Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Axteismo Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Axteismo Thu, 25 Feb 2021 17:05:14 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/1460/1 Lettera aperta al cardinale Giacomo Biffi Sat, 22 Apr 2006 11:53:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/25073.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/25073.html Axteismo Axteismo

Lettera aperta dall’Inghilterra al cardinale Giacomo Biffi

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Mons Biffi
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mi rivolgo a lei, anche se per vie inusuali, quale eminente esponente della Curia Romana con la speranza che legga questa mia e che prenda atto di quanto segue. Tempo fa lessi il libro “La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù” di Luigi Cascioli in cui l’autore, attraverso prove inoppugnabili, dimostrava la non esistenza di Gesù Cristo. Le confesso di aver avuto sempre dubbi e incertezze sulla figura di Gesù non fosse altro per quel barlume di raziocinio e di lucidità che ci contraddistingue dagli animali. Non perchè abbia qualche remora nei confronti della religione cristiana, per me le religioni si equivalgono tutte negli stessi propositi e nel raggiungimento di scopi ben precisi e sottilmente pianificati a discapito delle masse piu fragili e indifese, bensì per le centinaia di contraddizioni e discrepanze riscontrate nel corso delle ripetute letture dell'antico e nuovo testamento. L’opera insigne del Signor Cascioli non ha fatto altro che dare conferma ai miei interrogativi ai quali, finalmente, ho dato risposte definitive. E mi creda, non sono l’unica. Il fatto che sconcerta di più e che confermerebbe ulteriormente l’impostura volontaria e non in buona fede è che alle prove ben documentate del signor Cascioli e ai suoi ripetuti inviti di esibire prove certe dell’esistenza di Gesù contro le sue, nessuna eminenza della Chiesa Cattolica si è mai preoccupata di rispondere. Ciò significa che le argomentazioni e le accuse del signor Cascioli sono difficilmente smontabili. Il vostro silenzio ne dà ulteriore conferma. Non crede che a questo punto dovreste dare delle spiegazioni a un miliardo e più di persone che hanno creduto in voi e magari sacrificato la propria vita per rincorrere una favola? No, non ne darete mai salvo ritrovarvi con una massa di fedeli o ex fedeli che disertano le chiese e le vocazioni. Tutto si compie senza rumore, in silenzio, lo stesso silenzio di cui si serve la Chiesa Cattolica. Oggi infatti, come lei ben saprà eminenza, l'analfabetismo è stato debellato, la gente è acculturata, l’informazione incalza a ritmi sfrenati in svariati modi fra cui l’internet grazie al quale anche l’ultimo degli sprovveduti è in grado di arricchire le proprie conoscenze. È un processo che innescato non si arresterà più, che nessuno potrà fermare. Oggi i mezzi di comunicazione hanno raggiunto vertici inimmaginabili attraverso i quali il mondo acquisisce miliardi di informazioni atte a far ravvisare imposture di ogni genere, anche quelle perpetrate da duemila anni a questa parte.
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Per concludere: alla luce di questi fatti, mi chiedo come sia possibile che eminenze di elevata cultura possano aver trascurato e ignorato decine e decine di contraddizioni e menzogne riportate in bella vista dalla Bibbia, un libro ispirato da Dio stesso che dovrebbe essere verità assoluta. Fino a prova contraria una verità non cambia mai, per questo si chiama verità. Se cambia anche solo di una virgola si chiama menzogna. La stessa menzogna che vi indusse a perseguitare i giusti: Galileo fu uno di loro. Ma i giusti si ripetono eminenza e con loro emergono altre verità nascoste. Oggi il signor Luigi Cascioli è uno fra questi, e voi state commettendo l'ennesimo errore. Ma la storia parlerà da sé, come del resto è sempre stato.
Cordiali saluti
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Paola Mancini
London - UK
 
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Prete uccide e fa a pezzi l'amante 22enne incinta Thu, 20 Apr 2006 14:56:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/25002.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/25002.html Axteismo Axteismo

Prete uccide e fa a pezzi l'amante 22enne incinta

CITTA' DEL MESSICO - Comunita' cattolica in subbuglio, in Sud America, dopo la scoperta di un atroce delitto compiuto da un sacerdote messicano a poche ore dalla celebrazione della Messa di Pasqua. Il prete reo confesso, della parrocchia di Nezahualcoyotl, ha ammesso di aver strangolato e fatto a pezzi una donna, sua amante da tempo, che gli aveva confessato di aspettare un figlio da lui. A divulgare la notizia, il ministro della Giustizia dello Stato di Mexico. Cesar Torres, questo il nome dell'omicida 42enne; la vittima e' invece la 22enne Veronica Andrade Salinas gia' madre di due figlie. Il prete, dopo aver mutilato il corpo della sua giovane vittima, lo ha nascosto in sacchetti di plastica poi abbandonati vicino a un cimitero. Torres nei prossimi giorni verra' formalmente incriminato. (Agr) 20.04.2006
 
 
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Gesu' al tribunale di Strasburgo Tue, 11 Apr 2006 19:11:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22809.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22809.html Axteismo Axteismo comunicato stampa - da pubblicare e diffondere

Gesù al tribunale di Strasburgo

Cristo è esistito o no? Gli avvocati Giovanni Di Stefano e Domenico Marinelli
si occuperanno del caso Cascioli al tribunale dei Diritti Umani
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Roma – Saddam Hussein, Tarek Aziz, Telekom Serbia, Milosevich, Kennedy, Lady Diana, sono solo alcuni tra i casi clamorosi di cui si sono occupati gli avvocati Giovanni Di Stefano e Domenico Marinelli. Di Stefano e Marinelli si occuperanno anche del caso Luigi Cascioli lo studioso, ex seminarista, autore del libro-denuncia “La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”. Cascioli asserisce di avere dimostrato in maniera inequivocabile la “non esistenza storica di Gesù detto il Cristo”. Nel settembre 2002 Cascioli querelò don Enrico Righi, parroco di Bagnoregio (Viterbo), per “abuso della credulità popolare” e “scambio di persona” perché il prete scrisse in un giornale che Gesù nacque da Maria e Giuseppe e visse in carne ed ossa. Il Tribunale di Viterbo, dopo lunghi tira e molla, archiviò il caso benchè il prete non abbia portato alcuna prova ammissibile dell’esistenza di Cristo. Insoddisfatto dell’archiviazione, Cascioli e suoi legali Di Stefano e Marinelli si rivolgeranno ora al Tribunale dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. “La legge è in base al rispetto del diritto nazionale e internazionale” commenta Di Stefano, “ipotesi e congetture lasciamole ai preti”. Se il caso giudiziario venisse riaperto diverrebbe un processo di planetaria importanza considerato che metterebbe in seria discussione la dottrina e i fondamenti sui quali si basano il Cristianesimo e la Chiesa cattolica. Sarebbe un processo giudiziario nel quale i ministri della Chiesa, alias il Vaticano, dovrebbero dimostrare, come asseriscono da duemila anni, che Cristo è esistito esibendo prove ammissibili concrete e non argomentazioni teologiche o filosofiche. Rif. www.LuigiCascioli.it
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Nella foto, Giovanni Di Stefano (in alto) e Luigi Cascioli
 
