Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ONLUS Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ONLUS Fri, 28 Apr 2017 02:42:35 +0200 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/1 COL PATROCINIO DELLA FIEG LE INIZIATIVE DEL 3 MAGGIO A ROMA DI OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTA' DI STAMPA Wed, 26 Apr 2017 18:58:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430419.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430419.html UFFICI STAMPA UFFICI STAMPA
 “Informazione. Diritto violabile?”: convegno al Senato in memoria dei giornalisti uccisi, a sostegno dei cronisti minacciati | Donazione del Pannello della memoria alla Casa del Jazz | Concerto alla Sala Europa dell’Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea
 
Roma, 26 aprile 2017 - “Informazione. Diritto violabile?" è il tema della conferenza, prima delle tre iniziative organizzate da OSSIGENO per l'Informazione per celebrare a Roma la Giornata Mondiale della libertà di stampa indetta dall'ONU per il 3 maggio. L'appuntamento - accreditato dall’Ordine dei Giornalisti come seminario di formazione - si svolgerà appunto mercoledì 3 maggio, dalle 15:00 alle 19:00, nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani (via della Dogana Vecchia 29). 
 
A tenere il discorso di apertura sarà il presidente del Senato, Pietro Grasso. Interverranno poi esperti europei e italiani, tra cui Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, con una sua relazione; OSSIGENO per l'informazione aggiornerà i dati che fornisce periodicamente, che segnalano il Lazio come la regione in cui ci sono più giornalisti minacciati.  
 
Lo stesso mercoledì 3 maggio, alle ore 12.30, presso al Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina 55), Ossigeno e il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, renderanno omaggio alla lapide in memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata (tra cui nove giornalisti) con la donazione del Pannello della memoria dell'Osservatorio
 
La giornata si concluderà con il concerto in memoria dei giornalisti che hanno perso la vita a causa del loro lavoro, “Musica e libertà”, presso la Sala Europa dell’Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea (via 4 Novembre 149, ore 20:30), ad ingresso gratuito con obbligo di registrazione.
 
Le iniziative hanno il patrocinio della FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI (http://www.fieg.it/salastampa_item.asp?sta_id=1060) e, fra gli altri, di: Senato della Repubblica, Regione Lazio, Comune di Roma, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Lazio, Associazione Stampa Romana, Associazione Giornalisti Europei, Università Tor Vergata di Roma.  
  
Link all'evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/102227883679782/  
#pressfreedom
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OSSIGENO per l’informazione
osservatorio promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti
sui cronisti minacciati e le notizie oscurate in Italia con la violenza
presso Associazione Stampa Romana – Piazza della Torretta 36- 00186 Roma
www.ossigenoinformazione.it - segreteria@ossigenoinformazione.it  
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CS Elezioni Francesi, Foad Aodi (#Cristianinmoschea): #UnionecontrolePen Mon, 24 Apr 2017 14:55:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429991.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429991.html AMSI- CO-Mai - Uniti per Unire AMSI- CO-Mai - Uniti per Unire

Gentili colleghi,

trasmetto il Comunicato che segue, espressione del sostegno delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e della Confederazione Internazionale #Cristianinmoschea a Emmanuel Macron, per una svolta democratica in Francia.

Confidiamo nella vostro aiuto  per divulgare.
Vi ringraziamo per la collaborazione,

Cordialmente,

Cordiali Saluti 
Elena Rossi Portavoce di #Cristianinmoschea e 
Fabrizio Federici 
Coordinatore Ufficio Stampa.


Elezioni Francesi, Foad Aodi (#Cristianinmoschea): "Appello agli arabi e musulmani d'Europa  e di Francia a unirsi contro il terrorismo,  il populismo e le strumentalizzazioni dell'Islam: #UnionecontrolePen"


