Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arcigay Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arcigay Tue, 07 Jul 2020 00:43:41 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/16394/1 Omobitransfobia, depositato il testo unificato. Arcigay: “ Proposta migliorabile, inserire divietò teorie riparative” Wed, 01 Jul 2020 13:43:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/648676.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/648676.html Arcigay Arcigay OMOBITRANSFOBIA, DEPOSITATO IL TESTO UNIFICATO. ARCIGAY: “PROPOSTA MIGLIORABILE, INSERIRE DIVIETO TEORIE RIPARATIVE”

Bologna, 1 luglio 2020 - “Il deposito del testo di legge unificato contro l’omobitransfobia in Commissione Giustizia alla Camera segna l’inizio di un nuovo tentativo di colmare il ritardo nella battaglia contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere che sconta il nostro Paese. Il testo è sicuramente migliorabile: serve un dibattito di merito, serio e non ideologico, che ci permetta di sfruttare al massimo questa occasione per contrastare concretamente  l’odio omobitransfobico e la misoginia”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “In occasione dello scorso 17 maggio  - prosegue - l’Agenzia Europea per i diritti fondamentali, che ha realizzato la più ampia ricerca sulle persone LGBTI+ dell’area Ue, ci ha restituito l’immagine di una Italia in cui le persone LGBTI+ subiscono un’oppressione quotidiana, capillare: il 62% di loro teme di prendere per mano il o la partner in pubblico, il 30% che dichiara di evitare determinati luoghi a causa del rischio di subire aggressioni e il 32% che ha subito molestie nell’ultimo anno. Questo clima condiziona non solo le vite di chi subisce il fatto criminale ma impone a tutti gli altri e le altre la rinuncia o la ricontrattazione graduale di alcune libertà fondamentali, che hanno a che fare con la propria identità e le persone con cui si condividono relazioni affettive o sessuali, ma che a catena coinvolgono tutte altre. Il Governo e la maggioranza parlamentare hanno ora l’occasione di affrontare un ostacolo imponente nella nostra cultura dominante, un problema irrisolto da decenni: è perciò auspicabile che la discussione del testo abbia tempi certi e sia esente da trattative al ribasso, ma anzi si ponga l’obiettivo della migliore legge possibile.
Il testo depositato interviene sia sulla parte penale, sia sulle politiche di prevenzione e contrasto e di sostegno alle vittime. Vengono estese le norme penali legate ad aggravante e istigazione alla discriminazione e alla violenza fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. E questo è un punto importante, atteso da decenni.
Sul fronte delle politiche attive e di sostegno alle vittime, apprezziamo l’estensione delle competenza di UNAR all’ambito LGBTI, l’istituzione di un fondo di 4 milioni di euro per i centri antiviolenza e le case rifugio  (pochissimi rispetto alle dimensioni del fenomeno ma pur sempre un inizio),  e l’istituzione di una ricerca ISTAT triennale per porre rimedio al fenomeno dell’under reporting in questo ambito.
La legge può rappresentare un importante avanzamento dell’attuale situazione di pressoché totale disimpegno da parte delle istituzioni sul tema delle discriminazioni verso le persone LGBTI+. Ma molto ancora si può e si deve fare. Resta irrisolto ad esempio il complesso tema della propaganda discriminatoria che, fatto salvo per il razzismo, resta un vuoto nel nostro ordinamento, da affrontare presto, con serietà e con sguardo ampio e trasversale. Ma è del tutto assente nel testo anche il tema importantissimo delle  teorie riparative, cioè dei percorsi a cui vengono sottoposte persone lgbti+, spesso minori, per correggere un orientamento o un genere ritenuto non conforme alle attese. Una forma di sevizia gravissima, che in numerosi paesi europei - l’ultima è stata la Germania -  è stata espressamente e severamente vietata. L’auspicio è che l’Italia faccia altrettanto, e lo faccia cogliendo l’occasione che offre questo testo di legge, per liberarci definitivamente di queste barbarie dal sapore medievale.”, conclude Piazzoni. 

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50 ANNI DI PRIDE, DOMANI E DOPODOMANI EVENTI ONLINE E OFFLINE PER CELEBRARE L'ORGOGLIO LGBTI Fri, 26 Jun 2020 16:20:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/647911.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/647911.html Arcigay Arcigay 50 ANNI DI PRIDE, DOMANI E DOPODOMANI EVENTI ONLINE E OFFLINE PER CELEBRARE L'ORGOGLIO LGBTI

Bologna, 26 giugno 2020 - Il prossimo 28 giugno ricorreranno i 50 anni dal primo Pride (allora chiamato Gay Pride), che si tenne a New York nel 1970 per celebrare i Moti di Stonewall dell’anno prima. Le restrizioni conseguenti all'emergenza sanitaria hanno reso impossibile lo svolgimento nel nostro Paese delle parate dei Pride, tuttavia in questo weekend in diversi luoghi, fisici e virtuali, e con diverse modalità, tutte rispettose delle norme, verrà celebrato comunque il 28 giugno.


La grande novità di quest'anno è il Global Pride, la maratona di 26 ore online che coinvolgerà domani, a partire dalle 7,30 ora italiana, i Pride di tutto il globo, quelli che sono stati costretti ad annullare la parata, a partire dalla Nuova Zelanda, dall'Australia e dal Giappone fino a raggiungere, a fine kermesse, gli Stati Uniti. Il blocco europeo è  previsto tra le 16.55 e le 19, mentre i contributi italiani andranno online verso le 18. In particolare, dal nostro Paese interverrà il Torino Pride con il cantante Osvaldo Supino e il direttore dell'UNAR Triantafillos Loukarellis, il Molise Pride con Vladimir Luxuria, il Lazio Pride con Tiziano Ferro e e la rete Ondapride con i cori LGBTI di tutta italia, in un'inedita versione di  "Bella Ciao". La maratona sarà trasmessa sull’account Youtube di iHeartRadio  o sulla pagina FB ufficiale del Global Pride.


Domani inoltre si terranno iniziative offline a Napoli, Pescara, Vicenza, Reggio Calabria, Pavia, Novara, Faenza, mentre domenica sarà la volta di  Bologna e Palermo. Infine, prosegue sui canali Onda Pride (sito web, canale YouTube e pagina Facebook) la programmazione di eventi online organizzati dai pride italiani in occasione del mese dell’orgoglio

