Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arcigay Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arcigay Thu, 24 Sep 2020 12:54:12 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/16394/1 LEGGE OMOTRANSFOBIA, ARCIGAY: “NO AGLI ERRORI DEL PASSATO, SI TROVI MEDIAZIONE ALL’ALTEZZA" Thu, 23 Jul 2020 19:34:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/652225.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/652225.html Arcigay Arcigay LEGGE OMOTRANSFOBIA, ARCIGAY: “NO AGLI ERRORI DEL PASSATO, SI TROVI MEDIAZIONE ALL’ALTEZZA" 

Bologna, 23 luglio 2020 - Il testo di emendamento che circola in queste ore come risultato di un compromesso tra diverse forze politiche per garantire l’approvazione ampia delle legge contro l’omotransfobia rischia di ricadere negli errori che portarono, anni fa, al naufragio del testo Scalfarotto”: così Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. “Non possiamo permetterci di ritrovarci nel paradosso di scrivere in un testo contro le discriminazioni parole che in qualche modo Possano essere interpretate come salvacondotti per condotte borderline o addirittura discriminatorie. La questione della libertà di parola e di opinione semplicemente non esiste: le norme che il testo Zan va a integrare sono vigenti da decenni e non solo non hanno mai messo il bavaglio alle opinioni legittime ma non sono riuscite a metterlo nemmeno ai razzisti più spudorati, come lo scarso numero di sentenze dimostra. Quella stessa legge, ora, non può diventare un tribunale dell’Inquisizione solo perché si aggiungono le parole “sesso”, “orientamento sessuale” e “identità di genere”. Questo timore non solo è infondato ma è totalmente fuori dalla realtà, promosso da chi quella legge semplicemente non la vuole. A voler tranquillizzare questi parlamentari, si è gettata un’intera comunità nello sbigottimento e nella delusione. L’auspicio è che le forze politiche si rimettano al lavoro per trovare convergenze che non snaturino il senso di questa battaglia e che siano all’altezza della sfida che questa legge, in questo momento e in questo Paese, rappresenta”, conclude Piazzoni.
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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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LEGGE OMOTRANSFOBIA, PETIZIONE E CAMPAGNA PER SOSTENERE L'APPROVAZIONE DI UN TESTO EFFICACE Tue, 21 Jul 2020 15:08:29 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/651726.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/651726.html Arcigay Arcigay
LEGGE OMOTRANSFOBIA, PETIZIONE E CAMPAGNA PER SOSTENERE L'APPROVAZIONE DI UN TESTO EFFICACE 
L’iniziativa sostenuta da Agedo, All Out, Arcigay, 6000 Sardine, Arci, Differenza Lesbica, Famiglie Arcobaleno, Gay Center, neg.zone, Rete Genitori Rainbow, Diversity, Polis Aperta, Salento Pride,  Ra.Ne e UAAR


Bologna, 21 luglio 2020 - Una raccolta firme per sostenere l’approvazione, senza stralci o compromessi al ribasso, della legge contro l’omotransfobia, in discussione alla Commissione Giustizia della Camera, e una campagna social per sensibilizzare l’opinione pubblica:  questa è l’iniziativa sostenuta da Agedo, All Out, Arcigay, 6000 Sardine, Arci, Differenza Lesbica, Famiglie Arcobaleno, Gay Center, neg.zone, Rete Genitori Rainbow, Diversity, Polis Aperta, Salento Pride,  Ra.Ne e UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e che in poche ore ha già raggiunto 5000 adesioni. 

“Donne e persone LGBTI+ devono essere protette da discriminazioni e violenze. Non si può più rinviare, serve una legge efficace ora!” è il titolo della petizione, disponibile al link http://allout.org/it/DallaParteDeiDiritti. “L’ultima ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sulle persone LGBTI+ in Italia - si legge nell’appello - evidenzia che il 62% di loro evita di prendere per mano la persona amata e il 30% non frequenta alcuni luoghi per paura di subire aggressioni. Il 23% dichiara di aver subito discriminazioni sul lavoro, il 32% di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno e l’8% un episodio di aggressione fisica negli ultimi 5 anni. Solo 1 persona su 6 ha denunciato questi episodi. Dopo tanti fallimenti nell’approvare leggi su questi temi - proseguono i firmatari - è ora che l’Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere”. “Siamo cittadine e cittadini di questo Paese - concludono - e chiediamo una cosa semplice: poter vivere e amare liberi dalla paura”. Collegata alla raccolta firme c’è la campagna social #DallaParteDeiDiritti, che ripropone, con una serie di infografiche i dati emersi dalla ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali. 


“Siamo ormai nel vivo della discussione sulla legge contro l’omotransfobia - commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -. Con il deposito degli emendamenti, si svelano anche i tentativi che le forze politiche che convintamente praticano l’omotransfobia si apprestano a mettere in campo per far naufragare questa battaglia di civiltà. Per contrastare questi assalti abbiamo bisogno della mobilitazione di tutta l’opinione pubblica, che siamo certi essere, nella stragrande maggioranza, favorevole all’approvazione di questa legge. Per questo invitiamo tutte e tutti a firmare l’appello”.

"Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ sono una realtà quotidiana nel nostro Paese ma, a differenza di molti altri Paesi europei, non esiste alcuna protezione contro l'omotransfobia. Anche per questo, l'Italia è solo al 34esimo posto nella classifica dei Paesi membri del Consiglio d'Europa per il rispetto dei diritti LGBTI. Con la campagna #DallaParteDeiDiritti vogliamo mandare un messaggio forte e chiaro: non si può più rinviare, serve una legge efficace ora.", dichiara Yuri Guaiana, Senior Campaigns Manager di All Out.

I materiali della campagna sono disponibili per il download a questo link: https://www.arcigay.it/dalla-parte-dei-diritti/


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Legge omotransfobia, Arcigay: "In alcuni emendamenti il tentativo di svuotare la legge. Noi vigili e pronti a dare battaglia" Mon, 20 Jul 2020 17:30:56 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/651554.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/651554.html Arcigay Arcigay
LEGGE OMOTRANSFOBIA, ARCIGAY: "IN ALCUNI EMENDAMENTI IL TENTATIVO DI SVUOTARE LA LEGGE. NOI VIGILI E PRONTI A DARE BATTAGLIA"
Bologna, 20 luglio 2020 - Il Consiglio nazionale di Arcigay, riunitosi ieri in una seduta online, ha discusso approfonditamente del testo di legge sull'omobitransfobia in discussione alla Camera e sugli emendementi depositati negli ultimi giorni. "Questo testo di legge - dichiarano i consiglieri e le consigliere in un ordine del giorno approvato all'unanimità - , frutto di un compromesso fra le nostre richieste e la volontà legislativa delle forze politiche parlamentari, non esaurisce in modo completo i bisogni del contrasto all’odio e le necessità di tutela e assistenza che le persone LGBTI+ e le donne vittime di quella violenza richiederebbero, tuttavia il testo depositato raccoglie alcune nostre storiche istanze e interviene in modo utile su diversi aspetti legali, sociali, culturali e di tutela che investono la vita delle persone che la nostra associazione vuole rappresentare, ed è pertanto nostro compito seguire con attenzione il percorso di questo testo legislativo che interviene sui nostri diritti e che può contribuire a far fare un passo avanti all'Italia nella direzione della tutela e della piena inclusione di cittadinanza per le persone LGBTI+". "Nella discussione che Arcigay ha avuto al suo interno - commenta il segretario generale Gabriele Piazzoni - sono emersi chiaramente due rischi che preoccupano la comunità di attivisti: il primo è legato all'ipotesi che si ripeta quanto successo anni fa col testo Scalfarotto, sabotato da un emendamento che paradossalmente costruiva, nelle violenze e nelle discriminazioni, un salvacondotto che favoriva proprie le organizzazioni smaccatamente omofobe. Non accetteremo che si tenti di trasformare una legge contro le discriminazioni nel certificato che le rende addirittura legittime. In secondo luogo, respingeremo ogni tentativo di svuotare l'efficacia delle misure di prevenzione e di supporto alle vittime riducendo i già risicati fondi stanziati dalla legge, importanti tanto quanto la parte penale del testo. Per scongiurare questi e tutti gli altri pericoli che la discussione farà emergere, noi saremo pronti e pronte alla mobilitazione", conclude Piazzoni.

