[COMUNICATO STAMPA] Alla caccia i sindaci cominciano a dire no!

Qualcosa inizia a muoversi nei confronti dell'attivita' venatoria: dopo il Sindaco di Genazzano in provincia di Roma, anche quello confinante di Olevano Romano ha emanato un'ordinanza d'interdizione della caccia (la n.119/04) per ragioni di incolumita' e ordine pubblico per 500 ettari di territorio, su richiesta dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia e dei Comitati Caccia il Cacciatore.

09/nov/2004 03:16:21 Caccia il Cacciatore Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
9 novembre 2004

ALLA CACCIA I SINDACI COMINCIANO A DIRE NO! DOPO GENAZZANO ANCHE OLEVANO BANDISCE LA CACCIA PER MOTIVI DI INCOLUMITA' PUBBLICA, GRAZIE AI COMITATI DI CITTADIN CACCIA IL CACCIATORE

Qualcosa inizia a muoversi nei confronti dell'attivita' venatoria: dopo il Sindaco di Genazzano in provincia di Roma, anche quello confinante di Olevano Romano ha emanato un'ordinanza d'interdizione della caccia (la n.119/04) per ragioni di incolumita' e ordine pubblico per 500 ettari di territorio, su richiesta dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia e dei Comitati Caccia il Cacciatore.

Di fronte alle numerose denunce e richieste dei cittadini dei due comuni della provincia sud-est di Roma, i sindaci hanno emesso un provvedimento di divieto atto a salvaguardare la sicurezza e la quiete dei cittadini che vivono in campagna o ci lavorano. E' la conferma che il problema e' avvertito in tutta la sua gravita' dalle amministrazioni locali. Si tratta di continuare su questa linea per affermare la priorita' della vita dei cittadini rispetto agli interessi di una minoranza, i cacciatori, sempre piu' esigua ma ostinata a cacciare in barba alla normativa vigente che stabilisce il rispetto delle minime distanze di sicurezza da strade, abitazioni, luogo di lavoro ecc.

L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, con i Comitati Caccia il Cacciatore, nel plaudire alla iniziativa dei due sindaci, confermera' nei prossimi mesi il proprio impegno teso ad allargare il fronte della protesta e all'ottenimento di altre ordinanze di divieto di caccia. La situazione resta drammatica e occorrera' intensificare l'ineludibile azione di controllo nei confronti di coloro che incuranti dei danni e dei rischi a cui sottopongono inermi cittadini continuano a sparare senza ritegno: il ruolo di deterrenza degli Organi di Polizia Giudiziaria dovra' essere continuo anche dove i comuni non hanno ancora emanato normative specifiche, di carattere "contingibile e urgente" per tamponare i danni della caccia laddove la situazione e' piu' drammatica.

I dati dello scorso anno relativi ai morti e feriti della caccia, 50 persone uccise e 94 feriti, tra cui molti civili innocenti e disarmati, costituiscono la prova indiscutibile che di caccia si muore davvero! Ma non solo, i dati sono la prova che i cacciatori o non sono capaci di riconoscere le distanze di sicurezza (e quindi non sono abili a tale attività) o non le vogliono rispettare comunque.

Dichiarano i rappresentanti dei Comitati di Cittadini: "Vorremmo cogliere questa occasione per rispondere alla dichiarazione fatta la scorsa settimana da Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, il quale ha affermato che l'attivita' venatoria non e' pericolosa poiche' il numero di incidenti sarebbe 'limitatissimo'. Una tale dichiarazione dimostra solo che il signor Ucchielli non sa di cosa sta parlando: ragionare in termini di numeri assoluti non ha senso. Facendo ad esempio le dovute proporzioni fra numero di cacciatori e numero di lavoratori operanti in Italia si scopre che la frequenza di incidenti di caccia mortali e' oltre 6 volte superiore a quella degli incidenti sul lavoro. Ma va aggiunto a questo il perdurare di uno stato di allarme sociale generalizzato fra la popolazione che vive e lavora nelle campagne. Per questo gli italiani stanno unendo le forze, e assieme ai Comitati di Caccia il Cacciatore stanno chiedendo, riuscendoci, ordinanze di!
divieto a tutela della propria incolumita'".

Un seria presa di coscienza da parte dei Ministeri da cui dipendono i corpi preposti al controllo (Carabinieri, Guardie Forestali, Polizia Provinciale) porterebbe da subito a una graduale diminuzione di quelli che vengono erroneamente definiti "incidenti di caccia". I sindaci di molte citta' di provincia stanno rendendosene conto e i tempi sono maturi per accogliere le richieste dei cittadini allarmati e stanchi dell'atteggiamento dei cacciatori.

Niente e' piu' esplicativo che una frase tratta da "Le citta' invisibili" di Italo Calvino per descrivere la priorita' data alla vita dei cittadini da parte dei due sindaci di Genazzano e Olevano: "Di una citta' non godi le sette o le settantasette meraviglie ma la risposta che da' a una tua domanda".

Per l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, i responsabili dei rapporti con gli Enti Locali, Daniela Casprini e Maurizio Giulianelli.

Per contatti:
ordinanze@cacciailcacciatore.org - www.cacciailcacciatore.org
3388334538
NB: ai sensi della legge sulla privacy, si richiede che il numero di telefono sopra riportato non sia riportato in alcuna comunicazione pubblica, ma sia usato solo dagli organi di stampa per contatti con lo staff di Caccia il Cacciatore.







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