Comunicati.net - Comunicati pubblicati - comunicati2013 Comunicati.net - Comunicati pubblicati - comunicati2013 Sun, 22 Sep 2019 14:07:51 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/16453/1 Ristrutturazioni edili: opportunità da cogliere Wed, 18 Dec 2013 14:10:35 +0100 http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/comuni/puglia/303823.html http://comunicati.net/comunicati/istituzioni/comuni/puglia/303823.html comunicati2013 comunicati2013 A margine di un convegno sugli incentivi per le ristrutturazioni edili per effetto del D.L. 63/2013, tenutosi a Lecce il 17 dicembre, abbiamo intervistato due esperti in grado di chiarire due tra i punti più significativi legati al tema delle ristrutturazioni: quello sugli incentivi fiscali legati a questi interventi di riqualificazione e quello legato all'accesso al credito.
Come è noto, il settore dell'edilizia è in grado di fornire un contributo fondamentale alla ripresa dell'economia. 
Ecco quali sono le procedure più corrette per cogliere le opportunità che il Legislatore e il mercato ci offorno, secondo la D.ssa Paola Martina, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti a Lecce e il Dott. Andrea Candido, Direttore Centrale Crediti della Banca Popolare Pugliese. 

Intervista alla commercialista Paola Martina:

Quali sono le novità introdotte dal D.L. 63/2013 con riferimento alle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie?
"Chiariamo intanto che le detrazione fiscali Irpef sulle spese di recupero del patrimonio edilizio residenziale sono state introdotte a partire dall’anno 1998, subendo nel corso di questi anni una serie di proroghe, modifiche e integrazioni, fino a divenire, per effetto del D.L. 201/2011, una detrazione fiscale permanente, pari al 36% delle spese sostenute su un tetto max di spesa di € 48.000 per ogni immobile.
Il Decreto Legge oggetto di questo convegno, oltre a prorogare a tutto il 2013 gli incentivi fiscali, ha innalzato sia la quota della detrazione (portandola al 50% delle spese), sia il maggior limite di spesa (pari a € 96.000,00 per unità immobiliare).
Il decreto citato ha inoltre previsto una detrazione del 65% delle spese sostenute per interventi antisismici, in determinate zone ad alta pericolostità, sulle unità immobiliari destinate ad abitazioni e ad attività produttive. Questa agevolazione da calcolare sempre su un tetto massimo di spesa di € 96.000,00 ad immobile, può essere sfruttata da soggetti passivi Irpef ed Irpeg.
Ed ha ancora previsto un’ulteriore detrazione del 50%, su un tetto max di spesa di € 10.000,00,  delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici da destinare agli immobili oggetto di alcuni interventi di recupero edilizio".

Chi beneficia dell'incentivo?
"Possono beneficiare di questa agevolazione tutti i soggetti passivi Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato che detengono o posseggono l’immobile oggetto di intervento e che sostengono effettivamente la spesa. Parliamo quindi dei proprietari, nudi proprietari, familiari o conviventi “more uxorio” col proprietario, ma anche di usufruttuari, locatari e comodatari. Ci sono poi una serie di casi particolari che richiederebbero un approfondimento troppo specifico".

Ci dica allora, d.ssa Martina, quali sono gli interventi sugli immobili effettivamente agevolabili ?
"Per rispondere faccio riferimento al comma 1 dell’art. 16bis del TUIR (al quale comunque rimando per un elenco esaustivo), il quale indica come agevolabili, gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali o rurali di qualsiasi categoria catastale, ma anche sulle parti comuni degli edifici residenziali. Sulle parti comuni degli edifici residenziali sono ammesse anche le spese di manutenzione ordinaria.
Sono poi agevolabili gli interventi per il ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, gli acquisti o la realizzazione di box o di posti auto anche a proprietà comune, gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per il risparmio energetico, antisismici, di cablatura, per il contenimento dell’inquinamento acustico, di bonifica dell’amianto e altro ancora".

