Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Tue, 19 Jun 2018 16:21:07 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/1 comunicato stampa ferroefarina Wed, 13 Jun 2018 17:03:59 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482880.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482880.html FERRO&FARINA FERRO&FARINA



Ferro&Farina: al via il nuovo format di ristorazione a Nola, che ridà vita allo storico “Bar Franzese” di Via Variante 7Bis!


La nuova generazione della famiglia Franzese, storici proprietari del bar, che è stato punto di riferimento della 7bis sin dagli anni “70, con un grande evento gastronomico il 14 giugno 2018 a Nola inaugurano ”Ferro&Farina un nuovo format di ristorazione che attraverso la qualità dei prodotti e il design riporterà in auge i valori e le tradizioni che hanno segnato l’epoca della location.

Nei giorni in cui a Nola l’allegria fa da protagonista, in occasione della tradizionale “Festa dei Gigli”, in una delle strade principali del paese : “Via Variante 7Bis” apre le porte un luogo in cui innovazione e tradizione s’incontrano per raccontare e far vivere una vera “storia di gusto”.


Viaggio, formazione, esperienza, tradizione
 e soprattutto, PASSIONE sono le parole chiave e i punti di partenza di “Ferro&Farina”.

Un progetto nato cinque anni fa da un’idea di Anna Franzese e suo marito Carmine Marone, che per anni hanno coltivato la loro passione dedicandosi ad una costante
formazione.

Lo sviluppo del piano di branding del format nella sua interezza è stato affidato dai coniugi all’agenzia To Do Lab ,specializzata in branding e comunicazione,
la cura del design all’interior designer Onofrio Giordano , e per il “Food “
un’altra  eccellenza a fare da guida , lo Chef Pietro Parisi.

La scelta del nome “Ferro&Farina” è frutto dell’unione delle passioni di Carmine e Anna : quella di lui per la lavorazione del Ferro e quella di lei per il food.
Insieme sviluppano un amore verso la farina e i prodotti biologici, che li motiva a specializzarsi nei migliori forni e nelle migliori cucine d’Italia.

In occasione dell’evento inaugurale 
Per food influencer e giornalisti è previsto un pranzo unico ed esclusivo.

Sarà poi aperto al pubblico dalle 19:30. 
Gli ospiti avranno “ la possibilità degustare in anteprima ufficiale una selezione di pizze tradizionali e pizze gourmet. 
Il tutto accompagnato dall’intrattenimento musicale della cover band di “Pino Daniele”: “Nero a metà”, scelta non casuale visto il grande tributo tenutosi nel mese corrente. 

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I primi momenti di gloria per Villa Vittoria a Sessa Aurunca Fri, 08 Jun 2018 06:56:52 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482181.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482181.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Una serata vissuta tra bellezza di territorio e originalità creativa

Oltre 500 invitati, hanno partecipato all’inaugurazione di “Tenuta Vittoria”, la realtà della ristorazione d’élite circondata da un enorme area di verde. L’imprenditorialità di Rosangela Menna figlia di uno dei più noti artefici di successi nel campo della ristorazione campana e la genialità di uno dei più quotati chef che la Campania possiede Nicola Di Filippo, Delegato per la nostra regione dell’Associazione internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, hanno dato vita a Villa Vittoria, che nella sua giornata inaugurale si è presentata agli intervenuti, mostrando tutte le sue potenzialità e bellezze che intende esprimere ed offrire a coloro che intendono sceglierla per qualsiasi tipo di evento. Situata alle porte di Sessa Aurunca, nome che si presume possa derivare dalla felice posizione “sessio” cioè sedile, dolce collina, dal clima mite del territorio denominato dai Romani Campania Felix, in via Travata Km.3100, percorrendo la SS. 7 che porta a Cellole e di li alla SS. Domitiana, troviamo in uno dei più bei punti di Terra di Lavoro, immersa nella meravigliosa e naturale cornice dei Monti Tifatini, l’incantevole realtà di Tenuta Vittoria. Quanto di più bello esteticamente, organizzato in modo funzionale, per vivere una giornata da sogno circondati da 30.000 mq. di terreno, anche con varie coltivazioni. La possibilità di usufruire, in primis, di un elegante ristorante tutto in cristalli, con la visione sconfinante del verde che giunge ad offrire la visione del mare del litorale Domizio, l’ospitalità che può offrire a 250 persone, con ampi spazi fra i tavoli, una elegante hotellerie e la rinomata cucina territoriale diretta dall’executive chef Nicola Di Filippo, l’utilizzo di piscine per momenti di completo relax ed anche per i più piccoli un parco divertimenti, in una giornata di evento, con una continuazione del distacco dalla vita quotidiana anche attraverso un palco spettacoli che ospiterà grandi artisti, è  Villa Vittoria, con il suo enorme parcheggio auto fornito di auto elettriche che accompagnano gli ospiti al centro della struttura. A queste potenzialità si aggiunge una ulteriore sala ristorante attigua dove vengono serviti i pre pranzo, una fornitissima ed eccellente cantina ricca di numerose etichette, un chiostro con un secolare albero d’ulivo che, come gli altri che sono nella tenuta, offre le particolari olive di una terra unica per i suoi sapori, inoltre tre camere assicurano l’ospitalità agli posi o anche ai protagonisti di altri eventi, come convegni per i quali è attiva una sala conferenze con 250 posti. Il tutto con uno spazio anteriore ricco di vivibilità rilassante con poltrone e divani di fronte ad un enorme fungo che con le sue cascate di acqua rigenera le piscine in un modo di frescura e naturalità. Una naturalezza che troviamo anche nel cibo che la cucina di questa tenuta elabora, direttamente su indicazioni del grande chef  Di Filippo, che oltre a far prevalere l’utilizzo quasi totalitario di prodotti primari e di eccellenza del territorio, ha come prerogativa il portare a tavola piatti elaborati con prodotti, questa volta possiamo dire non a Km.0, come si suol dire al girono d’oggi per indicare materie da poco raccolte, ma addirittura  colto e mangiato perché Tenuta Vittoria, non offre solo come visione distensiva i suoi 30.000  metri che la circondano, ma li coltiva con prodotti che appena raccolti ed utilizzati portano, con i piatti serviti, ad una full immersion nel luogo dove ci si trova. Subito dopo la benedizione della struttura, con la presenza di Menna e Di Filippo, contornati dai tanti invitati accorsi, impartita dal padre spirituale degli chef della Campania Don Alfonso D’Errico, che fra l’atro sta organizzando una visita per i Discepoli di Auguste Escoffier da Santo Padre Papa Francesco, è stato possibile gustare una infinità di leccornie che con un grandioso buffet sono tate proposte alle degustazioni del pubblico. Tutto questo mentre L’orchestra della Rai diretta dal maestro Enzo Campagnoli suonava sul palco, richiamando il plauso di tutti i presenti che nel momento nel quale Valentina Stella, ha voluto regalare l’interpretazione di suoi classici e noti brani alla famiglia Menna che l’ha invitata alla festa sono diventati grandi e scroscianti applausi per una cantante che non solo il popolo napoletano ama come, anche Gloriana anch’essa presente alla serata ospite dei Menna. Questo per citare solo alcuni dei tantissimi personaggi che danno lustro alla Campania come Giulio Tarro, anche lui presente all’evento ed ancora l’attrice Susanna Mendoza, giunta appositamente da Roma, Antonio Starita presidente dell’Associazione Pizzerie “Le Centenarie”, Salvatore Varriale Titolare del ristorante Rosiello a Posillipo e per il ristorante D’Angelo Santa Caterina la presenza del suo patron chef Gianni Morra. A dar man forte al rinomato chef e conduttore, insieme a Rosangela Menna, della struttura sono giunti altri elementi maschili e femminili dei Discepoli di Auguste Escoffier, come Nicola Ricci, Canò Maria Rosaria, la pluricampionessa mondiale di pizza fritta Raffaella Gallifuoco che con la sorella, hanno dato vita dal vivo alla frittura di specialità napoletane come paste cresciute, melanzane pastellate, scagliozzi ed altro. Un semicerchio di delizie che attorno alla piscina è continuato con degustazioni di pizze fatte preparate de visu da esperti pizzaiuoli e cotte nel tradizionale forno a legna, e poi il baccalà fritto al momento e servito nel cuppetiello di carta.  Continuando con la l’inimitabile porchetta tagliata dal porchettaro D’Alterio e gustata dai golosoni, per non citare i tanti salumi, formaggi e latticini del caseificio Gallo di Mondragone, primi piatti e secondi, cucinati dagli chef di Tenuta Vittoria e portati sul buffet tempestivamente. Il tutto per non far dimenticare una sublime serata terminata con un maestoso carro pieno di frutta d’ogni genere, dolci del maestro pasticciere Raffele Capparelli che anche a Napoli in via Carbonara 39, con la sua pasticceria “Capriccio” attare i passanti proponendo i suoi mega Babà ed in fine tavolette di cioccolato e confetti pralinati Papa – Dolceamaro Srl di Monteroduni accompagnati da caffè espresso o liquori di pregio a volontà. Una inaugurazione resa possibile, in modo egregio, anche grazie a CocaCola, Feudi di San Gregorio, Villa Matilde, Rinaldi Importatori dal 1957, Goeldlin Collection, Azienda Agricola Nugnes, Le Gemme del Vesuvio, Capriccio pasticceria - cioccolateria, La Masseria di Sessa, Locanda del Baccalà, Vini Mazzella, Antica pizzeria e ristorante da Pasqualino, Pizzeria La Vita è Bella, Dolce Pane di Sant’Anastasia, Caseificio Gallo, Carni D’Ausilio, Porchetta D’Alterio dal 1983, Biancobaccalà, Vitis Aurunca, Papa confetti e cioccolato e Azienda Vinicola Annarumma. Tutto questo per presentare uno scenario idilliaco, con l’accoglienza e l’eleganza di altri tempi, impreziosita dalla modernità e dalla cura nel mettere al centro gli sposi o altri protagonisti di un evento, accompagnandoli nel realizzare quello che hanno nella mente e nel cuore, un evento in esclusiva perché la tenuta ospiterà di volta in volta un solo evento. Una presentazione che, per la serata inaugurale, ha visto anche la presenza di attraenti Hostess venezuelane, cubane ed ovviante italiane, quasi a voler far immaginare, ma senza dubbio sperare, che Tenuta Vittoria avrà come obiettivo una espansione di fascino, interesse e seduzione verso, oltre che tutta la Campania ed il meridione d’Italia, anche per più larghi confini portando i nostri valori ad una conoscenza planetaria.

Giuseppe De Girolamo

 

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A Vico Equense la grande festa Mon, 04 Jun 2018 21:02:50 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/481724.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/481724.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione  

