Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Frattura Scomposta Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Frattura Scomposta Tue, 16 Jul 2019 16:35:12 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/1048/1 L’ECONOMIA CIRCOLARE Fri, 07 Jun 2019 10:32:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/566442.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/566442.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

L’ECONOMIA CIRCOLARE

TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE

 

Sabato 15 Giugno 2019, dalle ore 10 alle 13, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, in Piazza Scala 2 a Milano, si terrà la conferenza L’ECONOMIA CIRCOLARE - TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE. Un'iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano e da Montabone editore, ideatore dell’evento in cui si confronteranno artisti della matericità tessile, esperti dell’industria tessile e della moda, operatori dell’economia circolare.

Pur essendo mondi diversi, arte, design, ricerca innovativa e industria condividono la capacità di indagare la realtà e sperimentare forme espressive, modelli interpretativi, soluzioni che suggeriscano un’idea di futuro. Un’occasione straordinaria per stabilire connessioni e sinergie è data dalla lotta ai cambiamenti climatici e in particolare dalla circular economy, un nuovo modo di concepire e realizzare produzione e consumi destinato non solo a delineare innovativi modelli di business e modalità di trasformazione delle risorse disponibili, ma ad incidere negli stili di vita e nella coscienza collettiva.

Se ne parlerà a Milano, sabato 15 giugno prossimo in un evento promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano e da Montabone editore ideatore dell’ evento in cui si confronteranno artisti della matericità tessile, esperti dell’industria tessile e della moda, operatori dell’economia circolare.

‘ Abbiamo immaginato un dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dall’ impegno per un futuro sostenibile –ha dichiarato il Comune di Milano – Difesa dell’ambiente e sviluppo sostenibile necessitano della collaborazione tra i molteplici soggetti della cultura, della ricerca e del dialogo con i soggetti economici senza l’impegno dei quali gli obiettivi di Parigi 2015 sintetizzati nell’Agenda 2030 non potranno essere realizzati. E Milano è il palcoscenico ideale per affrontare questa riflessione per la sua identità di metropoli culturale, di capitale del design e in quanto centro economico di rilievo internazionale’.

Il programma si presenta vario ed articolato

Si parte dall’ormai ventennale esperienza creativa di Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori ( DAMSS) le cui istallazioni tessili sono apprezzate a livello internazionale, per riflettere con la giornalista e saggista Renata Pompas sulle molteplici espressioni dell’arte tessile.

Aurora Magni (Blumine-sustainability-lab) e Christian Tubito (Material Connexion) presenteranno lo stato dell’arte della ricerca tecnologica e delle sperimentazioni in atto nell’industria tessile e della moda mentre Alex Veronelli (AURIFIL) racconterà l’esperienza concreta di una manifattura tessile che investe sulla sostenibilità.

Il direttore del Comieco Carlo Montalbetti illustrerà risultati e problematiche della gestione dei rifiuti cittadini mentre Paolo Galli interverrà sul tema della bioplastica full sustainable.

Le conclusioni saranno affidate alla sensibilità artistica del maestro Adriano Bassi, Presidente Associazione Dante Alighieri Milano.

A coordinare e stimolare il dibattito è stato chiamato il giornalista Fabio Pizzul.

Protagonisti di questo evento non saranno però solo i contenuti espressi dai relatori. Sarà infatti possibile apprezzare la nuova collezione di abiti scultura realizzati con sfridi tessili e nella Sala Arazzi sarà esposta un’interpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo nelle misure originali con tessuti e filati di recupero. Entrambe lo opere sono realizzate da Damss.

Sarà inoltre presentato il progetto sperimentale TREDDY CUBE a cura di Digicopy.

Al termine verrà offerto un drink.

La partecipazione è gratuita ma è vincolante la preregistrazione

info@damss.it e http://comune.milano.it/salaalessi

PROGRAMMA

Saluti istituzionali: Lamberto Bertolé Presidente Consiglio Comunale Milano

Beatrice Uguccioni Vice Presidente Consiglio Comunale Milano

Carlo Monguzzi Presidente Commissione Consiliare Mobilità e Ambiente Milano

Apertura dei lavori: Eugenio Costa Montabone Editore, Ideatore del convegno

Modera l’incontro: Fabio Pizzul, Giornalista

Interventi di:

Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori Artisti DAMSS, Designer, Stilisti

Renata Pompas Giornalista, Saggista

Sfilata abiti scultura DAMSS

Aurora Magni Presidente BLUMINE /sustainability-lab, Docente LIUC, Università Cattaneo

Christian Tubito Project Manager, Innovation&Research MATERIAL CONNEXION ITALIA

Alex Veronelli AURIFIL srl, filati di puro cotone per il ricamo, cucito creativo ed arte tessile

Adriano Bassi Presidente Associazione Dante Alighieri Milano, Direttore d’Orchestra, Musicologo

Carlo Montalbetti Direttore Generale COMIECO

Paolo Galli Direttore Comitato Scientifico BIO-ON

 

La partecipazione è gratuita ma è vincolante la preregistrazione

info@damss.it e http://comune.milano.it/salaalessi

]]>
Gian Butturini - London & Daiquiri Mon, 03 Jun 2019 11:37:44 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/563883.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/563883.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

 

LONDON & DAIQUIRI è il titolo della mostra che la Città di Mantova dedica a Gian Butturini, fotografo e regista scomparso nel 2006. 

L'esposizione, a cura di Carlo Micheli, inaugurerà sabato 8 giugno alle 18.00 presso la Casa di Rigoletto e resterà aperta al pubblico fino a domenica14 luglio 2019.

 

 

La mostra comprende fotografie in bianco/nero (formato 30x40) tratte dai tanti reportage realizzati tra il 1969 (Londra) e la fine degli anni ’80 in Cile. Tra le immagini londinesi quelle selezionate per STRANGE AND FAMILIAR Britain as Revealed by International Photographers, l’esposizione realizzata al Barbican Centre di Londra da Martin Parr nel 2016 e poi replicata alla Manchester Art Gallery. Butturini era l’unico italiano con altri 22 autori internazionali: Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Tina Barney, Bruce Gilden, Sergio Larrain, Robert Frank, Frank Habicht, Jim Dow, Edith Tudor-Hart, Paul Strand, Hans van der Meer, Akihiko Okamura…

Quest’anno ricorre il 50°anniversario della prima edizione di “London by Gian Butturini” per cui ne è stata realizzata una nuova edizione a cura di Martin Parr, già Presidente della Agenzia Magnum che, affascinato dal libro, ne ha scritto la prefazione, ribadendo come quelle di Butturini siano “... alcune tra le migliori fotografie di tutti i tempi scattate nella capitale britannica”.

DAIQUIRI 2.0 è invece uno strepitoso cocktail di memoria ed emozioni per immagini, composto di storiche foto che trattano del conflitto tra protestanti e cattolici nell’Irlanda del Nord, della Cuba di Fidel dei primi anni ’70, del Cile di Allende e poi di Pinochet, di Franco Basaglia e la nuova psichiatria a Trieste, della Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, della lotta di liberazione nel deserto del popolo saharawi, del teatro di strada in Romagna con la mitica presenza di Julian Beck. 

 

Nel 1969 dunque, Gian Butturini (allora grafico pubblicitario di successo) scoprì la macchina fotografica come strumento d’indagine. Percorrendo Londra con la Nikon a tracolla ne raccontò le contraddizioni usando l’obiettivo come si spalancano gli occhi. Con estro, coraggio e fantasia Butturini alternava denuncia e speranza, scopriva fasti e miserie, rimarcava ingiustizie, rappresentava suggestioni con la sensibilità del poeta. Un diario composto da immagini rigorosamente in bianco e nero -dov’è protagonista la gente- con citazioni di Robert Capa e Allen Ginsberg. Spinto dall’impulso narrativo interiore, Gian poco più che trentenne visse con intensità la grande metropoli setacciandola. Tutto ebbe inizio a Victoria Station di fronte ad un ragazzo che barcollava con la siringa piantata in vena. Tube, pub e strade erano il palcoscenico di un’umanità frenetica che il turista non vedeva rapito da Piccadilly e Carnaby Street, dal Circo Barnum delle vetrine. 

 

Butturini trovò fotogrammi di quotidianità intrisi di dolore e sarcasmo, altrimenti di gioia e lirismo: i due vecchi sdraiati e abbracciati sul prato, gli hippy, le giovani donne alla moda, i poveri clochard, le persone di colore spesso relegate nei posti più umili, la manifestazione pacifista, gli oratori improvvisati di Speakers Corner. Nulla di stereotipato, molta ironia, attenzione alla ricerca dell’autenticità, sapiente selezione delle immagini. Butturini scrive che la sua Londra “è vera e spoglia… non le ho chiesto di mettersi in posa”. Sono appunti fotografici on the road poi montati, polemicamente accostati, scremati, trattati con la grafica.

 

Il reprint di London by Gian Butturini è ora disponibile grazie a DAMIANI Bologna nella nuova edizione a cura e con prefazione di Martin Parr. 

 

 

 

GIAN BUTTURINI (1935 – 2006) 

Fotoreporter internazionale, poliedrico artista della comunicazione, si afferma da giovane a Brescia come grafico pubblicitario e architetto d’interni. Nel 1969 cambia vita e pubblica London by Gian Butturini. Nel 2016 Martin Parr allora Presidente di Magnum cura il reprint del libro (Damiani Editore). Alcune foto sono state esposte in Strange and Familiar al Barbican Centre londinese e alla Manchester Art Gallery. Gian Butturini ha pubblicato decine di libri fotografici tra i quali Tu Interni Io Libero con Franco Basaglia, Cuba 26 Luglio, C’era una volta il Muro. In DAIQUIRI (Edizioni Mimesis) le cronache dei suoi reportage. Regista ha realizzato documentari come Crimini di Pace con musiche di Luigi Nono e Bologna, 10.15 strage, il film Il Mondo degli Ultimi. www.gianbutturini.com

 

Titolo: London & Daiquiri

Genere: Mostra fotografica

Autore: Gian Butturini 

Curatela: Carlo Micheli

Sede: Casa Di Rigoletto

Indirizzo: Piazza Sordello 23 - Mantova

Inaugurazione: Sabato 8 Giugno ore 18.00

Durata: 8 Giugno / 14 Luglio 2019

Progetto: Comune di Mantova

Info: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

Orari: Tutti i giorni 9.00 - 18.00 

Catalogo: Edprint - Mantova

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
Post atomic springtime - Guido Drago e Gaetano Fracassio Thu, 30 May 2019 10:40:44 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/561740.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/561740.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta  

“Post atomic springtime” è la proposta culturale che, a partire da mercoledì 5 giugno (inaugurazione dalle 18.00 alle 21.00), la Galleria Francesco Zanuso propone al pubblico.

