Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Sun, 28 May 2017 00:59:05 +0200 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/1 Il codice d’onore di Scientology Thu, 25 May 2017 21:10:28 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434271.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434271.html Scientology Brescia Scientology Brescia Il codice d'onore: una libera scelta.
Esistono in Scientology alcuni codici. La particolarità è che non sono mai imposti a qualcuno. Il codice d'onore in particolare è uno stile di vita consigliato a chiunque. Non è necessario essere uno scientologist, basta utilizzarlo.
L. Ron Hubbard ha scritto e fatto pubblicare il codice d’onore nel 1954 con l'introduzione seguente:
“Nessuno si aspetta che il Codice d’Onore venga seguito strettamente e rigidamente.
Un codice etico non può essere imposto. Qualsiasi tentativo di imporre il Codice d’Onore lo ridurrebbe al livello di un codice morale.
Non lo si può imporre semplicemente perché si tratta di uno stile di vita, che può esistere come tale solo finché non viene imposto.
Qualsiasi uso del Codice d’Onore diverso da quello auto-determinato produrrebbe nella persona, come qualsiasi Scientologist potrà facilmente osservare, un notevole peggioramento.
Quindi, il suo uso è un lusso che si basa unicamente su azioni auto-determinate, a patto che la persona sia in totale accordo con il Codice d’Onore.”

Un lusso da "indossare".

E questi sono gli elementi del codice d'onore:
1. Non abbandonare mai un compagno nel bisogno, in pericolo o in difficoltà.
2. Non ritirare mai la tua lealtà una volta concessa.
3. Non abbandonare mai un gruppo al quale devi il tuo appoggio.
4. Non sminuire mai te stesso e non minimizzare la tua forza o il tuo potere.
5. Non aver mai bisogno di lode, approvazione o compassione.
6. Non scendere mai a compromessi con la tua realtà.
7. Non permettere mai che la tua affinità sia svilita.
8. Non inviare o ricevere comunicazioni a meno che tu stesso non lo desideri.
9. La tua autodeterminazione e il tuo onore sono più importanti della tua vita immediata.
10. La tua integrità verso te stesso è più importante del tuo corpo.
11. Non rimpiangere mai il passato. La vita è in te oggi e tu crei il tuo domani.
12. Non aver mai paura di ferire un altro per una giusta causa.
13. Non desiderare di piacere o di essere ammirato.
14. Sii il consigliere di te stesso, opera le tue scelte e prendi da te le tue decisioni.
15. Sii fedele alle tue mete.
Questo è il codice etico di Scientology, il codice che la persona usa non perché vi sia costretta ma perché può permettersi questo lusso.
  

    

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LA CHIESA DI SCIENTOLOGY E LA CAMPAGNA "LA VERITA' SULLA DORGA" Thu, 25 May 2017 13:27:13 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434193.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434193.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano


Facendo riferimento all’impatto devastante della droga sulla società, l’autore, umanitario e fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard ha scritto: “Il pianeta si è scontrato con una barriera che impedisce un progresso sociale su vasta scala: droga, farmaci e altre sostanze biochimiche. Queste possono ridurre le persone in condizioni che non solo sono proibitive e distruttive per la salute, ma che sono tali da impedire ogni progresso stabile verso il benessere mentale o spirituale”. Questa affermazione porta alla sua successiva valutazione sul ruolo che l’uso di droga gioca nella disgregazione del tessuto sociale: “La ricerca dimostra che le droghe sono l’elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale”. 
La ricerca di L. Ron Hubbard in questo campo ha portato al mondo anche soluzioni senza precedenti per la riabilitazione dalla droga. Questo, a sua volta, ha spronato la Chiesa e gli Scientologist a dare il via al programma La Verità sulla Droga, tramite il quale, da circa  due decenni, lavorano per informare correttamente milioni di persone sugli stupefacenti.
 
La Chiesa e i suoi fedeli si dedicano a sradicare l’uso di droga attraverso l’istruzione e sollecitano la partecipazione di tutti coloro che condividono l’obiettivo di un mondo libero dalla droga.

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CONSAPEVOLEZZA SUI DIRITTI UMANI Thu, 25 May 2017 13:26:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434192.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434192.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano
LA PRINCIPALE, tra le CREDENZE DI SCIENTOLOGY è la CONVINZIONE che ogniINDIVIDUO abbia determinati DIRITTI INALIENABILI 

  
Fin dalle sue prime ricerche sulla mente e sullo spirito umano l’autore, umanitario e Fondatore di ScientologyL. Ron Hubbard, mise l’accento sul fatto che libertà e miglioramento spirituale sono mete irraggiungibili per coloro ai quali vengono negati i diritti umani più fondamentali.

Per questa ragione egli scrisse il Codice di uno Scientologist, invitando tutti i fedeli della religione ad impegnarsi nel “sostenere sforzi davvero umanitari nel campo dei diritti dell’Uomo”. Quel codice pose le basi per quello che divenne in seguito un movimento internazionale di sostenitori dei diritti umani di tutte le persone, senza distinzione di ceto sociale, appartenenza etnica o religiosa. 

 Oggi, Scientologist presenti in cinque continenti collaborano con enti governativi e organizzazioni non governative per generare una consapevolezza su vasta scala della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promulgata dalle Nazioni Unite nel 1948, il più importante documento al mondo sui diritti umani, e fare in modo che sia messo in uso. 
 Diamo il benvenuto a tutti coloro che, condividendo l’obiettivo di un mondo in cui i diritti umani siano una realtà quotidiana per tutti, vogliano partecipare.

 
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SCIENTOLOGYRELIGION.IT - il Sito è ora disponibile anche in lingua Italiana Thu, 25 May 2017 13:26:04 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434191.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434191.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano

Scientology Religion è ora disponibile online anche in lingua italina. Il Sito originale in lingua inglese è appena  stato reso disponible nella nostra lingua con i seguenti contenuti:
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TUTTE LE CORRETTE INFORMAZIONI SULLA RELIGIONE DI SCIENTOLOGY DISPONIBILI SU WWW.SCIENTOLOGYRELIGION.IT Thu, 25 May 2017 13:25:16 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434189.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/434189.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano  




   La versione in italiano del già noto www.scientologyreligion.org, fruibile in 13 lingue, per i suoi contenuti si rivolge prevalentemente ad un pubblico di esperti di religione, sociologi,  studiosi e anche studenti che hanno necessità di ricercare informazioni sulla religione e le attività della Chiesa di Scientology, nonché sul fondatore della religione, L. Ron Hubbard.


 

Tutte le perizie e i pareriprodotti da eminenti esperti internazionali sulla dottrina,  la soteriologia e la cosmologia di  Scientology sono disponibili e scaricabili dal sito. 
 Esso offre anche un’approfondita panoramica dei più importanti riconoscimenti giuridici che sono stati ottenuti in molti dei 165 paesi in cui ci sono chiese, missioni o gruppi di Scientology.

   Sul sito si può trovare l’opuscolo prodotto dalla Chiesa di Scientology come contributo al dibattito sulla libertà religiosa che s’intitola  Che cos’è la libertà di religione? anche quello scaricabile gratuitamente.
Tale  pubblicazione è stata realizzata con l’intento di approfondire  il concetto di diritto alla libertà di religione in un momento in cui si registra un aumento delle persecuzioni di minoranze religiose in varie parti del mondo e delle polemiche che ruotano attorno all’uso di indumenti e simboli religiosi; e tutto questo mentre tre regioni  italiane hanno stabilito norme che, di fatto, hanno dato un giro di vite alla libertà di culto di tutti i cittadini. 
L’opuscolo affronta anche il delicato problema del rapporto tra  il diritto di cronaca e quello di credo,  proponendo un “Documento per l’etica giornalistica in merito alla religione o credo”. 
Coloro che desiderano o necessitano di avere le corrette informazioni sulla religione di  Scientology le potranno trovare tutte digitando www.scientologyreligion.it.
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La Via della Felicità a Cervia città giardino Tue, 23 May 2017 21:44:47 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433905.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433905.html Affari Pubblici Padova Affari Pubblici Padova Amici di L. Ron Hubbard - La Via della FelicitàI giardini, le aiuole, le sculture nel verde e tutte le altre creazioni sono in esposizione, come in un “museo a cielo aperto” per tutta l'estate, dal 26 maggio fino alla fine di settembre, distribuiti in vari punti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata, curati con attenzione dal servizio Verde Pubblico per tutto il periodo estivo.

Ogni anno vengono utilizzate 350.000 piante di fiori e migliaia di metri quadri di tappeto erboso.

In occasione dell'anteprima di Cervia città giardino dal 5 al 14 maggio è stato possibile assistere al magnifico spettacolo della sfilata delle “barche fiorite” un evento unico al mondo, dove alcune barche storiche del porto sono state addobbate a festa da migliaia di petali e corolle, dagli esperti delle compagnie dei carristi di Ventimiglia.

In questa occasione son stati anche ultimati gli allestimenti di giardini e aiuole in tutte le cittadine. Come ormai tradizione, i volontari “La via della Felicità-Amici di L. Ron Hubbard” a Cervia hanno allestito il loro giardino nel piazzale Pascoli davanti alle scuole nel viale Roma, promuovendo l’uso del buon senso per vivere una vita felice basato sui principi contenuti nella guida La via della felicità.

La guida appunto, è stata messa a disposizione dei passanti gratuitamente e più di 50 persone hanno preso la loro copia.

 

I volontari del gruppo amici di L. Ron Hubbard, sono alla loro 18a edizione di Cervia Città Giardino e sabato 13 maggio erano presenti in 13 allestendo ben 4 aiuole nel Piazzale Pascoli di fronte all'istituto scolastico che affaccia su Viale Roma a Cervia. Molti i passanti che si sono complimentati per l'impegno profuso dai volontari. 

