Tragitto casa lavoro, quando spetta il rimborso chilometrico?

10/dic/2020 18:36:20 marketing-seo.it Contatta l'autore

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Quando un lavoratore dipendente per motivi aziendali deve spostarsi dall’abituale sede di lavoro per fare delle trasferte, gli spetta un rimborso chilometrico.

Si tratta di una somma che l’azienda versa direttamente in pusta paga, calcolata su criteri precisi per rimborsi tutti i costi sostenuti dal dipendente, un maggiore approfondimento potete trovare su https://www.rimborsichilometrici.it/.

Viene da chiedersi se sia anche previsto un rimborso chilometrico per i dipendenti nel tragitto casa lavoro, vediamo cosa dice la legge.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciato e ha ribaltato, in parte, le regole applicate in Italia.

Rimborso chilometrico: a chi spetta?

Ogni volta che il lavoratore svolge la sua prestazione lavorativa al di fuori della sede di lavoro indicata nel contratto di assunzione, si parla di trasferta.

Quando un dipendente effettua una trasferta con auto propria o a noleggio, ha diritto al rimborso chilometrico.

La somma si calcola tenendo conto di criteri specifici e va inserita nella busta paga, non è tassata ed è deducibile per l’azienda.

Affinché nasca il diritto di rimborso chilometrico è necessario allontanarsi da lavoro. La legge non fa riferimento all’abitazione del dipendente che, non ha nessuna rilevanza. Il che vuol dire che lo spostamento che il lavoratore fa ogni giorno per raggiungere il luogo di lavoro non è da considerarsi una trasferta e quindi non va rimborsato.

Esiste però un’eccezione, vediamo quale.

Quando viene retribuito il tragitto casa lavoro?

Nella maggior parte dei casi il tragitto casa lavoro non viene retribuito, ma la Corta di giustizia dell’Unione Europea però, con una sentenza del 2015, ha stabilito un’eccezione per i lavoratori privi di sede fissa.

Un esempio? Agenti di commercio e addetti alle consegne. Si tratta di categorie di lavoratori che non hanno nessuna sede abituale di lavoro e, in alcuni casi, nemmeno un itinerario fisso da seguire per svolgere la propria attività.

Ogni giorno cambia il percorso in base alle consegne da effettuare e ai clienti da incontrare. In questi casi, la normativa europea obbliga i datori di lavoro a inserire anche le ore del tragitto casa lavoro e viceversa fra le voci da retribuire nella busta paga. Ricordiamo che prima di questa direttiva europea, la legge italiana non prevedeva questo tipo di obbligo, per tanto non venivano retribuiti i percorsi lavoro casa nemmeno a queste categorie, oggi, invece anche l’Italia si è dovuta adeguare.

Per tanto, chiunque ricopra questi ruolo all’interno di un’azienda dovrà conservare la documentazione anche del tragitto casa lavoro e lavoro casa, come fatture e ricevute dei consumi delle varie trasferte e presentarle all’azienda che sarà tenuta a conteggiarle quando dovrà fare il calcolo del rimborso chilometrico.

Ricordiamo, inoltre, che il calcolo del rimborso chilometrico viene effettuato basandosi sulle tabelle ACI che vengono aggiornate due volte all’anno e che indicano i vari parametri da seguire per effettuare il conteggio e inserire l’importo esatto da rimborsare al dipendente.

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