Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Mon, 23 Apr 2018 23:09:30 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/1 Fermentum: Meeting nazionale su pasta madre e lievitazioni naturali Mon, 26 Mar 2018 11:10:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474397.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474397.html luca pagni luca pagni

FERMENTUM
prima grande kermesse sulle lievitazioni naturali

Circa un anno fa una decina di panificatori amatoriali sono passati dalla condivisione virtuale nei gruppi facebook all'amicizia reale, dando vita a “94° al cuore”, un'associazione che ha come mission la sensibilizzazione del pubblico all'uso consapevole di farine e lieviti, sia con l'organizzazione di corsi pratici, sia con la realizzazione di grandi eventi in cui si  apra un dibattito serrato su metodi e caratteristiche dei metodi di lievitazione degli impasti.

Lo stesso nome scelto per l'associazione la dice lunga sulla passione che li accomuna: 94° al cuore perché quella è la temperatura a cui si sforna qualunque lievitato.

Dalla costituzione ad oggi l'associazione si è dotata di un gruppo facebook e di una pagina che portano il medesimo nome ed ha organizzato contest, concorsi, eventi e corsi per amatoriali con diversi maestri.

Ma veniamo all'oggi: il sogno del Presidente di 94° al cuore era da tempo quello di dar vita ad una grande kermesse in cui Maestri qualificatissimi facessero docenza sui metodi seguiti.

L'evento “Fermentum – incontri e confronti” nasce così, da un sogno condiviso che è diventato obiettivo di tutti.

Il taglio della manifestazione è quello tipico del meeting per la spaziosità delle sale a disposizione, ma anche del corso, perché ogni maestro terrà un proprio show cooking dimostrando le proprie teorie con un impasto, visibile alla platea dal grande schermo della sala.

Sono stati accuratamente scelti maestri di livello altissimo, diversi fra loro per poter dibattere, ma assimilabili per caratteristiche di serietà, passione ed impegno per ciò che fanno. Ecco dunque Elena Lipetskaia, tecnologa degli alimenti e coautrice con il Maestro Piergiorgio Giorilli di due famosi capisaldi della panificazione italiana, ragionare con Giambattista Montanari, autore di quel testo eccezionale – quale “pH 4.1 Scienza e Artigianalità della Pasta Lievitata, premiato come il miglior testo professionale di pasticceria al mondo.

Ecco ancora Ezio Marinato, Gabriele Bonci e Cristian Zaghini trattare argomenti di attualità assoluta, quali le fermentazioni spontanee e la stabilizzazione dei lieviti selvaggi, il tutto applicato a pane, pizza e a tutto il mondo dei lievitati in genere.

Uno spazio specifico e qualificatissimo è riservato, in questo mondo del mangiar correttamente, all'intervento di Francesco Favorito, che tratterà della lievitazione gluten free ed in generale degli alimenti “sani”.

Per finire con Giovanni Gandino, che chiuderà il cerchio trattando delle caratteristiche delle farine e del loro ottimale utilizzo.

L'intero convegno sarà moderato dal prof. Carlo Di Cristo, biologo docente universitario, nonché fondatore di Soulcrumbs, un marchio che sta avendo grandissimo successo a Napoli con una innovativa formula che vede il pane non come alimento di accompagnamento, ma come protagonista del pasto.

C'è tanta carne al fuoco in questo meeting, tant'è che si sta registrando da parte degli organizzatori una grande partecipazione di professionisti del settore, particolarmente interessati al dibattito che potrà scaturire dai tanti argomenti trattati.

Il 21 e 22 aprile 2018 a Roma, nel Centro congressi dell'Hotel Pineta Palace & congress Centre in Via San Lino Papa, 35 (zona Aurelia Pineta Sacchetti/Battistini),  i lavori si svolgeranno secondo il seguente programma:

Sabato 21 aprile 2018

https://www.facebook.com/events/391527214621429/?event_time_id=391527217954762



ore 8,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
ore 9,00 Introduzione ai lavori del convegno
Prof. Carlo Di Cristo
ore 10,30 Relazione
La pasta madre e il gluten free: la salute a tavola
Maestro Francesco Favorito
ore 12,00 Show cooking del Maestro Favorito
ore 13,00 Pausa pranzo
ore 14,00 Relazione
La pizza e la lievitazione lenta: pasta madre, biga e poolish
Maestro Cristian Zaghini
ore 15.30 Show Cooking del Maestro Zaghini
ore 16,30 Relazione
Il mondo delle fermentazioni
Maestro Gabriele Bonci
ore 18,00 Show cooking del Maestro Bonci
ore 19.00 Fine lavori prima giornata


Domenica 22 aprile 2018
https://www.facebook.com/events/391527214621429/?event_time_id=391527221288095


 
ore 9,00 Relazione
Tecniche di gestione e mantenimento della pasta madre.
Impasti a caldo. Farine particolari
Dott.ssa Elena Lipetskaia
ore 10,30 Show cooking della Dott.ssa Lipetskaia
ore 11,30 Relazione
I lieviti naturali: specificità, gestione e loro utilizzo in relazione ai prodotti che si vogliono ottenere.
Grandi lievitati
Maestro Giovambattista Montanari
ore 13,00 Show cooking del Maestro Montanari
ore 14,00 Pausa pranzo
ore 14,30 Relazione
Lieviti, batteri, fermenti: la pasta madre e le lievitazioni spontanee
Maestro Ezio Marinato
ore 16,00 Show cooking del Maestro Marinato
ore 17,00 Relazione
Le farine: tipologie, forza, p/l e loro utilizzo negli impasti
Maestro Giovanni Gandino
ore 18,30 Show cooking del Maestro Gandino
ore 19,30 Saluto e chiusura dei lavori

Nella cartellina che sarà consegnata ai partecipanti saranno contenute due ricette – di cui una dimostrata durante lo show cooking – per ognuno dei Maestri intervenuti.

Gli interventi saranno registrati su supporto informatizzato e potranno essere acquistati in loco.

Durante tutto l'evento si potrà avere, previa preventiva richiesta via mail, una dose di pasta madre di uno dei Maestri a scelta.

Al termine dell'evento saranno messe in palio, fra tutti coloro che avranno partecipato al meeting, n. 2 giacche firmate da tutti i Maestri.

 

Fermentum


Il costo dell'evento per le due giornate è di euro 94,00.
Nel costo del meeting sono compresi anche i due pasti (lunch box).

 


Per ogni contatto occorre scrivere alla e-mail: info@novantaquattroalcuore.it

 

 

 

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Successo a Campobasso per l’evento UPTeR Thu, 22 Mar 2018 20:44:22 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474196.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/474196.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Il francese Raimondo Laurent, proclamato Pizzaiuolo dell’anno 2018

Il programma di impegni per la valorizzazione della pizza che l’UPTeR conduce con la famiglia Folliero e che riscuote sempre più successi in Italia e nel mondo, anche in questa occasione della ventesima edizione del “Pizzaiolo dell’anno” non ha mancato di cogliere consensi e partecipazioni da parte il un significativo numero di pizzaiuoli che sono anche partecipi dell’evoluzione dell’Upter. Ad ospitare le gare per l’assegnazione del trofeo di XX Pizzaiuolo dell’anno, è stato il ristorante –pizzeria “Da Tony” in Contrada Colle Delle Api a Campobasso, del quale è titolare il maestro formatore UPTeR Antonio Di Lieto che con i suoi familiari hanno messo a punto un’organizzazione perfetta di arredamento della più grande sala del ristorante con forni, tavolo giuria, poltrone per gli spettatori e stand per alcuni sponsor. Fra gli sponsor ricordiamo la famosa farina Caputo per la quale era presente con la consorte uno dei titolari del Mulino Carmine Caputo, l’azienda conserviera “La Torrente” famosa nel mondo per i suoi pomodori, i Forni artigianali “M P” con la partecipazione anche del titolare il titolare Pilla Michele di Mirabello Sannitico CB, poi la scuola Pizza Style che l’UPTeR ha creato per corsi amatoriali e professionali sulla materia pizza ed altro. A questi vanno aggiunti sponsor minori come il liquorificio artigianale “Belmonte” di Montenero di Bisaccia CB e Luigi Popolo di Caivano NA con “Italcanapa” che ha presentato i prodotti birra, olio, farina, pasta e biscotti di canapa.

