Totò Sapore festeggia con gran consensi il suo successo

20/ott/2017 15.49.36 Miss Italia 71a edizione Contatta l'autore

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Il Campione del mondo 2017 acclamato dai giornalisti

Non è mai troppo tardi per festeggiare un successo, specialmente se chi lo ha conseguito ha ormai una notorietà diffusa nel mondo e di conseguenza è sempre impegnato nel suo lavoro con tutta la sua famiglia, nel suo locale pilota di Napoli “Totò Sapore”, in via Gramsci, 18 ripartendo la sua professione di grande maestro pizzaiolo, anche negli sui altri locali in gestione diretta di Agropoli, Salerno, Napoli via Chiaia e di Caserta, ed ancora quello di Frattamaggiore e di Napoli Fuorigrotta, dello stesso gruppo, ma in franchising. Però, Angelo Ranieri, campione del mondo 2017 al Pizza Village, consigliato dal suo ottimo ufficio stampa curato dal giornalista Renato Rocco, ha voluto realizzare una serata dedicata ai mass media ospitando giornalisti, radio, tv e fotografi tra cui Gennaro D’Aria, meglio conosciuto come: ‘O Masto d’à Pizza, che con i suoi scatti ha documentato egregiamente l’intera serata, nel locale di via Gramsci, il primo da lui aperto circa 12 anni addietro, realizzando un suo grande sogno, per festeggiare il suo trofeo conquistato nel campionato mondiale pizzaioli 2017 “Trofeo Caputo” per la categoria pizza di stagione, svoltosi sul lungomare partenopeo, dove è giunto primo classificato, ed anche per offrire in degustazione le sue specialità.

Ha quindi proposto dapprima la pizza che l’ha portato ad appropriarsi dell’ambita coppa: “A Stagione” condita con provola di Tramonti, peperoncini verdi, pomodorini rossi del Vesuvio e gialli, basilico, scaglie di Provolone del Monaco ed olio EVO all’uscita dal forno, per poi passare alla sua nuova pizza di stagione presentata in anteprima in questa serata “Autunno in Costiera” farcita con provola di Tramonti, funghi porcini, provolone del Monaco e pomodorini gialli. Ranieri ha poi ricevuto applausi da tutti anche per la degustazione della pizza “Totò Sapore” tipicità del locale, ma quel che ha attratto tanti è stata la sua pizza a chiusura dei dischi di pasta la: “Mammà”, creata questa volutamente come afferma Angelo: “penso che la nostra dieta è mangiare, chi esce da casa deve gustare roba gustosa e con prodotti eccezionali, di alta qualità, come questa pizza, diversamente conviene, a mio avviso, restare a casa preparandosi una bella insalatina. Ho preso spunto dalla nostra gioventù quando ci recavamo in spiaggia e le nostre mamme ci preparavano da portare per pranzo ruoti con pasta, polpette, melenzane ed ogni ben di Dio, io non ho fatto altro che mettere sulla pizza gli ingredienti saporiti di una volta. Una pizza con cornicione ripieno di ricotta unita a polpettine di manzo fritte ed al centro condita con ragù napoletano, melenzane a funghetto fritte, ancora polpettine, scaglie di formaggio parmigiano e romano, basilico ed olio EVO. Una pizza che nasce dalla passione di Angelo per il voler far vivere il culto culinario tramandato da tre generazioni, nonno Angelo, papà Pasquale ed ora lui. Infatti, Angelo dice: ”sin dai primi anni di vita, frequentavo il locale dei miei e anche se giocando, vicino a fornelli al fianco del mio papà Pasquale che era un grande chef, ho appreso tanto da saper ora anche cucinare, mi sono subito accorto che mi  attirava maggiormente mio nonno Angelo che lavorava al banco pizza ed ho preferito anche perché ho avuto grandi maestri, approfondire la mia specializzazione nel divenire un buon pizzaiolo, sino ad ottenere tanti buoni risultati”. Angelo Ranieri continua: ”La collaborazione di mio figlio Pasquale che si occupa dell’amministrazione e del personale del gruppo Totò Sapore e di mio cognato Maurizio Lipardi che cura l’accoglienza dei clienti sono altro fondamentale vanto per i successi di Totò Sapore”.

Ad accompagnare le degustazioni di pizze di tanto alto spessore di sapori, occorrevano birre di altrettanta bontà ed ecco un altro passionario del gusto, Roberto Paolo, che con un suo amico d’infanzia appassionato di vini, mentre lui di birre, uno studioso di esoterismo e religioni, l’altro di storia, entrambi legati alle proprie origini contadine e alla propria terra, il Sannio caudino, hanno dato vita al progetto “Alkimia” fondendo le rispettive passioni in un processo alchemico che sono i sapori e sentori di birre artigianali, non comuni, ma di altissima qualità che in breve tempo dalla loro nascita stanno ottenendo consensi nel più erudito, colto, serio,  approfondito, autorevole, responsabile ed affidabile mondo dei degustatori del prodotto Birra. Le birre Alkimia, che stanno ottenendo grandi successi soddisfacendo i gusti dei più perfettisti amanti della birra, sono birre artigianali realizzate esclusivamente con materie prime naturali della migliore qualitá, senza alcun tipo di additivi. Birre, che nascono all’ombra del Taburno con l’utilizzo solo di malti d'orzo selezionati, con l'aggiunta in qualche caso di frumento crudo (Stregabianca) o frumento maltato (Artemisia). Come aromi, vedono l’impiego dei migliori luppoli e, in alcune ricette, miele biologico italiano (Streganera), bergamotto e coriandolo (Stregabianca), pepe nero e scorze d'arancio (Artemisia). Le prime cotte si sono ispirate alle tradizionali birre belghe: saison, blanche, golden, strong ale, con l’apporto tutto italiano di bergamotto, coriandolo, scorze d’arancio e pepe. A queste si sono aggiunte due tipiche birre britanniche: l’India pale ale e la stout, ammostata con l’aggiunta di miele di montagna. Il prossimo sogno di Alkimia è il produrre una birra interamente fatta con materie prime prodotte nel Sannio: dal malto d’orzo, al frumento, ai luppoli e altri aromi locali.

