Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Società civile Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Società civile Sun, 30 Apr 2017 15:02:08 +0200 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/1 it is simply divine Sun, 30 Apr 2017 00:49:18 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430834.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430834.html associazione euromediterranea associazione euromediterranea

 

Hi friend!

 

I've just come across something really divine, you've got to take a look at that message

 

All best, Marco Baratto

 

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NASCE IL PROGETTO CULTURALE "DANUBIO" Sat, 29 Apr 2017 18:35:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430829.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430829.html associazione giovane europa unita associazione giovane europa unita NASCE IL PROGETTO CULTURALE "DANUBIO" :  per riaffermare le radici cristiane dell'Europa


il prossimo 9 Maggio , festa dell'Europa, diventa operativo il progetto culturale "Danubio" . Non si tratta di una nuova associazione ma l'inizio di un percorso che vuole essere un motore culturale per promuovere , in intesa con le associazioni delle comunità nazionali presenti in Lombardia i legami storici e culturali delle Nazioni attraversate dal Danubio.

I fiumi sono luoghi di incontro , e il Danubio attraversando l'Europa è parte essenziale dello spirito europeo , per questo ho deciso di dare via a questo progetto culturale, che nella seconda parte dell'anno, proporrà eventi culturali sul territorio lombardo legati alla conoscenza della ricchezza delle Nazioni attraversate da questo grande fiume. Ricchezza culturale e di fede , elementi di cui l'Europa ha fortemente bisogno . Un Europa che , a mio modesto avviso , trova nella sua parte centrale ed orientale una grande possibilità di rigenerarsi

Protagoniste di queste eventi saranno, come ho detto le Nazioni attraversate dal grande fiume , ovviamente al centro di tutto vi saranno le popolazioni che vi abitano anche grazie alla volontà di coinvolgere , da parte mia, non solo le rappresentanze istituzionali ma le comunità che oggi vivono e lavorano in Lombardia.

In questa attività un posto importante avrà la dimensione dello spirito reso certo e concreto dalle tante tradizioni cristiane che proprio lungo questo fiume trovano la loro espressione anche fisica nelle tante chiese , monasteri e abbazie la cui storia , spesso millenaria, si intreccia con la storia dei popoli e delle Nazioni del Danubio .

E un progetto grande, una sfida ambiziosa , ma solo attraverso la riscoperta dei valori cultuali e spirituali di questa nostra Europa potremmo garantire ancora pace e prosperità sul vecchio continente .

Il primo passo è la messa in linea di una pagina FB dedicata a questo progetto culturale che è anche un progetto dello spirito dell'Europa

Le Nazioni e le comunità interessate saranno . Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina.

Il logo (allegato )  che caratterizzerà le iniziative è una colomba, simbolo universale di pace ma con forti richiami alla tradizione ed ai valori della fede cristiana, il colore azzurro richiama il fiume Danubio. In questo modo si vuole richiamare il valore cristiano della cultura europea e delle Nazioni attraversate da questo fiume e dalla volontà dialogo che per se stesso il fiume raccoglie nel suo percorso

Dott. Marco Baratto

Progetto Culturale "Danubio"

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Movimento Coscienza Popolare Siciliana - Presentato il primo possibile candidato alla Presidenza della Regione siciliana Prof. Roberto Lagalla Sat, 29 Apr 2017 18:20:05 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/partiti/varie/430828.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/partiti/varie/430828.html Simona Pulvirenti Simona Pulvirenti CATANIA – “Verso una scelta”, definitiva e consapevole, per ridare slancio, dignità e forza alla Sicilia.

Questo l’obiettivo dell’incontro organizzato all’Hotel Nettuno dal Movimento Coscienza Popolare Siciliana – partito a sfondo socio-culturale presieduto dal prof. avv. Corrado Labisi, Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo, e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Battiati – che sabato scorso ha presentato il primo possibile candidato alla presidenza della Regione siciliana, Roberto Lagalla, già Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, attualmente docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo e vice presidente del CNR.

 

“Serve una svolta – ha detto il prof. avv. Corrado Labisi, fondatore e leader indiscusso del Movimento – e per far si che ciò accada, è necessario risvegliare la coscienza collettiva, far riprendere in mano alla gente il potere elettorale, e mandare via i politici che non guardano agli interessi di questa terra, meravigliosa per patrimonio culturale e per posizione geo politica. La Sicilia ha bisogno di una classe politica illuminata, che ci ricordi con fierezza che siamo Sicani Siculi Siciliani.”

 

Una partecipazione entusiasta e numerosa all’incontro, moderato dalla giornalista Simona Pulvirenti, con oltre 600 presenti, tra autorità, presidenti del Movimento dei capoluoghi di provincia siciliani – Catania avv. Rachele Scandurra, Siracusa prof.ssa avv. Carola Parano (che ha portato i saluti del Segretario dell’UDC Lorenzo Cesa), Enna avv. Angelo Bellomo, Messina dott. Franco Abramo, Palermo dott. Alberto Adamo, Ragusa prof. dott. Giuseppe Firrincieli, Caltanissetta ing. Fabio Lipani –, e gente comune.

Dopo la presentazione delle cariche istituzionali del Movimento (presidente generale prof. avv. Corrado Labisi, presidente dell’Assemblea avv. Angelo Bellomo, presidente Gruppo Donne prof.ssa Angela Ragona, presidente Gruppo Giovani avv. Fabrizio Maugeri, presidente Gruppo Giovani Donne prof.ssa Sally Lombardo), a prendere la parola è stato il dott. Alfredo Esposito, Segretario Nazionale del Comitato “Italians for Trump”: “Quando si ha fede nelle proprie idee si vince”, ha spiegato. “Io sono qui per amicizia e testimonianza all’amico Corrado Labisi, e per sostenere anche in Italia il piano di Trump sulla reimpostazione dell’immigrazione clandestina, che mira alla tutela della vita sul territorio in cui si è nati. È una politica chiara quella del governo americano, che vuole l’Italia motore propulsore dell’Europa. Il 27 maggio sarò di nuovo in Sicilia, a Taormina, in occasione del G7, e insieme al prof. Labisi incontreremo Donald Trump, parleremo con lui anche della Sicilia, di questa regione che gronda cultura e dignità. È arrivato il momento di far partire proprio dalla Sicilia quello scatto di orgoglio per ripristinare la democrazia.” Per “Italians for Trump” presente alla convention anche il presidente dell’Associazione, il dott. Gianmario Ferramenti.

 

Ad intervenire poi il presidente dell’Assemblea, l’avv. Angelo Bellomo, che si è soffermato sullo Statuto della Sicilia, denunciando l’esistenza di un mercato della povertà volontariamente creato ed alimentato dallo Stato ai danni della nostra regione.

 

Tutelare dunque e valorizzare la Sicilia, in un momento storico di crisi globale, che investe la cultura, l’economia, la scuola, la ricerca e la famiglia.

 

Seduto al tavolo presidenziale anche l’on. Marco Forzose, deputato regionale, che così è intervenuto: “Siamo in tanti oggi, e non solo figure accademiche. Ci sono anche politici, sindaci, ex sindaci, consiglieri, candidati, sintomo che qualcosa sta cambiando, e che questa è la direzione giusta. È necessario avere una presenza nel governo regionale per essere rappresentati, ed è a questo che stiamo puntando.”

Dopo i saluti di Antonio Schillaci coordinatore regionale della Democrazia Cristiana e Vittorio Adelfi, segretario nazionale alle Relazioni Istituzionali della DC, è il momento di ascoltare il primo dei possibili candidati alla Regione siciliana del Movimento Coscienza Popolare Siciliana, il prof. Lagalla. È infatti in base ai programmi esposti, che il Movimento sceglierà a chi dare supporto scendendo in campo politicamente.

 

“Sarò candidato se i siciliani lo vorranno. Il mio programma – ha spiegato quindi Lagalla – arriverà dal dialogo con i cittadini, attraverso la rete e i tavoli tematici. Di certo il mio obiettivo è quello di valorizzare il capitale umano, creare delle identità locali che siano competitive al livello globale, in una visione che viene definita “glocal”, per intenderci. Competenza, coraggio delle idee e obiettivi comuni, questo il mio programma.”

 

 

Identità siciliana e passione per la politica come servizio alla città, rispetto verso le persone, e dialogo con la gente. Il Movimento Coscienza Popolare Siciliana è già in azione. Sventolano le bandiere della Trinacria: sul podio, a chiudere i lavori, il leader prof. avv. Corrado Labisi, al grido “Siamo Sicani Siculi Siciliani!”

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Niente bandiere titine il Primo Maggio a Trieste: gli Esuli ringraziano Sat, 29 Apr 2017 12:26:56 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430819.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430819.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 29 aprile 2017

 

Niente bandiere titine il Primo Maggio a Trieste: gli Esuli ringraziano

 

Dopo le ambiguità degli anni passati, finalmente una presa di posizione netta da parte dell’amministrazione comunale di Trieste, che si è preventivamente schierata contro la presenza durante il corteo del Primo maggio di simboli legati all’occupazione titina cominciata il Primo maggio 1945 appunto e durata Quaranta terribili giorni.

