Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Sat, 18 Nov 2017 18:35:22 +0100 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/1 Mercato Nataleperfile a Palazzo Corsini - 15a edizione Thu, 16 Nov 2017 14:38:02 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459626.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459626.html FILE ONLUS FILE ONLUS Anche quest’anno torna Nataleperfile, l’evento di raccolta fondi principale della nostra Fondazione tradizionalmente ospitato in Palazzo Corsini, con ingresso gratuito da Lungarno Corsini n°8.
Per l’edizione 2017, la 15a, apriremo le porte ai nostri sostenitori da venerdì 1 a domenica 3 dicembre dalle ore 10 alle 19.

La scelta espositiva, come sempre, sarà selezionata e sempre molto variegata: capi di abbigliamento e accessori per donna, uomo e bambino, libri, articoli di design e biancheria per la casa, gioielli e bijoux, fragranze per ambiente e profumi, oltre che cosmesi ed enogastronomia, e molto altro ancora. 
Sempre presenti, inoltre, gli spazi espositivi di FILE: il Banco File, che offre prodotti donati da numerose aziende nostre sostenitrici; la Sala Vintage, con abiti e accessori, sia femminili che maschili, donati da privati; il Corner Enogastronomico, con produzioni di qualità donate da aziende del territorio; lo stand dedicato al Fuori Nataleperfile, che raccoglie i voucher donati da molti fra i migliori ristoranti fiorentini.
Durante il Mercato sarà sempre possibile trovare il Panettoneperfile e il Pandoroperfile, realizzati da Corsini Biscotti e confezionati a mano dai nostri volontari, nonché partecipare alla prestigiosa Lotteriaperfile, con premi donati da aziende nazionali e internazionali. 
Oltre allo shopping solidale sarà anche possibile rilassarsi e fare colazione, break e lunch presso il punto ristoro allestito nel Ninfeo del Palazzo e gestito da Desinare.

I fondi raccolti – 100mila euro solo nel 2016, grazie alla numerosa partecipazione di pubblico – contribuiscono ogni anno a sostenere il servizio di assistenza gratuita e qualificata ai malati gravi e alle loro famiglie offerto da FILE sul territorio.

Il Mercato Nataleperfile, patrocinato dal Comune di Firenze e organizzato dal Comitato degli Eventi della Fondazione, è reso possibile solo grazie al supporto dei molti sostenitori – aziende e privati – e dei volontari che contribuiscono a vario titolo a rendere questa iniziativa così speciale.

Per informazioni: 055.2001212 – s.groppa@leniterapia.it (Silvia Groppa) -www.leniterapia.it

]]>
Pordenone,il 15 dicembre conferenza per i diritti dei bambini Thu, 16 Nov 2017 13:34:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459612.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459612.html ChiesaScientologyPordenone ChiesaScientologyPordenone Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani annuncia che terrà una conferenza informativa Venerdì 15 Dicembre presso la sala della Biblioteca Civica di Pordenone alle ore 19.30 dal titolo : "Bambini allo sbaraglio, bambini bersaglio".

Al centro della discussione ci saranno i bambini ed i loro diritti.Ospite speciale della serata sarà Eleonora Brussolo che racconterà la sua esperienza di mamma. 

Da diversi anni il Comitato è presente sul territorio nazionale, ed anche a Pordenone , dove ha intenzione di portare anche la mostra itinerante “Psichiatria un’Industria di Morte” con l’inizio del nuovo anno.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, è un'organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata a investigare e denunciare le violazioni psichiatriche dei diritti umani. Il CCDU è stato fondato in Italia nel 1979 ed è diventato una Onlus nel 2004.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus è una organizzazione indipendente ed è collegato ideologicamente al CCHR (Citizen Commission on Human Rights), che ha sede a Los Angeles.

Il CCHR International è stato fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal Professor Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria all'Università di Syracuse, Stato di New York e autore di fama internazionale.

A quel tempo le vittime della psichiatria erano una minoranza dimenticata, segregate in condizioni terribili nei manicomi sparsi nel mondo. In seguito a ciò, il CCHR elaborò una dichiarazione dei Diritti Umani sulla Salute Mentale che è diventata la linea guida per le riforme nel campo della salute mentale.

Le funzioni del CCHR sono unicamente quelle di fungere da organo di controllo, lavorando a fianco di molti medici, incluso dottori, scienziati, infermieri e quei pochi psichiatri che hanno preso posizione contro il modello “disturbo biologico/cura farmacologica" che viene continuamente promosso sia dalla psichiatria e dall’industria farmaceutica come mezzo per vendere farmaci. I volontari si sono ispirati alle parole di L. Ron Hubbard: “un essere è di valore solo nella misura in cui può essere utile agli altri”.

]]>
Ri-vesti ha bisogno di te Wed, 08 Nov 2017 15:25:29 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458725.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458725.html Ri-vesti Ri-vesti L'associazione no profit Ri-vesti con sede a Noicattaro in provincia di Bari annuncia l'inizio della propria campagna di fundraising per la raccolta di fondi necessari all'avviamento di un centro operativo per la raccolta di vestiti e accessori usati e la loro distribuzione nel loro territorio.Il centro sarebbe oltresì un luogo di relazione,di incontro con il prossimo più bisognoso ed emarginato,la segnalazione degli stessi e la costruzione di ponti per una cultura dell'altro e quella di un ambiente più pulito e sano.Quello che sta più a cuore  a Ri-vesti è rivestire chi non può permettersi neanche un pasto al giorno,chi è indifeso,escluso dalla società,ai margini di una disperazione e solitudine,chi tra i più piccoli ha il diritto di vivere come tutti noi il più serenamente possibile,provvedendo all'igiene quotidiana e alla propria dignità calpestata.

La nostra causa è quella di poter provvedere ad una sede operativa per la nostra onlus che diventi un centro di raccolta,selezione e distribuzione di vestiti e accessori usati e donati per coloro che quotidianamente assalgono i cassonetti per la raccolta automatica solitamente sparsi sul nostro territorio. I bisognosi non possono aspettare che qualcuno li cerchi,ma affannosamente rovistano tra i cassonetti con difficoltà e rischiano di farsi male e di lasciare la stessa raccolta per terra senza aver trovato quello di cui necessitano. Una realtà che vediamo coi nostri occhi e viviamo ogni giorno.

Dominga Ciavarella,presidente dell'associazione dichiara:I nostri “valori forti” sono l’aggregazione, lo spirito di squadra, la volontà di mettersi a disposizione del proprio paese Noicattaro per creare dei momenti di incontro appaganti, per contribuire a crescere dei bambini che abbiano un luogo di ritrovo sicuro, educativo e formativo, per diffondere cultura,la cultura dell'ALTRO,del prossimo.Aiutaci a trovare una sede operativa per la nostra associazione.

Per sostenere la causa della onlus Ri-vesti si può accedere al portale buonacausa.org e donare anche minime somme al link https://buonacausa.org/cause/rivesti-cerca-casa 

]]>
Ri-vesti ha bisogno di te Wed, 08 Nov 2017 15:24:49 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458724.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458724.html Ri-vesti Ri-vesti L'associazione no profit Ri-vesti con sede a Noicattaro in provincia di Bari annuncia l'inizio della propria campagna di fundraising per la raccolta di fondi necessari all'avviamento di un centro operativo per la raccolta di vestiti e accessori usati e la loro distribuzione nel loro territorio.Il centro sarebbe oltresì un luogo di relazione,di incontro con il prossimo più bisognoso ed emarginato,la segnalazione degli stessi e la costruzione di ponti per una cultura dell'altro e quella di un ambiente più pulito e sano.Quello che sta più a cuore  a Ri-vesti è rivestire chi non può permettersi neanche un pasto al giorno,chi è indifeso,escluso dalla società,ai margini di una disperazione e solitudine,chi tra i più piccoli ha il diritto di vivere come tutti noi il più serenamente possibile,provvedendo all'igiene quotidiana e alla propria dignità calpestata.

La nostra causa è quella di poter provvedere ad una sede operativa per la nostra onlus che diventi un centro di raccolta,selezione e distribuzione di vestiti e accessori usati e donati per coloro che quotidianamente assalgono i cassonetti per la raccolta automatica solitamente sparsi sul nostro territorio. I bisognosi non possono aspettare che qualcuno li cerchi,ma affannosamente rovistano tra i cassonetti con difficoltà e rischiano di farsi male e di lasciare la stessa raccolta per terra senza aver trovato quello di cui necessitano. Una realtà che vediamo coi nostri occhi e viviamo ogni giorno.

Dominga Ciavarella,presidente dell'associazione dichiara:I nostri “valori forti” sono l’aggregazione, lo spirito di squadra, la volontà di mettersi a disposizione del proprio paese Noicattaro per creare dei momenti di incontro appaganti, per contribuire a crescere dei bambini che abbiano un luogo di ritrovo sicuro, educativo e formativo, per diffondere cultura,la cultura dell'ALTRO,del prossimo.Aiutaci a trovare una sede operativa per la nostra associazione.

Per sostenere la causa della onlus Ri-vesti si può accedere al portale buonacausa.org e donare anche minime somme al link https://buonacausa.org/cause/rivesti-cerca-casa 

]]>
CRISI DI COPPIA? CHECK-UP GRATUITO IN TUTTA ITALIA SULL’ARMONIA DELLA RELAZIONE, IN COMPAGNIA DI OLTRE 300 PSICOLOGI PROFESSIONISTI Tue, 07 Nov 2017 18:23:39 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458629.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458629.html Maurizio Zanoni Maurizio Zanoni È in corso, sino a fine novembre, la decima Campagna Nazionale di AAF – Associazione Aiuto Famiglia Onlus

Può capitare che una qualsiasi relazione possa subire contraccolpi. Succede a chiunque: marito e moglie, conviventi, fidanzati. Prima che gli ostacoli che si ergono nel corso di una storia amorosa diventino insormontabili e compromettano irreparabilmente il rapporto, è bene cercare una soluzione.

AAF - Associazione Aiuto Famiglia Onlus, che nasce per aiutare le coppie e i componenti dei nuclei familiari a ritrovare la giusta intesa, è alle prese con la decima Campagna Nazionale “Alla ricerca dell’armonia nella coppia”. Sino alla fine di novembre tutti coloro che avvertono difficoltà con il proprio partner o la propria partner hanno infatti la possibilità di ricevere assistenza da un esperto, interamente a titolo gratuito.

