Comunicati.net - Comunicati pubblicati - diego_me Comunicati.net - Comunicati pubblicati - diego_me Sun, 27 Sep 2020 08:43:51 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/23213/1 Un esempio che molte aziende dolciarie dovrebbero seguire: Ferrero Tue, 10 Apr 2018 13:03:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/475766.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/475766.html diego_me diego_me Tutte le aziende dolciarie italiane dovrebbero conoscere la storia di una delle più grandi aziende dolciarie del mondo, la “Ferrero”. Un’ azienda sicuramente innovativa e che attua una strategia ed una pianificazione pubblicitaria altamente creativa e rivoluzionaria dal periodo della sua nascita, ovvero il dopoguerra.


In questo articolo vedremo con quali strategie una delle migliori aziende dolciarie è riuscita a conquistare, non solo l’Italia ma anche i mercati esteri e vedremo come sono nati i loro prodotti e in quale periodo. Tutti dovrebbero conoscere la storia della “Ferrero”, indipendentemente dal settore in cui si opera, perché è proprio da alcune delle azioni da loro intraprese che tanti imprenditori dovrebbero prendere spunto per migliorare il proprio business.


Nel maggio del 1946 nasce ”Indusria Ferrero”, un piccolo laboratorio di pasticceria in Piemonte e precisamente ad Alba, in cui vengono fatti esperimenti e si ha la volontà di creare prodotti golosi ed innovativi. Pietro Ferrero è il fondatore e si avvale della collaborazione del fratello Giovanni e del figlio Michele di soli vent’anni, per poi dare lavoro a circa 40 mila lavoratori italiani.


Nell’immediato dopoguerra non era facile reperire materie prime e ingredienti anche quelli più semplici, per cui l’intuizione fu quella di sfruttare le materie che il territorio offriva, ovvero le nocciole. Nasceva così il primo prodotto targato Ferrero, “la Pasta Gianduja” o “Giandujot” una barretta a base di nocciole che tagliata a fette, può essere spalmata sul pane, un prodotto a basso costo e che si rivolge a tutti.


L’obiettivo era proprio quello di dare alla pasticceria un tocco diverso, non d’elite ma in grado di attirare quanti più clienti possibili, concedendo a tutti l’opportunità di gustare i loro prodotti. Fu questa la formula magica che Ferrero utilizzò per conquistare Alba ed il Piemonte.


Ora l’attenzione della neonata attività dolciaria si rivolge all’espansione della vendita del “Giandujot” in tutta Italia, ma come fare? L’idea venne a Giovanni Ferrero, fratello di Pietro, dopo un’inaspettata avventura a Milano, avvenuta durante l’incontro con un grossista.


Durante l’attesa, l’auto di Giovanni venne circondata da tantissime persone che intendevano acquistare subito il “Giandujot”, tanto che vendette all’istante tutto il carico che aveva con sè. Fu così che nacque l’idea di realizzare una fitta rete di vendita, a livello nazionale, con tantissimi furgoncini marchiati “Ferrero” sparsi per le varie città e regioni italiane, che distribuivano i prodotti direttamente al consumatore finale senza affidare la vendita ai vari rivenditori.

Per un’ azienda altamente innovativa, sfornare nuove idee è molto facile, agli inizi degli anni 50 che nascono i nuovi prodotti targati “Ferrero” tra cui:


  • “Cremalba” che cambiò nome successivamente in “Supercrema” e può ritenersi un’antenata della “Nutella”. Un prodotto spalmabile venduto in bicchieri di vetro o barattoli.

  • “Cremablok, cioccolato ripieno di nocciola

  • “Il Sultanino”, una stecca di cioccolato venduta a seguito di un test di gradimento effettuato di nascosto dal figlio di Pietro Ferrero, contro la volontà di Giovanni. Test che ebbe un esito positivo tanto che le richieste per questo prodotto furono tantissime.


I prodotti “Ferrero” sono grandi successi nazionali che hanno conquistato un’ampia fascia della popolazione ed ora, l’intento è quello di espandere la vendita a nuovi mercati, in particolare quello tedesco.


Nel 1956 nasce il primo stabilimento estero ma non solo, viene ideato un nuovo prodotto proprio con l’intento di affermarsi nei mercati tedeschi. Parliamo di “Mon Chéri” una pralina di cioccolato con all’interno una gustosa ciliegia. Inutile dire quali siano stati i risultati raggiunti con questo prodotto, “Mon Chéri” è sul mercato ancora oggi ed è un grande successo.


Negli anni sessanta, l’azienda passa sotto la direzione di Michele Ferrero che ne aumenta la creatività utilizzando forme promozionali originali ed innovative, con l’obiettivo di rivolgersi sempre più ai mercati esteri e creare così un brand di fama mondiale.