La procedura per accedere all'agevolazione è molto complessa?  
"Certamente ci sono una serie di adempimenti richiesti che vanno rigorosamente rispettati, anche se rispetto al passato sono stati significativamente semplificati grazie al DL70/2011.
Resta ancora l’obbligo, nei casi previsti, della  comunicazione all’ASL competente, dei pagamenti a mezzo bonifico e della ritenuta che Banche e Poste devono effettuare sui bonifici, oltre che della conservazione di tutta la documentazione".

Intervista al Direttore Centrale della Banca Popolare Pugliese Andrea Candido:

Abbiamo ascoltato dai relatori che l'hanno preceduta, che il D.L. 63/2013 ha introdotto notevoli incentivi alle ristrutturazioni edilizie. Qual è il ruolo del sistema creditizio in questo contesto?
"Si tratta di un ruolo fondamentale al quale, peraltro, la nostra Banca sta assolvendo con grande impegno e con risultati significativi; in controtendenza rispetto al sistema creditizio nazionale. A tal proposito, mi lasci fornire qualche dato: il Barometro CRIF, l’osservatorio mensile che analizza l’andamento della domanda di mutui in Italia, ha certificato il quinto aumento consecutivo nel mese di novembre. Le richieste di mutuo sono infatti aumentate del 7,6% rispetto allo stesso mese del 2012. La crescita della domanda, dopo il dato incerto di ottobre, che ha segnato un misero +1,2%, sembra quindi consolidarsi. A fronte di questo fabbisogno, il sistema creditizio nazionale, risponde con una contrazione dei finanziamenti ai privati dell'1,6% rispetto al 2012. La Banca Popolare Pugliese, sullo stesso segmento di clientela (i privati, e dunque, le famiglie) fa registrare un +4,80%. E quindi non un calo, ma un deciso incremento".

Nella sua relazione ha accennato all'"ossimoro del credito". Di cosa si tratta e quali sono ricette per superarlo.
"Il sistema del credito sta affrontando delle gravi difficoltà nel suo contesto complessivo: da una parte i Clienti sostengono di voler accedere al credito, che però le Banche non concedono. Dall'altra le Banche vorrebbero incrementare gli impieghi, ma la domanda scarseggia.
L'intento della nostra Banca è sempre quello di sostenere il credito, incoraggiando con decisione la Clientela che ha i requisiti per accedervi, mediante azioni e stimoli commerciali, mirati ad un indebitamento oculato da parte della Clientela, salvaguardando al contempo, la qualità del credito e del rischio che ne consegue. La parola d'ordine per la concessione del credito è una soltanto: "qualità". Il credito concesso deve essere sempre sotto controllo, sia con un'adeguata selezione ex ante, che con un'oculata gestione  durante tutto il ciclo di vita".

Come si può allora concretamente incoraggiare la domanda di credito?
"Il credito (di qualità) si incentiva in primo luogo attraverso la creazione di prodotti finanziari allineati alle esigenze del momento e con pricing adeguato al mercato. In questa logica, sin dal febbraio 2013 proponiamo alla Clientela una tipologia di finanziamento che prevede condizioni economiche vantaggiose che si affiancano alle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione. Abbiamo concepito un prodotto semplice ed economico per il cliente, con dilazioni di pagamento anche fino a 20 anni.
Un altro ruolo decisivo ce l'ha il sistema distributivo di questi prodotti, con particolare riferimento alla qualità della consulenza e alla specializzazione del personale di Filiale e degli Agenti in attività finanziaria". 
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L'infertilità è una patologia Fri, 08 Nov 2013 15:29:59 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/299193.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/299193.html comunicati2013 comunicati2013 infertilitàBari. Al via oggi un congresso internazionale sulla procreazione medicalmente assistita e la cura della sterilità maschile e femminile.