Il sostegno offerto da AAF - Associazione Aiuto Famiglia Onlus, in collaborazione con oltre 300 psicologi distribuiti in ogni provincia italiana, si struttura in due parti: la prima fase riguarda la compilazione separata per entrambi i membri della coppia di un questionario on-line composto da domande chiuse e aperte; la seconda fase, una volta raccolte le risposte, consiste in un colloquio di restituzione da compiere in riservatezza con lo psicologo scelto che, a partire dai risultati emersi dal test, ascolta le problematiche e orienta la coppia verso possibili soluzioni. In quel contesto, si possono inoltre scoprire i punti di forza della relazione, gli aspetti positivi che il più delle volte non vengono considerati e le qualità che sfuggono. Vengono altresì individuati quei punti di debolezza, generalmente più visibili e conosciuti, su cui concentrare il lavoro.

«Sono oltre 2mila le persone che dalla nascita dell’Associazione decidono di avvalersi di un sostegno nella sfera relazionale - spiega Aldo Vincenzo Delfino, presidente di AAF -. Accade spesso che si rivolgano a noi nel momento in cui il rapporto raggiunge l’apice della crisi. A quel punto, il margine di intervento si riduce. Quello che consiglio - prosegue - è di non aspettare l’ultimo minuto. Non appena si avvertono criticità, di qualsiasi natura e anche di lieve entità, è fondamentale contattarci. Più si è tempestivi e maggiori sono le strade percorribili per salvare il rapporto».

 

Per ulteriori informazioni, avere accesso al questionario e conoscere gli psicologi aderenti alla campagna “Alla ricerca dell’armonia della coppia”, consultare il sito web: www.aiutofamiglia.org  

Qui di seguito il link su YouTube per visionare il filmato realizzato in occasione della campagna 2017: https://www.youtube.com/watch?v=wcY1ihxk3vY

 


 

 

]]>
Bambino in adozione, ma un altro figlio cresce sereno con lei Sat, 04 Nov 2017 13:45:58 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459222.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459222.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Bambino in adozione, ma un altro figlio cresce sereno con lei
Paradossale sentenza del Tribunale di Bologna che rende adottabile il figlio sulla sola base delle valutazioni degli operatori socio sanitari che avrebbero considerato impossibile un recupero della genitorialità. Ma ora la mamma ha una casa, un compagno stabile e sta crescendo serenamente un altro bambino.

Bologna. Una mamma si è rivolta a noi poiché il Tribunale ha dichiarato l’adottabilità di suo figlio di soli 6 anni perché secondo gli psichiatri dell’ASL la sua genitorialità sarebbe “irrecuperabile”. Come riportato nel Decreto, secondo questi operatori, gli “elementi di fragilità personale della madre, valutati unitamente alla sua condizione d’instabilità sociale (mancanza di una stabile occupazione lavorativa…), alle gravi carenze nella cura e nel riconoscimento dei bisogni emotivi ed evolutivi di Gino (nome di fantasia) con grave pregiudizio per il benessere psicofisico del bambino, hanno indotto gli operatori socio-sanitari a ritenere impossibile un recupero delle capacità genitoriali da parte della donna in tempi certi, ragionevoli e compatibili con le esigenze del minore…”

L’aspetto kafkiano della vicenda è che la mamma ora ha un compagno affettuoso, una situazione economica stabile e sta crescendo il bambino avuto dal nuovo compagno che è sereno e felice. Quindi alla data del decreto le capacità genitoriali della mamma sono già state pienamente recuperate, eppure sembra che gli psichiatri non se ne siano accorti. Ma questo è solo l’ultimo capitolo di quella che apparirebbe come una lunga catena di superficialità o incompetenza.

La vicenda inizia alcuni anni fa, quando la mamma si rivolge ai servizi sociali per scappare da un compagno violento. Immediata la soluzione. Mamma e bambino vengono rinchiusi in una casa famiglia e, in seguito agli inevitabili problemi causati da questa vita in cattività, arriva la seconda soluzione: trasferimento in un’altra comunità in cui la situazione peggiora, causando il ritorno alla prima comunità. Nel frattempo però è già partito il rapporto del personale psicologico della seconda comunità, ricco di valutazioni negative sulla capacità della signora di fare la mamma, e si avvia la macchina burocratica.

La mamma si sfoga: “In questa comunità stavo malissimo, era troppo rigida, niente telefono, nessuna uscita se non accompagnata … volevo andarmene, ma poi c’era lui mio figlio e non potevo abbandonarlo, non l’avrei mai potuto fare. Cresceva così la sofferenza … la mia tensione era arrivata alle stelle ormai. Un giorno … urlai con Gino … venni convocata in ufficio con l’ordine di allontanarmi dalla comunità per qualche giorno.” Dopo quel periodo terribile la mamma e il bambino tornano nella precedente comunità e, come scrive la mamma, “la vita riprese”. Inizia un progetto e le cose con Gino vanno meglio, ma tutto questo non basta. Nel frattempo le segnalazioni della comunità precedente arrivano in tribunale ed esce un decreto di allontanamento immediato e collocamento in una famiglia affidataria. “Ero a pezzi, tutto quello che avevo fatto era stato inutile. … Io da quel 26 maggio 2015 non ho più visto mio figlio e neanche più sentito.”

Dopo due anni la mamma sta meglio: ha un nuovo compagno che la sostiene, con un nuovo figlio che, in barba alla presunta incapacità della mamma, cresce bene e felice. La burocrazia, però, lenta e inesorabile come uno schiacciasassi, sembra non accorgersene e continua ad agire in base a un rapporto vecchio di due anni. Viene in mente un commento di Dario Fo che, in una situazione simile, aveva avuto modo di lamentare la spocchia di certi funzionari che “trattano i bambini come fascicoli”. Arriva così la tragica decisione, che decreta l’adottabilità del bambino. La mamma però non si arrende e presenterà ricorso con il noto avvocato Francesco Miraglia del foro di Roma.

“Questa storia è un ennesimo esempio di superficialità e spocchia.” Sostiene Paolo Roat Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. “La mamma non vede il bambino da più di due anni e non è logicamente possibile fare un percorso alla genitorialità senza vedere i figli. Se non fosse per le terribili conseguenze delle valutazioni di questi psichiatri una persona dotata di un minimo di raziocinio troverebbe ridicolo che una mamma che sta crescendo un figlio sereno e felice venga giudicata irrecuperabile dal punto di vista delle capacità genitoriali, anche perché tale valutazione nasce da una situazione di circa tre anni fa in una condizione di cattività. Le diagnosi e i pareri psichiatrici, a differenza di quelle di altre branche della medicina, non sono basate su esami scientifici o prove oggettive, eppure vengono accettate acriticamente dai tribunali senza un minimo d’istruttoria. Questo rovina la vita di migliaia di bambini soggetti a queste decisioni discrezionali e arbitrarie. È ora di dire basta!”

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>
AIDS, SANCITA INTESA SU PIANO NAZIONALE. ARCIGAY: "FINALMENTE UNA STRATEGIA MA MANCA COPERTURA FINANZIARIA: PROVVEDANO STATO E REGIONI" Fri, 03 Nov 2017 13:14:14 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459147.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459147.html Arcigay Arcigay AIDS, SANCITA INTESA SU PIANO NAZIONALE. ARCIGAY: "FINALMENTE UNA STRATEGIA MA MANCA  COPERTURA FINANZIARIA: PROVVEDANO STATO E REGIONI"

Bologna, 3 novembre 2017 - E’ stata pubblicata nei giorni scorsi l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul Piano Nazionale AIDS (PNAIDS), alla cui stesura anche Arcigay ha partecipato nell’ambito delle sezioni consultive del Ministero della Salute. Si tratta del primo serio piano strategico che affronta il tema dell’HIV fuori da un’ottica emergenziale e con l’obiettivo internazionale di mettere fine all’epidemia entro il 2030. “Per quanto vuoto sul piano dell’impegno finanziario, il Piano delinea un percorso articolato e preciso di cose da fare su cui le Regioni ora si sono impegnate: da oggi nessuna istituzione sanitaria e nessun politico potranno più dire di non sapere cosa serve per mettere fine all’AIDS in Italia” commenta Michele Breveglieri, Responsabile Salute e HIV di Arcigay, che è stato personalmente impegnato nella stesura del piano. Al momento il piano non ha alcuna copertura finanziaria speciale, pur prevedendo molte azioni innovative che ne avrebbero bisogno, ed è interamente a carico della spesa sanitaria ordinaria. “Ora il nostro impegno si sposta su due fronti paralleli: regionale, affinché le Regioni diano corpo al Piano non solo cambiando il loro approccio all’epidemia, ma anche impegnando nuove risorse, e nazionale affinché venga adeguata ai tempi attuali la legge 135/90 sull’HIV/AIDS che è per molti aspetti superata”, gli fa eco Gabriele Piazzoni, Segretario Nazionale di Arcigay. "La nostra associazione infatti - prosegue - si sta battendo affinché, tra le altre cose, anche i minori di 18 anni possano fare il test senza consenso dei genitori, i volontari appositamente formati delle associazioni possano effettuare test rapidi e il Piano sia dotato di una sua previsione speciale di spesa soprattutto per la parte di prevenzione".


--

Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


]]>
surprise! Fri, 03 Nov 2017 08:29:58 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459118.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/459118.html Roberto Musa Roberto Musa
I think I've got very good news for you, it will likely be a surprise, I am certain you'll love it! More info here http://www.milablifesciences.com/attend.php?UE9wdWJibGljYUBjb211bmljYXRpLm5ldA--


Warm regards, maverick0@tiscali.it


-

Your use of any information or materials on this website is entirely at your own risk, for which we shall not be liable. It shall be your own responsibility to ensure that any products, services or information available through this website meet your specific requirements. This website contains material which is owned by or licensed to us. This material includes, but is not limited to, the design, layout, look, appearance and graphics.

