L’esperto risponde

24/mar/2020 19:10:16 Maria Gabriella Ferrazza Contatta l'autore

 

COME MEGLIO INTERPRETARE ALCUNE DISPOSIZIONI PRESE DAL GOVERNO DURANTE L’EMERGENZA CORONAVIRUS (COVID19)

 

Abbiamo ritenuto urgente porre alcune domande ad uno dei nostri Avvocati di riferimento: l’Avvocato Maria Livia Ferrazza (Foro di Roma).

 

Avvocato Ferrazza buongiorno,

la ringraziamo per aver voluto rispondere ai nostri quesiti. Visto il momento nel quale viviamo le poniamo alcune domande finalizzate a chiarire i dubi di alcuni imprenditori.

 

D:. Quali sono, per Decreto, le iniziative che un’azienda deve prendere per mantenere un ambiente conforme alle normative?

R:. Il 14 marzo 2020 è stato sottoscritto un protocollo condiviso tra Confidustria, Confapi, Confartigianato e le maggiori sigle sindacali, per la regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro che riassumo brevemente

Le informazioni che è stato ritenuto opportuno rendere note nei posti di lavoro:

Viene indicato di affiggere un Avviso all’ingresso del posto di lavoro con riportate le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie al fine di contenimento del Cronavirus;

1) obbligo di stare a casa con febbre oltre 37,5 o con altri sintomi influenzali; comunicarlo subito alle autorità competenti, ove tali sintomi si manifestino sul luogo di lavoro;

2) obbligo di dichiarare se si è stati in contatto nei 15 giorni precedenti con persone poi risultate positive al coronavirus;

3) obbligo di rispettare le distanze di sicurezza tra le persone ( m 1,00)

4) obbligo di mantenere una rigorosa pulizia delle mani.

Debbono essere inoltre stabilite le modalità di ingresso sul luogo di lavoro: dovranno essere applicare modalità di ingresso sul luogo di lavoro che evitino assembramenti o comunque contatti ravvicinati sempre ed in ogni occasione debbono essere rispettate le distanze di sicurezza tra le persone, stessa modalità dovranno essere applicate per le uscite dal luogo di lavoro.

Determinazione delle modalità di contatti con i fornitori: a secondo delle dimensioni dell’azienda dovranno essere individuate accessi dedicati per i fornitori esterni, ed ridotto o meglio evitato l’ingresso nei luoghi di lavoro ai visitatori. Se la dimensione dell’azienda non permette accessi dedicati allo scarico e al carico della merce, dovranno essere indicate con tempistiche definite e rese note le modalità di carico e scarico della merce sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza tra le persone.

Osservanza scrupolosa dell’igiene delle mani: il datore di lavoro dovrà mettere a disposizione dei dipendenti idonei mezzi detergenti per la pulizia delle mani (acqua e sapone detergente e se possibile gel alcolici disinfettanti).

Ausili di protezione ( mascherini guanti ecc) : dove non sia possibile mantenere le distanze di sicurezza sopra prima indicate è necessario ed indispensabile l’uso di mascherine guanti e occhiali, cuffie e camici e comunque ausili di protezione in assenza dei quali si rende impossibile la prosecuzione dell’attività lavorativa.

Spazi comuni: dovrà essere controllato l’accesso agli spazi comuni ( mense spogliatoi ecc) dovrà essere prevista una buona ventilazione degli ambienti, permessa una sosta per un tempo ridotto e con rispetto delle distanze di sicurezza in assenza l’accesso dovrà essere contingentato.

Smartworking: chiusura dei reparti non produttivi e applicazione dello smartworking o comunque a distanza ove possibile.

Creazione di turni di lavoro: sempre nell’obiettivo principale di ridurre i contatti e creare gruppi di individui a distanza ravvicinata prevedere l’ applicazione di turni di lavoro.

Blocco a riunioni e trasferte: vanno sospese e annullate tutte le riuioni di lavoro, le trasferte, i corsi di formazione se non fruibili a distanza.

Ammortizzatori sociali: utilizzare le ferie e/o ammortizzatori sociali nell’ipotesi in cui non si possa rispettare le disposizioni precedenti.

Cosa fare nel caso di presenza all’interno del posto di lavoro di una persona con sintomi influenzali: innanzi tutto la persona che accusa sintomi influenzali dovrà comunicarlo immediatamente al superiore che dovrà provvedere ad isolarla immediatamente ed isolare le persone che ne sono state a contatto, avvisare immediatamente le autorità sanitarie ( numeri di emergenza Covid 19) offrendo inoltre massima collaborazione con le autorità sanitarie.

 

D:.il datore di lavoro pubblico o privato è obbligato a fornire a tutti i lavoratori la strumentazione necessaria a svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile?