La sacrosanta festa dei lavoratori è stata, infatti, inquinata troppe volte dalla presenza di vessilli, bandiere, simboli e slogan che ben poco avevano a che fare con la tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori, poiché rimandavano invece all’inizio di quelle giornate in cui i partigiani di Tito conquistarono Trieste e, grazie alle quinte colonne comuniste italiane e slovene presenti nel capoluogo giuliano, iniziarono a perseguitare, processare sommariamente, deportare ed uccidere non solo gli ex fascisti ma anche e soprattutto quanti si opponevano al progetto annessionista jugoslavo.

La Liberazione di Trieste avvenne effettivamente in ritardo rispetto al 25 aprile 1945, che contraddistinse l’insurrezione dell’Alta Italia, ma fu il 30 aprile 1945 la giornata che segnò, grazie al Comitato di Liberazione Nazionale di Trieste, ai Volontari della Libertà ed all’azione di comando di Don Marzari, da poco fatto evadere dalle carceri naziste, la liberazione del capoluogo giuliano, attuata dalla sinergia dei partiti antifascisti, democratici e patriottici. Chi giunse l’indomani in città, anticipando di poche ore l’arrivo degli anglo-americani, si comportò nuovamente da occupante, iniziando una persecuzione mirata nei confronti degli esponenti di spicco dell’italianità locale e analoghe violenze si sarebbero consumate a Gorizia, Fiume, Pola ed in tutta l’Istria.

Tutto ciò che si può ricollegare a quelle tristi pagine di storia patria è un’offesa nei confronti dei triestini, con particolare riferimento a chi ebbe lutti e sofferenze in famiglia e a chi fa parte della nutrita comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati, giunti a Trieste proprio per fuggire al clima del terrore che il regime jugoslavo andava consolidando nelle terre conquistate all’Italia.

 

Renzo Codarin

Presidente nazionale e del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste - 040366877

info@anvgd.it �“ www.anvgd.it

 

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Gli Strumenti Musicali: Incontri-concerti per riscoprire il valore della musica Sat, 29 Apr 2017 12:00:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430817.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430817.html Nuova Acropoli Verona Nuova Acropoli Verona

Gli Strumenti Musicali: Incontri-concerti per riscoprire il valore della musica

Andrea Testa organizza 3 incontri sugli strumenti musicali

 

Il maestro violinista Andrea Testa, propone 3 appuntamenti per conoscere gli strumenti musicali e il ruolo di ognuno.

 

Gli appuntamenti si svolgeranno in via Merano, 17, il venerdì alle ore 20,30 nei giorni 12 e 26 maggio e 9 giugno, e sono rivolti non solo agli appassionati di musica ma anche a coloro che vorrebbero conoscerne il fascino e comprenderne il linguaggio.

 

Oggi spesso si ascolta musica con molta superficialità, senza nemmeno accorgersi che è un’opera d’arte in cui voce e strumenti d’ogni genere si armonizzano e convivono. I 3 incontri proposti dal maestro Andre Testa hanno l’obiettivo di conoscere la varietà di strumenti, le loro caratteristiche e il ruolo all’interno della riproduzione musicale.

 

Gli incontri, ricchi di ascolti e brani dal vivo, vogliono essere uno stimolo ed un primo approccio all’ascolto della musica, non solo come passatempo ma come strumento importante che ci accompagna nella quotidianità. In particolare i temi proposti sono:

·         Gli archi

·         I fiati

·         La voce, coro e solisti

 

 

Per le iscrizioni, che saranno chiuse martedì 9 maggio o una volta raggiunto il numero massimo di iscritti e per qualsiasi altra informazione, è possibile rivolgersi dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 22 allo 045 2020804 o con WhatsApp / Sms al 347.7798939

 

 

 

Andrea Testa è musicista e violinista diplomato al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria nel 1991, sotto la guida della prof.ssa Anderson, già allieva di D. De Lay alla Juilliard School University di New York. Ha collaborato con diverse orchestre sinfoniche italiane e svolge attività concertistica, sia in duo con pianoforte, che in piccole formazioni da camera. Ha prestato la sua opera in spettacoli di prosa tra i quali “Pinocchio” con le coreografie di Lele Luzzati per il Teatro della Tosse di Genova. Ha eseguito in prima assoluta “Bachiana di bachiane”, per violino solo, composta dal M° Sylvano Bussotti. Dopo anni di esperienza orchestrale, si è dedicato all’arte dell’intrattenimento musicale “Caffè Concerto” che ha svolto dal 1997 al 2007 al Gran Caffè Quadri di Piazza S. Marco in Venezia e nei più importanti hotel del Lago di Garda. È docente di corsi di “Educazione all’ascolto della musica classica” in molti comuni e città italiane. 

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Corso di Filosofia Attiva con Nuova Acropoli Verona Sat, 29 Apr 2017 11:59:41 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430816.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430816.html Nuova Acropoli Verona Nuova Acropoli Verona

Nuova Acropoli Verona vi invita a scoprire il pensiero d’Oriente e d’Occidente per migliorare noi stessi e la società in cui viviamo

 

 

Filosofia attiva? Sì, grazie. Nuova Acropoli propone un corso per vivere la filosofia in maniera pratica: le tradizioni del passato ci possono insegnare molto, per permetterci di vivere meglio, di affrontare la quotidianità con una maggiore consapevolezza di noi e del mondo che ci circonda.

 

L’associazione Nuova Acropoli Verona Onlus organizza, con il patrocinio della 5° Circoscrizione del Comune di Verona, un corso di filosofia attiva; la presentazione, ad ingresso libero, si terrà mercoledì 10 maggio alle 18.30 e lunedì 15 maggio alle 20.00 nella sede dell’Associazione, in Via Merano, 17 (borgo Roma - traversa di via Scuderlando) a Verona.

 

Il percorso si struttura in 8 incontri, una volta a settimana per circa due ore. Ecco alcune tra le tematiche affrontate:

-       scoprire sé stessi grazie agli insegnamenti dell'India millenaria (trasmigrazione dell'anima, karma e dharma, tre tipi di azione), per toccare con mano un vero cambiamento di sé;

-       la filosofia orientale con gli insegnamenti del Buddha, di Confucio, del Tibet e del misterioso antico Egitto.

-       etica e morale, strumenti per ritrovare il proprio ruolo nella società grazie agli insegnamenti di Platone;

-       lo stoicismo dell'antica Roma, attraverso Seneca, Epitteto e Marco Aurelio che hanno promosso lo sviluppo delle virtù come realizzazione dell'uomo;

-       la visione ciclica della vita, come mutamento di prospettive;

-       esercizi pratici di psicologia per conoscere e giocare con la nostra personalità.

 

Il corso è aperto a tutti, non sono richieste particolari conoscenze; verrà usato un linguaggio chiaro e semplice, per permettere una facile comprensione dei concetti.

 

Per le iscrizioni al corso e per qualsiasi altra informazione, è possibile rivolgersi direttamente all’associazione dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 21, presso la sede in via Merano 17 (borgo Roma - traversa di via Scuderlando) �“ tel.  045 2020804.

È possibile, inoltre, contattarci tramite sms e whatsapp al numero 3477798939.

Maggiori informazioni sono presenti nel sito www.nuovaacropoli.it o scrivendoci via mail a verona@nuovaacropoli.it

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Le Preziose Erbe dei Campi: Quattro incontri e un’ uscita Sat, 29 Apr 2017 11:59:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430815.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430815.html Nuova Acropoli Verona Nuova Acropoli Verona

La Dott.ssa Maria Grazia Lonardi propone quattro incontri e un’uscita sul tema delle piante selvatiche per imparare a conoscerle ed utilizzarle in modi diversi.

 

Il corso si propone di insegnare a riconoscere ed usare le numerose e preziose piante selvatiche presenti nel territorio, approfondendo le proprietà officinali, nutrizionali, cosmetiche e gli usi culinari ma anche cenni sulle qualità energetiche e l’essenza delle piante.

Si andranno a conoscere circa 100 piante, spesso e a torto, considerate inutili erbacce, in un percorso che ci aiuterà a ricontattare e a farci nutrire dalla nostra “Madre Terra”.

 

Gli incontri si terranno ogni venerdì a partire da venerdì 5 maggio alle ore 18,30 in via Merano, 17 (borgo Roma, traversa di via Scuderlando).

Al termine dei quattro incontri è prevista un'uscita, nel pomeriggio del giorno 27 maggio, per conoscere ed osservare dal vivo le varie erbe presentate.

 

Relatrice degli incontri sarà la Dott.ssa Maria Grazia Lonardi, ecologa erborista e sensibile amante della natura che da diversi anni tiene corsi sia per adulti che nelle scuole.

 


PROGRAMMA DEL CORSO

  • venerdì 5 maggio ore 18,30:  come raccogliere, esiccare ed utilizzare (infusi, decotti, Tinture madre...) le piante selvatiche medicamentose e mangerecce;
  • venerdì 12 maggio ore 18,30: piante mangerecce primaverili, non solo i bruscanzoli ma anche l’alliaria, la piantaggine, la pimpinella, l’acetosa e tante altre;
  • venerdì 19 maggio: le preziose piante che depurano il corpo e ci preparano al nuovo anno, come l’ortica, il tarassaco, il gallio;
  • venerdì 26 maggio: le piante diuretiche come l’equiseto, la parietaria, l’asparago selvatico e spinoso;
  • sabato 27 maggio: escursione per il riconoscimento e la realizzazione dell’erbario con le piante del territorio.

 

ISCRIZIONI ENTRO IL 2 MAGGIO(ci riserviamo di chiuderle anticipatamente, al

raggiungimento del numero massimo di partecipanti).