Nascono da questo momento, fino ad arrivare ad oggi, tantissimi prodotti che ancora abbiamo il piacere di gustare:


  • “Nutella” è una rivisitazione della “Supercrema” alla quale viene cambiato il nome al fine di portare il prodotto fuori dai confini (nut è una termine inglese che significa nocciola)

  • “Kinder Cioccolato” una berretta di cioccolato ripiena di latte, anche in questo caso, la scelta del nome è strategica poichè kinder è un termine tedesco che significa bambino.

  • “Pocket Coffee”, letteralmente pacchetto di caffè, una pralina di cioccolato con all’interno del caffè.

  • “Tic Tac”, delle mentine confezionate in piccoli astucci, questa è la scelta aziendale per la conquista del mercato Statunitense.

  • “Ferrero Rocher” è divenuto oggi il prodotto simbolo dell’azienda.

  • “Kinder Fetta al Latte”, “Kinder Pinguì”, “Kinder Paradiso”, “Kinder Bueno”, sono snack pensati esclusivamente per i ragazzi.



Le aziende dolciarie italiane hanno tanto da apprendere ed imparare dalla storia di “Ferrero” una delle più grandi aziende a livello mondiale.

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La cucina tipica salentina: in passato ed al giorno d’oggi Thu, 12 Oct 2017 15:48:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/455701.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/455701.html diego_me diego_me La cucina tipica salentina è una tipologia di cucina umile e povera, ma molto variegata e ricca di nutrienti e sapori, questo è dovuto anche per le tante dominazioni e civiltà che si sono avvicendate in queste terre lasciando tracce indelebili non solo nell’arte, nella cultura, nell’architettura, ma anche nella gastronomia salentina.

La cucina tipica salentina si avvicina molto alla classica cucina mediterranea composta sia da ingredienti di mare che di terra dando così un aroma particolare ed unico ai piatti che vengono composti. Per questo motivo ritengo che sia una cucina molto variegata poichè è possibile comporre piatti sia con verdure che con carne, pesce, tuberi, e spezie di vario tipo; ingredienti che tradizionalmente venivano e vengono coltivati e pescati per lo più nella zona del Salento a km 0.

La cucina salentina nasce nei ceti più bassi e dalla loro inventiva e necessità di dover sfamare famiglie molto numerose e per questo motivo si cercava di creare piatti nutrienti ma non molto costosi. Per questo motivo venivano utilizzate molto le verdure sia quelle coltivate che quelle selvatiche, ovvero offerte direttamente dalla terra, delle quali il Salento ne è pieno e se ne trovano diverse tipologie tra cui:

  • cime di rapa in salentino vengono chiamate “rapacaule”,

  • cavolfiori, verze, “mugnuli”,

  • bietole,

  • cardi,

  • carciofi,

  • melanzane,

  • pomodori,

  • peperoni,

queste sono quelle che normalmente vengono coltivate per quanto riguarda le verdure selvatiche ci sono:

  • cicorie, comunemente chiamate “cicore reste”,

  • crespigno, conosciuto in Salento come “zangune”,

  • asparagi selvatici,

  • senape selvatica o “sanàpi”,

  • lampascioni detti “pampasciuni”

Piatti tipici sono: parmigiana di melanzane, cicorie con la purea di fave, polpette di melanzane, “muersi” ovvero pane con piselli e cavoli,

Anche i legumi sono molto utilizzati nella cucina salentina per zuppe e passati tra cui fagioli,lenticchie, piselli, ceci e fave.

Molto utilizzata era anche la farina d’orzo, poichè meno costosa rispetto alla farina di grano, con la quale si faceva il pane, le frise e la “pasta fatta in casa”. Ricordiamo anche le rinomate ed ormai famose “pittule”

Tipicità di questa zona era l’utilizzo delle lumache nella propria cucina proprio perchè era un prodotto che arrivava direttamente dalla terra e quindi a costo zero, soprattutto  i cosiddetti “municeddrhi” tipiche lumache dal guscio marrone oppure le “cuzzeddrhe” o “cozze piccinne” più piccole e dal guscio bianco.

La carne invece era un alimento costoso che non tutti potevano permettersi e per questo la si mangiava solo nei giorni di festa, molto utilizzata era la carne di cavallo poichè era un animale molto utilizzato nei lavori nei campi ed una volta diventato vecchio veniva utilizzato come alimento, come ad esempio i pezzetti di cavallo al sugo. L’agnello invece era un alimento tipico Pasquale del quale non andava buttato mai niente poichè le interiora venivano utilizzate per fare degli involtini detti “turcinieddrhi” o “gnemmarieddhri”.