Roma 24/04/2017 - "Ai musulmani, arabi e cittadini di origine straniera in Francia, in Italia e in Europa lanciamo l'appello #UnionecontrolePen. Siamo con la democrazia, con la libertà e la buona convivenza in Francia. Siamo con Emmanuel Macron, con chi costruisce ponti e non muri, con chi porta speranza e non paura, con chi lavora per l'integrazione e non per la strumentalizzazione".
Con queste parole, Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), della Confederazione internazionale UMEM- Unione Medica Euromediterranea, nonché Fondatore di #Cristianinmoschea, commenta la conclusione del primo turno delle presidenziali in Francia: il candidato indipendente di centro Emmanuel Macron primeggia sulla leader del Front National, Marine Le Pen.
"Ha vinto il coraggio la libertà e la democrazia dei francesi", chiarisce Aodi, sottolineando alcuni punti chiave della battaglia portata avanti da Co-mai e dalla Confederazione Internazionale e Interreligiosa #Cristianinmoschea: "Diciamo no al razzismo religioso e etnico di Le Pen; sì all'Europa e no a cavalcare l'onda della paura e della strumentalizzazione che si abbatte sull'islam, sugli arabi e sull'immigrazione.
Invitiamo tutti - prosegue - musulmani, arabi, cittadini di origine straniera e italiani, a unirci ai francesi in questo momento delicato, che ci auguriamo segni una svolta democratica. Diciamo allora #uniamoci alla Francia come abbiamo fatto con grande successo per #Musulmaninchiesa, il 31 luglio, e con #Cristianinmoschea, lo scorso 11 e 12 di settembre, per essere #Uniticontroilpopulismo e #Uniticontroilterrorismo, in Europa e nel mondo. Proseguiamo così nel nostro lavoro che punta a una legge Europea per l'integrazione, sostenuti da tutti gli amici europei di ogni origine, cultura e religione, che facciano dell'unione una forza attiva per contrastare chi, dividendoci, alimenta la paura e favorisce la crescita del terrorismo".   
Inoltre, Aodi ricorda, che, nell'agosto 2016 a Nizza, quando sono stati lanciati #Cristianinmoschea e UMEM, ha incontrato numerosi esponenti di Comunità e Associazioni arabe e musulmane, che già avevano esternato la loro preoccupazione per la crescita di  "un populismo razzista nei confronti dell'islam e del mondo arabo che rischia di fare confondere senza alcuna ragione gli arabi e i musulmani con i terroristi". 
"Non ci stanchiamo di ripetere che l'unica soluzione contro il terrorismo è l'unione e un confronto costruttivo, basato sull'analisi comune dei motivi del fallimento del  multiculturalismo fai da te, in Francia e in Europa". Conclude. 





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GAY, TRIBUNALE SALERNO CONCEDE STATUS DI RIFUGIATO A VENTENNE RUSSO. ARCIGAY: "SI CONFERMA L'ALLARME DIRITTI UMANI NEL PAESE DI PUTIN" Fri, 21 Apr 2017 14:55:48 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429794.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429794.html Arcigay Arcigay
GAY, TRIBUNALE SALERNO CONCEDE STATUS DI RIFUGIATO A VENTENNE RUSSO. ARCIGAY: "SI CONFERMA L'ALLARME DIRITTI UMANI NEL PAESE DI PUTIN"
Bologna, 21 aprile 2017 - "La sentenza del tribunale di Salerno che assegna lo stato di rifugiato a un giovane omosessuale russo, assistito dallo sportello  MigraAntinoo di Arcigay Napoli, è un'ottima notizia che sottolinea però due fatti allarmanti": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "In primo luogo la sentenza punta il dito verso l'evidente violazione dei diritti umani in Russia: un fenomeno dilagante che interessa le persone omsessuali, destinatarie di leggi repressive di cui osserviamo gli esiti  negli orrori in corso in Cecenia, ma anche altre minoranze, come quella dei testimoni di Geova, destinatari proprio in questi giorni di un provvedimento della Corte Suprema russa che li pone fuori dalla legge. Questo allarme resta del tutto ignorato dalla politica istituzionale, che accoglie chi scappa dalle persecuzioni senza assumersi una responsabilità e un ruolo rispetto a chi induce quelle persone a lasciare le proprie case. Ma proprio sul tema dell'accoglienza si apre la seconda riflessione allarmante:   l'approvazione del decreto Minniti Orlando  relega i richiedenti asilo ad una giustizia di ordine inferiore, escludendo la possibilità che il giudice possa rivolgere domande alla persona che ha presentato l'istanza. Lecito chiedersi allora, con molta preoccupazione, se attraverso questo nuovo iter il giovane russo, una volta negata la possibilità di raccontare la propria storia, avrebbe ottenuto ugualmente lo status di rifugiato. A questo dubbio, molto serio, le istituzioni dovrebbero sentire il dovere di rispondere senza ambiguità", conclude Piazzoni.

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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GAY PERSEGUITATI IN CECENIA, PRESIDI DI PROTESTA IN CINQUE CITTA'. ARCIGAY: "NON CALI IL SILENZIO SUGLI ORRORI" Thu, 20 Apr 2017 16:49:51 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429677.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429677.html Arcigay Arcigay

GAY PERSEGUITATI IN CECENIA, PRESIDI DI PROTESTA IN CINQUE CITTA'. ARCIGAY: "NON CALI IL SILENZIO SUGLI ORRORI"