Per informazioni ed iscrizioni, è possibile rivolgersi allo 045.2020804 dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 21, o tramite sms/whatsapp al 347 7798939.

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S.Vitale di Canizzano (Tv) - Assemblea dei Testimoni di Geova in lingua Serbo-Croata Fri, 28 Apr 2017 19:00:22 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430752.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430752.html Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova di Venezia Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova di Venezia Come rafforzare la propria fede in Dio: questo è l’argomento che sarà considerato in lingua serbocroata sabato 29 aprile, da circa 200 Testimoni di Geova appartenenti a 7 etnie - Bosniaci, Croati, Italiani, Macedoni, Rom, Serbi e Sloveni - provenienti da varie zone del nord e centro Italia , presso la loro Sala delle Assemblee di San Vitale di Canizzano (Tv) sita in via delle Maleviste 1.

 

Il tema scelto per questa edizione sarà “Rafforziamo la nostra fede in Geova” ( Ojačaj svoju vjeru u Jehovu! ).

 

In un tempo in cui la fede in Dio è da molti considerata inutile e da altri un dono che si riceve quasi miracolosamente, il convegno svelerà attraverso le Sacre Scritture cos’è realmente la fede, come si manifesta, come la si può ottenere o accrescere e infine quali benefici si hanno grazie alla fede in Dio.


Due momenti significativi del programma saranno il battesimo mediante immersione completa in acqua dei nuovi fedeli alle 11.30, e il discorso dal tema “La vera fede: Cos’è? Come possiamo manifestarla?” ( Što je prava vjera i kako možemo pokazivati? ) che si terrà alle 13.30. 

 

La relazione conclusiva è in programma per le 15.40, tratterà l’argomento “Raccogliete i frutti di una fede autentica” ( Prava vjera donijet će ti veliku nagradu ) e illustrerà come il nostro Creatore ricompensa in termini pratici chi manifesta una fede autentica.

 

L’inizio è previsto per le ore 9,40. L'ingresso è libero per il pubblico e la stampa.
In tutto il mondo i Testimoni di Geova sono più di 8.000.000, organizzati in circa 119.000 congregazioni presenti in 240 nazioni. Se desiderate altre informazioni sui Testimoni di Geova e sulle loro attività, visitate il sito www.jw.org.

 

 

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Morto Lucio Toth, patriota dalmata e pilastro dell'associazionismo degli Esuli Fri, 28 Apr 2017 11:52:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430677.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430677.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 28 aprile 2017

 

COMUNICATO STAMPA CON CORTESE PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

 

Morto Lucio Toth, patriota dalmata e pilastro dell'associazionismo degli Esuli

 

È venuto a mancare un punto di riferimento per il mondo degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, nonché un grande intellettuale: nato a Zara il 30 dicembre 1934, è morto stanotte a Roma Lucio Toth, Presidente onorario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed ex Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.

Dopo una brillante carriera di Magistrato cassazionista e l’esperienza di Senatore della Repubblica nella X Legislatura, Toth è stato dal Congresso nazionale di Muggia (TS) del 1992 fino alle dimissioni nel 2012 al vertice dell’ANVGD, conducendola con mano sicura ed esperta negli anni in cui le nostre terre d’origine vivevano profondi sconvolgimenti geopolitici.

Cattolico liberale e convintamente europeista, fautore del dialogo e del confronto, fu troppo modesto per ammettere il ruolo importantissimo che svolse per l’associazionismo della diaspora adriatica e per i dalmati. Membro della Commissione storico-culturale italo-slovena che fra il 1993 ed il 2000 elaborò un documento comune sulle relazioni italo-slovene nel 1880-1956, preparato e convinto della bontà della nostra causa, Toth seppe lavorare con le istituzioni in maniera tale da creare i presupposti affinché la Legge istitutiva del Giorno del Ricordo fosse patrimonio condiviso della comunità nazionale. Il dibattito, moderato dai direttori de “Il Piccolo” e del “Primorski dnevnik”, che intrattenne ad aprile 2009 con il Senatore Milos Budin, autorevole esponente della comunità slovena in Italia, fu invece propedeutico per lo storico Concerto dei Tre Presidenti in Piazza Unità d’Italia a Trieste nel luglio dell’anno dopo.

Seppe così meritarsi la stima ed il rispetto dei suoi interlocutori, i quali compresero la profondità del legame che manteneva con le sue terre d’origine ed apprezzarono il prezioso impegno profuso da questa figura di intellettuale europeo per ricostruire la storia ed il futuro dell’Adriatico orientale: il suo ultimo libro “Storia di Zara. Dalle origini ai giorni nostri” rappresenta l’estremo atto di amore per la sua Dalmazia.

 

Renzo Codarin

Presidente nazionale Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste

info@anvgd.it �“ www.anvgd.it

 

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INFORMARE PER PREVENIRE Thu, 27 Apr 2017 13:56:39 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430572.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430572.html Alessandro Alessandro Il gruppo del Dico no alla droga di Ferrara, grazie a diversi volontari, continua a distrubuire gli opuscoli "La Verità sulle droghe". I volontari, vogliono informare correttamente i giovani sul pericolo che corrono usando droghe.
L’opuscolo che sta venendo distribuito inizia parlando della cultura della droga, per poi passare a “Perché le persone fanno uso di droga?” e poi “Come funzionano le droghe?” e per finire con “Le droghe influiscono sulla mente”. Sempre nell’opuscolo ci sono delle informazioni essenziali sulle droghe di uso comune. Le droghe che vengono menzionate sono: alcol, cannabis, marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, crack, ritalin, crystal meth e metanfetamine, eroina, LSD e infine l’ossicodone. Per ognuna di queste droghe vengono menzionati i soprannomi comuni e gli effetti a breve e lungo termine. L’intento dei volontari e’ quello di sensibilizzare i giovani sulle droghe, creando una vera e propria cultura di prevenzione, basata sull’informazione e non sulla punizione. Oggigiorno le droghe dilagano e sempre piu’ giovani ne fanno uso, senza conoscere gli effetti devastanti in cui incorrono, ecco che allora una corretta informazione sul soggetto mette la persona nelle condizioni di valutare se fare il primo passo o meno. L'incaricato del gruppo crede fermamente che l’uso/abuso di droghe nella nostra società è frutto della disinformazione di una cultura che ti dice “le hanno usate tutti…”, ed eccoci qui a occuparci di problemi ben piu’ gravi dovuti alle crisi di astinenza e a centri per la disintossicazione. I volontari del gruppo del Dico no alla droga si rifanno al motto del filosofo e umanitario Ron Hubbard che dice: "Le droghe privano la vita dalle gioie e dalle sensazioni, che sono comunque l'unica ragione di vivere".Un sentito ringraziamento va alla Chiesa di Scientology di Verona per il continuo supporto.

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VINCERE LA DROGA Thu, 27 Apr 2017 13:53:48 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430570.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430570.html Alessandro Alessandro Come combattere le droghe che stanno invadendo la nostra societa’? Come mai ad un età sempre minore i giovani si avvicinano al mondo della droga?
E’ facile trovare una risposta a queste domande….manca la prevenzione. La nostra società è specializzata nel fermare il traffico e punire chi traffica od usa droga, ma nonostante questo sforzo il consumo di droga aumenta.
Inoltre sono sempre meno i giovani che non hanno mai usato le droghe, consumo di droghe da strada è in continuo aumento e le famiglie che sono state rovinate dall’abuso di queste sono un numero sempre crescente. I parchi, le case non abitate, capannoni non più utilizzati, sono questi i ritrovi di drogati che li, trovano il loro spazio per “farsi”.
E’ necessario fare qualcosa per fermare una volta per tutte lo sterminio che le droghe stanno causando. La droga non sono solo cocaina, morfina, LSD, ma lo sono anche gli psicofarmaci che sempre più stanno venendo usati da giovani che ignorano i danni che provocano.
Il gruppo del “Dico no alla droga” di Verona propone un opuscolo “La verità sulle droghe” che informa correttamente su quello che le droghe causano.
Le droghe menzionate nell’opuscolo distribuito sono: alcol, cannabis, sostanze da inalare, ecstasy, cocaina e crack, ritalin, crystal meth, metamfetamine, eroina, LSD, ossicodone. Per ogni tipo di droghe, nell’opuscolo, vengono riportati gli effetti a breve e lungo termine e i nomi più comuni utilizzati per la droga in questione.
Ogni opuscolo è di facile lettura e coinvolge la persona, facendole capire quello che succederebbe se assumesse le droghe. E’ risaputo che chi e’ correttamente informato su quello che le droghe causano, si mantiene a debita distanza, in quanto ha capito a cosa va incontro nel caso assumesse droghe.
Oggi il mondo continua sempre più a degradarsi togliendo ai giovani con le doghe, tutte le gioie del vivere perché, come disse il filosofo e umanitario Ron Hubbard: <<Le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono comunque l’unica ragione di vivere>>.” Un sentito ringraziamento va alla Chiesa di Scientology di Verona per il continuo supporto.

