Comunicati.net - Comunicati pubblicati - MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI Comunicati.net - Comunicati pubblicati - MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI Fri, 03 Jul 2020 21:53:41 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/18997/1 cittadini indifesi dal tribunale di trapani Fri, 26 Dec 2014 18:51:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/varie/341891.html http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/varie/341891.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI Al tribunale di trapani, il cittadino non è difeso dai fini illeciti!

              GIUDICE

NON NOMINARE… GIUSTIZIA INVANO

NON ESSERE … VELOCE SENZA EQUITA’

CORRERE… PER I PUNTI – CARRIERA

E’ REATO D’INTERESSI PRIVATI IN ATTI D’UFFICIO.

Perché tutti questi “errori” o meglio “orrori “ processuali ?

Un vecchio saggio mi ha detto: “sotto ogni azione illecita, si nasconde un’altra azione illecita”.

 

D’accordo la Magistratura è sacra, ma il cittadino non è blasfemo !

Ci vuole rispetto:  il cittadino onesto, non può subire ingiustizie dalla Giustizia.

Troppi provvedimenti, dei Giudici, non rispettano la legge.

Troppa presupponenza invade il comportamento di alcuni giudici.

Troppe volte bisogna arrivare al terzo grado per avere Giustizia e

troppe volte non è fatta giustizia neanche al terzo grado.

Troppe volte i giudici, nei giudizi civili, emettono le ordinanze o le sentenza, senza che prima di decidere abbiano consultato a fondo e  con la dovuta attenzione gli atti processionali.

Troppo spesso, i giudici vengono con eccessiva frequenza sostituiti, rendendo “ondivaghi” i procedimenti.

Troppo spazio è dato a chi, senza scrupoli utilizza dolo e raggiri, per ottenere decisioni a lui favorevoli dai Giudici, puntando sulle loro puntuali “disattenzioni” .

Chi difende il cittadino, da tutto ciò!

Il suo difensore, alcune volte, non ha tempo o non lo dedica alla preparazione della difesa, lasciando indifeso il cittadino di fronte alle sentenze “ingiustificate”.

Ricordo un Presidente del Tribunale di Trapani, di origini Castelvetranesi, che ad una udienza per decidere su una richiesta di fallimento, incurante della puntuale dimostrazione della insussistenza del credito reclamato così si espresse: “tutti accussì rricinu, chi li rana a li banchi un ci lannu a dari” ( tutti così dicono che i soldi alle banche non li devono dare)  poi rivolto al cancelliere disse: “purtami li carti chi firmu u fallimentu accussì finisci a storia” ( portami le carte che firmo il fallimento così finisce la storia ).

I fatti hanno dimostrato, che il credito reclamato dalla banca era inesistente, il presidente del tribunale non è stato dichiarato fallito come magistrato, il povero cittadino imprenditore invece si.

Quanti episodi simili si ripetono nei tribunali Italiani ?

Al tribunale di trapani, ne abbiamo riscontrati tanti.

Un giorno una giudice, in udienza al difensore che citava una sentenza della Cassazione, con arroganza lo ha così apostrofato: la cassazione sono io!

Un’altra giudice, di fronte alle giuste tesi del difensore così si espresse: basta adesso, decido io e chi non ci sta ricorre in appello.

Un presidente del tribunale di Trapani, ha emesso un’ordinanza cautelare per il sequestro di uno stabilimento, su richiesta di un soggetto incapiente, cui ha chiesto, solo in corso di causa, una cauzione di Lire 250.000.000.-

Chiedere una tale cauzione ad un incapiente è come chiedere la patente di guida ad un Kamikaze, alla guida di un’auto imbottita di tritolo.

In effetti al richiedente l’azione cautelare senza motivi, è stato un kamikaze lanciato contro un’industria per distruggerla con il bene placido del presidente del tribunale di allora.

Infatti, dopo 11 mesi è arrivata la sentenza di revoca totale del sequestro, confermando la mancanza assoluta  di cautela, in capo al presidente del tribunale di Trapani, che se avesse adottato cautela, avrebbe evitato di distruggere un’industria come purtroppo è successo.

La causa per il risarcimento subiva ad ogni udienza lunghi ed ingiustificati rinvii, finchè il ricorrente stanco ed avvilito ha deciso di rinunciare al procedimento.

Recentemente, un giudice del tribunale di trapani, dopo avere commesso reato di falso in pubblicità di asta giudiziaria, assieme al professionista delegato alla vendita giudiziaria di un appartamento, in presenza di ricorso per la dichiarazione della nullità dell’asta relativa, ha emesso decreto di trasferimento e di rilascio, non curante neanche del prezzo svilito dell’immobile aggiudicato.

Tale decreto rilasciato in copia autentica all’aggiudicatario, ha consentito allo stesso di mettere a segno un dolo ed una truffa processuale attraverso un raggiro.

Infatti ha effettuato la notifica del precetto di rilascio agli ex proprietari non legittimati processualmente, e non agli attuali proprietari a titolo originario, possessori effettivi dell’immobile di loro residenza, ben sapendo che avrebbero opposto vittoriosi il precetto.

Tale dolo ha consentito di rendere esecutivo il precetto di rilascio, così in assenza totale di esecuzioni a loro carico, i possessori con titolo opponibile, si sono visti spossessati clandestinamente e violentemente del loro appartamento di residenza, non potendo più accedere nell’appartamento dove tutt’ora sono custoditi i loro beni essenziali e  beni mobili di elevato valore.

Ad aggravare il danno, l’aggiudicatario immesso clandestinamente e violentemente nel possesso entra ed esce a piacimento  dall’appartamento in assenza di inventario dei beni in esso custoditi appartenenti ai reali e legali proprietari dell’appartamento cui invece è negato l’accesso.

Un ulteriore spregio ai proprietari legali dell’appartamento è effettuato attraverso l’apertura degli scuri di una grande vetrata del salone, dove sono presenti beni di valore esposte, al sole ed alla introduzione della pioggia, della polvere e di ogni altra intemperia.

Un ricorso per il rientro in possesso con procedura d’urgenza è stato respinto, perché il giudice non ha ravvisato l’urgenza!.

Nel frattempo, il proprietario dell’appartamento, in assenza di alcuna esecuzione a suo carico, vistosi spossessato di beni indispensabili                 ( attrezzi di lavoro, vestiti, biancheria, e oggetti e mobili di valore, oltre che del denaro) presenti nell’appartamento al quale non possono accedere, per lo schifo verso il tribunale di trapani si è allontanato da trapani non dando notizie di se fino ad oggi in cui ha comunicato di non voler tornare Trapani.

I familiari tuttora sono, nel più profondo sconforto.

Secondo  Voi chi sono i mandanti ed i responsabili di questo dramma umano?.

Per noi sono :

1.    il giudice ed il professionista delegato alla vendita che hanno effettuato falso in pubblicità dell’asta;

2.    il giudice che ha emesso un decreto di trasferimento, che non poteva essere emesso in pendenza di ricorso;

3.    il cancelliere tenuto a non controfirmare il decreto se illecito,  che invece ha apposto il visto di esecutività;

4.    l’aggiudicatario ed il suo legale, che hanno messo in atto un dolo ed un raggiro per render esecutivo il precetto di rilascio da loro emesso;

5.    l’ufficiale giudiziario che in momentanea assenza dei possessori ha cambiato al primo accesso la serratura dell’appartamento e che successivamente sta consentendo all’aggiudicatario dell’asta, in  contestazione di nullità, di accedere liberamente nell’appartamento in assenza di inventario dei beni in esso presenti.

Perché tutti questi “errori” o meglio “orrori “ processuali ?

Un vecchio saggio mi ha detto: “sotto ogni azione illecita, si nasconde un’altra azione illecita”.

Un detto afferma: “non si fa niente per niente “, ognuno ha il suo fine, purtroppo non tutti i fini sono leciti.

Al tribunale di trapani, il cittadino non è difeso dai fini illeciti!

 

andrea di giovanni

MCI – Movimento Cittadini Indifesi

aiutosicuro@libero.it

 

 

 

 

 

 

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GIUSTIZIA CAOS AL TRIBUNALE di TRAPANI Tue, 23 Dec 2014 20:35:39 +0100 http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/ministeri/341774.html http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/ministeri/341774.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI AL TRIBUNALE di TRAPANI 

 premiato chi  agisce contro la legge     

 Interessi PRIVATI in ATTI D’UFFICIO  se il GIUDICE, decide in VELOCITA',  ma SENZA EQUITA'    

per la: RACCOLTA PUNTI PRO – CARRIERA!

 

        GIUSTIZIA UN TANTO AL KILO! 

        E’ assai grave che a seguito di un’attività giudiziaria illecita ( dolo e raggiri), un cittadino venga privato in maniera violenta e clandestina di tutto ciò che è suo, senza che a suo carico esista un debito od una qualsiasi ingiunzione e che la Giustizia attivata, con gli opportuni ricorsi, dopo aver procurato con velocità i danni, di colpo rallenti per ripararli.

         LETTERA APERTA AL SIGNOR PRESIDENTE DEL TRINUNALE DI TRAPANI –

Preg.mo

Signor Presidente del Tribunale di Trapani

Le scrivo a nome dell’M.C.I. - Movimento Cittadini Indifesi, il cui Blog Ufficiale, aiuto sicuro blog, in poco tempo, può annoverare più di 3.000 visitatori.

La presente lettera aperta, è indirizzata ad Ella, nella sua qualità di Presidente, non avendo mai avuto onore della Sua personale conoscenza.

Il Movimento ha riscontrato sentenze ed ordinanze emesse senza un vero esame dei fatti in contestazione, ed emesse con velocità solo per la raccolta punti pro carriera.

Lo scrivente, dal 1984, attraverso ordinanze e sentenze emesse un “tanto al Kilo”, ha subito danni incalcolabili, dal Tribunale che Ella ora presiede, attraverso il sequestro cauzionale dello stabilimento, per una pretesa rivelatisi in sentenza inesistente, e promossa da soggetto incapiente al quale è stata richiesta cauzione di 250 milioni di lire, solo in corso di causa, somma naturalmente ne versata, ne prodotta cauzione.

Ovviamente, i disastrosi  danni, , sono rimasti senza risarcimento, per l’incapienza del soggetto che aveva richiesto il provvedimento d’urgenza, incautamente concesso dal Suo collega di allora, secondo Giustiziaun tanto al Kilo.

Tuttavia, non Le scrivo per le macroscopiche “incongruenze”, che hanno riguardato fatti relativi alla mia persona, anche se da essi si può desumere che è premiato chi  agisce contro la legge, chi compie in nome della legge atti illeciti, oltre a chi agisce in frode alla legge.