Dall’incontro di due personalità eclettiche nasce una serie di considerazioni sul futuro dell’umanità. 

 

Se per Guido Drago la rappresentazione è quella post apocalittica, ottenuta tramite la realizzazione di scenografie in miniatura, dove l’essere umano sopravvive alla distruzione della civiltà, per Gaetano Fracassio la visione è meno aspra, tanto da ipotizzare una sorta di rinascita che avviene attraverso l’unica via possibile: quella dell’arte, dell’onirico e del surreale.

 

Le maquettes di Guido Drago, tuttavia, non devono intendersi come una concezione pessimistica del futuro, bensì come una ripartenza fatta di semplicità, di riutilizzo dei residui della civiltà scomparsa, decontestualizzati e finalizzati alla sopravvivenza. È in fondo il trionfo della creatività che consente uno spiraglio di speranza all’umanità. 

Gaetano Fracassio propone un’eclettica raffigurazione, ottenuta con le tecniche più disparate, di una rinascita etica, che si basa sulla riproposizione di archetipi della civiltà passata che ritornano romanticamente a creare una nuova estetica, fatta di presenze delicate, ombre e miraggi. Le sue opere sono un germogliare di idee, che danno il senso di una possibile ripartenza del genere umano, affidata all’arte e alla fantasia.

 

“Post atomic springtime” è la costruzione di una speranza. Per Guido Drago avviene attraverso la realizzazione di microcosmi tridimensionali che consentono di misurare a “tutto tondo” le possibili drammatiche conseguenze di una civiltà sfuggita ad ogni controllo. Per Gaetano Fracassio si fonda sul rinnovamento di valori etici ed estetici, che avviene sia con la proposizione di oli delicati ed eleganti, sia attraverso l’introduzione di evocativi oggetti tridimensionali.    

_________________________________

 

Cenni biografici

 

Guido Drago:

Nasce nel 1979 a Novara, vive e lavora nel Monferrato. Diploma al liceo artistico, frequenta la scuola del Fumetto a Milano. Inizia la sua carriera lavorativa presso lo studio "Movimenti" di Saronno come disegnatore di character e background per i cortometraggi delle canzoni dello "Zecchino d’oro" usciti con TV sorrisi e canzoni. Ha poi lavorato presso la GFB group di Sesto S. Giovanni come colorista delle ristampe di Diabolik, uscite con Panorama. Dopo alcune collaborazioni come illustratore per l’editore Black Cat di Rapallo si dedica per sette anni alla coltivazione di fragole di bosco nel Monferrato. La vita a stretto contatto con la natura lo porta a sperimentare nuove tecniche artistiche in cui unisce scultura, miniatura e arte del riciclo, ricreando ambienti sia realistici che di fantasia. Riceve il premio per la scultura al concorso Arte sul Naviglio 2017 a Milano, ottenendo anche la segnalazione della giuria composta dall’architetto Italo Rota, dalla scenografa Margherita Palli, dal critico d’arte Mimmo Dimarzio e dal critico fotografico Giovanni Pelloso. Viene contattato da Colin Cantwell, stretto collaboratore di George Lukas, che ha disegnato alcune delle più famose astronavi di Stars Wars che, estimatore del suo lavoro, lo invita a partecipare ad alcune delle sue conventions negli Stati Uniti.

 

Gaetano Fracassio: 

Nasce nel 1962 a Bitonto, vive e lavora a Milano. Autodidatta, scopre giovanissimo, come egli stesso afferma, “l’arte, come esigenza psicofisica di sopravvivenza”. Artista lirico e visionario, racconta le sue storie con una poetica delicata e surreale, muovendosi tra pittura, scultura, fotografia e sistemi audiovisivi (montatore, regista e autore), con la stessa spontaneità ed entusiasmo. Il suo eclettismo si trasferisce anche nella scelta dei materiali che spaziano nelle infinite possibilità offertegli dalle sostanze: carta, cartoni, legno, metallo, oggetti ready-made si fondono e confondono gli uni negli altri adombrando qualsiasi scala di grado generalmente accettata per le opere d’arte. Ha partecipato a numerose mostre e rassegne museali ed è presente nelle più importanti fiere d'arte internazionali. Tra i critici e i curatori che hanno scritto di Fracassio, citiamo in ordine alfabetico: Andrea Beolchi, Roberto Borghi, Lara Carbonara, Jaqueline Ceresoli, Claudio Cerritelli, Maurizio Corrado, Raffaele De Grada, Carlo Franza, Laura Forti, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Micaela Mander, Sandro Martini, Valeria Vaccari, Alberto Veca, Claudio Rizzi, Maria Grazia Schinetti, Riccardo Zelatore.

_________________________________

 

Titolo: Post atomic springtime

Artisti: Guido Drago e Gaetano Fracassio

Sede: Galleria Francesco Zanuso

Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

Date: dal 5 giugno al 20 giugno 2019

Inaugurazione: mercoledì 5 giugno dalle 18.00 alle 21.00

 

Orari: da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento

Mobile: +39 335 6379291

E-mail: francesco.zanuso@gmail.com

Sito: www.galleriafrancescozanuso.com

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
La fotografia di ritratto Mon, 13 May 2019 20:05:05 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555395.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555395.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

La fotografia di ritratto

workshop
la fotografia di ritratto

Il workshop, si pone quale obiettivo l'esplorazione del ritratto fotografico, uno dei generi più complessi le cui difficoltà sono spesso sottovalutate anche dai fotografi più esperti.

Il fotografo non solo deve conoscere molto bene la tecnica fotografica e possedere una sensibilità che lo aiuti a gestire in modo adeguato il soggetto fotografato, ma deve arrivare alla sessione con un’idea chiara di come vuole rappresentare la persona ritratta.
Il fotografo ritrattista ha il compito di sviluppare una modalità espressiva attraverso una serie di concept creativi che saranno la chiave per realizzare immagini in equilibrio tra documentazione e ricerca artistica.

Antonio De Luca accompagnerà i partecipanti in un percorso che esaminerà le tecniche fotografiche e di illuminazione in luce artificiale e luce mista, senza dimenticare il centro di ogni ritratto che è il soggetto da fotografare.

Si discuterà inoltre di cosa sia la creatività nella ritrattistica cercando di evidenziare le ambiguità che dovrà affrontare qualsiasi fotografo che voglia trovare la sua strada tra raffigurazione e percezione. Tra oggetto nelle mani del fotografo e soggetto da restituire attraverso l’interpretazione di ciò che non è immediatamente disponibile allo sguardo.

I partecipanti prenderanno parte ad una serie di sessioni singole di scatto per poter provare quanto discusso nella parte teorica.
Ogni sessione di scatto sarà individuale e potrà scattare un solo fotografo alla volta.
L’esperienza sarà vissuta comunque in continua interazione con il docente rendendo così la sessione formativa ed utile anche per gli altri fotografi.

Nella seconda parte le fotografie saranno discusse con tutto il gruppo di lavoro durante una sessione di editing dove Antonio De Luca mostrerà anche come possibile migliorare alcune delle fotografie attraverso le tecniche di post produzione.
Per l’occasione l’aula verrà trasformata in sala di posa ed in uno studio fotografico, nel quale i partecipanti potranno utilizzare tutte le atrezzature messe a disposizione dall’organizzazione.

