pane, carne, frutta e verdura. Subito “doppio prezzo”

Nel primo semestre del 2008 -comerisulta anche dalle prime stime dell'Ismea- crollano, rispettoall'analogo periodo del 2007, i consumi di pane (meno 2,5 per cento), dicarne bovina (meno 3 per cento), di frutta (meno 2,6 per cento), diverdure ed ortaggi (meno 0,8 per cento), di olio d'oliva (meno 2,8 percento), di vino e spumante (meno 0,9 per cento).

31/lug/2008 12:49:00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: i rincari fanno tirare la cinta agli italiani. Meno pane,
carne, frutta e verdura. Subito “doppio prezzo” e accordi di filiera
 
Secondo la Cia, l’aumento (più 6,4 per cento) degli alimentari èallarmante. Bisogna intervenire in maniera adeguata. Sulla base dellerilevazioni Ismea, nel primo semestre 2008 si registra la ripresa deiconsumi di pasta. Ma crollano quelli di olio d’oliva e di vino. Bene illatte e i suoi derivati (più 1,4 per cento). E’ boom per il pollame (più6,6 per cento).
 
L’inflazione cresce, i prodotti alimentari rincarano e il 60 per centodegli italiani è costretto a cambiare il menù e a ridurre i consumi atavola. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori acommento dei dati Istat che segnano una crescita del trend inflattivo del4,1 per cento a luglio e del 6,4 per cento per gli agroalimentari.
L’impennata dei prezzi -avverte la Cia- ha fatto così tirare sempre piùla cinta ai nostri connazionali. Nel primo semestre del 2008 -comerisulta anche dalle prime stime dell’Ismea- crollano, rispettoall’analogo periodo del 2007, i consumi di pane (meno 2,5 per cento), dicarne bovina (meno 3 per cento), di frutta (meno 2,6 per cento), diverdure ed ortaggi (meno 0,8 per cento), di olio d’oliva (meno 2,8 percento), di vino e spumante (meno 0,9 per cento). Torna, invece acrescere, nonostante il rincaro del 25 per cento, la pasta (più 1,4 percento). In controtendenza anche il latte e i suoi derivati (più 1,4 percento) e la carne avicola (più 6,6 per cento)
Il dato sui rincari dei prodotti alimentari è, comunque, veramenteallarmante. C’è l’esigenza -sottolinea la Cia- di intervenire al piùpresto. Bisogna promuovere azioni e strumenti per: favorire la correttainformazione ai consumatori, con l’indicazione in etichetta del “doppioprezzo”, all’origine ed al consumo, per i prodotti particolarmente“sensibili”; rapporti più stretti di filiera con validi accordi, comequello sottoscritto tra Cia e Confesercenti: contribuire alla trasparenzadei processi di formazione dei prezzi dei prodotti alimentari con laistituzione di Osservatori regionali dei prezzi; sostenere l’attività disegnalazione svolta dal garante dei prezzi.
Attualmente -ricorda la Cia- la spesa alimentare degli italiani è cosìripartita: 23,4 per cento carne, salumi e uova; 18,2 per cento latte ederivati; 16,8 per cento ortofrutta; 14,8 per cento derivati dei cereali;8,9 per cento i prodotti ittici; 5,7 per cento le bevande analcoliche;5,5 per cento le bevande alcoliche; 3,9 per cento olio e grassi; 2,8 percento zucchero, sale, caffè, the. L’incidenza sulla spesa complessivamensile è pari al 18,8 per cento.
La cautela dei consumatori -conclude la Cia- ha interessato un pò tuttele tipologie distributive. Le famiglie italiane, comunque, hannopreferito acquistare nei supermercati, negli ipermercati e nei discount,anche se si registra una leggera crescita negli acquisti presso i mercatirionali e direttamente in campagna nelle aziende agricole.
Così i consumi alimentari domestici nel primosemestre 2008
(variazioni, in quantità, rispetto allo stesso periodo del2007)

Derivati dei cereali +1,9%
Ortaggi -0,8%
Frutta -2,6%
Olio d’oliva -2,8%
Carni bovine -3,0%
Carni avicole +6,6%
Latte e derivati +1,4%
Vino e spumante -0,9%

Elaborazioni Cia-Confederazione italiana agricoltori su datiIsmea

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl