Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Sun, 24 Sep 2017 01:48:49 +0200 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/1 Antidepressivi e psicofarmaci. Informazione a Palazzolo Thu, 21 Sep 2017 22:23:16 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453054.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453054.html Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Informazione su Antidepressivi e psicofarmaci.

C’è una chiara tendenza ad utilizzare sempre più antidepressivi e psicofarmaci. Le persone sono indotte a pensare che lo stato di tristezza o di insoddisfazione nella vita siano causati da fantomatici squilibri chimici del cervello, per altro mai identificati. Come dire che i sentimenti sono organici. "Aggiustare" quindi i sentimenti o l'assenza di entusiasmo è solo questione di riaccendere la macchina organica.

Di fatto, basterebbe riflettere. Quanti depressi hai visto guarire grazie agli psicofarmaci ? Guarire non avere qualche momento di euforia, per quello basterebbe un buon amico.

La cultura della pillola è molto comoda: Il "paziente" impaziente di dimenticare le proprie difficoltà preferisce risolvere con una semplice pillola pagata dal servizio sanitario. Invece di reagire ed impegnarsi in qualche attività.

Il comitato

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, è un'organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata a investigare e denunciare le violazioni psichiatriche dei diritti umani.

Il CCDU è stato fondato in Italia nel 1979 ed è diventato una Onlus nel 2004. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus è una organizzazione indipendente ed è collegato ideologicamente al CCHR (Citizen Commission on Human Rights), che ha sede a Los Angeles.

Il CCHR International è stato fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal Professor Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria all'Università di Syracuse, Stato di New York e autore di fama internazionale. A quel tempo le vittime della psichiatria erano una minoranza dimenticata, segregate in condizioni terribili nei manicomi sparsi nel mondo. In seguito a ciò, il CCHR elaborò una dichiarazione dei Diritti Umani sulla Salute Mentale che è diventata la linea guida per le riforme nel campo della salute mentale.

I volontari del CCDU, con questa campagna informativa, si sono ispirati alle parole di L. Ron Hubbard: “un essere è di valore solo nella misura in cui può essere utile agli altri”.
Dal sito della campagna: "ccdu.it" è possibile richiedere un kit informativo gratuito.

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LA DROGA VA FERMATA Thu, 21 Sep 2017 14:07:46 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453020.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453020.html Alessandro Alessandro Come combattere le droghe che stanno invadendo la nostra societa’? Come mai ad un età sempre minore i giovani si avvicinano al mondo della droga?
E’ facile trovare una risposta a queste domande….manca la prevenzione. La nostra società è specializzata nel fermare il traffico e punire chi traffica od usa droga, ma nonostante questo sforzo il consumo di droga aumenta.
Inoltre sono sempre meno i giovani che non hanno mai usato le droghe, consumo di droghe da strada è in continuo aumento e le famiglie che sono state rovinate dall’abuso di queste sono un numero sempre crescente. I parchi, le case non abitate, capannoni non più utilizzati, sono questi i ritrovi di drogati che li, trovano il loro spazio per “farsi”.
E’ necessario fare qualcosa per fermare una volta per tutte lo sterminio che le droghe stanno causando. La droga non sono solo cocaina, morfina, LSD, ma lo sono anche gli psicofarmaci che sempre più stanno venendo usati da giovani che ignorano i danni che provocano.
Il gruppo del “Dico no alla droga” di Bologna propone un opuscolo “La verità sulle droghe” che informa correttamente su quello che le droghe causano.
Le droghe menzionate nell’opuscolo distribuito sono: alcol, cannabis, sostanze da inalare, ecstasy, cocaina e crack, ritalin, crystal meth, metamfetamine, eroina, LSD, ossicodone. Per ogni tipo di droghe, nell’opuscolo, vengono riportati gli effetti a breve e lungo termine e i nomi più comuni utilizzati per la droga in questione.
Ogni opuscolo è di facile lettura e coinvolge la persona, facendole capire quello che succederebbe se assumesse le droghe. E’ risaputo che chi e’ correttamente informato su quello che le droghe causano, si mantiene a debita distanza, in quanto ha capito a cosa va incontro nel caso assumesse droghe.
Oggi il mondo continua sempre più a degradarsi togliendo ai giovani con le doghe, tutte le gioie del vivere perché, come disse il filosofo e umanitario Ron Hubbard: <<Le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono comunque l’unica ragione di vivere>>.” Un grato riconoscimento va alla Chiesa di Scientology di Verona che, sotto vari aspetti, sta permettendo che la campagna del Dico no alla droga abbia un proseguo.

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Tribunale di Trento: dalla separazione conflittuale alla vittoria della bigenitorialità. Ribaltata la perizia del Consulente Tecnico d'Ufficio. Thu, 21 Sep 2017 12:25:21 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453090.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/453090.html CCDU Onlus CCDU Onlus
 
Tribunale di Trento: dalla separazione conflittuale alla vittoria della bigenitorialità. Ribaltata la perizia del Consulente Tecnico d'Ufficio.
Ottima sentenza del Tribunale di Trento che decreta il collocamento paritario del bambino con mamma e papà, in netto contrasto con la valutazione del Consulente Tecnico d'Ufficio.

Trento. II Tribunale di Trento ha emesso una sentenza definitiva in cui dispone tempi di collocamento sostanzialmente paritari di un bambino con la sua mamma e con il suo papà: “Il Tribunale, definitivamente pronunziando, dichiara la separazione personale dei coniugi […] Dispone l’affido condiviso del figlio ad entrambi i genitori, con residenza principale presso il padre.” Si chiude così felicemente una vicenda che aveva limitato i contatti del bambino con la madre sulla sola base della perizia.

La vicenda nasce nell’ambito di una separazione conflittuale. Il Giudice ordina una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) nominando uno psichiatra locale. La mamma, prima della separazione dal padre, aveva sofferto degli effetti del gaslighting (una forma di violenza psicologica in cui la vittima finisce col dubitare della sua stessa memoria e percezione) ma al momento della Consulenza tale condizione era stata già ampiamente superata grazie all’allontanamento dal partner e all’aiuto di professionisti dell’Azienda Sanitaria di Trento.
Nel corso della perizia, la madre, mal consigliata, non si era avvalsa di un suo Consulente di Parte e il perito d'Ufficio aveva fornito al giudice una valutazione negativa su di lei, tralasciando del tutto i documenti che riportavano le osservazioni positive da parte della ASL.

Agli inizi del 2016, dunque, il decreto emesso dal Tribunale aveva costretto la mamma a presentare un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura. Contestualmente �“ e in conseguenza di una serie di altri errori giudiziari basati sull’appiattimento dei giudici sulle Consulenze Tecniche �“ era nato sul territorio il Comitato dei Genitori Penalizzati dalle Perizie Psichiatriche.

Ciò che ha rappresentato una svolta nella vicenda è stata la decisione, da parte della mamma, di rivolgersi al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) che, grazie a una strategia difensiva multidisciplinare ad opera di professionisti del settore, è riuscito a scongiurare in gran parte le terribili conclusioni del CTU.

Per più di un anno il bambino ha subito gravi privazioni nei contatti con la mamma a causa di un regime di visite molto limitato, ma la sentenza odierna pone fine a questo calvario affermando che “…è stato dato atto che il pregresso particolare momento vissuto dalla madre, risulta definitivamente superato.” Il Giudice ha compreso l’infondatezza della perizia, riappropriandosi il suo ruolo di “perito tra i periti” e ristabilendo la bigenitorialità.

“Non posso essere che soddisfatto di questa decisione del Tribunale, soprattutto per il bambino che finalmente potrà vivere la sua normalità.” Ha dichiarato l'avvocato Francesco Miraglia, legale della madre: “Questa sentenza dovrebbe essere la Stella Polare anche di futuri procedimenti del Tribunale di Trento. Attraverso la riapertura del procedimento ed un serrato lavoro multidisciplinare tra il Tecnico di parte, la Difesa e le associazioni che ci hanno sostenuto, si è potuta dimostrare la totale idoneità della madre che ha portato al collocamento paritario odierno. Il Giudice ha compreso la necessità di non adagiarsi su perizie astratte ma di condurre un’istruttoria adeguata basata sui fatti e sulla realtà. Questa prassi dovrebbe diventare la norma e non l’eccezione.”