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Omobitransfobia, approvato testo base a Montecitorio. Arcigay: "Ora nessuna trattativa al ribasso" Tue, 14 Jul 2020 15:59:40 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/650508.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/650508.html Arcigay Arcigay
OMOBITRANSFOBIA, APPROVATO TESTO BASE A MONTECITORIO. ARCIGAY: "ORA NESSUNA TRATTATIVA AL RIBASSO"

Bologna, 14 luglio 2020 - "Con l'approvazione del testo base unificato, presentato dal relatore on. Alessandro Zan in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, comincia formalmente l'iter della legge contro omobitransfobia e misoginia": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Il Parlamento e il Governo hanno ora l'opportunità di compiere un primo passo importante per combattere le discriminazioni e le violenze e garantire sostegno concreto alle vittime. Il testo depositato è già frutto di una mediazione e ha lasciato fuori diverse istanze per le quali saranno necessari interventi legislativi nei prossimi anni. Tuttavia, l'estensione dell'istigazione alla violenza e alla discriminazione e l'aggravante di reato per motivi fondati su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, assieme alla previsione, seppur con dotazioni finanziarie che necessitano incrementi, di politiche attive di sostegno alle vittime di omobitransfobia tramite supporto legale, psicologico, di mediazione sociale e di alloggio, costituiscono elementi importanti che possono contribuire in modo importante nel cominciare ad aggredire il fenomeno delle discriminazioni e violenze verso le persone LGBTI. Ora è compito della maggioranza garantire alla legge un iter rapido e sicuro di approvazione, risparmiandoci i sabotaggi a cui sono stati sottoposti tutti i tentativi degli ultimi 25 anni di dotare il nostro Paese di una legge seria ed efficace contro l'omobitransfobia. Alla politica chiediamo di risparmiarci il solito balletto di emendamenti finalizzati a svuotare di contenuti la legge, insopportabili innanzitutto perché fatti sulla pelle di tante persone che attendono su questi temi risposte dalle istituzioni, che fino a oggi hanno sempre girato la testa dall'altra parte.", conclude.


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Omobitransfobia, depositato il testo unificato. Arcigay: “ Proposta migliorabile, inserire divietò teorie riparative” Wed, 01 Jul 2020 13:43:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/648676.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/648676.html Arcigay Arcigay OMOBITRANSFOBIA, DEPOSITATO IL TESTO UNIFICATO. ARCIGAY: “PROPOSTA MIGLIORABILE, INSERIRE DIVIETO TEORIE RIPARATIVE”

Bologna, 1 luglio 2020 - “Il deposito del testo di legge unificato contro l’omobitransfobia in Commissione Giustizia alla Camera segna l’inizio di un nuovo tentativo di colmare il ritardo nella battaglia contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere che sconta il nostro Paese. Il testo è sicuramente migliorabile: serve un dibattito di merito, serio e non ideologico, che ci permetta di sfruttare al massimo questa occasione per contrastare concretamente  l’odio omobitransfobico e la misoginia”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. “In occasione dello scorso 17 maggio  - prosegue - l’Agenzia Europea per i diritti fondamentali, che ha realizzato la più ampia ricerca sulle persone LGBTI+ dell’area Ue, ci ha restituito l’immagine di una Italia in cui le persone LGBTI+ subiscono un’oppressione quotidiana, capillare: il 62% di loro teme di prendere per mano il o la partner in pubblico, il 30% che dichiara di evitare determinati luoghi a causa del rischio di subire aggressioni e il 32% che ha subito molestie nell’ultimo anno. Questo clima condiziona non solo le vite di chi subisce il fatto criminale ma impone a tutti gli altri e le altre la rinuncia o la ricontrattazione graduale di alcune libertà fondamentali, che hanno a che fare con la propria identità e le persone con cui si condividono relazioni affettive o sessuali, ma che a catena coinvolgono tutte altre. Il Governo e la maggioranza parlamentare hanno ora l’occasione di affrontare un ostacolo imponente nella nostra cultura dominante, un problema irrisolto da decenni: è perciò auspicabile che la discussione del testo abbia tempi certi e sia esente da trattative al ribasso, ma anzi si ponga l’obiettivo della migliore legge possibile.
Il testo depositato interviene sia sulla parte penale, sia sulle politiche di prevenzione e contrasto e di sostegno alle vittime. Vengono estese le norme penali legate ad aggravante e istigazione alla discriminazione e alla violenza fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. E questo è un punto importante, atteso da decenni.
Sul fronte delle politiche attive e di sostegno alle vittime, apprezziamo l’estensione delle competenza di UNAR all’ambito LGBTI, l’istituzione di un fondo di 4 milioni di euro per i centri antiviolenza e le case rifugio  (pochissimi rispetto alle dimensioni del fenomeno ma pur sempre un inizio),  e l’istituzione di una ricerca ISTAT triennale per porre rimedio al fenomeno dell’under reporting in questo ambito.
La legge può rappresentare un importante avanzamento dell’attuale situazione di pressoché totale disimpegno da parte delle istituzioni sul tema delle discriminazioni verso le persone LGBTI+. Ma molto ancora si può e si deve fare. Resta irrisolto ad esempio il complesso tema della propaganda discriminatoria che, fatto salvo per il razzismo, resta un vuoto nel nostro ordinamento, da affrontare presto, con serietà e con sguardo ampio e trasversale. Ma è del tutto assente nel testo anche il tema importantissimo delle  teorie riparative, cioè dei percorsi a cui vengono sottoposte persone lgbti+, spesso minori, per correggere un orientamento o un genere ritenuto non conforme alle attese. Una forma di sevizia gravissima, che in numerosi paesi europei - l’ultima è stata la Germania -  è stata espressamente e severamente vietata. L’auspicio è che l’Italia faccia altrettanto, e lo faccia cogliendo l’occasione che offre questo testo di legge, per liberarci definitivamente di queste barbarie dal sapore medievale.”, conclude Piazzoni. 

