Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Frattura Scomposta Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Frattura Scomposta Tue, 23 Apr 2019 20:21:30 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/utenti/1048/1 Andrea Boyer - Lucidi inganni Tue, 26 Mar 2019 17:53:36 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/535834.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/535834.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

6 aprile -ore 18.00 - Mantova, Casa di Rigoletto, inaugura la mostra di Andrea Boyer "lucidi inganni" a cura di Carlo Micheli. Una cinquantina tra disegni e fotografie realizzate con tecnica straordinaria da un artista sensibile e colto. Elegantissimi trompe l'oeil a matita o citazioni dei classici tramite fotografie tanto irriverenti quanto formalmente perfette. Realizzata su progetto dell'Ufficio Mostre del Comune di Mantova, "lucidi inganni" sarà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 fino al 5 maggio.


Le opere di grafica e le fotografie di Andrea Boyer sono “lucidi inganni” la cui essenza consiste nell’apparire. Risolta questa annosa e noiosa dicotomia, Boyer si dedica al disinnesco del significato, a favore di una girandola di significanti nemmeno, poi, così significativi. La sublimazione del banale o lo svilimento del sublime sono le irridenti provocazioni di un artista dell’escapologia che, liberatosi dalla camicia di forza del senso, si diverte a bluffare con la realtà, smontando la scatola rappresentativa, scompigliando le unità di luogo di tempo e di spazio. 

 

Così Manuela Accinno: “Proprio il tempo, con l’interpretazione della realtà che ne dipende, è una delle chiavi di lettura di queste opere. La fotografia e il disegno, i principali mezzi espressivi utilizzati dall’artista, si fanno emblemi di un loro tempo specifico. Il disegno – che di per sé rappresenterebbe il tempo dell’essere – e la fotografia - che per sua natura coglie il tempo nel suo divenire – nelle opere di Andrea Boyer si incontrano per creare un terzo tempo, un’altra realtà in cui l’essere si identifica con il divenire.” 

Dunque un gioco raffinato quello di Boyer, che molto deve, formalmente, alla metafisica, con venature surreali e spruzzate di iperrealismo (non acefalo). 

Spiega Luca Violo: “Il verosimile si mostra ogni volta dentro l'inganno: un frammento di una verità sconfinata; un fotogramma strappato alla storia ma filtrato dalla memoria, vissuta come un labirinto di prospettive infinite. Un gioco di riflessi che si appalesa attraverso archetipi incerti della propria anima e dei loro sensi.” 

Un gioco difficile da giocare, in apparenza, ma di fatto accattivante ed entusiasmante. Il grande bluff e la grande bellezza, scopriremo, coincidono per la nostra gratificazione, inutile e improduttiva, la stessa che si prova nel risolvere un problema matematico, o un giallo particolarmente intricato… Ma le immagini di Boyer sono guanti da raccogliere, per chi abbia ancora la voglia e il bisogno di stupirsi.

Carlo Micheli

 

Cenni biografici:

Andrea Boyer è nato nel 1956 a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico, e l'Accademia di Belle Arti di Brera (scenografia). 

Ha lavorato come fotografo (1978-2000) presso il proprio Studio in ambito commerciale con collaborazioni nella moda, nella pubblicità, nell'editoria, nell'industria. Dal 1990 espone in spazi pubblici e privati con Opere pittoriche (matita, olio, grafica-puntasecca, ceramolle, maniera nera) e fotografiche. Ha collaborato con i più importanti studi di architettura quali BBPR, Albini, Belgiojoso, fotografando e documentando le loro costruzioni. Sue Opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all' estero.


TITOLO: Lucidi inganni

GENERE: Mostra personale foto/grafica

AUTORE: Andrea Boyer

LUOGO: Mantova | Casa Di Rigoletto

INDIRIZZO: Piazza Sordello 23

INAUGURA: 6 aprile ore 18.00

DURATA: 6 aprile | 5 maggio 2019

A CURA DI: Carlo Micheli

PROGETTO: Comune di Mantova - Ufficio Mostre

INFO: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

ORARI: tutti i giorni 9.00 - 18.00 

MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta

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Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
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Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:17 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
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Vania Elettra Tam a Palazzo Ducale di Genova Tue, 05 Mar 2019 10:34:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530007.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530007.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta
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Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde.
Vania Elettra Tam - La buona ventura - 2015 - 40x40 cm - acrilico su tela
ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"…
Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.
 
La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.
Vania Elettra Tam - la dama col bigodino - 2018 - 60x40 cm - acrilico e matita su tela
L’artista Vania Elettra Tam
 
L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte.

La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.
Vania Elettra Tam - Origami clitoridei - Maddalena - 2016 - 70x50 cm - tecnica mista
INFORMAZIONI

TITOLO: ConTAMinAzione
AUTORE: Vania Elettra Tam
LUOGO: Spazio46 �“ Palazzo Ducale
INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova
INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00
DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019
A CURA DI: Virginia Monteverde
RASSEGNA: Weekend Contemporaneo
ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe
INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692
ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
Copyright © *|2019|* *|Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

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Vania Elettra Tam a Palazzo Ducale di Genova Tue, 05 Mar 2019 10:18:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530001.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/530001.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta
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Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde.
Vania Elettra Tam - La buona ventura - 2015 - 40x40 cm - acrilico su tela
ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"…
Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.
 
La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.
Vania Elettra Tam - la dama col bigodino - 2018 - 60x40 cm - acrilico e matita su tela
L’artista Vania Elettra Tam
 
L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte.

La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.
Vania Elettra Tam - Origami clitoridei - Maddalena - 2016 - 70x50 cm - tecnica mista
INFORMAZIONI

TITOLO: ConTAMinAzione
AUTORE: Vania Elettra Tam
LUOGO: Spazio46 �“ Palazzo Ducale
INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova
INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00
DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019
A CURA DI: Virginia Monteverde
RASSEGNA: Weekend Contemporaneo
ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe
INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692
ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
Copyright © *|2019|* *|Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

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ConTAMinAzione - Vania Elettra Tam Tue, 26 Feb 2019 17:50:29 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/527953.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/527953.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 18.00 presso Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova, sarà inaugurata la mostra ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam, la seconda mostra del ciclo Weekend Contemporaneo curato da Virginia Monteverde. 

 

ConTAMinAzione è la definizione del "modus operandi" di Vania Elettra Tam, che lavora all'attualizzazione di alcuni capolavori della pittura classica. I maestri del passato si sono rivelati per l’artista ottime fonti di ispirazione, ecco perché le protagoniste dei suoi ritratti hanno le sembianze di alcune nobili donne ritratte dal Bronzino, le fattezze di alcune modelle di Albrecht Durer o Hans Holbein, il volto gentile delle donzelle di Georges de La Tour e la “Dama con l'ermellino” di Leonardo diventa la "dama col bigodino"… 

 

Donna protagonista, donna forte, donna oggetto. Donna che finge di essere oggetto perché consapevole di essere solo e soltanto un soggetto. Fintamente distratta e superficiale, assorta nei suoi pensieri per celare un’intelligenza e una sensibilità superiori. Sono queste le donne ritratte da Vania Elettra Tam.

 

La "contaminazione" avviene su più livelli, coinvolgendo letteratura, fumetto, enigmistica, cinema, classicità, attraverso uno smontaggio sistematico del piano narrativo, a favore di un'attualizzazione ironica dei contenuti.

 

L’artista Vania Elettra Tam:

L'ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l'instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell'artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte. La sua scelta viene presto premiata dal Comune di Como, che nel 2005 le organizza al Chiostrino di Sant’Eufemia la prima mostra personale. Numerose le mostre realizzate in seguito in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova. Sempre nel 2011 viene invitata da Edoardo di Mauro alla selezionatissima collettiva "Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero" a San Carpoforo a Milano. L’anno successivo le sue opere volano oltre oceano raggiungendo Cuba alla mostra "Perturbaciones" al Museo Nacional de Bellas Artes a L'Habana. Nel 2013 Ferdinando Creta la invita come esponente della migliore arte al femminile a "Iside Contemporanea" al Museo Arcos di Benevento. Nel 2016 Franca Marri cura la sua personale “Kanon Regole Ferree” a Trieste, mostra presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Nel 2016 il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell'International Children’s Festival Croato. Nel 2017 al Palazzo della Ragione il Comune di Mantova realizza la sua antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli. Ha partecipato alle edizioni 2016 e 2017 di Wopart - Works on Paper Art Fair a Lugano per Frattura Scomposta. Le sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova e della Direzione nazionale Cgil di Roma. Vive e lavora a Milano.