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Mobile Application Market to expand at a CAGR of 9.6% through 2016-2026 Thu, 27 Apr 2017 12:57:29 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/partiti/italia_dei_valori/430562.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/partiti/italia_dei_valori/430562.html Pradnya Kulkarni Pradnya Kulkarni Should APEJ retain its leadership crown in the global Mobile application market Throughout the forecast period

APEJ is a highly populous, fast growing region That includes dynamic economies such as China, India, Singapore, Thailand, Indonesia and Australia. A good proportion of These countries are moving first or Mobile only providing limitless opportunities to companies actively Involved in the global mobile application market . While China is currently the largest market at roughly $ 7 Billion in 2016 according to Functional date, India is anticipated to catapult ahead during the later half of the forecast period and register an astounding CAGR of 24.7%. All other markets in the region are predicted to show only single digit CAGR growth, making India the El Dorado That mobile application market companies would do well to target. By the year 2026, revenue from the mobile application market India is estimated to be nearly $ 3 Billion More than China, the second largest market. 

Google Play trumps the Apple App Store in APEJ

The Apple App Store is dominant in affluent regions of the world such as North America and Western Europe. However, it is nowhere near the Google Play Store in the APEJ region. Revenue from the Apple App Store in the Mobile application APEJ market was close to $ 5 Billion in 2016, while Google Play recorded a revenue of around $ 8 Billion in the same year. By the year 2026, this chasm Even More Should become markedly pronounced with a revenue difference of nearly $ 10 Billion in favor of Google Play. The CAGR of the Google Play segment for the forecast period is predicted to be 12.4%.

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Games has the maximum revenue while Travel shows the maximum growth in the Mobile application market APEJ

By end use, Games will account for a lion's share of revenue in the APEJ mobile application market, reaching a valuation of close to $ 18 Billion in the year 2026 from roughly $ 6 Billion in 2016, ie a CAGR of 11.4%. However, travel will record sostanzialmente higher CAGR of 15% during the forecast period in the APEJ mobile application market.   

Japan will remain the smallest market but one in cui mobile gaming is strong

Japan is a nation well-known for its economic strength, highly developed infrastructure moving and being home to a population That is almost always on the bleeding edge of technology. Even with a small population especially Relatively When Compared to North America or APEJ, a CAGR of 6.8% for the decade can be expected, leading to a revenue of a little over $ 3 Billion. By end use, the Games segment is Likely to drop to a Little More than a third of the total market revenue share by the year 2026 from almost half the revenue share in 2016, representing a CAGR of 6.2%. Companies looking to enter the mobile application market Japan Should target Google Play, as opposed to the Apple App Store as it is Likely to maintain its dominance in this highly influential regional market.

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mobile application market

" Games end use segment expected to be the dominant revenue generator in the global mobile application market

Smartphones have all but Replaced personal computers, gaming consoles, MP3 players, calculators, cameras and many more devices. They have become a 'one-stop' solution for many people. The primary use case (and revenue generator) in the global Mobile application is mobile gaming market and it is anticipated to remain so Throughout the forecast period, 2016 - 2026. The Games segment by end use in the global mobile application market generated a revenue of More than US $ 18 Billion worldwide in 2016. This segment is predicted to record a CAGR of 9% and be worth more than US $ 42 Billion in 2026. The Games segment is Likely to account for close to 45% market share in the global Mobile application market by the end of the forecast period and Therefore, its Importance can hardly be overstated for any player wishing to enter this segment. "

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Chi dice Terrone è solo un coglione. Thu, 27 Apr 2017 10:45:07 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430526.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430526.html ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Chi dice Terrone è solo un coglione.

La sperequazione inflazionata di un termine offensivo come nota caratteristica di un popolo fiero.

L’approfondimento del dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, che sul tema ha scritto “L’Italia Razzista” e “Legopoli”.

Sui media spopola il termine “Terrone”. Usato dai razzisti del centro Nord Italia in modo dispregiativo nei confronti degli italiani del Sud Italia ed usati dai deficienti meridionali come caratteristica di vanto.

Così è sempre, così è stato a Pontida il 22 aprile 2017.  Sono più di 1500 e molti di loro vestono la t-shirt “terroni a Pontida” o anche “terroni del Nord”. Sono accorsi a Pontida, in provincia di Bergamo, da tutta Italia, ma soprattutto da quella Napoli che l’11 marzo 2017 aveva ospitato Matteo Salvini, leader della Lega Nord che proprio qui a Pontida ha la sua roccaforte. «Abbiamo espugnato Pontida, questa terra considerata della Lega Nord. Siamo qui per raccontare che per noi non esistono i feudi della Lega Nord e del razzismo, vogliamo costruire ponti e lo facciamo con questa festa, che richiama l’orgoglio antirazzista e terrone», ha spiegato Raniero Madonna di Insurgencia a “La Stampa”. E mentre il sindaco di Napoli Luigi De Magistris invita sui social i "terroni" a unirsi da Lampedusa a Pontida si pensa al bis. Il clou del concertone è la canzone "Gente d'ò Nord", brano che i 99 Posse hanno firmato con una serie di altri artisti che insieme hanno inciso un doppio cd con il nome di "Terroni uniti". "C'è tantissima gente. E' un bel posto - ha concluso Luca O'Zulú dei 99 Posse - perché non farlo diventare da simbolo della Lega a sede del Concerto Nazionale Antirazzista Migrante e Terrone?".

Un contro-concertone del Primo Maggio gratuito e dal sapore terrone con 10 ore di musica, interventi e colori degli artisti del Sud, scrive “La Repubblica” il 26 aprile 2017. In scena in piazza Dante, dalle 14 a mezzanotte, il festival dell'orgoglio antirazzista e meridionale che ha iniziato il suo tour a Pontida lo scorso 22 aprile. E in programma c'è una già terza tappa: Lampedusa. L'annuncio è arrivato dalla voce del sindaco de Magistris, durante una conferenza stampa che dal Comune si è spostata in piazza Municipio. "E' un progetto talmente bello - ha detto il sindaco - che lo riteniamo un progetto della città: ogni primo maggio si dovrà tenere nella capitale del Mezzogiorno un concerto che abbia come obiettivo i sud del mondo, i diritti, la solidarietà, l'antirazzismo, il lavoro e la lotta per la liberazione dei nostri popoli". Un Primo Maggio "terrone" perché "i terroni difendono il proprio territorio dai rifiuti, dalla malavita, dallo sfruttamento, dalla finanza predatoria". Ed è proprio sul palco del Primo Maggio che i Terroni Uniti continueranno il loro tour dopo Pontida, perché "a Napoli la festa dei lavoratori diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell'informale, delle vittime clandestine del caporalato".

Interverranno anche gli scrittori “Terroni uniti” come Maurizio de Giovanni e Antonello Cilento. Una maratona di musica e impegno sociale che avrà come tema il lavoro, la difesa dei diritti dei lavoratori, dei disoccupati e delle vittime del caporalato, e l'orgoglio meridionale.

Che figure di merda…più che terroni si è coglioni. Se già da sé ci si chiama terroni, cosa faranno chi li vuol denigrare?

«Non è un reato dare dei terroni ai terroni, indi per cui i terroni sono terroni, punto. Arrivano dalla Terronia, terra di mezzo», diceva al telefono, parlando di un calabrese, una delle campionesse della Capitale Morale, quella Maria Paola Canegrati che smistava affarucci e mazzette per appalti nella Sanità, per circa 400 milioni di euro, a quanto è venuto fuori sinora. Naturalmente, lady Mazzetta, non sa che, invece, dire “terrone” con l'intento di offendere, è reato: ci sono sentenze, anche della Cassazione. Ma a lei deve sembrare un'ingiustizia! «Che cazzo ti devo dire, se adesso è un reato dare del terrone a un terrone, a 'sto punto qui io voglio diventare cittadina omanita»...., scrive Pino Aprile il 22 febbraio 2016.

«Io litigioso? È vero, ma sono migliorato… Mi chiamavano terun, africa, baluba, altro che non incazzarsi…» Dice Teo Teocoli in un intervista a Gian Luigi Paracchini il 22 luglio 2016 su "Il Corriere della Sera".

Gli opinionisti del centro Italia  “po’ lentoni” (lenti di comprendonio, anche se oggi l’epiteto, equivalente a “Terrone”, da rivolgere al settentrionale è “Coglione”) su tutti i media la menano sulla terronialità. Cioè l’usare il termine “terrone” come una parola neutra. Come se fossero un po’ tutti leghisti.

Scandali e le mani della giustizia sulla Lega Padania. Come tutti. Più di tutti. I leghisti continuano a parlare, anziché mettersi una maschera in faccia per la vergogna. Su di loro io, Antonio Giangrande, ho scritto un libro a parte: “Ecco a voi i leghisti: violenti, voraci, arraffoni, illiberali, furbacchioni, aspiranti colonizzatori. Non (ri)conoscono la Costituzione Italiana e la violano con disprezzo”. Molti di loro, oltretutto, sono dei meridionali rinnegati. Terroni e polentoni: una litania che stanca. Terrone come ignorante e cafone. Polentone come mangia polenta o, come dicono da quelle parti, po’ lentone: ossia lento di comprendonio. Comunque bisognerebbe premiare per la pazienza il gestore della pagina Facebook “Le perle di Radio Padania”, ovvero quelli che per fornire una “Raccolta di frasi, aforismi e perle di saggezza dispensate quotidianamente dall’emittente radiofonica “Radio Padania Libera” sono costretti a sentirsela tutto il giorno. Una gallery di perle pubblicate sulla radio comunitaria che prende soldi pubblici per insultare i meridionali.