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Cerreto Sannita alla ribalta Tue, 23 May 2017 11:37:54 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433817.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433817.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Interessanti eventi in programma per esaltare il territorio

Manifestazioni di promozione del territorio, da parte di istituzioni o associazioni, nonostante tante località della nostra Italia si potrebbe pensare che non ne avessero bisogno per fare meglio conoscere le loro realtà, si presentano invece di grande importanza e sostegno alla diffusione di cultura, in senso lato, che località come ad esempio per l’occasione la beneventana cittadina di Cerreto Sannita può ed ha offerto. In occasione della XIVª edizione della Sagra dei Virni e degli Asparagi organizzata da Aptc “Associazione di Promozione del Territorio Cerretese” con il patrocinio del Comune di Cerreto Sannita ed in collaborazione con l’Associazione Culturale “CampaniaChe… ti passa” svoltasi in piazza Luigi Sodo, un gruppo di giornalisti ha potuto vivere o rivivere ancor meglio le conoscenze di questo lembo di terra campana. Una giornata vissuta in pieno, attraverso la perfetta organizzazione che ha permesso dapprima di visionare la promozione delle coltivazioni locali, celebrata con uno dei prodotti tipici di Cerreto Sannita, ossia il Fungo Virno, un fungo primaverile della specie Calocybe gambosa, re della cucina locale, le cui caratteristiche organolettiche sono seconde solo al tartufo. Questo fungo particolarmente ricercato in tutta Italia per le ottime caratteristiche organolettiche e per l’incredibile versatilità è meglio noto in Italia con il nome di prugnolo. Poi ancora degli asparagi selvatici di gran gusto e proprietà salutari ed anche di tanti altri prodotti che l’enogastronomia locale offre. Per quanto riguarda la cultura, una visita ad alcune storiche Chiese come quella della Mad. Della Libera, della Mad. Del Carmine o di San Giovanni, che conservano la storia della cultura religiosa di questa cittadina, unitamente al locale Museo Civico della Ceramica cerretese, dove è possibile arricchire le proprie conoscenze sull’arte della fabbricazione delle ceramiche artistiche, con la visione di numerosi reperti storici, ovviamente ben custoditi in apposite vetrinette con la descrizione dell’oggetto, è stata la parte più culturale dell’educational che anche attraverso le giornaliste Maria Consiglia Izzo e Grazia Guarino che ne hanno curato l’ufficio stampa è risultato vincente. Si son potuti vedere gli “albarelli” dal tipico colore “en camaieu blu”, con disegni a frutti, fiori e piccoli insetti ispirati dalla iconografia barocca napoletana usati in farmacia per contenere sciroppi ed infusi per i “corredi patrizi” del Settecento appartenuti ai Carafa, le “edicole votive” appartenute in gran parte alle famiglie nobiliari Carafa e Mazzacane, o anche le acquasantiere di particolare bellezza e fattura, gli attrezzi del mondo rurale, anfore ed altro, usati per conservare olio e vino o pezzi raffiguranti la devozione domestica, come l’”Anfora di San Lorenzo o il “calamaio Rosati” del primo ‘700. Altra interessante escursione è stata quella fatta al “ponte di Annibale” del 216 A.C. restaurato nel 2004 dall’architetto Vincenzo Vallone, che ricorda la costruzione di questo ponte con pietra locale, fatta realizzare sul fiume Titerno, dal condottiero cartaginese per l’attraversata fatta con i suoi elefanti al tempo della seconda guerra punica. I prossimi eventi che ha proposto Gianfranco Ruggiero, presidente dell’Aptc, che ha accolto ed accompagnato i giornalisti in visita alla sua cittadina sono per il dal 2 al 4 di giugno con “Buongiorno Ceramica!”, il lungo week-end della ceramica italiana, con 3 giorni ricchi di argilla, arte, artigianato ed eventi vari aperti al pubblico. Una manifestazione nazionale che coinvolge le città italiane di antica tradizione ceramica e nuove sensibilità, compresa Cerreto Sannita, con oltre 100 eventi che ne arricchiranno le giornate in programma. Ruggiero nel suo cammino con i giornalisti ha enunciato la programmazione di altri importanti ed attraenti eventi come “dalla piazza alla brace” dal 17 al 20 agosto a cui segue la mostra bovina in montagna ed a novembre “Le domeniche dell’olio“, dove nelle 4 domeniche di questo mese si potrà degustare l’eccellente olio che Cerreto Sannita e zone limitrofe produce. Già nella precedente edizione l’evento “dalla piazza alla brace” ha ottenuto un buon successo che, ovviamente, gli organizzatori mirano a superare. In “dalla piazza alla brace” i macellai saranno a disposizione dei visitatori che potranno scegliere carni di razza marchigiana sapientemente frollate, da un minimo di 22 ad un massimo di 28 giorni di frollatura, e potranno portale a casa o farsele cuocere sulle fornaci a carbone naturale presenti ed attive in piazza. Si pensi che, nella non certo grande come territorio, Cerreto Sannita, esiste una macelleria certificata marchigiana Dop ed altre cinque di altrettanta qualità super. Per quanto riguarda l’olio, si realizzano 4 tipologie, una con olive varie del territorio che danno luogo ad olio extra vergine d’oliva tradizionale. Poi ci sono olive dai particolari cultivar come l’oliva “Racioppella”, generalmente con riflessi verdi di intensità medio – alta, un olio delicato e dal gusto fresco, fruttato leggero, dolce, con note di oliva verde e mandorla, poi ancora l’oliva ”Ortolana” dal quale si ottiene olio di colore verde giallo e aroma fruttato con note spiccate di mela, e infine l’oliva “Ortice” dalle note di amaro e piccante. Ovviamente una manifestazione che come titolo volava dritto verso la gastronomia, non poteva non permettere agli ospiti dell’informazione una tappa in un ristorante fortemente tipico per gusti e prodotti utilizzati, che dando un richiamo al territorio, potessero esprimere al meglio tutta la sapienza culinaria che Cerreto Sannita possiede. E’ stato dunque il ristorante “La torre medioevale” che ha offerto ospitalità al gruppo di Press in visita a Cerreto, dove accolti dal titolare Domenico Pelosi, insieme all’intera famiglia composta dalla figlia Rosa e la moglie Annamaria Carangelo ai fornelli, ha permesso di gustare l’autentica gastronomia con le bontà culinarie che antiche ricette, ancor oggi riproposte, permettono di conquistare ogni palato, accompagnate da semplice, artigianale ed autentico vino del contadino, roba che non fa certo male e se, per la sua bontà, ti capita di berne dei bicchieri in più può solo lasciarti un po’ stordito al momento. Il menù ha previsto un tagliere di salumi e formaggi tipici zonali, un piatto di Tagliatelle agli asparagi, dove la pasta è stata realizzata aggiungendo nell’impastato i funghi “Virno” il “prugnolo di San Giorgio del Sannio” e per secondo un arrosto misto di agnello, salsiccia, costatine di maiale allevato allo stato brado e di vitello di razza marchigiana che Pelosi acquista, dal suo macellaio di fiducia, a pezzi interi e nelle sue celle frigorifere da una frollatura che prevede per il maschio 30 giorni, mentre per la femmina 24 giorni. Un ristorante che con i suoi 200 coperti, come afferma Pelosi, sono sempre molto richiesti anche perché, oltre all’ottima cucina, elabora sue particolari pizze molto gettonate dai clienti. Orgoglioso della sua città, Ruggiero, ha salutato gli ospiti della particolare giornata, ricordando che oltre l’enogastronomia di spiccata notorietà ed eccellenza: “Cerreto   fa parte dell’associazione Borghi d’Italia, si fregia della bandiera arancione del Touring, è Città dell’Olio ed è sulla via Francigena e delle cattedrali (quella di Santa Sofia a Benevento è sotto tutela dell’Unesco)”.

Giuseppe De Girolamo

 

 

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Kirpan: il sacro e la sicurezza Tue, 23 May 2017 10:11:42 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433795.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433795.html F.O.B. F.O.B. Lo stato laico vorrebbe stabilire quali sono i “valori” religiosi accettabili

20 maggio 2017 - La prima sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n.24084 del 15/05/2017 ha respinto l’istanza di un indiano di religione Sikh che aveva fatto ricorso contro una multa comminatagli per essere stato sorpreso con un coltello rituale (Kirpan), lungo circa 18 centimetri, portato fuori dalla sua abitazione senza un “giustificato motivo”. La richiesta è stata respinta in nome della sicurezza e della “conformazione” ai valori della società in cui l’immigrato risiede. Il Sikh aveva sostenuto che il pugnale, era un simbolo distintivo della propria identità religiosa e che il suo porto poteva trovare tutela nell’articolo 19 della Costituzione italiana.

I giudici, invece, hanno considerato il Kirpan un’arma e hanno riscontrato, nel suo trasporto fuori dall’abitazione, l’assenza di un “giustificato motivo”. In pratica si sono rifatti alla Legge n.110 del 1975, art.4, comma 2 che permette il porto d’arma impropria (es: coltelli, archi, forbici, attrezzi per le arti marziali, ecc.) solo nel caso di utilizzo per la loro destinazione propria. Per esempio, come la sentenza stessa recita “è giustificato il porto di un coltello da chi si stia recando in un giardino a potare gli alberi, o da un medico chirurgo che, durante le visite, porti nella borsa un bisturi. A fronte delle allegazione di circostanze di obiettivo rilievo dimostrativo,scatta l’onere dell’imputato di fornire la prova del giustificato motivo del trasporto” (2.1).