 
 
 
 
 
 
 
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Sindaco fa rimuovere Crocifisso da seggi Sun, 09 Apr 2006 14:15:11 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22723.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22723.html Axteismo Axteismo

Sindaco fa rimuovere Crocifisso da seggi


La decisione del primo cittadino di Cornuda, in provincia di Treviso, che si è richiamato alla laicità dello Stato. Analoga iniziativa in provincia di Terni
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Roma, - ''Il sindaco di Cornuda, in provincia di Treviso, ha fatto togliere i crocifissi da tutti i seggi della cittadina''. La denuncia arriva da Filippo Ascierto, responsabile per la sicurezza di An, che spiega come il sindaco abbia giustificato la sua richiesta alla prefettura richiamandosi alla laicità dello Stato. ''Possiamo capire che lo Stato è laico - dice Ascierto all'Adnkronos - ma non crediamo ci sia nulla di male a esporre il Crocifisso. Semmai sono altre le cose che non dovrebbero essere presenti nei seggi elettorali. Denunceremo questo comportamento alle autorità preposte''.
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Un episodio analogo è avvenuto ad Amelia, in provincia di Terni, dove Forza Italia ha presentato una denuncia ai carabinieri contro il presidente del seggio n. 8. ''E' un fatto di una gravità eccezionale'', ha spiegato all'Adnkronos il consigliere regionale azzurro Raffaele Nevi, raccontando di essere stato allertato dai rappresentanti di lista presenti al seggio. ''Abbiamo avvertito il prefetto e il comandante dei carabinieri - ha detto Nevi -. Stanno andando a verificare di persona cosa è accaduto e a far rimettere il Crocifisso al suo posto. Questo signore - racconta - si è presentato al seggio con 'Il Manifesto' sotto braccio, si è autoproclamato di Rifondazione comunista. Poi, d'imperio, ha fatto togliere il Crocifisso dal seggio perché ha detto che avrebbe potuto orientare il voto. Non potevamo rispondere che con una denuncia ai carabinieri''.
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Mentre a Senigallia, in provincia di Ancona, è accaduto che un elettore ha ritirato le schede elettorali ma non ha votato dopo che il presidente del seggio si è rifiutato di togliere il Crocifisso dal muro, così come lui aveva chiesto. L'elettore ha voluto che venisse messo a verbale un messaggio in cui spiegava di essere ''impossibilitato a votare per la presenza del simbolo della religione cattolica apostolica romana, detto Crocifisso, nelle sale delle votazioni''. Protagonista della vicenda, questa mattina al seggio elettorale n. 19 delle elementari 'Puccini' di Senigallia, un elettore di Corinaldo, simpatizzante dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, l'Uaar, un'associazione che chiede, anche nel sito web, a soci e simpatizzanti che trovino simboli religiosi al seggio di far verbalizzare il loro dissenso prima di esprimere il voto. 09.042006 (Adnkronos/Ign)
 
 
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Crocefissi aule tribunali: TAR delle Marche rifiuta di pronunciarsi Fri, 07 Apr 2006 03:00:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22647.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22647.html Axteismo Axteismo Comunicato Stampa - con preghiera di pubblicazione e diffusione

Crocefissi nelle aule dei tribunali: TAR delle Marche rifiuta di pronunciarsi

Crocefissi nelle aule dei tribunali: il TAR delle Marche si rifiuta
di pronunciarsi sul ricorso proposto dal magistrato di Camerino Luigi Tosti
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Ancona - Con sentenza n. 94 del 22 marzo scorso il TAR delle Marche ha dichiarato che la competenza a decidere sulla legittimità dell'esposizione dei crocefissi nelle aule di giustizia appartiene al "Giudice ordinario" e, pertanto, ha dichiarato "inammissibile" il ricorso presentato dal magistrato di Camerino. Questo il commento di Luigi Tosti: "Con questa non-decisione il TAR delle Marche ha sbalordito anche l'Avvocatura dello Stato che difende il Ministro di Giustizia, la quale non aveva in realtà avanzato alcun dubbio sulla giurisdizione del TAR, dal momento che gli artt. 3 e 63 del D.lgs. n. 165/2001 devolvono alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le cause di pubblico impiego che riguardano i magistrati. Ma veniano ai fatti. Col mio ricorso ho sostenuto quello che la Cassazione penale ha peraltro già espressamente affermato nella sentenza n. 439/2000, e cioè che la circolare del Ministro Rocco del 1926 deve ritenersi tacitamente abrogata, ex art. 15 preleggi, perché incompatibile col principio di laicità delineato dalla Costituzione repubblicana, che si fonda sull'eguaglianza e pari dignità di tutti i cittadini e di tutte le religioni. L'Avvocatura di Stato si è costituita negando che fosse intervenuta questa tacita abrogazione. Il compito del TAR, dunque, era soltanto quello di stabilire se la circolare Rocco fosse o meno ancora in vigore. Il TAR ha però preferito "lavarsene le mani", affermando innanzitutto che non posso pretendere che il Ministro di Giustizia rimuova i crocifissi da tutte le aule giudiziarie, bensì soltanto da quelle del Tribunale di Camerino. Secondo il TAR delle Marche, infatti, la tacita abrogazione della circolare Rocco non potrebbe avere effetti generali, bensì "limitati" al... Tribunale di Camerino! Ciò significa, in altri termini, che, se decidessi di trasferirmi in altra sede o se venissi applicato in qualche altro tribunale o corte d'appello, dovrei iniziare altrettante infinite cause contro il Ministro di Giustizia per chiedere la rimozione dei crocifissi da queste... "nuove" sedi! E' come se un ebreo o un "negro" impugnassero le disposizioni che li obbligano a vivere nei ghetti o che vietano loro di salire sui treni e i giudici, dopo aver accertato che quelle disposizioni sono illegittime, limitassero l'accoglimento delle loro domande... al solo Comune di residenza o al solo treno utilizzato!!! Una follia. Ma il TAR marchigiano non si è fermato qui. Per evitare di pronunciarsi sul merito del mio ricorso ha visto bene di affermare che il suo "difetto di giurisdizione" sussiste anche per i crocifissi appesi nelle aule del Tribunale di Camerino. E per giustificare questo suo rifiuto ha addirittura "disapplicato" gli artt. 3 e 63 della legge n. 165/2001 richiamando le motivazioni di una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 204/2004) che però riguarda tutt'altre norme, "dimenticandosi" (si fa per dire) di considerare che ai giudici è vietato "disapplicare" le norme di legge che ritengano incostituzionali: in questi casi, infatti, essi possono soltanto rimettere la questione alla Corte Costituzionale. Le prospettive future? "Grazie" a questa pronuncia sarò costretto a ricorrere al Consiglio di Stato, con la sola prospettiva di una sentenza di annullamento che rinvierà nuovamente la causa al TAR delle Marche. Se poi dovessi adire il giudice ordinario, come "consigliatomi" dal TAR marchigiano, quest'ultimo declinerebbe sicuramente la propria giurisdizione costringendomi, a quel punto, ad adire la Corte di Cassazione per dirimere il conflitto negativo di giurisdizione. Nella migliore delle ipotesi dovranno passare perlomeno 20-30 anni prima che un qualche giudice decida questo banale quesito: la circolare fascista del 1926 è compatibile con la Costituzione?.
In estrema sintesi: "Voglia di decidere saltami addosso, decidi tu che io non posso!"
Un'unica nota positiva: il TAR delle Marche, accogliendo la mia tesi, ha affermato che la questione dei crocifissi negli uffici pubblici involge diritti soggettivi assoluti e, quindi, non ricade nella giurisdizione del giudice amministrativo. Questo significa che l'ordinanza del giudice Mario Montanaro, che ha suscitato le ire del Papa, di Sua Eminenza Ruini, del Capo dello Stato, e via dicendo, era in realtà perfettamente giusta e che, invece, è del tutto sbagliata l'ordinanza del Tribunale dell'Aquila che l'ha poi annullata, come sono del tutto sbagliate le sentenze del TAR del Veneto e del Consiglio di Stato che, dopo aver ritenuto la loro giurisdizione, hanno affermato che il crocifisso è un simbolo laico."
:
Luigi Tosti
Tel. 0541789323 - mobile 3384130312 -
tosti.luigi@alice.it
Via Bastioni Orientali 38 Rimini
:
Nella foto, il giudice Luigi Tosti
 