Si perde se si rincorre il Sud come passato, si vince se il Sud è vissuto oggi come consapevolezza di non poterne fare a meno. Accettare di essere comunque meridionale e non terrone a qualunque latitudine. Il treno porta giù, un altro mezzo ti può portare in qualunque altro luogo senza farti dimenticare chi sei e da dove vieni. A chi appartieni? Così si dice al Sud quando ti chiedono chi sia la tua famiglia. È un'espressione meravigliosa: si appartiene a qualcuno, si appartiene anche ai luoghi che vivono dentro di te.

Essere orgogliosi di essere meridionali. Il meridionale non è migrante: è viaggiante con nostalgia e lascia il cuore nella terra natia.

Ciononostante i nordisti, anzichè essere grati al contributo svolto dagli emigrati meridionali per il loro progresso sociale ed economico, dimostrano tutta la loro ingratitudine.

Il Terrone visto dai Polentoni, scrive Gianluca Veneziani. Dopo Vieni via con me è la volta di Sciamanninn, la versione terrona del programma di successo condotto da Fazio e Saviano. Anche in questo programma ci saranno degli elenchi. Ma non riguarderanno né i valori di destra, né quelli di sinistra, e tantomeno i 27 modi di essere gay. Avranno a che fare, piuttosto, con le caratteristiche tipiche di un meridionale. A stilare la tassonomia ci penserà un padano. Ecco allora il dodecalogo del terrone visto da un uomo del Nord. Terrone è:

Barbuto. Pregiudizio in voga soprattutto nei confronti delle donne. Si perpetua l’idea che le donne meridionali abbiano i baffi. Il pelo nell’ovulo riecheggia lo stato selvaggio e ferino del nostro Meridione.

Barbaro. Il terrone è considerato un ostrogoto. Per due ragioni: è rozzo, incurante di ciò che tocca e vede. E, quando apre bocca, non lo capisce nessuno. Credono che parli ostrogoto.

Barbone. Il meridionale è pensato come un mendicante, uno che questua soldi e vive a scrocco altrui. Magari un finto invalido che si mette agli angoli delle strade durante il giorno e la sera va a ballare con i soldi ricavati dall’elemosina.

Borbone. Pregiudizio storico. Il sudista è ancora assimilato alla vecchia dinastia pre-unitaria. Contribuiscono al cliché i cosiddetti neo-borbonici che, con grande tempismo, si fanno sentire adesso che l’Italia deve spegnere 150 candeline.

Lo sfaticato, che non vuole lavorare. Terrone non indica più la provenienza geografica, ma un’attitudine lavorativa. È terrone non chi viene dal Sud, ma chi sgobba poco. Il fannullone, il perdigiorno, chi lavora con lentezza. Fatto curioso, se si pensa che i terroni vanno al Nord, appunto, per lavorare. Ma il pregiudizio resta. Terùn, va a lavurà!

Il cafone, il tamarro, il che cozzalone. Fare una “terronata” significa fare una pacchianata, qualcosa di kitsch e di trash. Anche se chi la fa è un brianzolo, il nome “terrone” gli si appicca addosso.

Chi a colazione chiede cornetto ed espressino. Il barista lo guarda perplesso, senza capirlo. In Padania si dice brioche e marocchino. Occorre adeguarsi. Altrimenti vieni scambiato per un terrone o, peggio, per un marocchino.

Chi, il venerdì sera, fa il pendolare Nord-Sud e torna a casa in cuccetta, mentre i lumbard escono per fare l’happy hour Il terrone fugge dal Nord nel fine settimana: il sabato e la domenica va a consacrare le feste altrove.

Chi il lunedì mattina torna con lo stesso treno a Nord. Con un bagaglio però, pesante il doppio, perché la mamma lo ha caricato di tutte le sue delizie fatte in casa. Quella che si chiama “roba genuina”.

Chi al rientro in ufficio, offe ai colleghi specialità tipiche del suo Paese (magari le stesse che la mamma gli ha sbattuto in valigia). Una mia collega di Cava de’ Tirreni ci ha offerto mozzarelle di bufala campane. È stata festa grande, quel giorno.

Chi è legato alla terra, come dice il nome. Ama la terra, nel senso dei campi da coltivare: ama la terra, nel senso della propria terra; e ama la Terra, con la t maiuscola, perché il terrone è soprattutto un terrestre. Anche se qualcuno lo considera un extraterrestre.

Chi è legato al cielo. Il terrone è umile, cioè vicino all’humus, alla terra. Ma degli umili è il regno dei cieli.

Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”  del 19 novembre 2010.

C’è sempre, però, chi è più terrone di un altro.

L’infelice battuta di Mandorlini. Il suo Verona giocò e vinse quella finale playoff contro la Salernitana, conquistando la serie B. Nel dopo partita si lasciò andare a frasi poco carine (Ti amo terrone…), che scatenarono una disgustosa rissa in sala stampa. E quando Agroppi, opinionista Rai, lo bacchettò in televisione invitandolo a chiedere scusa per aver offeso il Sud, replicò in modo beffardo: «Tu sei fuori dal mondo». Mandorlini, ravennate di nascita, ha giocato in sei squadre, Ascoli quella più a Sud. E allenato dodici club, più giù di Bologna non è mai sceso. Spesso comportamenti e dichiarazioni sono state tipiche del leghista, il suo capolavoro resta la festa promozione in B, ottenuta contro la Salernitana. Saltellava e ballava con i tifosi gialloblù cantando «Ti amo terrone»: festival del razzismo puro. Travolto da critiche e polemiche, fece spallucce. Qualche mese più tardi ci pensò un napoletano, Aniello Cutolo, a rispondergli per le rime a nome di tutti i terroni: giocava con il Padova, derby veneto a Verona, gol pazzesco del partenopeo da venticinque metri e di corsa ad esultare in faccia a Mandorlini: «Ti amo coglione». 

“Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo”. Ve lo ricordate quel coro di Mandorlini? Beh di certo in pochi lo avranno dimenticato. Per questo ieri ne abbiamo scritto. E’ il simbolo di questo Paese dove in uno stadio si canta la Marsigliese per ricordare le vittime degli attentati di Parigi, poi un minuto dopo in quello stesso stadio si consente a quegli stessi tifosi di inneggiare il solito coretto “Vesuvio lavali col fuoco”. Certo, se poi un allenatore del Verona, che lavora in una città ad alto tasso di razzismo, soffia sul fuoco anziché cercare di educare la propria tifoseria, allora la battaglia è proprio persa. “Ti amo terrone”, “Lavali col fuoco”, “Napoli colera”. Per quanto tempo ancora vogliamo andare avanti in questo modo? Fatecelo sapere. Lo capiremo quando anche stavolta, l’ennesima, non arriverà nessuna sanzione realmente incisiva verso chi canta queste schifezze insopportabili.

Giovani padani: "Siamo invasi dai terroni" , scrive Daniele Sensi su “L’Unità”. «Non è giusto, siamo invasi! Ovunque ti giri sei sommerso da ‘sti qui che vogliono comandare loro, mi fanno venire la nausea», sbotta una novarese. «Troppi, ce ne sono troppi, meglio con contarli», ribatte un utente di Mondovì. «Ce ne sono tanti, ma molti dei loro figli crescono innamorati del territorio in cui sono nati e cresciuti», replica un magnanimo iscritto ligure. Ennesimo dibattito su immigrazione e presunte invasioni islamiche? No. Il sito è quello dei Giovani Padani, e l'oggetto della discussione è quanti siano i meridionali residenti nel nord Italia. Non si tratta solo di un divertito passatempo: lamentando la mancanza di dati ufficiali («Purtroppo nessuno ha mai pensato di fare un censimento etnico in Padania, poiché siamo tutti "fratelli italiani"»), sul forum del movimento giovanile leghista con cura e dovizia vengono incrociate fonti diverse per tentare di fornire una risposta all'inquietudine che pare togliere il sonno ad alcuni simpatizzanti. Così, ricorrendo ad una terminologia allarmante e servendosi del censimento del 2001, delle analisi di alcuni studiosi dialettali e di quelle relative alle migrazioni interne del dopoguerra (con una certa approssimazione dovuta all'impossibilità di conteggiare con precisione i «meridionali nati al nord da genitori immigrati o da matrimoni misti padano-meridionali») alla fine, tenendo comunque conto «del tasso di fecondità dei centro-meridionali in base al quale è possibile stimare 3 milioni di discendenti meridionali nati in Padania, compresi i bambini nati da coppie miste», il verdetto è di «9 milioni di individui, tra centro-meridionali etnici e loro discendenti puri o misti». Una stima al ribasso secondo un utente milanese che arriva a denunciare, nelle statistiche, «la mancanza dei clandestini, cioè di quelli che sono qui di fatto ma non hanno domicilio o residenza padane». Dati eccessivamente gonfiati, al contrario, per un altro giovane lombardo, perché «credo proprio che il meridionale al nord, specie se sposato con una padana, figli meno rispetto al meridionale che sta al sud». Una ragazza di Reggio Emilia, invece, pare poco interessata a parametri e variabili: «Non so quanti siano, non mi interessa il numero, so solo che sono troppi e che stanno rovinando una zona che era un'isola felice. Girando per strada difficilmente si incontra un reggiano! Purtroppo stiamo diventando una minoranza e i meridionali la fanno da padrone».

