Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Studio De Angelis Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Studio De Angelis Wed, 22 May 2019 14:49:55 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/23583/1 Milo Angelo Ramella "Bianco evanescente" Fri, 17 May 2019 12:50:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Giardini WWF

via Tommaso da Cazzaniga, Milano

ex serra della casa degli artisti

20 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 8.30-12.30; 14.30-17.30

 

Inaugurazione: lunedì 20 maggio 2019 ore 18.00

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1Vz3XPz0M5DQd17faz2hM9Awn74k9s8bv

 

La prima edizione di Pavia Foto Festival, organizzato da photoShowall, evento satellite di Photofestival Milano, prosegue con la mostra di Milo Angelo Ramella “Bianco evanescente”, in programma ai Giardini WWF di via Tommaso da Cazzaniga a Milano dal 20 maggio al 30 giugno.

 

Inserita fra le iniziative del progetto triennale “Oasi 2030: UNIPV e WWF per una cultura della convivenza e della sostenibilità”, con esplicito riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) contenuti nella c.d. “Agenda 2030” approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, “Bianco evanescente” è un meraviglioso, intimo e vitale omaggio alla stupefacente bellezza della Natura e al suo delicato equilibrio, che dipende sempre più dall’uomo e dalle sue scelte. Un contributo importante dell’autore alla sensibilizzazione sulla conservazione della Biodiversità.

 

Milo Angelo Ramella, affascinato sin da piccolo da fauna e flora che popolavano i boschi della sua infanzia, ha trovato proprio nel mezzo fotografico la maniera migliore per raccontare e difendere la sua principale musa e più grande passione, la natura, cercando di trasmettere in scatti eterei e sognanti una visione privata ancor prima che, strettamente, documentaristica.

I suoi scatti sono visualizzazioni della vita così intense, romantiche e poetiche che nelle sue foto è facile perdersi, come se si entrasse in una capsula del tempo dove si arriva a modificare la visione e la percezione di sé stessi senza sapere come sia potuto accadere.

 

 “Bianco evanescente” racconta la “quotidianità” degli animali selvatici nel loro habitat naturale: tundre innevate, foreste boreali e cieli vitrei fanno da cornice ad incontri fiabeschi avvenuti nel silenzio della natura, dove ogni sguardo e ogni sussulto nascondono un attimo di vita rubato agli abitanti di luoghi nascosti.

 “Bianco evanescente” è dunque una narrazione per immagini di ciò che accade in mezzo alla natura così come appare agli occhi di un uomo che si sente parte di quella stessa natura che ama e rispetta, ben consapevole che, se dovesse scomparire per mano dell’uomo, anche l’uomo finirebbe di esistere.

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, con direzione artistica di Roberto Mutti e direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, 15 mostre in 14 spazi pubblici e privati tra Pavia, Milano e Voghera.

Pavia Foto Festival vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, e accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

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Milo Angelo Ramella, fotografo pavese classe 1982, ha avuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali della fotografia naturalistica come esponente del mondo Fiaf quali: National Geographic, Trieremberg, Siena international photo art, Oasis, Montphoto, Nature images awards, Nature photofestival di Montier en Der.

Milo Angelo Ramella è stato campione mondiale a squadre di foto naturalistica nel 2016 con la Nazionale Italiana.

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Alessandra Baldoni "Atlas" Mon, 13 May 2019 18:42:04 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552960.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552960.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 46, Milano

15 maggio – 29 giugno 2019

Ingresso libero

 

Opening: mercoledì 15 maggio dalle 18.30

 

Orari di apertura

da lunedì a venerdì 15.00-19.00

sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

Informazioni al pubblico | info@redlabgallery.com

 

Immagini che si relazionano le une alle altre senza soluzione di continuità. Stratificazioni di racconti dove letteratura, sogno e poesia, emozioni e stati d’animo si incontrano e si sfiorano tra loro.

 

Red Lab Gallery/Miele di via Solari 46 a Milano presenta dal 15 maggio al 29 giugno la mostra di Alessandra Baldoni, Atlas, a cura di Gigliola Foschi.

 

Alessandra Baldoni, fotografa intima ed eterea, costruisce piccoli racconti da ascoltare ancor prima che da vedere, immersi nel silenzio che li avvolge con incanto.  Fotografie che possono inizialmente sì disorientare, ma che poco alla volta sprofondano l’anima in continue sollecitazioni di fronte alle quali non si può rimanere inerti.

 

Capace di creare immaginari visivi dal forte connotato favolistico, Alessandra Baldoni presenta a Milano una ricerca che sboccia in dittici o trittici costruiti con attenzione maniacale in ogni particolare, per una lettura d’insieme armonica e avvolgente, ma che nello stesso tempo potrebbero essere scomposti, e ogni scatto, ogni frammento, respirerebbe di vita propria.

 

Volti, dettagli di opere d’arte, animali impagliati, natura, corpi o parti di essi, paesaggi: questi i soggetti letterari dei “set fotografici” della Baldoni che poco alla volta riempiono le pagine dei suoi racconti sospesi, autoprodotti e senza committenza, con costanti corrispondenze fra uomo e natura.

 

Gigliola Foschi: “Essenziali ed evocative, le immagini di Alessandra Baldoni s’impongono allo sguardo per la loro forza magica e perturbante. Pervase da una sottile inquietudine, costruiscono una sorta di costellazione dove ogni opera rimanda all’altra, senza trasformarsi in una narrazione precisa e afferrabile”.

 

La forza magica delle sue immagini, come le carte dei tarocchi, sta nel loro guardarsi costantemente le une con le altre, come se ci fosse un rimbalzo continuo di riferimenti e richiami, un fil rouge che lega un soggetto a un altro, e quest’ultimo a un altro ancora. Un Atlante di narrazioni che celano spazi colmi di ricordi e stati d’animo.

Il punto di partenza della sua ricerca sono i particolari, i punti di interpunzione dei suoi manoscritti, che l’artista unisce con pazienza, senza fretta, per arrivare a raccontare, e in parte raccontarsi.

 

Aspetto preponderante nelle immagini della fotografa perugina (classe 1976) sono, inoltre, le figure umane caratterizzate da sguardi che rubano la scena: assenti, perturbanti, adolescenziali, curati con estrema perizia tecnica e comunicativa, proiettano chi li osserva in una dimensione di disincanto. Sguardi di soggetti dall’area un po’ sognante, malinconica, nel momento di massimo ripiegamento interiore, ma non per questo privi di speranza, di fronte ai quali non è così difficile identificarsi.

 

In dialogo con le immagini di Alessandra Baldoni, la vetrina della Red Lab Gallery presenta alcune opere di Florencia Martinez, artista italo-argentina che lavora con fili e stoffa, fino a creare opere germinanti e contorte, capaci di divenire presenze magiche e stregate, che accendono visioni inedite e familiari simili alle filastrocche dell’infanzia. Un albero o una testa si trasformano in figure traboccanti un’energia selvaggia, contenuta e come domata dalla forza dei fili che paiono bloccarne i movimenti e la crescita proliferante.