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50 ANNI DI PRIDE, DOMANI E DOPODOMANI EVENTI ONLINE E OFFLINE PER CELEBRARE L'ORGOGLIO LGBTI Fri, 26 Jun 2020 16:20:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/647911.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/647911.html Arcigay Arcigay 50 ANNI DI PRIDE, DOMANI E DOPODOMANI EVENTI ONLINE E OFFLINE PER CELEBRARE L'ORGOGLIO LGBTI

Bologna, 26 giugno 2020 - Il prossimo 28 giugno ricorreranno i 50 anni dal primo Pride (allora chiamato Gay Pride), che si tenne a New York nel 1970 per celebrare i Moti di Stonewall dell’anno prima. Le restrizioni conseguenti all'emergenza sanitaria hanno reso impossibile lo svolgimento nel nostro Paese delle parate dei Pride, tuttavia in questo weekend in diversi luoghi, fisici e virtuali, e con diverse modalità, tutte rispettose delle norme, verrà celebrato comunque il 28 giugno.


La grande novità di quest'anno è il Global Pride, la maratona di 26 ore online che coinvolgerà domani, a partire dalle 7,30 ora italiana, i Pride di tutto il globo, quelli che sono stati costretti ad annullare la parata, a partire dalla Nuova Zelanda, dall'Australia e dal Giappone fino a raggiungere, a fine kermesse, gli Stati Uniti. Il blocco europeo è  previsto tra le 16.55 e le 19, mentre i contributi italiani andranno online verso le 18. In particolare, dal nostro Paese interverrà il Torino Pride con il cantante Osvaldo Supino e il direttore dell'UNAR Triantafillos Loukarellis, il Molise Pride con Vladimir Luxuria, il Lazio Pride con Tiziano Ferro e e la rete Ondapride con i cori LGBTI di tutta italia, in un'inedita versione di  "Bella Ciao". La maratona sarà trasmessa sull’account Youtube di iHeartRadio  o sulla pagina FB ufficiale del Global Pride.


Domani inoltre si terranno iniziative offline a Napoli, Pescara, Vicenza, Reggio Calabria, Pavia, Novara, Faenza, mentre domenica sarà la volta di  Bologna e Palermo. Infine, prosegue sui canali Onda Pride (sito web, canale YouTube e pagina Facebook) la programmazione di eventi online organizzati dai pride italiani in occasione del mese dell’orgoglio

Lgbti

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ANZIANI LGBTI, ARCIGAY PRESENTA UN MODELLO DI COHOUSING INTERGENERAZIONALE PER LA TERZA E QUARTA ETA' Thu, 18 Jun 2020 18:06:10 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646162.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646162.html Arcigay Arcigay ANZIANI LGBTI, ARCIGAY PRESENTA UN MODELLO DI COHOUSING INTERGENERAZIONALE PER LA TERZA E QUARTA ETA'
A Bologna e Torino gli eventi conclusivi del progetto Silver Rainbow con la descrizione dei piani di fattibilità
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Bologna, 18 giugno 2020 - Un modello innovativo e sperimentabile di “abitare collaborativo”, un cohousing che si fa carico da un lato del contrasto alle solitudini involontarie, dall'altro supera il modello tradizionale della casa di riposo a favore di una soluzione volta a sviluppare il “senso di comunità LGBTI” con le persone nella terza e quarta età della vita, così da sopperire al ridotto supporto sociale di tipo familiare grazie alla creazione di condizioni di collaborazione attiva fra anziani LGBTI, insieme al coinvolgimento intergenerazionale di soggetti di altre fasce d’età. Questa soluzione è protagonista del report conclusivo del progetto "Silver Rainbow: azioni multilivello per l’invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBTI, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell’accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’articolo 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 - anno 2017) e realizzato da Arcigay in collaborazione con Arci Pesca FISA.
Il report sarà presentato domani (venerdì 19 giugno) e venerdì prossimo (29 giugno) in due videoconferenze realizzate in collaborazione con le amministrazioni comunali di Torino e Bologna, entrambe coinvolte nel percorso del progetto. L'evento di domani si aprirà alle 17 con i saluti istituzionali di Marco Giusta, assessore della Città di Torino, e quelli di Gabriele Piazzoni (segretario generale Arcigay), Michele Cappiello (segretario nazionale Arci Pesca Fisa) e Riccardo Zucaro (Arcigay Torino). Poi illustreranno il report Enrico Bramerini (  https://www.elea-srl.it/), Francesca Bianchi (Università degli Studi di Siena) e Chiara Casotti (Rete italiana cohousing).  Per quanto riguarda la videoconferenza di Bologna, invece, appuntamento venerdì 26 giugno alle ore 10: aprirà l'assessora Susanna Zaccaria, del Comune di Bologna, assieme a Gabriele Piazzoni (segretario generale Arcigay), Michele Cappiello (Arci Pesca Fisa) e Giuseppe Seminario (Arcigay Bologna), per poi lasciare spazio all'illustrazione del report, sempre a cura di Enrico Bramerini ( Elea), Francesca Bianchi (Università degli Studi di Siena) e Chiara Casotti (Rete italiana cohousing). "Il progetto Silver Rainbow - commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - si è dato un metodo scrupoloso, ponendosi all'ascolto dei bisogni delle persone lgbti della terza e quarta età e cercando un modello di risposta dettagliato, che si concretizza in un vero e proprio studio di fattibilità di una soluzione di abitare collaborativo,  che consegniamo innanzitutto alle amministrazioni comunale di Torino e Bologna, che con grande collaborazione ci hanno affiancato lungo questo percorso, e ovviamente a tutti gli altri enti, pubblici o privati, interessati al tema oltre che ai nostri comitati e gruppi informali, grazie agli strumenti operativi che verranno resi disponibili ". Il report esito del progetto Silver Rainbow  contiene inoltre una rassegna delle esperienze in ambito LGBTI italiane ed europee sul cohousing in generale e in particolare sul “cohousing intergenerazionale”; uno studio dei vincoli e delle opportunità attraverso l’esame degli elementi normativi, amministrativi e di sostenibilità negli specifici contesti amministrativi di Bologna e Torino;  la redazione di linee-guida condivise per la gestione di uno spazio abitativo di “cohousing intergenerazionale” in un’ottica di welfare generativo e di comunità, anche attraverso lo studio di possibili applicazioni nel contesto territoriale locale (individuazione di strutture adeguate, infrastrutture necessarie, possibili risorse private, ecc.); la definizione di azioni propedeutiche ad una implementazione concreta post-progetto. Tutte le informazioni e i materiali sono disponibili al link: https://www.arcigay.it/cosafacciamo/salute/silver-rainbow/

Qui alcune immagini.

