Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Varie Thu, 18 Jan 2018 15:00:40 +0100 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/1 Coppia minacciata dall’operatore. Appello al Sindaco! Tue, 16 Jan 2018 10:48:07 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/466255.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/466255.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Coppia minacciata dall’operatore. Appello al Sindaco!
Appello al sindaco. Mamma e papà sarebbero stati minacciati di perdere il figlio se non cambiano avvocato. CCDU Onlus: storia di malapsichiatria, basta pregiudizi di natura eugenetica.
 
Bari. Secondo quanto riferito dalla stampa, la coppia sarebbe stata minacciata da un operatore che avrebbe fatto perdere loro il figlio se non cambiavano avvocato. Ecco il loro appello al Sindaco: “Gentile Sindaco di Turi dott. Domenico Coppi, Le chiediamo di intervenire per salvaguardare nostro figlio e la nostra famiglia dall’operatore che ci ha minacciati […]. Le chiediamo un incontro per permetterci di spiegare la situazione della nostra famiglia e per garantire a nostro figlio il diritto di crescere ed essere educato nella sua famiglia. Ci risulta che nonostante questo gravissimo avvenimento l’operatore stia ancora lavorando con i bambini e le famiglie e comprenderà qual è ora la nostra fiducia nelle istituzioni.”

L’episodio sarebbe una ritorsione contro la decisione dell’avvocato di contestare in Tribunale alcune affermazioni incorrette nella sua relazione, in particolare in merito alla presenza o meno di una balaustra. La famiglia non si è lasciata intimidire, e l’avvocato della coppia, Francesco Miraglia, ha informato il Giudice, chiedendo che l’operatore e il servizio siano allontanati dal caso di questo bambino e di questa famiglia.

Il fatto assume un aspetto ancora più grottesco se si considera che l’allontanamento del bimbo dalla sua famiglia non era stato motivato da abusi o maltrattamenti, ma da una cosiddetta patologia psichiatrica della madre etichettata dallo psichiatra del Centro di Salute Mentale di avere una “personalità dai tratti patologici” (impulsività, aggressività estrema, incapacità di prendere decisioni e mantenerle, capacità manipolativa) che necessiterebbe di una “ristrutturazione cognitiva”.

Una diagnosi psichiatrica non è basata su alcun riscontro oggettivo (test di laboratorio, radiografia o altro) e non è nemmeno confermata da evidenze probatorie (casi di violenza documentati da testimonianze o referti di pronto soccorso). La mamma non aveva e non ha mai dato segni di pericolosità nei confronti del bambino eppure le era stato addirittura intimato di assumere psicofarmaci pena la perdita della responsabilità genitoriale. La mamma si era quindi rivolta al nostro Comitato.

Recentemente, dopo indagini approfondite, il Tribunale stava procedendo verso un rientro a casa del bambino con visite quotidiane dei genitori e crescenti rientri a casa, ma questo ricongiungimento rischiava di essere compromesso dalla controversa relazione dell’operatore.

“Ci auguriamo che il Sindaco raccolga l’appello dei genitori.” Dichiara Paolo Roat, Responsabile Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. “Secondo l’articolo 23 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, esse hanno il diritto di decidere liberamente e responsabilmente riguardo al numero dei figli e all’intervallo tra le nascite e di avere accesso in modo appropriato secondo l’età, alle informazioni in materia di procreazione e pianificazione familiare, e siano forniti i mezzi necessari ad esercitare tali diritti. Poche settimane fa, lo stesso Procuratore Generale della Cassazione Francesca Ceriani ha messo un freno a queste operazioni di «genetica familiare» affermando che anche i bambini dei mafiosi hanno il diritto di crescere in famiglia. In psichiatria ci sono ancora pregiudizi di natura eugenetica e in alcuni casi si tende a togliere il figlio di una mamma con disagi mentali invece di aiutare la famiglia. Ci auguriamo che gli operatori e i professionisti che ancora accettano queste teorie disumane vengano o corretti o allontanati dal campo della tutela dei minori.”
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus







