Time lapse ed edilizia: il valore del tempo che scorre

18/gen/2020 17:01:08 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Il time lapse può portare a ottimi risultati nella promozione di costruzioni che giocoforza hanno un tempo di realizzazione medio lungo.

Al di là della evidente possibilità di tenere monitorato il cantiere, poter mostrare costantemente lo stato dei lavori diventa un interessante strumento per l’attività di vendita, diretta o indiretta

Il principale punto di forza della fotografia in time lapse e dei video realizzati in time lapse è – ovviamente – quello di poter riprodurre in pochi minuti, ciò che si verifica in giorni, settimane a volte mesi e persino anni. Il mostrare gli effetti del tempo porta valore al progetto in corso d’opera, perchè racconta efficacemente quello che si verifica fra l’inizio di un cantiere e la sua conclusione. Ne è un’ esempio quanto fatto da un’ industria che opera nel settore plastico. Questo articolo racconta l’uso del time-lapse per promuovere la costruzione di un nuova area del proprio stabilimento,: un timelapse che dura da più di un anno.

E non c’è dubbio che sia proprio il tempo il vero protagonista del time lapse. Certo, non parliamo di quelle dilatazioni del tempo che spesso sono provocate in maniera artificiosa in molti cantieri pubblici. Ma parliamo del tempo come fattore di cambiamento e trasformazione dell’esistente. Questo articolo mostra il time lapse come un valore: il tempo diventa un potente alleato, uno strumento di marketing da usare per la promozione di quanto avviene nel cantiere per tutta la sua durata. Non solo nel settore dell’edilizia, ma anche in quello degli impianti

Quali strumenti sono necessari per realizzare un video in time lapse?

Per la realizzazione di video in time lapse è fondamentale essere dotati di attrezzature che possono restare fisse, quini ben stabili, ben ancorate, sul nuovo del cantiere in costruzione. Allo stesso tempo bisogna essere in grado di controllare da remoto quelle stesse tecnologie. E la tecnologia diventa il miglior alleato per intervenire in immediatamente su fattori tecnici che riguardano l’esposizione, la luce, il posizionamento delle camere e l’eventuale alimentazione stessa dei dispositivi utilizzati.
E’ opportuno avere più camere per poter cogliere più punti di vista che potranno essere sfruttati successivamente in sede di montaggio.

Quanti fotogrammi occorre scattare?

In realtà non c’è un numero di scatti ideale. Si potranno scattare pochi fotogrammi al giorno fino a numeri più significativi. Molto dipende da ciò che si sta riprendendo.

Per fare degli esempi: si scatta un’immagine al secondo, con un’ apertura del diaframma molto ampia, per riprendere fenomeni o situazioni soggette a cambiamento molto rapido. Il classico caso è quello del traffico presente su un asse viario o il numero di velivoli in decollo e atterraggio da un aeroporto.

Mentre per catturare il cambiamento determinato da fenomeni atmosferici come il passare delle nuvole, è consigliabile effettuare uno scatto in periodi compresi fra 1 e 5 secondi.

Sono invece più adatti scatti tra i 15 e i 30 secondi, per immortalare in time lapse tutto ciò che ruota attorno alle stelle.

Per realizzare fotografie di questo tipo basterà avere una buona macchina fotografica, preferibilmente mirrorless. Servirà un intervallometro e uno slider motorizzato in sincrono.

Sempre per rimanere nel bagaglio di strumenti e accessori, saranno necessarie una coppia di schede di alta capacità per rendere più semplice la memorizzazione delle immagini raccolte.

Per non avere problemi di alimentazione è consigliabile utilizzare batterie aggiuntive se la camera ha l’alloggiamento o più economici battery pack.

time lapse-cantieri
ph. ricardo-gomez-angel-unsplash

Quanto dura un Time lapse?