 

I racconti fotografici all’interno della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.

 

Durante tutte le inaugurazioni delle mostre del ciclo “Ascoltare la Terra”, lo chef Cristiano Bonolo proporrà ricette pensate per incoraggiare uno stile di vita sano e naturale, nel rispetto del Pianeta.

 

Giovedì 6 giugno alle ore 18, in occasione di Milano Photoweek, Red Lab Gallery/Miele presenta il talk “Atlas/Mondo, una mostra e un libro”.

Alessandra Baldoni e la scrittrice Silvia Camporesi, autrice di Il mondo è tutto ciò che accade (Danilo Montanari Editore 2018), libro antologia del suo percorso artistico, dialogheranno con la curatrice Gigliola Foschi per raccontare le proprie ricerche fotografiche dove si intrecciano filosofia e letteratura, poesia e memorie.

 

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Alessandra Baldoni, nata nel 1976 a Perugia, vive in un paese vicino al Lago Trasimeno.

Tra le sue mostre più recenti. Anno 2018: “Wunderkammer der Natur”, a cura di Sabrina Raffaghello, Berlino, SR-, Berlino; “Il sangue delle donne” a cura di Manuela De Leonardis (Palazzo Fibbioni, L’Aquila); “Vertigo”, a cura di Roberta Vanali (Centro Fotografico, Cagliari). Anno 2017: “Developing Italian Experimental Photography”, SR-  ContemporaryArtBerlin; “Gioco di Fantasmi”, a cura di Chiara Serri, (CSArt, Reggio Emilia); “Chronos-Le stanze del contemporaneo”, a cura di Angela Madesani (Palazzo Vezzoli, Bergamo). 

Nel 2018 i suoi lavori sono entrati nella selezione del premio Arteam Cup, a cura di Espoarte, Fondazione Zoli (Forlì), mentre nel 2017 del “Premio Fabbri”, a cura di Carlo Sala (Fondazione Fr.Fabbri, Pieve di Soligo, TV).

 

 

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Ufficio stampa Red Lab Gallery/Miele

Studio De Angelis, Milano

t. 02 45495191 | info@deangelispress.com | www.deangelispress.com

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LA STANZA DELLE MERAVIGLIE Fri, 10 May 2019 16:18:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552113.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552113.html Studio De Angelis Studio De Angelis

ANTEPRIMA VOGHERA FOTOGRAFIA

II^ Edizione

 

Nasce a Voghera la prima “Camera Obscura” stabile in Italia

 

CASTELLO VISCONTEO di VOGHERA

 

Inaugurazione Sabato 11 maggio 2019 ore 11.00

 

Orari di apertura al pubblico maggio-giugno

Domenica 12 e venerdì 31 maggio ore 10-12; 16-18

sabato 1 e domenica 2 giugno ore 10-12; 16-18

Domenica 16 giugno 10-12

 

Le date di apertura da settembre in avanti saranno comunicate successivamente

 

La seconda edizione Voghera Fotografia, manifestazione patrocinata dalla Provincia di Pavia, organizzata da Spazio 53 e dall’Assessorato alla Cultura e alla Scuola del Comune di Voghera e dedicata alla fotografia d’autore, in programma tra 14 settembre e il 6 ottobre al Castello Visconteo, presenta dall’11 maggio al 16 giugno la prima “Camera Obscura” stabile esistente in Italia, a cura di Beppe Bolchi.

LA CAMERA OBSCURA

Sarà la città di Voghera, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, ad avere la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata da Beppe Bolchi per Spazio 53 e realizzata al piano nobile nella torre nord-ovest del Castello Visconteo.

Un appuntamento da non mancare non solo per i bambini, per i quali entrare nella “Camera Obscura” sarà un’esperienza magica come nelle fiabe, ma anche per gli adulti e gli appassionati di fotografia, che riconoscono l’importanza degli studi sui raggi luminosi e sulle teorie sulla luce e, soprattutto, nella “Camera Obscura” l’antesignana della macchina fotografica.

La “Camera Obscura” si avvale del foro stenopeico (pin-hole) perfezionato e descritto nel Codice Atlantico da Leonardo da Vinci e utilizzato da Isaac Newton per le ricerche sulla prospettiva.

Nella stanza della torre nord-ovest del Castello che ospiterà in maniera permanente la prima “Camera Obscura” stabile in Italia si potrà vedere proiettata, sulla parete opposta al foro stenopeico, l’immagine nitida, seppur capovolta, della cupola del Duomo di Voghera e dei giardini e dei palazzi antistanti al Castello Visconteo.

Un nuovo modo di vedere e di conoscere la realtà con una tecnica antica, una visione magica che farà conoscere la storia e permetterà a tutti di trovarsi all’interno di una primordiale macchina fotografica.

 

Marina Azzaretti, Assessore alla Cultura del Comune di Voghera: «Con grandissimo piacere e rinnovato entusiasmo presento questa, straordinaria nella sua unicità, iniziativa culturale, che ho fortemente voluto e che permetterà a tutti i visitatori, oltre a godere di un’affascinante mostra fotografica, di vivere una magica esperienza… nella stanza oscurata, tramite un piccolo foro stenopeico, potranno provare l’emozione di osservare dal vero l’immagine proiettata e capovolta del panorama esterno in tutti i suoi dettagli. La così detta Camera Obscura. Studiata già nella penisola araba sin dall'XI secolo, fu poi ripresa da Leonardo e sviluppata durante il Rinascimento come strumento di ausilio per la pittura. In seguito, anche per la fotografia. Oggi Voghera con questa proposta si qualifica rinnovata capitale della cultura, grazie all’impegno di Spazio 53, di Beppe Bolchi e dei miei uffici».

Arnaldo Calanca, Spazio 53: «Siamo certi che la Camera Obscura di Voghera, proprio per la particolarità, la dimensione e l’unicità dell’installazione, diventerà un'esperienza affascinante per i più grandi e istruttiva per i più piccoli, grazie ai laboratori che creeremo partendo dal Foro Stenopeico».

 

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Ufficio stampa Voghera Fotografia

De Angelis Press, Milano

t. 02 45495191 | c. 345 7190941

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CITTA’ SENZA TEMPO Il paesaggio urbano attraverso la Fotografia a Foro Stenopeico Fri, 10 May 2019 14:36:28 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552025.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552025.html Studio De Angelis Studio De Angelis

ANTEPRIMA VOGHERA FOTOGRAFIA

II^ Edizione

 

CASTELLO VISCONTEO di VOGHERA

Galleria dei Feudi

 

Inaugurazione Sabato 11 maggio 2019 ore 11.00

 

Orari di apertura al pubblico maggio-giugno

Domenica 12 e venerdì 31 maggio ore 10-12; 16-18

sabato 1 e domenica 2 giugno ore 10-12; 16-18

Domenica 16 giugno 10-12

 

La seconda edizione Voghera Fotografia, manifestazione patrocinata dalla Provincia di Pavia, organizzata da Spazio 53 e dall’Assessorato alla Cultura e alla Scuola del Comune di Voghera e dedicata alla fotografia d’autore, in programma tra 14 settembre e il 6 ottobre al Castello Visconteo, presenta dall’11 maggio al 16 giugno la mostra-progetto  “Città senza Tempo. Il Paesaggio urbano attraverso la Fotografia a Foro Stenopeico” del fotografo e docente Beppe Bolchi.