]]>
"PREMESSO CHE": ARCIGAY LANCIA SEI CAMPAGNE DI FUNDRAISING PER SEI PROGETTI CONCRETI Tue, 31 Oct 2017 11:27:43 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458636.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458636.html Arcigay Arcigay "PREMESSO CHE": ARCIGAY LANCIA SEI CAMPAGNE DI FUNDRAISING PER SEI PROGETTI CONCRETI
Bologna, 31 ottobre 2017 - Sei campagne di fundraising per sostenere sei progetti concreti, dalla battaglia per il matrimonio egualitario, ai laboratori contro il bullismo nelle scuole, dall'accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo lgbti alla mappatura degli episodi di omotransfobia, dal programma nazionale per la diffusione del test rapido per l'Hiv alle iniziative a sostegno del coming out dei giovani. E per promuoverle una piattaforma sul web e un video virale che ironizza su quelli che dicono di avere "tanti amici gay", chiamandoli a sostenere concretamente i sei progetti, perché "tra amici ci si aiuta". Si chiama "Premesso che" l'iniziativa con cui Arcigay rilancia la sua azione in sei ambiti di intervento, chiamando la cittadinanza al sostegno concreto. "Abbiamo voluto mettere in campo un'azione chiara e trasparente, - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay -  attraverso la quale dichiariamo  obiettivi e strategie per ogni ambito in cui l'associazione opera attraverso i suoi 60 presidi locali. Lo facciamo per focalizzare delle mete e mobilitare la popolazione per raggiungerle. E lo facciamo anche per sottolineare una serie di bisogni, come il contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole o l'accoglienza dei migranti lgbti, rispetto ai quali il lavoro delle associazioni come Arcigay è oggi catalizzatore indispensabile nella costruzione di risposte strutturate.Per promuovere queste campagna, i creativi dell'agenzia Pavlov hanno realizzato un video che coglie con intelligenza uno dei paradossi di questo Paese, in cui tutti dicono di avere "tanti amici gay", ma poi quando si tratta di fare o sostenere battaglie o azioni concrete, i tanti amici su cui le persone lgbti dovrebbero poter contare sembrano sparire nel vuoto. Un'ironia che punge nel vivo una delle frasi fatte del nostro politicamente corretto, chiamando tutti e tutte a confrontarci sulla sostanza delle cose"
Sono sei i progetti che fanno parte della piattaforma, accessibile dal sito Arcigay all'indirizzo www.arcigay.it/. "Lo stesso sì" è la mobilitazione permanente che chiede, in tema di coppie formate da persone dello stesso sesso, l'istituzione del matrimonio egualitario e il riconoscimento pieno delle famiglie omogenitoriali; Migranet è un programma di aiuto e sostegno rivolto ai migranti e richiedenti asilo LGBTI; SchoolMates è il programma nazionale che mette in rete  i gruppi scuola per il contrasto al bullismo; StayAPP! è il progetto per la riduzione del disagio e dell’isolamento ne* giovani LGBTI under 28 e che vuole mappare gli episodi di omotransfobia; ProTest è il programma di offerta del test HIV rapido, gratuito e anonimo in modalità community-based; infine Ho Qualcosa Da Dirvi è la campagna permanente rivolta a tutt*, giovani e meno giovani, per favorire il coming out. Per ognuno di questi progetti, di cui nella piattaforma sono descritti obiettivi, strategie e step intermedi, è fissato un obiettivo economico di 30mila euro, al quale tutti e tutte possono contribuire donando direttamente dal sito, tramite PayPal o carta di credito. 

Qui il video della campagna: https://youtu.be/RME3BEwFHt0

--

Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)




]]>
Convegno al Senato. Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento Sat, 28 Oct 2017 16:06:07 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458393.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458393.html CCDU Onlus CCDU Onlus
“Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento”
Grande successo di pubblico e di contenuti per il convegno organizzato dall’INPEF presso il Senato della Repubblica. Il Presidente Vincenza Palmieri raccoglie le sinergie istituzionali intorno al “NO alla filiera diagnostica”.
 
Roma - Sala Zuccari. Nell’ambito delle iniziative previste per la settimana sul Diritto all’Apprendimento, si è svolto oggi a Roma il convegno “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento” con il patrocinio di Camera e Senato. Il convegno, organizzato e presieduto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri �“ Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ha raccolto gli esiti di un lavoro decennale volto ad affermare quotidianamente il ruolo fondamentale della Didattica Efficace che permetta di garantire il Diritto all’Apprendimento, passo ulteriore fondamentale rispetto al basilare Diritto allo Studio. La Prof.ssa Palmieri, dopo aver sollevato dubbi di incostituzionalità in relazione alla legge 170/2010 (posizione già espressa e raccolta nelle sedi istituzionali) dalla cui interpretazione ed attuazione sono discesi i numeri impressionanti che riassumono il proliferare delle diagnosi nella Scuola, ha dichiarato: “Noi diciamo che 190.000 ragazzi sono “troppi, per essere vero”. Ma, a fronte di questo, qualcuno sta affermando che siamo nella media europea e che non sono, a questo punto, neanche tanti perché “quelli veri” dovrebbero essere 350.000. Stiamo assistendo ad una guerra di numeri tra chi dice che sono troppi e chi dice che sono troppo pochi. Ma se fossero anche solo dieci, o uno, questo renderebbe meno grave il fatto? Una violenza, anche se fosse isolata, sarebbe comunque inaccettabile. Nessuna base scientifica supporta la legge 170, unica al mondo a essere legge "diagnostica e terapeutica", pertanto paradossale e funzionale solo alla non conoscenza e al degrado della gioventù e della società".
Al convegno sono intervenuti la Sen. Rosetta Enza Blundo �“ Vicepresidente Commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza che ha ricordato alla platea la sua recente interpellanza parlamentare volta a comprendere le criticità dell’implementazione della legge 170 e l’aumento delle diagnosi di DSA nella scuola; l’On. Eleonora Bechis �“ Componente VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) che ha parlato della sua recente interrogazione parlamentare sugli abusi di psicofarmaci sui bambini e adolescenti; il dott. Antonio Guidi �“ Neuropsichiatra, già Sottosegretario di Stato alla Sanità; il dott. Federico Bianchi Di Castelbianco �“ Direttore IdO (Istituto di Ortofonologia) di Roma; la dott.ssa Stefania Petrera �“ Pedagogista Familiare, Giudice onorario Corte d’Appello di Roma; Francesco De Palma �“ Blogger e Docente Scuola d’Istruzione Secondaria Superiore e Pasquale Critone �“ Consigliere del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I relatori hanno portato le loro esperienze e competenze ponendo l’accento sulla necessità di rafforzare una didattica efficace invece che la delega ad altri opinabili sistemi.
Interessante e coinvolgente la partecipazione e le testimonianze di studenti INPEF e pedagogisti familiari ANPEF, in particolare Valentina, che ha raccontato come ha aiutato il fratello minore a superare le difficoltà scolastiche togliendolo dal percorso medicalizzante a cui sembrava destinato.
La Professoressa Palmieri ha concluso ricordando le Giornate di Didattica Efficace® del 27 e 28 ottobre presso il Centro Congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”, Sala Leopardi, dove i partecipanti potranno sperimentare direttamente che cosa si intende con Diritto all’Apprendimento attraverso attività di laboratorio.
Il CCDU onlus, presente al convegno con il Responsabile Nazionale Tutela Minori, Paolo Roat, condivide completamente la battaglia della Prof.ssa Palmieri contro la medicalizzazione della scuola. La legge 170 costituisce un tipico esempio di ritorno al medioevo scientifico. L’articolo 1 recita “Questa legge riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento …”. Da Galileo in poi, però, le verità scientifiche non vengono stabilite per autorità, ma dimostrate con l’esperimento: nessuno, per esempio, lamenta la mancanza di una legge che riconosca l’esistenza del diabete o della polmonite. Questa pseudo-scientificità si riflette nei criteri con cui questi cosiddetti disturbi mentali vengono diagnosticati: criteri arbitrari e, soprattutto, non sostenuti da alcuna evidenza oggettiva.
Purtroppo come comitato ci troviamo a dover affrontare e sanare delle violazioni dei diritti dei bambini che traggono origine dalla filiera diagnostica e dalla successiva psichiatrizzazione dei bambini. Plaudiamo pertanto a questo evento che ci fa sperare in un cambiamento di rotta per il bene dei nostri bambini con un ritorno alla didattica. Come diciamo da anni: a scuola si impara a leggere a scrivere e la scuola non è una clinica!
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus



 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>
«PRESIDENTE BOLDRINI, RIVOGLIO I MIEI FIGLI» Fri, 27 Oct 2017 23:09:43 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458357.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458357.html CCDU Onlus CCDU Onlus
«PRESIDENTE BOLDRINI, RIVOGLIO I MIEI FIGLI» 
Madre di Pordenone, vittima di un marito violento, si vede portare via i figli
 
PORDENONE. Che Stato di giustizia è quello in cui una donna, vittima di indicibili violenze da parte di un marito che non ha esitato a picchiarla a tal punto da romperle un timpano e la mandibola, si veda pure togliere i figli da un giudice che ravvisa nella vicenda una “conflittualità” tra la coppia? Si parla tanto di femminicidi, di violenza domestica in cui le vittime sono le donne: ma quando alcune di loro trovano la forza e il coraggio di denunciare gli abusi, si ritrovano a dover lottare contro le istituzioni, che le privano dei figli. Doppiamente vittime, quando mai riusciranno a rasserenarsi e a vivere la vita felice che meriterebbero? Ecco perché una di loro ha preso carta e penna e ha scritto direttamente alla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, invocando un suo intervento, come rappresentante dello Stato in primis, ma anche come donna.  
«A questo punto le donne perché dovrebbero continuare a denunciare i loro aguzzini» dichiara l’avocato Francesco Miraglia, cui la signora si è rivolta, disperata, per avere tutela legale, «se poi trovano giudici come Gaetano Appierto, che a questa madre, che porta addosso i segni della violenza di un marito già condannato, in virtù della “conflittualità” insorta con il coniuge, allontana i figli da lei e li confina in una casa famiglia, da cui non è dato sapere se e quando usciranno mai, né quando potrà rivederli».
Lo stesso magistrato si è reso protagonista di fatti alquanto discussi: a marzo, mentre discuteva di una causa di separazione, avendo disposto che la figlia della coppia dovesse frequentare la scuola scelta dal padre, la madre angosciata si è allontanata e si è tagliata i polsi in bagno. Mentre a settembre ha deliberato in favore di una ventiseienne, da anni fuori corso all’università, che pretendeva la “paghetta” di mantenimento da parte del padre.
«Si parla tanto di tutela delle donne» prosegue l’avvocato Miraglia, «ma tutto si traduce in mere chiacchiere, venendosi purtroppo ad innescare un circuito vizioso in cui alla denuncia contro un partner violento si applica il concetto di conflittualità in famiglia, cui consegue l’allontanamento dei figli da casa. Potrei raccontarne a decine di casi simili. E’ necessario un cambio di tendenza, un’inversione di rotta e che le istituzioni preposte diano un segnale e vigilino su casi come questi, che si profilano come abusi».
 
Di seguito la lettera scritta dalla madre di Pordenone alla Presidente della Camera.
 