Antonio De Luca
biografia relatore

ANTONIO DE LUCA
 
Antonio De Luca, artista multimediale, è nato a Montagnareale (ME) nel 1956. Vive e lavora a Milano. Professionista dal 1980 ha lavorato e pubblicato per numerose case editrici, tra le quali Rizzoli, Mondadori, Rusconi, Condè Nast, Elle, Japon, Madame, Figarò, Cairo editore, ecc Ha inoltre realizzato video pubblicitari, cataloghi, calendari, pubblicazioni per BGS, HDMWE, Saatchi&Saatchi, Fiat immagine, Lancia, Alfa Romeo, Blue imp., Azzurra, Sbernadori Del Conte, Ricordi, BMG, Iveco, Pirella &G, Red Cell, Penno advertising, Olivetti, MPIO, Nadler e Larimer, Fiona Swarovsky, Nomen Italia, Albert Leclerc design, Collistar, Air Europe, Champion, Edwin jeans, Intermezzo ecc..
Ha partecipato a numerose mostre, tra le quali: CRONACHE VERE a cura di Alessandro Riva, Milano, spazio Consolo, 1997; DESTRA, spazio Enzo Nocera, Milano; SULLA TV, spazio San Fedele, Milano; MONTBLANC, video Boeme Tokyo e Sidney, art project 2001; SKULL, Wannabee Gallery e spazio Revel, Milano; MALE DI MIELE, Wannabee Gallery, Milano; CELESTE PRIZE exhibition, Berlino; RODI ART EXHIBITION; LO SCHERMO DI SCIPIO, mostra personale a cura di Alessandro Riva, Wannabee Gallery, Milano; RITRATTI ITALIANI, a cura di Vittorio Sgarbi, Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, Cento (FE) e Fondazione Durini, Milano; ALL IN TWILIGHT, mostra personale a cura di Ivan Quaroni, Nur Gallery, Ars Prima, Milano; FEAR, a cura di Cristina Gilda Artese, Nur Gallery, Ars Prima, Colonia �“ Art Fair.
Ha vinto l’ARTDONKEYPRIZE (sezione fotografia) nel 2011 con l’opera Era mio padre. E’ stato presente alla 54 BIENNALE DI VENEZIA al PADIGLIONE ITALIA (ARSENALE) con l’opera 240
PERCHE’ I MENDICANTI VIVONO ANCORA APOKALIPS a cura di Giacomo Maria Prati, grattacielo Pirelli, Milano, 2012; POP DESIGN TOUR a cura di Alessandro Riva, arte accessibile, Milano, 2013; ALIENS LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO progetto di Sergio Curtacci, Palazzo Pirola, Gorgonzola; IL VOLTO DELL’ANIMA a Cura di Bruno Bandini, Sale dell’Accademia complesso monumentale del Broletto, Novara, 2014; SUPERHEROES 2.0, Gestalt Gallery, Pietrasanta e Forte dei Marmi, 2014; KEITH HARING JEAN MICHEL BASQUIAT e POP UP REVOLUTION a cura di Achille Bonito Oliva, Electronic Art Caffè presso MDM Museo Portocervo e Art Gallery gruppo Art&Co, Parma, 2014; ALIENS LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO, a cura di Frattura scomposta magazine, casa di Ludovico Ariosto, Ferrara, 2014; FUTURO CLASSICO a cura di Silvia Fabbri, Fondazione Mazzullo, Palazzo duchi Di Stefano, Taormina, 2015; DEATH STATI DI LIBERO ARBITRIO organizzata da Qualcosa di ROSSO; TAG ….. EMATICI Installazione RAFFAELLA FORMENTI Video di ANTONIO DE LUCA, Palazzo Guinigi, Lucca, 2016; THE LAST SUPPER BEFORE HOLIDAYS video anteprima con Paola Turroni, galleria Sabrina Raffaghello, Contemporary art, Milano, 2016; SWEET HOME LE PALLE EN ORBITE video per Albert Leclerc, spazio Yves Trudeau, Festival Orford musique, Montreal, 2017; UN POSTO PER SOGNARE FORTE, mostra personale istituzionale a cura di Carlo Micheli, Casa di Rigoletto, Mantova 2018.
Sergio Curtacci
biografia relatore

SERGIO CURTACCI
 
Sergio Curtacci nasce a Bologna nel 1959
Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in ingegneria informatica conseguita a Bologna nel 1981, muove i suoi primi passi nel mondo dell’editoria digitale e nella comunicazione visiva nel 1986 presso l’azienda bolognese di servizi editoriali ART Srl, di cui diviene art director nel 1989.
Nel 1998 lascia Art Servizi Editoriali per occuparsi di insegnamento in materie legate al mondo della grafica e della comunicazione digitale. Nel corso degli anni ha svolto l’attività di docente presso: Scuola di Alta Formazione Assicurazioni Generali Trieste; Edexon Formazione di Mestre VE; Accademia di Belle arti di Venezia; Redazione Focus Milano; Alta Formazione Gruppo Sole 24 Ore Milano; Politecnico di Torino; UNITRE Milano.
Attualmente oltre a continuare ad occuparsi di formazione, dirige una rivista digitale dedicata al mondo dell’arte contemporanea (sua grande passione) dal titolo Frattura Scomposta. La sua passione per l’arte legata a quella del mondo della comunicazione digitale, lo hanno portato a diventare partner della prestigiosa piattaforma «Google Arts & Culture« della quale cura sia gli aspetti grafici che di contenuto.
Negli ultimi mesi si sta occupando della realizzazione di mondi virtuali 3D e di ambienti in realtà aumentata.
programma del workshop

Durata del workshop �“ 12 ore

Prerequisiti

Nessun prerequisito particolare è richiesto, il workshop è adatto anche a coloro che abbiano scarse conoscenze della fotografia di ritratto.
I partecipanti dovranno essere possibilmente muniti della propria macchina fotografica ed eventualmente computer portatile.

Giorno 1 (4 ore)

Presentazione del relatore e della struttura del workshop
Cenni storici sul ritratto contemporaneo
Introduzione al linguaggio della fotografia di ritratto
Illuminazione: case histories di luce artificiale (flash; tungsteno; led; neon); luce ambiente; luce naturale.
Esempi di illuminazione Il docente realizzerà dei ritratti in luce artificiale e luce mista per mostrare i diversi tipi di illuminazione
Metodi e tecniche di interazione con il soggetto fotografato Sessione di scatto
Sessioni di scatto individuali con il docente.
Ogni partecipante avrà la possibilità di compiere diversi esercizi di ritratto seguito personalmente dal docente.

Giorno 2 (8 ore)

Sessioni di scatto individuali con il docente
Ogni partecipante avrà la possibilità di compiere diversi esercizi di ritratto seguito personalmente dal docente.
Pausa pranzo
Sessione di editing e scelta delle fotografie (2 per sessione fotografica)
Analisi delle fotografie scattate dagli studenti
Post produzione con Adobe Photoshop
Sessione di editing e scelta delle fotografie (2 per sessione fotografica)
Analisi delle fotografie scattate dagli studenti
Post produzione con Photoshop; cenni di elaborazione con Lightroom.
Indicazioni di come realizzare un proprio book attraverso l’utilizzo di Indesign o comunque un software che permetta di realizzare un impaginato.
Informazioni utili

workshop - la fotografia di ritratto

relatori:
Antonio De Luca
Sergio Curtacci


presentazione ad ingresso gratuito
giovedì 16 maggio ore 18.00


il workshop si terrà in due giornate:
venerdì 24 maggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato 25 maggio dalle ore 10.00 alle ore 14.00
e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

presso la sede di Open Milano
in via Montenero 6, 20135 Milano
Tel. 02.83425610
email: ciao@openmilano.com
www.openmilano.com

per eventuali informazioni tecniche riguardanti i contenuti del workshop, rivolgersi a Sergio Curtacci: sergio.curtacci@libero.it
o, eventualmente, consultare la pagina web:
www.curtacci.net/fotografia/index.html
PRENOTATEVI SEGUENDO QUESTO QUESTO LINK... Affrettatevi ultimi posti disponibili!!
Copyright © *|2019|* *|Sergio Curtacci|*, All rights reserved.
*Sergio.curtacci@|* Questa email promuove eventi artistici realizzati o in collaborazione con il magazine Frattura Scomposta

Our mailing address is:
*|sergio. curt|*

Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
Frattura Scomposta contemporary art magazine · via sant'abbondio, 019, 3° piano · milano, mi 20142 · Italy

Email Marketing Powered by Mailchimp
]]>
Se fossimo anche noi così famosi Sat, 11 May 2019 11:32:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552279.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552279.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Giordano Morganti - Se fossimo anche noi così famosi - Monza

 

"Se fossimo anche noi così famosi" è la personale del fotografo Giordano Morganti che inaugurerà venerdì 24 maggio presso la Galleria Civica di Monza. La mostra, curata da Carlo Micheli e patrocinata da Comune di Monza, sarà fruibile fino a domenica 7 luglio 2019.

 

La previsione di Andy Warhol, secondo la quale tutti avranno in futuro diritto ad un quarto d’ora di notorietà, deve ancora avverarsi. Nel frattempo ci contentiamo di questo incontro faccia a faccia con personaggi famosi, immortalati dallo sguardo penetrante di Giordano Morganti: Attori celebrati, top model, campioni dello sport, artisti di vaglia, icone del nostro tempo. “Paradossalmente è più difficoltoso fotografare un attore che non una persona qualunque, presa dalla strada, perché l’abitudine a posare, a stare di fronte ad un obiettivo, conferisce agli scatti un sapore “artefatto”, la qual cosa impone al fotografo di lacerare la maschera creata dalla consuetudine e scavare in profondità, fino a fare emergere la personalità “privata” dei VIP”.

Nelle foto di moda si esaspera invece la capacità delle modelle di assumere atteggiamenti spesso innaturali, che facciano risaltare l’abito indossato e la personalità di chi lo indossa. Trasformare le modelle in manichini asettici è far torto alla loro sensualità, all’essenza stessa della femminilità e, in fin dei conti, anche alle creazioni indossate.

Questi scatti ormai storici contribuiscono alla creazione del mito, sono come dei ritratti di Dorian Gray all’incontrario, dove l’immagine vive incorrotta e incorruttibile nel tempo, mentre il corpo invecchia inesorabilmente.

Per questa mostra si è scelta una formula espositiva che privilegia la semplicità, il minimalismo. E’ ormai una scelta ricorrente quella di stampare le fotografie su supporti poveri, rinunciando all’alta qualità per moltiplicare quantitativamente le proposte. La mostra diviene così un’estensione del catalogo, da cui scegliere le immagini preferite, decidendo il supporto, le misure, il tipo di carta, l’eventuale incorniciatura.

Le immagini, stampate su grandi strisce di carta, risultano dunque come enormi provini di stampa, mantenendo il fascino delle sequenze e degli accostamenti.

 

Cenni biografici

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

Titolo: Se fossimo anche noi così famosi

Genere: Mostra personale di fotografia

Artista: Giordano Morganti

Curatela: Carlo Micheli 

Luogo: Galleria Civica

Indirizzo: Via Manfredo Camperio 1 – 20900 Monza

Inaugurazione: Venerdì 24 Maggio alle 18.00

Durata: 24 Maggio | 7 Luglio 2019

Progetto: Comune Di Monza

Info: mostre@comune.monza.it - 039.366381

Orari: Da Martedì a Venerdì: 15.00 - 19.00

Sabato e Domenica: 10.00 - 13.00 | 15.00 - 19.00

Mediapartner: Frattura Scomposta

]]>
Maurizio Gabbana - Infinite Dynamics - PE Wed, 01 May 2019 14:24:14 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547794.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/547794.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Sabato 11 maggio alle 18.00, presso il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, inaugura la mostra itinerante Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana a cura di Gian Ruggero Manzoni. In tale occasione verrà presentata anche la monografia "Con la luce negli occhi" edita da Skira. L'esposizione sarà fruibile fino a giovedì 6 giugno 2019.