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SAVONA, TEORIE RIPARATIVE PROPAGANDATE IN UNO STUDIO MEDICO. ARCIGAY: "FATTO GRAVISSIMO, L'ORDINE INTERVENGA. I PARTITI SI IMPEGNINO PER UNA LEGGE CHE VIETI QUESTE VIOLENZE" Fri, 12 Jan 2018 13:22:20 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465935.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465935.html Arcigay Arcigay SAVONA, TEORIE RIPARATIVE PROPAGANDATE IN UNO STUDIO MEDICO. ARCIGAY: "FATTO GRAVISSIMO, L'ORDINE INTERVENGA. I PARTITI SI IMPEGNINO PER UNA LEGGE CHE VIETI QUESTE VIOLENZE"
Bologna, 12 gennaio 2017 - "Un fatto gravissimo, una violenza su cui è urgente intervenire": Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, si scaglia duramente contro il medico di base di Savona che nell'ambulatorio pubblicizza le teorie riparative della comunità terapeutica Lot, che promettono agli omosessuali di "riconquistare la propria eterosessualità". "L'aggravante - prosegue Piazzoni - la troviamo questa mattina nelle dichiarazioni del medico di famiglia, il dottor Fabio Vaccaro, che associa l'omosessualità all'Alzheimer e al diabete. Su questo pretendiamo un'azione esemplare dell'ordine dei medici, che sanzioni questa sciocchezza come tutte le altre notizie false che voglio generare allarme nella popolazione. Non si tratta soltanto di "offese", come il medico con inaccettabile superficialità vuol fare intendere: si tratta di persone che tentano di convincere altre persone, clinicamente sane, di essere affette invece una patologia, per poi lucrare sulla fantomatica "cura". Questo è un raggiro che si compie sulla pelle delle persone più fragili, infierendo sulle loro insicurezze e costringendole a reprimere i propri istinti e i propri sentimenti. Non c'è nulla di più grave di un medico che diagnostica ai pazienti malattie che non esistono: è per questo che pretendiamo parole chiare e severe da parte delle autorità competenti. Non solo: questa legislatura si chiude con una proposta di legge presentata dal senatore Sergio Lo Giudice ma mai discussa in aula, per mettere fuorilegge le cosiddette teorie riparative, come avviene per ogni altra sevizia fisica e psicologica e così come è già avvenuto negli Stati Uniti. L'iniziativa di Lo Giudice non deve spegnersi assieme alla legislatura ma deve essere impegno urgente di quella che si aprirà dopo il voto del 4 marzo", conclude Piazzoni.
"La notizia del poster affisso nell'ambulatorio medico - commenta Mirko Principato, presidente del circolo  Arcigay Apertamente di Savona - colpisce duramente la nostra comunità: come può sentirsi una persona omosessuale che, andando dal medico curante per qualsiasi ragione, si trovi di fronte quella pubblicità? Quanti omosessuali vengono allontanati dal servizio sanitario pubblico da propagande del genere? Quante famiglie con persone omosessuali vengono tratte in inganno con aspettative false e lesive delle persone? La questione è molto seria: quei manifesti devono sparire da quell'ambulatorio e quel medico deve ricevere la sanzione che merita", conclude.

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)




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Vola negli Stati Uniti con la borsa di studio “Fulbright - Roberto Wirth” 2018/2019 e costruisci il tuo futuro! Wed, 10 Jan 2018 14:28:59 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465423.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465423.html Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi E’ uscito il bando di concorso per chi aspira a diventare professionista nell’ambito della sordità infantile 

Roma – La borsa di studio “Fulbright – Roberto Wirth” non manca all’appuntamento con chi aspira a diventare un professionista nell’ambito della sordità infantile. Anche quest’anno, infatti, Roberto Wirth, Presidente del Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Onlus (CABSS), e la Commissione Fulbright per gli Scambi Culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti sono lieti di annunciare la pubblicazione del bando per l’anno accademico 2018/2019. I candidati devono essere cittadini italiani iscritti almeno al secondo anno di università o in possesso di un titolo di Laurea. Il vincitore studierà presso la Gallaudet University, Washington D.C., primo ateneo al mondo bilingue (Lingua dei Segni Americana e Inglese) accessibile anche agli studenti sordi e sordastri.

La borsa di studio “Fulbright – Roberto Wirth” offre l’opportunità di specializzarsi in un’area inerente la sordità e di contribuire, una volta tornati in Italia, al benessere dei bambini sordi in età prescolare.

La borsa di studio ha origine nel 1992 per volontà di Roberto Wirth, sordo profondo dalla nascita e da sempre sensibile alle particolari esigenze dei bambini sordi. Nel corso di questi 25 anni, molti giovani studenti sordi hanno avuto la possibilità di specializzarsi negli Stati Uniti e di diventare professionisti d’eccellenza nell’ambito della sordità infantile in Italia.

La borsa di studio fa parte del Programma Fulbright, ideato nel 1946 dal Senatore statunitense J. William Fulbright e oggi ritenuto il più antico e vasto programma governativo nell’ambito degli scambi culturali nel mondo.

Per candidarsi alle selezioni è necessario compilare la domanda di partecipazione, scaricabile dal sito web www.fulbright.it e inviarla alla Commissione Fulbright entro e non oltre il 28 febbraio 2018.

Sogna il tuo futuro e costruiscilo alla Gallaudet University!


Per informazioni: Dott.ssa Stefania Fadda

Via Nomentana, 56 - 00161 Roma

T. + 39 06 89 56 10 38 - C. + 331 85 20 534

E-mail: info@cabss.it

 

www.cabss.it

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Vola negli Stati Uniti con la borsa di studio “Fulbright - Roberto Wirth” 2018/2019 e costruisci il tuo futuro! Wed, 10 Jan 2018 14:28:04 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465422.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465422.html Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi E’ uscito il bando di concorso per chi aspira a diventare professionista nell’ambito della sordità infantile

Roma – La borsa di studio “Fulbright – Roberto Wirth” non manca all’appuntamento con chi aspira a diventare un professionista nell’ambito della sordità infantile. Anche quest’anno, infatti, Roberto Wirth, Presidente del Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Onlus (CABSS), e la Commissione Fulbright per gli Scambi Culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti sono lieti di annunciare la pubblicazione del bando per l’anno accademico 2018/2019. I candidati devono essere cittadini italiani iscritti almeno al secondo anno di università o in possesso di un titolo di Laurea. Il vincitore studierà presso la Gallaudet University, Washington D.C., primo ateneo al mondo bilingue (Lingua dei Segni Americana e Inglese) accessibile anche agli studenti sordi e sordastri.