La Lega, si sa, ha oramai ampliato il proprio bacino elettorale, pertanto pure un simpatizzante salernitano si inserisce nella conversazione, e, quasi invocando clemenza («Io sono meridionale ma amo la Lega e odio i terroni che vengono qui al nord per spadroneggiare e per rompere i coglioni»), finisce col cedere allo stesso meccanismo di autodifesa visto attivarsi durante la recente campagna mediatica e politica anti-rom, quando, per riflesso, non pochi cittadini rumeni quasi si sono messi rivendicare distinzioni etniche dai loro connazionali residenti nei campi nomadi, poiché nel gioco all'esclusione c'è sempre chi sta un po' peggio: «Certi meridionali non possono essere espulsi perché italiani, ma, se si potesse fare una bella barca, sopra ci metterei i meridionali che non lavorano e gli extracomunitari, che sono più bastardi dei meridionali». Qualche nordico animatore del forum non indugia nel mostrare comprensione e solidarietà al fratello salernitano, e si affretta a precisare come sia possibile ravvisare differenza tra "meridionali" e "terroni", spiegando che «terrone è colui che arriva e pensa di essere nel suo luogo di origine, e si comporta di conseguenza, tanto che nemmeno si offende se lo chiami terrone». Per taluni, addirittura, il luogo di origine non c'entra proprio nulla, perché «non è la provenienza che fa l'individuo, e nemmeno il sangue o il colore della pelle, ma unicamente l'atteggiamento». L'insistenza dei più ostinati («Se ne dicono tante sui cinesi ma sicuramente li rispetto più di certi meridionali o marocchini o slavi perché almeno lavorano e si fanno i fatti loro») incontra obiezioni dalle quali emergono ulteriori sfumature d'opinione tra i giovani padani, quelli più "cosmopoliti", coinvolti nella surreale disamina, tanto che tra essi diviene possibile distinguere tra filantropi («Di meridionali ne conosco tanti e tanti miei amici sono meridionali, per me un meridionale è colui che è venuto e lavora onestamente»), progressisti («Esempi di integrazione con il passare degli anni si fanno più frequenti, sono esempi da non snobbare ma anzi da far diventare casi di scuola: piano piano li integreremo»), e possibilisti («Un meridionale che lavora e interagisce con gli altri vale quanto un settentrionale»). Su tutti, però, inesorabile cade il richiamo ad un maggior pragmatismo da parte dei realisti: «Siete in ritardo di 40 anni, c'è bel altra gente che invade le nostre città, purtroppo!». Trascorso qualche giorno, sul forum viene avviata una nuova discussione: «Un test per capire a quale sottogruppo della razza caucasica apparteniamo». Un test scientifico, affidabile, perché «per una volta non ci si basa sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi, ma sulla forma del cranio».

Non siamo noi razzisti, sono loro che sono napoletani, scrive Francesco Romano su “Onda del Sud”.  Trento: “Terrone di merda”. Operaio reagisce all’insulto con un pugno: licenziato. Al centro della discussione fra l’uomo e il caporeparto un ritardo dopo una pausa. Il giudice ha dato ragione all’azienda. “Il Gazzettino.it” di Trento ha riportato la seguente notizia:  - Il caporeparto dell’azienda trentina per la quale lavorava lo ha appellato “terrone di merda” e lui, un operaio di origini meridionali, ha reagito all’insulto con un pugno. Per questo è stato licenziato. Al centro della discussione c’era il presunto ritardo dell’operaio dopo una pausa. Al termine dell’accesa discussione, il caporeparto avrebbe mandato via l’operaio dicendo “terrone di merda”. L’operaio avrebbe così reagito sferrando un cazzotto contro il collega, raggiungendolo di striscio. Dopo dieci giorni è arrivato il licenziamento in tronco. Da qui la causa intentata dall’operaio. La sentenza di primo grado del giudice del lavoro di Trento ha dato ragione al caporeparto in quanto «non è possibile affermare anche nei rapporti di lavoro la violenza fisica come strumento di affermazione di sé, anche quando si tratti della mal compresa affermazione del proprio onore». Un concetto ribadito dalla sentenza d’appello che ribadisce come «la violenza fisica non può mai essere giustificata da una provocazione rimasta sul piano verbale». Questo è quello che accade nel profondo Nord. Se non è mobbing questo, che cos’è. “Non siamo noi razzisti, sono loro che sono napoletani” era una vecchissima battuta comica di Francesco Paolantoni. La violenza certamente non ci appartiene ma forse è arrivato il momento di rivoluzionare il significato delle parole. Passare da negativo ad uno positivo. Questa è la cultura leghista che si è affermata al Nord. Dobbiamo subire la discriminazione dell’emigrazione e ci è impedita l’integrazione in questa nazione proprio quando ci apprestiamo a festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia.

Mutuiamo il titolo del libro di Lino Patruno “Alla riscossa Terroni” e “Terroni” di Pino Aprile per farne un motivo di orgoglio meridionale che deve portarci ad invertire una tendenza che data 150 anni. Non rivendichiamo un passato di benessere del Meridione, rivendichiamo un presente migliore per un Sud messo alle corde.

I terroni nascono anche a Gemonio e nelle valli bergamasche, scrive "L'Inkiesta" il 6 aprile 2012. Leggendo le cronache, ma, soprattutto, vedendo le immagini, relative al marciume che sta venendo a galla dai sottoscala leghisti, mi par che si possa dire una grande verità: l'aggettivo spregiativo "terrone" non si può appioppare solo ai meridionali, ma, con grande precisione, anche ai miei conterronei nordici. Devo dire la verità. Io - nordico e fieramente antileghista da molto tempo - che le storie di roma ladrona, dell'uccello duro, del barbarossa, dell'ampolla sul diopò (che, a dire il vero, mi par più una saracca che un rito), di riti celtici, di fazzolettini verdi come il moccio, erano tutte una rozza e ignorante presa per il culo per ammansire i buoi e farsi in comodo i sollazzi propri, ne ero convinto da tempo. Da ben prima che si svegliassero i soliti magistrati (verrà il giorno, in questo paese dei matocchi, che qualche rivoluzione la farò il popolo?), bastava un po' di fiuto per capire che il sottobosco era questo. Ma le vedete le facce del cerchio magico? Ma avete presente la pacchianità della villa di Gemonio? E poi, la priorità alla "family", come la più bieca usanza del troppo noto familismo amorale, perchè parlare di "famigghia" era troppo terrone. Ma il dato è che questi sono - culturalmente, esteticamente e antropologicamente - terroni. Perchè terrone, per me, non è un epiteto riferibile a una provenienza geografica I.G.P.; è uno stile deteriore di rappresentarsi, chiuso, retrivo, in cui il dialetto non è cultura, ma rozzume esibito con orgoglio (e questo vale tanto per i napoletani, quanto per i veneti), in cui prevale la logica del clan su quella della civile società, in cui si deve fare sfoggio dell'ignoranza perchè questo è "popolare". Terrone è un ignorante retrogrado, cafone, ineducato. Con il risultato che il Bossi e la family sprofondano, il terronismo impera e un peloso, stantio e pietistico meridionalismo riprende fiato. Grazie Bossi, grazie leghisti: avete ucciso non solo la dignità del nord, ma anche la speranza vera che una riforma moderna di questo paese, tenuto insieme con una scatarrata, si potesse fare. Ah, dimenticavo. Se qualcuno mi dovesse dire "parla lui, di ignoranza presentata con orgoglio.

Da che pulpito vien il sermone!", dico: "Non perdete tempo in analisi: son diverso e me ne vanto. Si vuol che dica che sono ignorante e delinquente. Bene lo sono, in un mondo di saccenti ed onesti mafiosi, sono orgoglioso di esser diverso.  Cosa concludere, di fronte a tali notizie di carattere storico? Questo: trovo triste che i nostri bravi leghisti rinneghino le proprie radici arabe, albanesi, meridionali, mediterranee. Da loro, così orgogliosi della Tradizione, non me lo aspettavo. Anzi dirò di più. Buon per loro avere origini meridionali, perchè ad essere POLENTONI si rischia di avere una considerazione minore che essere TERRONE.

Secondo Wikipedia Il termine polentone è un epiteto, con una connotazione negativa, utilizzato per indicare gli abitanti dell'Italia settentrionale. Origine e significato. Letteralmente significa mangiatore di polenta, un alimento, questo, storicamente molto diffuso nella cucina povera dell'Italia settentrionale. Fino ai primi anni del XX secolo, infatti, la polenta rappresentava l'alimento base, se non esclusivo, delle popolazioni del nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte ecc.) con conseguenze nefaste sulla salute di molti soggetti spesso vittime della pellagra. Polentone, come stereotipo linguistico, ha assunto, quindi, un significato spregiativo, e sta ad indicare una persona zotica un pò lenta di comprendonio (po' lentone). Il termine si è inserito nella dialettica campanilistica fra abitanti del nord e del sud della penisola, essendo usato in contrapposizione all'appellativo terrone: ambedue le parole hanno connotazioni antietniche, tese a rimarcare una asserita inferiorità etnica e culturale. Lo stesso epiteto è utilizzato in Val Padana, soprattutto in Lombardia (pulentùn), per indicare una persona lenta e dai movimenti goffi e impacciati.