L'infertilità è una patologia. L'assenza di concepimento dopo uno o due anni di rapporti sessuali non protettti finalizzati alla procreazione vanno considerati a tutti gli effetti una patologia (di coppia, oppure dell'uomo o della donna a seconda dei casi). 
Partendo da questo assunto, imposto peraltro dallì'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Ospedale Santa Maria di Bari, specializzato in Procreazione medicalmente assisitita, ha organizzato un congresso internazionale che è iniziato questa mattina (8 novembre) presso presso Villa Romanazzi Carducci a Bari. 
L'evento scientifico intitolato "Meet Fertility" ha l'obiettivo di fare il punto della situazione sui trattamenti dell'infertilità e le cause che la provocano. 

In Italia sono "sterili" circa il 15% delle coppie. La principale causa va ricercata nell'aumento dell'età delle donne che iniziano a cercare una gravidanza. Infatti, secondo i dati dell'ultima Relazione del Ministero della Salute, continua ad aumentare l'età media della donne italiane che si sottopongono alle tecniche di PMA, raggiungendo i i 36,52 anni nel 2011, così come è aumentato il numero dei cicli di trattamenti effettuati su pazienti con età superiore ai 40 anni, che si attesta al 30.5%. 

Altre cause frequenti riguardano lo stile di vita, i problemi di peso (obesità o eccessiva magrezza), l'abuso di alcool, di droghe e fumo di sigarette, le condizioni di stress lavorativo, l'inquinamento atmosferico e degli alimenti, il diffondersi di infezioni non curate, la diffusione di steroidi anabolizzanti anche agli atleti amatoriali. 

Tutte queste ragioni "trasversali" a uomini e donne, hanno fatto si che, per la prima volta, l'età media dei pazienti maschi che accedono alle tecniche di procreazione assistita, è aumentata fino a 39,9 anni. Al contrario di quel che si pensava in passato, infatti, l'infertilità non è solo un problema femminile: nel 35,4% dei casi la causa è esclusivamente maschile, mentre nel 15% è da attribuirsi ad entrambi i partner; per un altro 35,5% dipende dalla donna e nel 13,2% è sine causa. 

Al centro dei lavori, coordinati dal Dr. Pasquale Totaro e dalla D.ssa Yoon Sung Cho della Casa di Cura "Santa Maria" di Bari, la personalizzazione dei trattamenti per l'infertilitàsono la strategia terapeutica più adatta a limitare le complicanze correlate al trattamento e ottimizzare i dati relativi alle gravidanze e ai nati vivi. 

Negli ultimi anni, infatti, grazie al miglioramento delle tecniche di PMA, sono state notevolmente implementate l'efficienza dell'impianto embrionale e l'efficacia dei cicli di procreazione assistita; ciò permette protocolli di stimolazioni ormonali più lievi e, quindi, una riduzione ulteriore delle complicanze, come le gravidanze multiple o la sindrome da iperstimolazione. In Italia, i dati sulle gravidanze trigemine (1,4%) si attestano su quelli di media europea, mentre è sensibilmente più basso il dato relativo alla iperstimolazione ovarica (0,34%). 

Un altro ruolo decisivo lo gioca la prevenzione. In alcuni casi, come per l'endometriosi, sono essenziali la diagnosi precoce e cure adeguate e tempestive. L'endometriosi è una malattia diffusa, e una delle cause più comuni di sterilità. In Italia soffrono di endometriosi circa tre milioni di donne, che spesso arrivano ad una diagnosi certa dopo diversi anni, quando presumibilmente la malattia si è aggravata.

 

Autore: Il Tacco d'Italia (http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=24828)