 

TITOLO: ConTAMinAzione

GENERE: mostra personale di pittura

AUTORE: Vania Elettra Tam

LUOGO: Spazio46 – Palazzo Ducale 

INDIRIZZO: Piazza Matteotti 9, Genova

INAUGURA: giovedì 7 marzo alle ore 18.00

DURATA: dal 8 al 10 marzo 2019

A CURA DI: Virginia Monteverde

RASSEGNA: Weekend Contemporaneo

ORGANIZZATORE: Art Commission-Events ACe

INFO: artcommissionevents@gmail.com | +39 3479300692

ORARI: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00

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La via della seta - Pham Kim Hoa Thu, 21 Feb 2019 15:35:34 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526701.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526701.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

La via della seta - Pham Kim Hoa
dal 6 al 28 marzo 2019
Galleria Francesco Zanuso – MI 

Nella stesura del colore di fondo, fra le strisce di seta liscia, si celano le sonorità dell’animo umano. I canti dell’amore per la natura, per la vita e per l’umanità, sono i valori in cui Pham Kim Hoa si riconosce.

Pham Kim Hoa, pittrice e docente d’arte vietnamita, durante il conseguimento della laurea in Belle Arti subisce l’influenza della cultura artistica francese degli inizi del XX Secolo. A seguito di questo “innamoramento” il suo stile appare estremamente moderno, anche se intriso di riferimenti alla cultura classica vietnamita.

I suoi dipinti mostrano, attraverso la profondità di colore e le morbide ed eleganti pennellate, la serena e pacifica vita del popolo vietnamita. Nelle sue opere, si ritrova l’ottimismo necessario a superare le difficoltà e i dispiaceri, attraverso la volontà, la serenità e la forza d’animo. La seta vietnamita -molto più preziosa e resistente di quella cinese o giapponese- fa da supporto e caratterizza le opere di Pham Kim Hoa, realizzate secondo la tecnica tradizionale della pittura su seta, che consiste nel colorare con accuratezza e precisone, perché su questo pregiato tessuto non è concesso alcun margine di errore. Perciò Pham Kim Hoa parte sempre dal disegno lasciandosi trasportare   dalle emozioni provocate dalla tematica dell’opera, consapevole di non poter   sbagliare, perché, al contrario della pittura con altre tecniche, in questo caso non è possibile sovrapporre un colore all’altro. In un secondo momento l'artista procede con la colorazione del dipinto che, una volta terminato, subirà un lavaggio accurato. Questa tecnica tradizionale richiede molta pazienza perché il colore deve essere diluito fino ad essere assorbito dai ogni singolo filo di seta. È attraverso l’accuratezza dell’esecuzione, la sensibilità, la capacità artistica che si riconosce lo stile inavvicinabile di Pham Kim Hoa. 

L’unicità dei suoi dipinti è data dalla ricchezza e soavità degli sfondi condotti con abilità straordinaria, mentre l’uso di una particolare foderatura delle sue opere genera riflessi cangianti indescrivibili… motivo in più per ammirare queste opere raffinatissime dal vivo.

 

La via della seta - Pham Kim Hoa 
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano
dal 6 al 28 marzo 2019
inaugurazione mercoledì 6 marzo dalle 18.00 alle 21.00
da lunedì a giovedì 15.00 - 19.00
venerdì e in altri orari su appuntamento
+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
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Memorie liquide - Evita Andújar Wed, 20 Feb 2019 22:31:43 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526351.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/526351.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Memorie liquide - Evita Andújar

a cura di Carlo Micheli
Mantova - Casa di Rigoletto
dal 2 al 31 marzo 2019

La pittura di Evita Andújar è una sferzata rivitalizzante all’intero mondo dell’arte contemporanea. Ne fan fede il cospicuo numero di premi vinti e la frenetica partecipazione a mostre nazionali e internazionali che sottintende un apprezzamento incondizionato del suo fare artistico. Proveniente dal restauro, Evita ha conoscenze approfondite di materiali e tecniche, della classicità come della contemporaneità: ne deriva una proposta artistica che attraversa il Novecento cogliendone gli insegnamenti e le innovazioni, per proiettarsi in un Terzo Millennio all’insegna delle fibrillazioni e dell’inquietudine. 

Così Roberto Gramiccia: “…non solo piega e fonde, con sapienza e duttilità, codici espressivi diversi per confezionare un proprio personalissimo linguaggio unitario, ma, quel che più conta, è capace di mettere in scena la rappresentazione più efficace della vita nel suo divenire imprevedibile, contraddittorio, dialettico.” Le figure femminili, percorse da una vibrazione che le sdoppia, le destruttura, le scioglie, sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne “moltiplicate”, preda di un vortice dinamico che ne offusca quasi le sembianze, per trasformarle in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole.

Per Lorenzo Canova quello di Evita è “Un mondo sospeso tra memoria e futuro, una pittura dove il tempo sedimentato e interiore si intreccia al dinamismo contemporaneo della percezione elettronica, uno sguardo in cui la forma si blocca e si disperde in una dialettica costante tra la millenaria fissità dell’immagine e la sua accelerazione contemporanea: l’opera di Evita Andújar si muove su queste coordinate dove la pittura è allo stesso tempo condensata e dissolta in un sistema costruttivo dove i contrari si uniscono e si allontanano in un perenne moto circolare.” 

“Memorie liquide”, la mostra che si terrà a Mantova nel mese di Marzo, alla Casa di Rigoletto, rappresenta la prima personale istituzionale dell’artista d’origine spagnola. Il progetto, dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, si avvale della preziosa collaborazione della Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia e del sostegno di Espoarte.

 

Note biografiche
Evita Andújar nasce a Ècija, Siviglia, in Spagna.
Dopo essersi formata studiando pittura e restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia ha frequentato diversi corsi di specializzazione di pittura e arte tra i quali il Corso Internazionale di Pittura a Cadice diretto dal pittore spagnolo Antonio López García. Dopo aver terminato anche i corsi di Dottorato, nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Realizza importanti restauri di affreschi come referente tecnico e restauratrice (ad esempio la Scala Regia del Vignola a Caprarola). Lo stretto contatto con gli affreschi sarà fondamentale per lo sviluppo posteriore della sua tecnica pittorica. Ha realizzato numerose mostre in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Slovenia ed Emirati Arabi, esponendo con grandi artisti contemporanei e giovani artisti emergenti. Tra altre sedi ricordiamo le mostre realizzate a Palazzo Reale e al Museo della Permanente di Milano, all’Arsenale di Venezia, alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, ai Musei di San Salvatore in Lauro o alla Camera dei Deputati a Roma.
Dal 2000 vive e lavora a Roma.

 

 

Memorie liquide - Evita Andújar
a cura di Carlo Micheli

Casa di Rigoletto
Piazza Sordello 23, Mantova 

dal 2 al 31 marzo 2019
inaugurazione sabato 2 marzo alle ore 18.00

orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00

info: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

Progetto del Comune Di Mantova – Ufficio Mostre

In collaborazione con la Galleria De’ Bonis di Reggio Emilia e col sostegno di Espoarte

Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

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Duilio Forte - ArkiZoic Project III - 55249 Thu, 31 Jan 2019 15:21:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/520938.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/520938.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Duilio Forte, dopo i successi ottenuti nel 2016 con la sua mostra personale al Museo di Biologia di Stoccolma, tramuterà con sue opere installative (e non solo) la Galleria Francesco Zanuso in ArkiZoic, ovvero un luogo fantastico ed anacronistico abitato da creatore zoomorfe. L'esposizione dell'artista-architetto italo svedese dal titolo "ArkiZoic Project III - 55249" inaugurerà mercoledì 6 febbraio in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano e sarà fruibile fino a giovedì 28 febbraio 2019.

Duilio Forte con le sue opere esplora lo spazio naturale, antropico ma soprattutto poetico riportando nell’oggi la forza e l’esemplarità del mito per costruire l’avvento anacronistico di una nuova epoca: l’era ArkiZoic. La ricerca delle infinite identità di Sleipnir, impareggiabile destriero del dio Odino della mitologia norrena, iniziata nel 2008, è l’occasione per ripensare il rapporto tra l’uomo e la natura costruendo spazi sacri dove vivere un’esperienza più autentica del tempo. Da qui le installazioni effimere e permanenti nelle città e nelle campagne, nelle foreste e sui fiumi degli esemplari di Sleipnir, che hanno così conquistato la Laguna di Venezia, la Triennale di Milano, palazzo Carignano a Torino o il Vittoriale. A fare contrappunto alle opere dedicate a Sleipnir, un bestiario immaginifico che incrocia mito e hi-tech e ha la sua casa nel cuore di Milano, ai giardini Montanelli. Qui Duilio Forte sta dando vita a un perfetto sincretismo ricostruendo, esattamente dov’era, lo zoo della città, popolandolo però di animali mitici, fantastici, estinti o anche “solo” sognati ma sempre tecnologici, affinché possano interagire con i propri spettatori. Passato e futuro si inanellano di continuo nell’era ArkiZoic così come archeologia e fantascienza si nutrono di quello stesso sogno che è il tempo, per farne esperienza quotidiana. Ecco allora che gli spazi portano in salvo un’antica domesticità: saune e unità abitative. 