Al contrario Esimio Presidente, sono ignorate le istanze di chi agendo nella legge, ne invoca l’applicazione.

Forse, Ella dirà, che tali affermazioni sono immotivate, gli aderenti del Movimento Cittadini Indifesi, però, sono di opposto parere, perché ogni giorno costretti a subire loro malgrado ingiustizie, vere e proprie aggressioni, che ricadono sui cittadini indifesi, parte debole nei confronti dello  Stato e dei Gestori di servizi all’utenza.

Ma veniamo al tribunale da Ella presieduto.

Per non annoiarla, con i tanti episodi che potrei esporre, ma che sarò disponibile ad illustrarLe, in occasione di un incontro che, con la presente lettera, formalmente chiedo sin da adesso.

Ecco un episodio: la storia ha inizio con una richiesta di divisione giudiziale, tra il marito in regime di fallimento e la moglie.

Tale procedimento, è stato promosso dalla curatela fallimentare, nel 2002, che a tale scopo ha nominato un legale.

Pochi mesi dopo, la stessa curatela ha provveduto a dare incarico allo stesso legale, alfine di spiegare intervento nel procedimento esecutivo per la vendita degli stessi immobili, facenti parte della predetta divisione giudiziale.

Il legale della curatela, a seguito dell’intervento spiegato, nel 2003, por essendo creditore solo del 50%, ha chiesto ed ottenuto dal G.E., la fissazione dell’asta giudiziaria per la vendita per l’intero degli immobili, per i quali lo stesso “ avvocato” aveva chiesto al G.I. la divisione giudiziale nel 2002.

Uno di questi immobili, in tale asta è stato aggiudicato, per l’intero.

Su istanza della moglie, invocante  la nullità della vendita già effettuata, poiché la procedura esecutiva a suo carico era in regime di sospensione, per effetto di provvedimento. inaudita altera parte del G.E..

Pochi giorni dopo il G.E. revocava l’aggiudicazione dell’appartamento, perché intervenuta mentre era in corso la sospensione dell’esecuzione.

In merito alla divisione giudiziale, che ha avuto inizio nel 2002, le udienze  si sono svolte, senza che la moglie del fallito fosse stata mai convocata, fino al 2011.

Nove anni di udienze, senza convocare la proprietaria al 50% dei beni in divisione.

Contra legem facit nisi qui velit che tradotto per i non latinisti recita: Nessuno agisce contro la legge se non vuole.

Pensi, Signor Presidente, come è bello e comodo, esercitare la Giustizia senza la controparte resistente, eppure una volta si usava dire: “ Actus trium persona rum”.

La controparte moglie, finalmente convocata, si è costituita nel 2012 ed ha subito eccepito, l’impossibilità di aderire al progetto di divisione predisposto, stante la omessa valutazione di un seminterrato di 75 mq, in uno degli immobili che, per giunta, doveva essere compensato da chi, avesse scelto, l’altro immobile.

Proposta del G.I. della divisione giudiziale alla moglie:“scelga l’immobile sottovalutato”.

La risposta: “sia rifatta la perizia, poi potrò effettuerò, nel rispetto dei miei diritti, la scelta”.

Risposta del G.I.: “ sia messo in vendita l’immobile senza contestazioni”.

Occorre ricordare, che l’immobile, posto in vendita, era lo stesso immobile oggetto della vendita già revocata, e già oggetto di donazione, dai genitori ai figli, oggi usucapenti.

Bandita l’asta giudiziaria, i possessori usucapenti, hanno  constatato un falso nella pubblicità relativa,inerente lo stato di possesso dell’appartamento posto in vendita.

 Per tale motivo i possessori usucapenti , hanno avvisato  il Professionista Delegato alla vendita, in merito alla loro qualifica di possessori ultraventennali dell’immobile, utile ai fini dell’acquisto già intervenuto per usucapione e che per tale motivo avevano già promosso apposito giudizio dichiarativo.

Naturalmente, i possessori usucapenti, hanno invitato il professionista delegato, a sospendere l’asta o quanto meno a dare notizia del possesso e del procedimento dichiarativo dell’intervenuta usucapione, nella pubblicità, così come previsto dalla legge.

Il Professionista Delegato, non ha risposto, non ha indicato lo stato di possesso nella pubblicità e non ha sospeso l’asta giudiziaria.

L’asta è andata deserta  e senza modificare nulla è stata riproposta a nuova data.

I possessori usucapenti, hanno nuovamente inviato diffida legale al Professionista, avvisandolo che: “ tacere sullo stato di possesso dell’immobile in vendita giudiziaria, costituisce reato di falsa pubblicità in asta giudiziaria”.

L’asta senza incanto, si è conclusa con l’aggiudicazione ad un prezzo inferiore del 50% rispetto a quello del progetto di divisione e con un rilancio inferiore al 20%.

Nemo censetur ignorare legem cioè: “ nessuno può ritenersi di poter ignorare la legge, “ eppure in questo caso “ raccontato”, la legge è stata ripetutamente ignorata, anzi umiliata    ed amministrata un tanto al Kilo.

Violazioni della legge o azioni “contra legem”,proseguendo nel racconto, ne scopriremo ancora di più raccapriccianti.

Infatti, nonostante i possessori avessero avanzato ricorso, per chiedere la nullità dell’asta dell’immobile messo in vendita dal G.I. della divisione giudiziale, per falso in pubblicità giudiziaria, lo stesso ha emesso il decreto di trasferimento alfine di velocizzare il procedimento così da acquistare punti – carriera.

Cioè, in presenza di ricorso inerente la validità dell’asta, il G.E., ha emesso decreto di trasferimento e rilascio, omettendo tra l’altro di valutare che l’offerta contenuta nella busta determinava lo svilimento del prezzo, anche per  il mancato rilancio del 20%.

Esiste è vero, Signor Presidente, l’obbligo di non emettere il decreto di trasferimento in presenza di ricorso e senza prima avere valutato la congruità del prezzo, ma abbiamo visto che la legge la si può benissimo ignorare e tirare dritto.

A seguito del decreto di trasferimento, l’aggiudicatario a prezzo “ stracciato” dell’appartamento, ricevuto l’atto in forma esecutiva, invece di attendere le decisioni del G.I. in merito al rilascio, ha giocato subito “ sporco “.

In modo truffaldino, l’aggiudicatario, ha intimato il rilascio al fallito, pur a conoscenza del suo stato di non detentore dell’appartamento, occupato invece da possessori usucapenti, aventi perciò, titolo opponibile agli attori del procedimento di divisione.

Egregio Signor Presidente, la moglie dell’aggiudicatario, ne ha il patrocinio, nella sua qualità di avvocato.

Come è a Lei noto, è vietato al legale di essere compartecipe degli affari del cliente assistito, perché un tale “connubio” risulta censurabile ai sensi dell’art. 23  comma 3 del nuovo Codice deontologico forense, ed ancora di più alla luce dell’ Art. 4  comma 1 dello stesso codice.

Il soggetto non detentore dell'immobile, diffidava ed intimava all’aggiudicatario, la revoca del precetto di rilascio, a lui intimato, perché soggetto non “detentore” dell’immobile.

 

L’aggiudicatario  attraverso tale dolo processuale, ha ottenuto di rendere esecutivo il decreto di rilascio, per impossibilità giuridica di opposizione, cioè ha agito in perfetta malafede processuale.

Dolo facit qui petit quod redditurus est, cioè Agisce con malizia chi domanda ciò che dovrà restituire.

E’ anomalo il precetto di rilascio intimato dall’aggiudicatario, perché oggi, rientra nella competenza del G.E. delibare l'eseguibilità del rilascio e disporlo tramite il Custode Giudiziario.

In altri termini, rientra nei doveri del custode immettersi nel possesso materiale dell’immobile, fermo restando, chel’eventualità di accedervi forzosamente, deve essere valutata con riferimento alla situazione di occupazione dello stesso, e sarà concretamente esperibile solo quando la detenzione del bene sia assolutamente sine titulo.

 Signor Presidente,  nella procedura che sto “raccontando”, da anni era stato nominato un custode giudiziario, che però non ha avuto conoscenza delle aste programmate dal Professionista delegato.

Che caos, Signor Presidente: “in presenza del giudizio di divisione, nessuno si preoccupa di stoppare il processo esecutivo, come richiesto dalla legge in maniera non equivoca !”

Come se ciò non bastasse, in presenza di ricorso, per la nullità dell’asta, il Giudice, ha emesso ugualmente il decreto di trasferimento e rilascio.

In questo clima, l’aggiudicatario, nella più indisturbata illegalità, ha deciso di chiedere all’UNEP, il cambio della serratura dell’appartamento nella momentanea assenza dei possessori di atti a loro carico ed in totale assenza di intimazione per il rilascio a loro carico.

I proprietari non esecutati, sono rimasti fuori casa, senza ricambi di vestiti, con attrezzature musicali indispensabili, per la conclusione di un importante accordo di lavoro, con derrate alimentari in sicuro deperimento.

Il sottoscritto pone alcune domande, nella speranza di avere risposte ed in particolare:

Con quale specifica autorizzazione, l’aggiudicatario ha  cambiato la serratura, dell’appartamento in possesso di soggetti estranei al rocedimento di liquidazione forzata, ed agli effetti di legge proprietari non esecutati dell'immobile venduto ?

Quanti accessi ha eseguito l’Ufficiale  Giudiziario, prima di cambiare la serratura ?

Con quale autorizzazione ha ottenuto il cambio delle serrature degli accessi condominiali, con ciò impedendo ai possessori usucapenti di ritirare la posta dalla apposita cassetta?.

Perché, non sono state accolte le giuste richieste dei possessori avanzate nei confronti del Professionista delegato?

Perché il G.I. in presenza di ricorso, ha comunque emesso decreto di trasferimento e di rilascio, poi utilizzato illecitamente dall’aggiudicatario?

Non è tenuto il G.E. a valutare prima dell’emissione del decreto di trasferimento e rilascio, tutte le situazioni di fatto e possessorie dell’immobile, anche ai fini di non gravare di spese inutili, il procedimento, nel dovuto rispetto della legge?

Perché è stato ignorato totalmente, in occasione dell’asta e del rilascio, il Custode Giudiziario ?

Perché il G.I., non ha annullato l’asta per svilimento del prezzo, ed anche per l’omesso rilancio del 20% ?

Perché è stata omessa la situazione di possessodell’appartamento nella pubblicità dell’asta ?