con preghiera di pubblicazione e diffusione
 
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Noi affermiamo la laicità dello Stato Wed, 05 Apr 2006 02:26:38 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22542.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22542.html Axteismo Axteismo

Noi affermiamo la laicità dello Stato

commento di Enrico Galavotti
:
"Ci impegniamo innanzitutto ad assicurare e rispettare la stabilità e la supremazia dei valori fondamentali della Costituzione che sono alla base di una democrazia rappresentativa che sia trasparente, solidale, efficace, in grado di guardare al futuro. Noi affermiamo la laicità dello Stato". Questo quanto dice il programma dell'Unione.
:
Ebbene qui c'è una contraddizione in termini. La laicità dello Stato è infatti negata dall'art. 7 della Costituzione, che prevede un regime pattizio, di privilegio, con una religione particolare, quella cattolico-romana.

:
Cosa che oggi risulta anacronistica non solo per l'aumentata coscienza laica dei cittadini italiani, ma anche a motivo del fatto che i flussi migratori configurano la società in maniera decisamente pluriconfessionale.
Rimando per gli approfondimenti alle seguenti pagine:

:
www.homolaicus.com/diritto/costituzione/costituzione_religione.htm
www.homolaicus.com/diritto/concordato/concordato.htm
www.homolaicus.com/diritto/concordato/gramsci_concordato.htm
www.homolaicus.com/diritto/lex_coscienza/diritto-religione.htm
www.homolaicus.com/diritto/costituzione/atteggiamento_religione.htm
www.homolaicus.com/diritto/lex_coscienza/separazione.htm
www.homolaicus.com/diritto/lex_coscienza/lex_coscienza.htm
:
Enrico Galavotti

www.homolaicus.com
:
Nella foto, Enrico Galavotti
 
 
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La via della ragione. L'autonomia dello Stato laico Sun, 02 Apr 2006 13:07:16 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22394.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22394.html Axteismo Axteismo

La via della ragione. L’autonomia dello Stato laico


di Roberto Vacca
:
I nomi non sono conseguenza delle cose, ma talora offuscano la comprensione di cose, situazioni, processi a cui si applicano. Accade con l'appellativo di 'laico'. Suggerisco di non usarlo. Derivò nel Medioevo dal greco 'laikòs' - del popolo (laòs) contrapposto ai chierici che hanno da Dio eredità (greco 'kleròs', sorte), quindi, privilegi e autorità e sfoggiano con la tonsura il loro stato. Io non voglio esser chiamato laico nel senso di non chierico. Non riconosco privilegi, nè superiorità ai chierici. Le loro classificazioni non mi riguardano: La religione è cosa loro. e la considero con B Russell 'falsa e dannosa' dunque incompatibile con la ragione e con il pensiero di chi vuol capire la realtà.
:
Chiamiamoci, dunque, ‘normali’. Io non mi chiamo ateo: l'alfa privativo indicherebbe che mi manca qualcosa, mentre chi crede in un Dio creatore si carica di una sovrastruttura inutile. Non mi chiamo agnostico - uno che non sa. So parecchie cose e continuo a impararne, ma non pretendo di conoscere oggetti inesistenti. Posso chiamarmi 'gentile': appartengo a un'altra gens, a un'altra tribù, non a quelle dei monoteisti.
:
La questione centrale è culturale. I dibattiti attuali trattano di: fede in Dio o ricerca di Dio, di spiritualismo, sua definizione e status. Questa è l'arena in cui combatto.
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Religioni: Inconciliabili con la ragione, insensato farne graduatorie
:
Nella Seconda Guerra Mondiale gli Alleati combatterono anche per la libertà di religione (oltre che di parola, dalla paura e dal bisogno). In Italia sono apparentemente libere tutte le religioni (anche se si tenta di rendere più libera - da certe imposte - quella cattolica). Non appare libera quella ellenico-romana che fu codificata da Numa Pompilio legando insieme le credenze popolari meno assurde e classificando come superstitio le assurdità che avanzavano. Oggi la superstizione è rappresentata da sensitivi, astrologi, oroscopari: certe persone sedicenti colte non la trovano nemmeno ridicola. Sarebbe considerato ridicolo riesumare la religione di Jupiter e Juno, di Mars e Venus. Certo contiene elementi assurdi come quella di Mitra che si diceva fosse nato in una grotta dalla vergine Anahita (ingravidata dal dio Ariman), che dava comunione di pane e vino, fu crocifisso a un albero, morì e risorse Queste tradizioni sono state incorporate nella fede cristiana insieme ad altre credenze, assunte come dogmi negli ultimi secoli. La pretesa convergenza di fede cristiana e ragione appare assurda se i credenti continuino a dire con Agostino da Tagasta e con Anselmo d'Aosta: 'Credo ut intelligam, non intelligo ut credam'. Questa posizione nega l'approccio logico-sperimentale (di Galileo, Newton, dei fisici e logici moderni) e sfocia nel proverbiale 'Credo quia absurdum' - negazione di ogni razionalità.
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Noi riserviamo la nostra credenza in relazioni apparentemente assurde alla elettromeccanica quantistica. Non è irragionevole credere che un effetto si verifichi prima della sua causa, se questa ipotesi permette di prevedere i risultati di esperimenti con la precisione di una parte su 100 miliardi.
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Abbiamo fatto molti passi indietro rispetto all'editto di Flavio Claudio Giuliano del 4 febbraio 362 (1115 a.U.c.) che stabiliva libertà religiosa per tutti. La religione cristiana non era più quella forzosa dello Stato, né era esentata dal pagare le tasse. E Giuliano si impegnò a non perseguitare nessuno a causa della sua fede.
:
Noi che apparteniamo alla grande moltitudine dei non credenti (come diceva Luigi Luzzatti) non siamo interessati a conciliare fede e ragione. Richiamiamo i ragionamenti di grandi pensatori. Basterebbe citare Kant: le sue dimostrazioni dell'insussistenza delle prove fisico-teologica, ontologica e cosmologica dell'esistenza di Dio sono rigorose, ma ardue da seguire. Riporto in termini scolastici la più lineare e cogente prova dell'inesistenza di un essere immutabile, causa di sè stesso e dell'universo.
:
Roberto Vacca
www.printandread.com
:
Nella foto il futurologo Roberto Vacca
 