_________________________

 

Così Gian Ruggero Manzoni nel catalogo redatto per la mostra pescarese:

Il nero, secondo Jung, è il colore delle origini, degli inizi, degli occultamenti nella loro fase germinale, precedente l’esplosione luminosa della nascita. Il bianco nel nostro immaginario, lo associamo, istintivamente, all’idea di purezza e di innocenza, mentre il nero, l’enfant terrible dei colori, lo rendiamo tinta delle nostre paure infantili, della morte, del lutto… Il bianco e nero è da sempre la maniera più sublime del fare fotografia. Da Henri Cartier Bresson a Berengo Gardin, da Ansel Adams a Ferdinando Scianna i grandi hanno preferibilmente fotografato in bianco e nero, così che le immagini risultassero costruite a partire dalla struttura dell’ombra e dei suoi forti drammatici contrasti.

Maurizio Gabbana, comunque eccellente anche nell’uso del colore, si esprime prevalentemente col bianco e nero, che i suoi scatti interpretano in maniera totale e, oserei dire, sublime. La scelta di entrare in ciò che la natura o l’uomo lasciano di sé allo sguardo, per lui è diventata indagine armonica e perdutamente poetica, anche quando adotta metodi di scatto, a immagini sovrapposte, divenuti tipici del suo stile. I contorni dei soggetti fotografati, affrontati come in un teatro d’ombre, risultano di volume, sfiorando la tridimensionalità, esaltando le peculiarità di ciò che viene fermato per approdare a dissolvenze cercate in sfondi e aloni che rimandano al visionario, all’immaginifico, spesso al cosmico. 

_________________________

 

Contemporaneamente il Museo delle Genti d’Abruzzo ospiterà la collettiva "Immagini a confronto" a cura di Raffaele Soligo. In mostra le opere di 22 artisti chiamati a rendere omaggio all'arte di Maurizio Gabbana. Per la fotografia e l'arte digitale: Rodolfo Angelosante, Lorenzo Cipolletti, Laura Conti, Claudio Dell’Osa, Luciano Di Gregorio, Peppe Esposito, Pierpaolo Mancinelli, Ottavio Perpetua, Loris Speziale, Danilo Susi, Tiziana Torcoletti. Per la pittura e l'installazione: Domenico Bindi, Fabrizio Campanella, Tommaso Cascella, Giuseppe Cipollone, Ileana Colazzilli, Giancarlo Costanzo, Alfredo Di Bacco, Patrizia Franchi, Cleonice Gioia, Enrico Manera, Gualtiero Redivo.

_________________________

 

Cenni biografici:

Milanese del 1956, Maurizio Gabbana sin da ragazzino sperimenta la ricerca fotografica passando dalla camera oscura al digitale senza mai utilizzare programmi di post produzione. Dell’anno 2000, l’incontro con lo Storico dell’Arte, Professore all’Accademia di Brera, Rolando Bellini che valorizza le sue ricerche futuristiche con “Dynamica Spazio Temporale” sottolineando il valore dei suoi scorci metafisici, soprattutto notturni. Predilige ritrarre le architetture cittadine e l’uomo nella sua quotidianità. Una sua opera di metri 3 x 4, dal 2013 è installata nella hall della sede PWC - Il Sole 24 Ore di Milano. Ha esposto a Milano, Roma, Firenze, Torino, Salerno, Bari, Mantova e ha partecipato a più Biennale tra cui, nel 2015, quella di Venezia; alla Expo di Milano riceve un riconoscimento dal Padiglione Guatemala. All’estero ha esposto a Basel, Lugano e nel 2018 a Mosca. Nel dicembre 2017 pubblica una sua monografia edita da Skira dal titolo “Con la Luce negli Occhi” che viene attualmente presentato in diverse città italiane. Innumerevoli sono i Critici d’Arte che hanno scritto su di lui in Italia e all’Estero. È un attento divulgatore della materia fotografica e dell’Arte in generale attraverso corsi riservati agli studenti di vari Istituti scolastici.

_________________________

 

Titolo: Infinite Dynamics 

Genere: Fotografia

Artista: Maurizio Gabbana

Curatore: Gian Ruggero Manzoni

Sede: Museo delle Genti d’Abruzzo

Indirizzo: Via delle Caserme 24 - 65127 Pescara

Date: 11 Maggio - 6 Giugno 2019

Inaugurazione: Sabato 11 Maggio ore 18.00

 

Orari:

Dal Lunedì al Venerdì:  9:00-13:00

Sabato: 9:00-13:00 e 16:30-19:30 – Domenica: 16:30-19:30

Festivi: aperto solo in occasione di eventi programmati

 

Info:

0854510026

museo@gentidabruzzo.it

www.gentidabruzzo.com

 

Organizzazione:

Pescara Art Evolution

 

Patricinio:

Assessorato alla Cultura Città di Pescara, Regione Abruzzo, Fondazione PescarAbruzzo

 

Mediapartner: 

Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
Mah...MilanoMilano? Bruno e Pivetta Mon, 29 Apr 2019 12:53:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/546804.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/546804.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta Mah...MilanoMilano? - Alessandra Bruno / Nada Pivetta - Galleria Francesco Zanuso

Inaugura mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00 “Mah...MilanoMilano?” presso la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano. In mostra acquarelli e tecniche miste di Alessandra Bruno e sculture in legno, bronzo, ceramica, smalti su rame di Nada Pivetta. Fino al 30 maggio.

 

La fisionomia del torso e l’elasticità della pelle contengono funzioni essenziali alla vita: gli organi di trasformazione ed assimilazione, insieme ad un mistero di fuoco che trascende il tempo della carne. Nada Pivetta scava e svuota sibille di legno, imprime tracce altre, apre respiri al bronzo e srotola strati di fogli di ceramica, fedele testimone scompaginata di un attraversamento di luce dalla scintillante morbidezza smaltata. Sottorilievi del vivere col corpo indagati in scultura.

Gabriele Mandel descrive con i termini generosi dell’età dell’oro lo spaesamento intrinseco al lavoro di Alessandra Bruno che attraverso una iniziale ricerca pittorico-materica ha scelto di lavorare pressoché esclusivamente con l’acquarello: porta della memoria, magia per rivivere paesaggi incantatori, consolatori, che la consapevolezza più equa verso il presente della mezza età ha riorientato verso l’esplorazione dell’ambiente urbano d’adozione. 

Milano, esoscheletro del vivente metropolitano, negli anni recenti si trasforma anche nei materiali costituenti: vetro, acqua, vegetazione, da nuovi privilegiati riflettono crocevia di luci cangianti, concedono spazi, visioni e movimenti di più ampio respiro.

Francesco Zanuso vi invita a vedere la città Bruno-Pivetta: duo a quattro mani per sensibilità affini.

_________________________________  

 

Dal testo di Gabriele Mandel dedicato a Alessandra Bruno: […] Guardate questi orizzonti, carichi di nebbie cromatiche, di gusti lontani che sfuggono, come il sentore d’anice delle caramelle d’un tempo, o si avvicinano prepotenti con linee pastellate, sapore di pane appena sfornato. E poi, come a distacco di una pace campestre, ecco il gioco di una decorazione, un metter giù immagini come calano i Tarocchi sulla tavola della cartomante, e son intimismi e azzurri acidi, che sconfinano nell’Espressionismo inizio secolo, o rammentano i lavori di Pincas amico di Modigliani, o della Scuola Romana o d’un certo Spazzapan fra le sue cose più intime e tenere. Ma per parlar compiutamente di questa pittura, per collocarla nel suo giusto castone, occorrerebbe esulare, andar lontano sulle rive della Senna, in quella Parigi che è ancora centro ideale della cultura del mondo. […]

 

La stessa Alessandra Bruno scrive di Nada Pivetta: “L’incontro con il tuo lavoro, produce in me un mutamento benefico. Mi sento protetta infatti da una potenza calda e sapiente. Il tuo legno, scolpito secondo forze archetipiche maschili, nette, tese, verticali, ha la presenza tiepida e gravida dell’accogliente madre terra. Leggo nella tua materia, l’arrendevolezza al lasciarsi consumare, necessaria alla cura del principio vitale. La disponibilità a trasformarsi secondo codici di armonia universale per dare origine ad una espressione di coscienza, unica pertanto sacra. Il custode del tempio, monaco guerriero sostiene con solidità valorosa, l’eco dell’eterna vita contenuto nel grembo della mucca sacra, nel suo sacro latte. In un ritmo circolare di perpetuo rinnovarsi rimanendo uguale a se stesso. Somma si esistenza-resistenza attorno ad un nucleo di mistero assoluto. Nada, scolpisci l’anima del tempo.”

_________________________________

 

Cenni biografici:

 

Alessandra Bruno

È nata a Torino nel 1962, vive a Milano. Studi: liceo Artistico Torino. Foundation Course st.Martin’s school of Art Londra. Bachelour of Art’s – Painting - Maidstone College of Art, Kent(UK). 

Dal 1980 Collabora a istituzioni pubbliche e private alla curatela e realizzazione di progetti didattici e artistici, ritratti su commissione, illustrazioni, murales, seminari, laboratori, decorazione e progettazione di arredi e interni: Comuni del torinese con l’associazione Melarancia; Centro Botanico e Naj-Oleari MI; Fondazione l’Aliante -Castello di Potentino-Seggiano; Accademia Piemontese del Giardino TO; Associazione Orticola di Lombardia, Lizières  FR; Istituto europeo di Design, (IED) MI; Emporio Le Sirenuse, Positano, NA; Fondazione Ugo da Como - Lonato del Garda. Fra le principali personali: Galleria Angelica Frescobaldi a Milano; Galleria Silvia Blanchaert a Milano; Serre del Castello di Racconigi con la cura di Paolo Pejrone; Galleria il Torchio di Porta Romana a Milano; Ca’ Albrizzi a Milano con la cura di Alessandro Giannelli Viscardi; Mosto a Milano a cura di Ugo Melli; Galleria Francesco Zanuso a Milano. Ha esposto in numerose collettive in Italia e all’estero.