Per partecipare alla conferenza di Torino, occorre collegarsi alla piattaforma Zoom:

Topic: Conferenza Finale Silver Rainbow Torino

Time: 19 giugno 2020 dalle ore 17.00 alle ore 19.30

Link Zoom Meeting https://zoom.us/j/98130683272?pwd=Qm0vZVZyOVd3QVpRYzdtbzJUVXZOZz09

Meeting ID: 981 3068 3272

Password: 190620




Per partecipare alla conferenza di Bologna, occorre collegarsi alla piattaforma Zoom:

Topic: Conferenza Finale Silver Rainbow Bologna

Time: 26 giugno 2020 dalle ore 10.00 alle ore 12.30

Link Zoom Meeting https://zoom.us/j/97488602591?pwd=TmlTWFg0NjFXbTUxR0ZCcllybVVhQT09

Meeting ID: 974 8860 2591

Password: 260620

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L'ONU all’Italia: rafforzate leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere. Thu, 18 Jun 2020 13:33:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646102.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/646102.html Arcigay Arcigay L'ONU all’Italia: rafforzate leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

Comunicato stampa di Associazione Radicale Certi Diritti, Arcigay e Centro Risorse LGBTI.

Roma, 18 giugno 2020


L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha scritto una lettera all’Italia il 13 maggio in merito alla Revisione Periodica Universale con raccomandazioni specifiche tra cui la creazione di un’istituzione indipendente per i diritti umani, il rafforzamento di leggi e politiche per combattere le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere e il potenziamento dell’UNAR.

«Arrivano mentre si avvia in Parlamento la discussione sulla legge contro l’omotransfobia, le raccomandazioni dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani sono particolarmente tempestive e danno all’Italia l’opportunità di dar seguito speditamente agli impegni presi all’ONU accettando 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI», dice Yuri Guaiana, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell’UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia.

«Le Nazioni Unite ci ricordano con queste raccomandazioni il ritardo che sconta L’Italia sulle politiche di contrasto e prevenzione delle discriminazioni, un ritardo che non ha alcuna giustificazione e deve essere colmato rapidamente come avvenuto in tutti gli altri paesi dell’Europa occidentale, la violenza non può essere giustificata in alcun modo, è ora che la politica guardi in faccia alla realtà e in occasione dell’attuale dibattito legislativo in Parlamento, ne tragga le ovvie conseguenze, dotando il nostro paese di una legge coraggiosa ed efficace che finalmente protegga tutte e tutti i cittadini dalle discriminazioni che un paese civile non può scambiare per opinioni, ma riconoscere come violenza», dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay.

«È anche grazie a raccomandazioni come questa che le nostre istituzioni devono agire, non si può più temporeggiare, nè per quel che riguarda la legge nazionale relativa ai crimini d'odio omobilesbotransfobico, nè per un approccio più strutturato di tutti gli enti pubblici a supporto della comunità LGBTQI+, delle associazioni di categoria e di progetti innovativi di tutela delle fragilità all'interno della comunità», dice Valeria Roberti del Centro Risorse LGBTI.

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Omotransfobia, Arcigay contro la Cei: "Triste vedere i vescovi dalla parte dei violenti" Wed, 10 Jun 2020 14:34:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/644396.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/644396.html Arcigay Arcigay
OMOTRANSFOBIA, ARCIGAY CONTRO LA CEI: "TRISTE VEDERE I VESCOVI DALLA PARTE DEI VIOLENTI"
Bologna, 10 giugno 2020 - "Addolora ma non sorprende ritrovare la CEI sulle barricate di chi contrasta ogni ipotesi di legge per tutelare dall'odio e dalla violenza le persone lgbti, specie giovani e giovanissime": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, ribatte a muso duro alle posizioni della CEI sulle proposte di legge contro l'omotransfobia, in discussione alla Camera. "Lo spauracchio della legge liberticida o del reato di opinione, del tutto infondato, impallidisce dinanzi alla quotidianità martellante dell'odio e della violenza di origine omotransfobica. L'Italia è l'unico Paese dell'Europa occidentale a non avere legislazioni a prevenzione e contrasto di questi fenomeni e questo è il motivo per cui siamo in coda in ogni classifica europea. Le forze politiche hanno il dovere di dare una risposta alle tantissime persone che hanno subito e subiscono violenze, approvando un testo di legge efficace e concreto, che cominci finalmente ad aggredire il fenomeno. E hanno il dovere di farlo tenendo la CEI fuori dalla porta, stigmatizzandone la scompostezza e il tentativo bieco di eterodirezione e ristabilendo i principi della nostra Carta costituzionale.  Già in passato, le gerarchie ecclesiastiche si sono schierate clamorosamente dalla parte dei violenti, coprendo crimini agiti spesso proprio da chi vestiva l'abito talare. E la storia ci ha mostrato che i pastori che proteggono i violenti fanno estinguere il gregge. L'auspicio è che le parti più sane delle istituzioni cattoliche - conclude Piazzoni - quelle che combattono veramente la violenza, sappiano correggere questa deriva e smentire nei fatti le parole dei vescovi", conclude Piazzoni. 


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Diritti lgbti, legge transfobica in Ungheria. Arcigay: "Inaccettabile che l'Ue faccia finta di non vedere" Sat, 23 May 2020 15:42:58 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/640028.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/640028.html Arcigay Arcigay
DIRITTI LGBTI, LEGGE TRANSFOBICA IN UNGHERIA. ARCIGAY: "INACCETTABILE CHE L'UE FACCIA FINTA DI NON VEDERE"
Bologna, 23 maggio 2020 - "L'Unione europea non può voltarsi dall'altra parte e tradire se stessa: deve agire affinché in Ungheria non venga violato il rispetto dei diritti umani": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta duramente l'approvazione in Ungheria della cosìdetta “Legge Insalata” proposta da Viktor Orbàn, in particolare dell'articolo 33 che vieta la rettifica anagrafica del sesso assegnato alla nascita alle persone transgender e intersessuali. "L'Ungheria - prosegue Piazzoni - è tenuta a rispettare quantosancito dalla Corte Europea dei Diritti Umani, che impegna gli stati membri a garantire il riconoscimento legale del genere ed è tenuta a dare valore alle raccomandazioni del Parlamento Europeo in merito al riconoscimento dei diritti e a favore della protezione da ogni discriminazione delle persone transgender". La Rete Trans di Arcigay, in questo senso, esprime forte preoccupazione per la comunità transgender ungherese riguardo l’ondata di stigma e di violenza a cui questa legge inevitabilmente la sottopone: "La deriva autoritaria di Orbàn - dicono le attiviste e gli attivisti della rete - ha portato all’approvazione di questa legge atta a definire permanentemente il genere di una persona soltanto “sulla base dei caratteri sessuali primari e dei cromosomi”, sebbene le identità non si possano definire esclusivamente e solo sulla base di un mero dato biologico. Si tratta di un atto gravissimo di cancellazione delle vite di migliaia di persone, del loro diritto ad esistere e ad autodeterminarsi. Presteremo tutta l'assistenza possibile al fine di contribuire alla battaglia iniziata dalle associazioni e attivisti per i diritti delle persone Transgender in Ungheria per contrastare questa norma. Ci appelliamo alla Presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen affinchè intervenga con azioni concrete volte a ristabilire il pieno rispetto dei diritti umani in Ungheria e invitiamo la cittadinanza alla sottoscrizione della petizione lanciata sulla piattaforma ALL OUT https://action.allout.org/it/m/cb6ca9cb/#panel-action-form", concludono.


