Terra&Acqua: i risultati del progetto toscano che misura l'impronta idrica in agricoltura

27/gen/2017 15.15.09 damico press Contatta l'autore

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Due litri di acqua per produrre un litro di vino e venti litri di acqua per produrre un litro di olio: ecco i risultati del progetto pilota “Terra&Acqua” presentati questa mattina a Firenze nel corso di una conferenza organizzata da Water Right FoundationCERAFRI (Centro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico, società partecipata dall’Università degli Studi di Firenze) e Quàlita

Il progetto, nato su iniziativa di Water Right Foundation per promuovere l’importanza della sostenibilità idrica nelle filiere vitivinicole e olearie in Toscana, è stato condotto da giovani ricercatori della Scuola di Agraria e della Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Firenze e ha coinvolto tre aziende toscane: Fattoria Lavacchio (FI), La Querce (FI), La Poderina Toscana (GR)

“Abbiamo valutato l’impronta idrica delle tre aziende – dichiarano i ricercatori – e il dato finale per la produzione di vino è in linea con i valori ottenuti da altri studi a livello europeo. Nel caso della produzione di olio, invece, si tratta di una delle prime valutazioni effettuate in assoluto. Per tutte le tre aziende il consumo maggiore è concentrato nella fase di lavorazione del prodotto. Il nostro studio – proseguono i ricercatori - rappresenta la prima applicazione della nuova metodologia ISO 14046 per produzioni agricole in Toscana e ha incluso anche altri indicatori ambientali, in grado di tenere conto dei problemi relativi all'inquinamento delle risorse idriche (acidificazione, tossicità ed eutrofizzazione fiumi e mari)”.

Obiettivo principale della ricerca è rendere la quantità di litri di acqua che servono per produrre un litro di vino o di olio, la cosiddetta Water Footprint, non solo il risultato di un’equazione, bensì un punto di partenza per promuovere la consapevolezza dell'importanza della risorsa idrica nell'economia locale.

Ne è convinto Mauro Perini, presidente di Water Right Foundation, particolarmente soddisfatto del successo dell’iniziativa, che dichiara: “Siamo riusciti a porre l’attenzione sulla necessità di creare alleanze strategiche tra diversi soggetti del settore, non limitate al rapporto tra produttori e consumatori. Diventa sempre più evidente, infatti, il ruolo fondamentale di chi svolge funzioni di governo e di programmazione del territorio. Inoltre – aggiunge Perini – siamo convinti che l’intuizione che ha messo in moto il progetto ‘Terra&Acqua’ proseguirà nella direzione di attribuire valore aggiunto a quelle produzioni riconosciute come produzioni virtuose, anche attraverso la messa a punto di strumenti innovativi come i cosiddetti ‘Patti di vallata’ o ‘Patti di microbacino’, al fine di coniugare salvaguardia del territorio e valorizzazione delle produzioni tipiche di qualità”.

L'incontro fiorentino ha rappresentato un passo importante verso la definizione di una procedura standard di valutazione dei consumi idrici e un'opportunità per valorizzare la produzione di eccellenza rendendola anche più sostenibile.

 

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