Lgbti

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ANZIANI LGBTI, ARCIGAY PRESENTA UN MODELLO DI COHOUSING INTERGENERAZIONALE PER LA TERZA E QUARTA ETA' Thu, 18 Jun 2020 18:06:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646162.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646162.html Arcigay Arcigay ANZIANI LGBTI, ARCIGAY PRESENTA UN MODELLO DI COHOUSING INTERGENERAZIONALE PER LA TERZA E QUARTA ETA'
A Bologna e Torino gli eventi conclusivi del progetto Silver Rainbow con la descrizione dei piani di fattibilità
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Bologna, 18 giugno 2020 - Un modello innovativo e sperimentabile di “abitare collaborativo”, un cohousing che si fa carico da un lato del contrasto alle solitudini involontarie, dall'altro supera il modello tradizionale della casa di riposo a favore di una soluzione volta a sviluppare il “senso di comunità LGBTI” con le persone nella terza e quarta età della vita, così da sopperire al ridotto supporto sociale di tipo familiare grazie alla creazione di condizioni di collaborazione attiva fra anziani LGBTI, insieme al coinvolgimento intergenerazionale di soggetti di altre fasce d’età. Questa soluzione è protagonista del report conclusivo del progetto "Silver Rainbow: azioni multilivello per l’invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBTI, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell’accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’articolo 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 - anno 2017) e realizzato da Arcigay in collaborazione con Arci Pesca FISA.
Il report sarà presentato domani (venerdì 19 giugno) e venerdì prossimo (29 giugno) in due videoconferenze realizzate in collaborazione con le amministrazioni comunali di Torino e Bologna, entrambe coinvolte nel percorso del progetto. L'evento di domani si aprirà alle 17 con i saluti istituzionali di Marco Giusta, assessore della Città di Torino, e quelli di Gabriele Piazzoni (segretario generale Arcigay), Michele Cappiello (segretario nazionale Arci Pesca Fisa) e Riccardo Zucaro (Arcigay Torino). Poi illustreranno il report Enrico Bramerini (  https://www.elea-srl.it/), Francesca Bianchi (Università degli Studi di Siena) e Chiara Casotti (Rete italiana cohousing).  Per quanto riguarda la videoconferenza di Bologna, invece, appuntamento venerdì 26 giugno alle ore 10: aprirà l'assessora Susanna Zaccaria, del Comune di Bologna, assieme a Gabriele Piazzoni (segretario generale Arcigay), Michele Cappiello (Arci Pesca Fisa) e Giuseppe Seminario (Arcigay Bologna), per poi lasciare spazio all'illustrazione del report, sempre a cura di Enrico Bramerini ( Elea), Francesca Bianchi (Università degli Studi di Siena) e Chiara Casotti (Rete italiana cohousing). "Il progetto Silver Rainbow - commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - si è dato un metodo scrupoloso, ponendosi all'ascolto dei bisogni delle persone lgbti della terza e quarta età e cercando un modello di risposta dettagliato, che si concretizza in un vero e proprio studio di fattibilità di una soluzione di abitare collaborativo,  che consegniamo innanzitutto alle amministrazioni comunale di Torino e Bologna, che con grande collaborazione ci hanno affiancato lungo questo percorso, e ovviamente a tutti gli altri enti, pubblici o privati, interessati al tema oltre che ai nostri comitati e gruppi informali, grazie agli strumenti operativi che verranno resi disponibili ". Il report esito del progetto Silver Rainbow  contiene inoltre una rassegna delle esperienze in ambito LGBTI italiane ed europee sul cohousing in generale e in particolare sul “cohousing intergenerazionale”; uno studio dei vincoli e delle opportunità attraverso l’esame degli elementi normativi, amministrativi e di sostenibilità negli specifici contesti amministrativi di Bologna e Torino;  la redazione di linee-guida condivise per la gestione di uno spazio abitativo di “cohousing intergenerazionale” in un’ottica di welfare generativo e di comunità, anche attraverso lo studio di possibili applicazioni nel contesto territoriale locale (individuazione di strutture adeguate, infrastrutture necessarie, possibili risorse private, ecc.); la definizione di azioni propedeutiche ad una implementazione concreta post-progetto. Tutte le informazioni e i materiali sono disponibili al link: https://www.arcigay.it/cosafacciamo/salute/silver-rainbow/

Qui alcune immagini.

Per partecipare alla conferenza di Torino, occorre collegarsi alla piattaforma Zoom:

Topic: Conferenza Finale Silver Rainbow Torino

Time: 19 giugno 2020 dalle ore 17.00 alle ore 19.30

Link Zoom Meeting https://zoom.us/j/98130683272?pwd=Qm0vZVZyOVd3QVpRYzdtbzJUVXZOZz09

Meeting ID: 981 3068 3272

Password: 190620




Per partecipare alla conferenza di Bologna, occorre collegarsi alla piattaforma Zoom:

Topic: Conferenza Finale Silver Rainbow Bologna

Time: 26 giugno 2020 dalle ore 10.00 alle ore 12.30

Link Zoom Meeting https://zoom.us/j/97488602591?pwd=TmlTWFg0NjFXbTUxR0ZCcllybVVhQT09

Meeting ID: 974 8860 2591

Password: 260620

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L'ONU all’Italia: rafforzate leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere. Thu, 18 Jun 2020 13:33:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646102.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646102.html Arcigay Arcigay L'ONU all’Italia: rafforzate leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

Comunicato stampa di Associazione Radicale Certi Diritti, Arcigay e Centro Risorse LGBTI.

Roma, 18 giugno 2020


L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha scritto una lettera all’Italia il 13 maggio in merito alla Revisione Periodica Universale con raccomandazioni specifiche tra cui la creazione di un’istituzione indipendente per i diritti umani, il rafforzamento di leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere e il potenziamento dell’UNAR.

«Arrivano mentre si avvia in Parlamento la discussione sulla legge contro l’omotransfobia, le raccomandazioni dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani sono particolarmente tempestive e danno all’Italia l’opportunità di dar seguito speditamente agli impegni presi all’ONU accettando 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI», dice Yuri Guaiana, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell’UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia.

«Le Nazioni Unite ci ricordano con queste raccomandazioni il ritardo che sconta L’Italia sulle politiche di contrasto e prevenzione delle discriminazioni, un ritardo che non ha alcuna giustificazione e deve essere colmato rapidamente come avvenuto in tutti gli altri paesi dell’Europa occidentale, la violenza non può essere giustificata in alcun modo, è ora che la politica guardi in faccia alla realtà e in occasione dell’attuale dibattito legislativo in Parlamento, ne tragga le ovvie conseguenze, dotando il nostro paese di una legge coraggiosa ed efficace che finalmente protegga tutte e tutti i cittadini dalle discriminazioni che un paese civile non può scambiare per opinioni, ma riconoscere come violenza», dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay.

«È anche grazie a raccomandazioni come questa che le nostre istituzioni devono agire, non si può più temporeggiare, nè per quel che riguarda la legge nazionale relativa ai crimini d'odio omobilesbotransfobico, nè per un approccio più strutturato di tutti gli enti pubblici a supporto della comunità LGBTQI+, delle associazioni di categoria e di progetti innovativi di tutela delle fragilità all'interno della comunità», dice Valeria Roberti del Centro Risorse LGBTI.

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Omotransfobia, Arcigay contro la Cei: "Triste vedere i vescovi dalla parte dei violenti" Wed, 10 Jun 2020 14:34:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/644396.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/644396.html Arcigay Arcigay
OMOTRANSFOBIA, ARCIGAY CONTRO LA CEI: "TRISTE VEDERE I VESCOVI DALLA PARTE DEI VIOLENTI"
Bologna, 10 giugno 2020 - "Addolora ma non sorprende ritrovare la CEI sulle barricate di chi contrasta ogni ipotesi di legge per tutelare dall'odio e dalla violenza le persone lgbti, specie giovani e giovanissime": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, ribatte a muso duro alle posizioni della CEI sulle proposte di legge contro l'omotransfobia, in discussione alla Camera. "Lo spauracchio della legge liberticida o del reato di opinione, del tutto infondato, impallidisce dinanzi alla quotidianità martellante dell'odio e della violenza di origine omotransfobica. L'Italia è l'unico Paese dell'Europa occidentale a non avere legislazioni a prevenzione e contrasto di questi fenomeni e questo è il motivo per cui siamo in coda in ogni classifica europea. Le forze politiche hanno il dovere di dare una risposta alle tantissime persone che hanno subito e subiscono violenze, approvando un testo di legge efficace e concreto, che cominci finalmente ad aggredire il fenomeno. E hanno il dovere di farlo tenendo la CEI fuori dalla porta, stigmatizzandone la scompostezza e il tentativo bieco di eterodirezione e ristabilendo i principi della nostra Carta costituzionale.  Già in passato, le gerarchie ecclesiastiche si sono schierate clamorosamente dalla parte dei violenti, coprendo crimini agiti spesso proprio da chi vestiva l'abito talare. E la storia ci ha mostrato che i pastori che proteggono i violenti fanno estinguere il gregge. L'auspicio è che le parti più sane delle istituzioni cattoliche - conclude Piazzoni - quelle che combattono veramente la violenza, sappiano correggere questa deriva e smentire nei fatti le parole dei vescovi", conclude Piazzoni. 


