Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ictadmin Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ictadmin Wed, 23 Jan 2019 01:59:35 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/18436/1 Il miglior modo per proteggere gli elettrodomestici dal calcare Wed, 24 Oct 2018 10:26:37 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/498367.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/498367.html ictadmin ictadmin Il calcare è il nemico numero uno di ogni casa. Si annida ovunque, principalmente nei bagni e in cucina, dove la presenza di acqua è maggiore, non solo dove lo si vede, infatti anche gli elettrodomestici ne risentono parecchio.

Eliminarlo non è affatto semplice, esistono molti prodotti apposta in commercio, e ci sono anche molti rimedi naturali, ma riuscire a eliminarlo completamente sembra un’impresa impossibile.

L'unico metodo veramente efficacie per liberarsi di questo terribile nemico è quello di installare un depuratore d'acqua.

Non solo calcare: i molti vantaggi di un depuratore d'acqua

L'installazione di un depuratore d'acqua nella propria casa significa avere a disposizione acqua priva di calcare per tutti gli usi.

Come prima cosa non sarà più necessario acquistare l'acqua in bottiglia da bere, perché quella che uscirà dal rubinetto, sarà filtrata e privata dei minerali in eccesso, quindi proprio come quella che si acquista al supermercato, ma più comoda.

Anche il cibo avrà un sapore migliore, per non parlare del caffè che, sia fatto con la moka o una macchina espresso, avrà un aroma migliore.

Il bagno e la cucina resteranno puliti più a lungo, perché l'acqua non lascerà più residui di calcare.

Le piante ne beneficeranno, infatti non amano l'acqua ricca di calcare.

Ma tutto questo è solo una piccola parte di quello che un depuratore può fare; la cosa più importante è quella di eliminare il calcare dall'acqua per proteggere gli elettrodomestici.

Questi ultimi sono una parte consistente di ogni casa, e dato che hanno un costo abbastanza alto, bisogna scegliere il metodo migliore per proteggerli dal calcare e dalle sostanze incrostanti presenti nella cosiddetta acqua dura, e di conseguenza dalle probabili manutenzioni straordinarie. Inoltre il consumo di detersivi diminuirà notevolmente.

Come funziona un depuratore d'acqua

Esistono vari modelli sul mercato, da scegliere in base all'uso che se ne vuole fare e dal numero di persone presenti in casa.

Ne esistono infatti di piccoli da montare sotto al lavello della cucina solo per avere acqua buona da bere, ma questo non risolverebbe la maggior parte dei danni che il calcare provoca, sia alla tubature che agli elettrodomestici.

In questo caso sarebbe meglio far installare un addolcitore, che serve tutta la casa e gli elettrodomestici, in modo da eliminare tutti i rischi che il calcare comporta.

Questo tipo di apparecchi, sicuramente sono più ingombranti, ma allungano la vita di tutti gli elettrodomestici e dell'impianto idrico. Funzionano con del sale, e attraverso degli appositi filtri eliminano tutte le sostanze dannose presenti nell'acqua.

Naturalmente vanno fatti installare da personale qualificato in grado di eseguire un lavoro a regola d'arte e di spiegare il funzionamento e la manutenzione ordinaria dell'apparecchio.

Anche i costi non sono proprio bassi, ma se calcoliamo la spesa per l'acqua in bottiglia, e il risparmio di detersivo che un acqua cosiddetta dolce comporta, si riesce in poco tempo ad ammortizzare la spesa.

Quindi se l'intenzione è quella di comprare casa, ristrutturarla o semplicemente investire una piccola somma affinché tutto sia più funzionale un addolcitore è assolutamente indispensabile per proteggere gli elettrodomestici dal calcare.

Come sempre in questi casi meglio far fare più preventivi e diffidare dei prezzi troppo vantaggiosi che molte volte nascondono degli imbrogli.

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Corsi di formazione Rspp per il datore di lavoro Wed, 24 Oct 2018 10:18:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/498365.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/498365.html ictadmin ictadmin Abbiamo avuto modo di analizzare l’apporto che collaboratori correttamente preparati, come l’Rspp, possono dare al datore di lavoro all’interno di un’azienda in materia di sicurezza sul lavoro.

In quest’articolo invece affronteremo la situazione in cui il datore di lavoro svolga i compiti del RSPP in prima persona, decidendo di non nominare un RSPP “esterno” all’azienda, anche il datore di lavoro viene considerato come soggetto dell’attività di formazione in materia.

Datore di lavoro garante della sicurezza

La formazione RSPP dei datori di lavoro che intendono svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione – già introdotta dall’articolo 10 dell’abrogato d.lgs. n. 626/1994 e specificamente disciplinata dal Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 16 gennaio 1997 – è oggi disciplinata dall’articolo 34 del d.lgs. n. 81/2008.

In particolare, il comma 2 di tale articolo dispone che il datore di lavoro il quale intenda svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore.

I corsi dovranno essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante un accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che si sarebbe dovuto adottare entro il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008 e, cioè, entro il 15 maggio 2009.

Tale accordo in Conferenza Stato-Regioni è stato approvato - peraltro unitamente all’accordo di attuazione dell’articolo 37, comma 1, del “testo unico” in relazione alla formazione dei lavoratori - nella seduta del 21 dicembre 2011 e pubblicato in data 8 gennaio 2012 essendo, quindi, pienamente in vigore.

Esso regolamenta i “contenuti e le articolazioni” del corso per datore di lavoro-RSPP individuando i soggetti formatori, i docenti (necessariamente in possesso dei c.d. criteri di qualificazione del docente in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al decreto 6 marzo 2013 sulla “qualificazione dei formatori”) e i contenuti del relativo percorso formativo.

L’accordo prevede, tra l’altro, l’obbligo per i datori di lavoro di frequentare anche un corso di aggiornamento.

A questo sono soggetti pure coloro che, alla data della pubblicazione dell’accordo, avevano frequentato i corsi con i contenuti minimi di cui all’articolo 3 del D.M. 16 gennaio 1997 nonché di coloro che nel 1996 usufruirono dell’esonero dalla frequenza di tale corso ai sensi dell’articolo 95 del d.lgs. n. 626/1994 per aver optato per lo svolgimento diretto dei compiti del servizio diretto di prevenzione e protezione entro il 31 dicembre 1996.

Formazione dei datori di lavoro

Il Corso per Datori di Lavoro RSPP - Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (DdL RSPP) tenuto da Gruppo Errepi Srl, è un corso con taglio tecnico, operativo e legale per Datori di Lavoro.

Destinatario del corso: Datore di Lavoro che intende svolgere in prima persona il ruolo di RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione).

Obiettivi del corso: abilitare il Datore di Lavoro all’esercizio della funzione di RSPP ai sensi e con le modalità espressamente previste dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i. art 34 comma 2 e secondo l'Accordo Stato - Regioni del 21.12.2011 atto n. 223. (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 11.01.2012 e in vigore dal 26.01.2012).

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Hai una seconda casa? I serramenti in PVC fanno per te Wed, 24 Oct 2018 10:05:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/498361.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/498361.html ictadmin ictadmin Il PVC è uno dei materiali più completi e versatili da tenere in considerazioni per realizzare i serramenti per una seconda casa. Dunque, possiamo considerarla una delle soluzioni più interessanti sotto diversi punti di vista, soprattutto da quello tecnico visto che offre la possibilità di poter usufruire di un alto livello di isolamento sia termico che acustico.

È giusto ritenere il PVC un’ottima alternativa in caso si abiti in zone particolarmente fredde o rumorose, in quanto darebbe la possibilità di ovviare a diverse problematiche e fastidi vari.

Serramenti in PVC, una soluzione sempre più gettonata

Di recente, sono diversi gli utenti e i consumatori vari, sia nel privato che nel pubblico, che stanno adottando questa soluzione per le varie caratteristiche che contraddistinguono il PVC da altre componenti utilizzate per i serramenti di vario tipo.