Al presidente dell’UPTeR Alfredo Folliero abbiamo rivolto il microfono per sentire dal vivo quelli che sono gli intendimenti e le aspirazioni che porta avanti questo sodalizio, realizzato da lui che è ora presidente, e che con il figlio Mario che è il direttore generale sta ottenendo sempre maggiori affermazioni in Italia e nel mondo, senza dimenticare l’attiva partecipazione che tutta la famiglia dedica a questo sviluppo con la consorte di Afredo , Flavia Ferraro, discepolo di Auguste Escoffier, e tutti gli altri figli Augusto, Tiziana e Daniela. Alfredo Folliero ci ha detto: “Facciamo tanto per il mondo pizza, impegnandoci a pieno e con grade passione da mattino a sera, per dare qualità, professionalità con semplicità e al tempo stesso lavoriamo nel nostro locale -Folliero- dove presentiamo un Food napoletano con pizza, friggitoria e tutto quello che è sinonimo di pizza napoletana. Poi facciamo alta formazione che vuol dire formazione di qualità per qualificare al meglio questa categoria che vanta tanti bravissimi ragazzi. Abbiamo visto oggi, che questi bravi pizziuoli vengono anche da tanto lontano quando si organizza qualcosa di buono, e vuol dire che scelgono i campionati con quella serietà professionale nei quali si confrontano fra di loro per conquistare una coppa, un trofeo o magari il solo portare a casa un attestato di partecipazione che certamente costituisce un vanto essendo questa Upter una organizzazione riconosciuta in campo mondiale. Stiamo vedendo, io che sono il presidente, ma anche i qualificati e selezionati giurati da me scelti per giudicare i pizzaiuoli in gara che questi gareggianti si impegnano sempre più per una qualità del prodotto che elaborano con un salto di qualità di questa categoria, vediamo degli abbinamenti gastronomici, preparati con accurata selezione, giuste lievitazioni di pasta per le pizze con farine di qualità indipendentemente dal molino preferito e tutte queste cose belle citate devono essere curate affinchè possano essere sempre più valorizzate e non distrutte. E’ proprio questo il nostro impegno come Upter perché rappresenta un patrimonio di questi artisti, proprio come affermava il prof. Mario, mio papà, quando parlava di questi ragazzi in pizzeria dicendo sono veri artisti. Se i giovani del mio papà erano miei coetanei e potevano essere vantati, siamo orgogliosi che i nostri attuali giovani possono essere ancor più elogiati per l’impegno che profondono in quest’Arte e cito mio figlio Augusto che a San Diego sta divulgando la formazione italiana della pizza napoletana con grandi consensi. Ha appena terminato con Gambero Rosso due step uno a Los Angeles ed Un Altro a San Francisco. Anche l’atro mio figlio Mario direttore generale dell’UPTeR è partito per Tokio dove si svolge un festival dei prodotti mediterranei di qualità. La nostra associazione attualmente conta 30 istruttori in tutte le regioni dello stivale, stiamo creando le basi anche in altre nazioni e continenti per formare le nuove leve che siano bravi professionisti.

Cerchiamo di lavorare per dare un esempio di qualità e professionalità in primis io stesso che ancora lavoro sul banco per la preparazione di pizze cercando si trasmettere quelle nozioni che ho ricevuto nei miei anni giovanili. Ho avuto la fortuna di inculcare questi miei saperi nei giovani e lotto con ancor più gioia quando vedo dei ragazzi che si esaltano dietro i banchi di lavoro, ma che non sono ancora preparati perché a domande tecniche non sanno rispondere e non so di chi sia la colpa di questa loro ignoranza in materia. Ritengo che qualsiasi associazione con in primis il presidente ed i dirigenti non possono solo vantarsi di essere dei grandi maestri, ma dovrebbero sentire la necessità di formare nuove leve, sedersi ad un tavolo e discutere con attenzione giuste finalità e l’impegno di formazione da attuare verso i giovani pizzaiuoli. A questa manifestazione partecipano pizzaiuoli di tante regioni d’Italia, ma anche dall’estero dove tanti professionisti ci seguono e sono ragazzi bravissimi che non hanno presunzione. Vedo dei lavori che preparano con tanta passione che aimè invece coloro che lavorano in note pizzerie non posseggono. Il nostro campionato è aperto a tutti i pizzaiuoli di qualsiasi località dell’Italia e del mondo, iscritti a qualsiasi associazione ed è quindi chiaro che la partecipazione di così numerosi gareggianti a questo trofeo rappresenta per noi un vanto ed uno sprono perché i numeri degli iscritti alle gare parlano chiaro e sono inconfutabili. Vuol dire che questi ragazzi sanno e vogliono scegliere gare ed associazioni che le organizzano dando qualità e professionalità. Il calendario dei nostri eventi, che anticipa quello clou d’ogni anno il “Pizza World Cup 2018” che si svolgerà il 9 e 10 ottobre, prevede tra un mese e mezzo la Coppa Italia, poi la Coppa Mediterranea e poi la Coppa Europea molto probabilmente in Puglia in Campania e in Toscana. Infine con una perfetta selezione di partecipanti andremo a Tokio a confrontarci con i professionisti d’oltre Oceano, dove ora si trova Mario Folliero per creare anche le basi della nostra presenza. Il nostro lavoro di pizzaiuoli come anche quello degli chef è già di per se un lavoro sacrificato, ma se ci impegniamo ancor più possiamo cogliere dei meriti, che ci danno il grande onore di aver trasmesso a chi viene e verrà dopo di noi un mestiere che è divenuto un’Arte che non deve sparire”. La giuria presieduta da Flavia Ferraro e dal gran maestro pizzaiuolo Luciano Sorbillo, titolare della nuova pizzeria “Pizz a’ Street” in vico Acitillo 33 al Vomero Napoli; composta da esperti professionisti del settore e molti altri maestri formatori UPTeR come, Evandro Taddei con la consorte Annamaria Petti ed altri a termine di una intera giornata di gare ha proclamato i vincitori per le varie categorie.

Il Super CampionePizzaiuolo dell’anno 2018” è il francese Raimondo Laurent seguito da Matteo Di Cosmo e Antonello Lombardi.

Per le varie categorie si sono classificati come di seguito:

Pizza dessertRaimondo Laurent, 2° Olivier Mazzadi, 3° Modestino Della Pia

Margherita docAntonio De Turris, 2° Mario Guarno, 3° Giuseppe Leopardi

Sapori del sudAntonello Lombardi, 2° Nicola Vecera, 3° Walter Di Nonno

Spaghetto d oroNunzia Tenace, 2° Aniello Del Pezzo, 3° Davide Battista

Calzone doc 1° Ciro Leopardi, 2° Ciro Romito, 3° Giuseppe Piccolo

EmergentiAlessio Ianno, 2° D’Apote Filomena, 3° Stefano Brunetti

No glutMatteo Di Cosmo, 2° Antonio Mazzilli, 3° Giuseppe Piccolo

Pizza frittaGianluca Rotoldo, 2° Giuseppe Di Meo, 3° Daniela D’Angelo

Giuseppe De Girolamo

 

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Sustable è la nuova realtà di Volla Sat, 17 Mar 2018 16:27:08 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473616.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473616.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Familiarità, convivialità e condivisione gli elementi portanti

Una panoramica visione di ottimi piatti, elaborazione di due grandi esperti di cucina e pizzeria, hanno costituito la presentazione, ad un ristretto numero di qualificati degustatori amici del buon gusto compresi alcuni qualificati giornalisti del settore, di poter esprimere un giudizio sull’evoluzione che fra non molto darà vita al cambiamento di tipologia di un locale che a Volla NA, già ottiene grandi successi con la pizza.