 
«Gentile Presidente Laura Boldrini,
sento il bisogno di rivolgermi direttamente a Lei in quanto spesso si è presentata come paladina dei diritti fondamentali delle persone ma soprattutto dei diritti della donna di essere rispettata nella dignità di donna e di madre.
Mi dispiace che spesso e volentieri quando si parla di violenza sulla donna si predichi bene e si razzoli male.
Si preparano convegni, cerimonie, si consegnano premi e riconoscimenti, ma ogni giorno donne come me sono costrette a subire violenze, maltrattamenti e angherie dai propri compagni e per quanto mi riguarda da mio marito.
Devo constatare, purtroppo, che la più grande violenza che ho subito è proprio da quelle istituzioni preposte a far valere i propri diritti, fare giustizia ed a dare dignità.
Sono una dirigente sposata con un imprenditore, madre di due bambini di 11 e 2 anni.
Da più di tre anni subisco violenze fatte da schiaffi, pugni, calci, timpano rotto e mandibola fratturata e soprattutto violenza psicologica e stalking.
Lo stesso destino, purtroppo, è stato riservato da mio marito anche ai due nostri figli.
Ho cercato di poter difendere me stessa e difendere i miei figli prima personalmente e poi denunciando alle forze dell’ordine prima, alla Procura della Repubblica dopo, ma ancora una volta, come accade sempre più spesso nel nostro paese le istituzioni sono forti con i deboli e deboli con i forti.
Mi sono rivolta al Giudice dott. Appierto del Tribunale di Pordenone per essere tutelata e il risultato è stato che non sono state prese in considerazione né le mie denunce fatte, né la condanna subita da mio marito.
 In altre parole, lo stesso Giudice, ha giustificato le botte di mio marito come se fosse normale che un marito possa mandare in ospedale la propria moglie.
Ancora più grave è che quel Giudice ha disposto anche l’allontanamento da me dei miei bambini che da due giorni si trovano in una Comunità e che ad oggi non so quando potrò vederli e abbracciarli.
Io sicuramente arriverò a farmene una ragione di questo stato, ma quando un giorno i miei figli mi chiederanno spiegazioni sul perché sono stati allontanati dalla propria casa e dalla propria mamma, cosa gli risponderò?
Chiedo a Lei Presidentessa, sempre in prima linea, di essere aiutata nel rispondere ai miei figli.
Con osservanza» 
Avv. Francesco Miraglia
 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>
Genova, neonata strappata dal seno della mamma Wed, 25 Oct 2017 20:16:51 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458037.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/458037.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Genova, neonata strappata dal seno della mamma
A seguito di un litigio familiare, la mamma è ritenuta “inadeguata” e i nonni “vischiosi”.
La bimba viene strappata via con forza, mentre è attaccata al seno.
Sollevazione popolare ad Alassio. La protesta e indignazione si allargano con associazioni, politici e professionisti schierati per questa famiglia molto nota per l’impegno nel volontariato.

Genova. Presso l’ospedale Gaslini di Genova una bambina appena nata - da soli cinque giorni - è stata strappata con la forza dalle braccia della mamma che la stava allattando. Presente alla sottrazione anche la nonna, un’esile e mite signora provata da un recente intervento chirurgico. La nonna riferisce che, di fronte alle sue proteste, gli assistenti sociali avrebbero denigrato la famiglia. Non solo: dovendo, ad un certo punto, andare in bagno, un’operatrice le avrebbe permesso di recarsi ai servizi solo dopo una vibrante discussione. Nonostante la presenza di vari operatori e rappresentanti delle forze dell’ordine in borghese, pare che nessuno si sia opposto a questo trattamento o abbia sollevato obiezioni.
La vicenda inizia un anno fa. La figlia, da poco maggiorenne, aveva partorito un bambino che fin da subito era stato cresciuto con amore assieme ai nonni. Lei è ancora una ragazzina, il bimbo ha 10 mesi e, dopo una banale lite familiare con la nonna, intervengono i servizi sociali che collocano mamma e bambino in una comunità di San Remo, separandoli, di fatto, da un ambiente familiare caldo e affettuoso, istituzionalizzandoli.
Ma in questa comunità “protetta” la ragazza rimane incinta di nuovo. I servizi scrivono al giudice criticando le capacità genitoriali dalla mamma e sostenendo che i nonni sarebbero “invischianti”. Il giudice, sulla base di queste valutazioni soggettive e discrezionali, ordina di strappare la neonata alla mamma e di allontanare anche il bimbo più grande di soli due anni collocandolo in una famiglia affidataria e vietando le visite alla mamma e ai nonni. Ancora una volta le valutazioni di natura psichiatrica, prive di alcuna validazione oggettiva o esami scientifici, e pertanto soggettive ed opinabili, sembrano orientare le decisioni e valutazioni della giustizia minorile.
La vicenda suscita un enorme scalpore nella comunità, dato che neanche agli animali ci si permette di strappare i cuccioli mentre succhiano il latte materno. Inoltre, i nonni sono molto conosciuti nel volontariato locale e apprezzati dalla comunità, tanto che il parroco stesso scrive una lettera al giudice. I nonni sono persone benemerite del sociale, riconosciuti dalla cittadinanza come persone molto attente ai bambini; la nonna ha persino scritto dei libri di fiabe, uno dei quali è stato donato in grandi quantità alle scuole del paese.
Per protestare contro questi abusi e per aiutare la famiglia è nato il comitato “PRO TOMMASO A CASA” (Tommaso è un nome di fantasia) promosso dall’ex sindaco di Alassio, Marco Melgrati, con centinaia di cittadini determinati a riportare sanità e giustizia. Anche il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus si è schierato a favore dei bambini in questa battaglia di civiltà. La famiglia è sostenuta anche da professionisti noti nel campo dei Diritti Umani per il loro grande impegno a difesa delle famiglie a cui sono stati allontanati i figli, come la Professoressa Vincenza Palmieri, consulente tecnico scientifico e l’avvocato Francesco Miraglia.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus

 






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>
NASCE UNA PARTNERSHIP TRA LA ONLUS CHARITY IN THE WORLD E SICURCOND Tue, 24 Oct 2017 11:54:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456974.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456974.html Maurizio Zanoni Maurizio Zanoni L’azienda di Settala devolve un contributo in beneficenza. Il titolare: «Crediamo che una realtà lavorativa, se solida e con i conti in ordine, debba fare la sua parte»

 

 


 


SETTALA (MI), 24 ottobre 2017 - Stipulata una partnership tra Charity in the world e l’impresa edile di Settala Sicurcond Srl. Quest’ultima sponsorizzerà i progetti della Onlus di Peschiera Borromeo che sono in corso tra l’Africa e l’Italia.
Charity in the world è impegnata su molteplici fronti a favore del prossimo: sta costruendo pozzi nel Togo per dare alla popolazione locale, notoriamente povera, la possibilità di approvvigionarsi di acqua potabile vicino a casa; sta aiutando le suore dell’opera Fratel Ettore di Seveso (Monza e Brianza) che hanno a cuore anziani più sfortunati ed emarginati; sta sostenendo famiglie terremotate in Abruzzo e nelle Marche. In particolare, ha dato una mano a una famiglia di fattori che vive in una casa mobile ad Amatrice affinché potesse dotarsi di una cisterna per raccogliere il latte delle mucche che alleva e a una famiglia con figlio autistico di Camerino, in provincia di Macerata, il quale potrà trascorrere il prossimo Natale in un’accogliente casetta di legno.
Tanti buoni propositi questi che hanno incontrato l’interesse di Sicurcond (
www.sicurcond.it).
 «Le finalità altruistiche di Charity in the world (
www.charityintheworld.com) ci hanno convinto per la serietà dimostrata dal suo presidente Raffaele Brattoli e la concretezza con cui opera il suo gruppo - spiega Stefano Faita -. Quando un’azienda è in salute, ha i conti in ordine e occupa un posto di rilievo nel mercato, nella fattispecie in quello edilizio e condominiale, è giusto che pensi anche a chi ha meno strumenti e mezzi a disposizione. Aiutare il prossimo diventa dunque un obbligo morale».
«Sicurcond è un’impresa sana e che dimostra di pensare agli altri - riprende Raffaele Brattoli -. Conosco personalmente il suo titolare Stefano Faita, per il quale nutro un profondo rispetto. Voglio ringraziarlo per la donazione. Ricordo inoltre - aggiunge - che cerchiamo aziende con queste caratteristiche. Dedichiamo il 100% del nostro introito alla beneficienza. Attualmente siamo una piccola Onlus, ma ci aspettiamo di crescere nei prossimi anni mantenendo lo stesso principio che ci ha sempre contraddistinto, quello della trasparenza».

]]>
NASCE UNA PARTNERSHIP TRA LA ONLUS CHARITY IN THE WORLD E SICURCOND Tue, 24 Oct 2017 11:54:25 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456973.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456973.html Maurizio Zanoni Maurizio Zanoni L’azienda di Settala devolve un contributo in beneficenza. Il titolare: «Crediamo che una realtà lavorativa, se solida e con i conti in ordine, debba fare la sua parte»

 

 


 


SETTALA (MI), 24 ottobre 2017 - Stipulata una partnership tra Charity in the world e l’impresa edile di Settala Sicurcond Srl. Quest’ultima sponsorizzerà i progetti della Onlus di Peschiera Borromeo che sono in corso tra l’Africa e l’Italia.
Charity in the world è impegnata su molteplici fronti a favore del prossimo: sta costruendo pozzi nel Togo per dare alla popolazione locale, notoriamente povera, la possibilità di approvvigionarsi di acqua potabile vicino a casa; sta aiutando le suore dell’opera Fratel Ettore di Seveso (Monza e Brianza) che hanno a cuore anziani più sfortunati ed emarginati; sta sostenendo famiglie terremotate in Abruzzo e nelle Marche. In particolare, ha dato una mano a una famiglia di fattori che vive in una casa mobile ad Amatrice affinché potesse dotarsi di una cisterna per raccogliere il latte delle mucche che alleva e a una famiglia con figlio autistico di Camerino, in provincia di Macerata, il quale potrà trascorrere il prossimo Natale in un’accogliente casetta di legno.
Tanti buoni propositi questi che hanno incontrato l’interesse di Sicurcond (
www.sicurcond.it).
 «Le finalità altruistiche di Charity in the world (
www.charityintheworld.com) ci hanno convinto per la serietà dimostrata dal suo presidente Raffaele Brattoli e la concretezza con cui opera il suo gruppo - spiega Stefano Faita -. Quando un’azienda è in salute, ha i conti in ordine e occupa un posto di rilievo nel mercato, nella fattispecie in quello edilizio e condominiale, è giusto che pensi anche a chi ha meno strumenti e mezzi a disposizione. Aiutare il prossimo diventa dunque un obbligo morale».
«Sicurcond è un’impresa sana e che dimostra di pensare agli altri - riprende Raffaele Brattoli -. Conosco personalmente il suo titolare Stefano Faita, per il quale nutro un profondo rispetto. Voglio ringraziarlo per la donazione. Ricordo inoltre - aggiunge - che cerchiamo aziende con queste caratteristiche. Dedichiamo il 100% del nostro introito alla beneficienza. Attualmente siamo una piccola Onlus, ma ci aspettiamo di crescere nei prossimi anni mantenendo lo stesso principio che ci ha sempre contraddistinto, quello della trasparenza».