La Prof.ssa Vincenza Palmieri, Consulente di parte della madre, ha dichiarato: “Quasi sempre, nelle CTU, seguendo metodologie formali tese più ad affermare se stesse, che i valori delle persone periziate, si enfatizzano solo gli aspetti negativi, un unico fatto che viene poi generalizzato come una costante. Vengono svolte indagini basate sulle risultanze di test opinabili, il cui esito diagnostico determina poi la collocazione di un bambino o la vita di un individuo per sempre. In questo caso si sono sottolineati gli aspetti positivi ed il progetto lungimirante ed equo della mamma. Una CTU in effetti è una grande guerra, con un impiego di energie infinite, per sostenere la verità, i fatti oggettivi, le «pari opportunità». Il Consulente di parte deve essere un guerriero e contrastare teorie fantasiose con verità scientifiche. Il Giudice, Perito Peritorum, non può, come in questo caso, non tenerne conto.”

“Siamo molto soddisfatti della sentenza odierna e dei segnali di miglioramento che provengono dal Tribunale di Trento.” Afferma Paolo Roat Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. “E siamo lieti che i giudici del Tribunale si stiano riappropriando del loro ruolo di Perito dei Periti. Questa decisione mette in luce le criticità, da noi più volte segnalate, di discipline come la psichiatria in ambito giuridico. Ma con un lavoro di squadra multidisciplinare è possibile portare verità e giustizia e soprattutto trovare soluzioni condivise nel vero interesse del minore. Ora questa famiglia, questo papà, questa mamma e questo bambino potranno vivere la loro normalità nel pieno rispetto della bigenitorialità.”
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus






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CARENZA FARMACI IN FIBROSI CISTICA, IL CASO APPRCARENZA FARMACI IN FIBROSI CISTICA, IL CASO APPRODA IN PARLAMENTO ODA IN PARLAMENTO Thu, 21 Sep 2017 11:51:16 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452998.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452998.html Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus Roma, 20 settembre 2017 - Dopo quasi un anno di difficoltà nella distribuzione del farmaco Creon® nelle formulazioni 10.000 e 25.000, il caso approda in Parlamento con un’interpellanza al Ministro della Salute a firma degli On.li Binetti e Pisicchio.

In risposta, il Sottosegretario di Stato per la salute, Davide Faraone, ha assicurato che il Ministero continuerà a seguire con particolare attenzione l’evolversi della vicenda, valutando l’opportunità di adottare tutti gli strumenti necessari al fine di garantire ai pazienti affetti da fibrosi cistica la necessaria continuità terapeutica e, al contempo, la giusta serenità psicologica per affrontare la patologia. Il Ministero ha precisato inoltre che, stando alle informazioni rese da AIFA, la Mylan, Società titolare di autorizzazione di immissione in commercio del farmaco in questione, si è impegnata ad adottare tutte le misure necessarie per la definizione del problema entro il corrente mese di settembre. L’ AIFA avrà comunque modo di affrontare insieme alla Lega Italiana Fibrosi Cistica - LIFC, nel corso di un apposito incontro fissato per il 22 di settembre, le ragioni delle recenti criticità, oltre che la definizione condivisa di ogni altra ulteriore iniziativa ritenuta opportuna.

Un’ azione necessaria - afferma Gianna Puppo Fornaro, Presidente LIFC - “poiché il Creon è un farmaco che non ha equivalenti ed è indispensabile per la vita dei pazienti, in quanto svolge le funzioni degli enzimi pancreatici, che nelle persone malate di fibrosi cistica sono estremamente nulle o ridotte”. Infatti, il Creon viene assunto dai pazienti ad ogni pasto e, naturalmente, non può non essere somministrato per un periodo anche limitato.

Dopo una crisi culminata proprio nel periodo estivo, il dosaggio 10.000 è ora in via di reperimento, resta tuttavia un’allarmante difficoltà per il dosaggio 25.000, anche se vengono rinnovate le rassicurazioni dalla casa farmaceutica Mylan. L’Associazione dei pazienti garantisce che proseguirà l’azione di monitoraggio costante della situazione e il pressante intervento sulla casa farmaceutica e le istituzioni, laddove dovessero pervenire ulteriori segnalazioni di carenza del farmaco. Il testo completo dell’interpellanza è consultabile anche on line nella sezione “Lavori” della Camera Dei Deputati.

 

 

 

 

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CARENZA FARMACI IN FIBROSI CISTICA, IL CASO APPRCARENZA FARMACI IN FIBROSI CISTICA, IL CASO APPRODA IN PARLAMENTO ODA IN PARLAMENTO Thu, 21 Sep 2017 11:50:54 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452997.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452997.html Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus Roma, 20 settembre 2017 - Dopo quasi un anno di difficoltà nella distribuzione del farmaco Creon® nelle formulazioni 10.000 e 25.000, il caso approda in Parlamento con un’interpellanza al Ministro della Salute a firma degli On.li Binetti e Pisicchio.

In risposta, il Sottosegretario di Stato per la salute, Davide Faraone, ha assicurato che il Ministero continuerà a seguire con particolare attenzione l’evolversi della vicenda, valutando l’opportunità di adottare tutti gli strumenti necessari al fine di garantire ai pazienti affetti da fibrosi cistica la necessaria continuità terapeutica e, al contempo, la giusta serenità psicologica per affrontare la patologia. Il Ministero ha precisato inoltre che, stando alle informazioni rese da AIFA, la Mylan, Società titolare di autorizzazione di immissione in commercio del farmaco in questione, si è impegnata ad adottare tutte le misure necessarie per la definizione del problema entro il corrente mese di settembre. L’ AIFA avrà comunque modo di affrontare insieme alla Lega Italiana Fibrosi Cistica - LIFC, nel corso di un apposito incontro fissato per il 22 di settembre, le ragioni delle recenti criticità, oltre che la definizione condivisa di ogni altra ulteriore iniziativa ritenuta opportuna.

Un’ azione necessaria - afferma Gianna Puppo Fornaro, Presidente LIFC - “poiché il Creon è un farmaco che non ha equivalenti ed è indispensabile per la vita dei pazienti, in quanto svolge le funzioni degli enzimi pancreatici, che nelle persone malate di fibrosi cistica sono estremamente nulle o ridotte”. Infatti, il Creon viene assunto dai pazienti ad ogni pasto e, naturalmente, non può non essere somministrato per un periodo anche limitato.

Dopo una crisi culminata proprio nel periodo estivo, il dosaggio 10.000 è ora in via di reperimento, resta tuttavia un’allarmante difficoltà per il dosaggio 25.000, anche se vengono rinnovate le rassicurazioni dalla casa farmaceutica Mylan. L’Associazione dei pazienti garantisce che proseguirà l’azione di monitoraggio costante della situazione e il pressante intervento sulla casa farmaceutica e le istituzioni, laddove dovessero pervenire ulteriori segnalazioni di carenza del farmaco. Il testo completo dell’interpellanza è consultabile anche on line nella sezione “Lavori” della Camera Dei Deputati.

 

 

 

 

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CRIMINALITA’ E PSICHIATRIA - UNA STRANA COPPIA Fri, 15 Sep 2017 21:28:55 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452096.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452096.html CCDU Onlus CCDU Onlus



 

Gli psichiatri hanno la sfera di cristallo?

 

L’omicidio della ragazza di Lecce ha riportato prepotentemente alla ribalta il tema dei delitti commessi da cosiddetti squilibrati mentali. Il ragazzo che si è autodenunciato aveva subito recentemente tre TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e la mamma della vittima lo aveva ripetutamente denunciato per comportamento violento. Qualcuno si chiede perché il ragazzo non sia stato fermato prima.

 

Nel film “Minority Report” si descrive un futuro in cui è possibile prevedere i reati e arrestare il (non ancora) colpevole prima del fatto; ma siamo davvero in grado di prevedere il comportamento umano, ed è lecito privare qualcuno della libertà personale in base a una diagnosi psichiatrica? Certo, il ragazzo aveva un carattere violento, e questo lo poteva capire chiunque (senza bisogno di una specializzazione in psichiatria) ma la domanda è un’altra.

 

Molti uomini, per esempio, guardano una bella ragazza per strada; magari si soffermano sulle sue gambe o altri particolari, ma di solito non la molestano e non le usano violenza. Gli psichiatri possono prevedere con certezza se e quando scatterà la molla? L’accento è sul sostantivo “certezza”: la libertà personale è il più importante dei diritti umani, e non può essere sospesa con un semplice sospetto.