La borsa di studio “Fulbright – Roberto Wirth” offre l’opportunità di specializzarsi in un’area inerente la sordità e di contribuire, una volta tornati in Italia, al benessere dei bambini sordi in età prescolare.

La borsa di studio ha origine nel 1992 per volontà di Roberto Wirth, sordo profondo dalla nascita e da sempre sensibile alle particolari esigenze dei bambini sordi. Nel corso di questi 25 anni, molti giovani studenti sordi hanno avuto la possibilità di specializzarsi negli Stati Uniti e di diventare professionisti d’eccellenza nell’ambito della sordità infantile in Italia.

La borsa di studio fa parte del Programma Fulbright, ideato nel 1946 dal Senatore statunitense J. William Fulbright e oggi ritenuto il più antico e vasto programma governativo nell’ambito degli scambi culturali nel mondo.

Per candidarsi alle selezioni è necessario compilare la domanda di partecipazione, scaricabile dal sito web www.fulbright.it e inviarla alla Commissione Fulbright entro e non oltre il 28 febbraio 2018.

Sogna il tuo futuro e costruiscilo alla Gallaudet University! 

Per informazioni: Dott.ssa Stefania Fadda

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COPPIA MINACCIATA DAI SERVIZI SOCIAL Scegliete “un nostro” avvocato o il bimbo non lo rivedrete più Mon, 08 Jan 2018 16:57:00 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465356.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465356.html CCDU Onlus CCDU Onlus
 
Spettabile redazione, inoltriamo questa incredibile notizia con preghiera di pubblicazione.
 
BARI: COPPIA MINACCIATA DAI SERVIZI SOCIALI. “O scegliete  “un nostro”  avvocato o il bimbo non lo rivedrete più”

BARI. Colpevoli di avere un avvocato talmente “rompiscatole” da aver denunciato alcune irregolarità e pregiudizi commessi da alcuni operatori dei Servizi sociali che operano in provincia di Bari verso una coppia, da cui è stato temporaneamente allontanato il figlioletto. Segnalazioni che non sono state ben accettate dagli operatori sociali, che hanno infatti intimato alla coppia di cambiare avvocato e di sceglierne uno di concerto con loro. Altrimenti? “Siccome il giudice fa come diciamo noi, il bambino rischiate di non vederlo più” è stata la risposta dell’educatore che si occupa del piccolo.

«Un fatto gravissimo e inaudito» commenta l’avvocato Francesco Miraglia, legale della coppia. «Oltre a costituire una vera e propria minaccia, le parole dell’educatore lascerebbero intendere che giudici, avvocati e assistenti sociali operino di comune accordo, in una sorta di “collusione” non sempre a favore del benessere dei bambini allontanati da casa, si potrebbe pure pensare. Chi garantisce infatti che le decisioni assunte siano prive di pregiudizi? Nella vicenda che riguarda i miei assistiti, di pregiudizi, purtroppo, ne abbiamo riscontrati, e anche gravi. Come viene pure da pensare: se qualcuno non ha un avvocato “compiacente” o se non ha il coraggio o la forza di opporsi, rischia di accettare, suo malgrado, una sentenza ingiusta, che nel caso del Tribunale dei minori si traduce nell’allontanamento dei propri figli».

La coppia in questione da due anni è seguita dai Servizi sociali, che si occupano del piccolo e che periodicamente lo riaccompagnano in famiglia, senza mai, però, che si concretizzi un rientro definitivo, sempre rinviato. Ma la cosa più grave è che in sede di udienza in tribunale, gli assistenti sociali hanno riferito che la coppia non sarebbe in grado di occuparsi del bambino non avendo neppure una balaustra a protezione del terrazzo. La balaustra esiste eccome, come dimostrato dalla coppia. «Una inesattezza che, se mai smentita, in qualunque giudice avrebbe potuto instillare il dubbio che questi genitori non siano idonei ad occuparsi del figlioletto» prosegue l’avvocato Miraglia. «Ho preteso una rettifica, che infatti è arrivata, sebbene i Servizi sociali non ritengano che “tale inesattezza possa aver alterato il contenuto dell’atto stesso”. Per noi invece è gravissimo, perché insinua il dubbio che la casa non possa essere sicura e l’atteggiamento dei genitori non sia idoneo Ma ben più grave è stato il comportamento seguito a questa mia richiesta: uno degli educatori ha chiesto alla coppia di ricusarmi e anzi di denunciarmi pure, per scegliere poi un nuovo avvocato insieme ai Servizi sociali stessi. In caso contrario, siccome il giudice fa come dicono gli assistenti sociali, rischiavano di non vedere più il figlio. Tutto documentato. Trattandosi di affermazioni gravi, che gettano ombre sull’operato delle istituzioni pubbliche, degli avvocati e anche del tribunale stesso, abbiamo quindi richiesto un’udienza urgente e che sia poi il giudice stesso, accertati i fatti, ad inviare la documentazione in Procura per avviare delle indagini. Invitiamo inoltre il sindaco della località in cui vive la famiglia, che ben conosce la situazione, ad accertare l’operato dei suoi Servizi sociali». 
 