50 anni e più di successi per Pizza a metro

L’attraente Festa a Vico, una delle più belle feste che la Campania ed in particolare la nostra costiera organizza da anni, è giunta alla sua sedicesima edizione con un momento veramente storico perché, per festeggiare i 50 anni di attività de “l’Università della Pizza – pizzeria e ristorante da Gigino Pizza a metro”, la cittadina di Vico Equense si è resa ancor più protagonista di solidarietà attraverso una particolare cena dedicata appunto ai festeggiamenti di questo anniversario. Questo evento di beneficenza, per tre giorni, oltre a promuovere il territorio, accoglie tanti turisti che giungono da vicino e lontano ed organizza momenti degustativi che pongono in bella vista ed attenzione la nostra cucina, raccogliendo così fondi di beneficenza devoluti interamente a progetti onlus, attraverso l’acquisto di tagliandi partecipativi a la “Repubblica del Cibo”, oppure prenotando la partecipazione ad una delle due cene “Cena delle Stelle” e “Cammino di Seiano” o ancora a quella sopra accennata “Professori all’Università”. Una cena, quella all’Università della Pizza, che ha visto coinvolti ben 50 chef, stellati e non, capitanati da due grandi del mondo dell’arte culinaria, nati proprio a Vico, che corrispondono ai nomi di Antonio Cannavacciuolo e Gennarino Esposito. Dal ricchissimo antipasto, elaborato da questi grandi chef per la serata di festeggiamenti, completo d’ogni leccornia, con la degustazione nel giardino del ristorante, coloro che hanno prenotato per godersi la festa al completo, sono passati nelle grandi sale che la particolare Università vanta, dove con un eccellente servizio curato da un attento esperto del settore Giovanni Rivieccio, F&B della struttura, unitamente ai suoi maîtres, ha permesso di gustare i piatti elaborati dai noti nomi del gusto, accompagnati da eccellenti vini, serviti da un servizio di sommelier curato dall’Ais, per terminare con un mare di dolci e dulcis in fundo il caffè Kimbo, preparato con la “cuccumella”, antica caffettiera napoletana col cuppetiello. Il tanto successo, sin qui ottenuto da questa pizzeria-ristorante, trae origini dall’idea che il panettiere degli anni ’40 Luigi Dell’Amura, ebbe nel suo negozio creando a termine guerra, negli anni ’50 del novecento, con l’impasto del pane, una pizza lunga alla quale, un giornalista che ebbe l’opportunità di notarla, diede nome Pizza a metro. Poi il Dell’Amura, per tutti Gigino, cominciò a produrla nel suo locale che ingrandì fino ad ampliarlo con una più ampia zona con pagliarella, adibendolo anche a ristorante con alcuni piatti cucinati, oltre alla pizza che richiamava sempre più avventori. Il 19 dicembre 1960, Gigino decise di registrare il marchio e nel 1968 si sviluppò la necessità di aprire un locale molto più grande, iniziativa che venne concretizzata dai figli: Antonio, Mario, Francesco, Carlo, Giulio e due sorelle Rosa e Lucia, creando “l’Università della Pizza – pizzeria e ristorante da Gigino Pizza a metro”.Uno dei titolari, Mario, ci racconta: “Ricordo che avevo 10 anni, quando partecipavo già all’attività di pizzeria cerata da mio padre nel 1955, partita come piccolo ristorante, aperto dapprima solo in estate e poi sviluppatosi con una attività giornaliera continua per l’intero anno. Conservando anche l’attività di panetteria e salumeria che mio papà aveva creato, noi figli ci interessammo a questa continuità di lavoro fino al 1968, quando Antonio in primis, ebbe l’idea di chiudere le precedenti attività per aprire e sviluppare questo esercizio commerciale ristorativo che ha ampliato fortemente le note di merito conquistare da mio padre. Erano gli anni della -Dolce Vita- e con la scelta di ottimi chef, che mettemmo in atto sin dall’apertura, il locale ebbe una notorietà passando i confini regionali e da tutt’Italia cominciarono a giungere avventori in particolare da Napoli e da Roma, da dove partivano in serata per venire a gustare la nostra pizza o il maestoso carrello, ricchissimo di tante prelibatezze culinarie. Non avevamo orari di chiusura perché giungevano ospiti, anche alle 3 del mattino, quando stavamo per chiudere e ci chiedevano di accontentarli nel servire loro del cibo o la nostra famosa pizza, cosa che noi abbiamo sempre fatto. Sono felicissimo della mia vita vissuta e fra i tantissimi personaggi di grande notorietà che ci hanno visitato in particolare ricordo Marcello Mastroianni. Sono molto felice anche perché diamo opportunità di lavoro, attualmente a 50 dipendenti, con l’ampliamento nei giorni festivi di altre 20/25 unità occasionali. Ad esempio, nelle giornate del sabato, produciamo oltre un Km. di pizza, con 4 forni”. Certamente non poteva mancare una vista a questo tempio della pizza, ed a condurci in un tour alla scoperta dei segreti della Pizza a metro è stato proprio Raimondo Cinque, Responsabile dell’Università della pizza, che con 12 pizzaioli manda avanti il reparto pizza e che può con cognizioni di cause, essere definito un gran maestro di quest’Arte. Cinque afferma: “le mie pizze possono variare, a richiesta del cliente, dai 30 cm. ai 2 metri di lunghezza e questo tipo di pizza  può essere farcito anche con quattro tipologie di gusto. Questo, comporta il contemporaneo vantaggio di far conoscere meglio i nostri prodotti tipici regionali a cominciare dal pomodoro che, come quelli del marchio “La Fiammmante”, vengono apprezzati da tutti per il loro particolare, autentico gusto e poi il nostro fiordilatte, locale, dei Monti Lattari. La particolarità delle nostra pizza, a parte la misure, è costituita dall’impasto non con lunghe lievitazioni e frigo, ma diretto a 6 ore con un minimo di lievito, poi dal posizionamento sulla pasta stesa sopra la pala, prima del fiordilatte e dopo del pomodoro. Quindi contrariamente alle tradizionali pizze margherite, per far meglio gustare i prodotti, anche perché un tipo di impasto che non sopporta una grande quantità di liquido, poi ancora il formaggio parmigiano un eccellente olio EVO ed in tanti casi, a chi ce lo gradisce e ce lo chiede utilizziamo lo Strutto di maiali selezionati da pascoli di aziende di nostra conoscenza, un prodotto che per diete o altro la gente chiede sempre meno, ma che veniva utilizzato prima molto di più perchè caratterizzava il prodotto finale con un gusto inconfondibile di grande bontà. Il successo di questo tipo di pizze ci porta a produrre, in giornate di maggior lavoro come il sabato, circa pizze 1200 pizze, in media da 1 metro, con l’utilizzo di tre quintali di farina. Questa sera sono particolarmente felice perché per il primo anno, nel corso dell’annuale Festa a Vico, sono presenti anche i miei genitori Colomba Ferrara e Vincenzo Cinque accompagnati da mio figlio Vincenzo come il nonno”.

Anche lo stellato Gennaro Esposito, ha espresso sue opinioni dicendo: “La pizza la fa da padrona anche perché il pizzaiolo si è evoluto e riesce a dare un prodotto che premia autenticità, immediatezza e gusto attraverso i prodotti utilizzati per farcirla. Però questa pizza a metro è cosa un po’ diversa perché è nata dalla panificazione, da Gigino, che un bel giorno a steso l’impasto del pane, quindi anche con una forte idratazione e l’ha condito per fare qualcosa da dare a mangiare ai propri figli. Attualmente rappresenta un gioco meraviglioso che abbiamo a Vico, dove l’arte del pizzaiolo viene completata da quella del fornaio, che deve saper gestire, come richiede questo tipo di pizza, un’abilità ed esperienza del tutto originale e particolare. Tutto al fine di poter offrire un prodotto unico che è un inno alla convivialità, in quanto permette di servire 10 persone contemporaneamente”. Alla richiesta di darci un suo parere sul nascere di tante pizzerie, anche abbinandole a ristorante, perché la pizzeria una volta era sempre solo pizzeria, come il ristorante era solo ristorante, Gennarino risponde: ”Personalmente sono nato in un’epoca dove già esisteva la fusione in molti casi della pizzeria al ristorante, ed appena 4 o 5 in tutta la penisola sorrentina, erano quelli che non avevano anche la pizza, di conseguenza questi restavano un po penalizzati per il non proporre il disco di pasta lievita, farcito e cotto in forno. Ora l’abbinamento risto e pizza, rispetto a 24/25 anni fa che ho aperto il mio ristorante, è fortemente aumentato. Attualmente rappresenta un mercato diverso perché la pizza sta scoprendo una terza via che è quella della pizza un po ricercata. Io detesto la parola Gourmet, ma gourmet in francese vuol dire ricercata e questo mi sta bene quando sono pizze dove su c’è il condensato del meglio delle produzioni agroalimentari e costano come un gran piatto di ristorante perché esprimono il meglio dei prodotti eccellenti che l’Italia possiede”. Andando a scoprire l’azienda nominataci ed apprezzata da Cinque, cioè “La Fiammante”, notiamo che rappresenta sul mercato nazionale, la quarta azienda per consumo di pelati e seconda per consumo di pomodorini. Francesco Franzese amministratore de La Fiammante ci dice: ”Siamo una delle poche aziende che rispetta delle formule etiche rispettando otre il lavoratore della propria azienda, anche quello esterno come il contadino, tanto che ci è stata conferita la certificazione Social Footprint, che ha come ultimo scopo di filiera il coinvolgere il consumatore in scelte di acquisto più consapevoli e supportare le Organizzazioni nella comunicazione trasparente al mercato. Certifica il benessere degli attori della filiera, in pratica noi diamo il giusto prezzo al produttore agricolo, cacciandoci dalle speculazioni che ci sono all’interno delle nostre economie, e fissando prezzi fissi ed irremovibili, non attaccati dalla grande speculazione. Quindi il nostro produttore agricolo, sta bene ed ha la possibilità di produrre il buon cibo. Produciamo dal semplice pomodoro tondo per succo, passato e polpa, al tipo Roma coltivato in Puglia, e negli ultimi 10 anni ci stiamo concentrando su semi autoctoni del nostro grande ed invidiabile San Marzano Dop, del Piennolo e del Corbarino. Per un periodo di tempo 6/7 anni non si è potuto produrre il nostro pomodoro dell’agro nocerino sarnese che è stato attaccato dalla virosi, ma ora per fortuna un po per i terreni e le condizioni climatiche, un po con la professionalità dei contadini stiamo riportando in auge il San Marzano, quell’antico pomodoro che ha fatto la storia di questo prodotto. Il San Marzano però ha un gusto un po acidulo e ad esempio io ho un palato allenato ad usarlo per qualsiasi piatto, ma dovendo dare un consiglio tipo per un classico ragù, consigliere di utilizzare i pelati. Per una pizza Margherita utilizzerei invece il pomodoro pelato, mentre per una Marinara il San Marzano necessariamente perché fa sentire al massimo il profumo del pomodoro. Devo dire che ”La fiammante” esiste dagli anni ’50, e rappresentava una azienda di famiglia che lavorava con tanti altri marchi, ma io l’ho rilevata nel 2005 e su questa azienda sto puntando tutto me stesso ed in particolare per il San Marzano ci sto mettendo l’anima”. 

Giuseppe De Girolamo 

 

 

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Una piacevole serata al PalaPizza di Frattamaggiore Thu, 17 May 2018 12:33:06 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/479668.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/479668.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione  

 Arte e gastronomia, il successo portante per Enrico Di Pietro

 Ha ottenuto un meritato successo, il maestro pizzaiolo Enrico Di Pietro, che ha voluto presentare ai mass media dell’informazione, ad esponenti di spicco del settore dell’alimentazione ed alle autorità cittadine di Frattamaggiore, il ristrutturato “PalaPizza”, in via Vittoria, n. 36, a Frattamaggiore, dove dal 2009, ha scelto di porre la sede della propria attività lavorativa che lo ha portato al ,successo già anni addietro, quando si è trasferito da Napoli sua città originaria. La  prima soddisfazione per Enrico è quella che, nato con questa passione per la pizza, acquisita già nel grembo materno ed espressa immediatamente sin dai suoi primi anni di vita nel ristorante del papà, dopo anni di intenso lavoro e con tanto impegno, non solo è riuscito a realizzare numerosi successi con tanti trofei vinti in competizioni nei vari campionati di pizza, ma quella di poter abbellire quella prestigiosa sede di palazzo del Vicario (fine XVI secolo), uno degli storici stabili, vanto delle belle arti che Frattamaggiore possiede, creando in questa struttura la possibilità per lui dapprima ed ora anche per il figlio Claudio, che lo segue con passione nella professione di pizzaiolo, di poter accogliere i suoi avventori ed offrire loro un sempre migliore servizio, accompagnato da ospitalità e gusto. Per realizzare un evento di tale importanza, che ha dato vita a qualcosa di veramente originale e spettacolare nelle varie visioni che vanno dalla location alla qualità dei prodotti culinari che Di Pietro offre alla sua clientela, c’era bisogno di qualcuno veramente esperto e valido del mondo della comunicazione nel territorio campano, ma riconosciuto tale anche oltre i nostri confini regionali, ed ecco l’impegno della “BC Communication Services Srl” della quale è titolare la giornalista Brunella Cimadomo che con la sua grande professionalità si è consolidata nel garantire successi a coloro che si rivolgono al suo operato.

Anche in questa occasione, infatti, si è riscontrata una affluenza di giornalisti e professionisti altamente qualificati del settore, che intervenendo alla serata hanno promosso la struttura dando merito all’iniziativa creata dalla Cimadomo e concordemente messa in atto da Di Pietro, con la collaborazione nella scelta dei palazzi, affidata a Francesco Montanaro, di realizzare nel Palazzo della Pizza la kermesse dal titolo: “Quattro Pizze per quattro Palazzi”. Una manifestazione che come affermato dal sindaco di Frattamaggiore “Ha unito utile a dilettevole, da un lato la rivitalizzazione dei palazzi storici che rappresentano la storia della città e delle nostre tradizioni, da un altro lato c’è la piacevole tradizione della pizza, ed avere come minimo comune denominatore un alimento così famoso, ma soprattutto così gustoso, che ci permette di ricordare la nostra storia, sicuramente è una cosa piacevole e che può giovare a tutti. Oltretutto il fatto che questo imprenditore non è frattese, ma di adozione sta a significare che lo abbiamo accolto bene e che la nostra cittadina gli è piaciuta così tanto da valorizzarla”.