 
 
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La Chiesa. E' come un drago ferito a morte che agita la coda Wed, 29 Mar 2006 01:51:59 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22156.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/22156.html Axteismo Axteismo La Chiesa. E’ come un drago ferito a morte che agita la coda
“Le religioni e i governi sanno meglio di chiunque altro che il loro potere ha per base assoluta la scuola! La chiesa ha consolidato il suo potere sull’ignoranza delle genti, sulla paura dell’ignoto e della morte. Oggi che la cultura e l’istruzione sono alla portata di tutti cerca di egemonizzarla con la creazione di scuole e università private (clericali); in tutti i modi cerca di sopravvivere consapevole di essere alla fine, è come un drago ferito a morte che agita la coda, ma il progresso, la civiltà e la scienza saranno la loro pietra tombale.”
:
Francisco Ferrer y Guardia
 
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Tesi sull'oggettiva e palese pericolosità dell'insegnamento cristiano Wed, 22 Mar 2006 07:35:02 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21796.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21796.html Axteismo Axteismo

Tesi sull’oggettiva e palese pericolosità dell’insegnamento cristiano

Intervista a Sergio Martella
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Proponiamo l’intervista rilasciata da Sergio Martella a un giornale. L’intervista è stata pubblicata solo in piccola parte dal giornale: non ci è dato sapere se è stata “tagliata” o “sminuzzata” o “censurata” per motivi redazionali o di altra natura. Sta di fatto che qui di seguito c’è quella integrale.
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Preoccupati di difendere gli spazi di garanzia e di laicità dello stato dalla perniciosa invadenza dei simboli della chiesa cattolica in Italia, i soggetti impegnati nella battaglia sui valori della laicità, le associazioni e gli intellettuali italiani hanno tralasciato, fino ad oggi, di muovere una critica al cattolicesimo dal punto di vista dei suoi contenuti e dei valori che veicola nel suo insegnamento morale ed etico. Axteismo lancia questa sfida agli intellettuali che in ottiche disciplinari diverse vogliono aderire al progetto di una analisi approfondita su questo tema. Nell’intervista che segue il professor Sergio Martella, psicoterapeuta, delinea quali sono, secondo l’indagine psicologica, le principali colpe dell’insegnamento cattolico e le conseguenze che ne derivano sulla personalità nascente del bambino.
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Mi piacerebbe sapere: qual è il dato più inquietante che emerge dalla vostra ricerca?
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L'idea di un rapporto sui danni della dottrina cattolica è recente nella forma di divulgazione popolare che si intende adottare. C’è da chiedersi il perché di questo ritardo che contrasta con l’enorme varietà di confutazioni filosofiche, letterarie e storiche rivolte contro il cristianesimo. La risposta è disarmante quanto ovvia: solo l’indagine psicologica sul valore simbolico del racconto cristiano è in grado di svelare il senso diseducativo di un messaggio improntato al controllo degli affetti familiari. La carica suggestiva della religione è infatti la componente principale della sua efficacia e risiede unicamente nel gioco fisiologico ed affettivo che si instaura nel rapporto tra generazioni, cioè tra sessualità e potere, a cominciare dall’evento del parto-creazione. La spiritualità è una materia squisitamente psicologica che non può essere intaccata altrimenti sul piano della ragione e della razionalità. Sebbene i principali autori della ricerca in psicologia e in psicoanalisi siano dichiaratamente estranei ad ogni adesione fideistica alle religioni, la divulgazione mediatica delle loro opere ha avuto cura di sminuire e di occultare l’importanza della premessa di laicità di ogni indagine sulla natura psichica dell’uomo.
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Nel constatare quanto in Italia sia evidente tale carenza, stiamo cercando di coinvolgere in un progetto unitario coloro che a buon diritto intendono mettere la loro professionalità al servizio di un obiettivo di indagine. Nella mia attività professionale e clinica ho avuto modo di verificare e raccogliere una serie di connessioni tra modalità formative che tendono a deprimere l'identità psico-affettiva nella costituzione evolutiva della persona e le inevitabili conseguenze nella determinazione del destino individuale e sociale dell'uomo. Il mondo reale è, infatti, una rappresentazione di ciò che è stato impresso nella fase costituente dell'Io. La psicologa svizzera Alice Miller, per esempio, ne "La persecuzione del bambino"
[1] cerca con ansia di mettere in guardia gli educatori dagli effetti della pedagogia nera della religione. Ma ogni appello alla razionalità è utile solo se possiamo educare a riconoscere gli stili formativi che producono un accumulo di cattiveria, di distruttività e di infelicità nell'uomo. L'insegnamento cristiano è falsamente improntato all'amore universale: basta guardare il simbolo genetico del cristianesimo, il crocifisso e ciò che esso rappresenta, per capire la componente di ambivalenza sadica e masochista che questo "amore" veicola nell'inconscio dei bambini. Il sacrificio come premessa, l'esordio della vita nella colpa, l'inquietante percezione di un uso distorto dell'autorità del genitore, equiparato a dio, nell'espropriare il corpo del figlio e nel farne l'oggetto da distruggere per le proprie incarnazioni mistiche. Infatti, secondo il racconto cristiano: la trinità familiare si incarna nel ruolo del figlio, il quale viene destinato al martirio ed al sacrificio per la salvezza dei suoi stessi assassini e dell’umanità.
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Quanta perversione traspare nella semplice formulazione di un tale precetto! Quale amore ha bisogno di sacrifici umani? Può la salvezza dell'umanità derivare dalla disgrazia procurata ad un incolpevole?
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Si tratta di perversione, di cannibalismo affettivo e domestico! Come può accadere che una tale deviazione della coscienza si affermi in modo così radicale nella cultura dell'occidente? Perché l'intellettualità europea, salvo poche eccezioni, per lo più originate dall'ambiente di cultura ebraica, non sanno rilevare l'evidenza di una tale incongruità con i precetti fondamentali del rispetto umano?
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Perché ci si ostina a ritenere degne di fede false acquisizioni razionali e a falsificare la storia stessa senza suscitare una opposizione netta tra coloro che si dicono laici?
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Ho cercato di dare le risposte a questi quesiti in due saggi[2]: uno dedicato alla straordinaria metafora anticristiana del Pinocchio di Collodi, e l’altro alla intuizione di Nietzsche che contrappone l’eroe nella tradizione del mito greco alla sconfitta del prototipo del figlio cristiano che finisce in croce o sconfitto nel suo progetto di vita, come Amleto.