Perché il G.I. oppure il Professionista delegato, non hanno denunciato il perito dopo essere venuti a conoscenza che il certificato APE, è palesemente falso, in quanto emesso in totale assenza di accesso, per le misurazioni strumentali indispensabili alla corretta certificazione ?

Perché, è stato allegato al decreto di trasferimento un certificato APE palesemente falso?

Perché incaricare lo stesso tecnico, che nello stesso procedimento, aveva dimostrato di essere incapace ( per essere benevoli ) ?

Chi ha liquidato le spettanze ad un tale tecnico ?

Chi ha consentito all’aggiudicatario di agire illegalmente a cambiare la serratura dell’appartamento?

Si può preferire, la stabilità della vendita, al rispetto della legge?

Un Giudice o un Professionista delegato nella loro funzione di Pubblico ufficiale, possono non dare risposte, positive o negative, alle istanze motivate inoltrate con A/R, inerenti funzioni liquidative, di loro competenza?

E’ possibile ignorare l’esigenza di garantire il pacifico godimento delle cose, assicurando rilevanza giuridica alla relazione che si crea tra soggetto e bene oggetto del possesso, tanto è vero che l’ordinamento riconosce una rilevante serie di effetti giuridici a tale relazione, compresi quelli inerenti l’usucapione – possesso vale titolo?

Può un Ufficiale Giudiziario, eseguire il cambio della chiave di un appartamento, a seguito di precetto di rilascio, ordinato nei confronti di soggetto passivo non legittimato, invece che contro gli effettivi possessori e mai esecutati ?

A che pro liquidare le proprietà di un fallimento in comproprietà con un soggetto in bonis, ad un prezzo svilito, forse a pro dell’acquirente avvoltoio?

L’auspicio è che finalmente, almeno in questo martoriato processo di divisione, e della successiva fase di liquidazione, all’arbitrio ed alla violenza subentri la Giustizia con la G. maiuscola.

Egregio Presidente, ho raccontato la storia di un procedimento di divisione giudiziale, una fattispecie assai comune nei Tribunali Italiani, eppure è venuto fuori uno spaccato a dir poco allucinante, nessun atto legittimo è riscontrabile.

Tra gli atti illeciti riscontrati extra processuali: minacce al proprietario di un apparecchio fax, pedinamenti, appostamenti, scatti fotografici, ed accessi ad opera di persone falsamente qualificatisi come ufficiali giudiziari, nei confronti del fallito e dei soggetti possessori dell’appartamento de quo.

Signor Presidente, smetta per un attimo i panni di Presidente e si metta in quelli dei soggetti che hanno dovuto subire un tale modo di esercitare giustizia.

Esimio Signor Presidente, purtroppo ho motivo di ritenere che dall’esame di altre pratiche, nascerebbero molti, troppi perché.

Allora Signor Presidente, ad Ella pongo un solo perché: “un cittadino onesto può mai meritare una tale giustizia?

La Giustizia ha il compito di assicurare la pace tra i consociati, contro la violenza privata”: garantendo unarapida difesa del possesso, alfine di evitare, che coloro che ritengano di essere titolari di un diritto reale sulla cosa (e pertanto ritengano abusivo il possesso altrui) “si facciano giustizia da sé”,

Signor Presidente faccia qualcosa, nell’interesse dei Cittadini indifesi, verifichi se ciò che succede nel Suo Tribunale è frutto di sola imperizia o di qualcosa d’altro e provveda urgentemente, con i mezzi che l’Ordinamento Giudiziario, mette a Sua disposizione.

Alla data del 22/12/2014, l’appartamento rimane nella disponibilità dell’illegittimo aggiudicatario dell’asta viziata di nullità per falsa pubblicità   ( è in pendenza il procedimento per la dichiarazione di nullità); mentre i possessori, proprietari dell’appartamento a titolo originario, sono ancora privati illecitamente, con dolo, con falsità, con artificio, con violenza e nella clandestinità nell’azione spoliante.

 

E’ assai grave che a seguito di un’attività giudiziaria illecita ( dolo e raggiri), un cittadino venga privato in maniera violenta e clandestina di tutto ciò che è suo, senza che a suo carico esista un debito od una qualsiasi ingiunzione e che la Giustizia attivata, con gli opportuni ricorsi, dopo aver procurato con velocità i danni, di colpo rallenti per ripararli.

In attesa di essere ricevuto nel Suo Ufficio, porgo un ringraziamento per l’attenzione che vorrà dare alla presente e porgo distinti ossequi

andrea di giovanni            lì 23/11/2014

 

aiutosicuro@libero.it       MCI – Movimento Cittadini Indifesi     aiuto sicuro blog

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testo comunicato: TRAFFICO ILLECITO DI PUBBLICITA' Sat, 13 Dec 2014 18:35:01 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/340876.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/340876.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI         TRAFFICO ILLECITO DI PUBBLICITA'

 DIFFIDA LEGALE ALLE AZIENDE PUBBLICIZZATE

          RICHIESTA DANNI E DENUNCIA PENALE 

   PER CONCORSO DIRETTO IN ATTIVITA' ILLECITE

 

Lettera ai blogger indifesi dalla pubblicità abusiva

Cari amici,

Sappiate, che abbiamo a che fare con un'organizzazione finalizzata ad incassare guadagni pubblicitari, senza effettuare alcuna spesa.

Quì, non è in gioco, il mio o il vostro orgoglio di non vedere violato il nostro diritto d'autore, ma la stessa sopravvivenza della libertà d'espressione.

La pubblicità, abusiva, pirata, non autorizzata, non salvaguarda i siti a pagamento.

Pertanto non illudetevi di mettere cancelli validi ai Vs. siti o ai Vs. Blog.

Chi sta organizzando il traffico illecito di pubblicità, ha mezzi potenti tecnologici e risorse economici enormi frutto del loro disonesto lavoro.

Svegliamoci tutti, quì è in gioco il nostro futuro di cittadini liberi, non solo quello di blogger.

Noi dell'MCI - Movimento Cittadini Indifesi, abbiamo studiato a fondo il problema ed abbiamo compreso che il traffico illecito di pubblicità è un fenomeno che si sta sviluppando a livello di criminalità mondiale e che ha sovvertito gli schemi tipici della pubblicità legale: far pesare il numero contatti.

Infatti tali criminali, puntato sulla qualità dei contatti.

Scelgono i piccoli siti ed i piccoli blog, perchè più specializzati nei settori di competenza, e con motivazioni nella scelta della consultazione del  blog, che partono dalla fiducia.

Ecco, sfruttano non solo abusivamente gli spazi del blog, ma anche il clima di fiducia, che sperano riversare sui prodotti che abusivamente pubblicizzano.

Sul ns. blog, sono presenti due tipi di pubblicità abusiva, illecita, criminalmente organizzata: pubblicità a livello aziendale oltre che di prodotto, pubblicità di prodotto.

La pubblicità di prodotto, è quella multipla situata in alto ed in basso, ( fino a coprire gli articoli del blog) cliccando la quale si hanno informazioni sul prodotto.

Appena sopra la testata compare la pubblicità singola aziendale con un clic si accede al sito dell'azienda dove naturalmente sono pubblicizzati i servizi o i prodotti.

Abbiamo, contattato le diverse aziende, che effettuano tale tipo di pubblicità, che naturalmente hanno affermato di non conoscere l'esistenza del nostro blog, hanno affermato di essersi affidati ad una agenzia pubblicitaria, ed hanno anche osato: come fate a documentare ciò che affermate.

Per rispondere a questa domanda, abbiamo inizialmente tentato di usare le armi stesse di internet, salvando le pagine "incriminate", con complicati e scadenti risultati, oltre che difficoltà di allegazione.

A questo punto è venuta in soccorso l'astuzia di tanti anni di giornalismo sul campo: la fotografia.

Una bella foto è inoppugnabile, fissa per sempre il reato ed i loro autori.

A questo punto direte Voi che fare?

Per prima cosa effettuare una diffida legale per intimare l'immediata dismissione della illegale attività pubblicitaria sul proprio blog, con riserva di richiesta di danni e di denuncia penale per illecito utilizzo di spazi indisponibili, per le loro attività pubblicitarie e per concorso diretto in attività illecite..

Subito dopo iniziare ad emettere comunicati stampa, per informare l'opinione pubblica sul traffico illecito di pubblicità indicando i nomi delle aziende che ne usufruiscono.

Vi faccio presente che abbiamo fatto il giro dellAGCOM, dell'AGCM, e dell'ANTITRAST, ed ognuno, ci ha indicato nell'altra la sigla competente.

Ciò è a dir poco deludente, ma significativo della "sapienza" e della "conoscenza" da parte delle organizzazioni, che praticano l'illecito commercio della pubblicità, assolutamente tranquilli che i controlli non funzionano o non sono idonei.

Alla scadenza del termine intimato in diffida, verificare l'adempimento o meno a quanto intimato e procedere comunque alla richiesta dei danni pregressi.

Pubblicheremo tutti gli sviluppi sul nostro blog aiuto sicuro aperto su libero ( che non ha dato alcuna autorizzazione, a tale pubblicità).

Ricordatevi le foto saranno i vostri indelebili testimoni.

Buona domenica

andrea di giovanni

coordinatore nazionale

MCI - Movimento Cittadini Indifesi

aiutosicuro@libero.it

parcheggioautori@gmail.com

3452926666

 

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Bolletta Elettrica Contestabile Sat, 04 Oct 2014 10:41:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/331945.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/331945.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI          CONTATORE  TELECOMANDATO NON OMOLOGABILE                            Bolletta  Elettrica a prova di verità

       il Gestore deve provare la veridicità delle letture 

 Bolletta elettrica - Onere di provare la veridicità del contenuto gravante sul gestore del servizio elettrico

 Il contratto di utenza elettrica, pur mutuando il proprio contenuto da provvedimenti legislativi ed amministrativi, ha natura privatistica ed i rapporti che ne discendono sono regolati dal codice civile; pertanto, i Gestori, al pari di qualsiasi altro creditore, ha l'onere di provare la prestazione eseguita ed a tale onere non adempie producendo la bolletta di pagamento, che è un atto unilaterale di natura contabile, inidonea a spiegare efficacia probatoria a favore della parte che l'ha emessa.

La mancata richiesta di controllo del contatore di energia elettrica, non incide sull'onere probatorio, che fa carico ai Gestori del servizio di fornitura elettrica.

In applicazione delle norme di diritto, in merito alla prova dei consumi elettrici da parte dei Gestori, occorre considerare che la giurisprudenza pacificamente riconosce natura privatistica al contratto di fornitura elettrica, il cui contenuto è predeterminato per legge secondo uno schema al quale l'utente rimane libero di aderire senza poterlo modificare (ex plurimis, Cass. 5613/1978).

