JP Morgan interrompe i prestiti agli studenti

11/set/2013 18:29:05 TDS Contatta l'autore

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La notizia è di pochi giorni fa: JP Morgan Chase & Co., uno dei più importanti gruppi bancari al mondo, uscirà dal mercato dei prestiti d'onore, i prestiti concessi agli studenti per finanziarsi gli studi. La notizia non giunge inaspettata. Le più importanti banche americane hanno infatti abbandonato il settore ad eccezione della sola Wells Fargo. La stessa JP Morgan aveva già ristretto in precedenza alla sola Chase l'erogazione di questa tipologia di prestiti.

La questione dei prestiti agli studenti ha una grande importanza per l'amministrazione Obama e per l'economia americana, il 93% dei prestiti è infatti erogato dal governo. Le tasse universitarie americane sono elevate e la pratica del prestito d'onore è molto diffusa. Ripagare i debiti accumulati nel percorso di studio è però impresa non sempre semplice, questa tipologia di prestito contiene quindi in sé un elemento di rischio piuttosto elevato. Non è infatti affatto detto che lo studente sarà in grado di ripagare i prestiti ricevuti; le difficoltà aumentano in particolar modo nei periodi di crisi economica in cui l'offerta di lavoro e le retribuzioni subiscono cali anche drammatici.

La mole dei debiti accumulati dagli studenti, che ammonta a attualmente a 1000 miliardi di dollari, e la certezza che questi debiti non verranno estinti nella loro interezza, ha fatto parlare molti (ad esempio il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera) di una nuova bolla speculativa che investirà l'economia statunitense.

Hanno fatto molto scalpore le dichiarazioni del Presidente Obama che ha ammesso di aver restituito completamente i debiti accumulati duranti gli studi solo a 42 anni. Non sono tuttavia rari i casi di importanti personalità politiche che faticano ad estinguere i propri debiti. La neo-senatrice del Massachussets Elizabeth Warren a 63 anni ancora non ha estinto completamente i suoi debiti scolastici. L'amministrazione democratica è pienamente conscia dei rischi contenuti nel sistema dei prestiti d'onore tanto che tramite una sovvenzione ha finora contenuto i tassi d'interesse in modo da agevolare la restituzione del debito maturato. Tale sovvenzione è però giunta a termine e non è affatto scontato che il Congresso voterà per una proroga. Nel caso in cui ciò non dovesse accadere i tassi d'interesse raddoppierebbero, passando dal 3,4% al 6,8%, aggravando una situazione di per sè già molto delicata.

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