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Ora, con l'estendersi dell'interesse su questi temi, al di fuori della tradizionale banalità dell'ateismo che cercava di dimostrare la non esistenza materiale di dio, il gruppo Axteismo si è prefisso di registrare i danni della esistenza di dio come categoria della mente e dell'educazione di massa. Dove era dio, si chiedono in tanti, mentre in Europa imperversavano i roghi crematori della shoa? Il dio cristiano e antigiudaico della tradizione era proprio lì! Dinanzi alla logica conseguenza dell'odio che aveva seminato per secoli e, anche in quegli anni, sulle pagine dell'organo vaticano, la "Civiltà Cristiana"[3]. Rimase assente solo sui banchi degli imputati a Norimberga, dove si è negata la verità inconfutabile che gli Ebrei sono stati perseguitati in quanto tali – Ebrei – da una identità culturale altra ed egemone: i Cristiani d’Europa, luterani e laterani alleati per l’occasione! Mai il cristianesimo ha pagato per le conseguenze storiche dei suoi insegnamenti ambigui, di un amore sadico, improntato alla sofferenza come valore e all'infelicità dell'esistenza reale. Oltre la storia, la cronaca di ogni giorno – da Ave Maria di Cogne, ai giovani assassini di satana – registra le forme del disagio radicato nelle istanze della religione che continua impassibile a rivendicare per sé il diritto all'egemonia sull'etica e sulla morale. E' invece evidente che la presenza dei valori cristiani (esaltazione della sofferenza, prescrizione del peccato, liturgia del sangue e istituzione del demonio) è stata l'unica organizzazione sempre garantita nei luoghi del degrado umano ed economico, non solo non riuscendo ad apportare modifiche strutturali alle cause della sofferenza, ma legandosi in modo complementare ed ambivalente con le dinamiche stesse dell'ingiustizia e dell'ignoranza.
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L’affermarsi del degrado in ambiente umano non è quindi conseguenza della mancanza di quei valori dello spirito, come si dice da più parti, ma è conseguenza dell’affermarsi di quei valori egemoni in mancanza di una loro attenuazione ad opera dell’emancipazione civile e laica.
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Che soluzioni proponete per porvi rimedio?
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Al di là di un auspicabile risveglio della ragione di fronte alle palesi deformità introdotte dalla religione cristiana, cattolica in particolare, nelle basilari nozioni di igiene degli affetti e del rispetto umano; al di là delle incredibilmente gravi (e in parte inesplorate) responsabilità storiche che un amore così immaturo ha inculcato nella soggettività dell'Occidente, resta ancora non risolto il nodo centrale della comprensione profonda di questo fenomeno. Non è sufficiente contrapporre il darwinismo al conato del creazionismo nelle tendenze regressive del presente. E' necessario aprire gli armadi di una conoscenza così gravosa da recepire in termini estesi, da essere rifiutata largamente anche nelle fasce della popolazione "di sinistra" in Italia.
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DIETRO LA RELIGIONE E I SUOI DETTAMI DI CRUDELTA' OGGETTIVA NEI RAPPORTI PEDAGOGICI TRA GENERAZIONI SI LEGITTIMA IL MOTORE STESSO DELL'ALIENAZIONE SESSUALE DELLA DONNA (quindi dell'intera umanità), LA SUA ESCLUSIONE DA UNA COMPLETA INDIVIDUAZIONE E RESPONSABILITA' SOCIALE.
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La mistificazione di questo importantissimo tema è tale da riferire l'ambito delle discussioni unicamente al conflitto tra sessi. Niente di più sbagliato. Lo studio dell'esegesi analitica del mito, come accade con lo studio dei sogni e del simbolismo in generale applicato alla letteratura e all'arte, rivela nel racconto cristiano (eucaristia, spirito santo e pos-sesso sulla figlia Maria, negazione del ruolo del padre, incarnazione nel corpo dei figli con le stimmate sessuali femminili del sangue e del dolore) l'estensione in termini socializzati della psicologia della Grande Madre intesa nel senso junghiano, in particolare, nell’accezione di Erich Neumann[4]. L'alienazione della donna madre, unitamente all'enorme potere neuro-affettivo che il mistero del parto-creazione le conferisce (nella fisiologia dei mammiferi), connota l'identità dell'Eterna Fattrice di una attribuzione divina da sempre riconosciuta nelle culture di ogni epoca, a partire dalle più remote.
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La religione in genere e, in Occidente, il monoteismo e la religione cristiana costituiscono esattamente l'espressione più coerente della psicologia della Grande Madre. Da qui deriva l'invisibilità e la radicale impunibilità delle istanze, anche sadiche (ma ammantate di profonda affettività), del cristianesimo. Da qui l'assoluta incongruenza tra buon senso, ragione e fede. La madre può sbagliare, essere immatura negli affetti, esigere tributi di sangue a infinito risarcimento di quello da lei versato nella gestazione e nel parto, e tuttavia conservare intatta la forza del suo potere che le deriva dall'aver "pettinato" i neuroni e l'identità affettiva dei nati da lei, uomini e donne. Dalla natività di un essere destinato al rito di sangue e martirio, al controllo delle istanze sessuali e di generazione, alle perversioni mistiche del corpo martoriato esposte dalla gino-iconologia dolente e sanguinosa dell’arte sacra, la religione non è solo un’istanza del potere politico o culturale: essa è innanzitutto la realtà di una alienante e radicata violenza domestica, è un’affezione così profonda da essere riverita con tenacia anche da chi non si dice praticante e tuttavia, difende il cristianesimo nella sua essenza.
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Per lo stesso motivo il cristianesimo, subendo scismi e insanabili contraddizioni, ha resistito ad ogni critica razionale, ad ogni rendiconto di colpa pur riconosciuta valida e dimostrata. Ma non è più lecito tollerare un uso anti-umano del potere degli affetti, diretto specialmente contro i bambini e la loro aspettativa di benessere!
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Alla base di tutto ciò, è una originaria mancanza di generosità, una inveterata attitudine al possesso, all’esproprio della proprietà sessuale del figlio e della figlia in quanto causa di emancipazione e di distacco, in piena autonomia di generazione. L’attitudine al possesso (pos-sesso) è la modalità di dominio esercitata dalla generazione che detiene il potere attuale. Il potere ha, infatti, una origine sessuale: c’è un paradosso intrinseco alla natura sessuale dell’umanità che evidenzia come solo la figlia, in quanto femmina, può divenire più grande e potente del suo creatore, che è la madre. Unicamente lei, non il maschio vezzeggiato, può procreare e mettere in mora il ruolo di potere generazionale della madre! Solo alla luce di questa premessa si possono comprendere i legami di senso che uniscono riti crudeli contro la giovane donna, che non è ancora madre, come l'infibulazione (rito di ingresso della giovane nel clan delle donne adulte), la cacciata con maledizione e colpa della figlia Eva dalla gratuità domestica per partorire con dolo e dolore, e, peggiore di tutte, lo spossessamento del corpo e della sessualità della figlia Maria da parte della madre spirito-santo, trinità matriarcale che già incorpora, nel sistema monadico, il padre e il figlio.