 

Dopo l’introduzione all’evento con il saluto portato da Brunella Cimadomo e Enrico Di Pietro, le motivazioni tema della serata, sono state oggetto di intervento del prof. Francesco Montanaro presidente dell’Istituto di Studi Atellani, di Vincenzo Peretti direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop, che ha voluto per l’occasione consegnare un attestato “Premio Fedeltà” firmato personalmente con l’interesse della stampa e di tanti fotografi come Gennaro D’Aria, meglio conosciuto come ‘O Masto d’ ‘a Pizza, che con i suoi scatti ha immortalato i vari momenti della serata e ci ha offerto gratuitamente anche alcune delle foto che pubblichiamo, e del sindaco di Frattamaggiore Marco Antonio Del Prete. Mentre i primi due interventi sono stati di grande interesse per il lato gastronomico che ha interessato le quattro pizze presentate in abbinamento ad altrettanti palazzi storici che la città possiede, il primo cittadino frattese ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa che ha accomunato arte, storia e buon cibo che Frattamaggiore vanta e che promuove interesse turistico, un interesse che deve  sempre più aumentare, magari con altre iniziative come questa dato che ci sono a Fratta altri palazzi storici ed altre bellezze che, anche loro, meritano una promozione. Le quattro pizze create per la serata, con i nomi di quattro monumenti importanti del paese, alle quali sono stati abbinati come farcitura prodotti tipici delle varie epoche storiche di questi palazzi, sono state realizzate con i latticini Iovine ed accompagnate dalla nuova birra Peroni Cruda e sono state alternate da varie specialità gastronomiche che la pizzeria in oggetto è solita offrire ai suoi clienti. La denominazione delle pizze, per le quali Di Pietro ha espresso nelle interviste fattegli una altissima competenza e conoscenza delle materie prime utilizzate, con anche la loro storia e il loro perfetto abbinamento nella gastronomia che lo portano ad essere tanto apprezzato da tutti, è: “Pizza del Vicario” a base di nzogna e pepe (una sugna di particolare qualità e gusto che Di Pietro ricerca nell’ambito di pregiate produzioni super selezionate che trovano vita nel casertano), “Pizza del Vescovo” (palazzo settecentesco), con pomodorino giallo e provolone del Monaco Dop, “Pizza del Cannavaro” con farina di canapa, (un prodotto quello della canapa del quale Frattamaggiore detiene meriti di alta produzione, e come affermato dal sindaco va dato merito a Di Pietro di promuoverla anche attraverso la gastronomia) salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola e “Pizza del Borghese” (palazzo del novecento), una sfoglia di pizza con impasto, doppia cottura con aggiunta di bocconcini di bufala, pomodoro ciliegino basilico e parmigiano. La chiusura della luculliana cena, prioritariamente a base di pizze, è stata onorata con successo dal particolare dolce, anch’esso creativo, del maestro pizzaiolo Enrico Di Pietro.

Giuseppe De Girolamo

 

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Come preparare i sott'oli pugliesi Mon, 07 May 2018 16:42:03 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478320.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478320.html marketing-seo.it marketing-seo.it Quando si decide di fare una conserva di verdure sott’olio l’elemento più importante è, appunto, un olio di qualità come lo sono quelli pugliesi, ancor meglio se viene acquistato direttamente in frantoio dopo la spremitura e imbottigliatura, perché si ha certezza della provenienza e della qualità.

L’olio pregiato di frantoio è alla base per una perfetta conservazione delle verdure, nonché protagonista delle ricette di tradizione pugliese più conosciute al mondo.

Sono diverse le verdure che possono essere conservate sott’olio, di seguito ve ne proponiamo alcune.

Le melenzane sott’olio

Le melanzane sott’olio sono il contorno di tante portate come antipasti, primi e secondi, solitamente vengono raccolte in estate ma consumate spesso durante il periodo invernale.

Per realizzare le melenzane sott’olio in casa dovete sbucciarle e affettarle e disporle a strani, condendole con aglio, mentuccia e sale, poi si devono spremere per bene facendo uscire l’acqua amara che contengono al loro interno.

Quando le melanzane pressate e spremute hanno assunto una colorazione molto bianca, allora si può dire che sono pronte per il passaggio successivo.

Dopo averle fatte riposare, si possono conservare nei vasetti, per insaporirle si aggiunge peperoncino fresco e origano e si ricopre tutto con l’olio fino all’orlo.

I vasetti devono rimanere aperti fin quando le melanzane non avranno eliminato le bolle d’aria, e poi dovranno essere chiusi ermeticamente; prima di assaggiarle far passare qualche mese.

Peperoni sott’olio

Prendere del prezzemolo e dell’aglio e tritarli in modo grossolano; lavare i peperoni ed eliminare i semi, poi tagliarli in senso verticale, lo spessore va scelto in base al gusto personale.

Mettete l’aceto in una pentola e salatelo e fate cuocere fino ad ebollizione per circa 10 minuti, poi scolate con cura le verdure e mettetele ad asciugare su un panno asciutto finché non si raffreddano.

Dopo che si saranno asciugati riporli in vasetti a strati, alternando ai peperoni uno strato di capperi, pezzi di acciuga, aglio, prezzemolo tritato e basilico, alla fine riempire con l’olio fino all’orlo e aspettare qualche giorno prima di consumarli.

I vasetti vanno chiusi ermeticamente in modo da non far entrare aria e vanno tenuto in un luogo asciutto e riparato.

I peperoni sott’olio possono essere consumati, così come le melenzane, durante aperitivi o come antipasto; se non avete tempo di prepararli in casa, c’è un sito che si occupa di vendita online sott'oli pugliesi, vengono proposte le melanzane, i peperoni e altri ortaggi sott’olio.

All’interno del sito trovate tantissimi prodotti tipici della regione Puglia, tutti di qualità superiore, non mancano vini, paté, ripieni, sughi, prodotti da forno, essiccati e molto altro per gustare l’essenza della vera cucina pugliese.

Il successo dei sott’oli pugliesi sta nella genuinità dei prodotti utilizzati, partendo dagli ortaggi fino all’olio extra vergine di oliva pugliese, famoso per essere uno dei migliori nel mondo.

I sott’oli sono anche un ottimo contorno, vengono utilizzati spesso per accompagnare secondi piatti a base di carne rossa e bianca; inoltre, alcuni ristoranti e locande li propongono anche sul pane per fare delle bruschette sfiziose e gustose, diverse dalle classiche con il pane e pomodoro.

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Gran fervore ha suscitato InFermento Fri, 04 May 2018 19:35:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478138.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478138.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione I mass media, attratti dall’originale e propositiva struttura

Ha riscontrato grande interesse per la stampa, l’attraente locale “InFermento” recentemente aperto a Nocera inferiore, in via Vescovado18, che ha voluto, dopo qualche mese di successi concretizzati, presentarsi ai mass media con una cena, denominata “Serata clou di Cultura e Gastronomia”, per pubblicizzare le sue concrete realtà che l’hanno già portato ad essere uno dei più gettonati locali dell’agro nocerino sarnese e di tutta la provincia salernitana, ma anche più ampiamente campana. Questa nuova ed innovativa location InFermento, punto di riferimento per chi ama qualcosa di diverso ed al tempo stesso tradizionale nei prodotti che offre, quasi tutti della nostra Campania Felix, serviti in una ambientazione che anch’essa tocca il moderno, conservando l’antico e storico spirito campano, raggiunge menti e sensi dei frequentatori, tanto da farlo emergere, in soli pochi mesi, a struttura amata da un pubblico che spazia da elementi più giovanili a senior, riunendo tutti in un piacevole ed unico desiderio di riscoprire le proprie terre, le proprie origini, i propri gusti e sapori, per conservarli e espanderne la loro reale bontà. Il suddetto locale, vanta come Direttore del servizio di sala il maître Dario Duro, Vice Presidente della sezione Napoli dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi, e che ha quindi scelto come suoi collaboratori uno staff di ottima professionalità.

Il pomeriggio vissuto dagli invitati alla kermesse, è iniziato con una descrizione dei prodotti di eccellenza della Campania che questo locale utilizza, fatta dagli stessi produttori: Caseificio Roberta – Fisciano SA; Caseificio Aurora - Sant’Egidio del Monte Albino SA; Pastificio Del Prete - Cesa CE; Sorrentino Salumi Italiani - Pagani SA; Sa Lu Pesca SRL Gruppo Rea 8 (Ref. Emanuele Sansone); Linea Verde di Giulio Contento – Nocera Inferiore SA; D&G Food Service distribuzione ortofrutta – Volla NA; Pomodori San Marzano Solania Srl – San Valentino Torio SA; Aziende vinicole: Azienda Vinicola Castelle – Castelvenere BN; Giuseppa Filadoro Az. Agricola - Lapio AV; Tenuta Macellaro - Postiglione SA; Cardosa - Castel San Lorenzo SA; Azienda Votino Srl – Bonea BN; Regina Viarum Sas - Falciano del Massico CE; Mièr Vini - Taurasi AV; Az. Agricola Adelina Molettieri – Montemarano AV; Caffè Toraldo; Pasticceria Carrelli – Pagani SA; Il Bosco degli 0Alburni, Marroni IGP di Roccadaspide aromatizzati – Sicignano; Distilleria Russo – Mercato San Severino SA; Baroneserio Srls Cantine – Siano SA.

E’ seguito un momento di incontro con la stampa, con la presentazione della struttura fatta dagli stessi titolari e conduttori, per poi passare alla cena nel corso della quale i giornalisti e pochi altri invitati hanno potuto degustare i deliziosi piatti elaborati dallo chef della struttura Angelo Arrichiello.

 InFermento, sorge nel Palazzo Milano situato nel borgo vescovile di Nocera Inferiore, un borgo storicamente importante ed il titolare di questo Palazzo Nicola Milano, ci dice: “è qui che abbiamo impiantato una nuova attività. Il motore portante di questo nuovo tipo di ristorazione è il promuovere le eccellenze del nostro territorio perché molte volte si tende ad elogiare e lodare tutto quello che giunge qui da terre che sono oltre il fiume Garigliano, vini francesi, piemontesi e toscani, dando poca importanza invece alle nostre eccellenze. InFermento, nasce proprio per promuovere quello che abbiamo di buono sul nostro territorio e lo fa partendo dal mattino con una serie di caffè alquanto speciali dall’espresso al molecolare, accompagnati magari da dolci della casa, per continuare nel pomeriggio ed a sera offrendo prodotti della nostra salumeria che vanta, ovviamente, salumi tipici e formaggi nostrani ed ottimi vini campani, continuando poi la sera con il nostro Bistrot. Il nostro intento non è quello di creare semplicemente una ristorazione, ma più che altro attirare la clientela divenendo un punto di aggregazione. Quindi iniziare con un calice di vino, che accompagni uno stuzzichino, per giungere al momento cena con lo chef napoletano Angelo Arrichiello che propone un suo menù.

Questo locale InFermento, è composto da una caffetteria nella parte d’ingresso, con un attiguo salotto per soddisfare una tranquilla e rilassante degustazione, prosegue con la salumeria dove è ben visibile in una vetrinetta l’ampia esposizione di salumi e formaggi, continuando con una cantinetta con esposizione di vini d’alta qualità e una serie di sale dove l’avventore può godere il piacere di assaporare un pranzo o cena, in pratica una sala è riservata al lounge bar e caffè e due sale sono dedicate al bistrot. In Fermento, nasce nei cellari di Palazzo Milano, rivisitati, ma che riflettono quella che è la struttura originale dei locali d’una volta con pavimenti battuto in cemento, con parti d’epoca con archi e tutto ripreso secondo l’originalità della primaria costruzione, spazi dove abbiamo realizzato il percorso che parte dal bar per raggiungere le due sale adibite a bistrot, una un po’ riservata, idonea anche per eventi privati e l’altra aperta ad accogliere il pubblico, in totale circa 50 coperti. Il locale, è raggiungibile comodamente in auto percorrendo l’autostrada A3 ed uscendo a Nocera Inferiore, oppure percorrendo l’A30 uscendo a Castel San Giorgio, oppure a Nocera-Pagani e comunque raggiungendo poi il non distante centro della cittadina del salernitano. Dal portone centrale di Palazzo Milano si accede a InFermento, che possiede un parcheggio utile ad ospitare 30/40 auto, e che è aperto dalle ore 7:30 alle 23 circa, orario che nelle giornate di sabato o festive si prolunga di qualche ora”.