 

Nada Pivetta

È nata a Milano nel 1970, dove vive e lavora. Si è diplomata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È docente di Progettazione di Interventi Urbani e territoriali al biennio specialistico della scuola di scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Nel 2005 disegna l’immagine guida del XVII congresso nazionale FABI, Federazione Autonoma Bancari Italiani. Nel 2009 la sua scultura “Icaro” è il Premio Economia Brianza dalla Camera di commercio MB; Partecipa al Concorso Cura e Speranza - Ospedale Niguarda MI (opera acquisita nella collezione dell’Ospedale). Vincitrice 1° premio 2019 - Scultura nella città, progetti per Milano - Museo della Permanente. Nel 2010 - residenza d’artista alla West Gallery di Shanghai con opere in ceramica cinese. Nel 2011 entra nella collezione di Arte Contemporanea “Banca Centrale del Lussemburgo” con l’opera “Nulli Certa Domus” collocata all’Idroscalo di Milano. Nel 2015 realizza una personale al Museo Studio Francesco Messina del Comune di Milano con la monografia “Substantia”. Nel 2017 pubblica il libro “in Superficie” col sostegno del Museo Studio Francesco Messina e del Comune di Milano. Dal 2018, in collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura, espone a Osaka. Recentemente è stata selezionata e invitata a realizzare di un’opera pubblica a Chengdu in Cina.

_________________________________

 

Titolo: Mah...MilanoMilano?

Artisti: Alessandra Bruno - Nada Pivetta

Sede: Galleria Francesco Zanuso

Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

Date: dall'8 al 30 maggio 2019

Inaugurazione: mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00

Orari: da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento

Mobile: +39 335 6379291

E-mail: francesco.zanuso@gmail.com

Sito: www.galleriafrancescozanuso.com

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
Mah...MilanoMilano? Bruno e Pivetta Mon, 29 Apr 2019 12:52:40 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/546801.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/546801.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta Mah...MilanoMilano? - Alessandra Bruno / Nada Pivetta - Galleria Francesco Zanuso

Inaugura mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00 “Mah...MilanoMilano?” presso la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano. In mostra acquarelli e tecniche miste di Alessandra Bruno e sculture in legno, bronzo, ceramica, smalti su rame di Nada Pivetta. Fino al 30 maggio.

 

La fisionomia del torso e l’elasticità della pelle contengono funzioni essenziali alla vita: gli organi di trasformazione ed assimilazione, insieme ad un mistero di fuoco che trascende il tempo della carne. Nada Pivetta scava e svuota sibille di legno, imprime tracce altre, apre respiri al bronzo e srotola strati di fogli di ceramica, fedele testimone scompaginata di un attraversamento di luce dalla scintillante morbidezza smaltata. Sottorilievi del vivere col corpo indagati in scultura.

Gabriele Mandel descrive con i termini generosi dell’età dell’oro lo spaesamento intrinseco al lavoro di Alessandra Bruno che attraverso una iniziale ricerca pittorico-materica ha scelto di lavorare pressoché esclusivamente con l’acquarello: porta della memoria, magia per rivivere paesaggi incantatori, consolatori, che la consapevolezza più equa verso il presente della mezza età ha riorientato verso l’esplorazione dell’ambiente urbano d’adozione. 

Milano, esoscheletro del vivente metropolitano, negli anni recenti si trasforma anche nei materiali costituenti: vetro, acqua, vegetazione, da nuovi privilegiati riflettono crocevia di luci cangianti, concedono spazi, visioni e movimenti di più ampio respiro.

Francesco Zanuso vi invita a vedere la città Bruno-Pivetta: duo a quattro mani per sensibilità affini.

_________________________________  

 

Dal testo di Gabriele Mandel dedicato a Alessandra Bruno: […] Guardate questi orizzonti, carichi di nebbie cromatiche, di gusti lontani che sfuggono, come il sentore d’anice delle caramelle d’un tempo, o si avvicinano prepotenti con linee pastellate, sapore di pane appena sfornato. E poi, come a distacco di una pace campestre, ecco il gioco di una decorazione, un metter giù immagini come calano i Tarocchi sulla tavola della cartomante, e son intimismi e azzurri acidi, che sconfinano nell’Espressionismo inizio secolo, o rammentano i lavori di Pincas amico di Modigliani, o della Scuola Romana o d’un certo Spazzapan fra le sue cose più intime e tenere. Ma per parlar compiutamente di questa pittura, per collocarla nel suo giusto castone, occorrerebbe esulare, andar lontano sulle rive della Senna, in quella Parigi che è ancora centro ideale della cultura del mondo. […]

 

La stessa Alessandra Bruno scrive di Nada Pivetta: “L’incontro con il tuo lavoro, produce in me un mutamento benefico. Mi sento protetta infatti da una potenza calda e sapiente. Il tuo legno, scolpito secondo forze archetipiche maschili, nette, tese, verticali, ha la presenza tiepida e gravida dell’accogliente madre terra. Leggo nella tua materia, l’arrendevolezza al lasciarsi consumare, necessaria alla cura del principio vitale. La disponibilità a trasformarsi secondo codici di armonia universale per dare origine ad una espressione di coscienza, unica pertanto sacra. Il custode del tempio, monaco guerriero sostiene con solidità valorosa, l’eco dell’eterna vita contenuto nel grembo della mucca sacra, nel suo sacro latte. In un ritmo circolare di perpetuo rinnovarsi rimanendo uguale a se stesso. Somma si esistenza-resistenza attorno ad un nucleo di mistero assoluto. Nada, scolpisci l’anima del tempo.”

_________________________________

 

Cenni biografici:

 

Alessandra Bruno

È nata a Torino nel 1962, vive a Milano. Studi: liceo Artistico Torino. Foundation Course st.Martin’s school of Art Londra. Bachelour of Art’s – Painting - Maidstone College of Art, Kent(UK). 

Dal 1980 Collabora a istituzioni pubbliche e private alla curatela e realizzazione di progetti didattici e artistici, ritratti su commissione, illustrazioni, murales, seminari, laboratori, decorazione e progettazione di arredi e interni: Comuni del torinese con l’associazione Melarancia; Centro Botanico e Naj-Oleari MI; Fondazione l’Aliante -Castello di Potentino-Seggiano; Accademia Piemontese del Giardino TO; Associazione Orticola di Lombardia, Lizières  FR; Istituto europeo di Design, (IED) MI; Emporio Le Sirenuse, Positano, NA; Fondazione Ugo da Como - Lonato del Garda. Fra le principali personali: Galleria Angelica Frescobaldi a Milano; Galleria Silvia Blanchaert a Milano; Serre del Castello di Racconigi con la cura di Paolo Pejrone; Galleria il Torchio di Porta Romana a Milano; Ca’ Albrizzi a Milano con la cura di Alessandro Giannelli Viscardi; Mosto a Milano a cura di Ugo Melli; Galleria Francesco Zanuso a Milano. Ha esposto in numerose collettive in Italia e all’estero.

 

Nada Pivetta

È nata a Milano nel 1970, dove vive e lavora. Si è diplomata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È docente di Progettazione di Interventi Urbani e territoriali al biennio specialistico della scuola di scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Nel 2005 disegna l’immagine guida del XVII congresso nazionale FABI, Federazione Autonoma Bancari Italiani. Nel 2009 la sua scultura “Icaro” è il Premio Economia Brianza dalla Camera di commercio MB; Partecipa al Concorso Cura e Speranza - Ospedale Niguarda MI (opera acquisita nella collezione dell’Ospedale). Vincitrice 1° premio 2019 - Scultura nella città, progetti per Milano - Museo della Permanente. Nel 2010 - residenza d’artista alla West Gallery di Shanghai con opere in ceramica cinese. Nel 2011 entra nella collezione di Arte Contemporanea “Banca Centrale del Lussemburgo” con l’opera “Nulli Certa Domus” collocata all’Idroscalo di Milano. Nel 2015 realizza una personale al Museo Studio Francesco Messina del Comune di Milano con la monografia “Substantia”. Nel 2017 pubblica il libro “in Superficie” col sostegno del Museo Studio Francesco Messina e del Comune di Milano. Dal 2018, in collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura, espone a Osaka. Recentemente è stata selezionata e invitata a realizzare di un’opera pubblica a Chengdu in Cina.

_________________________________

 

Titolo: Mah...MilanoMilano?

Artisti: Alessandra Bruno - Nada Pivetta

Sede: Galleria Francesco Zanuso

Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

Date: dall'8 al 30 maggio 2019

Inaugurazione: mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00

Orari: da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento

Mobile: +39 335 6379291

E-mail: francesco.zanuso@gmail.com

Sito: www.galleriafrancescozanuso.com

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
Andrea Boyer - Lucidi inganni Tue, 26 Mar 2019 17:53:36 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/535834.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/535834.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

6 aprile -ore 18.00 - Mantova, Casa di Rigoletto, inaugura la mostra di Andrea Boyer "lucidi inganni" a cura di Carlo Micheli. Una cinquantina tra disegni e fotografie realizzate con tecnica straordinaria da un artista sensibile e colto. Elegantissimi trompe l'oeil a matita o citazioni dei classici tramite fotografie tanto irriverenti quanto formalmente perfette. Realizzata su progetto dell'Ufficio Mostre del Comune di Mantova, "lucidi inganni" sarà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 fino al 5 maggio.


Le opere di grafica e le fotografie di Andrea Boyer sono “lucidi inganni” la cui essenza consiste nell’apparire. Risolta questa annosa e noiosa dicotomia, Boyer si dedica al disinnesco del significato, a favore di una girandola di significanti nemmeno, poi, così significativi. La sublimazione del banale o lo svilimento del sublime sono le irridenti provocazioni di un artista dell’escapologia che, liberatosi dalla camicia di forza del senso, si diverte a bluffare con la realtà, smontando la scatola rappresentativa, scompigliando le unità di luogo di tempo e di spazio. 