La conviviale cena organizzata dalla giornalista Brunella Cimadomo, che personalmente ha presentato questa nascente nuova realtà di via Filichito, 102  a Volla – Napoli, ha offerto una anticipazione di quello che con la prossima apertura di battenti diverrà la già nota pizzeria trasformata in un bistrot dove poter gustare particolari piatti legati alla pizza ed i suoi ingredienti. Il progetto grafico e tutta la comunicazione realizzata dall’anzidetta giornalista, con la sua BC Communication Services Srl., ha dato vita ad una serata dove sia lo Chef Giuseppe Daddio, firmatario della proposta gastronomica con la sua scuola Dolce& Salato, che il maestro pizzaiolo Salvatore Susta e la figlia Sara, che d’ora in poi insieme al papà, gestirà con le innovative idee il locale in via di completa trasformazione, hanno potuto ricevere i primi successi e consensi da parte dei particolari ospiti selezionati dalla Cimadomo, colei che con grande impegno ne sta determinando un particolare, piacevole, originale e singolare cambiamento evolutivo, che porterà l’insegna di “Sustable - La Tavola di Susta”. L’autrice del progetto Sustable ci chiarisce il cambiamento del locale dove ”La pizza si trasforma e diventa un piatto entrando nel menù con una cucina napoletana che è apprezzata in tutto il mondo e che quindi trova riscontro anche nel nuovo nome del locale “Sustable” sincrasi si Susta (cognome del titolare) e Table (trovando, appunto, una internazionalizzazione attraverso la pronuncia che può avvenire in lingua inglese o francese)”. La prima voce che abbiamo voluto ascoltare è stata quella di Salvatore Susta che afferma: ”Ho voluto, insieme a mia figlia, creare un locale che offra l’innovazione di essere diversi nella pizza offrendo una varietà di scelta al cliente per far sì che possa passare a tavola un momento diverso con una ottima accoglienza che da sempre riserviamo all’avventore, piatti unici a centro tavola, condivisi dai degustatori, con un senso di familiarità, convivialità e condivisione generale. Ad esempio, prima della pizza o al posto della stessa essi possono degustare una tiella di spaghetti con pomodoro e baccalà, questi ultimi, gli stessi ingredienti che potrebbero essere utilizzati per guarnire una pizza, fino a giungere al dolce prodotto dalla casa in modo da far assaporare tutto un menù fatto esclusivamente da noi”.  La voce passa a Sara, che asserisce di aver voluto “Coniugare la cucina con la pizza, e con il concetto di una gastronomia giudicabile, quella legata alla tradizione ed alla possibilità di giudizio da parte dell’avventore, offrendo momenti di convivio come ad esempio con il tianiello, la zuppetta e tutto ciò che è tradizione vera”. A Sara e Salvatore, fa eco il maestro Chef Giuseppe Daddio, che dice: “La cucina è un’arte non una improvvisazione, la mia presenza nel locale vollese, rappresenta un atto di affetto verso Salvatore Susta che ha frequentato i corsi della scuola Dolce& Salato, da me diretta fino a divenire attualmente anche un docente e formatore, che in questa sua attualmente pizzeria, ha già ottenuto notevoli apprezzamenti.  Collaboro nell’evoluzione che la figlia di Salvatore ha deciso di realizzare attraverso un abbinamento ed un perfetto equilibrio con un disco di pasta lievitata che è una pizza dettata da principi di una buona lievitazione insieme all’impiego di materie prime di ottima scelta e che può essere accompagnata dalla gastronomia su una pizza di pasta ben digeribile. In questa serata ideata per presentare in anteprima il progetto di -Sustable - La Tavola di Susta- è stato definito un concetto chiave, dove c’è una cucina che vuole significare la novità, senza abbandonare il concetto della pizza preesistente in questo locale che si trasforma in un bistrot. Coniugare Pizza e gastronomia elaborata da uno chef diviene un connubio che va interpretato anche come una perfetta merenda pane e companatico che ovviamente può attirare i palati solo se viene elaborato con ottime materie prime, ben abbinate, trasformando la pizza in un piatto. Il novo menù che prossimante si troverà in Sustable, offre quindi la possibilità dell’utilizzo degli stessi ingredienti occorrenti per la pizza per degustarli, a proprio piacimento, come insalata, trasferirli su un crostone o sceglierli come guarnizione di pizze gastronomiche che nulla hanno a che vedere con le ormai viste, riviste e stravolte gourmet. Un abbinamento dei prodotti della pizza con la cucina senza tradire la tradizione perché alcune tecniche innovative ritengo hanno lo scopo di valorizzare meglio quest’ultima. L’innovazione serve a spingere la tradizione, così come la tradizione serve a trascinarsi l’innovazione con le tecniche di cottura sotto vuoto, tecniche a bassa temperatura, tecniche di cottura delle cipolle sotto sale con l’utilizzo del forno a legna della pizza, l’olio e origano fatto a bocca di forno, i pomodori infornati ed altro, in pratica, un utilizzo sia degli ingredienti che dei mezzi di cottura, come il forno a legna della pizza, per ricordare le cotture di ieri”. Simpaticamente originale e creativa, è stata anche l’idea che Brunella Cimadomo ha messo in atto per verificare la rispondenza dei piatti gustati, anche al fine di stilare un menù che possa essere una reale espressione dei gusti del pubblico ed allo stesso tempo convincere sempre più gli artefici dei piatti sia pizza che di cucina che la comune idea oltre ad essere innovativa nel campo sia anche molto gradita dagli ospiti della tavola. Si è potuto gustare un menù comprendente: tre crostoni, uno con polpo, stracciatella di bufala ed una misticanza di insalatine, un altro con fagioli cannellini dente di morto di Acerra, cipolla ramata di Montoro cotta nel vino rosso e tonno cotto crudo ed poi ancora un crostone, orto crudo e cotto, con l’impiego di verdure di stagione marinate all’olio evo, erbe aromatiche ed vinsalatine. Dalla stessa mise en place, sono state tirate fuori delle pizze, una vegetariana e vegana, all’orto crudo e cotto, una pizza denominata “Onda di Mare” con fagioli cannellini, tonno e cipolla, mentre l’altra pizza con la burrata e polpo ha preso il nome di “Tavoliere” per omaggiare la Puglia. Poi è stato servito il “Tianiello” un concetto molto interessante che vuole diversificare la pizzeria di Salvatore e Sara Susta e offrire all’interno di questo bistrot tre primi piatti: tre spaghetti uno ai tre pomodori, uno con il polpo ed uno con baccalà in cassuola, una classica ricetta della tradizione. A proposito di baccalà, che attualmente è tanto richiesto, lo si è potuto provare in zuppa, sulla pizza e con lo gnocco, uno dei tre piatti di gnocchi un prodotto particolare del pastificio “Leonessa” dei quali ha trovato particolare attenzione nella degustazione quello saltato con ripieno di mozzarella ed i tre pomodori. A rendere fresco il palato ed anche per chi a tavola non vuole ingerire carboidrati, hanno fatto da contorno le varie insalatine composte che divengono piatto unico come la “Manzetto” degli straccetti di manzo spadellati a la minute per poi essere serviti con provolone del monaco ed una ricca insalata mista. Tra le numerose pizze degustate, oltre le classiche ricordiamo la “Tapen” con tartara di manzo pistacchio verde di Bronte e fior di latte di Agerola, o anche quella con fagioli, tonno messo in uscita e cipolla cotta nel vino rosso. Un piazzamento completato dal dessert, che in virtù delle esperienze avute sempre nella “Dolce &Salato”, Salvatore Susta produce in proprio anche con monoporzioni dando spazio alla pasticceria vegana e quella salutare con particolare attenzione a quella per i diabetici.

Giuseppe De Girolamo

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Il FUNGHETTO, l’oggetto del desiderio di tutti, diventa salato Thu, 15 Mar 2018 21:56:10 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473420.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/473420.html redazione redazione NAPOLI - Nel 2016 nasceva uno dei prodotti che sarebbe divenuto in pochissimo tempo un cult culinario tutto campano, il Funghetto Sweet, l’unico e originale “mangia & bevi”. Grazie a quel suo aspetto stuzzicante e quelle sue forme sfacciate, oltre che con quei mix di gusti peccaminosi e invitati, si è trasformato in un vero e proprio l’oggetto del desiderio di tutti.

Ideato e lanciato dall’imprenditore Mariano Improta, alias Mr Funghetto, che lo ha portato al successo anche grazie a una creativa, innovativa e sempre geniale strategia di comunicazione marketing - ricordiamo agli esordi la diffusione della notizia di apertura con “uno spaccio di funghetti”- adesso, invece, con “Il Grande Chef (Antonio Gallo) napoletano mette le mani sul Funghetto!”, per la promozione della sua versione salata.

https://www.facebook.com/myfunghetto/videos/600099580338182/

La scelta di utilizzare una campagna di comunicazione simile, deriva dalla incontrollata nascita, in questi 2 anni, di decine e decine di ‘versioni copia’, tutte poco riuscite, del nostro Funghetto. Ovviamente, quando un prodotto funziona e riscuote un grande successo, è normale che tutti vogliano sfruttarne la scia - ci sta - ma bisogna sempre ribadire al pubblico quale sia la versione originale. È con questo spirito che abbiamo voluto giocare con una delle figure più iconiche dalla cucina italiana e napoletana (operazione riuscitissima, visto il riscontro della notizia e siamo sicuri che il Grande Chef non ce ne vorrà, anzi, per farci ‘perdonare’ abbiamo deciso di creare una versione dedicata a lui) lanciando il messaggio che: potranno anche esserci tante differenti versioni, ma resteranno sempre e solo dei ‘sosia’, come il nostro chef Antonio Gallo, perché di «Originale c’è solo il Funghetto!». 

Tornando invece all'idea del Funghetto Salato, questa versione nasce per completare il concept originario, per offrire ai clienti una scelta più ampia e soprattutto per sottolineare maggiormente che il nostro prodotto è un’alternativa, alla concezione classica del food e alla tradizione culinaria napoletana.” Racconta Mariano Improta.

In uno stile che mantiene inalterata la tendenza sfrontata e ‘sopra le righe’ del Funghetto Sweet, la versione salata promette un’esperienza di gusto altrettanto straordinaria e sempre alternativa. Si presenta ugualmente nella brocca brevettata e riconoscibile del Funghetto ma, propone un abbinamento di pasta nella caraffa e di pane casareccio ripieno, come copertura termica, in due versioni: Normì Purpè.

Come suggeriscono i nomi, il condimento richiama le famosissime ricette italiane della pasta alla norma (con sugo e melanzane) e dell’internazionale pasta al sugo con le polpette. L’originalità del prodotto è duplice, prima nell’azzardo dell’accostamento tra pasta e pane in un unico ‘piatto’, e poi, nel richiamo a una ‘scarpetta’, però anticipata.