R.: Sono strumenti di lavoro e pertanto così come vengono forniti in azienda debbono essere forniti per il lavoro a distanza. Nella particolarità del lavoro a distanza comunque si dovrà far riferimento alla normativa vigente, si tenga presente che la particolare condizione di urgenza che stiamo vivendo ha reso applicabile in misura generale lo smartworking anche a quei CCNL che non lo prevedano al suo interno. Il DL n. 18 del 17.3.2020 all’art. 64 ha previsto inoltre un credito di imposta alle imprese per l’anno fiscale 2020 del 50% per le spesa di sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti di lavoro per un massimo di € 20.000,00.

 

D.: Cosa è previsto per le mansioni che non rientrano tra le prestazioni essenziali e che non possono adottare le modalità di lavoro agile, nell’ipotesi in cui tali soggetti abbiano esaurito le ferie maturate al 12 marzo 2020?

R.:E’ stata ampliata a larga scale l’applicazione della Cassa In Deroga; l’art 22 del decreto ha previsto la cassa in deroga per tutte quelle attività lavorative che non possano proseguire l’attività a causa del coronavirus anche per le imprese con un solo dipendente; la durata della sospensione non può essere superiore alle 9 settimane, la domanda si presenta all’INPS

c’è un tetto di spesa per cui verrà erogata sino al raggiungimento dello stesso.

 

D.: Lo svolgimento di lavori urgenti di riparazione della propria abitazione, rientrano tra le attività da sospendere per decreto?

R.: No, rimangono autorizzate le prosecuzione delle attività artigianali. E’ chiaro che il lavoratore dovrà in tal caso adottare tutte le precauzioni più idonee, quali mascherine, guanti, tute da lavoro, occhiali ed evitare sempre ove possibile contatti ravvicinati, si tenga presente a tal proposito è prevista la prosecuzione dell’attività lavorativa delle istallazioni e manutenzioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento. E’ chiaro che nell’ambito di un criterio di opportunità ed urgenza chi stava effettuando lavori di riparazione della propria abitazione e/o condominio al momento dell’insorgenza della crisi sanitaria debba e possa portarli a termine, ma rinviare l’inizio dei lavori di chi ne aveva programmato l’inizio ma che non rivestano i caratteri dell’urgenza. Ricordare sempre che siamo in un periodo emergenziale.

 

D.: in caso di violazione delle norme, quali sono le sanzioni previste per le aziende?

R.: Sono previste sanzioni nei primi decreti, ma esclusivamente per le attività con obbligo di chiusura, ed altre so che se ne stanno prevedendo, comunque la mancata osservanza delle norme dettate - visto che riguardano la tutela della salute - che è il più alto valore protetto, comporta gravi responsabilità penali e civili. Quest’ultime nei confronti del lavoratore che dovesse avere dei danni dall’inosservanza delle norme.

 

D.: Quali sono le misure di sostegno finanziario alle imprese ed ai lavoratori dipendenti adottate dal Governo?

R.: Il decreto legge 18/2020, detto decreto” Cura Italia” di marzo, prevede tre linee di intervento a favore delle imprese:

1) nuova cassa integrazione ordinaria ma conteggiata oltre i limiti di legge;

2) fondo di integrazione salariale rafforzato per aziende con piu di 5 dipendenti , anche per chi utilizza assegni di solidarietà;

3) cassa integrazione in deroga per le aziende senza limitazioni nel numero di dipendenti;

 

1) Per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al mese di agosto 2020 per il personale alla data del 23 febbraio 2020, anche se non hanno raggiunto 90 giorni di anzianità, le imprese che nell’anno 2020 debbono sospendere o ridurre l’attività lavorativa per l’emergenza COVID-19, possono presentare domanda di trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19.

2) Le imprese che sono iscritte al Fondo di integrazione salariale, che al 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario che sostituisce l’assegno di solidarietà. La concessione può riguardare anche la totale copertura dell’orario di lavoro.

3) Le Regioni e le Province autonome possono riconoscere ai datori di lavoro privati di tutti i settori non coperti dalle disposizioni di sostegno al reddito non rientranti nelle precedenti previsioni, tranne il lavoro domestico.

I trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro debbono essere adottati con accordo sindacale che può essere concluso anche con modalità a distanza . L’accordo non è richiesto per le aziende che occupano meno di 5 dipendenti.

Debbo fare una precisazione che trovandoci in una situazione emergenziale, mai conosciuta e vissuta dalla maggior parte di noi, le normative si susseguono ad una velocità inusuale e che qualche cosa potrebbe cambiare o stare per cambiare nel momento che stiamo parlando

 

 

( MG Ferrazza ODG Roma n. 147811)

 

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