In verità il nostro Sikh aveva cercato di spiegare che il porto del coltello era giustificato dal suo credo religioso, ma il Collegio “pur a fronte dell’assertività dell’assunto, non ritiene che il simbolismo legato al porto del coltello possa comunque costituire la discriminante posta dalla legge” (2.2). In pratica, i Giudici hanno stabilito che, un simbolo religioso con le caratteristiche di un’arma, non è un “giustificato motivo”. Secondo la sentenza, anche la religione non può essere considerata una discriminante, perché: “In una società multietnica, la convivenza tra soggetti di etnia diversa richiede necessariamente l’identificazione di un nucleo comune in cui immigrati e società di accoglienza di debbano riconoscere. Se l’integrazione non impone l’abbandono della cultura d’origine, in consonanza con la previsione dell’art.2 Cost., che valorizza il pluralismo sociale, il limite invalicabile è costituito dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della società ospitante. È quindi essenziale l’obbligo per l’immigrato di conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale, in cui ha liberamente scelto di inserirsi, e di verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che la regolano e quindi della liceità di essi in relazione all’ordinamento giuridico che la disciplina. La decisione di stabilirsi in una società in cui è noto, e si ha consapevolezza che i valori di riferimento sono diversi da quella di provenienza ne impone il rispetto e non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori, seppure leciti, secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante. La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti, a seconda delle etnie che la compongono, ostandovi l’unicità del tessuto culturale e giuridico del nostro paese che individua la sicurezza pubblica come un bene da tutelare e, a tal fine, pone il divieto del porto d’armi e di oggetti atti ad offendere” (2.3).

I magistrati di Cassazione nel formulare la loro decisione si sono appellati anche all’articolo 9 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che, al secondo comma, “stabilisce che la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere oggetto di quelle sole restrizioni che, stabilite per legge, costituiscono misure necessarie in una società democratica, per la protezione dell’ordine pubblico, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (2.5).

Questa sentenza, a mio avviso, sebbene formalmente legittima in quanto, effettivamente, un pugnale è un’arma, e perché fondata sulla Costituzione italiana e sulla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, ha fatto, fa e farà discutere a lungo, a parte le facili polemiche da parte dei diversi schieramenti politici. Le discussioni non riguardano naturalmente il fatto che il legislatore abbia confermato il divieto di poter portare fuori di casa un oggetto che (pur carico di valenze simboliche e religiose) nel nostro ordinamento è di fatto un’arma ed è, quindi, vietato.

È lecito far rispettare l’ordinamento giuridico vigente, anche se forse sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione alla dimensione spirituale e culturale di un gruppo religioso minoritario. Non è lecito, invece, dal momento che si riconosce la necessità della tutela del pluralismo (religioso, culturale ecc.) delle minoranze, invitare gli immigrati ad una passiva omologazione alla cultura e ai “valori” del paese ospitante. Ma a quali “valori” si riferisce la sentenza? Ai “valori” di chi? Della società italiana? Di quale parte della società italiana? Dell’Europa? Dell’America? Di quale America? Dell’Occidente? La parola “valori” è vaga, indefinita, portatrice di innumerevoli significati che cambiano nel tempo e con il mutare dei costumi e delle abitudini. Non è lecito voler piegare appartenenti ad altre culture e religioni ai parametri occidentali che, fra l’altro, non sono omogenei. Per lo stesso motivo, i cosiddetti “migranti” non possono e non devono costringere i congiunti ad accettare i “valori” della loro cultura se questi non lo desiderano.

I legislatori hanno, invece, ritenuto legittimo sostenere che i migranti che per un qualche motivo hanno scelto di vivere nei paesi occidentali abbiano “l’obbligo di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso di stabilirsi” (2.3), ma è altrettanto legittimo, da parte nostra, criticare quell’obbligo e ritenere che in una società plurale come quella italiana, il processo integrativo necessiti di una maggiore e adeguata conoscenza della cultura e delle tradizioni religiose degli altri. Conoscenza e rispetto sono necessari per far nascere un vero processo di integrazione. Purtroppo, da noi i Sikh non sono ancora molto conosciuti e spesso, con i loro turbanti e la lunga barba, sono percepiti come legati alle religioni del Medio Oriente, per questo molti di loro (specialmente i più giovani), talvolta, cercano di minimizzare l’identità religiosa. Ma per la maggioranza essere un vero Sikh vuol dire indossare il turbante e portare il Kirpan che, secondo la tradizione, non può essere assolutamente paragonato (se non nella forma) ad un’arma.

La sentenza della Cassazione italiana quando afferma “l’obbligo a conformarsi ai valori della società occidentale nella quale hanno deciso di stabilirsi”, sembra dimostrare una certa incapacità di comprendere i diritti degli altri, delle minoranze culturali o religiose. Così, in nome della Legge, si possono ledere di Diritti dell’Uomo. È l’espressione di una certa ottusità dei legislatori del nostro Paese (ma anche dell’Occidente) che dilaga sull’onda della bugia e della disinformazione, la stessa che ha portato alla repressione dei Testimoni di Geova in Russia e alla legge anti-moschee, in Italia, più volte stigmatizzata da FOB.

Oggi, sembra che gli Stati stiano ripetutamente mettendo in atto l’inaccettabile pratica di travalicare i limiti del loro potere ledendo così i diritti umani.

Ma torniamo al nostro Kirpan che, come abbiamo detto, è un emblema religioso, un simbolo sacro, che nessun Sikh ha mai usato per aggredire od offendere. Nonostante la decisione della Cassazione, qualche tribunale italiano, fra le polemiche della Lega Nord, aveva precedentemente riconosciuto la legittimità del suo trasporto fuori delle abitazioni. Sentenze in tal senso erano state emesse, nel febbraio del 2009, dal Tribunale di Cremona e anche dal tribunale di Vicenza, che non a caso hanno sede in zone dove la cultura Sikh è maggiormente conosciuta a causa della forte presenza di immigrati provenienti dal Panjab. Queste sentenze (che avevano chiaramente stabilito che il Kirpan non può essere considerato alla stregua delle armi bianche; anche se, nel caso di Vicenza, il diritto al porto fu riconosciuto” perché la lama non era affilata”) testimoniano come le leggi possano essere variamente interpretate e come la conoscenza della cultura e della religione degli altri possa essere fondamentale per favorire il processo d’integrazione (per dettagli giuridici e considerazioni tecniche sulla sentenza del tribunale di Vicenza, si veda: G.I. Gatta, nella “Nota” al tribunale penale di Vicenza, ord. 28 gennaio 2009, in: “Il Corriere del Merito”, 2009, 5, pagg. 536 e segg.).

In India il Kirpan può essere tranquillamente trasportato fuori dalle abitazioni (art.25 della Costituzione); lo stesso diritto è stato riconosciuto anche dalla Corte Suprema del Canada in una sentenza del 2 marzo del 2006 (cfr. per dettagli: F. Astengo, La Corte Suprema del Canada afferma il diritto di portare a scuola il coltello dei Sikh, in: Rivista Associazione Italiana dei Costituzionalisti). Nel Regno Unito una legge speciale autorizza i Sikh all’utilizzo del sacro pugnale.

Cerchiamo, ora, di dare un rapido sguardo alla religione dei Sikh per cercare di approfondire il significato religioso del Kirpan.

La religione dei Sikh fu fondata, attorno al 1500, da Guru Nanak (1469-1539), mistico e grande cantore della potenza e della grandezza di Dio. Il nuovo movimento religioso nacque e si sviluppò nel Panjab, un’area di confine fra l’Induismo e l’Islam, nel nord dell’India. Nanak cantava dell’esperienza ineffabile del Trascendente e predicava che: “non ci sono né hindu né musulmani…. Perché Dio non è né hindu né musulmano, e la via che io seguo è la via di Dio”. Nel suo insegnamento cercò di dimostrare l’assurdità delle pretese appartenenze religiose in base a ragioni prevalentemente esteriori, insistendo sulla necessità di una religiosità prevalentemente interiore.

Nanak predicava l’unicità di Dio: “Il Guru (Maestro) dei guru è uno solo, benché abbia diverse forme” (Asa Sohila, 2). L’eredità che lasciò ai suoi discepoli (“Sikh” significa: ”seguace”, “discepolo”) fu senza dubbio l’insieme dei sui canti religiosi, che costituiscono il primo nucleo del “Guru Granth Sahib”, il “Libro Sacro” conservato nel “Tempio d’Oro” ad Amritsar, nel Panjab indiano. Ma insieme al sacro Libro lasciò anche un secondo importante elemento di coesione: l’istituzione del lignaggio dei guru; nominò, infatti, come successore il prediletto Angad (1504-1552), conferendo così continuità alla tradizione. Si contano in tutto dieci “maestri” storici, Nanak più nove successori, in ciascuno dei quali i Sikh credono si sia incarnato, di volta in volta, lo spirito del fondatore.

Il decimo e ultimo successore, Govind Singh, fu un grande riformatore. A lui si deve, in un’epoca difficile di continue guerre, l’istituzione del Khalsa (1699) la “Comunità dei Puri” che conferì alla pacifica comunità dei Sikh il carattere distintivo di comunità militante di devoti pronti a dare la vita per difendere la propria fede. Da allora la religione dei Sikh ha sempre avuto questa duplice anima: da una parte la massima tolleranza ed una profonda spiritualità, come aveva predicato il Guru fondatore, dall’altro la fierezza e lo spirito guerriero. Non a caso, ancora oggi, all’interno dell’esercito indiano militano molti appartenenti a questa religione.