]]>
CONTESTA I SERVIZI SOCIALI, MADRE DI RAVENNA NON PUÒ PIÙ VEDERE I FIGLI - riceviamo e inoltriamo Sat, 21 Oct 2017 14:40:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457494.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457494.html CCDU Onlus CCDU Onlus
CONTESTA I SERVIZI SOCIALI CHE LE HANNO TOLTO IMMOTIVATAMENTE I FIGLI, MADRE DI RAVENNA NON LI PU�’ PIÙ VEDERE
L’appello al sindaco: “Rivoglio i miei bambini!”
 
RAVENNA. Quando le relazioni sentimentali finiscono, spesso a farne le spese sono i figli, utilizzati come strumento di ricatto o di vendetta nei confronti del partner. Così è capitato a una donna di Ravenna, al termine della sua relazione con un uomo che oltre ad aver troncato con lei, ha fatto intervenire i Servizi sociali facendole togliere la custodia dei piccoli. La cattiveria più grande è che non li ha strappati alla madre con l’intento di tenerseli: pertanto i due piccoli, che tre anni fa avevano un paio d’anni appena, sono finiti in una casa famiglia e successivamente presso famiglie affidatarie.
 
«Non comprendiamo il motivo, però, per cui i Servizi sociali li hanno persino divisi e mandati in case differenti» racconta l’avvocato Francesco Miraglia, che si sta occupando del caso, nel tentativo di far riavere alla donna i suoi due bambini. «Come non comprendiamo l’atteggiamento vessatorio e pregiudizievole che gli stessi Servizi sociali mantengono nei confronti di questa madre, cui hanno tolto i figli immotivatamente, senza per altro predisporre un percorso di rientro in famiglia».

Da tre anni, infatti i piccoli vivono presso altre famiglie, senza che i Servizi sociali abbiano mai elaborato un percorso di sostegno alla genitorialità né è stato predisposto alcun progetto di rientro dei minori a casa con la madre.

Ma ancor più grave è stato l’episodio in cui uno dei piccini ha chiesto alla mamma quando sarebbero tornati a casa e lei, per rasserenarlo, ha risposto che sarebbe accaduto presto. Lui, poverino, l’ha raccontato alla famiglia affidataria e l’assistente sociale, con un atto gravissimo, ha convocato madre e figli, dicendo ai piccoli che la mamma mentiva e che non era certo che sarebbero mai rientrati a casa.

Mancano infine una valutazione tecnica e oggettiva dello stato psicologico della donna e dei suoi bambini e della capacità genitoriale di questa mamma: tutte cose che l’avvocato Miraglia ha chiesto ora al Tribunale dei minorenni di Bologna. Il legale ha sottoposto la vicenda anche al sindaco e all’assessore ai Servizi sociali di Ravenna.

«Oltre alle mancanze di progettualità» prosegue l’avvocato Miraglia «un giorno che la madre ha avuto uno scatto d’ira con un’assistente sociale, non solo le hanno impedito di vedere i figli (da ben sette mesi ormai), ma il piano di rientro, che pareva ormai pronto, è saltato. E quando giovedì ci siamo incontrati con gli operatori per discutere insieme della vicenda, il responsabile è sbottato con un “Non credo alla madre”. Vista la completa mancanza di fiducia e di confronto tra gli operatori dei Servizi sociali e la mia cliente, abbiamo chiesto al sindaco di sapere su quali basi viene fondato un rapporto costruttivo tra la pubblica amministrazione e un cittadino, ancor più quando si tratta di due bambini di 4 e 5 anni allontanati dalla propria mamma da quasi tre anni. Non vorremmo che tali mancanze fossero dirette ad allungare i tempi di affidamento eterofamiliare».
 
Avv. Francesco Miraglia






This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>
BASILICATA, CONSIGLIO REGIONALE IN STALLO PER LA SCALATA DEL NO GENDER PACE. ARCIGAY: “UN ERRORE DA NON COMMETTERE” Fri, 20 Oct 2017 12:26:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457420.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457420.html Arcigay Arcigay BASILICATA,  CONSIGLIO REGIONALE IN STALLO PER LA SCALATA DEL NO GENDER PACE. ARCIGAY: “UN ERRORE DA NON COMMETTERE”
Bologna, 20 ottobre 2017 - Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, interviene sul caso dell’elezione dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Basilicata.  “Aveva già dell’incredibile - dichiara -  il fatto che un profilo come quello di Aurelio Pace fosse considerato papabile per la presidenza del Consiglio regionale lucano, con maggioranza di centrosinistra. Ma è ancora più grave il fatto che l’elezione di quella carica sia in stallo da settimane per forzare il nome del consigliere alfaniano, indigesto secondo le cronache a una parte del Partito Democratico. La spaccatura a sinistra creata da Aurelio Pace non è una novità: nel luglio del 2015 fu proprio Pace a farsi promotore di una mozione contro le fantomatiche teorie gender, un testo omofobo rimbalzato in diverse regioni, e a riuscire a farla approvare con un consenso che raccoglieva tanto i voti di Fratelli d’italia quanto quelli di alcuni eletti del Pd. Altri, invece, votarono contro. Anche allora il consigliere Pace fu l’autore dell’assist che permise l’affermazione in aula della peggiore destra di questo Paese. D’altronde le crociate di Pace contro il gender e le famiglie formate da coppie omosessuali rendono molto evidente la sua vicinanza a quella destra. Il caso lucano, allora, merita  un’attenzione non solo locale, perché  molto ci può dire delle alleanze che il Partito Democratico potrebbe imbastire, non solo in Basilicata. Da parte nostra osserviamo con apprensione questa vicenda: l’elezione del consigliere Aurelio Pace alla presidenza è un errore da non commettere, perché rappresenterebbe una legittimazione se non addirittura una promozione della sua azione omofoba e discriminatoria. In tema di uguaglianza e di diritti occorre che la politica dica senza ambiguità da che parte sta: da quella delle unioni civili e del matrimonio egualitario oppure dalla parte di Aurelio Pace. Vie di mezzo non esistono”, conclude Piazzoni.

--

Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)




]]>
GAY BRIDE EXPO, AL VIA DOMANI A BOLOGNA LA TERZA EDIZIONE DELLA FIERA DEDICATA AL SAME SEX WEDDING. ARCIGAY: "UN OSSERVATORIO CHE TESTIMONIA UNA GRANDE TRASFORMAZIONE" Thu, 19 Oct 2017 11:07:40 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457211.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457211.html Arcigay Arcigay GAY BRIDE EXPO, AL VIA DOMANI A BOLOGNA LA TERZA EDIZIONE DELLA FIERA DEDICATA AL SAME SEX WEDDING. ARCIGAY: "UN OSSERVATORIO CHE TESTIMONIA UNA GRANDE TRASFORMAZIONE"

Bologna, 19 ottobre 2017 - E' in programma da venerdì 20 a domenica 22 ottobre a Bologna la terza edizione di Gay Bride Expo, il salone italiano dedicato alle unioni tra persone dello stesso sesso. Organizzato da Bussola Eventi, azienda specializzata nella realizzazione di fiere dedicate al wedding, in collaborazione con BolognaFiere e con il patrocinio di Arcigay nazionale, l’evento si svolgerà all'interno dei padiglioni del quartiere fieristico  (ven: h. 19 / 23; sab e dom: h. 10 / 20 ingresso 5,00  €)  nell’ambito di Bologna Sì Sposa 2017, rassegna di prodotti e servizi per la cerimonia nuziale, giunta alla sua dodicesima edizione. “Anche quest'anno Arcigay patrocinia Gay Bride Expo - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay -, un appuntamento che rappresenta per noi l'occasione preziosa di osservare da vicino l'approcciarsi delle coppie di gay e lesbiche e degli operatori del wedding alla novità delle unioni civili. Molte coppie formate da persone dello stesso sesso hanno affollato i padiglioni della fiera lo scorso anno e ci ha consegnato entusiasmi, desideri, timori, difficoltà. Lo stesso hanno fatto le aziende che per la prima volta si relazionavano con questi nuovi clienti, con le loro aspettative e le loro diverse emozioni. Gay Bride Expo è quindi un'occasione importante per costruire questo incontro e per far sì che questa scoperta reciproca sia per tutti e tutte una bella esperienza".  Dopo il galà inaugurale di venerdì sera, la manifestazione entrerà nel vivo sabato mattina: al taglio del nastro, previsto  per le 10,30, parteciperanno il  presidente di Arcigay, Flavio Romani, e  Sergio Genna, eletto quest'anno "Il gay più bello d'Italia". Alle 11, nel Salotto Sì Sposa TV allestito nell'area Gay Bride Expo, è in programma un incontro patrocinato dal Comune di Bologna e che rifletterà sullo stato delle unioni civili, a un anno dalla loro approvazione. Interverranno: Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, Roberta Li Calzi, consigliera comunale di Bologna e presidente VII Commissione consiliare parità e pari opportunità, e Franco Grillini, storico leader del movimento lgbti. Contributi video di Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice. Modera Alberto Bignardi, presidente Arcigay Modena. Alle 15 il Salotto Sì Sposa tv ospiterà invece l'intervista al prete polacco omosessuale Krzysztof Charamsa e al suo compagno. Docente di prestigiose università pontificie come la Pontificia Università Gregoriana, Charamsa è stato al centro di un caso clamoroso: il suo coming-out, nell'ottobre 2015,  causò la sua rimozione   incarico accademico e dalla commissione teologica internazionale per l'incompatibilità delle sue posizioni con la dottrina della Chiesa cattolica. Domenica 22 ottobre, invece, alle ore 15 interverranno   Eleonora Murtinu e Anna Appeso, la prima coppia ad aver celebrato un'unione civile a Bologna. Nella fiera, per tutti e tre i giorni, sarà allestito un banchetto di Arcigay con materiali informativi e campagne. Per informazioni: http://circuitosisposa.it/fiera/gay-bride-2017/

In allegato le immagini di Sergio Genna e di Krzysztof Charamsa e il suo compagno. 
--

Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


]]>
Cane non mangia cane. E questo a Taranto, come in tutta Italia, non si deve sapere. Wed, 18 Oct 2017 14:27:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457059.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/457059.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Cane non mangia cane. E questo a Taranto, come in tutta Italia, non si deve sapere.