Duilio Forte (1967), artista e architetto italo svedese, prende la forza e l’esemplarità del mito e della leggenda per costruire l’avvento anacronistico di una nuova epoca: l’era ArkiZoic. Indaga il rapporto tra l’uomo e la natura costruendo spazi sacri dove vivere un’esperienza autentica del tempo, installazioni nella natura e nelle città: Venezia, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Stoccolma, Cheongju (South Korea), Shanghai, Monte Carlo, New York e Roma. Fonda nel 1998 l’AtelierFORTE e la scuola estiva in Svezia, dove riporta l’architettura alla pratica di bottega secondo il manifesto ArkiZoic lanciato nel 2009: regole che dalla pratica artistica scivolano nell’etica per riaffermare il valore dell’unicità del fare, per una nuova evoluzione. Candidato all’ICIF Prize, partecipa a due Biennali di Architettura a Venezia alla VII edizione del Design Museum presso la Triennale e alla XXI Triennale internazionale di Milano. Collabora con NABA Milano, la scuola del Castello, Politecnico di Milano e con istituzioni italiane e straniere. Tra le pubblicazioni: Corriere della Sera, La Repubblica, Domus, Interni, BundPic Cina, Wired, Madame Figaro, Sky Arte, Rai 5, New York Times.

 

Duilio Forte - ArkiZoic Project III - 55249
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

dal 6 al 28 febbraio 2019
inaugurazione mercoledì 6 febbraio dalle 18 alle 21

da lunedì a giovedì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento

+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
www.atelierforte.com

Patrocinio: Ambasciata di Svezia | Roma
Mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine
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Loredana Galante e i ragni tessitori a MACRO Mon, 28 Jan 2019 12:34:03 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519662.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519662.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

Loredana Galante, col progetto “I ragni tessitori”, sarà presente nell' Atelier #2 del Macro Asilo dove trasferirà il suo studio d'artista per la durata di una settimana, un laboratorio creativo per lavorare e interagire con il pubblico.

 

I Ragni Tessitori di Loredana Galante sono realizzati con centrini e lavori ad uncinetto raccolti e donati da svariate persone che divengono in tal modo parte imprescindibile del lavoro dell’artista.

I ragni sono tenaci creatori di magnificenti e complicatissime ragnatele, per realizzare le quali occorre tempo, capacità e cura. Alla stregua delle relazioni interpersonali sono fragili e delicate: basta una disattenzione, un 'incomprensione, un piccolo accidente per comprometterle o distruggerle.

Bottoni, cocci ed altri oggetti fanno parte di un processo poetico interattivo in progress al quale il pubblico è invitato a partecipare.

“Essere in relazione” ci racconta Loredana “è il tema portante del mio lavoro: un esercizio di inclusione e confronto, un conferire costantemente importanza all'altro da sé. Il mio lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. Persegue un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell'assimilazione e della riformulazione costruttiva. Con il mio lavoro cerco di risvegliare ad un'appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un'appartenenza responsabile in cui trovare conforto.”

 

 

Durante la sua permanenza al MACRO ASILO, giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 , nella sala Cinema, si terrà la conferenza: “AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

In questo momento politicamente così controverso, una ricerca artistica aperta, sincera e schietta, com'è quella di Loredana Galante, è per noi ancora più necessaria. Loredana, in un’intervista di qualche anno fa, in cui le chiedevano di raccontarsi rispondeva soffermandosi su di un obiettivo molto chiaro: quello di tentare di essere sempre in relazione con l’altro. E’ questo il verbo con cui poter descrivere l’asse portante di tutta la sua attività.  Continuando a raccontarsi, Loredana definisce il suo percorso, come un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto. Questi temi, nell’arte contemporanea sono stati spesso trattati come prigionieri del non detto. Il bisogno di rispetto verso l’altro, ad esempio, è lasciato a volte, al solo intuito concettuale dello spettatore, rendendo forse troppo difficile, permettergli di comprenderlo ed entrarci davvero in contatto. Loredana suscita invece con le sue opere, desiderio di collaborazione, di essere inclusi in qualcosa che ci porti ad abbracciare e fare nostri, messaggi di apertura e comunicazione verso chi, mai prima d’ora, aveva catturato il nostro sguardo e la nostra attenzione. Usare il termine condivisione, riferendosi al suo lavoro, può essere rischioso, dato che con questa parola si fa quasi sempre riferimento alla nostra vita digitale. Partecipando invece ad una performance di Loredana Galante, può facilmente accadere di fare proprie quelle pratiche che ci permettono di tornare ad usare la nostra immaginazione. Questa profonda generosità artistica, che il prof. Achille Bonito Oliva nel testo del catalogo” Una questione pubblica” del 2007, definisce arte “Galante” è sempre accompagnata da disegni, dipinti, installazioni e progetti partecipativi, dal carattere fortemente giocoso e scenografico, al fine di sedurre benevolmente il pubblico, con l’intento di abbatterne il più possibile, ogni forma di egoismo, filtro e barriera ideologica.

Chiara Vigliotti

 

 

Inoltre verrà presentato “Peace Maker”, il catalogo di Loredana Galante della collana di Art Commission special edition. Edito da Liberodiscrivere nel dicembre 2018. Media partner Frattura Scomposta contemporary art magazine.

In questo periodo Loredana Galante sta partecipando anche: 

• a Genova all’evento “Declinando il libro di artista” presso la Galleria Unimedia Modern.

• ancora a Genova all’esposizione “Multipli di artista” presso lo Spazio 46 di Palazzo Ducale.

• a Imperia alla mostra “Unique” allestita nelle sale di Villa Biener

 

 

Note sul progetto Macro Asilo:

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasforma l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che invita all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso è, infatti, libero per tutti.

L’idea stessa di istituzione museale in questo percorso punta a essere rinnovata con l’intento di tessere una relazione nuova e prolifica tra l'arte e la città. La sperimentazione, in tal senso, riguarda proprio il Museo di arte contemporanea della città e ne indaga la sua funzione civica di istituzione che opera nel tempo presente sulla produzione di sapere, senso e conoscenza, che attraverso l’arte si riesce a mettere a disposizione delle persone. Il Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze. È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, in stretta collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, che dal 1 gennaio 2018 gestisce il Museo, e la Sovrintendenza Capitolina che, in quanto struttura di Roma Capitale, preserva la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo nonché del suo Archivio e della Biblioteca.

 

 

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI 

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 in sala Cinema

“AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

 

MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma)

via Nizza, 138 - 00198 Roma

 

ingresso libero

orari: mar. mer. gio. e dom. dalle 10.00 alle 20.00 | sab. dalle 10.00 alle 22.00

contatti: info@loredanagalante.it | mob: 338 883 4826 | tel. 06 696271

evento facebbok

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Loredana Galante e i ragni tessitori a MACRO Mon, 28 Jan 2019 12:33:37 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519661.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/519661.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

Loredana Galante, col progetto “I ragni tessitori”, sarà presente nell' Atelier #2 del Macro Asilo dove trasferirà il suo studio d'artista per la durata di una settimana, un laboratorio creativo per lavorare e interagire con il pubblico.

 

I Ragni Tessitori di Loredana Galante sono realizzati con centrini e lavori ad uncinetto raccolti e donati da svariate persone che divengono in tal modo parte imprescindibile del lavoro dell’artista.

I ragni sono tenaci creatori di magnificenti e complicatissime ragnatele, per realizzare le quali occorre tempo, capacità e cura. Alla stregua delle relazioni interpersonali sono fragili e delicate: basta una disattenzione, un 'incomprensione, un piccolo accidente per comprometterle o distruggerle.

Bottoni, cocci ed altri oggetti fanno parte di un processo poetico interattivo in progress al quale il pubblico è invitato a partecipare.

“Essere in relazione” ci racconta Loredana “è il tema portante del mio lavoro: un esercizio di inclusione e confronto, un conferire costantemente importanza all'altro da sé. Il mio lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. Persegue un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell'assimilazione e della riformulazione costruttiva. Con il mio lavoro cerco di risvegliare ad un'appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un'appartenenza responsabile in cui trovare conforto.”