Bologna, 20 aprile 2017  - “Non cali l’attenzione del mondo su quanto sta accadendo in Cecenia”: è l’appello di Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay. “L’indignazione delle istituzioni non è sufficiente �“ incalza Piazzoni �“ occorre stabilire la priorità del rispetto dei diritti umani su tutti i livelli di relazione internazionale. E’ inconcepibile che Paesi come il nostro interpretino la cronaca delle violenze contro le persone lgbti in Cecenia come un dettaglio trascurabile che non condiziona né modifica le nostre relazioni istituzionali con i mandanti e gli esecutori materiali di questi orrori. Con l’avvicinarsi del 25 aprile, data in cui celebriamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, non possiamo non cogliere la continuità tra le persecuzioni che ebbero luogo durante la seconda guerra mondiale e quello che ancora oggi accade in Cecenia e in altre parti del mondo. La comunità lgbti è mobilitata in tutto il Paese  per mantenere alta l’attenzione su questa vicenda: dopo la prima mobilitazione di alcuni giorni fa a Milano  Arcigay parteciperà ai presidi in programma sabato 22 a Roma (ore 16,30 davanti all’Ambasciata russa, in viale Castro Pretorio), a Napoli (ore 17 in piazza Dante), a Caserta (  ore 17 in viale Douhe), a Ferrara (ore 21 alla Rotonda Foschini) e sabato 29 aprile a Varese (ore 17 in Piazza Monte Grappa).  Ci aspettiamo che la politica si faccio carico fattivamente dell’allarme che queste notizie portano alla luce”, conclude Piazzoni.




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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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Le Fake News della stampa italiana sulla Turchia. Wed, 19 Apr 2017 13:00:47 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429393.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429393.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Le Fake News della stampa italiana sulla Turchia.

Ma è vero che in Turchia c’è la dittatura ed un sistema elettorale fondato sui brogli?

Secondo i giornalisti italiani, legittimati dalla legge ad essere i soli a scrivere e ad essere i soli ad essere letti, abilitati per concorso pubblico per raccontare fatti secondo verità, continenza, e pertinenza, sì. 

Il commento del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie.

Premesso che proprio gli italiani sui brogli elettorali meglio che tacciano, se già ci furono dubbi sui risultati della consultazione elettorale con il referendum istituzionale del 2-3 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica italiana.

Poi ci aggiungiamo le accuse periodiche di brogli per ogni tornata elettorale italiana, tralasciando quelle sulle primarie e sui tesseramenti della sinistra: "Noi abbiamo una tradizione molto negativa nel nostro passato circa le votazioni, in molte occasioni ci sono stati sottratti voti per la professionalità nei brogli della sinistra". Lo dice Silvio Berlusconi al Corriere Live spiegando che, senza un metodo tecnologicamente più avanzato, la correttezza del voto non è assoluta: "Fino a quando noi non avremo un voto diverso dalla matita i brogli sono possibili". Tuttavia, aggiunge il leader di Fi, "ritengo che quando c'è un risultato elettorale, chi perde non può non riconoscere la vittoria dell'altra parte. Poi si possono eventualmente avanzare richieste di riconteggio dello schede, una volta fatte delle verifiche". (02/12/2016 Adnkronos.com).

Broglio, da Wikipedia. La moderna espressione italiana deriva da un analogo termine veneziano. Nell'antica Serenissima era infatti consuetudine per i membri della nobiltà impoverita riunirsi in uno spazio antistante il Palazzo Ducale di Venezia per far commercio dei propri voti in seno al Maggior Consiglio che reggeva la città e nel quale sedevano per diritto ereditario. Tale spazio era allora noto col nome di Brolio dal latino Brolus, cioè "orto", retaggio del fatto che la terra su cui tuttora sorge piazza San Marco era in antico proprietà agricola del vicino monastero di San Zaccaria.

L'accusa di brogli elettorali in Italia è antica. Durante il Risorgimento, le annessioni dei regni preunitari al Regno d'Italia, vennero sempre ratificate mediante plebisciti. Tali consultazioni, a suffragio censitario, si svolsero senza tutela della segretezza del voto e talvolta in un clima di intimidazione. I "no" all'annessione furono in numero irrisorio e statisticamente improbabile. Il procedimento dei plebisciti durante il Risorgimento fu criticato da diverse personalità politiche ed il The Times sostenne che fu «la più feroce beffa mai perpetrata ai danni del suffragio popolare». Tale evento è stato anche trattato nel romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Alla nascita della Repubblica Italiana, i monarchici attribuirono la loro sconfitta a brogli elettorali. Nella puntata del 5 febbraio 1990 della trasmissione Mixer, condotta da Giovanni Minoli, andò in onda un falso scoop secondo il quale il re avrebbe fatto in modo che il referendum proclamasse la Repubblica per evitare al paese la guerra civile, ma si trattava soltanto di un abile montaggio per esibire quanto la televisione potesse deformare la realtà dei fatti e influenzare il pensiero dei cittadini, e scatenò un mare di polemiche.

