Agente di commercio e procacciatore, quali sono le differenze?

30/mag/2020 22:18:11 marketing-seo.it Contatta l'autore

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È importante comprendere le differenze tra agente di commercio e procacciatore per individuare il giusto professionista che può fare al caso della vostra azienda.

Per capire meglio la distinzione partiamo dalle differenze legali delle due professioni, che diversificano queste attività in base a delle competenze.

 Queste due figure spesso si sovrappongono e creano un po’ di problemi a livello giuridico per ciò che riguarda il riconoscimento delle stesse. Nonostante ci siano delle similitudini, ci sono anche elementi di contrasto che sono stati evidenziati dalla Corte di Cassazione in varie sentenze.

Prima di scoprire le differenze, ricordiamo che sia l’agente di commercio che il procacciatore d’affari non sono soggetti a lavoro subordinato e si identificano come prestatori di servizio, anche se in modo diverso.

L’agente di commercio

La figura dell’agente di commercio viene disciplinata dal Codice Civile. Gli elementi normativi che identificano questa professione riguardano il fatto che svolge stabilmente la prestazione su mandato, dietro pagamento e in una determinata zona geografica.

Per cui, il contratto di agenzia ha come elementi distintivi la continuità e la stabilità dell’attività dell’agente di promuovere la conclusione dei contratti per conto del mandatario in una determinata area geografica, realizzando una collaborazione professionale autonoma non occasionale. Il risultato è a proprio rischio, inoltre, vi è l’obbligo naturale di osservare tutte le norme di lealtà e correttezza ed eseguire le istruzioni ricevuta dal mandatario.

Anche se il rapporto tra il preponente ( mandatario dell’incarico) e l’agente è continuativo, questo non viene configurato come rapporto subordinato.

Infatti, l’agente, seguendo le direttive del preponente, può lavorare in autonomia e gestire tutte le fasi lavorative nel modo che ritiene più adeguato per concludere efficacemente gli affari.

La ricerca agenti è adeguata, quindi, per chi cerca un professionista che lavori per la propria azienda in modo continuativo.

Procacciatore d’affari

Il procacciatore d’affari, diversamente dall’agente di commercio, non ha nessun riferimento normativo, motivo per il quale il contratto di procacciatore d’affari è considerato atipico, ovvero non disciplinato dalla legge. Si evince che questa figura professionale è nata per consuetudine all’interno del mondo commerciale.

Il procacciatore d’affari svolge, senza alcun vincolo di stabilità, e quindi, in via episodica, attività di raccolta ordini dei clienti, trasmettendole a colui che gli ha dato l’incarico, in cambio di commissioni.

La sua attività è quella di mettere in contatto due parti al fine di trovare un accordo commerciale, agendo per ottenere un risultato positivo per il preponente che l’ha incaricato.

Quindi, questa figura professionale viene incaricata dal preponente, che può essere una persona fisica o giuridica, con lo scopo di promuovere la conclusione di contratti di prodotti o servizi con clienti finali.

La provvigione viene ottenuta nel momento in cui riesce a mettere in contatto le parti o ottiene degli ordini, questa è indicata nel contratto e varia in base alla prestazione svolta.

In sintesi: la differenza sostanziale tra agente e procacciatore è da individuare soprattutto nel modo in cui viene svolto il lavoro: il primo professionista lo fa in modo continuativo, mentre il secondo in maniera occasionale.

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