Ecco perché questo materiale viene spesso e volentieri consigliato dai professionisti che si occupano dei serramenti proprio per la realizzazione degli stessi, soprattutto per i costi accessibili a tutti e per l'ampia versatilità che entra in possesso di chi sceglie questo materiale.

Estetica e praticità per i vostri infissi

Il PVC consente, mantenendo un buon livello tecnico, di applicare diverse variazioni e diverse rifiniture, ciò rende questo materiale predisposto a idee e soluzioni estetiche davvero all’avanguardia, e che possono essere modificate a seconda delle esigenze e dei desideri di ognuno di noi, in base a quello che è il gusto personale e non solo.

Come già accennato, è dunque la versatilità sia estetica che tecnica di questo materiale che permette al PVC di poter essere considerato un valore aggiunto rispetto ad altri materiali utilizzati per i serramenti.

Costi ridotti per la manutenzione degli infissi della seconda casa

Gli altri vantaggi relativi al PVC per quanto riguarda l’aspetto prettamente materiale, sono relativi ai costi e alla manutenzione. Quest’ultima è molto semplice da fare, infatti il PVC è un materiale tanto affidabile da evitare la maggior parte degli interventi destinati alla salvaguardia dei serramenti nel tempo.

Inoltre, pur essendo il PVC una soluzione particolarmente indicata e di alto livello, non ha costi elevati, anche se parliamo di marche importanti come Finstral, almeno non quanto altri materiali utilizzati allo stesso scopo, e, soprattutto, permette di risparmiare molto a livello economico per quanto riguarda le spese destinate ad uso abitativo, soprattutto se parliamo della seconda casa.

In conclusione, possiamo tranquillamente affermare che i vantaggi dell’installazione di serramenti in PVC per la seconda casa sono molteplici, tanto da poter ritenere la giusta soluzione senza riserve. Anche perché dati i diversi vantaggi, considerando i costi modici, e la versatilità di questo particolare materiale, ci sentiamo di indicare il PVC come un’ottima alternativa anche per situazioni abitative principali, a meno che non si ha a disposizione un budget che supera di gran lunga le risorse economiche in possesso di un cliente, per così dire, con disponibilità media.

È giusto considerare con ogni utente ha il proprio gusto e le proprie esigenze, e molto fa anche l’abitazione in sé con le sue caratteristiche.

Questi due sono dei fattori fondamentali per la scelta del materiale per i propri serramenti, ma possiamo considerare il PVC, a prescindere da gusti, situazioni e altri fattori, un’ottima soluzione, data la sua versatilità sia dal punto di vista tecnico che estetico, soprattutto per una seconda casa dove, in genere, non si hanno molte pretese in merito.

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Chi aiuta il datore di lavoro a garantire la sicurezza? Wed, 08 Aug 2018 16:44:57 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/488434.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/488434.html ictadmin ictadmin Il datore di lavoro, servendosi del servizio di prevenzione e protezione-SPP esterno che lo supporta nella valutazione dei rischi lavorativi, non ha un obbligo formativo specifico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’obbligo sorge solo nel caso in cui è consentito allo stesso di svolgere internamente i compiti del SPP.

In particolare, per gli studi professionali, il monte ore della formazione del datore di lavoro-RSPP è di 16 ore, con un obbligo di aggiornamento da ottemperare nel quinquennio successivo al corso di formazione nella misura di 6 ore.

Nell’attuale regolamentazione italiana della salute e sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro non ha un proprio obbligo formativo legato alla salute e sicurezza sul lavoro.

Tale scelta si deve alla circostanza che - in piena coerenza con la direttiva “quadro” europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro (n. 89/391 CE) - in Italia il datore di lavoro deve munirsi di un servizio “esperto” (il servizio di prevenzione e protezione, di seguito SPP) che lo supporti nella valutazione dei rischi lavorativi e, più in generale, lo consigli rispetto alle scelte organizzative finalizzate a prevenire gli infortuni e le malattie professionali.

Funzioni del servizio di prevenzione e protezione

Il servizio di prevenzione e protezione svolge le funzioni specificamente identificate dall’articolo 33 del d.lgs. n. 81/2008, il quale dispone testualmente che: “Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede:

  1. all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
  2. ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all’articolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;
  3. ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  4. al proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  5. a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all’articolo 35;
  6. alla fornitura ai lavoratori delle informazioni di cui all’articolo 36”.

Funzione e ruolo del RSPP

A capo del SPP deve trovarsi un soggetto (il responsabile del servizio di prevenzione e protezione - RSPP) munito di una specifica competenza, acquisita a seguito di un ampio processo formativo, un corso di formazione per RSPP, (regolato dall’articolo 32 del d.lgs. n. 81/2008 e in ultimo nel dettaglio disciplinato dall’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 7 luglio 2012).

Questo soggetto può essere, qualora la complessità organizzativa e prevenzionistica dell’azienda lo richieda, anche coadiuvato da una o più risorse, gli addetti al servizio di prevenzione e protezione, anch’essi tenuti a seguire analogo percorso formativo.

Tuttavia, qualora può capitare – come consentito dalla normativa vigente in relazione alle aziende che non superino determinate soglie numeriche (in particolare negli uffici con meno di 200 lavoratori), identificate all’Allegato II al d.lgs. n. 81/2008 – che anche il datore di lavoro svolga i compiti del SPP in prima persona, decidendo di non nominare un RSPP “esterno” all’azienda.

In questa eventualità anche lui viene considerato come soggetto destinatario di una attività di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sarà soggetto a seguire un corso RSPP per datore di lavoro.

Affronteremo questa questione in un prossimo articolo.

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Tesori sepolti, il mare e il suo museo nascosto Wed, 13 Jun 2018 17:21:25 +0200 http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/482823.html http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/482823.html ictadmin ictadmin Stufette a carbone, mestoli, un cannone, le stive delle navi, strutture di gru… Partendo dal panfilo di Rothschild alla nave da carico di paraffina, un intero museo nascosto si cela sotto i mari della Liguria.

In quelle acque si possono contare più di un centinaio di relitti censiti ad oggi, entro i 130 m di profondità, almeno una sessantina ancora da visionare e studiare.

Si ipotizza siano almeno quattrocento i monumenti nascosti oltre i 400 metri di profondità. L’avventura delle avventure, il classico Eden per un sommozzatore: vivere l’incontro con Marcella, un’antica corvetta antisommergibile UJ2210 affondata nel 44 davanti a Deiva Marina a 65 metri. La particolarità di questo relitto è la sua posizione verticale, tanto da dare l’impressione che stia navigando verso il cielo.

Tutti gli amanti di questo tipo di avventure hanno un nemico/alleato: i pescatori, normalmente sono loro a dare, dopo molte insistenze, le informazioni sull’esatta posizione dei relitti e i loro tesori, ma spesso, con le loro reti incagliate nelle strutture, costituiscono un pericolo grandissimo per tutte le esplorazioni subacquee. Ecco perché, se non ci accontentiamo di vivere l’avventura di visitare un relitto tramite qualche film o documentario, durante qualche festival specializzato o sul nostro comodo divano di casa, è sempre consigliabile immergersi con istruttori o guide esperte che conoscano bene l’ambiente che andiamo ad esplorare.

La Liguria per il nostro Paese è un vero Bengodi parlando di relitti esplorabili: a Capo Mele, circa a 90 metri troviamo il Ravenna, una nave passeggeri della prima guerra mondiale, adibita al trasporto militare, ancora.

Sempre in quelle acque è sepolto l’Umberto I, un transatlantico di lusso adattato ad incrociatore sempre durante la grande guerra, si possono ancora vedere sala macchine e caldaie; il Città di Sassari invece è particolarissimo perché circondato dal carbone della caldaia e che con l’affondamento si è disperso in mare tutto intorno al relitto ed ora diventato pietra, sedimenti molto particolari che oggi costituiscono un autentico spettacolo.