Avv. Francesco Miraglia







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"La gente non legge, non sa, ma sceglie, decide e parla". Mon, 08 Jan 2018 15:43:49 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465345.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/465345.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

“La gente non legge, non sa, ma sceglie, decide e parla”.

Intervista al sociologo storico Antonio Giangrande, autore di un centinaio di saggi che parlano di questa Italia contemporanea, analizzandone tutte le tematiche, divise per argomenti e per territorio.

Dr Antonio Giangrande di cosa si occupa con i suoi saggi e con la sua web tv?

«Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!»

Perché dice che “La gente non legge, non sa, ma sceglie, decide e parla”.

«Libri, 6 italiani su dieci non leggono. In Italia poi si legge sempre meno. Siamo tornati ai livelli del 2001. Un dato resta costante da decenni: una famiglia su 10 non ha neppure un libro in casa. I dati pubblicati dall’Istat fotografano l’inesorabile diminuzione dei lettori, con punte drammatiche al Sud. Impietoso il confronto con l’estero, scrive il 27 dicembre 2017 Cristina Taglietti su "Il Corriere della Sera". La gente usa esclusivamente i social network per informarsi tramite lo smartphone od il cellulare. Non usa il personal computer perchè non ha la fibra in casa che ti permette di ampliare più comodamente e velocemente la ricerca e l'informazione. La gente, comunque, non va oltre alla lettura di un tweet o di un breve post, molto spesso un fake nato dall'odio o dall'invidia, e lo condivide con i suoi amici. Non verifica o approfondisce la notizia. Non siamo nell'era dell'informazione globale, ma del "passa parola" totale. Di maggiore impatto numerico, invece, è la ricerca sui motori di ricerca, non di un tema o di un argomento di cultura o di interesse generale, ma del proprio nome. Si digita il proprio nome e cognome, racchiuso tra virgolette, per protagonismo e voglia di notorietà e dalla ricerca risulta quanti siti web lo citano. Non si aprono quei siti web per verificare il contenuto. Si fermano sulla prima frase che appare sulla home page di Google o altri motori similari, estrapolata da un contesto complesso ed articolato.  Senza sapere se la citazione è diffamatoria o meritoria o riconducibile all'autore da lì partono querele, richieste di rimozione per diritto all’oblio o addirittura indifferenza».

Ha un esempio da fare sull’impedimento ad informare?

«Esemplari sono le querele e le richieste di rimozione. Libertà di informazione, nel 2017 minacciati 423 giornalisti. I dati dell'osservatorio promosso da Fnsi e Ordine. La tipologia di attacco prevalente è l'avvertimento (37 per cento), scrive il 31 dicembre 2017 "La Repubblica". Ognuno di questi operatori dell'informazione è stato preso di mira per impedirgli di raccogliere e diffondere liberamente notizie di interesse pubblico. La tipologia di attacco prevalente è stata l'avvertimento (37 per cento) seguita dalle querele infondate e altre azioni legali pretestuose (32 per cento)».

E sull’indifferenza…

«Le faccio leggere un dialogo tra me e un tizio che mi ha contattato senza conoscermi, nonostante la mia notorietà. Uno dei tanti italiani che non si informa, ma usa internet in modo distorto. Uno di quel popolo di cercatori del proprio nome sui motori di ricerca e che vive di tweet e post. Un giorno questo tizio mi chiede “Lei ha scritto quel libro?”

E' un saggio - rispondo io. - L'ho scritto e pubblicato io e lo aggiorno periodicamente. A tal proposito mi sono occupato di lei e di quello che ingiustamente le è capitato, parlandone pubblicamente in modo disinteressato, come ristoro delle sofferenze da lei subite, pubblicando l'articolo del giornale in cui è stato pubblicato il pezzo. Inserendolo tra le altre testimonianze. Comunque ho scritto anche un libro sul territorio di riferimento. Come posso esserle utile?

“Volevo giusto capire, io mi sono imbattuto per caso nell'articolo, cercando il mio nome... E sotto l'articolo ho visto un link che mi collegava al suo saggio...Capire più che altro perché prendere articoli di giornale su altra gente e farne un saggio... Sono solo curiosità”.

E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte - spiego io. - I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta...” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso...” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. In generale. Dico, in generale: io non esprimo mie opinioni. Prendo gli articoli dei giornali, citando doverosamente la fonte, affinchè non vi sia contestazione da parte dei coglioni citati, che siano essi vittime, o che siano essi carnefici. Perchè deve sapere che i primi a lamentarsi sono proprio le vittime che io difendo attraverso i miei saggi, raccontando tutto quello che si tace.

"Siccome io le ho detto mi sono solo imbattuto per "caso"... Io ho visto questa cosa e sinceramente l'ho letta perché ho visto il mio nome, ma se dovessi prendere il suo saggio e leggerlo non lo farei mai. Perché: Cerco di lavorare ogni giorno con le mie forze. I miei aggiornamenti sono tutt'altro. Faccio tutto il possibile per offrirmi un futuro migliore. Sono sempre impegnato e non riuscirei a fermarmi due minuti per leggere".

Rispetto la sua opinione - rispondo. - Era la mia fino ai trent'anni. Dopo ho deciso che è meglio sapere ed essere che avere. Quando sai, nessuno ti prende per il culo...

"Ma per le cose che mi possono interessare per il mio lavoro e il mio futuro nessuno mi può prendere per il culo ... Poi è normale che in ogni campo ci sia l'esperto…"»

Come commenta...

«Confermo che quando sai, nessuno ti prende per il culo. Quando sai, riconosci chi ti prende per il culo, compreso l’esperto che non sa che a sua volta è stato preso per il culo nella sua preparazione e, di conseguenza sai che l’esperto, consapevole o meno, ti potrà prendere per il culo».

Comunque rimane la soddisfazione di quei quattro italiani su dieci che leggono.

«Sì, ma leggono cosa? I più grandi gruppi editoriali generalisti, sovvenzionati da politica ed economia, non sono credibili, dato la loro partigianeria e faziosità. Basta confrontare i loro articoli antitetici su uno stesso fatto accaduto. Addirittura, spesso si assiste, sulle loro pagine, alla scomparsa dei fatti. Di contro troviamo le piccole testate nel mare del web, con giornalisti coraggiosi, ma che hanno una flebile voce, che nessuno può ascoltare. Ed allora, in queste condizioni, è come se non si avesse letto nulla».

Concludendo?

«La gente non legge, non sa, ma sceglie, decide e parla...e vota. Nel paese degli Acchiappacitrulli, più che chiedere voti in cambio di progetti, i nostri politici sono generatori automatici di promesse (non mantenute), osannati da giornalisti partigiani. Questa gente che non legge, non sa, ma sceglie, decide e parla, voterà senza sapere che è stata presa per il culo, affidandosi ai cosiddetti esperti. I nostri politici gattopardi sono solo mediocri amministratori improvvisati assetati di un potere immeritato. Governanti sono coloro che prevedono e governano gli eventi, riformando ogni norma intralciante la modernità ed il progresso, senza ausilio di leggi estemporanee ed improvvisate per dirimere i prevedibili imprevisti»

A cura del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ONLUS. 099.9708396 – 328.9163996

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Due bambini tornano in famiglia per Natale Sun, 24 Dec 2017 11:25:55 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464449.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464449.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Due bambini tornano in famiglia per Natale
Il Tribunale di Cagliari ha posto fine al calvario di questa famiglia rimandando i bambini a casa. Il bambino aveva riferito di maltrattamenti dagli operatori con tanto di lividi e contusioni. Ora finalmente la bella notizia.
 
Sulcis. Ieri, al termine di una concitata discussione con gli operatori della Comunità, la mamma e l’avvocato hanno riportato a casa due bambini. Il bambino più grande, figlio di un precedente papà ora defunto, sarà collocato con la zia e la mamma, mentre la più piccola starà con il padre. I due fratelli potranno continuare a frequentarsi. A quanto ci viene riferito, il ritorno entro le feste natalizie rischiava addirittura di saltare: la Comunità si era rifiutata di consegnare i bambini ed è stato necessario l’intervento dei Carabinieri per far eseguire il Decreto. Ora finalmente questi bimbi potranno passare il Natale in famiglia.

La notizia di questi bambini aveva suscitato polemiche sulla stampa locale perché erano stati tolti alla mamma rea, a dire degli operatori della Comunità, di essere troppo permissiva e indulgente. Secondo la testimonianza di uno dei bambini, l’educazione impartita da questi operatori invece era molto più rigida: il ragazzo ha riferito maltrattamenti subiti in Comunità con tanto di lividi e lesioni documentate. Eppure, nonostante la denuncia della mamma alle forze dell’ordine e l’interessamento diretto e formale del Consolato del Brasile in Italia, i Servizi Sociali non si erano mossi perché “non avrebbero creduto alla mamma”. Ora finalmente il Tribunale ha compreso e li ha riportati a casa.