 

In verità, come confermato dal celebre esperimento di Rosenhan, gli psichiatri non sanno decifrare il comportamento umano più di quanto non possa fare chiunque; tantomeno prevederlo. Le loro diagnosi non si basano su esami oggettivi (sangue, urine, TAC ecc.) e sono intrinsecamente caratterizzate da ampi margini di discrezionalità e arbitrarietà. Se questo è vero nella pratica clinica, lo è ancor di più in campo forense: nei tribunali, quando si tratta di comprendere il comportamento criminale, il perito dell’accusa e quello della difesa, chiamati a pronunciarsi sulla capacità d’intendere e di volere dell’imputato, giungono sempre a conclusioni diametralmente opposte.

 

Cure psichiatriche

 

Se lo psichiatra non può comprendere e prevedere il comportamento umano può almeno curarlo? L’episodio di Lecce ci offre uno spunto. Il ragazzo era stato sottoposto di recente a tre Trattamenti Sanitari Obbligatori, e qui l’accento è sulla parola “trattamento”. Se tre trattamenti successivi a distanza ravvicinata non risolvono il problema, sembrerebbe lecito dedurre che no, le cure psichiatriche non curino un granché.

 

Primum non nocere

 

Se le diagnosi psichiatriche sono opinabili e i trattamenti spesso non funzionano, ci domandiamo se le cure psichiatriche soddisfino almeno il primo criterio stabilito dal padre della medicina. La domanda non è retorica, e la risposta è sorprendente: anche soprassedendo sulle terapie più truculente (lobotomia, elettroshock ecc.) non si può fare a meno di notare l’imbarazzante legame tra l’uso di certi farmaci psichiatrici e il comportamento violento, suicida e omicida - legame ampiamente documentato dalla letteratura scientifica, e confermato da agenzie governative di farmacovigilanza in tutto il mondo.

 

Molti casi di cronaca nera, le cosiddette stragi della follia, sono state commesse da persone in cura con farmaci antidepressivi, antipsicotici, psicostimolanti o una qualche loro combinazione. Ci chiediamo dunque a quali “cure” sia stato sottoposto il fidanzato di Noemi e quali farmaci avesse in corpo il giorno in cui, secondo la sua stessa autodenuncia, commise il delitto. Il nostro appello è indirizzato ai parlamentari: cerchiamo un deputato o un senatore desideroso di presentare un’interrogazione al governo.

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

www.ccdu.org

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Cassazione: l’intrusione di uno psicologo a scuola è violenza privata Fri, 15 Sep 2017 16:43:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452022.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/452022.html CCDU Onlus CCDU Onlus

Cassazione: l’intrusione di uno psicologo a scuola è violenza privata

Lo psicologo a scuola senza consenso è “violenza privata”. CCDU: soddisfazione per il pronunciamento dell’Ordine degli Psicologi; ora va cancellata la limitazione della genitorialità introdotta dalla legge 170

 

Roma. La Corte di Cassazione (Sez. 5, n. 40291/17) ha recentemente riaffermato il rispetto della responsabilità genitoriale, attestando che uno psicologo a scuola senza il consenso dei genitori è una “violenza privata”. La sentenza ha riscosso l‘entusiasta approvazione di parecchi cittadini, professionisti della scuola, associazioni a tutela dei minori e genitori. Lo stesso Ordine degli Psicologi, ripetendo ciò che il CCDU ha sempre sostenuto, ha commentato in una nota: “La Corte di Cassazione ha ribadito quanto è già previsto nelle procedure professionali degli psicologi, i quali operano sempre nei contesti minorili col consenso dei genitori e nell'esclusivo interesse del minore.”

 

La Prof.ssa Vincenza Palmieri, fondatrice dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, che da anni ribadisce la necessità di un intervento sulla didattica, e condanna con forza l’approccio medicalizzato che ha investito la scuola a seguito della L. 170 sui DSA (i cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento - dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia), si è occupata personalmente di interventi concreti in favore di bambini e famiglie vittime di abusi diagnostici e, nel corso di una Conferenza Stampa congiunta con la Senatrice Enza Blundo sul tema «DSA e abuso diagnostico a Scuola �“ Gli interventi istituzionali verso il cambiamento annunciato», aveva riaffermato l’urgenza di una riforma.

 

Secondo la Prof.ssa Palmieri la sentenza della Cassazione rappresenta: “Un risultato che afferma un punto di vista irrinunciabile: il rispetto della Genitorialità, della Scuola deputata a istruire e formare e non a fare test «predittivi» del disturbo che «sarà», della dignità delle Professioni. La Legge 170 sui DSA deroga su questo e nelle sue linee guida introduce anche screening e valutazioni, dando origini ad equivoci interpretativi. La Cassazione, con questo, fuga i dubbi: interesse del minore e consenso dei genitori! Ripensiamo alla Didattica, ai ragazzi, alle famiglie e ai bravi docenti di cui è piena la nostra Scuola.”

 

“Vediamo tutti i giorni i danni causati sui bambini dalla legge 170, soprattutto per quanto concerne il diritto all’apprendimento �“ dichiara Antonella Marzaroli, ex insegnante elementare, Responsabile Nazionale contro la Medicalizzazione della scuola del CCDU Onlus. “La sentenza della Cassazione rafforza quanto noi sosteniamo da anni: le linee guida sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) stanno trasformando gli insegnanti da esperti della didattica in una sorta di psicologi clinici che osservano i bambini per individuare i sintomi di questi disturbi inseriti nel Manuale Diagnostico Statistico - il testo sacro della psichiatria. Questa sentenza rafforza i nostri dubbi di legittimità su alcuni aspetti della legge 170 già criticati da più parti in relazione al rischio di medicalizzazione della scuola. Secondo la Cassazione, infatti, la mancanza dell’esplicito consenso da parte di chi è legittimato a prestarlo «integra certamente una compressione della libertà di autodeterminazione del soggetto passivo».”

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus

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BOLOGNA, IL FAMILY DAY SCHEDA LE SCUOLE. ARCIGAY: "OPERAZIONE SQUADRISTA, LORO GIA' A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE" Fri, 15 Sep 2017 14:15:59 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451988.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451988.html Arcigay Arcigay
BOLOGNA, IL FAMILY DAY SCHEDA LE SCUOLE. ARCIGAY: "OPERAZIONE SQUADRISTA, LORO GIA' A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE"
Bologna, 15 settembre 2017 - "Abbiamo letto con profondo sconcerto dell'operazione di schedatura delle scuole messa in atto dal comitato "Difendiamo i nostri figli" a Bologna": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue. "Un'operazione squadrista, portata avanti con la benedizione di Forza Italia, che evidentemente vede  nei progetti di  contrasto alla violenza di genere un ostacolo alla realizzazione del modello berlusconiano e dei suoi harem. Ma soprattutto sull'operazione portata avanti a Bologna, e che vuole essere un'azione intimidatoria gravissima nei confronti delle famiglie, del corpo docente e degli studenti e delle studentesse che frequentano quegli istituti, occorre fornire un'informazione fondamentale, che riguarda proprio il comitato "Difendiamo i nostri figli": come è già stato sottolineato da alcuni cronisti, nel fare l'ignobile schedatura il comitato ha fatto riferimento a fake news ampiamente smentite dai mass media, create ad hoc per sostenere le tesi di chi si scaglia contro l'educazione di genere. La pratica della mistificazione e la noncuranza dell'altrui dignità sono ricorrenti per questo comitato: occorre allora ricordare che il portavoce nazionale del comitato "Difendiamo i nostri figli" , Massimo Gandolfini, è imputato in un processo penale proprio per aver diffamato la nostra associazione.Siamo fermamente convinti che l'operazione del comitato "Difendiamo i nostri figli" oltrepassi abbondantemente i confini di un dibattito politico e trasgredisca non solo le leggi ma anche l'impianto costituzionale della nostra Repubblica. Pertanto è nelle aule di tribunali che questi signori vanno portati, uno a uno, per rispondere della gravità di quanto fanno e per difendere le scuole dal vero pericolo, cioè le loro intimidazioni. A questo scopo Arcigay ha lanciato la campagna #maqualegender alla quale corrisponde un fondo per le spese legali delle denunce contro le  bugie e le diffamazioni del comitato: chiunque può contribuire al fondo donando sul sito www.maqualegender.it", conclude Piazzoni.


