Il CCDU ricorda Giorgio Antonucci Difensore dei Diritti Umani ad un anno dalla sua scomparsa

14/nov/2018 20:16:28 campagna sociale Contatta l'autore

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Un anno fa ci lasciava Giorgio Antonucci, medico, poeta, scrittore, psicanalista, co-fondatore del Telefono Viola, paladino dei diritti umani e strenuo sostenitore di un approccio umano alla sofferenza mentale. Al manicomio di Imola Antonucci mise in pratica le sue idee: si fece assegnare al “reparto dei più pericolosi, i cosiddetti irrecuperabili” e non fece mai ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio. Abolì tutti i sistemi di contenzione fisica e l’uso di elettroshock e psicofarmaci, favorendo un approccio umano, fatto di rispetto reciproco e comunicazione, e dimostrando al mondo intero la possibilità di affrontare la sofferenza mentale con il dialogo.

 

Ogni anno, in collaborazione col CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, un ente di denuncia degli abusi nel campo della salute mentale) Antonucci organizzava la consegna di un premio speciale a persone che si fossero particolarmente distinte nella difesa dei pazienti psichiatrici. A un anno dalla sua scomparsa il CCDU, in collaborazione col Centro di Relazioni Umane di Bologna, prosegue questa tradizione per onorare i premiati e mantenere viva la memoria di Antonucci - nelle parole del Dott. Roberto Cestari, Presidente del CCDU, “il faro che illumina il nostro percorso”.

 

Nel corso della cerimonia di premiazione, che avrà luogo nella sua Firenze il mese prossimo, verrà proiettato “Se mi ascolti e mi credi”, docu-film sul lavoro e le idee di Giorgio Antonucci realizzato da Alberto Cavallini e Laura Mileto, e andato in onda sulle reti RAI. La serata sarà allietata dalla pianista Paola Piasentin, con musiche di Mozart, Haydn, Beethoven e Chopin.

 

Premio Antonucci - 8 dicembre 2018 - Auditorium del Duomo, via de’ Cerretani 54r - Firenze. Ore 15:30 - ingresso libero.

 

 

Dacia Maraini: "In che consiste questo metodo nuovo per quanto riguarda i cosiddetti malati psichici?"

Giorgio Antonucci: "Per me significa che i malati mentali non esistono, e la psichiatria va completamente eliminata." 

 

da un’intervista del 1978


 

 

 

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