«Siamo molto lieti che il Tribunale abbia accolto le richieste dei genitori, ricollocando questi bambini nella loro famiglia.»
Esulta Paolo Roat Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus.
«Come abbiamo sostenuto fin dall’inizio, questo allontanamento “non s’aveva da fare”. Le accuse rivolte alla madre erano mere valutazioni arbitrarie: allontanare un bambino in base a valutazioni psicologiche, prive di qualsiasi riscontro oggettivo (analisi di laboratorio, radiografie o altro) è una grave violazione dei diritti dei bambini. Finalmente il tribunale ha posto fine a questa ingiustizia. Ringraziamo l’avvocato Manuela Saddi che si è battuta come un leone per questi due bambini. Un sentito ringraziamento va anche al Console dott. Alfonso Carbonar e a tutto il Consolato Generale del Brasile a Roma per l’aiuto vero ed efficace dato a questa mamma brasiliana e ai suoi bambini.»
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
 







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Regalo di Natale: una casa e una famiglia per un bimbo Fri, 22 Dec 2017 08:17:31 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464374.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464374.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Regalo di Natale: una casa e una famiglia per un bimbo
Raccolto l’appello del CCDU: sabato 23 dicembre alcuni cittadini aiuteranno la famiglia a sistemare la casa per permettere a un bimbo di due anni di tornare a casa con la sua famiglia.
 
Brescia. È stato ascoltato l’appello del Comitato di Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. Sabato 23 dicembre alcuni cittadini e associazioni si recheranno presso la casa di questa famiglia del bresciano per sistemare la casa e permettere a una mamma e a un bambino di rientrare in casa. Anche la ditta Iannuzzi impianti elettrici e industriali di Poviglio (Reggio Emilia) ha dato la sua disponibilità per sistemare e mettere a norma l’impianto elettrico. Ci auguriamo di trovare presto anche un idraulico.

I cittadini locali hanno risposto così alla notizia di un bambino di soli due anni allontanato dai Servizi Sociali dopo un’ispezione dell’ATS di Brescia che aveva riportato che “i locali si presentano in condizioni igieniche inadeguate”. Gli ispettori dell’ATS avevano anche rilevato la non conformità di alcune parti dell’impianto elettrico e termoidraulico.

La notizia aveva sollevato non poche polemiche e perplessità perché nel provvedimento era stata presentata una motivazione tacciata di pressapochismo psichiatrico: le maestre dell’asilo nido avevano scritto che il bambino presentava dei “segnali di disagio quali toe-walking (deambulazione in punta di piedi) e scarso rispetto delle regole.” Per fortuna ora il bambino è stato ricollocato temporaneamente con la mamma in una comunità mamma-bambino, ma si tratta pur sempre di una collocazione che viola il diritto alla vita familiare garantito dalle convenzioni europee sui diritti umani.

“Il nonno e lo zio del bambino sperano di poterlo abbracciare per le feste natalizie.” Riferisce Sonia Manenti del Comitato di Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus. “Siamo commossi dalla risposta della cittadinanza al nostro appello e ringraziamo tutti per la loro sensibilità. Ringraziamo anche la ditta Iannuzzi Impianti Elettrici e Industriali di Poviglio. Ci auguriamo che presto potremo fare il regalo più bello a questo bambino: tornare nella sua casa con la sua mamma e la sua famiglia.”
 
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
 







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Casa sporca: le strappano il bambino di soli due anni Wed, 20 Dec 2017 13:31:45 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464215.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/464215.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Casa sporca: le strappano il bambino di soli due anni
Incredibile motivazione nella relazione: segnali di disagio perché il bambino
cammina sulle punte dei piedi. CCDU: appello a Sindaco e cittadinanza.

 
Brescia. I Servizi Sociali di una cittadina nel bresciano hanno allontanato un bambino di soli due anni dopo che un’ispezione dell’ATS di Brescia presso la casa di una mamma aveva riportato che “i locali si presentano in condizioni igieniche inadeguate”.

Gli ispettori sanitari avevano anche sollevato problemi di non conformità di alcune parti dell’impianto elettrico e dell’impianto termoidraulico. Pare che, invece di aiutare questa famiglia a sistemare le carenze igieniche e normative, i Servizi abbiano solo mandato due signore a fare un po’ di pulizie per alcune ore.

Dopo UN SOLO giorno dall’ispezione dell’AST, i Servizi Sociali hanno provveduto a strappare il bambino dalle braccia della mamma e metterlo in una struttura.
Subito dopo arriva il resoconto dell’asilo nido: il bambino presenta dei “segnali di disagio quali toe-walking (deambulazione in punta di piedi) e scarso rispetto delle regole.”

Questo sembrerebbe rappresentare l’ennesimo caso di pressapochismo psichiatrico. Secondo dati reperibili in letteratura, il cosiddetto toe-walking è considerato normale fino a 2-3 anni di età (appunto l’età di Giorgio, nome di fantasia) mentre più avanti può essere un indicatore (sintomo) di patologie neuromuscolari, ortopediche o del sistema vestibolare (quello deputato all’equilibrio). Queste patologie, a loro volta, possono causare disturbi comportamentali. I dirigenti dell’asilo nido, apparentemente imbevuti di pseudoscienza psichiatrica, per cui i sintomi vengono scambiati per malattie, decidono che questo modo di camminare è un segnale di disagio. Perché dunque perdere tempo con visite mediche approfondite quando il problema può essere semplicemente “risolto” sequestrando il bambino?