Il tempo dipende dalla durata delle attività che vengono riprese. A volte dipende direttamente da chi crea il video che può stabilire a priori per quanto tempo riprendere una determinata attività. Altre volte, nella quasi totalità dei cantieri edili, si è legati alla conclusione di un’attività.
Rispetto a tutto questo, è chiaro che il tempo rappresenta una criticità sia per l’alimentazione sia per lo stoccaggio delle immagini.

La gran parte dei cantieri di costruzioni, sono ripresi con intervalli tra gli scatti compresi fra i 3 e i 5 minuti. Anche se questa durata può costituire un problema per la fluidità delle immagini. Sarebbe opportuno non lesinare sul numero degli scatti. Più frequenti saranno gli scatti, più fluidi risulteranno i movimenti e ci sarà una maggiore autonomia in post produzione.
È chiaro che avere un numero alto di scatti però, comporta la necessità di avere strumenti di archiviazione dei dati sufficientemente capienti.
Se ci si registrasse su uno scatto ogni 30 secondi, si potrebbero raggiungere circa 1000 scatti al giorno, riprendendo solo fino a sera, a camera. Da raddoppiare ovviamente se le camere fossero due.
Sempre per parlare di numeri e per avere una previsione degli spazi necessari per raccogliere gli scatti di è possibile impiegare questo calcolatore di time lapse. Qui basterà inserire alcuni parametri di base come il numero di scatti, la grandezza delle immagini nonché la lunghezza delle riprese, per avere lo spazio di cui si avrà bisogno per archiviare le immagini.

Di quante camere hai bisogno per il time lapse?

Per ottenere dei risultati soddisfacenti, in particolar modo se si effettuano riprese in time lapse sul lungo periodo, è consigliabile, se non addirittura necessario, avere più fotocamere.
Disporre di più punti di ripresa, consentirà di gestire le riprese in maniera più produttiva in fase di montaggio. Anche nel caso in cui sorgessero problemi legati alla momentanea indisponibilità di un punto di vista. Ad esempio, perchè un animale vi ha fatto il nido davanti.

Un ostacolo in fase di allestimento del sistema timelapse nel cantiere è essere rappresentato dal corretto posizionamento delle camere. Sarà infatti necessario concordarlo con i responsabili del cantiere e soprattutto coi progettisti dell’opera, per poter stabilire a priori l’evoluzione della costruzione e capire in anticipo eventuali cambiamenti che possano intralciare il corretto svolgimento delle riprese.
Un aspetto delicato è proprio il posizionamento delle camere.
Chi si occupa di produzione video in cantieri sa bene che si tratta della decisione più importante da prendere perchè va immaginato in anticipo quale sarà l’orientamento dell’edificio e soprattutto come saranno gli ingombri per studiare quale sia il punto di ripresa migliore e avere la sicurezza di mantenere l’oggetto nell’inquadratura.

Post produzione e time lapse: flickering e motion graphic

Terminate le riprese, ha inizio una fase delicata: quella della post produzione.
Una delle principali criticità che si presente in fase di montaggio è rappresentata dal flickering, cioè il tremolio delle aree sottili dell’ immagine. E’ dovuto ai repentini cambi di luce. Per risolvere questo difetto è possibile fare ricorso a degli appositi plug in. Sul mercato sono disponibili numerose soluzioni. Tutte utili a rendere omogenea la curva di luminosità presente nelle foto.

TLTools e LRTimelapse, ad esempio, lavorano in maniera più efficace su riprese più brevi, perché operano sui file Raw. Altri, invece, come GBDeflicker o SapphireDeflicker, sono più indicati in fase di post produzione perchè integrati nei programmi di compositing

Sempre in fase di post produzione è possibile sfruttare contributi realizzati in motion graphic. Si tratta, in sostanza, di inserire grafiche dinamiche, sincronizzate con le immagini, in modo tale da poter fornire informazioni molto utili, quali risorse impiegate, distanze e misure solo per fare degli esempi. Un’integrazione di linguaggi che potenzierà ulteriormente il già elevato impatto del timelapse.

Giuseppe Galliano Studio
C.so Cavallotti 24
28100 NOVARA ITALY
www.giuseppegalliano.it

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