Nanak aveva caratterizzato la sua fede con due “formulazioni tripartite” (triratna). La prima comprendeva la “conoscenza” (gian), l’”amore” (prem), ed il “servizio” (seva); l’altra il “Nome divino” (Nam), la “generosità” (dan) e la “purezza di vita” (nan). Chi, invece, si riconobbe nella nuova istituzione della “Comunità dei Puri”, dopo una particolare cerimonia denominata “Amrit” (una specie di “battesimo”) doveva aggiungere una ulteriore triplice prescrizione, costituita da: “cucina comune” (deg), “vittoria” (fatah) e “spada” (teg). La condotta dei Sikh (che seguono il Khalsa) di allora è ancora quella di oggi: la loro è una vita regolata da precise normative (Rehat Maryada) che comprendono anche il controllo dei sentimenti negativi e l’astensione dal fumo e dall’uso di bevande intossicanti.

Sul loro abito indossano, ancora oggi, dei segni distintivi noti come i “5 K”, dall’iniziale “K” con cui iniziano i 5 nomi in lingua punjabi: barba e capelli lunghi (kesh), un piccolo pettine per fissare i capelli in crocchia alla sommità del capo (kangha) coperto dal turbante, pantaloni (kach) ampi (al posto della tradizionale tunica indiana: dhoti), un braccialetto di ferro (kara) e una spada o coltello (kirpan). Coloro che indossano questi emblemi di distinzione sono stati sottoposti al ”battesimo” rituale (amrit-pahal), hanno pronunciato le tre “rinunce” (rinuncia a vantarsi della propria posizione sociale o lavorativa, ad essere orgogliosi della propria origine, e a credere a superstizioni e fedi diverse) ed hanno aggiunto al loro nome l’appellativo di “Singh”, cioè: di: ”leone”.

Va ricordato, però, che non tutti i Sikh sono “amritdhari (“coloro che hanno compiuto la cerimonia dell’Amrit”), non tutti hanno preso i voti della “Comunità dei Puri”. Molti, non accettando le riforme marziali imposte dal decimo Maestro, preferiscono rimanere legati allo spirito dell’insegnamento originale di Nanak.

Il Kirpan, di cui in questi giorni tanto si parla per la sentenza della nostra Cassazione, per gli armitdhari non è un’arma ma la testimonianza di adesione al Khalsa e del loro impegno a difendere la fede. È una spada rituale generalmente portata in vita o appesa ad una cintura. Può essere portato sopra o sotto gli abiti e la sua dimensione può variare: dai pochi centimetri al metro di lunghezza quando è utilizzato in feste religiose, cerimonie e parate. La lama, ad un solo taglio, è normalmente d’acciaio o ferro ed il manico è spesso in metallo con riporti in legno e cuoio. Il Kirpan, di solito, è portato nella sua custodia, ben legato, anche se talvolta, in occasione di cerimonie religiose può essere sguainato. Il termine “kirpan” è composto da due parole: “Kirpa” che significa “misericordia” e “aan” che vuol dire “onore” e “dignità”.

Questa specie di spada sacra non è mai stata utilizzata (anche quando i Sikh si sono trovati a combattere) come arma offensiva e non lo potrà mai essere (al contrario di un’altra spada chiamata “talwar”, usata come arma difensiva). Il Kirpan simboleggia per il Sikh l’obbligo al coraggio nelle dure battaglie della vita e contro tutte le ingiustizie; è uno stimolo a lottare spiritualmente per il bene e a seguire una vita morale adeguata. In altre parole il Kirpan fa parte di una “divisa” religiosa ufficialmente e rigorosamente prescritta ed indossarlo significa seguire un insegnamento che fa della ricerca del bene e della giustizia nella società e nel mondo uno dei suoi fondamenti di fede.

Ciò nonostante il Kirpan, in Occidente, è stato spesso ritenuto “potenzialmente pericoloso” ed un rischio per la sicurezza dei cittadini. Sono abbastanza frequenti i casi (e non solo in Italia), in cui (specialmente agli aeroporti o nei luoghi pubblici) viene sequestrato. Per i Sikh è una offesa alla loro dignità. Come è piuttosto offensivo obbligarli a togliersi il turbante (sempre per motivi di sicurezza) anche se, il più delle volte accettano di buon grado di farlo per evidenti motivi di quieto vivere. In questi ultimi anni alcuni Sikh, cercando di adattarsi alle normative occidentali, hanno cominciato ad utilizzare Kirpan di minuscole dimensioni o in plastica o gomma. Ma sono solo ridicoli compromessi….

Il problema dei simboli che rappresentano una identità religiosa è assai complesso ed è strettamente connesso alla libertà personale. Da sempre le appartenenze religiose si esprimono attraverso il modo di vestirsi (dal saio, alla tunica, dalla kippah - il copricapo tradizionale ebraico - allo Hijab delle donne islamiche, per citare solo alcuni casi). Talvolta si possono usare anche oggetti più discreti come le spille sul bavero della giacca o i distintivi sul cappotto. D’altra parte, in un Paese libero e democratico, ciascuno dovrebbe poter vestirsi come vuole. Ma non è sempre così. E di fatti, negli Stati totalitari, talvolta, viene vietato di indossare certi abiti o certi distintivi. La libertà delle persone passa anche attraverso un abito o un simbolo.

Ma anche questo diritto, nei nostri Stati democratici, sta subendo limitazioni, spesso in nome della “laicità”. Basti pensare alla questione dello Hijab (il velo ) delle donne islamiche esplosa in Francia nel 2004, quando fu emanata una legge che vietava il “porto pubblico” dei simboli religiosi. Di tenore diverso, e per motivi di sicurezza, è il divieto di indossare abiti (ad esempio: il burqa) che impediscono di identificare chi li indossa. Ma anche in quest’ultimo caso, in un Paese libero, nessuno potrà vietare di indossare simili indumenti, anche se chi li porta non potrà rifiutarsi di mostrare il volto alla legittima richiesta di un agente di pubblica sicurezza. Esattamente come deve fare un Sikh quando all’aeroporto o all’ingresso in un pubblico ufficio gli viene chiesto di togliersi il turbante per verificare che non nasconda niente.

In Italia, è bene ricordare, che l’articolo 19 della Costituzione (al quale si era appellato il giovane Sikh condannato dalla sentenza della Cassazione) protegge il diritto di tutti a manifestare la propria professione di fede, e quindi di indossare abiti e simboli che attestino la propria appartenenza culturale o identità religiosa. Certo, un abito non è un pugnale e pur manifestando il massimo rispetto per le tradizioni dei Sikh non intendo difendere il diritto a portare in giro un oggetto potenzialmente pericoloso, anche se il vero significato della lama sacra può essere colto solo nel contesto del suo uso religioso, storico e culturale.

È lecito e doveroso far rispettare l’ordinamento giuridico vigente, anche se può nascondere il pericolo che la logica della sicurezza prevalga su quella della libertà e dei diritti. Garantire la salvaguardia dei cittadini è importante ma nella consapevolezza che la sicurezza è principalmente frutto di giustizia e garanzia dei diritti umani, prima che conseguenza di politiche di ordine pubblico.

Come si può obbligare gli immigrati a piegarsi ai parametri (i “valori”) della società nella quale hanno deciso di stabilirsi ? Oggi, il vero scontro di civiltà si gioca nelle aule dei tribunali e nei Parlamenti delle nostre società più o meno democratiche. La sfida va affrontata tenendo ben saldi alcuni capisaldi dell’esperienza giuridica occidentale: primo fra tutti l’affermazione della dignità di ogni essere umano, sulla quale poggiano il principio di uguaglianza e la conseguente affermazione dei diritti di libertà (inclusa naturalmente quella religiosa).

Non dobbiamo ne possiamo sacrificare sull’altare della “sicurezza” i diritti di libertà. Nello stesso modo si deve rifiutare ogni possibile ingerenza dei poteri dello Stato (nel caso della sentenza della Cassazione contro il Sikh: quello giudiziario) quando cercano di stabilire quali siano i “valori” da rispettare.

Mi auguro che queste brevi note possano contribuire a far conoscere meglio il grande valore spirituale che i Sikh attribuiscono al loro Kirpan e a far riflettere sull’importanza di una adeguata lettura della cultura e delle tradizioni religiose diverse dalle nostre.

Mai come oggi la vera sfida è quella di dare risposte (anche giuridiche) alle tante domande che, sempre più spesso, emergono dal contesto multi-culturale e multi-religioso della nostra società.

Prof. Silvio Calzolari
Segretario FOB

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ABBASSO IL G7 IMPERIALISTA! SVILUPPIAMO LA RESISTENZA E LA SOLIDARIETA’ OPERAIA E POPOLARE! Mon, 22 May 2017 20:33:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433745.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433745.html Piattaforma Comunista Piattaforma Comunista ABBASSO IL G7 IMPERIALISTA! SVILUPPIAMO LA RESISTENZA E LA SOLIDARIETA’ OPERAIA E POPOLARE!

 

La scelta di svolgere il vertice del G7 a Taormina è funzionale alla logica di chi vuole fare della Sicilia una terra sempre più asservita al capitale finanziario internazionale, zeppa di basi militari, logistiche e spionistiche USA, NATO e italiane, ostile all’accoglienza dei migranti, costretta a subire i peggiori disastri ambientali (dai grandi impianti inquinanti, all’aumento di inceneritori e discariche), mentre disoccupazione e miseria dilagano.

Il G7 di Taormina ribadisce il ruolo assegnato alla Sicilia dall’imperialismo USA e dal suo vassallo italiano: una piattaforma geo-strategica per il controllo del Mediterraneo, del Nord Africa e del Medio Oriente. A ciò si aggiunge oggi la funzione di “protezione” delle frontiere meridionali della “fortezza Europa”. Un territorio dunque a sovranità fortemente limitata, in cui la mafia svolge un ruolo non secondario all’interno del fronte dell’imperialismo occidentale.