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Banca Popolare Pugliese: fusione per incorporazione col gioiello di famiglia Sat, 28 Sep 2013 17:08:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/294304.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/294304.html comunicati2013 comunicati2013 Ha le radici nel Salento ma si estende in tutta la Puglia. La Banca Popolare Pugliese, oltre cento anni di storia e una vocazione di massima attenzione al segmento famiglie, dal 1° ottobre prossimo incorporerà la BPP Sviluppo Spa - Finanziamenti & Servizi, la più dinamica Società del Gruppo. Il progetto di fusione è stato oggetto di autorizzazione da parte della Banca d’Italia e si inserisce in un più ampio processo di razionalizzazione e integrazione delle attività e dei modelli distributivi dell'istituto di credito con sede a Matino (Le). L'intento di questa operazione è di adeguare la struttura del Gruppo Banca Popolare Pugliese al mutato quadro normativo di riferimento introdotto dalla riforma della disciplina degli intermediari finanziari e dei canali distributivi di cui al D.Lgs. 13 agosto 2010 n.141, avendo cura però di non disperdere il valore creato dalla partecipata nel corso degli anni. Oggi BPP Sviluppo, che nello scorso mese di luglio ha festeggiato il proprio decennale, conta su una rete di circa 100 agenti in attività finanziaria presenti anche su territori non serviti direttamente dalla Banca, in 8 diverse regioni, particolarmente in Puglia, Campania, Sicilia e Lazio. La crescita di Bpp Sviluppo è confermata soprattutto dai dati conseguiti, spesso in controtendenza rispetto al sistema: un volume di produzione + 24,4% rispetto a giugno del 2012, un utile netto di esercizio € 539.856 e la gestione, in questi ultimi 5 anni, di circa 70.000 richieste provenienti da Clientela Bpp e di nuova acquisizione, resa possibile grazie anche al continuo miglioramento delle procedure gestionali. Il nuovo assetto distributivo farà perno sull’utilizzo allargato del customer care in grado di fornire assistenza remota, specializzata, a supporto della Clientela e delle reti distributive. Banca Popolare Pugliese, da parte sua, continuerà ad operare nel segno dell’innovazione e dell’efficienza per soddisfare le esigenze della propria clientela. ]]> BAR ruolo del medico di famiglia nella lotta all'infertilità Wed, 10 Apr 2013 16:19:25 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/273882.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/273882.html comunicati2013 comunicati2013

L'Ospedale Santa Maria organizza per il 12 e 13 aprile un workshop sulla Procreazione Medicalmente Assistita

 

Inizierà venerdì 12 aprile a Bari (con una seconda giornata l'indomani 13 aprile) il quinto workshop sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) “La Medicina della Riproduzione incontra la Medicina Generale”, organizzato dal Dottor Pasquale Totaro e dalla Dottoressa Yoon Sung Cho del Centro PMA dell’Ospedale Privato Accreditato “Santa Maria” di Bari. 
L’evento scientifico si propone di fare il punto della situazione sulle nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche per la cura dell’infertilità e approfondire l’importanza del ruolo del medico di famiglia per le coppie infertili. 
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’infertilità colpisce circa il 15% delle coppie italiane in età fertile. Al contrario di quanto si credeva in passato, infatti, non si tratta di un problema esclusivamente femminile, ma riguarda entrambi i sessi in egual misura: nel 35,4% dei casi l’infertilità dipende solo dall’uomo, nel 35,5% solo dalla donna e nel 15% da entrambi i partner; nel 13,2%, infine, la causa rimane sconosciuta. 
In Puglia, secondo i dati della Relazione 2012 del Ministero della Salute, nel 2010 sono state trattate 1.853 coppie, soltanto il 4,2% del totale nazionale, con tecniche di II e III livello che prevedono la fecondazione in vitro e il successivo trasferimento dell’embrione in utero; 2.085 il totale dei cicli a fresco iniziati, un dato piuttosto basso se si considera che rappresenta solo il 4% di quelli eseguiti nel Paese. Un alto numero di coppie infertili pugliesi, infatti, emigra verso altre regioni, in particolar modo verso la Lombardia, dove si effettua il 23,1% di tutti i cicli a fresco realizzati in Italia (Fonte: Relazione 2012 Ministero della Salute).  “Nella nostra regione - ha dichiarato il Dottor Totaro - i tassi di successo dei trattamenti per l’infertilità sono in linea con il dato nazionale, pari al 25%, ma molte coppie si rivolgono comunque alle strutture del nord Italia: ciò è dovuto principalmente alle politiche regionali di sostegno ai centri pubblici e privati che vengono attuate nel settentrione, ma anche alla scarsa informazione sulle possibilità di curare l’infertilità nei centri pugliesi. Un valido aiuto per colmare questa lacuna - conclude il Dottor Totaro - potrebbe arrivare da un maggior coinvolgimento del medico di famiglia, che rappresenta il primo interlocutore con cui i cittadini si confidano anche per le questioni legate alle difficoltà di riproduzione”. 
Il workshop, quindi, intende rivolgersi proprio al medico di famiglia, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti che gli permettano di aiutare le coppie infertili ad orientarsi per nell'o di obiettivo di fornirE endere il percorso della PMAutniizione dei farmaci, i possibili effetti collaterali, sessi: infaintraprendere correttamente, fin dall’inizio, il percorso della Procreazione Medicalmente Assistita: saranno affrontati temi che vanno dalle valutazioni cliniche e strumentali di primo livello, alle possibilità terapeutiche oggi disponibili, ai centri PMA attivi in Puglia, fino ai possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati. 
Ampio lo spazio dedicato all’importanza della tempistica nella lotta all’infertilità: le coppie cercano il primo figlio a un’età sempre più avanzata in cui la fertilità risulta ridotta. È importante, quindi, che il Medico di Medicina Generale (MMG) sia tempestivo nel consigliare alla coppia di rivolgersi a uno specialista, evitando, così, ritardi nella diagnosi che potrebbero compromettere il buon esito della Procreazione Medicalmente Assistita. 
Gli esperti riuniti a Bari auspicano che le Istituzioni Sanitarie favoriscano altre occasioni di incontro e confronto sull’infertilità tra i MMG e gli specialisti della Medicina della Riproduzione, per definire linee guida che aiutino il medico di famiglia nelle scelte da compiere, di volta in volta, di fronte al problema della coppia infertile. 

