GIornata Mondiale della Pace

27/set/2020 16:27:48 Affari Pubblici Novara Contatta l'autore

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Lo scorso 21 settembre si è celebrata la Giornata Mondiale della Pace. La pace nel mondo non è qualcosa di fine a se stessa, ma un modo di vivere che non può che giovare a tutti quanti. Una condizione nella quale vengono rispettati i diritti umani di ogni persona.

La pace non può esistere se i diritti umani di ogni singolo individuo non vengono rispettati. I diritti umani sono basati in primo luogo sul rispetto del singolo individuo.

Probabilmente pensare a qualcosa come “la pace nel mondo” mette in difficoltà noi persone comuni perché pensiamo di non poterci fare niente, di non avere la possibilità di cambiare le cose. Invece ce l’abbiamo. Qualcosa si può fare. Sempre.

La dichiarazione Universale dei Diritti Umani la dobbiamo ad Eleonor Roosvelt, delegata delle Nazioni Unite che l’ha promossa instancabilmente fino a farne una realtà nel 1948. Nonostante sia in vigore da quell’anno i suoi trenta punti non sono completamente applicati. La dignità degli individui viene calpestata, la libertà ristretta, persone vengono private dei loro diritti e la giustizia e la pace non trionfano come ci insegnano le storie a lieto fine che narriamo ai bambini.

Molto spesso sembrano essere il caos e le ingiustizie ad avere la meglio, ma se unissimo tutti le nostre forze, se ognuno di noi, nel suo piccolo facesse qualcosa, il mondo sarebbe un posto migliore dove vivere, non solo per noi, ma anche per le generazioni future.

Uno degli articoli meno applicati è sicuramente l’articolo 19 che cito “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”

Quando una persona si infastidisce e attacca anche solo verbalmente un altro solamente per aver espresso un’idea diversa dalla sua in qualche modo lede i suoi diritti umani. 

Le proprie idee ed espressioni dovrebbero sempre essere manifestate in modo educato e rispettoso perché non dimentichiamo che la pace non si può raggiungere senza il rispetto reciproco. Possono non essere d'accordo con te e con quello che dici, ma devo comunque rispettarti. La scrittrice Evelyn Beatrice Hall, nel suo libro sul Voltaire degli inizi del Novecento scrisse "Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo". Frase che poi venne attribuita allo erroneamente allo stesso Voltaire. Chi l'abbia detta però non è così importante come il suo significato.

E per concludere: sì, si può fare qualcosa a riguardo. Scegliere di rispettare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e applicarla nella propria vita è il modo migliore per garantire un pizzico in più di pace, almeno nell’ambiente attorno a noi.

E se non conosci bene tutti i tuoi trenta diritti puoi andare sul sito Uniti per i diritti umani dove potrai scaricare gratuitamente un opuscolo che te li spiega e ne racconta anche la storia durante i secoli.

United for Human Rights è un programma internazionale didattico no-profit, patrocinato con orgoglio dalla Chiesa di Scientology e dagli Scientologist di tutto il mondo. Uniti per i Diritti Umani sta rendendo i diritti umani una realtà a livello mondiale, insegnando annualmente l’importanza di questi diritti a 100 milioni di persone in quasi 190 nazioni, tramite pubblicazioni, presentazioni audiovisive e il Tour Mondiale di Gioventù per i Diritti Umani.

L. Ron Hubbard, fondatore della religione di Scientology, sosteneva che “I diritti umani devono essere resi un fatto, non un sogno idealistico”. Gli Scientologist sostengono quella che è diventata la più grande iniziativa mondiale non governativa per l’istruzione sui diritti umani.

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