Questo il commento del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS che ha scritto un libro “Tutto su Taranto. Quello che non si osa dire”.

Un’inchiesta di cui nessuno quasi parla. Si scontrano due correnti di pensiero. Chi è amico dei magistrati, dai quali riceve la notizia segretata e la pubblica. Chi è amico degli avvocati che tace della notizia già pubblicata. "Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico", proverbio cinese. Qualcuno a me disse, avendo indagato sulle loro malefatte: “poi vediamo se diventi avvocato”...e così fu. Mai lo divenni e non per colpa mia.

Dei magistrati già sappiamo. C’è l’informazione, ma manca la sanzione. Non una condanna penale o civile. Questo è già chiedere troppo. Ma addirittura una sanzione disciplinare.

Canzio: caro Csm, quanto sei indulgente coi magistrati…, scrive Giovanni M. Jacobazzi il 19 gennaio 2017 su "Il Dubbio". Per il vertice della Suprema Corte questo appiattimento verso l’alto è l’esempio che qualcosa nel sistema di valutazione “non funziona”. La dichiarazione che non ti aspetti. Soprattutto per il prestigio dell’autore e del luogo in cui è stata pronunciata. «Il 99% dei magistrati italiani ha una valutazione positiva. Questa percentuale non ha riscontro in nessuna organizzazione istituzionale complessa». A dirlo è il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio che, intervenuto ieri mattina in Plenum a Palazzo dei Marescialli, ha voluto evidenziare questa “anomalia” che contraddistingue le toghe rispetto alle altre categorie professionali dello Stato. La valutazione di professionalità di un magistrato che era stato in precedenza oggetto di un procedimento disciplinare ha offerto lo spunto per approfondire il tema, particolarmente scottante, delle “note caratteristiche” delle toghe. «È un dato clamoroso – ha aggiunto il presidente Canzio che i magistrati abbiano tutti un giudizio positivo». Questo appiattimento verso l’alto è l’esempio che qualcosa nel sistema di valutazione “non funziona” e che necessita di essere “rivisto” quanto prima. Anche perché fornisce l’immagine di una categoria particolarmente indulgente con se stessa. In effetti, leggendo i pareri delle toghe che pervengono al Consiglio superiore della magistratura, ad esempio nel momento dell’avanzamento di carriera o quando si tratta di dover scegliere un presidente di tribunale o un procuratore, si scopre che quasi tutti, il 99% appunto, sono caratterizzati da giudizi estremamente lusinghieri. Ciò stride con le cronache che quotidianamente, invece, descrivono episodi di mala giustizia. In un sistema “sulla carta” composto da personale estremamente qualificato, imparziale e scrupoloso non dovrebbero, di norma, verificarsi errori giudiziari se non in numeri fisiologici. La realtà, come è noto, è ben diversa. Qualche mese fa, parlando proprio delle vittime di errori giudiziari e degli indennizzi che ogni anno vengono liquidati, l’allora vice ministro della Giustizia Enrico Costa, parlò di «numeri che non possono essere considerati fisiologici ma patologici». Ma il problema è anche un altro. Nel caso, appunto, della scelta di un direttivo, è estremamente arduo effettuare una valutazione fra magistrati che presentato le medesime, ampiamente positive, valutazioni di professionalità. Si finisce per lasciare inevitabilmente spazio alla discrezionalità. Sul punto anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini è d’accordo, in particolar modo quando un magistrato è stato oggetto di una condanna disciplinare. «Propongo al Comitato di presidenza di aprire una pratica per approfondire i rapporti fra la sanzione disciplinare e il conferimento dell’incarico direttivo o la conferma dell’incarico». Alcuni consiglieri hanno, però, sottolineato che l’1% di giudizi negativi sono comunque tanti. Si tratta di 90 magistrati su 9000, tante sono le toghe, che annualmente incappano in disavventure disciplinari. Considerato, poi, che l’attuale sistema disciplinare è in vigore da dieci anni, teoricamente sarebbero 900 le toghe ad oggi finite dietro la lavagna. Un numero, in proporzione elevato, ma che merita una riflessione attenta. Il Csm è severo con i giudici che depositano in ritardo una sentenza ma è di “manica larga” con il pm si dimentica un fascicolo nell’armadio facendolo prescrivere.

Solo un rimbrotto per il pm che "scorda" l'imputato in galera, scrive Rocco Vazzana il 30 novembre 2016 su "Il Dubbio".  Il Csm ha condannato 121 magistrati in due anni. Ma si tratta di sanzioni molto leggere. Centoventuno condanne in più di due anni. È il numero di sanzioni che la Sezione Disciplinare del Csm ha irrogato nei confronti di altrettanti magistrati. Il dato è contenuto in un file che in queste ore gira tra gli iscritti alla mailing list di Area, la corrente che racchiude Md e Movimenti. Su 346 procedimenti definiti - dal 25 settembre 2014 al 30 novembre 2016 - 121 si sono risolti con una condanna (quasi sempre di lieve entità), 113 sono le assoluzioni, 15 le «sentenze di non doversi procedere» e 124 le «ordinanze di non luogo a procedere». L'illecito disciplinare riguarda «il magistrato che manchi ai suoi doveri, o tenga, in ufficio o fuori, una condotta tale che lo renda immeritevole della fiducia e della considerazione di cui deve godere, o che comprometta il prestigio dell'ordine giudiziario». Le eventuali condanne hanno una gradazione articolata in base alla gravità del fatto contestato. La più lieve è l'ammonimento, un semplice «richiamo all'osservanza dei doveri del magistrato», seguito dalla censura, una formale dichiarazione di biasimo. Poi le sanzioni si fanno più severe: «perdita dell'anzianità» professionale, che non può essere superiore ai due anni; «incapacità temporanea a esercitare un incarico direttivo o semidirettivo»; «sospensione dalle funzioni», che consiste nell'allontanamento con congelamento dello stipendio e con il collocamento fuori organico; fino arrivare alla «rimozione» dal servizio. C'è poi una sanzione accessoria che riguarda il trasferimento d'ufficio. Per questo, la sezione Disciplinare può essere considerata il cuore dell'autogoverno. Perché se il Csm può promuovere può anche bloccare una carriera: ai fini interni non serve ricorrere alle pene estreme, basta decidere un trasferimento. E a scorrere il file con le statistiche sui procedimenti disciplinari salta immediatamente all'occhio un dato: su 121 condanne, la maggior parte (90) comminano una sanzione non grave (la censura) e 11 casi si tratta di semplice ammonimento. Le toghe non si accaniscono sulle toghe. La perdita d'anzianità, infatti, è stata inflitta solo a dieci magistrati (due sono stati anche trasferiti d'ufficio), mentre sette sono stati rimossi. Uno solo è stato trasferito d'ufficio senza ulteriori sanzioni, un altro è stato sospeso dalle funzioni con blocco dello stipendio, un altro ancora è stato sospeso dalle funzioni e messo fuori organico. Ma il dato più interessante riguarda le tipologie di illecito contestate. La maggior parte dei magistrati viene sanzionato per uno dei problemi tipici della macchina giudiziaria: il ritardo nel deposito delle sentenze, quasi il 40 per cento dei "condannati" è accusato di negligenze reiterate, gravi e ingiustificate. Alcuni, però, non si limitano al ritardo: il 4 per cento degli illeciti, infatti, riguarda «provvedimenti privi di motivazione», come se si trattasse di un disinteresse totale nei confronti degli attori interessati. Il 23 per cento delle condanne, invece, riguarda una questione che tocca direttamente la vita dei cittadini: la ritardata scarcerazione. E in un Paese in cui si ricorre facilmente allo strumento delle misure cautelari, questo tipo di comportamento determina spesso anche il peggioramento delle condizioni detentive. Quasi il 10 per cento dei giudici e dei pm è stato sanzionato poi per «illeciti conseguenti a reato». Solo il 6,6 per cento delle condanne, infine, è motivato da «comportamenti scorretti nei confronti delle parti, difensori, magistrati, ecc.. ».

Truccati anche i loro concorsi. I magistrati si autoriformino, scrive Sergio Luciano su “Italia Oggi”. Numero 196 pag. 2 del 19/08/2016. Il Fatto Quotidiano ha coraggiosamente documentato, in un'ampia inchiesta ferragostana, le gravissime anomalie di alcuni concorsi pubblici, tra cui quello in magistratura. Fogli segnati con simboli concordati per rendere identificabile il lavoro dai correttori compiacenti pronti a inquinare il verdetto per assecondare le raccomandazioni: ecco il (frequente) peccato mortale. Ma, più in generale, nell'impostazione delle prove risalta in molti casi – non solo agli occhi degli esperti – la lacunosità dell'impostazione qualitativa, meramente nozionistica, che soprattutto in alcune professioni socialmente delicatissime come quella giudiziaria, può al massimo – quando va bene – accertare la preparazione dottrinale dei candidati ma neanche si propone di misurarne l'attitudine e l'approccio mentale a un lavoro di tanta responsabilità. Questo genere di evidenze dovrebbe far riflettere. E dovrebbe essere incrociato con l'altra, e ancor più grave, evidenza della sostanziale impunità che la casta giudiziaria si attribuisce attraverso l'autogoverno benevolo e autoassolutorio che pratica (si legga, al riguardo, il definitivo I magistrati, l'ultracasta, di Stefano Livadiotti).

Ora parliamo degli avvocati. C’è il caso per il quale l’informazione abbonda, ma manca la sanzione.

Un "fiore" da 20mila euro al giudice e il processo si aggiusta. La proposta shock di un curatore fallimentare a un imprenditore. Che succede nei tribunali di Taranto e Potenza? Scrivono di Giusi Cavallo e Michele Finizio, Venerdì 04/11/2016 su “Basilicata 24". L’audio che pubblichiamo, racconta in emblematica sintesi, le dinamiche, di quello che, da anni, sembrerebbe un “sistema” illegale di gestione delle procedure delle aste fallimentari. I fatti riguardano, in questo caso, il tribunale di Taranto. I protagonisti della conversazione nell’audio sono un imprenditore, Tonino Scarciglia, inciampato nei meccanismi del “sistema”, il suo avvocato e il curatore fallimentare nominato dal Giudice.