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Diritti lgbti, legge transfobica in Ungheria. Arcigay: "Inaccettabile che l'Ue faccia finta di non vedere" Sat, 23 May 2020 15:42:58 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/640028.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/640028.html Arcigay Arcigay
DIRITTI LGBTI, LEGGE TRANSFOBICA IN UNGHERIA. ARCIGAY: "INACCETTABILE CHE L'UE FACCIA FINTA DI NON VEDERE"
Bologna, 23 maggio 2020 - "L'Unione europea non può voltarsi dall'altra parte e tradire se stessa: deve agire affinché in Ungheria non venga violato il rispetto dei diritti umani": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta duramente l'approvazione in Ungheria della cosìdetta “Legge Insalata” proposta da Viktor Orbàn, in particolare dell'articolo 33 che vieta la rettifica anagrafica del sesso assegnato alla nascita alle persone transgender e intersessuali. "L'Ungheria - prosegue Piazzoni - è tenuta a rispettare quantosancito dalla Corte Europea dei Diritti Umani, che impegna gli stati membri a garantire il riconoscimento legale del genere ed è tenuta a dare valore alle raccomandazioni del Parlamento Europeo in merito al riconoscimento dei diritti e a favore della protezione da ogni discriminazione delle persone transgender". La Rete Trans di Arcigay, in questo senso, esprime forte preoccupazione per la comunità transgender ungherese riguardo l’ondata di stigma e di violenza a cui questa legge inevitabilmente la sottopone: "La deriva autoritaria di Orbàn - dicono le attiviste e gli attivisti della rete - ha portato all’approvazione di questa legge atta a definire permanentemente il genere di una persona soltanto “sulla base dei caratteri sessuali primari e dei cromosomi”, sebbene le identità non si possano definire esclusivamente e solo sulla base di un mero dato biologico. Si tratta di un atto gravissimo di cancellazione delle vite di migliaia di persone, del loro diritto ad esistere e ad autodeterminarsi. Presteremo tutta l'assistenza possibile al fine di contribuire alla battaglia iniziata dalle associazioni e attivisti per i diritti delle persone Transgender in Ungheria per contrastare questa norma. Ci appelliamo alla Presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen affinchè intervenga con azioni concrete volte a ristabilire il pieno rispetto dei diritti umani in Ungheria e invitiamo la cittadinanza alla sottoscrizione della petizione lanciata sulla piattaforma ALL OUT https://action.allout.org/it/m/cb6ca9cb/#panel-action-form", concludono.


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Omotransfobia, Arcigay a Conte: "Bene il sostegno, il Governo faccia la sua parte per favorire l'iter legislativo" Sun, 17 May 2020 14:29:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638177.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638177.html Arcigay Arcigay
Omotransfobia, Arcigay a Conte: "Bene il sostegno, il Governo faccia la sua parte per favorire l'iter legislativo" 

Bologna, 17 maggio 2019 - "Accogliamo positivamente le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’appello del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alle forze politiche affinchè convergano dopo tanti anni di discussione e tentativi andati a vuoto su un testo di legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere efficace e concreto": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "La maggioranza di governo si compatti su un provvedimento di civiltà e il Governo stesso favorisca il percorso legislativo di una legge contro omofobia e transfobia. I testi di legge sul tema depositati alla camera e in attesa di discussione sono stati firmati da esponenti di tutte e 5 le forze politiche di maggioranza (M5S, PD, Italia Viva e Leu), ci sono quindi tutte le potenzialità per giungere all’approvazione di un testo che dica con chiarezza e senza ambiguità che il nostro Paese rifiuta la violenza e non tollera alcun tipo di discriminazione, tutelando le vittime di quella violenza e lavorando per la creazione di un’Italia in cui nessuno debba avere paura di essere liberamente se stesso.", conclude.


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Omotrasfobia, 138 storie nel report Arcigay: maglia nera al nord, lì la maggioranza delle aggressioni Sat, 16 May 2020 12:56:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638092.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638092.html Arcigay Arcigay

OMOTRANSFOBIA, 138 STORIE NEL REPORT ARCIGAY: MAGLIA NERA AL NORD, Lì LA MAGGIORANZA DELLE AGGRESSIONI

Piazzoni: “Persone lgbti vulnerabili e spesso ancora invisibili”. Alle 18 diretta online sulla legge con Boldrini, Zan, Cirinnà (PD) e Maiorino (M5S)


Bologna, 16 maggio 2020 - “Quest’anno il 17 maggio, Giornata mondiale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, porta con sé il trentesimo anniversario del giorno in cui l’omosessualità fu tolta dall’elenco delle malattie mentali dell’OMS”: dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, che prosegue:  “In questi 30 anni, guardandoci intorno, abbiamo potuto misurare l'avanzamento culturale con cui ogni Paese ha capitalizzato questa conquista, comprendendo che i diversi orientamenti e le diverse identità di genere non sono malattie, e stigmatizzando chi le considera tali, perché minaccia il benessere, se non addirittura l’incolumità, di una parte della società. Le persone lgbti in Italia sono esposte a una condizione di vulnerabilità: è un fatto che non ha più bisogno di dimostrazioni, ma che vogliamo anche quest’anno approfondire”. 


Come sempre, in occasione del 17 maggio abbiamo tentato di esplorare l’odio nei confronti delle persone lgbti ripercorrendo tutte le vicende riportate dai mass media, cioè in qualche modo denunciate, rese pubbliche e definite tali da chi ne riportava il racconto. Si tratta solo della punta di un iceberg, che comunque rende l’idea dei connotati che assume l’odio omotransfobico. Dal 17 maggio scorso abbiamo censito dai giornali 134 storie di omotransfobia, più altre 4 in realtà avvenute prima di un anno fa ma che solo dopo, in fase giudiziaria, hanno messo in luce il movente. Un totale di 138 episodi, dei quali 74 avvenuti nel Nord Italia, 30 al Centro, 21 al Sud e 13 nelle Isole. 32 vicende hanno a che fare con vere e proprie aggressioni, 13 sono adescamenti a scopo di rapina, ricatto o estorsione, 9 sono violenze familiari, 31 sono discriminazioni o insulti in luoghi pubblici, come bar o  ristoranti, 17 sono scritte infamanti su muri, auto, abitazioni, 25 sono episodi di hate speech e di incitazione all’odio, online e offline, scatenati da esponenti politici, gruppi, movimenti.


