipi; Stefania Ricci con le cianotipie; Paolo Marcolongo con clichè verre e kyrlian; Federico Patrocinio con la fotografia stenopeica; Beppe Bolchi con il distacco polaroid in bottiglia; Roberto Montanari con la gomma bicromatata; Dino Silingardi con le stampe al platino e al carbone; Erminio Annunzi con la stampa ad annerimento; Edoardo Romagnoli con la stampa su seta e Mara Pepe con quella su stoffa, Fabrizio Garghetti con la stampa su ceramica; Giancarlo Maiocchi/Occhiomagico con una lightbox e infine Gianni Maffi con stampe su lamine in acciaio inserite in un'istallazione photoSHOWall realizzata appositamente per la mostra) che si dedicano a queste antiche e talvolta più recenti tecniche con risultati sorprendenti. 

Ma anche all'evoluzione contemporanea è dedicato molto spazio, perché il passaggio dalla “camera oscura” (in mostra esempi di comparazione fra stampe su carta baritata e politenata) alla “camera chiara” ha portato a una varietà di soluzioni che vanno dalla stampa lambda a quella ai pigmenti di carbone, dalla fine art alla stampa su materiali diversi come il propilene, il metallo, il plexiglass.  

Organizzata da photoShowall, la prima edizione di Pavia Foto Festival, vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori, propone sino 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (maggiori informazioni sul sito www.paviafotofestival.it).

 

 

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Ufficio stampa Pavia Foto Festival

De Angelis Press, Milano

t. 02 45495191 | c. 345 7190941

 

 

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Stefania Ricci "Extra Vercelli" Thu, 23 May 2019 10:00:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/558323.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/558323.html De Angelis Press De Angelis Press

DiQui (Padiglione ex 18)

24 maggio - 2 giugno 2019

via Garibaldi 69, Vercelli

 

Inaugurazione: venerdì 24 maggio 2019 ore 18.30

 

Orari di apertura al pubblico:

martedì, venerdì, domenica 10.00-22.00

sabato 10.00-23.00

 

Museo Leone

24 maggio - 2 giugno 2019

Via Giuseppe Verdi 30, Vercelli

 

Inaugurazione: sabato 25 maggio 2019 ore 18.30

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a giovedì 15.00-20.00

sabato 10.00-13.00; 15.00-23.00 | domenica 10.00-13.00; 15.00-20.00

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/11U6_I73W48AHYbhpoCHr8f5Ihp7cRf9u

 

In occasione della terza edizione di EXTRA, in programma a Vercelli dal 24 maggio al 2 giugno, Pavia Foto Festival presenta due installazioni fotografiche dell’artista piemontese Stefania Ricci, “Ritratti Still” e “Vasi cinesi”, grazie ai moduli-cornice del sistema allestitivo photoSHOWall, che permette, attraverso la scomposizione dell’immagine, di creare opere integrabili con i sistemi d’arredo tradizionali, i lavori di Stefania Ricci rappresentano due momenti importanti del suo percorso artistico.

 

“Ritratti Still” (Mueo Leone) presenta due volti nascosti e avvolti da drappeggi, che assumono così una dimensione scultorea e astratta nello stesso tempo. Lo scatto fotografico rivela l’atmosfera di mistero intorno all’opera e chiama direttamente in causa l’immaginazione dello spettatore, che può o meno dare un’identità a quei volti velati, che non sappiamo se piangono o ridono, se nascondono pudicizia o spudoratezza, vergogna o decenza.

 

“Vasi cinesi” (DiQui, Padiglione ex 18) invece un lavoro che parte dall’ammirazione per oggetti antichi e misteriosi come i vasi cinesi, da sempre custodi di simboli e storie millenarie.

Decorazioni floreali e animali vengono ridisegnate e rifotografate dall’artista, l’oggetto vaso perde la sua peculiarità di puro contenitore statico e assume un effetto di micromovimento, chiamando in causa anche qui l’osservatore e il suo libero arbitrio di leggervi ulteriori arcani e vedere nei fumi che fuoriescono nuove storie.

 

L’opera fotografica di Stefania Ricci appare dunque come una raffinata ricerca estetica che si caratterizza per un voler semplicemente affidare a dei segni o a delle tracce la propria personale e privata interpretazione della realtà, senza tuttavia mai imporsi.

Una ricerca romantica in bianconero voluta appositamente dall’artista, così da lasciare gli eventuali cromatismi alla fantasia e alla spiritualità di chi vorrà fermarsi a osservare le sue opere fotografiche.

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, con direzione artistica di Roberto Mutti e direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, 15 mostre in 14 spazi pubblici e privati tra Pavia, Milano e Voghera.

Pavia Foto Festival vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, e accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

Stefania Ricci si diploma nel 1999 all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Espone in Italia e all’estero fra Milano, Torino, Genova, New York, Parigi.

Con il ciclo degli “Insiemi naturali” è finalista al Premio Cairo Arte 2005, mentre negli anni successivi con il ciclo “Collezione di farfalle” nascono ricerche sugli insetti, sui vasi cinesi, sui diorami, sui tappeti orientali, sugli ex voto, sui teatrini fino al recente “Mappe stellari” presentato al MIA Fair 2016.

 

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Informazioni al pubblico Extra:

t. 391-7156739 | Instagram @extra_vercelli | Facebook @exravercelli

 

Ufficio Stampa Pavia Foto Festival

Studio De Angelis, Milano

t. 02 45495191 | info@deangelispress.it | www.deangelispress.it

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Milo Angelo Ramella "Bianco evanescente" Fri, 17 May 2019 12:50:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html De Angelis Press De Angelis Press

Giardini WWF

via Tommaso da Cazzaniga, Milano

ex serra della casa degli artisti

20 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 8.30-12.30; 14.30-17.30

 

Inaugurazione: lunedì 20 maggio 2019 ore 18.00

 

Immagini ad alta risoluzione</