Lavoro: addio competizione. I dipendenti italiani preferiscono collaborare

01/nov/2014 10:52:51 D'I Comunicazione Contatta l'autore

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I lavoratori italiani rendono meglio lavorando in team, ma a collaborare s’impara solo con impegno ed esperienza: è questo il quadro emerso dall’ultimo Randstad Workmonitor

 Collaborativi sul lavoro non si nasce, si diventa. La maggior parte dei dipendenti italiani dichiara di preferire il lavoro di gruppo, ma pochi pensano che lo spirito collaborativo sia innato: al contrario, la capacità di cooperare si svilupperebbe nel tempo, soprattutto grazie all’impegno, all’esperienza e all’acquisizione di specifiche "social skills". È questo il quadro emerso dall’ultimo Randstad Workmonitor, indagine dedicata nel terzo trimestre 2014 al tema della collaborazione professionale, sempre più diffusa e apprezzata dai lavoratori.

Emerge dai dati raccolti da Randstad, secondo player al mondo nei servizi di risorse umane, un generale cambiamento nell’approccio al lavoro: alla rivalità tra colleghi si sostituisce una maggiore propensione alla collaborazione. Solo il 37% del campione, costituito da lavoratori di età compresa tra i 18 e i 65 anni, pensa che la cooperazione non sia richiesta nel proprio ambito professionale; di contro, quasi 7 dipendenti su 10 ritengono di ottenere performance migliori in team.

Quello collaborativo si rivela dunque un modello vincente e, per questa ragione, da incentivare e promuovere. Anche perché né spontaneo né naturale, almeno stando al giudizio degli intervistati italiani. In Italia, solo il 56% dei dipendenti pensa infatti alla cooperazione professionale come a una dote spontanea: l’Italia e pochi altri Paesi (Cile, Turchia, Messico e Spagna) si distinguono così nettamente dal resto del mondo, dove quella alla collaborazione è invece percepita come un tendenza quasi “congenita”.

In particolare, è convinzione diffusa in Italia che lavorare in team richieda specifiche competenze sociali e, sopratutto, una forte consapevolezza delle esigenze e delle motivazioni degli altri componenti del gruppo, prerequisito fondamentale per trovare la strada giusta per operare insieme.

Proprio l'importanza riconosciuta alla collaborazione indica dunque nelle “social skills” la nuova frontiera del mondo del lavoro, un’importante capacità da sviluppare nel tempo, con la giusta pratica ed esperienza sul campo. E anche chi cerca lavoro è allora avvisato: l’epoca dell'individualismo esasperato è finita, le aziende premiano oggi la collaborazione.

 

 

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