 

 

Durante la sua permanenza al MACRO ASILO, giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 , nella sala Cinema, si terrà la conferenza: “AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

In questo momento politicamente così controverso, una ricerca artistica aperta, sincera e schietta, com'è quella di Loredana Galante, è per noi ancora più necessaria. Loredana, in un’intervista di qualche anno fa, in cui le chiedevano di raccontarsi rispondeva soffermandosi su di un obiettivo molto chiaro: quello di tentare di essere sempre in relazione con l’altro. E’ questo il verbo con cui poter descrivere l’asse portante di tutta la sua attività.  Continuando a raccontarsi, Loredana definisce il suo percorso, come un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto. Questi temi, nell’arte contemporanea sono stati spesso trattati come prigionieri del non detto. Il bisogno di rispetto verso l’altro, ad esempio, è lasciato a volte, al solo intuito concettuale dello spettatore, rendendo forse troppo difficile, permettergli di comprenderlo ed entrarci davvero in contatto. Loredana suscita invece con le sue opere, desiderio di collaborazione, di essere inclusi in qualcosa che ci porti ad abbracciare e fare nostri, messaggi di apertura e comunicazione verso chi, mai prima d’ora, aveva catturato il nostro sguardo e la nostra attenzione. Usare il termine condivisione, riferendosi al suo lavoro, può essere rischioso, dato che con questa parola si fa quasi sempre riferimento alla nostra vita digitale. Partecipando invece ad una performance di Loredana Galante, può facilmente accadere di fare proprie quelle pratiche che ci permettono di tornare ad usare la nostra immaginazione. Questa profonda generosità artistica, che il prof. Achille Bonito Oliva nel testo del catalogo” Una questione pubblica” del 2007, definisce arte “Galante” è sempre accompagnata da disegni, dipinti, installazioni e progetti partecipativi, dal carattere fortemente giocoso e scenografico, al fine di sedurre benevolmente il pubblico, con l’intento di abbatterne il più possibile, ogni forma di egoismo, filtro e barriera ideologica.

Chiara Vigliotti

 

 

Inoltre verrà presentato “Peace Maker”, il catalogo di Loredana Galante della collana di Art Commission special edition. Edito da Liberodiscrivere nel dicembre 2018. Media partner Frattura Scomposta contemporary art magazine.

In questo periodo Loredana Galante sta partecipando anche: 

• a Genova all’evento “Declinando il libro di artista” presso la Galleria Unimedia Modern.

• ancora a Genova all’esposizione “Multipli di artista” presso lo Spazio 46 di Palazzo Ducale.

• a Imperia alla mostra “Unique” allestita nelle sale di Villa Biener

 

 

Note sul progetto Macro Asilo:

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasforma l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che invita all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso è, infatti, libero per tutti.

L’idea stessa di istituzione museale in questo percorso punta a essere rinnovata con l’intento di tessere una relazione nuova e prolifica tra l'arte e la città. La sperimentazione, in tal senso, riguarda proprio il Museo di arte contemporanea della città e ne indaga la sua funzione civica di istituzione che opera nel tempo presente sulla produzione di sapere, senso e conoscenza, che attraverso l’arte si riesce a mettere a disposizione delle persone. Il Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze. È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, in stretta collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, che dal 1 gennaio 2018 gestisce il Museo, e la Sovrintendenza Capitolina che, in quanto struttura di Roma Capitale, preserva la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo nonché del suo Archivio e della Biblioteca.

 

 

LOREDANA GALANTE E I RAGNI TESSITORI 

29 gennaio - 4 febbraio 2019

Atelier #2 MACRO ASILO

 

giovedì 31 gennaio alle ore 17.00 in sala Cinema

“AUTORITRATTO - L’artista si racconta . Conversazione con Chiara Vigliotti”

 

MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma)

via Nizza, 138 - 00198 Roma

 

ingresso libero

orari: mar. mer. gio. e dom. dalle 10.00 alle 20.00 | sab. dalle 10.00 alle 22.00

contatti: info@loredanagalante.it | mob: 338 883 4826 | tel. 06 696271

evento facebbok

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Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana approda a Roma Sat, 12 Jan 2019 14:24:48 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515258.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515258.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Il progetto espositivo "Infinite Dynamics" del fotografo Maurizio Gabbana, dopo i successi raccolti nella prima tappa mantovana alla Casa di Rigoletto, approda a Roma. Ad ospitare le opere dell'artista milanese sarà la Galleria Triphé con sede in via delle Fosse di Castello 2. La mostra, a cura di Maria Laura Perilli, inaugurerà venerdì 25 Gennaio alle 19 e sarà fruibile fino 31 Marzo 2019.

 

Leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità e visibilità sono, per Italo Calvino, i parametri base del codice di comportamento letterario del terzo millennio. Invarianti letterarie che Maurizio Gabbana sembra aver traslato nel suo mondo fotografico. Gabbana opera, innanzitutto, dissolvendo la compattezza degli oggetti, sottolineando la sua passione per il Futurismo con quella "Molteplicità" ottenuta mediante sovrapposizioni e rotazioni utili a conferire dinamismo e "Leggerezza" alle immagini. Il "Dinamismo di un cane al guinzaglio" di Giacomo Balla sembra essere, così, un riferimento costante. L'oggetto della fotografia è decostruito, in linea con il pensiero filosofico di Derrida. È un modo forte, incisivo, per comunicarci con l'arte del messaggio fotografico che la semplicità è spesso fonte di inganni; si deve andare oltre la semplice apparenza, la prima impressione, analizzando e comprendendo quanto di complesso si cela dietro ogni messaggio semplificato. Gabbana, però, nel sostenere di vivere la città percorrendola a piedi, attraversandola, opera un processo di ritorno: da un lato scompone, analizza i singoli episodi, dall'altro li ricompone interiormente e fotograficamente con una azione cognitiva e percettiva gestaltica. È l'artista che immergendosi totalmente nello spazio della città, nel suo tessuto urbano, lo ricostruisce con una lettura Lynciana riconnettendo quei punti di riferimento, slarghi e margini prima decomposti: fa emergere, così, tutto il dualismo tra semplice e complesso. Una operazione mentale e artistica, quella di Gabbana, ancor più interessante per la sua capacità di leggere gli spazi interni. Nelle sue opere fotografiche emerge tutta la loro flessibilità, il loro essere materia reale, oscura, attraversabile, plasmabile, dove tutto, spazio stesso tempo e luce diventano ora curvi ora rettilinei, rendendoci fotograficamente, in sinergia, la loro organicità.

Maria Laura Perilli

 

Maurizio Gabbana
Milanese del 1956, sin da ragazzino sperimenta la ricerca fotografica passando dalla camera oscura al digitale senza mai utilizzare programmi di post produzione. Dell’anno 2000, l’incontro con lo Storico dell’Arte, Professore all’Accademia di Brera, Rolando Bellini che valorizza le sue ricerche futuristiche con “Dynamica Spazio Temporale” sottolineando il valore dei suoi scorci metafisici, soprattutto notturni. Predilige ritrarre le architetture cittadine e l’uomo nella sua quotidianità. Una sua opera di metri 3 x 4, dal 2013 è installata nella hall della sede PWC - Il Sole 24 Ore di Milano. Ha esposto a Milano, Roma, Firenze, Torino, Salerno, Bari, e ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia; alla Expo di Milano riceve un riconoscimento dal Padiglione Guatemala. All’estero ha esposto a Basel, Lugano e nel 2018 a Mosca. Nel dicembre 2017 pubblica una sua monografia edita da Skira dal titolo “Con la Luce negli Occhi” che viene attualmente presentato in diverse città italiane. A cavallo fra il 2018 e il 2019 il suo progetto espositivo itinerante "Infinite Dynamics" parte da Mantova nelle sale di Casa di Rigoletto. Innumerevoli sono i Critici d’Arte che hanno scritto su di lui in Italia e all’Estero. È un attento divulgatore della materia fotografica e dell’Arte in generale attraverso corsi riservati agli studenti di vari Istituti scolastici.

 

titolo: Infinite Dynamics

artista: Maurizio Gabbana

a cura di: Maria Laura Perilli

sede: Galleria Triphè, via delle Fosse di Castello 2, Roma

vernissage: Venerdì 25 Gennaio ore19.00 

durata: 25 Gennaio | 31 Marzo 2019

orari: Martedì – Sabato 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.00

contatti: 366 11 28 107 | info@triphe.it | www.triphe.it

mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine

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Cristiano De Matteis - È severamente proibito calpestare i sogni Sat, 12 Jan 2019 14:17:38 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515256.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/515256.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

 

La fotopittura di Cristiano De Matteis irrompe nelle sale della Casa di Rigoletto con tutta la freschezza e l’innovazione di lavori in precario equilibrio sul sempre più sottile crinale che separa la fotografia dalla pittura.