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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (338.1350946)


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I VOLLEY YOU_ SPORT E SOLIDARIETA CON CISOLLA_ BRESCIA 7 OTT 17 Wed, 13 Sep 2017 10:25:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451427.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451427.html CCM Comitato Collaborazione Medica CCM Comitato Collaborazione Medica

COMUNICATO STAMPA

COMITATO COLLABORAZIONE MEDICA – CCM

 

Brescia, Pala San Filippo, sabato 7 ottobre 2017

I Volley You, l’anima dello sport è la solidarietà

Partita del cuore a sostegno della campagna Sorrisi di madri africane

 

13/09/2017

Comunicato stampa

 

Il Comitato Collaborazione Medica ­­– CCM, ong e onlus che opera per il diritto alla salute  organizza per sabato 7 ottobre a Brescia una giornata di sport e solidarietà. L’appuntamento, con il Patrocinio del Comune di Brescia, è presso il Pala San Filippo alle ore 19 con la sfida sportiva, che si concluderà con un aperitivo solidale.

La formula è quella della Partita del Cuore: campioni della pallavolo e personaggi dello spettacolo si affronteranno sul campo da volley per sostenere il CCM e il suo impegno per formare medici e infermieri e curare le popolazioni più povere in Africa e in Italia.

Un'idea nata dall'iniziativa di Alberto Cisolla. L'ex schiacciatore azzurro sta convogliando attorno a questo evento numerose star. La lista dei convocati verrà resa nota nei prossimi giorni, ma in queste ore stanno aderendo nomi di grande rilevanza nel panorama nazionale ed internazionale uniti per raggiungere il traguardo di garantire cure, assistenza e vaccinazioni anche alle mamme e ai bambini dei paesi più poveri dell’Africa.

La Partita del Cuore di sabato 7 ottobre è parte di un progetto più ampio che prende il nome  di IVolleYou, una serie di iniziative sportive promosse dal Comitato Collaborazione Medica -CCM per sostenere la sua campagna Sorrisi di madri africane, dedicata alla salute di mamme e bambini dell’Africa Sub-sahariana.

Sorrisi di madri africane è la campagna con cui il CCM dal 2011 ha intensificato il suo impegno per la salute di mamme e bambini, puntando in particolare sulla formazione del personale sanitario locale. Il 2015 è stato l’anno di un primo bilancio: 127.181 donne assistite durante la gravidanza e il parto, 610.758 bambini curati e vaccinati, 1.902 operatori sanitari formati. L’impegno prosegue con nuovi e ancora più sfidanti obiettivi al 2020: formare 2.700 operatori sanitari, assistere 170.000 donne durante la gravidanza e il parto e vaccinare e curare 780.000 bambini. Nell’anno 2016 gli operatori formati sono stati 1.044, le donne assistite durante la gravidanza e il parto circa 36.400, circa 210.100 i bambini curati e vaccinati.

L’appuntamento è per sabato 7 ottobre alle ore 19 presso il Pala San Filippo – via Bazoli 6, Brescia. Ingresso a offerta libera, apericena solidale su prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni:   cell. 327 8679 530,  ccm@ccm-italia.org

IN ALLEGATO COMUNICATO STAMPA E LOCANDINA

 

Silvia Trentini

Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa

 

Comitato Collaborazione Medica CCM

Via Ciriè 32/e – 10152 Torino

www.ccm-italia.org

F   +39 011 6602793

M +39 347 3112799

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Lettera al Direttore. Se questa è antimafia.di Antonio Giangrande* Tue, 12 Sep 2017 18:36:39 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451358.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/451358.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Lettera al Direttore. Se questa è antimafia…di Antonio Giangrande*

In Italia, con l’accusa di mafiosità, si permette l’espropriazione proletaria di Stato e la speculazione del Sistema su beni di persone che mafiose non lo sono. Persone che non sono mafiose, né sono responsabili di alcun reato, eppure sottoposte alla confisca dei beni ed alla distruzione delle loro aziende, con perdita di posti di lavoro. Azione preventiva ad ogni giudizio. Alla faccia della presunzione d’innocenza di stampo costituzionale.

Interventi di antimafiosità incentrati su un ristretto ambito territoriale o di provenienza territoriale.

Questa antimafia, per mantenere il sistema, impone la delazione e la calunnia ai sodalizi antiracket ed antiusura iscritti presso le Prefetture provinciali. Per continuare a definirsi tali, ogni anno, le associazioni locali sono sottoposti a verifica. L’iscrizione all’elenco è condizionata al numero di procedimenti penali e costituzioni di parti civili attivate.

L’esortazione a denunciare, anche il nulla, se possibile. Più denunce per tutti…quindi. Chi non denuncia, anche il nulla, è complice od è omertoso.

Ma cosa sarebbe codesta antimafia, che tutto gli è concesso, se non ci fosse lo spauracchio mediatico della mafia di loro invenzione?

E, poi, chi ha dato la patente di antimafiosità a certi politicanti di sinistra che incitano le masse…e chi ha dato l’investitura di antimafiosità a certi rappresentanti dell’associazionismo catto-comunista che speculano sui beni…e chi ha dato l’abilitazione ad essere portavoci dell’antimafiosità a certi scribacchini di sinistra che sobillano la società civile?

E perché questa antimafiosità ha immenso spazio su tv di Stato e giornali sostenuti dallo Stato per fomentare questa deriva culturale contro la nostra Nazione o parte di essa. Discrasia innescata da gruppi editoriali che influenzano l’informazione in Italia?

Fintanto che le vittime dell’antimafia useranno o subiranno il linguaggio dei loro carnefici, continueremo ad alimentare i cosiddetti antimafiosi che lucreranno sulla pelle degli avversari politici.

Se la legalità è l’atteggiamento ed il comportamento conforme alla legge, perché l’omologazione alla legalità non è uguale per tutti,…uguale anche per gli antimafiosi?

La legge va sempre rispettata, ma il legislatore deve conformarsi a principi internazionali condivisi di più alto spessore che non siano i propri interessi politici locali prettamente partigiani.

Va denunciato il fatto che l’antimafiosità è solo lotta politica e di propaganda e la mafia dell’antimafia è più pericolosa di ogni altra consorteria criminale, perchè: calunnia, diffama, espropria e distrugge in modo arbitrario ed impunito per sola sete di potere.

La mafia esiste ed è solo quella degli antimafiosi, o delle caste o delle lobbies o delle massonerie deviate. E se per gli antimafiosi, invece, tutto quel che succede è mafia…

Allora niente è mafia.

E se niente è mafia, alla fine gli stranieri considereranno gli italiani tutti mafiosi.

Invece mafioso è ogni atteggiamento e comportamento, da chiunque adottato, di sopraffazione e dall’omertà, anche istituzionale, che ne deriva.

Non denunciare ciò rende complici e di questo passo gli sciasciani non avranno mai visibilità se rimarranno da soli ed inascoltati.

*Antonio Giangrande ha scritto dei saggi sulla Mafia. (Mafiopoli; La Mafia dell’Antimafia; Castopoli; Massoneriopoli; Impunitopoli.)

 

A cura del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS. 099.9708396 – 328.9163996

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I meeting Nazionale Miopatia GNE Sun, 10 Sep 2017 21:34:43 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/450820.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/450820.html Gli Equilibristi HIBM Gli Equilibristi HIBM

Catania – Il Regno delle due Sicilie rivela di essere all’avanguardia per l’attenzione rivolta alla promozione della conoscenza delle patologie neuromuscolari rare.

Dall’impegno profuso dal Centro di Coordinamento delle malattie rare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, vero e proprio punto di riferimento per tutti i pazienti del Sud Italia, al primo meeting nazionale per pazienti affetti da Miopatia GNE organizzato dall’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus presieduta da Valeria Pace, con il patrocinio morale dell’Università di Messina, del Centro Clinico NEMO di Messina, di Telethon e della Neuromuscolar Disease Foundation di Los Angeles.

Un’associazione che ha il merito di aver saputo mettere in contatto i pazienti italiani, facendoli sentire meno soli e “isolati”, creando un ponte che li collega alle news provenienti dalle realtà terapeutiche e farmaceutiche d’oltreoceano.