Appena conclusesi le consultazioni per il rinnovo del parlamento italiano del 2006 il premier Silvio Berlusconi, primo caso nella cinquantennale storia della Repubblica di una tale grave contestazione da parte di un esponente del governo uscente, ha paventato l'ipotesi di brogli elettorali sebbene il presidente Ciampi e il Ministro dell'interno Pisanu avessero espresso il loro compiacimento per lo svolgimento regolare delle elezioni. Durante i giorni dell'insediamento del Senato della Repubblica della XV legislatura Roberto Calderoli ha continuato ad insistere sulle ipotesi di brogli elettorali, confermando la sua convinzione secondo la quale la Casa delle Libertà è risultata vittima di un complotto che l'ha privata della vittoria elettorale. Piuttosto, forti sospetti ha destato l'insolito comportamento di Pisanu. Mai infatti, nella storia dell'Italia repubblicana, un ministro dell'interno aveva abbandonato il Viminale nel corso delle operazioni di spoglio elettorale. Convocato da Berlusconi, il ministro ha dovuto sostenere un faccia a faccia con quest'ultimo e, cosa ancora più strana, nessuno è a conoscenza di quello che fu l'oggetto della loro discussione. Sulla vicenda dei possibili brogli alle elezioni politiche italiane del 2006 sono anche usciti un romanzo e un documentario: Il broglio di Aliberti editore; Uccidete la democrazia!

Altra cosa è l’accusa di tirannia turca.

Porca miseria, mi spiegate quali poteri prende Erdogan? Si chiede Nicola Porro il 18 aprile 2017 sul suo canale youtube. «Tutti quanti i giornali oggi parlano di Erdogan e la vittoria del referendum di misura del 51%. L’intervista del Corriere della Sera sugli osservatori OCSE che avrebbero contestato e che contestano le elezioni di Erdogan sono fatte da una vecchia conoscenza del Parlamento Italiano: Tana de Zulueta. Ex corrispondente dell’Economist una vita contro Silvio Berlusconi, una parentesi contro Erdogan. Vi leggete l’intervista sul Corriere della Sera e capite che i brogli probabilmente ci sono stati, forse sono stati significativi. Non lo so. Ricordiamo che anche la nostra Repubblica è nata sui brogli. Lì è nata forse una dittatura, dicono gli osservatori più attenti, ma l’intervista di Tana De Zulueta, tutto fa, come rappresentante dell’OCSE, tranne rassicurarci sulla serietà, non solo di Erdogan, ma anche dell’Ocse. Ma questo è un discorso a parte. La domanda, che io mi faccio e che rivolgo a tutti quanti voi, è: quali sono questi poteri che Erdogan avrebbe acquistato dopo i referendum?

Porca miseria: A, B, C, secondo me, del giornalismo. Ma siete tutti quanti voi che comprate i giornali, pochi per la verità, dei fenomeni, degli esperti di geopolitica. E volete tutti vendere commenti, di leggervi Ferrari; di leggervi Sergio Romano; leggervi, son so, Montale; leggervi Kissinger; leggervi Dante Alighieri; o qualcuno di voi alza il dito: scusate, ma quali sono i poteri che Erdogan prende con questo referendum?

Non c’è un porca miseria di giornale che oggi, il giorno in cui passa il referendum, ci scrive con semplicità, quali sono questi poteri dittatoriali che ha preso Erdogan. Li avrà presi sicuramente, non lo metto in dubbio, ma almeno scrivete. Io che sono banalmente uno che legge i giornali, oggi avrei voluto vedere sui giornali che cosa succedeva alla Turchia da domani. Mentre non riesco a capirci nulla. Lego l’intervista al presidente del Parlamento Europeo, e non solo lui, Tajani, che dice “forse farà un referendum per chiedere la pena di morte. Quindi in futuro farà un referendum a cui faranno giudicare i turchi sulla pena di morte. Se dovesse fare, accettare, vincere quel referendum non potrebbe più partecipare alla discussione sull’Europa. Ma oggi, con questo referendum che poteri ha avuto Erdogan? Un solo dettaglio lo leggo.

Erdogan potrà, da presidente della Repubblica turca, potrà anche tornare a diventare segretario della AKP, che è il partito confessionale che lo ha visto leader. Quindi una delle riforme, è che lui potrà fare: Presidente della Repubblica e Segretario del partito. Mi chiedo: ma questa cosa in Italia, per esempio, che non è una dittatura, vi suona familiare? I presidenti del Consiglio che sono anche segretari di partito, non l’avete mai sentita? Lo chiedo. Perché se questa è la riforma che rende dittatura la Turchia, anche noi siamo una dittatura».

PROPOSTA DI RIFORMA COSTITUZIONALE. Da Wikipedia. Descrizione analitica delle modifiche.

1. Articolo 9. La magistratura è tenuta ad agire in condizioni di imparzialità.

2. Articolo 75. Il numero di seggi nel parlamento aumenta da 550 a 600.

3. Articolo 76. L'età minima per candidarsi ad un elezione scende da 25 anni a 18 anni. È abolito l'obbligo di aver completato il servizio militare obbligatorio per i candidati. Gli individui con rapporti militari sono ineleggibili e non possono partecipare alle elezioni.

