La marijuana è una medicina? Una pericolosa bugia

14/gen/2021 11:03:26 Celebrity Centre Firenze Contatta l'autore

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La marijuana non è una medicina. È un termine gergale per una pianta della famiglia della cannabis che contiene più di 60 diverse sostanze cannabinoidi e oltre 80 composti biologicamente attivi. Usare il termine “marijuana” al posto del THC (la sostanza tossica che dà lo “sballo) sarebbe come usare l’albero del salice al posto dell'acido “acetilsalicilico” (il principio attivo dell'aspirina). Nessuno si fuma i rametti di salice solo perché l’aspirina è una medicina.

Ancora peggio sarebbe creare un'industria multimiliardaria usando il termine “Albero di Salice medico” per un prodotto che potrebbe non contenere nemmeno acido acetilsalicilico! Ovviamente le conseguenze dello spacciare il termine marijuana come medicina sono persino molto più gravi.

I composti più noti contenuti nella cannabis sono il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Il THC interagisce con il cervello ed è “psicoattivo” (altera la mente). Il CBD non è invece psicoattivo.

Solo tre componenti della cannabis sono attualmente prodotti per scopi medici:

·         Delta-9: nomi commerciali Marinol e Syndros, le sue uniche indicazioni sono per l'aumento di peso nei pazienti con sindrome da deperimento dell'HIV, e per nausea grave intrattabile per i pazienti chemioterapici;

·         Nabilone: nome commerciale Cesamet, un farmaco orale per la chemioterapia grave, nausea e spasticità per i pazienti con sclerosi multipla; un trattamento costa dai 1000 ai 200 dollari al mese, viene usato sono in fase terminale come terapia palliativa.

·         Epidiolex: indicato per convulsioni intrattabili estremamente rare nella sindrome di Dravet e nella sindrome di Lennox-Gastaut. I benefici del farmaco sono discutibili. Ha ridotto la frequenza delle crisi in queste sindromi devastanti, ma non ha mostrato alcun miglioramento generale della qualità della vita e non è stato incluso nelle raccomandazioni dell'Istituto nazionale europeo per la salute e l'assistenza.

Questi tre composti sono gli unici prodotti medici correlati alla cannabis, sono tutti prodotti sinteticamente e sono estremamente costosi.

La “marijuana medica” è quindi una bugia: l'idea che la marijuana dovesse essere legale o che potesse essere benefica come terapia per ampi segmenti della popolazione non ha alcun fondamento. Anche coloro che credono nella marijuana medica dovrebbero ammettere che è un termine usato impropriamente, creato intenzionale per consentire la legalizzazione della marijuana ricreativa senza sentirsi in colpa.

Attualmente si parla molto del fatto che gran parte dei ragazzi delle scuole superiori fumi erba e che le nonne acquistino olio di CBD per l'artrite. Più se ne parla e si pubblicizza come normale e perfino terapeutico, più il mito è accettato come vero.

Il THC è noto per i suoi effetti immediati acuti: pensiero lento, difficoltà con la risoluzione dei problemi (stupidità), senso del tempo alterato e percezione errata dei sensi, le difficoltà di memoria possono causare psicosi se viene assunto a dosi elevate.

La marijuana usata cronicamente è correlata a minore soddisfazione di vita, salute mentale peggiore, relazioni interpersonali più difficoltose, QI ridotto e bassa resilienza (persistenza nell’affrontare la vita). I malati di mente, in particolare, tendono ad auto-medicarsi con la marijuana, che paradossalmente aumenta la loro ansia e psicosi.

Altri problemi legati all’assunzione id marijuana sono l’aumento degli incidenti stradali, sindrome da iperemesi da cannabis (vomito irrefrenabile), overdose infantili, maggiore probabilità di passare a droghe più pesanti, prestazioni scolastiche e lavorative ridotte.

“Dico no alla droga” è un’associazione internazionale che si batte per ottenere una società nella quale la droga e l’alcool non costituiscano più una piaga sociale. I volontari dell’associazione credono che un giovane informato sui pericoli degli stupefacenti possa decidere, pensando con la propria testa, di stare alla larga da qualsiasi ambiente dove si faccia uso di droga o se ne promuova l’uso.

Le attività dell’associazione consistono nell’andare nelle scuole e raccontare ai ragazzi la verità sulla droga: lezioni di due ore che includono video, dati scientifici, dati statistici e testimonianze. Un ragazzo informato sulla droga molto difficilmente ne diverrà schiavo. Anche da adulto, si rifiuterà con consapevolezza di diventare un tossicodipendente di sostanze legali o illegali.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Dico no alla droga” fin dalla sua fondazione: la lotta all’abuso di sostanze stupefacenti è una delle principali campagne sociali della Chiesa. Il fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard, ha affermato: “L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.”

Giovanni Trambusti

“Un Mondo Libero dalla Droga” Toscana

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