“Maglia nera al Nord, - commenta Piazzoni - dove hanno avuto luogo più della metà delle storie censite e dove in effetti, in particolare in alcune città, abbiamo la sensazione concreta di un rafforzamento dell’istanza omotransfobica, spesso legittimata e reiterata anche dalle istituzioni. Ed è al Nord, infatti, che più di frequente perfino la politica attinge al linguaggio della violenza e dell’istigazione nei confronti delle persone lgbti. Sempre nel Nord si concentra uno dei fenomeni più preoccupanti che il rapporto ci rappresenta, non inedito, ma mai come quest’anno consolidato e ricorrente: gay maschi, spesso anziani ma non necessariamente, che vengono contattati da ragazzi giovani, di solito via chat. Ragazzi che poi incontrano ma dai quali vengono rapinati, o ricattati attraverso fotografie intime o sotto la minaccia di rivelare l’orientamento sessuale dell’uomo. Quello che un tempo era un fenomeno saltuario che riguardava di solito il degenerare di una relazione sexworker/cliente, oggi ha tutt’altre sembianze, cioè quelle di una trappola metodica rivolta a persone identificate come vulnerabili. Sono in tutto 13 gli episodi di questo tipo che la cronaca ha raccontato nell’ultimo anno. E ancora: al Nord si sono verificate la metà delle aggressioni (16 su 32) dei passati dodici mesi, avvenute quasi tutte per strada. Infine: guardiamo sempre con preoccupazione alle violenze familiari, presenti al Nord, come al Centro o al Sud, che quasi sempre restano nascoste ai media, ma che sono un fenomeno sempre presente e che registriamo quotidianamente attraverso le nostre reti associative, fenomeno che si è esasperato dopo le settimane di lockdown”.


Danno chiavi di lettura utili a leggere questa fotografia i dati comunicati due giorni fa dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea, relativi alla più grande ricerca mai realizzata sulla popolazione lgbti, con oltre 140mila persone intervistate provenienti da circa 30 Paesi (qui il report dell’Italia) . “Il 62% delle persone lgbti intervistate nel nostro Paese - dice Piazzoni -  evita di tenere per mano il compagno o la compagna in pubblico e il 30% di loro si tiene alla larga da certi luoghi o certe zone per paura di essere aggredito o aggredita. Le persone lgbti visibili nel proprio contesto sono sotto la soglia del 40%, quindi oltre il 60% preferisce vivere nell’ombra. È questa invisibilità a produrre quella vulnerabilità che rende le persone lgbti ricattabili ed esposte a fortissime violenze psicologiche, prima ancora che fisiche. Ma per socializzare con serenità la propria condizione, una persona lgbti deve sentire attorno a sé un contesto sicuro e accogliente. A questo serve il grande lavoro culturale che da anni le associazioni come Arcigay portano avanti, a volte con grande sostegno delle istituzioni, altre volte superando i loro tentativi di censura. E a questo servirebbe una legge contro i crimini e le parole d’odio nei confronti delle persone lgbti, che da anni chiediamo e che sappiamo prossima al dibattito in aula. In quella battaglia il nostro faro sarà l’efficacia della norma e la sua corrispondenza alla domanda di giustizia che raccogliamo ogni giorno dalle persone colpite dall’odio”.


Di legge contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere si parlerà nella tavola rotonda online in programma oggi, 16 maggio, alle 18 in diretta dal sito di Arcigay.it: assieme al presidente nazionale Luciano Lopopolo e al segretario generale Gabriele Piazzoni interverranno i firmatari e le firmatarie delle quattro proposte di legge depositate in Parlamento, cioè l’on. Laura Boldrini (PD), l’on. Alessandro Zan (PD), la sen. Monira Cirinnà (PD) e la sen. Alessandra Maiorino (M5S).


Infine, delle 138 storie di omotransfobia censite nell’ultimo anno, cinque sono state affidate ad altrettante card virtuali, una campagna social per raccontare omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia e afobia esattamente nelle forme in cui le incontriamo, tutti i giorni, nella realtà. Le cinque storie mostrano l’attitudine dell’odio a cambiare forma, sembianze, linguaggio, attori, occasioni. Ma sempre odio resta, anche quando chi lo pratica lo rivendica in nome di una fraintesa libertà, quasi fosse un diritto. Invece, “La Violenza non è un diritto. Combatterla è un dovere”, recita il claim della campagna. Tutti i materiali sul sito arcigay.it


In allegato e qui il report 2020, a questo link le fonti con cui è stato costruito.
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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (338.1350946)


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Diritti Lgbti, Italia ancora in coda nella Rainbow map di Ilga Europe. Arcigay: "Il Governo stia al passo di una battaglia globale" Thu, 14 May 2020 15:05:33 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/637603.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/637603.html Arcigay Arcigay
DIRITTI LGBTI, ITALIA ANCORA IN CODA NELLA RAINBOW MAP DI ILGA EUROPE. ARCIGAY: "IL GOVERNO STIA AL PASSO DI UNA BATTAGLIA GLOBALE"
Bologna, 14 maggio 2020 - "Di certo non ci coglie di sorpresa l'amara fotografia che la Rainbow Map di Ilga Europe, lo strumento attraverso il quale la ong ogni anno censisce gli avanzamenti in termini di affermazione dei diritti delle persone lgbti+ nell'area del Vecchio Continente, scatta anche quest'anno dell'Italia, trentacinquesima in una classifica di 49 Paesi": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Pesa sul nostro Paese non solo l'immobilismo legislativo, che pone molti dei traguardi già tagliati in altre parti d'Europa in una lista molto lunga di cose ancora da fare, ma anche il reiterarsi e il rinvigorirsi di un sentimento omotransfobico che trova di frequente espressioni pubbliche, addirittura istituzionali. Ma la mappa non serve solo a farci  i conti in casa: è utile cogliere da questo articolato ritratto la portata globale della sfida sul contrasto alle discriminazioni e alle violenze basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Portiamo tutti e tutte assieme la responsabilità di convivere con i provvedimenti transfobici di Orban, ad esempio, e con le inaccettabili "lgbt free zone" della Polonia. E nel contempo, dobbiamo stare al passo con la Germania, che pochi giorni fa ha messo a bando le cosiddette terapie riparative, veri e propri atti di tortura praticati anche nel nostro Paese. O con la Svizzera, che poco tempo fa ha reso l'omotransfobia definitivamente reato. Consapevoli di questo impegno, abbiamo chiesto alle quattro persone che in Parlamento hanno depositato proposte di legge in tema di contrasto all'omotransfobia di partecipare a una tavola rotonda online, in diretta sabato 16 maggio, cioè alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omotransfobia, sull'homepage del sito arcigay.it e sui nostri canali social. Assieme a me e al presidente nazionale Luciano Lopopolo, ci saranno, a partire dalle 18, l'on. Alessandro Zan (Pd), l'on. Laura Boldrini (Pd), la sen. Monica Cirinnà (Pd) e la sen. Alessandra Maiorino (M5S).", conclude Piazzoni.