Lucia Attanasio, contitolare di InFermento soggiunge: “Il nostro obiettivo è quello di rendere questo locale un raccoglitore di tutte le eccellenze campane, intendo dire non solo quelle gastronomiche e culinarie, ma anche a livello artistico e musicale. Infatti stiamo ospitando, tutti i venerdì, musica dal vivo con cantanti e gruppi del territorio e col tempo vogliamo aprire anche più ampiamente ad Arte e Cultura, ospitando altre forme d’arte che siano attori di teatro, scrittori, scultori, maestri di pittura ed altre proposte inerenti al tema. Un vero e proprio raccoglitore, che faccia divenire InFermento, un luogo di spettacolo particolare come vuole il nome, che vuole che sia un fermento a 360 gradi e quindi anche culturale oltre al ricordo della fermentazione del vino dal quale più specificamente trae origine. Il nostro pubblico che ospitiamo, non è ben definito, infatti sono nostri graditi clienti tutti coloro che hanno voglia di riscoprire i sapori dei prodotti che offriamo, dei piatti che proponiamo, delle tradizioni che cerchiamo sempre più di recuperare e mettere in luce, quelle che sono nei nostri ricordi, che proponiamo con passione e con un tocco di originalità. Potremmo definire il nostro cliente, un avventore del gusto e delle tipicità campane in senso lato”.

Nicola continua dicendo: “sin dai miei anni più giovanili mi sono sentito spinto a scoprire punti di ristorazione, non quelli commerciali, ma quelli qualificanti dei prodotti tipici d’Italia ed andando in giro in altre regioni mi sono accorto che tendono a mettere prioritariamente, se non esclusivamente, in attenzione e degustazione i prodotti della propria regione. Di qui, la mia riflessione sulla nostra cucina eccellente, molte volte più ricca di proposte gastronomiche, nostre ed uniche, con prodotti che la Campania possiede in numero maggiore rispetto ad altre zone dello Stivale, che mi ha portato a desiderare la nascita di una struttura rispecchiante la mia volontà di portare, con gusto e cultura dello stesso, in evidenza quanto di meglio la Campania possiede. Il mio lavoro prioritario di medico, specializzato in Endocrinologia, mi porta a girare molto in Campania e quindi visitando le varie provincie, mi sono soffermato in aziende che producono prodotti enogastronomici. Piccole realtà produttive della nostra regione, che offrono prodotti invidiabili per la loro originalità, naturalezza, genuinità, profumi, sapori e gusti inconfondibili ed unici. Visitando, anche appassionatamente, eventi di promozione dei menzionati prodotti, ho scelto le aziende a mio avviso più valide, per promuovere al meglio queste pregevolezze gastronomiche ed ho dato vita, insieme alla mia socia Lucia, a questa realtà di InFermento, che trova spazio in Palazzo Milano, dove da anni sono all’attenzione del pubblico per l’ottima ospitalità che questa struttura è in grado di offrire per eventi vari, da convegni a feste di compleanni , matrimoni ed altro, arricchendolo ulteriormente.

La volontà di realizzazione di InFermento, è stata una combinazione fortuita, nata dal fatto che Lucia venne a Palazzo Milano per un evento, ed all’epoca l’intera struttura era dedicata esclusivamente a questo. Ci siamo poi rivisti altre volte e le dissi che avrei voluto creare uno spazio serale di degustazione per vino accompagnato da qualche stuzzicheria e Lucia mi propose di creare un locale più completo che partisse dal caffè del mattino, fino a sprigionare l’interesse del cliente alle altre ore della giornata. Abbiamo sviluppato l’idea, ampliandola ad un locale che non avesse la semplice gastronomia ed il successo si è subito riscontrato, divenendo un punto di aggregazione che dà la possibilità di gustare, oltre i prodotti campani e l’ottima cucina nostrana, anche della buona musica trasformandolo in un contenitore anche di eventi culturali. Un locale diverso da un ristorante qualsiasi, perché pensato con le finalità di offrire uno street food, piatti semplici non elaborati, quei piatti che sia per la frenetica vita che viviamo, sia per altri motivi, stanno cadendo un po’ nel dimenticatoio e stiamo così recuperando attraverso InFermento quelle tradizioni legate alla cucina nostrana”.

Alla serata sono intervenuti, oltre a numerosi giornalisti, con in primis Salvatore Campitiello Consigliere regionale Ordine Giornalisti Campania, nonchè Presidente “Assostampa Campania - Valle del Sarno”, l’Assessore alla Cultura del Comune di Nocera Inferiore Federica Fortino, il Presidente Associazione Culturale Neos Nuk Eugenio Sangianantoni, che ha presentato le finalità dell’associazione da lui presieduta e la mostra d’arte “Art Vision”, che con l’esposizione nelle varie sale di InFermento delle opere di vari artisti, ha dato il via a “Arte In Fermento” obiettivo dei titolari del locale in oggetto che intendono farlo divenire un polo di promozione culturale, oltre che della gastronomia, unendo a quest’ultima anche altre forme d’arte che le nostre terre vantano. Hanno partecipato all’evento anche il Presidente campano dell’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier Nicola Di Filippo, il Presidente campano dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Arturo Fusco, il Gran Maestro della ristorazione Giuseppe Di Napoli, il tesoriere della sezione Salerno dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino Massimiliano Cosenza, il Maestro violinista Antonio Ruocco che si è anche esibito allietando la serata fra gradi applausi, ed altri personaggi esperti del settore oltre a numerosi imprenditori di prodotti tipici locali e più ampiamente campani.

Giuseppe De Girolamo

 

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Serata briosa con chef d’eccezione Tue, 24 Apr 2018 06:19:40 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/477068.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/477068.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Al Vomero da “Olio & Pomodoro”, in via Scarlatti

Una iniziativa volta ad accogliere simpaticamente la propria clientela è stata organizzata da Salvatore Grasso, figlio d’Arte (il papà, anche lui Salvatore Grasso, è titolare della non distante centenaria Pizzeria Gorizia a piazza Vanvitelli al Vomero - Napoli). Il giovane Salvatore, comproprietario insieme a tre amici del brand “Olio & Pomodoro”, di concerto con gli altri due soci, ha deciso di realizzare ogni due mesi circa un evento con qualche chef importante e qualche maison di vini prestigiosi come quella che qualche giorno addietro ha ottenuto un gran successo con lo chef Fabrizio Sepe e lo Champagne Boizel. Grasso ha affermato che l’iniziativa messa in atto sta riscuotendo sempre più l’interesse del pubblico d’élite e si è soffermato a dire. “Il nostro brand, vanta già tre anni di successi, sia con questo locale aperto da circa 14 mesi, che con altri due locali uno in Italia ed uno in Francia, in particolare questo di Napoli in via Alessandro Scarlatti, 40, conta 65/70 coperti. Nella serata con Sepe e Boizel, si è voluto fare un gioco a quattro mani tra lo chef e pizzaiolo di Napoli e quello romano con elaborazione di pizze in varie versioni, il risotto cacio e pepe che è stato volutamente stravolto dai gamberi eccellenti del nostro mare di Napoli, il tutto accompagnato da varie tipologie di Campagne”. Sepe ci ha detto che, nonostante la sua giovane età, dopo la scuola alberghiera ha fatto, tante esperienze in giro per l’Italia, a Montalcino in Toscana, Zurigo, Hong Hong: “poi con due amici ho aperto nel 2006, il ristorante -Le tre zucche-, dove ora sono divenuto unico titolare, in via Gugliemo Mengarini, zona Portuense a Roma, che propone una cucina legata al territorio laziale ed accanto ho un bistrot, una bottega con un concept più moderno e semplice, dove vengono venduti sia prodotti al dettaglio che consumazione di piatti tipici sempre legati alla tradizione italiana”

La serata è stata caratterizzata da un menù contaminato da Lazio e Campania con una bella pizza con baccalà alla romana, risotto cacio e pepe con gamberi crudi, lime e menta. Pizza fritta, con spuma di bufala, colatura di alici di Cetara e fiore di zucca per ricordare il fiore di zucca romano ripieno di mozzarella e alici.

Il tutto abbinato alle varie versioni di Champagne, come il Brut Réserve con l’assemblaggio di tre viti, metodo Champenois, un blend di 55% di Pinot nero, 30% di Chardonnay e 15 % di Pinot Meunier, con un affinamento di almeno 36 mesi, fruttato e generoso che con la finezza e purezza delle sue bollicine che lo rende molto godibile ad ogni sorso proposto. O il gustoso, armonioso e fruttato “Blanc de Noirs”, con sboccatura 2016, elaborato unicamente con uve Pinot nero.

Alessandro Palmieri, responsabile rete vendita Italia di “Feudi di San Gregorio” ha presentato il 22enne sommelier, autore di 7 importanti libri di vini, Federico Graziani, Top Wine Manager che si occupa del descrivere i grandi vini distribuiti dall’azienda vinicola irpina e per la serata gli Champagne serviti agli ospiti.

Oltre le particolarità dei prodotti in degustazione, Graziani ha raccontato un po’ la storia della famiglia Boizel, che dalla sua nascita ha prodotto esclusivamente Champagne e gestisce un centinaio di ettari che producono circa un milione di bottiglie di Champagne, con il marchio Boizel, dalle quali ne escono la metà gestite direttamente dalla famiglia.

L’azienda di Champagne “Boizel”, maison fondata nel 1834 a Epernay da una storica famiglia nel cuore di Avenue Champagne, nel territorio della Regione Champagne patrimonio dell’Unesco dal 2015, produce Champagne dai tratti fini ed eleganti per l’aroma, la freschezza, l’accurata scelta delle uve, la raffinata personalità con la potenza ed eleganza che esprimono la tipicità dei grandi Pinot neri, l’invecchiamento nelle cantine, i blend di grandi annate, quelli vinificati in barriques secondo la tradizione del XIX° secolo.

Alla particolare cena hanno partecipato anche i più storici pizzaiuoli di Napoli, con il vertice direttivo dell’associazione “Le Centenarie” rappresentato da Alessandro Condurro, e dai presidente e vice presidente rispettivamente Antonio Starita e Salvatore Grasso senior con le consorti.

Giuseppe De Girolamo

 

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Fermentum: Meeting nazionale su pasta madre e lievitazioni naturali Mon, 26 Mar 2018 11:10:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474397.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474397.html luca pagni luca pagni

FERMENTUM
prima grande kermesse sulle lievitazioni naturali

Circa un anno fa una decina di panificatori amatoriali sono passati dalla condivisione virtuale nei gruppi facebook all'amicizia reale, dando vita a “94° al cuore”, un'associazione che ha come mission la sensibilizzazione del pubblico all'uso consapevole di farine e lieviti, sia con l'organizzazione di corsi pratici, sia con la realizzazione di grandi eventi in cui si  apra un dibattito serrato su metodi e caratteristiche dei metodi di lievitazione degli impasti.

Lo stesso nome scelto per l'associazione la dice lunga sulla passione che li accomuna: 94° al cuore perché quella è la temperatura a cui si sforna qualunque lievitato.

Dalla costituzione ad oggi l'associazione si è dotata di un gruppo facebook e di una pagina che portano il medesimo nome ed ha organizzato contest, concorsi, eventi e corsi per amatoriali con diversi maestri.

Ma veniamo all'oggi: il sogno del Presidente di 94° al cuore era da tempo quello di dar vita ad una grande kermesse in cui Maestri qualificatissimi facessero docenza sui metodi seguiti.

L'evento “Fermentum – incontri e confronti” nasce così, da un sogno condiviso che è diventato obiettivo di tutti.

Il taglio della manifestazione è quello tipico del meeting per la spaziosità delle sale a disposizione, ma anche del corso, perché ogni maestro terrà un proprio show cooking dimostrando le proprie teorie con un impasto, visibile alla platea dal grande schermo della sala.