I capi delle potenze imperialiste che si riuniscono a Taormina mirano a definire e coordinare linee comuni d’intervento sui problemi fondamentali della politica e dell’economia capitalistica mondiale che non cresce più a ritmi sostenuti, mentre le disuguaglianze aumentano. L’obiettivo è mantenere unito un blocco in cui appaiono molte crepe. Il rafforzamento della lotta per i mercati e le sfere d’influenza, le guerre valutarie e commerciali, l’emergere del protezionismo e del dumping, così come del nazionalismo in campo politico, minano l’unità di interessi dei predoni del globo e creano le premesse di nuovi conflitti militari per la ripartizione del mondo. 

Ma a cosa serve questa unità che il G7 persegue? A incrementare lo sfruttamento, la precarietà e la povertà della classe operaia e delle masse lavoratrici per mezzo delle “riforme strutturali” e di nuovi sacrifici; a difendere i privilegi di un pugno di nazioni imperialiste che rapinano e schiacciano i popoli dei paesi dipendenti; ad estendere le politiche di guerra in nome della lotta a quel terrorismo che è suscitato e supportato dalle stesse potenze che si riuniscono a Taormina; ad alimentare le ingiustizie sociali e il razzismo; a rinviare ogni soluzione sulla drammatica crisi ambientale, per continuare a devastare il pianeta in nome del massimo profitto.

Contro il G7 si è sviluppata in questi mesi un’ampia mobilitazione, che ha visto fra i protagonisti i Comitati No Muos e le associazioni contro la guerra, le realtà territoriali che si oppongono alla logica imperialista, i lavoratori, i disoccupati, i migranti, gli studenti e tutte le altre vittime delle politiche imperialiste.

Con le assemblee, il controvertice e la manifestazione nazionale del 27 maggio a Giardini si è costruito un percorso di lotta e di confronto teorico-pratico dal basso su questioni come economia, migrazioni, guerre, ambiente, etc. per ribadire gli interessi dei lavoratori e dei popoli contro quelli del capitale monopolistico finanziario e delle grandi potenze imperialiste, per riconquistare gli spazi di democrazia negati.  

Noi comunisti (marxisti-leninisti) siamo parte integrante di questa opposizione antimperialista e pertanto lanciamo un appello a tutte le compagne e i compagni a rafforzare la mobilitazione di massa e rilanciare l’alternativa al marcio mondo del G7: la rivoluzione e il socialismo!

21 Maggio 2017

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

www.piattaformacomunista.com

teoriaeprassi@yahoo.it

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A Wedding Fit For A Queen: Here's How To Make It Happen! Sat, 20 May 2017 04:26:27 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433541.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433541.html EvWedding EvWedding Incorporate you and your partners unique style into your special day, while at the same tip you avail of sensible advice that has been used by many couples. This article will give you some great ideas for blissful weddings, and how to avoid the pitfalls that have ruined many big days.

Make sure that you meet your partner's friends and family before you tie the knot with each other. This is a very important thing to do, since you are going to be spending a lot of time around them after your marriage. Ascertain that you get along well and try to work out any issues beforehand.
If you will be having an outdoor wedding, consider the costs involved. To save money on your wedding, keep in mind that outdoor weddings may require permits, have party size restrictions, and if you will be allowed to have music. Also, weather conditions could add extra costs to your outdoor wedding plans.
Don't be a bridezilla! Delegate tasks for your wedding to your loved ones to help relieve the stress on you and get them involved. If your Mom loves to cook, ask her to help with the catering. If your Dad is a wine aficionado, have him help with the wine selection for your reception. Get everyone involved!
Make use of a family member's or friend's property for your venue. If someone you know has a nice backyard or a large farm, this can save a lot of money. Your only expense should be paying someone to clean before and after the wedding.

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If you are having an outdoor wedding, check your wind speeds for that day. A windy day can ruin an outdoor wedding if not planned for. If it is going to be windy, avoid hairstyles that will be greatly affected by wind. You should also keep in mind that some tents are not designed to handle very windy conditions.
Flowers are a really important part of your wedding and you will want to get fresh flowers delivered to the site of your reception. Also, make sure that the flowers match the theme of your wedding, as well as, the season that you are having your wedding in. This will maximize the overall effect of your nuptial.
When trying to find a color palette for your wedding, check out home décor books. They will have great color combinations for you to choose from. Choose the colors that catch your eye and carry those colors around with you when making purchases for your wedding. This will help you match the colors.
For grooms-to-be, it is important that you choose the best man possible. You want someone who is responsible and will help your wedding day go smoothly. Also, do not choose someone that your bride does not like. This will just make your bride and best man feel uncomfortable on your wedding day.
Whatever you can dream up, you can also probably make happen, the skies the limit! Just remember to stick to some basic advice, and you won't go too far out of the box either. Hopefully this article has given you some fun ideas for a wedding to remember.

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Dichiarazione CIPOML su vertice NATO Bruxelles Tue, 16 May 2017 21:35:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433047.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433047.html Piattaforma Comunista Piattaforma Comunista Manifestiamo uniti contro la politica di guerra!

Fuori dalla NATO e dalla UE guerrafondaie

e antipopolari!

 

Il prossimo vertice della NATO che si terrà a Bruxelles il 24-25 maggio, con la presenza dell’ultrareazionario guerrafondaio Trump, vedrà un’ampia mobilitazione internazionale del movimento popolare per la pace e la democrazia.

Noi, membri europei della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML), appoggiamo risolutamente l’azione di massa, le marce di protesta e gli incontri che si succederanno per denunciare il ruolo guerrafondaio, militarista e antipopolare della NATO e della UE ed informare i lavoratori e i popoli.

Fondata nel 1949 contro il campo socialista e le forze di opposizione operaie, popolari e democratiche, la NATO è stata costruita come una macchina di minaccia, provocazione e guerra esterna e interna (è noto che la rete Stay Behind ha svolto un ruolo cruciale nella “strategia della tensione” e nel terrorismo fascista).

Questa alleanza militare aggressiva e criminale da sempre è lo strumento fondamentale del dominio dell’imperialismo USA per soggiogare i popoli europei e limitare fortemente la loro sovranità nazionale.

Dopo il crollo dell’URSS, la NATO invece di dissolversi, ha rafforzato il suo approccio offensivo a e la sua potenza militare “fuori area”, specialmente espandendosi verso est, seguendo una strategia di controllo continentale, di estensione delle sue attività e di accerchiamento della Russia imperialista, che da parte sua reagisce con un vasto programma di riarmo e operazioni militari per rompere l’unità politica dei suoi rivali. La NATO ha anche esteso le sue relazioni con Stati come Israele, Egitto, Colombia… mentre Trump vuole un maggiore impegno della NATO nella “guerra al terrorismo”.

Nessun problema è stato risolto con gli interventi militari della NATO (Afghanistan, Libia, etc.), ma al contrario i problemi si sono approfonditi sempre più, perché questi interventi hanno provocato una gran quantità di vittime civili, atrocità, distruzioni, il diffondersi di guerre civili reazionarie e un enorme flusso migratorio.

Il vertice di Bruxelles è connesso all’ulteriore ampliamento e agli interventi militari di questa alleanza guerrafondaia. La NATO e i suoi vassalli dispiegano battaglioni in Polonia, nei paesi Baltici, in Ungheria, mentre potenziano l’armamento nucleare e rafforzano l’apparato militare in Nord Africa e  nel Medio Oriente, con il pretesto della lotta al terrorismo jihadista, un fenomeno che si alimenta con la politica di guerra e il depredamento dei paesi dipendenti.

Un altro aspetto del vertice di Bruxelles è quello della modernizzazione dell’arsenale atomico e l’installazione di nuove basi e scudi nucleari, cosiddetti difensivi, in accordo con la linea seguita da Obama-Clinton e proseguita da Trump con lo slogan nazionalista e guerrafondaio “make US military great again”.

La NATO, come ha dichiarato recentemente il nuovo capo del Pentagono, Mattis “Mad Dog”, è «la base fondamentale per gli Stati Uniti». Infatti, questa organizzazione serve a mantenere la supremazia mondiale USA, oggi sfidata dall’emergere di potenze rivali.

Trump ha anche dichiarato «noi sosteniamo fortemente la Nato, ma i nostri partner devono rispettare i loro obblighi finanziari», cioè aumentare la spesa militare fino al 2% del PIL. Questo peso ricadrà sulle spalle della classe operaia e delle masse popolari, che soffrono le pesanti conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità.

I diktat di Trump sono stati pronatmente accettati dai leader dell’UE, che allo stesso tempo si sono lanciati in una “politica di difesa europea”, ossia la costruzione di un esercito comune europeo complementare e subordinato alla NATO, per ottenere la loro parte del bottino.

La UE dei monopoli e i suoi membri – con l’appoggio dei partiti neoliberisti, socialdemocratici e riformiste – cooperano strettamente con la NATO nella gestione delle crisi e nelle operazioni militari (Ucraina, Balcani, Afghanistan, Mediterraneo meridionale, Sudan, Somalia, etc.). Questa relazione strategica ha raggiunto nuovi livelli poiché la UE reagisce al suo fallimento sviluppando un corso più aggressivo, partecipando a guerre e interventi militari all’estero, mentre all’interno aumenta la reazione, il razzismo e la repressione.

Il summit di Bruxelles avviene mentre lo sviluppo ineguale del capitalismo nei differenti paesi, le crescenti difficoltà economiche e politiche, il tentativo di scaricare le loro conseguenze sui propri rivali, stanno portando a un serio aggravamento dei rapporti fra le potenze imperialiste e capitaliste.