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1° Maggio, nel video di Arcigay i lavoratori e le lavoratrici lgbti in prima linea nell'emergenza sanitaria Wed, 29 Apr 2020 09:59:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/633400.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/633400.html Arcigay Arcigay
1° MAGGIO, NEL VIDEO DI ARCIGAY I LAVORATORI E LE LAVORATRICI LGBTI IN PRIMA LINEA NELL'EMERGENZA SANITARIA
29 aprile 2019 - Quarantuno volti di lavoratori e lavoratrici lgbti impegnati nell'emergenza sanitaria raccolti in un video per celebrare il 1° maggio, la festa dei lavoratori.  La campagna, dal titolo Io ci sono, noi ci siamo,  ha come protagonisti medici, volontari e volontarie, infermieri e infermiere, operatori e operatrici in ambito sociosanitario, sindaci, impiegati pubblici, educatori ed educatrici, giornalisti, tutte persone lgbti che durante questo periodo drammatico hanno fatto la loro parte per prendersi cura delle persone malate o in difficoltà.  I 41 testimonial della campagna hanno risposto a un appello diffuso alcune settimane fa dall'associazione, inviando una  foto e una frase per testimoniare la loro esperienza sul campo come professionisti o volontari. 
La campagna è un omaggio a tutti loro che hanno contribuito alla realizzazione del video, ma anche a tutti coloro che non sono rappresentati ma che stanno comunque lavorando per la salute pubblica. "La campagna - spiega Manuela Macario, responsabile politiche per il lavoro nella segreteria nazionale di Arcigay - è anche un'affermazione della visibilità che le persone lgbti hanno il diritto di avere anche nei contesti lavorativi. Non dover nascondere la propria identità, la propria dimensione sentimentale e relazionale, significa lavorare in condizioni di maggior benessere; significa sentirsi parte di una squadra, sentirsi parte di quella comunità che è formata dai propri colleghi. E in momenti così difficili come quelli che stiamo ora vivendo è quanto mai essenziale essere uniti, essere parte di un insieme, fare squadra. Tutto ciò è possibile solo se ognuno e ognuna, nel proprio contesto lavorativo può sentirsi libero di agire e narrare se stesso, senza timore di essere giudicato e discriminato, senza paura di essere escluso". Nella giornata del 1° maggio, alcuni dei protagonisti del video parteciperanno a una diretta Facebook organizzata da Arcigay alle 16 e trasmessa dalla pagina Facebook dell'associazione e dall'homepage del sito arcigay.it. Si ringraziano per il contributo alla realizzazione della campagna  Luciana Passaro, che ne ha curato l'editing, e il giovane compositore Mattia Vlad Morleo che ha gentilmente concesso l'utilizzo del suo brano Rugiada, colonna sonora del video.

Il file del video è disponibile al link: https://drive.google.com/open?id=1SKWZD7s1Rds4XCbJup7LaQthyz4_gq0z


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Dpcm Conte, Arcigay protesta: "Inaccettabile il riferimento ai congiunti, Governo rettifichi o rischia disobbedienza Mon, 27 Apr 2020 13:32:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/632853.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/632853.html Arcigay Arcigay
DPCM CONTE, ARCIGAY PROTESTA: "INACCETTABILE IL RIFERMIMENTO AI CONGIUNTI, GOVERNO RETTIFICHI O RISCHIA DISOBBEDIENZA"

Bologna, 27 aprile 2019 - "Le disposizioni illustrate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alla fase 2 della gestione dell'emergenza Coronavirus e contenute nel Dpcm pubblicato ieri sera sul sito del Governo ci lasciano sconcertati": così Gabriele Piazzoni, segretario generali di Arcigay. Che prosegue: "In particolare, il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di "congiunti", che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti dei cittadini e delle cittadine, che taglia fuori ciò che lo Stato non vede o non riconosce, come ad esempio i genitori sociali non ancora riconosciuti all'interno delle famiglie omogenitoriali o le relazioni elettive che in alcuni casi sostituiscono addirittura quelle determinate dai legami biologici. Rivendichiamo con forza e senza disponibilità ad alcuna trattativa sul tema, una definizione di famiglia plurale e sociale, che sia in grado di includere tutte le formazioni elettive che costituiscono la rete di sostegno reale di tutte le persone, in primis le persone lgbti. Sia chiaro: condividiamo senza dubbio la prudenza con cui ci sia avvia al superamento del lockdown della fase 1. A questo proposito, anzi, ci preme ricordare che i morti e le persone contagiate dal Coronavirus e ricoverate nelle terapie intensive sono i nostri amici, i nostri conoscenti, i nostri nonni e le nostre nonne, i nostri genitori, le persone che abbiamo amato e ancora amiamo. Insomma, il lutto e la paura hanno toccato i cittadini e le cittadine nell'intimo, producendo una drammatica consapevolezza, che non può essere confusa con noncuranza o leggerezza. Pertanto respingiamo qualsiasi rappresentazione che faccia pensare ai cittadini e alle cittadine come irresponsabili o peggio ancora incuranti delle conseguenze di una nuova eventuale ondata di contagi. Nessuno e nessuna di noi vorrebbe vedere un persona cara finire intubata a causa delle leggerezza o dell'incoscienza di contatti e relazioni. Questo allora deve essere il punto di partenza, il presupposto condiviso di qualsiasi strategia. Ci deve essere fiducia reciproca e responsabilità da tutte le parti. Quindi: benissimo che il Governo normi in maniera stringente e prudente la quantità di contatti e la modalità con cui essi debbano avvenire,  cioè mantenendo la distanza prescritta e indossando gli appositi ausili. Ma nessun Governo può indicarci chi incontrare e chi no. Non si può continuare a  ignorare il benessere psicologico di milioni di persone che vivono sole e che non hanno famiglia o che non hanno relazioni con i congiunti. Inoltre, ci rifiutiamo di pensare che il Governo non si preoccupi delle necessità relazionali dei giovani, che con scuole e università chiuse vedono completamente preclusa ogni possibilità di vita fuori dalla famiglia. La situazione è complessa, ed è indubbio che la ripresa della normalità debba passare da interventi ben ponderati, ma questo non può avvenire attraverso forzature che surrettiziamente promuovono alcune formazioni sociali a scapito di altre, infierendo ulteriormente sull'equilibrio psicofisico e sul benessere delle persone. Chiediamo con forza che gli esperti consultati riformulino tempestivamente la proposta contenuta nel Dpcm firmato ieri, senza concedere quantitativamente  di più ma astenendosi dal tentativo torbido di distinguere affetti di serie A e di serie B, prescindendo dalle esperienze dei singoli e perfino della fotografia che i servizi demografici danno della nostra società. Diversamente, le tante persone colpite dai limiti del provvedimento, rischiano di essere costrette a disubbidire per garantire quel minimo di relazioni e contatti sociali che sono necessari e indispensabili per il benessere degli individui." , conclude Piazzoni.