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Alcuni lessici del linguaggio comune rivelano la natura matriarcale e androgina della chiesa: "Don" è contrazione di "donna", è anche il suono del batacchio sotto la gonna-campana, iconologia della madre che in sé trattiene il figlio-fallo, nella fattispecie il prete; "duomo" è, infatti, la fusione fonetica di donna-uomo; i frati recano il cordone ombellicale ancora non reciso alla vita, le suore il velo placentale segno di possesso della madre. Il divieto all'uso della sessualità sottolinea la centralità e l'obbedienza all'unico sesso della madre. Nel caso del racconto dei vangeli, la giovane donna semplicemente viene privata del diritto di succedere alla madre nel potere di una autonoma procreazione. Non bastano i cento anni di coma letargico della giovane, dal momento del menarca (la prima goccia di sangue) fino al risveglio, per placare l’ira della madre-strega. Il veleno della mela, la maledizione biblica e la cacciata dal mondo domestico non placano la sete di invidia e di rancore nella matrigna; né la sterilità della terra ripaga Demetra dell’insana gelosa nei confronti della figlia Core che assurge al ruolo di sposa in un altro regno. Né Psiche ha ancora finito di pagare alle altre donne (sorelle, madre e suocera) il tributo a causa della sua bellezza e del suo amore per Eros. La figlia é la vittima prediletta dalla brama del rispecchiamento di ogni madre. L'infelicità che ne consegue si riverbera nel rapporto con l'uomo, nel masochismo congenito che la lega al persecutore, nella depressione post partum che sfocia nel figlicidio o nella sterilità.
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Se il tema del conflitto tra matrigna e figlia viene trattato e risolto nel mito e nelle fiabe (Cenerentola, la Bella Addormantata, Biancaneve,...), l'entità unica matriarcale proposta dal modello cristiano imperversa, invece, nell'illusione di vivere due esistenze in una: la sua e quella della figlia che le appartiene per diritto di invidia (individia). Maria non ha sesso e non ha un amante, che invece la tradizione ebraica conferisce ad Eva. Il figlio Cristo, esito nella giovane e succube Maria di questa mancanza di riconoscimento della proprietà sessuale, prodotto di un tale spossessamento, nato per caso inopinato (per virtù dello spirito santo e non di una libera scelta), non può che essere predestinato al rango di un... povero cristo! Tale è il suo destino. Sul suo corpo, reso femminile con la ferita nel costato (da cui era nata Eva) e dagli attributi di innocenza, passività ed esclusione, convergono le istanze femminili irrisolte dell'infelicità e dell'immaturità affettiva. Lo scarico sul corpo mistico dell'uomo femminilizzato e mestruato da ferite emorragiche (Cristo, Che Guevara o Padre Pio,...) costituisce il punto di saldatura e di scarico emotivo delle scorie di violenza frutto della innaturale fusione tra madre e donna (ma-donna). Si completa così un ciclo di asservimento, sempre a scapito della giovane e del rinnovo di generazione. Cristo assume una apparente funzione lenitiva, attraverso la rappresentazione della sua morte nel rituale del ma-sacro (sacralità materna). Perciò il cerchio mistico dell’incesto cristiano si alimenta di dolore, perversione, proiezione e controllo.
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Guai a toccare questa figura sanguinante, emblema di scarico dell’ingiustizia e dell’infelicità, avvolta nel sudario della placenta sindone! Il corpo, oggetto di necrofilia, è pianto nella scena della deposizione dalla madre che lo ha sacrificato a compenso della propria alienazione; in ugual modo, nei riti dell’antico matriarcato tramandati da Euripide, la baccante Agave piange il figlio Penteo da lei stessa smembrato. Si tollera l'intollerabile pur di non riconoscere il conflitto tra generazioni al femminile!
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Cosa si può fare per porre rimedio a questa barbarie nella civiltà degli affetti? Si provi a spiegare alle masse di credini (credenti passivi) e fedenti (credenti in cattiva fede) quali istanze innaturali e contrarie alla naturale emancipazione della sessualità si riproducono nella formazione pedagogica cristiana. Da tempo combattiamo una battaglia impari contro le istituzioni alienate dello sfruttamento che conseguentemente e coerentemente con la disumanità del credo si sono stabilizzate in accordo e reciproco sostegno con la religione. Non è forse vero che, in economia, ogni Azienda Madre Controlla e Possiede le Azioni delle sue Filiali? Non è forse vero che il Nazismo (un primato composito di nascita e madre-patria) e il Razzismo fondino le loro ragioni sul diritto di sangue e di appartenenza forzata, che sono attributi del codice materno?[5] E i misfatti sanguinosi delle “nostre cose”, nella tragica epopea di “cosa nostra”, non sono forse ascrivibili ad una affiliazione intorno al corpo centrale del “mammasantissima”, nelle famiglie di mafia? Non è semplice capire fino a che punto si estendono le implicazioni di una sub cultura matriarcale degli affetti, che è al tempo stesso potente, disumana e incontrollata. Essa confonde uomini e donne in una esistenza crudele ed alienata.
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Chi riporta danni psicologici in seguito ad una certa dottrina, può essere recuperato?
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Molto si può fare in questo senso. La mia pratica professionale di terapeuta dimostra che le connessioni analitiche e culturali, difficili da spiegare in termini scientifici, diventano di colpo comprensibili nella valutazione clinica della storia personale di ciascuno. Di fronte al personale libro della vita e degli affetti familiari, ossia dinanzi al codice di relazioni che hanno determinato la nostra vita, risulta logico e facile distinguere la causa dall'effetto che governa la percezione di felicità o l'impotenza dolorosa del fallimento nel progetto di vita. I risultati si possono apprezzare in termini clinici. Ma ovviamente ciò non basta. Occorre mettere in atto strategie di recupero e di consapevolezza in larghi strati della popolazione. Sempre Alice Miller dimostra la ineluttabile relazione tra formazione affettiva e qualità della vita. Tuttavia, in Italia, non una sola ora di educazione alle ragioni della laicità è stata organizzata nei programmi scolastici nazionali!