Il Salento è terra di mare per questo anche il pesce ed i mitili occupano un posto molto importante nella tipica cucina salentina:

  • polpo detto “purpu

  • baccalà

  • pesce azzurro

  • cozze

  • vongole

Piatti tipici sono: purpu a pignata, linguine ai frutti di mare, scapèce, zuppa alla gallipolina, pepata di cozze, riso patate e cozze meglio conosciuta in Salento come “taieddrha”, vermicelli col baccalà, spaghetti ai ricci.

 

Questa è la cucina tipica salentina  nata come cucina povera e per poveri mentre oggi è apprezzata dai tantissimi turisti che ogni anno arrivano in Salento per le vacanze e vengono coccolati e ammaliati da questi piatti con sapori intensi e decisi.

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Attrezzatura fotovoltaico: fattori che incidono sull’ efficacia Thu, 12 Oct 2017 11:07:05 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/455652.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/455652.html diego_me diego_me Analizzare il costo di un programma di riproduzione energetica eco sostenibile è un buon passo verso la decisione della sua installazione. Molto importante è,quindi, scegliere una buona azienda che si occupi di installare un' attrezzatura per pannelli solari.

L’installazione di un' attrezzatura è inizialmente un investimento e capire come e quanto sia possibile risparmiare è un fattore che orienta il consumatore nella scelta poichè impatta direttamente sulle bollette e quindi sull’economia familiare o aziendale.

Il riflusso economico dipende specialmente dalla produzione effettiva, con un’ottimo impianto del sistema fotovoltaico è possibile realizzare una generazione energetica necessaria ad abbassare, in breve tempo, i costi di acquisto e di installazione dell’impianto.

Per questo un componente fotovoltaico deve garantire la riproduzione energetica in modo persistente, stabile e sicuro e deve essere in grado di ottenere servizio di alto tenore.

I fattori che determinano la praticità di un' attrezzatura sono molti, e riguardano direttamente il programma installato e le parti che lo compongono come ad ipotesi moduli, cavi, inverter ma anche fattori ambientali riguardanti il zona di installazione ed il posizionamento.

Per quanto riguarda i componenti esterni all’ attrezzatura è necessario tener in considerazione sicuramente l’inclinazione, l’orientamento, la temperatura e la pulizia dei moduli. Trovare la migliore inclinazione rispetto al suolo è una buona maniera di ottimizzazione, per poter realizzare un buon attrezzatura fotovoltaica è meglio un’ angolazione di 30-35 gradi ed andrà ad aumentare nei luoghi che si avvicina all’equatore, più ci si avvicina e più aumenta.

Dirigere il pannello solare verso meridione ed avere una temperatura intorno ai 25 gradi è altrettanto necessario se si vuole ottenere rendimenti elevati dato che si avranno così le migliori situazioni possibili per la generazione energetica. Naturalmente la periodica pulizia dei pannelli è una attività che aiuta a tenere elevati standard produttivi dato che la terra ostacola la piena ed effettiva ricezione dei raggi solari sulle celle fotovoltaiche.


Per quanto riguarda i fattori interni all’ installazione dell’ attrezzatura fotovoltaico è prudente fare attenzione in particolar modo all’usabilità dei pannelli e dunque a guasti ed usure dovute all’ decadimento dei moduli o alla loro effettiva qualità. Anche se questo può essere un dilemma di poco conto dato che solitamente le aziende del settore danno garanzie a 10, 20 o 30 anni.

Per essere in grado di calcolare il rendimento di un impianto fotovoltaico si prende come citazione lo Standard Test Condition, il quale utilizza una formula per poter calcolare il livello di rendimento di un impianto, più alta è la quantità di energia solare che riesce a convertire in energia elettrica e meglio è.

Solo a intento informativo la formula utilizzata dallo Standard Test Condition è la seguente:

R = (potenza impianto / Superficie occupata / 1.000) x 100

Naturalmente questa formula restituisce un prodotto inerente alla parte di energia solare effettivamente convertita in energia elettrica, tuttavia solo in alcune condizioni standard ovvero se vengono considerate:

la massima potenza dell’impianto meglio definita come energia “di picco”
temperatura pari a 25 gradi
irraggiamento solare pari a 1000 watt per metro quadro.

Per maggiori informazioni e delucidazioni si consiglia di contattare un esperto del settore o un’azienda installatrice di un attrezzatura fotovoltaico.

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Dentoni pasticceria: il centro del Salento Thu, 28 Sep 2017 17:42:42 +0200 http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/453918.html http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/453918.html diego_me diego_me Dentoni Pasticceria è il cuore di Torre dell’Orso, un’attività trentennale che ha visto generazioni e generazioni passare da lì, per gustare un buon cono gelato o un ottimo caffè o un abbondante aperitivo.