Infatti, il panino è farcito con le polpette, nella versione Purpè, e con una parmigiana nella versione Normì, anticipando così la ‘scarpetta’ che solitamente avviene a fine pasto, proponendo così sempre un’alternativa, questa volta nella modalità di assaggio.

A quando il lancio del Funghetto Salato?

Il 21 marzo, mercoledì, al FUNGHETTO STORE, in via Michele Kerbaker n. 96, quartiere Vomero, dalle ore 21.30. In concomitanza con l’inizio della Primavera, in una corrispondenza tra il risveglio dal letargo invernale e il risveglio alternativo, con il Funghetto Salato, dal letargo delle solite proposte culinarie solo tradizionali. La serata vedrà l’alternarsi di personaggi noti, più o meno originali, e l’assaggio gratuito del prodotto ai primi 50 clienti, così da ribadire sempre più “L’Originalità del Funghetto!”.

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Recensione Kenwood Multipro Sense FPM800 Fri, 09 Mar 2018 19:16:56 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472619.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472619.html marketing-seo.it marketing-seo.it  Kenwood Multipro Sense FPM800 è un ottimo robot da cucina che offre prestazioni soddisfacenti per chi ha esigenze più professionali in cucina, tra i punti di forza di questo prodotti troviamo la potenza e la possibilità di selezionare diversi livelli di velocità.

È ideale per chi ha bisogno di un aiuto concreto durante la preparazione di ricette più elaborate, si tratta di un robot da cucina estremamente versatile grazie alla presenza di numerosi accessori.

Potenza e velocità

Per quanto riguarda la potenza, Kenwood Multipro Sense FPM800 ha un wattaggio di ben 1000 W, una caratteristica che lo rende un apparecchio molto utile nelle lavorazioni più lunghe e impegnative.

Anche le velocità a disposizione permettono di lavorare gli ingredienti a diversi livelli, ben otto, a cui si aggiunge il sistema di auto function, un’impostazione che regola automaticamente la velocità in baso alla funzione scelta e alla quantità e consistenza degli alimenti da lavorare.

Funzionalità e accessori

Questo robot da cucina è molto versatile proprio grazie ai numerosi accessori in dotazione, infatti, è possibile frullare, grattugiare, impastare, affettare, montare e fare spremute.

All’interno della confezione troviamo i seguenti accessori: dischi per affettare, dischi per grattugiare, lama impastatrice, disco per julienne, lama a S per triturare, sbattitore doppia frusta, contenitore da 3,5 l, frullatore, mini ciotola da 1,5l, spremiagrumi.

Ci sono anche altri accessori extra come la spatola e il contenitore porta accessori.

Dimensioni e praticità d’uso

Kenwood Multipro Sense FPM800 è un robot da cucina dalle dimensioni ridotte per cercare di limitare l’ingombro, il peso è di circa 10 kg, l’altezza di 40 cm e la larghezza di 23 cm, sono comunque misure abbastanza compatte rispetto ad altri modelli in commercio.

Ha una buona praticità d’uso, i piedini ancorano saldamente il robot al piano di lavoro, una caratteristica utilissima per chi ha bisogno di sfruttare al massimo la potenza di questo prodotto; è presente un vano raccogli cavo per non lasciare in bella vista il filo e un portaccessori, cioè un contenitore che serve a tenere ordinatamente i dischi in dotazione.

Inoltre, altri due aspetti da tenere in considerazione sono la semplicità di montaggio e smontaggio dei vari accessori e la facilità di reperire ricambi robot cucina Kenwood Multipro Sense FPM800 in caso di guasti o danneggiamenti.

Manutenzione

Ultimo aspetto da valutare è il fattore manutenzione, che si rivela essere davvero molto semplice su questo robot da cucina: i contenitori sono lavabili a mano e in lavastoviglie grazie alla qualità dei materiali e alla loro resistenza ai danni e usura.

Il frullatore è realizzato in vetro termoresistente e le ciotole sono in tritan, materiale resistente a urti e graffi e che quindi può essere lavato tranquillamente in lavastoviglie.

Tutto il corpo della macchina è in alluminio spazzolato e le lame in acciaio inox, tutti materiali che possono essere lavati anche a mano: il primo va pulito con un panno umido e sapone, mentre le lame possono essere inserite nella lavastoviglie con gli altri accessori in dotazione.

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Giornata di formazione per degustare e comunicare il vino come i professionisti internazionali - Colloquio con il sommelier Alessio Rozzi Thu, 08 Mar 2018 22:29:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472489.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472489.html L P R L P R
Giornata di formazione per degustare e comunicare il vino come i professionisti internazionali - Colloquio con il sommelier Alessio Rozzi


Il 7 aprile si terrà, nella sala degustazioni della cantina Lepa Vida di Osek, poco distante da Gorizia, un evento prezioso per i professionisti del vino.

Robert McNulty, docente certificato WSET, giudice per la rivista Decanter e autore di articoli e testi sul vino per varie testate, fra cui la BBC, guiderà una giornata di formazione per degustare il vino secondo i criteri internazionali. Criteri, diversi da quelli usati in Italia, che lo stesso McNulty insegna nei suoi seguitissimi corsi volti al superamento degli esami del Wine and Spirit Education Trust, probabilmente l’istituto di formazione sul vino più stimato al mondo.


Questo "seminario di degustazione" si svolgerà in inglese e trasmetterà ai partecipanti non solo il lessico per descrivere i vini in un’altra lingua, ma anche, e soprattutto, i criteri in base ai quali valutare il vino e le modalità per esprimerne efficacemente le caratteristiche.

Nelle sei ore di formazione (3 + 3, intervallate dal catering gourmet di un rinomato ristorante della zona) i 12 partecipanti degusteranno e discuteranno di 24 vini provenienti da tutto il mondo, tra spumanti, bianchi, rossi e fortificati.


Spiega Alessio Rozzi, sommelier e importatore di vino triestino dalla figura severa, che organizza l’evento :

“Io stesso pensavo che per comunicare il vino all’estero fosse sufficiente dire in inglese ciò che già sapevo, ma ho scoperto che non è così. All’estero si basano su un lessico più limitato, meno suggestivo, e che rimanda a parametri molto chiari. È un modo di esprimersi sicuramente meno poetico e creativo, e probabilmente limitativo in alcuni casi, ma è efficace ed è considerato il linguaggio degli esperti. Se con un interlocutore straniero descrivi un vino usando definizioni come ‘armadio della nonna’ o ‘copriletto della casa di campagna’, lo divertirai, ma di certo non gli darai l’impressione di essere un professionista serio e preparato”.


E lei lo è?
“Miro ad esserlo sempre di più” - prosegue l’ex-impiegato di una nota compagnia di navigazione che l’anno scorso, dopo diciassette anni, ha lasciato il posto a tempo indeterminato per sviluppare l’attività di importazione e distribuzione di vini - “per questo ho organizzato questo seminario di degustazione chiamando un insegnante di grandi competenza e capacità comunicativa, per imparare dal migliore cose che posso mettere in pratica subito per migliorarmi nel lavoro”.


La partecipazione all’evento costa duecentosettanta euro a persona e include il pranzo, fornito da un noto ristorante della zona di Nova Gorica perché, sempre secondo Alessio Rozzi, “lasciare ai partecipanti l’onere del pranzo avrebbe compromesso il clima di concentrazione e reso meno produttiva la giornata. Personalmente, se investo tanto tempo e tanto denaro in un corso, voglio farlo in modo da uscirne con il massimo bagaglio di competenze possibile, non mi interessa risparmiare venti euro portandomi un panino da casa e perdermi occasioni di confronto e crescita. Come non mi interessa, o almeno non per il medesimo scopo, partecipare a degustazioni con cinquanta persone, dispersive e frettolose”.


Conclude il flemmatico sommelier:
“Chi sa quanto costi organizzare un evento del genere - con un relatore qualificato che viene da fuori, una sala equipaggiata affittata in esclusiva, il catering (di qualità) incluso e, non ultimo, 24 vini diversi - e tiene presente che il costo è diviso tra soli 12 partecipanti, capisce che ho tenuto la quota di partecipazione molto bassa.
Il mio lavoro è importare e distribuire vino, non mi interessa guadagnare da questo corso, ma mi interessa avere la possibilità di frequentarlo”.

A giudicare dai soli tre posti ancora disponibili a circa un mese dall’evento, i professionisti del vino decisi ad accrescere le proprie competenze in campo internazionale sembrano d’accordo.



Per interviste e approfondimenti sulla giornata di formazione con Robert McNulty:
Alessio Rozzi
338.421.67.49
alessio@enotecaadriatica.com


--

​Lorenza PRavato
333.10.444.98


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La Ristorazione a OSPITI AL CENTRO - Sirmione 14 marzo 2018 Tue, 06 Mar 2018 23:45:47 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472073.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/472073.html Marco Roveggio Marco Roveggio  

La ristorazione a OSPITI AL CENTRO



A Sirmione il primo appuntamento del laboratorio OSPITI AL CENTRO.