 

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Il 'Ponte sullo stretto'. 39 cervelli mondiali l o difendono Wed, 27 Feb 2013 16:47:03 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/267761.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/consumo_critico/267761.html comunicati2013 comunicati2013

Ha convogliato lavoro, studio, ricerca. Ha richiamato professionalità di calibro internazionale, permettendo di acquisire un know how notevolissimo in termini di gestione di grandi progetti complessi. Non solo. Ha anche reso disponibile per la comunità scientifica un patrimonio altrimenti impensabile di conoscenze del territorio dal punto di vista sismogenetico, meteo-marino, idrogeologico, ambientale, trasportistico. Inoltre - aspetto non secondario - ha dato un grande impulso all’occupazione e altrettanto continuerebbe a fare nei prossimi anni.

Il progetto del ponte sullo stretto di Messina sarebbe tutt’altro che uno spreco di risorse economiche e di tempo. Ma “un’impresa che ha portato all'Italia ed alla comunità scientifica internazionale uno straordinario bagaglio di specifiche conoscenze multidisciplinari che sono state riconosciute e oggi ricercate in tutto il mondo”.

39 illustri scienziati e professionisti mondiali (italiani, ma anche europei ed americani) lo difendono a spada tratta in un pubblico appello, rivolto al Governo italiano, in cui chiedono di non vanificare gli sforzi compiuti in tanti anni di lavoro per dare vita a quello che è diventato un progetto preso ad esempio in tutto il Pianeta. Il “Messina type”, lo definiscono negli ambienti scientifici internazionali. E basti pensare che si rifanno ad esso i ponti sospesi programmati negli Usa, ad Hong Kong, in Corea ed Indonesia - per citarne solo alcuni - per capire che è davvero così.

“Siamo consapevoli che non spetta alla Scienza e all’Ingegneria stabilire se costruire un ponte o meno - si legge nell’appello dei tecnici-, ma compete loro difendere un progetto se infondatamente bistrattato con conseguenze che potrebbero determinare la dissipazione di un grande patrimonio ingegneristico, scientifico e socioeconomico ad oggi consolidato in un progetto definitivo”.

Il progetto, oggi, è pronto. Spetta alle autorità italiane decidere se realizzarlo o meno. Ma la storia insegna, se ciò può essere d’aiuto, che è sempre meglio costruire un “ponte” che un “muro”.

 

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