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Settimana contro il razzismo, Arcigay lancia "Ohana", sei racconti in video per parlare di migrazioni Wed, 18 Mar 2020 17:01:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/624894.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/624894.html Arcigay Arcigay
SETTIMANA CONTRO IL RAZZISMO, ARCIGAY LANCIA “OHANA”, SEI RACCONTI IN VIDEO PER PARLARE DI MIGRAZIONI
Bologna, 18 marzo 2020 - In occasione della XVI Settimana d’azione contro il razzismo, promossa da UNAR dal 16 al 21 marzo, Arcigay lancia una campagna di sensibilizzazione - realizzata da Idem Adv  Grafica web comunicazione - per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle persone migranti lgbti. Al termine di un percorso di raccolta di storie di persone lgbti che risiedono nel nostro Paese, migranti o figlie di migranti, si è realizzato un filmato che raccoglie il racconto di sei di loro: David (Cina), Rawah (Paesi arabi) , Paolo (Italia, di madre eritrea), Ana (Romania), Suleiman (Palestina/Siria) e Paolo (Siria). Il filmato si intitola “Ohana”, una parola che nella cultura hawaiana significa famiglia, in un’accezione però molto più estesa di quella della parentela stretta contraddistinta dal legame di sangue, che comprende anche le relazioni elettive. Ohana è quindi la famiglia che ci scegliamo. Durante il percorso di realizzazione della campagna, i protagonisti si sono raccontati a partire dai propri vissuti, attraverso un viaggio a tappe nei luoghi della loro geografia, fatta soprattutto di relazioni umane significative. Riflettendo sui luoghi del cuore, della mente e dell’attivismo, ma anche sui luoghi che sentono non sicuri e su quelli che percepiscono come sicuri, David, Rawah, Paolo, Ana, Suleiman e Paolo sono arrivati a definire ciò che per loro è “Ohana”. Lo spot invita tutti e tutte a scoprire che i sogni, i legami e persino le paure, hanno il potere di farci sentire “ohana”, parte della stessa comunità.
Sempre nell’ambito della Settimana d’azione contro il razzismo, Arcigay ha aderito alla campagna social lanciata da Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”, che invita le persone a disegnarsi sul volto una U ben visibile e a scattarsi una foto con l’hashtag #maipiurazzimo, da condividere sui propri profili social.
Il progetto Ohana è realizzato nell’ambito delle attività promosse nella XVI Settimana di azione contro il razzismo 2020, finalizzate al contrasto delle discriminazioni fondate su motivi etnico-razziali anche con riguardo alle discriminazioni multiple, attraverso la cultura, le arti e lo sport, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica.

Qui il link del video integrale Ohana su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=L4qg_KkEjnA&feature=youtu.be
Qui è possibile scaricare il file del video integrale Ohana (durata 6 minuti): https://www.dropbox.com/s/x5m4bi9v950om62/Ohana_V4.mp4?dl=0
Qui è possibile scaricare il file del trailer del video Ohana (durata 2 minuti): https://www.dropbox.com/s/24tyc9gmta63nic/Ohana%20trailer.mp4?dl=0


In allegato: 

Il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni, e il presidente nazionale, Luciano Lopopolo, aderiscono alla campagna Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”

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Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU. Mon, 09 Mar 2020 15:02:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/623596.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/623596.html Arcigay Arcigay Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU.

Bologna, 9 marzo 2020 - Le Nazioni unite hanno reso noto le risposte del governo italiano alle raccomandazioni fatte dalle delegazioni di oltre 120 Paesi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review �“ UPR) lo scorso 4 novembre. L’Italia ha accettato 292 raccomandazioni su 306. Tra queste quelle sulla creazione di un’Istituzione nazionale per i diritti umani indipendente  e 16 delle 17 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI. Tra queste, quelle riguardanti una legge contro l’omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati LGBTI. Il governo si è limitato invece a prenderne nota della raccomandazione 171, fatta dall’Islanda, che chiede una legge che riconosca entrambi i genitori dello stesso sesso e l’accesso all’istituto dell’adozione per le coppie dello stesso sesso. «L’accettazione di 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI è uno straordinario successo del nostro lavoro. Ora occorre subito una Road Map per l’implementazione delle raccomandazioni accolte con il pieno coinvolgimento della società civile, come richiesto anche dalle Nazioni Unite. Delude profondamente, invece, la scelta dell’Italia di limitarsi a prender nota della raccomandazione dell’Islanda sulle adozioni e la genitorialità arcobaleno. Sul diritto all’uguaglianza e dei figli dei genitori dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori riconosciuti non si transige e continueremo a batterci per ottenerlo», dice Yuri Guaiana, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell’UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia. « È sconfortante - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - registrare ancora oggi una così evidente resistenza da parte della politica italiana ad affrontare il tema dell’omogenitorialità, come se fosse un’opzione da valutare col tempo e non una realtà già diffusa nel nostro Paese, priva da sempre di un riconoscimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: quel rifiuto a trattare il tema e a colmare questa lacuna ricade sulla testa di famiglie e in particolare di minori, ai quali viene negato il diritto a una famiglia solida, con due genitori investiti allo stesso modo delle stesse responsabilità. Nonostante l’Italia abbia recepito dall’Onu 16 dei 17 rilievi mossi nell’ambito della tutela dei diritti delle persone lgbti, dimostrando pertanto quantomeno una consapevolezza del lavoro da svolgere, non può non deludere la mancanza di coraggio sul tema dell’omogenitorialità, che infierisce su un ritardo che da anni denunciamo essere insostenibile» , conclude Piazzoni.

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Omotransfobia, il 30 marzo il pdl calendarizzato alla Camera. Arcigay: "Attendiamo testo base" Fri, 28 Feb 2020 12:10:07 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/622351.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/622351.html Arcigay Arcigay OMOTRANSFOBIA, IL 30 MARZO IL PDL CALENDARIZZATO ALLA CAMERA. ARCIGAY: "ATTENDIAMO TESTO BASE"
Bologna, 28 febbraio 2020 - "Accogliamo con favore la notizia della rapida calendarizzazione del pdl sull'omotransfobia, che approderà alla Camera, dopo aver concluso il suo passaggio in Commissione Giustizia, il prossimo 30 marzo": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "I tempi serrati, come ha detto il relatore, l'onorevole Alessandro Zan, sono un segnale di ampio sostegno alla norma e in quanto tale lo cogliamo con ottimismo. Con altrettanto ottimismo auspichiamo che venga presto reso pubblico un testo base, che sia la sintesi tra i diversi testi depositati, valorizzati negli aspetti più efficaci e progrediti. E che sia anche base di dibattito pubblico, aperto ai miglioramenti che l'aula saprà far emergere, selezionati non sulla base del posizionamento ideologico o della contrattazione delle parti, ma nell'ottica di approvare la legge che meglio corrisponda ai bisogni di contrasto e prevenzione legati al fenomeno dell'omotransfobia. Questa legge è attesa da moltissimi anni e ha già visto in passato diverse false partenze: il passato, allora,  ci serva da lezione e investa tutti e tutte della responsabilità di portare all'approvazione un testo adeguato e corrispondente alle aspettative che le persone lgbti, che dell'omotransfobia sono bersaglio ogni giorno, hanno da molto tempo", conclude Piazzoni.


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Patrick Zaki arrestato in Egitto, Arcigay: "Situazione inaccettabile, ci uniamo a quanti chiedono immediata scarcerazione" Mon, 10 Feb 2020 16:11:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/619352.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/619352.html Arcigay Arcigay
PATRICK ZAKI ARRESTATO IN EGITTO, ARCIGAY: "SITUAZIONE INACCETTABILE, CI UNIAMO A QUANTI CHIEDONO IMMEDIATA SCARCERAZIONE"
Bologna, 10 febbraio 2019 - "Seguiamo da giorni con grande preoccupazione la vicenda di Patrick Zaki, attivista egiziano e studente dell'Ateneo bolognese, tratto in arresto al suo arrivo a Il Cairo, venerdì scorso": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Mentre ancora resta inascoltata la richiesta di verità e giustizia sull'assassinio di Giulio Regeni, le autorità egiziane perseverano nell'uso di una violenza istituzionale grave e inaccettabile. A quanto si apprende, Patrick Zaki sarebbe già stato torturato con scosse elettriche ed è legittimo pensare che la sua vita, nei luoghi di detenzione egiziani, sia in pericolo. Ci uniamo al coro di quanti in queste ore stanno chiedendo massima attenzione su questa vicenda da parte del governo e l'immediata scarcerazione dell'attivista. Ci attendiamo inoltre che il governo italiano apra una riflessione seria sullo status di Paese sicuro di cui attualmente gode l'Egitto, mettendo il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali davanti a qualsiasi interesse economico", conclude Piazzoni. 