 Nel laboratorio romano di via del Pellegrino si compie di fatto la fusione tra queste due forme d’arte, con la disintegrazione di barriere e confini ormai del tutto pretestuosi. Gli acrilici su tela hanno un’evidente derivazione fotografica, così come le fotografie utilizzate non possono dissimulare un’ovvia componente onirica, spesso indotta dalla conoscenza approfondita dell’arte classica. L’una forma espressiva è in simbiosi con l’altra, dando vita infine ad un prodotto artistico “terzo” rispetto alle tecniche generanti. Se l’avvento della fotografia ha storicamente rivoluzionato la pittura, forzandone l’evoluzione, la pittura interviene ora sulla fotografia ponendo il sigillo sui soggetti prescelti, trasformando un’immagine potenzialmente replicabile in innumerevoli copie in un’opera unica…

Le infinite storie di cui ogni persona è portatrice, ci sfiorano ogni giorno, si intrecciano e scompaiono col passo veloce dei nostri tempi. Rallentare queste scie d’umanità fino a trasformare una fugace apparizione in un incontro, cogliendone la bellezza sia etica che estetica, è ciò che Cristiano De Matteis si ripropone coi suoi quadri. Le immagini di partenza sono spesso decontestualizzate e iper contrastate, fino a divenire ombre dai contorni sfumati affogate in controluce estremi. Talvolta si tratta invece di ricontestualizzazioni ottenute per sovrapposizione di immagini, a ricreare l’atmosfera onirica che è componente essenziale di questi lavori. In ogni caso si tratta dell’incipit di storie impossibili, di rapporti solo ipotizzati, frutto di una sorta di trance estetica che diviene un atto d’amore verso la gente, verso il suo costante fluire, incrociarsi, sfiorarsi…

Carlo Micheli

 

 

Cristiano De Matteis
È severamente vietato calpestare i sogni
a cura di Carlo Micheli

Casa Di Rigoletto
Piazza Sordello 23 – Mantova

26 Gennaio | 24 Febbraio 2019
inaugurazione sabato 26 Gennaio ore 18

orari: tutti i giorni dalle 9 alle 18
info: 0376/288208 | info@infopointmantova.it

progetto del Comune di Mantova – Ufficio Mostre
mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine       

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Parole e Colori - Moreno Gentili e Guido Rocca Sun, 06 Jan 2019 13:11:36 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/513646.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/513646.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta Parole e Colori Moreno Gentili e Guido Rocca - Galleria Francesco Zanuso

L’interessante rassegna di mostre bipersonali organizzate dal gallerista Francesco Zanuso prosegue anche nel 2019. Ad inaugurare il nuovo anno sarà la coppia formata dall’autore dei Manifesti poetici Moreno Gentili e dall’artista lirico-astratto Guido Rocca. L’esposizione, intitolata “Parole e Colori”, inaugurerà mercoledì 16 gennaio alle 18 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano e sarà fruibile fino al 31 gennaio.

 

Moreno GentiliI “Manifesti poetici” di Moreno Gentili sono l’espressione di un pensiero che è meditazione e visione in forma di oggetto da esporsi negli spazi di coabitazione privata e pubblica. Uno dei suoi manifesti infatti arreda, intrattiene, informa e regala suggestioni spesso emozionanti e questi sono davvero particolari. Tra le opere esposte di Gentili alla Galleria Zanuso, i manifesti inediti “Milano é…”, omaggio poetico alla nostra città, “Bevo vivere”, un viaggio di parole nelle emozioni del buon bere, “Caffè”, manifesto di suggestioni dedicate a questo rito centenario del nostro quotidiano. Oltre a questi il celebre “Ti amo”, il manifesto dei “No” e “Piantala!”, testo salvifico che aiuta a ritrovare buon umore nei momenti difficili.
Caratteristica dei manifesti poetici, è la scrittura in forma di Mantra in cui l’autore accompagna il collezionista in una consapevolezza utile a non perdere di vista la realtà, anche in modo ironico e autoironico. I manifesti sono stampati in formato 80x100 cm su carta, o su supporto rigido in tiratura numerata e firmata dall’autore. 
Scrive di lui Ludovico di Giovanni:
“Moreno Gentili, scrittore, artista e designer, si pone nella tradizione creativa italiana di un eclettismo dove figure come Carlo Mollino, Emilio Tadini, Dino Buzzati, Carla Cerati, Pier Paolo Pasolini e altri, hanno lasciato tracce di esperienza creativa multiforme libera e indipendente da mercati, influenze critiche e condizionamenti culturali. La ricerca dell’innovazione è la spinta che tende a muovere la curiosità di questi ricercatori di emozioni che fanno della sperimentazione artistica un linguaggio riconducibile alla loro personalità che oggi definiremmo “multitasking”, ma che in realtà segna nella storia dell’Arte italiana molti passaggi epocali. Un valore aggiunto -questa curiosità- che rompe spesso mode e convenzioni per dare vita a nuovi linguaggi creativi che danno lustro al nostro paese”. 

 

Guido RoccaL’Arte rappresenta per Guido Rocca la vita stessa.
È l’accondiscendente compagna di viaggio; l’illuminazione del cammino; il grembo materno in cui rinascere dopo ogni sconfitta; il porto quieto dove riposare la mente; la cura per i malesseri dell’anima. “L’arte mi ha accompagnato fin da bambino. La poesia è stata la mia prima vera amica e grazie a lei riuscivo a comunicare in maniera sincera...” Al termine di interminabili viaggi, avventure estreme, deviazioni pericolose, Rocca ristabilirà i propri equilibri psicofisici proprio grazie all’Arte, al suo potere totalizzante e salvifico. “Adesso creare è ciò che mi permette di provare soddisfazione, mi fa sentire vivo e me stesso, in quanto ritengo l’arte una forma di comunicazione spirituale. La mia speranza è che questa trasformazione avvenga anche in chi comunica con i miei dipinti e poesie.”
Le opere lirico-astratte di Guido Rocca vivono di un’istintualità pura e provocante. Nell’ormai raggiunto equilibrio rappresentativo la luce detta l’ordito dell’opera, che il colore completa con trame evocatrici e coinvolgenti. Le opere vibrano di suggestioni che il fruitore è chiamato a fare proprie, in una sorta di afflato mistico che dovrebbe condurre alla condivisione di sensazioni intime e profonde. “…dipingo e scrivo con la consapevolezza che l’arte è una forma di rivoluzione gentile e che è energia vitale per la sopravvivenza e il miglioramento della società.” L’intuizione di Rocca si avvicina dunque a ciò che in letteratura definiremmo come “opera aperta”, una narrazione (verbale o grafica poco importa) dove il fruitore è libero di apportare il proprio contributo, non solo suggerendo diverse soluzioni interpretative, ma contribuendo ad ampliare i confini dell’opera stessa, in un’azione di costante arricchimento dei contenuti.


Parole e Colori
Moreno Gentili e Guido Rocca
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano
dal 16 al 31 gennaio 2019
inaugurazione mercoledì 16 gennaio dalle 18 alle 21
da lunedì a giovedì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento
+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
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Abstract Art in Italy. Achille Perilli. Geometrie eretiche Mon, 10 Dec 2018 12:47:27 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/507984.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/507984.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Il Museo Hermitage di San Pietroburgo rende onore ad un grande maestro dell’astrattismo italiano con la mostra retrospettiva “Abstract Art in Italy. Achille Perilli. Geometrie Eretiche” che si inaugura martedì 18 dicembre nella sontuosa cornice del museo russo. 

La mostra, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Mosca, è organizzata in collaborazione con l’Artista e l’Archivio Perilli ed è a cura di Dimitri Ozerkov (direttore del Dipartimento di Arte Contemporanea del Museo Hermitage) e Luca Barsi (direttore della Galleria Accademia di Torino e già curatore di altre prestigiose mostre internazionali). 

Il percorso espositivo presenta un corpus di opere che ripercorre 70 anni di carriera ed è articolato in sezioni volte ad indagare la lunga vicenda artistica di Perilli, teorico dell’Irrazionale Geometrico.

Tra i dipinti esposti all’Hermitage spiccano alcune opere storiche, come il Paesaggio astratto del 1947 (realizzato dopo il viaggio a Praga con Piero Dorazio ed esposto alla Galleria Art Club nella prima mostra del Gruppo Forma 1, primo movimento d’arte astratta Europeo del secondo dopoguerra) e le grandi opere (3 metri per 2) che Perilli ha realizzato tra la seconda metà degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘80.

Le opere in mostra provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private e in alcuni casi sono esposte per la prima volta al pubblico in occasione di questo evento che consacra l’artista romano tra i grandi maestri contemporanei.

La mostra “Abstract Art in Italy. Achille Perilli. Geometrie Eretiche” è corredata da un catalogo, curato da Luca Barsi per il Cigno Edizioni, che, prendendo spunto dalle opere esposte, ripercorre tutta l'attività di Perilli scandendola per decenni.