La torta crepes di Dentoni Pasticceria è una vera e propria bomba di gusto, se non l’hai mai provata è arrivato il momento di farlo altrimenti te ne pentirai amaramente, è una delle più buone torte mai mangiate in tutta la mia vita. Provare per credere.

Una volta che ti sei deliziato con tutte queste cose, puoi decidere cosa vorresti fare durante la tua giornata o serata in Salento.


Momenti indimenticabili da condividere con la persona che ami, amici, parenti, potendo godere di relax e divertimento allo stesso tempo. Questo è il fantastico mondo del Salento:


  • Torre dell’Orso

  • Otranto

  • Roca

  • San Foca

  • La Grotta della Poesia

  • Sant’ Andrea

  • Lecce

 

Di cose da fare e da vedere ce ne sono veramente tante: puoi fare un bel bagno in mare a Torre dell’Orso e quindi scendere sulla chilometrica spiaggia e goderti il sole in totale relax, oppure puoi decidere di spostarti da Torre dell’Orso e quindi decidere se rimanere nella zona di Melendugno e le sue fantastiche marine o se visitare Lecce o altri paesi e borghi.


Se decidete di rimanere nella zona della fantastiche marine di Melendugno potete decidere di andare a godervi il mare e la  ventilata spiaggia di San Foca, oppure andare ad ammirare “La Sfinge” immersa nelle acque di Sant’ Andrea.


Altre località da visitare sono sicuramente Roca con i suoi scavi, e le sue rovine antiche, sia la Grotta della Poesia che come il nome suggerisce è un posto veramente poetico e che regala alla vista dei panorami assurdi, molto famosa per la sua piscina naturale d’acqua marina che per i bagnanti che si tuffano in modo spettacolare dai suoi scogli.


La cittadina più affascinante da visitare è sicuramente Otranto con i suoi vicoli e le sue discese e salite in cui puoi trovare di tutto, locali notturni, pub, pizzerie, bar, ristoranti, gelaterie, negozietti di souvenir e cartoline. Tra i tanti monumenti di Otranto va sicuramente ricordato il castello aragonese dal quale si ha una vista molto bella della cittadina e del mare. Soprattutto nel pomeriggio è’ da ammirare il tramonto mozzafiato che ogni giorno propone agli abitanti del posto ed ai suoi visitatori.


Oppure puoi decidere di visitare Lecce, una delle città più belle d’Italia, dove arte, cultura, storia e tradizioni si intrecciano l’una all’altra creando una città estremamente particolare e calorosa sia come temperatura che come temperamento delle persone autoctone.  Qui puoi mangiare il calzone, il pasticciotto nelle sue molteplici forme, il rustico, ed il caffè leccese, potendo ammirare l’arte barocca delle varie chiese che si dislocano su Lecce senza farti mancare la visione della Chiesa di Santa Croce, del Duomo e del mitico Anfiteatro situato in Piazza Sant’Oronzo.


Questo itinerario è perfetto se si vuole passare una “classica” vacanza salentina all’insegna del divertimento e senza farsi mancare momenti di cultura, arte, storia e sapere, ma prima devi assolutamente gustarti un buon caffè ed un buon dolce presso Dentoni Paticceria.

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Agriturismo a Otranto: ed immergersi nella storia salentina Tue, 26 Sep 2017 10:40:50 +0200 http://comunicati.net/comunicati/turismo/varie/453562.html http://comunicati.net/comunicati/turismo/varie/453562.html diego_me diego_me Per poter trascorrere al meglio un week end, un soggiorno o meglio ancora una vacanza nel Salento non puoi fare a meno di pranzare o cenare in un agriturismo a Otranto.


L’agriturismo a Otranto è un posto in cui puoi rilassarti nel bel mezzo del verde della natura, e gustare la tipica cucina salentina, con sapori forti ed intensi e prodotti che provengono direttamente dal territorio a km 0.


Otranto è una cittadina  tra le più belle della costa adriatica salentina, tra le più curate e pulite. un borgo grande in cui poter ammirare i colori del mare, tra vicoli, salite, discese, negozietti in cui acquistare souvenir, pub, bar, ristoranti. Ma non solo, Otranto è piena di cattedrali, chiese, monumenti storici ed il castello aragonese, quindi è una cittadina che ha una storia molto importante.


Il castello aragonese è un’antica fortezza militare costruita tra il 1485 e il 1498 da Fernando I D’Aragona. Il castello presenta una pianta a forma pentagonale, cinta da un fossato di protezione, presenta tre torri cilindriche ed un grande stemma appartenente a Carlo V sopra l’ingresso principale. Oggi utilizzato principalmente come splendido teatro per mostre ed eventi culturali.