L'incontro è con imprenditori del settore turistico che vogliono lavorare sulle opportunità che l'ospitalità oggi può offrire attraverso una rete di professionalità che guardano l'ospite come il fulcro principale della propria eccellenza.

Oggi non si esce a cena per mangiare ma per vivere un'esperienza emozionale.” dice Paolo Toffanello di Ristoratori Straordinari “Non è più soltanto una questione tendenze food e di chef stellati ma si cercano delle esperienze memorabili che devono essere considerate nell'organizzazione del ristorante eccezionale”.



Il partecipante sarà accompagnato passo dopo passo nell'esperienza del cliente: come nasce, com'è vissuta e come viene trasmessa. Questo percorso permetterà di valutare autonomamente 5 elementi strategici:

  • Ospitalità

  • Territorio

  • La camera in salute

  • L'esperienza memorabile

  • Sostenibilità

L'appuntamento di Sirmione, il prossimo 14 marzo dalle ore 14:30 presso la sede degli Alpini, è pensato per stimolare una riflessione operativa per le imprese del turismo locale che sono parte di un settore unico in Italia ad avere un trend di crescita positivo.

La ristorazione italiana è settore trainante la filiera agro-alimentare, terzo mercato europeo per volume d'affari: 83 miliardi di euro è quanto gli italiani hanno speso per mangiare fuori casa (fonte Fipe 2018). Questi dati non spiegano purtroppo il tournover negativo -11.200 è infatti il numero d'imprese della ristorazione che non hanno riaperto nel 2017.

L'iniziativa ha lo scopo di tradurre concretamente i segnali incoraggianti cercando d'innovare e controllare i numeri dell'impresa perché queste sono le basi di ogni nuovo investimento nel settore.



Valido per l'aggiornamento in materia di sicurezza.

 

Info su: www.altravia.online

 

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Il Grande Chef napoletano mette le mani sul FUNGHETTO STORE? Mon, 05 Mar 2018 23:24:27 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471937.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471937.html redazione redazione NAPOLI – Notizia bollente fatta trapelare da persone molto vicine alloChef Napoletano. Sembra infatti che, l’amato e tanto acclamato Grande Chef sia in trattativa con Mr. Funghetto, alias Mariano Improta, per l’acquisizione di quote societarie del FUNGHETTO STORE, sito in via Michele Kerbaker n. 96, nel quartiere Vomero.

Le voci confermano la volontà del Grande Chef di voler mettere le mani sul prodotto più innovativo del panorama culinario campano e di apportare alcune modifiche al format: con l’inserimento di una selezione di idee salate che completerebbero il concept originario, per un’offerta più ampia che spazierebbe così, dal dolce al salato.

Il progetto in franchising infatti – nato dalla geniale intuizione dell’imprenditore Mariano Improta – offre l’opportunità di vivere un’esperienza dolciaria sempre nuova, dominata dalla filosofia dell’”Alternative food & drink” che presenta in chiave moderna prodotti a marchio combinati e immessi sul mercato per stupire occhi e palato dei clienti. Il format è in definitiva un contenitore di idee dolci che con l’aiuto e la maestria del Grande Chef e l’inserimento delle sue idee salate, farà vivere ancor di più un’esperienza completa del tutto diversa dal food tradizionale a cui si è abituati.

Come già accaduto con il “funghetto sweet” l’inimitabile idea dell’imprenditore Mariano Improta,l’unico e originale “mangia & bevi”, acclamato da famiglie, giovani napoletani e non solo, che offre l’opportunità di gustare una bevanda, calda o fredda, attraverso un caldo muffin farcito con l’ausilio di una cannuccia.

A breve quindi, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarà il lancio di un nuovo prodotto salato creato dal Grande Chef e dei dolci di Mr. Funghetto a completare l’opera. Non resta che attendere e stare a vedere cosa realmente combineranno queste due icone partenopee.

Di certo un dubbio amletico si insinua: “Chissà che la stella persa sulla 63esima ‘Guida Michelin Italia’ dallo chef stellato Carlo Cracco – per il cambio di location del suo ristorante a Milano – passi, per magia, a Napoli, magari atterrando su di un goloso “funghetto”, un po’ come quel punto in ‘Serie A’ che passa, di settimana in settimana, tra le prime due squadre capolista, Juve e Napoli.”

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Il Grande Chef napoletano mette le mani sul FUNGHETTO STORE? Mon, 05 Mar 2018 23:23:57 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471936.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471936.html redazione redazione NAPOLI – Notizia bollente fatta trapelare da persone molto vicine alloChef Napoletano. Sembra infatti che, l’amato e tanto acclamato Grande Chef sia in trattativa con Mr. Funghetto, alias Mariano Improta, per l’acquisizione di quote societarie del FUNGHETTO STORE, sito in via Michele Kerbaker n. 96, nel quartiere Vomero.

Le voci confermano la volontà del Grande Chef di voler mettere le mani sul prodotto più innovativo del panorama culinario campano e di apportare alcune modifiche al format: con l’inserimento di una selezione di idee salate che completerebbero il concept originario, per un’offerta più ampia che spazierebbe così, dal dolce al salato.

Il progetto in franchising infatti – nato dalla geniale intuizione dell’imprenditore Mariano Improta – offre l’opportunità di vivere un’esperienza dolciaria sempre nuova, dominata dalla filosofia dell’”Alternative food & drink” che presenta in chiave moderna prodotti a marchio combinati e immessi sul mercato per stupire occhi e palato dei clienti. Il format è in definitiva un contenitore di idee dolci che con l’aiuto e la maestria del Grande Chef e l’inserimento delle sue idee salate, farà vivere ancor di più un’esperienza completa del tutto diversa dal food tradizionale a cui si è abituati.

Come già accaduto con il “funghetto sweet” l’inimitabile idea dell’imprenditore Mariano Improta,l’unico e originale “mangia & bevi”, acclamato da famiglie, giovani napoletani e non solo, che offre l’opportunità di gustare una bevanda, calda o fredda, attraverso un caldo muffin farcito con l’ausilio di una cannuccia.

A breve quindi, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarà il lancio di un nuovo prodotto salato creato dal Grande Chef e dei dolci di Mr. Funghetto a completare l’opera. Non resta che attendere e stare a vedere cosa realmente combineranno queste due icone partenopee.

Di certo un dubbio amletico si insinua: “Chissà che la stella persa sulla 63esima ‘Guida Michelin Italia’ dallo chef stellato Carlo Cracco – per il cambio di location del suo ristorante a Milano – passi, per magia, a Napoli, magari atterrando su di un goloso “funghetto”, un po’ come quel punto in ‘Serie A’ che passa, di settimana in settimana, tra le prime due squadre capolista, Juve e Napoli.”

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Pizza one day : un giorno da pizzaiolo Wed, 28 Feb 2018 18:44:00 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471513.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471513.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet

Il corso di pizzaiolo One  day, è una  offerta organizzata dalla Scuola Professionale Pizzaioli Gourmet con lo scopo di avvicinare  le persone  al vero mondo del Pizzaiolo. Uno staff di insegnanti Professionisti   seguiranno passo a passo tutte le varie fasi  dai brevi cenni teorici, a come si ottiene un impasto a mano e a macchine per poi passare alle aperture e alla cottura con i ritmi e le tempistiche di una vera pizzeria. Il corso si svolge in un VERO ambiente lavorativo per permettere all'allievo di cimentarsi con una vera esperienza sul  posto di lavoro.

 

A CHI è RIVOLTO

 

Il percorso è aperto a tutti   di qualsiasi età e non necessita alcuna esperienza pregressa  o abilità. I nostri fruitori sono per lo più persone che vogliono  capire da vicino  come si svolge un lavoro  dove la manualità è molto importante e vogliono assaporare il piacere di creare qualcosa   con le proprie mani. Dal direttore di banca alla massaia, dall'appassionato di cucina allo studente che si accinge a partire per l'erasmus, tutti  accumunati della voglia di "mettersi in gioco" e valutare le proprie capacità sfruttando un'occasione  unica e creata a dovere. I feed back sono sempre stati molto positivi e qualcuno ha  fatto di questa esperienza la propria professione diventando , dopo una maggiore  formazione e con l'ausilio dei corsi organizzati dalla Scuola Pizzaioli Gourmet,un vero pizzaiolo. Se la pizza è un'arte noi formiamo gli artisti.