 

Così Manuela Accinno: “Proprio il tempo, con l’interpretazione della realtà che ne dipende, è una delle chiavi di lettura di queste opere. La fotografia e il disegno, i principali mezzi espressivi utilizzati dall’artista, si fanno emblemi di un loro tempo specifico. Il disegno – che di per sé rappresenterebbe il tempo dell’essere – e la fotografia - che per sua natura coglie il tempo nel suo divenire – nelle opere di Andrea Boyer si incontrano per creare un terzo tempo, un’altra realtà in cui l’essere si identifica con il divenire.” 

Dunque un gioco raffinato quello di Boyer, che molto deve, formalmente, alla metafisica, con venature surreali e spruzzate di iperrealismo (non acefalo). 

Spiega Luca Violo: “Il verosimile si mostra ogni volta dentro l'inganno: un frammento di una verità sconfinata; un fotogramma strappato alla storia ma filtrato dalla memoria, vissuta come un labirinto di prospettive infinite. Un gioco di riflessi che si appalesa attraverso archetipi incerti della propria anima e dei loro sensi.” 

Un gioco difficile da giocare, in apparenza, ma di fatto accattivante ed entusiasmante. Il grande bluff e la grande bellezza, scopriremo, coincidono per la nostra gratificazione, inutile e improduttiva, la stessa che si prova nel risolvere un problema matematico, o un giallo particolarmente intricato… Ma le immagini di Boyer sono guanti da raccogliere, per chi abbia ancora la voglia e il bisogno di stupirsi.

Carlo Micheli

 

Cenni biografici:

Andrea Boyer è nato nel 1956 a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico, e l'Accademia di Belle Arti di Brera (scenografia). 

Ha lavorato come fotografo (1978-2000) presso il proprio Studio in ambito commerciale con collaborazioni nella moda, nella pubblicità, nell'editoria, nell'industria. Dal 1990 espone in spazi pubblici e privati con Opere pittoriche (matita, olio, grafica-puntasecca, ceramolle, maniera nera) e fotografiche. Ha collaborato con i più importanti studi di architettura quali BBPR, Albini, Belgiojoso, fotografando e documentando le loro costruzioni. Sue Opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all' estero.


TITOLO: Lucidi inganni

GENERE: Mostra personale foto/grafica

AUTORE: Andrea Boyer

LUOGO: Mantova | Casa Di Rigoletto

INDIRIZZO: Piazza Sordello 23

INAUGURA: 6 aprile ore 18.00

DURATA: 6 aprile | 5 maggio 2019

A CURA DI: Carlo Micheli

PROGETTO: Comune di Mantova - Ufficio Mostre

INFO: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

ORARI: tutti i giorni 9.00 - 18.00 

MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta

]]>
Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
]]>
Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:17 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
]]>
Vania Elettra Tam a Palazzo Ducale di Genova Tue, 05 Mar 2019 10:34:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530007.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530007.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta
View this email in your browser
Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde.
Vania Elettra Tam - La buona ventura - 2015 - 40x40 cm - acrilico su tela
ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"…
Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.
 
La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.
Vania Elettra Tam - la dama col bigodino - 2018 - 60x40 cm - acrilico e matita su tela
L’artista Vania Elettra Tam
 
L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte.

La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.
Vania Elettra Tam - Origami clitoridei - Maddalena - 2016 - 70x50 cm - tecnica mista
INFORMAZIONI

TITOLO: ConTAMinAzione
AUTORE: Vania Elettra Tam
LUOGO: Spazio46 �“ Palazzo Ducale
INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova
INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00
DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019
A CURA DI: Virginia Monteverde
RASSEGNA: Weekend Contemporaneo
ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe
INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692
ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
Copyright © *|2019|* *|Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

All rights reserved.


Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
Frattura Scomposta contemporary art magazine · via sant'abbondio 019 · Milan, Mi 20133 · Italy

Email Marketing Powered by Mailchimp
]]>
Vania Elettra Tam a Palazzo Ducale di Genova Tue, 05 Mar 2019 10:18:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530001.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530001.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta
View this email in your browser
Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde.
Vania Elettra Tam - La buona ventura - 2015 - 40x40 cm - acrilico su tela
ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"…
Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.
 
La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.
Vania Elettra Tam - la dama col bigodino - 2018 - 60x40 cm - acrilico e matita su tela
L’artista Vania Elettra Tam
 
L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte.

La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.
Vania Elettra Tam - Origami clitoridei - Maddalena - 2016 - 70x50 cm - tecnica mista
INFORMAZIONI

TITOLO: ConTAMinAzione
AUTORE: Vania Elettra Tam
LUOGO: Spazio46 �“ Palazzo Ducale
INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova
INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00
DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019
A CURA DI: Virginia Monteverde
RASSEGNA: Weekend Contemporaneo
ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe
INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692
ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
Copyright © *|2019|* *|Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

All rights reserved.


Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
Frattura Scomposta contemporary art magazine · via sant'abbondio, 019, 3° piano · milano, mi 20142 · Italy

Email Marketing Powered by Mailchimp
]]>
ConTAMinAzione - Vania Elettra Tam Tue, 26 Feb 2019 17:50:29 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/527953.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/527953.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde. 

 

ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"… 

 

Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.

 

La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.

 

L’artista Vania Elettra Tam:

L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte. La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.

 

TITOLO: ConTAMinAzione

GENERE: mostra personale di pittura

AUTORE: Vania Elettra Tam

LUOGO: Spazio46 – Palazzo Ducale 

INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova

INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00

DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019

A CURA DI: Virginia Monteverde

RASSEGNA: Weekend Contemporaneo

ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe

INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692

ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00

]]>
La via della seta - Pham Kim Hoa Thu, 21 Feb 2019 15:35:34 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526701.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526701.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

La via della seta - Pham Kim Hoa
dal 6 al 28 marzo 2019
Galleria Francesco Zanuso – MI 

Nella stesura del colore di fondo, fra le strisce di seta liscia, si celano le sonorità dell’animo umano. I canti dell’amore per la natura, per la vita e per l’umanità, sono i valori in cui Pham Kim Hoa si riconosce.

Pham Kim Hoa, pittrice e docente d’arte vietnamita, durante il conseguimento della laurea in Belle Arti subisce l’influenza della cultura artistica francese degli inizi del XX Secolo. A seguito di questo “innamoramento” il suo stile appare estremamente moderno, anche se intriso di riferimenti alla cultura classica vietnamita.

I suoi dipinti mostrano, attraverso la profondità di colore e le morbide ed eleganti pennellate, la serena e pacifica vita del popolo vietnamita. Nelle sue opere, si ritrova l’ottimismo necessario a superare le difficoltà e i dispiaceri, attraverso la volontà, la serenità e la forza d’animo. La seta vietnamita -molto più preziosa e resistente di quella cinese o giapponese- fa da supporto e caratterizza le opere di Pham Kim Hoa, realizzate secondo la tecnica tradizionale della pittura su seta, che consiste nel colorare con accuratezza e precisone, perché su questo pregiato tessuto non è concesso alcun margine di errore. Perciò Pham Kim Hoa parte sempre dal disegno lasciandosi trasportare   dalle emozioni provocate dalla tematica dell’opera, consapevole di non poter   sbagliare, perché, al contrario della pittura con altre tecniche, in questo caso non è possibile sovrapporre un colore all’altro. In un secondo momento l'artista procede con la colorazione del dipinto che, una volta terminato, subirà un lavaggio accurato. Questa tecnica tradizionale richiede molta pazienza perché il colore deve essere diluito fino ad essere assorbito dai ogni singolo filo di seta. È attraverso l’accuratezza dell’esecuzione, la sensibilità, la capacità artistica che si riconosce lo stile inavvicinabile di Pham Kim Hoa. 

L’unicità dei suoi dipinti è data dalla ricchezza e soavità degli sfondi condotti con abilità straordinaria, mentre l’uso di una particolare foderatura delle sue opere genera riflessi cangianti indescrivibili… motivo in più per ammirare queste opere raffinatissime dal vivo.

 

La via della seta - Pham Kim Hoa 
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano
dal 6 al 28 marzo 2019
inaugurazione mercoledì 6 marzo dalle 18.00 alle 21.00
da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00
venerdì e in altri orari su appuntamento
+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
]]>
Memorie liquide - Evita Andújar Wed, 20 Feb 2019 22:31:43 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526351.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526351.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Memorie liquide - Evita Andújar

a cura di Carlo Micheli
Mantova - Casa di Rigoletto
dal 2 al 31 marzo 2019

La pittura di Evita Andújar è una sferzata rivitalizzante all’intero mondo dell’arte contemporanea. Ne fan fede il cospicuo numero di premi vinti e la frenetica partecipazione a mostre nazionali e internazionali che sottintende un apprezzamento incondizionato del suo fare artistico. Proveniente dal restauro, Evita ha conoscenze approfondite di materiali e tecniche, della classicità come della contemporaneità: ne deriva una proposta artistica che attraversa il Novecento cogliendone gli insegnamenti e le innovazioni, per proiettarsi in un Terzo Millennio all’insegna delle fibrillazioni e dell’inquietudine. 

Così Roberto Gramiccia: “…non solo piega e fonde, con sapienza e duttilità, codici espressivi diversi per confezionare un proprio personalissimo linguaggio unitario, ma, quel che più conta, è capace di mettere in scena la rappresentazione più efficace della vita nel suo divenire imprevedibile, contraddittorio, dialettico.” Le figure femminili, percorse da una vibrazione che le sdoppia, le destruttura, le scioglie, sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne “moltiplicate”, preda di un vortice dinamico che ne offusca quasi le sembianze, per trasformarle in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole.

Per Lorenzo Canova quello di Evita è “Un mondo sospeso tra memoria e futuro, una pittura dove il tempo sedimentato e interiore si intreccia al dinamismo contemporaneo della percezione elettronica, uno sguardo in cui la forma si blocca e si disperde in una dialettica costante tra la millenaria fissità dell’immagine e la sua accelerazione contemporanea: l’opera di Evita Andújar si muove su queste coordinate dove la pittura è allo stesso tempo condensata e dissolta in un sistema costruttivo dove i contrari si uniscono e si allontanano in un perenne moto circolare.” 