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Omotransfobia, Arcigay a Conte: "Bene il sostegno, il Governo faccia la sua parte per favorire l'iter legislativo" Sun, 17 May 2020 14:29:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638177.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638177.html Arcigay Arcigay
Omotransfobia, Arcigay a Conte: "Bene il sostegno, il Governo faccia la sua parte per favorire l'iter legislativo" 

Bologna, 17 maggio 2019 - "Accogliamo positivamente le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’appello del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alle forze politiche affinchè convergano dopo tanti anni di discussione e tentativi andati a vuoto su un testo di legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere efficace e concreto": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "La maggioranza di governo si compatti su un provvedimento di civiltà e il Governo stesso favorisca il percorso legislativo di una legge contro omofobia e transfobia. I testi di legge sul tema depositati alla camera e in attesa di discussione sono stati firmati da esponenti di tutte e 5 le forze politiche di maggioranza (M5S, PD, Italia Viva e Leu), ci sono quindi tutte le potenzialità per giungere all’approvazione di un testo che dica con chiarezza e senza ambiguità che il nostro Paese rifiuta la violenza e non tollera alcun tipo di discriminazione, tutelando le vittime di quella violenza e lavorando per la creazione di un’Italia in cui nessuno debba avere paura di essere liberamente se stesso.", conclude.


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Omotrasfobia, 138 storie nel report Arcigay: maglia nera al nord, lì la maggioranza delle aggressioni Sat, 16 May 2020 12:56:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638092.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/638092.html Arcigay Arcigay

OMOTRANSFOBIA, 138 STORIE NEL REPORT ARCIGAY: MAGLIA NERA AL NORD, Lì LA MAGGIORANZA DELLE AGGRESSIONI

Piazzoni: “Persone lgbti vulnerabili e spesso ancora invisibili”. Alle 18 diretta online sulla legge con Boldrini, Zan, Cirinnà (PD) e Maiorino (M5S)


Bologna, 16 maggio 2020 - “Quest’anno il 17 maggio, Giornata mondiale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, porta con sé il trentesimo anniversario del giorno in cui l’omosessualità fu tolta dall’elenco delle malattie mentali dell’OMS”: dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, che prosegue:  “In questi 30 anni, guardandoci intorno, abbiamo potuto misurare l'avanzamento culturale con cui ogni Paese ha capitalizzato questa conquista, comprendendo che i diversi orientamenti e le diverse identità di genere non sono malattie, e stigmatizzando chi le considera tali, perché minaccia il benessere, se non addirittura l’incolumità, di una parte della società. Le persone lgbti in Italia sono esposte a una condizione di vulnerabilità: è un fatto che non ha più bisogno di dimostrazioni, ma che vogliamo anche quest’anno approfondire”. 


Come sempre, in occasione del 17 maggio abbiamo tentato di esplorare l’odio nei confronti delle persone lgbti ripercorrendo tutte le vicende riportate dai mass media, cioè in qualche modo denunciate, rese pubbliche e definite tali da chi ne riportava il racconto. Si tratta solo della punta di un iceberg, che comunque rende l’idea dei connotati che assume l’odio omotransfobico. Dal 17 maggio scorso abbiamo censito dai giornali 134 storie di omotransfobia, più altre 4 in realtà avvenute prima di un anno fa ma che solo dopo, in fase giudiziaria, hanno messo in luce il movente. Un totale di 138 episodi, dei quali 74 avvenuti nel Nord Italia, 30 al Centro, 21 al Sud e 13 nelle Isole. 32 vicende hanno a che fare con vere e proprie aggressioni, 13 sono adescamenti a scopo di rapina, ricatto o estorsione, 9 sono violenze familiari, 31 sono discriminazioni o insulti in luoghi pubblici, come bar o  ristoranti, 17 sono scritte infamanti su muri, auto, abitazioni, 25 sono episodi di hate speech e di incitazione all’odio, online e offline, scatenati da esponenti politici, gruppi, movimenti.


“Maglia nera al Nord, - commenta Piazzoni - dove hanno avuto luogo più della metà delle storie censite e dove in effetti, in particolare in alcune città, abbiamo la sensazione concreta di un rafforzamento dell’istanza omotransfobica, spesso legittimata e reiterata anche dalle istituzioni. Ed è al Nord, infatti, che più di frequente perfino la politica attinge al linguaggio della violenza e dell’istigazione nei confronti delle persone lgbti. Sempre nel Nord si concentra uno dei fenomeni più preoccupanti che il rapporto ci rappresenta, non inedito, ma mai come quest’anno consolidato e ricorrente: gay maschi, spesso anziani ma non necessariamente, che vengono contattati da ragazzi giovani, di solito via chat. Ragazzi che poi incontrano ma dai quali vengono rapinati, o ricattati attraverso fotografie intime o sotto la minaccia di rivelare l’orientamento sessuale dell’uomo. Quello che un tempo era un fenomeno saltuario che riguardava di solito il degenerare di una relazione sexworker/cliente, oggi ha tutt’altre sembianze, cioè quelle di una trappola metodica rivolta a persone identificate come vulnerabili. Sono in tutto 13 gli episodi di questo tipo che la cronaca ha raccontato nell’ultimo anno. E ancora: al Nord si sono verificate la metà delle aggressioni (16 su 32) dei passati dodici mesi, avvenute quasi tutte per strada. Infine: guardiamo sempre con preoccupazione alle violenze familiari, presenti al Nord, come al Centro o al Sud, che quasi sempre restano nascoste ai media, ma che sono un fenomeno sempre presente e che registriamo quotidianamente attraverso le nostre reti associative, fenomeno che si è esasperato dopo le settimane di lockdown”.


Danno chiavi di lettura utili a leggere questa fotografia i dati comunicati due giorni fa dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea, relativi alla più grande ricerca mai realizzata sulla popolazione lgbti, con oltre 140mila persone intervistate provenienti da circa 30 Paesi (qui il report dell’Italia) . “Il 62% delle persone lgbti intervistate nel nostro Paese - dice Piazzoni -  evita di tenere per mano il compagno o la compagna in pubblico e il 30% di loro si tiene alla larga da certi luoghi o certe zone per paura di essere aggredito o aggredita. Le persone lgbti visibili nel proprio contesto sono sotto la soglia del 40%, quindi oltre il 60% preferisce vivere nell’ombra. È questa invisibilità a produrre quella vulnerabilità che rende le persone lgbti ricattabili ed esposte a fortissime violenze psicologiche, prima ancora che fisiche. Ma per socializzare con serenità la propria condizione, una persona lgbti deve sentire attorno a sé un contesto sicuro e accogliente. A questo serve il grande lavoro culturale che da anni le associazioni come Arcigay portano avanti, a volte con grande sostegno delle istituzioni, altre volte superando i loro tentativi di censura. E a questo servirebbe una legge contro i crimini e le parole d’odio nei confronti delle persone lgbti, che da anni chiediamo e che sappiamo prossima al dibattito in aula. In quella battaglia il nostro faro sarà l’efficacia della norma e la sua corrispondenza alla domanda di giustizia che raccogliamo ogni giorno dalle persone colpite dall’odio”.