Oggi, mentre la stagnazione economica si prolunga e la povertà si estende, la “globalizzazione”cede il passo al protezionismo, ai dazi doganali e alle guerre commerciali; si acutizza la concorrenza per i mercati di sbocco e le rotte commerciali, per le materie prime e le risorse energetiche, per l’acqua e le terre fertili, per le aree di influenza e le zone strategiche.

Su questa base si sviluppa la politica di guerra e la corsa agli armamenti, di cui la NATO è battistrada per difendere i grandi interessi dei suoi Stati membri, soprattutto gli interessi nordamericani. Una politica che provoca distruzioni, morti e ondate di migranti, che inasprisce i contrasti in molte regioni del mondo - Europa dell’Est, Medio Oriente, Mar del Sud della Cina, penisola Coreana, Artico, etc. – così come genera enormi problemi nello spazio e nel cyber-spazio , produce la militarizzazione della società e accelera la formazione di blocchi imperialisti che possono portare a un conflitto generalizzato.

Tutte le potenze imperialiste si stanno preparando a una nuova spartizione del mondo da compiersi con la guerra. Il rinascente nazionalismo, lo sciovinismo, il razzismo, la xenofobia, la crescita e l’affermazione di partiti di destra populisti e fascisti sono forze che incitano alla guerra in nome della “nazione” e diffondono l’odio fra i popoli.

La borghesia e i suoi servi opportunisti dicono che è necessario accrescere costantemente le spese militari e militarizzare sempre più la società per “proteggere la “democrazia e lo stile di vita occidentale”, un falso slogan che è ampiamente diffuso con il pretesto di combattere quel terrorismo antipopolare che è esso stesso un prodotto delle guerre imperialiste.

Queste “soluzioni” servono solo per abolire le libertà e i diritti dei lavoratori, dei sindacati, dei giovani, per continuare la politica di austerità e proteggere i privilegi di una minoranza di sfruttatori. La paura viene sparsa fra i popoli per legittimare la militarizzazione dell’economia e promuovere guerre nell’interesse dei proprietari del capitale, dei ricchi e dei parassiti.

Lanciamo un appello alle masse che non vogliono la guerra, la reazione e nuovi sacrifici: uniamo le nostre forze, lottiamo insieme per la pace e la libertà dei popoli, organizziamo un fronte unito e mobilitiamoci contro i guerrafondai, andiamo a protestare contro il summit NATO a Bruxelles con le seguenti parole d’ordine:

NO alla NATO e all’esercito europeo, strumenti di guerra e di terrore! Fuori dalla NATO, dall’UE e da tutte le alleanze guerrafondaie e antipopolari! Ritiro immediato di tutte le truppe spedite all’estero!

Basta con la corsa alle armi, drastica riduzione delle spese militari, il denaro deve essere speso per i bisogni dei lavoratori e dei popoli, per la salute, l’educazione e i servizi sociali!

Vogliamo un mondo libero dalle armi nucleari! No agli Stati di polizia e alla militarizzazione della società! Difendiamo con la lotta le libertà democratiche e i diritti che abbiamo conquistato!

No alla chiusura militare dei confini contro i migranti! Sostegno alle lotte antimperialiste dei popoli  e delle nazioni oppressi! Abbasso il nazionalismo, il razzismo e il fascismo!

Viva la solidarietà internazionale dei lavoratori e dei popoli!

Maggio 2017

 

Partito Comunista degli Operai di Danimarca (APK)

Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF)

Organizzazione per la Costruzione del Partito Comunista degli Operai di Germania (Arbeit Zukunft)

Movimento per la riorganizzazione del Partito Comunista di Grecia (KKE 1918-1955)

Piattaforma Comunista - per il Partito Comunista del Proletariato d'Italia

Organizzazione Revolusjon e Piattaforma Comunista Marxista-Leninista di Norvegia

Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) – PCE (m-l)

Partito del Lavoro (EMEP), Turchia

 

www.piattaformacomunista.com/

 

teoriaeprassi@yahoo.it

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Un magico benvenuto accoglie la nuova Chiesa di Scientology di Miami Tue, 16 May 2017 20:40:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433039.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433039.html Scientology Brescia Scientology Brescia

Nuova Centro per la comunità a Miami

La nuova Chiesa di Scientology della “città magica” apre le sue porte in nome della libertà e del volontariato nel cuore culturale di Miami.
Gli Scientologist bresciani sono lieti di annunciare che il 29 aprile scorso, 2000 fedeli ed ospiti si sono riuniti per celebrare l’inaugurazione della Chiesa di Scientology di Miami, in Florida.
La nuova struttura non sarà solo il luogo nel quale le persone potranno raggiungere stati di maggiore libertà spirituale utilizzando le scoperte del fondatore L. Ron Hubbard, ma funge anche da centro umanitario dal quale promuovere programmi per combattere l’abuso di droga e l’analfabetismo, promuovere i diritti umani e mandare squadre di Ministri Volontari in zone colpite da calamità e crisi in tutto il mondo.
 
L’edificio di sei piani e 4700 metri quadrati è stato definito dal sig.  Tomás Regalado, Sindaco di Miami: “Un’ancora di salvezza per la comunità, viva di volontariato”.
Nel suo discorso di benvenuto ha detto: “Per me la Chiesa di Scientology è molto semplice.” “Imparate, lavorate, siete positivi e aiutate le persone. Per questo e molti altri motivi, calzate a pennello nella nostra città”.
 
E  ha aggiunto: “Miami è il cancello d’entrata al sogno americano. E ora avete aperto quel cancello, trasformando un edificio sterile e deprimente in un centro pieno di vita... e non c’è dubbio che le vostre ore di volontariato cambieranno vite. Quindi ora, tutto ciò che vi chiedo è che ci diate ancora più ‘ore’. Diecimila, ventimila... prendo quello che posso. Questo è quello di cui abbiamo bisogno dalla Chiesa di Scientology”.

Produrre un cambiamento sociale

Il consulente comunale di Miami per l’educazione antidroga, il sig. Eduardo Sabillon, nel suo discorso ha descritto la nuova Chiesa di Scientology come una piattaforma ancora più grande per produrre  un cambiamento sociale. “Quando ho trovato il curriculum del vostro programma “Mondo Libero dalla Droga” è stato come la manna dal cielo. Ho incominciato a usare il programma a Miami e ho visto quanto attirava i giovani. […] Abbiamo ancora molto lavoro da fare. Quindi vi voglio ringraziare per questa nuova Chiesa di Scientology...”
 
Il sig. David Miscavige, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Religious Technology Center e leader ecclesiastico della religione di Scientology, ha chiuso il suo discorso inaugurale affermando:
“Il mare ha molte voci, molti volti e molti stati d’animo.  Ma più svariate sono le acque, maggiori sono il fascino e l’avventura.  Quindi salpa a vele spiegate, mitica Miami. Buon viaggio e in bocca al lupo.  La vostra è ora una ‘nave spirituale’ che naviga per tutta l’umanità sotto la bandiera di Scientology!”
 
L’inaugurazione della Chiesa di Scientology di Miami corona 12 mesi di inarrestabile crescita. Recenti inaugurazioni di nuove Chiese hanno avuto luogo a San Fernando Valley, California; Auckland, Nuova Zelanda; San Diego, California; Sydney, Australia; Harlem, New York; Atlanta, Georgia e a Budapest in Ungheria.
 
Le prossime inaugurazioni sono programmate in America Latina, Stati Uniti, Europa, Regno Unito e Africa.
  
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Sul servizio civile obbligatorio Tue, 16 May 2017 16:37:24 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433011.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/433011.html Movimento Nonviolento Movimento Nonviolento
In allegato una Nota del Movimento Nonviolento sul "servizio civile
obbligatorio", con preghiera di pubblicazione. Grazie.

Mao Valpiana
presidente

348 2863190
--

_____________________
Movimento Nonviolento
via Spagna, 8
37123 Verona

Tel/Fax 045 8009803
www.nonviolenti.org
www.azionenonviolenta.it

per sostegno e donazioni
Iban IT35 U 07601 11700 0000 18745455
5x1000 codice fiscale 93100500235


War is over (John Lennon)

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Dichiarazione CIPOML su vertice di Bruxelles Tue, 16 May 2017 11:20:48 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432918.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432918.html Piattaforma Comunista Piattaforma Comunista Manifestiamo uniti contro la politica di guerra!

Fuori dalla NATO e dalla UE guerrafondaie

e antipopolari!

 

Il prossimo vertice della NATO che si terrà a Bruxelles il 24-25 maggio, con la presenza dell’ultrareazionario guerrafondaio Trump, vedrà un’ampia mobilitazione internazionale del movimento popolare per la pace e la democrazia.

Noi, membri europei della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML), appoggiamo risolutamente l’azione di massa, le marce di protesta e gli incontri che si succederanno per denunciare il ruolo guerrafondaio, militarista e antipopolare della NATO e della UE ed informare i lavoratori e i popoli.

Fondata nel 1949 contro il campo socialista e le forze di opposizione operaie, popolari e democratiche, la NATO è stata costruita come una macchina di minaccia, provocazione e guerra esterna e interna (è noto che la rete Stay Behind ha svolto un ruolo cruciale nella “strategia della tensione” e nel terrorismo fascista).

Questa alleanza militare aggressiva e criminale da sempre è lo strumento fondamentale del dominio dell’imperialismo USA per soggiogare i popoli europei e limitare fortemente la loro sovranità nazionale.

Dopo il crollo dell’URSS, la NATO invece di dissolversi, ha rafforzato il suo approccio offensivo a e la sua potenza militare “fuori area”, specialmente espandendosi verso est, seguendo una strategia di controllo continentale, di estensione delle sue attività e di accerchiamento della Russia imperialista, che da parte sua reagisce con un vasto programma di riarmo e operazioni militari per rompere l’unità politica dei suoi rivali. La NATO ha anche esteso le sue relazioni con Stati come Israele, Egitto, Colombia… mentre Trump vuole un maggiore impegno della NATO nella “guerra al terrorismo”.

