Uta: la prevenzione alla droga per aiutare i cittadini a liberarsi dagli spacciatori

10/lug/2019 19:56:02 CHIESA DI SCIENTOLOGY CAGLIARI Contatta l'autore

 

 

La serata di mercoledì 10 luglio a Uta ha visto ancora i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga e della Chiesa di Scientology attivi per garantire alla cittadinanza le corrette informazioni sugli effetti devastanti degli stupefacenti.

 

In ambienti come quelli di un piccolo paese della provincia, gli spacciatori troppo spesso agiscono sicuri di non essere facilmente scoperti. Le vittime, soprattutto i più giovani, consumano droga indisturbati. La gente comune, tanto se ne sta alla larga da questo mondo, quasi nemmeno si accorge di che cosa stiano facendo i ragazzi negli angoli bui e si ritrovano di tanto in tanto a piangerli, a vederli incapaci di creare un futuro e spesso inclini alla cultura del “fannullismo”. Apparentemente non c'è niente che non va perché la droga è diventata così comunemente parte della quotidianità, che farne uso non è che uno dei tanti vizi che una persona potrebbe avere. In realtà non c'è qualcuna delle categorie indicate, spacciatori, giovani consumatori e gente comune, a cui si potrebbe puntare il dito, per un semplice motivo: tutti sono vittima della tendenza degli anni duemila secondo cui bisogna poter sperimentare tutto e secondo cui, pur di arrangiarsi e sopravvivere, non c'è niente di male se ci si arrangia compromettendo la vita degli altri.

 

L. Ron Hubbard, filosofo e umanitario statunitense, si espresse riguardo la droga indicandola come “l'elemento più distruttivo presente nella nostra cultura attuale”. Con l'orda di pazzi sostenitori dell'uso ludico di certi tipi di droga, quelli che la vorrebbero legalizzare perché il soldo viene prima della salute e quelli che invece nei laboratori di chimica ne trova sempre una nuova come fosse un alchimista alla ricerca dell'elisir di lunga vita, ma che finisce per produrre la felicità che tramite un distacco dalla realtà conduce direttamente all'infermo.

 

 

Con iniziative come quella portata avanti a Uta dai volontari, l'obiettivo resta sempre unicamente uno: creare una cultura dove non ci sia spazio per la droga, una cultura fatta di informazione e che prende da monito le esperienze di chi già ha fatto la sua esperienza in quell'orribile mondo, una vita che sia libera dalla droga.

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