Poco distante dal castello troviamo la cattedrale di Santa Maria Annunziata, la chiesa conserva infatti i resti del massacro degli 800 fedeli che, durante l’invasione dei turchi nel 1480, tentarono la resistenza non volendo rinnegare la propria fede. Il massacro dei martiri d’Otranto è una delle pagine più dolorose e tristi della città e ammirare all’interno della cattedrale la cappella dei martiri è un’esperienza particolare. Nella chiesa vi è anche il mosaico pavimentale, vero e proprio capolavoro che raffigura “L’Albero della Vita”, in cui vengono raffigurati molti episodi dell’Antico Testamento soprattutto sul cammino che l’uomo deve svolgere per purificarsi dal peccato originale e raggiungere la salvezza eterna; contiene anche molti riferimenti pagani e numerose tracce del simbolico ruolo storico che Otranto ha svolto fra Occidente ed Oriente.


Altra struttura religiosa da visitare è la Chiesetta di San Pietro, un’architettura bizantina famosa per la ricchezza degli affreschi situati al suo interno. Il nome è dovuto alla credenza che San Pietro passò proprio da qui durante il suo cammino dalla Palestina verso Roma. Si tratta della chiesa più antica di Otranto, facendo risalire il suo nucleo centrale addirittura al V secolo.


Una delle principali attrattive della città è l’impareggiabile mare e gli splendidi scenari naturali: muovendosi quindi lungo la litoranea verso nord, nel giro di pochissimi chilometri, troviamo siti balneari contraddistinti da una natura fantastica e da ambientazioni da favola: la Baia dei Turchi, storico luogo dell’approdo dei soldati turchi, con la sua spiaggia ed il mare limpido come pochi. I Laghi Alimini, due splendidi bacini di acqua dolce l’uno, e salato l’altro, alimentati da diverse sorgenti e circondati da una fantastica macchia mediterranea e introdotti da una bianchissima spiaggia.


C’è solo l’imbarazzo della scelta delle cose da vedere e fare nel salento, ma una delle cose assolutamente da provare è quella di prenotare e gustare i piatti tipici salentini presso un’ agriturismo a Otranto.

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Mercato ortofrutticolo e prezzi all’ingrosso: ecco come funziona! Thu, 07 Sep 2017 10:22:27 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/450034.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/450034.html diego_me diego_me Il mercato ortofrutticolo con prezzi all’ingrosso si occupa del commercio dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli sia freschi che trasformati o conservati. Normalmente il mercato è gestito da una società detta ente gestore, che si occupa di:


  • gestione dei punti vendita

  • gestire il personale alle dipendenze

  • vendere i prodotti

  • organizzare la struttura della società

 

L’ente gestore stabilisce quali punti vendita assegnare per attività continuative e per le attività a carattere occasionale, ovvero quelle attività svolte per un periodo di tempo non superiore a trenta giorni consecutivi. L’area assegnata al punto vendita dev’essere costituita da una  platea, aderente al posteggio e le aree destinate alla sosta dei mezzi e delle merci in attesa di carico e scarico e da un magazzino utilizzato per la vendita dei prodotti e l’amministrazione dell’azienda.


L'uso del punto di vendita comporta l'obbligo del soggetto autorizzato ad indicare nome, cognome, nome della ditta, la ragione sociale, legale rappresentante, sede e numero di codice fiscale utilizzando un’insegna e di corrispondere all'ente gestore il corrispettivo che l'ente stesso determina a norma delle vigenti disposizioni di legge ed in relazione alle spese di funzionamento del mercato ed ai suoi servizi, oltre che le imposte e le spese di miglioramento ed adeguamento dei relativi impianti.


Sono ammessi al mercato per le operazioni di vendita e per quelle di acquisto i soggetti indicati dalla legge ed particolare i produttori agricoli singoli o associati. Possono effettuare operazioni di acquisto anche gli iscritti nel "Ruolo ordinario agenti affari in mediazione" per i prodotti trattati in mercato. Possono accedere al mercato, nell'orario di apertura dello stesso, quanti siano in possesso dell'attestazione e della conseguente autorizzazione. Per le vendite effettuate con il sistema dell'asta pubblica sono infine ammessi al mercato anche astatori.  


La merce esposta nei punti di vendita deve essere ripartita in distinte cataste, secondo le diverse specie, qualità e provenienza, quando quest'ultima caratterizzi il prodotto. Dell'esatta osservanza delle norme riguardanti la qualificazione, la classificazione ed il confezionamento della merce posta in vendita nel mercato è responsabile l'operatore che ne tratta la vendita.


L'ente gestore del mercato ortofrutticolo con prezzi all’ingrosso assume alle proprie dipendenze, oltreché il Direttore del Mercato, tutto il personale necessario all'espletamento dell'attività di Direzione del Mercato ed ai servizi del mercato stesso, in quanto gestiti direttamente dall'ente gestore.


