Battaglia (UNSA): "Grido di dolore, basta ammalati e morti nella PA" Lettera a Conte e Dadone: "Più controlli e sanzioni, il decreto non basta"

25/mar/2020 10:15:36 Miss Italia 71a edizione Contatta l'autore

"Dopo l’ennesima nota sulle inadempienze nel pubblico impiego inviata al Governo nella giornata di ieri, continuano a pervenire segnalazioni di assembramenti negli uffici pubblici". Lo afferma in una nota Massimo Battaglia, segretario generale della federazione Confsal-UNSA.

"Il nostro è un grido di dolore e rabbia che aumenta giorno dopo giorno, perché abbiamo notizie di colleghi che continuano ad ammalarsi e in alcuni casi a morire. Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone diciamo che la vita non si baratta con nulla e men che meno con l’incompetenza di chi mette a rischio la salute individuale e pubblica, favorendo di fatto il prolungamento dell’emergenza sanitaria, continua Battaglia.

"Chiediamo al Governo un intervento diretto per richiamare la responsabilità dei datori di lavoro del pubblico impiego sulle le violazioni di legge in materia di salute pubblica, come già sta facendo il sindacato con ogni mezzo consentito dall’ordinamento. Il decreto da solo non basta, occorrono controlli e sanzioni".
 



In allegato, la lettera inviata ieri al governo. 


Con cortese preghiera di pubblicazione 
Massimo Battaglia
Segretario Generale CONFSAL UNSA 

Prot. n.48

Roma, 22.03.2020

AL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

ON. FABIANA DADONE

A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI

DEL COMPARTO

FUNZIONI CENTRALI

MINISTERI

AGENZIE FISCALI

ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI

AGENZIE

ORDINI PROFESSIONALI

PARCHI NAZIONALI

Oggetto: ULTERIORI MISURE GOVERNATIVE DI CONTENIMENTO CORONAVIRUS

Spett. Ministro,

mi rivolgo a Lei, congiuntamente a tutte le amministrazioni indicate in indirizzo, segnalandoLe che ci sono ancora troppi Uffici pubblici in cui si verificano assembramenti di persone e in cui non sono state adottate quelle misure organizzative già chiaramente prescritte nelle norme adottate dal governo nei giorni scorsi per contrastare la diffusione dell’epidemia in atto e la conseguente pressione sul sistema sanitario nazionale.

È evidente che l’ulteriore stretta imposta al sistema paese, con il divieto di una mobilità tra comuni salvo che per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza, chiudendo ogni attività produttiva tranne quelle strategiche e facendo salvi solo i servizi pubblici essenziali costituisce un provvedimento da “coprifuoco nazionale 24h” che esprime perfettamente la gravità della situazione in cui ci troviamo.

Eppure, malgrado il Dpcm dell’11 marzo, malgrado l’art. 87 del D.L. n. 18/20, Le ripeto che ancora ci sono Uffici pubblici in cui c’è una presenza -immotivata vista l’emergenza- troppo elevata di lavoratori.

Le omissioni organizzative di cui si rendono responsabili i datori di lavoro pubblici nei rispettivi Uffici stanno minacciando la salute dei lavoratori, dei loro famigliari, ed anche la salute pubblica, vanificando tutte le misure per l’azzeramento del contagio adottate dal Governo.

Appare chiaro che -anche alla luce della nuova misura governativa adottata e delle stringenti limitazioni alla mobilità- i lavoratori pubblici dovranno -come tutti- rimanere rigorosamente in casa (in lavoro agile, in ferie, in esenzione dal servizio), e dovranno allontanarsene solo nel caso siano espressamente individuati dalle Amministrazioni (su cui cade l’onere dell’informazione e dell’organizzazione) come componenti di quei presidi necessari allo svolgimento dell’attività indifferibili da svolgere necessariamente in presenza fisica.

Il momento è grave. Non possiamo accettare che una patologica ritrosia al cambiamento che affligge alcune gestioni del lavoro pubblico minacci in modo così pericoloso la salute dei lavoratori.

Le chiedo perciò di istituire immediatamente presso il Suo Ministero una struttura ad hoc d’emergenza, col compito di ricevere le segnalazioni dei lavoratori e delle parti sociali circa le violazioni di legge -con connessa minaccia alla salute pubblica- che si stanno verificando negli uffici del pubblico impiego.

In ogni caso questa O.S. avrà cura sia di segnalare alla S.V. le violazioni di cui è a conoscenza, sia di promuovere iniziative legali a tutela dei lavoratori sia di denunciare all’autorità giudiziaria laddove non venga dimostrata che la presenza in ufficio viene richiesta in virtù dell’individuazione di attività indifferibili da svolgersi necessariamente in ufficio.

Distinti saluti.

                                                                                                    

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