 

Allestita nella “Galleria dei Feudi” che collega la torre nord-est alla torre nord-ovest del Castello Visconteo di Voghera, la mostra apre in contemporanea con la prima “Camera obscura” stabile in Italia e rimarrà anch’essa permanente.

 

Le “Città senza Tempo” di Beppe Bolchi sono paesaggi urbani di un racconto autobiografico tra Italia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Scozia caratterizzati dall’assenza totale dell’uomo, del quale se ne percepisce solamente la presenza, il passaggio, ma senza essere mai rappresentato.

 

La mostra “Città senza Tempo”, che si avvale delle pareti fotografiche a scomposizione del sistema allestitivo photoSHOWall che rompono l’univocità dell’immagine originaria, è un progetto di grande importanza culturale perchè realizzato con la fotografia a foro stenopeico, che con i suoi lunghi tempi di posa fa sì che la città venga a rappresentarsi nella sua realtà, con prospettive naturali che rendono l’atmosfera quasi onirica ma assolutamente leggibile nei luoghi, non falsati da obiettivi che in qualche modo ne “modificano” la percezione.

 

Le immagini raccolte da Beppe Bolchi sono state riprodotte su un supporto altamente tecnologico come le pellicole a sviluppo immediato, attraverso un negativo che ne raccoglie e tramanda i dettagli.

L’assenza del colore, pur nelle pastose tonalità dei grigi, restituisce bene il concetto di memoria, ricordo, fermando il tempo e, al contempo, rappresentandolo pienamente con le lunghe pose necessarie per impressionare propriamente la pellicola.

 

 

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Ufficio stampa Voghera Fotografia

De Angelis Press, Milano

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PAVIA FOTO FESTIVAL. Brina Rotunno, Another Earth Fri, 10 May 2019 11:16:37 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/551860.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/551860.html Studio De Angelis Studio De Angelis

EcorNaturaSì

    Azienda Agricola Biodinamica

                                                         Cascine Orsine                                                              

via Cascine Orsine 5, Bereguardo (PV)

11 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

martedì, mercoledì e domenica: 9.00-19.30

giovedì, venerdì, sabato: 9.00-24.00

 

Inaugurazione: sabato 11 maggio 2019 ore 12.30

 

La prima edizione di Pavia Foto Festival, organizzato da photoShowall con il fondamentale sostegno di EcorNaturaSì, prosegue con la mostra di Bruna Rotunno, Another Earth, a cura di Gigliola Foschi, in programma all’Azienda Agricola Biodinamica Cascine Orsine di EcorNaturaSì di Bereguardo (PV) dall’11 maggio al 30 giugno.

Gli scatti di Another Earth, l’ultima ricerca di Bruna Rotunno già presentata alla Red Lab Gallery Miele di Milano nel febbraio scorso, raccolgono il frutto di numerosi viaggi dell’autrice in vari luoghi del nostro pianeta.

Tuttavia, ciò che emerge dalle sue immagini non è una semplice documentazione geografica o paesaggistica, ma un racconto essenziale che fa emergere la forza dirompente della natura.

 

La fotografia di Bruna Rotunno, che ad aprile ha presentato al Parlamento Europeo insieme a Fabian Albertini il progetto “De Finibus Terrae”, nasce da un incontro intimo e appassionato con la Madre Terra, con la sua energia primigenia e i suoi colori.

L’approccio visivo della fotografa, che vive e lavora tra Milano e Parigi, è infatti magico-rivelatorio, proteso a evocare l’intensità di un legame emozionale e quasi corporeo. Le sue immagini, pervase da un senso di ineffabile mistero, sono la risposta al richiamo di una natura vista e sentita come un mondo potente, capace di stupire e di offrire esperienze profonde, nelle quali immergersi e rigenerarsi.

 

Contemporaneamente alla personale di Bruna Rotunno, EcorNaturaSì ospita sino al 30 giugno, nella sede di via Lomellina 62 a Voghera, la mostra “Sopravvento” di Marcella Milani.

Già Ambasciatrice per l’Italia in occasione della Biennale di fotografia di Jian in Cina nel 2018, presente al Pavia Foto Festival anche con la mostra “Urbex Pavia” (Dipartimento Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Pavia sino al 30 giugno), Marcella Milani è da sempre attratta da quello che accade alle architetture urbane quando vengono abbandonate e la natura prende il sopravvento, riappropiandosi, con pazienza, degli spazi.

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, con direzione artistica di Roberto Mutti e direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, 15 mostre in 14 spazi pubblici e privati tra Pavia, Milano e Voghera.

 

Pavia Foto Festival vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, e accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

 

 

 

Bruna Rotunno, nata a Matera, vive e lavora tra Milano e Parigi. Ha collaborato per anni con la Condè Nast e con le maggiori agenzie di advertising firmando campagne per clienti come Bmw, Alitalia, Audi, Loro Piana, Zegna, etc. Autrice che lavora con fotografie e video, ha esposto in Italia e all’estero. Ha avuto una personale alla Triennale di Milano (Shangai 24h, 2010) e ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2005 con il cortometraggio Sultans Dream. Il suo lavoro Women in Bali è stato esposto presso la Visual Arts di New Delhi, il Museo d’Arte Orientale di Torino (MAO) e la Sacred Gallery di Hong Kong. Ha pubblicato sei libri e vinto due volte il Prix de la Photographie Paris.

 

EcorNaturaSì da più di 30 anni si impegna, senza compromessi, nello sviluppo del sistema biologico e biodinamico, promuovendo e sostenendo gli agricoltori che coltivano in modo sano per offrire un prodotto sano.

Da sempre NaturaSì è in prima linea per incrementare l’agricoltura biodinamica, nella difesa dell’uomo e della natura, e ancor prima nella volontà di educare i giovani a uno sviluppo responsabile e a una alimentazione sempre più sana.

Ad oggi EcorNaturaSì comprende 266 aziende agricole biologiche e biodinamiche per un totale di oltre 6.000 ettari di filiera italiana.

 

Cascine Orsine è una realtà a totale produzione biodinamica fondata nel 1976 da Giulia Maria Crespi. Cascine Orsine coltiva e produce oggi con la stessa passione e rigore che ne hanno ispirato la filosofia di Rudolf Steiner: “Una unità biologica dove vivono in equilibrio terra, vegetazione, animali e uomini".