PROGRAMMA

Lezione di  4 ore  singola

Cenni teorici sulle lievitazioni

Come si ottiene un impasto  diretto a macchina e a mano

La preparazione della linea ingredienti

Le farciture

Pratica di apertura dischi

Pratica di  infornata

Come ci si muove in una pizzeria

La pizza Gourmet

 

COSA OFFRIAMO

 

Nozioni  di   teoria con dispense

Materie prime

Utilizzo attrezzature professionali

Divisa

Copertura  assicurativa

Attestato " Pizzaiolo  one Day "






Stefano  Broch
         ceo

Cellulare  :         392 4619390
web        :          www.scuolapizzaioligourmet.it

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Pizzaioli e Panificatori sono i mestieri più richiesti in Italia ed all'Estero. Scuole e corsi con lavoro " Garantito" Wed, 28 Feb 2018 18:41:05 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471511.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471511.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet
Pizzaioli e Panificatori  sono i mestieri più richiesti in Italia ed all'Estero. Scuole e corsi con lavoro " Garantito"

Anche il 2107 è stato un anno positivo per il settore  Food  confermando la crescita  di nuovi posti di lavoro. Solo nel settore pizzerie e pizzerie asporto la domanda è stata crescente e le assunzioni a tempo indeterminato si sono moltiplicate ( dati Elka - Venezia).
Trovare  personale  già formato diventa molto difficile e spesso le aziende  delegano a corsi di formazione questo  compito impegnativo, poichè  per formare un primo pizzaiolo autonomo sono necessarie  moltissime ore di accurato insegnamento , cosa troppo onerosa  per i titolari di imprese e molto spesso il lavoro  serale e nei festivi scoraggia una gran parte di  candidati.

Moltissime opportunità e offerte arrivano anche dall'estero, dove la figura del pizzaiolo  Italiano è ancora richiestissima poichè sinonimo di qualità ed eccellenza .Alcune scuole garantiscono ai propri allievi un lavoro " certo" alla fine del percorso didattico tanto da  comprendere, nel pacchetto,  l'offerta di almeno  3  possibilità lavorative selezionate.

Insomma  il lavoro anti-crisi  esiste  e il primo step necessario è  frequentare  un corso professionale- come ci dice Stefano Broch direttore della Scuola Pizzaioli Gourmet - ogni anno formiamo decine di nuovi allievi e li aiutiamo seguendoli nel loro percorso di inserimento lavorativo passo a passo. Norvegia, Finlandia, Francia  sono  i paesi dai quali provengono le maggiori richieste di personale ma che spesso non riusciamo a  fornire.Diventare pizzaiolo è alla portata di tutti e quando si lavora in una pizzeria  facendo 2-300 pizze a sera  si impara velocemente 
Stefano  Broch
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Corso Pizzaiolo Bologna Wed, 28 Feb 2018 18:37:22 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471507.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471507.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet

Inizierà mercoledì 7 marzo 2018 il  Corso per Pizzaioli organizzato dall ISCOM di Bologna in collaborazione con la Scuola di formazione Professionale Pizzaioli “GOURMET “ .

Il programma didattico prevede 212 ore di corso suddivise in 52 ore di aula e laboratorio pratico e 160 ore di stage.  Partendo dalle nozioni base , porteranno l’allievo ad una completa autonomia di questa professione così richiesta in Italia e all’estero.

Il corso, che si terrà nella sede dell’ ISCOM �“Bologna in via Cesare Gnudi,5 il mercoledì e il venerdì dalle ore 09:00 alle ore 14:00 per cinque  settimane, successivamente  lo stage lavorativo di 160 ore presso una pizzeria con orario da concordare con il corsista  .

Partendo dagli impasti base si arriverà alla completa gestione di tutti i segreti per svolgere correttamente il lavoro di PRIMO PIZZAIOLO.

 

COSA RICEVERETE :

 

  • Copertura assicurativa
  • Dispense (schede riassuntive,opuscoli attrezzature-farine)
  • Materie prime
  • Utilizzo di attrezzature professionali di altissimo livello
  • Attestato di profitto finale
  • Consulenza post- corsuale
  • Assistenza allo stage
  • Attestato HACCP

 

 

PROGRAMMA

 

 

 

  • Teoria -storia della pizza
  • Composizione della farina- materie prime
  • Haccp-norme igienico-sanitarie
  • Le attrezzature Professionali
  • Impasto diretto �“ farine speciali -aggiunte all'impasto-lievitazione e maturazione
  • Aggiunte alle farine e grani antichi �“ digeribilità delle farine
  • Stesura/apertura panetti -tecniche di velocizzazione
  • Tempi di cottura gestione della temperatura
  • Derivati della panificazione (bruschette, calzoni, panini, piadine, crescioni, )
  • Merceologia
  • Gli ingredienti
  • La preparazione della “linea ingredienti”-ingredienti bio -
  • Pizza Gourmet : il nuovo modo di fare la pizza - scelta ingredienti-abbinamento-aspetto visivo e cromia-presentazione/decorazione e  bilanciamento gusti.
  • Al termine e previo il superamento di un esame, sarà rilasciato un attestato di frequenza idoneo anche per aprire una pizzeria in Italia e all’estero.

Stefano  Broch
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Corso Pizzaiolo Bologna Wed, 28 Feb 2018 18:36:23 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471467.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471467.html Scuola Gourmet Scuola Gourmet Inizierà mercoledì 7 marzo 2018 il  Corso per Pizzaioli organizzato dall ISCOM di Bologna in collaborazione con la Scuola di formazione Professionale Pizzaioli “GOURMET “ .

Il programma didattico prevede 212 ore di corso suddivise in 52 ore di aula e laboratorio pratico e 160 ore di stage.  Partendo dalle nozioni base , porteranno l’allievo ad una completa autonomia di questa professione così richiesta in Italia e all’estero.

Il corso, che si terrà nella sede dell’ ISCOM –Bologna in via Cesare Gnudi,5 il mercoledì e il venerdì dalle ore 09:00 alle ore 14:00 per cinque  settimane, successivamente  lo stage lavorativo di 160 ore presso una pizzeria con orario da concordare con il corsista  .

Partendo dagli impasti base si arriverà alla completa gestione di tutti i segreti per svolgere correttamente il lavoro di PRIMO PIZZAIOLO.

 

COSA RICEVERETE :

 

  • Copertura assicurativa
  • Dispense (schede riassuntive,opuscoli attrezzature-farine)
  • Materie prime
  • Utilizzo di attrezzature professionali di altissimo livello
  • Attestato di profitto finale
  • Consulenza post- corsuale
  • Assistenza allo stage
  • Attestato HACCP

 

 

PROGRAMMA

 

 

 

  • Teoria -storia della pizza
  • Composizione della farina- materie prime
  • Haccp-norme igienico-sanitarie
  • Le attrezzature Professionali
  • Impasto diretto – farine speciali -aggiunte all'impasto-lievitazione e maturazione
  • Aggiunte alle farine e grani antichi – digeribilità delle farine
  • Stesura/apertura panetti -tecniche di velocizzazione
  • Tempi di cottura gestione della temperatura
  • Derivati della panificazione (bruschette, calzoni, panini, piadine, crescioni, )
  • Merceologia
  • Gli ingredienti
  • La preparazione della “linea ingredienti”-ingredienti bio -
  • Pizza Gourmet : il nuovo modo di fare la pizza - scelta ingredienti-abbinamento-aspetto visivo e cromia-presentazione/decorazione e  bilanciamento gusti.
  • Al termine e previo il superamento di un esame, sarà rilasciato un attestato di frequenza idoneo anche per aprire una pizzeria in Italia e all’estero.
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Refrigeratori acqua: cosa sono e perché acquistarli Wed, 28 Feb 2018 16:28:50 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471455.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471455.html switchup switchup I refrigeratori d’acqua, con osmosi inversa integrata, non sono altro che depuratori d’acqua dotati però di un proprio sistema refrigerante, che permette di mantenere una temperatura costante e perfetta per l’utilizzo alimentare. Questi dispositivi sono direttamente collegati alla rete idrica domestica e permettono di ottenere 1 litro d’acqua fredda (di qualità superiore…) in soli 30 secondi, grazie appunto all’uso di speciali filtri ad osmosi inversa.

Quest’ultimi infatti sono dotati di una particolare membrana osmotica che riesce a trattenere le impurità, il calcare, i nitrati ed i metalli pesanti che si possono trovare nell’acqua. Il tutto eliminando anche i cattivi odori provenienti dalle tubazioni. Grazie ai refrigeratori acqua si ha quindi un’erogazione continua di acqua fredda a bassa temperatura e di qualità oligominerale, praticamente identica a quella in bottiglia. Ma a costi decisamente minori, sia per il portafoglio che per l’ambiente.

Installazione e manutenzione

I refrigeratori d’acqua potabile rappresentano la soluzione migliore per l’approvvigionamento idrico ad uso alimentare sia in casa che in ufficio. Sono disponibili in due versioni: da banco, per appoggio sul piano cucina, o ad incasso, installabili cioè direttamente sotto un lavandino o in corrispondenza di altre condotte idriche. Tutte e due le tipologie garantiscono la distribuzione di acqua in maniera continuativa, con intervalli di manutenzione e sostituzione filtri stimabili indicativamente in 6/12 mesi in base alla frequenza d’utilizzo e alla qualità dell’acqua trattata.