La mamma ha ammesso le sue difficoltà: “Ho avuto un periodo di debolezza dovuto al trauma della separazione e al comportamento del mio ex compagno. Mi sono lasciata andare. Ma mi sono ripresa subito e mi sono attivata per sistemare la casa. Purtroppo, non mi hanno dato il tempo di farlo.”

Il Tribunale pare aver compreso che l’allontanamento era forse una misura troppo dannosa e invasiva, tuttavia non ha revocato l’allontanamento e dopo tre settimane ha disposto un collocamento temporaneo della mamma con il bambino in una comunità. Dopo che il bambino è stato allontanato sono passate quindi ben tre settimane prima del ricongiungimento con la mamma.

Attualmente la mamma sta andando da una psichiatra e da una psicologa per dimostrare di non essere pazza, poiché il Tribunale ha disposto la verifica della sua salute mentale. Al costo della comunità si aggiungono quindi anche le spese sanitarie per le visite psichiatriche.

“Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Tutta questa efficienza potrebbe indurre qualcuno a nutrire dei sospetti.”

Attacca Sonia Manenti del Comitato di Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus.

“Secondo le nostre stime, questa mamma e il suo bambino ci costano circa 6.000 euro al mese. Forse con quei soldi si sarebbe potuta aiutare la famiglia a risolvere le problematiche abitative. Ci preoccupa molto la ‘diagnosi’ emessa dalle operatrici dell’Asilo Nido: non è ammissibile che una disciplina discrezionale e ascientifica come la psichiatria venga utilizzata per giustificare tanto pressapochismo. Il Tribunale avrebbe potuto fare riferimento a una recente sentenza innovativa del Tribunale per i Minorenni di Roma che ha disposto il ritorno dei bambini in famiglia nel corso degli accertamenti per verificarne l’adeguatezza. Anche in questo caso, una volta sistemata l’abitazione, la mamma e il bambino potrebbero tornare a casa mentre si fanno le verifiche e si compiono accurate visite mediche. In tal modo non si violerebbe né il principio di presunzione di innocenza né il diritto alla vita familiare. Chiederemo al Sindaco del Comune interessato, e a tutta la cittadinanza, di attivarsi per aiutare questa famiglia a sistemare la casa, e permettere alla mamma e al bambino di tornare a casa al più presto.”

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus







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UNITED FOR HUMAN RIGHTS 2017 A MILANO Thu, 14 Dec 2017 10:02:41 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/462584.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/462584.html Associazione Diritti Umani e Tolleranza Onlus Associazione Diritti Umani e Tolleranza Onlus

La Chiesa di Scientology ospita le celebrazioni della Giornata Internazionale dei Diritti Umani 

Si è appena concluso, presso la Chiesa di Scientology a Milano, un week end di celebrazioni in onore dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La Chiesa ha ospitato una mostra sui Diritti Umani e uno Spettacolo di beneficenza della onlus Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza con la quale la comunità di Scientology ha presentato i progetti umanitari che insieme finanziano.

Particolarmente toccante il momento in cui è stata annunciata l’ultima scuola aperta l’8 dicembre nella Central Region del Ghana, accompagnata dai festeggiamenti locali organizzati da tutti gli abitanti del villaggio che ha ricevuto in dono la costruzione, che insieme a tutte le autorità presenti hanno conferito speciali riconoscimenti per il lavoro svolto. La scuola è stata costruita ed interamente arredata e corredata e gli insegnanti dell’intera provincia hanno ricevuto il seminario sul progetto educativo di Gioventù per i Diritti Umani unitamente al materiale didattico necessario per poterlo attuare.

La presentazione dei lavori svolti nel corso dell’anno si è conclusa con il ringraziamento speciale all’uomo che ha dato il via a questo movimento internazionale in favore dei diritti umani, L. Ron Hubbard, presentato dal Prof. Guamàn Jara Allende.

Le celebrazioni si sono poi chiuse con uno spettacolo nell’Auditorium della Chiesa, con la speciale partecipazione dei comici Peppe&Ciccio e del coro gospel Solosingers, dando il via ai lavori per il 70esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.


Contatti:

 affaripubblicimilano@churchofscientology.net

Affari Pubblici Chiesa di Scientology

Viale Fulvio Testi 327 - Milano

www.scientology.it

 

www.scientologyreligion.org 

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help me make my decision Wed, 13 Dec 2017 14:55:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/463603.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/463603.html Gruppo 005 Amnesty Napoli Gruppo 005 Amnesty Napoli

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Nonna chiede aiuto per la figlia e le tolgono la nipotina Mon, 11 Dec 2017 15:02:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/463325.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/463325.html CCDU Onlus CCDU Onlus
Nonna chiede aiuto per la figlia e le tolgono la nipotina
Ignorata la recente pronuncia della Cassazione: nuovo episodio di genetica familiare orchestrato con teorie psichiatriche e avvallato dal Tribunale di Firenze.