 

Cenni biografici:
Allievo di Lionello Venturi e Giuseppe Ungaretti, Achille Perilli, nel 1947, firma, insieme a Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Sanfilippo e Turcato, il Manifesto di Forma Uno.
Nel 1948 Perilli soggiorna a Parigi per un breve periodo e ha la possibilità di conoscere direttamente il dadaismo e il surrealismo nelle persone di Tristan Tzara, Anna Hoch, Hans Arp e di partecipare al fianco di Venturi al I Congresso internazionale di critica d'arte. In una costante ricerca, guidato da curiosità e ironia, Perilli guarda sempre a nuove possibili rotte da poter navigare. “L’esperienza moderna”, rivista fondata con Novelli nel 1957, ne è un esempio, un’occasione straordinaria nella quale, oltre alle presenze tutelari di Kandinskij, Klee, Schwitters, Picabia e Gorky, sono coinvolti, fra gli altri, Arp, Ernst, Man Ray, Fontana, Capogrossi, Alechinsky, Kline, Accardi, Soulages, Sonderborg, Twombly. Nel 1959 espone alla V Biennale di San Paolo in Brasile. Nel 1962 e nel 1968 ha una Sala Personale alla XXXI e alla XXXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia L’esperienza veneziana gli dà la possibilità di presentare due momenti cruciali del suo percorso artistico. Nel 1962 la sala è completamente consacrata ai “fumetti” mentre nel 1968 sono esposti i risultati delle sue ultime ricerche su “l’irrazionale geometrico” che, da quel momento, segnerà il suo futuro destino artistico. Fra le opere più interessanti esposte nel 1968 c’era “La source”, opera del 1967, recentemente acquisita dal Centre Pompidou. Nel 1964 fonda, con Alfredo Giuliani, Giorgio Manganelli e Gastone Novelli, “Grammatica”, rivista della neoavanguardia artistica e letteraria, con interessi per l’editoria, la pittura, la critica e il teatro, settore, quest’ultimo, nel quale Perilli sperimenta molto coniugando la ricerca musicale più avanzata di compositori come Luigi Nono, Luciano Berio e Aldo Clementi con il teatro d’avanguardia, in spettacoli andati in scena al Teatro alla Scala di Milano (“Mutazioni”, 1965) e al Teatro dell’Opera di Roma (“Dies Irae”, 1978).
Nel 1988 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma lo celebra con una retrospettiva, a cura di Pia Vivarelli. Negli anni 2000 Perilli continua a lavorare e ad esporre in numerose mostre collettive e personali oltre ad essere presente in importanti collezioni pubbliche e private. Dal 1995 è membro dell'Accademia Nazionale di San Luca. Attualmente, è in preparazione il Catalogo generale della pittura e della scultura, a cura di Giuseppe Appella, Silvana Editoriale Milano.

 

Coordinate mostra:

Abstract Art in Italy
Achille Perilli
Geometrie eretiche

A cura di Dimitri Ozerkovb e Luca Barsi 

19 dicembre 2018 - 3 febbraio 2019
Museo Hermitage, San Pietroburgo

Inaugurazione martedì 18 dicembre ore 14:00

Ingresso: compreso nel biglietto di ingresso al Museo Hermitage

Con il patrocinio di
Ambasciata Italiana a Mosca

Organizzazione generale
Galleria Accademia – Torino

In collaborazione con
Archivio Perilli - Roma
Museo Hermitage – San Pietroburgo

Catalogo
Il Cigno Edizioni - Roma

Organization Partners
Art Investment – Milano
Giuseppe Morgana

Per informazioni
Tel. +39 335 8024539

WEB

www.hermitagemuseum.org

www.achilleperilli.com

www.galleriaaccademiatorino.it

 

Comunicazione online
Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine
info@fratturascomposta.it

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Maurizio Gabbana - Infinite Dynamics Fri, 07 Dec 2018 11:16:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/507706.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/507706.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta Maurizio Gabbana - Infinite Dynamics - mostra fotografica - Casa di Rigoletto - MN

La poetica di Maurizio Gabbana riparte “dinamicamente” dalle sale della Casa di Rigoletto, con un omaggio a Mantova, assunta come porta d’accesso culturale di un work in progress che toccherà città di tutto il mondo.

Il teatro scientifico del Bibiena, che ospitò nel 1770 il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, diviene così il punto di partenza del viaggio ideale di Gabbana, inteso ad esaltare le dinamiche senza tempo e senza frontiere che regolano gli equilibri del mondo, in un costante divenire che non può prescindere dalla storia, dalla cultura, dall’arte, dalla conoscenza. Le immagini caleidoscopiche, frutto di molteplici sovrapposizioni “fatte a mano”, cioè senza l’ausilio del computer, ci riportano alle ricerche futuriste, a quell’idea di movimento, di costante divenire, che si addicono all’uomo-moltiplicato ipotizzato da Marinetti.
Ai luoghi e ai monumenti così rappresentati, che sembrano espandersi indefinitamente, si contrappongono invece delle zoomate restrittive che esaltano particolari minimali, sottolineature di avvenimenti quotidiani, marginali quasi, a creare un’apparente dicotomia, quasi un conflitto tra macro e microcosmo che si risolve nella pacificante visione sinottica dell’autore, capace di stupore, di meraviglia quasi fanciulleschi. Una visione poetica della realtà che si esalta nella serie delle nubi, scure e minacciose, candide e leggere, evanescenti o incombenti, aquiloni legati al filo della speranza, droni fluttuanti tra la terra e il cielo a captare le energie per poi restituirle in una dinamica senza fine.
Carlo Micheli

 

 

Maurizio Gabbana
Maurizio Gabbana
Milanese del 1956, sin da ragazzino sperimenta la ricerca fotografica passando dalla camera oscura al digitale senza mai utilizzare programmi di post produzione. Dell’anno 2000, l’incontro con lo Storico dell’Arte, Professore all’Accademia di Brera, Rolando Bellini che valorizza le sue ricerche futuristiche con “Dynamica Spazio Temporale” sottolineando il valore dei suoi scorci metafisici, soprattutto notturni. Predilige ritrarre le architetture cittadine e l’uomo nella sua quotidianità. Una sua opera di metri 3 x 4, dal 2013 è installata nella hall della sede PWC - Il Sole 24 Ore di Milano. Ha esposto a Milano, Roma, Firenze, Torino, Salerno, Bari, e ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia; alla Expo di Milano riceve un riconoscimento dal Padiglione Guatemala. All’estero ha esposto a Basel, Lugano e nel 2018  a Mosca. Nel dicembre 2017 pubblica una sua monografia edita da Skira dal titolo “Con la Luce negli Occhi” che viene attualmente presentato in diverse città italiane. Innumerevoli sono i Critici d’Arte che hanno scritto su di lui in Italia e all’Estero. È un attento divulgatore della materia fotografica e dell’Arte in generale attraverso corsi riservati agli studenti di vari Istituti scolastici.

 

Maurizio Gabbana
Infinite Dynamics
a cura di Carlo Micheli

Casa di Rigoletto
Piazza Sordello 23 - Mantova

15 dicembre 2018 - 20 gennaio 2019
Inaugurazione 15 dicembre ore 18

Info:
carlo.micheli@comune.mantova.gov.it
0376/288208

Orari:
tutti i giorni dalle 9 alle 18

Progetto del Comune Di Mantova – Ufficio Mostre
Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine   

evento facebook

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Lapo Sagramoso - lavori recenti Tue, 27 Nov 2018 15:56:35 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/505795.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/505795.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

LAPO 

Lapo Sagramoso - lavori recenti
oli, acquerelli, tempere, encausto

 

A chiusura del 2018 la Galleria Francesco Zanuso propone la personale di Lapo Sagramoso, pittore per vocazione. I suoi lavori recenti, che indagano la maggior parte delle tecniche conosciute, saranno proposti attraverso una selezione rigorosa. La mostra sarà fruibile dal 6 al 21 dicembre con un vernissage che avrà luogo mercoledì 5 dicembre dalle 18 alle 21 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano.  

 

Per 20 anni art director, copywriter e direttore creativo in agenzie pubblicitarie a Milano, in Veneto e a Roma, Sagramoso non si è mai allontanato dalla sua vocazione: la pittura, alla quale si dedica a tempo pieno dal 1992. 

Acquerello, tempera, olio, l’antichissima tecnica dell’encausto e nuove vie sperimentali: metalli ossidati, colpi d’arma da fuoco, passi di animali selvatici, vento tra gli alberi. 

