TORINO, GAY PICCHIATO DAL PADRE DOPO IL COMING OUT. ARCIGAY: "IL DIBATTITO SU OMOTRANSFOBIA E BULLISMO HA BISOGNO DI RISPOSTE STRUTTURALI"

23/apr/2018 16:17:16 Arcigay Contatta l'autore

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TORINO, GAY PICCHIATO DAL PADRE DOPO IL COMING OUT. ARCIGAY: "IL DIBATTITO SU OMOTRANSFOBIA E BULLISMO HA BISOGNO DI RISPOSTE STRUTTURALI"
Bologna, 23 aprile 2018 - "L'ennesima notizia di un pestaggio ai danni di un giovane omosessuale ci coglie allarmati e molto sconfortati": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "Le cronache delle ultime settimane hanno prodotto un drammatico bollettino quotidiano di violenze ai danni di adolescenti, nel contesto scolastico, in quello familiare, nei luoghi pubblici. Alcuni di questi ragazzi diventano bersagli perché omosessuali, altri perché sovrappeso, ad esempio. In generale vengono perseguitati perché non corrispondono alle aspettative che i contesti in cui vivono hanno su di loro. Basta questo a scatenare la violenza dei compagni di classe, dei passanti per strada, perfino dei genitori. In questo caso un giovane omosessuale è stato picchiato e cacciato di casa dal padre Abbiamo ascoltato in questi giorni numerosi interventi di  commento al fenomeno del bullismo, ad esempio, ma tutti si fermano all'analisi o addirittura liquidano il fenomeno con una logica simile alla legge del taglione: punito il bullo la questione si dà per risolta. La drammatica storia di Torino, in cui il violento è un papà, è uno schiaffo a mano aperta a questa faciloneria. Vogliamo dirlo con chiarezza, una volta per tutte: servono strategie di prevenzione e contrasto complesse, che la politica non sta dando. Un esempio per tutti: in Emilia- Romagna dove nell'ultimo mese si sono verificate due gravi aggressioni omofobiche, a Bologna e a Parma, la legge quadro regionale di contrasto all'omotransnegatività è bloccata da un veto interno alla maggioranza di centrosinistra e il presidente Bonaccini, assieme a tutta la sua giunta, ostinatamente tace. Stesso silenzio lo registriamo in altre regioni e addirittura in Parlamento, da tanti anni. Quindi, che si fa? L'assenza di risposte adeguate, a nostro avviso, è grave almeno quanto il fenomeno in sé: chi non reagisce è complice della violenza. Da parte nostra tutta la nostra solidarietà al ragazzo torinese e a tutti gli altri giovani fatti oggetto di violenza più volte, prima da chi li rifiuta e poi dalla politica che li ignora", conclude Piazzoni. Alla solidarietà di Arcigay si aggiunge anche quella del circolo "Ottavio Mai" di Torino: "Esprimiamo tutta la nostra vicinanza al ragazzo - dichiara la presidente Francesca Puopolo -  e mettiamo a sua disposizione i nostri servizi, dall'assistenza psicologica a quella legale", conclude. 


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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  ( 338.1350946)


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