4. Articolo 78. La legislatura parlamentare è estesa da 4 a 5 anni. Le elezioni parlamentari e presidenziali si tengono nello stesso giorno ogni 5 anni. Per le presidenziali è previsto un ballottaggio se nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta al primo turno.

5. Articolo 79. Vengono istituite le regole per i cd. «parlamentari di riserva», che vanno a sostituire i posti dei deputati rimasti vacanti.

6. Articolo 87. Le funzioni del Parlamento sono: a) approvare, cambiare e abrogare le leggi; b) ratificare le convenzioni internazionali; c) discutere, approvare o respingere il bilancio dello Stato; d) nominare 7 membri del Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri; e) usare tutti gli altri poteri previsti dalla Costituzione. 

7. Articolo 98. Il parlamento monitora il governo e il vicepresidente con ricerche parlamentari, indagini parlamentari, discussioni generali e domande scritte. L'istituto dell'interpellanza è abolito e sostituita con le indagini parlamentari. Il vicepresidente deve rispondere alle domande scritte entro 15 giorni.

8. Articolo 101. Per candidarsi alla presidenza, un individuo deve ottenere l'approvazione di uno o più soggetti che hanno ottenuto il 5% o più nelle elezioni parlamentari precedenti e di 100.000 elettori. Il presidente eletto non è obbligato a interrompere la sua appartenenza a un partito politico.

9. Articolo 104. Il presidente diventa sia il capo dello Stato che capo del governo, con il potere di nominare e rimuovere dall'incarico i ministri e il vicepresidente. Il presidente può emettere «decreti esecutivi». Se l'organo legislativo fa una legge sullo stesso argomento di un decreto esecutivo, quest'ultimo diventerà invalido, mentre la legge parlamentare entrerà in vigore.

10. Articolo 105. Il Parlamento può proporre un'indagine parlamentare nei confronti del Presidente con la maggioranza assoluta (301). La proposta va discussa per 1 mese, per poi essere aperta con l'approvazione di 3/5 (360) dei deputati (votazione segreta). Concluse le indagini, il parlamento può mettere in stato di accusa il presidente con l'approvazione dei 2/3 (400) dei parlamentari (votazione segreta).

11. Articolo 106. Il Presidente può nominare uno o più Vicepresidenti. Se la Presidenza si rende vacante, le elezioni presidenziali devono svolgersi entro 45 giorni. Se le future elezioni parlamentari si dovessero svolgere entro un anno, anch’esse si svolgono lo stesso giorno delle elezioni presidenziali anticipate. Se la legislatura parlamentare termina dopo più di un anno, allora il neo-eletto presidente serve fino alla fine della legislatura, al termine della quale si svolgono sia le elezioni presidenziali che parlamentari. Questo mandato non deve essere contato per il limite massimo di due mandati del presidente. Le indagini parlamentari su possibili crimini commessi dai Vice Presidenti e ministri possono iniziare in Parlamento con il voto a favore di 3/5 deputati. A seguito del completamento delle indagini, il Parlamento può votare per incriminare il Vice Presidente o i ministri, con il voto a favore di 2/3 a favore. Se riconosciuto colpevole, il Vice Presidente o un ministro in questione viene rimosso dall'incarico solo qualora il suo crimine è uno che li escluderebbe dalla corsa per l'elezione. Se un deputato viene nominato un ministro o vice presidente, il suo mandato parlamentare termina immediatamente.

12. Articolo 116. Il Presidente o 3/5 del Parlamento possono decidere di rinnovare le elezioni politiche. In tal caso, il Presidente decade dalla carica e può essere nuovamente candidato. Le nuove elezioni saranno sia presidenziali che parlamentari.

13. Articolo 119. La possibilità del presidente di dichiarare lo stato di emergenza è ora oggetto di approvazione parlamentare per avere effetto. Il Parlamento può estendere la durata, accorciarla o rimuoverla. Gli stati di emergenza possono essere estesi fino a quattro mesi tranne che durante la guerra, dove non ci saranno limitazioni di prolungamento. Ogni decreto presidenziale emesso durante uno stato di emergenza necessita dell'approvazione del Parlamento.

14. Articolo 123. Il presidente ha il diritto di stabilire le regole e le procedure in materia di nomina dei funzionari dipendenti pubblici.

15. Articolo 126. Il Presidente ha il diritto di nominare alcuni alti funzionari amministrativi.

16. Articolo 142. Il numero dei giudici nella Corte costituzionale scende da 17 a 15. Quelli nominati dal presidente scendono da 14 a 12, mentre il Parlamento continua a nominarne 3. I tribunali militari sono aboliti a meno che non vengono istituiti per indagare sulle azioni dei soldati compiute in guerra.