Un altro relitto illustre è ovviamente il Transilvania, mai esplorato, a 300 metri di profondità, durante il suo affondamento morirono 311 uomini.

Si potrebbe continuare questo elenco ancora a lungo, tantissimi sono i relitti sotto le nostre acque che, con il loro carico di tesori e storia sepolti, attraggono studiosi e appassionati alimentando anche i documentari cinematografici per appassionati di mare e avventura, i festival specializzati con la missione di raccontarci avventura e mare come l’Ocean Film Festival Italia, traggono a piene mani da questi reliquiari mai dimenticati sotto le nostre acque.

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Cannabis terapeutica: Emilia Romagna saccheggiata Wed, 13 Jun 2018 17:17:28 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/482822.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/482822.html ictadmin ictadmin Una nuova polemica è esplosa in merito alla cannabis ad uso terapeutico in Emilia Romagna: è dallo scorso Giugno che i pazienti che ne necessitano devono sudare sette camicie per recuperarne briciole in tutta la regione.

Nelle farmacie i telefoni squillano continuamente, i pazienti interrogano gli addetti e fioccano le proteste perché la quantità di farmaco non è sufficiente per le necessità di tutti.

I farmacisti preparatori sono così costretti a passare gran parte del tempo al telefono invece di poter prestare i loro servizi a pazienti e malati.

Ci sono farmacie che aspettano consegne da più di 8 kg di cannabis terapeutica, tra Gennaio e Marzo di quest’anno è stato effettuato un ordine di 10 kg dalla Regione Emilia ma, ad oggi, ne è arrivato solo uno.

La cannabis italiana è coltivata dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, che centellina le consegne alle varie realtà locali, chi ne chiede 2 kg ne riceve 500 gr e intanto i pazienti soffrono e i sintomi delle malattie non danno loro tregua.

Ma quali sono le cause di questi problemi? Il punto è che, pur essendo la Regione Emilia uno degli enti che più dispone di cannabis ad uso terapico, oltre la metà delle sue scorte finisce altrove: chi soffre di i neuropatia, atassia e anoressia necessita di un’adeguata terapia del dolore e l’unico supporto pratico ed efficace in questo senso è la cannabis terapeutica, quindi, da ogni regione d’Italia, arrivano richieste per questo tipo di sostanza; per questo le scorte sono sempre più esigue e faticano ad arrivare a chi ne ha bisogno.

La situazione sembra aver visto uno spiraglio nel momento in cui l’Emilia Romagna è stata invitata a discutere la questione, il primo storico riconoscimento del comitato pazienti da parte delle istituzioni.

Tutti intorno a un tavolo pazienti, farmacisti e istituzioni stanno lavorando per la risoluzione di questo delicato problema: con metà delle scorte di cannabis ad uso terapeutico destinate ai residenti che finiscono invece in altre regioni, con la scusa che l’Emilia Romagna risulta una delle regioni con maggiore facilità di reperimento.

Nelle altre regioni questo tipo di medicinale si può reperire solo in ospedale e in minime quantità, in Emilia lo scorso anno, si è fatta richiesta di passare da 37 a 60 kg con una previsione di 80 kg l’anno mentre le altre regioni hanno un approvvigionamento di appena 4 kg.

Ecco dunque scattare il fai da te all’italiana, tra processi e arresti, nasce il turismo della cannabis, in Sicilia alcuni optano per l’autoproduzione, associazioni distribuiscono semi online e le relative istruzioni d’uso, altri sono in attesa di giudizio dopo mesi di carcere preventivo, indagati per spaccio, per aver comprato 50g da uno spacciatore per un parente, infine c’è anche chi si rivolge all’estero: recandosi in paesi come Olanda, sfidando la legge, ma i più finiscono in Emilia dove poi i residenti si trovano senza sufficienti forniture.

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Installazione climatizzatore: i sette errori da evitare Wed, 13 Jun 2018 17:02:39 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/482819.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/482819.html ictadmin ictadmin Arriva l’estate il caldo e l’afa e, come tutti gli anni, molti corrono ai ripari acquistando e accendendo un climatizzatore. Il mercato ormai da disponibilità di modelli e prezzi per tutte le tasche ed esigenze, anche considerata la fortissima diffusione in case, negozi e luoghi di lavoro.

Se l’aria condizionata è utile per affrontare in modo più sereno le alte temperature, bisogna sempre tenere presente che questa soluzione, se male utilizzata, potrebbe avere un impatto negativo sulla sostenibilità ambientale ed energetica.

In questo articolo andremo a segnalare i sette errori più comuni proprio legati a questa problematica, così da consentirvi di evitarli e risparmiare significativamente su consumi e sprechi dannosi sia per l’ambiente che per il portafoglio.

Climatizzatore sovradimensionato rispetto alle esigenze

Molti hanno l’errata convinzione che un condizione più grande raffreddi più rapidamente, e con maggiore efficienza.

In realtà, le dimensioni devo essere sempre proporzionate all’ambiente da raffreddare: un condizionare troppo grande rispetto al luogo da climatizzare, non è in grado di attuare un raffreddamento uniforme e non riduce correttamente l’umidità nell’aria, diventando così estremamente inefficiente, passando troppo rapidamente da fasi di accensioni e spegnimento, allo stesso modo se il condizionare è sottodimensionato ha un pessimo rendimento.

Posizionare il condizionatore nella zona giusta

E’ convinzione diffusa che il condizionatore vada posizionato nella zona più calda della casa… sbagliato!

Una collocazione di questo tipo comporta un eccesso di lavoro per l’apparato e, quindi, un consumo eccessivo di energia molto superiore al necessario.

Dunque dovremo andare a posizionare il nostro climatizzatore in una zona ombreggiata, se orientata a nord-est sarebbe perfetto.

Collocazione del termostato

Una cosa scontata ma che non tutti valutano in fase di installazione è la collocazione del termostato: la misurazione di questo apparecchio è determinate per i consumi e quindi mai collocarlo vicino a lampade o elettrodomestici che emettono calore, per non sfalsare la rilevazione e quindi far accendere il condizionatore inutilmente.

Scegliere design o consumo?

I condizionatori, tranne casi particolari, non sono complementi di arredo, quindi non hanno un valore estetico particolare.

Questo spinge molti a nasconderli dietro a piante o tende, addirittura in loculi di cartongesso, tuttavia in questo modo, si ostacola la corretta ventilazione dell’apparato causando un crollo dell’efficienza.

Manutenzione periodica

Molti, dopo l’acquisto di un elettrodomestico, sono convinti che sia “per sempre” dimenticando che in esso sono presenti materiali di consumo e apparati che richiedono pulizia e verifica, anche per questioni sanitarie.

Un po' di attenzione a questo aspetto non solo migliorerà il rendimento del prodotto ma tutelerà anche la salute di chi respira l’aria climatizzata dall’apparecchio e ne allungherà la vita operativa.

Dunque per una corretta manutenzione dell'impianto di condizionamento: controllo dei filtri da pulire ogni due mesi ed eventualmente sostituzione dei componenti usurati, controllo annuale del canale di scarico e serpentina di evaporazione.

Temperatura giusta al momento giusto

Tenere la temperatura del condizionatore troppo bassa rispetto alla temperatura ambientale non solo provoca un consumo eccessivo ma fa male anche alla nostra salute.

In un luogo chiuso non dovrebbe esserci una differenza in difetto di più di 5 gradi rispetto all’esterno, dunque d’Estate: impostare sempre il condizionatore tra i 25 – 27 gradi

Acceso quando serve

Il condizionatore è progettato per essere utilizzato quando effettivamente è necessario, quindi, utilizzate il vostro sistema di condizionamento mentre siete in casa, anche se avete un sistema ad accensione automatica, è la scelta più intelligente per tutelare portafoglio e ambiente.

La regola aurea è: no al fai da te, rivolgiti a professionisti dell’installazione climatizzatori d’aria, ti indicheranno il prodotto in base alle effettive necessità senza essere approssimativi o strafare.