 

“La figura, con il suo potenziale di racconto e di visione, è un punto di partenza, non di arrivo.” Inventa paesaggi e mondi plausibili ma che portano chi li guarda agli antipodi del nostro. La serie ormai lunga di dipinti sul paese immaginario del Tahmisat, un luogo altro per eccellenza, è un esempio di quanto Sagramoso intende trasmettere: “un’utopia esente da pesantezze e che cerco di riempire di sogno, sorpresa, avventura (non necessariamente in quest’ordine)”. 

 


 

Lapo Sagramoso alterna all’attività pittorica quella di scrittore.

Nel 2012 ha fondato  l’Accademia Veneta di Acquerello. Corsi, seminari, stages tematici, attività culturali. Sagramoso, nell'insegnamento dell'acquerello, si avvale della sua esperienza come docente presso l'istituto Europeo di Design di Milano, la Scuola Rai di Roma e la Scuola di giornalismo televisivo di Perugia. L’Accademia ha sede a villa Sagramoso Perez-Pompei in Illasi (Verona) ma svolge le sue attività anche in altri luoghi. Nella sua attività di scrittore ha pubblicato: Il Quindicesimo Procuratore (romanzo), Marsilio Editore, 1996; La lunga notte dell’Imperatore (romanzo), PIEMME Edizioni, 2009; Il castello è servito (storia della cucina), Mursia Editore, 2004; Viaggio nel Tahmisat, Tallone Editore, Torino 2018. Ha presentato la sua ricerca pittorica nelle principali città in Italia e all’estero. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora vicino a Verona.

 

LAPO
Lapo Sagramoso - lavori recenti
oli, acquerelli, tempere, encausto

Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

dal 5 al 21 dicembre 2018
inaugurazione mercoledì 5 dicembre dalle 18 alle 21

da lunedì a giovedì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento

+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com

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Incidenze Divergenti - Tomoko Momoki e Carlo Gori Wed, 24 Oct 2018 13:09:40 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/498415.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/498415.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta Dopo i successi raccolti dalle precedenti esposizioni, la rassegna di mostre bipersonali organizzate dal gallerista Francesco Zanuso prosegue con “Incidenze Divergenti”, che vedrà una coppia formata dalla pittrice giapponese Tomoko Momoki e dall'artista multidisciplinare Carlo Gori. L'evento, a cura di Antonella Gemma, inaugurerà mercoledì 7 novembre alle 18 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano. 
La mostra si protrarrà fino a giovedì 28 novembre.


INCIDENZE DIVERGENTI

Gli artisti Tomoko Momoki e Carlo Gori hanno condiviso luoghi di formazione in maniera disgiunta, cosicché l’influsso esplicato dai medesimi sistemi culturali, dagli ambienti nipponico e europeo – in particolare dell’Italia e dell’Inghilterra – ha determinato i loro stili differenti, denotanti e connotanti poetiche non correlate. D’altronde la giustapposizione di collezioni dei due pittori risulta armoniosa: le incidenze divergenti paiono risolversi in “tracce converse".
Antonella Gemma 

 

 

CENNI BIOGRAFICI

Tomoko Momoki

Nata in Giappone nel 1972, Tomoko Momoki ha compiuto i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Tokyo, conseguendo la specializzazione in Tecniche Pittoriche nel 1994; nello stesso anno il superamento di un’ardua selezione ha consentito alla pittrice di proseguire il suo percorso formativo nella suddetta accademia, effettuando ricerche inerenti alla pittura a olio. Nel 1994, come pure nei tre anni successivi, l’artista ha partecipato al Salone Shiun-You-Kai di Tokyo. Nel 1997, durante un soggiorno in Europa, Tomoko Momoki ha maturato la decisione di trasferirsi in Italia. Nel 2000 ha esposto a Tokyo le sue opere, ormai permeate di stilemi mutuati dalla cultura occidentale, derivati tra l’altro dalla rielaborazione di archetipi propri dell’arte italiana. In seguito, pur privilegiando la pittura da cavalletto, si è dedicata anche a quella parietale, inoltre ha eseguito lavori di decorazione di interni di palazzi gentilizi, edifici di interesse storico-artistico. Dal 2013 l’attività di Tomoko Momoki è incentrata esclusivamente sulla pratica della pittura da cavalletto.

 

Carlo Gori

Nato a Novara nel 1968, si laurea in lettere moderne, indirizzi storico artistico e pedagogico, ha un post lauream in Specialista produzioni audiovisive. Risiede a Roma, ma lavora spesso all’estero, specie in Inghilterra e Giappone. Artista multidisciplinare si esprime in particolare come attore e regista, artista visuale, performer e curatore di progetti artistici, tra cui “Morandi a colori”, “Pinacci Nostri” e Tor Sapienza “Quartiere d’Arte” (vincitore nel 2005 del concorso “Idee in comune” del Comune di Roma). Nel 2010, durante una residenza artistica di sei mesi presso la Westbury Farm Studios di Milton Keynes in Inghilterra, realizza e mette in mostra alcune opere che poi espone anche al Museo Bansisou di Matsuyama in Giappone, sede che, per la prima volta, concede l’intera sua superficie ad un artista. È uno dei maggiori promotori del MAAM di Roma, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia.  Nel 2018 realizza quattro opere per la sala didattica di Villa Medici, l’Accademia di Francia a Roma. Nel 2019 parteciperà al progetto MACRO Asilo curato da Giorgio de Finis, dove, inoltre, curerà la partecipazione di AU, il collettivo artistico fondato dall’artista giapponese Shozo Shimamoto.


Incidenze Divergenti
Tomoko Momoki e Carlo Gori 
a cura di Antonella Gemma
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano
dal 7 al 28 novembre 2018
inaugurazione mercoledì 7 novembre dalle 18 alle 21
da lunedì a giovedì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento
+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com
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Le due inquadrature - Silvia Codignola e Tono Mucchi Fri, 28 Sep 2018 14:23:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/493882.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/493882.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

 

La Galleria Francesco Zanuso propone "LE DUE INQUADRATURE", bipersonale degli artisti Silvia Codignola e Tono Mucchi che inaugurerà mercoledì 10 ottobre alle 18 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano. La mostra si protrarrà fino a giovedì 25 ottobre.

 

L'atto di inquadrare consente di delimitare uno spazio e al contempo di escludere quello che ne rimane all’esterno, come avviene nelle sculture di Silvia Codignola, in cui sembra non ci sia spazio per niente che arrivi da fuori e nulla che possa interrompere il silenzio dell'intimità interiore.
Così come è un’inquadratura lo spazio visivo ripreso dalla macchina fotografica di Tono Mucchi, scatti che poi l’artista rielabora in digitale giungendo ad una dimensione pittorica.

 

Le sculture di Silvia Codignola, come in una narrazione, conducono ad una dimensione sospesa e indefinibile. Nella sua ricerca dell’assoluto, l’artista non si sofferma sui dettagli mentre esalta la nudità dei sentimenti espressi con pudore raro e immersi nel nulla a sottolineare come nulla conti se non ciò che conta davvero. L’impressione che ne deriva è che la porzione di vita da lei rappresentata sia espressione di ciò che la vita dovrebbe essere nella realtà, scevra degli inutili orpelli di cui ci circondiamo dimenticando i valori essenziali. 

Come nella seconda metà dell’Ottocento gli impressionisti hanno sentito il bisogno di liberare la pittura dal rigore realistico e dal perfezionismo formale neoclassico, così, negli ultimi tempi, Tono Mucchi ha sentito la necessità di eliminare dalle sue foto quella diamantina precisione che le caratterizzava, non tanto per scelta propria ma per il progressivo affinamento tecnologico delle fotocamere. Perciò si è riproposto di utilizzare quegli stessi strumenti per arricchire i suoi scatti fotografici di calore e spontaneità, elementi essenziali a stimolare nel fruitore una lettura dell’opera più emozionale che concettuale.

 

 

Biografie:

Silvia Codignola nasce a Ivrea nel 1962. Ha studiato Architettura a Roma. Ha lavorato in teatro come scenografa, tra gli altri con Luciano Damiani. È del 1996 la prima personale alla Galleria A.A.M. di Francesco Moschini, curata da Marco Vallora e Federico Vercellone.
Nel 2003 ha partecipato al Premio Michetti. Ha esposto alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e alla Temple Gallery, mostra curata da Lorenza Trucchi.
Nel 2006 ha realizzato i cartoni preparatori per il mosaico della fontana di Piazza San Cosimato a Roma. Nel 2008 ha esposto un trittico realizzato su commissione per il giornale Il Tempo. A Milano ha riunito in una retrospettiva i quadri di grande formato dipinti nei primi dieci anni di attività. Nel 2011 ha partecipato al Premio Sulmona. Sempre nel 2011 è stata invitata ad esporre alla Biennale di Venezia – Padiglione Italia.
Nel 2016 ha pubblicato sul Corriere della Sera un ritratto del cantautore Francesco De Gregori, del cui ultimo disco ha anche realizzato la copertina.
È presente in collezioni private, come la collezione Bulgari e quella de Il Tempo, e in pubbliche, quali quella dell'Avvocatura Generale dello Stato.
Dal 1996 al 2016 ha insegnato disegno all'Istituto Europeo di Design di Roma.