Il mercato dispone dei seguenti servizi:


  • Servizio igienico-sanitario,

  • Servizio di polizia annonario-commerciale,

  • Servizio di polizia amministrativa interna al mercato,

  • Servizio di rilevazione statistica e di elaborazione dati,

  • Servizio di pesatura e verifica del peso,

  • Servizio bancario e di tesoreria,

  • Servizio di facchinaggio e di trasporto all'interno del mercato


Nel mercato ortofrutticolo i prezzi all’ingrosso sono definiti nel corso di vere e proprie aste, in cui i compratori cercano di aggiudicarsi i prodotti ortofrutticoli al miglior prezzo. Le partite di ortofrutta vengono in un primo momento visionate dai compratori, successivamente i prezzi all’ingrosso delle varie partite ortofrutticole vengono poi battuti all’asta in una sala attrezzata con monitor ed orologio, che permette di visualizzare le partite di ortofrutta in oggetto. L’asta è considerata il miglior modo di contrattazione dei prezzi in questo settore.

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Fotovoltaico a Lecce: consigli utili Fri, 21 Jul 2017 12:53:42 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/441675.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/441675.html diego_me diego_me Il fotovoltaico a Lecce è molto utilizzato al giorno d’oggi, un aumento della domanda ha portato alla nascita di diverse aziende tra cui:


  • Est Energy srl

  • Lokavis Energy srl

  • Glasspro

  • Ecolgea

  • Kaleos srl

 

Oggi è possibile avere un ottimo impianto fotovoltaico a Lecce che sia in grado di soddisfare le tue esigenze di privato o d’azienda.

Un impianto fotovoltaico è un'installazione in grado di ottenere energia elettrica sfruttando la luce solare. Tale impianto è composto da  pannelli fotovoltaici, detti anche moduli che sono fissati ad una struttura di supporto e rappresentano la parte più importante e visibile dell'impianto, in quanto la loro funzione è quella di catturare l'energia del sole e trasformarla in energia elettrica. L'Inverter è un dispositivo elettronico che si occupa della conversione della corrente continua prodotta dai pannelli in alternata, ai quali è connesso tramite quadri elettrici e cavi di collegamento. Esistono vari tipi di inverter tra cui:

  • Inverter per Grid Connected: utilizzato negli impianti connessi alla rete elettrica e si occupa del controllo della tensione e della frequenza della corrente alternata in uscita.

  • Inverter per Stand Alone: installato negli impianti isolati e deve convertire la corrente continua accumulata nelle batterie dai pannelli fotovoltaici.

L’utilizzo di un impianto fotovoltaico apporta notevoli vantaggi:

  • Elevata affidabilità dell'impianto e quindi lunga durata nel tempo.

  • Azzeramento dell'inquinamento legato al fabbisogno energetico.

  • Il non utilizzo di combustibili fossili.

  • Possibilità di modificare la potenza dell'impianto in qualsiasi momento, semplicemente variando il numero di moduli.

E’ da tener conto sicuramente l'investimento iniziale che può essere più o meno importante a seconda delle esigenze e il rendimento non omogeneo legato alla disponibilità di luce solare nei vari periodi dell'anno e all'alternarsi del giorno e della notte.

I pannelli solari possono essere posti su qualsiasi superficie che sia  un edificio, un’abitazione o un terreno, per decidere però quale sia il luogo migliore bisogna tener presente i seguenti parametri:

  • quantità di spazio a disposizione;

  • inclinazione ed esposizione dei pannelli

  • la superficie deve essere rivolta verso sud, eventualmente sud-est, sud-ovest

  • non devono essere presenti ingombri capaci di interferire con l'effettiva esposizione alla luce del sole dei pannelli, come alberi, camini ecc.

Caratteristica principale di questi impianti è quella di accumulare l’energia prodotta, inoltre quantificare l'energia prodotta da un impianto è molto importante in quanto anche il guadagno derivante dall'investimento è strettamente legato a questo dato. Ci sono molti elementi ch concorrono alla determinazione di tutto ciò:

  • Quantità e intensità delle radiazioni solari intercettate dall'impianto.

  • Inclinazione ed orientamento dei pannelli.

  • Eventuale presenza e quantità di impedimenti alla ricezione della luce solare.

  • Rendimento delle varie parti che compongono l'impianto.

  • Irraggiamento e temperatura ambientale.

Se il cielo è ricoperto da nuvole la produzione di energia non si interrompe, ma ovviamente si riduce proporzionalmente, in caso di cielo intensamente nuvoloso, dei pannelli cristallini producono il 10-30% dell'energia che produrrebbero nelle giornate di sole.