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Nuova detrazione fiscale per la sostituzione degli infissi Wed, 13 Jun 2018 16:56:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/482818.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/482818.html ictadmin ictadmin Sostituire gli infissi ha molti vantaggi da un punto di vista pratico: taglio dei costi di riscaldamento, migliore controllo sul rumore esterno, più efficace gestione della manutenzione, ecc. Negli ultimi anni, a questi vantaggi di tipo pratico, si è affiancato anche un vantaggio di tipo fiscale.

Questo vantaggio è un incentivo statale per favorire il risparmio sulle emissioni nocive da parte delle caldaie ed ha la forma di generosa detrazione fiscale per stimolare la sostituzione degli infissi vetusti.

Quest’anno, con la Legge di Stabilità 2017, è stata ripetuta la proroga della detrazione per tutti gli interventi di riqualificazione energetica, compresi tutti gli interventi finalizzati a un miglioramento dei consumi nelle case tra cui la sostituzione degli infissi.

Ovviamente la detrazione richiede determinate condizioni per essere concessa, le quali sono:

  • La sostituzione deve riguardare edifici già esistenti o già in corso di costruzione
  • Il livello di efficienza energetica deve essere aumentato dalla sostituzione garantendo un complessivo miglioramento delle prestazioni energetiche dell’abitazione.
  • Gli infissi devono riguardare il volume riscaldato dell’abitazione, quindi eventuali infissi perimetrali riguardanti locali non riscaldati non posso rientrare nella detrazione.
  • Gli infissi devono essere in linea con i requisiti di trasmutanza previsti dalla legge del 2010

Le detrazioni coprono anche spese per interventi di sostituzione di portoni di ingresso a patto che, ovviamente, rispettino almeno gli ultimi due punti sopra elencati per l’ottenimento dello status di detraibile, anche tutte le strutture accessorie agli infissi sono detraibili, come scuri persiane, cassonetti per tapparelle incorporate al serramento.

L’agevolazione riguarda la detrazione delle spese sostenute dall’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall’IRES (Imposta sul reddito delle società).

L’importo della detrazione va ripartito in dieci rate annuali di pari importo, la percentuale è del 65% delle spese sostenute dal 6 Giugno 2013, mentre per singole unità immobiliari si passa al 50% dopo il 1 Gennaio 2018.

Indipendentemente dai lavori, la detrazione parte dalla data del pagamento o alla data di termine della prestazione, nel caso di imprese società e enti.

Per la sostituzione degli infissi di casa il tetto massimo della detrazione è di 60.000 Euro e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, quali ad esempio quelle previste per la ristrutturazione edilizia.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa possessori dell’immobile, le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, le associazioni di professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, i titolari di un diritto reale sull’edificio, i condomini per le parti comuni, gli inquilini, coloro che hanno l’unità immobiliare in comodato d’uso, i familiari conviventi con il possessore dell’immobile oggetto di intervento che sostengono e compartecipano alla spesa per i lavori.

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Rischi in azienda ma il RLS vigila e tutela i lavoratori Wed, 13 Jun 2018 16:52:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/482816.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/482816.html ictadmin ictadmin Cosa fare quando un RLS vede una situazione di rischio o di disagio per i lavoratori?

Vigilare e verificare sempre e comunque

Il RLS consulta il documento di valutazione dei rischi e verifica se il rischio è stato preso in considerazione, se sono state previste misure di prevenzione e se tali misure sono realmente attuate.

Le norme ci proteggono sul luogo di lavoro

Se la valutazione del rischio in azienda non è soddisfacente o le misure di prevenzione non sono adeguate o non sono attuate, il RLS lo segnala al datore di lavoro (o eventualmente al RSPP oppure al dirigente se nella organizzazione del sistema aziendale della sicurezza è previsto chiaramente che siano queste figure a tenere i rapporti con il RLS).

Il RLS lancia il suo RLS segnale

La segnalazione potrà essere a voce, in forma scritta o in forma scritta con invio di copia per conoscenza alla ASL competente, questa soluzione può essere adottata a seconda della gravità del problema e della situazione esistente in azienda.

Se il RLS non è certo di ottenere risultati con la comunicazione a voce, è meglio ricorrere subito alla segnalazione scritta.

La risposta dell’azienda ai rischi segnalati

Nella segnalazione il soggetto, che avrà effettuato il corso da RLS, dovrà descrivere chiaramente il problema e chiedere di avere una risposta entro un tempo ragionevole.

L’azienda può rispondere che:

  • Esiste realmente un rischio non protetto; in questo caso il datore di lavoro deve rimuoverlo subito o metterlo nel programma degli interventi di bonifica (aggiornando quindi la valutazione dei rischi).
  • Non esiste rischio. Infatti è il datore di lavoro e solo lui che valuta i rischi e se ne prende la responsabilità; in questo caso dovrà spiegare chiaramente al RLS perché non esiste il rischio.

In caso di mancanza di risposta, di disaccordo o di risposta non soddisfacente, può essere consultata la ASL come organo di vigilanza.

Il problema dovrà comunque essere affrontato e messo a verbale nella riunione periodica sulla sicurezza.

Se il rischio di infortunio fosse immediato e grave il RSL, come anche il singolo lavoratore, può sospendere il lavoro. Ovviamente questo è un caso estremo da attuare in caso di pericolo immediato che deve essere ben valutato.

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L’importanza della sicurezza sul lavoro: la figura del RSPP Mon, 19 Mar 2018 18:15:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/473727.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/473727.html ictadmin ictadmin La sicurezza sul lavoro è argomento di fondamentale importanza perché in tutti i luoghi di lavoro ci potrebbero essere pericoli e rischi che possono mettere in pericolo la salute e l'incolumità del lavoratore.

Lavorare in un ambiente sano è un diritto del lavoratore oltre ad essere previsto dalla legge; mettere quindi in sicurezza il luogo di lavoro non è solo un dovere morale ma anche un dovere legale.

Lavorare in sicurezza: diritto per ogni lavoratore

Questo punto non è solo un vantaggio per il lavoratore ma è anche un vantaggio per il Datore di Lavoro che non deve preoccuparsi dell’incolumità dei suoi dipendenti ed è inoltre un vantaggio anche per il dipendente stesso che lavorerà in un clima sereno diventando più efficiente ed ottimizzando così la sua produttività.

Per assolvere alla tutela del lavoratore e garantire la sicurezza sul luogo di lavoro è necessario che, all’interno di ogni azienda, vi sia un Responsabile della Sicurezza con la funzione di controllare che tutti gli ambienti di lavoro siano stati messi in sicurezza.

Si è sentito parlare tanto di tragedie successe sul luogo di lavoro, episodi che si sarebbero potuti evitare se il Datore di Lavoro avesse provveduto preventivamente ad inserire, all’interno dell’azienda, un valido responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

RSPP responsabile del servizio prevenzione e protezione

Quindi la figura che serve ad ogni azienda per contrastare il problema della sicurezza sul lavoro è il RSPP, un responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Questo responsabile, deve seguire un corso di formazione specifico, dopo il quale otterrà l’attestato che potrà confermarlo come figura abilitata alla sicurezza. Non è necessario che il RSSP sia una figura nuova da inserire in azienda, ma il Datore di Lavoro può decidere di essere lui stesso responsabile della sicurezza o, in caso contrario, può decidere di far fare il corso a un suo dipendente che dopo aver ottenuto l’attestato potrà occuparsi della sicurezza all’interno dell’azienda.

La figura del RSPP è obbligatoria ed è prevista dalla legge in qualunque attività, azienda o GDO, l’obbligatorietà deriva dal fatto che in ogni luogo di lavoro possono esserci dei rischi nei quali potrebbe incorrere il lavoratore.

I corsi RSPP Monza e Brianza però, sono gestiti in modo tale da creare dei percorsi ad hoc, in base al grado di rischio presente in ogni attività, naturalmente un’azienda edile avrà un grado di rischio maggiore rispetto a un negozio di abbigliamento ma in entrambi i casi è comunque necessario che un dipendente, o il Datore di Lavoro, ricopra la figura del RSPP.

