Colpa del coronavirus, non si trova più la roba: la soluzione è l’antiproibizionismo?

19/mar/2020 13:21:33 Celebrity Centre Firenze Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 30 giorni fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Quando finisce l’effetto della sostanza stupefacente, il corpo si ribella e causa una “crisi di astinenza” con sintomi spesso molto pesanti (dipende dalla sostanza e dallo stadio di dipendenza a cui si è giunti). In questo periodo di drastiche limitazioni agli spostamenti senza giustificato motivo, per gli spacciatori non è facile né rifornirsi dai trafficanti, né vendere la merce ai clienti abituali. Ecco che il tossicodipendente, costretto in casa, va in crisi di astinenza con tutto quello che ciò comporta: sopportare problemi fisici e mentali, venire allo scoperto nei confronti della famiglia spesso ignara, presentarsi al pronto soccorso in crisi per l’epidemia, ricorso a sostanze alternative trovate in casa come psicofarmaci o antidolorifici, ecc.

A questo proposito ecco le recenti dichiarazioni di Christian Raimo, scrittore e assessore alla cultura di Roma: "In questi giorni non si trova roba. Gli spacciatori sono chiaramente scomparsi. I rifornimenti sono chiaramente bloccati. Zero fumo, erba, coca, eroina. I tossicodipendenti ma anche chi ne fa un uso abituale, anche solo ludico, stanno subendo contraccolpi fisici e psichici notevoli. I medici sono surclassati da richieste di aiuto. Tra le tante cose che questa pandemia ci fa capire è il valore dell'antiproibizionismo e che il proibizionismo ha anche degli effetti sociali devastanti".

Va notato che Raimo parla di “contraccolpi fisici e psichici notevoli” anche per chi fa un uso “ludico” dello stupefacente. Ma non erano droghe leggere? Non era forse privo di conseguenze farsi ogni tanto con gli amici? Improvvisamente non è più vero che la marijuana non da crisi di astinenza?

Evidentemente la verità sulle droghe cosiddette leggere, come la cannabis, è tutt’altra.

Ma ben più grave è la seconda parte della dichiarazione: Raimo propone, come soluzione al problema che “non si trova roba”, una politica antiproibizionista. In pratica, siccome i drogati sono in crisi di astinenza, liberalizziamo la droga così la crisi passa e non ci saranno gli “effetti sociali devastanti”.

Qui siamo all’inversione, o alla perversione, dei termini del problema: il guaio è la mancanza di roba invece che l’abuso della sostanza stessa? Per la società è bene avere drogati che si drogano tranquilli e si rovinano la vita, evitando però le crisi, piuttosto che cittadini sobri?

L’associazione internazionale “Un Mondo Libero dalla Droga” la pensa diversamente. I volontari dell’associazione credono che la soluzione al problema della droga sia l’informazione e la prevenzione. “Un Mondo Libero dalla Droga” si propone infatti di aiutare le scuole a fare prevenzione sull’abuso di droghe, alcool e farmaci. I volontari effettuano lezioni e conferenze ai ragazzi, e molte scuole adottano la campagna portando avanti loro stesse i programmi di prevenzione grazie ai materiali educativi dell’associazione. Tutti gli interventi dei volontari sono a titolo assolutamente gratuito, come pure la fornitura di opuscoli, manuali, video.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Un Mondo libero dalla Droga” fin dalla sua fondazione. La campagna è del tutto laica, l’associazione organizza anche eventi pubblici nei quali vengono distribuiti opuscoli su tutti i più comuni tipi di droghe ai cittadini. A partire dal 2015 i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia di ragazzi toscani delle scuole medie inferiori e superiori.

“L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.” L. Ron Hubbard

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl