Il vescovo chiede lo stop del party “Eresia”

25/nov/2018 21:29:31 Mimmo Caiazza Contatta l'autore

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L’organizzazione Assafadi chiarisce: ‘Niente di blasfemo nel nostro evento.’

In seguito all'articolo pubblicato dal sito Avvenire.it e alla lettera del Vescovo di Nola ci teniamo a precisare alcuni punti fondamentali riguardo il nostro operato, in quanto dall'articolo si evincono alcuni errori.

Il nome Assafadì non è nessun insulto a Dio, è semplicemente un termine liberatorio utilizzato dai più nel fine settimana per esprimere uno stato di gioia alla settimana di studio e lavoro che volge al termine.

E' un crimine festeggiare la fine di una settimana stressante con una delle parole più utilizzate nel dialetto napoletano, totalmente riconosciuto anche dall'Unesco?

Veniamo al party Eresia: il termine, fuori dall'ambito religioso, viene utilizzato in senso figurato per indicare un'opinione o una dottrina artistica in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli.

Questo è il nostro significato di Eresia: totalmente diverso da quello che si evince in quest'articolo in quanto la nostra ''Eresia'' era quella di dare a tanti giovani nolani e non, la possibilità di un party mensile con i migliori ospiti del bynight partenopeo.

Precisiamo che la scelta della croce al contrario è una scelta dello scenografo della quale ci assumiamo completamente la responsabilità e chiediamo scusa alla comunità offesa.

 

Da sempre aperti al dialogo.

Il gruppo #Assafadì

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