Umberto Veronesi: “Il decreto proposto dal Ministro Lorenzin è un buon decreto”

25/set/2015 17:45:19 recensione.azienda Contatta l'autore

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Umberto Veronesi, nei panni di medico di comprovata esperienza all'interno del sistema sanitario nazionale ha scritto un articolo all'interno del quotidiano "La Stampa" in merito al recente decreto proposto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin definendolo un buon rimedio contro la piaga moderna della medicina difensiva che sempre di più minaccia la qualità del SSN.

Umberto Veronesi

Umberto Veronesi, un'azione contro la piaga della Medicina Difensiva

Umberto Veronesi, in qualità di medico ed ex Ministro della Sanità vede la recente proposta di decreto sull'inappropriatezza delle prescrizioni con un concreto strumento contro la piaga moderna che affligge la professione. Secondo quanto scritto all'interno dell'articolo pubblicato dal quotidiano "La Stampa", Veronesi pone l'accento sulla piaga sempre più diffusa della medicina difensiva. Fondata sul comune pericolo da parte dei medici di essere trascinati in Tribunale si sta sempre di più concretizzando una situazione dove il connubio scienza-coscienza rimane abbandonato e il codice penale prende sempre di più il posto del Giuramento di Ippocrate. La proposta avanzata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin propone una soluzione che, se correttamente applicata, può rappresentare una via d'uscita dall'impasse della medicina difensiva che minaccia sempre di più la qualità del Sistema Sanitario Nazionale.


Umberto Veronesi e il perché si è persa la fiducia nel rapporto medico - paziente

Le motivazioni che risiedono alla base di questo fenomeno, secondo quanto evince Umberto Veronesi, sono da ricercare nell'evoluzione stessa della medicina: il medico non riveste più un ruolo di cultore della disciplina: la tecnologia ha sempre di più ampliato i confini di indagini e ricerche sul corpo umano limitando le capacità diagnostiche a carico del medico. Una delle conseguenze più gravi è appunto una diffusione su ampia scala di una tendenza mirata a intraprendere cause verso la figura del medico anche sulla base di minimi dubbi sull'operato. Negli Stati Uniti - sottolinea sempre Veronesi - ormai si può anche dire che il chirurgo si reca in sala operatoria accompagnato dal proprio legale al fine di tutelarsi da eventuali cause che il paziente potrebbe in seguito intentare.

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