Fivet e ICSI. Facciamo chiarezza sulle metodiche di fecondazione assistita

27/apr/2017 14:45:13 marketing-seo.it Contatta l'autore

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La riproduzione assistita consiste in una serie di metodiche che permettono ad una coppia di concepire un bambino, quando non sia possibile farlo in maniera naturale a causa di problematiche in uno degli individui. La fecondazione artificiale, invece, consiste nella fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo che avviene al microscopio ad opera di personale specializzato.

La riproduzione assistita comprende tecniche quali la fecondazione artificiale, utilizzata in caso di problematica maschile (insufficiente vitalità degli spermatozoi ecc); consiste nell’inserimento dello sperma nell’utero femminile, nella cervice o nelle tube, se le altre tecniche hanno fallito.

La fecondazione artificiale invece prevede tecniche di II livello (così chiamate perché prese in considerazione dopo il fallimento dell’inseminazione), ovvero l’inserimento dello spermatozoo nell’ovulo allo scopo di fecondarlo; l’embrione viene poi inserito nella cavità uterina della donna, dove attecchisce. Esistono due tecniche per fecondare l’ovulo: l’ovulo può essere messo a stretto contatto con gli spermatozoi in un medium di coltura, oppure lo spermatozoo può essere inserito direttamente nell’ovulo con un microcatetere. In entrambi i casi, il liquido seminale maschile viene prelevato, lavato ed analizzato, mentre la donna viene sottoposta ad una terapia di stimolazione ovarica per portare gli ovuli a maturazione.

La tecnica chiamata Fivet (fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionario) consiste nel mettere a contatto l’ovulo e numerosi spermatozoi in una provetta, che viene lasciata in ancubatore a 37°C tutta la notte ed esaminata il mattino seguente per rilevare l’avvenuta fecondazione. La Fivet si utilizza solitamente quando non sussiste un problema di numero di spermatozoi, ma essi sono poco mobili e non riescono quindi a risalire le tube per fecondare l’ovulo naturalmente (sterilità meccanica) o quando la donna soffre di endometriosi.

La ICSI invece (iniezione intra-citoplasmatica di spermatozoi) viene utilizzata quando gli spermatozoi del donatore sono in numero esiguo e poco vitali o poco mobili, pur essendo geneticamente sani; in questo caso il biologo utilizza un apparecchio chiamato micromanipolatore ad elevato ingrandimento (400X) per fecondare l’ovulo iniettando lo spermatozoo al suo interno, con una microscopica siringa. Dopo una notte in incubatore, si osserva la cellula uovo per verificare l’avvenuta fecondazione, che si evidenzia con la presenza di due nuclei (lo zigote). Dopo 48-72 ore dalla fecondazione l’embrione è pronto per essere trasferito nell’utero, dove attecchirà dando inizio alla gravidanza.

Solitamente vengono fecondati più ovuli, per aumentare le probabilità di successo; infatti molti embrioni vengono scartati perché morti o con anomalie che ne fanno prevedere la futura morte. Solo gli embrioni più promettenti vengono re-impiantati nell’utero. Per ogni transfer di 2 embrioni, si ha un 30% di probabilità di gravidanza. Nel caso l’impianto avesse subito successo, gli altri eventuali embrioni vengono crioconservati in azoto liquido. Il trasferimento di più embrioni è la causa principale delle gravidanze gemellari o pluri-gemellari post-fecondazione artificiale, che tuttavia rimangono un’evenienza piuttosto rara.

Sono numerosi i centri per la fecondazione assistita che eseguono Fivet ed ICSI a Roma; nonostante entrambe siano metodiche ampiamente testate, non è possibile escludere del tutto le complicanze dovute al procedimento medico, come ad esempio la maggiore probabilità di aborto spontaneo, malformazioni fetali, malattie genetiche, basso peso alla nascita.

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