Nessun problema è stato risolto con gli interventi militari della NATO (Afghanistan, Libia, etc.), ma al contrario i problemi si sono approfonditi sempre più, perché questi interventi hanno provocato una gran quantità di vittime civili, atrocità, distruzioni, il diffondersi di guerre civili reazionarie e un enorme flusso migratorio.

Il vertice di Bruxelles è connesso all’ulteriore ampliamento e agli interventi militari di questa alleanza guerrafondaia. La NATO e i suoi vassalli dispiegano battaglioni in Polonia, nei paesi Baltici, in Ungheria, mentre potenziano l’armamento nucleare e rafforzano l’apparato militare in Nord Africa e  nel Medio Oriente, con il pretesto della lotta al terrorismo jihadista, un fenomeno che si alimenta con la politica di guerra e il depredamento dei paesi dipendenti.

Un altro aspetto del vertice di Bruxelles è quello della modernizzazione dell’arsenale atomico e l’installazione di nuove basi e scudi nucleari, cosiddetti difensivi, in accordo con la linea seguita da Obama-Clinton e proseguita da Trump con lo slogan nazionalista e guerrafondaio “make US military great again”.

La NATO, come ha dichiarato recentemente il nuovo capo del Pentagono, Mattis “Mad Dog”, è «la base fondamentale per gli Stati Uniti». Infatti, questa organizzazione serve a mantenere la supremazia mondiale USA, oggi sfidata dall’emergere di potenze rivali.

Trump ha anche dichiarato «noi sosteniamo fortemente la Nato, ma i nostri partner devono rispettare i loro obblighi finanziari», cioè aumentare la spesa militare fino al 2% del PIL. Questo peso ricadrà sulle spalle della classe operaia e delle masse popolari, che soffrono le pesanti conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità.

I diktat di Trump sono stati pronatmente accettati dai leader dell’UE, che allo stesso tempo si sono lanciati in una “politica di difesa europea”, ossia la costruzione di un esercito comune europeo complementare e subordinato alla NATO, per ottenere la loro parte del bottino.

La UE dei monopoli e i suoi membri – con l’appoggio dei partiti neoliberisti, socialdemocratici e riformiste – cooperano strettamente con la NATO nella gestione delle crisi e nelle operazioni militari (Ucraina, Balcani, Afghanistan, Mediterraneo meridionale, Sudan, Somalia, etc.). Questa relazione strategica ha raggiunto nuovi livelli poiché la UE reagisce al suo fallimento sviluppando un corso più aggressivo, partecipando a guerre e interventi militari all’estero, mentre all’interno aumenta la reazione, il razzismo e la repressione.

Il summit di Bruxelles avviene mentre lo sviluppo ineguale del capitalismo nei differenti paesi, le crescenti difficoltà economiche e politiche, il tentativo di scaricare le loro conseguenze sui propri rivali, stanno portando a un serio aggravamento dei rapporti fra le potenze imperialiste e capitaliste.

Oggi, mentre la stagnazione economica si prolunga e la povertà si estende, la “globalizzazione”cede il passo al protezionismo, ai dazi doganali e alle guerre commerciali; si acutizza la concorrenza per i mercati di sbocco e le rotte commerciali, per le materie prime e le risorse energetiche, per l’acqua e le terre fertili, per le aree di influenza e le zone strategiche.

Su questa base si sviluppa la politica di guerra e la corsa agli armamenti, di cui la NATO è battistrada per difendere i grandi interessi dei suoi Stati membri, soprattutto gli interessi nordamericani. Una politica che provoca distruzioni, morti e ondate di migranti, che inasprisce i contrasti in molte regioni del mondo - Europa dell’Est, Medio Oriente, Mar del Sud della Cina, penisola Coreana, Artico, etc. – così come genera enormi problemi nello spazio e nel cyber-spazio , produce la militarizzazione della società e accelera la formazione di blocchi imperialisti che possono portare a un conflitto generalizzato.

Tutte le potenze imperialiste si stanno preparando a una nuova spartizione del mondo da compiersi con la guerra. Il rinascente nazionalismo, lo sciovinismo, il razzismo, la xenofobia, la crescita e l’affermazione di partiti di destra populisti e fascisti sono forze che incitano alla guerra in nome della “nazione” e diffondono l’odio fra i popoli.

La borghesia e i suoi servi opportunisti dicono che è necessario accrescere costantemente le spese militari e militarizzare sempre più la società per “proteggere la “democrazia e lo stile di vita occidentale”, un falso slogan che è ampiamente diffuso con il pretesto di combattere quel terrorismo antipopolare che è esso stesso un prodotto delle guerre imperialiste.

Queste “soluzioni” servono solo per abolire le libertà e i diritti dei lavoratori, dei sindacati, dei giovani, per continuare la politica di austerità e proteggere i privilegi di una minoranza di sfruttatori. La paura viene sparsa fra i popoli per legittimare la militarizzazione dell’economia e promuovere guerre nell’interesse dei proprietari del capitale, dei ricchi e dei parassiti.

Lanciamo un appello alle masse che non vogliono la guerra, la reazione e nuovi sacrifici: uniamo le nostre forze, lottiamo insieme per la pace e la libertà dei popoli, organizziamo un fronte unito e mobilitiamoci contro i guerrafondai, andiamo a protestare contro il summit NATO a Bruxelles con le seguenti parole d’ordine:

NO alla NATO e all’esercito europeo, strumenti di guerra e di terrore! Fuori dalla NATO, dall’UE e da tutte le alleanze guerrafondaie e antipopolari! Ritiro immediato di tutte le truppe spedite all’estero!

Basta con la corsa alle armi, drastica riduzione delle spese militari, il denaro deve essere speso per i bisogni dei lavoratori e dei popoli, per la salute, l’educazione e i servizi sociali!

Vogliamo un mondo libero dalle armi nucleari! No agli Stati di polizia e alla militarizzazione della società! Difendiamo con la lotta le libertà democratiche e i diritti che abbiamo conquistato!

No alla chiusura militare dei confini contro i migranti! Sostegno alle lotte antimperialiste dei popoli  e delle nazioni oppressi! Abbasso il nazionalismo, il razzismo e il fascismo!

Viva la solidarietà internazionale dei lavoratori e dei popoli!

Maggio 2017

 

Partito Comunista degli Operai di Danimarca (APK)

Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF)

Organizzazione per la Costruzione del Partito Comunista degli Operai di Germania (Arbeit Zukunft)

Movimento per la riorganizzazione del Partito Comunista di Grecia (KKE 1918-1955)

Piattaforma Comunista - per il Partito Comunista del Proletariato d'Italia

Organizzazione Revolusjon e Piattaforma Comunista Marxista-Leninista di Norvegia

Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) – PCE (m-l)

Partito del Lavoro (EMEP), Turchia

 

www.piattaformacomunista.com

 

teoriaeprassi@yahoo.it

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Sviluppare la solidarietà con i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame! Sat, 13 May 2017 15:26:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432653.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432653.html Piattaforma Comunista Piattaforma Comunista Sviluppare la solidarietà con i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame!

 

Dal 17 aprile più di 1.800 prigionieri politici palestinesi hanno iniziato uno Sciopero

della fame a oltranza.

 

Lo Sciopero per la Dignità, che per numero dei partecipanti e durata, non ha eguali

nella storia, sta andando avanti con coraggio e determinazione, nonostante tutte le

manovre, le intimidazioni e la repressione delle autorità israeliane.

 

Le rivendicazioni dei prigionieri sono:

- Abolizione della detenzione amministrativa.

- Abolizione di tutte le forme di tortura, compreso l’isolamento.

- Fine dell'imprigionamento dei bambini e delle donne.

- Diritto di ricevere visite dei parenti, all’assistenza sanitaria, allo studio, etc.

- Rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali sui diritti umani dei prigionieri

all'interno delle carceri.

 

Queste rivendicazioni si inseriscono all’interno della lotta di tutto il popolo palestinese

per la fine dell’occupazione, delle violazioni e delle violenze che subisce da decenni.

 

Le vessazioni cui sono sottoposti i prigionieri in sciopero sono inaudite: trasferimenti

in celle d’isolamento, barbecue davanti alle celle, offerte di cibo da parte dei medici,

confisca di indumenti personali e coperte, incursioni delle unità speciali anche in

piena notte, diniego dell'acqua in bottiglia, confisca del sale necessario per poter

continuare lo sciopero, politica dell’alimentazione forzata, etc.

 

Ma tutti i tentativi di minare la volontà di lotta e dividere i prigionieri sono falliti. Il

movimento di sciopero dei prigionieri prosegue unito!

 

Bisogna rompere il muro del silenzio intorno a questa eroica lotta!

 

I principali media non ne parlano, rendendosi complici del regime di occupazione e

apartheid sionista. Il governo Gentiloni e le forze che lo sostengono sono proni ai

voleri del governo di estrema destra di Netanyahu, che ha adottato la linea di

bloccare ogni genere di informazione, perché la questione palestinese va rimossa e

cancellata dal dibattito politico.

 

In questa situazione è importante che i palestinesi, a cominciare dai prigionieri in

sciopero della fame, vedano che la loro battaglia è appoggiata a livello

internazionale, che esiste un movimento popolare di solidarietà.

 

A tale scopo dobbiamo lavorare nei posti di lavoro, nei sindacati, nelle scuole, nei

quartieri, facendo conoscere la lotta dei prigionieri palestinesi e partecipando alle

iniziative a sostegno della lotta dei prigionieri!