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Eppure lo Stato italiano è nato su criteri di latinità pre-cristiana, la scienza (Giordano Bruno, Galilei,...) si è costituita intorno ad un nucleo anticristiano, il Rinascimento è stato possibile solo grazie alla riscoperta dei classici greci, l'antifascismo e la liberazione non ha visto il vaticano attivo contro i regimi, bensì schierato dall'altra parte, intento a redigere la propria legittimazione nei concordati con Hitler e Mussolini, ai quali garantiva consenso e sostegno nell’ascesa. Il meglio prodotto in Italia (compresa l'arte sacra, che non era certo realizzata da stinchi di santo) è stato ispirato da una visione laica e democratica della vita e del corpo. Proporre la necessaria questione della emarginazione del cristianesimo nel novero delle opzioni del privato incontra oggi una resistenza fortissima. In tutti i settori. Nella migliore delle ipotesi si tende a sminuire il problema e a lasciare intatte le contraddizioni.
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Non si pensi tuttavia che questa è una battaglia di retroguardia: è la prima volta che si pone in modo cosciente e radicale la proposta concreta di rendere visibile al largo pubblico le responsabilità, non solo storiche, ma formative e causali del cristianesimo. In questo senso dobbiamo agire.
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Il problema è la fede in sé o l'apparato che ogni religione monoteista costruisce intorno al proprio credo?
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Il credo monoteista sta ad indicare la centralità del ruolo sessuale della madre (anche se incarna corpi maschili) nel costruire la dinamica degli avvenimenti della realtà. Perfino la storia recente dimostra che la religione è più efficace della politica nel determinare gli eventi, per questo è importante che si voglia sapere dei reali contenuti trasmessi. Di per sé la religiosità sarebbe un fattore umano compatibile con la civiltà, a patto che si sia consapevoli delle istanze che si veicolano nel racconto di fede che poi diviene prescrizione e istanza morale.
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Sarebbe altresì necessario che le rappresentazioni religiose e rituali rimanessero tali, ossia distinte dall'imposizione di un credo che confonde il simbolico con il reale. Per esempio, il fatto di celebrare la festa della nascita a dicembre con il rito dei doni da parte di Babbo Natale non deve imporre la necessità dell'inganno sulla reale esistenza di un personaggio della fantasia come se fosse reale! Una cosa è la naturale progressione che i bambini attuano nel distinguere la fantasia dalla realtà, altra cosa è la pelosa e deleteria attitudine degli adulti di vedere realizzate le proprie istanze di insoddisfazione infantile facendo credere per forza l'esistenza del falso. Forse che non si può giocare o godere di un rito gioioso sapendo che è un rito in quanto tale?
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Le religioni monoteiste non sono uguali negli effetti delle istanze da esse inoculate fin dalla più tenera età. Non sempre è facile riconoscere, nel confronto, il grado di pericolosità; infatti, concorrono altri fattori nelle società a influenzare gli effetti del credo. In Occidente la cultura laica e razionalista ha attenuato enormemente gli effetti già deleteri del cristianesimo (oltre alla secolare reclusione e sterminio degli Ebrei, si pensi all'analogo scempio attuato nelle Americhe: la crudeltà è un vizio congenito al cristianesimo!). Nel paesi arabi l'islamismo non si giova di una analoga progressione sociale. L'ebraismo ha invece individuato le corrette radici del problema proponendosi in termini di patto (akedà) tra generazioni. Sempre la madre si pone nel ruolo di dio (l'appartenenza ebraica è matrilineare), ma conferisce il potere della legge terrena (Dio verso Mosè) al ruolo paterno. L'esatto opposto della regressione cristiana, che rimanda il padre nella vacuità dei cieli o nel pleonasmo di un vecchio e sterile sposo. Nell'ebraismo la madre ideale è colei che è disposta a separarsi dal figlio purché egli viva (il giudizio di Salomone). Nel cristianesimo la madre è entità globale, indistinta, inglobante e distruttiva, come la grande madre del clan o gregge pre-sociale. È la menade crudele e folle che smembra il figlio Penteo e poi lo piange, come fa Maria sul corpo di Cristo ancora avvolto nella placenta sindonica[6].
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Ogni religione rimane comunque una opzione implicita della coscienza su temi che invece sono alla portata della comprensione umana. Meglio sarebbe una civiltà fondata sulla capacità di rappresentare, senza obbligo di fede, tutte le istanze dell'animo umano. La tradizione dei Greci in questo è maestra.
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Lei ritiene che in Italia, oggi, sia possibile affrontare questi temi e dibatterne pubblicamente?
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E' necessario in tutti i casi. Personalmente non esito a rischiare attacchi personali o scomuniche di varia natura, poiché ritengo una battaglia di assoluta civiltà rendere visibili gli effetti dell'ignoranza e della malafede. Bisogna battersi in tutti i campi della società per affermare una civiltà ed una igiene degli affetti. So per certo che è possibile. Se qualcuno vuole reagire con la consueta violenza già riscontrata nella storia di fronte agli avanzamenti della coscienza e della società, è avvisato, noi siamo pronti. Esiste una minoranza numerica di individui che è già maggioranza qualitativa nel distinguere e rendere visibili i fantasmi dell'inconscio retaggio di una aggressività non risolta. Si tratta di individuare i percorsi di una emancipazione ulteriore per adeguare la consapevolezza umana allo sviluppo della tecnologia e all'inedito potere che essa conferisce all'uomo. Le nuove potenzialità richiedono una dilatazione della coscienza per far sì che ciò che abbiamo costruito non sia rivolto contro di noi, ma a vantaggio di una integrazione con la natura, di cui siamo e restiamo una cosciente emanazione.
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Infine mi servirebbero pochi suoi dati biografici.
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Sergio Martella
Psicologo Psicoterapeuta
Docente a contratto (dal 1993) presso la Facoltà di Medicina e ch. dell'Università di Padova
Via San Massimo, 91/24
35128 - Padova
tel. 049774225
mobile 3283841536
www.arte-e-psiche.com
sergio.martella@alice.it
:
[1] Alice Miller, La persecuzione del bambino, Bollati Boringhieri, Torino,1989.
[2] Sergio Martella, Pinocchio eroe anticristiano. Il codice della nascita nei processi di liberazione, Edizioni Sapere, Padova, 2000.
Sergio Martella, Il furore di Nietzsche. La nascita dell'eroe e della differenza sessuale, Cleup, Padova, 2005.
[3] David I. Kertzer, I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell'ascesa dell'antisemitismo moderno (titolo originale: The Popes against the Jews, Alfred A. Knopf Inc. 2001), Rizzoli, Milano, 2001.
[4] Erich Neumann, Storia delle origini della coscienza, Astrolabio, Roma, 1978.
[5] Jamine Chasseguet Smirgel, L’ideale dell’Io, Cortina Editore, Milano, 1991, pp. 59,60.
[6] Euripide a cura di Giorgio Ieranò, Baccanti, Appendice, Mondadori, Milano, 2006, p. XXIX-XXXIII.
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Nella foto, lo psicoterapeuta Sergio Martella
 