Vive e lavora a Roma.

 

Tono Mucchi nasce a Milano nel 1938. Studia pittura e grafica a Londra e inizia la sua attività di pittore nel 1970, con una mostra alla Galleria Toninelli di Roma. In seguito passa da un astrattismo onirico a una pittura figurativa di paesaggi, visioni di interni e ritratti. Espone in molte gallerie tra le quali: la Galleria Schubert Milano nel 1971, la Galleria Plurima di Udine nel 1973, la Galleria La Court Saint-Pierre di Ginevra nel 1980, la Galleria Gianferrari di Milano nel 1982 e nel 1985, Il Gabbiano di Roma nel 1982, 1984, 1989 e 1993, la Galleria Trentadue nel 1996. Nel 1984 è stato invitato alla 41a Biennale di Venezia.
Partecipa alle fiere FIAC di Parigi nel 1984, e CIAE di Chicago nel 1985. Olivetti gli dedica la sua agenda nel 1989. Partecipa alla mostra a cura di Marco Goldin “Da Fattori a Burri. Roberto Tassi e i pittori. Ottocento e Novecento in Italia” nel 1998. Due importanti monografie sulla sua opera sono state pubblicate da Longanesi nel 1984 “L’oasi dei misteri” (testo di Giorgio Soavi) e da Elli&Pagani nel 1986 (testi di Giorgio Soavi e Roberto Tassi). "Teatro Urbano" nel 2009 alla Galleria Antonia Jannone di Milano segna il passaggio dal pennello alla macchina fotografica digitale. Partecipa alle rassegne "Dalla fotografia d’arte all’arte della fotografia" al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona nel 2009 e "L’incanto del paesaggio. Fotografia realtà immaginazione" alla Galleria Elleni di Bergamo nel 2010. Le sue personali più recenti sono "Tono Mucchi anni ’70" alla Galleria Schubert  nel 2014 e "Miniature” alla Galleria Artespressione nel 2016 a Milano.
Vive e lavora tra Perugia e Milano.

 

LE DUE INQUADRATURE
Silvia Codignola e Tono Mucchi

Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26 - 20122 Milano

dal 10 al 25 ottobre 2018
inaugurazione mercoledì 10 ottobre dalle 18 alle 21 

da lunedì a venerdì 15 - 19
venerdì e in altri orari su appuntamento

+39 335 6379291
francesco.zanuso@gmail.com
www.galleriafrancescozanuso.com

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Antonio De Luca – Un posto per sognare forte Thu, 20 Sep 2018 18:59:29 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/492536.html http://comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/492536.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

UN POSTO PER SOGNARE FORTE non è lo slogan di una fabbrica di materassi. Non è la pubblicità di una clinica che cura le malattie del sonno. È la mostra fotografica che Antonio De Luca presenta a Mantova, alla Casa di Rigoletto, dal 6 ottobre al 4 novembre p.v.

Si tratta di una riscrittura della legge del caos, il tentativo di mettere il guinzaglio all’imponderabile. Come in una piece teatrale basata sull’improvvisazione l’autore trasforma in gag ogni accadimento, distorcendo, sovrapponendo, rettificando ma, soprattutto, attendendo che il tempo e il caso/caos facciano il loro corso. E’ l’estremo tentativo, fallito, di dimostrare l’oggettività della fotografia, ma è anche -e soprattutto- un modo di “andare oltre” i parametri consueti. Una proposta impegnativa, provocatoria, da maneggiare con cura. Una maratona che non si può affrontare senza un allenamento consapevole e mirato…

Non sarà pertanto superfluo un breve training prima di affrontare l’impatto ultracerebrale con un posto per sognare forte: 1) staccare le pagine pubblicitarie di un rotocalco; 2) ritagliate e separate la parte visiva dal testo; 3)  mescolate i due gruppi così ottenuti; 4) abbinate uno slogan ad una fotografia, pescando alla cieca dai due gruppetti; 5) cercate di influenzare gli abbinamenti concentrandovi  “forte”…

 

Antonio De Luca, artista multimediale, è nato a Montagnareale (ME) nel 1956. Vive e lavora a Milano. Professionista dal 1980 ha lavorato e pubblicato per numerose case editrici, tra le quali Rizzoli, Mondadori, Rusconi, Condè Nast, Elle Japon, Madame, Figarò, Cairo editore, ecc… Ha inoltre realizzato video pubblicitari, cataloghi, calendari, pubblicazioni per BGS, HDMWE, Saatchi&Saatchi, Fiat immagine, Lancia, Alfa Romeo, Blue imp., Azzurra, Sbernadori Del Conte, Ricordi, BMG, Iveco, Pirella &G, Red Cell, Penno advertising, Olivetti, MPIO, Nadler e Larimer, Fiona Swarovsky, Nomen Italia, Albert Leclerc design, Collistar, Air Europe, Champion, Edwin jeans, Intermezzo ecc… Ha partecipato a numerose mostre, tra le quali: CRONACHE VERE a cura di Alessandro Riva, Milano, spazio Consolo, 1997; DESTRA, spazio Enzo Nocera, Milano; SULLA TV, spazio San Fedele, Milano; SKULL, Wannabee Gallery e spazio Revel, Milano; MALE DI MIELE, Wannabee Gallery, Milano; CELESTE PRIZE exhibition, Berlino; RODI ART EXHIBITION; LO SCHERMO DI SCIPIO, mostra personale a cura di Alessandro Riva, Wannabee Gallery, Milano; RITRATTI ITALIANI, a cura di Vittorio Sgarbi, Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, Cento (FE) e Fondazione Durini, Milano; ALL IN TWILIGHT, mostra personale a cura di Ivan Quaroni, Nur Gallery, Ars Prima, Milano; FEAR, a cura di Cristina Gilda Artese, Nur Gallery, Ars Prima, Colonia Art Fair; Ha vinto l’ARTDONKEYPRIZE (sezione fotografia) nel 2011 con l’opera “Era mio padre”. È stato presente alla 54 BIENNALE DI VENEZIA al PADIGLIONE ITALIA (ARSENALE) con l’opera “240 perché i mendicanti vivono ancora, Apokalips” a cura di Giacomo Maria Prati, grattacielo Pirelli, Milano, 2012; POP DESIGN TOUR a cura di Alessandro Riva, ArteAccessibile, Milano, 2013; ALIENS  LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO progetto di Sergio Curtacci, Palazzo Pirola, Gorgonzola, 2013; IL VOLTO DELL'ANIMA a Cura di Bruno Bandini, Sale dell'Accademia complesso monumentale del Broletto, Novara, 2014; SUPERHEROES 2.0, Gestalt Gallery, Pietrasanta e Forte dei Marmi, 2014; KEITH HARING, JEAN MICHEL BASQUIAT e POP UP REVOLUTION a cura di Achille Bonito Oliva, Electronic Art Caffè presso MDM Museo Portocervo e Art Gallery gruppo Art&Co, Parma, 2014; ALIENS LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO, progetto di Frattura Scomposta C.A.Magazine, Casa di Ludovico Ariosto, Ferrara, 2014; FUTURO  CLASSICO a cura di Silvia Fabbri, Fondazione Mazzullo, Palazzo duchi Di Stefano, Taormina, 2015; DEATH  STATI DI  LIBERO ARBITRIO organizzata da Qualcosa di ROSSO; TAG … EMATICI   Installazione di Raffaella Formenti e Video di Antonio De Luca, Palazzo Guinigi, Lucca, 2016; THE LAST SUPPER BEFORE HOLIDAYS video anteprima con Paola Turroni, galleria Sabrina Raffaghello Contemporary Art, Milano, 2016; SWEET HOME LE PALLE EN ORBITE video per Albert Leclerc, spazio Yves Trudeau, Festival Orford musique, Montreal, 2017.

 

 

Scheda della mostra

titolo: Antonio De Luca – Un posto per sognare forte

a cura: di Carlo Micheli

sede: Casa di Rigoletto, Piazza Sordello 23, Mantova

date: 7 ottobre – 4 novembre 2018

inaugurazione: Sabato 6 ottobre 2018 ore 18.30

orari: tutti i giorni dalle 9 alle 18  

info al pubblico: tel. 0376288208 info@infopointmantova.it

organizzazione: Comune di Mantova – Ufficio Mostre

catalogo in mostra

ingresso gratuito

mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

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