17. Articolo 159. Il Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri viene rinominato in "Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri". I membri sono ridotti da 22 a 13, e i dipartimenti giudiziari scendono da 3 a 2: quattro membri sono nominati dal Presidente, sette dal parlamento, gli altri 2 membri sono il ministro della giustizia e il sottosegretario del Ministero della giustizia. Ogni membro nominato dal parlamento viene eletto in due turni: nel primo necessita dell'approvazione dei 2/3 dei parlamentari, al secondo dei 3/5.

18. Articolo 161. ll presidente propone il bilancio dello Stato al Grande Assemblea 75 giorni prima di ogni nuova sessione annuale di bilancio. I membri della Commissione parlamentare del Bilancio possono apportare modifiche al bilancio, ma i parlamentari non possono fare proposte per cambiare la spesa pubblica. Se il bilancio non viene approvato, verrà proposto un bilancio provvisorio. Se nemmeno il bilancio provvisorio non approvato, il bilancio dell'anno precedente sarà stato utilizzato con il rapporto incrementale dell'anno precedente.

19. Diversi articoli. Adattamento di diversi articoli per il passaggio dei poteri esecutivi dal governo al presidente.

20. Temporaneo articolo 21. Le prossime elezioni presidenziali e parlamentari si terranno il 3 novembre 2019. L'elezione del Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri avverrà entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge. I tribunali militari sono aboliti con l'entrata in vigore della legge.

21. Diversi articoli. Gli emendamenti 2, 4 e 7 entreranno in vigore dopo nuove elezioni, gli altri emendamenti (tranne quelli temporanei) entreranno in vigore con il giuramento del nuovo presidente.

Se la Turchia è una dittatura, cosa dire di quella tanto decantata democrazia invidiata da tutti?

Potere esecutivo USA, da Wikipedia.

Il potere esecutivo è tenuto dal Governo federale, composto dal Presidente degli Stati Uniti (President of the United States of America), dal Vicepresidente (Vice President of the United States of America) e dal Gabinetto (Cabinet of the United States), cioè il gruppo di "ministri" (tecnicamente chiamati "Segretari", tranne colui a capo dell'amministrazione della giustizia, nominato "Procuratore generale") a capo di ogni settore della pubblica amministrazione, i Dipartimenti. Se, come è ovvio, i Segretari sono di nomina presidenziale, il Presidente e il Vicepresidente vengono eletti in occasione di elezioni presidenziali separate dalle elezioni per il rinnovo del Congresso e che si svolgono ogni quattro anni (con il limite massimo di due mandati).

I poteri del Presidente sono molto forti. Oltre ad essere a capo del governo federale ed essere sia il comandante supremo delle forze armate e capo della diplomazia, il Presidente possiede anche un forte potere di veto per bloccare la promulgazione delle leggi federali emanate dal Congresso (potere superabile soltanto quando la legge viene approvata a larga maggioranza).

Paesi democratici e non tirannici sono naturalmente anche quei paesi, come l’Olanda e la Germania, che hanno impedito i comizi di esponenti turchi presso le loro comunità, ma non hanno potuto impedire a questi (senza brogli) di esprimere un voto maggioritario di gradimento alla riforma del loro paese.

 

Nota stampa del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie. 099.9708396 – 328.9163996

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Un gruppo di hacker blocca da 4 giorni Giannielle1.it, il sistema informativo all news LGBT Sun, 16 Apr 2017 20:39:38 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429055.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/429055.html Giannielle1.it | Le voci del mondo LGBT Giannielle1.it | Le voci del mondo LGBT Torino, 16/04/2017 - Da oltre 3 giorni le attività di Giannielle1.it, il sistema informativo all news LGBT sono bloccate da un’azione coordinata apparentemente guidata da esperti. Giannielle1.it rimane assente dai più importanti gruppi a tematica rainbow presenti su Facebook, il feed Twitter è pressoché muto e la pagina Facebook non è aggiornata. “Tutto questo sta avvenendo contro la nostra volontà – dichiara Giovanni Lombardo, coordinatore del sito, che aggiunge - una decina di persone hanno segnalato a Facebook che i nostri contenuti ‘hanno un carattere omofobo e mirano a diffondere odio’, per questo il noto social network ha deciso di inibirci di pubblicizzare i nostri post sui gruppi Ci troviamo inoltre nell'impossibilità di pubblicare ogni contenuto sulla nostra pagina, anche qui la schermata ci restituisce un messaggio d’errore ogni qualvolta cerchiamo di postare qualcosa”.