Sabato 16 settembre (ore 9.30-18.00), per fare il punto della situazione, arriverà dunque, il primo meeting nazionale, ospitato a Catania, dall’hotel Nettuno, situato in viale Lauria, 121.

“Si tratta di uno strumento – spiega Valeria Pace presidente dell’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus, che ha da poco ricevuto il riconoscimento di Patient Advocate da parte della Neuromuscolar Disease Foundation – per far capire che la ricerca non è ferma e per far ‘sentire’ i pazienti meno soli”.

A sottrare terreno ai malati affetti da malattie degenerative, infatti, non è solo la malattia rara, di cui per definizione si conosce poco e per la quale troppo spesso non esiste una cura, ma anche e soprattutto il senso di solitudine ed isolamento, che crea una sensazione di vuoto e di sospensione perenne nella propria quotidianità, tali da farli sentire “malati, e quindi esseri umani, invisibili”.

In particolare La miopatia di GNE, precedentemente conosciuta come miopatia ereditaria a corpi inclusi, è un disturbo genetico raro (autosomico recessivo) che provoca atrofia e debolezza progressive del muscolo scheletrico, derivante da mutazioni nel gene GNE, responsabile di un passo nella produzione di uno zucchero chiamato acido sialico. I sintomi della malattia si verificano di solito tra i 20 ei 40 anni ed essa compromette lentamente gli arti inferiori e successivamente gli arti superiori. Ipazienti in genere sono relegati in sedia a rotelle uno o due decenni più tardi e infine alcuni pazienti hanno bisogno di assistenza anche per attività di vita quotidiana. (Per maggiori informazioni sulla patologia: http://www.ndf-hibm.org/index.php)

 

 

“Questo meeting di pazienti – dice Pace - è da considerare una sorta di progetto pilota, cui aspiriamo a dare continuità, facendolo diventare un appuntamento fisso, implementandolo nel tempo. Quindi qualunque cosa emergerà sarà per noi veicolo di importanti informazioni per farci capire meglio la direzione verso la quale andare e foriero di crescita per gli anni successivi”.

Un momento nevralgico, dunque, di confronto e dibattito, dove condividere le proprie esperienze ed essere informati sulle novità ed i progressi della ricerca scientifica, medica e farmaceutica a livello mondiale. Notizie in grado di “dare speranza” e di creare un sottile ma tenace filo rosso tra i pazienti.

É importante che ogni persona affetta da una patologia senza cura – continua Pace -  non si lasci trasportare da quello che non si sa e ritrovi il gusto ed il coraggio di essere curiosa, a costo di indisporre gli addetti ai lavori. Essere curiosi per suggerire domande a cui bisogna trovare risposte o esserlo per trovare risposte a domande che non sembrano essere state ascoltate”.

Nella consapevolezza dell’eterogeneità delle condizioni possibili, dato che in ogni paziente la mutazione del gene (le cui cause risultano tuttora ignote), e quindi la malattia, progredisce ed evolve in maniera diversa, sembrerebbe fondamentale che ogni individuo possa instaurare un processo di rispecchiamento negli altri e di mutuo riconoscimento, per condividere la propria battaglia, riconoscere le similitudini e discernere, al contempo, quelle differenze che gli restituiscano il senso della propria imprescindibile unicità.

 

 

IL PROGRAMMA

La mattina (9.30-13.00) è previsto un confronto tra e con gli esperti.

Interverranno: Dott. C. Rodolico del Policlinico “G. Martino” di Messina; Dott. A. Behin del Centro di riferimento per patologie neuromuscolari Paris Est; Dott.ssa G. Avellina della Casa di cura riabilitativa Villa Sofia di Acireale; Dott.ssa L. Bucalo della Fondazione “Aurora” Onlus, Centro Clinico Nemo di Messina.

Sarà dato spazio, secondo quanto sottolinea la presidente dell’associazione, anche al tema della fisioterapia dato che è l’unica “terapia” che i pazienti hanno a disposizione per migliorare il loro stato fisico, non essendovi una cura.

Nel pomeriggio (15.00-17.00) sono previsti due distinti gruppi di discussione: uno dedicato al confronto ed allo scambio di esperienze tra i pazienti. L’altro destinato ai familiari ed ai caregivers.

“Attraverso il confronto e lo scambio di esperienze – evidenzia Pace -  i pazienti ed i caregivers smettono di sentirsi soli ed assumono consapevolezza di poter esprimere le proprie emozioni, le sensazioni, ad alta voce. Nella sicurezza che il proprio interlocutore possa capirli. Infatti, uno dei crucci dei caregivers, soprattutto dei familiari, è il pensiero di non fare mai abbastanza, nonostante spesso sacrifichino molta parte della loro vita per assistere il proprio caro. Questo momento di scambio, dunque, sarà uno step per permettere loro di elaborare anche questi sentimenti attraverso un confronto costruttivo”.

Sono previsti due gruppi distinti, secondo le parole degli organizzatori, per permettere ad ognuno di esprimere liberamente il proprio stato d’animo e di elaborare, metabolizzare e far proprie determinate emozioni, senza che si possano instaurare sensi di colpa e dinamiche conflittuali.

 

“Nella mia esperienza – ribadisce la presidente dell’associazione organizzatrice – ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche quando si parla con qualcuno che sta male come te, che ha vissuto o vivrà ciò che tu hai vissuto, stai vivendo o vivrai, perché purtroppo rappresentiamo tutti il passato o il futuro di qualcun altro”.

 

 

 

Ufficio Stampa Dott.ssa Tania Sabatino

E-mail taniasabatino@gmail.com

Mobile phone: 3205741842

 

Per maggiori info sulle attività associative: Associazione Gli Equilibristi HIBM – ONLUS, V. Sottotenente Scalia 19, S. G. La punta (CT)

Website: www.gliequilibristi-hibm.org

E-mail: gliequilibristi.hibm@gmail.com

Per conoscere le attività di Telethon dedicate all’universo della ricerca sulle malattie rare: http://www.telethon.it/

Per conoscere le attività del Centro Nemo: www.centrocliniconemosud.it

Per saperne di più sulle attività di Orphanet Italia e dell’Osservatorio sulle malattie rare:

http://www.orphanet-italia.it/national/IT-IT/index/homepage/

https://www.osservatoriomalattierare.it/

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LE DROGHE UCCIDONO Thu, 07 Sep 2017 14:01:27 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/450136.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/450136.html Alessandro Alessandro Il gruppo del Dico no alla droga di Ferrara continua con la distribuzione di opuscoli informativi dal titolo “La verità sulle droghe”. I volontari, vogliono informare correttamente i giovani sul pericolo che corrono usando droghe. L’opuscolo che sta venendo distribuito inizia parlando della cultura della droga, per poi passare a “Perché le persone fanno uso di droga?” e poi “Come funzionano le droghe?” e per finire con “Le droghe influiscono sulla mente”. Sempre nell’opuscolo ci sono delle informazioni essenziali sulle droghe di uso comune. Le droghe che vengono menzionate sono: alcol, cannabis, marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, crack, ritalin, crystal meth e metanfetamine, eroina, LSD e infine l’ossicodone. Per ognuna di queste droghe vengono menzionati i soprannomi comuni e gli effetti a breve e lungo termine. L’intento dei volontari e’ quello di sensibilizzare i giovani sulle droghe, creando una vera e propria cultura di prevenzione, basata sull’informazione e non sulla punizione. Oggigiorno le droghe dilagano e sempre piu’ giovani ne fanno uso, senza conoscere gli effetti devastanti in cui incorrono, ecco che allora una corretta informazione sul soggetto mette la persona nelle condizioni di valutare se fare il primo passo o meno. I volontari credono fermamente che l’uso/abuso di droghe nella nostra società è frutto della disinformazione di una cultura che ti dice “le hanno usate tutti…”, ed eccoci qui a occuparci di problemi ben piu’ gravi dovuti alle crisi di astinenza e a centri per la disintossicazione. I volontari del gruppo del Dico no alla droga si rifanno al motto del filosofo e umanitario Ron Hubbard che dice: "Le droghe privano la vita dalle gioie e dalle sensazioni, che sono comunque l'unica ragione di vivere".Un grazie di cuore va alla Chiesa di Scientology di Verona che e' sempre attenta a supportare il gruppo.