 

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Ufficio Stampa Pavia Foto Festival

Studio De Angelis, Milano

t. 02 45495191 | info@deangelispress.it | www.deangelispress.it

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MARCELLA MILANI "Urbex Pavia" Fri, 03 May 2019 01:02:55 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/548517.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/548517.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Università di Pavia

    Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali

                                                  Atrio San Felice

via San Felice al Monastero 5, Pavia

6 maggio - 28 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 8.30-18.30

Inaugurazione: lunedì 6 maggio 2019 ore 13:30

 

Marcella Milani, già Ambasciatrice per l’Italia in occasione della Biennale di fotografia di Jian in Cina nel 2018, omaggia la città di Pavia raccontandone molteplici aspetti: la bellezza nascosta e dimenticata, la potenzialità del futuro, il passato industriale ravvisabile nel patrimonio architettonico. "Urbex pavia" è un viaggio che si snoda tra le viscere di 16 aree dismesse della città raccontandone il degrado e l'abbandono all'avanzare della natura, tra speranza e rinascita.

 

Urbex Pavia è il progetto fotografico-editoriale che racconta il patrimonio architettonico del passato industriale, commerciale e sociale di Pavia.

Le immagini - rigorosamente in bianco e nero - narrano la bellezza nascosta e spesso dimenticata di questi luoghi, per riscoprirne la storia e individuarne potenzialità future” (Marcella Milani)

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino al 30 giugno 2019, un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra PaviaMilano e Voghera.

 

 

Pavia Foto Festival, che vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

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ENRICO DORIA, Dreary Town Tue, 30 Apr 2019 09:21:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547119.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547119.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Almo Collegio Borromeo

Spazio Extra

via Vercesi 3, Pavia

3 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 

Inaugurazione: venerdì 3 maggio 2019 ore 19:00

 

[...] una è la città in cui s'arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso”. Così dice Italo Calvino ne Le città invisibili, fonte di ispirazione del fotografo per questo lavoro. Il vero focus dell’artista si pone però sul senso di straniamento che la città incute in chi vi giunge, soprattutto quando la città è fredda, algida, impersonale nei suoi contrasti tra il piccolo e il grande. Una ricerca sullo spazio urbano che entra in contrasto con chi ci vive dando senso di incertezza. Un’incertezza che scrive così un nuovo nome per la città.

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e organizzata da photoShowall, realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (maggiori informazioni sul sito www.paviafotofestival.it).  

Pavia Foto Festival, che vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

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ENRICO BEDOLO, Alfabeto delle pianure Tue, 30 Apr 2019 07:54:39 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547078.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547078.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Almo Collegio Borromeo

Spazio Extra

via Vercesi 3, Pavia

3 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 

Inaugurazione: venerdì 3 maggio 2019 ore 19:00

 

Solo all’apparenza la pianura è piatta. Essa è in realtà un infinito paesaggio dell’anima sui cui scrivere, ridisegnare, immaginare. L’Alfabeto delle Pianure di Enrico Bedolo trova spazio nelle pianure fra Bergamo e Parma, fotografie che si fanno pagine di un diario intimo su cui il fotografo traccia i propri segni che si lasciano ispirare da quella superficie carica di sorprese per chi la sa osservare.

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e organizzata da photoShowall, realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (maggiori informazioni sul sito www.paviafotofestival.it).

 

Pavia Foto Festival, che vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

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GIANNI MAFFI, Nel paese dei non lettori Mon, 29 Apr 2019 19:40:24 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547021.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547021.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Almo Collegio Borromeo

Palazzo Storico

Piazza Collegio Borromeo 9, Pavia

dal 3 maggio al 30 giugno 2019


 Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 Inaugurazione: venerdì 3 maggio 2019 ore 19:00

 

 Avete presente quando si è così totalmente immersi nella lettura che nulla di quello che capita attorno viene davvero recepito? Ecco, le fotografie di Gianni Maffi riescono a cogliere esattamente questa situazione a tal punto che noi stessi ci sorprendiamo del fatto di osservarle in silenzio, come non volessimo disturbare. Realizzato raccogliendo immagini scattate in tempi e luoghi diversi, questo lavoro assume una valenza psicologica perché i veri protagonisti sono le persone che conosciamo attraverso i loro sguardi negati perché assorti nella lettura.

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e organizzata da photoShowall, realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (maggiori informazioni sul sito www.paviafotofestival.it).  

 

Pavia Foto Festival, che vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

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ALESSANDRA FUCCILLO "Fatto con i piedi" Wed, 17 Apr 2019 08:43:25 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/542546.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/542546.html Studio De Angelis Studio De Angelis


 

 

 Università di Pavia

Polo Didattico Campus Aquae

strada Cascina Cascinazza 29, Pavia

18 aprile - 30 giugno 2019

Ingresso libero

 

Orari di apertura al pubblico

Da lunedì a venerdì: 8.00-19.00

 

Inaugurazione: giovedì 18 aprile 2019 ore 18.30

 

 

Immagini ad alta risoluzione e catalogo di Pavia Foto Festival in pdf

https://drive.google.com/drive/folders/1wn5KruGD1Wk1OFDnq_cfiWmVEJ8sqVQa

 

Il percorso di Alessandra Fuccillo si presenta oggi con l’esposizione di un reportage fotografico dedicato all'atleta paralimpico Alessandro Carvani Minetti. Quel percorso nasce però in altra maniera, nell’estate del 2018, quando l’atleta chiede alla fotografa di occuparsi della sua immagine social. Quello che doveva entrare in un piano editoriale diventa un racconto intenso, toccante, ricco di riflessioni sulla straordinaria capacità di adattamento e forza di volontà dell’atleta. 

 

Nel 2003 Alessandro è vittima di un grave incidente in moto, dopo il quale perde quasi completamente l’uso delle braccia. Dopo un primo periodo di grande depressione inizia la sua nuova vita, fatta di nuove soluzioni, nuove speranze, nuova quotidianità e soprattutto molto sport. Quest’ultimo lo ha salvato ed è diventato nel 2015 Campione del Mondo di paraduathlon ai Mondiali di Adelaide.

Alessandro corre, va in bici, lavora e vive una quotidianità sviluppando le altre parti del corpo che lo rendono indipendente. I piedi sono diventate le sue mani e riesce a compiere gesti complessi e articolati.


Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, dal 16 aprile al 30 giugno 2019, un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Pavia, uno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

 

Pavia Foto Festival presenta i progetti fotografici di 14 autori: Enrico Bedolo, Anna Bussolotto, Luca Cortese, Enrico Doria, Roberto Figazzolo, Alessandra Fuccillo, Gianni Maffi, Marcella Milani, Marco Morandotti, Sara Munari, Milo Angelo Ramella, Bruna Rotunno, Zeng Yi e Ma Weiguo.

