Controlli consigliati prima della messa in funzione del riscaldamento di casa (Caldaie, camini stufe)

15/set/2016 17.22.15 Multisystem Center Contatta l'autore

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Una manutenzione costante e attenta degli impianti termici permette da un lato la riduzione sensibile dei consumi, e dall’altro dell’inevitabile inquinamento ambientale; inoltre, consente di ridurre sensibilmente, fino ad eliminarli, i rischi legati all’emissione di gas tossici o incendi. Grazie a controlli periodici a cui obbligatoriamente gli impianti termici devono essere sottoposti, si mantiene alto il livello di sicurezza, e basso il costo delle bollette. Le operazioni di controllo possono essere eseguite da sé, in certi casi, oppure ricorrendo a ditte specialiste e abilitate, nel caso di impianti più complessi.

Nella manutenzione dell'impiando di riscaldamento, è sempre bene attenersi con scrupolo alle istruzioni date dalla ditta che ha installato l’impianto stesso: l’ottimizzazione dell’impianto nella produzione di calore e la sua sicurezza saranno ottenute solo se ci si adopera in maniera conforme circa sia alla periodicità, sia alle prescrizioni che si possono ritrovare nelle istruzioni tecniche. A ogni modo, vi sono alcune manovre che devono essere eseguite sempre prima di tornare ad accende le proprie stufe, i propri caminetti e le proprie caldaie, preparandosi al freddo dell’inverno: eccoli.

I controlli alle caldaie prima dell'accensione

I singoli comuni regolano a norma di legge le manutenzioni a cui devono essere sottoposte le caldaie domestiche: se si vive in un Comune che ha più di 40mila abitanti, è bene controllare che non sia il caso di fare manutenzione! Vi è un preciso iter burocratico a cui restare fedeli ed operazioni a cui attenersi, per evitare sanzioni pecuniarie. È meglio sempre partire con anticipo: non aspettare che sia ormai ottobre inoltrato per verificare se si è, o in meno, in regola con gli obblighi burocratici. 

Ecco cosa fare, sotto un lato più pratico, per accertarsi che tutto sia in regola con la propria caldaia. Il manometro deve segnalare una pressione che sia compresa tra 1-1,5 bar. Se il valore indicato non è sufficientemente alto, la caldaia non sarà in grado di avviarsi, e l’acqua calda che dovrebbe animare l’impianto rimarrà ferma. Un apposito rubinetto permette di portare la pressione al valore desiderato. 

È necessario controllare che vi sia sufficiente gas, e che l’impianto elettrico che consente il funzionamento della caldaia non sia rimasto danneggiato o non si sia logorato durante i mesi estivi. 

Nel caso si noti che alcune componenti o parti dell’impianto, oppure del generatore, sono danneggiate o compromesse, è necessario ricorrere all’intervento di ditte specializzate. Se la caldaia si accende o spegne in maniera irregolare e improvvisa o molto rumorosa; se sono presenti perdite d’acqua; se il mantello della caldaia si surriscalda o se alcune sue parti si anneriscono; allora sono necessari interventi tecnici di manutenzione.

Assicurarsi che la presa di ventilazione (l’apertura verso l’esterno che deve essere presente nella stanza in cui la caldaia è installata) non sia ostruita. Allo stesso modo, la griglia attraverso cui la caldaia prende aria non deve essere intasata. 

Assicurarsi inoltre che nei pressi del generatore e dei tubi di scarico dei fumi non siano presenti materiali combustibili. 

Una volta accesa, bisogna aprire le valvole, e verificare il grado di temperatura dei radiatori. Se alcuni sono freddi, è necessario sfiatare l’aria: in questo modo, l’acqua calda potrà riempire il termosifone. Se invece sono installati termoconvettori, verificare che la batteria sia pulita e priva di polvere (oltre che, naturalmente, carica) – questa impedirebbe uno scambio termico efficiente con l’ambiente. 

I controlli alle stufe prima dell’accensione

Per quanto riguarda le stufe, è consigliabile una pulizia preliminare dell’intero impianto, laddove possibile, prima di procedere all’accensione. Il canale di aerazione e la presa d’aria devono entrambi essere sgombri e puliti. Lo sportello della camera di combustione deve essere pulito, così come anche le parti interne della stufa: il cassetto della cenere, il piano del fuoco e del braciere. Queste operazioni devono poi essere eseguite per tutto il tempo di utilizzo, su base bisettimanale, tramite aspiratori. La stufa deve essere pulita grazie ad un panno asciutto e non abrasivo (questo potrebbe rovinare alcuni elementi della stufa) e solo quando completamente fredda. 

Se il canale d’aereazione sbocca sul tetto, è necessario assicurarsi che durante i mesi primaverili ed estivi nessun volatile vi abbia fatto il nido o che foglie ed altri elementi organici abbiano intasato la canna fumaria. 

Il personale specializzato può provvedere ad una pulizia più profonda della stufa, anche smontandola: si tratta di assicurarsi che i condotti fumi, il rivestimento interno, e il crogiolo, i ventilatori e i loro fissaggi siano in condizioni ottimali. È sempre compito del personale tecnico occuparsi del controllo del telecomando, della centralina elettrica, dei cavi elettrici (è, per esempio, possibile che, dopo due o tre anni di uso continuo nei mesi invernali, si debba sostituire la resistenza elettrica).

I controlli ai camini prima dell’accensione

I camini, un elemento tanto romantico e tradizionale della casa, sono anche impianti che necessitano di cure particolari.

Prima di accendere il camino, bisogna assicurarsi che la valvola di regolazione del tiraggio sia aperta; la presa d’aria deve essere libera. Il focolare deve essere pulito; grazie ad una spugna inumidita in candeggina diluita si può rimuovere la fuliggine che ricopre le pareti della camera di combustione.

L’elemento forse più importante del camino è la canna fumaria: se intasata, il camino tirerà di meno, ed è possibile che si sviluppino incendi, scoppi, o che maggiori fumi nocivi siano prodotti.

La canna fumaria deve quindi essere perfettamente sgombra e pulita. Ci si può rivolgere a personale tecnico; oppure si può procedere da soli. In questo caso, è necessario munirsi di una spazzola a raggi metallici per liberare il condotto di fuliggine ed ingombri eventuali. Ditte specializzate possono provvedere con una video-ispezione della canna ad assicurare che sia adeguatamente sgombra e che non presenti fessure o otturazioni.

Si ricorda che il controllo di efficienza energetica dell’impianto è obbligatorio per legge per impianti per la climatizzazione invernale che abbiano una potenza termica utile nominale che supera i 10kW. Questo controllo è da eseguirsi qualora si compiano operazioni di manutenzione; la cadenza però varia a seconda del tipo di impianto, della potenza termica e della modalità di alimentazione. 

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