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Bambini affidati ai nonni, in “attesa di giudizio” Tue, 05 Sep 2017 23:15:18 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/449660.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/449660.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Bambini affidati ai nonni, in “attesa di giudizio”
Importante sentenza del Tribunale per i Minorenni di Roma che consolida il Principio di Presunzione di Innocenza. Nel vero interesse dei Minori, i bambini tornano a casa prima della Consulenza Tecnica.

Roma. Oggi, finalmente, due bambini sono tornati tra le braccia dei nonni e dei genitori, ponendo fine a un periodo di allontanamento durato circa otto mesi. Il Tribunale per i Minorenni di Roma, infatti, ha disposto «l’affidamento di un Minore alla nonna materna, presso la quale il bambino dovrà essere collocato […] e l’affidamento [di due] minori ai nonni paterni, presso i quali le bambine rimarranno collocate, e incarica il Servizio sociale di vigilare sull’andamento dell’affidamento». I bambini potranno stare in famiglia durante la Consulenza Tecnica che determinerà il loro futuro, evitando la sofferenza dell’allontanamento.

Questa complessa vicenda era iniziata lo scorso anno. La mamma presentava una fragilità di natura psichica ma i bambini erano sereni. Il più grande, figlio di un altro papà, viveva con la nonna materna, mentre la neonata abitava con mamma e papà presso i nonni paterni che le garantivano un ambiente tranquillo. Ancora non erano a conoscenza di un’altra bambina in arrivo. A seguito di una crisi della mamma e di un litigio in cui il papà le aveva dato uno schiaffo, i Servizi Sociali avevano attivato la procedura inquisitoria che affligge parte della giustizia minorile, istituzionalizzando mamma e bambina, separandole da papà e nonni. La famiglia aveva deciso allora di rivolgersi al CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Dopo uno studio approfondito della documentazione, il CCDU ha consigliato loro di rivolgersi ad un consulente. La famiglia ha scelto di affidarsi alla Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente e fondatore dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e Consulente Tecnico, e all’Avv. Francesco Morcavallo, già Magistrato in ambito Minorile e del Lavoro.

Questi professionisti, creando una sinergia tra la famiglia e i Servizi Sociali, sono riusciti a ottenere la sentenza odierna e i bambini sono tornati finalmente in famiglia!

“Questo è un nuovo caso in cui l’intervento istituzionale collima con il supremo interesse del Minore” �“ dichiara la prof.ssa Vincenza Palmieri �“ “Ed è un evento straordinario che dovrebbe invece rappresentare la normalità. A volte i bambini diventano maggiorenni nell’attesa che si trovi, opinabilmente, la migliore soluzione per loro, mentre varie consulenze tecniche si avvicendano. E quando, poi, la maggiore età è arrivata (in una condizione di deprivazione spirituale, culturale e sociale), senza un intervento pedagogico-familiare, non solo la situazione non è cambiata �“ perché il ragazzo torna in quella famiglia �“ ma è, anzi, peggiorata, perché si è privato un piccolo essere umano del suo valore più grande, quello dell’appartenenza. In questo caso, mentre si sviluppa e si articola la valutazione tecnica, rappresenta un valore il fatto che gli stessi Tecnici possano agire con una maggiore serenità, in quanto, comunque, non è presente la corsa contro il tempo per strappare i bambini dall’allontanamento forzato, con la consapevolezza che, un giorno in più, lontani dalla loro famiglia, possa avere esiti drammatici.”
“I piccoli, in queste ore, sono invece accuditi amorevolmente dai nonni e dagli altri familiari. Così si salvaguarda il Minore, la Famiglia, l’Istituzione e la Scienza, augurandoci ovviamente che, al termine del percorso, non si possa che riaffermare la collocazione dei bambini all’interno della famiglia stessa”,
conclude la Prof.ssa Palmieri.

“Con tutte le cautele determinate dal carattere provvisorio dei provvedimenti fino ad ora adottati” �“ commenta l'Avv. Morcavallo �“ “confido che la vicenda possa segnare un nuovo passo verso l'affermazione di un principio fondamentale: il compito delle istituzioni minorili, amministrative e giudiziarie, è quello di sostenere le famiglie senza disgregarle; ciò normalmente è possibile senza pericolo per i bambini, salvi casi particolari e marginali. Tanto più che il vero rischio per il fanciullo deriva dalla perdita o dall'affievolimento degli affetti familiari, che finisce per annullarne la personalità e sottoporlo, suo malgrado, ad esperienze di deprivazione, depressione e scoramento, spesso con esito, al raggiungimento dell'adolescenza, nell'autolesionismo e in tentativi di suicidio.”

“Purtroppo succede che le famiglie e i rappresentanti della giustizia minorile parlino un linguaggio diverso” �“ sostiene Paolo Roat, Responsabile Nazionale Tutela Minori del CCDU. �“ “A volte si rifanno a prassi tipiche di una certa psichiatria istituzionale. Una sorta di presunzione di colpevolezza: ‘sei pazzo e sta a te dimostrare la tua innocenza’. Questo a volte affligge anche la giustizia minorile: ‘sei un genitore inadeguato e sta a te dimostrare il contrario.’ Chi ne fa le spese sono i bambini istituzionalizzati o strappati ai genitori senza un’istruttoria adeguata e approfondita. Una soluzione, come in questo caso, è quella di introdurre una sorta di ‘traduttore sociale e familiare’ che riesca a far interagire due mondi che parlano una lingua differente”.

La presenza di questo “traduttore” potrebbe evitare molti traumi e sofferenze ai bambini e alle famiglie, come ci scrive la nonna in questa sua commovente lettera:

“Buongiorno, voglio condividere con voi questo momento di felicità. Ringrazio questo Comitato, voi persone volontarie che mi avete aiutato, mi avete dato gli strumenti giusti al momento giusto. In tutti questi mesi, 8 infiniti mesi di lontananza dalla mia nipotina, vissuta per i suoi primi 7 mesi con me, non ho fatto altro che trovare qualunque mezzo per poterla riportare a casa. La disperazione di mio figlio, suo padre, il dolore lacerante di tutti noi sono state il mezzo che ha alimentato ogni passo, ogni richiesta, ogni scelta che potesse permettermi di riportare la bambina tra noi. Oggi è accaduto, il Decreto affida a me la piccola. Le vostre indicazioni di affidarmi ad ottimi professionisti: l'avv. Francesco Morcavallo e la prof.ssa Vincenza Palmieri sono state decisive. […] Io vi ringrazio ancora, siete stati utili al nostro caso, sicuramente lo siete stati in passato anche per altri e lo sarete per il futuro. Complimenti avete tutta la mia più sincera stima. Una nonna.”
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
 
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✉ Tight, toned and strong - but still feminine Wed, 23 Aug 2017 20:22:09 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/446732.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/446732.html Lu.Ca. Lu.Ca. Hey!

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ONDA PRIDE, DOMANI L'ULTIMA PARATA A GALLIPOLI. ARCIGAY: "IL NOSTRO ORGOGLIO CONTRO CHI ANCORA CI RESPINGE" Fri, 18 Aug 2017 14:38:31 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/445753.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/445753.html Arcigay Arcigay ONDA PRIDE, DOMANI L'ULTIMA PARATA A GALLIPOLI. ARCIGAY: "IL NOSTRO ORGOGLIO CONTRO CHI ANCORA CI RESPINGE"
Bologna, 18 agosto 2017 - Con il Salento Pride di domani, sabato 19 agosto, a Gallipoli (Le) si chiude la stagione dell'Onda Pride, la grande manifestazione organizzata da Arcigay e dalla rete di associazioni del movimento lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali) partita lo scorso 27 maggio da Arezzo e che nell'arco di quasi 90 giorni ha visto sfilare ben 24 Pride in altrettante città italiane, raccogliendo complessivamente  oltre un milione di manifestanti. Domani, quindi, il ventiquattresimo corteo: l'appuntamento con  il Salento Pride è fissato a Gallipoli per le 16.30 in piazza Giovanni XXIII angolo via Kennedy, nei pressi del Led Cafè. La manifestazione  proseguirà poi per via del Mare e  Lungomare Galilei, terminando al Lido Pôr do Sol con una festa in spiaggia. La sera, al Village Picador, si terrà il party ufficiale. "Ha un significato particolare per noi chiudere l'Onda Pride in Salento", dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "Innanzitutto è evidente come da alcuni anni le spiagge della Puglia siano state scelte dai turisti lgbti, che hanno trovato in questi luoghi una serie di ingredienti congeniali, tra cui sicuramente l'accoglienza. Dall'altro lato, però, proprio il Salento nelle ultime settimane è stato scenario di alcuni episodi di omofobia, che proprio sul tema dell'accoglienza riversano alcuni dubbi. Gli appartamenti "no gender", le insegne canzonatorie e le coppie gay cacciate dallo stabilimento balneare sono storie che tracciano tutte assieme un ritratto con molte ombre. Ed è proprio per dissipare queste ombre che ribadiamo l'appuntamento con il Salento Pride: un'occasione di rivendicazione, che dà forza e sicurezza alle  persone lgbti che in tanti contesti, ancora oggi, si sentono cacciate. Ma anche l'opportunità per chi non conosce di lasciarsi coinvolgere, di riconoscere la bellezza della diversità e di scoprire ciascuno la propria", conclude Piazzoni.  Tutte le info sul sito www.ondapride.it