Di legge contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere si parlerà nella tavola rotonda online in programma oggi, 16 maggio, alle 18 in diretta dal sito di Arcigay.it: assieme al presidente nazionale Luciano Lopopolo e al segretario generale Gabriele Piazzoni interverranno i firmatari e le firmatarie delle quattro proposte di legge depositate in Parlamento, cioè l’on. Laura Boldrini (PD), l’on. Alessandro Zan (PD), la sen. Monira Cirinnà (PD) e la sen. Alessandra Maiorino (M5S).


Infine, delle 138 storie di omotransfobia censite nell’ultimo anno, cinque sono state affidate ad altrettante card virtuali, una campagna social per raccontare omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia e afobia esattamente nelle forme in cui le incontriamo, tutti i giorni, nella realtà. Le cinque storie mostrano l’attitudine dell’odio a cambiare forma, sembianze, linguaggio, attori, occasioni. Ma sempre odio resta, anche quando chi lo pratica lo rivendica in nome di una fraintesa libertà, quasi fosse un diritto. Invece, “La Violenza non è un diritto. Combatterla è un dovere”, recita il claim della campagna. Tutti i materiali sul sito arcigay.it


In allegato e qui il report 2020, a questo link le fonti con cui è stato costruito.
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Diritti Lgbti, Italia ancora in coda nella Rainbow map di Ilga Europe. Arcigay: "Il Governo stia al passo di una battaglia globale" Thu, 14 May 2020 15:05:33 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/637603.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/637603.html Arcigay Arcigay
DIRITTI LGBTI, ITALIA ANCORA IN CODA NELLA RAINBOW MAP DI ILGA EUROPE. ARCIGAY: "IL GOVERNO STIA AL PASSO DI UNA BATTAGLIA GLOBALE"
Bologna, 14 maggio 2020 - "Di certo non ci coglie di sorpresa l'amara fotografia che la Rainbow Map di Ilga Europe, lo strumento attraverso il quale la ong ogni anno censisce gli avanzamenti in termini di affermazione dei diritti delle persone lgbti+ nell'area del Vecchio Continente, scatta anche quest'anno dell'Italia, trentacinquesima in una classifica di 49 Paesi": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Pesa sul nostro Paese non solo l'immobilismo legislativo, che pone molti dei traguardi già tagliati in altre parti d'Europa in una lista molto lunga di cose ancora da fare, ma anche il reiterarsi e il rinvigorirsi di un sentimento omotransfobico che trova di frequente espressioni pubbliche, addirittura istituzionali. Ma la mappa non serve solo a farci  i conti in casa: è utile cogliere da questo articolato ritratto la portata globale della sfida sul contrasto alle discriminazioni e alle violenze basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Portiamo tutti e tutte assieme la responsabilità di convivere con i provvedimenti transfobici di Orban, ad esempio, e con le inaccettabili "lgbt free zone" della Polonia. E nel contempo, dobbiamo stare al passo con la Germania, che pochi giorni fa ha messo a bando le cosiddette terapie riparative, veri e propri atti di tortura praticati anche nel nostro Paese. O con la Svizzera, che poco tempo fa ha reso l'omotransfobia definitivamente reato. Consapevoli di questo impegno, abbiamo chiesto alle quattro persone che in Parlamento hanno depositato proposte di legge in tema di contrasto all'omotransfobia di partecipare a una tavola rotonda online, in diretta sabato 16 maggio, cioè alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omotransfobia, sull'homepage del sito arcigay.it e sui nostri canali social. Assieme a me e al presidente nazionale Luciano Lopopolo, ci saranno, a partire dalle 18, l'on. Alessandro Zan (Pd), l'on. Laura Boldrini (Pd), la sen. Monica Cirinnà (Pd) e la sen. Alessandra Maiorino (M5S).", conclude Piazzoni.

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1° Maggio, nel video di Arcigay i lavoratori e le lavoratrici lgbti in prima linea nell'emergenza sanitaria Wed, 29 Apr 2020 09:59:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/633400.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/633400.html Arcigay Arcigay
1° MAGGIO, NEL VIDEO DI ARCIGAY I LAVORATORI E LE LAVORATRICI LGBTI IN PRIMA LINEA NELL'EMERGENZA SANITARIA
29 aprile 2019 - Quarantuno volti di lavoratori e lavoratrici lgbti impegnati nell'emergenza sanitaria raccolti in un video per celebrare il 1° maggio, la festa dei lavoratori.  La campagna, dal titolo Io ci sono, noi ci siamo,  ha come protagonisti medici, volontari e volontarie, infermieri e infermiere, operatori e operatrici in ambito sociosanitario, sindaci, impiegati pubblici, educatori ed educatrici, giornalisti, tutte persone lgbti che durante questo periodo drammatico hanno fatto la loro parte per prendersi cura delle persone malate o in difficoltà.  I 41 testimonial della campagna hanno risposto a un appello diffuso alcune settimane fa dall'associazione, inviando una  foto e una frase per testimoniare la loro esperienza sul campo come professionisti o volontari. 
La campagna è un omaggio a tutti loro che hanno contribuito alla realizzazione del video, ma anche a tutti coloro che non sono rappresentati ma che stanno comunque lavorando per la salute pubblica. "La campagna - spiega Manuela Macario, responsabile politiche per il lavoro nella segreteria nazionale di Arcigay - è anche un'affermazione della visibilità che le persone lgbti hanno il diritto di avere anche nei contesti lavorativi. Non dover nascondere la propria identità, la propria dimensione sentimentale e relazionale, significa lavorare in condizioni di maggior benessere; significa sentirsi parte di una squadra, sentirsi parte di quella comunità che è formata dai propri colleghi. E in momenti così difficili come quelli che stiamo ora vivendo è quanto mai essenziale essere uniti, essere parte di un insieme, fare squadra. Tutto ciò è possibile solo se ognuno e ognuna, nel proprio contesto lavorativo può sentirsi libero di agire e narrare se stesso, senza timore di essere giudicato e discriminato, senza paura di essere escluso". Nella giornata del 1° maggio, alcuni dei protagonisti del video parteciperanno a una diretta Facebook organizzata da Arcigay alle 16 e trasmessa dalla pagina Facebook dell'associazione e dall'homepage del sito arcigay.it. Si ringraziano per il contributo alla realizzazione della campagna  Luciana Passaro, che ne ha curato l'editing, e il giovane compositore Mattia Vlad Morleo che ha gentilmente concesso l'utilizzo del suo brano Rugiada, colonna sonora del video.