Nella struttura del contratto il contatore assume la funzione di strumento di registrazione del consumo elettrico, imposto dallo schema normativo ed accettato con la sottoscrizione, che si presume idoneo in ragione dei collaudi e dei controlli, ai quali è sottoposto da parte della pubblica amministrazione (Cass., 3686/1997).

Il contatore elettronico per la misurazione dei consumi, si presume idoneo in ragione dei collaudi e dei controlli, ai quali è sottoposto da parte della pubblica amministrazione , afferma la Cassazione. Purtroppo allo stato i contatori di tele gestione, presenti nelle nostre abitazioni, non risultano collaudati, controllati o verificati secondo la normativa metrologica vigente.

Il mezzo attraverso il quale le registrazioni del contatore vengono comunicate all'utente, in analogia alle bollette telefoniche è la bolletta elettrica, “atto unilaterale di natura contabile non dissimile dalla fattura” (Cass., 947/1986), che costituisce “prova delle registrazioni riportate se l'utente non le contesta” (Cass., 8901/1997).

Nel caso di contestazione dei consumi a causa della mancata corrispondenza del contatore alla normativa in vigente, la bolletta elettrica, perde qualsiasi efficacia probatoria e la società di Gestione della fornitura elettrica, ha l'onere di fornire la dimostrazione della corrispondenza delle registrazioni del contatore ai consumi effettivi dell’utente.

L'obbligo del gestore di effettuare gli addebiti dei consumi sulla base delle indicazioni del contatore centrale presso il distributore e di quello presso l’utente,  non si può risolvere in un privilegio probatorio fondato sulla non contestabilità del dato recato in bolletta, sicché l'utente ha il diritto di contestazione ed il gestore è tenuto a dimostrare il corretto funzionamento del contatore centrale e di quello presso l’utente in relazione alla corrispondenza dei consumi effettivi con quelli trascritti nella bolletta.

Va ricordato, che la prova della corrispondenza legale di ogni strumento di misura è rappresentata dai bolli e dai sigilli previsti, dalla Legge, che possono essere rilasciati solo previa verificazione degli strumenti di misura, in mancanza le misurazioni sono illegali.

La distribuzione dell'onere probatorio secondo lo schema sopra indicato, non è influenzata dalla scelta dell'utente di non chiedere il controllo dei consumi elettrici effettivi dell’utenza.

Con la dimostrazione della corrispondenza delle registrazioni riportate nella bolletta a quelle del contatore, presso l’utenza, si esaurisce l'onere probatoriosalvo che non venga specificamente dedotto il cattivo funzionamento del contatore o la sua non corrispondenza con la normativa sulla metrologia legale; nel qual caso si apre una serie di altri problemi.

Nell'ambito di questa diversa problematica può assumere rilievo l'uso di contatori di tele gestione e di teletelettura, non omologati o non omologabili, perché rendono possibile l'inserimento, da remoto, da parte del server del distributore o di terzi, con possibilità di aumentare indebitamente il consumo riferibile all'utenza.

L’esistenza stessa di tali possibilità, ai sensi del Dlgs 22/2007 dei suoi allegati  e della normativa sulla metrologia legale, cui i contatori elettronici di energia elettrica sono assoggettati, è causa della loro non omologabilità.

In poche parole: “ gli strumenti di misura, Contatori di energia elettrica attiva, devono essere muniti di bolli e/o sigilli, previsti dalla Legge, e rilasciati previa verificazione metrica, dagli appositi organismi terzi notificati, perché regolamentati dalla direttiva europea relativa agli strumenti di misura (MID - measuring instrument directive) e soggetti a verifica metrica, secondo la Normativa della metrologia legale.”

Il MISE, ha affermato che”: nessuno ha mai chiesto di omologare i contatori elettronici e gli stessi portano la dicitura CE omologato ecc.” 

I contatori elettronici di energia elettrica per la loro caratteristica ibrida di misuratori e di tele gestori, non rosultano omologabili, quali strumenti di misura, ai sensi del Dlgs 22/2007 e della normativa sulla metrologia legale cui in contatori elettronici di misurazione dei consumi elettrici devono sottostare.

I Telegestori, infatti, sono sistemi ibridi, funzionali a più applicazioni e servizi, oltre a quello tipico della misura, e perciò ai sensi di legge non omologabili.

Infatti, il Dlgs. 22/2007 ed i suoi allegati e le relative norme sulla metrologia legale, indicano che il contatore  elettronico,  nella  sua funzione di  strumento di misura legale,  non può svolgere con il suo software, altre  funzioni oltre alla  misurazione, perché può essere influenzabile  in modo inammissibile dal software Enel distribuzione cui è  collegato.

La normativa, così recita: "Se ad uno  strumento di  misura è collegato  un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software  che risulti critico ai fini delle caratteristiche metrologiche, deve  essere identificabile e  non può essere  influenzato in modo  inammissibile dal software collegato".

Il contatore elettronico, non è pertanto omologabile, ove oltre al servizio di misurazione, svolge anche le funzioni  di tele lettura e di telegestione, per le quali, effettua un dialogo costante con il server del  distributore, cioè può essere: "influenzato, in modo inammissibile  dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo o da  alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura.”

Testualmente la norma così recita:"Le caratteristiche metrologiche dello strumento di misura non debbono essere influenzate, in modo inammissibile  dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo, da alcuna  caratteristica del dispositivo  collegato  o da  alcun dispositivo remoto che  comunichi con lo strumento di misura."

 Ed inoltre i contatori di energia elettrica attiva ed i trasformatori di misura (MI 003) non possono  essere omologati se: "lo strumento di  misura presenta caratteristiche atte ad  agevolarne  l'impiego fraudolento",  le cronache riportano notizie di arresti di responsabili di hackeraggio a  danno dei contatori elettronici Enel (come riportato dal giornale La  Repubblica).

Pertanto i contatori elettronici di tele gestione, alla luce della vigente normativa, non presentano le caratteristiche previste per l’omologazione oltre a “non rispettare” la regolarità delle verifiche periodiche previste e della validazione terza di tali apparecchiature.

Enel Distribuzione assicura che i campioni dei contatori sono stati approvati o omologati da Enel.

Poi aggiunge: affinchè i contatori siano teleletti da Enel Distribuzione, devono essere provvisti di idonei dispositivi per l’interrogazione ed acquisizione dati da parte di Enel Distribuzione (modem);

E poi precisa: “il sistema di misura è comprensivo del contatore e del dispositivo di comunicazione, perciò in caso di installazione effettuata con modem GSM sarà cura del Cliente assicurare un livello di campo sufficiente a garantire la stabilità della telelettura del contatore”.

Copè il sistemza di misura utilizzato da Enel distribuzione è di natura ibrida: misurazione e comunicazione insieme, pertanto ai sensi della normativa non omologabile, perché influenzabile, in modo inammissibile  dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo o da  alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura.

 Questi sono i motivi, per i quali i tele lettori utilizzati da Enel distribuzione  spa, non possono accreditare letture di consumi elettrici probanti.

I contatori omologati da Enel distribuzione, in contrasto con la normativa vigente, in assenza dei controlli di legge; sono paragonabili, ad un metro o ad una bilancia che se sprovvisti dei bolli e dei sigilli previsti dalla Legge,  rendono le misurazioni e le pesate illegali.

Se è illegale il metro senza bolli, perché dovrebbe essere legale, un tele gestore delle utenze elettriche, senza verifiche di omologabilità, che comportano fatturati illegali per miliardi di euro?

Esiste una sola possibilità, per rendere legale la misurazione dei consumi elettrici, inserire a vale del tele gestore, un normale contatore elettronico non influenzabile da remoto ( scollegato con il server del distributore ), perciò omologabile ed a cui fa riferimento come strumento di misura probante in caso di contestazioni.

Cioè, una vera e propria “scatola nera”, a salvaguardia degli utenti elettrici e della legalità.

andrea di giovanni

aiutosicuto@libero.it

MCI – Movimento Cittadini Indifesi

 

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ENEL DISTRIBUZIONE SPA “ SE LA CANTA E SE LA SUONA “ Thu, 02 Oct 2014 17:16:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/331836.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/331836.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI                    “CONTATORI – TELEGESTORI”

                              NON OMOLOGABILI

                                  ENEL DISTRIBUZIONE SPA

 “ SE LA CANTA E SE LA SUONA “

Enel approva ed omologa i contatori- telegestori  “ad honorem” !

     truffe a danno consumatori e  fatturazione illegale dei consumi

 Bolli e sigilli previsti, dalla Legge, possono essere rilasciati solo previa verificazione degli strumenti di misura, in mancanza le misurazioni sono illegali.

Fare gli interessi dei consumatori rappresenta solo un aspetto marginale, perché nella logica del sistema, i consumatori sono soprattutto un "accidente"...
Marco Conte (Unioncamere)

 

Enel Distribuzione spa, Mise, AEEG, tutti i liberi gestori, Enel servizio Maggior tutela, associazioni di consumatori ecc. ecc., si ricordino che la cessione di energia elettrica è sottoposta alle normative previste per la metrologia legale, la sua quantificazione, quindi, deve avvenire attraverso strumenti di misura legali, pena la nullità della fatturazione relativa per   truffa a danno dei consumatori, a causa della illegale misurazione dei consumi.

In poche parole: “ gli strumenti di misura, Contatori di energia elettrica attiva, devono essere muniti di bolli e/o sigilli, previsti dalla Legge, e rilasciati previa verificazione metrica, dagli appositi organismi terzi notificati, perché regolamentati dalla direttiva europea relativa agli strumenti di misura (MID - measuring instrument directive) e soggetti a verifica metrica, secondo la Normativa della metrologia legale.”

Il Mise nell’audizione del 10 ottobre della X Commissione della Camera sulla Strategia Energetica Nazionale ad una interrogazione ha risposto:

[...] La legislazione in materia, è in effetti lacunosa ed ha probabilmente risentito anche della circostanza che almeno per tutti gli anni in cui la fornitura dell’energia elettrica era riservata allo Stato o ad imprese concessionarie, l’affidabilità della misurazione era nei fatti ritenuta connessa alla caratterizzazione pubblica del soggetto distributore. Inoltre, ha risentito dell’oggettiva difficoltà e complessità ad apportare innovazioni normative in un settore di misurazione che interessa un servizio pubblico essenziale di diffusione generalizzata, con milioni di punti di misurazione e che non consente applicazioni rigide e solo formalistiche delle norme, senza tener conto, peraltro, delle conseguenze in termini di possibili interruzioni di tale servizio pubblico. [...]