Sono stati accuratamente scelti maestri di livello altissimo, diversi fra loro per poter dibattere, ma assimilabili per caratteristiche di serietà, passione ed impegno per ciò che fanno. Ecco dunque Elena Lipetskaia, tecnologa degli alimenti e coautrice con il Maestro Piergiorgio Giorilli di due famosi capisaldi della panificazione italiana, ragionare con Giambattista Montanari, autore di quel testo eccezionale – quale “pH 4.1 Scienza e Artigianalità della Pasta Lievitata, premiato come il miglior testo professionale di pasticceria al mondo.

Ecco ancora Ezio Marinato, Gabriele Bonci e Cristian Zaghini trattare argomenti di attualità assoluta, quali le fermentazioni spontanee e la stabilizzazione dei lieviti selvaggi, il tutto applicato a pane, pizza e a tutto il mondo dei lievitati in genere.

Uno spazio specifico e qualificatissimo è riservato, in questo mondo del mangiar correttamente, all'intervento di Francesco Favorito, che tratterà della lievitazione gluten free ed in generale degli alimenti “sani”.

Per finire con Giovanni Gandino, che chiuderà il cerchio trattando delle caratteristiche delle farine e del loro ottimale utilizzo.

L'intero convegno sarà moderato dal prof. Carlo Di Cristo, biologo docente universitario, nonché fondatore di Soulcrumbs, un marchio che sta avendo grandissimo successo a Napoli con una innovativa formula che vede il pane non come alimento di accompagnamento, ma come protagonista del pasto.

C'è tanta carne al fuoco in questo meeting, tant'è che si sta registrando da parte degli organizzatori una grande partecipazione di professionisti del settore, particolarmente interessati al dibattito che potrà scaturire dai tanti argomenti trattati.

Il 21 e 22 aprile 2018 a Roma, nel Centro congressi dell'Hotel Pineta Palace & congress Centre in Via San Lino Papa, 35 (zona Aurelia Pineta Sacchetti/Battistini),  i lavori si svolgeranno secondo il seguente programma:

Sabato 21 aprile 2018

https://www.facebook.com/events/391527214621429/?event_time_id=391527217954762



ore 8,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
ore 9,00 Introduzione ai lavori del convegno
Prof. Carlo Di Cristo
ore 10,30 Relazione
La pasta madre e il gluten free: la salute a tavola
Maestro Francesco Favorito
ore 12,00 Show cooking del Maestro Favorito
ore 13,00 Pausa pranzo
ore 14,00 Relazione
La pizza e la lievitazione lenta: pasta madre, biga e poolish
Maestro Cristian Zaghini
ore 15.30 Show Cooking del Maestro Zaghini
ore 16,30 Relazione
Il mondo delle fermentazioni
Maestro Gabriele Bonci
ore 18,00 Show cooking del Maestro Bonci
ore 19.00 Fine lavori prima giornata


Domenica 22 aprile 2018
https://www.facebook.com/events/391527214621429/?event_time_id=391527221288095


 
ore 9,00 Relazione
Tecniche di gestione e mantenimento della pasta madre.
Impasti a caldo. Farine particolari
Dott.ssa Elena Lipetskaia
ore 10,30 Show cooking della Dott.ssa Lipetskaia
ore 11,30 Relazione
I lieviti naturali: specificità, gestione e loro utilizzo in relazione ai prodotti che si vogliono ottenere.
Grandi lievitati
Maestro Giovambattista Montanari
ore 13,00 Show cooking del Maestro Montanari
ore 14,00 Pausa pranzo
ore 14,30 Relazione
Lieviti, batteri, fermenti: la pasta madre e le lievitazioni spontanee
Maestro Ezio Marinato
ore 16,00 Show cooking del Maestro Marinato
ore 17,00 Relazione
Le farine: tipologie, forza, p/l e loro utilizzo negli impasti
Maestro Giovanni Gandino
ore 18,30 Show cooking del Maestro Gandino
ore 19,30 Saluto e chiusura dei lavori

Nella cartellina che sarà consegnata ai partecipanti saranno contenute due ricette – di cui una dimostrata durante lo show cooking – per ognuno dei Maestri intervenuti.

Gli interventi saranno registrati su supporto informatizzato e potranno essere acquistati in loco.

Durante tutto l'evento si potrà avere, previa preventiva richiesta via mail, una dose di pasta madre di uno dei Maestri a scelta.

Al termine dell'evento saranno messe in palio, fra tutti coloro che avranno partecipato al meeting, n. 2 giacche firmate da tutti i Maestri.

 

Fermentum


Il costo dell'evento per le due giornate è di euro 94,00.
Nel costo del meeting sono compresi anche i due pasti (lunch box).

 


Per ogni contatto occorre scrivere alla e-mail: info@novantaquattroalcuore.it

 

 

 

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Successo a Campobasso per l’evento UPTeR Thu, 22 Mar 2018 20:44:22 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474196.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474196.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Il francese Raimondo Laurent, proclamato Pizzaiuolo dell’anno 2018

Il programma di impegni per la valorizzazione della pizza che l’UPTeR conduce con la famiglia Folliero e che riscuote sempre più successi in Italia e nel mondo, anche in questa occasione della ventesima edizione del “Pizzaiolo dell’anno” non ha mancato di cogliere consensi e partecipazioni da parte il un significativo numero di pizzaiuoli che sono anche partecipi dell’evoluzione dell’Upter. Ad ospitare le gare per l’assegnazione del trofeo di XX Pizzaiuolo dell’anno, è stato il ristorante –pizzeria “Da Tony” in Contrada Colle Delle Api a Campobasso, del quale è titolare il maestro formatore UPTeR Antonio Di Lieto che con i suoi familiari hanno messo a punto un’organizzazione perfetta di arredamento della più grande sala del ristorante con forni, tavolo giuria, poltrone per gli spettatori e stand per alcuni sponsor. Fra gli sponsor ricordiamo la famosa farina Caputo per la quale era presente con la consorte uno dei titolari del Mulino Carmine Caputo, l’azienda conserviera “La Torrente” famosa nel mondo per i suoi pomodori, i Forni artigianali “M P” con la partecipazione anche del titolare il titolare Pilla Michele di Mirabello Sannitico CB, poi la scuola Pizza Style che l’UPTeR ha creato per corsi amatoriali e professionali sulla materia pizza ed altro. A questi vanno aggiunti sponsor minori come il liquorificio artigianale “Belmonte” di Montenero di Bisaccia CB e Luigi Popolo di Caivano NA con “Italcanapa” che ha presentato i prodotti birra, olio, farina, pasta e biscotti di canapa.

Al presidente dell’UPTeR Alfredo Folliero abbiamo rivolto il microfono per sentire dal vivo quelli che sono gli intendimenti e le aspirazioni che porta avanti questo sodalizio, realizzato da lui che è ora presidente, e che con il figlio Mario che è il direttore generale sta ottenendo sempre maggiori affermazioni in Italia e nel mondo, senza dimenticare l’attiva partecipazione che tutta la famiglia dedica a questo sviluppo con la consorte di Afredo , Flavia Ferraro, discepolo di Auguste Escoffier, e tutti gli altri figli Augusto, Tiziana e Daniela. Alfredo Folliero ci ha detto: “Facciamo tanto per il mondo pizza, impegnandoci a pieno e con grade passione da mattino a sera, per dare qualità, professionalità con semplicità e al tempo stesso lavoriamo nel nostro locale -Folliero- dove presentiamo un Food napoletano con pizza, friggitoria e tutto quello che è sinonimo di pizza napoletana. Poi facciamo alta formazione che vuol dire formazione di qualità per qualificare al meglio questa categoria che vanta tanti bravissimi ragazzi. Abbiamo visto oggi, che questi bravi pizziuoli vengono anche da tanto lontano quando si organizza qualcosa di buono, e vuol dire che scelgono i campionati con quella serietà professionale nei quali si confrontano fra di loro per conquistare una coppa, un trofeo o magari il solo portare a casa un attestato di partecipazione che certamente costituisce un vanto essendo questa Upter una organizzazione riconosciuta in campo mondiale. Stiamo vedendo, io che sono il presidente, ma anche i qualificati e selezionati giurati da me scelti per giudicare i pizzaiuoli in gara che questi gareggianti si impegnano sempre più per una qualità del prodotto che elaborano con un salto di qualità di questa categoria, vediamo degli abbinamenti gastronomici, preparati con accurata selezione, giuste lievitazioni di pasta per le pizze con farine di qualità indipendentemente dal molino preferito e tutte queste cose belle citate devono essere curate affinchè possano essere sempre più valorizzate e non distrutte. E’ proprio questo il nostro impegno come Upter perché rappresenta un patrimonio di questi artisti, proprio come affermava il prof. Mario, mio papà, quando parlava di questi ragazzi in pizzeria dicendo sono veri artisti. Se i giovani del mio papà erano miei coetanei e potevano essere vantati, siamo orgogliosi che i nostri attuali giovani possono essere ancor più elogiati per l’impegno che profondono in quest’Arte e cito mio figlio Augusto che a San Diego sta divulgando la formazione italiana della pizza napoletana con grandi consensi. Ha appena terminato con Gambero Rosso due step uno a Los Angeles ed Un Altro a San Francisco. Anche l’atro mio figlio Mario direttore generale dell’UPTeR è partito per Tokio dove si svolge un festival dei prodotti mediterranei di qualità. La nostra associazione attualmente conta 30 istruttori in tutte le regioni dello stivale, stiamo creando le basi anche in altre nazioni e continenti per formare le nuove leve che siano bravi professionisti.

Cerchiamo di lavorare per dare un esempio di qualità e professionalità in primis io stesso che ancora lavoro sul banco per la preparazione di pizze cercando si trasmettere quelle nozioni che ho ricevuto nei miei anni giovanili. Ho avuto la fortuna di inculcare questi miei saperi nei giovani e lotto con ancor più gioia quando vedo dei ragazzi che si esaltano dietro i banchi di lavoro, ma che non sono ancora preparati perché a domande tecniche non sanno rispondere e non so di chi sia la colpa di questa loro ignoranza in materia. Ritengo che qualsiasi associazione con in primis il presidente ed i dirigenti non possono solo vantarsi di essere dei grandi maestri, ma dovrebbero sentire la necessità di formare nuove leve, sedersi ad un tavolo e discutere con attenzione giuste finalità e l’impegno di formazione da attuare verso i giovani pizzaiuoli. A questa manifestazione partecipano pizzaiuoli di tante regioni d’Italia, ma anche dall’estero dove tanti professionisti ci seguono e sono ragazzi bravissimi che non hanno presunzione. Vedo dei lavori che preparano con tanta passione che aimè invece coloro che lavorano in note pizzerie non posseggono. Il nostro campionato è aperto a tutti i pizzaiuoli di qualsiasi località dell’Italia e del mondo, iscritti a qualsiasi associazione ed è quindi chiaro che la partecipazione di così numerosi gareggianti a questo trofeo rappresenta per noi un vanto ed uno sprono perché i numeri degli iscritti alle gare parlano chiaro e sono inconfutabili. Vuol dire che questi ragazzi sanno e vogliono scegliere gare ed associazioni che le organizzano dando qualità e professionalità. Il calendario dei nostri eventi, che anticipa quello clou d’ogni anno il “Pizza World Cup 2018” che si svolgerà il 9 e 10 ottobre, prevede tra un mese e mezzo la Coppa Italia, poi la Coppa Mediterranea e poi la Coppa Europea molto probabilmente in Puglia in Campania e in Toscana. Infine con una perfetta selezione di partecipanti andremo a Tokio a confrontarci con i professionisti d’oltre Oceano, dove ora si trova Mario Folliero per creare anche le basi della nostra presenza. Il nostro lavoro di pizzaiuoli come anche quello degli chef è già di per se un lavoro sacrificato, ma se ci impegniamo ancor più possiamo cogliere dei meriti, che ci danno il grande onore di aver trasmesso a chi viene e verrà dopo di noi un mestiere che è divenuto un’Arte che non deve sparire”. La giuria presieduta da Flavia Ferraro e dal gran maestro pizzaiuolo Luciano Sorbillo, titolare della nuova pizzeria “Pizz a’ Street” in vico Acitillo 33 al Vomero Napoli; composta da esperti professionisti del settore e molti altri maestri formatori UPTeR come, Evandro Taddei con la consorte Annamaria Petti ed altri a termine di una intera giornata di gare ha proclamato i vincitori per le varie categorie.

Il Super CampionePizzaiuolo dell’anno 2018” è il francese Raimondo Laurent seguito da Matteo Di Cosmo e Antonello Lombardi.