Dopo tutte queste degustazioni di pizze, verrebbe da chiedersi come dopo quattro pizze, anche se non intere ma grossi tranci, sia stato possibile per gli ospiti della serata, poter gustare primi e dolci che sono stati serviti, ma il segreto è svelato dalle stesse pizze proposte che, non solo per il loro gusto, ma soprattutto per la grande leggerezza dell’impasto e quindi grande digeribilità, hanno fatto sì che anche piatti di tradizione gastronomica napoletana potessero essere di grande gradimento, anche in questo caso, per la loro bontà. E tornando ai suddetti insegnamenti di papà Pasquale il maestro pizzaiuolo – Chef, Angelo ha fatto portare in tavola la sua “Genovese”, uno dei piatti d’ottima gastronomia storica che Napoli vanta e che lui propone ad una clientela, che se fatta di buongustai, assaporandolo non può che fare un passa parola dei sublimi gusti provati. E’ stato così, che oltre 80 giornalisti si sono trovati ad accogliere l’invito di Angelo ed hanno potuto apprezzare il suo operato nel campo della gastronomia e di conseguenza fargli i dovuti complimenti che sono andati anche allo staff operativo che questo locale vanta, perché è stata, per l’ormai notorietà consolidata anche oltre i confini del nostro continente che Angelo Ranieri può vantare, una serata che ha visto il locale stracolmo di avventori, i circa 200 coperti che questa pizzeria – ristorante possiede, erano infatti occupati da comitive di australiani e giapponesi che giunti a Napoli non hanno voluto perdere l’opportunità di assaporare ed il ricordo da conservare della Vera Pizza Napoletana gustata con l’Arte del Campione.

La serata si è chiusa con la degustazione di dolci della casa, in particolare la Pastiera d’Autunno”, con ricotta e crema di castagne e cioccolato.

e per chiudere nella massima espressione di delicatezza, finezza, gusti, sapori e vera e autentica espressione della Campania, non poteva mancare Felicia Annarumma, a rendere tutti felici con le sue magnum di Falanghina spumantizzata “Bomba d’Amore”, ormai affermatasi nelle più alte sfere degli intenditori di Buon Vino perché prodotta con uve Falanghina delle falde del Vesuvio e quindi avvincente ed emozionante per la bontà espressa dalle sue bollicine che rendono questo prodotto unico ed inconfondibile.

Nello spirito dell’evento, data la presenza dei due campioni Angelo Ranieri e Michele Leo, il Magazine La Buona Tavola” affiancata dalle Associazioni che rappresentano la categoria dei pizzaioli ha lanciato una petizione per l’impiego di risorse destinate alla valorizzazione in Italia e all’estero dell’arte della pizza Napoletana.

Alla kermesse sono intervenuti Carmine Caputo dell’omonima farina emblema di napoletanità nel mondo, Sergio Miccu presidente dell’Associazione APN, Michele Leo altro Campione del Trofeo Caputo, Umberto Fornito Cavaliere della Repubblica, pluricampione mondiale di tutte le categorie di pizza ed in tante manifestazioni tenutesi sul pianeta terra dove ha portato alto il nome dell’Italia con le sue vittorie e Angelo Pisani Presidente dell’Associazione Noi Consumatori. Quest’ultimo è intervenuto anche sull’azione intrapresa per la salvaguardia dell’arte della pizza, prodotta de visu al cliente, e quindi contro le elargizioni fatte dalla Regione Campania di fondi a favore della produzione di pizze congelate che multinazionali intendono produrre, chiedendo inoltre di destinare almeno la stessa cifra alla divulgazione dei pizzaiuoli e della loro arte viva ed autentica, che ha fatto da sempre apprezzare questo prodotto, che aimè è divenuto un business commerciale, a meno che la passione dei nostri Maestri non riescano a salvarlo. Alla petizione proposta da Pisani ed il magazine “La Buona Tavola” ha fatto seguito l’impegno di Ranieri quale portavoce dei pizzaioli Napoletani che vogliono difendere la tradizione dell’arte bianca: “Siamo costernati, dover assistere ad uno svilimento della nostra professione da parte delle Istituzioni che dovrebbero essere al nostro fianco. L’insediamento e soprattutto il finanziamento di una fabbrica per la realizzazione di una pizza surgelata in Campania e che verrà esportata in tutto il mondo dà un’immagine distorta di un prodotto tipico napoletano e penalizza un’intera categoria.”

Una serata veramente ricca di novità, proposte gastronomiche, impegni di categoria per realizzare nuove frontiere e successi con una gran presenza di amici e giornalisti tanto da far annunciare sin da ora da parte del Gran Campione che l’ha ospitata nel suo locale che ce ne saranno altre.

 

 

Giuseppe De Girolamo

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