Pisa. Sembra tetro il destino della piccola nipotina di una giovanissima nonna di Pisa. Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha accolto le richieste del Consulente d’Ufficio di mandare in adozione la nipotina strappata alla famiglia circa un anno e mezzo fa, quando aveva appena compiuto un mese di vita. Questo ha sollevato le proteste indignate della nonna che parecchi anni fa aveva chiesto aiuto ai Servizi Sociali per sua figlia e si ritrova ora a rischiare di perdere la nipotina. Da qui la decisione di rendere pubblica la vicenda in cui l’avvocato della nonna, Francesco Miraglia, ha accusato pubblicamente il Tribunale di avere usato una "condotta ai limiti del nazismo".

La nonna accusa gli psichiatri e i Servizi di non aver mai né capito né aiutato sua figlia e la sua famiglia: “Ho chiesto aiuto ai servizi sociali... Al compimento del primo mese, senza alcun altro tentativo di aiuto… si sono presentati i Servizi Sociali con la Polizia di Stato e mi hanno strappato la bimba dalle braccia. Mia figlia ed io siamo cadute nella disperazione più totale.”

E anche secondo la Consulente di Parte della nonna, quando la bambina è stata allontanata non c’erano i presupposti concreti per allontanarla dalla famiglia: “…la bambina non è mai stata in pericolo di vita o in situazione di abbandono reale, se la sono vista portare via senza alcun tipo di sostegno alla genitorialità o alla famiglia...”

Oggi l’ennesima tragedia. La bimba potrebbe addirittura andare in adozione perché, secondo il Consulente del Tribunale: “Il rischio quindi è che il ruolo della nonna, forte del fatto di aver vissuto già l’esperienza della maternità, prevalga su quello genitoriale di Simonetta [nome di fantasia per la mamma], finendo con il sostituirsi a lei. Simonetta d’altra parte, in linea con l’atteggiamento oppositivo nei confronti della madre, potrebbe tollerare poco la sua invasività ed andare verso un suo allontanamento progressivo. […].”

Le diagnosi psichiatriche, a differenza di quanto avviene in medicina, non essendo sostenute da alcun riscontro oggettivo (test di laboratorio, radiografie, TAC ecc.), sono intrinsecamente a-scientifiche e arbitrarie. Quest’arbitrarietà si riflette nel linguaggio vago usato. Come fa notare la consulente della nonna: “Nelle conclusioni così come nella consulenza intera vengono utilizzate parole come “sembra” … “potrebbero essere” … condizionali, dubitativi… e su questi dubbi e incertezze si dovrebbe decidere del futuro di una famiglia?”
La relazione del Tribunale presenta anche altri aspetti controversi:
  • I test di genitorialità sono positivi. La valutazione è praticamente identica per entrambe le donne: “Dal punto di vista delle capacità genitoriali (PPT-test), il soggetto mostra uno stile di parenting adeguato, esprimendo una percezione positiva delle proprie competenze nel ruolo di genitore.”
  • I Servizi Sociali hanno manifestato delle discontinuità e fragilità, come scrive lo stesso Consulente d’Ufficio: “Certo anche i Servizi Sociali hanno manifestato delle discontinuità e fragilità nell’intervento a favore di questo nucleo familiare, responsabilità da non far ricadere tanto sulla singola Assistente Sociale quanto prevalentemente sul turn-over degli operatori.”
 
“Nella motivazione della richiesta di adottabilità non ci sono abusi, maltrattamenti o abbandono, c’è il rischio di un presunto pericolo futuro che la nonna potrebbe (forse) sostituirsi alla mamma nella cura della bambina e la mamma potrebbe (forse) tollerare poco l’invasività della nonna. Purtroppo, non è l’unico caso di bambini strappati alle famiglie con motivazioni strampalate o ipotetiche. A seguito della recente pronuncia del PG della Cassazione Francesca Ceriani che, parlando di «operazione di genetica familiare», ribadiva

«i figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato»

ci eravamo illusi che i tribunali avrebbero messo un freno ai tentativi di genetica familiare messi in atto da certi psichiatri.” Sostiene Paolo Roat, Responsabile Nazionale Tutela Minori del CCDU Onlus. “I Giudici non dovrebbero appiattirsi su valutazioni psichiatriche prive di fondamenti scientifici, ma eseguire un’istruttoria adeguata al fine di valutare tutti gli aspetti, riappropriandosi del loro ruolo di Perito dei Periti. Togliere a un bambino la sua famiglia dovrebbe essere l’extrema ratio secondo i principi della legge e le convenzioni internazionali sui diritti dei fanciulli. La Giustizia minorile dovrebbe dissociarsi da certe teorie psichiatriche di matrice eugenetica che, considerando le famiglie come portatrici di geni sbagliati, violano i diritti dei bambini in nome di un supposto e non comprovato «bene» del minore.”

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus







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La tassa “Khums” dell’ISIS sui saccheggi archeologici Sat, 09 Dec 2017 05:16:12 +0100 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/461991.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/461991.html Dalila Tania Spencer Dalila Tania Spencer