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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Bambino riferisce maltrattamenti dagli operatori: denunciati Fri, 18 Aug 2017 12:30:38 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/445710.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/445710.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Bambino riferisce maltrattamenti dagli operatori: denunciati
Anche la ASL scrive che il bambino soffre, ma i giudici prendono tempo, e in comunità i maltrattamenti sembrano continuare. Le amiche della mamma hanno postato un video del bambino picchiato, già diventato virale.
CCDU: allontanamento motivato da valutazioni soggettive e opinabili

 
Sulcis. Ieri si è svolta un’udienza presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari in seguito all’appello dell’avvocato volto a proteggere un bambino che ha denunciato (con tanto di lividi ed escoriazioni) di essere stato picchiato dagli operatori di una comunità.

Alcune settimane fa una mamma brasiliana aveva sporto denuncia nei confronti degli operatori di una comunità che avrebbero maltrattato il figlio maggiore, ospitato in comunità assieme alla sorellina di tre anni. La mamma ha segnalato il fatto anche ai Servizi Sociali, che però non le avrebbero creduto. L’avvocato, a seguito di una certificazione ASL, che attesta la presenza di una sindrome da disadattamento, ha presentato un appello urgente per proteggerlo sia dai danni psicologici della separazione dalla mamma, sia dai danni fisici dei maltrattamenti riferiti dalla mamma stessa. Alcuni giorni fa il bambino si è presentato all’incontro con la mamma con un orecchio fasciato, raccontando di essere stato malmenato nuovamente da un operatore. Il Tribunale ha preso tempo e non sembra intenzionato a intervenire tempestivamente, nemmeno per spostare i bambini in un’altra comunità.

La mamma ha quindi deciso di rendere pubblica la vicenda per sollecitare le autorità ad ascoltare il grido di dolore dei suoi bambini, e ha registrato in un video il racconto del bambino (mentre mimava i maltrattamenti). Questo video è stato postato su Facebook da alcune amiche della mamma nel gruppo Aiutiamo i Bambini Sottratti Alle Mamme Brasiliane in Italia ed è già diventato virale. Oggi sul gruppo Facebook sono stati postati anche la foto dell’orecchio bendato e un video della mamma che racconta la sua incredibile storia con più di ventiquattromila visualizzazioni in poche ore. La mamma ha già presentato una seconda denuncia per maltrattamenti, e anche il Consolato brasiliano in Italia, informato della vicenda, si sta attivando.

In seguito a una separazione molto conflittuale, l’anno scorso il tribunale accoglie la richiesta del Pubblico Ministero di affidare i figli ai servizi sociali, anche se la mamma mantiene la responsabilità genitoriale. In seguito, quando la mamma si ritrova senza casa, i servizi, invece di trovare a mamma e figli un appartamento (soluzione preferibile non solo per la famiglia, ma anche per la malandata finanza pubblica), con una decisione che lascia perplessi, dispongono di istituzionalizzare la famiglia, collocandola in una comunità madre-bambino.

E in comunità le cose non vanno bene: ci sono conflitti con gli educatori sull’educazione dei figli. La madre vuole crescere i figli a modo suo, mentre gli operatori hanno delle opinioni diverse: il contesto di cattività �“ anziché migliorare la situazione, l’ha fatta precipitare. Secondo la mamma, i conflitti nascono dall’età avanzata degli educatori, dalla loro mancanza di pazienza e dai loro modi bruschi (strattonerebbero i bambini e li maltratterebbero); lei vorrebbe usare un’educazione fondata sul dialogo e sulla comunicazione. Da questo nascono dei conflitti verbali �“ anche accesi �“ con gli operatori. Questi scrivono una relazione, riversando sulla mamma molte responsabilità e problematicità di natura psicologica soggettiva. Alcune critiche alla madre sono addirittura contrastanti �“ la mamma appare colpevole di occuparsi troppo dei bambini e, allo stesso tempo, di non occuparsene abbastanza �“ ma il Tribunale le accetta come oro colato. Per risolvere la questione (dovuta, secondo il Tribunale, non alla situazione di cattività in cui sono obbligati a vivere, ma a presunte “criticità psicologiche” della mamma), si stabilisce l'allontanamento per garantire ai ragazzi “un ambiente sereno e stabile”. Le colpe della mamma sono così riassunte: grave inadeguatezza; non rispetta le regole di vita comune della struttura (si ribella, cioè, all’istituzionalizzazione); e si contrappone con forza al linguaggio volgare agli operatori. In altre parole: si ostina a voler fare la mamma �“ segno evidente, a quanto pare, di malattia mentale. Il padre non viene neppure preso in considerazione, e nel decreto non si parla di visite con il padre. I bambini vengono tenuti in comunità, lontano dalla famiglia e dagli affetti, sebbene siano presenti e disponibili sia i nonni sia la zia.

«Le dichiarazioni del bambino sui possibili maltrattamenti depongono a favore della mamma.» sostiene Paolo Roat Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. «Se le accuse di maltrattamento, con tanto di lesioni e lividi registrati nel video, si dimostreranno corrette, forse la controversa “’inadeguatezza genitoriale” sarebbe dovuto essere addebitata agli operatori della comunità �“ non alla mamma. L’allontanamento è una grave violazione dei diritti dei bambini perché è interamente basato su valutazioni psicologiche prive di qualsiasi riscontro oggettivo (analisi di laboratorio, radiografie o altro), e dunque �“ per loro natura �“ soggettive e opinabili. Ci auguriamo che la Consulente Tecnica incaricata dal Tribunale ponga fine a questa ingiustizia, e ringraziamo il Console brasiliano per il suo intervento a tutela dei suoi connazionali. Lanciamo anche un appello al Sindaco affinché, non appena contattato, intervenga subito come massima autorità sanitaria del Comune.»
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
Per informazioni 338 7185032 �“ minori@ccdu.org
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IL RAGAZZO “EFFEMINATO” RESTERÀ A CASA Sat, 12 Aug 2017 15:07:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444860.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444860.html CCDU Onlus CCDU Onlus
IL RAGAZZO “EFFEMINATO” RESTERÀ A CASA
Per servizi sociali e psichiatri doveva essere collocato in una comunità terapeutica psichiatrica ma i giudici dopo aver visto il ragazzo, un normalissimo adolescente, hanno deciso di lasciarlo a casa.
 
PADOVA (11 agosto 2017). La Corte d’appello di Venezia ha pubblicato oggi la disposizione emanata martedì con cui accoglie il ricorso della mamma del ragazzino padovano. La mamma ricorreva contro la decisione del mese di maggio, in cui Tribunale dei Minori di Venezia aveva decretato la decadenza della potestà genitoriale della madre e disposto il collocamento del ragazzo in una comunità terapeutica, sulla base di una relazione di cinque anni fa. Ora il ragazzo potrà restare a casa.

L’avvocato della mamma, Francesco Miraglia ha rivelato che all’udienza di martedì 8 agosto, non ha portato nuove prove, nuove testimonianze, o nuove relazioni ma semplicemente “il ragazzino stesso, facendo vedere [ai giudici] sulla pelle e sulla vita di chi stessero emanando dei provvedimenti assurdi e immotivati.”

«I nostri complimenti ai giudici d’appello che, nonostante perizie psichiatriche d’indirizzo contrario, si sono appropriati del loro ruolo di perito tra i periti, emanando una sentenza ispirata al buon senso e al rispetto dei diritti umani.»