Per le varie categorie si sono classificati come di seguito:

Pizza dessertRaimondo Laurent, 2° Olivier Mazzadi, 3° Modestino Della Pia

Margherita docAntonio De Turris, 2° Mario Guarno, 3° Giuseppe Leopardi

Sapori del sudAntonello Lombardi, 2° Nicola Vecera, 3° Walter Di Nonno

Spaghetto d oroNunzia Tenace, 2° Aniello Del Pezzo, 3° Davide Battista

Calzone doc 1° Ciro Leopardi, 2° Ciro Romito, 3° Giuseppe Piccolo

EmergentiAlessio Ianno, 2° D’Apote Filomena, 3° Stefano Brunetti

No glutMatteo Di Cosmo, 2° Antonio Mazzilli, 3° Giuseppe Piccolo

Pizza frittaGianluca Rotoldo, 2° Giuseppe Di Meo, 3° Daniela D’Angelo

Giuseppe De Girolamo

 

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Sustable è la nuova realtà di Volla Sat, 17 Mar 2018 16:27:08 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473616.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473616.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Familiarità, convivialità e condivisione gli elementi portanti

Una panoramica visione di ottimi piatti, elaborazione di due grandi esperti di cucina e pizzeria, hanno costituito la presentazione, ad un ristretto numero di qualificati degustatori amici del buon gusto compresi alcuni qualificati giornalisti del settore, di poter esprimere un giudizio sull’evoluzione che fra non molto darà vita al cambiamento di tipologia di un locale che a Volla NA, già ottiene grandi successi con la pizza.

La conviviale cena organizzata dalla giornalista Brunella Cimadomo, che personalmente ha presentato questa nascente nuova realtà di via Filichito, 102  a Volla – Napoli, ha offerto una anticipazione di quello che con la prossima apertura di battenti diverrà la già nota pizzeria trasformata in un bistrot dove poter gustare particolari piatti legati alla pizza ed i suoi ingredienti. Il progetto grafico e tutta la comunicazione realizzata dall’anzidetta giornalista, con la sua BC Communication Services Srl., ha dato vita ad una serata dove sia lo Chef Giuseppe Daddio, firmatario della proposta gastronomica con la sua scuola Dolce& Salato, che il maestro pizzaiolo Salvatore Susta e la figlia Sara, che d’ora in poi insieme al papà, gestirà con le innovative idee il locale in via di completa trasformazione, hanno potuto ricevere i primi successi e consensi da parte dei particolari ospiti selezionati dalla Cimadomo, colei che con grande impegno ne sta determinando un particolare, piacevole, originale e singolare cambiamento evolutivo, che porterà l’insegna di “Sustable - La Tavola di Susta”. L’autrice del progetto Sustable ci chiarisce il cambiamento del locale dove ”La pizza si trasforma e diventa un piatto entrando nel menù con una cucina napoletana che è apprezzata in tutto il mondo e che quindi trova riscontro anche nel nuovo nome del locale “Sustable” sincrasi si Susta (cognome del titolare) e Table (trovando, appunto, una internazionalizzazione attraverso la pronuncia che può avvenire in lingua inglese o francese)”. La prima voce che abbiamo voluto ascoltare è stata quella di Salvatore Susta che afferma: ”Ho voluto, insieme a mia figlia, creare un locale che offra l’innovazione di essere diversi nella pizza offrendo una varietà di scelta al cliente per far sì che possa passare a tavola un momento diverso con una ottima accoglienza che da sempre riserviamo all’avventore, piatti unici a centro tavola, condivisi dai degustatori, con un senso di familiarità, convivialità e condivisione generale. Ad esempio, prima della pizza o al posto della stessa essi possono degustare una tiella di spaghetti con pomodoro e baccalà, questi ultimi, gli stessi ingredienti che potrebbero essere utilizzati per guarnire una pizza, fino a giungere al dolce prodotto dalla casa in modo da far assaporare tutto un menù fatto esclusivamente da noi”.  La voce passa a Sara, che asserisce di aver voluto “Coniugare la cucina con la pizza, e con il concetto di una gastronomia giudicabile, quella legata alla tradizione ed alla possibilità di giudizio da parte dell’avventore, offrendo momenti di convivio come ad esempio con il tianiello, la zuppetta e tutto ciò che è tradizione vera”. A Sara e Salvatore, fa eco il maestro Chef Giuseppe Daddio, che dice: “La cucina è un’arte non una improvvisazione, la mia presenza nel locale vollese, rappresenta un atto di affetto verso Salvatore Susta che ha frequentato i corsi della scuola Dolce& Salato, da me diretta fino a divenire attualmente anche un docente e formatore, che in questa sua attualmente pizzeria, ha già ottenuto notevoli apprezzamenti.  Collaboro nell’evoluzione che la figlia di Salvatore ha deciso di realizzare attraverso un abbinamento ed un perfetto equilibrio con un disco di pasta lievitata che è una pizza dettata da principi di una buona lievitazione insieme all’impiego di materie prime di ottima scelta e che può essere accompagnata dalla gastronomia su una pizza di pasta ben digeribile. In questa serata ideata per presentare in anteprima il progetto di -Sustable - La Tavola di Susta- è stato definito un concetto chiave, dove c’è una cucina che vuole significare la novità, senza abbandonare il concetto della pizza preesistente in questo locale che si trasforma in un bistrot. Coniugare Pizza e gastronomia elaborata da uno chef diviene un connubio che va interpretato anche come una perfetta merenda pane e companatico che ovviamente può attirare i palati solo se viene elaborato con ottime materie prime, ben abbinate, trasformando la pizza in un piatto. Il novo menù che prossimante si troverà in Sustable, offre quindi la possibilità dell’utilizzo degli stessi ingredienti occorrenti per la pizza per degustarli, a proprio piacimento, come insalata, trasferirli su un crostone o sceglierli come guarnizione di pizze gastronomiche che nulla hanno a che vedere con le ormai viste, riviste e stravolte gourmet. Un abbinamento dei prodotti della pizza con la cucina senza tradire la tradizione perché alcune tecniche innovative ritengo hanno lo scopo di valorizzare meglio quest’ultima. L’innovazione serve a spingere la tradizione, così come la tradizione serve a trascinarsi l’innovazione con le tecniche di cottura sotto vuoto, tecniche a bassa temperatura, tecniche di cottura delle cipolle sotto sale con l’utilizzo del forno a legna della pizza, l’olio e origano fatto a bocca di forno, i pomodori infornati ed altro, in pratica, un utilizzo sia degli ingredienti che dei mezzi di cottura, come il forno a legna della pizza, per ricordare le cotture di ieri”. Simpaticamente originale e creativa, è stata anche l’idea che Brunella Cimadomo ha messo in atto per verificare la rispondenza dei piatti gustati, anche al fine di stilare un menù che possa essere una reale espressione dei gusti del pubblico ed allo stesso tempo convincere sempre più gli artefici dei piatti sia pizza che di cucina che la comune idea oltre ad essere innovativa nel campo sia anche molto gradita dagli ospiti della tavola. Si è potuto gustare un menù comprendente: tre crostoni, uno con polpo, stracciatella di bufala ed una misticanza di insalatine, un altro con fagioli cannellini dente di morto di Acerra, cipolla ramata di Montoro cotta nel vino rosso e tonno cotto crudo ed poi ancora un crostone, orto crudo e cotto, con l’impiego di verdure di stagione marinate all’olio evo, erbe aromatiche ed vinsalatine. Dalla stessa mise en place, sono state tirate fuori delle pizze, una vegetariana e vegana, all’orto crudo e cotto, una pizza denominata “Onda di Mare” con fagioli cannellini, tonno e cipolla, mentre l’altra pizza con la burrata e polpo ha preso il nome di “Tavoliere” per omaggiare la Puglia. Poi è stato servito il “Tianiello” un concetto molto interessante che vuole diversificare la pizzeria di Salvatore e Sara Susta e offrire all’interno di questo bistrot tre primi piatti: tre spaghetti uno ai tre pomodori, uno con il polpo ed uno con baccalà in cassuola, una classica ricetta della tradizione. A proposito di baccalà, che attualmente è tanto richiesto, lo si è potuto provare in zuppa, sulla pizza e con lo gnocco, uno dei tre piatti di gnocchi un prodotto particolare del pastificio “Leonessa” dei quali ha trovato particolare attenzione nella degustazione quello saltato con ripieno di mozzarella ed i tre pomodori. A rendere fresco il palato ed anche per chi a tavola non vuole ingerire carboidrati, hanno fatto da contorno le varie insalatine composte che divengono piatto unico come la “Manzetto” degli straccetti di manzo spadellati a la minute per poi essere serviti con provolone del monaco ed una ricca insalata mista. Tra le numerose pizze degustate, oltre le classiche ricordiamo la “Tapen” con tartara di manzo pistacchio verde di Bronte e fior di latte di Agerola, o anche quella con fagioli, tonno messo in uscita e cipolla cotta nel vino rosso. Un piazzamento completato dal dessert, che in virtù delle esperienze avute sempre nella “Dolce &Salato”, Salvatore Susta produce in proprio anche con monoporzioni dando spazio alla pasticceria vegana e quella salutare con particolare attenzione a quella per i diabetici.

Giuseppe De Girolamo

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Il FUNGHETTO, l’oggetto del desiderio di tutti, diventa salato Thu, 15 Mar 2018 21:56:10 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473420.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473420.html redazione redazione NAPOLI - Nel 2016 nasceva uno dei prodotti che sarebbe divenuto in pochissimo tempo un cult culinario tutto campano, il Funghetto Sweet, l’unico e originale “mangia & bevi”. Grazie a quel suo aspetto stuzzicante e quelle sue forme sfacciate, oltre che con quei mix di gusti peccaminosi e invitati, si è trasformato in un vero e proprio l’oggetto del desiderio di tutti.

Ideato e lanciato dall’imprenditore Mariano Improta, alias Mr Funghetto, che lo ha portato al successo anche grazie a una creativa, innovativa e sempre geniale strategia di comunicazione marketing - ricordiamo agli esordi la diffusione della notizia di apertura con “uno spaccio di funghetti”- adesso, invece, con “Il Grande Chef (Antonio Gallo) napoletano mette le mani sul Funghetto!”, per la promozione della sua versione salata.

https://www.facebook.com/myfunghetto/videos/600099580338182/

La scelta di utilizzare una campagna di comunicazione simile, deriva dalla incontrollata nascita, in questi 2 anni, di decine e decine di ‘versioni copia’, tutte poco riuscite, del nostro Funghetto. Ovviamente, quando un prodotto funziona e riscuote un grande successo, è normale che tutti vogliano sfruttarne la scia - ci sta - ma bisogna sempre ribadire al pubblico quale sia la versione originale. È con questo spirito che abbiamo voluto giocare con una delle figure più iconiche dalla cucina italiana e napoletana (operazione riuscitissima, visto il riscontro della notizia e siamo sicuri che il Grande Chef non ce ne vorrà, anzi, per farci ‘perdonare’ abbiamo deciso di creare una versione dedicata a lui) lanciando il messaggio che: potranno anche esserci tante differenti versioni, ma resteranno sempre e solo dei ‘sosia’, come il nostro chef Antonio Gallo, perché di «Originale c’è solo il Funghetto!». 

Tornando invece all'idea del Funghetto Salato, questa versione nasce per completare il concept originario, per offrire ai clienti una scelta più ampia e soprattutto per sottolineare maggiormente che il nostro prodotto è un’alternativa, alla concezione classica del food e alla tradizione culinaria napoletana.” Racconta Mariano Improta.

In uno stile che mantiene inalterata la tendenza sfrontata e ‘sopra le righe’ del Funghetto Sweet, la versione salata promette un’esperienza di gusto altrettanto straordinaria e sempre alternativa. Si presenta ugualmente nella brocca brevettata e riconoscibile del Funghetto ma, propone un abbinamento di pasta nella caraffa e di pane casareccio ripieno, come copertura termica, in due versioni: Normì Purpè.

Come suggeriscono i nomi, il condimento richiama le famosissime ricette italiane della pasta alla norma (con sugo e melanzane) e dell’internazionale pasta al sugo con le polpette. L’originalità del prodotto è duplice, prima nell’azzardo dell’accostamento tra pasta e pane in un unico ‘piatto’, e poi, nel richiamo a una ‘scarpetta’, però anticipata.

