I valori di una volta e i feticci di oggi

Pensioni tradite I valori di una volta e i feticci di oggi Valga l'esempio del campo dove le buone coltivazioni sono state soppresse e ricoperte da erbacce selvagge: serve ripulire la coltura, aerare la terra e riseminare dando, di tanto in tanto, concime e acqua.

Luoghi Roma, Italia, Europa, Fornero, Fiumicino, Valga
Organizzazioni Governo Renzi, INPS, Corte Costituzionale, Alitalia
Argomenti economia, diritto, lavoro, finanza, agricoltura, commercio

10/apr/2016 15:45:09 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Pensioni tradite                         

I valori di una volta e i feticci di oggi

 

Valga l’esempio del campo dove le buone coltivazioni sono state soppresse e ricoperte da erbacce selvagge: serve ripulire la coltura, aerare la terra e riseminare dando, di tanto in tanto, concime e acqua. Vogliamo sradicare i feticci del nostro tempo e riscoprire i valori di una volta? E come si può fare?

Beh, non è per niente facile! I valori non si comprano nel negozio all’angolo; per ritrovarli e diffonderli basterebbe però che ognuno si adoperasse con esempi di comportamento, segnali e messaggi in ambito famigliare, scolastico, politico, giornalistico, sportivo, pubblicitario, ecc.

I nuovi modelli ben proposti e ripetuti serviranno ad estirpare gli attuali “totem”, a spargere i semi buoni e quindi a far rigermogliare i valori persi.

 

Prendiamo ad esempio l’impegno, la responsabilità, la fatica, l’assiduità e ciò che possono significare nell’ambito di una professione, un servizio, un mestiere, un lavoro; sono virtù che aspettano di essere riconosciute e non ignorate, di essere gratificate invece che mortificate, rispettate piuttosto che beffate.

Abituato come sono a quei valori, mi capita di patire la delusione, l’indignazione e la rabbia di chi avendo svolto fedelmente il proprio lavoro e servito lealmente la sua azienda e il proprio Paese si scopre sempre più spesso tradito e imbrogliato.

E mi succede specialmente quando mi rendo conto che le “oneste” pensioni

- da qualche migliaio di euro mensili, a tre zeri per capirci

- frutto di contributi versati per trenta o quarant’anni

- differite in quanto ieri versate ed oggi riscosse

- “congelate” dal Governo Monti/Fornero e dal Governo Renzi

- senza alcun bonus o supplemento (lavoro, bebè, giovani, povertà, ecc.)

- gravate per un terzo del lordo da tre imposizioni IRPEF

hanno poco a che vedere, fatte le doverose distinzioni di fascia e livello, con certi vitalizi, rendite e pensioni frutto di diabolici automatismi, di furberie istituzionali, di false documentazioni, di assurdi privilegi e di anacronistici corporativismi.

 

Voglio ricordare che l’anno scorso la Consulta dichiarò anticostituzionale (sentenza 70/2015) il blocco della perequazione automatica delle pensioni in parola.

Ciò non fu sufficiente a restituire giustizia alle medesime perché il Governo Renzi, con una acrobatica ma dispotica e riprovevole manovra, volle con il “Bonus Poletti” far credere nel miracolo di conciliare il doveroso diritto dei pensionati con l’altrettanto doveroso rispetto della sentenza: il risultato? Un gran pasticcio di diritti negati ai pensionati e contestuale (preoccupante) inottemperanza di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. E successivamente lo stesso Governo ha riproposto e rinnovato il blocco perequativo per ulteriori due anni: in altre parole pensioni ferme per quasi un decennio!

Queste disposizioni hanno umiliato e scontentato quei cittadini, ex lavoratori, e si sono rivelate irrispettose delle deliberazioni dei Giudici della Consulta, dei pronunciamenti dei Tribunali del Lavoro, del pensiero di autorevoli giuslavoristi e del sempre infallibile buon senso della Gente.

Considerando poi che

- chi ha versato i contributi INPS ha sempre pagato le tasse;

- le pensioni italiane “versate” sono le più tassate d’Europa: un nostro pensionato medio (1500€/lordi mese) versa ogni anno 4mila euro al fisco, uno spagnolo 1836 €, un inglese 1391 €, un francese 1005 €, e un tedesco solo 39 €;

- le generiche motivazioni addotte circa il presunto effetto positivo sui conti pubblici della deindicizzazione delle pensioni non giustificano il disconoscimento dei diritti economici dei pensionati;

- i “sacrifici di Stato” devono essere frutto della fiscalità generale cioè coinvolgere tutti i soggetti aventi obblighi fiscali e non soltanto i pensionati;

- i quattrini necessari a sistemare i conti dello Stato vanno cercati, individuati e presi nelle puzzolenti pieghe dello Stato stesso.

 

Mi chiedo, come è possibile che in questo nostro bel paese la gente per bene debba continuamente ricorrere alle carte bollate mentre malavita, corruzione, evasione fiscale, giungla retributiva, sperperi, dilagano contribuendo al degrado generale ed al prosciugamento delle casse statali? A proposito di casse poi, perché non separare le uscite INPS dei vari sussidi di sostegno, solidarietà e assistenza sociale dai pagamenti pensionistici delle retribuzioni differite?

Nonostante il deprimente scenario rappresentato voglio però manifestare fiducia e indirizzare un plauso a quella parte d’Italia onesta, competente e lavoratrice.

Una letteratura giurisprudenziale sempre più ricca di sentenze e ordinanze che si vanno trasversalmente moltiplicando a favore dello sblocco della perequazione, una presa di coscienza generale e tanti ricorsi presentati non fanno che accrescere una fiduciosa attesa nella Giustizia con la speranza che anche la Politica, una nuova Politica, sappia e voglia fare la sua parte.

 

Il ripristino dell’indicizzazione e il rimborso delle trattenute sottendono l’auspicio di riconsegnare ai pensionati fin qui penalizzati denaro, diritti e dignità, favorendo il ristabilimento della legalità ed il riavvicinamento dei cittadini allo Stato.

Ma il ripristino dei vecchi e solidi valori, semmai dovesse avvenire, potrebbe essere foriero di un benefico germe produttore di un effetto “domino” in altri fondamentali contesti della nostra società.

Tuttavia, guardiamo in faccia la realtà, i modelli in auge e quelli da proporre sono agli antipodi.

Virgilio Conti

                     

Virgilio Conti - ex capoistruttore Addestramento tecnico e certificazione Personale & coordinatore attività di addestramento presso enti esterni per Alitalia (Direzione di Manutenzione e Ingegneria)

ex professore di impianti del velivolo in Ancifap (Centro di Fiumicino) e docente esterno di impianti elettrici di bordo presso ingegneria aeronautica di Roma

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