 

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival, ognuna delle quali propone almeno dodici immagini, una di queste viene proposta in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.

 

 

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SARA MUNARI "Be the bee body Be boom est, east" Mon, 15 Apr 2019 20:19:53 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541795.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541795.html Studio De Angelis Studio De Angelis

EDiSU Pavia

Collegio Castiglioni-Brugnatelli

Via San Martino 20, Pavia

16 aprile - 1° maggio 2019

 

Orari di apertura al pubblico

Da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 

Inaugurazione: martedì 16 aprile 2019 ore 20.00

 

Sara Munari è una fotografa che sa raccontare storie, che osserva le scintille che si creano quando la sua percezione si accende. Le storie di questo progetto si sono accese quando la fotografa ha incontrato le favole del folklore dell’Est Europa. Fascino, superstizione, tradizione: tutti gli elementi adatti a un racconto che narra l’incontro tra sacro e profano, che ha la voce di suoni sordi che ‘dialogano’ tra loro lasciando all’interpretazione la voce degli spiriti dei luoghi. Ogni immagine è una piccola storia indipendente che tenta di esprimere rituali, bugie, malinconia e segreti.

 

Per Be the bee body be boom mi sono ispirata sia alle favole del folklore dell’Est Europa, sia alle leggende urbane che soffiano su questi territori.  Un incontro tra sacro e profano, suoni sordi che ‘dialogano’ tra di loro permettendomi di interpretare la voce degli spiriti dei luoghi.

L’Est Europa offre uno scenario ai miei occhi impermeabile, un pianeta in cui è difficile camminare leggeri, il fascino spettrale da cui è avvolta, dove convivono tristezza, bellezza e stravaganza: un grottesco simulacro della condizione umana.

A est, in molti dei paesi che ho visitato, non ho trovato atmosfere particolarmente familiari, in tutti questi luoghi ho percepito una forte collisione tra passato, spesso preponderante, e presente.

Sono anni che viaggio a est, forse il mio sguardo è visionario e legato al mondo dei giovani, a quella che presuppongo possa essere la loro immaginazione”.

 

Concepita come festival satellite di Photofestival Milano, la prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione nata per promuovere la fotografia d’autore e concepita come un festival diffuso sul territorio, propone dal 16 aprile al 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Paviauno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, Pavia Foto Festival presenta i progetti fotografici di 14 autoriEnrico Bedolo, Anna Bussolotto, Luca Cortese, Enrico Doria, Roberto Figazzolo, Alessandra Fuccillo, Gianni Maffi, Marcella Milani, Marco Morandotti, Sara Munari, Milo Angelo Ramella, Bruna Rotunno, Zeng Yi e Ma Weiguo.

 

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival, ognuna delle quali propone almeno dodici immagini, una di queste viene proposta in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.

 

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Ufficio stampa Pavia Foto Festival

Studio de Angelis, Milano

info@deangelispres.com | www.deangelispress.com

 

 

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ROBERTO FIGAZZOLO "Berlinale.67" Mon, 15 Apr 2019 20:17:07 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541794.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541794.html Studio De Angelis Studio De Angelis

EDiSU Pavia

Collegio Cairoli

Piazza Collegio Cairoli 1, Pavia

16 aprile - 1° maggio 2019

 

Orari di apertura al pubblico

Da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 

Inaugurazione: martedì 16 aprile 2019 ore 18:30

 

Roberto Figazzolo ogni anno insegue la contemporaneità e l’originalità attraverso i festival d’autore. Un viaggio, quello esposto in mostra, che ci porta nel cuore della Berlinale, il tempio della cinematografia europea con la mostra “Berlinale.67” a cura di Susanna Zatti. Il fotografo ha saputo creare un vortice di scatti che avvolge l’osservatore in un’esperienza unica, dentro e fuori le sedi della rassegna. Immagini meglio definite si accavallano a quelle indefinite per cogliere l’attimo di un’urgente sollecitazione visiva o emotiva e vivere così, anche in modo imperfetto, un’esperienza autentica e perfetta.

 

Concepita come festival satellite di Photofestival Milano, la prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione nata per promuovere la fotografia d’autore e concepita come un festival diffuso sul territorio, propone dal 16 aprile al 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Paviauno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, Pavia Foto Festival presenta i progetti fotografici di 14 autoriEnrico Bedolo, Anna Bussolotto, Luca Cortese, Enrico Doria, Roberto Figazzolo, Alessandra Fuccillo, Gianni Maffi, Marcella Milani, Marco Morandotti, Sara Munari, Milo Angelo Ramella, Bruna Rotunno, Zeng Yi e Ma Weiguo.

 

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival, ognuna delle quali propone almeno dodici immagini, una di queste viene proposta in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.

 

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Ufficio stampa Pavia Foto Festival

Studio de Angelis, Milano

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ZENG YI – MA WEIGUO "Punti di vista, da Oriente" Mon, 15 Apr 2019 20:10:14 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541792.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541792.html Studio De Angelis Studio De Angelis

EDiSU Pavia

Collegio Cairoli

Piazza Collegio Cairoli 1, Pavia

16 aprile - 1° maggio 2019

 

Orari di apertura al pubblico

Da lunedì a venerdì: 9.30-12.30, 14.30-18.30

 

Inaugurazione: martedì 16 aprile 2019 ore 18:30

 

Gli scambi culturali tra Italia e Cina sono frequenti. Se gli italiani offrono la loro visione sul mondo cinese, avviene anche il contrario. Con questo spirito Zeng Yi (1949) e Ma Weiguo (1953) propongono il loro punto di vista sulla città con la mostra “Punti di vista da Oriente” a cura di Susanna Zatti: per una settimana hanno camminato per Pavia, hanno catturato luci e atmosfere particolari, incrociato studenti, curiosato in cortili e palazzi, scoperto statue e ornati architettonici e li hanno “tradotti” in ideogrammi cinesi. Il reportage qui esposto è uno specchio di emozioni, è come guardare in una scatola magica dove la quotidianità è rivisitata da occhi nuovi. Una rilettura della città non condizionata né dalla storia, né dalla cultura, né dall’esperienza, né dalle conoscenze, né dalle memorie e gli affetti.

 

Concepita come festival satellite di Photofestival Milano, la prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione nata per promuovere la fotografia d’autore e concepita come un festival diffuso sul territorio, propone dal 16 aprile al 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Paviauno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, Pavia Foto Festival presenta i progetti fotografici di 14 autoriEnrico Bedolo, Anna Bussolotto, Luca Cortese, Enrico Doria, Roberto Figazzolo, Alessandra Fuccillo, Gianni Maffi, Marcella Milani, Marco Morandotti, Sara Munari, Milo Angelo Ramella, Bruna Rotunno, Zeng Yi e Ma Weiguo.

 

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival, ognuna delle quali propone almeno dodici immagini, una di queste viene proposta in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.

 

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Ufficio stampa Pavia Foto Festival

Studio de Angelis, Milano

info@deangelispres.com | www.deangelispress.com

 

 

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Marco Morandotti "Je suis ici" Fri, 12 Apr 2019 16:11:23 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541016.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/541016.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Comune di Pavia

Palazzo del Broletto - Spazio SID

Piazza Vittoria 14, Pavia

13 aprile – 12 maggio 2019

 

Orari di apertura al pubblico

Sabato e domenica 10.00-12.30, 16.00-19.00

Inaugurazione: sabato 13 aprile ore 17:30

 

Je suis ici si presenta come "anteprima" della prima edizione del Pavia Foto Festival, curato da Roberto Mutti e prodotta da photoSHOWall.

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival propongono almeno dodici immagini delle quali una sola in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta proprio grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall che rompono l’univocità dell’immagine originaria

Le immagini di Morandotti sono storie di sguardi incrociati e conosciuti in luoghi dell’Africa attraversati in giornate come tante altre, perché ogni giornata è uguale alle altre, se nulla cambia mai. Sono i volti delle persone che vivono tra la Costa d’Avorio e il Ghana, o che cercano di sopravvivere raccogliendosi intorno ai dispensari, lasciandosi curare da persone appassionate che lottano. Un reportage che racconta sguardi di dolore e di speranza.

“In Costa d’Avorio, nella regione del Sud-Comoe, tra il mare e le paludi, sulle rive di un grande lago solcato da piroghe scavate da tronchi d’albero, trovi il piccolo centro di Ayamè.  Sulla cima di una delle colline ai bordi del paese, una donna appassionata e coraggiosa da più di dieci anni ospita, cura e protegge una cinquantina di bambini, alcuni appena nati, per lo più orfani o comunque soli. Nei loro occhi vedrai il dolore e la speranza e, a volte, un sorriso che li illumina come il sole alla fine della stagione delle piogge. Se poi lasci il paese e ti inoltri lungo la strada che porta a nord, non lontano dal confine col Ghana, troverai, come stazioni di una via crucis, nove dispensari, in altrettanti villaggi, alcuni così piccoli da non essere segnati sulle mappe.

Queste immagini raccontano quegli sguardi e quei luoghi, in una giornata qualunque, perché ogni giornata è uguale alle altre, se nulla cambia mai. Ogni istante è adesso, se il futuro si perde nella foschia dell’alba. Quei muri azzurri, cotti dal sole, sono testimoni quotidiani di storie insieme individuali e collettive. Quegli sguardi silenziosi ti interrogano anche senza voce. Tu cercali, quegli sguardi, e forse, incrociandoli, ti troverai”. (Marco Morandotti)

Il progetto, avviato nel 2014 e ancora in corso, si inserisce nelle azioni di cooperazione internazionale svolte dalla ONG “Agenzia n°1 di Pavia per Ayamè”, attiva sul campo in Costa d’Avorio dal 1991.

Pavia Foto Festival, concepita come un festival diffuso sul territorio dalle grandi potenzialità, in parte già realizzate (ad esempio con Voghera Fotografia e con Milano Photofestival 2019 al cui interno è ospitato), propone un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Pavia, uno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

 

I progetti fotografici che partecipano alla prima edizione di Foto Festival Pavia sono di: Enrico BedoloAnna BussolottoLuca CorteseEnrico DoriaRoberto FigazzoloAlessandra FuccilloGianni MaffiMarcella MilaniMarco MorandottiSara MunariMilo Angelo RamellaBruna RotunnoZeng Yi e Ma Weiguo.

 

La mostra "Je suis ici" è una produzione photoSHOWall

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Ufficio stampa Pavia Foto Festival 

Studio de Angelis, Milano

info@deangelispres.com | www.deangelispress.com 

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"I quadri dell'orbo" visita guidata gratuita con l'artista Fri, 05 Apr 2019 12:23:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/538537.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/538537.html Studio De Angelis Studio De Angelis

In occasione della chiusura della mostra “I quadri dell’orbo” del pittore milanese Giancarlo Cerri in svolgimento al Centro Culturale di Milano, sabato 6 aprile alle ore 17.30 è prevista una visita guidata gratuita con l’artista: un’occasione unica per scoprire come sono stati realizzati i nuovi quadri, che hanno segnato il ritorno di Giancarlo Cerri alla pittura dopo dodici anni di inattività a causa di una grave forma di retinopatia che lo ha reso ipovedente.

 

Curata da Stefano de Angelis e realizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo, l’esposizione presenta 21 opere.

Ogni dipinto è in vendita a 1.000 euro e metà del ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione e il trattamento della malattia.

 

Giancarlo Cerri, classe 1938, è uno dei più importanti pittori milanesi del Dopoguerra. Ha esposto in Italia e all’estero e le sue opere sono presenti in oltre trenta musei d’arte moderna e contemporanea italiani, tra i quali: Museo Baldini di Ferrara, Museo della Permanente di Milano, MUSEION Museo Internazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, Museo Manzoni di Lecco, Museo delle Generazioni del ‘900 di Pieve di Cento.

 

E' consigliabile laprenotazione con sms: 338-6784759

 

La mostra “I quadri dell’orbo” è ad ingresso gratuito e visitabile nei seguenti giorni e orari:  

lun-mar-mer-gio-ven 10.00-13.00, 14.00-18.00; sab-dom 15-19

 

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Ufficio stampa mostra

Studio de Angelis, Milano | info@deangelispres.com | www.deangelispress.com

 

Ufficio stampa CBM Italia Onlus

Anita Fiaschetti | anita.fiaschetti@cbmitalia.org | www.cbmitalia.org  

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Erminio Annunzi "Nel Buio si cela la Luce" Wed, 03 Apr 2019 10:29:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/537790.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/537790.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 46, Milano

5 aprile – 10 maggio 2019

Ingresso libero

 

Opening: venerdì 5 aprile, dalle 18,30

 

Orari di apertura

da lunedì a venerdì 15.00-19.00

sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

Informazioni al pubblico | info@redlabgallery.com

 

Immagini ad alta risoluzione

 https://drive.google.com/drive/folders/1qj6ZZnp2EBwW9CrLxNN-ajdPOGjL-ROD 

 

“Per questo viaggio attraverso le immagini ho usato l’ambiente di natura in quanto simbolo delle difficoltà, icona di vita e morte e continua lotta tra il buio e la luce”

 (Erminio Annunzi)

Il bosco come spazio vivente, gli alberi come protagonisti assoluti e testimoni del tempo, la fotografia come espressione intima e poetica di un racconto autobiografico.

Red Lab Gallery/Miele, di via Solari 46 a Milano, presenta, dal 5 aprile al 10 maggio 2019, la mostra fotografica di Erminio Annunzi Nel Buio si cela la Luce, a cura di Gigliola Foschi.