Il file del video è disponibile al link: https://drive.google.com/open?id=1SKWZD7s1Rds4XCbJup7LaQthyz4_gq0z


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Dpcm Conte, Arcigay protesta: "Inaccettabile il riferimento ai congiunti, Governo rettifichi o rischia disobbedienza Mon, 27 Apr 2020 13:32:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/632853.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/632853.html Arcigay Arcigay
DPCM CONTE, ARCIGAY PROTESTA: "INACCETTABILE IL RIFERMIMENTO AI CONGIUNTI, GOVERNO RETTIFICHI O RISCHIA DISOBBEDIENZA"

Bologna, 27 aprile 2019 - "Le disposizioni illustrate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alla fase 2 della gestione dell'emergenza Coronavirus e contenute nel Dpcm pubblicato ieri sera sul sito del Governo ci lasciano sconcertati": così Gabriele Piazzoni, segretario generali di Arcigay. Che prosegue: "In particolare, il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di "congiunti", che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti dei cittadini e delle cittadine, che taglia fuori ciò che lo Stato non vede o non riconosce, come ad esempio i genitori sociali non ancora riconosciuti all'interno delle famiglie omogenitoriali o le relazioni elettive che in alcuni casi sostituiscono addirittura quelle determinate dai legami biologici. Rivendichiamo con forza e senza disponibilità ad alcuna trattativa sul tema, una definizione di famiglia plurale e sociale, che sia in grado di includere tutte le formazioni elettive che costituiscono la rete di sostegno reale di tutte le persone, in primis le persone lgbti. Sia chiaro: condividiamo senza dubbio la prudenza con cui ci sia avvia al superamento del lockdown della fase 1. A questo proposito, anzi, ci preme ricordare che i morti e le persone contagiate dal Coronavirus e ricoverate nelle terapie intensive sono i nostri amici, i nostri conoscenti, i nostri nonni e le nostre nonne, i nostri genitori, le persone che abbiamo amato e ancora amiamo. Insomma, il lutto e la paura hanno toccato i cittadini e le cittadine nell'intimo, producendo una drammatica consapevolezza, che non può essere confusa con noncuranza o leggerezza. Pertanto respingiamo qualsiasi rappresentazione che faccia pensare ai cittadini e alle cittadine come irresponsabili o peggio ancora incuranti delle conseguenze di una nuova eventuale ondata di contagi. Nessuno e nessuna di noi vorrebbe vedere un persona cara finire intubata a causa delle leggerezza o dell'incoscienza di contatti e relazioni. Questo allora deve essere il punto di partenza, il presupposto condiviso di qualsiasi strategia. Ci deve essere fiducia reciproca e responsabilità da tutte le parti. Quindi: benissimo che il Governo normi in maniera stringente e prudente la quantità di contatti e la modalità con cui essi debbano avvenire,  cioè mantenendo la distanza prescritta e indossando gli appositi ausili. Ma nessun Governo può indicarci chi incontrare e chi no. Non si può continuare a  ignorare il benessere psicologico di milioni di persone che vivono sole e che non hanno famiglia o che non hanno relazioni con i congiunti. Inoltre, ci rifiutiamo di pensare che il Governo non si preoccupi delle necessità relazionali dei giovani, che con scuole e università chiuse vedono completamente preclusa ogni possibilità di vita fuori dalla famiglia. La situazione è complessa, ed è indubbio che la ripresa della normalità debba passare da interventi ben ponderati, ma questo non può avvenire attraverso forzature che surrettiziamente promuovono alcune formazioni sociali a scapito di altre, infierendo ulteriormente sull'equilibrio psicofisico e sul benessere delle persone. Chiediamo con forza che gli esperti consultati riformulino tempestivamente la proposta contenuta nel Dpcm firmato ieri, senza concedere quantitativamente  di più ma astenendosi dal tentativo torbido di distinguere affetti di serie A e di serie B, prescindendo dalle esperienze dei singoli e perfino della fotografia che i servizi demografici danno della nostra società. Diversamente, le tante persone colpite dai limiti del provvedimento, rischiano di essere costrette a disubbidire per garantire quel minimo di relazioni e contatti sociali che sono necessari e indispensabili per il benessere degli individui." , conclude Piazzoni.


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Settimana contro il razzismo, Arcigay lancia "Ohana", sei racconti in video per parlare di migrazioni Wed, 18 Mar 2020 17:01:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/624894.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/624894.html Arcigay Arcigay
SETTIMANA CONTRO IL RAZZISMO, ARCIGAY LANCIA “OHANA”, SEI RACCONTI IN VIDEO PER PARLARE DI MIGRAZIONI
Bologna, 18 marzo 2020 - In occasione della XVI Settimana d’azione contro il razzismo, promossa da UNAR dal 16 al 21 marzo, Arcigay lancia una campagna di sensibilizzazione - realizzata da Idem Adv  Grafica web comunicazione - per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle persone migranti lgbti. Al termine di un percorso di raccolta di storie di persone lgbti che risiedono nel nostro Paese, migranti o figlie di migranti, si è realizzato un filmato che raccoglie il racconto di sei di loro: David (Cina), Rawah (Paesi arabi) , Paolo (Italia, di madre eritrea), Ana (Romania), Suleiman (Palestina/Siria) e Paolo (Siria). Il filmato si intitola “Ohana”, una parola che nella cultura hawaiana significa famiglia, in un’accezione però molto più estesa di quella della parentela stretta contraddistinta dal legame di sangue, che comprende anche le relazioni elettive. Ohana è quindi la famiglia che ci scegliamo. Durante il percorso di realizzazione della campagna, i protagonisti si sono raccontati a partire dai propri vissuti, attraverso un viaggio a tappe nei luoghi della loro geografia, fatta soprattutto di relazioni umane significative. Riflettendo sui luoghi del cuore, della mente e dell’attivismo, ma anche sui luoghi che sentono non sicuri e su quelli che percepiscono come sicuri, David, Rawah, Paolo, Ana, Suleiman e Paolo sono arrivati a definire ciò che per loro è “Ohana”. Lo spot invita tutti e tutte a scoprire che i sogni, i legami e persino le paure, hanno il potere di farci sentire “ohana”, parte della stessa comunità.
Sempre nell’ambito della Settimana d’azione contro il razzismo, Arcigay ha aderito alla campagna social lanciata da Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”, che invita le persone a disegnarsi sul volto una U ben visibile e a scattarsi una foto con l’hashtag #maipiurazzimo, da condividere sui propri profili social.
Il progetto Ohana è realizzato nell’ambito delle attività promosse nella XVI Settimana di azione contro il razzismo 2020, finalizzate al contrasto delle discriminazioni fondate su motivi etnico-razziali anche con riguardo alle discriminazioni multiple, attraverso la cultura, le arti e lo sport, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica.

Qui il link del video integrale Ohana su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=L4qg_KkEjnA&feature=youtu.be
Qui è possibile scaricare il file del video integrale Ohana (durata 6 minuti): https://www.dropbox.com/s/x5m4bi9v950om62/Ohana_V4.mp4?dl=0
Qui è possibile scaricare il file del trailer del video Ohana (durata 2 minuti): https://www.dropbox.com/s/24tyc9gmta63nic/Ohana%20trailer.mp4?dl=0


In allegato: 

Il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni, e il presidente nazionale, Luciano Lopopolo, aderiscono alla campagna Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”

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Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU. Mon, 09 Mar 2020 15:02:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/623596.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/623596.html Arcigay Arcigay Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU.