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Regionali, l'appello di Arcigay per Emilia-Romagna e Calabria: "Diritto al voto conquistato col sangue, esercitiamolo e difendiamo i valori della Costituzione" Fri, 24 Jan 2020 13:32:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/616997.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/616997.html Arcigay Arcigay REGIONALI, L'APPELLO DI ARCIGAY PER EMILIA-ROMAGNA E CALABRIA: "DIRITTO AL VOTO CONQUISTATO COL SANGUE,  ESERCITIAMOLO E DIFENDIAMO I VALORI DELLA COSTITUZIONE"
Bologna, 24 gennaio 2020 - "In quest'ultima giornata di campagna elettorale, prima del rituale silenzio e dell'apertura delle urne, non possiamo non rivolgere un accorato appello alle persone lgbti che vivono in Calabria e in Emilia-Romagna e a tutte le altre persone che hanno a cuore la cultura dei diritti, della libertà e dell'autodeterminazione": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "In questa tornata elettorale, che si svolge alla vigilia della Giornata della Memoria, non possiamo non ricordare che il diritto universale al voto e i valori della nostra Costituzione furono conquistati con il sangue, scacciando dal nostro Paese il totalitarismo fascista. Votare, perciò, non è solo un diritto ma, come dice l'articolo 48 della nostra Carta, un dovere civico. Dobbiamo perciò sentire il dovere di andare domenica a votare. Nel farlo, è necessario essere consapevoli della responsabilità particolare, dettata dal contesto in cui si svolgono queste elezioni e dagli scenari che aprono. Non possiamo non esprimere il nostro sdegno e la nostra condanna nei confronti tanto delle citofonate  squadriste dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini nella periferia di Bologna, quanto delle becere battute sessiste di Silvio Berlusconi in Calabria. La destra esibisce senza contegno il suo modello di società, che tradisce ogni conquista democratica della nostra storia repubblicana e promette anni bui per il nostro Paese, specie per le persone che vivono, per qualsiasi motivo, in una condizione di fragilità. L'auspicio è che la comunità lgbti si mobiliti e senta la necessità di giocarsi un protagonismo nel determinare l'esisto di queste elezioni, respingendo col voto omotransfobia, razzismo, xenofobia, misoginia e ogni forma di discriminazione", conclude Piazzoni. 


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Omofobia, Arcigay: "Dalla cronaca un bollettino di guerra. Venerdì incontro a Ferrara con la Ministra Bonetti" Mon, 13 Jan 2020 15:15:35 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/615222.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/615222.html Arcigay Arcigay OMOFOBIA, ARCIGAY: "DALLA CRONACA UN BOLLETTINO DI GUERRA. VENERDì A FERRARA INCONTRO CON LA MINISTRA BONETTI"
Bologna, 13 gennaio 2020 - "In tema di omotransfobia, la cronaca aggiorna ormai quotidianamente un vero e proprio bollettino di guerra che ci allarma e sul quale vogliamo richiamare l'attenzione del Governo, del Parlamento e delle istituzioni locali": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Pochi giorni fa abbiamo letto della chiusura delle indagini relative a un'aggressione avvenuta lo scorso 10 agosto a Lecce ai danni di una persona omosessuale, che è stata picchiata con tale violenza da staccargli il lobo di un orecchio. Secondo la procura, è senza dubbio l'omofobia il movente di quella terribile aggressione. Poi, solo due giorni fa, un'altra grave violenza si è consumata ad Altopascio, nella provincia di Lucca, dove un ragazzo gay è stato picchiato, assieme agli amici che tentavano di difenderlo,  da alcuni avventori di un locale. Accanto a questi due fatti eclatanti, registriamo continuamente altre aggressioni e discriminazioni di cui danno notizia le cronache locali. Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio acuirsi del fenomeno, sollecitato ad arte dalla politica: nei giorni scorsi, ad esempio, Fabio Tuiach,  consigliere comunale della destra triestina, si è reso protagonista di reiterate esternazioni omofobe, grevi e violente, che sono senza dubbio una legittimazione e uno stimolo alle violenze a cui assistiamo in questi giorni. Di tutto questo, e della rabbia e della preoccupazione che ne conseguono, parlerò alla Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, che incontrerò venerdì 17 gennaio alle 17 nell'evento pubblico in programma nell'Aula Magna del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara (Corso Ercole I d'Este 37). Alla Ministra consegnerò l'appello a un impegno concreto della maggioranza di governo per l'approvazione rapida del testo di legge contro l'omotransfobia, depositato di recente in Parlamento.", conclude Piazzoni.


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OMOTRANSFOBIA, PARLAMENTO UE APPROVA RISOLUZIONE. ARCIGAY: "DA STRASBURGO SOLLECITO PER UNA LEGGE A CONTRASTO DELL'ODIO" Fri, 27 Dec 2019 15:59:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/613257.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/613257.html Arcigay Arcigay
OMOTRANSFOBIA,  PARLAMENTO UE APPROVA RISOLUZIONE. ARCIGAY: "DA STRASBURGO SOLLECITO PER UNA LEGGE A CONTRASTO DELL'ODIO"
Bologna, 27 dicembre 2019 - "Dal Parlamento europeo ci giungono analisi e solleciti sul fenomeno dell'omotransfobia che è opportuno che il governo italiano, così come gli altri governi degli Stati membri, raccolgano con molta attenzione": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta la risoluzione approvata lo scorso 18 dicembre da un'ampia maggioranza del Parlamento europeo (463 i voti a favore, qui il documento: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0101_EN.pdf), attraverso la quale si esprime condanna nei confronti delle cosiddette "LGBTI free zones" propagandate in Polonia e apprensione per i sempre più frequenti fenomeni di omotransfobia, anche istituzionale, che si registrano negli Stati che compongono l'Unione europea. "Nella risoluzione - spiega Roberto Muzzetta, delegato alle politiche internazionali nella segreteria di Arcigay - si affronta in modo esplicito il problema degli attacchi omotransfobici provenienti da politici di Paesi europei che spesso, in modo irresponsabile e spregiudicato, utilizzano un linguaggio violento e discriminatorio per guadagnare facile consenso. La risoluzione, tuttavia, ha un obiettivo chiaro: la proliferazione in Polonia della deprecate “free LGBTI zones”. Negli ultimi mesi in Polonia attacchi verbali e fisici nei confronti della comunità LGBTI locale sono stati giustificati come un tentativo di resistenza e liberazione della nazione polacca dai dannosi influssi della cosiddetta ideologia LGBTI. È perciò un segnale importante la condanna che il Parlamento europeo ha espresso, con una maggioranza ampia e trasversale, nei confronti di questa deriva, inscrivendola in un contesto generale allarmante e da non sottovalutare. La risoluzione riconosce infatti, nelle premesse, che il fenomeno della violenza omotransfobica purtroppo riguarda tutto il continente e tutti gli ambiti sociali e politici. Questi attacchi, si legge nell'istanza, rappresentano una minaccia seria ai diritti fondamentali nell'Unione europea e vanno di pari passo con gli attacchi rivolti alle donne e alle minoranze. Non solo: essi, assieme alla propaganda xenofoba, contribuiscono a creare un clima insicuro per tutti e tutte e in particolare per le persone che si battono per l'affermazione di questi diritti. E ancora: il Parlamento europeo, attraverso questa risoluzione, denuncia l'assenza di un monitoraggio sistematico di questi crimini, e il persistere di rischi e paure legati allo svelamento dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, fenomeno che rappresenta un potente deterrente alla denuncia dei crimini".
"Nelle passate settimane - riprende Piazzoni - si è avviato nel nostro Parlamento l'iter per la discussione di una legge contro l'omotransfobia: questa risoluzione può rappresentare un contributo importante e concreto a questo percorso. Le cosiddette "lgbti free zones" non sono un mito lontano: durante il passato Governo, il Conte 1, abbiamo toccato con mano, in occasione del Congresso delle Famiglie a Verona, la saldatura oscura tra alcuni partiti italiani e i movimenti che in Polonia reiterano pratiche e discorsi d'odio ai danni delle persone LGBTI. E sappiamo che esiste un network internazionale che organizza questi movimenti, anche nel nostro Paese. Più che legittima quindi la preoccupazione degli euodeputati, che è anche la nostra e che ci auguriamo sia anche quella degli eletti e delle elette del Parlamento italiano", conclude.