Nel Buio si cela la Luce, penultima di quattro esposizioni personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”, è il cammino interiore che l’autore compie in punta di piedi dentro se stesso attraverso i paesaggi notturni di una natura a lui molto vicina e cara, i boschi presso il fiume Ticino.

L’oscurità che diviene metafora delle oscurità di ognuno di noi, e che, per Erminio Annunzi, rappresenta la caducità dell’esistenza, la fragile dimensione umana, quello “oscuro sprofondamento” di fronte al quale si è trovato all’improvviso costringendolo a trovare la luce, speranza e fuga magica, come nelle fiabe.

La natura di Annunzi, centro della sua fotografia, appare nel silenzio notturno quasi invalicabile, indomita e divina nella maestosità di quel buio che amplifica sensazioni e silenzi, e trasforma il buio in paura, angoscia, tremore.

Gigliola Foschi: “Questo autore-alchimista sa trasformare la fotografia in un’avventura meditativa, in un percorso dentro di sé che è anche ascolto della natura e della sua voce. Tale viaggio interiore Annunzi lo compie anche grazie a un’immersione dentro il linguaggio fotografico, che lui indaga e rinnova dall’interno, secondo un processo creativo che si sviluppa dallo scatto alla elaborazione delle sue piccole e preziose stampe finali. Stampe che invitano alla vicinanza, a quell’ascolto e prossimità che nutrono il suo stesso vedere”. 

La ricerca fotografica di Erminio Annunzi, fortemente introspettiva ed evocativa, contiene tuttavia una fede profonda che si esprime in una luce delicata ma ben visibile che si appoggia su foglie, rami e tronchi con delicatezza, sebbene non si capisca bene da dove provenga. Una luce che dipana le tenebre e restituisce con gesto poetico la speranza in una vegetazione lussureggiante.  

I racconti fotografici all’interno della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.

In occasione della mostra Nel Buio si cela la Luce il disegnatore Giovanni Manzoni espone in vetrina un lightbox site specific dal titolo "La Danza firmata in bianco" a cura di Michela Ongaretti, interpretando lo stesso tema con differenti strumenti ed esplorando con il proprio stile suggestioni comuni al mondo del fotografo Erminio Annunzi.

Durante tutte le inaugurazioni delle mostre del ciclo “Ascoltare la Terra”, lo chef Cristiano Bonolo proporrà ricette pensate per incoraggiare uno stile di vita sano e naturale, nel rispetto del Pianeta.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo le mostre di Bruna Rotunno, Ulderico Tramacere e Erminio Annunzi, avrà come ultima esposizione la mostra Atlas di Alessandra Baldoni (giugno/luglio 2019).

 

WORKSHOP / Sabato 5 Maggio, 14.30-17.30

“Manipolazione fotografica con pigmenti al Carbone e alla Grafite”

Sabato 5 maggio Erminio Annunzi terrà un workshop dedicato a quanti, nell’opera fotografica, non si limitano alla semplice riproduzione, ma cercano una maggiore profondità creativa in grado di rappresentare con efficacia il loro pensiero fotografico.

Grazie alla manipolazione con pigmenti al carbone e alla grafite, verrà mostrato come aggiungere ulteriore creatività alle fotografie e generare opere uniche, sia nella loro artigianalità sia nel loro particolare mood.

Verranno illustrati quali sono i supporti idonei (Carte cotone artistiche Acid Free) per questa tipologia tecnica, come si stendono i pigmenti e come si modella l’immagine tramite adeguate gomme artistiche.

Il materiale per lo svolgimento del WS sarà messo a disposizione direttamente dall’artista. Per iscrizioni: info@redlabgallery.com

 

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Profondo Blu Mon, 01 Apr 2019 14:16:43 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/537252.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/537252.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Mercoledì 3 aprile dalle 17 alle 20 la Fondazione Gian Paolo Barbieri ha il piacere di ospitare l’anteprima nazionale del progetto Photology AIR 2019-2020, che inaugurerà venerdì 21 giugno presso il nuovo parco per l’arte contemporanea aperto nel 2018 all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone, a Noto, nel territorio siciliano di sud-est, dove Photology dal 2012 ha intrapreso un’intensa attività di diffusione delle arti fotografiche.

 

I visitatori potranno conoscere il progetto nel suo complesso, ma avranno anche la possibilità di vedere in anteprima assoluta quattro delle 30 opere fotografiche** del progetto “Profondo Blu” di Gian Paolo Barbieri che saranno esposte nel corso della stagione 2020 nella sezione Art Trail di

 

Photology AIR: un doveroso omaggio al lavoro del fotografo milanese, che a partire dagli anni Ottanta ha viaggiato in alcuni dei luoghi più esotici e affascinanti del nostro pianeta collezionando ritratti inediti di un’umanità e di una natura intatta, frammenti di memoria destinati a perdersi per sempre, attimi sottratti a un processo di metamorfosi e devastazione inarrestabile.

**Le opere fotografiche esposte alla Fondazione Gian Paolo Barbieri saranno visitabili sino al 7 aprile previo prenotazione inviando una mail a: info@fondazionegpb.it

 

All’anteprima nazionale di Photology AIR 2019-2020 saranno presenti, oltre a Davide Faccioli, fondatore di Photology, e a Gian Paolo Barbieri:

 

Francesca Gaglione, che presenterà il suo progetto di Catalogazione Fotografica permanente “Planta Manent”, realizzato in collaborazione con il botanico Paolo Uccello e nato con l’obiettivo di preservare, attraverso un lavoro di ricerca, gli endemismi puntiformi caratteristici dell’area circostante Tenuta Busulmone;

 

Angelo Candiano, l’artista siciliano che sarà presente nella nuova sezione “Belvedere Collectors” con l’opera Mutante (Punctum);

 

Emilio Fantin, che introdurrà le performances Esperienze sull’Impercepibile, programmata in occasione dell’apertura di Photology AIR 2019 il 21 Giugno 2019 e l’imminente Trekking19, che avrà luogo domenica 7 aprile a Milano in occasione di MiArt. Emilio Fantin prenderà inoltre parte anche a Photology AIR 2020 con un’installazione pensata per la mostra “The secret life of plants”;

 

Giada Barbieri, che per l’occasione svelerà una delle inedite installazioni di design naturalistico che saranno protagoniste nella sezione Exhibition 2020 “The secret life of Plants”.

 

La scelta curatoriale per Photology AIR  2019/2020 si è indirizzata verso un tema sempre più attuale, la “coscienza ambientale”, e il titolo “PRESERVACTION” ne è diventato il manifesto: le attività che verranno presentate nel 2019 avranno come titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION”, mentre quelle nel 2020 quello di “PRESERVACTION NOW!”.