Aste e tangenti, studio legale De Laurentiis di Manduria nell’occhio del ciclone, scrive Nazareno Dinoi il 9 e 10 novembre 2016 su “La Voce di Manduria”. C’è il nome di un noto avvocato manduriano nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Taranto sulle aste giudiziarie truccate. Il professionista (che non risulta indagato), nominato dal tribunale come curatore fallimentare di un azienda in dissesto, avrebbe chiesto “un fiore” (una mazzetta) da ventimila euro ad un imprenditore di Oria interessato all’acquisto di un lotto che, secondo l’acquirente, sarebbero serviti al giudice titolare della pratica fallimentare. Questo imprenditore che è di Oria, rintracciato e intervistato ieri da Telenorba, ha registrato il dialogo avvenuto nello studio legale di Manduria in cui l’avvocato-curatore avrebbe avanzato la richiesta “del fiore” da 20mila euro. Tutto il materiale, compresi i servizi mandati in onda dal TgNorba, sono stati acquisiti ieri dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri di Taranto.

I presunti brogli nella gestione dei fallimenti. «Infangata la giustizia per scopi elettorali». Il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Vincenzo Di Maggio, attacca il M5S: preferisce il sensazionalismo all’impegno per risolvere i problemi, scrive il 15 novembre 2016 Enzo Ferrari Direttore Responsabile di "Taranto Buona Sera". «Ma quale difesa di casta, noi come avvocati abbiamo soltanto voluto dire che il Tribunale non è un luogo dove si ammazza la Giustizia». Vincenzo Di Maggio, presidente dell’Ordine degli Avvocati, torna sulla polemica che ha infiammato gli operatori della giustizia negli ultimi giorni: l’interpellanza di un nutrito gruppo di senatori Cinquestelle su presunte nebulosità nella gestione delle procedure fallimentari ed esecutive al Tribunale di Taranto.

«Fallimenti ed esecuzioni, le procedure sono corrette». Documento delle Camere delle Procedure Esecutive e delle Procedure Concorsuali, scrive "Taranto Buona Sera” il 10 novembre 2016. Prima l’interrogazione parlamentare del M5S su presunte anomalie nella gestione delle procedure fallimentari, a scapito di chi è incappato nelle procedure come debitore; poi il video della registrazione di un incontro che sarebbe avvenuto tra un imprenditore, il suo avvocato e un curatore fallimentare. Un video dagli aspetti controversi e dai contenuti comunque tutti da verificare. Un’accoppiata di situazioni che ha destato clamore e che oggi fa registrare la netta presa di posizione della Camera delle Procedure Esecutive Immobiliari e della Camera delle Procedure Concorsuali. In un documento congiunto, i rispettivi presidenti, gli avvocati Fedele Moretti e Cosimo Buonfrate, fanno chiarezza a tutela della onorabilità dei professionisti impegnati come curatori e custodi giudiziari ed esprimendo piena fiducia nell’operato dei magistrati.

Taranto, rimborsi non dovuti. Procura indaga sugli avvocati. Riflettori accesi su 93mila euro spesi tra il 2014 e il 2015 dopo un esposto del Consiglio, scrive Mimmo Mazza su “La Gazzetta del Mezzogiorno” dell’11 aprile 2016. Finiscono all’attenzione della Procura della Repubblica i conti dell’Ordine degli avvocati di Taranto. A rivolgersi alla magistratura è stato lo stesso Consiglio, presieduto da Vincenzo Di Maggio, dopo che sarebbero emerse irregolarità contabili riguardanti le anticipazioni e i rimborsi alle cariche istituzionali nell’anno 2014, l’ultimo da presidente per Angelo Esposito, ora membro dal Consiglio nazionale forense. Il fascicolo è stato assegnato al sostituto procuratore Maurizio Carbone, l’ipotesi di reato è quella di peculato essendo l’Ordine degli avvocati ente di diritto pubblico (altrimenti si procederebbe per appropriazione indebita, ma il pm non sarebbe Carbone in quanto quest’ultimo fa parte del pool reati contro la pubblica amministrazione). Di questo se ne è parlato agli inizi, perché l’esposto era dello stesso Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, ma poi nulla si è più saputo: caduto nell’oblio. Il silenzio sarà rotto, forse, dalla inevitabile prescrizione, che rinverdirà l’illibatezza dei presunti responsabili.

E poi c’è il caso, segnalato da un mio lettore, di una eccezionale sanzione emessa dalla magistratura tarantina e taciuta inopinatamente da tutta la stampa.

La notizia ha tutti i crismi della verità, della continenza e dell’interesse pubblico e pure non è stata data alla pubblica opinione.

Il caso di cui trattasi si riferisce ad un esposto di un cittadino, presentato al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto contro un avvocato di quel foro per infedele patrocinio, di cui già pende giudizio civile.

Ma facciamo parlare gli atti pubblicabili.

L’11 maggio 2012 viene presentato l’esposto, il 3 aprile 2013 con provvedimento di archiviazione, pratica 2292, si emette un documento in cui si dichiara che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Taranto delibera la sua archiviazione in quanto “non risultano elementi a carico del professionista tali da configurare alcuna ipotesi di infrazione disciplinare”. L’atto è sottoscritto il 17 novembre 2014, nella sua copia conforme, dall’avv. Aldo Carlo Feola, Consigliere Segretario. Mansione che il Feola ricompre da decenni.

Fin qui ancora tutto legittimo e, forse, anche, opportuno.

E’ successo che, con procedimento penale 2154/2016 R.G.N.R. Mod. 21, il 3 ottobre 2016 (depositata il 6) il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, dr Maurizio Carbone, chiede il Rinvio a Giudizio dell’avv. Aldo Carlo Feola, difeso d’ufficio, “imputato del delitto di cui all’art. 476 c.p. (falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici), perché, in qualità di Consigliere con funzione di Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, rilasciava copia conforme all’originale della delibera datata 3 aprile 2013 del Consiglio, con la quale si disponeva di non dare luogo ad apertura di procedimento disciplinare nei confronti dell’avv. Addolorata Renna, con conseguente archiviazione dell’esposto presentato nei suoi confronti da Blasi Giuseppe. Provvedimento di archiviazione risultato in realtà inesistente e mai sottoscritto dal Presidente del Consiglio dell’Ordine di Taranto. In Taranto il 17 novembre 2014.”

Il Giudice per le Indagini Preliminari, con proc. 6503/2016, il 21 novembre 2016 fissa l’Udienza Preliminare per il 12 dicembre 2016 e poi rinvia per il Rito Abbreviato per il 10 aprile 2017 con interrogatorio dell’imputato ed audizione del teste, con il seguito.

Il Giudice per l’Udienza Preliminare, dr. Pompeo Carriere, il 16 ottobre 2017 con sentenza n. 945/2017 “dichiara Feola Aldo Carlo colpevole del reato ascrittogli, e, riconosciute le circostanze attenuanti generiche, e applicata la diminuente per la scelta del rito abbreviato, lo condanna alla pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione, oltre al pagamento delle spese del procedimento. Pena sospesa per cinque anni, alle condizioni di legge, e non menzione. Visti gli artt. 538, 539, 541 c.p.p., condanna Feola Aldo Carlo al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, da liquidarsi in separato giudizio, nonché alla rifusione delle spese processuali dalla medesima sostenute, che si liquidano in complessivi euro 3.115,00 (tremilacentoquindici) oltre iva e cap come per legge”.

Da quanto scritto è evidente che ci sia stata da parte della stampa una certa ritrosia dal dare la notizia. Gli stessi organi di informazione che sono molto solerti ad infangare la reputazione dei poveri cristi, sennonchè non ancora dichiarati colpevoli.

Travaglio: “I giornali a Taranto non scrivono nulla perchè sono comprati dalla pubblicità”. “E’ vero, ma non per tutti…” Lettera aperta al direttore de IL FATTO QUOTIDIANO, dopo il suo intervento-show al Concerto del 1 maggio 2015 a Taranto, di Antonello de Gennaro del 2 maggio 2015 su "Il Corriere del Giorno". "Caro Travaglio, come non essere felice nel vedere Il Fatto Quotidiano, quotidiano libero ed indipendente da te diretto, occuparsi di Taranto? Lo sono anche io, ma nello stesso tempo, non sono molto soddisfatto della tua “performance” sul palco del Concerto del 1° maggio di Taranto. Capisco che non è facile leggere il solito “editoriale”, senza il solito libretto nero che usi in trasmissione da Michele Santoro, abitudine questa che deve averti indotto a dire delle inesattezze in mezzo alle tante cose giuste che hai detto e che condivido. Partiamo da quelle giuste. Hai centrato il problema dicendo: “A Taranto i giornali non scrivono nulla perchè sono comprati dalla pubblicità”. E’ vero e lo provano le numerose intercettazioni telefoniche contenute all’interno degli atti del processo “Ambiente Svenduto” e per le quali il Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia tergiversa ancora oggi nel fare chiarezza sul comportamento dei giornalisti locali coinvolti, cercando evidentemente di avvicinarsi il più possibile alla prescrizione amministrativa dei procedimenti disciplinari e salvarli”.

Comunque, a parte i distinguo di rito dalla massa, di fatto, però, nessuno di questa sentenza ne ha parlato.

In conclusione, allora, va detto che si è fatto bene, allora, ad indicare la notizia della condanna del Consigliere Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, come un fatto tra quelli che a Taranto son si osa dire…

 

A cura del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS. 099.9708396 – 328.9163996

Leggi i libri e le inchieste su www.controtuttelemafie.it

Promuovi il tuo territorio su www.telewebitalia.eu

Vedi i video ed iscriviti sui canali youtube: Antonio Giangrande - Associazione Contro Tutte le Mafie – Malagiustizia - Telewebitalia 

Scegli i libri di Antonio Giangrande su Amazon.it o su Lulu.com o su CreateSpace.com o su Google Libri

Antonio Giangrande è sui Social Network

Nota stampa inviata ad indirizzo Pubblico. Se disturbo scrivi: Cancella.