Bologna, 9 marzo 2020 - Le Nazioni unite hanno reso noto le risposte del governo italiano alle raccomandazioni fatte dalle delegazioni di oltre 120 Paesi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review �“ UPR) lo scorso 4 novembre. L’Italia ha accettato 292 raccomandazioni su 306. Tra queste quelle sulla creazione di un’Istituzione nazionale per i diritti umani indipendente  e 16 delle 17 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI. Tra queste, quelle riguardanti una legge contro l’omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati LGBTI. Il governo si è limitato invece a prenderne nota della raccomandazione 171, fatta dall’Islanda, che chiede una legge che riconosca entrambi i genitori dello stesso sesso e l’accesso all’istituto dell’adozione per le coppie dello stesso sesso. «L’accettazione di 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI è uno straordinario successo del nostro lavoro. Ora occorre subito una Road Map per l’implementazione delle raccomandazioni accolte con il pieno coinvolgimento della società civile, come richiesto anche dalle Nazioni Unite. Delude profondamente, invece, la scelta dell’Italia di limitarsi a prender nota della raccomandazione dell’Islanda sulle adozioni e la genitorialità arcobaleno. Sul diritto all’uguaglianza e dei figli dei genitori dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori riconosciuti non si transige e continueremo a batterci per ottenerlo», dice Yuri Guaiana, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell’UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia. « È sconfortante - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - registrare ancora oggi una così evidente resistenza da parte della politica italiana ad affrontare il tema dell’omogenitorialità, come se fosse un’opzione da valutare col tempo e non una realtà già diffusa nel nostro Paese, priva da sempre di un riconoscimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: quel rifiuto a trattare il tema e a colmare questa lacuna ricade sulla testa di famiglie e in particolare di minori, ai quali viene negato il diritto a una famiglia solida, con due genitori investiti allo stesso modo delle stesse responsabilità. Nonostante l’Italia abbia recepito dall’Onu 16 dei 17 rilievi mossi nell’ambito della tutela dei diritti delle persone lgbti, dimostrando pertanto quantomeno una consapevolezza del lavoro da svolgere, non può non deludere la mancanza di coraggio sul tema dell’omogenitorialità, che infierisce su un ritardo che da anni denunciamo essere insostenibile» , conclude Piazzoni.

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Omotransfobia, il 30 marzo il pdl calendarizzato alla Camera. Arcigay: "Attendiamo testo base" Fri, 28 Feb 2020 12:10:07 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/622351.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/622351.html Arcigay Arcigay OMOTRANSFOBIA, IL 30 MARZO IL PDL CALENDARIZZATO ALLA CAMERA. ARCIGAY: "ATTENDIAMO TESTO BASE"
Bologna, 28 febbraio 2020 - "Accogliamo con favore la notizia della rapida calendarizzazione del pdl sull'omotransfobia, che approderà alla Camera, dopo aver concluso il suo passaggio in Commissione Giustizia, il prossimo 30 marzo": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "I tempi serrati, come ha detto il relatore, l'onorevole Alessandro Zan, sono un segnale di ampio sostegno alla norma e in quanto tale lo cogliamo con ottimismo. Con altrettanto ottimismo auspichiamo che venga presto reso pubblico un testo base, che sia la sintesi tra i diversi testi depositati, valorizzati negli aspetti più efficaci e progrediti. E che sia anche base di dibattito pubblico, aperto ai miglioramenti che l'aula saprà far emergere, selezionati non sulla base del posizionamento ideologico o della contrattazione delle parti, ma nell'ottica di approvare la legge che meglio corrisponda ai bisogni di contrasto e prevenzione legati al fenomeno dell'omotransfobia. Questa legge è attesa da moltissimi anni e ha già visto in passato diverse false partenze: il passato, allora,  ci serva da lezione e investa tutti e tutte della responsabilità di portare all'approvazione un testo adeguato e corrispondente alle aspettative che le persone lgbti, che dell'omotransfobia sono bersaglio ogni giorno, hanno da molto tempo", conclude Piazzoni.


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Patrick Zaki arrestato in Egitto, Arcigay: "Situazione inaccettabile, ci uniamo a quanti chiedono immediata scarcerazione" Mon, 10 Feb 2020 16:11:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/619352.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/619352.html Arcigay Arcigay
PATRICK ZAKI ARRESTATO IN EGITTO, ARCIGAY: "SITUAZIONE INACCETTABILE, CI UNIAMO A QUANTI CHIEDONO IMMEDIATA SCARCERAZIONE"
Bologna, 10 febbraio 2019 - "Seguiamo da giorni con grande preoccupazione la vicenda di Patrick Zaki, attivista egiziano e studente dell'Ateneo bolognese, tratto in arresto al suo arrivo a Il Cairo, venerdì scorso": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Mentre ancora resta inascoltata la richiesta di verità e giustizia sull'assassinio di Giulio Regeni, le autorità egiziane perseverano nell'uso di una violenza istituzionale grave e inaccettabile. A quanto si apprende, Patrick Zaki sarebbe già stato torturato con scosse elettriche ed è legittimo pensare che la sua vita, nei luoghi di detenzione egiziani, sia in pericolo. Ci uniamo al coro di quanti in queste ore stanno chiedendo massima attenzione su questa vicenda da parte del governo e l'immediata scarcerazione dell'attivista. Ci attendiamo inoltre che il governo italiano apra una riflessione seria sullo status di Paese sicuro di cui attualmente gode l'Egitto, mettendo il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali davanti a qualsiasi interesse economico", conclude Piazzoni. 


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Regionali, l'appello di Arcigay per Emilia-Romagna e Calabria: "Diritto al voto conquistato col sangue, esercitiamolo e difendiamo i valori della Costituzione" Fri, 24 Jan 2020 13:32:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/616997.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/616997.html Arcigay Arcigay REGIONALI, L'APPELLO DI ARCIGAY PER EMILIA-ROMAGNA E CALABRIA: "DIRITTO AL VOTO CONQUISTATO COL SANGUE,  ESERCITIAMOLO E DIFENDIAMO I VALORI DELLA COSTITUZIONE"
Bologna, 24 gennaio 2020 - "In quest'ultima giornata di campagna elettorale, prima del rituale silenzio e dell'apertura delle urne, non possiamo non rivolgere un accorato appello alle persone lgbti che vivono in Calabria e in Emilia-Romagna e a tutte le altre persone che hanno a cuore la cultura dei diritti, della libertà e dell'autodeterminazione": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "In questa tornata elettorale, che si svolge alla vigilia della Giornata della Memoria, non possiamo non ricordare che il diritto universale al voto e i valori della nostra Costituzione furono conquistati con il sangue, scacciando dal nostro Paese il totalitarismo fascista. Votare, perciò, non è solo un diritto ma, come dice l'articolo 48 della nostra Carta, un dovere civico. Dobbiamo perciò sentire il dovere di andare domenica a votare. Nel farlo, è necessario essere consapevoli della responsabilità particolare, dettata dal contesto in cui si svolgono queste elezioni e dagli scenari che aprono. Non possiamo non esprimere il nostro sdegno e la nostra condanna nei confronti tanto delle citofonate  squadriste dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini nella periferia di Bologna, quanto delle becere battute sessiste di Silvio Berlusconi in Calabria. La destra esibisce senza contegno il suo modello di società, che tradisce ogni conquista democratica della nostra storia repubblicana e promette anni bui per il nostro Paese, specie per le persone che vivono, per qualsiasi motivo, in una condizione di fragilità. L'auspicio è che la comunità lgbti si mobiliti e senta la necessità di giocarsi un protagonismo nel determinare l'esisto di queste elezioni, respingendo col voto omotransfobia, razzismo, xenofobia, misoginia e ogni forma di discriminazione", conclude Piazzoni. 


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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (338.1350946)


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