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Le migliori strategie di investimento aziendali in ambito web Mon, 19 Mar 2018 17:42:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/internet/473723.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/internet/473723.html ictadmin ictadmin Investire nella modernità e nelle nuove tecnologie aziendali può voler significare anche un investimento importante nello sviluppo di un sito web per la propria azienda o attività.

Come oramai dovrebbe essere chiaro a tutti il web è sempre più centrale nella comunicazione verso potenziali clienti e partner commerciali, innumerevoli utenti, ogni giorno, lo utilizzano per cercare prodotti, informazioni, fare prenotazioni, ecc...

Ecco dunque che tra le voci degli investimenti aziendali per la produttività e la pubblicità ormai non si può più prescindere da una voce di una certa importanza che riguarda il mondo del web, a partire proprio dal sito.

Un sito aziendale dovrebbe rispettare delle linee guida molto precise, dal punto di vista tecnico, cosa non sempre attuabile nel caso in cui si usino piattaforme free o comunque a costi bassissimi, tendenza che si è affermata recentemente in ottica generalista e che ha portato molti imprenditori a pensare che fare un sito sia solo questione di pochi click su un editor grafico e con pochi euro.

Un sito aziendale, se curato da esperti, è un investimento, che nel tempo si ripaga da solo, in caso contrario, fatto con leggerezza e senza la giusta competenza, rischia di essere un danno per l'immagine.

Quando si procede con la realizzazione di siti web aziendali Monza e Brianza, che sia in ottica di promozione dell’attività per la clientela o di diffusione del marchio e affermazione dello stesso rispetto ai competitor, vanno sempre tenuti presenti dei punti di fondo:

  • È il biglietto da visita pubblico dell’azienda
  • Bisogna essere esaustivi nei contenuti e non prolissi
  • Ogni dubbio deve portare a una richiesta non a lasciare il sito
  • Il contesto deve essere piacevole
  • Il percorso di visita non deve essere lasciato al caso

I punti sopra elencati possono essere considerati dettagli, tuttavia insieme, possono fare la differenza sulla effettiva efficacia o meno del sito.

La confusione è nemica delle visite: una delle pecche più grosse di un sito aziendale probabilmente è la confusione dei contenuti, questo tende a scocciare i visitatori che non trovano quello che gli serve e alla fine se ne vanno (vendita persa) magari dalla concorrenza che ha organizzato meglio i contenuti. Altri accorgimenti in questo senso possono essere:

  • Impianto grafico ad hoc
  • Font leggibili e chiari
  • Contenuti strutturati in e gestione SEO del sito web
  • Contenuti interlacciati con logica

La prima impressione, come nei rapporti umani, è determinante; i contenuti devono essere chiari, originali e documentati da foto di qualità.

Nel suo complesso il sito deve ispirare professionalità e competenza e ogni domanda deve trovare una risposta o condurre ad un form per i chiarimenti, in definitiva un progetto web va valutato nell’insieme assicurandosi allo stesso tempo che ogni sua singola parte sia funzionale nel più piccolo dettaglio.

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Il kayak appassiona gli italiani ma come praticarlo in sicurezza? Mon, 19 Mar 2018 17:03:08 +0100 http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/473720.html http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/473720.html ictadmin ictadmin In Italia si diffonde come un febbre la passione per il kayak. Questa disciplina sportiva, sempre stata di nicchia, negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d’olio sia a livello agonistico che amatoriale conquistando nuovi appassionati.

Sport, agonismo e immersione nella natura

Sempre più spesso il kayak viene usato da chi, di tanto in tanto, vuole staccare completamente la spina e ricaricare spirito e mente, immergendosi in ambienti bellissimi dominati dalla natura e dalla tranquillità, proprio questo è uno degli ingredienti principali che spingono ad avvicinarsi a questi disciplina: la comunione fra uomo e natura attraverso l’esplorazione di corsi d’acqua o tratti di mare.

Il kayak è uno sport davvero completo e adatto a ogni tipo di appassionato. Uomini, donne, bambini o anziani, gli unici requisiti indispensabili sono la buona salute e saper nuotare. Essendo uno sport a 360 gradi. Ovviamente è consigliabile iniziare rivolgendosi a una scuola così da imparare la corretta tecnica e non incorrere in problemi legati a strappi per una postura non corretta o a movimenti scorretti nella pagaiata.

Lo sforzo fisico richiesto è molto intenso per tutti i muscoli del tronco ma anche delle gambe, di conseguenza tutto il fisico è stimolato allo sviluppo di massa muscolare e all’irrobustimento delle ossa e, trattandosi di uno sport aerobico, cuore e sistema cardiocircolatorio traggono grandi benefici.

La disciplina sportiva del kayak però non è solo benefica per il corpo, ma anche per lo spirito: gli effetti positivi delle endorfine prodotte durante l’attività fisica vengono potenziati dal piacere del contatto diretto con luoghi naturali incontaminati.

Avvertenze per gli sportivi

Ovviamente, come tutte le attività sportive, il kayak non va preso sottogamba: bisogna avvicinarsi e praticare la disciplina con umiltà, rivolgendosi a chi ha maggiore esperienza.

L’attrezzatura deve essere sempre controllata e all’altezza del compito: infatti, in caso scegliate un percorso più rischioso come una discesa su un fiume con rocce e rapide, un’attrezzatura adeguata può salvarvi ed evitarvi una brutta avventura.

Un altro fattore da non trascurare è legato all’ambiente: come abbiamo già detto i percorsi per il kayak possono variare da una tranquilla navigazione su un lago ad un’emozionante discesa di un fiume o torrente, con rapide e ostacoli a scoglio o restringimenti del letto, ovviamente, in questo caso, consigliamo il cimento solo ad atleti estremamente preparati.

Infine, come ultimo accorgimento, non dimentichiamo mentre esploriamo specchi d’acqua con il nostro kayak bisogna sempre avere rispetto della natura che ci circonda, imparando a conoscerla e rispettarla senza sfidarla oltre alle proprie capacità e possibilità.

Differenze fra Kayak e Canoa

Parlando di sport viene spesso fatta confusione fra canoa e kayak. Pur avendo dei punti in comune, si tratta in effetti di discipline differenti: tra le due specialità variano innanzitutto la struttura dell’imbarcazione, la stessa pagaia e la posizione del canoista.

In kayak si sta seduti con le gambe su un poggiapiedi e le mani impugnano una pagaia a due palette, la pagaiata è alternata, nella canoa invece ci si trova in ginocchio e si rema da un solo lato con una pagaia a pala singola.

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Polemiche sull’introduzione della Cannabis ad uso medico Mon, 19 Mar 2018 16:45:21 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/473717.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/473717.html ictadmin ictadmin Sostanza che da decenni non cessa di trascinare polemiche e manifestazioni, diatribe etiche e scientifiche, quello dell’uso della cannabis ad uso terapico è un argomento che ha avuto una svolta con l’inserimento nella tariffa nazionale dei medicinali nel 2017.

Purtroppo, come spesso accade, invece di essere una buona notizia per i sostenitori della cannabis ad uso medico, la novità è diventata campo di scontro proprio in merito all’importo stabilito dal Ministero della Salute nel tariffario nazionale dei medicinali.

Questo è stato fissato a 9 euro al grammo e i professionisti del settore medico, in particolare i farmacisti,  sottolineano come sia inferiore a quello richiesto dai distributori della sostanza; ecco dunque che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) sottolinea in un comunicato come avesse già, in fase di istruttoria, fatto presente il problema richiedendo di fissare il prezzo a una cifra superiore per impedire che i propri associati si trovino a pagare la materia prima più di quanto costi la preparazione magistrale stessa, portandoli quindi a operare in perdita (da notare come nel caso della cannabis ad uso medico, di importazione olandese, i costi per i farmacisti preparatori che ne fanno uso arrivano ad 11 euro).

