La bugia dietro la performance dell’S&P 500

04/dic/2019 17:03:03 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Il mercato azionario americano ha avuto una prestazione estremamente positiva negli ultimi 10 anni, passando dai minimi della crisi finanziaria ai massimi storici attuali.

Secondo Davide Buccheri, però, questa visione idilliaca non mostra la realtà dei fatti. Davide Buccheri è un esperto di mercati finanziari con un’esperienza di vari anni nella City of London, presso M&G Investments.

“Bisogna guardare a chi sta comprando queste azioni. In generale, gli enti che possono comprare azioni sono: gli investitori istituzionali, domestici o stranieri, i risparmiatori e le compagnie stesse. In un mercato sano, dovremmo aspettarci di vedere che i maggiori driver di crescita siano i risparmiatori e gli investitori istituzionali. Questo non è però quello che sta accadendo negli Stati Uniti.”

Il grafico sopra mostra quello che Davide Buccheri stava spiegando, ovvero il valore delle azioni in mano ai diversi agenti sul mercato. E’ chiaro come siano le aziende ad aver aumentato sostanzialmente la propria quota di azioni.

“Questa è una diretta conseguenza delle politiche espansionistiche della Federal Reserve. Queste politiche hanno infatti creato un’immensa disponibilità di contante per le aziende. Queste, a loro volta, non sono riuscite a trovare sufficienti investimenti attraenti per investire tutto questo capitale. La scelta logica è stata quella di restituire il contante ai propri azionisti, nella forma di share buybacks.”

“E’ sicuramente un fenomeno preoccupante, in quanto dimostra chiaramente come le politiche espansionistiche non stiano funzionando. In un’economia sana, quell’ammontare di denaro sarebbe utilizzato per investire in nuovi progetti, che creerebbero valore per l’intera economia e porterebbero ad un aumento del PIL. Nello stato attuale, le aziende non sanno cosa fare con tutta questa liquidità. Il loro comportamento porta quindi ad un aumento delle valutazioni nei mercati finanziari, senza un corrispondente aumento nell’economia reale. Non è chiaramente una situazione d’equilibrio e non penso che potrà essere sostenuta nel lungo termine.”

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