GIOCHI D’AZZARDO, TRA DUE MESI UNA LEGGE RESTRITTIVA

17/mar/2015 17:07:53 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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FONTE: GIORNALE INFORMAZIONE QUOTIDIANA http://www.informazionequotidiana.it


Incontro con il sottosegretario Pier Paolo Baretta promosso da Franco Mirabelli

GIOCHI D’AZZARDO, TRA DUE MESI UNA LEGGE RESTRITTIVA

 

Benito Sicchiero

 

"Il decreto attuativo della Delega Fiscale in materia di giochi si ispira ai principi della tutela della salute pubblica e alla lotta all'illegalità. Spero che entro due mesi si possa arrivare al testo finale". Lo ha dichiarato il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta intervenendo all'incontro organizzato a Milano ( presso la sala Cavallerizza di Palazzo e Teatro Litta ) dal Partito democratico "Verso il decreto sul gioco d'azzardo" su iniziativa del senatore Franco Mirabelli.



L’esplosione del gioco d’azzardo che pone il Paese al terzo posto in Europa (in Usa, in queste forme, sarebbe inconcepibile) è dovuta ad una “liberalizzazione” dell’allora ministro Giulio Tremonti nell’intento di racimolare risorse per lo Stato (circa 4 miliardi in più). 

Fino al 2003 il gioco d’azzardo era rimasto confinato in pochi e precisi luoghi. Oggi il “giro” legale delle giocate è di circa 80 miliardi, cui si aggiungono l’importo non quantificabile del gioco gestito dalla criminalità organizzata (almeno 2-2500 luoghi di gioco “grigi”); e i danni sociali, altrettanto non quantificabili.   

La tutela del giocatore-dipendente passa indubbiamente attraverso la riduzione dell'offerta di gioco, soprattutto nei bar e nelle tabaccherie,  ha  detto Baretta, che ha elencato alcune misure:  almeno 7 mq per ogni macchinetta mangiasoldi; limitazioni del numero delle stesse che  non potranno superare il numero di sei; divieto di gioco per i  minori; numero di abitanti in rapporto alle macchinette (proposta dei 5 Stelle); controllo centralizzato con bassa giocata, bassa vincita; divieto di pubblicità; limitazione degli orari; stanziamento di 200 milioni aggiuntivi ai 50 milioni per il fondo antiludopatie.  Tutti questi provvedimenti, con la collaborazione dei Comuni, dovrebbero portare nel giro di alcuni anni ad una sensibile riduzione delle macchinette, nell’ordine di 80-100.000 unità. 

Concorda il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

 "Abbiamo chiesto al sottosegretario di confrontarsi a Milano con i vari soggetti che sono intervenuti sulla materia”, ha motivato l’incontro Franco Mirabelli. “Rendere più stringente la normativa delle sale giochi e arrivare a una riduzione delle macchine nei locali pubblici sono sicuramente due principi a cui fare riferimento. Mi auguro che si arrivi a una legislazione chiara e non interpretabile sul gioco, che valga per tutto il territorio nazionale, garantisca la tutela dei minori e dei più deboli e riduca il numero di apparecchi da gioco con vincita in denaro, accessibili nei locali pubblici. Una normativa che, nell'autorizzare l'apertura delle sale, faccia comunque riferimento a una legislazione che garantisca l'antiriciclaggio, la tutela della legalità, lasciando alle questure e ai ministeri competenti il 'comando'”.  

L’intervento di Ada Lucia De Cesaris, Vicesindaco di Milano, che insieme ai Comuni di altre città lombarde ha scritto pochi giorni fa una lettera al Governo esprimendo intenti di collaborazione. “Con orgoglio rivendico il lavoro che Milano e altri Comuni hanno fatto in assenza di norme. La gestione di competenze tra Stato ed enti locali va affrontata, ci deve essere  garantita la possibilità di un maggiore controllo, ad ogni livello”. Oltre al Vicesindaco di Milano hanno preso la parola Maurizio Carbonera, coordinatore della campagna “Mettiamoci in gioco” (“i giocatori più accaniti appartengono per il 41% a famiglie in difficoltà economiche e i giocatori anziani sono 4 volte più della media”), Angela Fioroni, Segretaria Legautonomie Lombardia, Maggi, Confindustria Lecco e Paolo Petracca, Presidente Acli Milano.

Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato ha sottolineato la sua soddisfazione per il fatto che nel disegno di legge in discussione non si parla per la prima volta solo di entrate fiscali, ma anche e soprattutto di salute delle persone e di legalità. «Il punto fondamentale è quello della protezione dei cittadini, ed in particolare dei minori, rispetto al mercato online che non è facilmente controllabile. Secondo punto importante è la pubblicità e la cultura in cui il gioco deve essere mostrato in modo responsabile e per fare ciò c’è bisogno della collaborazione di tutti: enti locali, governo, scuola e famiglie». La senatrice ha più volte ribadito che non bisogna più parlare di ludopatia, ma di dipendenza patologica da gioco. «Occorrono servizi territoriali chiari, accessibili e trasparenti per controllare questa vera e propria dipendenza».

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