I pannelli fotovoltaici non contengono assolutamente materiali tossici o dannosi, e come tutti i rifiuti ingombranti, deve essere smaltito presso i locali servizi addetti a tale funzione, inoltre la maggior parte dei materiali contenuti sono riciclabili, come il silicio, il vetro, plastica e metalli.

Se stai pensando seriamente di installare un sistema di questo tipo segui tutti questi consigli per poter ottenere un ottimo impianto fotovoltaico a Lecce.

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Rifugio Lavaredo: come arrivarci in modo economico Fri, 07 Jul 2017 09:53:53 +0200 http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/439445.html http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/439445.html diego_me diego_me Quello che andiamo a descrivere in questo articolo è un buon modo per arrivare al Rifugio Lavaredo spendendo il meno possibile.

Arrivati a Misurina potete trovare informazioni presso gli appositi uffici informativi in cui vi verrà indicata la strada per raggiungere le Tre Cime di Lavaredo e vi sarà chiesto di acquistare la “carta dei sentieri” al modico costo di un euro.

Il Rifugio Auronzo è il primo dei rifugi ed è situato ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo,ed è raggiungibile solo se si è disposti a pagare un pedaggio, salire a piedi o prendere l'autobus. Il pedaggio ha un costo che si aggira attorno ai 90€ per i pullman,30€ per i camper, 20€ per le auto, 18€ per i motocicli. La possibilità di salire a piedi oppure in  bici è un’idea molto suggestiva, ma è meglio farlo al mattino, c’è un pò di strada da fare e  ci si può impiegare all’incirca un’ora e anche più.

Per poter salire a piedi occorre seguire il sentiero 101 che è facilmente accessibile dal casello del pedaggio dotato di un piccolo parcheggio, solitamente sempre pieno, un’alternativa può essere quella di parcheggiare al ristorante che si trova 300 metri prima del parcheggio.

Il problema di voler salire a piedi è che normalmente in questa zona il tempo è incerto ed il fatto di dover affrettarsi per scendere dalla montagna può impedire di avere il tempo necessario per ammirare il paesaggio che ci circonda.

Il modo migliore per salire, dunque, rimane quello di prendere l'autobus, il servizio è offerto da due compagnie ad un costo di un euro e cinquanta centesimi, ultima partenza della mattina alle ore 10:25, quindi meglio alzarsi presto, ed ultima partenza nel pomeriggio alle 16:50; per il ritorno l’ultima corsa è prevista alle ore 17:20 con fermata all’ufficio informazioni ed al ristorante. Un consiglio da seguire è quello di comprare i biglietti della corsa direttamente sull’autobus e da nessun’altra parte.

Una volta arrivati al Rifugio Auronzo vi troverete davanti alla parte posteriore delle delle Tre Cime ed ai bellissimi Monti Cadini, mentre in lontananza noterete il Lago di Misurina ed il Lago Auronzo. Comunque è consigliabile portarsi qualcosa di pesante da indossare perchè appena il sole tramonta inizia a fare veramente freddo.

Proseguendo per 25 minuti su un sentiero non del tutto pianeggiante, arriverete al Rifugio Lavaredo che è più piccolo rispetto al precedente rifugio ma ha una gran bella vista sul Monte Paterno.

Se salite per circa una decina di minuti supererete la forcella, uscendo, così, dalla zona più nebbiosa e come per magia potrete ammirare  le Tre Cime dal lato opposto a quello visto dal primo rifugio.

In lontananza si vede il Rifugio Locatelli, che sembra vicino ma non lo è , se desiderate arrivarci sappiate che ci metterete all’incirca una cinquantina di minuti. Una volta sul posto è possibile fare la tipica foto delle tre cime ed ammirare i due laghetti glaciali, la Torre di Toblin ed il Monte Paterno.

 

Questo è un buon itinerario per poter ammirare le Tre Cime, passando per i tre rifugi principali: Rifugio Auronzo, Rifugio Lavaredo e Rifugio Locatelli.

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Dove mangiare in Salento? Alcuni consigli utili Fri, 09 Jun 2017 16:59:23 +0200 http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/436157.html http://comunicati.net/comunicati/turismo/zone/436157.html diego_me diego_me Sei in vacanza e non sai dove mangiare in Salento? Qui di seguito trovi alcune località fantastiche dove poter mangiare i piatti tipici salentini.

 

I migliori posti secondo la nostra esperienza sono:

  • Rifugio della Buona Stella (Lecce)

  • Blu Notte (Lecce)

  • Da Umberto (Otranto)

  • Il Baffo (Otranto)

  • Doppiozero (Lecce)

  • A Locanda tu marchese (Matino)

 

Ecco alcune località ed alcuni posti dove mangiare in salento:

 

 dove mangiare in salento

Lecce

Se siete degli amanti della buona tavola e della Puglia, dovrete sicuramente fermarvi a Lecce per esplorare bellissimi e suggestivi luoghi dell'entroterra, oltre che della costa leccese.