E chi protegge i consumatori, “costretti” a pagare anche “consumi non consumati”, sotto ricatto: “o paghi o ti scatto l’erogazione”, registrati in eccesso da contattori troppo “intelligenti”, e ben “istruiti” dal server dell’Enel distribuzione e dagli altri distributori.

Il Mise, certo non se ne preoccupa, impegnato come è a pensare a: “possibili interruzioni di tale servizio pubblico”

 Cioè a dire: attenzione non disturbiamo l’Enel e gli altri distributori perché potrebbero “scioperare”, se non gli consentiamo di agire senza regole.

In effetti le leggi dal 2007 ci sono, però sono ignorate, dallo stesso MISE, con grave danno per i consumatori.

Sì, sempre lo stesso MISE, che ha affermato candidamente, cioè senza trarne le dovute iniziative, che”: nessuno ha mai chiesto di omologare i contatori elettronici e gli stessi portano la dicitura CE omologato ecc.” 

Voi vi chiedete: “come mai la mancanza di omologazione, di contatori elettronici di telegestione, non omologati perché non omologabili, non interessa nessuno.”

E l’AEEG, nel frattempo che fa ?

Non Vi preoccupate è attivo, anzi attivissimo a propagandare l’impiego dei nuovi telegestori, non omologabili, come la soluzione di tutti i mali, perché sono capaci (testuali parole) di: “ favorire il più possibile lo sviluppo della concorrenza nella vendita dell'energia elettrica attraverso la diffusione di misuratori elettronici e di sistemi di telegestione, in grado di gestire tariffe multiorarie, presso tutta l'utenza di bassa tensione”.

Vi risulta che ciò sia avvenuto?

A noi no.

Inoltre, non ci risulta che l’AEEG, abbia chiesto scusa agli utenti gabbati!

“La situazione odierna descrive uno squilibrio di potere molto pesante tra distributori e semplici cittadini – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – In pratica, gli utenti non possono dimostrare il malfunzionamento del loro contatore, che verrà comunque sempre attribuito a problemi di lettura dei consumi.

Sono infatti le stesse aziende che, nel momento della comunicazione di un malfunzionamento, si pongono come controllori del malfunzionamento senza affidarsi ad enti esterni, e senza tra l’altro elargire sufficienti informazioni”.

Voi direte di che si lamenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – abbiamo l’assicurazione da parte dell’AEEG, che così recita: “il contatore di tele gestione, presente su ogni punto di prelievo in bassa tensione, presenta elevata capacità di elaborazione di tali informazioni nei sistemi di telegestione, caratteristiche che rendono tali sistemi funzionali a più applicazioni e servizi, oltre a quello tipico della misura.

Proprio questo è il problema, Signori dell’AEEG, infatti, è la caratteristica ibrida di misurazione e dei tele gestori, che li rende non omologabili, quali strumenti di misura, ai sensi del Dlgs 22/2007 e della normativa sulla metrologia legale cui in contatori elettronici di misurazione dei consumi elettrici devono sottostare.

I Telegestori, infatti, sono sistemi ibridi, funzionali a più applicazioni e servizi, oltre a quello tipico della misura, e perciò ai sensi di legge non omologabili.

Infatti, ai  sensi del Dlgs. 22/2007, dei suoi allegati e delle relative norme sulla metrologia legale, il contatore  elettronico di tele gestione,  nella  sua funzione di  strumento di misura legale,  non può svolgere con il suo software, altre  funzioni oltre alla  misurazione, perché può essere influenzabile  in modo inammissibile dal software Enel distribuzione cui è  collegato.

Basta la lettura della normativa, che così recita: "Se a uno  strumento di  misura è collegato  un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software  che risulti critico ai fini delle caratteristiche metrologiche, deve  essere identificabile e  non può essere  influenzato in modo  inammissibile dal software collegato".

Il contatore elettronico, non è pertanto omologabile, ove oltre al servizio di misurazione, svolge anche le funzioni  di tele lettura e di telegestione, per le quali, effettua un dialogo costante con il server del  distributore, cioè può essere: "influenzato, in modo inammissibile  dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo o da  alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura.”

Testualmente la norma così recita:"Le caratteristiche metrologiche dello strumento di misura non debbono essere influenzate, in modo inammissibile  dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo, da alcuna  caratteristica del dispositivo  collegato  o da  alcun dispositivo remoto che  comunichi con lo strumento di misura."

 Ed inoltre i contatori di energia elettrica attiva ed i trasformatori di misura (MI 003) non possono  essere omologati se: "lo strumento di  misura presenta caratteristiche atte ad  agevolarne  l'impiego fraudolento",  le cronache riportano notizie di arresti di responsabili di hackeraggio a  danno dei contatori elettronici Enel (come riportato dal giornale La  Repubblica).

E l’AEEG, invece si preoccupa di spingere l’impiego dei “misuratori elettronici e dei sistemi di tele gestione”, cioè di due strumenti in uno, paventando: “la mancata installazione e messa in servizio dei misuratori elettronici e dei sistemi di telegestione e la mancata conformità ai requisiti funzionali e prestazionali minimi che l'Autorità ha individuato affinché tali sistemi possano rispondere in modo efficace alle nuove esigenze del mercato elettrico, aperto anche ai clienti domestici a partire dal 1° luglio 2007, e del sistema elettrico in generale.

Signori dell’AEEG, non sapevamo, che tra i Vs. compiti ci fossero anche quelli di individuare i “requisiti funzionali e prestazionali minimi dei sistemi di tele gestione” compiti che noi sappiamo essere delegati al Dlgs 22/2007 ed agli organismi notificati.

Compito dell’AEEG, è invece vigilare ed accertare se i contatori elettronici di tele gestione, “imposti“ dall’Enel presso gli utenti elettrici, cioè senza consenso, alla luce della vigente normativa presentino le caratteristiche previste per l’omologazione oltre a “controllare” la regolarità delle verifiche periodiche previste e della validazione terza di tali apparecchiature.

Ciò, era urgente ed indispensabile, nel momento in cui Enel Distribuzione spa, produce in un documento del  Marzo 2014, l’elenco dei contatori teleleggibili dal sistema centrale di acquisizione e validazione di Enel Distribuzione.

Tale documento è intestato: CONTATORI APPROVATI DA  ENEL DISTRIBUZIONE.

Nel testo del documento tra l’altro si legge: “ I campioni dei contatori in elenco, che hanno conseguito l’approvazione o l’omologazione di Enel Distribuzione, (forse ad honorem ?), sono stati configurati con i suddetti parametri “essenziali”.

Sarà cura del Cliente assicurarsi presso il costruttore del contatore prescelto e quindi garantire ad Enel Distribuzione che il contatore sia anch’esso configurato con i parametri “essenziali”, conformemente ai

campioni che sono stati approvati o omologati da Enel.

Perché i contatori siano teleletti da Enel Distribuzione, devono essere inoltre provvisti di idonei dispositivi per l’interrogazione ed acquisizione dati da parte di Enel Distribuzione (modem);

La connessione tramite modem PSTN è accettata fintantoché la configurazione del modem stesso e della linea sono tali da garantirne la raggiungibilità da parte del sistema centrale di Enel Distribuzione.

Si fa presente, al riguardo, che le prove di approvazione dei modelli sono state eseguite utilizzando un modem GSM.

Il sistema di misura è comprensivo del contatore e del dispositivo di comunicazione.

E’ richiesto un dispositivo di comunicazione (dedicato) per ogni contatore.

Enel Distribuzione è disponibile a valutare soluzioni diverse, purché si rivelino praticabili e compatibili con il sistema di acquisizione e validazione in uso, e non siano pregiudicati i requisiti indicati nelle regole di connessione.

In caso di installazione effettuata con modem GSM sarà cura del Cliente assicurare un livello di campo sufficiente a garantire la stabilità della telelettura del contatore.

Siamo sicuri che non stiamo parlando dei contatori installati presso le nostre utenze, perché sono omologati, ad un tanto al kilo!

Non è esagerato dire, un tanto  al Kilo, quando si apprende che:  Enel Distribuzione è disponibile a valutare soluzioni diverse, compatibili con il sistema di acquisizione e validazione in uso, non cita quello previsto dal Dlgs 22/2007 e suoi allegati, invece la condizione di fornitura per il contatore è: che sia anch’esso configurato con i parametri “essenziali”, conformemente ai campioni che sono stati approvati o omologati da Enel.

Risponda l’AEEG, risponda Enel distribuzione, risponda il MISE, che destinazione hanno i contatori elettronici, sottoposti alla validazione ed all’omologazione effettuate in conto proprio da Enel, senza alcun intervento degli organismi previsti dalla legge.

Certamente questi contatori, Enel, non li ordina per tenerli in magazzino e perciò di sicuro vengono utilizzati per la misurazione e per la tele gestione di utenze elettriche.

In questi giorni faremo partire una azione collettiva, per ottenere certezza sulla destinazione di tali strumenti.

Se volete aderire comunicatelo a: aiutosicuro@libero.it

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andrea di giovanni

 

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COMPOSTARE SENZA INQUINARE Thu, 02 Oct 2014 17:08:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/331833.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/331833.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI      COMPOSTARE SENZA INQUINARE

con DAC - DRY  ANAEROBIC COMPOSTER

         INNOVATIVA COMPOSTIERA ANAEROBICA RAPIDA

 

Il Gruppo di ricerca e sviluppo applicativo della Recycle  Research, svolge un’importante opera di ricerca per la salvaguardia dell'ambiente.

Recycle  Research, società di ricerca, consapevole, che la buona volontà non risolve da sola i problemi di un corretto smaltimento dei rifiuti, poichè servono le attrezzature adeguate al fine che si vuole raggiungere , ha sviluppato ed avviato la produzione di una innovativa compostiera anaerobica dry.

Ciò si è reso indispensabile, poichè le compostiere attualmente prodotte in Italia, sono tutte di tipo aerobico, la cui complessità di funzionamento ed il notevole inquinamento ambientale prodotto, per aerosol microbico ed odorifero, fa desistere anche i più tenaci dal continuare ad impiegarla o da aspirare a ricevere anche gratis una compostiera.

Onestamente, un'apparecchiature di compostaggio, che richiede tutta una serie di "cure" , non solo fastidiose e faticose ( rivoltamento, innaffiamento ecc) oltre che inquinanti, come fa ad incoraggiarne l'uso, magari da parte di una casalinga?