Lombardo sottolinea che Giannielle1.it sta subendo un grave danno. “In attesa che il nostro sito internet www.giannielle1.it diventasse nuovamente operativo – spiega il blogger - prendemmo la decisione che Facebook sarebbe stata la piattaforma provvisoria sulla quale pubblicare le nostre notizie. Ogni post pubblicato su www.facebook.com/giannielle1 e pubblicizzato sui vari gruppi, viene poi twittato sul nostro canale Twitter www.twitter.com/giannielle1.it ”.

La redazione del sito ha contattato Facebook per chiedere spiegazioni, l’azienda ha risposto laconicamente, affermando che si tratta di una normale procedura di blocco quando vengono segnalati contenuti sospetti. Nonostante al popolare social network sia stato detto che Giannielle1.it è proprio un sito LGBT, Facebook ritiene opportuno mantenere il blocco perché “nel frattempo continuano a ricevere segnalazioni carico della piattaforma LGBT”.

"Pensiamo sia in corso una meschina campagna intimidatoria nei nostri confronti da parte di un’organizzazione ben strutturata – rivela Luca Minoli, volontario del sito – una rete che da 4 giorni riesce a bloccare un sistema informativo all news LGBT attivo da oltre un anno, con un nutrito gruppo di lettori. Qualcuno sta tentando di metterci il bavaglio e vuole zittirci con metodi vergognosi".

Giannielle1.it comunica che Martedì 18 Aprile verrà sporta querela alla Polizia postale, inoltre sono stati presi accordi con un legale al fine di presentare un esposto “urgente” alla Procura della Repubblica di Torino.

Lombardo ringrazia tutti coloro che in queste ore si stanno mobilitando sui social e sottolinea: “Ci abbiamo messo l’anima in Giannielle1.it e non ci lasceremo certo intimidire da certe pratiche ”.

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CECENIA, GAY RECLUSI E TORTURATI. ARCIGAY IN PRESSING SUL GOVERNO: "L'ITALIA NON PUO' RESTARE A GUARDARE" Wed, 12 Apr 2017 15:47:48 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428716.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428716.html Arcigay Arcigay CECENIA, GAY RECLUSI E TORTURATI. ARCIGAY IN PRESSING SUL GOVERNO: "L'ITALIA NON PUO' RESTARE A GUARDARE"
Bologna, 12 aprile 2017 - "Nelle ultime ore l'opinione pubblica del nostro Paese ha preso coscienza delle drammatica persecuzione in corso nei confronti delle persone lgbt in Cecenia": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "Quello che sta accadendo a pochi chilometri dai confini dell'Europa - prosegue -  è di una gravità inaudita e necessita dell'intervento fermo della politica, oltre che di una mobilitazione che dia voce e corpo all'indignazione che si solleva da più parti nel mondo. In Parlamento sono state depositate domande urgenti rivolte al nostro Ministro degli Esteri affinché riferisca in aula le informazioni in arrivo dagli enti diplomatici e le azioni che il Governo italiano intende mettere in campo: sollecitiamo su questi temi risposte tempestive e concrete. Nel frattempo chiediamo agli attivisti e alle attiviste di aderire alla campagna di fundraising attivata dalla rete All Out (https://go.allout.org/it/a/chechnya/) per sostenere le azioni del network lgbt russo, al lavoro da giorni per mettere al sicuro le persone bersaglio di questa violenta azione repressiva. Inoltre sosteniamo l'appello lanciato da Amnesty International, rivolto a Aleksandr Ivanovich Bastrykin, presidente della Commissione d'inchiesta della Federazione Russa, affinché si faccia carico della sicurezza e dell'incolumità delle persone lgbt in Cecenia. È estremamente importante in queste ore far sentire alle autorità cecene, e in particolare al Presidente Ramzan Kadyrov, la pressione di una vasta comunità mondiale e garantire a chi è vittima di persecuzione un canale sicuro per sottrarsi alla violenza", conclude Piazzoni.

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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gorgeous! Tue, 11 Apr 2017 21:28:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428599.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428599.html Roberto Musa Roberto Musa