 

Oggi 13 maggio 2017 vi sarà una fiaccolata di solidarietà alle ore 20 a Roma,

dall'Arco di Costantino (Colosseo) all'Ambasciata Palestinese.

 

Viva la Resistenza palestinese!

 

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

http://www.piattaformacomunista.com/

 

teoriaeprassi@yahoo.it

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“Punto d’incontro”, un percorso di collaborazione sociale, culturale ed economica tra Israele e Sicilia Fri, 12 May 2017 18:23:44 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432575.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432575.html Simona Pulvirenti Simona Pulvirenti CATANIA – Un ideale dialogo tra la Sicilia ed Israele, nel sessantanovesimo anniversario dell’indipendenza israeliana, a Catania, culla di numerose comunità ebraiche.

 

A volerlo il prof. avv. Corrado Labisi – magnifico rettore dell'Università Telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo e presidente dell'Istituto Medico Psicopedagogico "Lucia Mangano" di Sant'Agata Li Battiati, struttura di eccellenza nel campo della neurofisiatria e neuropsicologia, accreditata presso il Parlamento Europeo – che ha organizzato all’Hotel Nettuno il convegno “Punto d’incontro”, moderato dalla giornalista dott.ssa Chiara Immordino, e presieduto dal rabbino capo della Sinagoga Yosef Tehilloth di Milano, Shlomo Bekhor.

 

“Sono onorato di essere in Sicilia, per iniziare un cammino di cultura, pace e spiritualità tra Israele e la Trinacria – ha spiegato Shlomo Bekhor – e rappresentare qui i valori della cultura ebraica, eterni e superlativi. Madre di tutte le religioni monoteistiche al mondo, l’ebraismo non fa proselitismi e ha grande rispetto per qualsiasi altra fede.”

 

Un incontro che il prof. avv. Corrado Labisi, di discendenza ebraica da parte della famiglia paterna, e della nonna la nobildonna Lucrezia Metlu, ha voluto fortemente, alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, culturale, politico, imprenditoriale e della stampa.

 

“Una figura straordinaria quella del rabbino Shlomo Bekhor – ha affermato il prof. avv. Corrado Labisi – che ci permette oggi di conoscere le nostre radici israeliane. La cultura siciliana e quella giudaica hanno un'unica matrice comune che è la spiritualità. Hitler temeva il popolo israelita – ha continuato il magnifico rettore – perché sapeva essere il popolo prediletto da Dio. È un onore ricordare insieme in Sicilia il 69esimo anniversario dell'indipendenza d'Israele. Oggi è una festa d'incontro di due culture antiche e nobili, l’inizio di un percorso spirituale, sociale e commerciale. Viva Israele e viva la Sicilia, Stati liberi.”

 

Nel corso dell'incontro il giornalista e docente dell'Università Telematica Unisanraffaele dott. Giuseppe Firrincieli ha fatto un interessante excursus storico sulla presenza giudaica in Sicilia e sulle positive influenze in ambito economico e culturale della dominazione israelita nella nostra regione, citando famiglie e personalità ebraiche influenti, tra le quali la nobildonna Lucrezia Metlu, discendente del prof. avv. Corrado Labisi: “La Sicilia ha bisogno di collaborare con Stati che la amano e la conoscono – ha aggiunto – iniziando proprio da Israele”. 

 

 

Dopo la proiezione di un video del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per festeggiare il 69esimo anniversario dell'indipendenza d'Israele, il rabbino Shlomo Bekhor, ha commentato un brano del IV capitolo delle massime del padri, parte integrante del Talmud, uno dei testi sacri dell'ebraismo. 

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L. RON HUBBARD E "LA VIA DELLA FELICITA'" Thu, 11 May 2017 11:22:51 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432292.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432292.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano
Le culture di tutte le epoche hanno sempre avuto un proprio codice morale che stabiliva, a grandi linee, un modo di comportarsi che tendesse all’accordo comune e alla sopravvivenza. Benché la maggior parte dei codici morali del passato possa non sembrare particolarmente adatta alla fine del ventesimo secolo, questi codici si addicevano perfettamente alla realtà del tempo in cui erano stati stilati. In quell’epoca contribuivano a garantire la perpetuazione della famiglia, del gruppo e della nazione, fungendo da baluardo per i principi fondamentali di onestà e di fiducia reciproca. In breve, il codice morale costituiva l’insieme dei principi dominanti in base ai quali gli uomini potevano vivere in pace, in prosperità e in armonia con i loro simili.

Prima ancora degli inizi degli anni Ottanta però, nelle schiette parole di L. Ron Hubbard, il mondo era diventato una vera e propria giungla. I segni erano ovunque. “La cupidigia è un bella cosa” diceva un aforisma popolare di un’epoca, mentre si accumulavano indecenti fortune ricorrendo alla frode e alla manipolazione del mercato azionario. Se l’arte e lo spettacolo sono un ritratto di quel momento, gli anni ottanta hanno segnato l’inizio di un’era davvero spaventosa di fredda brutalità. Chi, poi, può dimenticare la violenza nei ghetti metropolitani durante quegli anni, quando ragazzini di dodici, tredici anni si ammazzavano fra loro senza il minimo rimorso; da qui giunge l’eco agghiacciante di termini come “sparatorie volanti” e “violenza di gang”.

Fu proprio in considerazione di questo scenario privo d’ogni senso morale che L. Ron Hubbard presentò la sua opera, La Via della Felicità, nel 1981. Come ogni altro suo approccio ai problemi che ci affliggono, anche questo presentava ampie connotazioni storiche e culturali. Stando alle sue parole, proprio come tutte le antiche culture necessitavano di un codice morale che contribuisse a mantenere viva la loro struttura, anche la nostra non poteva farne a meno.
 
Le strutture tipografiche interne di The Way to Happiness 
Foundation International offre copertine personalizzate in 
modo che privati, aziende ed enti governativi possano 
rendere proprio il messaggio de La Via della Felicità.
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CONSAPEVOLEZZA SUI DIRITTI UMANI Thu, 11 May 2017 11:22:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432291.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432291.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano
LA PRINCIPALE, tra le CREDENZE DI SCIENTOLOGY è la CONVINZIONE che ogniINDIVIDUO abbia determinati DIRITTI INALIENABILI 

  
Fin dalle sue prime ricerche sulla mente e sullo spirito umano l’autore, umanitario e Fondatore di ScientologyL. Ron Hubbard, mise l’accento sul fatto che libertà e miglioramento spirituale sono mete irraggiungibili per coloro ai quali vengono negati i diritti umani più fondamentali.

Per questa ragione egli scrisse il Codice di uno Scientologist, invitando tutti i fedeli della religione ad impegnarsi nel “sostenere sforzi davvero umanitari nel campo dei diritti dell’Uomo”. Quel codice pose le basi per quello che divenne in seguito un movimento internazionale di sostenitori dei diritti umani di tutte le persone, senza distinzione di ceto sociale, appartenenza etnica o religiosa. 

 Oggi, Scientologist presenti in cinque continenti collaborano con enti governativi e organizzazioni non governative per generare una consapevolezza su vasta scala della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promulgata dalle Nazioni Unite nel 1948, il più importante documento al mondo sui diritti umani, e fare in modo che sia messo in uso. 
 Diamo il benvenuto a tutti coloro che, condividendo l’obiettivo di un mondo in cui i diritti umani siano una realtà quotidiana per tutti, vogliano partecipare.

 
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SCIENTOLOGYRELIGION.IT - il Sito è ora disponibile anche in lingua Italiana Thu, 11 May 2017 11:22:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432290.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432290.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano

Scientology Religion è ora disponibile online anche in lingua italina. Il Sito originale in lingua inglese è appena  stato reso disponible nella nostra lingua con i seguenti contenuti:
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TUTTE LE CORRETTE INFORMAZIONI SULLA RELIGIONE DI SCIENTOLOGY DISPONIBILI SU WWW.SCIENTOLOGYRELIGION.IT Thu, 11 May 2017 11:21:53 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432289.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/432289.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano


   La versione in italiano del già noto www.scientologyreligion.org, fruibile in 13 lingue, per i suoi contenuti si rivolge prevalentemente ad un pubblico di esperti di religione, sociologi, studiosi e anche studenti che hanno necessità di ricercare informazioni sulla religione e le attività della Chiesa di Scientology, nonché sul fondatore della religione, L. Ron Hubbard.


 

Tutte le perizie e i pareriprodotti da eminenti esperti internazionali sulla dottrina,  la soteriologia e la cosmologia di  Scientology sono disponibili e scaricabili dal sito. 
 Esso offre anche un’approfondita panoramica dei più importanti riconoscimenti giuridici che sono stati ottenuti in molti dei 165 paesi in cui ci sono chiese, missioni o gruppi di Scientology.

  Sul sito si può trovare l’opuscolo prodotto dalla Chiesa di Scientology come contributo al dibattito sulla libertà religiosa che s’intitola  “Che cos’è la libertà di religione?,  anche quello scaricabile gratuitamente.
Tale  pubblicazione è stata realizzata con l’intento di approfondire  il concetto di diritto alla libertà di religione in un momento in cui si registra un aumento delle persecuzioni di minoranze religiose in varie parti del mondo e delle polemiche che ruotano attorno all’uso di indumenti e simboli religiosi; e tutto questo mentre tre regioni  italiane hanno stabilito norme che, di fatto, hanno dato un giro di vite alla libertà di culto di tutti i cittadini. 
L’opuscolo affronta anche il delicato problema del rapporto tra  il diritto di cronaca e quello di credo,  proponendo un “Documento per l’etica giornalistica in merito alla religione o credo”. 
Coloro che desiderano o necessitano di avere le corrette informazioni sulla religione di  Scientology le potranno trovare tutte digitando www.scientologyreligion.it. ]]>