Le leggi sugli impianti per la telefonia cellulare

01/apr/2014 02:28:37 ange Contatta l'autore

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In riferimento alla realizzazione degli impianti di telecomunicazioni di telefonia cellulare vi è una parte della giurisprudenza amministrativa del tutto maggioritaria, che subordina a ciò il preventivo ottenimento del permesso di costruire; in apparente contrasto a detto principio vi è una sentenza del Tar Piemonte n. 2157/02 che ha ritenuto che la realizzazione di un impianto di antenna per radioamatore non è soggetta ad alcun titolo edilizio, poiché è un’opera che non determina alcuna trasformazione del territorio, essendo di ridotte dimensioni.
La sentenza de qua ha preso spunto dalla L. n. 10 del 28-1-77 art.1 nel quale stabiliva che ogni attività comportante la trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale è sottoposta a concessione, sottraendo così dall’ambito di operatività della norma tutte le attività che non producono tale trasformazione.
Comunque, tale argomento è stato chiarito a far data dal 30-6-03  è l’operativo il DPR 380/01 nonché il Dlgs. Del 1-8-03 che ha introdotto il Codice delle Comunicazioni elettroniche, e quindi, la sentenza sopra richiamata non può avere accoglimento.
Infatti, il mutamento del contesto sociale e culturale, rispetto a quello esistente nella vigenza della L. 10/77 è totalmente cambiato, oggi la tecnologia e le conoscenze scientifiche acquisite hanno determinato che non c’è più solo la trasformazione del territorio, ma vengono a concorrere altri fattori, l’installazione di un’antenna per telefonia cellulare per esempio, oltre che le trasformazioni visibili determinate dal posizionamento delle strutture tecnologiche necessarie al suo funzionamento, dall’altro comporta l’emissione di onde elettromagnetiche che condiziona enormemente la possibilità di utilizzo del territorio immediatamente circostante.
Infatti vi è giurisprudenza conforme nel ritenere che attualmente l’art. 1 della L. 10/77 non è più al passo dei tempi e che ormai vengono valutati sia l’alterazione del territorio comunale anche solo in senso funzionale, e precisamente l’operatore che intenda installare un’antenna deve avere un idoneo titolo giuridico non solo su tutta l’area coinvolta dall’impianto bensì anche quella interessata alle radiazioni ( Cons. di Stato n. 5253/01, 3433/01, 268/01 Tar Liguria n.593/02)
Sotto l’aspetto civilistico in merito all’istallazione di un’antenna cellulare mobile su un lastrico solare di un condominio vi è stata una pronuncia del Tribunale di Milano  n. 12663 del 23-10-02 il quale ha annullato la delibera condominiale con il quale si delegava l’amministratore a stipulare un contratto di locazione per l’installazione sul lastrico solare di una stazione radio base per la telefonia mobile . La delibera risultava assunta con la maggioranza qualificata dei 2/3 anziché l’unanimità. Il tribunale de quo stabiliva che l’installazione dell’antenna doveva essere qualificata come innovazione di cui all’art, 1120 comma 2 poiché può recare danno e pregiudizio alla stabilità dell’immobile e della sicurezza del fabbricato, alterando sia il decoro architettonico che rendendo alcune parti comuni inservibili all’uso e al godimento anche di uno dei condomini e, quindi era necessaria l’unanimità.

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