Per consentire una compostaggio " facile ", occorreva una apparecchiatura, che non inquinasse, tale da poterla ospitare anche in casa o sul balcone, che consentisse il suo impiego senza aver seguito alcun corso, che non richiedesse miscelazioni, rivoltamenti, innaffiamenti, ecc..

Dry.Anaerobic Composter ( DAC ) è una compostiera anaerobica a secco con flusso o a pistone con energia a gravità, che non richiede preselezione del materiale, rivoltamenti, miscelazioni, innaffiamenti.

Qualsiasi persona anche la nonnina, deve solo alzare il coperchio ed immettere il rifiuto nella compostiera.

Nessuna operazione è richiesta, tranne che spillare ogni due giorni la frazione liquida prodotta, immettendo sotto un rubinetto un contenitore.

Altra operazione è lo scarico del digestato o compost, che può avvenire ogni tre - sei mesi, o anche oltre.

Il composter DAC è ermetico, come un frigorifero, ed aprendolo per le immissioni di nuovo rifiuti non puzza.

A  nostro avviso, la Compostiera DAC, anaerobica di tipo dry, con la sua semplicità di utilizzo, serve a fare accettare il compostaggio domestico e continuare ad utilizzarla all'infinito, invece che mettere da parte dopo poco i disastrosi risultati delle compostiere aerobici aperte necessariamente in basso ed in alto e capace di attrarre di tutto: insetti, topi, uccelli ecc...

Vi faremo avere per e-mail materiale che esplicita quanto sopra affermato, e contiamo sulla Vostra attenzione ad una tale tecnologia, infatti non vogliamo pensare, neanche minimamente in un Vs rifiuto di conoscenza di apparecchiature finalizzate a rendere effettivamente possibile il desiderio collaborare a ridurre l'inquinamento ambientale, e non già ad aggravarlo come purtroppo avviene con le compostiere aerobiche,

Con i migliori saluti

Ing. andrea di giovanni

RR - Rescycle Research

 recyclereseach@outlook.it

 

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Comunicato stampa Thu, 07 Aug 2014 12:15:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/326791.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/326791.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI ( MCI ) FA PROPRIA.
ANDREA DI GIOVANNI
MCI - MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI

BLOG AIUTO SICURO

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BONIFICARE LA GESTIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA Thu, 07 Aug 2014 12:04:30 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/326789.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/326789.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI CONTATORI NON OMOLOGABILI E SERVIZI DI RETE ARBITRARI

“BONIFICARE”  LA GESTIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA

Un utente lancia un appello

AL PRESIDENTE AEEG

 

Preg. mo Professor Guido Pier Paolo Bortoni

 Presidente DELL’Autorità per l’energia elettrica e il gas

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Piazza Cavour 5, Milano – Tel. 02-655651

Via dei Crociferi 19, ROMA – Tel. 06-6979141

 

La sottoscritta sa bene che Ella non è tenuta a leggere la presente, ne obbligato formalmente a dare una riposta, ma ha ritenuto di scriverLe ,  non solo per il caso personale, ma per i milioni di utenti impotenti di fronte agli abusi, alle truffe  ed alle conseguenti estorsioni: o paghi o ti stacco l’erogazione.

Comprendo la complessità degli impegni connessi al Suo incarico, però una cosa come cittadino Italiano, che tiene alla limpidità della propria coscienza, può farla oppure ordinarla: verificare e catalogare i disperati interventi sui siti e sui blog, votati all’energia, degli utenti ormai allo stremo, ed impossibilitati a continuare a pagare le bollette di energia elettrica, portanti cifre che nulla hanno a che fare con i reali consumi degli utenti.

Non mancherà molto e perdurando l’impunità degli operatori addetti alla distribuzione e vendita dell’energia elettrica, e gli utenti anche quelli che guadagnano 1500,00 euro al mese, resteranno al buio.

Infatti, in questo momento molti di loro stanno vendendo l’ultimo oro di famiglia rimasto.

Poi sarà il buio per un gran numero di famiglie.

L’incredibile, è che tutto ciò, deriva da problemi di mercato dell’energia, solamente in minima parte.

Se ad una vedova, con pochi elettrodomestici, arrivano bollette bimestrali di 450,00 euro, non è certo per colpa del mercato o dei suoi consumi.

Se bollette alla mano, i consumi registrati dal Contatore elettronico, sono più del doppio di quelli registrati con il contatore elettromeccanico a parità di utilizzatori, un allarme c’è.

Se gli importi in fattura dei servizi di rete, raggiungono il doppio dei servizi di vendita e superano di molto il 50% dell’importo totale, un allarme serio dovrebbe scattare.

Se i nuovi contatori elettronici, non possono essere omologati e se non sono assoggettati ai controlli ed alle verifiche previste dalla metrologia legale e dal Dlgs.22/2007, non può essere un fatto normale di cui non tenere conto.

Se lo stesso MISE, afferma che, nessuno ha mai chiesto di omologare i contatori elettronici e gli stessi portano la dicitura CE omologato ecc., non può non interessare nessuno.

Se ai sensi del Dlgs. 22/2007, dei suoi allegati e delle relative norme sulla metrologia legale, il contatore elettronico di tele gestione,  nella sua funzione di  strumento di misura legale,  non può svolgere con il suo software, altre  funzioni oltre alla  misurazione, perché può essere influenzabile in modo inammissibile dal software Enel distribuzione cui è  collegato, a qualcuno deve interessare.

 Infatti, la normativa così recita: "Se a uno  strumento di  misura è collegato un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software che risulti critico ai fini delle caratteristiche metrologiche, deve essere identificabile e  non può essere  influenzato in modo inammissibile dal software collegato". 

Il contatore elettronico, non è pertanto omologabile, ove oltre al servizio di misurazione, svolge anche funzione  di tele lettura, per la quale effettua un dialogo costante con il server del  distributore, cioè può essere: "influenzato, in modo inammissibile dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo o da  alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura.”

Testualmente la norma così recita:" Le caratteristiche metrologiche dello strumento di misura non debbono essere influenzate, in modo inammissibile dal  collegamento di tale  strumento ad altro dispositivo, da alcuna caratteristica del dispositivo  collegato o da  alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura."

 Ed inoltre i contatori di energia elettrica attiva ed i trasformatori di misura (MI 003) non possono  essere omologati se: " lo  strumento di  misura presenta caratteristiche atte ad  agevolarne l'impiego fraudolento",  le cronache riportano notizie di arresti di responsabili di hackeraggio a  danno dei contatori elettronici Enel ( come riportato dal giornale La  Repubblica ).

Tutto ciò non può continuare a non interessare nessuno !

Se ogni venditore di energia elettrica, fattura i servizi di rete, secondo un proprio personale criterio, a tal punto che GREEN NETWORK SRL, utilizza cinque scaglioni tra i quali, due in contrasto tra loro e cioè: da 2641 a infinito e da 4400 a infinito, qualcuno deve farsi carico di fermare una tale assurdità ( per essere benevoli )

E se poi per giunta osa affermare: I servizi di rete vengono applicati come da delibera  con valori stabiliti dall’autorità”, qualcuno deve fermarli, a qualcuno deve interessare ciò che qui si sta affermando.

Egregio Presidente la brevità dell’intervento non mi ha consentito di entrare in molti altri inefficienze o truffe.

Però in chiusura faccio un accorato appello alla Sua persona, oltre che al Presidente, impegni l’organismo da Lei presieduto per bonificare il settore della vendita e distribuzione dell’energia elettrica, risolva il problema della non omologabilità dei tele gestori come strumenti di misura legale, posizionando a valle e prima dell’utenza un contatore elettrico non dialogante con il server del distributore.

Una vera e propria “scatola nera”, che possa fare testo in caso di contestazione dei consumi fatturati con l’utilizzo della tele gestione.

Emetta un’ordinanza, che impedisca a ciascun operatore, di scegliersi un metodo a suo uso e consumo per la fatturazione dei servizi di rete.

Che però, sia semplice, trasparente e comprensibile, anche a mia zia Maria, di 90 anni.

Un suggerimento della Zia Maria, i consumi mensili registrati siano attribuiti agli scaglioni fissi ed inviolabili, senza il “fai da te” attuale, in progressione con il passaggio da uno scaglione all’altro man mano che i consumi mensilmente sommati, superano lo scaglione relativo.

La semplicità del calcolo, è l’unica che può tagliare la mano ed anche il braccio agli attuali cultori del “ fai da te”!

La ringrazio molto se vorrà leggere la presente lettera e magari farsi riassumere il contenuto degli allegati.

La ringrazio immensamente, se mi vorrà rispondere e magari effettuare i necessari interventi.

Con i più distinti saluti

Lettera firmata

aiutosicuro@libero.it 

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SCANDALO SERVIZI DI RETE Sat, 26 Jul 2014 23:33:04 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/325893.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/325893.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI SCANDALO “SERVIZI DI RETE

 

Scaglioni: illecita la presunzione di consumi annui

     

           stop alle bollette «presunte»

       l’utente deve pagare solo i consumi effettivi

 

La “vaghezza” dell’AEEG aiuta la speculazione.

Il titolo purtroppo non è una verità esagerata, ma pura semplice e unica verità.

Infatti, nell’applicazione delle tariffe, agli scaglioni di consumo, regna la più assoluta anarchia, così da offrire la possibilità di adottare sistemi illeciti per la loro applicazione.

 Tutto, ciò è scandaloso ed è possibile per il comportamento dell’AEEG, che sul proprio sito, così spiega la corretta applicazione delle tariffe agli scaglioni di consumi:

Per i servizi di rete non si paga un prezzo (come per l'energia) ma una tariffa fissata dall'Autorità sulla base di precisi indicatori, con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, tenendo conto dell'inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza.

La differenza fra servizi di vendita e servizi di rete è sostanziale.

Infatti, è sui servizi di vendita che si gioca la concorrenza e quindi la possibilità di risparmiare a seconda delle offerte commerciali dei diversi fornitori sul mercato libero.

 Sui servizi di rete, invece, non c'è concorrenza perché il trasporto e la distribuzione dell'energia avvengono attraverso infrastrutture che non possono essere replicate e che vengono utilizzate da tutti i fornitori per servire tutti i consumatori.”

Qualcuno direbbe: “ ma che belle parole” e qualche altro aggiungerebbe ma l’AEEG “ ci fa o C’è “.

Ma qualche altro ancora potrà dire, “ duro e sordo di orecchie, non hai inteso che l’AEEG ha detto, a proposito delle tariffe: ecco la composizione percentuale della spesa elettrica dell'utente tipo domestico (1° trimestre 2011)

SCHEDA   “A”

 COMPOSIZIONE PERCENTUALE DELLA BOLLETTA ELETTRICA

 I° TRIMESTRE 2011

Componente energia (60,16% della spesa totale lorda, ovvero il 70,29% della spesa totale al netto da imposte). E’ il costo di approvvigionamento per l’energia elettrica prodotta e importata.