Occorre però specificare come la manutenzione periodica non sia una semplice precauzione, ma un intervento indispensabile, programmata per garantire l’affidabilità del sistema e la qualità dell’acqua erogata. La manutenzione di un depuratore d’acqua deve ovviamente essere effettuata da tecnici specializzati che utilizzano esclusivamente parti di ricambio e filtri originali.

Perché acquistarli?

I refrigeratori d’acqua potabile offrono tanti vantaggi, sia dal punto di vista economico che ambientale. Prima di tutto, azzerano la necessità di acquisto dell’acqua in bottiglia ed i relativi costi di trasporto, consentendo inoltre di risparmiare spazio in casa e nel frigorifero. Un vantaggio importante, se si considera che in Italia, ogni anno, una famiglia di 4 persone consuma mediamente 1460 bottiglie dacqua, che equivalgono a una spesa che va dai 580 agli 800€ all’anno. Facendo un calcolo veloce, si nota come la spera d’acquisto possa essere ammortizzata comodamente nel giro di 1 o 2 anni, senza considerare il risparmio sui costi di trasporto.

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Quanto consuma il forno elettrico? Wed, 28 Feb 2018 15:11:06 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471448.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/471448.html giambattista giambattista Ti sei mai chiesto quanto consuma un forno elettrico da cucina? Spesso ci si dimentica che i forni a resistenza possono consumare parecchi kw se non vengono adoperati nel modo giusto. Fortunatamente puoi risparmiare notevolmente se usi il tuo fornetto nel modo giusto. Se anche tu vuoi risparmiare qualcosina sulla boletta elettrica ti consiglio di leggere l'articolo intero che trovi al seguente link:

https://fornetto-elettrico.it/quanto-consuma-un-forno-elettrico/

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Global Wound Dressing Market: Market Estimation, Dynamics, Regional Share, Trends, Competitor Analysis 2012-2016 and Forecast 2017-2023 Mon, 19 Feb 2018 13:58:46 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/470317.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/470317.html pbi pbi

The Global Wound Dressing Market: Wound Dressing By Type (Traditional, Advanced) By Product (Advanced (Foam Dressing, Hydrocolloid Dressing, Film Dressing, Alginate Dressing, Hydrogel Dressing, Collagen Dressing), Traditional (Artificial Skin & Skin Substitutes, Topical Agents, Wound closure products, Anti-infective dressings, Gauze, Lint, Plaster, bandages (natural or synthetic) and cotton wool)), By Geography (Latin America, North America, Asia- Pacific, The Middle East & Africa and Europe) – Market Estimation, Dynamics, Regional Share, Trends, Competitor Analysis 2012-2016 and Forecast 2017-2023

  

 

Wound is a disruption of skin epithelial lining or mucosa which results in thermal or physical damage. Depending upon the healing nature and duration, wound is classified into two types that is chronic wounds and acute wounds.  Wounds can be caused because of the incisions made in the body during surgeries. Wound dressing is treating the wounds by both external and internal surgical procedures.  Traditional wound dressings are used to treat acute wounds while advanced wound dressings are used to treat chronic wounds.

 

 

Global Wound Dressing market is majorly driven by advancements in the technologies and problems that are associated with traditional wound healing methods. Furthermore, increase in aging of population, government initiatives, and dire need of rapid and safe treatment for chronic wounds are also propelling the growth of the global wound dressing market. Rise in \ prevalence of lifestyle disorders leads to chronic wounds like venous leg ulcer, pressure ulcer, diabetic foot ulcer are also booming the growth of wound dressing market globally. As per to the report of American Diabetes Association, In US about 1% to 4% of diabetic patients are affected by diabetic foot ulcers every year and as per to the Diabetes UK report 2015, Prevalence rate of diabetic foot ulcers is about 2.5% of 86,000 people  in UK. However, high cost associated with the treatment, lack of awareness and reimbursement issues of new technologies are the few factors which are restraining the growth of the global wound dressing market.

 

A sample of this report is available upon request @

https://www.precisionbusinessinsights.com/market-reports/global-wound-dressing-market/#ulp-4H8Z4LpNMLEuOnnx

 

 

The Global Wound Dressing Market is classified on the basis of product, type, end user, and geographical regions.

 

Based on Product, Global Wound Dressing Market is segmented as

 

·         Advanced

·          

o    Hydrocolloid Dressing

o    Foam Dressing

o    Film Dressing

o    Hydrogel Dressing

o    Alginate Dressing

o    Collagen Dressing

·         Traditional

·          

o    Topical Agents

o    Artificial Skin and Skin Substitutes

o    Anti-Infective Dressings

o    Wound Closure Products

o    Gauze

o    Plasters

o    Lint

o    Bandages

 

Based on Type, Global Wound Dressing Market is segmented as

·         Traditional

·         Advanced

 

Based on the End-user, Global Wound Dressing Market is segmented as

·         Inpatient Facilities

·         Home health care

·         Outpatient Facilities

·         Community Medical Centres

 

To view TOC of this report is available upon request @

https://www.precisionbusinessinsights.com/market-reports/global-wound-dressing-market/#ulp-c654SbFYO64MsOhu

 

 

Global Wound Dressing Market is one of the most promising markets in medical field. Major players in global Wound Dressing market are adopting various growth strategies such as collaborations and partnerships, acquisitions and mergers, product launches and investments on R&D activities. For Instance, In May 2013, TriStar Wellness Solutions, Inc. a health and wellness company signed 3 year exclusive licensing agreement with Polytherapeutics, Inc. for its PharmaDur drug delivery technology, for OTC products focused on the treatment of specific skin conditions and wound care applications. On April 14, 2016, Integra Life Sciences Holdings Corporation and Vomaris Wound Care, Inc. entered into an agreement for marketing advanced wound care products

 

Need more information about this report @

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Geographically Global Wound Dressing Market is segmented as Latin America, North America, Asia- Pacific, The Middle East & Africa and Europe.  North America wound dressing market witnessed to dominate the global wound dressing market, owing to the rise in incidence of injuries, increase in patient awareness, presence of large pool of geriatric population and growing prevalence of diabetes. As per to the 2011 report of American Burn Association, approximately 486000 burn injuries has took place in U.S. Europe holds the second largest position in global wound dressing market due to rise in adoption of advanced technologies, presence of large number of market players etc. Asia Pacific wound dressing market is expected to offer lucrative opportunities over the forecast period owing to the rapid development of the emerging countries, rising awareness among the people, increase in prevalence of injuries and burns. As per to the WHO reports, about 1,00,000 people are suffering from burns in India and approximately 2,65,000 deaths were reported globally because of burns.

 

 

Some of the players in Global Wound Dressing Market, Smith & Nephew plc  (UK), Hematris wound care GmbH (Germany), Wound Care Technologies, Inc. (US), Baxter International Inc. (US), Mölnlycke Health Care AB (Sweden), Acelity LP Inc. (US), Coloplast A/S (Denmark), ConvaTec Group Plc (UK), IonMed (Israel), Ethicon, Inc. (US), Medtronic plc (US), 3M Company (US), Derma Sciences, Inc. (US), BSN Medical GmbH (Germany).

 

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https://www.precisionbusinessinsights.com/market-reports/global-wound-dressing-market/

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La Dispensa di Patrizia, una fusione di sapori tra territorio e creatività Thu, 25 Jan 2018 19:16:13 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/467298.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/467298.html 20TaskForceItaly 20TaskForceItaly “I sapori della tradizione”
Lo sai bene tu che mi leggi da un pochino che infilarmi nei dietro le quinte delle realtà produttive locali è diventato un mio piccolo marchio di fabbrica, una caratteristica che mi contraddistingue. Scoprire il percorso che ha portato un’impresa al successo, è per me fonte di grande stimolo e ispirazione, nonché l’apoteosi della mia attività di local blogger.

Ed è grazie alla famiglia Baraldo, che La Dispensa di Patrizia è la fondatrice, se oggi posso aggiungere un nuovo tassello alla mia conoscenza del territorio. Il Veneto operoso che amo raccontare, così ricco di ingegno e passione da cui mi faccio volentieri coinvolgere e che non manco di riversare in queste pagine.

Un’azienda giovane e dinamica che ha improntato tutto il suo essere come continuo di un’idea messa in opera anni fa dal suo fondatore. La politica aziendale è basata principalmente sul rispetto della terra, anima e fattrice di ogni cosa, e sul rispetto dei suoi frutti e dei suoi tempi.
Elemento fondamentale per le produzioni è la qualità della materia prima che viene programmata e controllata dalla scelta del seme al raccolto, a cui va aggiunta una produzione artigianale di conservazione.

Come una vecchia bottega piena di storie, sapori e profumi, cibi venduti in cartocci di carta, rapporti umani e tempi dilatati, “La Dispensa di Patrizia” è una pausa ricca di cose buone, è il profumo del Veneto, materie prime di eccellenza.