Dichiara Paolo Roat - Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus.

«Troppo spesso, infatti, le decisioni dei giudici si fondano acriticamente su perizie o valutazioni soggettive di natura psichiatrica o psicologica. A differenza di quanto accade in medicina, queste diagnosi psichiatriche non sono sostenute da alcun riscontro oggettivo (esame del sangue, radiografia ecc.) e non dovrebbero costituire elemento di prova.»
«La sentenza fa giustizia a questo ragazzo, ma il CCDU non si ferma qui: è necessaria una riforma della giustizia minorile in cui i cosiddetti professionisti della salute mentale non ricoprano un ruolo così importante come quello di giudice onorario. Il tribunale dovrebbe fare un’istruttoria completa e valutare sulla base di prove ed elementi certi, compreso il parlare direttamente con i minori e non attraverso consulenti e giudici onorari.»

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
 
Per altre informazioni:
NO discriminazioni e TSO camuffati sui bambini
Gennaio 2017 Manifestazione per il ragazzo “effeminato” tolto alla famiglia
Agosto 2017 Ragazzo effeminato: campagna contro i TSO sui bambini
 
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Diffusione dei Diritti Umani a Lignano Thu, 10 Aug 2017 13:35:55 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444585.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444585.html ChiesaScientologyPordenone ChiesaScientologyPordenone  

Il 19 agosto è la Giornata Mondiale Umanitaria indetta dall'ONU, ed in questa occasione l'Associazione Gioventù per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus organizzerà uno stand informativo in a Lignano, con lo scopo di diffondere opuscoli contenenti la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e raccogliere petizioni per rendere i diritti umani materia di insegnamento nelle scuole.

Questa giornata ha l'obiettivo di promuovere il rispetto dei principi umanitari e rendere omaggio a tutti gli operatori del settore, ricorda inoltre il giorno in cui 22 persone hanno perso la vita a seguito dell'attentato al quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad, in Iraq, nel 2003.



L'Associazione ha dato inizio al progetto “Gioventù per i Diritti Umani” che ha lo scopo di rendere noti e insegnare i diritti dell’Uomo ai giovani di tutto il mondo, aiutandoli così a diventare validi sostenitori e promotori della tolleranza e della pace.



Tra i maggiori sostenitori dell'iniziativa è presente anche la Chiesa di Scientology, infatti L. Ron Hubbard scrisse nel Codice di uno Scientologist di “sostenere gli sforzi davvero umanitari nel campo dei diritti dell'uomo”. Quel codice pose le base per quello che che divenne in seguito un movimento internazionaledi sostenitori dei diritti umani.

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surprisingly interesting Thu, 10 Aug 2017 02:17:15 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444507.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444507.html Roberto Musa Roberto Musa
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Perché le ideologie politiche e le confessioni religiose ci rovinano la vita. Tue, 08 Aug 2017 18:59:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444315.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/444315.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Perché le ideologie politiche e le confessioni religiose ci rovinano la vita.

L’analisi del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS.

La legalità è un comportamento conforme alla legge. Legalità e legge sono facce della stessa medaglia.

Nei regimi liberali l’azione normativa per intervento statale, per regolare i rapporti tra Stato e cittadino ed i rapporti tra cittadini, è limitata. Si lascia spazio all’evolvere naturale delle cose. La devianza è un’eccezione, solo se dannosa per l'equilibrio sociale.

Nei regimi socialisti/comunisti/populisti l’intervento statale è inflazionato da miriadi di leggi, oscure e sconosciute, che regolano ogni minimo aspetto della vita dell’individuo, che non è più singolo, ma è massa. Il cittadino diventa numero di pratica amministrativa, di cartella medica, di fascicolo giudiziario. Laddove tutti si sentono onesti ed occupano i posti che stanno dalla parte della ragione, c’è sempre quello che si sente più onesto degli altri, e ne limita gli spazi. In nome di una presunta ragion di Stato si erogano miriadi di norme sanzionatrici limitatrici di libertà, spesso contrastati, tra loro e tra le loro interpretazioni giurisprudenziali. Nel coacervo marasma normativo è impossibile conformarsi, per ignoranza o per necessità. Ne è eccezione l'indole.

Addirittura il legislatore è esso medesimo abusivo e dichiarato illegittimo dalla stessa Corte Costituzionale, ritenuto deviante dalla suprema Carta. Le leggi partorite da un Parlamento illegale, anch'esse illegali, producono legalità sanzionatoria. Gli operatori del diritto manifestano pillole di competenza e perizia pur essendo essi stessi cooptati con concorsi pubblici truccati. In questo modo aumentano i devianti e si è in pochi ad essere onesti, fino alla assoluta estinzione. In un mondo di totale illegalità, quindi, vi è assoluta impunità, salvo l'eccezione del capro espiatorio, che ne conferma la regola. Ergo: quando tutto è illegale, è come se tutto fosse legale.

L’Eccesso di zelo e di criminalizzazione crea un’accozzaglia di organi di controllo, con abuso di burocrazia, il cui rimedio indotto per sveltirne l’iter è la corruzione.

Ergo: criminalizzazione = burocratizzazione = tassazione-corruzione.

Allora, si può dire che è meglio il laissez-faire (il lasciare fare dalla natura delle cose e dell’animo umano) che essere presi per il culo e …ammanettati per i polsi ed espropriati dai propri beni da un manipolo di criminali demagoghi ed ignoranti con un’insana sete di potere.

Prima della rivoluzione francese “L’Ancien Régime” imponeva: ruba ai poveri per dare ai ricchi.

Erano dei Ladri!!! 

Dopo, con l’avvento dei moti rivoluzionari del proletariato e la formazione ideologica/confessionale dei movimenti di sinistra e le formazioni settarie scissioniste del comunismo e del fascismo, si impose il regime contemporaneo dello stato sociale o anche detto stato assistenziale (dall'inglese welfare state). Lo stato sociale è una caratteristica dei moderni stati di diritto che si fondano sul presupposto e inesistente principio di uguaglianza, in quanto possiamo avere uguali diritti, ma non possiamo essere ritenuti tutti uguali: c’è il genio e l’incapace, c’è lo stakanovista e lo scansafatiche, l’onesto ed il deviante. Il capitale di per sé produce reddito, anche senza il fattore lavoro. Lavoro e capitale messi insieme, producono ricchezza per entrambi. Il lavoro senza capitale non produce ricchezza. Il ritenere tutti uguali è il fondamento di quasi tutte le Costituzioni figlie dell’influenza della rivoluzione francese: Libertà, Uguaglianza, Solidarietà. Senza questi principi ogni stato moderno non sarebbe possibile chiamarlo tale. Questi Stati non amano la meritocrazia, né meritevoli sono i loro organi istituzionali e burocratici. Il tutto si baratta con elezioni irregolari ed a larga astensione e con concorsi pubblici truccati di cooptazione. In questa specie di democrazia vige la tirannia delle minoranze. L’egualitarismo è una truffa. E’ un principio velleitario detto alla “Robin Hood”, ossia: ruba ai ricchi per dare ai poveri.

Sono dei ladri!!!

Tra l’antico regime e l’odierno sistema quale è la differenza?

Sempre di ladri si tratta. Anzi oggi è peggio. I criminali, oggi come allora, saranno coloro che sempre si arricchiranno sui beoti che li acclamano, ma oggi, per giunta, ti fanno intendere di fare gli interessi dei più deboli.

Non diritto al lavoro, che, come la manna, non cade dal cielo, ma diritto a creare lavoro. Diritto del subordinato a diventare titolare. Ma questo principio di libertà rende la gente libera nel produrre lavoro e ad accumulare capitale. La “Libertà” non è statuita nell’articolo 1 della nostra Costituzione catto comunista. Costituzioni che osannano il lavoro, senza crearne, ma foraggiano il capitale con i soldi dei lavoratori.
Le confessioni comuniste/fasciste e clericali ti insegnano: chiedi e ti sarà dato e comunque, subisci e taci!

Io non voglio chiedere niente a nessuno, specie ai ladri criminali e menzogneri, perché chi chiede si assoggetta e si schiavizza nella gratitudine e nella riconoscenza. 

Una vita senza libertà è una vita di merda…

La presente è una nota stampa inviata a recapiti pubblici. Se disturbo scrivi: CANCELLA

 

A cura del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS. 099.9708396 – 328.9163996

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