E’ la voce più direttamente influenzata dalle quotazioni internazionali degli idrocarburi e dall’efficienza del mercato all’ingrosso dell’energia elettrica.

Costi di rete e di misura (16,02% della spesa totale).

Sono i costi dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia.

La componente tiene conto della remunerazione degli investimenti per lo sviluppo e la sicurezza delle infrastrutture di rete.

Quanto riportato, è solo apparentemente chiaro, invece è buio pesto, le percentuali elencate non servono a nulla.

Nella realtà le bollette, sono emesse in base ad altri fattori: quantità e tariffe!

Nessuna bolletta elettrica è emessa in funzione delle percentuali sopra riportate.

Esaminiamo, nel particolare le bollette elettriche, per le quali si spendono, “fiumi di parole inutili “ nel tentativo di spiegarle.

La prima voce, riguarda i cosiddetti “servizi di vendita”, ed è molto semplice basta moltiplicare i consumi per la prezzo Euro/kWh concordato con il gestore.

Voi direte, allora di che ti lamenti, è tutto molto semplice.

Niente affatto, se il prezzo è quello, giusto concordato è l’altro addente a difettare: non sono attendibili i consumi elettrici registrati, dal contatore elettronico fuori legge a causa dei mancati adempimenti alle norme previsti per gli apparecchi rientranti nella metrologia legale.

No, cari amici, non sono sordo, né per grazia di Dio cieco, le percentuali sopra riportati, li ho scolpiti nella mente, ma a che servono?

Esiste forse un gestore che li applica?

L’AEEG, oltre ad indicare le percentuali, ha forse spiegato come si calano concretamente nelle fatture, così da evitare l’impazzimento generale alla ricerca, di una pur minima comprensione della bolletta elettrica?

L’AEEG, ha forse controllato che nessun gestore rispetta tali sue surreali indicazioni?

L’AEEG, ha forse spiegato, cosa si debba intendere per famiglia tipo?

Il consumo di una famiglia (consumo annuo 2700 kWh) è rappresentativo di una famiglia tipo ?

L'indice dei consumi elettrici (ICE), elaborato dal Verbraucherzentrale-Bundesverband tedesco, prevede che: una famiglia di due persone consuma annualmente 3.200 kWh di elettricità; con la produzione di acqua calda sanitaria è garantita dalla caldaia installata in cantina.

E’ del tutto evidente, che se l’acqua calda come avviene nella maggior parte di abitazioni Italiane, è prodotta con scaldabagno, anche i consumi medi sono destinati a salire dalle stesse 3200kWh elaborati da Verbraucherzentrale-Bundesverband e quindi a discostarsi ancora di più dalla cosiddetta famiglia tipo AEEG, che pertanto non è assolutamente rappresentativa.

Riportiamo da Alcune note sui consumi elettrici nel settore domestico in Italia a cura di Gianluca Ruggieri : “ Prima di passare in rassegna i dati è utile fare alcune considerazioni metodologiche:

− si tratta di un campione scelto accuratamente in modo da essere il più possibile.

Significativo, ma i risultati valgono soprattutto parchè evidenziano delle linee di

tendenza: ogni abitazione è comunque diversa dall’altra;

 A partire dai consumi monitorati, abbiamo stimato i consumi elettrici annui delle

abitazioni considerate.

La variabilità è ampia (da un minimo di 1100 kWh/anno a un massimo di 9000 kWh/anno), la media è di circa 3229 kWh/anno.

Teniamo presente che per l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, la famiglia media italiana utilizza 2700 kWh/anno.

È importante introdurre una distinzione sostanziale: se analizziamo i consumi.

nell’abitazione media, avremo informazioni differenti da quelle ottenute quando

analizziamo i consumi del singolo elettrodomestico medio.”

Com’è evidente, anche dalle note di Gianluca Ruggieri, si evidenzia, un netto scollamento dei consumi medi da quelli della cosiddetta famiglia tipo targata AEEG.

I dati della famiglia tipo AEEG, hanno influenzato anche le indicazioni sui costi dell’energia per famiglia, infatti, secondo i dati dell’Autority per l’energia, la spesa annua delle famiglie per l’elettricità è passata da una media di 338,43 euro nel 2002 a 515,31 Euro nel 2012. Ossia 176,88 Euro in più a famiglia e un aumento del 52,5%.

Ogni anno sono specificati i coefficienti di costo da applicare agli scaglioni di consumo annuo, per determinare il prezzo dei servizi di rete,  che pertanto dipendono, dal consumo totale annuo della fornitura,  secondo la seguente tabella per il 2014

N.B. - queste tariffe si applicano alle forniture di energia elettrica in bassa tensione per usi domestici nelle abitazioni di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW.

Livelli di consumo annui

Unità di misura

Prezzo

Da 0 a 1800 kWh

€/kWh

0,004840

Da 1800 a 2640 kWh

€/kWh

0,041810

Da 2640 a 4440 kWh

€/kWh

0,081630

Oltre 4440

€/kWh

0,124300

 

Se provate a leggere, le bollette elettriche Vi accorgerete che i coefficienti di costo unitario, non corrispondono completamente a quelli indicati.

Ciò, però, sarebbe il male minore, il fatto illecito è invece determinato dall’applicazione del prezzo, agli scaglioni di energia anno consumata.

Perché è illecita, l’applicazione del prezzo ai consumi?

Semplicemente, perché è illegittima la richiesta di pagamento anticipato di somme per consumi annui presunti.

Infatti, i consumi per il calcolo dei servizi di rete, invece di essere attribuiti  direttamente allo scaglione di appartenenza in funzione della loro quantità effettivamente già consumata, vengono distribuiti su tutti gli scaglioni secondo una divisione, che fa riferimento a consumi annuali presunti, già a partire dal primo mese dell’anno.

Cioè, siamo all’assurdo, non si tratta più di fatturare consumi presunti, vietati già da qualche tempo, ma per i servizi di rete, si pretende di ottenere il pagamento nella presunzione dei consumi.

E’ così, si presume un tetto di consumi annui e su questa pura e semplice presunzione si pretende, sin dal primo mese dell’anno si impone di pagare, i servizi di rete, in funzione di una probabilità di consumo.

Ciò, è assolutamente folle, oltre che  illecito, secondo la normativa e come da giurisprudenza., ormai unanime, infatti non si può chiedere il pagamento in funzione di una presunzione del raggiungimento di un livello di consumi annui.

È, infatti, pacifico in giurisprudenza, che il contratto di  erogazione di energia elettrica, sia un normale contratto di somministrazione, avente natura privatistica e pertanto soggetto alla disciplina del codice civile, con la conseguenza che la pretesa del Gestore per conto del distributore, basata su un consumo annuo presunto per il calcolo dei servizi di rete  è illegittima.

Per tale ragione non può considerarsi legittima una fatturazione dei servizi di rete, in base, ad esempio, alla stima dei consumi  annui della utenza, sulla scorta dei consumi già effettuati, ma che si presume  restino tali , fino alla  conclusione dell’anno.

In sintesi, i consumi del primo mese sono suddivisi tra gli scaglioni, invece che imputati allo scaglione di appartenenza, ad esempio se assommano a 350 KWh, interamente al primo scaglione da  0 a 1800 kWh.

La fatturazione per rispettare la legge, deve assegnare ogni quantità di energia effettivamente consumata, direttamente allo scaglione, uno solo, di appartenenza, senza presumere nulla.

Se alla fine dell’anno, si supererà la quota di 4400 kWh, solo allora, sarà possibile applicare la tariffa di riferimento, non già nei mesi in cui tale livello di consumi resta solo presunto.

Poniamo ad esempio un utente, che nei primi mesi dell’anno, consuma 400 kWh e che poi nei mesi estivi, si sposta nella seconda casa, per 3 – 4 – 5 mesi, è ovvio che non arriverà mai a consumare il livello di 4800 kWh /anno presunti e per i quali gli è imposto di pagare, una parte dei servizi di rete, secondo lo scaglione più elevato, già dal primo mese dell’anno.

Eppure, non solo all’utente è richiesto di pagare, somme non dovute, in base a consumi annui, per lui irraggiungibili, ma in nessuna fattura è chiarito, cosa avverrà se tale sovra fatturazione risulterà in eccesso a fine anno.

Ecco perché personalmente denuncerò, per truffa ed estorsione in concorso tra loro: AEEG, Enel distribuzione, gestori che hanno emesso le fatture illecite e tutti quelli che hanno concorso per mancata vigilanza agli eventuali reati risultanti.

Permettetemi, una sola domanda al Signor Trifiletti, assiduo alle trasmissioni televisive: “Come mai sbraita sempre, sembra avercela con tutti, sparpaglia vergogna di qua e vergogna di là, però non ha mai portato alla ribalta i problemi veri delle bollette elettriche?”

Egregio signor Trifiletti, chi va in televisione, come paladino di noi poveri utenti, ha l’obbligo di porre in evidenza, soluzioni ai problemi veri, oppure è meglio che si taccia.

Infine, è necessario porre qualche domanda  alla dirigenza dell’AEEG, ad esempio: “ in base a quale criterio avete stabilito, che la famiglia tipo o media Italiana alla fine di un anno consuma 2700 kWh? “

Come mai appositi studi scientifici, hanno determinato il consumo medio di una famiglia in 3229 kWh ?

Come mai, periodicamente pubblicate la ripartizione delle componenti la bolletta elettrica, riferita alla famigli tipo, senza indicare alcun parametro di raffronto con altri livelli di consumo, magari quelli standardizzati negli scaglioni, per l’assegnazione dei costi dei servizi di rete ?

Come mai, alle famiglie tipo, arrivano bollette di 450 euro a bimestre e l’AEEG, non ne sa niente, non se ne accorge o non rientra nelle sue prerogative vigilare sulle truffe vere o presunte dei distributori e dei gestori?

Come mai, non è stata intrapresa alcuna iniziativa, da parte degli organi istituzionali tra cui l’AEEG, per la messa al bando dei tanto decantati contatori elettronici, fuori dalla legge, perché violano le più elementari norme previste per strumenti di misura, che devono rispettare le previsioni di legge previste per la metrologia legale?

Come mai, non avete mai vietato ai distributori, di poter auto decidere se un contatore elettronico funziona oppure no?