“Memorie liquide”, la mostra che si terrà a Mantova nel mese di Marzo, alla Casa di Rigoletto, rappresenta la prima personale istituzionale dell’artista d’origine spagnola. Il progetto, dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, si avvale della preziosa collaborazione della Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia e del sostegno di Espoarte.

 

Note biografiche
Evita Andújar nasce a Ècija, Siviglia, in Spagna.
Dopo essersi formata studiando pittura e restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia ha frequentato diversi corsi di specializzazione di pittura e arte tra i quali il Corso Internazionale di Pittura a Cadice diretto dal pittore spagnolo Antonio López García. Dopo aver terminato anche i corsi di Dottorato, nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Realizza importanti restauri di affreschi come referente tecnico e restauratrice (ad esempio la Scala Regia del Vignola a Caprarola). Lo stretto contatto con gli affreschi sarà fondamentale per lo sviluppo posteriore della sua tecnica pittorica. Ha realizzato numerose mostre in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Slovenia ed Emirati Arabi, esponendo con grandi artisti contemporanei e giovani artisti emergenti. Tra altre sedi ricordiamo le mostre realizzate a Palazzo Reale e al Museo della Permanente di Milano, all’Arsenale di Venezia, alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, ai Musei di San Salvatore in Lauro o alla Camera dei Deputati a Roma.
Dal 2000 vive e lavora a Roma.

 

 

Memorie liquide - Evita Andújar
a cura di Carlo Micheli

Casa di Rigoletto
Piazza Sordello 23, Mantova 

dal 2 al 31 marzo 2019
inaugurazione sabato 2 marzo alle ore 18.00

orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00

info: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

Progetto del Comune Di Mantova – Ufficio Mostre

In collaborazione con la Galleria De’ Bonis di Reggio Emilia e col sostegno di Espoarte

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

]]>
Duilio Forte - ArkiZoic Project III - 55249 Thu, 31 Jan 2019 15:21:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/520938.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/520938.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Duilio Forte, dopo i successi ottenuti nel 2016 con la sua mostra personale al Museo di Biologia di Stoccolma, tramuterà con sue opere installative (e non solo) la Galleria Francesco Zanuso in ArkiZoic, ovvero un luogo fantastico ed anacronistico abitato da creatore zoomorfe. L'esposizione dell'artista-architetto italo svedese dal titolo "ArkiZoic Project III - 55249" inaugurerà mercoledì 6 febbraio in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano e sarà fruibile fino a giovedì 28 febbraio 2019.

Duilio Forte con le sue opere esplora lo spazio naturale, antropico ma soprattutto poetico riportando nell’oggi la forza e l’esemplarità del mito per costruire l’avvento anacronistico di una nuova epoca: l’era ArkiZoic. La ricerca delle infinite identità di Sleipnir, impareggiabile destriero del dio Odino della mitologia norrena, iniziata nel 2008, è l’occasione per ripensare il rapporto tra l’uomo e la natura costruendo spazi sacri dove vivere un’esperienza più autentica del tempo. Da qui le installazioni effimere e permanenti nelle città e nelle campagne, nelle foreste e sui fiumi degli esemplari di Sleipnir, che hanno così conquistato la Laguna di Venezia, la Triennale di Milano, palazzo Carignano a Torino o il Vittoriale. A fare contrappunto alle opere dedicate a Sleipnir, un bestiario immaginifico che incrocia mito e hi-tech e ha la sua casa nel cuore di Milano, ai giardini Montanelli. Qui Duilio Forte sta dando vita a un perfetto sincretismo ricostruendo, esattamente dov’era, lo zoo della città, popolandolo però di animali mitici, fantastici, estinti o anche “solo” sognati ma sempre tecnologici, affinché possano interagire con i propri spettatori. Passato e futuro si inanellano di continuo nell’era ArkiZoic così come archeologia e fantascienza si nutrono di quello stesso sogno che è il tempo, per farne esperienza quotidiana. Ecco allora che gli spazi portano in salvo un’antica domesticità: saune e unità abitative. 

Duilio Forte (1967), artista e architetto italo svedese, prende la forza e l’esemplarità del mito e della leggenda per costruire l’avvento anacronistico di una nuova epoca: l’era ArkiZoic. Indaga il rapporto tra l’uomo e la natura costruendo spazi sacri dove vivere un’esperienza autentica del tempo, installazioni nella natura e nelle città: Venezia, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Stoccolma, Cheongju (South Korea), Shanghai, Monte Carlo, New York e Roma. Fonda nel 1998 l’AtelierFORTE e la scuola estiva in Svezia, dove riporta l’architettura alla pratica di bottega secondo il manifesto ArkiZoic lanciato nel 2009: regole che dalla pratica artistica scivolano nell’etica per riaffermare il valore dell’unicità del fare, per una nuova evoluzione. Candidato all’ICIF Prize, partecipa a due Biennali di Architettura a Venezia alla VII edizione del Design Museum presso la Triennale e alla XXI Triennale internazionale di Milano. Collabora con NABA Milano, la scuola del Castello, Politecnico di Milano e con istituzioni italiane e straniere. Tra le pubblicazioni: Corriere della Sera, La Repubblica, Domus, Interni, BundPic Cina, Wired, Madame Figaro, Sky Arte, Rai 5, New York Times.

 

Duilio Forte - ArkiZoic Project III - 55249
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

dal 6 al 28 febbraio 2019
inaugurazione mercoledì 6 febbraio dalle 18 alle 21

da lunedì a giovedì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento

+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
www.atelierforte.com

Patrocinio: Ambasciata di Svezia | Roma
Mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine
]]>
Loredana Galante e i ragni tessitori a MACRO Mon, 28 Jan 2019 12:34:03 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519662.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519662.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

Loredana Galante, col progetto “I ragni tessitori”, sarà presente nell' Atelier #2 del Macro Asilo dove trasferirà il suo studio d'artista per la durata di una settimana, un laboratorio creativo per lavorare e interagire con il pubblico.

 

I Ragni Tessitori di Loredana Galante sono realizzati con centrini e lavori ad uncinetto raccolti e donati da svariate persone che divengono in tal modo parte imprescindibile del lavoro dell’artista.

I ragni sono tenaci creatori di magnificenti e complicatissime ragnatele, per realizzare le quali occorre tempo, capacità e cura. Alla stregua delle relazioni interpersonali sono fragili e delicate: basta una disattenzione, un 'incomprensione, un piccolo accidente per comprometterle o distruggerle.

Bottoni, cocci ed altri oggetti fanno parte di un processo poetico interattivo in progress al quale il pubblico è invitato a partecipare.

“Essere in relazione” ci racconta Loredana “è il tema portante del mio lavoro: un esercizio di inclusione e confronto, un conferire costantemente importanza all'altro da sé. Il mio lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. Persegue un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell'assimilazione e della riformulazione costruttiva. Con il mio lavoro cerco di risvegliare ad un'appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un'appartenenza responsabile in cui trovare conforto.”

 

 

Durante la sua permanenza al MACRO ASILO, giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 , nella sala Cinema, si terrà la conferenza: “AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

In questo momento politicamente così controverso, una ricerca artistica aperta, sincera e schietta, com'è quella di Loredana Galante, è per noi ancora più necessaria. Loredana, in un’intervista di qualche anno fa, in cui le chiedevano di raccontarsi rispondeva soffermandosi su di un obiettivo molto chiaro: quello di tentare di essere sempre in relazione con l’altro. E’ questo il verbo con cui poter descrivere l’asse portante di tutta la sua attività.  Continuando a raccontarsi, Loredana definisce il suo percorso, come un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto. Questi temi, nell’arte contemporanea sono stati spesso trattati come prigionieri del non detto. Il bisogno di rispetto verso l’altro, ad esempio, è lasciato a volte, al solo intuito concettuale dello spettatore, rendendo forse troppo difficile, permettergli di comprenderlo ed entrarci davvero in contatto. Loredana suscita invece con le sue opere, desiderio di collaborazione, di essere inclusi in qualcosa che ci porti ad abbracciare e fare nostri, messaggi di apertura e comunicazione verso chi, mai prima d’ora, aveva catturato il nostro sguardo e la nostra attenzione. Usare il termine condivisione, riferendosi al suo lavoro, può essere rischioso, dato che con questa parola si fa quasi sempre riferimento alla nostra vita digitale. Partecipando invece ad una performance di Loredana Galante, può facilmente accadere di fare proprie quelle pratiche che ci permettono di tornare ad usare la nostra immaginazione. Questa profonda generosità artistica, che il prof. Achille Bonito Oliva nel testo del catalogo” Una questione pubblica” del 2007, definisce arte “Galante” è sempre accompagnata da disegni, dipinti, installazioni e progetti partecipativi, dal carattere fortemente giocoso e scenografico, al fine di sedurre benevolmente il pubblico, con l’intento di abbatterne il più possibile, ogni forma di egoismo, filtro e barriera ideologica.

Chiara Vigliotti

 

 

Inoltre verrà presentato “Peace Maker”, il catalogo di Loredana Galante della collana di Art Commission special edition. Edito da Liberodiscrivere nel dicembre 2018. Media partner Frattura Scomposta contemporary art magazine.

In questo periodo Loredana Galante sta partecipando anche: 

• a Genova all’evento “Declinando il libro di artista” presso la Galleria Unimedia Modern.

• ancora a Genova all’esposizione “Multipli di artista” presso lo Spazio 46 di Palazzo Ducale.

• a Imperia alla mostra “Unique” allestita nelle sale di Villa Biener

 

 

Note sul progetto Macro Asilo:

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasforma l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che invita all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso è, infatti, libero per tutti.

L’idea stessa di istituzione museale in questo percorso punta a essere rinnovata con l’intento di tessere una relazione nuova e prolifica tra l'arte e la città. La sperimentazione, in tal senso, riguarda proprio il Museo di arte contemporanea della città e ne indaga la sua funzione civica di istituzione che opera nel tempo presente sulla produzione di sapere, senso e conoscenza, che attraverso l’arte si riesce a mettere a disposizione delle persone. Il Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze. È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, in stretta collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, che dal 1 gennaio 2018 gestisce il Museo, e la Sovrintendenza Capitolina che, in quanto struttura di Roma Capitale, preserva la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo nonché del suo Archivio e della Biblioteca.

 

 

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI 

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 in sala Cinema

“AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

 

MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma)

via Nizza, 138 - 00198 Roma

 

ingresso libero

orari: mar. mer. gio. e dom. dalle 10.00 alle 20.00 | sab. dalle 10.00 alle 22.00

contatti: info@loredanagalante.it | mob: 338 883 4826 | tel. 06 696271

evento facebbok

]]>
Loredana Galante e i ragni tessitori a MACRO Mon, 28 Jan 2019 12:33:37 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519661.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519661.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

Loredana Galante, col progetto “I ragni tessitori”, sarà presente nell' Atelier #2 del Macro Asilo dove trasferirà il suo studio d'artista per la durata di una settimana, un laboratorio creativo per lavorare e interagire con il pubblico.

 

I Ragni Tessitori di Loredana Galante sono realizzati con centrini e lavori ad uncinetto raccolti e donati da svariate persone che divengono in tal modo parte imprescindibile del lavoro dell’artista.

I ragni sono tenaci creatori di magnificenti e complicatissime ragnatele, per realizzare le quali occorre tempo, capacità e cura. Alla stregua delle relazioni interpersonali sono fragili e delicate: basta una disattenzione, un 'incomprensione, un piccolo accidente per comprometterle o distruggerle.

Bottoni, cocci ed altri oggetti fanno parte di un processo poetico interattivo in progress al quale il pubblico è invitato a partecipare.

“Essere in relazione” ci racconta Loredana “è il tema portante del mio lavoro: un esercizio di inclusione e confronto, un conferire costantemente importanza all'altro da sé. Il mio lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. Persegue un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell'assimilazione e della riformulazione costruttiva. Con il mio lavoro cerco di risvegliare ad un'appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un'appartenenza responsabile in cui trovare conforto.”

 

 

Durante la sua permanenza al MACRO ASILO, giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 , nella sala Cinema, si terrà la conferenza: “AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

In questo momento politicamente così controverso, una ricerca artistica aperta, sincera e schietta, com'è quella di Loredana Galante, è per noi ancora più necessaria. Loredana, in un’intervista di qualche anno fa, in cui le chiedevano di raccontarsi rispondeva soffermandosi su di un obiettivo molto chiaro: quello di tentare di essere sempre in relazione con l’altro. E’ questo il verbo con cui poter descrivere l’asse portante di tutta la sua attività.  Continuando a raccontarsi, Loredana definisce il suo percorso, come un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto. Questi temi, nell’arte contemporanea sono stati spesso trattati come prigionieri del non detto. Il bisogno di rispetto verso l’altro, ad esempio, è lasciato a volte, al solo intuito concettuale dello spettatore, rendendo forse troppo difficile, permettergli di comprenderlo ed entrarci davvero in contatto. Loredana suscita invece con le sue opere, desiderio di collaborazione, di essere inclusi in qualcosa che ci porti ad abbracciare e fare nostri, messaggi di apertura e comunicazione verso chi, mai prima d’ora, aveva catturato il nostro sguardo e la nostra attenzione. Usare il termine condivisione, riferendosi al suo lavoro, può essere rischioso, dato che con questa parola si fa quasi sempre riferimento alla nostra vita digitale. Partecipando invece ad una performance di Loredana Galante, può facilmente accadere di fare proprie quelle pratiche che ci permettono di tornare ad usare la nostra immaginazione. Questa profonda generosità artistica, che il prof. Achille Bonito Oliva nel testo del catalogo” Una questione pubblica” del 2007, definisce arte “Galante” è sempre accompagnata da disegni, dipinti, installazioni e progetti partecipativi, dal carattere fortemente giocoso e scenografico, al fine di sedurre benevolmente il pubblico, con l’intento di abbatterne il più possibile, ogni forma di egoismo, filtro e barriera ideologica.

Chiara Vigliotti

 

 

Inoltre verrà presentato “Peace Maker”, il catalogo di Loredana Galante della collana di Art Commission special edition. Edito da Liberodiscrivere nel dicembre 2018. Media partner Frattura Scomposta contemporary art magazine.

In questo periodo Loredana Galante sta partecipando anche: 

• a Genova all’evento “Declinando il libro di artista” presso la Galleria Unimedia Modern.

• ancora a Genova all’esposizione “Multipli di artista” presso lo Spazio 46 di Palazzo Ducale.

• a Imperia alla mostra “Unique” allestita nelle sale di Villa Biener

 

 

Note sul progetto Macro Asilo:

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasforma l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che invita all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso è, infatti, libero per tutti.

L’idea stessa di istituzione museale in questo percorso punta a essere rinnovata con l’intento di tessere una relazione nuova e prolifica tra l'arte e la città. La sperimentazione, in tal senso, riguarda proprio il Museo di arte contemporanea della città e ne indaga la sua funzione civica di istituzione che opera nel tempo presente sulla produzione di sapere, senso e conoscenza, che attraverso l’arte si riesce a mettere a disposizione delle persone. Il Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze. È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, in stretta collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, che dal 1 gennaio 2018 gestisce il Museo, e la Sovrintendenza Capitolina che, in quanto struttura di Roma Capitale, preserva la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo nonché del suo Archivio e della Biblioteca.

 

 

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI 

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 in sala Cinema

“AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

 

MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma)

via Nizza, 138 - 00198 Roma

 

ingresso libero

orari: mar. mer. gio. e dom. dalle 10.00 alle 20.00 | sab. dalle 10.00 alle 22.00

contatti: info@loredanagalante.it | mob: 338 883 4826 | tel. 06 696271

evento facebbok

]]>
Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana approda a Roma Sat, 12 Jan 2019 14:24:48 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515258.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515258.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Il progetto espositivo "Infinite Dynamics" del fotografo Maurizio Gabbana, dopo i successi raccolti nella prima tappa mantovana alla Casa di Rigoletto, approda a Roma. Ad ospitare le opere dell'artista milanese sarà la Galleria Triphé con sede in via delle Fosse di Castello 2. La mostra, a cura di Maria Laura Perilli, inaugurerà venerdì 25 Gennaio alle 19 e sarà fruibile fino 31 Marzo 2019.

 

Leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità e visibilità sono, per Italo Calvino, i parametri base del codice di comportamento letterario del terzo millennio. Invarianti letterarie che Maurizio Gabbana sembra aver traslato nel suo mondo fotografico. Gabbana opera, innanzitutto, dissolvendo la compattezza degli oggetti, sottolineando la sua passione per il Futurismo con quella "Molteplicità" ottenuta mediante sovrapposizioni e rotazioni utili a conferire dinamismo e "Leggerezza" alle immagini. Il "Dinamismo di un cane al guinzaglio" di Giacomo Balla sembra essere, così, un riferimento costante. L'oggetto della fotografia è decostruito, in linea con il pensiero filosofico di Derrida. È un modo forte, incisivo, per comunicarci con l'arte del messaggio fotografico che la semplicità è spesso fonte di inganni; si deve andare oltre la semplice apparenza, la prima impressione, analizzando e comprendendo quanto di complesso si cela dietro ogni messaggio semplificato. Gabbana, però, nel sostenere di vivere la città percorrendola a piedi, attraversandola, opera un processo di ritorno: da un lato scompone, analizza i singoli episodi, dall'altro li ricompone interiormente e fotograficamente con una azione cognitiva e percettiva gestaltica. È l'artista che immergendosi totalmente nello spazio della città, nel suo tessuto urbano, lo ricostruisce con una lettura Lynciana riconnettendo quei punti di riferimento, slarghi e margini prima decomposti: fa emergere, così, tutto il dualismo tra semplice e complesso. Una operazione mentale e artistica, quella di Gabbana, ancor più interessante per la sua capacità di leggere gli spazi interni. Nelle sue opere fotografiche emerge tutta la loro flessibilità, il loro essere materia reale, oscura, attraversabile, plasmabile, dove tutto, spazio stesso tempo e luce diventano ora curvi ora rettilinei, rendendoci fotograficamente, in sinergia, la loro organicità.

Maria Laura Perilli

 

Maurizio Gabbana
Milanese del 1956, sin da ragazzino sperimenta la ricerca fotografica passando dalla camera oscura al digitale senza mai utilizzare programmi di post produzione. Dell’anno 2000, l’incontro con lo Storico dell’Arte, Professore all’Accademia di Brera, Rolando Bellini che valorizza le sue ricerche futuristiche con “Dynamica Spazio Temporale” sottolineando il valore dei suoi scorci metafisici, soprattutto notturni. Predilige ritrarre le architetture cittadine e l’uomo nella sua quotidianità. Una sua opera di metri 3 x 4, dal 2013 è installata nella hall della sede PWC - Il Sole 24 Ore di Milano. Ha esposto a Milano, Roma, Firenze, Torino, Salerno, Bari, e ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia; alla Expo di Milano riceve un riconoscimento dal Padiglione Guatemala. All’estero ha esposto a Basel, Lugano e nel 2018 a Mosca. Nel dicembre 2017 pubblica una sua monografia edita da Skira dal titolo “Con la Luce negli Occhi” che viene attualmente presentato in diverse città italiane. A cavallo fra il 2018 e il 2019 il suo progetto espositivo itinerante "Infinite Dynamics" parte da Mantova nelle sale di Casa di Rigoletto. Innumerevoli sono i Critici d’Arte che hanno scritto su di lui in Italia e all’Estero. È un attento divulgatore della materia fotografica e dell’Arte in generale attraverso corsi riservati agli studenti di vari Istituti scolastici.

 

titolo: Infinite Dynamics

artista: Maurizio Gabbana

a cura di: Maria Laura Perilli

sede: Galleria Triphè, via delle Fosse di Castello 2, Roma

vernissage: Venerdì 25 Gennaio ore19.00 

durata: 25 Gennaio | 31 Marzo 2019

orari: Martedì – Sabato 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.00

contatti: 366 11 28 107 | info@triphe.it | www.triphe.it

mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine

]]>