È questo il benvenuto de La Dispensa di Patriziail nuovo concept dell’azienda agricola Baraldo di Pernumia, un progetto lungo ben 4 anni e iniziato nel 2014; esso ha richiesto tanti sforzi, prove su strada e altrettante conferme. Un progetto iniziato da pionieri nel settore, un nuovo tassello di eccellenza che stanno trasformando questo lembo ai piedi dei Colli Euganei in un vero e proprio Paradiso Gastronomico.

Ci sono prodotti che nella dispensa non possono mancare, A volte percorriamo tanti e trafficati chilometri per trovare la qualità ed il gusto dei piatti, l’amore per il cibo e la volontà di una costante ricerca della qualità e del prodotto, hanno fatto della Dispensa di Patrizia, una miniera di preziosi elementi.

Nulla è lasciato al caso. Ogni singolo ingrediente è frutto dell’orto della Agricola Baraldo e di una ricerca gastronomica costante e attenta al territorio per scoprire piccole produzioni artigianali sempre di altissimo livello.
La Dispensa di Patrizia propone una fusione di sapori tra territorio e creatività, fatta di ingredienti molto freschi a partire dalle verdure che sono totalmente di produzione propria, oggi vogliamo darvi un piccolo assaggio, continua…

FonteMade Rural

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Seaweed Market Sparkling Growth Rate by Worldwide Trending Players and Forecasts by 2023 Fri, 05 Jan 2018 08:04:01 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/464829.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/464829.html suraj taur suraj taur Market Overview:

The increasing sale of seaweed is driven by its diverse application across various industries such as food, paper, and textile and in personal care products. Rising preference for organic fertilizers in the present scenario is considered a major driver for the product. Advancement in technology in developed regions has led to the innovation resulting in providing high shelf-life of the seaweed forms which has supported its production globally. High focus on research and development of the food industries has influenced the positive growth rate of the market. The consumption of seaweed is found to be high in Asia-Pacific and is evaluated to increase at a positive growth rate in various countries of North America.

Globally, the Seaweed market share as a potential nutrient supplier is estimated to escalate at a higher growth rate in food products. Increase in consumption of seaweed supplements is backed up by it property to regulate the blood-glucose level and controlling the cholesterol level in the body. Rising demand for adhesives in paper and textile industries are supporting the sale of Seaweed in the market. Developing economy of various regions has also supported in fueling up the market share of seaweed all around the globe.

All these factors contribute to the calculated CAGR of 7.5% of Seaweed market during 2017-2023.

Request a Sample Report @ https://www.marketresearchfuture.com/sample_request/2935

Downstream Analysis:

Consumption of Red Seaweed is growing at significant rate based on its high nutritional value. Also, it is backed up by the high consumer’s preference towards seaweed with high anti-oxidant content. Sale of Liquid Seaweed are popularly based on its convenience usage and storage properties.

The multi-purpose applications as fertilizers, adhesives, animal feed and as a supplement are potentially influencing the growth of seaweed market. The changing life-style has increased the sale of Seaweed amongst the health conscious population of consumers.

Competitive Analysis:

The Major Key Players in Seaweed Market are,

  • Cargill Foods (U.S.)
  • L.Thomas and Co., Inc (U.S.)
  • Ingredients Solutions, Inc. (U.S.)
  • Snap Alginates (India)
  • Polygal Ag (Switzerland)
  • Arthur Branwell & Co., Ltd (U.K.)
  • Kimica Alginates (Japan)

Food manufacturers across various regions follow the strategy of improving their existing product line as well as to add more nutritional value to their products to expand their business. This is one of the major factors due to which the demands of Seaweed as a potential food additive is experiencing a surge. In the Asia-Pacific region, Japan is amongst the dominating countries holding a major share in Seaweed market and exports the product in various other countries which include U.S., China, Thailand, Hong Kong, Netherlands and others.

Regional Analysis:

The Global Seaweed Market is segmented into North America, Europe, Asia Pacific, and rest of the world (ROW). Asia Pacific region holds a major market share followed by North America. The high demands for Seaweed and Seaweed as a key ingredient from the developed countries of these regions is contributing to the positive growth of Seaweed market. Rising consumption of natural and unprocessed food products is supporting the growth of the market in developed countries of North America and Europe region. Thailand, Japan, China, Australia and U.S. are the major importers of Seaweed.

Access Report Details @ https://www.marketresearchfuture.com/reports/seaweed-market-2935

Market Segmentation:

 

Global Seaweed Market is segmented by Type, Form, End Use and Region

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Cookness: il blog di cucina della Franca cambia visione culinaria Fri, 22 Dec 2017 12:57:40 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/463493.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/463493.html andreafoligni andreafoligni Cookness  

“La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.”

(Anthelme Brillat-Savarin)

Roma, 22 dicembre 2017

Il blog di cucina Cookness cambia filosofia culinaria

Noi siamo ciò che mangiamo: è da qui che parte il cambio di rotta di La Franca, blogger di cucina che del cibo e del web ha fatto il suo lavoro.

Francesca Alessandra Giansanti in cucina si fa chiamare “La Franca”, ed eredita la sua passione per il sapore e la sua curiosità nella preparazione di nuove pietanze direttamente dai genitori romani, sviluppando negli anni il senso più importante in cucina, quello del Q.B. (ovvero del “quanto basta”)!

Si è diplomata presso la scuola Alto Palato di Milano, diretta da Terry Sarcina, dove ha appreso le tecniche più evolute in tema di preparazione di piatti base, e ha frequentato più corsi sul cioccolato tenuti da Alberto Farinelli, Maitre Chocolatier di Perugina, organizzando già dai primi anni catering di cucina per eventi.

Poi arriva Cookness, grazie al quale Francesca riesce ad affermarsi come blogger di cucina potendo condividere con tutti gli appassionati del settore le sue ricette e il suo stile culinario unico che le permette di avere in poco tempo tantissimi seguaci, soprattutto sui social network!

Il suo blog di cucina infatti viene subito arricchito di ricette nuove ed originali oltre che di piatti – i “fondamentali” - della tradizione italiana che non mancano di fantasia e personalità.

Il cambio di rotta di Cookness

Se è vero che siamo ciò che mangiamo, è qui che La Franca sente di dimostrarlo, invertendo la rotta del suo blog di cucina e incentrando il suo lavoro su una ricerca del buono e salutare oltre che del bello e gustoso.

È negli ultimi anni che infatti si avvicina alla cucina naturale approfondendo, con i migliori professionisti del settore, i filoni della cucina crudista, vegetariana e macrobiotica andando incontro alle persone che hanno deciso di alimentarsi in modo più sano, rispettando il proprio corpo e l’ambiente.

Ed è da qui che nasce un nuovo modo di vedere e di pensare al cibo: i nuovi piatti de La Franca diventano vero e proprio cibo dell’anima dove il gusto è autentico perché proviene proprio dalla genuinità delle materie prime utilizzate.

Nuovi sapori, nuove forme, nuovi colori ma soprattutto nuove sensazioni: nasce un nuovo Cookness, un nuovo blog di cucina che La Franca ha voluto condividere con noi. Tocca a noi adesso seguirla in questa nuova avventura culinaria!

 

Scopri tutti gli altri servizi de La Franca!  

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Se l'oste Galileo offriva il bollito padovano Fri, 08 Dec 2017 20:16:05 +0100 http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/461961.html http://comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/461961.html IP Report IP Report Una nota, anzitutto. Di pagamento, per la precisione: quella che il beccaio di Abano inoltra a Galileo Galilei, docente al Bo - l’università di Padova, l’”Atene d’Europa”. Si riferisce al periodo dall’11 dicembre 1604 al 29 gennaio 1605. Si legge, per esempio: «Adì 24 Xmbre 1604, il beccaio di Abano deve havere per libre 52 di manzo L. 18,04, et più per libre 14 di sovranello, L. 5.12». Nel complesso, in poco più di un mese e mezzo, Galileo fa acquisti per 260 libbre di carne di manzo, 83 di sovranella e 54 di vitello. Ora, tutti sanno che l’illustre cattedratico era un ghiottone, ma qualcosa non torna: sono quantità enormi. «Il fatto è che – afferma Giorgio Borin, ristoratore a “La Montanella” di Arquà Petrarca e studioso di specialità culinarie locali – come si deduce dalla nota riportata in “La cucina Padovana” di Giuseppe Maffioli, Galileo teneva pensione. Arrotondava grazie ai ducati scuciti dagli studenti. E mica si parla di clerici vagantes qualsiasi: tra i clienti, Carlo Gonzaga, Tommaso Morosini, Gregorio Moro, Francesco e Andrea Duodo. La crème de la crème». Ma non finisce qui. «Chi si occupa di queste cose – continua Borin – ha riconosciuto i “tagli” tipici di un piatto locale: Galileo non è solo il padre della scienza moderna, ma anche quello del “gran bollito alla padovana”».

CONTINUA

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