Come mai, non avete mai sanzionato, i distributori a causa della possibilità di programmare dal proprio server, tutte le funzioni, compresi i rapporti tra impulsi e kWh registrati?

E in ultimo, come mai non avete, chiesto o avviato un’indagine conoscitiva, sulla quantità di energia elettrica, prodotta o acquistata da ogni singolo distributore e di quanta energia elettrica risulta fatturata a carico dei gestori ?

Attendo con ansia le risposte, in assenza le cercherò comunque, a costo di chiedere indagini, adeguate alla gravità dei danni prodotti sugli utenti.

Infatti, la cattiva e in molte circostanze illecita, gestione delle forniture elettriche, si sta scaricando con risultati disastrosi, sugli utenti, in molti casi costretti alle collette od a vendere i residui dell’oro di famiglia, per pagare bollette elettriche illecite.

Ricordiamo all’AEEG, che le famiglie italiane, grazie al progresso tecnologico e all’evoluzione sociale, non vivono per la maggior parte nella grotta con il bue e l’asinello come 2000 anni fa!

Riconosceremo tuttavia volentieri all’AEEG, la giustezza dei consumi in 2700 kWh, della famiglia tipo, solamente se concorderà con noi, che ciò non succede nella realtà, solamente perché i contatori elettronici, in ragione del loro costante ” colloquio” con il server dei distributori, abbondano nelle misurazioni.

Per questo motivo, noi chiediamo di non disturbare il “dialogo” tra i server dei distributori e i contatori in funzione presso gli utenti, magari farli continuare ad eseguire le tele letture, ma occorre posizionare a valle del telelettore un “misuratore non dialogante” conforme alle prescrizioni sulla metrologia legale, a presidio della corretta registrazione dei consumi, una vera e propria “scatola nera”, da consultare per decidere sulle controversie sui consumi.

Intanto, siamo partiti con le denunce e proseguiremo, finché, giustizia non sarà.

MOVIMENTO DITTADINI INDIFESI

Andrea di Giovanni     

aiutosicuro@libero.it     

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MCI chiede aiuto al Presidente Matteo Renzi Wed, 23 Jul 2014 18:59:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/325594.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/325594.html MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI MOVIMENTO CITTADINI INDIFESI  MCI chiede aiuto al Presidente Matteo Renzi

      NON OMOLOGABILI I CONTATORI  MISTI

INCOMPATIBILE TELELETTURA E  MISURAZIONE

ILLECITI I SERVIZI DI RETE CON PRESUNZIONE CONSUMI ANNUI

 

Il  MOCIMENTO CITTADINI INDIFESI ( MCI ), ha chiesto aiuto al Presidente Matteo Renzi, perché intervenga con forza nella campagna in difesa degli utenti nei confronti dei distributori di energia elettrica e dei gestori.

Infatti, i cittadini sono ormai allo stremo, non solo per la grave crisi economica, ma soprattutto perché lasciati in balia dei fornitori di energia.

Molte volte i costi dei servizi e delle forniture di energia, raggiungono livelli insopportabili, non solo per eventi di mercato, ma per veri e propri fatti illeciti.

Noi di MCI, da qualche tempo abbiamo indagato, il settore fornitura energia elettrica.

Volevamo capire, da cosa nascono le bollette dei consumi elettrici, portanti importi inaccessibili per le possibilità degli utenti.

In particolare, se gli importi derivassero dalla lievitazione del costo dell'energia elettrica o da qualche altro fattore.

La risposta è stata inaspettata: Enel distribuzione spa e gli altri distributori di energia elettrica, effettuano le misurazioni presso gli utenti, nella più completa violazione del Dlgs 22/2007, con strumenti di misura non omologabili.

Infatti, i contatori elettronici installati presso gli utenti, non rispettano la normativa sulla metrologia legale, il cui obbligo è stato introdotto dal citato decreto legislativo, pertanto non sono omologati, ne risultano omologabili come misuratori, e non sono verificati quali strumenti di misura, durante il loro impiego, per tale importante funzione.

A  destare maggiore preoccupazione, oltre alle mancate verifiche di validazione, è la possibilità di dialogo che il server dei distributori,  può avere ed ha con il telelettore presso l'utente e che impedisce la loro omologazione.

A preoccupare è la possibilità di riprogrammare il software del contatore- telelettore, così che potenzialmente possa essere  variato il rapporto impulsi - kWh registrati.

Proprio per tale possibilità, il Dlgs22/2007 con i suoi allegati, ha previsto la non omologabilità di sistemi misti di tele gestione e di misurazione dei consumi elettrici.

Infatti, nel contatore elettronico che incorpora la funzione di telegestione, la registrazione di consumi in eccesso, non occorre di interventi manuali sui contatori, ma dalla telegestione da server, anche su milioni di utenti contemporaneamente, senza dover sudare alcuna camicia !

Un'azienda Bolognese, si è vista registrare nel mese di agosto a macchinari fermi,  gli stessi consumi del mese di luglio, in piena attività produttiva.

Sui contatori domestici, i consumi notturni registrati, superano quelli giornalieri.

Si può dire non c'è dolo, è solo cattivo funzionamento dei contatori.

Bene, allora occorre osservare:

1.     l'Enel distribuzione non è andata fallita vuol dire che dalle disfunzioni dei contatori  trae guadagno;

2.     Enel distribuzione ha utilizzato strumenti di misurazione illegali, perché non omologabili.

Chiunque: fruttivendolo, salumaio, orefice, ecc. non sottopone nei tempi prescritti gli strumenti di misura a verifica è punito anche penalmente !

Enel distribuzione e gli altri distributori di energia elettrica, sono una casta a parte, nessuna punizione e libertà di frodare i propri utenti.

Tutto ciò è possibile, per l'incuria degli organi di tutela dei consumatori: magistrati, associazioni, ecc ed in particolare dell'AEEG.

La nostra proposta è questa: lasciare al contatore elettronico presso gli utenti la funzione di tele gestione, e di effettuare le misurazioni, non probatorie, con possibilità di emettere fattura ed istallare a valle un misuratore di consumi elettrici non dialogante con il server del distributore, la funzione probatoria in caso di contestazione, cioè, una vera e propria scatola nera.

In sintesi, omologare come tele gestore, il contatore elettronico, ed inserire a valle, un misuratore non dialogante, perfettamente omologato, con funzione probatoria in caso di contestazione dei consumi fatturati.

La non omologabilità dell’attuale contatore elettronico misto di tele gestione e contemporanea misurazione, non è l'unico abuso nei confronti degli utenti di energia elettrica, i servizi di rete, sono l'altro territorio di conquista,  stavolta da parte dei  gestori di energia elettrica.

Teoricamente sui servizi di rete, i gestori non dovrebbero guadagnare, infatti, il loro ambito di guadagno dovrebbe riguardare unicamente i servizi di vendita.

Invece, per colpa dell'AEEG, che non ha fissato severe norme per chi applica a danno degli utenti, il costo dei servizi di rete, è un grande "affare" per i gestori.

Inoltre, l'AEEG invita gli utenti derubati a contestare nei confronti dei gestori se l'importo dei servizi di rete supera  il 30%  rispetto ai servizi di vendita e se dopo 40 gg non c'è risposta allora possono rivolgersi a loro, cioè all’autorità ( AEEG).

Controllando le bollette, i servizi di rete, quasi sempre superano del 100% i servizi di vendita.

Perciò mi domando, ma l'AEEG che ci sta a fare, dal momento che mentre i gestori rubano, si torce il collo guardando dall'altra parte.

Basterebbe verificare le bollette, per vedere che ogni gestore applica i servizi di rete a modo proprio, ma sempre a danno dell'utente.

Infatti, l'AEEG, fissa i coefficienti di costo dei servizi di rete e stabilisce, gli scaglioni di consumo .

La truffa dei gestori, riguarda l'attribuzione dei consumi degli utenti agli scaglioni di consumo, che sono differenti come costo unitario in funzione dei kWh consumati.

L'inganno è questo: a gennaio e febbraio, tutti i consumi se rientranti nel primo scaglione da 0 a 1800 kWh , devono essere attribuiti esclusivamente al primo scaglione, poi i consumi successivi interamente agli scaglioni di competenza: secondo, terzo e così via.

Alcuni gestori, tra cui l'Enel, spalmano i consumi, già a partire dal mese di gennaio - febbraio, ad esempio 900 kWh, su tutti gli scaglioni, compreso quello oltre 4400 kWh.

Ciò, avviene nella presunzione che tale consumo, di 900kWh nel bimestre, fa presumere un consumo annuo superiore ai 4400 kWh.

Non importa, se l'utente, assentandosi da casa magari per le ferie estive ed invernali, non arriverà a tali livelli di consumo.

L'Enel presume il consumo e tanto basta!.

Oltre ai consumi presunti, già sanzionati dalla giurisprudenza, ora spuntano fuori i presunti consumi, cioè frutto di una presunzione dei livelli annuali di consumo dell'utente.

Che noi sappiamo, la presunzione, non è un dato certo, affidabile a tal punto, da opporre all'utente un pagamento, sotto minaccia di distacco.

Ecco come nascono le bollette di elettricità inaccessibili per l'economia delle famiglie e delle aziende.

I fattori di mercato sono importanti, ma occorre stroncare il malaffare.

Il malaffare, ormai ha nome e cognome: registrazioni dei consumi elettrici, con strumenti di misura fuori legge e programmabili dal server del distributore; applicazione arbitraria dei consumi agli scaglioni previsti per i servizi di rete.

La soluzione per la misurazione dei consumi, è solo una: affidare la misurazione dei consumi e la loro registrazione ad un contatore elettronico, che non abbia alcuna possibilità di dialogo con i server dei distributori, tale apparecchio di misura approvato da un organo notificato ai sensi del Dlgs. 22/2007 e  verificato in loco sempre secondo le norme sulla metrologia legale diventa probatorio in caso di contestazione.

L'attuale contatore elettronico, posizionato presso l'utenza, può continuare la sua funzione di telegestione, però le sue letture poichè non è omologabile, non possono essere probatorie in caso di contestazione da parte dell'utente, a causa del suo continuo dialogare con il distributore.

Occorre prevedere, un misuratore elettronico, da montare a valle dell'attuale telelettore, che dovrà non solo essere validato e verificato da un organismo terzo rispetto al distributore ed al gestore , ma anche essere costruito da aziende terze neanche consociate rispetto al distributore.

Nella speranza di aver chiarito, la gravità dello stato dei fatti inerente l'erogazione dell'energia elettrica, voglio sperare nella Sua energica cooperazione.

Con i migliori saluti

MCI - comitato cittadini indifesi   

il presidente andrea di giovanni

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