 

Photology AIR 2019-2020 ospiterà cinque progetti naturalistico-fotografici allestiti negli spazi restaurati en plein air di un convento ottocentesco e lungo i tanti percorsi naturali all’interno della Tenuta Busulmone, e coinvolgerà in tutto quindici artisti nazionali e internazionali: Gianfranco Gorgoni, Georg Reinking, Gian Paolo Barbieri, Angelo Candiano, Mario Giacomelli, Jack Pierson, Giada Barbieri, Massimo Bartolini, Mario Cresci, Juan Pedro Fabro, Emilio Fantin, Fiamma Montezemolo, Irina Raffo, Luca Vitone, Francesca Gaglione, oltre al curatore uruguaiano Martin Craucin.

 

 

 

Inoltre, Photology AIR 2019-2020 prevede anche un progetto per i più giovani realizzato in collaborazione con il Comune di Noto e Legambiente dal titolo “Educational Project: Kids in Action”.

Il progetto ha come obiettivo quello di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni alla tutela dell’ambiente attraverso iniziative specifiche, che permetterà loro di utilizzare i materiali raccolti come elementi per laboratori artistici, seguendo le orme di artisti affermati come Damien Hirst, KCHO, Micheal Fliri.

 

In occasione della presentazione alla Fondazione Gian Paolo Barbieri il pubblico potrà degustare uno dei nuovi vini della Tenuta di Tavignano nelle Marche, il “Pestifero”: vino frizzante, nasce da uve Verdicchio, Malvasia, Sangiovese seguendo un metodo ancestrale, imbottigliato poco prima della fine della fermentazione, non filtrato e non sboccato. 

 

 

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PHOTOLOGY AIR 2019-2020

PRESERVACTION

Tenuta Busulmone,

Contrada Busulmone, Noto (Sr)

Tel +39 051444425

air@photology.com | www.photology.com

 

 

UFFICIO STAMPA PHOTOLOGY AIR 2019/2020

De Angelis Press

Via F. Arese 18, Milano

t. 02.45495191 | c 345.7190941

info@deangelispress.com | www.deangelispress.com   

 

PER PRENOTAZIONI FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI

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Giancarlo Cerri "I quadri dell'orbo" Sun, 17 Mar 2019 17:45:04 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533210.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533210.html Studio De Angelis Studio De Angelis

“Quadri dipinti senza vedere i colori, ma solo ricordandone la forza e l’intensità…”

Con queste parole il pittore milanese classe 1938 Giancarlo Cerri, da oltre dieci anni ipovedente, presenta dal 19 marzo al 6 aprile 2019 al Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4, la sua nuova mostra dal titolo più che mai evocativo: “I quadri dell’orbo”.

 

Curata da Stefano de Angelis, la mostra è stata realizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Da tempo, infatti, CBM Italia Onlus racconta attraverso la bellezza dell’arte ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. Dapprima con il “Blind Date”, il concerto al buio di Cesare Picco; dallo scorso anno con la collana editoriale edita con #logosedizioni, e ora con la nuova mostra di Giancarlo Cerri.

Le opere esposte saranno messe in vendita tutte allo stesso prezzo (1.000 euro), e il ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente in diversi Paesi come Bolivia, Paraguay e, dal 2019, in Guatemala, formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione precoce e il trattamento della malattia. La cura della retinopatia è infatti una lotta contro il tempo: è necessario trattare tempestivamente con laserterapia i neonati malati per evitare che diventino ciechi per sempre.

La retinopatia del prematuro è la prima causa di cecità infantile evitabile in America Latina. Su 10 bambini ciechi, 4 lo sono proprio a causa di questa terribile malattia causata dalla prolungata esposizione all’ossigeno dell’incubatrice nei neonati pretermine. L’incontro con Giancarlo Cerri, padre di Giovanni, anch’egli pittore e con il quale abbiamo già collaborato, rappresenta ancora una volta per CBM la possibilità di avvicinare il pubblico alla nostra mission attraverso uno strumento in cui crediamo particolarmente, l’arte, e tracciare così un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo” ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

 

LA MOSTRA

Nata da un’idea di Stefano de Angelis e Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus,

la mostra presenta 21 opere, tutte delle stesse dimensioni (100x80), realizzate nel 2017, quando l’artista è tornato a dipingere nonostante la grave maculopatia che lo affligge dal 2004 e che poco alla volta ha spento i suoi occhi, rendendolo quasi completamente cieco.

 

Una malattia tremenda, vero e proprio calvario per chiunque, ancor più per un pittore che da sempre si affida allo sguardo e ai colori per interpretare e raccontare la vita.

Dodici anni fa, esattamente nel 2006, Giancarlo Cerri aveva dovuto smettere di dipingere, non riuscendo più a distinguere i colori…Oggi, invece, si è rimesso davanti a una tela, escogitando una modalità che ha trasformato la sua pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili.

 

È stata una rivoluzione “copernicana” imposta dalla vita e fortemente voluta dall’artista: “La verità è che non mi sono mai arreso alla malattia, trovando alla fine una mia particolare tecnica che mi consente di tornare a dipingere, sia pure saltuariamente e limitatamente. Uso gli unici colori che in qualche modo ancora distinguo e che ricordo maggiormente, come il rosso, il giallo e il nero, oltre il bianco della tela

I nuovi lavori di Giancarlo Cerri, realizzati per lo più d’estate quando la luce del giorno è molto forte e aiuta a vedere meglio le tonalità, sono stati “costruiti” con una tecnica molto particolare, posizionando sulla tela alcune carte di varie misure, a creare spazi geometrici all’interno dei quali dipingere. Si tratta dunque di opere che, prima di essere create sulla tela, vengono dipinte per “immaginazione compositiva”, attraverso una vera e propria “architettura” del quadro stesso, con colori acrilici usati in maniera cromaticamente timbrica, così come era solito fare quando lavorava unicamente con i colori a olio.

 Il risultato, sono dipinti astratti di grandissimo impatto visivo, ma che mantengono intatte le peculiarità del “fare pittura” di Giancarlo Cerri, da lui stesso definita “astrattismo concreto”: sottrazioni alla ricerca dell’essenziale, contrasti di forze contrapposte che reclamano il proprio spazio.

Decisamente non più una pittura istintuale e di movimento, ma una pittura prevalentemente di composizione, ugualmente potente e intensa.

Opere costruite prima nella mente, capaci di evidenziare come Giancarlo Cerri sia sempre in grado di leggere la società e le vibrazioni che quest’ultima trasmette, grazie a una straordinaria capacità, anche nel passaggio da vedente a disabile, di utilizzare il linguaggio espressivo che ha accompagnato la sua vita per oltre cinquant’anni: la pittura.

Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Stefano Crespi.

A tutti i visitatori presenti il giorno dell’inaugurazione verrà dato in omaggio una copia del catalogo.

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CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM Italia fa parte di CBM, organizzazione attiva dal 1908 composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) e che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativo.  Dal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. CBM opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo.

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NYLON Wed, 06 Mar 2019 12:52:35 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530211.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530211.html Studio De Angelis Studio De Angelis