Analisi dei termini offensivi. Il termine polentone è un epiteto, con una connotazione negativa, utilizzato dagli abitanti dell'Italia meridionale per indicare gli abitanti dell'Italia settentrionale, scrive Wikipedia. Letteralmente significa mangiatore di polenta, un alimento, questo, storicamente molto diffuso nella cucina povera dell'Italia settentrionale. Fino ai primi anni del XX secolo, infatti, la polenta rappresentava l'alimento base, se non esclusivo, delle popolazioni del nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte ecc.) purtroppo con conseguenze nefaste sulla salute di molti soggetti spesso vittime della pellagra, anche se li ha salvati da tante carestie alimentari. Polentone, come stereotipo linguistico, ha assunto, quindi, un significato spregiativo nell'Italia del Sud, e sta ad indicare una persona zotica. Il termine si è inserito nella dialettica campanilistica fra abitanti del nord e del sud della penisola, essendo usato in contrapposizione all'appellativo terrone: ambedue le parole hanno connotazioni antietniche, tese a rimarcare una asserita inferiorità etnica e culturale, anche se spesso usate solo in modo bonario. Lo stesso epiteto è utilizzato in Val Padana, soprattutto in Lombardia (pulentùn), per indicare una persona lenta di comprendonio (tonta) e dai movimenti goffi e impacciati.

La Padania o Patanìa (lett. Terra dei Patanari, coltivatori di patate) si estende in tutte le regioni del nord Italia: dalla Val d'Aosta alla Toscana fino al Friuli Venezia Giulia. È facile collocare geograficamente la Patanìa vera e pura: si traccia una retta che attraversa interamente il Po, passando rigorosamente al centro, perché solo la parte nord del Po è padana. La Padania si definisce anche Barbaria, cioè terra di barbari. Il mito di una terra popolata da eroi celtici, circondata da terribili barbari di matrice slava, è il concetto su cui si basa la Lega Nord. Trascurabile il dettaglio che un tempo la Padania fosse abitata da un'accozzaglia di popoli oltre ai Celti.

Terrone è un termine della lingua italiana, utilizzato dagli abitanti dell'Italia settentrionale e centrale come spregiativo per designare un abitante dell'Italia meridionale, talvolta anche in senso semplicemente scherzoso, scrive Wikipedia. In passato il termine era utilizzato con un altro significato e valenza; solo nel corso degli anni sessanta ha acquisito il senso attuale. Con il termine "terrone" (da teróne, derivazione di terra) si indicava nel XVII secolo un proprietario terriero, o meglio un latifondista. Già tra le Lettere al Magliabechi, l'erudito bibliotecario Antonio Magliabechi (1633-1714) il cui lascito, i cosiddetti Codici Magliabechiani costituiscono un prezioso fondo della Biblioteca Nazionale di Firenze, scriveva (CXXXIV -II - 1277): «Quattro settimane sono scrissi a Vostra Signoria illustrissima e l'informai del brutto tiro che ci fanno questi signori teroni di volerci scacciare dal partito delle galere, contro ogni equità e giustizia, già che ho lavorato tant'anni per terminarlo, e ora che vedano il negozio buono, lo vogliono per loro». Il termine in seguito fu utilizzato per denominare chi era originario dell'Italia meridionale e con particolare riferimento a chi emigrava dal Sud al Nord in cerca di lavoro, al pari dei nordici milanesi, etichettati come baggiani, che emigravano nelle valli del Bergamasco, come menzionato da Alessandro Manzoni. Il termine si diffuse dai grandi centri urbani dell'Italia settentrionale con connotazione spesso fortemente spregiativa e ingiuriosa e, come altri vocaboli della lingua italiana (quali villano, contadino, burino e cafone) stava per indicare "servo della gleba" e "bracciante agricolo" ed era riferita agli immigrati del meridione. Gli immigrati venivano quindi considerati, sia pure a livello di folklore, quasi dei contadini sottosviluppati. Il termine, che deriva evidentemente da "terra" con un suffisso con valore d'agente o di appartenenza (nel senso di persona appartenente strettamente alla terra) è stato variamente interpretato come frutto di incrocio fra terre (moto) e (meridi)one, come "mangiatore di terra" parallelamente a polentone, "mangiapolenta", cioè l'italiano del nord; come "persona dal colore scuro della pelle, simile alla terra" o anche come "originario di terre soggette a terremoti" ("terre matte", "terre ballerine"). Il suo maggiore utilizzo data comunque essenzialmente agli anni sessanta e settanta e limitatamente ad alcune zone del nord Italia, in seguito alla forte ondata di emigrazione di lavoratori e contadini del meridione d'Italia in cerca di lavoro verso le industrie del nord e in particolare del triangolo industriale (Genova – Milano – Torino). In tale ambito si spiega anche la diffusione del termine: storicamente, grossi movimenti di popolazioni hanno sempre portato con sé anche fenomeni di intolleranza o razzismo più o meno larvati. Successivamente, allo stesso modo è sorta la locuzione "terrone del nord", generalmente per indicare gli italiani del nord-est (principalmente i veneti, detti "boari"), che per ragioni simili cominciarono negli stessi anni ad emigrare verso il nord-ovest, venendo così accomunati agli emigranti meridionali. Il riconoscimento di terrone come insulto e non come termine folkloristico è un processo che storicamente ha subito molte battute d'arresto e incomprensioni, probabilmente dovute al fatto che solo una parte della popolazione italiana ne riconosceva pienamente la gravità e il suo carattere offensivo. La Corte di Cassazione ha ufficialmente riconosciuto che tale termine ha un'accezione offensiva, confermando una sentenza del Giudice di Pace di Savona e confermando che la persona che l'aveva pronunciata dovesse risarcire la persona offesa dei danni morali. Spesso vengono associati a questo epiteto caratteristiche personali negative, tra le quali ignoranza, scarsa voglia di lavorare, disprezzo di alcune norme igieniche e soprattutto civiche. Analogamente, soprattutto in alcune accezioni gergali, il termine ha sempre più assunto il significato di "persona rozza" ovvero priva di gusto nel vestire, inelegante e pacchiana, dai modi inurbani e maleducata, restando un insulto finalizzato a chiari intenti discriminatori. Inoltre vengono spesso associati al termine anche tratti somatici e fisici, come la carnagione scura, la bassa statura, le gote alte, caratteristiche fisiche storicamente preponderanti al Sud rispetto al Nord Italia.

In conclusione c’è da affermare che bisogna essere orgogliosi di essere meridionali. Il meridionale non è migrante: è viaggiante con nostalgia e lascia il cuore nella terra natia.

Chi proferisce ingiurie ad altri o a se stesso con il termine terrone non resta che rispondergli: SEI SOLO UN COGLIONE.

 

Dr Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie. 099.9708396 – 328.9163996

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CONSAPEVOLEZZA SUI DIRITTI UMANI Thu, 27 Apr 2017 09:08:55 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430504.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430504.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano
LA PRINCIPALE, tra le CREDENZE DI SCIENTOLOGY è la CONVINZIONE che ogniINDIVIDUO abbia determinati DIRITTI INALIENABILI 

  
Fin dalle sue prime ricerche sulla mente e sullo spirito umano l’autore, umanitario e Fondatore di ScientologyL. Ron Hubbard, mise l’accento sul fatto che libertà e miglioramento spirituale sono mete irraggiungibili per coloro ai quali vengono negati i diritti umani più fondamentali.

Per questa ragione egli scrisse il Codice di uno Scientologist, invitando tutti i fedeli della religione ad impegnarsi nel “sostenere sforzi davvero umanitari nel campo dei diritti dell’Uomo”. Quel codice pose le basi per quello che divenne in seguito un movimento internazionale di sostenitori dei diritti umani di tutte le persone, senza distinzione di ceto sociale, appartenenza etnica o religiosa. 

 Oggi, Scientologist presenti in cinque continenti collaborano con enti governativi e organizzazioni non governative per generare una consapevolezza su vasta scala della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promulgata dalle Nazioni Unite nel 1948, il più importante documento al mondo sui diritti umani, e fare in modo che sia messo in uso. 
 Diamo il benvenuto a tutti coloro che, condividendo l’obiettivo di un mondo in cui i diritti umani siano una realtà quotidiana per tutti, vogliano partecipare.

 
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LA CHIESA DI SCIENTOLOGY E LA CAMPAGNA "LA VERITA' SULLA DORGA" Thu, 27 Apr 2017 09:08:28 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430503.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430503.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano

Facendo riferimento all’impatto devastante della droga sulla società, l’autore, umanitario e fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard ha scritto: “Il pianeta si è scontrato con una barriera che impedisce un progresso sociale su vasta scala: droga, farmaci e altre sostanze biochimiche. Queste possono ridurre le persone in condizioni che non solo sono proibitive e distruttive per la salute, ma che sono tali da impedire ogni progresso stabile verso il benessere mentale o spirituale”. Questa affermazione porta alla sua successiva valutazione sul ruolo che l’uso di droga gioca nella disgregazione del tessuto sociale: “La ricerca dimostra che le droghe sono l’elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale”. 
La ricerca di L. Ron Hubbard in questo campo ha portato al mondo anche soluzioni senza precedenti per la riabilitazione dalla droga. Questo, a sua volta, ha spronato la Chiesa e gli Scientologist a dare il via al programma La Verità sulla Droga, tramite il quale, da circa  due decenni, lavorano per informare correttamente milioni di persone sugli stupefacenti.
 
La Chiesa e i suoi fedeli si dedicano a sradicare l’uso di droga attraverso l’istruzione e sollecitano la partecipazione di tutti coloro che condividono l’obiettivo di un mondo libero dalla droga.