Infatti, il panino è farcito con le polpette, nella versione Purpè, e con una parmigiana nella versione Normì, anticipando così la ‘scarpetta’ che solitamente avviene a fine pasto, proponendo così sempre un’alternativa, questa volta nella modalità di assaggio.

A quando il lancio del Funghetto Salato?

Il 21 marzo, mercoledì, al FUNGHETTO STORE, in via Michele Kerbaker n. 96, quartiere Vomero, dalle ore 21.30. In concomitanza con l’inizio della Primavera, in una corrispondenza tra il risveglio dal letargo invernale e il risveglio alternativo, con il Funghetto Salato, dal letargo delle solite proposte culinarie solo tradizionali. La serata vedrà l’alternarsi di personaggi noti, più o meno originali, e l’assaggio gratuito del prodotto ai primi 50 clienti, così da ribadire sempre più “L’Originalità del Funghetto!”.

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Recensione Kenwood Multipro Sense FPM800 Fri, 09 Mar 2018 19:16:56 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472619.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472619.html marketing-seo.it marketing-seo.it  Kenwood Multipro Sense FPM800 è un ottimo robot da cucina che offre prestazioni soddisfacenti per chi ha esigenze più professionali in cucina, tra i punti di forza di questo prodotti troviamo la potenza e la possibilità di selezionare diversi livelli di velocità.

È ideale per chi ha bisogno di un aiuto concreto durante la preparazione di ricette più elaborate, si tratta di un robot da cucina estremamente versatile grazie alla presenza di numerosi accessori.

Potenza e velocità

Per quanto riguarda la potenza, Kenwood Multipro Sense FPM800 ha un wattaggio di ben 1000 W, una caratteristica che lo rende un apparecchio molto utile nelle lavorazioni più lunghe e impegnative.

Anche le velocità a disposizione permettono di lavorare gli ingredienti a diversi livelli, ben otto, a cui si aggiunge il sistema di auto function, un’impostazione che regola automaticamente la velocità in baso alla funzione scelta e alla quantità e consistenza degli alimenti da lavorare.

Funzionalità e accessori

Questo robot da cucina è molto versatile proprio grazie ai numerosi accessori in dotazione, infatti, è possibile frullare, grattugiare, impastare, affettare, montare e fare spremute.

All’interno della confezione troviamo i seguenti accessori: dischi per affettare, dischi per grattugiare, lama impastatrice, disco per julienne, lama a S per triturare, sbattitore doppia frusta, contenitore da 3,5 l, frullatore, mini ciotola da 1,5l, spremiagrumi.

Ci sono anche altri accessori extra come la spatola e il contenitore porta accessori.

Dimensioni e praticità d’uso

Kenwood Multipro Sense FPM800 è un robot da cucina dalle dimensioni ridotte per cercare di limitare l’ingombro, il peso è di circa 10 kg, l’altezza di 40 cm e la larghezza di 23 cm, sono comunque misure abbastanza compatte rispetto ad altri modelli in commercio.

Ha una buona praticità d’uso, i piedini ancorano saldamente il robot al piano di lavoro, una caratteristica utilissima per chi ha bisogno di sfruttare al massimo la potenza di questo prodotto; è presente un vano raccogli cavo per non lasciare in bella vista il filo e un portaccessori, cioè un contenitore che serve a tenere ordinatamente i dischi in dotazione.

Inoltre, altri due aspetti da tenere in considerazione sono la semplicità di montaggio e smontaggio dei vari accessori e la facilità di reperire ricambi robot cucina Kenwood Multipro Sense FPM800 in caso di guasti o danneggiamenti.

Manutenzione

Ultimo aspetto da valutare è il fattore manutenzione, che si rivela essere davvero molto semplice su questo robot da cucina: i contenitori sono lavabili a mano e in lavastoviglie grazie alla qualità dei materiali e alla loro resistenza ai danni e usura.

Il frullatore è realizzato in vetro termoresistente e le ciotole sono in tritan, materiale resistente a urti e graffi e che quindi può essere lavato tranquillamente in lavastoviglie.

Tutto il corpo della macchina è in alluminio spazzolato e le lame in acciaio inox, tutti materiali che possono essere lavati anche a mano: il primo va pulito con un panno umido e sapone, mentre le lame possono essere inserite nella lavastoviglie con gli altri accessori in dotazione.

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Giornata di formazione per degustare e comunicare il vino come i professionisti internazionali - Colloquio con il sommelier Alessio Rozzi Thu, 08 Mar 2018 22:29:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472489.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472489.html L P R L P R
Giornata di formazione per degustare e comunicare il vino come i professionisti internazionali - Colloquio con il sommelier Alessio Rozzi


Il 7 aprile si terrà, nella sala degustazioni della cantina Lepa Vida di Osek, poco distante da Gorizia, un evento prezioso per i professionisti del vino.

Robert McNulty, docente certificato WSET, giudice per la rivista Decanter e autore di articoli e testi sul vino per varie testate, fra cui la BBC, guiderà una giornata di formazione per degustare il vino secondo i criteri internazionali. Criteri, diversi da quelli usati in Italia, che lo stesso McNulty insegna nei suoi seguitissimi corsi volti al superamento degli esami del Wine and Spirit Education Trust, probabilmente l’istituto di formazione sul vino più stimato al mondo.


Questo "seminario di degustazione" si svolgerà in inglese e trasmetterà ai partecipanti non solo il lessico per descrivere i vini in un’altra lingua, ma anche, e soprattutto, i criteri in base ai quali valutare il vino e le modalità per esprimerne efficacemente le caratteristiche.

Nelle sei ore di formazione (3 + 3, intervallate dal catering gourmet di un rinomato ristorante della zona) i 12 partecipanti degusteranno e discuteranno di 24 vini provenienti da tutto il mondo, tra spumanti, bianchi, rossi e fortificati.


Spiega Alessio Rozzi, sommelier e importatore di vino triestino dalla figura severa, che organizza l’evento :

“Io stesso pensavo che per comunicare il vino all’estero fosse sufficiente dire in inglese ciò che già sapevo, ma ho scoperto che non è così. All’estero si basano su un lessico più limitato, meno suggestivo, e che rimanda a parametri molto chiari. È un modo di esprimersi sicuramente meno poetico e creativo, e probabilmente limitativo in alcuni casi, ma è efficace ed è considerato il linguaggio degli esperti. Se con un interlocutore straniero descrivi un vino usando definizioni come ‘armadio della nonna’ o ‘copriletto della casa di campagna’, lo divertirai, ma di certo non gli darai l’impressione di essere un professionista serio e preparato”.


E lei lo è?
“Miro ad esserlo sempre di più” - prosegue l’ex-impiegato di una nota compagnia di navigazione che l’anno scorso, dopo diciassette anni, ha lasciato il posto a tempo indeterminato per sviluppare l’attività di importazione e distribuzione di vini - “per questo ho organizzato questo seminario di degustazione chiamando un insegnante di grandi competenza e capacità comunicativa, per imparare dal migliore cose che posso mettere in pratica subito per migliorarmi nel lavoro”.


La partecipazione all’evento costa duecentosettanta euro a persona e include il pranzo, fornito da un noto ristorante della zona di Nova Gorica perché, sempre secondo Alessio Rozzi, “lasciare ai partecipanti l’onere del pranzo avrebbe compromesso il clima di concentrazione e reso meno produttiva la giornata. Personalmente, se investo tanto tempo e tanto denaro in un corso, voglio farlo in modo da uscirne con il massimo bagaglio di competenze possibile, non mi interessa risparmiare venti euro portandomi un panino da casa e perdermi occasioni di confronto e crescita. Come non mi interessa, o almeno non per il medesimo scopo, partecipare a degustazioni con cinquanta persone, dispersive e frettolose”.


Conclude il flemmatico sommelier:
“Chi sa quanto costi organizzare un evento del genere - con un relatore qualificato che viene da fuori, una sala equipaggiata affittata in esclusiva, il catering (di qualità) incluso e, non ultimo, 24 vini diversi - e tiene presente che il costo è diviso tra soli 12 partecipanti, capisce che ho tenuto la quota di partecipazione molto bassa.
Il mio lavoro è importare e distribuire vino, non mi interessa guadagnare da questo corso, ma mi interessa avere la possibilità di frequentarlo”.

A giudicare dai soli tre posti ancora disponibili a circa un mese dall’evento, i professionisti del vino decisi ad accrescere le proprie competenze in campo internazionale sembrano d’accordo.



Per interviste e approfondimenti sulla giornata di formazione con Robert McNulty:
Alessio Rozzi
338.421.67.49
alessio@enotecaadriatica.com


--

​Lorenza PRavato
333.10.444.98


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La Ristorazione a OSPITI AL CENTRO - Sirmione 14 marzo 2018 Tue, 06 Mar 2018 23:45:47 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472073.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472073.html Marco Roveggio Marco Roveggio  

La ristorazione a OSPITI AL CENTRO



A Sirmione il primo appuntamento del laboratorio OSPITI AL CENTRO.

L'incontro è con imprenditori del settore turistico che vogliono lavorare sulle opportunità che l'ospitalità oggi può offrire attraverso una rete di professionalità che guardano l'ospite come il fulcro principale della propria eccellenza.

Oggi non si esce a cena per mangiare ma per vivere un'esperienza emozionale.” dice Paolo Toffanello di Ristoratori Straordinari “Non è più soltanto una questione tendenze food e di chef stellati ma si cercano delle esperienze memorabili che devono essere considerate nell'organizzazione del ristorante eccezionale”.



Il partecipante sarà accompagnato passo dopo passo nell'esperienza del cliente: come nasce, com'è vissuta e come viene trasmessa. Questo percorso permetterà di valutare autonomamente 5 elementi strategici:

  • Ospitalità

  • Territorio

  • La camera in salute

  • L'esperienza memorabile

  • Sostenibilità

L'appuntamento di Sirmione, il prossimo 14 marzo dalle ore 14:30 presso la sede degli Alpini, è pensato per stimolare una riflessione operativa per le imprese del turismo locale che sono parte di un settore unico in Italia ad avere un trend di crescita positivo.

La ristorazione italiana è settore trainante la filiera agro-alimentare, terzo mercato europeo per volume d'affari: 83 miliardi di euro è quanto gli italiani hanno speso per mangiare fuori casa (fonte Fipe 2018). Questi dati non spiegano purtroppo il tournover negativo -11.200 è infatti il numero d'imprese della ristorazione che non hanno riaperto nel 2017.

L'iniziativa ha lo scopo di tradurre concretamente i segnali incoraggianti cercando d'innovare e controllare i numeri dell'impresa perché queste sono le basi di ogni nuovo investimento nel settore.



Valido per l'aggiornamento in materia di sicurezza.

 

Info su: www.altravia.online

 

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Il Grande Chef napoletano mette le mani sul FUNGHETTO STORE? Mon, 05 Mar 2018 23:24:27 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471937.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471937.html redazione redazione NAPOLI – Notizia bollente fatta trapelare da persone molto vicine alloChef Napoletano. Sembra infatti che, l’amato e tanto acclamato Grande Chef sia in trattativa con Mr. Funghetto, alias Mariano Improta, per l’acquisizione di quote societarie del FUNGHETTO STORE, sito in via Michele Kerbaker n. 96, nel quartiere Vomero.

Le voci confermano la volontà del Grande Chef di voler mettere le mani sul prodotto più innovativo del panorama culinario campano e di apportare alcune modifiche al format: con l’inserimento di una selezione di idee salate che completerebbero il concept originario, per un’offerta più ampia che spazierebbe così, dal dolce al salato.

Il progetto in franchising infatti – nato dalla geniale intuizione dell’imprenditore Mariano Improta – offre l’opportunità di vivere un’esperienza dolciaria sempre nuova, dominata dalla filosofia dell’”Alternative food & drink” che presenta in chiave moderna prodotti a marchio combinati e immessi sul mercato per stupire occhi e palato dei clienti. Il format è in definitiva un contenitore di idee dolci che con l’aiuto e la maestria del Grande Chef e l’inserimento delle sue idee salate, farà vivere ancor di più un’esperienza completa del tutto diversa dal food tradizionale a cui si è abituati.

Come già accaduto con il “funghetto sweet” l’inimitabile idea dell’imprenditore Mariano Improta,l’unico e originale “mangia & bevi”, acclamato da famiglie, giovani napoletani e non solo, che offre l’opportunità di gustare una bevanda, calda o fredda, attraverso un caldo muffin farcito con l’ausilio di una cannuccia.

