Cannabis e incidenti stradali

19/nov/2020 10:54:03 Celebrity Centre Firenze Contatta l'autore

A giugno 2020 un 14enne fu investito e ucciso mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, da un 22 enne che poi si è rivelato positivo alla cannabis. Il giovane è stato ovviamente arrestato per omicidio stradale: drogarsi e poi mettersi alla guida non è in tutta evidenza un reato penale, dato che mette a rischio la vita delle altre persone.

La propaganda onnipresente su giornali, internet, tv, film e serie tv cerca di sdoganare la marijuana (derivata dalla cannabis) come “droga leggera”. Ma causare un incidente mortale mentre si è sotto l’effetto della cannabis non è un “reato leggero”.

Ma si può affermare con certezza che esista un legame tra droga, in questo caso cannabis/marijuana, e incidenti stradali? Sembra proprio di sì, e sembra anche incredibile che si debbano attendere “conferme scientifiche” per esserne certi. Avete mai osservato un tossicodipendente? Avete mai avuto a che fare con qualcuno che si è appena fumato uno spinello? Se sì, vi risulterà chiaro che lo stato di alterazione psicofisica in cui si trovano è tale da non consentire la guida.

In ogni caso è giustissimo cercare conferme scientifiche: uno studio recente negli USA della “AAA Foundation for Traffic Safety” ha rivelato che nello stato di Washington (marijuana legale dal 2012) la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali positivi alla cannabis è più che raddoppiata: dall'8 al 17% tra il 2013 e il 2014. E' inoltre emerso che un conducente su 6 coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana. Peter Kissinger, presidente della AAA ha dichiarato. "Washington deve servire come 'caso studio' per aprire gli occhi su quello che può verificarsi negli altri Stati per quanto riguarda la sicurezza stradale, dopo la legalizzazione della droga".

Quello che manca è un’informazione efficace, fattuale sulla droga, che faccia sapere ai giovani quali sono gli effetti devastanti dell’assunzione di stupefacenti.

“Un Mondo Libero dalla Droga” è un’associazione internazionale che si batte per ottenere una società nel quale la droga e l’alcool non costituiscano più una piaga sociale. I volontari dell’associazione credono che un giovane informato sui pericoli degli stupefacenti possa decidere, pensando con la propria testa, di stare alla larga da qualsiasi ambiente dove si faccia uso di droga o se ne promuova l’uso. Un giovane informato si rifiuterà anche di assumere gli psicofarmaci, in quanto sarà al corrente che si tratta di droghe, altrettanto dannose come quelle spacciate in strada.

Le attività di “Un Mondo Libero dalla Droga” consistono nell’andare nelle scuole e raccontare ai ragazzi la verità sulla droga: lezioni di due ore che includono video, dati scientifici, dati statistici e testimonianze. Un ragazzo informato sulla droga molto difficilmente ne diverrà schiavo. Anche da adulto, si rifiuterà di diventare un tossicodipendente di sostanze legali o illegali.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Un Mondo libero dalla Droga” fin dalla sua fondazione: la lotta all’abuso di sostanze stupefacenti è una delle principali campagne sociali della Chiesa. Il fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard, ha affermato: “L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.”

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