Che cos’è il diritto alla famiglia?

14/ott/2020 01:01:55 marketing-seo.it Contatta l'autore

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Il diritto alla famiglia è una branca del diritto privato che tratta di tutto ciò che riguarda i rapporti famigliari e il concetto di famiglia nel suo senso più generico: parentela, legami, matrimonio e rapporti fra coniugi, rapporti tra figli e genitori, divorzio e concetto di famiglia con genitori omosessuali.

Diciamo che, trattare di famiglia oggigiorno è ben diverso rispetto a tanti anni fa. Il concetto di famiglia con gli anni è cambiato anche condizionato dai mutamenti della società. Le evoluzioni che si son presentate hanno chiaramente rivoluzionato quel complesso di norme che vanno a regolare il nucleo familiare da più di 40 anni.

In poche parole, il Diritto alla Famiglia è un insieme di norme codificate nel 1942; si è modificata a partire dalla metà degli anni ’70 e in particolare dal 1975, data in cui venne introdotta la riforma del diritto di famiglia, con l’entrata in vigore della Legge 151/75 del 19 Maggio, che ha abolito la figura del capofamiglia ampliando alla donna gli stessi diritti e gli stessi doveri dell’uomo.

Si tratta, ovvero, di un insieme di leggi che avevano come oggetto il concetto di famiglia basato principalmente sulla coesistenza della moglie e del marito e di una serie di trasformazioni che andavano a ampliare il concetto di famiglia. Quest’ultime vengono poste sul piano giuridico a definire lo status famigliare, ovvero il complesso di persone che compongono la famiglia.

La famiglia nella Costituzione Italiana

Il concetto di famiglia è ampliamente trattato nella nostra Costituzione, la quale dedica al tema ben tre all’interno del Titolo II intitolato “Rapporti etico – sociali”.

L’art. 29 stabilisce che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

L’art. 30 stabilisce che “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità”.

L’art. 31 stabilisce che “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.

Da questi articoli ne ricaviamo i principi fondamentali che stanno alla base del concetto di diritto di famiglia:

·         il principio di autonomia della famiglia,

·         il principio di uguaglianza fra i coniugi,

·         il principio di tutela dei figli nati fuori dal matrimonio,

·         il principio dell’autonomia educativa,

·         il principio del sostegno pubblico ai compiti educativi della famiglia.

Oggi giorni il diritto alla famiglia è oggetto di forti discussioni anche nel parlamento e dal governo che, soprattutto negli ultimi anni, ha scatenato numerose polemiche su diversi casi; questi infatti hanno visto pareri discordanti fra diverse parti tanto che tutt’oggi molte cose ancora sono ancora da chiarire. Il diritto di famiglia, come dice il termine stesso, deve rappresentare tutti quei diritti che interessano ogni individuo componente del nucleo familiare.

Le tematiche più discusse sono:

·         la filiazione
·         l’adozione
·         la tutela dei figli

 

 

·         i rapporti tra i familiari e della famiglia legittima, fondata sul matrimonio, e della famiglia di fatto, composta da persone che pur non essendo unite dal vincolo matrimoniale, convivono insieme e hanno formato una famiglia con i figli nati dalla loro unione.

Nel tempo, il diritto di famiglia è stato interessato da una serie di normative e leggi che hanno regolato vari aspetti e temi che rientrano nell’ambito di una famiglia: dal tema del divorzio e separazione disciplinate dalle leggi 898/70 e successivamente 74/87, al tema dell’adozione e dell’affido dei figli, temi importanti che sono stati riformati dalle leggi 184/83 e 149/2001.

Temi più importanti iniziano a toccare i componenti delle sale di Governo oltre che la società stessa come:

·         la procreazione assistita

·         l’affidamento condiviso

·         il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, con il relativo affidamento di bambini.

Si tratta di temi caldi e continuamente messi in discussione, questo per i numerosi pareri discordanti di ogni singolo individuo ma che, in egual modo, vanno a ampliare la tematica del concetto di diritto alla famiglia. un tema in continua evoluzione ma che deve sempre garantire la libertà e i diritti di ciascun individuo.

I cambiamenti

Con la riforma del diritto di famiglia del 1975, uno dei principali punti modificati è sicuramente la condizione della donna nel nucleo familiare. È stata eliminata la figura del capofamiglia, presente solo a scopi anagrafici. Quindi donna e uomo hanno pari diritti e doveri secondo la legge 151/1975.

Ogni decisione che riguardi la coppia e i figli va ad esempio presa di comune accordo senza prevaricazioni (dove abitare, come educare i figli, ecc.). Il matrimonio, che va ad unire i coniugi, deve essere sinonimo di unione reciproca in cui i diritti del singolo vengono mantenuti.

Questo vuol dire che: non si può costringere la famiglia a vivere nella residenza scelta solo dal marito: i coniugi, infatti, devono fissare la residenza della famiglia tenendo conto delle esigenze di entrambi; non si può escludere uno dei due coniugi dalle decisioni relative ai figli o privare l’altro dei mezzi di sostentamento.

È possibile però essere partecipe di tutte le decisioni che riguardano il nucleo famiglia (figli, condizione economica e sociale). Ove possibile entrambi i coniugi devono contribuire al mantenimento della famiglia (art. 143 C.C.). In caso di profondi dissensi con tuo marito sia sulla scelta della residenza familiare che sull’educazione dei figli, puoi rivolgerti al Giudice (art. 145 C.C.).

 

 

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