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1° dicembre, supereroi e supereroine della prevenzione nella campagna di Arcigay per la Giornata mondiale per la lotta all'Aids Sat, 30 Nov 2019 10:21:48 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/609284.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/609284.html Arcigay Arcigay

1° DICEMBRE, SUPEREROI DELLA PREVENZIONE NELLA CAMPAGNA DI ARCIGAY PER LA GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALL'AIDS

Bologna, 30 novembre 2019 - “Sexheroes: tutto il sesso che vuoi, coi superpoteri che vuoi” è la campagna social che Arcigay ha realizzato in occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids. I diversi strumenti di prevenzione - PrEP, PEP, TasP, condom, femidom, oral dam, vaccini - diventano supereroi e supereroine che con i loro specifici poteri riducono la nostra vulnerabilità alle diverse infezioni sessualmente trasmissibili. Dall’HIV, infatti, ci si protegge efficacemente sempre più anche grazie alle nuove strategie di tipo farmacologico rappresentate da Miss PrEP, la terapia che può usare chi non ha l’HIV e che funziona da barriera, e Miss TasP, la strategia che rende le persone con HIV non infettive grazie alla riduzione del loro virus a livelli di non rilevabilità, come certificato anche dalla recente Consensus Conference italiana su Undetectable=Untransmittable (non rilevabile=non trasmissibile). Ma poi ci sono le altre strategie, talvolta poco conosciute, che a differenza delle precedenti funzionano anche contro altre infezioni virali diverse dall’HIV (Epatiti, HPV ed Herpes), e contro quelle batteriche come sifilide, gonorrea e clamidia: non solo quindi preservativo, Mister Condom, ma anche Super Femidom, una sorta di preservativo che si inserisce nella vagina o nell’ano, o Captain Dam, l'oral dam utilizzabile per rapporti orali in cui si leccano parti come vagina e ano. E infine Captain Vax, la strategia vaccinale che fa da barriera contro HAV e HBV responsabili di epatite A e B e, con i dovuti distinguo, contro l’HPV, responsabile di condilomi e condizioni cancerose. “Come diciamo da tempo - spiega Michele Breveglieri, Responsabile Salute e lotta all’HIV di Arcigay -  la prevenzione nel sesso ormai è combinata: a ciascun bisogno di piacere deve corrispondere lo strumento più adeguato e sostenibile di prevenzione per la singola persona. Oltre alla necessità di diffondere e rendere strutturali strategie potenti come la PrEP e la TasP contro l’HIV, è importante anche aumentare la conoscenza dei mezzi di prevenzione delle altre infezioni sessualmente trasmissibili”.


A questo link è possibile scaricare le immagini della campagna: ttps://www.arcigay.it/sexheroes-tutto-il-sesso-che-vuoi-coi-superpoteri-che-vuoi/

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (338.1350946)


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"La violenza non è una storia già scritta": online lo spot di Arcigay per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne Fri, 22 Nov 2019 14:00:08 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/608187.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/608187.html Arcigay Arcigay
"LA VIOLENZA NON E' UNA STORIA GIA' SCRITTA": ON LINE LO SPOT DI ARCIGAY PER LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Bologna, 22 novembre 2019 - "La violenza non è una storia già scritta. Insieme facciamo la differenza": è questo il claim della campagna contro la violenza sulle donne lesbiche, bisex, con disabilità e sulle persone trans* realizzata da Arcigay, La Cicloide e Artsmedia, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.  Lo spot, che verrà diffuso da oggi sul web, rappresenta l’output del progetto “Femminili plurali irregolari”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità (ai sensi dell'Avviso per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul G.U. N. 171 del 24/7/2017 �“ Lettera F). Il progetto si è articolato attraverso un percorso durato sei mesi, finalizzato a favorire processi di empowerment individuale e di comunità, che ha visto il coinvolgimento diretto di donne lesbiche, bisex, con disabilità e persone trans che hanno partecipato attivamente alla co-costruzione della campagna, attraverso discussioni on line e focus group.
Due i principali messaggi: innanzitutto, c'è una violenza specifica che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, donne trans e con disabilità. Una violenza dal nome proprio - lesbofobia, bifobia, transfobia e abilismo - e che assume sembianze diverse: il rifiuto in seguito al coming out; l'aggressione fisica o la violazione della percezione di uno spazio sicuro; la molestia sessuale o l'aspettativa di un rapporto sessuale non richiesto o non desiderato; il pregiudizio che ci fa credere che le persone con disabilità non abbiano diritto a una sessualità piena o a una relazione stabile. In secondo luogo, lo spot pone l'accetto sulla responsabilità collettiva che sta dietro al fenomeno della violenza: essa interroga tutte e tutti noi e abita il nostro quotidiano. Scegliere di non essere violenti, però, si può. Così come è nelle nostre mani la decisione - agita dalle donne protagoniste dello spot - di abbandonare la paura e vivere da persone libere. "Esiste un cambiamento possibile - commenta Natascia Maesi, responsabile politiche di genere nella segreteria nazionale di Arcigay   - una rivoluzione che passa attraverso piccoli gesti quotidiani di amore, complicità, amicizia e rispetto per le altre e gli altri e che dobbiamo avere il coraggio di compiere". "L’urgenza di riflettere su questo tema - prosegue -  è nata dalla consapevolezza che le donne che non si conformano alle aspettative sociali e culturali legate ad un modello etero-normativo, sessista e genderista di sessualità, risultano essere maggiormente esposte a processi di stereotipizzazione, pregiudizio, stigmatizzazione e discriminazione che spesso sfociano in diverse forme di violenza (verbale, fisica, diretta, indiretta, vittimizzazione primaria e secondaria).  L’obiettivo della campagna è sensibilizzare alla presa in carico collettiva del tema, troppo spesso ignorato, della violenza che colpisce le donne lesbiche, bisessuali, trans* e con disabilità, e richiamare alla responsabilità sociale di compiere azioni quotidiane non violente che cambiano il destino delle persone”. Il progetto è stato coordinato da Natascia Maesi per Arcigay, con il supporto di un comitato scientifico formato da Felice Di Lernia, Alessandro Taurino e Valentina Lomuscio per La Cicloide, e da Marilena Inchingolo e Donato Barile per Artsmedia.

Qui il link per scaricare il video e le immagini in Hd: https://www.dropbox.com/sh/s639w7trb6ogzc3/AAD0-HhArxTtQMvrpvwWQLP0a?dl=0

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (338.1350946)




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