Insieme infatti affronteremo insieme un percorso gastronomico della provincia pugliese, nota per la sua arte, ma soprattutto per il suo cibo, oltre che per la ricercatezza dei vini. Partendo dalla cucina tipica ricca di pescato e paste fresche, si arriverà fino ai piatti più corposi per la tradizione invernale oltre ai saporitissimi dolci.

Per quanto riguarda i ristoranti è veramente molto difficile selezionarne alcuni senza fare torto ad altri altrettanto eccezionali. Vi sono infatti moltissimi ristoranti di qualità nelle vie del centro storico, che consentono sicuramente di assaggiare i piatti tipici della cucina salentina.

Tra questi, un'ottima proposta, è Il Rifugio della Buona Stella, che si trova in Via Leonardo Prato 20. Il locale ha un aspetto tipico e molto curato ed accogliente, il menù ha un'intera sezione dedicata alla cucina tipica locale: tra gli antipasti non si devono assolutamente provare i frittini misti, ma sicuramente è consigliatissima la pasta fatta in casa, che viene condita con ceci e cozze oppure al sugo con le polpette e molti altri piatti sia di mare sia di terra.

Se si preferisse invece un intero menù di mare il luogo migliore è senz'altro il Blu Notte, dove dall'antipasto ai secondi è possibile gustare del pesce freschissimo ed essere coccolati in un'atmosfera piuttosto romantica.

Uno dei posti più amati dalle famiglie Leccesi è sicuramente la trattoria Vecchia Osteria a conduzione familiare, che si trova in via Dasumno al civico 3, l'ambiente semplice ma autoctono vi permetterà di assaggiare il pesce fresco oltre che moltissimi altri piatti tipici della zona anche a base di carne.

Se si preferissero dei locali meno formali, ma che permettono di assaggiare gli ottimi vini locali e una cucina contadina rivisitata, un'ottima scelta è il Doppiozero, che è situato in Via Guglielmo Paladini 2, dove è possibile infatti assaggiare zuppe, aperitivi, affettati, formaggi in un ambiente dal sapore vintage molto curato.

 

Otranto

 

L'arte culinaria salentina non delude mai ed è molto difficile trovare un locale che non le renda onore, quindi si deve girare e provare locali sempre diversi per poter assaporare gusti e tradizioni differenti.

 

Il consiglio è quello di girare per Lecce ed entrare in uno dei tantissimi ristoranti presenti nel centro storico, lasciandosi ispirare dal momento e dai profumi.  Non si rimarrà sicuramente delusi e si potrà entrare maggiormente in contatto con una terra che ha molto da offrire e che risulterà sempre calda e accogliente.

 

La cucina salentina è una delle migliori in assoluto, che però non tutti sono in grado di offrire quindi non lasciatevi ammaliare dai menù turistici a bassissimo costo perchè potreste pentirvene.

 

Il ristorante, pizzeria ed enoteca “da Umberto” presenta una location confortevole e familiare adatta a famiglie e a gruppi di amici.

 

Offre tantissimi piatti a base di pesce tipici della marineria otrantina e mette a disposizione una cucina che fonda le sue basi su sapori antichi in grado di accontentare anche i palati più raffinati.

 

Il ristorante dal Baffo si presenta con un location accogliente e familiare.

Propone alla sua clientela non solo piatti tipici della cucina salentina ma anche quelli della cucina mediterranea.

E’ un ristorante che bisogna provare assolutamente grazie alla sua varietà di antipasti e ai suoi spaghetti alla carbonara di pesce spada. Il ristorante da Baffo lo trovate sul Lungomare Terra D’Otranto, 51

 

Matino

 

“A Locanda tù Marchese” è una trattoria del Salento, dove protagonisti sono saporiti piatti rustici e caserecci della tradizione salentina.

 

La Trattoria si trova a Matino dove potrai gustare piatti realizzati con prodotti di stagione, coltivati localmente a km zero. La genuinità dei piatti proposti nel menù è inoltre anche merito degli ottimi ingredienti forniti dai produttori locali.

 

Se sei alla ricerca di sagre e feste il consiglio è di prenotare una bella vacanza tra fine giugno e settembre: durante questo periodo in Salento troverai una festa per ogni paese dove poter assaporare pittole, frise, rustici, spumoni, pasticciotti e del buon vino locale.

 

 

Ecco alcune feste dove mangiare in salento all’aria aperta ed in mezzo alla gente ballando e cantando  Sagra te lu purpu a Melendugno, Sagra te lu ranu a Merine e la Sagra te la municeddrha sono un must per chi ama un ambiente così divertente.

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