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SCIENTOLOGYRELIGION.IT - il Sito è ora disponibile anche in lingua Italiana Thu, 27 Apr 2017 09:08:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430502.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430502.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano

Scientology Religion è ora disponibile online anche in lingua italina. Il Sito originale in lingua inglese è appena  stato reso disponible nella nostra lingua con i seguenti contenuti:
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TUTTE LE CORRETTE INFORMAZIONI SULLA RELIGIONE DI SCIENTOLOGY DISPONIBILI SU WWW.SCIENTOLOGYRELIGION.IT Thu, 27 Apr 2017 09:07:35 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430501.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/430501.html Chiesa di Scientology di Milano Chiesa di Scientology di Milano  




   La versione in italiano del già noto www.scientologyreligion.org, fruibile in 13 lingue, per i suoi contenuti si rivolge prevalentemente ad un pubblico di esperti di religione, sociologi, studiosi e anche studenti che hanno necessità di ricercare informazioni sulla religione e le attività della Chiesa di Scientology, nonché sul fondatore della religione, L. Ron Hubbard.


 

Tutte le perizie e i pareriprodotti da eminenti esperti internazionali sulla dottrina,  la soteriologia e la cosmologia di  Scientology sono disponibili e scaricabili dal sito. 
 Esso offre anche un’approfondita panoramica dei più importanti riconoscimenti giuridici che sono stati ottenuti in molti dei 165 paesi in cui ci sono chiese, missioni o gruppi di Scientology.

   Sul sito si può trovare l’opuscolo prodotto dalla Chiesa di Scientology come contributo al dibattito sulla libertà religiosa che s’intitola  “Che cos’è la libertà di religione?,  anche quello scaricabile gratuitamente.
Tale  pubblicazione è stata realizzata con l’intento di approfondire  il concetto di diritto alla libertà di religione in un momento in cui si registra un aumento delle persecuzioni di minoranze religiose in varie parti del mondo e delle polemiche che ruotano attorno all’uso di indumenti e simboli religiosi; e tutto questo mentre tre regioni  italiane hanno stabilito norme che, di fatto, hanno dato un giro di vite alla libertà di culto di tutti i cittadini. 
L’opuscolo affronta anche il delicato problema del rapporto tra  il diritto di cronaca e quello di credo,  proponendo un “Documento per l’etica giornalistica in merito alla religione o credo”. 
Coloro che desiderano o necessitano di avere le corrette informazioni sulla religione di  Scientology le potranno trovare tutte digitando www.scientologyreligion.it.
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SCIENTOLOGY: A SANLURI L'INFORMAZIONE SULL'ALCOOL Wed, 26 Apr 2017 22:53:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430454.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430454.html CHIESA DI SCIENTOLOGY CAGLIARI CHIESA DI SCIENTOLOGY CAGLIARI
COMUNICATO STAMPA

A SANLURI VIAGGIA A VELE SPIEGATE L'INFORMAZIONE

SULLA "VERITA' SULL'ALCOL



Ancora centinaia di opuscoli "La Verità sull'alcol" nelle mani di altrettanti cittadini di Sanluri.

Anche questa settimana i volontari della Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga e della Chiesa di Scientology non si fermano e nella mattinata di giovedì 27 aprile distribuiranno la corretta informazione sull'alcol nei negozi del cittadina del medio campidano.

Quasi sempre gli adolescenti iniziano ad assumere sostanze stupefacenti per curiosità o per "stare nel gruppo", e nella maggior parte dei casiiniziano con le sostanze che trovano nella dispensa di casa: l'alcool.

L'alcol è la sostanza di gran lunga più abusata tra i ragazzi. Chi non si è mai preso una sbornia in una serata tra gli amici? Il problema sorge quando, già dai 13/14 anni, il fine settimana diventa monotono senza lo sballo.

L'alcol causa da solo più morti di tutte le droghe da strada messe insieme, da qui la necessità di informare sui disastri che può causare.

L'informazione è la base essenziale della prevenzione e della responsabilizzazione dei ragazzi che, educati ad avere un maggiore cura e rispetto di se stessi, saranno poi in grado di decidere liberamente di vivere una vita libera dalla droga.


"Le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono comunque l'unica ragione di vivere", mai come in questo momento in cui droghe e alcool sono la regola per tantissimi ragazzi, questa frase del filosofo e umanitario americano Ron Hubbard, è attuale e drammaticamente vera.

Info: www.drugfreeworld.it


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SCIENTOLOGY DIVULGA LA VERITA' SULLA DROGA AD ARZACHENA Wed, 26 Apr 2017 20:53:56 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430441.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/430441.html CHIESA DI SCIENTOLOGY CAGLIARI CHIESA DI SCIENTOLOGY CAGLIARI
COMUNICATO STAMPA



OPERAZIONE "ARZACHENA COMUNE LIBERO DALLA DROGA",

I VOLONTARI CONTINUANO NELL'INIZIATIVA.


Parlare ai giovani sulle droghe nello stesso loro linguaggio è il segreto del successo degli opuscoli "La Verità sulla droga" che i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga e della Missione di Scientology di Olbia stanno distribuendo in centinaia di copie nei negozi ed esercizi pubblici in tutta la Gallura.


"La nostra esperienza ci insegna che i giovani non sono tanto interessati alle prediche o a quanti neuroni gli metterà fuori uso una canna o una sniffata di cocaina, quanto alle esperienze vere raccontate direttamente da chi quella vita l'ha vissuta in prima persona e può oggi dire con orgoglio: "è stata dura ma ce l'ho fatta!", questo ha dichiarato un volontario della Fondazione Internazionale che fa prevenzione e informazione in ben 160 nazioni.


Le bugie riguardanti la droga sono che essa aiuta una persona a diventare più creativa e più allegra. La verità è un pò diversa: all'inizio può portare ad una falsa allegria, ma quando l'effetto svanisce, la persona precipita ancora più giù di prima e la creatività che possedeva svanirà.

Gli opuscoli "La verità sulla droga", oltre ad alcune testimonianze dirette, contengono informazioni essenziali sugli effetti provocati alla mente e al fisico, dall'uso delle principali droghe di strada e sull'abuso di farmaci prescritti e antidolorifici.

Per continuare l'iniziativa iniziata da qualche settimana, denominata dagli stessi volontari "Arzachena Comune Libero dalla Droga", nella mattina di mercoledì 26 aprile, sono stati distribuiti nei negozi e locali pubblici di Arzachena i libretti "La verità sulla droga".

I volontari sono convinti che solo attraverso una continua, corretta e diffusa informazione, si possa sconfiggere questo cancro sociale che il filosofo e umanitario L. Ron Hubbard definiva come "l'elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale."

info: www.drugfreeworld.it

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COL PATROCINIO DELLA FIEG LE INIZIATIVE DEL 3 MAGGIO A ROMA DI OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTA' DI STAMPA Wed, 26 Apr 2017 18:58:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430419.html http://comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/430419.html UFFICI STAMPA UFFICI STAMPA
 “Informazione. Diritto violabile?”: convegno al Senato in memoria dei giornalisti uccisi, a sostegno dei cronisti minacciati | Donazione del Pannello della memoria alla Casa del Jazz | Concerto alla Sala Europa dell’Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea
 
Roma, 26 aprile 2017 - “Informazione. Diritto violabile?" è il tema della conferenza, prima delle tre iniziative organizzate da OSSIGENO per l'Informazione per celebrare a Roma la Giornata Mondiale della libertà di stampa indetta dall'ONU per il 3 maggio. L'appuntamento - accreditato dall’Ordine dei Giornalisti come seminario di formazione - si svolgerà appunto mercoledì 3 maggio, dalle 15:00 alle 19:00, nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani (via della Dogana Vecchia 29). 
 
A tenere il discorso di apertura sarà il presidente del Senato, Pietro Grasso. Interverranno poi esperti europei e italiani, tra cui Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, con una sua relazione; OSSIGENO per l'informazione aggiornerà i dati che fornisce periodicamente, che segnalano il Lazio come la regione in cui ci sono più giornalisti minacciati.  
 
Lo stesso mercoledì 3 maggio, alle ore 12.30, presso al Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina 55), Ossigeno e il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, renderanno omaggio alla lapide in memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata (tra cui nove giornalisti) con la donazione del Pannello della memoria dell'Osservatorio
 
La giornata si concluderà con il concerto in memoria dei giornalisti che hanno perso la vita a causa del loro lavoro, “Musica e libertà”, presso la Sala Europa dell’Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea (via 4 Novembre 149, ore 20:30), ad ingresso gratuito con obbligo di registrazione.
 
Le iniziative hanno il patrocinio della FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI (http://www.fieg.it/salastampa_item.asp?sta_id=1060) e, fra gli altri, di: Senato della Repubblica, Regione Lazio, Comune di Roma, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Lazio, Associazione Stampa Romana, Associazione Giornalisti Europei, Università Tor Vergata di Roma.  
  
Link all'evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/102227883679782/  
#pressfreedom
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OSSIGENO per l’informazione
osservatorio promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti
sui cronisti minacciati e le notizie oscurate in Italia con la violenza
presso Associazione Stampa Romana – Piazza della Torretta 36- 00186 Roma
www.ossigenoinformazione.it - segreteria@ossigenoinformazione.it  
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