 


Mail priva di virus. www.avast.com
]]>
PunkRococò, la serata di beneficenza a Palazzo Corsini Mon, 16 Oct 2017 15:51:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456134.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456134.html FILE ONLUS FILE ONLUS Sabato 21 Ottobre, Palazzo Corsini spalanca le porte per ospitare un’esclusiva serata di beneficenza dal dirompente tema #PunkRococò, ideata da Viola Fantoni e Tommaso Bencistà Falorni, già conosciuto in città per le sue eccentriche feste, e realizzata in collaborazione con FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus, con il contributo della Fondazione Biagioni Borgogni ed il supporto di Banca Ifigest. I fondi raccolti attraverso questa prima edizione, contribuiranno a sostenere il servizio gratuito in cure palliative che la Fondazione offre gratuitamente sul territorio.

 

Punk Rococò mixa l’aristocratica eleganza del ‘700 con l’irriverenza anarchica degli anni ’80: tra parrucche in stile Re Sole e chiodi in pelle borchiati, abiti in pizzo da dama abbinati ad acconciature punk, i selezionati ospiti animeranno le sfarzose sale affrescate creando una esplosiva e divertente atmosfera, tra le colorate installazioni di Mazzanti Piume e Jardin Divers, e giochi di luce a cura di Focuss.it.

L’evento si aprirà con un aperitivo di benvenuto offerto da Prinz Beverage & Food, seguirà cena di Gala per 180 ospiti a cura di Galateo Ricevimenti che realizzerà un menù composto da portate firmate da eccellenze dell’enogastronomia locale. Debuttando con antipasto d’oro nero di Savini Tartufi, si passerà ad una prima portata in stile botticelliano dell’Azienda Agricola Visconti, per proseguire con un insolito secondo di Antica Macelleria Falorni e finire in dolcezza con un dessert impreziosito da Giusto Manetti Battiloro, sorseggiando un buon espresso di Caffè Corsini. Tutte le portate della cena saranno accompagnate dall’ottimo vino dei Marchesi Frescobaldi e Barone Ricasoli e prodotti da forno di Cantinetta da Verrazzano.

Ad allietare il convivio, l’esclusiva performance dell’ospite d’onore Drusilla Foer, madrina chick&shock della serata e l'estrazione di ricchi premi offerti da Luisaviaroma.com.

Gli ospiti saranno ritratti dai fotografi Krtistinn Kis e Leonardo Bertuccelli per la realizzazione di una mostra fotografica a cura di Luca Simonetti.

A seguire, dalle ore 23:00, avrà inizio il party per ulteriori 300 persone, powered by Roberto Cavalli Vodka e Peter in Florence London Dry Gin. In consolle, DJ Andrea Anedda porterà in sala dagli intramontabili di tutti i tempi ai più contemporanei sound del funky house, mentre gli obiettivi dei due fotografi cattureranno gli ospiti nelle pose più plastiche. Gli scatti della serata saranno poi pubblicati su Firenze made in Tuscany magazine, media partner dell’evento insieme a RDF 102.7. Tutti i nominativi in grassetto sono partner ufficiali dell'evento.

FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus si adopera ogni giorno per riconoscere alla persona malata il diritto di non soffrire inutilmente: maggiori dignità e qualità della vita sono infatti i capisaldi su cui è fondato il nostro servizio di cure palliative. Grazie alla professionalità e alla presenza costante di 25 operatori sanitari e di numerosi volontari, la nostra Fondazione rappresenta una sicurezza per i malati gravi e per le loro famiglie: queste persone, infatti, non vengono mai lasciate sole e possono contare su un aiuto qualificato in qualsiasi momento. Dal 2002 ad oggi abbiamo assistito migliaia di pazienti nelle città di Firenze, Prato e nelle loro province e, solamente lo scorso anno, ci siamo presi cura di circa 1.800 persone sia nelle loro case che in hospice. Anche i familiari dei pazienti hanno per noi un’importanza fondamentale: sono infatti affiancati sia durante il percorso di malattia che nella successiva fase di elaborazione delle loro perdite attraverso la possibilità di partecipare a gruppi di auto mutuo aiuto per l’elaborazione del lutto. Inoltre, abbiamo sviluppato forme di sostegno mirate nei confronti di bambini e adolescenti eventualmente presenti nel nucleo familiare che ha subìto una perdita per aiutarli a superare la difficile prova che stanno vivendo, considerandone i bisogni affettivi, le difficoltà emozionali ed i disagi relazionali.

 

#punkrococo     #fileonlus

 

INFO E PREVENDITE

Prevendita Gala Dinner

Silvia Groppa  Tel. 055 2001212 – e-mail: s.groppa@leniterapia.it

 

Prevendita Party https://www.eventbrite.it/e/biglietti-punk-rococo-the-party-38535251976

]]>
Genitori e Famiglia: SÌ alla libertà di scelta Fri, 13 Oct 2017 13:40:33 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456614.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/456614.html CCDU Onlus CCDU Onlus

Genitori e Famiglia: SÌ alla libertà di scelta

Lungimirante decisione dei Servizi Sociali che ha garantito la libertà di scelta terapeutica dei genitori, scongiurando l’allontanamento del bambino dalla famiglia. CCDU: si consolida la libertà di scelta e il principio di sussidiarietà
 

Lombardia. Oggi una mamma ci ha scritto una lettera: suo figlio è uscito da scuola felice e sorridente con il suo quadernone rosso sotto il braccio!

Non è la pubblicità di una merendina, e nemmeno una notizia scontata. L’immagine, infatti, rappresenta la validità della decisione dei Servizi sociali di una provincia lombarda, che ha garantito la libertà di scelta dei genitori e il diritto all’apprendimento del bambino, oltre a scongiurare il suo allontanamento dagli affetti familiari.

La vicenda inizia sette anni fa, ma precipita nel mese di settembre del 2016, quando il bambino inizia la scuola elementare: le maestre segnalano un forte disadattamento sociale e relazionale del bambino, e intervengono i servizi sociali. Il Servizio di neuropsichiatria infantile della ASL sentenzia: va tolto dalla famiglia! I genitori �“ lui un ufficiale dei Carabinieri, lei una mamma a tempo pieno �“ sarebbero pregiudizievoli per lo sviluppo del bambino.

La mamma non si abbatte e si rivolge al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) per denunciare la propria sofferenza; e alla Prof.ssa Vincenza Palmieri �“ per una consulenza tecnica, quale psicologo forense �“ e per attivare un sostegno pedagogico familiare.

Ecco il suo racconto, in questa lettera:

«Voglio scrivere questa lettera per dare coraggio ad altre famiglie come la mia.

Sette anni fa venne al mondo mio figlio, in Piemonte. Nacque col torcicollo e la testa inclinata. La fisiatra mi consigliò una serie di esercizi e il bambino ritornò col capo composto.

A distanza di qualche mese ci trasferimmo in Lombardia, dove iniziò un vero e proprio calvario. Andammo a una visita di routine dalla neuropsichiatra e da lì iniziò il tormento. Iniziò a diagnosticare patologie inverosimili a un bambino di soli 7 mesi. E non ci fu nessun verso di poter cambiare neuropsichiatra in tutta la provincia. Non c'era verso di uscire da quel tunnel oscuro, diagnosi contro diagnosi, dal disturbo evolutivo specifico misto si arrivò al ritardo mentale.

Ma non trovando nulla come risposta concreta in tutti gli esami effettuati, la neuropsichiatra iniziò a darmi la colpa come mamma. […]

Lì, abbiamo deciso di rivolgerci al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus.

Inoltre, ho cercato un istituto più competente. Tra le pagine di Internet mi si aprono le porte e le strade dell’INPEF. Conosco la dottoressa Vincenza Palmieri e riferiamo all’assistente sociale che avremmo voluto e preferito che a seguirci fosse solo la dott.ssa Palmieri con il suo staff dell’INPEF […]. E l’assistente sociale ha accettato!!! […]

Dopo vari colloqui con l'equipe, e gli approfondimenti professionali eseguiti da questo Istituto, si riscontra che quanto scritto dalla neuropsichiatra, la patologia di RITARDO MENTALE AL LIMITE COL BORDERLINE, non ci azzeccava nulla con mio figlio […] quindi la diagnosi che gli è stata data con la relativa legge 104 non era per niente esatta.

Mi hanno privato nell'arco di 7 anni di poter fare un altro figlio perché era probabile che venisse al mondo ritardato anche lui (messo per iscritto dalla neuropsichiatria).

La prima scuola primaria dov'era iscritto il bambino lo emarginava, veniva messo in fondo all'aula da solo col banchetto, deriso dagli amici e trattato male, il bambino viveva con sofferenza l’ambiente scolastico. Le docenti avevano un atteggiamento non professionale e l'assistente sociale ha accordato con noi il cambio scuola. Portandolo in un’altra scuola la situazione è migliorata fortunatamente.

A oggi posso dire che l'intervento della Prof.ssa Palmieri è stato fondamentale per portare verità e giustizia in una famiglia cui per ben 7 anni era stato inculcato di avere un bambino non normale ma con handicap, e poterlo così educare, non etichettare da falso malato. Sicuramente con l'intervento della Prof.ssa Palmieri si è potuto anche evitare l'ennesimo sequestro di stato di un minore che poteva esser portato via alla famiglia originaria.

Oggi mio figlio vive in modo sereno l'ambito scolastico con i compagni, si sente a suo agio e rispettato come bambino, non è etichettato da malato, ha la gioia di eseguire i compiti scolastici nel suo quadernone e non vede l’ora di mostrare a noi genitori il quadernone con i compiti svolti. Esce dalla scuola col sorrisone di dire mamma sono uscito assieme ai miei compagni col loro stesso orario, e ho fatto il bravo. Una mamma.»

«Esprimiamo grande soddisfazione per l’esito positivo della vicenda e l’importante decisione dei Servizi sociali che sancisce e rafforza la libertà di scelta dei genitori per quanto riguarda gli aspetti scolastici e pedagogici. Viene anche garantito il principio di sussidiarietà su cui si fonda l’Unione Europea.»

Sostiene Paolo Roat, Responsabile Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, che conclude:

«Notiamo da anni un eccessivo interventismo da parte delle istituzioni, a volte una sorta di accanimento istituzionale e terapeutico, che preferisce un approccio sanitario-psichiatrico anziché socio-educativo.

Questa vicenda dimostra ancora una volta ciò che sosteniamo da anni: lavorando in coordinazione tra servizi sociali, enti e professionisti graditi alla famiglia, si ottengono risultati inaspettati, valorizzando il ruolo e le risorse dei genitori e della famiglia, prevenendo percorsi sanitari o istituzionalizzanti per problemi che spesso sono esclusivamente educativi.»

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus







This email was sent to pubblica@comunicati.net
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
CCDU · Trento, TN, Italia · Trento, TN 30121 · Italy

Email Marketing Powered by MailChimp
]]>