Cerimonie civili e musica con DJ: una tendenza in crescita

24/apr/2020 19:09:47 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Il “blocco” dell’intera industria del wedding, è un’occasione per esaminare i trend delle stagioni passate. Nel nostro Paese, nel 2018 (ultimo anno disponibile) i matrimoni celebrati con rito religioso non sono più la maggioranza. Secondo i dati Istat, il 50,1% del totale delle unioni, infatti, si è tenuta con il rito civile (nel 2008, questo dato non arrivava al 37%). Si tratta di un sorpasso storico, sebbene si tratti di uno “zerovirgola”. In realtà, se circoscriviamo l’analisi al nord Italia, le nozze con rito civile sono ben il 63,9%, a fronte di un 30,4% nelle regioni del sud, dove il classico matrimonio chiesa è ancora una vera e propria istituzione. 

Questo fenomeno di spostamento verso il rito civile (specie per noi che lavoriamo in particolare nell’Italia settentrionale e centrale) ha avuto delle ripercussioni anche sul tipo di servizio da erogare: si riscontra infatti un notevole aumento delle richieste di regia e service audio per le cerimonie, che molto spesso vengono celebrate direttamente nella location del ricevimento. Insomma, il DJ, oggi, in virtù della sua versatilità, spazia dal rito civile al ballo, ed è sempre più gettonato: sebbene non ci sia una statistica ufficiale in merito, la sensazione è che la richiesta della musica con disc-jockey abbia superato quella dal vivo.

Sposi sempre più maturi all’altare

Come emerge sempre dai dati Istat, ci si sposa sempre più tardi: gli uomini arrivano al primo matrimonio all’età media di 33,7 anni (dieci anni fa era 32,1), e le donne a 31,5 (nel 2008 era 29,4). Senza contare poi il boom delle seconde nozze, che sono passate in dieci anni dal 13,8% al 19,9%.  Insomma, il matrimonio in età più matura ormai è una realtà, e questo ha delle ricadute anche sul tipo di servizio scelto. Gli sposi sono più “grandi” e consapevoli, oltre che meglio informati rispetto al passato, e spesso hanno anche un budget a disposizione più elevato: insomma, il successo per ProfessionalWeddingDJ va a braccetto con questa “maturazione” del pubblico. La statistiche evidenziano anche la crescita di unioni civili miste: scelgono di sposarsi in comune l’89,5% delle coppie in cui almeno uno degli sposi non è italiano. ProfessionalWeddingDJ conferma il trend in aumento dei matrimoni misti (anche in base all’esperienza della scorsa stagione) che, insieme ai destination wedding, (matrimoni in cui entrambi coniugi sono stranieri, ma scelgono il nostro paese per sposarsi) rappresentano un’ottima occasione per proporre il repertorio internazionale e il servizio di MC in inglese.

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