ARRESTO CARDIACO IMPROVVISO: DA CASTEL DEL GIUDICE (ISERNIA), UN ESEMPIO DA EMULARE

03/mag/2013 16:42:13 RL Contatta l'autore

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Quello che è successo il Primo Maggio 2013 a Castel del Giudice, piccolo Comune in provincia di Isernia (Alto Molise), merita di essere ricordato e da replicare ovunque.

 

Rossella Lorenzotti, mamma di Lorenzo Marcucci, deceduto in una piscina di Roma a 18 anni per arresto cardiaco improvviso, ha donato un defibrillatore alla ASD Castel del Giudice , squadra di calcio a 5 del paese.  

L’apparecchiatura è stata acquistata con i risparmi di Lorenzo e le offerte di familiari e amici.

 

Il defibrillatore è stato consegnato al presidente della squadra Domenico Leone, in occasione della tradizionale festa della “Maggiolata”, nella sala consiliare del Comune stracolma di cittadini, alla presenza del sindaco  Giuseppe Cavaliere, delle Autorità locali religiose, militari e da una ventina di familiari di Lorenzo arrivati da Roma.

 

Come sottolineato dal presidente Leone, il defibrillatore sarà pronto a bordo campo durante le partite interne della squadra  e, subito dopo, sarà a disposizione di cittadini e turisti attraverso la locale struttura sanitaria della RSA S. Nicola, affidato a personale addestrato per l’uso.  Castel del Giudice, da oggi, rappresenta un esempio di Comune cardio-protetto.

 

Tradizione e innovazione… Prima del pranzo in piazza che conclude la “Maggiolata”, organizzata dalla intraprendente locale Pro Loco, a Castel del Giudice sono stati benedetti dal parroco Don Nicola i prodotti della terra  e quest’anno, anche il defibrillatore, con l’auspicio che non debba mai servire ma con  la consapevolezza che, in caso di necessità, potrebbe salvare una vita.

 

Perché il defibrillatore? Perché ovunque? I morti per incidente stradale, dei quali giustamente si parla sui mezzi di informazione, ogni anno sono in Italia circa 4.000. I morti per arresto cardiaco improvviso sono oltre 60.000. Sulla sicurezza stradale, giustamente, si investe moltissimo da decenni; sulla prevenzione dell’arresto cardiaco improvviso,  che “pesa” 15 volte di più, si investe solamente e in modo inadeguato dal 2012.

 

 

 

Inevitabilmente gli stanziamenti di risorse finanziarie pubbliche sono modesti, tenuto conto della lunga “dimenticanza” del problema. In media, gli interventi di defibrillazione risolvono positivamente il 50% degli arresti cardiaci improvvisi, con esiti migliori in funzione della tempestività del trattamento.

 

Senza l’aiuto della solidarietà privata, non sarà possibile recuperare il tempo perduto. Con appena 8 milioni di euro, attualmente impegnati dal bilancio dello Stato, il sostegno finanziario alle tantissime società sportive, obbligate dalla recente legge a dotarsi di un defibrillatore, è  di poco superiore ai 50 euro ciascuna,  a fronte di una spesa di circa 1000 euro che ognuna dovrebbe sostenere per l’acquisto di un adeguato e valido defibrillatore.

Dopodiché, non dimentichiamoci che ci sono decine di migliaia di luoghi ad alta frequentazione,  (centri commerciali, stazioni, aeroporti, aziende, alberghi, ecc.) dove i piani regionali dovranno prevedere l’installazione di defibrillatori.

 

Il caso di Castel del Giudice e di Rossella Lorenzotti rappresenta, in questo senso, una esemplare iniziativa di avanguardia che deve costituire un esempio e che tutti dovrebbero emulare rapidamente.

 

La giornata, altamente commovente, si è conclusa con una visita guidata nella zona dei vecchi pagliai,  quasi completamente recuperati e ristrutturati,  che costituisce un virtuoso esempio di valorizzazione delle risorse del territorio,  al servizio di tutti, del circondario e dei turisti che ci si appresta a ricevere, nel miglior modo possibile,  in questo spettacolare borgo storico.
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