Ecco dunque che si è passati dal poter vendere cannabis ad uso medico a prezzo doppio rispetto a quello di acquisto con la precedente normativa, che consentiva ai laboratori galenici che effettuavano la preparazione di rientrare pienamente delle spese di registrazione analisi e preparazione del prodotto (già comunque particolarmente alte), alla situazione attuale in cui invece sarà necessario acquistare la materia prima in perdita rendendo non solo sconveniente ma addirittura deleterio per i conti dei farmacisti, le preparazioni con questo tipo di prodotto, con il conseguente rischio che solo gli ospedali saranno in grado di distribuire il farmaco ai pazienti creando a questi ultimi notevoli difficoltà.

Da qui una richiesta di confronto è stata rivolta da tutte le organizzazione Fofi, Federfarma, Asfi, Assofarma, Farmacie Unite, Sifap Società Italiana Farmacisti Preparatori e Utifar al ministero per risolvere il problema.

Confronto che, oltre a richiedere una risoluzione del problema appena sorto andrà a prendere in esame una revisione complessiva della tariffa nazionale dei medicinali. Questa infatti, risulta immutata da oltre vent’anni, in contrasto con la revisione biennale prescritta dalla legge, creando così evidenti problemi di sostenibilità economica nella realizzazioni dei preparati magistrali.

La questione cannabis è dunque la cosiddetta ciliegina su una torta molto più ampia, un terreno di confronto complesso tra farmacisti e ministero, terreno di discussioni approfondite da affrontare senza ulteriori rinvii.

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Serramenti in alluminio a taglio termico, nuova frontiera per questo materiale Mon, 19 Mar 2018 16:39:50 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/473716.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/473716.html ictadmin ictadmin Se valutate il cambio degli infissi, a cosa prestate maggiore attenzione? Alle performance termiche? Al design? O al risparmio energetico? E’ possibile fondere praticità e bellezza? Analizziamo assieme alcuni dettaglio e scopriamo le soluzioni migliori per gli infissi di casa che potreste non avere ancora preso in considerazione come i serramenti a taglio termico.

Per la vostra abitazione potreste scegliere di optare per una nuova soluzione che offre nuova vita ad un materiale già ampliamente testato nella produzione di serramenti: l’alluminio.

Gli infissi in alluminio a taglio termico sono un prodotto estremamente valido sotto diversi aspetti, valutiamo insieme alcune loro peculiarità:

  • Sono versatili, adatti per l’uso casalingo come per uffici o aziende con gradi superficie
  • Sono estremamente solidi e resistenti all’usura del tempo
  • Stiamo parlando di un materiale totalmente riciclabile
  • Il design può essere razionale e accattivante
  • Posso essere implementati grandi spessori accoppiando quindi più vetri e maggiori anticamere con eventuale gas per migliorare il risparmio energetico (argon o altri tipi di gas isolanti)
  • Non è richiesta manutenzione
  • Ha una tenuta statica eccellente
  • Non ha limiti di superficie

Nonostante tutti questi pro l'alluminio è un buon conduttore termico e questo ne penalizza le prestazioni in inverno e in estate infatti tende a portare freddo e caldo verso l’interno dell’ambiente.

Ecco il perché dei cosiddetti serramenti in alluminio a taglio termico, infatti il taglio termico, rispetto alle normali procedure di creazione degli infissi, si differenzia eliminando il ponte termico con l’inserimento di un profilo interno contenente poliammide o gomma, interrompendo così la continuità dell’alluminio e staccando in sostanza il profilo esterno da quello interno.

Il profilo a taglio termico è divenuto ormai lo standard dei serramenti in alluminio di qualità unendo i vantaggi dell’alluminio alla necessità di risparmio energetico.

In più possiamo porre l’attenzione alla quantità di anticamere e la qualità dei gas presenti fra i vetri dei nostri infissi, così da garantire un isolamento ottimale anche al vetro e non solo al profilo.

I costi: il costo di questi serramenti è inferiore a quello per soluzioni omologhe in legno o legnoalluminio. La vera differenza nel prezzo però dipende da molteplici fattori: prestazioni termiche, acustiche, superfici, profili, i sistemi di apertura e, ovviamente, alla marca.

Le più diffuse marche di serramenti, Spi e serramenti Finstral,hanno costi più importanti di altre garantendo standard qualitativi più elevati quindi anche questa è una variabile da considerare nel momento passi all’effettiva valutazione dell’acquisto.

Per questo tipo di soluzione il costo a metro quadrato diminuisce all’ aumentare della superfice, altro interessante punto a favore, salvo in caso che variabili specifiche entrino in gioco: oltre certe misure l’infisso diventa strutturale, come per i grandi palazzi in vetro, in scenario il costo aumenta vertiginosamente rendendosi necessaria l’implementazione di strutture di sostegno in ferro a reticolo per sorreggerlo dall’interno.

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Irritazioni cutanee? Fate attenzione all’acqua dura Mon, 19 Mar 2018 16:34:04 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/473714.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/473714.html ictadmin ictadmin La bellezza, in particolare una pelle liscia, luminosa e vellutata, non è legata solo ai misteri della genetica o all’opera di un chirurgo, ne è una meta raggiungibile unicamente tramite creme o artifici cosmetici, ma anche l’acqua che usiamo quotidianamente per raggiungerla.

Prima regola: idratazione cutanea

La prima regola della bellezza a costo zero, determinante per ottenere risultati importanti, è l’idratazione, infatti una pelle dall’aria giovanile e particolarmente liscia la si può ottenere solo con una corretta idratazione, cospargendo il corpo di preziosa acqua, coccolandolo e proteggendolo e assicurandosi che l’acqua che utilizziamo sia pura priva di agenti esterni potenzialmente nocivi come il calcare.

Soprattutto durante l’Estate, quando si avvicina la prova costume, e i periodi secchi, la salute della nostra epidermide e il suo aspetto liscio e roseo sono a rischio e la loro protezione inizia proprio dalla pratica di una corretta idratazione.

Durante i bagni o le docce oppure la mattina quando laviamo il nostro viso, dovremmo assicurarci che l’acqua sia pura, magari filtrata da un sistema ad osmosi inversa per ottenere il miglior risultato possibile, così da evitare i problemi di irritazione ed arrossamento legati alla presenza di calcare e altri agenti esterni.

Arrossamenti? Irritazione? Acne? Ascolta il tuo corpo!

Importante è proteggere la pelle dagli agenti esterni, smog, polveri, fumo, raggi solari e per evitare che l’acqua evapori verso l’esterno, per fare ciò si posso usare prodotti cosmetici appositi, partendo da una buona detersione mattutina e tarando l’uso di questi prodotti e le tipologie scelte in base al genere di pelle.

Altro fattore essenziale, come abbiamo detto, è costituito dal giusto grado di idratazione.

Un apporto corretto di acqua può tenere lontani i segni dell’età, ma l’esposizione e l’assunzione di acqua che contenga un eccesso di sostanze come carbonato di calcio e dolomite può causare problemi e secchezza. La classica acqua del rubinetto in alcune zone potrebbe essere la cosiddetta “acqua dura” o contenente sostanze che alla lunga su alcuni tipi di pelle creare irritazioni e fastidi di vario genere oltre a far perdere tonicità ed elasticità.

Attenzione all’acqua dura

L'acqua dura è composto di alte concentrazioni di minerali, sua composizione, quella che viene definita “durezza” è determinata dalla quantità di calcio e magnesio contenuti in essa e varia a seconda dell'area geografica e del contenuto minerale della sorgente. Le linee guida per la classificazione delle acque distinguono fra: acque morbide (0-60 mg/L carbonato di calcio), acque moderatamente dure (61-120 mg/L), acque dure (121-180 mg/L) e acque molto dure (oltre 180 mg/L).

L’acqua con questa caratteristiche può trasformarsi in un irritante da contatto, in particolare può provocare l’occlusione dei pori della pelle a causa della sua incapacità di rimuovere i residui dei vostri prodotti per la pulizia come creme o sapone.