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MATTARELLA IN RUSSIA, LA PROTESTA DI ARCIGAY: "GAY NEI LAGER IN CECENIA: È L'ESITO DELLA POLITICA DI PUTIN" Tue, 11 Apr 2017 09:50:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428509.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/428509.html Arcigay Arcigay MATTARELLA IN RUSSIA, LA PROTESTA DI ARCIGAY: "GAY NEI LAGER IN CECENIA: È L'ESITO DELLA POLITICA DI PUTIN" 
Bologna, 11 aprile 2017 - "In occasione della visita istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Russia, vogliamo richiamare l'attenzione del Capo dello Stato alle notizie che da ormai diversi giorni giungono dalla Cecenia, dove un centinaio di persone omosessuali sarebbero state rastrellate, detenute, torturate e in alcuni casi addirittura uccise per il loro orientamento sessuale": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "La notizia, lanciata  dalla Novaya Gazeta, la testata russa indipendente che pubblicò gli articoli di Anna Politkovskaja, è stata inizialmente liquidata dalle autorità russe come un pesce d'aprile. Nei giorni successivi, però, diverse fonti e testimonianze dirette hanno confermato quel racconto, e nelle ultime ore riceviamo addirittura notizia di un vero e proprio campo di concentramento per le persone omosessuali a ridosso del confine tra la Cecenia e la Georgia. Anche lo Human Rights Watch, attraverso l'osservatrice Tanya Lokshina, ha denunciato l'impennata di violenza nei confronti delle persone lgbti in Cecenia. Non si tratta di un fatto isolato né inatteso: quello che succede nei territori della federazione russa è l'esito estremo e raccapricciante della politica omofoba e violenta di Vladimir Putin. Ne tenga conto allora il Presidente Mattarella quando incontrerà il collega russo: quando stringerà quella mano non lo farà nel nostro nome. La violazione dei diritti umani e i crimini che Putin esibisce o giustifica dentro e fuori dai suoi confini sono un punto ineludibile e in nessun modo trascurabile: auspichiamo che lo siano anche nella visita del Presidente della Repubblica Italiana in Russia", conclude Piazzoni. 

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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UMBRIA, APPROVATA LEGGE CONTRO OMOTRANSFOBIA. ARCIGAY: "SIA DA STIMOLO ALLE ALTRE REGIONI E AL PARLAMENTO" Wed, 05 Apr 2017 15:36:44 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/427835.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/427835.html Arcigay Arcigay
UMBRIA, APPROVATA LEGGE CONTRO OMOTRANSFOBIA. ARCIGAY: "SIA DA STIMOLO ALLE ALTRE REGIONI E AL PARLAMENTO"
Bologna, 5 aprile 2017 - "Il voto con cui l'Assemblea legislativa dell'Umbria ha licenziato la legge regionale contro l'omotransfobia è un fatto importante e carico di significato": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "Innanzitutto, attraverso questa legge le istituzioni accendono i riflettori sul fenomeno dell'omotransfobia e se ne responsabilizzano: questa novità ha un valore enorme per tutte le persone che affrontano l'omotransfobia nella vita quotidiana e che da oggi sanno di poter contare sul sostegno e la tutela di una serie di soggetti. In secondo luogo questa vittoria premia l'impegno decennale degli attivisti e delle attiviste di Omphalos, il circolo Arcigay perugino, che hanno lottato con coraggio e tenacia per ottenere questo risultato. A loro va il ringraziamento di tutta la nostra comunità. Inoltre, questa notizia contiene uno stimolo importante per tutte le Regioni che ancora non si sono dotate di questo importante strumento: in Campania ad esempio è partita la discussione di un testo analogo e in Emilia-Romagna si attende di riaprire l'iter avviato da Franco Grillini durante il suo mandato in Consiglio regionale. A chi fa politica in questi contesti e nelle altre Regioni in cui ancora esiste questa lacuna, giunga la sollecitazione a mettersi al lavoro per recuperare il tempo perso. Lo stesso sprone, infine, deve raggiungere i parlamentari, perché in tema di omotransfobia ancora attendiamo una legge nazionale che definisca questi reati e stabilisca le relative aggravanti. Il testo Scalfarotto, vittima di sabotaggi e mediazioni impossibili alla Camera, è ormai caduto nel vuoto: occorre allora ripartire  con un nuovo testo, efficace e senza trappole o scappatoie, per portare a termine un impegno che la politica ha preso nei confronti del Paese e delle persone lgbti. Parafrasando lo slogan della mobilitazione perugina, ribadiamo che è concluso il tempo dell'attesa e che ormai è tempo di legge", conclude Piazzoni. 

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Ufficio stampa Arcigay   - Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)


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L'Assessore al Welfare Giulio Gallera corre con ARG-ITALIA Onlus alla MILANO CHARITY MARATHON 2 Aprile Sat, 01 Apr 2017 17:57:24 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/427387.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/427387.html MaRoStudio Comunicazione MaRoStudio Comunicazione
Domani, domenica 2 Aprile, l'Associazione ARG-ITALIA Onlus, (Artrite Reumatoide Giovanile) correrà la MARATONA DI MILANO e avremo l'onore di avere tra i nostri runner l'Assessore al Welfare Regione Lombardia.

Oggi è intervenuto alla conferenza stampa del Marathon Village parlando della sua partecipazione per l'Associazione.

Possiamo contare sulla vostra cortese collaborazione per dare visibilità a questo evento, ormai così importante per Milano?

Grazie


Manuela Rosenthal
Tel. 3389118292
 
MaRoStudio Comunicazione
Ufficio Stampa ARG-ITALIA Onlus
via Paolo Giovio 29 - 20144 Milano
tel: 02.45470429 - fax: 02.58431690


 
 
 
 
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