A breve quindi, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarà il lancio di un nuovo prodotto salato creato dal Grande Chef e dei dolci di Mr. Funghetto a completare l’opera. Non resta che attendere e stare a vedere cosa realmente combineranno queste due icone partenopee.

Di certo un dubbio amletico si insinua: “Chissà che la stella persa sulla 63esima ‘Guida Michelin Italia’ dallo chef stellato Carlo Cracco – per il cambio di location del suo ristorante a Milano – passi, per magia, a Napoli, magari atterrando su di un goloso “funghetto”, un po’ come quel punto in ‘Serie A’ che passa, di settimana in settimana, tra le prime due squadre capolista, Juve e Napoli.”

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Il Grande Chef napoletano mette le mani sul FUNGHETTO STORE? Mon, 05 Mar 2018 23:23:57 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471936.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471936.html redazione redazione NAPOLI – Notizia bollente fatta trapelare da persone molto vicine alloChef Napoletano. Sembra infatti che, l’amato e tanto acclamato Grande Chef sia in trattativa con Mr. Funghetto, alias Mariano Improta, per l’acquisizione di quote societarie del FUNGHETTO STORE, sito in via Michele Kerbaker n. 96, nel quartiere Vomero.

Le voci confermano la volontà del Grande Chef di voler mettere le mani sul prodotto più innovativo del panorama culinario campano e di apportare alcune modifiche al format: con l’inserimento di una selezione di idee salate che completerebbero il concept originario, per un’offerta più ampia che spazierebbe così, dal dolce al salato.

Il progetto in franchising infatti – nato dalla geniale intuizione dell’imprenditore Mariano Improta – offre l’opportunità di vivere un’esperienza dolciaria sempre nuova, dominata dalla filosofia dell’”Alternative food & drink” che presenta in chiave moderna prodotti a marchio combinati e immessi sul mercato per stupire occhi e palato dei clienti. Il format è in definitiva un contenitore di idee dolci che con l’aiuto e la maestria del Grande Chef e l’inserimento delle sue idee salate, farà vivere ancor di più un’esperienza completa del tutto diversa dal food tradizionale a cui si è abituati.

Come già accaduto con il “funghetto sweet” l’inimitabile idea dell’imprenditore Mariano Improta,l’unico e originale “mangia & bevi”, acclamato da famiglie, giovani napoletani e non solo, che offre l’opportunità di gustare una bevanda, calda o fredda, attraverso un caldo muffin farcito con l’ausilio di una cannuccia.

A breve quindi, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarà il lancio di un nuovo prodotto salato creato dal Grande Chef e dei dolci di Mr. Funghetto a completare l’opera. Non resta che attendere e stare a vedere cosa realmente combineranno queste due icone partenopee.

Di certo un dubbio amletico si insinua: “Chissà che la stella persa sulla 63esima ‘Guida Michelin Italia’ dallo chef stellato Carlo Cracco – per il cambio di location del suo ristorante a Milano – passi, per magia, a Napoli, magari atterrando su di un goloso “funghetto”, un po’ come quel punto in ‘Serie A’ che passa, di settimana in settimana, tra le prime due squadre capolista, Juve e Napoli.”

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Pizza one day : un giorno da pizzaiolo Wed, 28 Feb 2018 18:44:00 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471513.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471513.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet

Il corso di pizzaiolo One  day, è una  offerta organizzata dalla Scuola Professionale Pizzaioli Gourmet con lo scopo di avvicinare  le persone  al vero mondo del Pizzaiolo. Uno staff di insegnanti Professionisti   seguiranno passo a passo tutte le varie fasi  dai brevi cenni teorici, a come si ottiene un impasto a mano e a macchine per poi passare alle aperture e alla cottura con i ritmi e le tempistiche di una vera pizzeria. Il corso si svolge in un VERO ambiente lavorativo per permettere all'allievo di cimentarsi con una vera esperienza sul  posto di lavoro.

 

A CHI è RIVOLTO

 

Il percorso è aperto a tutti   di qualsiasi età e non necessita alcuna esperienza pregressa  o abilità. I nostri fruitori sono per lo più persone che vogliono  capire da vicino  come si svolge un lavoro  dove la manualità è molto importante e vogliono assaporare il piacere di creare qualcosa   con le proprie mani. Dal direttore di banca alla massaia, dall'appassionato di cucina allo studente che si accinge a partire per l'erasmus, tutti  accumunati della voglia di "mettersi in gioco" e valutare le proprie capacità sfruttando un'occasione  unica e creata a dovere. I feed back sono sempre stati molto positivi e qualcuno ha  fatto di questa esperienza la propria professione diventando , dopo una maggiore  formazione e con l'ausilio dei corsi organizzati dalla Scuola Pizzaioli Gourmet,un vero pizzaiolo. Se la pizza è un'arte noi formiamo gli artisti.

PROGRAMMA

Lezione di  4 ore  singola

Cenni teorici sulle lievitazioni

Come si ottiene un impasto  diretto a macchina e a mano

La preparazione della linea ingredienti

Le farciture

Pratica di apertura dischi

Pratica di  infornata

Come ci si muove in una pizzeria

La pizza Gourmet

 

COSA OFFRIAMO

 

Nozioni  di   teoria con dispense

Materie prime

Utilizzo attrezzature professionali

Divisa

Copertura  assicurativa

Attestato " Pizzaiolo  one Day "






Stefano  Broch
         ceo

Cellulare  :         392 4619390
web        :          www.scuolapizzaioligourmet.it

seguici  su :                 https://www.facebook.com/scuolapizzaioligourmet/            



          
        

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Pizzaioli e Panificatori sono i mestieri più richiesti in Italia ed all'Estero. Scuole e corsi con lavoro " Garantito" Wed, 28 Feb 2018 18:41:05 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471511.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471511.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet
Pizzaioli e Panificatori  sono i mestieri più richiesti in Italia ed all'Estero. Scuole e corsi con lavoro " Garantito"

Anche il 2107 è stato un anno positivo per il settore  Food  confermando la crescita  di nuovi posti di lavoro. Solo nel settore pizzerie e pizzerie asporto la domanda è stata crescente e le assunzioni a tempo indeterminato si sono moltiplicate ( dati Elka - Venezia).
Trovare  personale  già formato diventa molto difficile e spesso le aziende  delegano a corsi di formazione questo  compito impegnativo, poichè  per formare un primo pizzaiolo autonomo sono necessarie  moltissime ore di accurato insegnamento , cosa troppo onerosa  per i titolari di imprese e molto spesso il lavoro  serale e nei festivi scoraggia una gran parte di  candidati.

Moltissime opportunità e offerte arrivano anche dall'estero, dove la figura del pizzaiolo  Italiano è ancora richiestissima poichè sinonimo di qualità ed eccellenza .Alcune scuole garantiscono ai propri allievi un lavoro " certo" alla fine del percorso didattico tanto da  comprendere, nel pacchetto,  l'offerta di almeno  3  possibilità lavorative selezionate.

Insomma  il lavoro anti-crisi  esiste  e il primo step necessario è  frequentare  un corso professionale- come ci dice Stefano Broch direttore della Scuola Pizzaioli Gourmet - ogni anno formiamo decine di nuovi allievi e li aiutiamo seguendoli nel loro percorso di inserimento lavorativo passo a passo. Norvegia, Finlandia, Francia  sono  i paesi dai quali provengono le maggiori richieste di personale ma che spesso non riusciamo a  fornire.Diventare pizzaiolo è alla portata di tutti e quando si lavora in una pizzeria  facendo 2-300 pizze a sera  si impara velocemente 
Stefano  Broch
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Corso Pizzaiolo Bologna Wed, 28 Feb 2018 18:37:22 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471507.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471507.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet

Inizierà mercoledì 7 marzo 2018 il  Corso per Pizzaioli organizzato dall ISCOM di Bologna in collaborazione con la Scuola di formazione Professionale Pizzaioli “GOURMET “ .

Il programma didattico prevede 212 ore di corso suddivise in 52 ore di aula e laboratorio pratico e 160 ore di stage.  Partendo dalle nozioni base , porteranno l’allievo ad una completa autonomia di questa professione così richiesta in Italia e all’estero.

Il corso, che si terrà nella sede dell’ ISCOM �“Bologna in via Cesare Gnudi,5 il mercoledì e il venerdì dalle ore 09:00 alle ore 14:00 per cinque  settimane, successivamente  lo stage lavorativo di 160 ore presso una pizzeria con orario da concordare con il corsista  .

Partendo dagli impasti base si arriverà alla completa gestione di tutti i segreti per svolgere correttamente il lavoro di PRIMO PIZZAIOLO.

 

COSA RICEVERETE :

 

  • Copertura assicurativa
  • Dispense (schede riassuntive,opuscoli attrezzature-farine)
  • Materie prime
  • Utilizzo di attrezzature professionali di altissimo livello
  • Attestato di profitto finale
  • Consulenza post- corsuale
  • Assistenza allo stage
  • Attestato HACCP

 

 

PROGRAMMA

 

 

 

  • Teoria -storia della pizza
  • Composizione della farina- materie prime
  • Haccp-norme igienico-sanitarie
  • Le attrezzature Professionali
  • Impasto diretto �“ farine speciali -aggiunte all'impasto-lievitazione e maturazione
  • Aggiunte alle farine e grani antichi �“ digeribilità delle farine
  • Stesura/apertura panetti -tecniche di velocizzazione
  • Tempi di cottura gestione della temperatura
  • Derivati della panificazione (bruschette, calzoni, panini, piadine, crescioni, )
  • Merceologia
  • Gli ingredienti
  • La preparazione della “linea ingredienti”-ingredienti bio -
  • Pizza Gourmet : il nuovo modo di fare la pizza - scelta ingredienti-abbinamento-aspetto visivo e cromia-presentazione/decorazione e  bilanciamento gusti.
  • Al termine e previo il superamento di un esame, sarà rilasciato un attestato di frequenza idoneo anche per aprire una pizzeria in Italia e all’estero.

Stefano  Broch
         ceo

Cellulare  :         392 4619390
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Corso Pizzaiolo Bologna Wed, 28 Feb 2018 18:36:23 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471467.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471467.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet Inizierà mercoledì 7 marzo 2018 il  Corso per Pizzaioli organizzato dall ISCOM di Bologna in collaborazione con la Scuola di formazione Professionale Pizzaioli “GOURMET “ .

Il programma didattico prevede 212 ore di corso suddivise in 52 ore di aula e laboratorio pratico e 160 ore di stage.  Partendo dalle nozioni base , porteranno l’allievo ad una completa autonomia di questa professione così richiesta in Italia e all’estero.

Il corso, che si terrà nella sede dell’ ISCOM –Bologna in via Cesare Gnudi,5 il mercoledì e il venerdì dalle ore 09:00 alle ore 14:00 per cinque  settimane, successivamente  lo stage lavorativo di 160 ore presso una pizzeria con orario da concordare con il corsista  .

Partendo dagli impasti base si arriverà alla completa gestione di tutti i segreti per svolgere correttamente il lavoro di PRIMO PIZZAIOLO.

 

COSA RICEVERETE :

 

  • Copertura assicurativa
  • Dispense (schede riassuntive,opuscoli attrezzature-farine)
  • Materie prime
  • Utilizzo di attrezzature professionali di altissimo livello
  • Attestato di profitto finale
  • Consulenza post- corsuale
  • Assistenza allo stage
  • Attestato HACCP

 

 

PROGRAMMA

 

 

 

  • Teoria -storia della pizza
  • Composizione della farina- materie prime
  • Haccp-norme igienico-sanitarie
  • Le attrezzature Professionali
  • Impasto diretto – farine speciali -aggiunte all'impasto-lievitazione e maturazione
  • Aggiunte alle farine e grani antichi – digeribilità delle farine
  • Stesura/apertura panetti -tecniche di velocizzazione
  • Tempi di cottura gestione della temperatura
  • Derivati della panificazione (bruschette, calzoni, panini, piadine, crescioni, )
  • Merceologia
  • Gli ingredienti
  • La preparazione della “linea ingredienti”-ingredienti bio -
  • Pizza Gourmet : il nuovo modo di fare la pizza - scelta ingredienti-abbinamento-aspetto visivo e cromia-presentazione/decorazione e  bilanciamento gusti.
  • Al termine e previo il superamento di un esame, sarà rilasciato un attestato di frequenza idoneo anche per aprire una pizzeria in Italia e all’estero.
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