Questo si tradurrà in pelle secca e altri problemi come acne, infezioni, eczema e prurito

Per conoscere esattamente le caratteristiche della vostra acqua potete rivolgervi ad esperti che effettueranno un’analisi professionali dell’acqua gratuita e potranno consigliarvi per l’acquisto e l’installazione di un addolcitore d’acqua domestico che porrà rimedio ai vostri problemi di salute.

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Sport estremi e psicologia: cosa ci porta ad avventurarci al limite? Fri, 24 Nov 2017 18:31:45 +0100 http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/460580.html http://comunicati.net/comunicati/sport/varie/460580.html ictadmin ictadmin Negli ultimi anni tutti i media si stanno concentrando sempre di più sui cosiddetti sport estremi: le pratiche sportive che portano l’uomo in diretta concorrenza con i propri limiti.

Questi sono diventati un vero e proprio fenomeno di costume, attività che catalizzano la curiosità della maggior parte degli spettatori.

In particolare gli sport acquatici, una curiosità coltivata e accresciuta anche da documentari e film, importanti rassegne cinematografiche basate su film di avventura negli oceani anche a livello mondiale stanno crescendo sempre più di importanza, basando la loro programmazione su film dedicati a kayak, surf, vela, fauna e natura marina, il tutto associato a immagini spettacolari di eccezionali avventure in ambienti grandiosi e incontaminati.

Tanto interesse popolare ha portato queste fenomenologie sportive ad essere oggetto di studi mirati anche in ambito sociale e comportamentale.

Ad oggi si sono approfonditi gli aspetti motivazionali che spingono a seguire documentari e spettacoli e naturalmente ad esercitare tali sport seguendo la fascinazione che li accompagna, sono stati fatti studi sui processi psicofisiologici di valutazione dei rischi e sono ormai note le esigenze e le abitudini di preparazione mentale. Tutte queste conoscenze concorrono a limitare i rischi legati alla passione per questi sport estremi favorendo una maggiore sicurezza e prevenzione di situazioni infauste.

Le ragioni dell’attrazione verso sfide adrenaliniche in luoghi come mari e oceani sono legate al desiderio di mettersi psicologicamente alla prova e stimolare i propri limiti portandoli sempre un po' più avanti, siano esse la sfida del vento sopra le onde in una gara di surf o l’esplorazione delle profondità marine in cerca di nuovi orizzonti in un’immersione subacquea.

Queste imprese permettono di vivere sensazioni ignote sia fisicamente che psicologicamente e, la sfida vittoriosa su elementi naturali aumenta l’autostima.

Una certa attenzione va mantenuta in alcuni casi dove possono emergere sfumature diverse da quelle sopra espresse, più legate a tendenze distruttive e a un deficit nella valutazione dei rischi: una falsa sensazione di onnipotenza nella sfida alle proprie capacità può essere disastrosa. In questi casi ci si può trovare di fronte a una sopravvalutazione di se e delle proprie capacità oppure a una svalutazione dei rischi in modo più o meno consapevole rischiando quindi seriamente la vita.

Da notare comunque che la maggior parte degli appassionati di sport estremi non sono mossi da tendenze distruttive ma come detto dal desiderio di provare sensazioni nuove.

Uno dei primi aspetti che esercita grande fascino è il brivido, e il piacere dato dall’adrenalina che entra in circolo, studi dimostrano che la visione di documenti e programmi così come la pratica degli sport estremi comporta l’aumento della secrezione di adrenalina, visto che viene stimolato la nostra capacità di “combatti o fuggi” che attiva i meccanismi di sopravvivenza in risposta ad uno stress, per far fronte all’evento attraverso i cambiamenti neurofisiologici ormai molto noti.

Come detto, comunque, questo tipo di sensazioni sono attivabili sia con la pratica ma anche semplicemente con la visione di situazioni adrenaliniche, si tratta infatti di uno stato fisiologico che può essere indotto, ecco dunque il motivo del coinvolgimento che ci offrono documentari e riprese cinematografiche di queste attività.

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La mancanza di informazione, per le terapie sulla cannabis il peggior nemico Fri, 24 Nov 2017 18:26:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/460579.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/460579.html ictadmin ictadmin In Italia l’utilizzo di cannabis a uso medico e per le terapie è legale dal 2013, ad oggi 11 regioni la hanno presa in carico del servizio sanitario, tra di esse l’Emilia Romagna; tutto ciò mentre dal 2017 è stata autorizzata la produzione di stato della cannabis ad uso medico tramite l’istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

Ciò che emerge dal confronto tra medici farmacisti e pazienti è la carenza di una corretta e completa informazione sull’argomento: ancora oggi non è chiaro e adeguatamente illustrata la posizione del governo sulla cannabis ad uso medico, creando così, anche tra i professionisti, significative difficoltà ad accedere a queste terapie per i pazienti.

Per esempio i pazienti con problemi reumatici, afflitti sovente da dolori cronici come i fibromi algici, non hanno adeguata conoscenza della questione e anche fra medici e farmacisti non è raro che le informazioni non arrivino, costringendoli spesso a cercare questo tipo di risposte “su rete” come farebbe qualsiasi altro profano, le notizie sull’argomento reperite in questo modo però sono spesso frammentarie o errate.

Nonostante la legge del 2013 e la delibera regionale stabiliscano che in Emilia Romagna l’accesso alla cannabis ad uso medico, e alle relative terapie, è a carico del servizio sanitario regionale, le statistiche ci dicono che i pazienti affetti da patologie croniche di dolore utilizzano molto poco questa opportunità terapeutica.

Lo stesso direttore del centro di terapia del dolore e cure palliative di Savona informa che i medici e i farmacisti che sfruttano la cannabis per combattere il dolore sono ancora pochissimi, studi del 2013 condotti ad Oxford mostrano che il dolore cronico associato a malattie reumatiche colpisce almeno il 20% dei cittadini europei, nel nostro caso in Italia la prevalenza del dolore cronico è del 21 % quindi pari a 13 milioni di persone.

Reumatologi sostengono che la cannabis ad uso medico potrà certamente essere rilevante nella terapia del dolore soprattutto nelle malattie reumatiche, le prove sono evidenti riguardo la sua efficacia sui dolori neuropatici, mentre per artrosi e artriti la discussione è ancora aperta mancando ancora sufficienti dati statistici, tuttavia l’interesse da parte dei pazienti e dei medici è evidente riguardo questa opportunità.

Da Gennaio 2016 è iniziata la produzione medicale di cannabis statale, tuttavia, come detto sopra, ora manca la corretta comunicazione e sensibilizzazione di tutti gli attori in campo, pazienti medici e associazioni di farmacisti preparatori, e di questo dovrà probabilmente farsi carico il pubblico per evitare differenti velocità di accesso sul territorio.

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ICT e aziende: a chi ci rivolgiamo quando siamo nei guai Fri, 24 Nov 2017 18:03:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/460576.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/460576.html ictadmin ictadmin Il consulente ICT (information comunication technology) è un consulente tecnico che gestisce temi e implementazioni riguardanti la modifica delle infrastrutture ict interne a strutture organizzate aziendali e non, quando una struttura vuole dotarsi di una struttura informatica organizzata e non sempre ha le competenze al suo interno per valutare le reali esigenze.

Sarà dunque necessario rivolgerci all’esterno, a strutture di consulenza specializzate, che effettuino un’analisi tecnica dettagliata di necessità e soluzioni oltre che della scalabilità nel tempo della soluzione proposta per il sistema ICT.

L’ICT è, in questo caso, una sorta di figura di riferimento che ci aiuterà consigliandoci sulle soluzioni più efficaci per le esigenze aziendali e dirigerà le risorse a disposizione per le soluzioni migliori, ma scopriamo più nel dettaglio di cosa si occuperà questa figura.

Un servizio di consulenza ICT Monza e Brianza richiede un’ottima preparazione sia a livello tecnico, vista la necessità di conoscere le piattaforme, i diversi sistemi, le risorse hardware e le possibilità legate a sinergie e coesistenze, oltre che un buon livello di comprensione delle strategie aziendali, un buon ICT quindi saprà valutare le offerte del mercato e individuare le soluzioni più efficaci per la nostra azienda.

Momenti delicati sono le selezioni del file system e le tecniche di partizionamento o l’eventuale clustering, lo studio dell’architettura di virtualizzazione e l’utilizzo di una piattaforma piuttosto che l’altra.

Nella fase di analisi invece è necessario valutare le esigenze aziendali in termini di continuità di servizio e della gestione dati, la disponibilità del sistema e la modellazione del datacenter in funzione della quantità di dati e del disaster recovery suggerendo le soluzioni più adeguate.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la destinazione delle risorse dedicate allo storage e il relativo management dello stesso selezionando le tecnologie più adatte e sicure per la nostra azienda.

Ultimo aspetto da affrontare sarà il system management, quindi la gestione delle applicazioni intesa come configurazione e aggiornamento la sincronizzazione e la gestione delle licenze software, la manutenzione dei server e la gestione ottimizzata delle risorse, le policy di distribuzione e installazione dei software nuovi e infine la sicurezza.

Moltissime frasi tecniche e questioni complesse in cui spesso ci perdiamo, solo personale adeguatamente formato e preparato potrà gestire tutte queste problematiche senza cadere nella trappola del sovradimensionamento ma allo stesso tempo implementando soluzioni informatiche facilmente scalabili per affrontare eventuali sfide più impegnative che si potranno proporre nel tempo come ad esempio il problema dell’obsolescenza di sistemi e apparati.

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Certificazione del sistema di gestione per la qualità (SGQ) - ISO 9001 Fri, 24 Nov 2017 17:55:45 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/460575.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/varie/460575.html ictadmin ictadmin La certificazione del SGQ di una organizzazione è l'attestazione di conformità rispetto ai requisiti applicabili della norma ISO 9001, attualmente nella fase transitoria di passaggio dall'edizione 2008 alla 2015, fase che si concluderà nel settembre 2018.

Come per le precedenti edizioni, anche la ISO 9001:2015 si applica ai processi dell'organizzazione che hanno un impatto sulla qualità del prodotto/servizio reso al cliente, meglio contestualizzandone l'applicazione e ponendo l'accento sul miglioramento delle prestazioni (misurabili) aziendali interne, sulla soddisfazione del cliente e delle pertinenti parti interessate, introducendo, tra gli altri, i concetti di approccio basato sui rischi e di qualità responsabile/sostenibile.

Questo standard internazionale è applicato ai processi dell'organizzazione che hanno un impatto sulla qualità del prodotto/servizio reso al cliente e pone l'accento sul miglioramento continuo delle prestazioni aziendali interne e sulla soddisfazione del cliente, rivolgendosi a qualsiasi tipologia di organizzazione pubblica o privata, di qualsiasi settore e dimensione, sia essa manifatturiera o di servizi.

La nuova edizione della norma introduce importanti semplificazioni burocratiche rispetto ai precedenti modelli normativi, soprattutto a livello documentale, e stimola l'approccio proattivo basato su una cultura della prevenzione e del miglioramento, nell'ambito di una struttura comune alla norma ISO 14001:2015 (sistemi di gestione ambientale) al fine di facilitare l'applicazione di sistemi integrati.

La norma definisce i principi generali che l'azienda deve seguire, ma non il modo in cui gli stessi devono essere applicati dalla singola organizzazione o relativi alle caratteristiche che i prodotti/servizi devono possedere.

La certificazione SGQ Lombardia in accordo alla ISO 9001 permette all'impresa certificata di assicurare "a priori" ai propri clienti, reali e potenziali, il mantenimento e il miglioramento nel tempo della qualità dei propri beni e servizi, riducendo il rischio di non rispettare quanto promesso, attraverso la capacità di tenere sotto controllo i processi, realizzativi e di supporto, tramite la misurazione delle prestazioni e l'individuazione di adeguati indicatori.

Nel contesto di un mercato globale e locale sempre più competitivo, la certificazione del sistema di gestione per la qualità aziendale diviene requisito indispensabile di riferibilità, costituendo un elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza non qualificata, ponendosi come strumento commerciale strategico in grado di migliorare immagine e credibilità dell'organizzazione.

La ISO 9001 è infatti in assoluto la norma di riferimento più conosciuta e diffusa nel mondo e sostituisce lo standard principe non solo per i sistemi di gestione della qualità, ma anche la base strutturale per i sistemi di gestione integrati in genere, essendo facilmente integrabile con altri sistemi di gestione, quali BS OHSAS 18001 (salute e sicurezza sul lavoro), ISO 14001 (gestione ambientale) e ISO 50001 (energia).

 

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Acquistiamo la nostra verdura al campo, addio filiera! Fri, 24 Nov 2017 17:50:18 +0100 http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/460573.html http://comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/460573.html ictadmin ictadmin Il cibo sulla nostra tavola a kilometro zero… una novità?

No, non direi. Forse molti lo hanno dimenticato, ma fino a poco tempo fa la spesa si faceva dal fruttivendolo sotto casa, dal macellaio di fiducia, il panettiere preparava e sfornava il pane che serviva in giornata, una rete di fornitori di prodotti con rapporti quasi familiari con i loro clienti e che lavorava in maniera capillare sul territorio.

Anche il rapporto con i prodotti è cambiato: i broccoli si trovavano solo in inverno, le fragole in primavera e, molto spesso, a causa delle condizioni del mare difficili, il pescivendolo aveva poca scelta.

Oggi entriamo in un centro commerciale e abbiamo a nostra disposizione una grande quantità di prodotti in ogni momento dell’anno; una ampia scelta di cibo confezionato, dal pesce ai formaggi fino ad arrivare a frutta e verdura.

Cosa comporta tutto questo? Questo sistema ha delle conseguenze?

Ebbene sì, tutto ha una conseguenza.

Dalle statistiche risulta come tutti i prodotti viaggino mediamente per 1900 km, ha dunque senso abbinare un arrosto con del vino australiano che, per arrivare sulla nostra tavola, ha percorso 17000 km? Con conseguente consumo di petrolio e produzione di anidride carbonica.

No è la risposta che negli ultimi tempi stanno dando sempre più forte gli italiani.

Il mezzo; la spesa fatta direttamente alla azienda agricola Lombardia, nel campo di produzione, azzerando la filiera e scegliendo solo frutta e verdura di stagione.

Questo tipo di rivendita sta conoscendo un periodo d’oro a tutti gli effetti e questo sta portando anche alla riscoperta di prodotti del territorio in qualche modo dimenticati, prodotti tipici di stagione made in Italy.

Vendita al campo, un sistema economico e sostenibile

La vendita al campo ci consente anche di conoscere la persona che coltiva ciò che mangiamo, ricreando quel rapporto di fiducia che era andato scomparendo negli ultimi anni.

Il cliente può vedere lo stato della fattoria e, in questo modo, avere un contatto diretto con l’ambiente gli animali oltre che con i processi che stanno alla base della produzione agricola e un controllo sull’origine dei prodotti che acquisteremo e consumeremo.

In conclusione possiamo affermare che la vendita al campo ci fa diventare consumatori ecosostenibili e responsabili: edotti sulla qualità degli alimenti e sulle stagionalità, ci dà maggiore sicurezza sulla freschezza di ciò che consumiamo e fornisce un vantaggio agli agricoltori che hanno maggiore respiro e possono farci accedere a prodotti più economici.

Un fenomeno partito in sordina ma che certamente sta costituendo un cambiamento epocale tra i più importanti degli ultimi anni, un parziale ritorno al passato e a delle abitudini che pensavamo di aver perso per sempre ormai relegate solo a una nicchia di consumatori consapevoli.

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