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Sono Atea. Censurare il proprio ateismo a scuola Mon, 20 Mar 2006 14:01:37 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21708.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21708.html Axteismo Axteismo

Sono Atea. Censurare il proprio ateismo a scuola

Esprimo tutta la mia solidarietà alla collega denunciata
di Marcella Boccia
:Testimonianza
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“Maestra, io sono ateo” – esclamò un giorno un mio alunno di 11 anni.
“Non voglio fare l’ora di religione!” - aggiunse.
“Come mai non hai deciso per l’ora alternativa, all’inizio dell’anno?” – chiesi io, curiosa.
“Mia nonna si sarebbe arrabbiata!” – fu la risposta.
Quello fu il primo episodio in cui, nella mia classe, una quinta elementare si usò il termine “ateismo”. Più volte, da allora, i miei alunni, con i quali discutiamo di qualunque soggetto, mi chiesero se fossi atea, o buddista. Mai ho espresso la mia personale opinione sull’argomento, limitandomi ad insegnar loro la tolleranza e la ricchezza delle diversità.
Il nostro corso di convivenza civile più volte è stato messo in discussione da colleghi e genitori, a causa del comportamento degli alunni, che si sono “erroneamente” convinti, a causa delle mie lezioni, della loro libertà di opinione e di espressione, ed usano scrivere lettere di protesta contro insegnanti “un tantino rigidi”.
Lo scorso novembre, mio primo mese d’insegnamento nella scuola in questione, fui richiamata dal preside, urlante, perché ero stata denunciata da una coppia di genitori.
“Non si fa politica a scuola!”.
L’eresia era aver “costretto” dei poveri bambini indifesi a disegnare, come copertina del quaderno di convivenza civile, una bandiera arcobaleno…
Per tutta risposta, i genitori della bambina le avevano strappato la pagina (i genitori non possono intervenire materialmente sui quaderni, semmai segnalare all’insegnante la loro opinione) e l’avevano costretta a disegnare una bandiera tedesca.
Dov’è, dunque, la collaborazione tra insegnanti e genitori nell’educazione dei fanciulli?
Siamo sul piede di guerra…
Sono testimone dell’atmosfera che si vive ogni giorno a scuola: i colleghi sono preoccupati di ricevere una denuncia da un momento all’altro, perché la legge sulla privacy stabilisce che non si può riportare nei lavori scolastici argomenti che riguardino la famiglia.
I classici temi su “i tuoi genitori, i nonni, gli amici”, ecc. sono “illegali”, si rischia la denuncia.
I miei alunni, pertanto, sanno perfettamente cosa sia l’Unione Europea, l’Onu, gli organismi sopranazionali, ma mai si è toccato l‘argomento “famiglia”. Solo una volta, spiegando cosa fosse un referendum, espressi la mia personale opinione su quanto fosse stato importante che nel 1974 si decise di dar la possibilità ai loro genitori di divorziare, visto che il 99% dei miei alunni vivono tra casa di mamma e casa di papà.
Che io sia favorevole al divorzio non ha infastidito, perciò, i loro genitori, ma che sia pacifista sì.
Allora mi domando: e se sapessero che sono atea?
Ho vissuto giorni di tensione dopo aver raccontato in classe l’episodio, a tratti divertente, del mio matrimonio indù celebrato in India. Erano curiosi di saperne di più di questo ex marito indiano, di carnagione scura, che faceva il docente universitario. Loro credevano che in India vi fossero solo capanne di terra battuta…
Mi aspettavo polemiche da parte dei genitori. Per fortuna non sono ancora arrivate, ma… diamo tempo al tempo…
Lo stesso alunno, il poeta della classe, ha espresso, in un’altra occasione, il desiderio di non avere il crocifisso in classe.
“Non lo voglio!” – esclamò, con decisione.
Un forte desiderio di prendere quel crocifisso e riporlo in archivio, coi vecchi libri di religione che nessuno legge, invase tutto il mio corpo.
Mi sono sentita una codarda a dover rispondere: “Purtroppo non posso decidere se tenere o non tenere il crocifisso in questa classe”.
Cosa avrei dovuto rispondere? Forse che il crocifisso deve star lì perché è obbligatorio essere cattolici altrimenti si viene accusati di eresia? Certo, non si rischia il rogo, ma un processo in tribunale è anche peggio. Perché quando c’è una denuncia e si prosegue con contro-denunce per diffamazione, si scatena un meccanismo che non ha fine… E chi ne ha voglia?
Sono stata costretta a confidare nell’orecchio del mio alunno: “Anch’io sono atea, ma non dirlo a nessuno!”.
Perché?
Perché mai un giorno insegno che la nostra Costituzione sancisce l’uguaglianza tra individui di differente sesso, razza, opinione, credo religioso, ed il giorno dopo devo censurare il mio ateismo?
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Nella foto, Marcella Boccia
 
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Gratis "Le religioni plagiano" campagna informativa Mon, 20 Mar 2006 11:14:55 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21701.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21701.html Axteismo Axteismo

comunicato stampa

(qui allegato il libro in oggetto in formato Word)

Gratis il libro “Le religioni plagiano

Vittorio Giorgini e il movimento Axteismo diffondono in omaggio il libro a chiunque lo richieda

 

Firenze – «Occorre imparare a capire che ‘sovrannaturale’ sta per ‘contro natura’» conclude così il libro saggio di Vittorio Giorgini dal titolo “Le religioni plagiano – Lettera agli intellettuali”. Giorgini e Axteismo, il Movimento Internazionale di Libero Pensiero che non riconosce il cristianesimo e rifiuta le religioni, hanno lanciato una massiccia campagna informativa nelle scuole di qualsiasi grado, istituti, amministrazioni pubbliche, associazioni culturali, affinchè si conoscano quali danni psicologici e sociali sono provocati dalle religioni. Il libro di Giorgini viene inviato gratis in formato digitale a chiunque ne faccia richiesta a: axteismo@yahoo.it . «Esiste in ogni nazione il problema serio delle religioni» commenta Ennio Montesi, di Axteismo. «Non è mistero che le religioni schiacciano e spesso uccidono le democrazie dei Paesi. I governi non possono più nascondere che è in corso una violenta guerra di religione che colpisce la democrazia e la libertà. Ecco perché i governi - in particolare modo il Governo italiano di Romano Prodi o di Silvio Berlusconi che sia - dovranno fare leggi serie che limitino le religioni nella sfera personale relegandole nella vita privata” continua Montesi. «Fuori le religioni dallo Stato, fuori dalle scuole, fuori dalle istituzioni, fuori dalla politica. Si professi la religione solo dentro casa propria. Nessuna “segatura religiosa” dovrà bloccare i delicati meccanismi delle culture democratiche». Conclude Giorgini: «I credenti si servono di strutture forti ed autoritarie per plagiare le società: chiese, pulpiti, sinagoghe, moschee, scuole, tutti i mezzi di comunicazione e di educazione che invece mancano ai non credenti e che vengono loro resi inaccessibili in tutti i modi possibili. Tale plagio è così evidente ed efficiente che pare impossibile non notarlo; ma allo stesso tempo la sua pervasività spiega perché i credenti non se ne rendano conto e manchi la distanza critica e la tolleranza. Possiamo prendere in esame, a caso, due religioni diverse ma di uguale radice, come quella cattolica e quella musulmana: ognuna è pronta a giurare sulle proprie verità, assai diverse per quanto simili, ed in nome di queste a combattere e uccidere. Così è stato per centinaia di anni: assurdo totale, ma ogni parte in causa pretende di avere ragione». Informazioni e adesioni: axteismo@yahoo.it tel. 3393188116 http://nochiesa.blogspot.com

 

Vittorio Giorgini e Axteismo sono disponibili a rilasciare interviste e commenti.

 

si invita alla pubblicazione e diffusione

 
Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
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